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(Dario) Lazzaro, ma che ti sei incantato?
Ma che fai? Dai che ci aspettano.
Guarda come sei ridotto, ora ti pettino i capelli.
Andiamo.
(Antonia) Mariù, ti scongiuro, dammi la lampadina.
Ancora? T'ho detto di no, tocca a noi!
- Un attimo, da te tutti dormono. - Si sono svegliati!
- Che si fulminasse! NEONATO PIANGE
Mamma, per favore mi date quella della cucina?
< No, quella non si tocca. Ma a che ti serve?
- Ci voglio vedere! < - Lasciatemi dormire per favore.
MUSICA DELLA ZAMPOGNA
Oh Mariagrazia, se ti sei assopita.
- Mariagrazia! - Non devi fà la bella addormentata.
Ascoltate, stanno cantando a Mariagrazia.
Senti!
< ...metti in bella mostra.
(ridendo) Dicono che c'hai il culo grosso!
- Ma c'ho il culo grosso? - Dai, vai alla finestra. - Vieni qua!
No, scordatelo.
VOCI SOVRAPPOSTE
AVVITA LA LAMPADINA
- Oh! - Sì! - Insomma, non ci vai?
< - No. - Sicura?
< - Certo che sono sicura. - Va bene.
< - Che fai? - Ci vado io.
No, Antò.
Antonia, per favore.
Allora? Che è tutto questo casino?
- Fai affacciare Mariagrazia. < - Non può venire.
- E perché? < - Perché sta male.
< (Giuseppe) Come, sta male?
< (Antonia) Sì, ha un male incurabile.
< - Mi devo preoccupare? < - Non riesce a spostare il culo.
RISATE
(Mariagrazia) Dai, Giuseppe.
< Che sei matto, ma che fai? Ma stasera?
< (Giuseppe) Certo. Sennò quando?
MUSICA DALLA ZAMPOGNA
Fiore di riso.
Sembri un garofoletto dentro a un vaso.
Sembri un garofoletto dentro a un vaso.
L'angeli fai calare dal Paradiso.
< (Patrizia) Oh, era ora!
BRUSIO
< - (Giuseppe) Non beviamo niente? - Che ti do?
- Non c'abbiamo niente. < - Ci sta il marsala, dagli quello.
< Basta che beviamo.
Lazzaro? Prendi la nonna, portala qua al tavolino.
< (Ottavio) Quasi, quasi mi si incolla la lingua.
< (Giuseppe) Dillo a me! Alla salute!
(tutti) Alla salute!
VOCI SOVRAPPOSTE
Alla salute!
(Giuseppe) Ce n'è, ce n'è...
È finito!
È uguale...
< (Natalina) E adesso? Che volete anche mangiare?
Magari! Se ce l'hai!
BRUSIO
Scusate, volevo dire una cosa.
Visto che siamo tutti, volevo dirvi che...
...al prossimo giro... io e Mariagrazia...
...abbiamo pensato... di andare via dall'Inviolata.
Per vedere se in città si sta un pò meglio.
BRUSIO
VERSO DELLA GALLINA
(Natalina) E questa? Che ci fa qui?
< - Ma l'hai Chiuso il pollaio? < - Sì.
Lazzaro? Prendi la gallina.
< Rimettila nel pollaio.
< - (Natalina) Ma sei sicura? < - (Antonia) Sì.
Che fai?
È scappata.
Ma loro che fanno?
Festeggiano.
Beati loro... che si divertono.
Ma c'è anche la roba da mangiare?
Sì.
Senti un pò... aspetta. Visto che sei venuto,
la faresti la guardia per il lupo al posto mio?
Certo.
Ti chiudo dentro, per sicurezza.
- E se mi devo allontanare? - Mi chiami.
Tu mi chiami e io vengo qua.
< Hai capito? Chiamami!
Carletto?
Carletto?
Carletto?
Non mi sente.
< (Antonia) L'hanno buttato in una buca con due leoni.
< (Antonia) Ma erano due leoni grandi, eh.
< Però quelli non se lo sono mangiato.
< Così le guardie si sono arrabbiate
e hanno deciso che dovevano torturarlo di più.
< Gli hanno voluto tagliare la testa.
< - Sai che gli hanno fatto? < - (Pippo) Eh?
< Prima hanno affilato Faccetta,
e quello sberluccicava tutto, eh!
< - E poi dopo... TOSSISCE
< Pippo, ma... Lazzaro, sputa!
- Tutto a posto? - Grazie.
< Ma che grazie, ti stava per ammazzare.
< (Natalina) Mariagrazia, andiamo!
< (Natalina) Lazzaro?
< (Lisa) Lazzaro?
< (Stefania) Lazzaro?
< (Assuntina) Lazzaro?
< (Franceschina) Lazzaro?
< (Carletto) Lazzaro?
< - Lazzaro? < - Lazzaro?
< - Lazzaro? < - Lazzaro? < - Oh, Lazzaro?
< (bambino sussurrando) Lazzaro? Lazzaro?
Lazzaro?
< (Carletto) Arriva Nicola!
VOCI SOVRAPPOSTE
(Nicola) Eccoci qua! Ehi, Catirre?
Eccoci qua! Catirre... prendi il sole?
- Fa bene alle ossa, eh! - Mah!
Dove sono i bambini, allora bambini, dai, qua, in fila.
Tutti in fila!
Lasciate che i fanciulli vengano a me!
Questo per te... tac').!
< Vieni qui, birbante!
< Tu la vuoi la caramella? Tac!
Ecco qua Vieni qua, teppista! Tac!
Angelica: tac!
< Ecco. Stefania!
< - Tac! - Ahia! < - Ecco qua.
< Sei grande tu... tac!
Ecco qua, tu l'hai già avuto, tac!
Don Severino, forza con la benedizione della trebbia, dai.
Dai che non abbiamo tutta la giornata.
Facciamo questa benedizione.
Andiamo lì dove c'è l'albero,
- che il Signore vede e provvede. - Oh, Mariuccia!
- Come va? - Male, Nicola, male.
Che ci avete portato, oggi? Le lampadine le avete portate?
< Cosa ve ne fate delle lampadine con la luna bella che avete qua?
Che poi vi fa fare certe cose, guarda...
...questo bambino come mi somiglia, hai visto?
< Sempre a scherzare.
(Nicola) Lazzaro, forza, prendi la cassa, portala dentro, vai.
Dai, tu che di solito sei il più pronto, il più energico.
Dovrebbero imparare tutti da te, dovrebbero...
(Don Severino) Adesso diamo la benedizione pure alla trebbia.
Liiibiamo nei lieeti caalici...
Questo è il vero vino: il vino dell'Inviolata!
Eh, là in città che i sapori son tutti corrotti, inquinati.
Voi siete i veri ricchi! Da noi la roba non sa di niente.
Voi avete il vero vino, il vero pane...
Eh, per questo che ci levate il vero pane dalla bocca.
Ma se lo sa la marchesa come vi tratto...
...che vi tratto come un branco di marchesi, eh?
Mi butta nel dirupo, mi butta...
La cosa, là... com'è che la chiamate, eh?
Dai che lo so che gli... che nome gli avete dato?
- Dai! - La serpe avvelenata.
RIDONO
< (Catirre) La serpe avvelenata, sì, sta cotica!
- La serpe avvelenata. NEONATO PIANGE
Va beh, facciamo un pò di conti, allora...
Allora...
Cinque casse di tabacco,
poi ci sono i legumi... uno staio di lenticchie...
...due staie di ceci... NEONATO PIANGE
Si può portare di là questa bambina, per favore?
Allora se io sottraggo...
C'è il rotolo di rete, c'è il carburante.
Le acciughe e la roba per la casa, vabbè...
E qui c'è, ma... i capponi?
< - Qua non li vedo. - Sono morti tutti.
- Morti tutti? - Se li è mangiati il lupo.
Lupo o non lupo, i capponi mancano,
quindi io le segno a debito
e così anche per questo mese il debito aumenta.
Anche questo mese abbiamo lavorato per niente.
Mi raccomando: la serpe sta per arrivare.
Quindi Antonia, le tende vanno lavate!
< Non come l'altra volta.
< Allora, don Severino..
Nicola, è meglio se vieni a vedè,
perché guarda che c'è proprio una grossa rogna...
< Cosa succede, qua?
Cosa ci fate lì sopra voi due?
Eh noi...
E voi pensate di andare via così?
Non si può!
Bisogna chiedere il permesso alla marchesa!
Lo sapete cosa succede alle vostre famiglie.
È questo che volete fare? Alle vostre famiglie?
La padrona ci manda via per scarso rendimento, eh!
Mica è uno scherzo, eh!
< Andiamo, scendi!
Dove andiamo?
< Bisogna chiedere il permesso alla marchesa.
< Andiamo, scendi.
< Andiamo don Severino.
< Lazzaro dov'è?
< Pippo, cosa fai?
Prendetelo! Si è preso il mio specchietto!
Lazzaro, dai!
< - Sei stanco? - No.
Bravo, figliolo.
Animo, voi due, forza!
Guarda cosa t'ho portato.
- Il tuo caffè! - Grazie.
< Vai! Vai a casa! Vai!
< (Nicola) Pronto? Sì, sig.ra marchesa, mi scusi.
< (Nicola) Lazzaro, vai a casa ho detto.
< (Mariagrazia) Pippo, ma lo sai che l'Antonia è morta?
< (Mariuccia) Dov'è l'Antonia, Pippo?
È cascata nel burrone.
Si è buttata. Non lo sopportava più.
Me l'ha detto a me che non ti sopportava più.
- Com'è brutto quando piange! - Guarda come piange.
< Non ti si può vedere!
< (Mariagrazia) S'è ammazzata, non ti sopportava più.
< Oh, ecco, lo vedi che è tornata? C'ha creduto.
< C'ha creduto.
< Se credeva che era morta per davvero.
< - Chi è? < - Niente, è Lazzaro.
< (Stefania) C'hai fatto prendere un colpo.
- Ci devi dire qualcosa? < - No.
Forse... volete un caffè?
Ecco, bravo, vai a farci il caffè.
Vabbè, io vado.
< (Tancredi) Mamma, ti prego... lasciami tornare giù con l'autista.
- Luigi! - Va bene, Luigi. Lasciami tornare in città, ti prego.
Taci. Tanto verrai con me.
MUSICA IN SOTTOFONDO < L'aria buona ti farà bene.
- Sei in ritardo. - Mi scusi sig.ra Alfonsina.
Mi sono permesso di portare la mia figliola,
così che possa fare compagnia al signorino.
Su forza!
Dai, vieni.
Pippo?
Pippo!
Pippo!
Vieni.
Vieni... vieni.
Ti faccio vedere una cosa.
Guarda.
- Le posate! - Ma sono posate preziose.
- Poi hai visto quante sono? < - Sì.
< (Antonia) Tutte 'ste posate, e mai una volta che ci invita a pranzo.
Vieni.
- Di qua? < - Sì, dai, vai.
Poggialo là.
< Aiutami.
< Vuoi sapere chi è?
< È Sant'Agata.
Per via della sua fede l'hanno torturata in un modo atroce.
Prima le hanno tolto le mammelle con le pinze,
poi l'hanno buttata sulla grata.
Pure quest'altra l'hanno massacrata.
< Sono tutte cose che mi ha insegnato la Padrona.
MUSICA DAL CARILLON
< (Nicola) Oh, eccolo qua.
Che bella giacca... dove l'hai presa? Qui?
< - (Nicola) Signora... - E sta attenta!
- Dall'altro lato, Antonia. - (Teresa) Ecco.
Da sinistra si servono i piatti individuali, da destra si portano via.
Sì, signora.
< Perché non ci sono le tende Antonia?
- Asciugano, signora. - Avresti dovuto lavarle prima.
- Sì, signora. - Via, via!
E quindi?
Eh la pubblicità, signora.
La pubblicità è tremenda. Ci remano tutti contro.
La gente smette di fumare per via della salute.
Che poi la salute, diciamolo pure...
Siamo nelle mani di Dio... dico bene?
Siamo nelle mani di Dio.
Certo, siamo nelle mani di Dio.
Eh, il tabacco non passa più.
E se anche passasse... qui all'Inviolata...
< (Marchesa) Antonia, porta i formaggi.
Diciamolo pure: qui all'Inviolata non è...
- Metti via quel coso. < - ...non è tutta rose e fiori.
< Tanto non funziona.
< - (Nicola) I contadini... - Non capta il segnale, è inutile.
...stanno tramando qualcosa.
< (Antonia) Vieni, Stefania.
Mamma, ne posso mangià un pezzetto?
< - No! - Ma solo un pezzetto! - Shhh!
< - Ma solo un pezzetto! - Shhh... si rovina la form...
Zitta! No!
(sottovoce) Pronto? Vai!
Ora andate a casa, tutti e due. Vai!
Andate!
< (Nicola)... poi sta crollando tutto.
< (Marchesa) Antonia, dritta, almeno tu!
Su con la schiena. Su, su!
(Tancredi) Ma secondo te mi vuole bene?
E certo, signore. È sua mamma!
E allora se mi vuoi bene lasciami andare via da qui,
- io qui sto morendo. VERSI
Ercole!
CANE ABBAIA
Ercole!
- Buongiorno. - Buongiorno.
SOFFIANO
SOFFIANO
BRUSIO
Volete favorire?
No, grazie.
Ercole ha fame.
Sì.
< Vai.
Non gli va.
TANCREDI TOSSISCE
Ma state male?
Sì.
Ho la tosse... la tosse del fumatore.
< Quando mi viene devo subito fumare una sigaretta.
< Solo che con la sigaretta, sono abituato a prendere il caffè, quindi...
Io lo so dove sta il caffè!
Mi puoi tenere un attimo Ercole?
E che posto è questo?
È un posto... in cui ci vengo io!
C'è tutto. Qui C'è il caffè, la cucina... mi ci riposo.
- Qui? - Ma no, qui ci sono le pecore, di là.
- Lo posso posare? - Sì.
' Ma qui? < - SÌ.
Figo, ci sta.
Sì, si sta bene.
< Guarda che posticino che ti sei trovato.
Ma dimmi... Nicola lo sa che invece di lavorare
vieni qui a riposare? A non fare niente?
Ma no... io sono un bravo lavoratore.
E allora perché sei qui con me a prendere il caffè,
- invece di stare nel campo con gli altri? - Me l'avete chiesto voi.
< (Tancredi) Uè!
Lazzaro! Buonanotte!
< (Carletto) Lazzaro, scaricala tu.
Lazzaro, porta su la nonna!
- Ma tu non hai paura? < - E di cosa?
Che si accorgano dell'inganno.
Gli esseri umani sono come bestie, animali,
liberarli vuol dire renderli consci della propria condizione di schiavitù
e quindi destinarli alla sofferenza.
Per adesso patiscono, ma non lo sanno.
Che belle parole.
< Guarda... lo vedi?
< Io sfrutto loro e loro sfruttano quel pover'uomo.
< È una catena e non si può fermare.
Magari lui non sfrutta nessuno.
Questo, proprio, non è possibile.
< (Nicola) Metterle dritte!
< Che s'impaglia la trebbia, dai, forza!
Lazzaro, vieni!
Vai a dare una mano laggiù, dai, vai!
Forza dai, vai!
< Animo, animo, animo, forza!
"Che ti credevi, serpe avvelenata,
che io non avessi il controveleno?
Non c'è cane che m'abbia morsicato,
non mi sia medicato col suo pelo!
E non ti riuscì d'avermi infinocchiato
e ricoprirmi gli occhi col tuo velo.
Hai rigirato tanto il tuo talento,
ma sei rimasta con le mani piene di vento."
TUTTI LO IMITANO
< (Dario) Si può avere un goccio anche per me?
< - (Franco) E voi non bevete? - No!
< - Ma un goccetto, dai! - No.
- E via! < - No, no.
- Fate bere l'Antonia, va, poverina, che ha sete... - No, no!
< - Come, no'? < - No.
Dai bevi, Antò.
- Ancora, ancora! - Dai, vai, di più!
< - Ancora! < - Giù, giù, giù, giù, giù!
Oh! Avete visto il marchesino?
(tutti) No.
Qualcuno ha visto il marchesino?
- (tutti) No. - Nessuno? - No.
Ma pensa te se dopo una giornata di lavoro,
uno si deve mettere in cerca di un idiota.
- Non l'avete visto? - Papà.
Ho paura. Se si è perso.
Ma no, ma che perso, quello è un deficiente.
< Vedrai che sarà tornato in città a piedi, non ti preoccupare.
< - (Franco) Speriamo di no! < - (Teresa) Perché?
- Questa è una zona piena di lupi. < - Cosa?
Ci sono i lupi, i lupi che mangiano...
No, no, niente paura.
Lo troviamo.
Dobbiamo cercarlo... cerchiamolo!
< - Chiamiamolo! Tancredi! - (tutti) Tancredi!
(tutti) Tancredi!
Chiamatelo più forte!
Tancredi!
- Guardate giù. < - (Teresa) Urlate! Più forte!
Tancredi!
VOCI IN LONTANANZA
Tancredi!
- Tancredi! - Tancredi!
< (Nicola) Teresa aspettami!
- No voglio via andare via anch'io! - Aspetta, Teresina!
Fermati!
< Andiamo dai, torniamo a casa, vedrai che torna.
Cosa c'è da guardare? Non avete da lavorare?
Forza!
MUSICA DALLA RADIO
Beh, che c'è? Ci sono problemi?
Mi avete fatto paura.
E io che ti credevo un temerario...
Dì... hai qualcosa da mangiare?
Per fortuna che siete qui.
Non potete capire che è successo.
Vi stanno a cerca' tutti...
Ma non le avete sentite le urla?
- Tutta la notte a chiamare, a chiamare... - Lo so.
Andiamo... vi accompagno a casa.
No! Non torno più a casa.
- Perché? - Perché mi hanno rapito.
Chi vi ha rapito?
Tu!
- Che vuol dire? - Vuol dire che sei nei guai!
Per prima cosa, devi mantenere il segreto assoluto!
Perchè quello che stai facendo va contro la legge.
Mia madre non deve sapere che siamo d'accordo, capito?
- Ma si preoccupa. - E che si preoccupi!
È una sfruttatrice ed è una stronza.
Pensa che siete delle bestie.
E noi dobbiamo combatterla, io e te...
Come... due cavalieri.
"Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!
Eran rivali, eran di fé diversi,
e si sentian degli aspri colpi iniqui
per tutta la persona anco dolersi.
E pur per selve oscure e calli obliqui,
insieme van senza sospetto aversi."
- Fallo anche tu! SI BATTE IL PUGNO SUL PETTO
"Cara mamma...", o forse è meglio mammina?
No, mamma è più asciutto.
"...mi hanno rapito!
Sono in grave pericolo di vita.
Dovete lasciare un miliardo in una valigia,
nel luogo dove sarà rinvenuta questa lettera.
Ti prego aiutami!
Il tuo amatissimo Tancredi."
Bella!
Ora bisogna firmarla con il sangue.
Hai qualcosa di appuntito: un ago, un coltello?
C'ho un coltello.
< Vado, eh?
No... non ci riesco.
- Feriscimi tu. < - Come volete.
Basta con questo "come volete", dammi del tu.
Va bene.
Ma che fai, mi ferisci veramente?
< Oh, ma che matto sei!
Tancredi.
Pensavo...
Non è che... potresti farti tu un taglietto?
Piccolino eh, giusto per avere un pò di sangue?
Certo.
< - Sono fresche di stamani? - Certo.
- E dove è che l'hai trovata? - Nel pollaio.
Vai, sparisci.
Papà, dammi il telefono.
< Non serve, non prende qua, non c'è campo.
- Vado al ponte. Chiamiamo i carabinieri. < - No.
< Che carabinieri? Prima capiamo che fare.
Non facciamo niente.
< (Teresa) Ma come?
- Papà... - È un'altra delle sue trovate, l'ennesima stupidaggine.
Come quando ha fatto finta di avere la lebbra
o si è inventato la storia dell'aereo caduto.
Va ignorato, punto e basta.
< Sì, ma stavolta le dinamiche ci sono tutte...
Io gliel'ho detto: i contadini li vedo strani.
< Ho detto che va ignorato!
MUSICA DALLA RADIO
< (Tancredi) Alla buon'ora, eh!
Oh, quanto ci metti? Dai, su, su, su!
< Guarda cosa ho costruito! Da solo, eh!
< Proviamola!
Prima funzionava.
Si è rotta.
- Forse si può aggiustare. < - Prenditela, va!
SPEGNE LA MUSICA
Davvero?
Lazzaro, giù!
Io ti dono quest'arma come segno della nostra amicizia.
Non perderla mai. Che cos'è?
- È una fionda. - È l'arma con cui affronteremo
tutte le marchese della terra. Che cos'è?
È Parma.
< Ci potrà servire per quando partiremo.
Ma di tutti quelli, quali sono i tuoi genitori?
Boh, non lo so.
- Come non lo sai? - No... c'ho la nonna.
E come è possibile, scusa?
È andata così. Ma va bene.
Guarda che tu mi hai detto una bugia, eh.
No! Perché?
Perché tu mi hai detto che hai solo la nonna.
E questo non è vero!
Tu hai me!
E sai, non mi stupirebbe scoprire che siamo mezzi fratelli.
Stai su, su!
Guarda che siamo identici, eh!
Mio padre era un grande sciupafemmine.
E forse tua madre, mentre lavava i panni al fiume...
...mio padre si è fermato per abbeverare il suo cavallo...
...si è avvicinato... mezzi fratelli!
MUSICA IN SOTTOFONDO
'Vieni giù, Lazzaro. E una figata assurda!
< Muoviti, dai!
< Che c'è, non ti piace?
- È un fosso. - Ma come un fosso?
Sembra la luna!
ULULATO
Hai sentito?
È un lupo.
Chissa che sta dicendo.
Pare che chiama qualcuno.
IMITA L'ULULATO DEL LUPO
IL LUPO ULULA - Mi risponde!
Dai, prova anche tu.
ULULA
Seriamente? Più forte, no?
ULULA
ULULA PIU' FORTE
Dai, tira fuori quella voce!
ULULANO INSIEME
IL LUPO ULULA
ULULANO INSIEME
SENTONO GLI ULULATI
Che fai, il palo?
Ma quando finiscono ste foglie?
< (Natalina) Eccolo.
Ma dove sei stato?
- Dalle pecore. < - Ci stava il lupo.
< - L'abbiamo sentito tutti. < - Eh!
< Ce n'è più di uno.
Anzi che non t'hanno mangiato...
E te sparisci così, invece di lavorare?
Domani c'è da fare tutto il tabacco.
< - Ma tutto è tanto! < - Come facciamo?
Non fare come oggi che sei sparito tu, hai capito?
- Dove vai? < - AI lavoro.
Hai controllato se c'erano i soldi?
< Eh, ancora niente... mi dispiace.
Resta qui.
Ma non posso. Devo lavorare.
< E io che faccio tutto il tempo da solo? Vattene, Va...
Forse posso tornare più tardi...
Per carità... lasciami solo!
Mi fai ombra.
< Un mezzo fratello non farebbe questo!
CANTANO
TUONO
La marchesa fa lezione. Ci sono bambini liberi?
Mo questa che vole? Ci servono a noi.
Antonia, Lazzaro si è incantato ancora, vallo a chiamare.
PAROLE NON COMPRENSIBILI
< (Franco) Brucia.
< (Patrizia) Scotta proprio.
È cotto.
< (Tommaso) C'ha la febbre.
< (Catirre) Fiuuuuuu...
< (Mariagrazia) Muore...
< (Mariuccia) È finito.
< (Stefania) Sta a morì...
Muore, oh, sta a morì!
- Stefania, veni qua! < - (Franco) M'ha ustionato la mano!
Sarà passato per l'albero cornuto,
oppure c'ha la coda infarinata.
Sì, ma portatelo a letto.
Dove ti metto ora?
< - Mariù, te lo metto qua? - No, no!
< - Non c'è un posticino per Lazzaro? - Ma che voi? Va via.
Lo porto dalla nonna.
< Stefania!
< (Stefania) C'è un cosette in mezzo al bosco, che è?
Ma che è?
- Che succede? - Che diavolo è? - Sarà un trattore.
< - (Barzi) Che diavolerie sono? < - (Pippo) Che è, un palazzo che piglia foco?
- Ma che è? - Che è un palazzo che cammina?
SUONO DAL CELLULARE
< (Marchesa legge) Chi conosce bene sé stesso,
- diventa vile al cospetto di sé stesso. CELLULARE SUONA
< Né gli fan piacere le lodi degli uomini.
< Se io conoscessi tutte le cose che sono nell'universo,
e fossi fuori della carità, che mi gioverebbe davanti a Dio,
che sarà per giudicarmi dalle mie azioni?
< Smorza la brama soverchia di sapere,
< - che è causa di grande distrazione e delusione. - Pronto?
Nicola... Teresa?
Male!
Senti non posso parlare troppo.
Devi dire subito alla mamma che deve lasciare i soldi.
Sennò mi ammazzano! Stanno torna...
< (Marchesa) Ma che importa di sapere senza il timor di Dio?
< Meglio senza dubbio un umile contadino
che attende a servire Dio, che un superbo scienziato
il quale trascura sé stesso e indaga...
Sig.ra marchesa?
Perché mi interrompi? È così urgente?
Non lo vedi che stiamo leggendo?
No niente... mi scusi.
SEGNALE DI LINEA LIBERA
Pronto... pronto, mi sentite?
Pronto, vi chiamo perché è scomparso un ragazzo,
una persona importante, un marchese.
< Non sto scherzando, verame...
< È stato rapito... è stato rapito... è un marchese...
RUMORE INDISTINTO
< (Antonia) Ora ti racconto una storia.
< Ti racconto la storia di un lupo...
< Un lupo molto vecchio, era diventato inutile.
< Non riusciva più a cacciare gli animali selvaggi.
< Così il branco lo mandò via,
e il vecchio lupo si avvicinò alle case
per rubare le bestie, le galline, le pecore...
< Aveva fame.
< Gli abitanti delle case cercarono di ucciderlo,
ma non ci ruiscivano.
< Facevano la guardia ogni notte.
< Mettevano trappole, lacci, era come invisibile.
RUMORE DI ELICOTTERO
Qui dentro in quanti ci vivete?
Qua 26, lì 18 e là soltanto 8 perché ci sta anche la nonna.
E i bambini?
< (Gabriella) I bambini sò bambini. Ma che domande sò?
No, dico: la scuola?
< Che roba è la scuola?
- La scuola? - Eh.
- La scuola è roba per signori. - Per signori?
A scuola ci vanno tutti.
< (Antonia) Gli uomini odiavano il lupo.
< Lo credevano enorme... feroce...
< Mica lo sapevano che era solo un lupo vecchio, affamato.
Noi siamo i mezzadri della signora.
- I mezzadri? < - I servi della marchesa.
Siamo proprietà della marchesa De Luna.
Perché, non la conosce?
Ma la mezzadria è finita da tantissimi anni.
Ora ci stanno i contratti, le regole, gli stipendi!
< - Vi devono pagare, a voi! - Sì... magari!
Siamo sempre a debito!
Avanzare! Avanzare!
< (maresciallo) Signori! Forza, che aspettate, che si aprano le acque?
(Patrizia) È pericoloso! Io ho paura.
< (Carletto) C'è chi c'è morto!
No, ma...
Eleonora, fagli vedere, per piacere.
Guardate!
È sicuro, ci sono due dita d'acqua non succede niente.
Ci sono i sacchi.
< Mamma mia hanno paura di tutto, questi.
Così piano, piano non succede niente.
< (Antonia) Si sparse la voce che un Santo
sapeva parlare con gli animali.
< Che quelli lo capivano, gli obbedivano.
< Allora lo andarono a chiamare.
< Il Santo accettò di parlare con il lupo,
per chiedere una tregua.
< Così partì per trovarlo.
Mamma, ma Lazzaro?
< - Eh, figlia mia... - Lo dobbiamo cercare?
- Mamma! < - (maresciallo) Attenzione che si aprono le porte.
- Ma dove ci portate? - Adesso andiamo in caserma.
A fare il riconoscimento.
(Il Santo camminò per tanto tempo).
Cammina, cammina arriva l'inverno.
< (Antonia) Il Santo è stremato.
< C'ha freddo, fame, ma del lupo non c'è traccia.
< Non sa che anche il lupo c'ha fame,
ed è sulle sue tracce già da molto tempo.
< Ad un certo punto, il Santo casca a terra
sfinito nella neve. È lì che lo trova il lupo.
< Allora si avvicina, affila gli artigli, arrota i denti,
pronto a divorarlo, ma sente un odore
che non ha mai sentito prima, che lo blocca.
< Annusa ancora. Che odore era?
< L'odore di un uomo buono.
RUMORE
VOCI DI UOMINI
Bene.
Ehi!
Ehi! Non ti muovere! Non ti conviene!
Chi sei?
- Non ti muovere! - Io. ..
Cercavo gli altri. Tancredi, il padrone.
< Il padrone?
- E questo padrone è arrivato? < - No.
- Avevate un appuntamento? < - Non credo.
< - Ma vi conoscete? - Sì.
È il mio fratello. Cioè mezzo fratello.
- Ah. - E voi?
- Noi? - Noi siamo... i traslocatori.
- Esatto. - Lavoriamo per il padrone.
- Infatti abbiamo le chiavi. - Dobbiamo... traslocare le cose.
- Si sono trasferiti? < - Sì, da tanto.
< Forse mi potete dire dove?
- Certo, lo sappiamo. - Ma non possiamo dare indirizzi!
< - No. - C'è la privacy.
< Yes. Good. Privacy.
È pesante.
Vi posso aiutare?
< Sì, magari!
Dai, prendi questo, perché io ho un pò di mal di schiena.
- Allora, prendi... - Se ti fai male sono fatti tuoi, eh!
Non sei assicurato, te lo sto dicendo.
Prendi.
Dai.
Queste le prendete? Ci sono le posate.
Eccole.
Sì, sì, sì. Sì, sì, le prendiamo.
Dai, questo, questo.
Attenzione, attenzione, è fragile.
Attenzione perfetto.
FISCHIA - L'altro.
Ero a prendere questa.
Ah bravo, la padella, che manca sempre.
- Allora ciao. - Ciao.
Se vedete Tancredi gli potete dire...
- ...che ho avuto la febbre? - Sarà fatto!
- Che mi dispiace... - Anche a me. Ciao.
- Ma dove andate? - In città.
Ciao.
Scusate, ma posso venire con voi?
Ma come?
In tre davanti è contro la legge e dietro è pieno di roba.
Ma... non è molto lontano.
- Guarda. - Insomma.
Guarda, tu prendi la strada,
vai sempre dritto, dritto, cammini, cammini...
MUSICA IN SOTTOFONDO
Faremo tardi e non troveremo più niente.
BRUSIO
Andiamo col primo lavoro:
è un uliveto di 7.000 piante, buono stato, altezza media.
Allora, qui il prezzo...
Il prezzo della base di partenza è... abbastanza alto.
È altino... 4 euro, per un cassone di olive, da bravi.
< Eh, questo è un bel lavoro, eh?
Allora, chi offre di meno?
- 3,50! < - No, dai!
-.3,50! < ' Dal, è troppo!
- 2,50! < ' Dai giù, via!
< Non è faticoso, è un campo piano!
< È un'occasione, ve lo ripeto, questa è davvero un'occasione.
- Due! - Due euro! < - No, dai... - Un euro!
Un euro. Brava, aggiudicato.
< - Come ti chiami? - Silvana. < - Silvana, vai.
< Ecco, così, prendete esempio da lei. Così si trova lavoro!
< Prendete esempio! Oh!
< - Ora, passiamo al prossimo. - Nicola!
Ma te ne vuoi andare? Vai nel gruppo, dai.
< Bisogna essere specializzati, è un lavoro chimico.
< Bisogna dare il diserbo, eh! La base è... uhhh!
Nicola, sono io, Lazzaro!
< Lazzaro, dell'Inviolata.
Vattene dai, vattene!
E vattene! Vattene!
NEONATO PIANGE
VOCI IN LONTANANZA
Celi ho in banca, i soldi!
Questo come ci è arrivato qui?
A piedi.
Prendilo!
Fuori i soldi o l'ammazziamo!
- Lo ammazziamo qui! - E allora? E chi lo conosce!
Mica mi è parente. Per me lo puoi anche ammazzare.
< E ammazzalo. Fai vedè!
< Dai!
- Che fai, prendi le patatine? - Stai zitto!
Sono scadute!
Muoviti!
Dai, monta.
Sali!
(Antonia) Alla buon'ora!
(Ultimo) Sì, lo so.
Vai via!
Mi dite la direzione della casa di Tancredi?
Te l'abbiamo già detto, non si può! Dai, vai, su.
Amore, amore... non va bene così, oggi si muore di freddo.
(Ultimo) C'era la neve!
Lazzaro.
Lazzaro?
Lazzaro, ma sei te?
Ecco... i disgraziati li conosci tutti, tu!
Oddio santissimo... ma che so diventata matta, forse?
- Pippo, hai visto chi è? - Chi è?
Ma come è possibile? È uguale...
Ma tu sei... Oddio!
Inginocchiatevi.
Inginocchiatevi ho detto!
È un ordine. Giù, giù!
Antonia, ma che fai?
Va bene, dai, ora che vi siete salutati, andiamo a casa.
Ciao coso... "Lassero", buona fortuna.
- Lazzaro... - Eh no, eh! Lui viene con noi!
- Come? - Tu vieni con noi, vero?
- Certo! - No, ma...
- Si deve scaldare! - Ma Antonia...
- Tu hai freddo, vero? - Un pò sì.
Eh!
Dagli la giacca, forza! Dai!
ANTONIA CANTICCHIA
< (Antonia) Vieni.
< Vieni.
< Mamma, babbo, Catirre...
< Guardate un pò chi c'è!
Beh, non dite niente?
< - (Catirre) Ma non era morto? - Sembra che hanno visto un fantasma.
< (Natalina) È un fantasma, davvero.
Che fantasma! È Lazzaro, in carne e ossa.
Ma che sei un diavolo? Fiuuuuu!
< (Natalina) Che hai portato da mangiare?
Poca roba. Merendine. E pure le patatine.
E adesso ci sta pure una bocca in più.
Perché, il diavolo magna?
Magari non mangiasse.
Ti aiuto?
Passa via, passa via, va via, va via, passa via!
Tieni.
< - Io non ho fame. - Ti ho detto che il fantasma non magnava.
Prova un pò questo.
< Grazie.
VOCE DALLA TV
Ma Tancredi?
Perché non c'è più nessuno all'Inviolata?
< (Pippo) Scandalo nel mondo del tabacco: "Il grande inganno".
< "La schiavitù ai nostri giorni.
< 54 braccianti costretti a lavorare senza conoscere il denaro.
< Alfonsina De Luna, signora delle sigarette,
è stata arrestata ieri pomeriggio alle 17:30
nella sua tenuta dell'Inviolata,
rimasta isolata a seguito all'alluvione memorabile.
< Queste le accuse: associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta,
truffa aggravata, evasione fiscale, traffico illecito di nicotinoidi
e riduzione in schiavitù di 54 contadini tra cui donne, vecchi e bambini."
- Il Grande Inganno... < - (Pippo) Il Grande Inganno!
< "Per celare ogni mutamento sociale a questa povera gente
costretta a lavorare gratuitamente,
abitando in tuguri senza alcuno degli agi moderni.
< È stato richiesto un indennizzo per i contadini,
prontamente trasferiti in un luogo caldo e sicuro."
Fiuuuu...
Lazzaro...
Certo mamma, certo.
Comunque, se vuole stare qua, deve lavorare.
Anche se è un fantasma, se vuole stare qua, deve lavorare.
Certo mamma.
- Che gli facciamo fare? - Non lo so.
Vedrai che con quella faccia onesta qualcosa ci inventiamo.
Speriamo.
La prego! È una situazione drammatica!
< (Ultimo) No, ho detto di no! Basta!
Ma è un oggetto raro, di valore!
Se viene un controllo, cosa gli dico?
- Eh? Hai letto? - Non so leggere.
Non sai leggere? Non sa leggere.
Senza il certificato di provenienza non posso fare niente.
Anche se vale 200, 300 euro, non posso fare niente.
Come lo so che non è rubato? Dai!
Ho portato lui.
< - Ah, lui? - Guarda, sì. Lui può testimoniare.
< Come lo so che non siete d'accordo? Dai!
< (Antonia) Dai, guarda che faccia onesta.
- Ah? No, no, no, dai! - Per favore... la prego!
- No, per favore. - La prego! - Dai, vai via!
Ma dai, pezzente!
ANTONIA SI LAMENTA < Buongiorno!
Ma lei non si può permettere di trattare una donna così.
- Io chiamo la polizia! - E questa chi è?
< È la vostra complice, ah? Dai, vattene!
- Non mi tocchi così, eh! - Ignorante!
- Tutto bene? Ti sei fatta male? - Sono abituata a peggio di così.
- Ma cosa succede? - Niente. - Cosa ti ha fatto?
Io ho bisogno di vendere quest'oggetto di valore:
- è un antico portasigarette. - Anche se vale 100 euro non mi interessa!
Diglielo un pò di chi era questo...
Era della marchesa Alfonsina De Luna.
- Quella delle sigarette? - Eh, sì.
< - (Ultimo) Era famosa... - Certo che era famosa.
- Con tutto quello che ha fatto. < - (Antonia) Peggio per te!
Grazie per la sua gentilezza.
E troveremo qualcuno che ce lo comprerà!
Senti, se vuoi forse posso fare qualcosa io.
Se vuoi te lo posso comprare io, 20 euro?
È un pò pochino, questo...
Insomma, è un oggetto di valore inestimabile.
Minimo 50.
Facciamo 30?
- 30 euro? < - Vabbè.
Va bene. Grazie.
- Glielo incarto? < - Sì, certo.
< Mi scusi signora, eh scusi..
< (Ultimo) Però, il certificato di provenienza...
< - Non importa. < - Però io non parlo per me...
< - Io della signora mi fido. < - Perché sa, è importante...
È importante per dei professionisti avere il certificato...
Non c'è problema.
- ...guardare un pò. - No. - Ecco qua. - Grazie.
- Sicuro? - Sì. - Grazie mille e tante belle cose!
< - Arrivederci. - Arrivederci.
Mi sa che ci meritamo una birretta, eh?
Oh! Ce l'hai una birra?
- Sì, due euro. - Due euro? Ma che sei matto?
No, un euro, pure troppo, dai.
< - Apro? < - Sì.
SUONO DEL CARILLON
E questo? Non l'avevi dato alla signora?
Hai visto? Una magia.
Dai, andiamo.
Raccogli tutta la monnezza e dagli fuoco!
CATIRRE CANTICCHIA
Domani lo piazziamo nella zona nord.
Un bell'oggetto. Si vende bene. Rapido.
Io Lazzaro non ce lo voglio più portare.
E perché? È stato perfetto.
- Non serve a niente. < - Non se...
Ma vita mia, come sei volubile.
- Prima dicevi che ti serviva... - Adesso dico che non serve a niente!
Quella c'è cascata solo perché sono stata brava io.
- Noi andiamo e lui resta qua. - Va bene.
Qui non ce lo vogliamo. Porta jella.
- Mandalo via da qui, mandalo via. Non sa fa niente, via! - Basta!
- Dove lo lascio, in mezzo a una strada? - Via! Mandalo via!
< (Ultimo) Le patate? E dove le hai trovate le patate?
< (Lazzaro) Sono cresciute laggiù... vicino A quel muro.
Vieni... questa pure si mangia?
Sì! Questa è paretaria, si ripassa con l'aglio, come la Cicoria.
Quella!
- Questa è la Cicoria? - Sì. - E si mangia?
< SÌ.
Questa non si mangia, questa.
Quelle di là no, è erbaccia.
Quella. È il tasso barbasso. Si cuoce con l'acqua.
Non ci credo!
E questa? Guarda, questa gialla, qui.
Quella è la carota selvatica, però non è pronta.
La carota selvatica?
Però... e tutta questa roba si trova così, gratis!
A saperlo prima!
È come camminare su un tesoro!
RIDE
Vieni, vieni.
- Che scoperta! - Ha fatto la scoperta dell'acqua calda.
MUSICA DALLA TV
VOCI SOVRAPPOSTE
< (Ultimo) Ma scusate.
Voi lo sapevate e non mi avete mai detto
che c'è tutta questa roba che si mangia qui in giro?
Si può raccogliere.
Sapessi quante ne abbiamo raccolte...
Mo basta!
- Io ho lavorato per tutta la vita, basta, la terra è pesante! - Lo so.
Io non ti colgo nemmeno mezza cipolla. Te la cogli da solo.
Va bene, va bene, signori.
Magari si possono fare un pò di soldi, ehm?
Possiamo fare mazzi da portare al mercato.
- Dico bene? - Certo.
(Antonia) Se c'hai voglia, fallo te.
- Se ti vuoi arrangiare, fallo te... - Noi non ti aiutiamo di sicuro.
- No, non lo aiutiamo. - Va bene.
Vado solo.
- Vuoi un pò d'olio? - Sì.
Un pochino... luce mia.
Oddio, ma che è quella schifezza?
Sciò! Che brutto che sei!
Ma che hai fatto?
Ti sei intricato?
Ecco. Gliela fai a camminare?
< (voce di Tancredi) Ercole!
< Dove sei?
< Ercole!
Vieni qua.
Oh bravo, finalmente ce l'hai fatta.
MUSICA
Tancredi?
Tancredi sono io!
Mi riconosci?
Guarda.
- Tu? < -Sì.
< Ma non ti è passato un giorno. Ma sei tu?
Il tuo fratello! Mezzo fratello.
Ti ho ritrovato.
L'ho ritrovato! L'ho ritrovato!
Ma dove sei stato tutto questo tempo?
Perché sei sparito?
Io t'ho cercato tanto. C'ho avuto la febbre.
Ah, c'hai avuto la febbre? Bugiardo.
Ma sto scherzando!
È uno scherzo! Andiamo a festeggiare!
Eh? Andiamo.
Ora ci divertiamo.
Vieni.
Buongiorno ingegnere!
< (Sergio) Ora vi mostro i progetti.
Lui?
< Lui? È il mio portafortuna.
Lo sai cos'è questo?
È l'Inviolata! Guarda.
Vedi? Qua c'è la diga, e qua la centrale.
Noi adesso andiamo dentro e tu rimani fuori.
Dobbiamo fare un affare. Ehm?
Tienimi il cane... sigaretta.
Che dovete fare?
Semplice: gli chiediamo i soldi e loro ce li danno.
Monsieur De Luna... non fumare.
(ridendo) Che baccalà!
Io ti faccio arrestare! Ma quanto tempo mi hai fatto perdere?
Sempre a parlare delle sue proprietà... le sue proprietà!
< - E tu c'hai creduto! - Miserabile, buffone!
Fuori l'arma, difendimi!
< Swane sheise!
- Ti sei fatto male? - Ma no!
Non si è fatto niente.
< Sapete cosa siete voi due?
Siete una parodia.
- Tutto bene? - Sì, sì, certo.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Ti faccio il caffè.
Antonia.
Voi?
Tu... t'ha trovato?
Antò? Chi mi hai portato? Eh?
Un'altra bocca da sfamare non la voglio!
E chi è questo energumeno? Tu chi sei?
- Chi sei tu! < - Io?
< Guarda, io sono quello del ritratto.
- Quello? < - Sono quello là.
E non lo so. L'abbiamo trovato.
Pippo? L'abbiamo trovato...
< In una... il quadro...
- Era nella spazzatura. - Nella spazzatura?
Lo vuoi comprare?
SUONO DALLA CORNAMUSA
- Chi è quello? - Nessuno, mamma.
Dopo te lo dico.
Si può? C'è una festa?
Stefania! Finalmente!
Pippo, ma che fai?
< (Tancredi) Aspetta. Ferma, ferma! Dammi quella.
< (Ultimo) Quella? L'abbiamo trovata.
Una piccola luna.
TANCREDI ULULA
ULULA
ULULATI
- Ci rispondono. ULULATI
TUTTI ULULANO
- Stefania vieni a casa. < - No!
- Vieni a casa! < - No!
Te l'ho detto mille volte. Vieni a casa.
- No mamma, voglio restare qui. - Basta così!
Gentili ospiti, sono io che me ne vado.
< (Mariuccia) Famo i conti dopo.
Si è fatto tardi e me ne devo andare.
Però, se domani volete gratificarmi venendo a pranzo nella mia dimora...
A pranzo? volentieri!
Ma no veramente. Non c'è bisogno.
No, insisto, Antonia.
Vi lascio uno dei miei biglietti da visita.
Ve lo scrivo qui.
Bene, allora... a che ora mangiate?
< Alle 13?
13.30?
Puntuali tutti.
Oh, Ercole.
E vi chiedo, per piacere, di venire vestiti un pò meglio.
Ci sarà anche la mia signora.
Non dovete mettervi uno strascico però...
< È pur sempre un invito ufficiale in una casa rispettosa.
Cavaliere.
Oh... bello.
- Bellissima. Perfetto. < - E io?
Bello Pippo.
È un'occasione importante, eh.
Bisogna pettinarsi.
Ma guarda come sta bene Lazzaro pettinato?
< - (Pippo) Ma sì, abbastanza, dai. - Sembri un principe.
< (Ultimo) Siamo pronti? Andiamo!
Ma che gli portiamo?
Non possiamo mica arrivare così a mani vuote.
Qualcosa bisogna portare, è educazione.
< (Ultimo) Ma che portare e portare? Sono marchesi, hanno tutto.
Bisogna portare delle paste.
- Delle paste, bignè. - Come le paste?
- Biscotti. < - (Pippo) Io voglio le meringhe.
< (Natalina) Tutto... è tutto buono. I bignè col cioccolato, con la crema.
< - I torroncini. - I torroncini.
- No, no. < - I maritozzi con la panna, tutto.
< - (Ultimo) E come le troviamo? < - In pasticceria!
Gliele compreremo!
Dobbiamo prendere quelle più buone di tutti, che questi so abituati bene.
< - Buongiorno. - Prego, buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
< (Natalina) Voglio due di queste con la panna.
< - (Antonia) Tre. < - Tre.
< - (Catirre) Queste, come se chiamano? < - Queste con la frutta?
< Anche cinque.
< - Tiramisù! < - Quattro funghini.
< - Anche i bignè. < - I cannoli.
- Piano, piano. < - Questi con la cioccolata.
< - (Pippo) Questi con le scaglie, scusi. - No, basta.
Va bene così.
< (Antonia) Dai, si vive una volta sola!
< Sono 81,46 euro... facciamo 81.
81? E che è un'oreficeria?
< I prezzi sono esposti, signore.
Noi abbiamo questi... 50 euro.
- Dai Antonia, 50 euro... - Lasciami fare.
MUSICA
Oh il 3, siamo arrivati.
- Andiamo. - Aspetta.
Che ore sono?
< (Pippo) 13 e 24.
Dobbiamo aspettare, siamo in anticipo.
Sì, ha detto 13 e 30.
Me l'aspettavo un pò meglio, però, eh?
Ci vorrebbe da ridare l'intonaco.
< - (Ultimo) Adesso? Che ore sono? - Sempre e 24.
< Attento, attento.
Oh! La marchesa!
< (Stefania) È De Luna!
< Sono qui.
CAMPANELLO
Sì? Che volete?
< (Catirre) Siamo gli invitati.
Gli invitati? Eh, non vogliamo niente grazie.
Teresa?
< Teresa, ma non mi riconoscete? Sono Antonia, dell'Inviolata.
No, mi dispiace. Ma chi vi ha invitato? Lui?
< - Sì, ci ha detto di venire a pranzo. - Alle 13.30.
- 13.30 puntuali, ha detto. < - Pure?
Vabbè, aspettate un attimo qui.
Torno subito.
< (Tancredi) Lasciami stare!
Ci deve essere stato un errore. Un errore di persona.
Lui non vi ha invitato.
< (Ultimo) Mascalzone!
< (Catirre) Aiutatemi a fare le scale.
< (Natalina) Ci ha invitato e poi si è scordato!
Simpatico il marchesino, eh?
CATIRRE IMITA IL RUMORE DEL VENTO
< - (Teresa) Scusate? < - (Lazzaro) Fermi!
< (Teresa) Vi potete avvicinare un attimo?
Era uno scherzo! Venite!
Ma che scherzo...
Scusate.
Io vi volevo chiedere una cosa... Ecco, un favore.
< (Ultimo) si?
- Non so bene neanche come iniziare. - Inizia.
Sapete, la situazione è... difficile...
Anzi è tragica.
Ho visto che avete un vassoio.
- Che c'è lì dentro? - Abbiamo delle paste.
Ecco... le paste.
Buone.
- E sì che sono buone, sì. - Abbiamo preso le migliori.
Infatti ho riconosciuto la carta.
- Forse... potete lasciarle? < - No! < - No.
< (Antonia) Certo che gliele lasciamo.
< - No. - Erto.
Grazie, io non ho parole... Arrivederci.
Ma chi v'ha ridotto così?
- Lo volete sapere? < - Sentiamo un pò!
Lo volete proprio sapere? È stata la banca!
Un mostro!
Ha portato via tutto quello che avevamo, tutto.
< - E noi adesso non abbiamo più niente. - La banca.
< Ci ha ingannato.
- Il grande inganno! < - Ma no!
Il grande inganno è un altro,
è tutto quello che la marchesa non c'ha detto,
perché le faceva comodo tenerci nell'ignoranza.
< - (Catirre) Il grande inganno è un'altra cosa... - Faceva comodo a tutti.
Oh, sta calmo.
MUSICA DALL'ORGANO
IL MOTOCARRO NON PARTE
< (Ultimo da i pugni al motocarro) Traditore!
È morto! Non parte più.
TI piace? Vuoi andare?
- Sì. - Dai andiamo a sentire.
Andiamo dai!
- Ah? - Andiamo a sentire. - Cosa?
- Dove vai? - Dai! - No, no, no.
- Cinque minuti. - No, no... - Cinque.
- Dobbiamo spingere. - Dai, una sbirciatina.
Dobbiamo andare fino a casa, è lontano...
MUSICA DALL'ORGANO
Eh no, no, no, no!
Non potete stare qui, dovete andare via.
È una funzione privata. Vi prego, andate via.
Ma volevamo sentire solo un pò di musica!
E ci sarà un'altra volta. Una prossima volta.
- Prego, andate, andate. - Non diamo fastidio a nessuno.
BRUSIO LA MUSICA SI BLOCCA
< (suora) Anche tu. Dai, vai.
Lazzaro?
Carlo, ricomincia.
L TASTI NON FUNZIONANO
Continua.
MUSICA IN LONTANANZA
Ma dove va?
< Se ne va! La musica se ne va!
< Chiudi la porta!
< (Antonia) Pausa!
< (Ultimo) Se ci fermiamo ogni 10 metri non arriviamo mai, Eh...
MUSICA
- La sentite? < - (Ultimo) Cosa? - La musica.
< - (Natalina) Da dove viene? < - (Antonia) La musica!
- Che bella musica. < - Ci segue!
Su in cielo, su in cielo...
- Si sente la musica. < - (Ultimo) Dai! Andiamo?
< (Pippo) Senti, ma tu ti ricordi dell'Inviolata?
Niente, eravamo piccoli.
Ehi, ma... se adesso è tutto deserto all'Inviolata,
perché non torniamo lì? Ce la andiamo a riprendere.
In effetti c'abbiamo le chiavi...
Ma non possiamo. Mica è roba nostra.
Ma non state sempre lì a dire che l'avete fatta voi,
con la vostra fatica, il vostro sudore?
E allora torniamo lì! La occupiamo!
- Senza padrone, però. < - (Catirre) Che stiamo senza padrone?
- Pausa! < - Sarebbe bello.
< (Antonia) Sta musica vi ha intontito il cervello.
Lazzaro! Andiamo, dai, che ci fai lì? Muoviti... vieni.
Lascialo stare... C'è rimasto troppo male.
Dai, andiamo. Andiamo!
Vedrai che ora viene.
- Vuoi tornare all'Inviolata? - Eh certo, non sei contenta?
(Antonia) Vuole tornare in campagna! A zappare la terra!
< Ti ci vedo, sai?
BRUSIO
SUONA L'ALLARME
PAROLE NON UDIBILI
(impiegata) Svuoti le tasche. Le tasche.
Non importa, apro io. Faccia il giro.
Prego, mi scusi, succede sempre.
- È di nuovo rotta. - Mi dispiace.
< (impiegato) Mi scusi, eh, a volte basta un niente, una moneta in tasca...
...e si blocca per una sciocchezza.
< Allora, poi, mi scusi, eh, mi servono gli estremi del suo c/c.
BRUSIO
(signora) Siamo in fila.
No scusi, prenda il numeretto. C'è la fila da fare.
Come? Che cosa avete detto?
No, le dicevo, a volte la porta si blocca per una sciocchezza.
Magari una moneta, una chiave.
- Lei ha qualcosa in tasca, per caso? - Sì.
< - Sì? < - Lei ha qualcosa in tasca...
- Sì. - Ha una pistola! - Ha una pistola!
< (uomo) Nella tasca dietro!
- Lei... ha un'arma? - Sì.
MUSICA IN SOTTOFONDO
< (impiegata) Signore, non c'è bisogno, sa?
Si calmi. Noi qui non abbiamo nulla.
Le casseforti poi sono automatiche, e noi...
Ormai non possiamo neanche più aprirle.
Possiamo fare qualcosa per lei?
< Che... cos'è che vuole?
Se per favore... potete restituire a Tancredi,
al marchese De Luna,
tutto quello che è del marchese De Luna.
Eeeeh. . . sì. Sì, possiamo.
Vuole ripetermi il nome di questo signore?
Lui è... il marchese Tancredi De Luna, è il padrone dell'Inviolata.
< Controllo subito se è tra i nostri clienti.
PAROLE NON UDIBILI
- Bastardo! - Ma come ti permetti?
< (pensionata) Ma vai a nasconderti che è meglio!
Che pezzo di merda!
< (pensionata) A fare paura alla gente!
< - E non far finta... - Senti, io ho quattro figli
e non vado in giro a rapinare la gente.
Cafone!
< (ragazzo) Guarda... guarda, voleva spararci con una fionda...
< (ragazza) Un ladro sei!
VOCI SOVRAPPOSTE
< (carabiniere) Signori, piano!
Piano, via! Piano.
Così lo ammazzate!
Calma.
CLACSON
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