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*
"E' un miracolo, è un miracolo".
Erano tutti così meravigliati. Una santa.
MODESTA: Ma che cosa c'era da avere paura?
Era solo un ragazzo maltrattato...
Fermo.
..e infelice.
Ti fai male. Sono forbici, ti tagli.
Anche mia sorella Tina era diversa, ma noi la trattavamo bene.
- Aju friddu. - Ferma. Statti ferma!
Basta, sugnu stanca!
Smettila, scimunita!
Scimunita ci sei tu.
(IN SICILIANO)
Io no.
MODESTA: Ma viveva come noi.
(IN SICILIANO)
I signori, invece... si vergognano.
IPPOLITO: Mo... MODESTA: Maudit.
Certo che con voi è proprio buono, signorina Modesta.
MODESTA: E' così gentile. - Gentile...
(IN SICILIANO)
Ma va'. Vero che sei gentile? Mh?
Mi avete fatto dimenticare quello che ero venuto a dirvi.
PIETRO: La principessa vi vuole parlare.
- Perché sei ancora qui, Maudit? - Non lo so.
MODESTA: Magari...
Perché non sei ancora stata rispedita da quelle tue monache?
Siediti.
Mi è stato riferito che da un po' di giorni vai sempre a vedere...
Con te lui è tranquillo.
Mh.
Pietro mi ha detto che...
..non ha neanche più bisogno di legarlo.
Andiamo d'accordo.
E' gentile con me, curioso, attento.
Impara molto in fretta.
E cosa impara?
Perché non viene a vedere lei stessa di persona?
Oh, per carità. Io meno lo vedo, meglio sto.
Comunque, da un po' di giorni la casa è tranquilla.
Niente urla o tensioni... Meno imbarazzante.
Per quello che sei ancora qui.
Ho scritto a suor Costanza e le ho chiesto se potevi stare...
..ancora in villa per qualche tempo.
Non mi ha ancora risposto, ma chiaramente farà come dico io.
Io posso continuare ad occuparmi di lui quanto vuole. Non mi pesa.
Ci sono tanti modi per fare il volere di Dio. Anche fuori dal convento.
E da bambina l'ho sempre fatto anche con mia sorella.
Tua sorella? Non me ne hai mai parlato.
E' morta.
E' morta anche lei nell'incendio?
Neanche questo, non...
Non mi ricordo molto.
(MAMMA: Modesta!)
(CREPITIO)
Magari fosse morto anche mio figlio da piccolo come tua sorella.
Ci saremmo risparmiati tutti una gran sofferenza.
Ippolito è suo figlio?
"Soi-disant".
Mi è bastato vederlo appena nato per decidere di non vederlo più.
N-non so se posso dire che sia mio figlio.
Allora, resterai ancora qui da noi per qualche settimana. Eh?
Regalaci un altro po' di tranquillità, Maudit.
(SUONA "WALTZ NO.19" DI CHOPIN) Tournez. Tournez.
DE CIUCEIS: Tournez.
BEATRICE: Allora?
Ha detto che posso restare ancora un po' con voi.
- Maudit, ma che bello. - Sì.
- Vieni, balla con me. - Ma non so ballare.
Sì, balla, balla con me.
(SUONA "WALTZ NO.19" DI CHOPIN)
Che felicità. Per quanto tempo?
Non lo so, una settimana, un mese, non mi ha detto niente.
Ma non così, signorine. Non così la posizione!
DE CIUCEIS: Allez. Position.
Eduardò, arret. Attention.
DE CIUCEIS: Così, il polso morbido.
La position della mano sotto la scapola per il cavaliere...
Eduardò... (RIPRENDE A SUONARE)
Altera, sciù sciù, altera.
- L'hai detto a qualcuno di noi? - No.
- Perché non lo diciamo a tutti? - Non adesso.
Vous, monsieur. Invece di disturbare, dateci una mano.
Non si trova un aitante cavaliere in tutto il regno a pagarlo oro.
Stanno tutti al fronte, poverini. Su, su, non fate il timido, venite.
Così mostro la posizione a Cavallina.
Io fais la grande dame e tu fais l'homme.
- Olà, sai fa' l'homme? - Ci provo.
Una mano così. Eduardò. E un, due, tre. Un, due, tre.
(SUONA "WALTZ NO.19" DI CHOPIN)
Un, deux, trois. Un, deux, trois. Un, deux, trois.
(RISATE)
Basta.
DE CIUCEIS: Perché? Continua, sei bravo.
No, non mi piace ballare.
(BEATRICE RIDE)
Si è offeso...
Mi ha soltanto detto che vuole che guardo il principe.
- Il principe? - Lei me l'ha detto.
- Che cosa ti ha detto? - Che è figlio suo.
Shh!
- Che c'è? - Shh.
Questa famiglia ama i segreti.
Come questo.
Aspetta.
Buongiorno, signorine.
MODESTA: Secondo te ci ha viste?
E cosa importa? E' solo Carmine.
Io non ho ancora capito chi è.
Il gabellotto, non lo vedi che ha lo schioppo?
Non lo sopporto.
Lo vuoi sapere un altro segreto?
Pare che sia lui mio padre.
Ma che dici?
E' lui l'uomo che Leonora non poteva sposare?
E certo.
E' un contadino...
(BEATRICE IN SICILIANO)
Ma scusa, tuo nonno non l'ha cacciato
quando ha scoperto che ha messo incinta Leonora?
Macché, nonno lo adorava. Diceva sempre:
"Una cosa è perdere una figghia femmina, pure un po' scema".
"Un'altra è perdere un gabellotto come a Carmine".
Beh, no. Con la forchetta.
Queste sono le aringhe, fanno un po' di puzza,
però alla principessa ci piacciono, perché sfilettate con le arance
e la cipolla scalogna, viene una cosa eccezionale.
Chi è?
Gli occhi. Chiudi.
(PIETRO CANTA "LU SCICCAREDDU")
# Avia 'nu sciccareddu, ma veru sapuritu, a mia mi l'ammazzaru #
(MUSICA DOLCE)
Il risultato è ottimo.
Siamo riusciti a risparmiare sul sale, sulla farina, sull'olio.
La cresta ad Antonio l'ho lasciata, come mi aveva chiesto.
Bene, bene. (PASSI)
Buongiorno, principessa, mi volevate parlare?
Carmine, vieni, vieni.
Buongiorno.
Buongiorno.
Ti volevo presentare Modesta,
la ragazza che è qui da noi da un po' di tempo.
Sì, ho già avuto l'onore di conoscerla.
Quando c'era il notaio, l'altra volta, si ricorda?
Ah, sì. Siedi, siedi.
Ho deciso che... che ti affiancherà nel lavoro per un po'.
Cosa ne pensi?
Allora?
Con tutto il rispetto, un po' giovane mi pare.
Beh, giovane...
Io a 17 anni ero già incinta del mio primo figlio.
Comunque, giovane o non giovane, ho deciso. Non so...
Non sei convinto?
Mi permetto di non rispondere.
Ma, scusa, tu quando eri un caruso, chi è che ti ha insegnato?
Il principe, la buonanima. E lei, donna Gaia.
Allora perché adesso ti permetti di non rispondere
a proposito di questa ragazza?
Perché, col vostro permesso, mi permetto di non rispondere.
Ma come sei cocciuto! Mamma mia.
Dici sempre che hai bisogno di aiuto e ora ti lamenti.
GAIA: Maudit sa far di conto,
è pronta, sveglia, si occupa anche della dispensa.
Sì, ma una cosa è occuparsi della dispensa,
un'altra cosa è tenere la contabilità di tutta la tenuta.
- Io posso benissimo... - E poi gode...
..di tutta la mia fiducia.
GAIA: E questo ti deve bastare.
Comunque, mi sono annoiata, abbiamo già parlato troppo.
Allora, Maudit, verrai qui ogni lunedì...
Mi ascolti?
Sì.
E io ti insegnerò a trattare con avvocati, notai...
E tu, Carmine, la istruirai sulle terre e sui raccolti.
E da oggi, in mia presenza...
..padrona la dovrai chiamare.
(IN SICILIANO)
Esattamente.
Anzi, dillo subito. Così ti alleni.
Scusa, non ho sentito.
Non ha sentito perché ancora non ho parlato.
Ah. Allora, parla.
Se ci tiene accussì tanto...
Sì.
Va bene. Grazie, Carmine, abbiamo finito.
Al suo servizio.
Padrona e padroncina, arrivederci.
Hai capito tutto?
Credo di sì.
Sei una ragazza sveglia.
Già la nostra piccola rendita ti garantisce una posizione dignitosa.
In più se si impara ad amministrare, a trattare, insomma...
..puoi aspirare a diventare Madre Superiora, come la mia Leonora.
Io ti supporterò al momento dovuto, te lo prometto.
Che è, non dici niente?
Di che cosa?
Sei salita in macchina senza dire una parola.
Manco fossi il tuo autista.
Hai ragione, scusa.
Sono passate settimane, avremmo già dovuto dirlo a tutti.
Sono stata impegnata, lo sai.
(IN SICILIANO)
Oh, Ippolito non è un mostro.
MODESTA: Ferma qua, siamo arrivati.
- Ascoltami bene... - Ne parliamo dopo. Va bene?
Promesso. Abbi pazienza. No, faccio sola.
Signorina, più veloce dobbiamo andare che le cose da fare sono assai qua.
(IN SICILIANO)
Ci penserò.
Del resto se avete imparato voi, non dev'essere difficile.
Stiamo facendo la potatura.
- Don Peppe, ne parliamo un'altra volta. - Grazie, Don Carmine.
Buongiorno, Don Carmine. - Buongiorno, travagghiaturi.
- Buongiorno, Don Carmine. Buongiorno.
MODESTA: Buongiorno. Come ti chiami?
- Carmela, signorina. - Modesta. E come andiamo?
(IN SICILIANO)
Ma quasi tutti fimmini siete?
E questo la signorina lo sa bene.
Salutamu.
Maledetti.
Mi volete spiegare cosa sta succedendo?
Ma che cosa volete sapere?
Che la lava dell'Etna ha distrutto uliveti e vigneti a non finire?
E per colpa di questi scioperi al Nord,
qua sotto non arriva più niente?
Che il mondo è in fiamme?
Certo la puzza di fumo ancora nei palazzi non è arrivata.
Ma arriverà. Ma che cosa ne volete sapere voi?
E' vero, io niente so di questo mondo.
Ma imparo in fretta. Imparo in fretta.
Ammesso che troviate qualcuno che abbia il tempo
e la voglia di insegnarvi. Stai fermo.
Dal momento che dovete tornare in convento...
MODESTA: Ma che fai? Perché ti fermi qua?
Io ne ho abbastanza. Voglio sapere che intenzioni hai.
Le conosci le mie intenzioni, Rocco.
Ma non vuoi occuparti dei figli tuoi?
Invece di quelli deformi degli altri?
Non lo vuoi un figlio?
Sì. Sì, certo che lo voglio.
Non devi avere paura, Modesta. Guarda che lo so perché esiti.
Sì, su quello che ti è successo prima del convento.
Che non sei chiù, come si dice...
..illibata, ecco.
Mh.
Ma non preoccuparti, io non ti giudico come gli altri.
Tanto ce ne andremo, eh? Ci lasceremo tutte 'ste cose alle spalle.
E dove?
A San Vito Lo Capo, a casa dei miei.
Là nessuno saprà del tuo passato.
(IN SICILIANO)
Ci penserò io a mantenerti.
Ci pensiamo poi. Portami a casa, ora.
- Che c'è? - Modesta mia...
No, dai. Avanti, portami a casa.
Maudit.
Maudit!
Senti, io lo so che tu vuoi la mia attenzione.
Ma ho da fare.
Sto studiando il codice penale
e poi devo passare alle mappe dei confini del feudo.
Capito?
No, va', fammi studiare. Sii paziente.
Questo no. Questo no, Ippolito.
No, Ippolito. Finiscila.
Basta!
Pietro!
Basta. Basta, Ippolito, finiscila!
Pietro!
Grazie.
NUNZIA: Prima o poi doveva succedere. Quello è...
..è come un animale, non si sa controllare.
Ma come un animale cosa? Non vede mai nessuno, è normale.
NUNZIA: Non è normale.
ANTONIO: Nunzia, la zuppiera di questo servizio dov'è? L'avete rotta?
No, non l'abbiamo rotta. E' sempre allo stesso posto.
Cercami la zuppiera cinese, quella che deve andare nella sala grande,
e quando torno, la voglio trovare sul tavolo.
Va bene. Ora cerchiamo.
NUNZIA: E' pericoloso. Voi siete troppo buona.
Nunzia, io comunque sto bene. Non è successo niente di grave.
- Che è successo? - Niente.
Niente, non ne facciamo una commedia, ora. Per favore, Nunzia.
Ma è questa la zuppiera? - No, quella cinese.
Fai una cosa, vedi se è messa in questa credenza qua.
- E' così? - Sì.
La dovevi vedere quando è arrivata.
Hai un momento?
DOMESTICA: Qui non c'è la zuppiera.
DOMESTICA: Ma io non la trovo.
Non devi andarci più da quello.
Ma come faccio? E' la principessa che me l'ha chiesto.
No, forse non mi sono spiegato. Tu non ci vai più.
Perché se quello ti rimette le mani addosso, io lo scanno.
Chiaro?
Chiaro.
Dimmi che m'hai capito.
Ho capito.
Posso andare ora?
(IN SICILIANO)
- Ma cum'è? - Eh, cum'è...
A quest'ora?
Buongiorno.
Ehm... Oggi non posso farvi entrare, signorina Modesta.
Perché?
Fu convocata una picciotta...
..per le urgenze del principe, ecco.
(RISATE)
Beh, sembra che si stiano divertendo lì dentro, eh?
E' una piciuttedda che il principe conosce da tempo.
IPPOLITO: Maudit! Maudit!
Sta chiamando a me. Fatemi entrare.
Non posso.
Mi dispiace.
BEATRICE: Quindi 'sta povera contadina sono anni che...
Ah, che schifo, ma come fa?
Questo non gliel'ho chiesto.
(MODESTA: Si può amare un uomo, una donna, un albero,)
(e forse anche un rospo, che non si sa mai.)
Passi il tuo tempo tra un mostro e un contadino che puzza di cavallo.
Non ci stai mai con me.
Ma non lo vedi che sono piena di cose da fare?
Mi devo occupare della paga dei contadini...
Me ne importa assai della paga dei contadini.
BEATRICE: Io mi sento sola.
- Anche ora ti senti sola? - Sì.
(MODESTA: Pur amando Beatrice,)
(già da allora sapevo che non capiva mai niente.)
Nessuno mi vuole bene quanto te.
(MODESTA: Se fosse stata più intelligente,)
(l'avrei fatta mia complice.)
(E' dura lottare da soli, ma non c'era niente da fare.)
(Odiava tutto quello che mi portava via da lei e sopra tutti,)
(senza averlo mai visto, odiava Ippolito.)
(Il mio rospo che intanto era diventato un principe.)
(Non potevo rischiare di perderlo, dovevo unire l'utile al dilettevole,)
(e dovevo legarlo a me, sempre di più.)
Ma come?
(VOCI INDISTINTE DI BAMBINI)
Chi sei?
..in quella casa là.
Vieni qua.
Oh, issa.
E' permesso?
Signorina Modesta...
Se sanno che siete qua, sono guai. Sia per me che per voi.
Volevo capire una cosa... riguardo Ippolito.
Non era la prima volta che andavi da lui, vero? - Che vergogna...
Vengo in amicizia.
Un secolo passò.
E allora...
..duro, duro...
Tutto qua.
Con la mano?
Sì. E accussì tutte le altre volte.
(SBUFFO DI CAVALLO)
- Signorina, buongiorno. - Don Carmine.
Una bella passeggiata lunga vi siete fatta.
Orlando, ti presento la mia padroncina.
Avanti, vi accompagno.
Non occorre, vi ringrazio.
Lontana dalla villa.
Beh, se mi vedessero a cavallo con voi che penserebbero?
Passiamo dal bosco, non ci vede nessuno. Avanti.
Orlando bravo è, tranquilla.
Vi ha mandato la principessa? Mh?
No.
Di Carmine vi potete fidare.
Non mi ha mandato nessuno.
- Ma che fate? - Stavate cadendo. Appoggiatevi a me.
Stringete le gambe.
Tenetevi.
Che succede?
Orlando pigro è, si vuole fermare a casa.
Avanti, cornutu, che la giornata è ancora lunga. Forza.
- Mi scusi per il sudore. - Ma che scusate...
Giuraddio che se me l'avesse detto mia madre non ci avrei creduto,
che il sudore profuma di zagara.
- Arrivederci, signorina. - Arrivederci.
E tanti auguri.
Per cosa? - Per il matrimonio.
E niente, Rocco, davanti a un bicchiere di troppo,
mi ha fatto la confidenza, fra uomini.
- Sì, ma non doveva parlarvene. - E perché?
Una cosa bella è.
Dormirete con un uomo. Vedrete che è diverso che dormire con una femmina.
Siete un insolente, lo sapete?
Che ci facevate a casa di Carmela?
L'ho conosciuta in mezzo al campo, l'altro giorno, con voi.
Amiche siete?
Salutamu.
Figghi' e bottana.
Lo detestavo, quel Carmine.
O forse mi dava fastidio che sapesse che andavo in sposa a Rocco.
Non lo so.
Ma quell'idea, di punto in bianco, mi sembrava qualcosa di offensivo.
Salutamu.
Eh...
Ti avevo detto di aspettare, no?
Cosa? Di che parli?
Del fatto che vai a dire a tutti in giro che ci sposiamo.
Chi te l'ha dato il permesso?
- Il permesso? - Mh.
Tanto per cominciare, io 'sta cosa l'ho detta solo a Carmine,
che è uomo d'onore.
E poi, pure fosse, qual è o problema? Che la principessa si offende?
Tu mi devi dire se mi vuoi maritare o no,
e me lo devi dire guardandomi in faccia.
Io non ti sposerò mai.
Buongiorno.
Che fine hai fatto? Mi sono svegliata e non c'eri.
E se ti svegli a quest'ora che ti aspetti?
Stavo lavorando.
MODESTA: Ricordi?
"Abbi sempre presente alla mente che la natura non è Dio",
"che un uomo non è una macchina"
"e che un'ipotesi non è un fatto".
"E sta' sicuro che non avrai ben compreso,"
"là dove crederai di scorgere qualche cosa di contrario a questi principi".
"Si dice che il desiderio è il prodotto della volontà,"
"ma in realtà è vero il contrario".
"La volontà è il prodotto del desiderio".
Non ti interessa Diderot?
MODESTA: Aiuto! Pietro! Aiuto! Perché fai così?
IPPOLITO: Maudit!
Pietro!
DOTTORE: Principessa, questa volta è peggio. La situazione è grave.
Io non so più cosa fare. I bagni, il bromuro...
..così va a finire che lo ammazziamo.
Io non posso prendermi la responsabilità,
sono soltanto un medico. Qui ci vuole uno specialista.
Ha preso a rifiutare anche il cibo, principessa.
Ecco.
Ma manco se gli apro le mascelle con le tenaglie.
GAIA: Scusate, siete voi che mi avete detto che era una buona cosa.
Io, dall'inizio, ho detto che era una pazzia
farlo stare da solo con questa ragazza. Vieni qui, tu.
Siete voi che mi avete convinto ad abbassare la guardia!
E adesso, guardate il risultato!
Mi state dicendo che questa ragazza è stata oggetto delle sue attenzioni.
- Ma infatti... - Ma qui siamo pazzi! Ma è molto imbarazzante.
Ma spero che questa cosa non uscirà da queste mura!
Principessa, se permettete, un conto sono le visite...
Dove sfogava i suoi istinti.
Ma un conto è la signorina Modesta. Con lei è stato sempre buono.
Fino a qualche giorno fa, almeno. - Ma...
Che cosa ci dobbiamo augurare? Che non abbia la luna storta
e sperare per il meglio?
Io non gliela metto la camicia di forza!
La camicia di forza era soltanto...
C'è troppa confusione qui...
- Io concordo con lo sconcerto del dottore. - Don Antonio...
Se la povera fanciulla venuta dal convento, fosse rispedita lassù,
io mi troverei costretto ad avvertire la Curia.
Don Antonio, adesso non esageriamo. La Curia?
Il Papa.
Una pecorella del gregge del Signore votata a Dio
non può essere compromessa oltre.
DON ANTONIO: E soprattutto per i bisogni di...
..di un... - Di? Di?
..di... di un...
..di uno.
(TINTINNIO)
- Antonio, insomma! - (insieme) Principessa?
Ho detto Antonio, non ho detto Don.
(insieme) Ah, ecco.
Adesso perché tu ridi, scusa?
Hanno detto la stessa cosa, mi ha...
No, se no ridiamo. Ridiamo tutti, eh?
MODESTA: No, mi perdoni. Non volevo, non volevo.
Dai, ridiamo tutti. (RISATE)
Principessa, una cosa, se posso. Ippolito non è cattivo.
Forse sono stata io a sbagliare.
Si è sempre comportato bene con me. Non lo so...
Pietro, diglielo anche tu. - Se chiamassimo un luminare?
Ma quale luminare, dottore?
Il problema è che si è innamorato della signorina Modesta.
Ma sciocchezze!
Basta!
Io non voglio più sentire una parola su questo increscioso argomento!
PIETRO: Principessa... - Più una!
GAIA: Si è innamorato.
La cosa si è innamorata!
E allora me lo prendo in affitto io e li pulisco, li salvo questi alberi.
IPPOLITO: Maudit!
Maudit! Maudit!
Ma si può sapere che hai?
IPPOLITO: Maudit!
Maudit!
Basta!
(PORTA SI APRE)
Tiene svegli tutti, è uno strazio.
Soffre, povero.
D'amore per te, soffre. E' l'unica cosa che abbiamo in comune.
Perché, tu soffri?
Mh?
Sono gelosa.
- Sei gelosa? - Sì.
Di Ippolito sei gelosa?
Mi dispiace averti detto che dormi troppo.
Sono felice che tu sia tornata da me.
(PASSI)
Chi è?
(BUSSANO ALLA PORTA) GAIA: Maudit? - Sì?
Principessa.
Scusa se arrivo così, a quest'ora, ma ho bisogno di parlarti.
Mi dica.
GAIA: Hai sentito anche tu, no?
Qui rischiamo di andare sulle bocche di tutti, io in primis.
Dovrai sposarlo. Non c'è da girarci intorno.
Dovrò sposare chi?
Oh, suvvia, non farmelo nominare.
Anche Carmine è...
..d'accordo con questa soluzione. - Ah, sì?
Sì, perché è un uomo di buon senso, Carmine.
Va da sé che dovrai rinunciare ai voti.
(sospirando) Sarà una decisione difficile da prendere per te.
So che ci tenevi, che avevi delle ambizioni.
Io ti avevo fatto anche delle promesse,
ma la situazione oggi è quella che è.
Comunque, dormici su e domattina al più presto mi darai una risposta.
Principessa...
Io lo sento il rammarico nella sua voce.
Io devo tanto a lei e alla sua famiglia.
E se crede che questa sia l'unica cosa giusta da fare,
non mi sottrarrò. - Non ti sottrarrai?
GAIA: Fra qualche giorno Don Antonio officerà il matrimonio.
Nella cappella privata. Di notte.
Chiaramente senza di me.
Io meno lo vedo, meglio sto.
- Tra qualche giorno? Che cos'hai da fare?
Da preparare il corredo?
Maudit...
..tu entrerai nella famiglia legalmente.
Questo è un privilegio, te ne rendi conto?
Però non ti azzardare a farti mettere incinta.
Non voglio nipoti.
Non voglio che ci sia un altro sgorbio
a rovinare il nome della famiglia Brandiforti. Siamo intesi?
GAIA: Vieni qui.
Bonne nuit, Maudit. - Bonne nuit.
(PORTA SI CHIUDE)
Ma maman è impazzita.
Ma come gli viene in mente di farti sposare quel mostro?
Ti vorrà baciare, ti vorrà toccare con quelle mani orribili.
Aiutami, mi fa male la gamba.
- Vieni. - Ah.
Ti ho fatto male prima? Scusa.
- Perché non ti sei rifiutata? - Così mi mandava via.
Io non ci posso pensare, ma...
Quell'insolente di un gabellotto, ma chi si crede di essere?
Non è giusto pagare così per la tua bontà.
(piangendo) E' un sacrificio, è vero.
Ma io e te staremo sempre insieme.
Pensaci.
Se lo sposo, non me ne devo andare più.
Adesso vai, prima che si riaffacci la tua maman.
A domani.
(RISATA)
Principessa...
Adesso che avevo ottenuto ciò di cui avevo bisogno,
capii che dovevo avere anche quello che volevo.
(imitando) Anche Carmine si è detto favorevole a questa soluzione.
Carmine è un uomo di buon senso.
(TUONO)
(PIOGGIA)
Come osate immischiarvi in questioni che riguardano la mia vita?
Ma di che state parlando?
L'avete o non l'avete consigliato alla principessa
di farmi rinunciare ai voti?
Quindi non si sta bruciando il palazzo...
Ah, siete venuta per rimproverarmi.
E io che pensavo che volevate ringraziarmi, invece.
Che siete venuta a fare a casa di un uomo la notte?
Schifo mi fate.
Che siete venuta a fare a casa di un uomo la notte?
Ecco.
Vi ho lasciata.
Fate attenzione, Carmine. Io ho scoperto certe cose su di voi.
Io lo so che cosa avete fatto.
Andatevene a casa, padroncina. Che avete il vestito tutto bagnato.
E fatelo.
(sussurrando) Io faccio quello che voglio.
Quello che voglio.
(RISATA) Che ridi?
Insegnatemi voi.
(MODESTA: Anima e corpo, che mistero.)
(Nonostante i miei sforzi di condurre, inseguire,)
(deviare il mio destino,)
(intuivo che, malgrado me,)
(il mio avvenire finirà per somigliare al mio passato.)
(E che ciò che avevo fatto una volta con orrore,)
(lo rifarò mille volte e con gioia.)
Per cosa?
Bisogna andare in paese a fare delle commissioni,
vogliono che vieni pure tu. - A quest'ora? - Eh.
- E chi l'ha chiesto? - Indovina.
- Sali o no? - Che commissioni sono, scusa?
Eh, cose di fimmine. Tovaglie, biancheria... Avanti.
Oh, Rocco, ma rispondi?
Che stai facendo?
Niente che non abbia già fatto qualcun altro.
Ma che significa? Riportami subito a casa.
Quale?
(FERMA LA MACCHINA)
Ma che fai?
Ti ho visto.
Ma io non so di che cosa stai parlando.
Eh?
No. No.
Rocco...
Io ti voglio bene.
Ah!
(LAMENTI)
("PAROLA" DONATO DOZZY, ANNA CARAGNANO)
("PAROLA" DONATO DOZZY, ANNA CARAGNANO)
MODESTA: Adesso era arrivata la pace a liberarci.
Anche prima della guerra, non l'ho mai avuta.
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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