All language subtitles for Debussy - Pelléas et Mélisande (Archer, Hagley, Maxwell, Boulez, Welsh National Opera -

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Original subtitles

ATTO PRIMO

SCENA I Una foresta.

Più uscire non potrò da questa foresta.

Dio sa fin dove m'ha portato questa belva.

Pur credevo d'averla ferita a morte;

ed ecco tracce di sangue.

Ma ora l'ho persa di vista,

e credo d'essermi io pure smarrito,

e i miei cani non mi ritrovano più.

Tornerà sui miei passi.

Sento piangere...

Oh! Oh!

Che c'è là sull'orlo dell'acqua?

Una fanciulla che piange sull'orlo dell'acqua?

Non mi sente.

Non vedo il suo volto.

Perché piangi?

Non temete, non avete nulla a temere.

Perché piangete, qui, tutta sola?

Non mi toccate! Non mi toccate!

Non temete... Non voglio farvi...

Oh!

Siete bella!

Non mi toccate! non mi toccate...

...o mi getto nell'acqua!

Non vi tocco...

Ecco, resterà qui, contro l'albero.

Non temete.

Qualcuno v'ha fatto del male?

Oh, sì...

...sì, sì!

Chi v'ha fatto del male?

Tutti! Tutti!

Che male v'han fatto?

Non voglio dirlo! Non posso dirlo!...

Su...

...non piangete così.

Da dove venite?

Sono fuggita!...

fuggita... fuggita...

Sì, ma da dove siete fuggita?

Sono perduta!...

Perduta! Oh! Oh! Perduta qui...

Non sono di qui... Non sono nata là...

Di dove siete?

Dove siete nata?

Oh! Oh! Lontano da qui...

Lontano...

Che brilla così in fondo all'acqua?

Ma dove? Ah! È la corona ch'egli m'ha donato.

È caduta mentre piangevo.

Una corona?

Chi v'ha dato una corona?

Cercherò di prenderla...

No, no, non la voglio più!...

Non la voglio più! Preferisco morire...

...morire sull'attimo!

Potrei ripescarla facilmente;

- L'acqua non è molto profonda. - Non la voglio più!

Se la ripescate, mi getto al suo posto!...

No, no; la lascerò lì;

Si potrà prenderla poi senza fatica.

Sembra molto bella.

È da molto...

- ...che siete fuggita? - Si...

Sì... Chi siete?

Sono il principe Golaud...

pronipote di Arkël, il vecchio re di Allemonde...

Oh! avete già i capelli grigi!

Sì; qualcuno, qui, alle tempie...

E pure la barba...

Perché mi guardate così?

Guardo i vostri occhi.

Non chiudete mai gli occhi?

Sì, sì, li chiudo la notte...

Perché avete l'aria sì stupita?

- Siete un gigante! - Sono un uomo come gli altri...

Perché siete venuto qui?

Non lo so neppur io.

Cacciavo nella foresta.

Inseguivo un cinghiale.

Ho smarrito il sentiero.

Sembrate molto giovane.

Quanti anni avete?

Comincio a sentir freddo...

Volete venire con me?

No, no, resto qui.

Non potete restar sola.

Non potete restar qui tutta la notte...

Come vi chiamate?

Mélisande.

Non potete restar qui, Mélisande.

- Venite con me... - Resto qui.

Avrete paura, tutta sola.

Non si sa quel che c'è qui... tutta la notte...

... Solo...

tutta sola...

Mélisande, venite, datemi la mano...

Oh! non mi toccate!

Non gridate...

Non vi toccherò più.

Ma venite con me.

La notte sarà molto nera e fredda.

- Venite con me... - Dove andate?

Non so...

Mi son perduto anch'io...

SCENA II Un appartamento nel castello.

Ecco quanto egli scrive al fratello Pelléas:

Una sera, l'ho trovata tutta in lacrime sull'orlo d'una fontana,

nella foresta dove m'ero smarrito.

Non so la sua età,

né chi sia, né donde venga

e non oso interrogarla,

ché deve aver provato un grande spavento,

e quando le si chiede quel che le è accaduto,

piange all'improvviso, come una bambina, e singhiozza...

sì profondamente che mette paura.

Ora son sei mesi che l'ho sposata

e non ne so più che il giorno del nostro incontro.

Intanto, mio caro Pelléas,

ch'io amo più d'un fratello,

anche se non siam nati da uno stesso padre,

nell'attesa, prepara il mio ritorno...

So che mia madre sarà incline al perdono.

Ma ho paura di Arkël, a onta di tutta la sua bontà.

Ma se acconsente ad accoglierla,

come accoglierebbe una figlia,

la terza sera dopo questa lettera,

accendi una lampada sulla sommità della torre che guarda sul mare.

La scorgerò dal ponte della nostra nave,

altrimenti andrò più lontano e non tornerò più...

Che ne dite?

Non dico nulla.

La cosa può sembrarci strana,

perché noi scorgiamo solo il rovescio delle sorti,

anche il rovescio della nostra...

Finora aveva seguito sempre i miei consigli,

avevo creduto renderlo felice mandandolo a chiedere

la mano della principessa Ursule...

Non poteva restar solo,

e dopo la morte della sua sposa era triste a star solo;

e queste nozze venivano a por fine a lunghe guerre,

ad antichi rancori...

Non ha voluto così.

Sia com'egli ha voluto:

non mi sono mai opposto al destino;

egli meglio di me conosce il suo avvenire.

Forse non accadono mai...

...avvenimenti inutili.

È stato sempre sì prudente,

saggio e deciso...

Dalla morte della sua donna

non viveva più che per suo figlio, il piccolo Yniold.

Ha tutto scordato...

Che faremo?...

Chi entra là?

E Pelléas.

Ha pianto.

Sei tu, Pelléas? Vieni...

Vieni un po' più vicino ch'io ti veda alla luce.

Nonno, insieme alla lettera di mio fratello ho ricevuto...

...un'altra lettera:

una lettera del mio amico Marcellus...

Sta per morire e mi chiama...

Dice di sapere il giorno esatto in cui deve giungere la morte...

Mi dice che, se voglio, posso arrivare prima di essa,

ma che non c'è tempo da perdere.

Pur si dovrebbe aspettare qualche tempo.

Non sappiamo quel che ci prepara il ritorno di tuo fratello.

E, del resto, tuo padre non è qui, sopra di noi,

forse più malato del tuo amico?...

Potrai scegliere tra il padre e l'amico?...

Bada di accendere la lampada fin da questa sera, Pelléas.

SCENA III Davanti al castello.

S'è fatto buio nei giardini.

E quali foreste, quali foreste intorno ai palazzi!...

Sì; questo stupiva anche me quando sono arrivata qui,

e stupisce tutti.

Vi son luoghi dove non si scorge mai il sole.

Ma ci si abitua sì presto...

Molto, molto tempo fa...

Son quasi quarant'anni che vivo qui.

Guardate dall'altra parte, e avrete la luce del mare.

Sento un fruscìo sotto di noi...

Sì; è qualcuno che sale verso noi...

Ah! è Pelléas...

Sembra ancora stanco d'avervi sì a lungo attesa...

Non ci ha vedute.

Credo che ci abbia vedute,

ma non sa quel che deve fare. Pelléas,

Pelléas, sei tu?

Sì!... venivo dalla parte del mare...

Anche noi, cercavamo la luce.

Qui è un po' più chiaro che altrove,

eppure è cupo il mare.

Avremo una tempesta questa notte;

ve ne sono da qualche tempo tutte le notti

eppure il mare è sì calmo adesso!

Si salperebbe senza saperlo...

...e non si tornerebbe più.

Hoé! hisse hoé!

Qualcosa esce dal porto....

Dev'essere una grande nave...

Le luci sono molto alte,

le vedremo appena entrerà...

...nella zona di luce.

Non so se potremo vederla...

v'è ancora nebbia sul mare.

Sembra che la nebbia lentamente si alzi...

Sì; scorgo laggiù una piccola luce

che non avevo veduta...

È un faro;

ve ne sono altri che non vediamo ancora.

La nave è nella luce...

è già molto lontana.

S'allontana a vele spiegate...

E la nave che m'ha condotta qui.

Ha grandi vele...

La riconosco dalle sue vele...

Avrà mare cattivo questa notte...

Perché parte questa notte?...

Non la si vede quasi più.

Forse farà naufragio!

La notte scende molto presto...

È tempo di rientrare. Pelléas,

mostra la strada a Mélisande.

Devo andare, un istante, a vedere il piccolo Yniold.

Non si vede più nulla sul mare...

Vedo altre luci.

Son gli altri fari.

Sentite il mare?

È il vento che s'alza...

Scendiamo per di qua.

- Volete darmi la mano? - Vedete...

...vedete, ho le mani piene di fiori.

Vi sosterrò col braccio,

il cammino è scosceso, ed è molto buio.

Forse parto domani...

Oh!... perché partite?

ATTO SECONDO

SCENA I Una fontana nel parco.

Non sapete dove v'ho portata?

Vengo spesso a sedermi qua verso mezzodì,

quando è troppo caldo nei giardini.

Si soffoca oggi, anche all'ombra degli alberi.

Oh! l'acqua è chiara...

È fresca come l'inverno.

È una vecchia fontana abbandonata.

Pare fosse una fontana miracolosa,

apriva gli occhi dei ciechi,

la chiamano ancora «la fontana dei ciechi».

Non apre più gli occhi dei ciechi?

Da quando anche il re è quasi cieco,

non vi vengono più...

Come si è soli qui... non si sente nulla.

V'è sempre uno strano silenzio...

Si sentirebbe l'acqua dormire...

Volete sedervi sull'orlo della vasca di marmo?

V'è un tiglio dove il sole non penetra mai...

Vado a coricarmi sul marmo.

Vorrei vedere il fondo dell'acqua...

Nessuno l'ha scorto mai...

Forse è profonda come il mare.

Se brillasse qualcosa sul fondo, lo si scorgerebbe forse...

- Non sporgetevi così. - Vorrei toccare l'acqua...

Badate a non scivolare...

Vi terrò per la mano...

No, no, vorrei immergervi le due mani...

Oggi forse le mie mani sono malate...

Oh! oh! Badate! Badate!

Mélisande! Mélisande!

Oh! i vostri capelli...

Non riesco, non riesco a raggiungerla!

I vostri capelli si sono immersi nell'acqua...

Sì, son più lunghi delle mie braccia...

son più lunghi di me...

Sull'orlo d'una fontana egli pure v'ha trovata?

- Sì... - Che v'ha detto?

Nulla, non mi ricordo più...

Era vicino a voi?

Sì, voleva abbracciarmi...

- E voi non volevate? - No.

Perché non volevate?

Oh! Oh! ho visto muoversi qualcosa in fondo all'acqua...

Badate! badate!

Cadrete!

Con che cosa giocate?

Con l'anello ch'egli m'ha donato.

Non giocate così sopra un'acqua sì profonda.

Le mie mani non tremano.

Come brilla al sole!

Non lo gettate sì alto nel cielo!

Oh!

È caduto!

È caduto nell'acqua!

Dov'è? Dov'è?

Non lo vedo scendere.

Credo vederla brillare!

La mia fede?

Sì, sì; laggiù...

Oh! Oh!

È sì lontana da noi...

No, no, non è la fede...

...non è più quella.

È perduta... perduta!

Non v'è più che un gran cerchio sull'acqua...

Adesso che faremo?

Non bisogna turbarsi così per una fede.

Non è nulla... la ritroveremo forse!

O ne ritroveremo un'altra.

No, no, non la ritroveremo più,

non ne ritroveremo altre...

Eppure, credevo di averla fra le mani...

Avevo già chiuso le mani, ma quella è caduta...

L'ho gettata troppo in alto verso il sole.

Venite, ritorneremo un altro giorno.

Venite, è tempo. Ci verrebbero incontro.

Suonava mezzodì allora che l'anello è caduto.

Che diremo a Golaud se chiede dov'è?

La verità, la verità...

SCENA II Un appartamento nel castello.

Ah! ah! Va tutto bene...

...non è nulla.

Ma non so spiegarmi com'è accaduto.

Cacciavo tranquillo nella foresta.

Il mio cavallo m'ha preso la mano d'un colpo senza ragione...

Ha visto qualcosa di strano?...

Avevo appena sentito i dodici tocchi di mezzodì.

Al dodicesimo tocco, si spaventa all'improvviso,

e come un cieco folle corre contro un albero!

Non so più quel ch'è avvenuto.

Sono caduto, e quello dev'essermi piombato addosso;

credevo d'avere sul petto tutta la foresta.

Credevo che si fosse schiantato il mio cuore.

Ma è saldo il mio cuore.

Ma è una cosa da nulla...

Volete bere un po' d'acqua?

Grazie, non ho sete.

Volete un altro guanciale?...

Su questo v'è una piccola macchia di sangue.

No; non ne vale la pena.

Ne siete proprio certo?...

Non soffrite troppo?

No, no, n'ho viste ben altre.

Son uso al ferro e al sangue.

Chiudete gli occhi e cercate di dormire.

Resterò qui tutta la notte...

No, no, non voglio che t'affatichi così.

Non ho bisogno di nulla, dormirò come un bimbo...

Che c'è, Mélisande?

Perché piangi all'improvviso?

Sono...

Sono malata qui...

Sei malata?

Che hai dunque, che hai Mélisande?

Non lo so...

Sono malata qui.

Preferisco dirvelo oggi;

signore, non sono felice qui...

Che è dunque accaduto?...

Qualcuno t'ha fatto del male?...

Qualcuno t'avrebbe forse offesa?

No, no, nessuno m'ha fatto il più piccolo torto...

Non è questo.

Ma mi nascondi certo qualcosa.

Dimmi tutta la verità, Mélisande...

È il re?

È mia madre?

È Pelléas?

No, no, non è Pelléas. Non è nessuno...

Non mi potete capire...

È qualcosa ch'è più forte di me...

Vediamo; sii ragionevole, Mélisande.

Che vuoi ch'io faccia?

Non sei più una bambina.

Mi vorresti forse lasciare?

Oh! no, non è questo...

Vorrei andarmene con voi...

E qui ch'io non posso più vivere...

Sento che non vivrei più a lungo...

Ma serve pure una ragione.

Ti crederanno pazza.

Crederanno a sogni di bambino.

Vediamo, è Pelléas, forse?

Credo ch'egli ti parli di rado!

Sì, mi parla alle volte.

Non mi ama, credo;

l'ho visto nei suoi occhi...

Ma mi parla quando m'incontra...

Non bisogna volergliene.

Egli è sempre stato così.

È un po' strano.

Cambierà, vedrai;

È giovane

Ma non è questo... non è questo...

Che è dunque?

Non puoi adattarti alla vita che si conduce qui?

È troppo triste qui?

È vero, questo castello è molto vecchio e scuro...

È molto freddo e profondo.

E tutti quelli che lo abitano sono già vecchi.

E anche la campagna può sembrare ben triste,

con tutte le sue foreste,

tutte le sue vecchie foreste senza luce.

Ma tutto questo, volendo, si può rallietare.

... se vogliamo

E poi, la gioia,

la gioia, non è di tutti i giorni.

Ma dimmi qualcosa;

non importa cosa, farò tutto quel che vorrai...

Sì, è vero...

non si vede mai il cielo qui.

L'ho visto per la prima volta questa mattina...

È dunque questo che ti fa piangere, mia povera Mélisande?

Dunque non è che questo?

Tu piangi di non vedere il cielo?

Suvvia, non hai più l'età in cui si può piangere per queste cose...

E poi, non è già qui l'estate?

Vedrai il cielo tutti i giorni.

E poi, l'anno venturo...

Su, dammi la mano; dammi le tue due piccole mani.

Oh! queste piccole mani che potrei schiacciare come fiori...

To'...

- Dov'è l'anello che t'avevo dato? - L'anello?

Sì, la fede delle nostre nozze...

- Dov'è? - Credo...

- ...credo sia caduta. - Caduta?

Caduta? Dove è caduta? Non l'hai persa?

No; è caduta...

Dev'essere caduta... ma so dov'è...

Dov'è?

Sapete...

sapete...

- ...la grotta al margine del mare?... - Sì.

Ebbene, è là... Dev'essere là...

Sì, sì; ricordo.

Ci sono andata questa mattina,

a raccogliere conchiglie per il piccolo Yniold...

Ve ne son di bellissime...

M'è scivolata dal dito...

poi è entrato il mare, e son dovuta uscire prima d'averla ritrovata.

- Sei certa ch'è là? - Sì, sì, certissima...

- L'ho sentita scivolare... - Bisogna andarla a cercare subito.

Adesso? Subito? Nell'oscurità?

Adesso, subito, nell'oscurità...

Preferirei aver perso quanto possiedo...

che aver perduto questa fede...

Tu non sai cosa sia. Non sai donde viene.

Il mare sarà molto alto stanotte.

Il mare verrà a prenderla prima di te...

Affrettati...

Non oso... non oso andar sola...

Va', va' con chi vuoi.

Ma bisogna che tu ci vada subito, capisci?

Affrettati;

chiedi a Pelléas di andarci con te.

Pelléas? Con Pelléas? Ma Pelléas non vorrà...

Pelléas farà tutto quel che gli chiedi.

Conosco Pelléas meglio di te.

Va', sbrigati.

Non dormirò prima di riavere la fede.

Oh! Oh! Non sono felice.

Non sono felice.

SCENA III Davanti a una grotta.

Sì; è qui, ci siamo.

È così buio che l'entrata della grotta non si distingue più...

...dal resto della notte...

Non vi sono stelle da questa parte.

Aspettiamo che la luna abbia squarciato questa grande nube;

illuminerà tutta la grotta e allora potremo entrare senza pericolo.

Vi sono posti pericolosi e il sentiero è molto stretto,

fra due laghi di cui non s'è ancor trovato il fondo.

Non ho pensato a portare una torcia o una lanterna.

Ma penso che il chiarore del cielo ci basterà.

Non siete mai penetrata in questa grotta?

No...

Entriamoci...

Bisogna poter descrivere il posto dove avete perduto la fede,

s'egli v'interroga.

È molto grande e bella,

è piena di tenebre azzurre.

Se vi s'accende una piccola luce,

la volta sembra ricoperta di stelle,

come il cielo.

Datemi la mano,

non tremate così.

Non v'è pericolo,

ci fermeremo allor che non scorgeremo più

il chiarore del mare...

È il brusio della grotta a spaventarvi?

Sentite il mare dietro di noi?

Esso non sembra felice questa notte...

Oh! ecco il chiarore!...

- Ah! - Che c'è?

C'è... C'è...

- Sì... li ho visti anch'io... - Andiamo via!...

Andiamo via!...

Sono tre vecchi poveri che si sono addormentati...

C'è carestia nel paese...

Perché son venuti a dormire qui?...

Andiamo via, venite...

Andiamo via!

Badate, non parlate sì forte...

Non svegliamoli...

Dormono ancora profondamente...

Venite.

Lasciatemi;

preferisco camminar sola...

Ritorneremo un altro giorno...

ATTO TERZO

SCENA I Una delle torri del castello.

Un cammino di vedetta passa sotto una finestra della torre.

I miei lunghi capelli scendono fino ai piedi della torre;

I miei capelli vi attendono lungo tutta la torre,

E lungo tutto il giorno,

San Daniele e San Michele,

San Michele e San Raffaele,

Sono nata una domenica,

Una domenica a mezzodì...

- Olà! Olà! oh!... - Chi è là?

Io, io, son io!...

Che fai lì, alla finestra,

cantando come un uccello straniero?

Acconcio i miei capelli per la notte...

Son essi ch'io vedo lì sul muro?

Credevo che tu reggessi un lume...

Ho aperto la finestra;

è troppo caldo nella torre...

È bello stanotte...

Vi sono innumerevoli stelle;

non se ne sono mai viste tante come questa sera;

ma la luna è ancora sul mare...

Non restare nell'ombra, Mélisande,

sporgiti un poco,

ch'io veda i tuoi capelli sciolti.

Sono orribile così...

Oh! oh! Mélisande! Oh! sei bella!

Sei bella così!...

Sporgiti! Sporgiti!...

Fammi venire più vicino a te...

Non posso venirti più vicino...

Mi sporgo quanto posso...

Non posso salire più in alto...

Dammi almeno la tua mano questa sera...

...prima ch'io me ne vada...

- Parto domani. - No, no, no...

Sì, sì,

parto, partirò domani...

Dammi la tua mano, la tua mano,

la tua piccola mano sulle mie labbra...

Non ti do la mia mano se parti...

Dammi...

- ...dammi, dammi... - Non partirai?...

Aspetterò, aspetterò...

Vedo una rosa nelle tenebre...

Ma dove?

Vedo solo i rami del salice che varca il muro...

Più giù, più giù, nel giardino;

laggiù, nel verde cupo...

Non è una rosa...

Andrò a vedere subito,

ma dammi prima la mano...

- ...prima la tua mano... - Ecco, ecco...

...non posso sporgermi più di così.

Le mie labbra non possono raggiunger la tua mano!

Non posso sporgermi più di così...

sto per cadere...

Oh! Oh! i miei capelli scendono dalla torre!...

Oh! oh! Che è questo?

I tuoi capelli, i tuoi capelli scendono verso me!...

Tutta la tua chioma, Mélisande, tutta la tua chioma è caduta dalla torre!

tutta la tua chioma è caduta dalla torre!

Li tengo nelle mani, li tengo nella bocca...

Li tengo sulle braccia,

li metto attorno al mio collo...

Non aprirò più le mani questa notte!

Lasciami!... Lasciami!...

Mi farai cadere!

No, no, no!...

Non ho mai visto capelli come i tuoi, Mélisande!...

Vedi, vedi, vedi,

vengono da sì alto,

e m'inondano fino al cuore...

M'inondano tutto fino alle ginocchia!...

E son dolci, son dolci come piombassero dal cielo!...

Non vedo più il cielo traverso i tuoi capelli.

Vedi, vedi? Le mie due mani non possono tenerli;

ve ne sono fin sui rami del salice...

Vivono come uccelli nelle mie mani,

ed essi mi amano, m'amano mille volte più di te!...

Lasciami, lasciami...

Qualcuno potrebbe venire...

No, no, no,

non ti libero questa notte...

Sei la mia prigioniera questa notte,

...tutta la notte, tutta la notte...

Pelléas! Pelléas!

Li annodo, li annodo ai rami del salice...

Non te n'andrai più...

Guarda...

...Guarda...

abbraccio i tuoi capelli...

Non soffro più fra i tuoi capelli...

Senti i miei baci lungo i tuoi capelli?...

Salgono lungo i tuoi capelli.

Ognuno ti porta un bacio...

Vedi, vedi, posso aprire le mani...

Ho le mani libere ma non puoi abbandonarmi...

Oh! oh! M'hai fatto male!

Che c'è, Pelléas? Chi vola intorno a me?

Son le colombe che escono dalla torre...

Le ho spaventate; fuggono via...

Son le mie colombe, Pelléas.

Andiamo via, lasciami; non ritorneranno più...

Perché non ritorneranno più?

Si perderanno nell'oscurità...

Lasciami! Lasciami alzare la testa...

Sento un rumore di passi... Lasciami!

È Golaud!...

Credo sia Golaud!...

- Ci ha sentiti... - Aspetta!

Aspetta!

I tuoi capelli sono attorno ai rami...

Si sono impigliati nell'oscurità...

Aspetta! Aspetta!... E buio.

Che fate qui?...

Che faccio qui?... Io...

Siete dei bambini...

Mélisande, non sporgerti così alla finestra,

finirai per cadere...

Non sapete che è tardi?

E quasi mezzanotte.

Non giocate così nell'oscurità.

Siete dei bambini...

Che bambini!...

SCENA II I sotterranei del castello.

Badate;

per di qua, per di qua.

Non siete mai penetrato in questi sotterranei?

Sì, una volta; in passato.

Ma molto tempo fa...

Ebbene, ecco l'acqua stagnante di cui vi parlavo...

Sentite l'odore di morte che sale?

Andiamo fino all'orlo di questa roccia che strapiomba e sporgetevi un poco;

vi colpirà nel volto.

Sporgetevi; non abbiate paura...

Vi terrò...

Datemi...

No, no, non la mano...

potrebbe scivolare... il braccio.

Vedete la voragine, Pelléas? Pelléas?

Sì, credo di vedere il fondo della voragine!

È la luce che trema così?

- Voi... - Sì, è la lanterna...

Ecco, l'agitavo per illuminare le pareti...

Soffoco qui... usciamo.

Sì, usciamo...

SCENA III Una terrazza all'uscita dei sotterranei.

Ah! respiro alfine!...

Per un istante ho creduto che mi sarei smarrito in queste vaste grotte;

sono stato sul punto di cadere...

C'è un'aria umida e pesante come una rugiada di piombo,

e tenebre spesse come una sostanza velenosa.

E adesso, tutta l'aria di tutto il mare!...

C'è un vento fresco, ecco,

fresco come una foglia che s'è appena dischiusa,

su piccole verdi onde.

Ecco!

Hanno appena innaffiato i fiori sull'orlo della terrazza

e sale fin qui l'odore della verzura e delle rose bagnate.

Dev'essere quasi mezzodì,

i fiori son già nell'ombra della torre...

E mezzodì, sento suonare le campane,

e i bambini scendon verso la spiaggia per bagnarsi...

To', ecco nostra madre e Mélisande a una finestra della torre...

Si...

si son rifugiate nella zona d'ombra.

A proposito di Mélisande,

ho inteso quel ch'è accaduto e quel che s'è detto nella sera.

Lo so bene,

son giochi di bambini; ma non deve ripetersi.

Ma non ci vuole che per r? P? Te

Ella è molto delicata, e bisogna risparmiarla,

tanto più che ben presto sarà forse madre,

e la minima emozione potrebbe provocare una disgrazia.

Non è la prima volta ch'io noto

che potrebbe esserci qualcosa fra voi...

Siete più anziano di lei,

basterà avervelo detto...

Evitatela per quanto possibile;

ma senza affettazione, peraltro, senza affettazione...

SCENA IV Davanti al castello.

Vieni, andiamo a sederci qui, Yniold;

vieni sulle mie ginocchia;

da qui vedremo quel che succede nella foresta.

Da qualche tempo non ti vedo proprio più.

Anche tu mi abbandoni;

sei sempre accanto a mammina...

Ecco, siamo seduti proprio sotto le finestre di mammina.

Forse in questo momento fa la sua preghiera serale...

Ma dimmi, Yniold,

ella è spesso con tuo zio Pelléas, vero?

Sì, sì, sempre, babbino;

- quando voi non ci siete. - Ah!

Ecco, qualcuno passa con una lanterna nel giardino!

M'han detto però che non si amano...

Pare che si bisticcino spesso... no? E vero?

- Sì, sì, è vero. - Sì?

Ah, ah!

Ma a che proposito bisticciano?

A proposito della porta.

Come! A proposito della porta!

Che mi racconti?

Perché non può stare aperta.

Chi non vuole che stia aperta?

Ma perché si bisticciano?

Non lo so, babbino; a proposito della luce.

Non ti parlo della luce;

ti parlo della porta.

Non metterti la mano nella bocca così... Suvvia...

Babbino! Babbino!... Non lo farò più...

Suvvia; perché piangi ora?

Che è successo?

Oh, oh! Babbino, m'avete fatto male!

T'ho fatto male? Dove t'ho fatto male?

E stato senza volerlo...

Qui, qui, al mio braccino...

È stato senza volerlo; su, non pianger più;

ti darò qualcosa domani.

Che cosa, babbino?

Una faretra e delle frecce.

Ma dimmi quel che sai della porta.

Delle grandi frecce?

Sì, delle grandi frecce.

Ma perché non voglion che la porta stia aperta?

Su...

...rispondimi una buona volta!

no, no, non aprir la bocca per piangere.

Non sono arrabbiato.

Di che parlano quando sono insieme?

Pelléas e mammina?

Sì; di che parlano?

Di me; sempre di me.

E che dicono di te?

Dicono che sarò molto grande.

Ah! Miseria della mia vita!

Son qui come un cieco

che cerca il suo tesoro in fondo all'oceano!...

Son qui

come un neonato perduto nella foresta, e voi...

Suvvia, Yniold, ero distratto;

ma ragioniamo seriamente.

Pelléas e mammina non parlano mai di me

- quando io non sono lì?... - Sì, sì, babbino.

Ah!... E che dicono di me?

Dicono ch'io diventerò grande come voi.

- Sei sempre accanto a loro? - Sì, sì, sempre, babbino.

Non ti dicono mai d'andare a giocare altrove?

No, babbino, hanno paura quando io non sono lì.

Hanno paura?...

Da che vedi che hanno paura?

- Piangono sempre nell'oscurità. - Ah! Ah!

- E questo fa piangere... - Sì, sì!

Ella è pallida, babbino!

Ah! ah!... pazienza,

mio Dio, pazienza...

Che, babbino?

Nulla, nulla, figlio mio.

Ho visto passare un lupo nella foresta.

Si baciano qualche volta?

No?...

Che si baciano, babbino? No, no.

Ah! Sì, babbino, sì, una volta...

una volta che pioveva...

Si sono baciati? Ma come...

...come si sono baciati?

Così, babbino, così.

Ah! ah! La vostra barba, babbino!...

Punge, punge!

Diventa tutta grigia, babbino,

e anche i vostri capelli, tutti grigi, tutti grigi.

Ah! Ah!

Mammina ha acceso la sua lampada.

C'è luce, babbino.

- C'è luce... - Sì, comincia a far luce.

Andiamoci anche noi, babbino;

Dove vuoi andare?

Dove fa chiaro, babbino.

No, no, figlio mio;

restiamo ancora un poco nell'ombra...

Non sappiamo, non sappiamo ancora...

Credo che Pelléas sia matto...

No, babbino,

non è matto, ma è molto buono.

Vuoi vedere mammina?

Sì, si, voglio vederla!

Non far rumore;

ti alzerò sino alla finestra.

E troppo alta per me, anche se son grande così...

Non fare il minimo rumore:

mammina avrebbe una terribile paura...

La vedi?

È nella stanza?

Sì...

Oh! c'è luce!

È sola?

Si ...

No, no! C'è anche mio zio Pelléas.

Egli...

Ah! ah! Babbino, m'avete fatto male!

Non è nulla; taci; non lo farò più;

Guarda, guarda, Yniold!

Ho incespicato.

Parla più piano. Che fanno?

Non fanno nulla, babbino.

Sono vicini l'uno all'altro? Parlano?

No, babbino; non parlano.

E ... e il letto?

Sono sul letto?

Il letto, babbino?

Non vedo il letto

Parla più piano, ci possono sentire...

Stanno parlando?

No, babbino, non parlano.

Ma che fanno?

Guardano la luce.

Tutti e due?

Sì, babbino.

Non dicono nulla?

No, babbino.

Non chiudono gli occhi.

Non s'avvicinano l'uno all'altra?

No, babbino, non chiudono mai gli occhi...

Ho una paura terribile!

Di che dunque hai paura? Guarda!

- Guarda! - Babbino, lasciatemi scendere!

Guarda!

Oh! urlerò, babbino! Lasciatemi scendere!

Lasciatemi scendere!

Vieni!

ATTO QUARTO

SCENA I Un appartamento nel castello.

Dove vai? Devo parlarti questa sera.

- Ti vedrò? - Sì.

Esco dalla stanza di mio padre. Sta meglio.

Il medico ci ha detto ch'era salvo...

M'ha riconosciuto.

M'ha preso la mano e m'ha detto con quell'aria strana

che ha da quando è malato:

«Sei tu, Pelléas?»

«Ecco, non l'avevo mai notato,»

«ma hai il volto grave e buono»

«di chi non vivrà a lungo...»

«Devi viaggiare; devi viaggiare...»

È strano, gli ubbidirò...

Mia madre lo ascoltava e piangeva di gioia.

Non te ne sei accorta?

Tutta la casa già sembra rivivere.

Si sente respirare, si sente camminare...

Ascolta; sento parlare dietro questa porta.

Presto, rispondi presto...

- ...dove ti vedrò? - Dove vuoi?

Nel parco, presso la fontana dei ciechi?

- Vuoi? Verrai? - Sì.

Sarà l'ultima sera;

Viaggerò come m'ha detto mio padre.

- Non mi vedrai mai più. - Non dir questo, Pelléas...

Ti vedrò sempre; ti guarderò sempre...

Avrai un bel guardare...

sarò sì lontano che non mi potrai vedere più...

Ch'è accaduto, Pelléas? Non comprendo più quel che dici.

Va'...

Separiamoci.

Sento parlare dietro quella porta.

SCENA II

Ora che il padre di Pelléas è salvo

e che la malattia, la vecchia serva della morte,

ha lasciato il castello,

un po' di gioia e un po' di sole

rientreranno alfine nella casa...

Era tempo! Ché, dalla tua venuta,

qui s'è vissuto bisbigliando attorno a una camera chiusa...

E in verità, provavo compassione per te, Mélisande...

Ti osservavo, tu eri lì, forse noncurante,

ma con l'aria strana e smarrita

di qualcuno che attenda sempre una gran disgrazia,

al sole, in un bel giardino...

Non so spiegare...

ma ero triste di vederti così,

ché tu sei troppo giovane e troppo bella

per vivere già giorno e notte sotto il fiato della morte...

Ma adesso tutto cambierà.

Alla mia età,

ed è forse in questo il frutto più sicuro della mia vita,

alla mia età,

ho acquisito non so qual fiducia nella bontà degli eventi,

e ho visto sempre che ogni essere giovane e bello

creava intorno a sé eventi giovani,

belli e lieti...

Ed ora sarai tu...

a schiudere la porta dell'era novella ch'io intravedo...

Vieni qui;

perché resti sempre lì senza rispondere

e senza alzare gli occhi?

Finora t'ho abbracciata solo una volta,

il giorno della tua venuta;

eppure i vecchi han bisogno talvolta

di toccare con le labbra

la fronte d'una donna o la guancia d'un bimbo,

per credere ancora alla freschezza della vita

e allontanare un attimo le minacce della morte.

Hai paura delle mie vecchie labbra?

Quanta compassione ho provato

per te in questi mesi...

Nonno, non ero infelice.

Lascia ch'io ti guardi, da vicino, un attimo...

Si ha tanto bisogno di bellezza in prossimità della morte...

Pelléas parte questa sera.

Hai del sangue sulla fronte.

- Che hai fatto? - Nulla, nulla...

Son passato traverso una siepe di spine.

Abbassate un po' la testa, signore...

v'asciugherò la fronte...

Non voglio che tu mi tocchi, capisci? Vattene!

Non ti parlo.

Dov'è la mia spada?

Venivo a cercare la mia spada...

Qui, sull'inginocchiatoio.

Portamela.

Han trovato un altro contadino morto di fame, lungo il mare.

Si direbbe che ci tengano tutti a morirci sotto gli occhi.

Ebbene, la mia spada?

Perché tremate così? Non vi ucciderò.

Volevo soltanto esaminarne la lama.

Non uso la spada a questi fini.

Perché mi esaminate come un povero?

Non vengo a chiedervi l'elemosina.

Sperate di veder qualcosa nei miei occhi

senza ch'io veda qualcosa nei vostri?

Credete ch'io sappia qualcosa?

Vedete questi grandi occhi...

Si direbbe che son fieri d'essere ricchi...

Non vi scorgo che una grande innocenza...

Una grande innocenza!...

Son più grandi dell'innocenza!

Son più puri degli occhi d'un agnello...

Darebbero lezioni d'innocenza a Dio.

Una grande innocenza!

Ascoltate;

son sì vicino

che sento la freschezza delle loro ciglia mentre battono;

eppure son meno lontano dai grandi segreti dell'altro mondo

che dal più piccolo segreto di questi occhi!...

Una grande innocenza!... Più dell'innocenza!

Si direbbe che gli angeli del cielo

vi celebrino un ininterrotto battesimo.

Li conosco questi occhi! Li ho veduti all'opera! Chiudeteli!

Chiudeteli! O li chiuderò per lungo tempo!

Non vi portate la mano alla gola così; dico una cosa molto semplice...

Non ho secondi fini...

Se avessi un secondo fine perché non lo direi?

Ah! ah! non cercate di fuggire!

Qui! Datemi quella mano!

Ah! le vostre mani son troppo calde...

Andatevene! La vostra carne mi disgusta!...

Andatevene!

Non v'è più da fuggire adesso!

Mi seguirete in ginocchio!

In ginocchio davanti a me!

Ah! Ah! alla fine i vostri lunghi capelli servono a qualcosa.

A destra e poi a sinistra!

A sinistra e poi a destra!

Assalonne! Assalonne!

Avanti! indietro!

Fino a terra! Fino a terra...

Vedete...

...vedete, rido già come un vecchio...

Ah! Ah! Ah!

Golaud!

Farete come vi piacerà,

si.

Non vi do nessuna importanza.

Son troppo vecchio;

e poi non sono una spia.

Aspetterò l'occasione; e allora...

Oh! Allora!...

Soltanto perché è l'usanza;

soltanto perché è l'usanza.

Che ha dunque?

È ubriaco?

No, no,

ma non m'ama più...

non sono felice...

S'io fossi Dio,

avrei compassione del cuore degli uomini...

SCENA III Una fontana nel parco.

Oh! Questa pietra è pesante...

È più pesante di me...

È più pesante di ogni cosa.

È più pesante di tutto...

Vedo la mia pallina d'oro fra la roccia e quella pietra cattiva,

e non posso levarla...

Il mio braccino non è abbastanza lungo

e questa pietra non vuole sollevarsi...

Sembra abbia radici nella terra...

Oh! Oh! sento piangere i montoni.

Ecco! Non c'è più sole...

Arrivano i piccoli montoni; arrivano...

Ce ne sono!...

Hanno paura del buio...

Si stringono!

Piangono e vanno rapidamente!...

Alcuni vorrebbero prendere a destra...

Vorrebbero tutti andare a destra...

Non possono!...

Il pastore li colpisce con pezzi di terra...

Ah! Ah!

Passeranno di qui...

Li vedrà da vicino. Quanti sono!...

Ora tacciono tutti...

Pastore! Perché non parlano più?

Perché non è la via della stalla...

Dove vanno? Pastore? Pastore?

Dove vanno?

Non mi sente più.

Son già troppo lontani...

Non fanno più rumore.

Non è la via della stalla...

Dove vanno a dormire questa notte?...

Oh! Oh! Fa troppo buio...

Vado a dire qualcosa a qualcuno...

SCENA IV

È l'ultima sera... l'ultima sera...

Tutto deve finire...

Ho giocato come un bimbo

attorno a una cosa che non sospettavo...

Ho giocato, in sogno,

attorno ai meandri del destino...

Chi m'ha svegliato d'un tratto?

Fuggirà urlando di gioia e di dolore

come un cieco che fugga l'incendio della sua casa.

Le dirà della mia fuga...

È tardi;

ella non viene...

Meglio farei se me ne andassi senza rivederla...

Ma devo ben guardarla questa volta...

Vi son cose che più non ricordo...

a volte mi sembran cent'anni ch'io non l'ho più veduta...

E non ho ancora guardato il suo sguardo...

Nulla mi rimane se me ne vado così...

E tutti questi ricordi...

E come s'io portassi via un po' d'acqua in una borsetta di mussola.

Devo vederla un'ultima volta sino in fondo al suo cuore...

Devo dirle tutto quel che non ho detto...

Pelléas!

Mélisande!

Sei tu, Mélisande?

Sì.

Vieni qui,

non restare ai margini del chiaro di luna.

Vieni qui, abbiamo tante cose da dirci...

- Vieni qui all'ombra del tiglio. - Lasciatemi nella luce...

Potrebbero vederci dalle finestre della torre.

Vieni qui; qui, nulla abbiamo a temere.

Bada; ci potrebbero vedere!

- Voglio che mi vedano... - Ma che hai?

Sei potuta uscire senza che nessuno s'accorgesse?

Sì, vostro fratello dormiva...

È tardi; fra un'ora si chiuderanno le porte.

Bisogna stare attenti.

Perché sei venuta sì tardi?

Vostro fratello aveva un cattivo sogno.

E poi la mia veste s'è impigliata ai chiodi della porta.

Vedete, è stracciata.

Ho perduto tutto questo tempo e ho corso...

Mia povera Mélisande!

Ho quasi paura di toccarti...

Sei ancora senza fiato come un uccello inseguito...

Per me fai tutto questo?...

Sento il tuo cuore battere come fosse il mio...

- Vieni qui... più presso a me... - Perché ridete?

Non rido; o rido di gioia senza saperlo...

Avrei di che piangere piuttosto...

Siamo venuti qui in un tempo lontano...

Ricordo...

Sì... son lunghi mesi.

Allora, non sapevo...

Sai perché t'ho chiesto di venire questa sera?

No.

Forse è l'ultima volta che ti vedo...

Devo andarmene per sempre!

Perché dici sempre che te ne vai?

Devo dirti quel che già sai!

Non sai quel che sto per dirti?

Ma no, ma no; non so nulla.

Non sai perché devo allontanarmi...

Non sai che è perché...

...ti amo?

Anch'io ti amo...

Oh! che hai detto, Mélisande!...

Non l'ho quasi inteso!...

S'è rotto il ghiaccio con ferri roventi!...

Lo dici con una voce che viene dai confini del mondo!...

Non t'ho quasi inteso...

Tu m'ami? Anche tu m'ami? ...Da quando m'ami?

Da sempre... Da quando t'ho veduto...

Sembra che la tua voce sia trascorsa sul mare a primavera!...

Non l'ho mai intesa finora.

Sembra sia piovuto sul mio cuore!...

Lo dici sì sicura!...

Come un angelo che risponde...

Non posso crederlo, Mélisande...

Perché m'ameresti? Ma perché m'ami?

E vero quel che dici? Non m'inganni?

Non menti un poco, per farmi sorridere?...

No, non mento mai; non mento che a tuo fratello...

Oh! come lo dici!...

La tua voce! La tua voce...

È più fresca e limpida dell'acqua!...

Sembra dell'acqua pura sulle mie labbra...

Sembra dell'acqua pura sulle mie mani...

Dammi, dammi le tue mani.

Oh! Son piccole le tue mani!

Non sapevo che eri sì bella!...

Nulla avevo visto mai di bello così prima di te...

Ero inquieto, cercavo ovunque dentro la casa...

Cercavo ovunque nella campagna,

e non trovavo la bellezza...

Ed ora t'ho trovata...

L'ho trovata...

non credo che vi sia sulla terra

una donna più bella!...

Dove sei? Non ti sento più respirare...

È perché ti guardo...

Perché mi guardi sì gravemente?

Già siamo nell'ombra.

Fa troppo buio sotto quest'albero.

Vieni, nella luce.

Non possiamo vedere quanto siamo felici.

Vieni, vieni;

sì poco tempo ci rimane...

No, no, restiamo qui...

Son più vicina a te nell'oscurità...

Dove sono i tuoi occhi?

Non mi fuggirai?

Tu non pensi a me in questo momento...

Ma sì, non penso che a te...

Tu guardavi altrove...

Ti vedevo altrove...

Sei distratta... Ma che hai?

Non mi sembri felice...

Sì, sì, sono felice...

...ma sono triste...

Che è questo rumore?

Chiudono le porte!...

Si, hanno chiuso le porte...

Non possiamo più rientrare?

Senti i chiavistelli?

Ascolta! Ascolta...

Le grandi catene!...

- E troppo tardi!... - Tanto meglio!

- Tanto meglio! - Tu? ecco, ecco!

Non siamo più noi a volerlo!...

Tutto è perduto, tutto è salvo!

Tutto è salvo questa sera!... Vieni! Vieni...

il mio cuore batte come un folle sin nel fondo della mia gola...

Ascolta!

Il mio cuore sta per soffocarmi...

Vieni!

Ah! Com'è bello nelle tenebre...

C'è qualcuno dietro di noi...

- Non vedo nessuno... - Ho sentito del rumore...

Non sento che il tuo cuore nell'oscurità...

Ho sentito frusciare le foglie morte...

È il vento che si tace d'un tratto...

E cessato mentre ci baciavamo.

Come son grandi le nostre ombre stasera!

Si abbracciano sino in fondo al giardino!...

Ah! s'abbracciano lontano da noi! Guarda!

Guarda!

Ah! E dietro a un albero!

- Chi? - Golaud!

Golaud? Ma dove?

- Non vedo nulla! - Là... in fondo alle nostre ombre...

Sì, sì; l'ho visto... Non ci volgiamo bruscamente.

- Ha la sua spada... - Non ho la mia...

- Ha visto che ci baciavamo... - Non sa che l'abbiamo visto...

Non muoverti; non volgere la testa. Si precipiterebbe...

Ci osserva... E ancora immobile...

Va', va', subito per di qua...

Io lo aspetterò... io lo fermerò...

- No... - Ha visto tutto...

- Ci ucciderà! Viene! - Tanto meglio!

La tua bocca! La tua bocca!...

Sì!... sì!... sì!...

Oh! Oh! Cadono tutte le stelle!

- Anche su me!... - Ancora!

- Ancora!... dammi! - Tutta! tutta! tutta!

Oh! Oh! Non ho coraggio!...

Non ho coraggio... Ah!

ATTO V Una camera del castello.

Non è di questa piccola ferita che può morire;

un uccello non ne sarebbe morto...

non siete dunque voi che l'avete uccisa,

mio buon signore; non vi disperate così...

E poi non è detto che non la salveremo...

No, no; troppo è, mi sembra, il nostro involontario silenzio,

qui, nella stanza: non è un buon presagio...

Guardate come dorme...

lentamente, lentamente...

pare che la sua anima senta freddo in eterno...

Ho ucciso senza ragione!

Questo non farebbe piangere le pietre?...

S'erano abbracciati come dei piccoli bambini!

Erano fratello e sorella...

Ed io, io subito!...

L'ho fatto contro la mia volontà, vedete...

L'ho fatto contro la mia volontà...

Badate; credo ch'ella si desti...

Aprite la finestra...

Aprite la finestra...

Vuoi ch'io apra questa, Mélisande?

No, no,

la finestra grande... per vedere...

L'aria del mare non è troppo fredda stasera?

Fate, fate...

Grazie...

È il sole che tramonta?

Sì; è il sole che tramonta sul mare;

è tardi.

- Come ti senti, Mélisande? - Bene, bene.

Perché me lo chiedete?

non mi sono mai sentita meglio...

Ma mi sembra di sapere qualcosa...

Che dici? Non ti capisco...

Ormai non capisco più tutto quel che dico, vedete...

Non so quel che dico... Non so quel che so...

Non dico più quel che voglio...

Ma sì, ma sì...

Son proprio felice di sentirti parlare così;

hai avuto un po' di delirio in questi giorni

e non ti si comprendeva più...

ma ora, è tutto passato!...

Non so...

Siete solo nella stanza, nonno?

No, c'è anche il medico che t'ha guarita...

- Ah!... - E poi c'è ancora qualcuno...

- Chi è? - E'...

non ti devi spaventare.

Non ti vuole il minimo male, sta' certa...

Se hai paura, se ne andrà...

- È molto infelice... - Chi è?

- È...

è tuo marito... è Golaud...

Golaud è qui?

Perché non viene vicino a me?

Mélisande...

Mélisande...

Siete voi, Golaud?

Non vi riconoscevo quasi più...

Ho il sole della sera negli occhi...

Perché guardate i muri?

Siete dimagrito e invecchiato.

È da lungo tempo che non ci siamo visti?

Allontanatevi un istante, vi prego, miei poveri amici...

Lascerà aperta la porta grande...

un solo istante... Vorrei dirle qualcosa,

altrimenti non potrei morire...

Volete? Potete tornare subito...

Questo, non me lo rifiutate... Sono un infelice...

Mélisande,

hai pietà di me com'io ho pietà di te?...

Mélisande...

Mi perdoni, Mélisande?...

Sì, sì, ti perdono...

che v'è da perdonare?

T'ho fatto tanto male, Mélisande...

Non posso dirti il male che t'ho fatto...

Ma lo vedo, lo vedo oggi sì chiaramente...

fin dal primo giorno...

È tutto per mia colpa, tutto quel ch'è accaduto,

tutto quel che accadrà...

S'io potessi dirlo, vedresti i fatti com'io li vedo!...

Io vedo tutto, vedo tutto!... Ma t'amavo tanto!...

t'amavo tanto!...

Ma ora, qualcuno morirà...

Son io che morirò...

E vorrei sapere... Vorrei chiederti...

Non me ne vorrai?...

Si deve dire la verità a chi sta per morire...

Deve sapere la verità,

altrimenti non potrebbe dormire...

- Mi giuri di dire la verità? - Sì.

- Hai amato Pelléas? - Ma sì,

l'ho amato.

Dov'è?

Non mi capisci? Non vuoi capirmi?

Credo... Credo...

Ebbene, ecco.

Ti chiedo se l'hai amato d'un amore proibito...

Sei?... siete stati colpevoli?

Di', di', sì, sì, sì!

No, no, non siamo stati colpevoli.

- Perché chiedete questo? - Mélisande!...

dimmi la verità per l'amor di Dio!

Perché non ho detto la verità?

Non mentire più così, nel momento di morire!

- Chi sta per morire? Son io? - Tu, tu,

e io, anch'io, dopo di te!...

E dobbiamo sapere la verità...

Dobbiamo sapere alfine la verità, capisci?...

Dimmi tutto! Ti perdono tutto!

Perché sto per morire? Non lo sapevo.

Lo sai adesso... E tempo!... E tempo!... Presto! Presto!...

La verità! La verità...

La verità... la verità...

Dove sei? Mélisande!

Non è naturale!

Mélisande! Dove sei?

Sì, sì, potete rientrare...

Non so nulla,

è inutile... ella è già troppo lontana da noi...

Non saprò mai!...

Morirò qui come un cieco!...

Che avete fatto? Finirete per ucciderla...

L'ho già uccisa...

Mélisande!

Siete voi, nonno?

Sì, figlia mia...

Che vuoi ch'io faccia?

È vero che comincia l'inverno?

Perché mi chiedi questo?

Perché fa freddo e non vi sono più foglie...

Hai freddo?

Vuoi che chiudano le finestre?

No... fin quando il sole non sarà in fondo al mare.

Scende lentamente; allora è l'inverno che inizia?

- Non ami l'inverno? - Oh, no!

Ho paura del freddo!

Ho tanta paura dei grandi freddi...

- Ti senti meglio? - Sì, sì;

non ho più tutte quelle inquietudini.

Vuoi vedere il tuo bimbo?

- Quale bimbo? - Il tuo bimbo.

La tua figlioletta...

- Dov'è? - Qui...

E strano...

non posso alzare le braccia per prenderla...

Sei ancora molto debole.

La reggerà io;

guarda...

Non ride...

È piccola...

Ella pure piangerà...

Ho pietà di lei...

Che c'è?

Che vengono a far qui tutte queste donne!

Sono le serve...

Chi le ha chiamate!

Non io...

Perché venite qui?

Nessuno v'ha richieste...

Che venite a far qui?

Ma che c'è dunque? Rispondete!...

Non parlate troppo forte...

Sta per dormire; ha chiuso gli occhi...

- Non è...? - No, no;

vedete; respira...

I suoi occhi son pieni di lacrime.

Ora è la sua anima a piangere...

Perché tende le braccia così?

- Che vuole? - Verso il suo bimbo, al certo.

E la lotta della madre contro...

In questo momento?

Bisogna dirlo, dite! Dite...

- Forse... - Tutto d'un tratto?... Oh! oh!

Bisogna ch'io le dica...

Mélisande! Mélisande!... Lasciatemi solo!

Lasciatemi solo con lei!

No, no, non v'avvicinate...

Non la turbate... Non parlatele più...

Non sapete cos'è l'anima...

Non è mia colpa...

Non è mia colpa!

Badate... Badate...

Bisogna parlare a bassa voce, adesso.

Non bisogna più inquietarla...

L'anima umana è molto silenziosa...

L'anima umana ama andarsene sola...

Soffre sì timidamente.

Ma la tristezza,

Golaud...

Ma la tristezza di tutto quel che vediamo...

Oh!...

...Oh!

Che c'è?

Hanno ragione...

Non ho visto nulla.

Siete certo?...

Sì, sì.

Non ho sentito nulla...

Sì presto, sì presto...

Se ne va senza dir nulla...

Non restate qui, Golaud...

Ora ha bisogno del silenzio...

Venite, venite...

E terribile, ma non è vostra colpa...

Era un piccolo essere tranquillo...

...così timida e silenziosa

Era un piccolo essere misterioso come tutto il mondo...

Ella è là come fosse la sorella maggiore di sua figlia...

Venite...

Non bisogna che la bimba resti qui in questa stanza...

Ora deve vivere al posto di lei.

Tocca alla povera piccina.

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