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(miagolio)
(miagolio)
(sirene della polizia)
(ululato)
(Tv) Aaah!
Aaah!
(Tv) Aaah!
(campanello)
Aaah!
Basta, ridammi le chiavi di casa.
Ma vengo anche a svegliarti la mattina!
- Devo anche lavare le lenzuola. - Questo inchiostro va via da solo.
Mi sono cagato sotto.
Dovevi immaginarlo. Non dici di sentire le cose prima che accadono?
Quando te la fai addosso te ne accorgi mezz'ora dopo?
Non hai premonizioni, hai paura anche a casa. Dove vorresti abitare?
- Sul pianerottolo. - La tua è una fissazione, non è una malattia.
- Sì, ho la pantofobia. - La paura delle pantofole?
No, è la paura di tutto. Sento il pericolo prima.
Susanna dice che ho poteri soprannaturali.
Tu ci credi perché pendi dalle sue labbra.
- Stai tranquillo. - Come fai a stare tranquillo?
La nostra vita è costellata di omicidi, stragi, morti misteriose.
Non leggere i giornali. Sei teso, non ti rilassi neanche al cesso.
Io quando vado al bagno prendo "Topolino", leggo e rido.
- Tu al bagno leggi? - No, io cago a memoria!
(altoparlante) Attenzione, si prega di non oltrepassare la linea gialla.
Ha detto che non devi passare la linea gialla.
Nemmeno con il naso.
La Twentieth Century Fox presenta: "Basta poco per farsi due risate".
(canticchia) Tataratà! Tarataratà! Zac! - Beato te!
Grazie. Carla, sei ancora qui? Non ti hanno messo il telefono?
No. Se non rispondessi qui alle telefonate dei clienti, chiuderei.
- Carla, come va la vita? - Bene, presto non mi vedrete più.
- Apro una tintoria. - Non sei stenografa?
Sì, ma quando mi sono presentata come stenografa
il direttore ha detto "si spogli" e mi davano solo 150.000 lire al mese.
Ora mi spoglio professionalmente e rimedio 150 "carte" in un giorno.
- Facciamo anche noi il suo mestiere? - Bisognerebbe avere una certa cosa!
Buongiorno, ragioniere!
- Mi dà un bicarbonato, per favore? - Fa colazione così la mattina.
Gli è rimasta tutta l'antipatia sullo stomaco.
- Fa finta di non conoscermi. - Allora il ragionier Tripodi...
Sì. Lui ce la mette tutta, ma a un certo punto ha l'istinto di menare.
Io ho preso tante botte nella vita...
- Hai capito il ragionier Tripodi? - Ragazzi, è tardi. Ciao, Carla.
- Devo prendere il caffè! - Noi ci avviamo.
Luciano, scusa. "Vi si trova Waterloo." Sei lettere.
Che è Waterloo?
E' un cesso che ha perso la guerra.
Lino, aspetta!
- Volevi darle "una botta", eh? - A quella ragazza? Figurati!
Già! Hai l'amore platonico con Susanna che ti soddisfa pienamente.
Un sano svago "burino" con le mani al punto giusto non è meglio?
Non è più divertente? Per me la vita è tutta un divertimento!
- Sai chi prende il primo scherzo della giornata? - No.
Morassi! Api operaie, lavorate! Noi trasportatori attacchiamo dopo!
Se vi racconto quello che è successo ieri con Edwige, facciamo notte!
- Non raccontarlo. - Per fortuna non è mai puntuale!
Altrimenti incontrava Sabrina.
- Chi è? - E' un'altra che si consuma per me.
- Quando arriva questo scherzo? - Eccolo.
Madonna del Carmine!
Questa si è consumata tutta!
- Arriva Tripodi! Passa all'ala! - Tira in porta!
Se perdete tempo, vi multo.
Poi non vi lamentate se la busta paga è più leggera!
- Persichetti, venga qui un momento. - Sì, ragioniere.
E' distratto, nell'ultima consegna ha dimenticato due scatole nel furgone.
Che non si ripeta! Prenda i fogli di marcia e venga nel mio ufficio.
Ragazzi, siete pronti? Uno, due e tre!
(pernacchia)
No, io... Guardi...
Bell'amico!
- Buongiorno, avvocato Ubaldi. Mi cercava? - Sì.
Prego, si accomodi.
Ragioniere...
Volevo dirle che ho ricevuto un'altra vertenza dei sindacati.
Continuano a richiedermi il suo licenziamento.
Non so più cosa rispondere.
Non può cercare di essere un po' meno... puntiglioso?
No, porca vacca!
Come capo dell'Ufficio Legale, lei viene qui ogni tanto,
non è a stretto contatto con questi lavativi.
Nei tribunali e nel suo studio privato
vedrà tanti delinquenti, ma mi creda, questi non sono da meno.
Mi sento come un secondino in un penitenziario.
(bussano alla porta) Avanti!
Eccone uno buono! Mi dia i fogli, Persichetti, li firmo.
Cerchiamo di rispettare gli orari di marcia, per favore.
Ti pareva! Ha una penna, Persichetti?
Pronta, ragioniere.
Persichetti!
- Questa è l'ultima goccia! - Se riprova, ne esce ancora.
- Imbecille! - Ragioniere! Ma parlo turco?
Le ho appena detto dei sindacati. Come prova che è una provocazione?
La penna gliel'ha chiesta lei. Cambi tono, per cortesia.
Io non cambio un cavolo! Cambi lei, se vuole. E' chiaro?
Chiarissimo.
Ragioniere, se si fida, le do il fazzoletto.
Persichetti, vada via. Vada via, Persichetti.
Vada via.
Gli ha schizzato in bocca. Tutti i denti azzurri!
- Però potevi dirmelo. - E che scherzo sarebbe stato?
Lino, concludi con la commessa di Moda Sport. Domani la seppelliscono.
- Che dolore! - Di che?
Ho mal di testa come se avessi preso una botta.
E' strano.
Che "capocciata"!
- Io? - Chi? Io?
- Ah! Quella di prima? - Hai dato adesso la capocciata.
- Ti sei accorto adesso di prima? - Adesso hai dato la capocciata.
(insieme) Mi sembri matto!
Persichetti, ho controllato la nafta e il contachilometri.
Se usate il furgone per uso personale, vi denuncio!
- Sai qual è la differenza tra il viso di Tripodi e un sedere? - No.
Il viso di Tripodi scoraggia...
- Non ci siamo già incontrati? - Lino, lavoriamo, su!
- Ci aiuta a scaricare? - Ho il negozio pieno di clienti.
- Solo un attimo. - Facciamo presto, i clienti...
C'è quest'altro... Così non vede niente, Lino!
- Mi guida lei? - Guido io!
- Stia attento al gradino del negozio, eh? - Vai! Vai! Vai!
Ehi!
Accidenti a voi! Mi avete messo sull'autobus!
- Gli scatoloni pagano? - Sì, gli stronzi no.
Fai i biglietti solo per gli scatoloni!
(Lino) Ti è venuto il presentimento che prima o poi finirà la nafta?
- No, salgo un attimo da Susanna. - Anche oggi?
Sono in cura da suo marito. Non mi danno il Serenol senza ricetta.
Ho capito. Lui ti dà le medicine per la depressione che ti viene
perché non riesci a farti la moglie. Da quanto dura questa storia?
Ci conosciamo da ragazzini. Un giorno mi ha presentato suo marito
e io sono rimasto l'amico di famiglia che non ha concluso niente.
Non concluderai mai niente, se non ti decidi. Prova a saltarle addosso.
Mi blocco. Una volta sono rimasto solo con lei al buio.
- Che le hai detto? - Le ho mostrato il mio orologio fosforescente.
- Nient'altro? - No.
Lei è convinta che tu abbia dei grossi poteri soprannaturali.
Le hai fatto qualche miracolo?
No. Un giorno stavamo a casa sua, suonava il telefono.
Ho provato a indovinare chi era. Quel giorno li ho indovinati tutti.
Da allora... Lei scrive su una rivista di parapsicologia.
Mi ha guardato in modo strano, più interessata. E io ci sono stato.
- No, non ci sei stato per niente! - La sua bellezza mi intimidisce.
A te che manca? Anche tu, a modo tuo...
Se faccio causa a mio padre e mia madre, la vinco.
Sbrigati o facciamo tardi alla mensa.
Vado in bianco e torno! Aspetta, eh?
(campanello) Avanti, la porta è aperta.
- Hai portato anche la lingua? - Non esco mai senza.
Luciano! Credevo che fosse il garzone del macellaio.
Come mai sei qui? La cena è stasera.
- Il tuo compleanno inizia stamattina. - Come sei carino!
Scusa, devo preparare tutto ora.
Nel pomeriggio vado a una conferenza di parapsicologia
presieduta da Bolinski. - Sul serio?
- Ma chi è? - Non lo sai?
E' un'autorità nel campo della metapsichica sperimentale.
E' la prima volta che può uscire dal suo Paese. Sai dov'è l'Ucraina?
Che ne so? Se non ricordi tu dove metti la roba...
Ma dai! E' una regione della Russia.
Non l'avevo capito.
Scusa, io ho studiato al San Filippo, era quasi un riformatorio.
Tutti i miei compagni erano delinquenti.
Ho interrotto presto gli studi e in geografia non sono mai stato forte.
Credevo che il Gran San Bernardo fosse un cane alto 1.400 metri!
La tua infanzia difficile ha acuito la tua sensibilità.
- Vorrei portarti con me alla conferenza, come un sensitivo. - Sì.
- A proposito, oggi mi è successa un'altra cosa strana. - Ma no!
Ho sentito un dolore qui prima di prendere una botta.
Formidabile! Allora è come dico io.
Noi due non dobbiamo lasciarci mai più, lo dice anche Bolinski.
Tuo marito ha parlato con Bolinski? Io sto volentieri con te, lo sai.
- Anzi, volevo dirti che io... - Io vado all'ospedale.
- Mi sa che vengo pure io. - Ti sei ferito?
Non è niente. Mi ha fatto la linea dell'intelligenza.
Hai recuperato un po' di spirito. Disinfetta e metti un cerotto. Ciao.
Oggi Luciano ha avuto un altro dei suoi riflessi anticipati.
Ancora? E' solo un caso di distonia neurovegetativa.
No, ha avuto una precognizione! E' un classico caso di ESP!
- Si può guarire? - Speriamo di no.
E' ESP, Extra Sensory Perception. Sei un sensitivo!
Susanna, perché ti ostini a mettere sempre di mezzo Luciano?
Non dagli la responsabilità di essere una specie di messia preveggente.
- Per lui esistono solo gli antibiotici. - Hai il Serenol?
- Sì. - Bene. Prendine quattro al giorno e le precognizioni ti passano.
Quando lo finisci, ti rifaccio la ricetta.
Per me la telecinesi è solo la televisione di Pechino.
Ciao, amore. Ciao.
Susanna, si è fatto tardi. Lino mi aspetta di sotto, devo andare.
- Volevo dirti... - Che cosa?
- Di salutarmi tanto Bolinski. - Ah! Grazie.
Il dottore mi ha trovato debole.
Devo nutrirmi e dimezzare la mia attività sessuale.
- Otto ore al giorno non sono troppe? - Se ti regge il braccio...
- Com'è andata con Susanna? - Come al solito.
Però stavolta oltre al cuore infranto ho anche una mano scucita.
Ti faccio divertire io. Vediamo se stavolta rimani impassibile.
Che scherzo hai organizzato? La cacca di capra al posto delle olive?
(sottovoce) No, uno scherzo per Tripodi. - Zitto, è qui.
- Mi ci sono messo apposta. - Che vuoi fare?
Guarda. Vedi?
- Queste 50.000 lire sembrano normali. - E invece?
Sono stampate su una carta speciale che a contatto con il calore umano...
- Che succede? - Guarda.
- Sono sue quelle 50.000 lire? - Quali?
Quelle. Le sono cadute.
Ah, sì! Grazie, Persichetti.
Ah! Aaaah!
(lamenti)
Maledetti delinquenti!
Tripodi fa fuoco e fiamme.
Sì, ma le fa dal culo!
Stasera ho un appuntamento con la commessa. Vieni anche tu?
- Porta un'amica. - No, ho il compleanno di Susanna.
- Va bene. - Aspettami un attimo. Vado a comprarle un regalo.
Ho capito, riporto io il furgone o perdo l'appuntamento.
Stamattina ho preso questa lettera per te, ho dimenticato di dartela.
E' una cambiale che devo pagare a Gustavelli.
- Chi è? - Un imbroglione. Ci vediamo domani.
- Sbrigati, chiudono. Ciao. - Porta tu il furgone.
(altoparlante) Attenzione.
I signori clienti sono pregati di affrettare gli acquisti
perché tra cinque minuti il magazzino chiude.
Ahò! Ahò!
Che succede? Sono cardiotonico, ho paura del buio!
Oh, aprite! Ma l'allarme non c'è? Dov'è?
Oh! Si è fermato l'ascensore! Aprite!
Giovanni, spegni le luci, andiamo a casa.
Aprite, vi do tutto quello che ho!
Siete cascati male, non ho una lira.
Ma non c'è nessuno? Se ne sono andati tutti.
Ahò! Ahò, aspettate!
Sono le 8:12 e sembra già un deserto.
Ti pare che non beccavo l'oasi? Dov'è l'uscita?
No, tu già mi hai fregato. Le scale...
Non spari! Non sono un ladro.
Sono rimasto bloccato nell'ascensore, sono disarmato!
Per piacere, tolga la pistola. Oddio, ha battuto la testa!
Si è fatto male?
Venga, l'aiuto. Venga su!
Aaah! Ma che succede?
Si è fatto vedere da un medico? Non è normale...
E' un manichino! Vai a morire ammazzato!
(sparo) Mi arrendo! Non sparate!
(sirena)
E' la volante dei sorci? Se non vado via subito,
arriva Big Jim con l'elicottero e mi chiude nella casa di Barbie.
(squilli di telefono) Ah, il telefono!
Qualcuno chiama, se ne sono accorti che sono qui.
Dov'è il telefono? Mi pare al piano di sotto.
(squilli di telefono)
Pronto? Pronto?
Pronto? Pronto? Pronto?
- Pronto? (in falsetto) Pronto?
- Pronto? - Sono l'Angelo Custode.
Lei che è il custode, venga a prendermi. Sono rimasto chiuso...
- L'Angelo Custode? - In persona. So cosa accadrà nei prossimi giorni.
Volevo avvisarti che morirai di paura.
Fine dello scherzo. Dimmi chi sei e tirami fuori!
Sono l'Angelo Custode, pensi che io sia un burlone?
La prova che faccio sul serio la avrai con il primo cadavere.
- Cadavere? Quale cadavere? - Quello di un certo Gustavelli.
Lo troveranno con il cranio fracassato nella tua cantina.
Sento il tuo terrore correre sul filo del telefono,
ma non spaventarti troppo, altrimenti dopo che farai?
(risata) Un momento!
(segnale di linea interrotta) Pronto? Pronto?
Che scherzo idiota! Il cadavere di Gustavelli nella mia cantina.
Se voleva spaventarmi, c'è riuscito.
Non ne avrò prese troppe? Devo trovare l'uscita.
Meno male che è pieno di biciclette, così arrivo prima.
Via! Andiamo via!
Quante buche! Quanto è lunga la Rinascente?
Ma ho bucato?
Vado avanti a piedi, eh? Non puoi fidarti dei mezzi.
(sbiascicando) Anche se trovo un taxi libero, non lo prendo.
Ho il cervello in disordine. Praticamente non capisco un cazzo.
Cammino, cammino e sto sempre alla Rinascente?
E' un altro ascensore? Al piano terra, per piacere.
- Venire alle 6... - Il letto si è chiuso di nuovo, è una trappola.
Ne ho comprato uno per mio suocero e tutte le notti a mezzanotte scatta.
Se lo dimentichiamo dentro, morirà di fame!
Ma ho dormito in piedi nell'armadio?
Ammazza, quanto è brutto questo manichino!
(registrazione) "La casistica presentata dal professor Bolinski"
"dimostra come gli individui meno dotati intellettualmente..."
(squilli di telefono)
Pronto? Sei tu, Luciano!
- Scusami, sono stato trattenuto. - In assemblea?
No, in un ascensore. Ho ricevuto anche uno scherzo telefonico.
Una vocetta mi ha detto che avrei trovato un cadavere in cantina.
Potrebbe essere una delle tue premonizioni! Aspetta un momento.
- Ciao. - Ciao, amore.
- E' Paolo, è tornato adesso. - E' Luciano?
- Capito? - L'hai convinto che ha avuto un'altra premonizione?
- Tu che ne sai? - Inizio ad averle anch'io.
Prevedo che se non la smettete con queste stupidaggini,
a Luciano dovremo mettere una camicia di forza.
Non ti capisco, io lo calmo e tu lo agiti.
- Luciano, ne parliamo dopo. Prova a venire qui. - Prevedo che potrà.
- Ciao, a dopo. - Va bene, ciao.
- Che ha detto? - Che forse era una premonizione.
- Che significa? - Mi sono telefonato da solo.
- Non hai trovato occupato? - Che cretino!
La vocetta ha detto che c'è Gustavelli morto nella mia cantina.
Perché non telefoni a Gustavelli?
Lui già mi odia perché gli ho pagato una cambiale dal notaio.
- Non posso chiedergli se è morto! - Ti dirà di morire ammazzato!
- Vi fate bei complimenti! - Signorina Carla, buongiorno.
Perché mi chiami "signorina"? Si può essere così timidi?
Luciano è l'unico a non avermi messo la mano sul sedere.
- Non è per scortesia, non c'è posto. - Mettici il cappello.
- E' meglio un sombrero. - Spiritoso!
- Mi fa due caffè, per favore? - Io prendo una camomilla. Grazie.
I due caffè sono per me. (squilli di telefono)
- Pronto? Carla, è per te. - Chi è?
- Il commendator Vanzetti. - Digli che non ci sono, è matto!
Vuol fare l'amore al cimitero, in una fabbrica di esplosivi...
Non c'è più nessuno che vuole fare l'amore regolarmente.
Oggi la gente non si diverte più con queste cose.
Preferiscono guardare la televisione. I bambini nascono tele-rimbecilliti.
- Tu non hai figli? - Non sono sposato né fidanzato.
- Perché non mi hai cercato mai? - Non lo so.
- Forse è come dice lei, sono troppo timido. - Possiamo rimediare subito.
- Che hai? Non stai bene? - Eh? No.
Mi guardi come un pesce rosso dentro una vaschetta.
No, stanotte ho avuto un'avventura curiosa.
Ho dormito male. Mi sento stanco, non so se riuscirò a lavorare.
Ho le batterie scariche, si è abbassata la testata.
Questa è una racchetta o è una cornice per fotografie?
Come mi sta?
- Lino, devo portarli tutti io? - Scaricane due, al resto penso io.
Ho una collezione di farfalle...
Oppure ti piacciono le stampe cinesi? A casa ho dodici di tutto!
- Poi cucino. Ho certi piatti... Vieni? - Io sono sposata.
Lino, è uno scherzo cretino! Dai, su!
Guarda tu! Mi sembrava troppo pesante!
Si sono rotti tutti. Adesso che raccontiamo alla mensa?
Lasciatelo a me!
Ti rompo un osso per ogni piatto che hai rotto!
Un momento... Alcuni sono sani.
Per questo mi salva il naso?
Allora iniziamo dalla testa!
- Poi continuiamo! - Io non c'entro niente.
Il mio amico fa sempre gli scherzi. Ha trent'anni e gioca ancora!
Lo scherzo delle manette è divertente, però...
Siete poliziotti veri?
Mi sa che questo non è uno scherzo! Lino!
Sì, lo conosco, è Gustavelli.
E' morto, vero? L'hanno ammazzato. Allora non è uno scherzo!
(squillo di telefono) Pronto? Come?
Una bomba? E' a orologeria?
Evacuate la zona. Gli artificieri hanno ricevuto otto chiamate.
Dunque... Cos'è?
- Serenol. Vuole favorire? - Sì, grazie, ho finito le mie.
Prego, non faccia complimenti. Prenda, prenda.
Grazie. Le conservo per dopo.
(squillo di telefono)
Pronto? Sì. Commissario Luisetti.
Come? Una strage?
Di questi tempi tre morti li chiama una strage?
La zona non è mia, avvisi il commissario Travaglini.
(squillo di telefono) Pronto?
Il cervello? Non si trova più il cervello?
Mammà, lo avrà mangiato il gatto!
Sì, fammi le zucchine. Tardi, mammà, tardi.
Allora!
Ah, sì! Dunque...
Il cadavere del Gustavelli si trovava nella sua cantina.
Lei dice che non c'entra niente. E' esatto?
E' esatto, commissario. Che ragioni avevo per ammazzarlo?
72 buone ragioni. Eccole qua.
72 cambiali a firma Persichetti Luciano di 5.000 lire
per un totale di 310.000 lire. Erano nella cassaforte del morto.
Dica la verità, Persichetti.
Il morto... la ricattava?
No, mi "bidonava". Mi ha rifilato una 600 usata.
A noi non risulta che lei avesse una macchina!
E' rimasta in garage, il motore ha fuso subito.
Mi dia un'altra pasticca.
Sì.
E' pazzesco! Uccide un uomo per 310.000 lire.
Non capisco se lei è un mostro o uno scemo.
Signor commissario, qualcuno vuole incastrarmi.
Non posso averlo ucciso, ho un alibi!
Ieri sera non sono andato alla festa di compleanno di Susanna!
- Non c'è andato... E questo è il suo alibi? - Non basta?
Andiamo avanti o divento pazzo. Dice di non essere andato in cantina.
Andavo in cantina sapendo che c'era il cadavere di Gustavelli?
- Lei sapeva già del cadavere? - Sì, non gliel'ho detto?
Sono stato avvisato da una telefonata ricevuta ai grandi magazzini.
- Era mezzanotte. - I grandi magazzini a mezzanotte sono chiusi!
Ma... è proprio lì il mio alibi, signor commissario.
Ho capito. Mi fuma la testa...
Vediamo un po'. Lei per crearsi un alibi non va alle feste
e va a telefonare nei grandi magazzini... chiusi!
Con chi ha parlato? Mi dia un'altra pasticca prima di rispondere.
Con chi ha parlato?
Con il mio Angelo Custode. Commissario, tutte le fanno male!
Con lui in persona? Oggi in giro ci sono tanti imitatori.
Sì, ha detto di essere l'Angelo Custode. Mi crede, commissario?
Mi sono capitate cose strane nella vita.
Una volta un assassino mi disse che aveva ucciso la moglie
perché glielo aveva ordinato San Giuseppe.
Un ladro mi disse che il ricettatore che comprava la merce era il Papa.
Questa dell'Angelo Custode non la conoscevo, è nuova.
Però non mi fa ridere e spero non si aspetti che io le creda.
Persichetti! Qui non siamo alla Commissione Antimafia!
Signor commissario, quello mi annuncia che ammazzeranno Gustavelli
e lei insinua che io sono il colpevole?
Sono stato tutta la notte chiuso nei grandi magazzini!
Se lei mi trova una sola persona che crede alla sua storia,
mi faccio operare a Casablanca ed entro nella polizia femminile.
(squillo di telefono) Sì, commissario Luisetti.
Ah!
Ah!
Ah!
E' incredibile!
Pare che qualcuno stanotte si sia introdotto nei grandi magazzini.
Non se la prenda, commissario.
Se si fa operare, nessuno potrà più romperle i coglioni.
Lei ci riuscirebbe anche in quel caso.
- Venga con me. - Vengo, vengo. Dove andiamo?
(tecnico) Abbiamo un controllo continuo attraverso le telecamere.
In ogni ambiente del magazzino ce n'è una sempre accesa.
- Quello sono io, signor commissario. - Zitto, Persichetti. Aspetti.
- Ecco, quello sono io. - E' scuro, può essere chiunque.
(tecnico) Senza illuminazione con le telecamere si vede poco.
(Luciano) Ma... Ma io... Io ho passato la notte lì dentro.
- Sono io. - Già. Sembra proprio lei.
Come? Sembro? Sono io!
Ho il tipico naso greco, sembra una colonna.
Senza dubbio è lei. Vada a casa e si tenga a disposizione.
Ma a disposizione mia non c'è nessuno?
Con un assassino in libertà che ce l'ha con me, vado a casa tranquillo?
Non indaga su chi ha telefonato?
Indagheremo e vedremo se questo Angelo Custode esiste
a costo di telefonare al Padreterno, magari dal centralino del Vaticano.
A che cosa brindiamo? Alla giornata peggiore della mia vita?
Oggi hai passato dei momenti terribili,
però in qualche modo li hai avvertiti prima, vero?
Allora brindiamo a un domani più felice,
alla tua capacità di conoscenza in campo paragnostico. Va bene?
Oppure ai vostri disturbi di tipo paranoico.
Ogni volta che mi interesso di una cosa, per te è una cretinata!
Pitagora, Platone, Kant e Schopenhauer erano tutti imbecilli?
Loro no, ma ci sono molti visionari. Sai quanti medium hanno l'ernia
a forza di tirare su i tavolini con le ginocchia?
Io ho le premonizioni, mi viene l'ernia al cervello?
Perché no? La fantasia gioca brutti scherzi ogni tanto.
Tu vedi una mosca e credi di essere assalito da un elicottero.
Brindiamo alle cose in cui crediamo noi.
Alla reincarnazione, al transfert e alla parapsicologia.
Alla Befana, a Cappuccetto Rosso e alla cicogna.
Paolo, non fare così. Io un po' credo alla reincarnazione.
Nella mia vita precedente devo essere stato un salmone.
Quando faccio la doccia ho l'istinto di nuotare controcorrente.
Invece di essermi reincarnato, mi sono "reimpesciato".
Scusa, Paolo, lei parla di premonizioni,
ma ho ricevuto davvero una telefonata. Che devo fare?
Prendi una bella vacanza e rimetti a posto i nervi. Sei esaurito.
- Che c'entra l'esaurimento nervoso? - C'entra.
Perché lo tratti come lo scemo del villaggio?
Io? Tu insisti a dire che è un paranormale!
- Va bene, io me ne vado. - Ti sei arrabbiato?
- Sono di turno all'ospedale. Buona serata. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Succede sempre così. Ogni volta che parliamo...
Andiamo d'accordo solo a letto.
- Non ci capiamo, lui crede solo a quello che tocca. - A letto?
Forse ho fatto male a sposarlo.
Peccato che non ti somigli neanche un po'!
- Gli è andata bene, no? - Parlavo del carattere.
Luciano, tu sei un uomo meraviglioso.
Non ti arrabbi mai, sei così dolce! Poi... prevedi il futuro.
Beh... Il futuro non lo so, però so dirti che succederà tra poco.
- Cosa? - Qualcuno ti bacerà.
Ho dimenticato le sigarette. Non parlate male di me, eh? Ciao.
Ciao. Hai visto? Le tue previsioni si avverano sempre!
Facciamo un piccolo esperimento, concentrati forte.
- Dimmi che cosa vedi adesso. - Vedo una donna.
- Com'è vestita? - E' lì, sta arrivando.
Sono contenta di vederti. Scusa il ritardo, ma c'era molto traffico.
- Avevamo un appuntamento? - Non mi hai telefonato?
- Io no. Sarà uno scherzo di Lino. - E' una sensitiva?
- Io... - No! Si occupa di levitazione!
- Fa sollevare... i tavolini. - Anche lei lavora in fabbrica?
No, è una libera professionista. Signorina Carla, non l'ho chiamata.
- Cerchi una scusa perché hai incontrato lei? - Io? Si figuri!
- Mi chiamo Carla. - Susanna.
Non vi preoccupate, vi lascio subito.
Questo ristorante fa parte dei locali che hanno comprato gli arabi.
- Che ne pensa della posizione mediorientale? - Non l'ho mai provata.
Scusi, stiamo festeggiando una disgrazia che mi è successa.
Ho capito, scusatemi. Arrivederci.
- Ciao... Arrivederci, eh? - Ciao.
- Scusa, la conosco appena. - Non devi giustificarti.
Hai diritto a una vita privata. Certo... è una scelta discutibile.
- Sì, ma è strano... - Mi perdoni, ma dobbiamo chiudere. Il conto.
Lo presenta senza la calzamaglia sul viso e il mitra?
Ha ordinato lo champagne migliore, il preferito di Roosevelt,
Churchill e De Gaulle. - Apposta sono morti tutti, con questi prezzi!
Continuiamo la serata da un'altra parte.
Sì, andiamo in un posto tranquillo dove parlare in pace.
(musica disco)
- Non sento niente! - Neanch'io, parla più forte!
- Tra un po' mi sanguineranno le orecchie! - Una maschera per lei.
Come mi sta?
- Ah, bene! - Non vedo niente.
- Ciao, Susanna! Come stai? - Bene, tu?
- Sai che mi sono sposata? - Davvero?
- Vieni, ti presento mio marito. - Certo. Luciano, scusa un attimo.
Susanna! Susanna, non ti sento, parla più forte!
Anzi, stavolta parlo io. Mi è passata la paura di quella telefonata
e mi sta tornando una grande voglia di vivere.
La maschera mi dà il coraggio di dire quello che non riesco a confessarti.
Io sono innamorato di te. Dici che ho dei poteri paranormali?
Ebbene, è vero, ma forse vanno oltre i limiti dell'immaginazione.
Conosco il mio e il tuo futuro, ma non posso rivelartelo.
Non posso? Io posso! Nel tuo futuro immediato ci sono io.
Ti porterò via, muoio dalla voglia di andare d'accordo a letto con te.
Anche tu lo desidererai, è scritto nel destino a lettere di fuoco
che io posso leggere perfettamente! Amore...
Io vado. Arrivederci, signora. Buonasera.
- Ciao, Susanna. - Auguri, Simona. Ci vediamo!
Hai cambiato la maschera? Quanto è brutta!
- Non potevi sceglierla più bella? - Hanno insistito tanto...
- Luciano! - Oddio! Chi è?
- Ma che fai? - Com'è entrata?
Lino mi ha dato le chiavi. Ricevi così chi ti porta il caffè a letto?
Sono nervoso.
Poi il caffè a letto non me l'ha mai portato nessuno.
Mio padre mi svegliava con le martellate, Lino con le coltellate.
- Non sono abituato al caffè a letto. - Mi fai tenerezza.
E' un'occasione eccezionale. C'è un letto, ci sei tu, ci sono io.
- Vediamo se succede qualcosa? - Non succede assolutamente niente.
Ho molte preoccupazioni. Ho ricevuto una telefonata di un tizio...
Hanno ammazzato un individuo, la polizia mi ha interrogato...
No, senta, io...
Lo so, sono ridicolo.
Sembrano le mutande di mio nonno, ma io ci sto comodo.
Oggi le mutande sono fuori moda, non le usa più nessuno.
Non so se l'ha notato, al cinema...
Si spogliano e sono senza mutande. Che ne pensa del sesso al cinema?
- Scomodissimo! - Come non detto.
Mio nonno non ha mai portato quelle mutande, non aveva soldi.
- Ha avuto un'infanzia difficile? - Mio padre era alcolizzato.
Mia madre lavorava in una casa di appuntamenti.
- Che vuole fare? Fortunati si nasce. - Io non mi lamento.
Mia madre mi voleva bene. Invece oggi c'è tanto cinismo.
Non ci sono più sentimenti. Quando le donne fanno l'amore
non guardano il marito in faccia. Voltano la foto sul comodino!
Perché Lino non è venuto?
Voleva che facessimo un po' di baldoria.
Possiamo farlo a parole? Ih! E' tardi!
- Mi darebbe un passaggio con la sua macchina? - Sì.
Questa è sua? Non può essere mia! Sbrighiamoci.
Trovarmi in camera quella ragazza è stato imbarazzante.
Perché continui a fare questi scherzi? Sono ansioso.
Cerco di distrarti. Se non prevedi uno scherzo,
che indovino sei? - Non ho capito se sono un veggente o un deficiente.
- Mi farei benedire! - Ti accontento subito.
E' una cosa diabolica, figliolo, quasi incredibile a raccontarsi.
E' la seconda volta in un mese che aumentano di prezzo.
- E' tutto filo di Scozia, padre. Ci sono anche bordeaux. - Neri.
I calzini neri li abbiamo terminati, ma li abbiamo già ordinati.
- Sì? Quando arriveranno? - Eccoli.
- Meno male! - Poggiate qui.
- Siamo stati fortunati. - Deve firmare la bolla di consegna.
- Un momento, ora ho da fare. - Va bene.
- Scusi tanto, padre. - Niente...
- C'è stato un equivoco! - Abbia pazienza, ha la testa tra le nuvole.
Questo è il cartone del sexy shop. Che hai combinato?
Questo è uno dei tuoi scherzi cretini.
- Io farei mai uno scherzo? - No, mai!
(squilli di telefono)
Ho sempre detto che questo Papa ha le idee chiare.
Pronto? Abbigliamento ecclesiastico e paramenti sacri.
No, ha sbagliato. Qui non c'è nessun Persichetti.
- Persichetti è lui. - Attenda, glielo passo.
- Il sexy shop ha ricevuto i vestiti da prete. Che dico? - Di non metterli.
- Pronto? - Sono il tuo Angelo Custode.
Adesso tocca all'avvocato Ubaldi e poi toccherà anche a te.
(risata)
- Chi è? - L'Angelo Custode!
Avvocato, la prima volta può essere una coincidenza, la seconda no.
Ha detto che ammazza pure me! Non ho il coraggio di andare alla polizia.
Il commissario ha sospettato che l'assassino ero io.
Avvocato, devo sapere che fare!
- Chi è la prossima vittima? - E' lei, avvocato.
La vocetta ha detto "Avvocato Ubaldi, Via del Poggio 49A"
Io?
- Che cosa dice? - L'ha detto l'Angelo Custode.
Persichetti, lei e il suo amico prendete il lavoro allegramente
e io posso anche chiudere un occhio, ma questo scherzo è di pessimo gusto.
Avvocato, fino adesso si è verificato tutto.
- Lei cosa diavolo vuole da me? - E' possibile che non capisce?
- Se lei muore, muoio anch'io! - Vada via!
Vada via! Sarà inserito tra quelli in cassa integrazione.
- Meglio della cassa da morto! - Vada via!
Non dica che non l'ho avvisata.
Persichetti, senza un'accusa precisa non posso arrestarla né trattenerla.
Purtroppo "scassare l'anima" a un commissario non è reato.
Se Ubaldi muore, dopo tocca a me. Mi salvo solo se sto in galera.
Se lui campa cent'anni, lei resta cent'anni in galera?
Mi sento al sicuro solo qui. Mi lasci stare con lei stanotte.
- Sto andando a fare un'operazione pericolosa. - Io sono in pericolo!
Persichetti, lo so. Crede che io prenda il suo caso alla leggera?
Io penso a lei anche la notte. Non... in quel senso.
Non capisco perché questo pazzo continua a telefonare proprio a lei.
- Glielo farò sapere presto. - Dove? Al cimitero?
Persichetti, lei è al sicuro, stia tranquillo.
Ogni sua mossa è sorvegliata. Vuole sapere quante volte va al cesso?
Lei pensi al fastidio di dovermi occupare anche di questo argomento.
Io non voglio morire e neanche Ubaldi deve morire!
Anche l'avvocato Ubaldi è sorvegliato e lei non morirà.
- Se ne vada prima che mi prende il nervoso. - Allora mi arresta?
(squilli di telefono) No! La prendo a calci nel culo.
No, mamma, non dicevo a te. Tardi, mamma, tardi. Ho una sorpresa.
Non una sorpresa per te, un'irruzione!
Per favore, andiamo in 50, perché devono colpire proprio me?
Sì, ho il giubbotto antiproiettile. Ho quello pesante.
Svelti, muoviamoci!
(sirene)
- Una volta queste erano passeggiate. - Bische, ambienti eleganti
e belle donne. - O qualche pezzo grosso che se la faceva sotto.
Ora mafia, droga, delitti... Ci scappa anche qualche morto!
- Che c'è qui? - I caricatori con i mitra.
- Mettili dietro! - Ahio, porca zozza!
- Chi c'è? - Non spari, sono io!
- Mi arresti come clandestino. - Mi devo fermare?
- No, è già tardi. - Dove andiamo?
- A fanculo. - Vi aspetto in macchina.
Lei stia qui. I trafficanti di droga non scherzano con la polizia.
Stia giù!
Signor commissario, non può lasciarmi così.
Non mi fido a stare in macchina. Signor commissario!
Rispondete al fuoco!
Andate al piano di sopra, passate da dietro!
Ahò! Ahò! Questi non scherzano neanche con me!
Arrendetevi!
Oddio! Oddio!
Per fortuna sono cascato sulla farina!
Perché la tengono qua? E' umido, si rovina.
Che sapore strano!
Fermo, sei in arresto!
Che arresto? Metti gli occhiali. Ah, li hai! Toglili, allora!
- Impallomeni! - Sì, commissario.
Solo due feriti, ma nessuna traccia della droga.
E' strano, l'informazione parlava chiaro,
50 chilogrammi di cocaina. Sono sicuro, deve stare da queste parti.
(Luciano canta in napoletano) Amore, amore, portami stasera
sull'onda chiara, mare chiaro.
Amore, amore.
Tirate su, ho capito tutto. E' tutto chiaro.
- Forza, forza! - Piano, con attenzione.
Che farina, commissa'! Che farina!
Questo sta più dentro che fuori.
"Marchetti Nicola". Chi si rivede!
Brigadiere, quanti sono gli ordini di carcerazione?
- Ne abbiamo arrestati otto. - Questo è già il nono.
"Persichetti Luciano". Chi l'ha messo qua?
Io, signor commissario. Ho riempito il modulo. Se vuole firmarlo...
Oddio! Lei non stava in infermeria?
Sono stato dimesso, mi hanno dato del Valium.
- Detenzione di stupefacenti. Se vuole firmare... - Che detenzione?
Lei ci ha permesso di ritrovare la droga. Dovrei darle un premio.
Ah, sì? Posso sceglierlo io?
Passare la notte qui per lei è un premio, per me è un castigo.
Io ho le mie abitudini e c'è anche mia madre.
Faccia piano, ha il sonno leggero.
Pensa che Ubaldi morirà stanotte?
Se non fossi un commissario di polizia, mi augurerei di sì.
L'idea che domani lei è ancora qui mi sconvolge.
Qui c'è la poltrona. Buonanotte.
No, io... Non vorrei disturbare, commissario.
- La notte parlo nel sonno. - Parla nel sonno? Che male ho fatto?
Pinuccio, sei tu?
- Ah! E questo chi è? - Signora...
- Scusami, mamma... - Dorme qui?
- Sì, è un mio amico. Dorme qui. - Ho capito.
Cercavo compagnia e allora...
Pinuccio mio, non strapazzarti troppo. Tu sei delicato.
Da piccolo hai avuto quella malattia.
- Mamma, non preoccuparti. Vai. - Va bene, stai attento.
- Sì, mammina. Buonanotte. - Buonanotte.
- Mi raccomando. - Vai a dormire, mamma.
- Commissario, che malattia ha avuto? - La lebbra.
Se vuole, fa ancora in tempo ad andarsene.
Abbia pazienza, ma secondo lei... l'Angelo Custode chi è?
Come Luciano Persichetti può avere al massimo tre nemici personali,
ma come componente della comunità lei ne ha una caterva!
Una caterva di pazzi che la odiano solo perché fa parte dell'umanità.
Anche se guardandola non si capisce bene di quale.
Non sospetta di nessuno?
Hanno ammazzato uno strozzino che aveva più nemici personali
che capelli in testa e non era calvo. Io sospetto di tutti, anche di lei.
Noi viviamo in una società dove chi non è sospetto è morto.
Lei ha detto che nessuno la odia e non ha mai fatto male a nessuno.
- Esatto. - E invece no. Se qualcuno la minaccia,
senza accorgersene ha fatto incazzare un pazzo che ora vuole vendicarsi.
In questa situazione lei mi lascia solo? Quello può ammazzarmi...
Non è solo, è vivo ed è anche protetto da noi.
Qui siamo tutti in pericolo, abbiamo tutti paura di rimanere soli.
Prenda i tifosi dello stadio.
Fra 100.000 persone c'è sempre uno che strilla "Nando! Nando!"
Quello è uno che ha paura di rimanere solo tra 99.999 persone.
Ha capito, Persichetti?
Si è addormentata la creatura.
Nel letto mio.
Si scansi almeno!
(peto)
E felicità! Abbiamo coronato la giornata.
Senta... Ho un appuntamento. Stanza numero 14, per piacere.
In fondo a destra.
Permesso?
- Susanna! - Luciano, scusa se ti ho fatto venire qui
ma non volevo che accadesse a casa tua né a casa mia.
- Cosa deve accadere? - Ti voglio.
Voglio stare con te. Vieni.
Luciano!
- Scusa un attimo. - Luciano.
- Morassi! Che fai? - Sono venuto a vedere la fine.
Non ti vergogni?
Sono venuto a vedere la tua fine. Sono l'Angelo Custode.
Dai, Morassi! Che scherzo è?
E' incredibile! Pensavi che io fossi un uomo qualunque,
un dongiovanni, un superficiale. E invece mi diverto a uccidere.
Come tutti gli assassini sono insospettabile.
Luciano!
Vengo subito, Susanna.
Luciano, che succede?
Scusa, ma... era rimasta la porta aperta.
(bussano alla porta)
- Chi è? E' Paolo? - No, non può essere.
Il caffè!
Vai tu, per piacere.
Aspetta, eh?
Fai finta di niente. E' tutto uno scherzo.
Mi sono fatto prendere la mano e mi diverto di più ad ammazzare la gente.
Anzi, a metterti in mezzo.
Non sai come è irresistibile la tua faccia quando hai paura.
Io sono l'Angelo Custode.
Mi sono fatto prestare la vocetta da un mio amico.
Ma...
Susanna!
Lino...
- Luciano! - Susanna, scusa un attimo.
Lino!
Non è un caso se ti trovi in questo albergo dove ricevo i miei clienti.
La vocetta al telefono era la mia.
Mi hai sempre rifiutata. Perché? Che cosa non ti piace di me?
La gente mi umilia fin da bambina. Ora mi umilia pagandomi,
ma tu mi umili molto di più perché non mi vuoi nemmeno gratis.
Non te l'ho perdonato, sai? L'Angelo Custode sono io.
(Susanna) Allora, Luciano?
Stanno succedendo cose strane.
Ho visto Carla e mi ha detto che è l'Angelo Custode.
Eh?
Ti sbagli, amore. Io sono l'Angelo Custode.
Tu hai le premonizioni e io le realizzo.
Siamo una coppia perfetta.
(scatto della serratura)
Era inevitabile che prima o poi avreste fatto un passo falso,
ma io non sono il tipo che si può abbandonare.
("Dies Irae" dalla radio)
Non si sfugge alla vendetta... dell'Angelo Custode.
Amore mio! Moriamo insieme!
Permesso?
Amore mio! Amore... Amore mio!
Amore...
Scusi, signora, ma è molto tempo...
- Zitto, non voglio sapere niente. - Non vuole sapere cosa?
- Per me avete solo dormito. - Appunto...
Dicevo che da molto tempo non dormivo così.
Persichetti, non aggravi la situazione. Ti spiego dopo, mamma.
Se vuole prendere la colazione...
E' meglio che prima vada in bagno, è libero.
- Persichetti! - Scusi, commissario.
Pinuccio mio.
Almeno tuo fratello ha scelto il mestiere di coreografo, ma tu...
Io che, mamma? Non farti idee, dopo ti spiego.
Va bene, in Svezia, per esempio, certe cose sono normali.
Ma quali cose, mamma?
Va bene, se non vuoi parlare, non ti dico più niente.
Ma ricordati che una madre capisce tutto e perdona tutto.
Va bene.
- Carla! - Ah, ciao!
- Che fai da queste parti? - Era l'ultimo cliente.
E' fatta! Ho i soldi per aprire la tintoria.
Ora vi toglierete i pantaloni davanti a me solo per farveli smacchiare!
- Sono contento per lei. - E' un giorno bellissimo!
- Noi abbiamo un conto in sospeso. - Lui non paga, è pieno di debiti.
- Venite all'inaugurazione? - Io sì.
- Se sono libero, volentieri. - Allora, tra 15 giorni. Ciao!
- Salve. - Ciao.
Le tintorie slabbrano i vestiti. Una volta ho portato un maglioncino,
ho riavuto una maxi gonna. - Noi andiamo in mutande!
- Porca l'oca! Si frena così? - Mi è venuta in mente una cosa.
Ricominci con le premonizioni? Mi faccio mettere in coppia con Morassi!
Mi fai un piacere? La prima a sinistra è Via del Poggio.
Al 49A ci abita l'avvocato Ubaldi. Puoi vedere se è successo qualcosa?
- Da Ubaldi? Perché? - Mi sentirei più tranquillo.
Va bene, ci vado. Tu stai qui e aspettami.
Vado, mi impiccio e torno!
Scappa, dai! Hanno ammazzato Ubaldi! Il commissario ti cerca.
- E' stato con me tutta la notte! - E' stato ammazzato stamattina.
Il portiere dice che è stato uno con il naso come il tuo. Scappiamo!
- Fammi finire, fermati! - Fermati tu, non ti cerca nessuno!
(risata)
Fermati! Luciano, è uno scherzo!
(clacson)
Ubaldi sta bene. Eri nervoso.
L'ho fatto per allentare la tensione, per darti una mano, hai capito?
- Ahò, mannaggia a te! - Ti faccio due occhi così!
Ora ti serviranno tutte e due le mani e pure i piedi!
Che fai, scappi? Vieni qua!
Dove scappi?
Facciamo il giro e saltiamo sul furgone!
- Facciamo anche footing. - Se ci prendono, ci fanno un culo così!
Ti ammazzo!
- Luciano! Luciano! - Che c'è?
Hanno ammazzato Ubaldi, c'è Luisetti.
Lino! Questo non è più uno scherzo, è una cattiveria.
Non hai neanche il senso della misura.
Sai che ti dico? Vaffanculo tu e Luisetti!
Molto gentile, grazie. Era il minimo dopo quello che ho fatto per lei.
Scusi, credevo fosse uno scherzo di Lino.
- Ubaldi è morto seriamente? - Si muore anche scherzando?
Non lo so.
L'Angelo Custode ci ha fregati ancora una volta.
- Che è successo? - Oggi pomeriggio Ubaldi,
durante la partita che gioca ogni settimana al Circolo del Tennis,
si è ferito alla mano con un chiodino sul manico della racchetta.
L'agente che lo sorvegliava non gli ha dato importanza,
ma l'avvocato, rientrando negli spogliatoi, è crollato.
Era morto, definitivamente. Tutti hanno pensato a un infarto,
ma ho fatto esaminare la racchetta con la quale aveva giocato
e che era rimasta negli spogliatoi del Circolo da una settimana.
Ho scoperto che qualcuno l'aveva manomessa.
- Commissario, guarda me? - Parlo con lei, non sono strabico.
Il chiodino con cui Ubaldi si era graffiato
era intriso di un veleno potente. - Allora anch'io devo morire!
Persichetti, tutti dobbiamo morire, ma non adesso.
Deve vivere e lavorare tranquillamente, come se nulla fosse.
L'unico modo per ingannare la morte,
lo dico io che me ne intendo, è fare finta di niente.
Si faccia coraggio, presto il suo Angelo Custode si tradirà da solo.
- Cose da pazzi! - Lo dice a me?
Sto andando ad arrestare un pazzo che ha sparato su una folla di pazzi
che si era radunata per vedere il pazzo che sparava. Poi diventi pazzo!
Persichetti, non faccia passi falsi.
Ci vediamo. E non dica "al cimitero"! Non dormo più con lei.
- Mi salvo solo se mi ammazzo. - Luciano, stai calmo.
Questa storia non può durare per sempre, forse non telefonerà più.
- Luciano al telefono! - Appunto!
- Vai tu, per piacere? - Sì, ma stai tranquillo, eh?
Sì? No, sono Lino.
Sì. Sì...
Sì.
Glielo dico subito.
- Il prossimo sono io? - No, Susanna...
- Susanna no! - Stai calmo.
Susanna ha detto di raggiungerla a questo indirizzo.
Dice che è importante. Io non andrei, è sempre in mezzo a qualche impiccio.
Pensi che un impiccio in più mi rovina la media?
(accento russo) Ho il piacere di presentarvi il fenomeno italiano,
l'uomo che farà sensazione nel mondo.
L'uomo che si è offerto di sottoporsi al nostro esperimento
di determinazione dell'aura. Si accomodi, prego!
Questo apparecchio visualizza l'aura bioenergetica dell'individuo.
Ora si porrà dietro lo schermo.
Noi faremo passare attraverso il suo corpo l'energia elettrica.
Lei sentirà una piccola scossa.
Prego, osservate.
Vedremo la silhouette del soggetto circondata dall'aura bioenergetica.
Tanto maggiore sarà lo spessore dell'aura,
quanto più grandi saranno le facoltà paranormali del soggetto.
Procedete pure.
Ecco.
La corrente sta attraversando il corpo del soggetto
del quale vedremo delinearsi il profilo
da cui si sprigionerà l'alone tipico dell'aura.
Il soggetto che abbiamo in esame oggi...
E' scappato.
Luciano, ho provato anch'io l'esperimento, non ti fa niente!
Voi siete tutti matti! Mi avete preso per un porcellino d'india?
- Non è pericoloso. - E' tutto pericoloso!
- Ubaldi è morto davvero! - No!
- Dopo Ubaldi tocca a me! - E' lei Persichetti? C'è Lino.
Lino, che c'è ancora?
Che c'è?
- Oh! Ma... - Era l'Angelo Custode!
Ha detto che la prossima vittima è Carla Foscari!
Via Arbia 71.
Abbiamo visto Carla al ristorante. Stava per aprire una tintoria.
- Era una voce vera? - La solita.
- Non era una voce psichica? - Era una voce vera.
Fammi telefonare al commissario!
Non perdiamo tempo, possiamo ancora salvarla.
Portami al Pronto Soccorso, sto male. Dove andiamo?
- In Via Arbia. - Ferma!
- Siamo già arrivati? - No, ma io scendo! Ferma!
E' un test importantissimo. Credi che io non abbia paura?
Se riusciamo a salvarla, chiamiamo tutti i commissari del mondo.
Chi se ne frega di quella ragazza! Io ho finito di campare, capisci?
Forse hai parlato con qualcun altro e hai capito male il discorso.
Oppure quel pazzo assassino ti chiama per terrorizzarti sempre di più.
- Eh, sì! - Mi segui?
Sì, ci segue anche qualcuno! Vuoi vedere che è l'Angelo Custode?
Non fissarti con queste cose, non tutte le auto ti stanno seguendo.
Se saliamo e troviamo l'assassino che ci aspetta?
- Non credo che sia così stupido, è improbabile. - No, è possibile.
Magari ha telefonato per farmi venire qui. Ha detto che mi ammazza...
- Ti prego, andiamo via. - Io non conto niente per te?
- Conti moltissimo, ma che c'entra? - Pure tu sei importante per me.
Forse non hai poteri extrasensoriali, ma voglio continuare a crederci.
Sono stufo di fare le previsioni del morto.
Manca solo che lavori alle pompe funebri come informatore!
- Andiamo via. - Tu vai, io entro!
No, aspetta!
Dopo di me.
E' anche aperto.
E' aperto.
Senti... deve essere uscita. Andiamo via, torniamo dopo.
- Entriamo. - Non mi sembra educato...
Suoniamo prima, tossiamo...
Aspetta. Vado prima io.
L'uomo sono io, no?
Signorina.
Signorina, abbiamo trovato la porta aperta e ci siamo permessi di...
Luciano, stai attento!
Luce, brigadiere! Bloccate le uscite.
Io non c'entro niente! Adesso ho anche i poteri elettrici?
- Posso? - Prego.
- Grazie. - Posso?
- Prego. - Grazie.
E' mostruoso!
- Chi è? - E' la signora dell'alibi della festa.
- Tre morti fa, ricorda? - Ma chi è stato?
Abbiamo sentito aprire la porta e speravamo fosse l'assassino.
Invece era questo "scassapalle". Scusi, questo ficcanaso.
Siamo ancora a questo punto? Quello continua ad ammazzare,
magari il prossimo sono io, e lei non sa chi possa essere!
Io so che lei non è il prossimo, prenderemo presto l'assassino.
- Il resto non la riguarda, per ora. - Mi riguarda dopo la mia autopsia?
Già mi sento cadavere! Mi sento il fiato dell'assassino dietro il collo!
Magari mi aspetta di sotto... Eccolo, è lui! E' l'assassino!
Quale assassino? E' il poliziotto che la segue.
Dunque... Non ricordo più quale domanda dovevo fare.
Ah! Potete dirmi, per cortesia, non è un obbligo,
come avete fatto ad arrivare qua? - La solita telefonata, no?
- E' arrivata alla Sala Congressi. - C'era anche la signora?
Sì. L'ho visto al telefono, ma non sentivo quello che diceva.
Inizio a credere che sia tutto vero.
Finora pensavo che fosse solo un fenomeno di parapsicologia.
Di parapsicologia?
Mi renda edotto, signora. Mi spieghi.
Spieghi tutto dal principio.
- Nel 1880... - Come ha detto? Nel 1880?
In America le sorelle Fox scoprirono che l'uomo
aveva poteri extrasensoriali.
Furono fatti studi in Italia da Lombroso e in Francia da Richet.
Sono premi Nobel, non possiamo dire che sono ciarlatani.
Per carità, non mi permetterei mai! Un momento.
Brigadiere, vada in farmacia e prenda due tubetti di Serenol.
Questo. Qui la cosa non è semplice.
- Dove eravamo rimasti? - Nel 1880.
Ah! Se ne faccia dare tre.
Prima del 1880 non è successo niente? Per regolarmi con le pillole...
Lino, le ragazze ci aspettano. Se non arriviamo in tempo,
le troviamo direttamente al cimitero. - Vengo subito.
- Luciano, come stai? - Peggio di così...
- Ti hanno messo con Morassi. - Perché non torni a lavorare con noi?
Mi sento debole, ho fatto la cura del sonno. Sono stato in clinica.
- Ho paura anche di respirare. - Hai sbagliato a prendere l'aspettativa.
Dovevi tornare a lavorare.
Mi sento addosso tutte le disgrazie del mondo.
Se attraverso la strada, i gatti neri si grattano le palle.
Hai ragione a non stare tranquillo. Però non esagerare.
- Perché? - Quello non sembra un tipo tenero.
Credi che l'Angelo Custode non segue l'uomo che mi segue?
Dietro ho una folla. Mi arresteranno per manifestazione non autorizzata.
Non pensarci. Possibile che non trovi un modo per distrarti? Vieni con me.
Se stasera ti organizzo un appuntamento con quella ragazza?
- Ha un volto così espressivo... Vieni? - Penso di no.
Lo vedi? Concentrati su quei pantaloni pieni di sedere.
- Io sento un dolore qui. - Che hai?
- Sarà il dente del giudizio. - O un presentimento?
Allora mi concentro io.
- Luciano, questa stoffa è uguale a quella... - Come ti permetti?
Scusi. Vedi che non era mal di denti? Stai tranquillo!
- E' la prova che sei un veggente. - E che tu sei uno stronzo.
Andiamo, se qui ordini un calzone, ti danno una pizza.
- Desidera? - Ho finito il Serenol. Non ho la ricetta. Può darmelo?
- Certo, Persichetti, tanto la conosco. - Grazie.
- Oddio! - Ehi, Persichetti!
Si faccia curare i nervi. Sono stato a casa sua, lei non c'era
e ho pensato che di sicuro era in farmacia. - Prende qualcosa?
Sì, grazie, ne approfitto. Un Valium. Doppio.
Mi dà un Valium doppio per il commissario? Segni sul mio conto.
- Senta, Persichetti. - Mi dica.
Credo che abbiamo trovato l'Angelo Custode.
E' una notizia bellissima!
Non entusiasmiamoci troppo. Al 90% lo abbiamo trovato.
Sì? E chi è?
Conosce questo?
E' una fotografia del San Filippo, la scuola dove andavo io.
- Questo sono io. - Questo lo conosce?
Quello indicato con il cerchio rosso.
Un mio compagno di banco... Si chiamava...
- Vannichelli, Aristide Vannichelli. - Sì!
E' un paranoico omicida con manie telefoniche, lo abbiamo preso.
Non ha ancora confessato, ma non ha un alibi.
Sono riuscito a parlare con un vostro professore.
Mi ha detto che lei e Vannichelli vi odiavate.
- Lei gli metteva i topi nella merenda, gli copiava i compiti. - Sì.
Una volta vi siete picchiati.
Vannichelli è il suo Angelo Custode. E' solo questione di tempo,
poi il quadro assurdo di questa situazione si ricomporrà.
Siamo stati fortunati, stavolta il pazzo è proprio uno qualunque.
- Signor commissario, fosse vero! - E' vero.
Non sia sempre pessimista!
- Vogliamo festeggiare? Andiamo a cena insieme. - Sì.
- Ci dà le medicine, per favore? - Il mio Valium è lì dentro?
- Sì. - Abbiamo già i beni in comune, siamo quasi fidanzati.
Per salvarmi la vita le farei anche un figlio!
Non esageriamo, era così per dire. Semmai una femminuccia!
- Mi fa un caffè, per piacere? - Subito.
- Persichetti, domani torna in servizio, vero? - Sì.
- Ho saputo che è stato poco bene. - Ho avuto un esaurimento.
Speriamo che le sia tornata la voglia di lavorare.
- Luciano, sei contento di tornare in servizio, eh? - Ci voleva.
Facevi sempre colazione qui, stavi sempre con noi. Potevi farti pagare!
Hanno preso l'Angelo Custode, non hai più scuse.
Speriamo che quello confessi tutto e subito.
Se non fossi andato a scuola, non mi sarebbe successo niente.
Ho la compagna ideale! Non parla e fa l'amore quando voglio io.
- La tua mano destra. - Che dici?
- No, la sinistra! E' mancino. - Persichetti, al telefono!
- Chi è? - Il signor Paolo.
- Mi dirà di smettere il Serenol. - Ma chi ti telefona qui?
- Chi è Paolo? - Il marito della fidanzata.
Gli ha detto che è incinta? Guarda come è rimasto.
- Luciano! Oddio, è svenuto! - Ha un attacco epilettico?
- Tiriamolo su! - Chiamiamo il 113.
- Chiamiamo l'ambulanza. - Mettiamolo in macchina.
Io ho una gomma bucata, ma se andiamo piano... E' tutta discesa.
Se mi date un calcio fino all'ospedale, ci rotolo da solo.
Tiriamolo su.
Un cognac, per cortesia.
- Ma chi era? - L'Angelo Custode.
- Non l'hanno preso? - Evidentemente no.
Che ti ha detto?
- Ha detto che il prossimo sei tu e che poi tocca a me. - Io?
Stai scherzando? Sono scherzi pesanti.
Io non ho paura, non ci credo!
- Ma che fai? - Scusa.
Me la sono fatta sotto già tre volte. Mi salvi, abbia pietà.
La farò sorvegliare. Per cortesia, adesso se ne vada.
Ma... Posso stare questa notte con lei?
Avete preso casa mia per il Grand Hotel? Lei non è in pericolo!
(squilli di telefono) Se ne vada! Pronto?
- Passiamo la notte insieme? - Vada via!
E' quell'amico o è un altro?
No, mamma, è un altro. Cioè, insomma... Poi ti spiego.
Vada via o le tolgo la sorveglianza!
- Obbedisco. - Mamma, cosa c'è ancora?
- Porta un litro di latte fresco. - Mamma, il latte non mi piace.
Invece ti fa bene. Bere il latte uccide i microbi.
E' difficile convincere i microbi a berlo, difficilissimo.
Chiedo un passaggio a questo che ci segue.
- Tanto va a casa mia. - Stiamo messi male.
- Ma io che c'entro? - E io? Le ho pensate tutte!
Quando Luisetti mi ha detto che l'assassino era un compagno di scuola,
mi sembrava tutto logico e invece non era vero niente!
Per me Luisetti ha sbagliato tutto.
- Io ho paura. E adesso? - Ti abitui alla paura.
Vai a casa, guardi sotto il letto, controlli ovunque e non dormi più!
Non voglio diventare matto. Preparo una valigia e me ne vado! Che dici?
Se io lo avessi fatto subito, mi sarei risparmiato molti guai.
- Lucia', io scappo, tu fai finta di niente. - Sì.
- Ci vediamo domani, eh? - Ciao.
- Scusi, per favore. - Prego.
- Può darmi un passaggio a casa? - Io vado da un'altra parte.
I fatti accaduti al signor Luciano Persichetti
sarebbero la dimostrazione delle sue capacità di avvertire in anticipo
degli avvenimenti delittuosi. (campanello)
(campanello)
- Chi è? - Sono io, apri!
E' successa una cosa terribile.
A casa di Lino c'è stata un'esplosione, forse il gas.
- Lino come sta? - E' in ospedale.
- Mi preparo. - Sì.
- Poteva andare peggio, se l'è cavata per un pelo. - Voleva ammazzarmi...
- Praticamente come sta? - Ha subito un piccolo intervento
a causa dell'ablazione traumatica del didimo e dell'epididimo.
- Dice così, ma mi hanno tolto una palla. - Lino, c'è una signora...
- Non preoccupatevi per me. - Scusa, ma c'ero affezionato.
Non posso più avere gemelli.
L'Angelo Custode si è rimbambito.
- Ho incontrato Luisetti. Sembrava contento, lo sai? - E' vero.
Stavolta ha sbagliato. Potrebbe sbagliare un'altra volta.
Sai che cosa mi dispiace di più?
All'ex furgone di Morassi ho sbullonato tutte le ruote.
Non potrò vedere la faccia di chi ci salirà sopra
quando si staccheranno tutte le ruote insieme.
(squilli di telefono) Sarà un'altra ragazza.
Vogliono assicurarsi che Lino non ha perso la parte migliore. Pronto?
Sì, è qui. Un attimo. Luciano, è per te.
- Chi è? - E' la polizia.
- Sei sicuro? - Sì.
Pronto?
(voce modificata) Sono il brigadiere Peluso.
Il commissario Luisetti vuole vederla stanotte in fabbrica.
Ha svelato il mistero. Si raccomanda di venire da solo.
Non ne parli a nessuno o rischia di mandare tutto per aria.
Che ti ha detto?
Ha scoperto tutto, ma ha detto di non dirlo a nessuno.
Oddio, te l'ho detto! Non ti dico dove vado.
- Puoi dirmelo, vengo con te. - No, faccio di testa mia. Tu resti qui!
Mi lasci qui ora che ci avviciniamo alla soluzione del rebus?
- Mi ha detto di andare da solo. - E io ti accompagno!
- Ha detto che è una cosa segreta. - Se non ti accompagno, come ci vai?
- Scoprirò anch'io questo segreto. - Facciamolo dire al telegiornale, eh?
Commissario!
Commissario Luisetti!
Commissario! Non ti muovere.
- Commissario! - Non c'è un guardiano?
Il guardiano non c'è. Starà con il commissario Luisetti.
La fabbrica è grande, ci sono tante entrate.
Diamo un colpo di clacson?
Non mi piace, sai? Andiamo via, è meglio.
Commissario!
Ho dimenticato anche il Serenol.
C'è una porta aperta. Forse è là dentro.
Chi? Il guardiano?
Do un'occhiata, ma finora dietro ogni porta aperta ho trovato fregature.
Tu intanto metti in moto. Se dovessimo scappare...
- Stai attento! - Aspetta.
Commissario!
Commissario, sono io, Persichetti. Commissario!
Sono qui. Lei dove sta andando?
Luciano!
Luciano!
Luciano!
Aaah!
Susanna, sei tu?
(altoparlante) Benvenuto, Luciano. Sono io, il tuo Angelo Custode.
Sono che non mi senti con piacere, ma questa è l'ultima volta.
E' inutile tentare di fuggire, le mie previsioni si avverano sempre.
Ho una notizia per te, la prossima vittima è Luciano Persichetti.
Come è successo per gli altri, non riuscirai a salvare nemmeno lui!
(risata)
Sono legato.
Oh! Ragioniere, meno male che fa sempre lo straordinario.
Mi liberi, siamo in pericolo!
(in falsetto) Non è esatto, tu sei in pericolo.
- Lei? - Io! Ma non potrai raccontarlo a nessuno
e nemmeno lo capiranno mai.
Imbecille! Vedi adesso quanto sei imbecille?
Ora muori affettato e per mano di chi? Di un grigio ragioniere.
Ma i ragionieri tengono i conti, seguono le entrate, le uscite
e fanno le buste paga.
Gustavelli? Tot rifiuti di proroga cambiali?
Tot martellate sul cranio.
L'avvocato Ubaldi? Tot umiliazioni davanti ai dipendenti?
Tot gocce di veleno nel manico della racchetta.
Carla Foscari?
Tot risatine di dileggio sessuale? Tot scariche di corrente.
E poi dicono che i ragionieri sono privi di fantasia!
Mai due volte la stessa arma!
- Ragioniere, io che c'entro? - C'entri molto.
Hai sempre partecipato agli scherzi di quell'idiota di Lino.
- Per qualche scherzetto... - Scherzetto?
Farmi mettere in tasca una banconota incendiaria è uno scherzetto?
Per un paio dei pantaloni...
- No, per quello che c'era dentro! - E' lo stesso, un paio di chiappe!
Per quello che c'era nella tasca, una schedina vincente del Totocalcio!
300 milioni. La prima e l'unica volta nella mia vita!
Imbecille!
Ragioniere, ragioniamo! Come potevamo saperlo?
Neanch'io potevo sapere che l'avvocato Ubaldi
aveva inoltrato la richiesta del mio licenziamento
a causa del tuo scherzo idiota della penna che schizza alla rovescia.
Trent'anni di servizio e da domani me ne devo andare.
Ubaldi ha dimostrato che sono matto?
Aveva ragione.
All'inizio ho temuto che tu morissi di paura.
Ho goduto nel sorvegliarti,
nell'osservare il tuo terrore mentre andavano avanti le cose.
Potevi prendere l'ergastolo,
potevi restare fulminato con la sedia elettrica di quella ragazza.
E' stato perfetto l'intervento di quella minorata parapsichica
che si è convinta che tu abbia dei poteri.
I poteri!
Immagina che cosa ti accadrà tra quattro centimetri.
Immagina il dolore che proverai ora!
- Basta così, ragioniere. Dirà il resto al magistrato. - Dov'è Susanna?
- La dichiaro in arresto. - Arresti prima la sega!
Ah, già!
Dottore, se lei non mi avesse telefonato, lo avrebbe ammazzato.
Per fortuna li ho seguiti!
Possiamo continuare a parlare al Centro di Rianimazione?
- Mi sembra una proposta ragionevole. - Dov'è Susanna?
Se le hai fatto un solo graffio, non esci vivo da qui!
(spari)
(Luciano) Dove sparate? Non si vede un cazzo!
(commissario) Non sparate! Tutti fuori!
Susanna!
Siete in arresto!
Non avete ancora capito che io sono innocente! Via! Via!
- Commissario! - Lei si tenga al riparo!
Il mio riparo è lei, ha il giubbotto antiproiettile!
- Paolo! - Stai zitta! Sali!
Date l'allarme e bloccate il cancello!
Commissario, lasci perdere, neanche arriva al cancello.
Si è fermato sul serio! Allora lei ha davvero i poteri.
No, abbiamo avuto solo culo.
Paolo! Paolo, sei ferito?
- Ti fa male? - No, è solo un colpo di striscio.
- Tu come stai? - Sto bene.
Non per essere pignolo, ma se Luciano che sente le voci è un sensitivo,
io che materializzo una pallottola che mi sfiora il braccio
sono un genio della parapsicologia? - Avevi ragione tu.
Chi è quel pazzo? Un dipendente della fabbrica?
Sì. L'Angelo Custode era un ragioniere.
Non è neanche tanto divertente, no?
Venga, andiamo a casa mia. Mia madre ha preparato pasta con i broccoli.
Ormai ai suoi occhi ci siamo compromessi.
Scusi, ma la malattia che ha avuto da piccolo... Erano gli orecchioni?
Sì, ma era una forma leggera.
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