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(MUSICA CUPA)
(PORTA SI APRE)
(PORTA SI CHIUDE)
Ah, sei sveglia.
(NOVIZIE PREGANO IN LONTANANZA)
COSTANZA: Indossalo. Sotto le fasce.
Hai capito?
Qui, all'altezza del cuore.
Deve stare sulla pelle nuda.
Stringile bene. (VERSO DI DOLORE)
Io non so e non voglio neanche sapere che cosa tu abbia fatto
per fare infuriare così tanto la nostra Madre Leonora,
ma le sue disposizioni sono state chiare.
COSTANZA: E' arrivato il momento di fare un bagno di umiltà.
Devi meditare sui tuoi errori.
Sei diventata troppo superba.
Entra.
Sacrifici e rinunce...
..ti aiuteranno a comprendere in quanti peccati sei caduta.
(PADRE PARLA IN SICILIANO)
(MODESTA: Non ricordo quanti giorni e quante notti)
(durò quella febbre orribile che mi lancinava il cervello di domande...)
(Che cosa ho detto? Perché l'ho fatto?)
(Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.)
(Da bambina quando ero nei guai, bastava abbassare gli occhi,)
(tremare un poco e piangere,)
(perché Leonora mi prendesse tra le braccia per consolarmi.)
(E ancora oggi le lacrime scorrono sul mio viso)
(tutte le volte che diventa necessario.)
(Ma in quella cella buia, in quel momento, che fare?)
(Come riparare?) (PORTA SI APRE)
PRETE: Madre Leonora mi ha fatto convocare in cappella
perché ha bisogno di confessarsi.
PRETE: Io mi sono recato lì, ma non c'era.
SUORA: Sarà in biblioteca a studiare, andiamo a vedere. Mi segua.
TUZZU: Porco prete!
Porco prete!
- Minchione di un prete! - Minchione di un prete!
(insieme) Porco prete!
(VOCI IN LONTANANZA)
ROSALIA: Si sarà fatta prendere dal sentimento.
Si ammalerà di polmonite, s'ammalerà! Se non peggio.
(IN SICILIANO)
Madonna santa!
TERESA: Da oggi potrai passeggiare un po' nel giardino nel pomeriggio.
INCORONATA: Con permesso, io andrei a prendere delle arance. - Ben detto.
Non sei l'unica novizia qui dentro ad aver ricevuto una punizione, Modesta.
Non sai quante fanciulle ho visto arrivare da noi
contro la loro volontà.
Magari per una questione di eredità, o perché avevano un difetto fisico,
meschine che non avevano la vocazione.
Si ribellavano, volevano tornare a casa loro, creavano scompiglio.
Poi, col tempo, la grazia del Signore è scesa su di loro.
E anche per voi è stato così?
No. Io sono qui per scelta.
Grazie a Dio la fede è un dono che ho avuto sin da bambina.
Avessi visto Incoronata, quanti pianti, quante lacrime.
Per non parlare di Ilaria.
Ilaria?
Quando è arrivata qui, era una furia.
La famiglia l'ha portata in convento che aveva 12 anni,
avevano tre sorelle da maritare e Ilaria, meschina, era la terza.
Quante bugie che si è inventata pur di farsi cacciare.
Tutto inventava pur di andare via.
Chi l'avrebbe mai detto che poi sarebbe diventata così devota?
E com'è successo?
Il convento. E, ovviamente, l'affetto di Madre Leonora.
MIMMO: Dalle stelle alle stalle.
(IN SICILIANO)
(SIMULA ESPLOSIONE)
- Brava! - Grazie.
- Molto. - Meno male va.
Forza.
Brava.
Piccirì, lo sai chi devi ringraziare
se puoi uscire almeno un poco all'aria aperta?
A Incoronata e Rosalia che m'attruvarono senza sensi.
La paura devi ringraziare. La paura e il rimorso.
Qualche anno fa, prima che arrivavi tu,
n'altra picciuttedda come a tia, una protetta di Madre Leonora,
fu messa in punizione, chiusa nella sua stanza.
E che le è successo?
Successe che si gettò dalla finestra della sua cella.
Pace all'anima sua. - Ma quale cella?
La mia? - E certo.
E' là che stanno le sue protette.
MODESTA: Ora me ne devo andare, Mimmo.
Tra poco mi portano la cena, mi devo fare trovare nella cella.
(MIMMO FISCHIETTA)
(RISATE)
(Venite a ridere a vostro piacimento.)
(Tanto io ora so come farvi passare tutto questo sollazzo.)
MODESTA: Se vedendomi svenuta mi era stata concessa un po' d'aria,
morendo avrei riconquistato, se non l'affetto,
almeno il favore di Leonora.
Dovevo morire.
Madre?
Madre Leonora?
Non c'era scampo.
Leonora, vi prego, non abbandonatemi.
Mi sentite?
Aprite. Per favore, aprite. Perché farmi soffrire tanto?
Io morirò così, e siete voi che mi uccidete.
(FRUSCIO)
"Non osare mai più, questo è un luogo di preghiera".
"Supplica il Signore affinché ti perdoni".
(MUSICA CUPA)
(MUSICA IN CRESCENDO)
(GRIDA)
COSTANZA: Chi l'ha saputo? L'ha saputo qualcuno?
TERESA: No, nessuno. Ci mancherebbe altro.
COSTANZA: Mi raccomando, sorella. Non lo deve sapere nessuno.
Per fortuna è salva.
TERESA: Per fortuna la bambina è salva.
COSTANZA: La storia si ripete.
- Un colpo al cuore. - Dio sia lodato.
E' molto debole, ha la febbre alta.
DOTTORE: Per fortuna non ha nulla di rotto.
Grazie, dottore. Ci siamo prese uno spavento.
Spavento...
Ora ha bisogno soltanto di buon cibo e di riposo.
DOTTORE: Arrivederci, Madre, tornerò domani per visitarla di nuovo.
Se mi accompagnate in infermeria, vorrei visitare pure il giardiniere.
COSTANZA: Certamente, dottore. - Madre.
Sia lodato il Signore. Ha aperto gli occhi.
LEONORA: Modesta...
..ti guardavo mentre dormivi.
Sembravi piccola.
Ti ricordi quando sei arrivata?
Venivo da te per calmarti dai brutti sogni.
Tu piangevi, piangevi...
..e un momento dopo non smettevi più di ridere.
Io lo so che il tuo gesto è frutto di tormento e di sofferenza.
Tu sei sola al mondo e hai bisogno d'amore più di tutte noi.
Perdono, Madre.
So di aver peccato...
Ma è una sofferenza che non ti devi infliggere.
Perché l'amore di cui hai bisogno, tu lo hai già.
Ed è qui.
E' nell'immensa misericordia di Dio.
Madre, io senza il vostro affetto non avevo più motivo per vivere.
Non parlare mai più così, Modesta.
Soltanto Dio può dare e togliere la vita
e quello che hai fatto è un peccato mortale.
Ti devi confessare al più presto.
ILARIA: Ecco qua, stamattina hanno ammazzato un pollo solo per te.
Rosalia ha messo anche fegato e cuore, così è più nutriente.
Posso, Madre?
ILARIA: Ce la fai ad alzarti? - No.
Vieni.
Bevilo caldo.
Apri la bocca.
ILARIA: Stai meglio ora?
Qui nella cella di quando eri bambina,
con Madre Leonora al tuo fianco?
Siamo stati fortunati però, Mimmo era proprio lì.
Si è quasi fatto più male lui di lei per salvarla.
(flebile) Quell'uomo ha un grande cuore.
ILARIA: E se Modesta si fosse buttata nel pozzo di notte?
Quando nessuno la poteva vedere? Ci pensa, Madre?
Ora non sarebbe più con noi.
Devi avere avuto paura prima di buttarti...
..perché hai urlato molto forte.
ILARIA: Ti abbiamo sentita tutte alle Laudi.
LEONORA: Adesso basta, Ilaria. Vieni con me.
Lasciamola riposare.
(VOCI INDISTINTE)
(BUSSANO ALLA PORTA)
NOVIZIA: Buongiorno, Modesta. - Buongiorno.
- Come ti senti oggi? - Molto meglio, grazie.
Allora ti aspettiamo in refettorio, per la colazione.
Finisco di prepararmi e arrivo subito.
(TONFO)
ILARIA: Cosa ci fai nella mia stanza?
(TONFO)
Subito!
Rugnusa.
Hai fatto tutto tu, Modesta. Non sono io la tua nemica.
La tua nemica sta qua dentro.
Ah!
Oddio. Aiuto!
ILARIA: Aiuto! Aiuto!
(BELATO)
(BUSSANO ALLA PORTA)
LEONORA: Avanti.
Chiudi la porta.
- Mi avete fatto chiamare, Madre? - E sai bene perché.
Siediti.
Suor Ilaria è ancora molto scossa.
Ci vorrà del tempo prima che guarisca.
L'hai aggredita senza motivo, e per cosa?
Invidia? Gelosia?
Bassi sentimenti.
Convocatela.
Ilaria mi ha ingannato e sta ingannando anche voi.
Fatela venire qua. E' una serpe in seno.
Non ti permettere di parlare mai più così di suor Ilaria.
E' una sorella devota e fedele.
Ancora una volta mi ero illusa che tu potessi cambiare, Modesta.
E ancora una volta hai tradito la mia fiducia.
Ma la verità è che tu non hai colpa.
La colpa è solo mia.
Sono io che ho sbagliato.
Per anni ho sperato che l'educazione che ti offrivamo
ti potesse innalzare dal fango delle tue origini.
Pensavo di poter fare di te una creatura illuminata.
E invece...
Tu non appartieni alla casa di Dio. Non sarai mai una sposa di Gesù.
L'abito non fa per te, non ne sei degna.
Vi prego, Madre, non dite così.
Tornerò in quella cella buia e farò mesi di penitenza.
Mangerò solo pane e latte e pregherò il Signore notte e giorno,
glielo giuro. - Basta con questo strazio, alzati! Un po' di dignità!
Non peggiorare la tua situazione, siediti.
Il tuo futuro è nel mondo, non tra queste mura.
Tu crei solo disordine.
E io ho deciso.
La soluzione migliore è che tu vada all'orfanotrofio di Pietraperzia,
almeno fino alla maggiore età. - Ma è ingiusto!
Mi state cacciando via come un cane rognoso. - Ascoltami.
Ti insegneranno un mestiere. Anzi, lo potrai scegliere.
Qualcosa di manuale. La sarta,
la ricamatrice, la governante.
E ti servirà.
Tra poco non godrai più del vitalizio che ti avevo concesso.
Quello era per una suora, per una donna devota, e tu non lo sei.
Per aiutarti ho chiesto a un medico di fare un certificato
che attesti che hai perso la verginità per cause violente.
Nessun uomo, e questo è bene che tu lo sappia, Modesta,
accetta di prendere in sposa una fanciulla,
senza avere la certezza della sua integrità morale e fisica.
Io non farò la governante.
Non mi voglio sposare, non sarò mai la serva di nessuno!
Basta così.
Per quanto riguarda quello che è successo tra noi,
non ne parleremo mai più, sia chiaro.
Nessuno sa quanto hai svilito l'affetto che avevo per te.
Per proteggerti non ne ho parlato neanche in confessione.
Per proteggere me?
(GEMITI)
Che fai?
Ecco, sì.
Non vuoi che tutte le tue serve, perché serve sono,
sappiano chi sei veramente.
(GEMITI)
Shh!
Tu mi hai accolta per insinuarti in me, nel tuo letto.
E io ero felice perché tu eri bella,
bella e con la voce di un angelo.
Ma ora invece ti guardo e sei tutta rinsecchita, rigida.
Sei vecchia, vecchia e piena di paura.
E' per questo che mi mandi via, non è vero?
Perché quello che so di te ti fa paura. Vigliacca!
Basta, Modesta!
(GEMITI)
Ti odio. (PORTA SI CHIUDE)
Ti odio!
MODESTA: Ti odio.
MODESTA: Era scoppiato l'odio,
un odio che più che mai non volevo perdere.
Avevo quella parola proibita per combattere.
Nella cappella col rosario tra le dita ripetevo: "Io odio, io odio".
Con la testa china sul telaio,
la sera prima di andare a dormire, ripetevo:
"Io odio, io ti odio!"
"Ti odio".
E più odiavo, più mi sentivo bene.
Finalmente libera, libera nel torto.
MODESTA: Ti odio. Ti odio.
MODESTA: L'ora era passata.
Ti odio.
MODESTA: La notte aveva chiuso i suoi cancelli.
Il mio viso ti resterà invetrato nello sguardo.
MODESTA: E io non potevo far altro che entrare nel buio.
(TUONI)
(TUONI)
(MUSICA DRAMMATICA)
(PIOGGIA)
(GEMITI)
(MUSICA TERMINA)
(SUONO DI PIANOFORTE IN LONTANANZA)
(CAMPANE)
Modesta.
Svegliati, Modesta. Modesta!
TERESA: Il giardiniere ha trovato il corpo di Madre Leonora.
E' caduta dalla torretta, la balaustra ha ceduto.
E' morta. Sfracellata.
Oh, Madre Santa.
Ma il viso intatto è rimasto. (MODESTA PIANGE)
Bello e sereno, il viso di una Santa.
E' una tragedia.
Vieni a vederla per l'ultima volta. Vieni a pregare per lei.
Vieni, gioia, so quanto le eri devota.
MODESTA: "E caddi come corpo morto cade".
TERESA: Aiutatemi!
(MUSICA DRAMMATICA)
Come ti senti, figlia?
Mi hanno detto che non hai mangiato né bevuto per giorni.
Ma sto meglio, Madre, grazie.
Solo che mi emoziona ritrovarmi qui dove ho passato tanto tempo
con la nostra Madre Leonora.
MODESTA: Guardavo Suor Costanza...
COSTANZA: So quanto hai sofferto e quanto ti mancherà.
MODESTA: ..e sembrava quasi bella.
Qualcosa l'aveva raddrizzata, gli occhi le sorridevano.
Sognava il posto di Madre Leonora.
Era la spalliera di quel trono che l'aveva resa così fiera.
Quasi mi dispiaceva di essere stata io a procurarle quella felicità.
COSTANZA: Raduna le tue cose, ti stanno venendo a prendere. - Chi?
Puoi portare con te il rosario prezioso
che Madre Leonora ti ha regalato nella sua immensa generosità.
E anche i libri e il quadretto di Sant'Agata.
E le fasce, non ti dimenticare le fasce.
Continua a legarti il petto,
soprattutto adesso che sarai esposta a tutte le insidie del mondo.
E adesso vai a fare i bagagli.
Nel pomeriggio verrà a prenderti qualcuno.
Andiamo, figghia, facciamo in fretta.
Mi state mandando in orfanotrofio?
Su! Basta parlare adesso, vai. Vai, devi farti trovare pronta!
- No? - Mh.
Ma è un gendarme?
- Signorina Modesta? - Sì. - Prego.
Forza.
Mi dispiace, ma si è fatto tardi, dobbiamo partire.
Dove mi stanno portando?
Non lo so.
(MUSICA MALINCONICA)
(MUSICA CUPA)
ROCCO: Signorina? Signorina, mi sente?
Apra gli occhi.
Annusi qui.
Ecco, vede che le stanno tornando i colori?
I sali stanno facendo effetto.
Succede spesso, sa?
Soprattutto alle signore che prendono la macchina la prima volta.
L'emozione, la mancanza d'aria.
Meglio?
Venga.
Attenda qui.
Prego, da questa parte.
Si accomodi.
Questa è la sua stanza, prego.
ANTONIO: Se ha bisogno di qualcosa, non è necessario che esca,
basta tirare questo cordone marrone accanto al letto
e arriverà qualcuno senza meno.
Grazie.
Ma dove sono? Cosa devo fare?
ANTONIO: Deve solo aspettare.
Le faranno sapere al più presto.
- Buonanotte. - Buonanotte.
(SCAMPANELLIO)
Ah!
(COLPI DI TOSSE)
(TONFO)
(VERSI DI DOLORE)
(FRACASSO)
(VERSI DI DOLORE)
(CANE ABBAIA)
(VERSI DI DOLORE)
("PAROLA" DONATO DOZZY, ANNA CARAGNANO)
("PAROLA" DONATO DOZZY, ANNA CARAGNANO)
Aspetta...
GAIA: Finché sarai nostra ospite dovrai rassegnarti alla bellezza.
Colori. Ho bisogno di allegria, Maudit.
MODESTA: Adesso che avevo ottenuto ciò di cui avevo bisogno,
capii che dovevo avere anche quello che volevo.
Chi è?
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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