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Original subtitles

# Senta, senta, senta per favor, se mi ascolter�, non si pentir�.

# Senta, senta, le dar� il mio cuor, se mi d� la prova del suo amor.

# Le piace il mio bijou? # Non vuol capir che non la sto a sentir?

# Per me ci vuol di pi�, io voglio un dono degno della Pompadour. #

Buongiorno, Rosetta.

Rosetta, io...

Rosetta, ascoltami! Ma che hai?

Tu sei sua amica, perch� mi tratta cos�?

- � arrabbiata. - Perch�?

Lei non si decide a parlare del matrimonio con suo padre.

Non conosce mio padre!

# Senta, senta, senta per favor, se mi ascolter� non si pentir�.

# Senta, senta, le dar� il mio cuor, se mi d� la prova del suo amor.

# Le piace il mio bijou? # # Non lo vuol capir che non... #

che uomo affascinante! Qual � il suo nome?

Bertrand de Tassigny, un nobile francese, � colonnello.

Bello, audace e nobile!

Volerei volentieri sul suo aerostato da Napoli a Parigi. Eccolo!

Susanna, tuo marito � sindaco, poteva trovare un pretesto per conoscerlo

e poi presentarlo a te. Mi piacerebbe conoscerlo!

# Le piace il mio bijou, bjiou, bijou?

# Ma non vuol capir che non la sto a sentir.

# Ma guardi che bijou! E questo � un dono degno della Pompadour!

# Le piace il mio bijou, bjiou, bijou?

# Ma non vuol capir che non la sto a sentir.

# Per me ci vuol di pi�, di pi�. Un dono degno della Pompadour! #

(lN FRANcESE) Brava! Meravigliosa, formidabile!

Brava!

- Smetti di fare la civetta! - Noioso!

Io ti ho raccolto in un tirassegno di periferia,

ti ho comprato l'auto e ti ho messo sulla strada del successo!

Bel successo, in provincia!

Potrei stare al Moulin-Rouge, se tu non fossi una "pappa lessa".

- Io pappa lessa? - S�, lasciami andare. - Dove vai?

(cON AccENTO FRANcESE) Madame, complimenti, siete meravigliosa.

- E voi siete gentile. - No, � la verit�.

- Voi siete degna della Folies Berg�res. - credete? - S�.

Ascoltatemi bene. Non vi piacerebbe venire a Parigi con me?

- S�. - con il pallone?

Mi piacerebbe venire, ma in pallone non � pericoloso?

No, sarebbe l'unico modo per avere tanta pubblicit�.

l cartelloni lungo le strade!

"Marion Bombon che vola sul Mediterraneo con il colonnello."

"Marion Bombon che arriva a Parigi sul pallone!"

Gli imprenditori teatrali per avere un vostro contratto

faranno a gomitate, a capocciate!

Allora? Viene?

- � un'ottima idea. ci metteremo d'accordo. - Lo vorrei tanto.

Ascoltami, Rosetta. Mio padre � scontroso, � difficile parlargli.

Il barone non � come dici, con me � gentilissimo.

- Perch� non ci vivi insieme. - Sei un buono a nulla.

- Parli con suo padre. - Tu stai zitta.

Scusa, Rosetta. Ti giuro che parler� con mio padre.

- Mi � mancato... - Il coraggio. - No, il pretesto.

Non devo solo chiedergli di acconsentire alle nozze,

ma anche convincerlo a darmi qualcosa per vivere i primi tempi.

Non hai l'eredit� che ti lasci� tuo nonno?

Ho sentito parlare di una cassetta con un tesoro dentro.

Mio nonno lasci� scritto che il contenuto dello scrigno,

Luigi d'oro, oggetti di famiglia e gioielli,

doveva essere diviso tra me e il comune perch� erigesse una scuola.

- concludi. - La cassetta non si trova.

Mio padre non sa dov'� e non vuole sentirne parlare.

La cassetta non mi interessa. Se non gli parli tu, gli parlo io.

No, sarebbe peggio. Ti prometto che gli parler� oggi.

- Bravo! - Sei contenta? - S�.

- Vado subito. - Esci da l�, farai prima.

- ciao. Gliene parler�. - ciao!

- Buongiorno, signor barone. - Buongiorno.

- Scusi, il biglietto. - Quale?

- Il biglietto per entrare. - Non ce l'ho.

- Mi dispiace, non pu� entrare. - Davvero? E questo?

- cos'�? - "certificato di povert�". Mi d� diritto alle cure gratis.

lncredibile, ogni volta la stessa storia!

� una vera indecenza, una vergogna!

- � un abuso! cose da pazzi! - Barone, che succede?

Un disgraziato, a causa delle ristrettezze finanziarie in cui vive,

riesce ad ottenere il certificato di povert� e quello lo contesta!

- Glielo impugnano! cose dell'altro mondo! - Ha ragione.

caro dottore, non si vive pi�.

- carissima, come va? - Signor barone, come sta?

- La dispepsia mi tormenta. - Un bicchiere?

Due.

- Anzi, tre. - Va bene. - Tanto � tutto pagato!

Fanciulla, quattro!

- cosa le sembra? - Una ragazza graziosa e anche gentile.

A me piace tanto, vengo qui per lei da un mese!

Venire qua � una spesa enorme e quindi mi sono fatto fare questo.

- Allora � una cosa seria! - Seria? Serissima, tragica!

- Ho deciso, la sposo. - Lei si vuole risposare? - S�.

- Una moglie costa tanto. - Ho gi� pensato a tutto.

La ragazza � abituata a lavorare 8 ore al giorno.

Io licenzio il mio cameriere Gondrano e con lo stipendio che risparmio

- coprir� le spese di cibo e vestiti. Le piace l'idea? - Ottima!

Adesso vada via.

Un momento.

Pu� andare.

- Ecco. - Grazie.

Signorina, permetta questo piccolo omaggio floreale.

- Segga. - Non posso, sono in servizio.

- Lei qui lavorer� per poco. - Non capisco.

Lavorer� per poco ancora. Le piacerebbe un titolo,

una casa con "annessi e connessi", per esempio, la mia?

- Ha parlato con Gastone? - Lui sar� felice, � un bravo ragazzo.

- Sono felice, lo desideravo da tanto tempo. - Anch'io.

Davvero? Siamo stati sciocchi a non parlarne prima!

- che sciocchi! - Lei � cos� simpatico e caro.

- Le vorr� molto bene. - Allora..."andiamo a gonfie vele"!

Vorrei concludere, ho degli affari urgenti.

Oggi verrebbe a colazione a casa mia?

- S�, cos� ci conosceremo meglio. Vedr� anche Gastone? - certo.

Far� preparare un ottimo pranzetto!

- Dammi 4 soldi di trippa. - Trippa? Ha un gatto?

- No, ho degli invitati. - E d� la trippa? - "Sabato, trippa".

So che la trippa � un piatto ricercato, ma ho ospiti di riguardo.

- La trippa � un piatto volgare! - Davvero?

comunque la trippa "attrippa"! Fai presto.

Sai come si dice in portoghese? "Il tempo � moneta".

DE TAlM lS ScUDOS.

Signor barone, la trippa non va bene! Far� una brutta figura!

- Farei una brutta figura? - S�. - Non vorrei sembrare avaro.

compri delle bistecche, gliele taglio subito.

Guardi, barone! Sono tenerissime, vanno gi� in un boccone!

In un boccone solo, scherziamo?

Vorrei qualcosa un po' duro, che resista pi� a lungo.

Va bene, quante ne faccio?

Noi siamo... mio figlio, io...

Siamo 4... Facciamo 3.

No, cosa fa? Pi� sottili, sottilissime!

- Il barone? - Quello spilorcio compra la carne!

Pronta!

Perch� non va gi�?

Sono diafane, sono leggere!

- Signor barone! - che distratto!

Ecco fatto, pronto.

- A lei. - Le segni sul mio conto.

- Lei non ha un conto. - Davvero? Strano, ci avrei giurato!

- Lei non mi deve niente. - Appunto, non le devo niente.

- Non le devo niente, lo potrebbe dire ad alta voce. - certo.

- cosa le devo? - Niente.

- Buon uomo, arrivederci. - Arrivederci.

- Mi deve pagare le bistecche! - � vero, che distratto!

- Quello che � giusto, � giusto! Quant'�? - Una lira.

- Hai una lira di resto? - credo di s�.

- Eccola. - Bene.

- Devo darvi? - Una lira. - A voi.

- Questa � la lira mia. - Per questo te l'ho data.

- � la lira di resto! - che stupido, dimentico sempre il resto!

- Arrivederci. - Arrivederci.

(BARONE) Via! Via! Via! A casa!

Via!

- Buongiorno, signor barone! - Buongiorno, cavalier Bizarri.

- � ancora vivo? - S�.

- Quanti anni ha? - 97.

credo che lei stia esagerando. Si decida, si decida!

Arrivederci.

97!

- Buongiorno, sindaco. - Buongiorno. Stavo per venire da lei.

- Buongiorno, barone. - Buongiorno.

Mi prepari le solite cartine per la mia dispepsia, ma le pesi bene.

In quelle di ieri ci mancava quasi un milligrammo!

- Va bene, barone. - Passer� dopo a prenderle, arrivederci.

Un momento, dobbiamo definire la questione della cassetta.

Ancora questa cassetta! La vostra � una fissazione!

Non ho mai trovato quella cassetta con i soldi! Non c'�, non esiste!

- Il nostro paese non ha una scuola! - Non mi importa!

Io a scuola ci sono stato! Ho fatto anche il doposcuola!

- I nostri ragazzi vanno al paese vicino! - E io che devo fare?

- 4 chilometri ad andare e 4 a tornare. - Un po' di moto fa bene!

- Pensi almeno ai ragazzi! - Non sono figli miei!

Volete capire che questa cassetta non esiste?

- La cassetta esiste! - No! - S�! - Se � capace, la trovi lei!

Se non � capace, le do un cazzotto in testa, sindaco! Ha capito?

- Basta, perdinci! - E il testamento? - Il testamento?

- S�, il testamento! - Suo padre ha scritto una bugia? - Non lo so!

- Darebbe del bugiardo al suo defunto genitore? - Diamoglielo pure!

"chi si contenta, gode!"

- La vedremo! - La vedremo! - La vedremo! - Stiamo a vederla!

Sa che le dico? Vada in comune a fare il sindaco!

Di SlNDAcHl come lei...

- capito? - � anche insolente!

La vedremo!

Buongiorno.

Fate l'elemosina a un povero cieco. Grazie.

- � una caparra? - Signor barone...

Abbiamo pattuito 80 centesimi al giorno.

Questa � casa mia, posteggio centrale, luogo di intenso traffico.

Se vuoi � cos�, altrimenti vai altrove. Sono stato esplicito?

- Va bene. - Possibile che ogni volta...!

- Signor barone. - Finalmente!

- Tieni e fai attenzione! - che cos'�?

- Bistecche. - Bistecche... di carne?

Le bistecche sono di cemento? Non sai cosa sono le bistecche?

- Non le hai mai viste? - In questa casa mai!

Silenzio, non fare lo spiritoso! Vieni con me.

- Gastone! Dov'� mio figlio? - � uscito presto.

Sempre in strada a consumare le scarpe! E io pago!

- Vieni, ti devo parlare. - come cameriere, cuoco o cocchiere?

come cuoco.

Quante volte devo dirti che non si cammina sui tappeti?

l tappeti si sciupano, capito? Non me lo far ripetere pi�.

Oggi abbiamo gente a pranzo.

Voltati, non guardare quello che faccio! Voltati!

"Noblesse oblige"! La nobilt� � obbligatoria.

Adesso ti puoi voltare. cucinerai queste bistecche. Le sai cucinare?

No. Le sapevo cucinare, ma l'ho dimenticato.

- Farai appello alla tua memoria o lavorerai di fantasia. - Va bene.

Questo � l'olio.

Questo � l'olio! capito?

E questo � il contagocce. Metterai...

10 gocce per ogni bistecca.

- 10? - Sono troppe? Lo so.

Mettine 9, tanto non le contano! Troppo olio fa male.

Prendi il sale, il pepe e il rosmarino.

Il rosmarino � un po' usato, ma � buono.

Non allungare il collo! l soldi qui non ci sono!

Sarebbe il primo posto dove i ladri guarderebbero. Poi io non ho soldi!

- Ho capito. Non sto dicendo niente. - Per� lo pensi! - No.

- Hai preso tutto? - S�. - Fammi vedere le mani!

- Quelle altre. - Quali?

Tu sei QUADRUMENE? Allora? Prendi la roba e vai!

- Non guardare. - Non sto guardando. - Andiamo.

- Barone, devo dirle una cosa. - come cuoco, cocchiere o cameriere?

- come suo cocchiere. - Parla.

- � una cosa triste. - Non parliamo di soldi.

- � morto il cavallo. - No!

- Accidenti! � morto il cavallo! - S�.

Povera bestia. � un danno, mi � morto un cavallo!

- Di cosa � morto? come? - All'improvviso.

- Di che cosa? - Non mangiava.

- Ma gli davi da bere? - S�.

- Acqua a soddisfazione? - Quando la voleva, gliela davo.

� morto lo stesso? Povera bestia!

Ora che si era abituato a stare a digiuno!

Non si pu� fare un esperimento! Se me l'avesse detto prima...

- Gondrano, non mi senti? - comandi. - Vieni qua.

- Dove sono le bistecche? - Qua sotto.

Riportale dal macellaio e fatti ridare i soldi che gli ho dato.

- Digli che le bistecche non mi servono pi�. - Oggi che mangiamo?

- Il cavallo � morto? - S�. - Bistecche di cavallo.

- carne sana, rossa e nutriente. Vai! - Poso questi.

- Vieni qui. - comandi.

Il cavallo � morto, quindi come cocchiere sei licenziato.

"Ergo" da oggi avrai 3 lire di meno sul salario.

Vai! E io pago!

E io pago!

- Mio padre? - � in camera sua.

- che sta facendo? - Sta...

- Tu dove vai? - Bistecche.

- Bistecche? - S�, ma le restituisco. - Ah!

Napoleone, Luigi, Maria Teresa!

Luigino, come ti sei sciupato!

> Pap�! - chi �? Un momento!

> Dove sei, pap�? - Un momento!

- cosa c'�? Hai visto qualcosa? - S�.

- che hai visto? - La cassetta aperta.

- Quale cassetta? - Quella della posta, al portone.

- Dev'essere stato quell'idiota di Gondrano. - S�, Gondrano.

- Pap�, non mi dai il buongiorno? - Io non do niente a nessuno!

- Il buongiorno s�. - S�, te lo auguro. - Grazie.

Sempre "dai", sempre "dai", sempre dare!

- Sempre dare! - Pap�, ti ho cercato perch� ti devo parlare.

- Ero fuori a fare compere. - � festa nazionale?

- Non fare dello spirito sciocco, ho gente a pranzo. - Scusa.

- Ascolta. - Dimmi.

- conosci Rosetta? Lavora alle Terme. - Rosetta? - Rosetta.

S�, la conosco. Non capisco, sei stato alle Terme?

- Sono stato alle Terme. - Hai visto Rosetta?

- Non ti scalmanare, ho visto Rosetta. - certo, e poi?

Gastone, quella ragazza...

S�... Mi piace.

- Sono contento, pap�. - Anche lei � contenta.

- Allora vi siete parlati? - Entrambi, certo.

Figliolo, ho il piacere di annunziarti

che presto Rosetta sar� la baronessa Peletti.

Pap�, questo � il pi� bel giorno della mia vita!

Signor barone, sono stato dal macellaio.

Lo vedo.

Gli ho restituito la carne, gli ho chiesto i soldi e lui...

Basta! Non voglio sentire parolacce. Vai a preparare il pranzo!

Tratterr� dal suo stipendio i soldi che doveva farsi restituire.

Il campanello! � lei!

- Vedrai che sorpresa! Il cuore! - Vengo.

Vieni!

- Eccola. - Buongiorno. - Rosetta, tu qui?

- Gi� le dai del "tu"? - Dovrei darle del "lei"?

- � vero, a tua madre davi del "tu". - che c'entra mia madre?

Non ti arrabbiare, di madre ce n'� una sola,

ma ora dovrai riporre tutto il tuo affetto su di lei.

- Spero che andrete d'accordo. - D'accordissimo.

- Dalle un bacetto. - Posso? - Siamo in famiglia. - Grazie.

- che c'�? - Il cavallo non � morto.

Oddio!

Andate nel salotto.

- (GASTONE) Ti aspettiamo di l�. - Vengo subito. - Fai presto. - S�.

che � successo?

Mentre stavo per tagliare una braciola, mi ha dato un calcio.

- Poi? - Mi ha dato un calcio solo.

- E poi? - � scappato.

- Oddio, che disgrazia! - Oddio, che disgrazia.

- Oh! Oh, che disgrazia! - che disgrazia.

- Mi avevi detto che era... - lnfatti sembrava...

Il cuore non batteva. Sar� stato un caso di catalessi.

- che disgrazia! Dove sar� andato? - In una stalla di qualche vicino.

- Devo andare a prenderlo? - No! Fra 2 o 3 giorni.

Lasciamolo mangiare, facciamolo sfogare.

Adesso bisogna fingere.

Si � bruciato l'arrosto? come si � bruciato l'arrosto?

- E l'aragosta? - Quale? - Non era fresca?

L'ho fatta venire da Milano... cio�, da Busto Arsizio!

Hai la testa tra le nuvole? Servici l'oca arrosto con i tartufi.

- cosa? - L'oca con i tartufi! - Quale? - Non l'hai comprata?

Ti avevo detto di comprare un'oca immensa con 3 chili di tartufi!

lmbecille! cretino! Sempre con la testa tra le nuvole!

Sei bravo solo a prendere lo stipendio! E io pago!

- A chi paga? - Vai in cucina, servitore disgraziatissimo!

- Sono desolato, mortificato. - Non ero venuta solo per il pranzo.

- No? - Brava, � un'ottima idea.

- Parliamo un po' nell'attesa che ci portino il caff�. - Il caff�?

- chi deve portarcelo? - Qualche anima buona.

- Stranamente non abbiamo il caff�. - che confusione in questa casa!

- Quando ci sar� io, non mancher� niente. - Mancher� tutto lo stesso!

- No, non mancher� niente. - Mancher� tutto come adesso!

- No. - S�. - No, pap�!

- Pap�? Io pap�? - certo, il nostro caro pap�!

Un momento! Ho qualche anno pi� di te, ma chiamarmi pap�...!

- Non � bello che la moglie chiami il marito "pap�". - Quale marito?

- Non mi chiama pap�. - Ti chiamo cicci.

- Mi chiama cicci. - chiama me ciccio e pap� lui.

- Perch�? Lui non � mio suocero. - Io sarei tuo suocero?

Non ancora, ma quando lei e io ci saremo sposati...

- "Lei e io"? Tu sei scemo! - Eri contento delle nostre nozze.

- Delle mie nozze! - � inaudito, Rosetta ed io ci amiamo da 2 mesi.

- FEDlGRAFA! Mi avevi detto... - Non le ho detto niente!

- Lei ha detto che era contento del matrimonio. - Mi avete raggirato!

Mi avete turlupinato, questo � un imbroglio, un inganno PlSlcHlcO!

Voi vi sposate... e io pago!

E io pago! Aiuto, soffoco!

Soffoco! Biechi, subdoli!

- Pap�, ti prego... - Non mi "manomettere"! Non mi toccare!

Vai via, "versipelle". Tu sei una farfallona, VERGOGNATlSSlMA!

- Pap�, ti prego! - Pap� un corno!

Non sono pi� tuo padre, non sono pi� nemmeno un tuo lontano parente!

- Allora vado via da questa casa! - Bene!

Un "pane e coperto" di meno! Via da questa casa!

Tu e questa perfida FEMINA dalla lingua biforcuta. Via!

cos� non pago.

- Non vado via "su due piedi". - Vuoi 8 giorni di preavviso?

Vuoi gli 8 giorni?

No, voglio quello che mi ha lasciato il nonno, i miei quattrini!

Quattrini? chi ti ha insegnato queste parolacce?

- Voglio la mia parte della cassetta. - La cassetta non esiste!

- La cassetta non c'�! - Lo vedremo!

- La cassetta non l'avrai perch� non esiste! - Vedremo!

- Via! - Non la toccare!

Via! che gente venale, interessata!

Oddio! Oddio! Vergine Santa!

Gondrano, chiudi le porte! Non fare uscire nessuno!

Mi hanno fregato un bottone! Anche questa ci voleva!

Anche questa! l bottoni costano cos� tanto!

(cON AccENTO FRANcESE) che fortuna! Buonasera, madame!

Siamo d'accordo? Domani partiamo per la grande avventura!

- S�, ma ora andate via. cartoni � l�, non vi fate vedere. - Vado.

- Ma domani a mezzanotte sar� qui! - A mezzanotte, ma ora andate.

Arrivederci.

Un'altra volta il colonnello! credi che sia scemo?

- Quello ti corteggia e tu lo incoraggi. - Non dire sciocchezze.

- Ho altro a cui pensare. - Vedrai!

- Buonasera. - Buonasera. - Il progresso!

ScOPPlO

- Buonasera. - Buonasera, dottore.

Questa mattina avete parlato con il barone, che ha detto?

� un impostore, ha avuto il coraggio di dare del bugiardo a suo padre.

- c'� un solo sistema! - No, ha la testa troppo dura.

Quell'avaraccio non parler� mai, forse solo in punto di morte!

- Allora lo porteremo in punto di morte. - (INSIEME) Eh?

Sei diventato matto?

Sar� solo morte apparente: un sonnifero!

Al posto delle solite cartine ho preparato il papavero.

Lo invader� lentamente una strana sonnolenza,

le idee gli si annebbieranno e creder� di morire.

Sul punto estremo... parler�.

- Bene! - Bravo!

- Non sar� pericoloso? - No, far� solo una bella dormitina.

Silenzio, sta arrivando!

- (BARONE) Buonasera. - Buonasera.

- Buonasera, barone. - Le mie cartine. - Sono pronte.

- Eccole. - Grazie.

La cassetta non esiste!

Gondrano! Portami un bicchiere d'acqua! Anzi, mezzo bicchiere!

Quanta luce sprecano!

E io pago! E io pago!

- Gondrano! - Eccomi, signor barone. Pronto.

Troppa! L'acqua costa, non la regalano! Ho detto mezzo bicchiere!

- Ahi! - Vi sentite male?

l soliti doloretti di stomaco.

- Dove sei? - Qua.

- L'acqua dov'�? - Qua.

- Metti una di queste cartine, ma stai attento. - Non si preoccupi.

- con questa passa tutto. - ci vuole ben altro, amico mio.

- Qui si mangia troppo! - Lei mangia pochissimo.

Io mangio pochissimo, ma voi vi abbuffate!

- Noi? - S�, ho questi dolori per la bile che mi fate prendere!

- Noi non mangiamo mai. - Io vi vedo sempre masticare, come le capre!

- Ah! Disgraziato! - San Gennaro, la paralisi!

Macch� paralisi! Hai buttato tutta la medicina sulla gamba.

- Bisogna recuperarla! - La recupero col dito. - No, la recuperi male.

Avanti! Venite, venite!

- � in camera da letto. - Avr� preso il sonnifero?

- credo di s�. - Allora andiamo. - Un momento, chiudo la farmacia.

Se mi fai perdere una sola molecola, te la sottraggo dallo stipendio.

- Fatto. - Recuperata? - S�, tutta.

Tutta? Sicuro?

- Ecco. - cosa fai? Sei pazzo?

Questi acidi corrodono i metalli!

Questo � argento, si consumerebbe. Riponilo. Vai, faccio da solo.

come sono grandiosi con la tasca degli altri!

Mi sento gi� meglio. Miracolosa!

- Dov'� il barone? - (GONDRANO) � per un pagamento?

- No. - Forse facciamo ancora in tempo!

- Presto! - (GONDRANO) Si sta spogliando.

- Signor barone, non beva! - Ferma! - Non beva!

- che succede? - Non beva quella polverina!

- L'ho gi� bevuta. - Era arsenico! - Arsenico!

- Arsenico? Arsenico? - S�.

Disgraziato, vigliacco, delinquente.

- Ti faccio mandare all'ergastolo! - � stato uno sbaglio.

Pendaglio da forca, mi hai avvelenato!

Ho dato le stesse cartine al cavalier Bizarri ed � morto da 10 minuti.

- � morto il cavalier Bizarri? - S�.

con le stesse cartine... Aiuto, muoio!

Muoio! Mi manca la vita!

- L'arsenico � un veleno potente! - ci vuole un antidoto.

- cosa possiamo dargli, dottore? - Del lattosio.

Lattosio? Quanto costa questo lattosio?

- 3,50. - Troppo caro.

- ci vorrebbe del lattosio pi� economico. - Allora che facciamo?

Mi manca la vita... la vita!

Troppo tardi, l'arsenico non perdona.

- Barone, sta per morire. - Tu mi porti sempre belle notizie!

- Ha i minuti contati. - che disgrazia! Bisogna rassegnarsi.

Non posso. � una morte violenta, non naturale.

Mi manca la vita.

Si spegne la vita. Il sonno eterno mi assale.

Muoio.

� una brutta morte, ma forse vorr� dirci qualcosa prima di morire.

S�, voglio dire qualche cosa: niente fiori.

Poche candele, evitare gli inutili sperperi.

Non pensi al funerale, deve dirci qualcosa di pi� importante.

Dov'� la cassetta?

- Quale cassetta? - Quella dei Luigi d'oro, dov'�?

- Non ho cassette. - Quella che le ha lasciato suo padre!

- Non esiste! - La cassetta per la scuola comunale!

- Mai avuta! - Non pu� pi� adoperare quei denari.

E nemmeno voi!

Muoio... Aiut...!

- Barone! - Signor barone!

Signor barone!

- Troppo tardi. - Non ha parlato neanche in punto di morte.

Signor barone. Signor barone! � morto!

� morto e non mi aveva ancora pagato!

Smettila, l'abbiamo soltanto addormentato!

Addormentato? Allora � vivo!

� inutile! Quello non parla neanche all'inferno!

All'inferno? Hai detto all'inferno?

Fermi! Venite qua un momento.

Potremmo organizzare un bell'inferno,

con fumo, fiamme, anime vaganti! All'inferno parlerebbe.

- La paura lo farebbe parlare. - Ma dove troviamo l'inferno?

- Ai campi sulfurei. - Il barone non li conosce? Non ci � mai stato?

No, l� si paga e il barone non va mai dove si paga.

Ma ci serve della gente che lui non conosce.

� vero, conosce tutti quelli del paese.

S�, ma c'� qualcuno che non conosce. che idea magnifica! Venite con me.

� solo uno scherzo, di che avete paura?

Noi siamo artisti, queste burle non ci interessano.

- E poi... - Noi abbiamo intenzione di pagarvi.

- Davvero? Quanto? - Possiamo arrivare anche... a cento lire.

Un'artista come me non si impegna per una cifra simile!

Ma sarete impegnati solo per poche ore!

Dovrete solo farvi dire dov'� la cassetta che appartiene al comune.

Spendereste cento lire solo per una cassetta?

- Vale molto di pi�. - c'� un tesoro dentro?

Dentro ci sono gioielli, titoli, monete d'oro!

Un patrimonio che vuole sottrarre agli scopi filantropici del comune!

Un momento. Se � per scopi filantropici, non siamo insensibili.

- Accettiamo. - Grazie!

- Bene! Allora andate tutti all'inferno. - come?

cio�, andiamo tutti all'inferno.

Gondrano.

Gondrano!

Gondrano!

Eccomi, sono pronto.

Si � svegliato. Vai.

Mamma mia, dove sono? Mi hanno sfrattato!

cos'� quell'affare che bolle?

come sono vestito? Mi hanno rapinato!

Ma dove...!

Ehi, signore! Giovanotto!

- Scusi, signore. - Non sono un signore.

Scusi, non avevo visto la gonna. Scusi, signora.

- Non sono una signora. - E chi �?

- Sono un'anima. - L'anima di chi?

- Sono un'anima defunta. Io sono morto. - Bravo, condoglianze.

- Da quando � morto? - Da 450 anni.

450 anni! corbezzoli, non li dimostra!

che cura fa?

Adesso pensiamo alla salute. Mi dice dove siamo?

- Siamo nell'aldil�. - Nell'aldil�? - S�.

Oddio!

che stupido, ho capito! Perch� non ci ho pensato prima? Sto sognando.

Signor 47, cio� "morto che parla", mi darebbe tre numeri sicuri?

- Per farne che? - Per giocarli domani mattina.

- Quando? - Domani quando mi sveglio, alle 8.

- Non ti sveglierai alle 8. - Ma ho messo la sveglia, io sono preciso.

Non ti sveglierai n� alle 8 n� alle 9. Non ti sveglierai mai pi�.

- Perch�? - Perch� sei morto. - Morto?

Ma lei scherza! "Sono vivo e vegeto"!

Dicono tutti cos� i primi giorni.

(DAL MEGAFONO) Giovanni Barbisio!

Giovanni Barbisio!

Giovanni Barbisio!

- chi �? - Mi chiamano. Devo andare.

Signor Barbisio, Barbetta, Barbone, non mi lasci solo, ho paura!

Non deve aver paura dei morti.

Ma lei � il cavalier Bizarri! � morto ieri sera.

Allora sono morto anch'io!

TRAPASSAI, DEFUNSI, DECESSI! Mi dispiace di questa morte.

- Della mia? - No, della mia. Ero tanto simpatico!

Nel "fiore degli anni"! Ero il ritratto della salute!

Tutta colpa di quel FARABOTTO del farmacista!

Anche con me ha sbagliato le cartine!

No, l'ha fatto apposta!

Se viene qui quando muore, vedr� cosa gli faccio!

- cosa gli fa? - cosa gli faccio? L'ammazzo.

Antonio Peletti!

- chi �? - Il giudice.

- Antonio Peletti! - Presente.

Tu sei un avaro.

Un avaraccio sporco!

Avido! Meschino!

- Repellente! - Non cominci a offendere, altrimenti vado via.

- Fermati... - che c'�? - E ascolta.

Sai qual � la pena perfetta per gli avari come te?

Veramente... non lo ricordo.

Ti ingozzeranno di oro fuso, bollente.

Quell'oro di cui hai avuto tanta sete durante la vita.

Questa � la pena che ti attende.

No! L'olio bollente non lo sopporto, mi resta sullo stomaco.

Abbiate piet�, sono malato, ho la dispepsia.

- Vuoi salvarti? - S����!

Va bene. Tu hai occultato una cassetta piena di monete d'oro.

Devi restituirla.

come faccio? Sono lontano da qualunque centro abitato.

Tornerai sulla Terra e compirai questa buona azione che ti salver�.

- Hai un'ora di tempo. - Un'ora � poco!

Non potrei rimanere un "ciccettino" di pi�?

Un'ora soltanto.

- Solo un clcclO! - Sei pronto per il grande viaggio?

- come faccio ad andare sulla Terra? - Voltati.

Quello sar� il tuo spirito guida.

Perbacco!

Vieni. Avanza.

che devo fare?

Ahi!

Ahi, ahi!

Dove sono?

Perbacco!

Al cimitero!

"Barone Antonio Peletti". � la mia tomba!

che coincidenza!

"Marito e padre esemplare, benefattore generoso

dei suoi cittadini, da tutti rimpianto.

Qui giace in eterno."

Una "prece".

Una prece!

Tirchi!

1000 preci!

Antonio Peletti.

- chi �? Un fantasma! - Non sono un fantasma, ma il tuo spirito guida.

Ah, � vero! che vuoi?

Devo stare al tuo fianco su questa Terra. Sono al tuo servizio.

- Sei la mia donna di servizio? - Non sono una donna, ma uno spirito.

Davvero? Sei uno spirito?

- Ma questa � ciccia! - No. Anche tu sembri di carne, ma sei spirito.

Fra di noi siamo consistenti, ma per i vivi siamo aerei.

- Siamo dirigibili? - No, siamo fatti d'aria.

- Palloni. - Tu sei fatto d'aria, io sono fatta d'aria.

Noi siamo fatti d'aria!

Tu sei fatta di aria buona. che bell'aria! Permetti?

- che fai? - Prendo una boccata d'aria.

Andiamo, abbiamo meno di un'ora di tempo.

Aspetta. Scusa.

Un pensierino.

(FARMAclSTA) Sshh!

Eccolo. Tutti ai vostri posti, fingete di non vederlo.

Maria, portami la chiave.

(BARONE) c'� Pasquale.

Pasquale, non chiudere.

Non chiudere, devo uscire. Sono in libera uscita.

Pasquale, apri! Ma non mi sentono?

No. Nessuno pu� vederti o sentirti.

Ora come facciamo? Siamo cANcELLATl dentro!

Niente paura.

(BARONE) Perbacco!

Accidenti! come hai fatto?

Uno spirito pu� fare tutte le cose che sono vietate ai vivi.

Giusto.

Sei proprio brava!

Se il barone si accorge che state consumando tutte le provviste,

muore davvero!

Merita una lezione! Buone, ciambelle!

Non esultiamo prima del suo arrivo.

L'importante � che ci riveli il nascondiglio della cassetta.

- Ecco il farmacista. - Presto, sta arrivando!

- Venite tutti qua. - Presto! - L'orchestra!

Buonasera.

Buonasera.

che maleducati! Non rispondono.

- Non possono vederti. - Anch'io non li ho mai potuti vedere.

Mi stanno sullo stomaco!

Hanno messo i paramenti funebri, deve essere morto qualcuno.

- Sei morto tu, scemo! - Ah, � vero.

- Eccolo! - Mi raccomando, recitiamo bene.

Fingete di non vederlo, come se non entrasse nessuno.

Ballate, mangiate, bevete! Maestro, musica!

cos'� questa musica?

cosa sono queste luci? E questi cappelli?

Ma... cos'� questa baldoria?

cos'� questa baldoria in casa di un morto ancora caldo?

che serata!

- Mangiate, bevete, divertitevi! - Ma qui si banchetta!

- No, ma che dici? - Stanno gozzovigliando con la roba mia!

- Non � vero. - S�, BAGORDANO! Stanno BAGORDANDO!

- Per "affogare" il dolore festeggiano la tua morte. - Ah, s�?

Si stanno abbuffando! ABBOFFATORl! Vi faccio vedere io!

l miei tappeti! Si sciupano, si rovinano!

Ehi! I miei tappeti! Mascalzoni!

Le bottiglie! Le luci! Maledetti!

Silenzio!

Parla il sindaco.

Amici, in questo triste giorno,

riuniti in questa triste e desolata casa,

volgiamo un triste pensiero al nostro grande scomparso,

il compianto barone Antonio Peletti.

Pensando a lui, alla sua immatura scomparsa,

che ha privato la comunit� del suo pi� importante cittadino,

signori, io piango.

Piange? Ma quello beve!

- Piangiamo tutti. - S�, piangiamo.

- Mi volevano fare morire. - Sei gi� morto. - � vero, vogliono il bis.

Bevete, maledetti!

- Ottimo questo Lacryma christi. - � il sangue mio!

Ora amici, diamo libero sfogo al nostro sincero cordoglio

con un collettivo atto di contrizione.

MUSlcA DA BALLO

All'anima della contrizione!

Perbacco! Il mio assassino con la moglie.

- che fai? - Mi devo vendicare.

ci sta!

- No, non ti vede e non ti sente. - Ma la sento io.

- Ricorda che il tempo "stringe". - Anch'io stringo.

Alla faccia tua! Ti�!

- che fai? - Lasciami fare.

- che hai? - Mi cade tutto dalle mani. - Andiamo via. - No!

Lasciami.

Sai che ti dico? Non m'importa niente della morte del barone.

Ho fatto quel discorso solo per salvare le apparenze.

- � un verme di meno sulla Terra. - Ah, s�?

- Accidenti! - che c'�?

Ho sentito come una brezza, un dolce zeffiro accarezzarmi il viso.

- chiama uno schiaffone "un dolce zeffiro"! - Non ti sente.

Vedrai che con questo mi sente.

Fermo! Ricorda che sei venuto sulla Terra per compiere una buona azione.

Questa � una buona azione, quello � un assassino.

Il macellaio!

- Stai buono! - Lasciami.

- Permetti un momento? - S�.

COLPI DI TOSSE che ti succede?

Niente, un po' di singhiozzo.

Hai poco tempo per portare a termine la missione. Dov'� la cassetta?

Lasciami divertire! Sto godendo!

Adesso vedrai!

Non toccare!

VOCI NON UDIBILI

Basta, dobbiamo andare via.

Va bene, andiamo a prendere la cassetta!

- � proprio necessario? - Presto! Dov'�?

continuate a ballare.

Maledetti! che la scuola comunale vi possa crollare in testa!

Dammela, altrimenti faremo tardi.

- A chi la dai? - Non preoccuparti. Aspettami, torner� a prenderti.

- No, aspetta. - Forza! - No!

Brava! Sei stata bravissima!

Venite! Abbiamo la cassetta!

La cassetta! Finalmente! Bravo!

A nome del comune prendo in consegna il denaro

che serve per la costruzione della scuola. Barone, grazie.

- Mi vedete? - certo! - � stato uno scherzo.

- Bravo, ha fatto il suo dovere. - Ma cosa succede?

� stata una burla! Era l'unico sistema per farci dare la cassetta.

- Allora non sono morto? - No, � vivo!

- E il cavalier Bizarri? - Eccolo. - Presente! Bello scherzo, vero?

Non � giusto! Ridatemi la cassetta.

- No! Il testamento di suo padre avr� il suo corso. - No!

- Suo figlio avr� la quota che gli spetta. - Figlio di un cane!

- Si calmi. - Non si arrabbi.

Non dovrei arrabbiarmi? Mi avete preso la cassetta con l'inganno!

- Spacco tutto! - Fermo!

- Lasciatemi, sono furente! - Fermo.

Lasciatemi! Ammazzo tutti!

Aiuto, Gondrano! Mi avete assassinato!

- Mi avete schiantato! Aiut...! - Si calmi.

Il cuore... Assassini!

Assassini!

Gondrano... muoio!

Signor barone!

- Dottore? - Morto.

Paralisi cardiaca.

Guarda che splendore! La met� di questo tesoro appartiene a me.

cio� a noi.

- Questo sar� il mio primo regalo di nozze. Ti piace? - S�.

- � bello, vero? - S�.

- E la parte che spetta al comune? - ci penser� il notaio.

Il nonno deposit� dal notaio il testamento

e l'inventario del contenuto della cassetta.

- Per questo andiamo a Napoli. - Solo per questo? - No.

Anche per sposarci.

Penso a pap�. Forse non ci perdoner� mai.

lnvece io penso di s�.

- Quando saremo in tre a chiedergli perdono... - In tre?

che sfacciato!

(CAVALlER BIZZARRI) Poveretto!

(FARMACISTA) Andiamo.

- L'abbiamo ucciso noi. (MACELLAIO) - Noi? - S�.

- No, lei. - lo? - S�, che c'era nel sonnifero?

La ricetta del sonnifero era del dottore.

Lo scherzo � stato eseguito su suggerimento del sindaco.

Io? Io che c'entro?

Lei � medico e doveva sapere che il suo cliente era debole di cuore.

- Mio marito non c'entra. - (FARMAclSTA) calma, signori!

� stata una paralisi cardiaca causata dal nostro scherzo.

Siamo tutti colpevoli e innocenti in eguale modo.

- Quindi dimentichiamo e non parliamone pi�. - Va bene.

Domattina apriremo la cassetta davanti al notaio,

prima di depositare le monete d'oro in banca.

Prendo la cassetta in consegna a nome del comune.

Torniamo a casa.

Gondrano!

Gondrano, vieni qua, imbecille!

lmbecille!

Dove sono? cos'� successo? Sono morto?

Non credo. Forse ero in catalessi.

come il cavallo. Quello stupido pensava fossi un fantasma.

Ottima idea, un fantasma.

Ancora tu! lmbrogliona! Adescatrice!

Vai via, sparisci! Dileguati!

- Andremo via insieme. - No! Tu sei stata la causa delle mie sciagure.

Non sei uno spirito guida. "L'abito non fa LA MONAcA"!

Oddio! Dov'� la cassetta? La mia cassetta!

Tu verrai con me e mi ubbidirai.

cosa? Donna, esprimiti! A che miri?

A quello che miri tu, la cassetta.

Anche tu? Ma la cassetta � mia! Mia!

Non � pi� tua, ma potrai riaverla se faremo un accordo.

Mi proponi una societ� di spiriti? Un sodalizio di trapassati?

Ti propongo questo.

Ti fingerai fantasma, andrai dal sindaco e ti farai dare la cassetta.

Poi divideremo il contenuto, da buoni amici.

Macch� amici! Ricattatori!

Profittatori, ladri!

Non ti arrabbiare, io ti voglio aiutare.

Io sono la tua migliore collaboratrice.

Saremo una persona sola. Noi due.

No! Allontanati. Allontanati!

Vi... vi... Via!

A... avvicinati. Avvicinati.

Se stanotte recuperi la cassetta come fantasma,

domani non potrai farti vedere da vivo.

lnvece fuggirai con me e andremo lontano, lontanissimo.

Passeremo la vita insieme cos�. Sempre cos�.

Sempre cos�? S�.

Il sodalizio comincia a piacermi.

Staremo sempre cos�? Voglio dire... cos�?

No... Ho intenzione di fare altro.

Ti rid� la patente di spirito guida. cosa devo fare?

"Svelati", "palesati", anima mia.

- Palesati. - Guarda. - Oddio, si � PALESATA!

- Non valgo un tesoro? - S�! Dammelo, lo amministro io.

Un momento. Prima la cassetta.

Non potrei avere un anticipo? Qualche bacio? Qualche affine?

Dopo. Adesso dobbiamo fare presto e prepararci.

S�, andiamo.

- Eccomi. - Finalmente, � quasi mezzanotte.

- Sto bene? Sembro un fantasma? - S�, ma ora sbrigati.

- S�, ma dopo... - con questa arriveremo presto a Napoli.

- Ma adesso vai. corri! - Subito.

Fai presto!

Sindaco Tiburzi, � giunta la tua ora... oraaa!

- chi �? - Aiuto!

Assassini di Antonio Peletti, pentitevi!

Lo spettro del barone!

- lndietro, orribile fantasma! - Perdono, spirito Peletti!

Silenzio, coniugi Tiburzi, coppia perniciosa e cOROSSlVA!

- Piet�! Ti far� accendere una candela. - Non m'interessa.

- Porteremo sempre i fiori sulla tua tomba. - Io cerco ben altroooo!

Allora cosa vuoi, spirito Peletti?

Scendete da questo immondo giaciglio!

S�, scendiamo.

Non farci del male.

Fermi!

- lnginocchiatevi. - come? - lnginocchiateviii!

S�, tutto quello che vuoi.

E adesso dite con me: "Mea culpa, mea culpa."

- Mea culpa. - Mea culpa, mea culpa.

Adesso ragioniamo, dov'� la mia cassetta?

Di l�, nel salottino.

Ah, s�?

FEMlNA, vai a prenderla e portala qua.

Lesta. Lesta.

No! Tu fermo l�.

Batti la testa per terra. Batti la testa per terra.

Pi� forte.

- Mi faccio male. - Le fiamme del purgatorio fanno pi� male.

Forte!

cos�! Ancora!

- Dai! - Ecco la cassetta. cosa devo fare?

Quella cassetta � maledetta, dalla a me.

Adesso inginocchiati vicino al tuo uomo, copritevi la faccia con le mani

e restate cos� fino a domani mattina.

Non � un fantasma!

Tieni, prendi.

- Lasciatemi! - Ti sei burlato di noi!

- Buonasera, madame. Sono puntuale. - Facciamo presto.

- I vostri bagagli sono a posto? - S�.

- Quella cassetta? - Belletti e profumi.

Presto, altrimenti perdiamo il treno.

La mia cassetta! L'oro, i gioielli!

Ehi! La mia cassetta! Il mio oro! Ferma!

Ferma!

La cassetta!

La cassetta!

Ferma!

- Facchino! - Il treno sta per partire.

- Prendete le valigie. - Ecco, per favore.

- Accidenti, quanto pesa! - (lN FRANcESE) Presto, madame.

FlScHlO DEL cAPOSTAZlONE

- Facchino! Il treno per Napoli? - Sta per partire.

La cassetta!

La mia cassetta!

Me l'hanno portata via!

lngrata! Vigliacca!

- Mi ha piantato! - Me l'hanno portata via. - Barone!

- Me l'hanno portata via! - Lei che c'entra? L'hanno portata via a me!

- No, a me! - Allora anche lei la voleva!

- � roba mia! - Non � mai stata sua. - Invece s�, sempre!

Era tutta la mia vita, l'abbracciavo, la baciavo, la stringevo al petto...

- E io non sapevo niente! - Non lo sapeva nessuno.

- Spesso la portavo a letto. - Anche a letto!

- La sentivo pi� vicina. - "Non � tutto oro quello che luccica".

- No, era tutto oro. - No, era una sgualdrina!

Ma lei di chi parla? Io parlo della mia cassetta.

- Ma chi se ne frega! Io parlo di Marion! - Ah!

- Ahi! Sopra il callo! - � lei che mi ha svaligiato!

- Non le permetter� di raggiungere Parigi. - Non ci sono pi� treni.

- Ma c'� la mia macchina. - Questa caffettiera?

- Fa 20 chilometri all'ora. - Anche a quest'ora? - A tutte le ore.

Ha sparato!

- che succede? - Non so... non va.

- Deve essere "in panna". - Forse una bronzina...

Una doppia panna.

- Adesso come facciamo? - Un minuto e sistemo tutto.

� tutta sistemata!

MUSlcA Dl BANDA

> cinque, sei, sette, otto, nove, fatta! Grazie.

Viva l'eroe del volo sferico!

Pi� che a me, dovete inneggiare all'eroina mademoiselle Bombon,

che ha voluto dividere con me il rischio, l'emozione

e il trionfo!

lL MOTORE NON EMETTE RUMORE

Ferma! Ferma!

Eccoli!

Ehi! Un momento, vengo anch'io!

Un momento.

(lN FRANcESE) Viva la Francia!

Viva l'ltalia, viva il progresso!

- Mollate. Addio. - Addio.

APPLAUSl

> Marion!

Marion!

Ferma!

Marion!

Marion!

- che fate? che volete? - Devo salire. La mia cassetta!

- Quale cassetta? - La cassetta!

- Ma quale cassetta? Non vedete che stiamo volando? - Volando?

- S�. - � vero, aiuto!

Aiuto, si vola! lo non so nuotare!

- Ma che volete? - La cassetta!

- Ma quale cassetta? - La mia cassetta! Eccola!

RlGlRATRlcE, mi volevi imbrogliare!

- Molla! - Fermi! Fate sbandare la navicella.

Ahi! Sui piedi! Fatemi scendere!

- Ormai dovete volare fino a Bari. - Fate una fermata facoltativa.

Macch� dite! Avete capito o no che stiamo volando!

- Voglio scendere. - Non pu�! Fermo!

- Avete rotto la valvola. - Quale?

- Ora perderemo il gas! - Non m'importa, la mia cucina � a carbone.

- (MARlON) Precipitiamo! - (BARONE) Aiuto!

- Andiamo a terra! - Bene.

- Non c'� la terra, c'� "la mer"! - Macch� "mer", quello � il mare.

Precipitiamo!

- Mamma mia! - Bisogna risalire. - Io non so risalire.

- Gettiamo la zavorra. - "Lazzarone" a me?

(cOLONNELLO) Forza, aiutatemi.

Buttiamo la zavorra.

- Posso buttare questo? - S�. - E se va in testa a qualcuno?

Lo butto.

(BARONE) capitano, l'ho buttato.

Ancora non basta. Se buttiamo qualche altra cosa, siamo salvi.

Davvero? Allora gettiamola.

- Siamo salvi! - cosa avete gettato? - Il fazzoletto.

- Spogliatevi! - No! - Vi prego, si tratta di vita o di morte.

- Anche voi! S�, prego anch'io. Signora, vi prego!

- Presto, stiamo precipitando! - S�, precipitiamo.

- Togliete la giacca. - Non posso. - Perch�? - Fuori fa freddo.

Il mare � ancora pi� freddo.

Ma questa giacca � nuova, l'ho fatta "rivoltare" dieci anni fa!

Presto, guardate la scia!

S�, guardo la signora.

- No! - S�, la signora � "bona"!

- Togliete la giacca! - come faccio?

- Presto, ancora non basta! - No! La mia giacca!

La mia giacca!

Ehi, lasciate quella giacca!

Voi, in barca, lasciate la mia giacca! L'hanno fregata!

Bagnino!

- La cassetta! Bisogna gettarla subito. - Assolutamente no!

- come militare ve lo ordino! - E io come borghese, mi rifiuto!

- Ma che vi importa, ci sono solo dei rossetti! - No c'� l'oro!

Oro? Pesa troppo! Dammelo!

� oro vecchio, pesa poco, e poi sono ricordi di famiglia.

- Precipitiamo! - Non vi importa delle nostre vite?

- No! - No? - Siete un mostro. - S� e me ne vanto.

- Se non gettate quella cassetta, vi sparo. - Non fate scherzi!

- Buttate quell'arma, pesa. - Giusto.

- Voi gettate la cassetta e io getto la pistola. - Per� insieme.

Uno, due e tre!

- L'avete gettata? - S�, voi? - Non serve, la tengo fuori, pesa meno.

Gettate questa cassetta!

Lasciatemi! Lasciatemi!

Si abusa!

La mia cassetta! Il mio oro!

Siamo salvi, risaliamo!

Noi risaliamo e la mia cassetta � scesa!

- Andiamo verso la Sardegna. - Non mi frega della Sardegna!

La mia cassetta! Voglio morire!

MUSlcA Dl BANDA

cittadini, con il cuore traboccante di commozione,

nel giorno in cui viene posata la prima pietra

per la tanto agognata e sospirata scuola comunale,

rivolgiamo un grato e deferente pensiero

alla memoria dell'uomo che di questa meritoria opera sociale

� stato il generoso e magnanimo artefice.

Grazie al denaro che il barone Peletti ha elargito al comune

con tanta spontaneit�, i nostri bambini potranno finalmente bere

al calice della scienza,

entro le stesse mura del nostro paese.

come doveroso omaggio abbiamo voluto erigere un busto marmoreo

al defunto barone, morto tre volte, ma sempre vivo nei nostri cuori.

- Il barone! - � lui?

- Ma lei � vivo! - S�.

Quello � pap�!

Pap�! come sono felice!

- Spostati! - Sei proprio vivo!

Sono vivo, morto, un fantasma... Non so pi� cosa sono.

- Perdonami. - Via, figlio DENATURATO! - Guarda.

- chi �? - (SlNDAcO) � lei.

- cos� PALLlDU? - come parla? - Vengo dalla Sardegna, mi sono adeguato.

Ma perch� tanta gente? cos'� tutta questa messinscena?

- Per ringraziarla di averci fatto costruire la scuola. - cosa?

- con i soldi della cassetta. - L'avete pescata in fondo al mare?

- No, suo figlio... - Figlio di un porco, cosa hai fatto?

- Ho preso le monete della cassetta. - E la cassetta che avevo io?

- c'erano sassi. - Allora il tesoro � salvo? - S�, sei contento?

c'� un'altra notizia. Rosetta e io ci siamo sposati da una settimana.

- Sposati? - S�, perdonaci.

- Da una settimana? - S�. - E avete gi� fatto tutti questi figli?

No, sono i bimbi della scuola. Ti ringraziano per quello che hai fatto.

Ecco, signor barone.

Per me? Grazie.

- Tieni. - Grazie. - Scusate un momento. - Prego.

- Rosetta, mi dispiace, avrei voluto farti un regalo. - Non importa.

- No, lo meriti, devi avere un regalo, � giusto. - Ma no!

Devi avere un regalo. Ecco, cos� non lo dimentico.

cittadini, il barone Peletti � vivo per la terza volta! Evviva!

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