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- Che cazzo ci fate qua ?
- Aria !
Ancora qua state ? Forza.
- Sei sicuro di andarci da solo ?
- Ma si, prendo due stracci e torno subito.
Preferisco andare adesso che non c'è nessuno a casa.
- Hey, mamma - Ciao.
Come va ? Tutto bene ?
- Si, tutto bene. Perché ?
- E' due giorni che non ti sento.
- Scusa sono un po'...
Sono incasinato.
- Vabbé, due minuti per fare una saluto uno li trova, no ?
Senti, vieni a cena qui
stasera ?
Ti voglio presentare Mario.
Voglio che lo conosci.
Voglio il tuo giudizio.
- No mamma, è il compleanno di Luca.
Ho deciso di fargli una sorpresa per cena e
quindi non ci sono.
- Ah... - Ah che ?
E' che io sono un po' preoccupata
si... perché...
non riesco a capire bene come
si stia mettendo la questione,
cioé si mi ama.
E se poi mi manda via ?
Se mia manda via, io torno a vivere con voi
Mi riprendete tu e Luca ?
- Senti mamma, ma... ma perchè
ti occupi sempre di quello che fanno gli altri ?
Perché non pensi un po' a te ?
Che ne so ? Te ne vai al cinema,
leggi un libro, ti compri un vestito,
no ?
- Ti sei spaventato.
Eh ?
Mi hai fatto la ramanzina
perché ti è venuta paura.
Va bene... va bene.
Ma non ti preoccupare.
Non ci torno da voi. Piuttosto sotto i ponti.
- Perché non te ne vieni a cena da noi stasera ?
- No, no. No, io non voglio disturbare.
Godetevi il compleanno.
- Allora...
io ti saluto, okay ?
- Ricky... okay.
Fai gli auguri a Luca
e dicci che io gli voglio tanto, tanto bene.
- Ciao mà. - Bacio.
- Mi spieghi che fine hai fatto ?
- Riccardo ?
- Chi sei ?
- Sono Rachele. Sono la sorella di Luca.
Luca è in ospedale. Io e la mia famiglia siamo qui con lui.
Dei bastardi lo hanno aggredito e lo hanno ridotto in fin di vita.
Al momento è sotto osservazione in coma indotto
però Riccardo, davvero, io non so dirti
cosa questo può voler dire.
- Lui dove è adesso ?
- Ascolta, i miei genitori non vogliono che tu ti presenti.
Io ho provato a parlarci ma...
Vorrei evitare inutili scenate, cerca di capire.
. Io capisco...
- Mi dispiace.
- Puoi dirmi il nome dell'ospedale, per favore ?
- Non posso.
Non mettermi in difficoltà.
- Per favore, Rachele.
Ho bisogno di parlare con qualcuno.
- Senti, facciamo così. - Devo parlare con un medico, devo parlare...
- Facciamo così, ascoltami.
- Rachele devo parlare con qualcuno, per favore, Rachele...
- Appena, appena ci sono novità ti richiamo io.
- Allora, cosa hanno detto ?
- Niente
Aspettano che arrivi il primario per dirci qualcosa.
- Nient'altro ?
- No.
- Mi ha chiamato il maresciallo per dirmi che li hanno arrestati tutti.
Bestie !
- Mamma...
Mamma, ti va se andiamo a fare un giro, fuori ?
- Ospedale San Carlo.
- Salve, ehm...
Volevo delle informazioni riguardo
a un vostro, un vostro paziente.
Dovrebbero aver portato da voi un paio di ore fa
un ragazzo di nome
Luca Di Matteo.
- Lei è un parente ?
- Si, sono, sono il fratello.
- Può ripetermi il nome, per favore ?
- Luca Di Matteo e...
è stato aggredito e...
- Controllo.
- Grazie.
- Eh no, mi dispiace. Qui non è arrivato nessuno con questo nome.
- Hey, mamma
- Hey Ricky, dimmi.
Ricky...
Ohi, amore...
- Luca è in ospedale, mamma.
- Cosa è successo ?
- Quei pezzi di merda lo hanno aggredito.
- Ma di chi stai parlando, Ricky ?
- Dai, lo sai.
Sai benissimo di chi sto parlando.
- Ma... ti hanno chiamato dall'ospedale ?
- No.
Ho parlato con la sorella e...
- Ah, e cosa ti ha detto lei ?
- Mi ha detto che è in come indotto e...
e che...
e che io non posso andare.
Non so neanche in che cazzo di ospedale è, lo capisci ?
- Ricky aspetta un attimo, vengo da te. Mi vesto e arrivo...
- No, no, no, no... - Aspetta un attimo. Ricky...
- Per favore, veramente...
Voglio stare da solo adesso.
- Va bene.
Va bene, Ricky.
Però ascoltami...
Tu mi devi chiamare
a qualsiasi ora, in qualsiasi momento, per favore.
Va bene, amore ?
- Si. Si, si, si. Certo.
- Mi richiami ?
- Ricky ?
- Dimmi ? - Ouhhh...
Mi ecciti.
Come cazzo ti vesti ?
- Sei tu quello con il buongusto.
- Ti giuro che se viene qui questa volta...
- Luca, è quello che vuole.
- Spostiamoci.
Dai.
- Perché non lo denunci ?
- Chi ? - Dai, su.
- Luca, mia madre è amica dei suoi genitori
e poi giocavamo insieme da piccoli. Quindi non ho voglia.
- Non mi sembra un buon motivo.
- Senti, non c'è bisogno di far diventare questa cosa una faida.
Noi ci spostiamo e loro la smettono di darci fastidio. Tutto qui.
- Mi sta sul cazzo.
- Hey.
- Ho visto che hai provato a chiamarmi, ero...
ero al telefono con mia madre, scusami.
Dimmi tutto.
- Hanno arrestato quei figli di puttana.
E il professore mi ha anche rassicurato che,
se non avrà un'altra emmoragia, proveranno a operarlo e
qualcosa accadrà.
- Che cosa succederà ?
- Ha detto che potrebbe andare bene, ma di prepararci anche al peggio.
- Che cosa sarebbe il peggio ?
- Che rimanga un vegetale
oppure...
- Mi fai venire un minuto ?
Mi fai stare là un minuto, per favore ?
- No, riccardo. Mia madre è disperata.
Io non posso chiederle anche questo.
- Rachele ti prego, me ne vado, dai.
- Cerca di capire.
- Fammi stare un minuto con lui, per favore.
Rachele, mi fai stare un minuto con lui per favore.
Mi lasciate un secondo...
- Invece non lo capisco proprio.
- Ma cos'è questo muso oggi ?
Non me lo vuoi dire ?
- Non mi usciva fuori la voce. Ti rendi conto ?
Ero lì in scena e non riuscivo a dire una parola.
A me una cosa del genere non è mai successa prima.
- Lo sai che devi fare te ?
Tu la devi smettere di pensare a me
e devi concentrarti.
Allora vedrai che il pubblico si che lo fai volare.
- Ricky ti prego, non riattaccare. Apetta un attimo.
Ricky ti prego, aspetta.
- Dimmi, mamma.
- Hai delle novità ?
- Non ho nessuna novità. Non ho nessuna novità.
- Senti...
Ho pensato che ci vado io a parlare con la madre di Luca in ospedale.
Siamo mamme, siamo donne.
Secondo me, in un momento così difficile...
- Ah si, si, si perché
perché magari a te lo dicono in che ospedale è ricoverato...
- Allora... dammi il numero della sorella.
La chiamo io.
- Mamma ti prego, no, non...
lascia stare.
Lascia stare, lascia stare.
- Ricky, si cambia sai davanti a un dolore così grande.
- No mamma, non si cambia.
Loro non cambiano, sono fatti così.
Io sono stato finora a implorare la sorella
per sapere dove stava e non mi ha voluto dire niente.
L'unica cosa che mi ha detto è che la madre è stotto choc.
Okay ? Questo è quello che mi ha detto.
- E allora mi fai venire lì a casa e
ti preparo qualcosa da mangiare e stiamo insieme.
Rispondimi, cazzo !!
Ricky, non è che mi fai diventare matta ?
Io non posso saperti lì da solo in questa situazione
e far finta di niente.
Ti prego, Ricky.
- Senti mamma, ti richiamo io. - D'accordo.
- Dai, se c'è qualche novità ti chiamo.
- Ti prego.
Va affanculo, va !
- Ce la faremo a pagare l'affitto di casa tutti i mesi ?
- Chi lo sa ?
Io comunque ho sempre una bella risorsa.
Sai, l'articolo piace.
Va a ruba.
- Sei proprio uno scemo.
- Hey, Megan Fox.
Hey...
mi hanno detto che vuoi fare l'attrice.
Hai la bocca che ti puzza di fogna a furia di succhiare i cazzi.
Hey... Hey
Sto parlando con te.
Mi dà molto fastidio
quando la gente fa finta di non sentirmi.
E tu con questa faccia di merda non te lo puoi proprio permettere.
Non è vero, rotto in culo ?
Eh ?
Non è vero, rotto in culo ?
- Mamma, ti ho detto che ti richiamo io.
- lo so.
Ma sono preoccupata.
Lo so che mi hai detto che non devo peoccuparmi,
che devo occuparmi di me stessa.
Infatti, tu sai cosa sto facendo ?
Ricky...
Mi sto facendo una maschera al viso,
quella al collagene puro che
mi avete regalato tu e Luca.
Vedrai, quando la tolgo nessuno mi riconosce più
che sono ringiovanita
come vent'anni fa.
Ricky ?
- Si mamma, sono qui.
- Tu hai tutto il diritto di vederlo
perché sei la persona che ama.
Io sono sicura che lei non ce l'ha con te,
e se fossi stata una donna
non si sarebbe comportata diversamente.
Forse sarebbe stato più semplice da accettare.
Ma il problema è che noi mamme
facciamo fatica a vedervi andare via.
Lei è solo gelosa dell'amore che lui ha per te.
Ricky...
Ricky...
- Pronto Soccordo Niguarda, mi dica.
- Salve, avrei bisogno di un'informazione.
- Dica pure.
- Due ore fa dovrebbe essere arrivato da voi mio fratello.
Si chiama Luca Di Matteo.
- Mi lasci dare un'occhiata. Ho appena preso servizio.
No, mi dispiace.
Non vedo nessun paziente con il nome da lei indicato.
Conosce il motivo per cui è stato portato in pronto soccorso ?
- No.
No, no, no. Perché...
perché la situazione è un po' complicata.
- Qualcuno l'avrà avvisata, immagino.
Provi a chiamare i vigili o la polizia di zona.
Sicuramente loro sapranno dirle qualcosa.
- Grazie.
- Per me è una prova di memoria, non mi devi giudicare.
- Va bene. - No, no. Okay ?
- Vai.
- La so ! La so !
Anche se Bruto...
dice che era ambizioso
e Bruto è un uomo d'onore.
Sì, è vero,
Cesare sul pianto dei miseri lacrimava.
Un ambizioso dovrebbe avere
una natura più forte di questa,
tuttavia... - Più dura di questa.
- Più dura, scusa.
Tuttavia...
Tuttavia
Bruto dice che era ambizioso
e Bruto è un uomo d'onore.
Si, è vero
Tutti voi mi avete visto per tre volte
offrire a Cesare
la corona di re alla festa dei Lupercali
e per tre volte Cesare l'ha rifiutata.
Era ambizione la sua ?
- Dai, adesso prova a rifarla.
Magari concentrati...
- Che hai detto ?
- Magari concentrati e rifalla, no ?
- Si però, non guardarmi così.
Un po' diiii....
Io vengo a parlarvi di Cesare morto.
Era mio amico.
Fedele, giusto con me.
Tuttavia...
Bruto dice che era ambizioso,
e Bruto è un uomo d'onore.
Si, è vero. Cesare lacrimava...
- Ricky. - Sì ?
- Guarda me, no ?
- Io vengo a parlarvi di Cesare morto.
Era mio amico.
Fedele, giusto con me.
Anche se Bruto dice che era ambizioso,
e Bruto è un uomo d'onore.
Sì, è vero
Cesare lacrimava
sul pianto dei miseri.
Un ambizioso dovrebbe avere una natura più dura di questa.
Tuttavia,
Bruto dice che era ambizioso
e Bruto è un uomo d'onore.
Sì, è vero,
tutti voi mi avete visto per tre volte
offrire a Cesare la corono di re alla festa dei Lupercali
e per tre volte Cesare rifiutarla.
- Eppure Bruto dice...
- Eppure Bruto...
- Eppure Bruto dice che era ambizioso.
- Eppure Bruto dice che era ambizioso.
- E Bruto è un uomo d'onore. - E Bruto...
è un uomo d'onore. - Bene.
- Dai. - Era bella.
- Ci devo lavorare, eh ? - Sì.
- Però... - Poi sei carino con il lenzuolo.
- Si ? - Sì !
- Mi dona ? - Ti dona.
- Riccardo, ti richiamo io fra qualche minuto, scusa.
- Che figo che sei.
Un vero uomo.
- E' la stessa identica cosa che mi disse mia madre
il mio primo giorno di lavoro.
- Sai perché mi sono innamorato di te ?
Posso dirtelo senza che t'arrabbi ?
No, non te lo dico. Poi tu ti incazzi.
- Allora sei sai che mi incazzo allora non me lo dire
perché poi mi incazzo davvero.
Perché mi guardi così ?
- Tu lo sai che mia madre mi ha lasciato in una casa famiglia ?
Mi ha portato là così, bum !
Mi ha detto che mi sarebbe venuta a riprendere, ma...
ma poi non lo ha fatto.
Mi ha detto che dovevo avere pazienza,
che poi mi sarebbe venuta a riprendere
E invece il giorno dopo è venuta sua sorella con suo marito.
Io sono rimasto con loro per dieci anni.
E per dieci anni neanche una telefonata, niente di niente.
Certo, ogni tanto si presentava a casa,
mi riempiva di regali, si faceva un bel pianto e poi se ne andava via.
- E tuo padre ? - Mio padre ?
- Mia madre non sa neanche come cazzo è fatto mio padre.
Naturalmente dice che sono uguale a lui,
che prima o poi ci farà conoscere,
che lui sta bene, che ci incontreremo.
Ma questo non succederà mai.
Questo non succederà mai.
Ma non mi fa neanche troppo male adesso.
Io sono andato oltre.
Questa cosa l'ho superata.
[In arrivo al binario due. Allontanarsi dalla linea gialla]
- Questo per dirti...
che mia madre ha cambiato uomini con la stessa facilità
è entrata ed è uscita dagli ospedali per disintossicarsi.
- Niente male.
Quante sorprese.
Chissà fra qualche mese cosa mi racconti ?
E io che pensavo di avere casini con la mia di madre.
Però, comunque sappi...
che io preferisco la tua di madre.
- Ti faccio schifo ? - No, non mi fai schifo.
Dillo, dì che ti faccio schifo. - Non non mi fai...
- Io e te...
invecchieremo insieme.
Non dimenticarlo.
- Per favore non riattaccare. Dimmi soltanto come sta.
- Stiamo aspettando il primario per sapere
com'è l'esito di quest'altro esame che gli hanno fatto.
Dicono che da questo qui si saprà
come andiamo a finire.
Sai che mi parlava di te e di voi.
Diceva che ci avrebbe fatto incontrare.
- Anche a me ha...
ha parlato spesso di te.
- Riccardo, ci sei ancora ?
- Si, si, sono...
sono qui, ti ascolto
- Vedi che ingiustizia.
Là fuori è pieno di cretini che non sanno neanche dove stanno andando,
mentre mio fratello è là e sta fra la vita e la morte.
Ti sembra giusto tutto questo ?
[Il signor Di Matteo è attesso nella stanza 22 dal Dottor Silvestri]
- Sta arrivando il primario. Aspetta, ti richiamo Riccardo.
[Il signor Di Matteo è attesso nella stanza 22 dal Dottor...]
- Putroppo l'esame gli ha procurato un altro sanguinamento
e a questo punto è molto difficile fare delle previsioni.
- In che senso l'esame gli ha procurato un altro sanguinamento ?
Allora perché l'avete fatto ?
- Era necessario.
E voi avete firmato la liberatoria.
- Ma voi non ci avete avvisato.
Nessuno ci ha detto niente di questa cosa.
Così non è giusto.
Papà, non è giusto così.
- Non c'era un'altra scelta, purtroppo.
- E adesso ?
- Io direi, per ora, di attendere
e...
capiremo fra qualche ora che cosa fare.
- Mi dispiace molto, veramente, mi dispiace molto.
- Come lo diciamo alla mamma ?
- Non diciamo niente.
Soltanto che è in coma indotto.
- Avrei potuto abbracciarlo e non l'ho mai fatto.
E' così che mi è stato insegnato.
- Papà,
non fare così se poi ti vede la mamma.
- Scusami, hai ragione.
- Quand'è che mi porti in chiesa ?
E mi giuri amore eterno davanti a tutti ?
- Non lo so quand'è.
So però che non c'è bisogno di giurare amore eterno davanti a tutti.
Facciamolo solo davanti a Dio.
- A me potrebbe anche bastare.
Pensi che si potrebbe essere fedeli ?
- No.
- Guarda che io ti amo.
- Anch'io ti amo.
- E allora perché dici che non si può ?
- Perché siamo giovani.
Tutto può cambiare.
Tutto muta,
tranne la legge del mutamento
e non sono mica io a dirlo,
ma Eraclito.
- Sei un coglione, Luca.
Sei proprio un coglione.
- Eccomi.
- C'è stato un altro sanguinamento.
- Che cosa significa ?
- Non lo so Riccardo che cosa significa.
Io non sono un medico, non posso saperlo.
- Rachele, non ce la faccio a stare qui.
Io devo vederlo.
Devo vederlo, non...
Non ce la faccio a stare qui. - Riccardo...
- Per favore... - Riccardo, Riccardo no, Riccardo
Lo vuoi capire che per mia madre è tutta colpa tua,
che se Luca fosse stato a casa tutto questo non sarebbe successo.
- Tua madre è veramente senza cuore.
- No, mia madre non è senza cuore.
E' semplicemente una donna che giudica tutto e tutti
e per lei tu sei semplicemente un depravato
che ha irretito suo figlio.
Lasciatemi in pace per una buona volta.
Che cosa devo fare ?
- Sarebbe stato meglio mentirti ?
- Avrei preferito.
Non c'è bisogno di tutta questa sincerità.
Di dirsi sempre la verità su tutto.
- Però erano questi i patti, no ?
Dirsi sempre la verità, niente ipocrisie.
- Il tuo patto.
- Il patto che tu hai accettato. - No.
Cioé si, l'ho accettato ma...
ma non l'ho accettato.
- Cristo Santo, Ricky !
Ricky, sono io quello con la famiglia bigotta.
Tua mamma è una figlia dei fiori, tu vuoi fare l'artista
Dovresti essere la persona più aperta del mondo.
Te l'ho detto che niente rovinerà il nostro amore.
Comunque va bene.
La prossima volta non ti dico niente.
- Non ci sarà una prossima volta,
capito ?
Perché ti ammazzo.
T'ammazzo Luca, veramente.
Ti ammazzo.
- Ricky, Ricky, Ricky, Ricky per favore
non rovinare tutto
con questa ossessione.
- Scusami Riccardo,
sono stata stronza anch'io, sai.
Non ho mai preso le tue difese.
Me ne stavo lì zitta.
Chissà adesso tu che cosa pensi di me.
Guarda che puoi parlare liberamente.
Luca mi ha allenato molto bene.
Ha iniziato a insultarmi appena ha avuto il dono della parola.
Certo che quando prendeva di mira qualcuno, era la fine.
Ma hai presente tutte quante le sue risposte sempre pronte.
Dove cazzo le prendeva, solo Dio lo sa.
La migliore l'aveva data a nostra zia
quando era appena tornato da un viaggio, mi pare in Tunisia.
Te l'ha mai raccontata questa ?
Mia zia gli ha chiesto come fosse andata la vacanza
e lui molto candidamente le ha detto
che era tornato extra-vergine.
Però, siccome lei non aveva capito,
lui gli ha detto che era stato spremuto sotto un albero di olive.
Ti rendi conto ?
Papà si è incazzato e lo ha preso per il collo
mentre la mamma piangeva.
E sai cosa ha risposto dopo che tutto questo era finito ?
Che un bel viaggetto in Tunisia sarebbe servito a tutti quanti noi.
Luca è così.
- E di me ?
Che cosa ti diceva ?
- Vuoi davvero saperlo ?
- Certo.
- Okay, allora, eehh...
A letto non sei granché,
che in misura raggiungi appena la sufficienza,
ma che sei abbastanza matto per tenerlo inchiodato.
- Che figlio di puttana.
- Guarda che per lui era una specie di ossessione.
Ogni volta che veniva qualcuno a casa lo guardava lì,
in mezzo alle gambe per capire l'entità
dell'ingombro.
- Hamed, allora io vado.
- Va bene Ric, vai.
- Allora, come è andata ?
- Puzzo.
Non si sente ?
- Mi sei mancato oggi.
- Anche tu.
- Interessante.
Ti ho pensato tutto il giorno.
- Anch'io.
- Ancora più interessante.
- Ce l'ho avuto tutto il giorno duro pensando a te.
- Uguale.
- Oh, ma che originale, eh ?
E poi ?
- Poi cosa ?
- Non mi chiedi come è andata a me ?
- Come è andata ?
- E' andata che ci ho pensato su
e se ti va
ci possiamo prendere una stanza io e te,
anzi una casa, eh ?
Sto quartiere è un po' una merda, però...
alla fine gli affitti costano poco.
- Stai attento a come parli, io qua ci sono cresciuto.
- Che capelli di merda che hai oggi.
- Guarda che neanche tu sei tanto in forma.
- Comincio a capire come funziona con te.
- E sarebbe ?
- Ho sentito Riccardo.
Chiede se può venire a trovarlo.
Io credo che sia giusto.
Luca si arrabbierebbe molto.
- Non mi interessa.
- Mamma, almeno pensaci su.
- Non mi interessa.
- Che cosa ti aspettavi ? - Esattamente questo.
- Allora perché lo hai fatto ?
- Come fate a non capire ?
Questi possono essere i suoi ultimi istanti di vita e
voi gli negate quella cosa che lui avrebbe desiderato.
Ma come cazzo fate ?
E io non ti capisco.
- Ma tua madre... - Ma non è la mamma.
Papà,
per un cazzo di volta nella tua vita
puoi prendere una tua decisione.
Se pensi che questo sia giusto vai di là,
ti prego convinci la mamma.
Papà, papa... guardami...
Papà
è la tua ultima occasione
per accettare tuo figlio proprio per quello che è.
Papà...
Grazie papà.
Sei sempre stato un gigante tu.
- Lui me l'ha dato
e adesso vuole riprenderselo.
Io l'ho partorito, io non voglio,
non voglio che se lo prenda.
Stai tranquilla.
Vedrai che tutto si sitema, tutto.
- Ti odio.
Maledico il giorno che ti ho sposato.
Maledico tutti, maledico tutti,
maledico tutti.
- Non dire queste cose.
- Ciao Ricky, tesoro.
- Ciao zia.
- Come va ? Tutto bene ?
- Posso parlare con lo zio Emilio ?
- Tuo zio è andato un attimo in bagno.
Guarda te lo chiamo subito però.
Aspetta un attimo.
Emilio ! - Si ?
- C'è Ricky.
- Ricky ? - Ricky.
- Pronto ?
Pronto ? Ciao Ricky.
Come va ?
Mi lasci un attimo da solo ?
Ricky, è successo qualcosa alla mamma ?
Senti, mi hai chiamato tu.
Mi puoi spiegare, per favore.
- Mi sono ricordato dell'ultima volta che abbiamo giocato insieme.
- E questo cosa significa ?
Ricky ?
Ricky ?
- Avvisi tutti, mi raccomando.
Fra cinque minuti deve essere tutto pronto. - Okay.
- Allora, eehh...
prepariamo la sala operatoria
e avvisate anche la dottoressa. Okay ?
- Va benissimo. - Cinque minuti, tutto pronto.
Abbiamo deciso di operare.
- Ricky, andiamo a casa. Dai, fa freddo. - Vieni.
E' importante.
- Adesso me lo dici perché siamo qui ?
- Hai promesso di sposarmi.
- Dai Ricky, qui è molto bello però andiamo.
- Dimmi di sì.
- Sul serio ?
- Sì.
- Sì.
E tu ?
- Sì.
- Mi ha chiamato lo zio Emilio tutto spaventato.
Pensava fosse successo qualcosa a me.
Ricky ?
Hai novità ?
Ma perché hai chiamato lo zio Emilio e non me ?
- Vuoi davvero saperlo ?
- Ricky, perché hai quel tono ?
- Niente, mamma.
Ti stavo solo dicendo perché ho chiamato
il marito di tua sorella. Tutto qui.
- Ricky, hai preso qualcosa ?
- No mamma. Non ho preso niente.
- Senti, perché non facciamo una bella cosa.
Io adesso prendo la macchina, vengo a prenderti e
facciamo il giro di tutti gli ospedali di Milano
finché non lo troviamo. - No.
No, mamma.
Io non voglio più vederlo.
- Ma non dire così. Mi fai preoccupare Riky.
- Basta, mamma.
Basta ! Basta !!
Non ce la faccio più.
Dovete andarvene tutti quanti affanculo !
Hai capito ?
Devono andare affanculo i suoi genitori,
tua sorella, te, lo zio Emilio.
Dovete andarvene tutti affanculo !
Scusa, mamma.
- No, non ti devi scusare. Hai ragione Ricky.
Io sono sempre stata immatura.
Scusami,
ma io non ti volevo lasciare da solo.
Non ti volevo abbandonare.
A volte nella vita capitano delle cose brutte
e uno non sa come reagire.
Tu non c'entri niente.
- Non deve essere una tua preoccupazione.
Tuo figlio è adulto.
E tu non devi sentirti in colpa.
Adesso ci alziamo.
Ci facciamo la doccia
e poi...
ti accompagno a casa sua
o dove vuoi, così...
ti tranquillizzi
- Ah...
- Barbara...
mi stai ascoltando ?
- Mi sa sia giusto che io mi senta in colpa
E' giusto tutto.
E' giusto anche se tu mi lasci.
Ma cosa ci stai a fare con una come me ?
Eh ?
Lo vedi come mi guardi ?
- E come ti guardo ?
Mi piaci.
Mi... piaci
- Lasciami
- Niente doccia ?
- Non mi toccare.
- Rachele ?
Tu adesso mi dici dov'è.
- No Riccardo, non posso.
Sono i miei genitori.
Hanno tutto il diritto di pensarla come vogliono.
- Rachele...
- Mi hanno cresciuta,
mi hanno amata.
E se qualcosa porta loro dispiacere,
io cerco in tutti i modi di proteggerli.
Anche Luca li ama.
Ma cosa credi, che la sua vita abbia avuto senso
solo dopo che ti ha conosciuto ?
Riccardo, lascici in pace.
Abbiamo cose più gravi di cui occuparci ora.
- Ma che bella che sei, mamma
col velluto.
Comunque sai,
mica se lo mangiano papà.
Sono persone per bene come te. - Hmm...
Quanto sei stupido.
Comunque non sono stata io a cacciarlo tuo padre.
E' lui che ha scelto di andare.
- Vieni qua. - Aspetta...
- Vieni qua. - Hmm...
Hmm... che c'è ?
- E' la prima volta che sono veramente innamorato.
Mi farebbe piacere vederti sorridere.
- Possiamo non parlarne ?
- Va bene.
- Mi sento violentata, lo sai ?
- Sono loro.
- Permesso ?
- Ciao. - Ciao Luca.
Buon giorno, come va ?
- Bene, grazie.
- Beh, venite. - Sì.
- Accomodatevi. Vuoi darmi il cappotto ? - No, no, no.
- Luca, ma sei sicuro ?
- Non mi sembra il caso.
- E invece si, tu adesso rimani.
Dai.
Adesso si abitua.
Mamma, vengo a darti una mano.
Allora, mamma ? Che si fa ?
- Posso dirti una cosa ?
- Mamma...
- Tanto lo so cosa vuoi dirmi.
- Se lo sai perché continui a torturarmi ?
- Torturarti ?
Ma tu come ti sentiresti
se qualcuno ti dicesse che fai schifo ?
Eh ?
- Ho detto che mi fa schifo
immaginare due uomini che fanno l'amore.
Questo si, te l'ho detto.
Sono libera di pensarlo oppure no ?
Sono libera
i dire che non sono felice a saperti
innamorato di un altro uomo ?
Eh ?
Non era questo che pensavo della tua vita, lo sai ?
L'ho fatto per farti studiare,
per renderti quello che sei.
- Non lo accetto, mamma.
Capisco perfettamente
- Ciao zia, sono Ricky.
- Hey, Ricky.
Posso parlare con lo zio ?
- Oggi faccio la segretaria dello zio, sì.
E' proprio qui davanti a me.
Te lo passo subito. Ciao tesoro.
- Ciao Ricky.
Come va ?
Ho parlato con la tua mamma.
Mi ha raccontato di quello che è successo e
volevo dirti che sicuramente tutto andrà per il meglio.
E se c'è qualcosa che posso fare, dimmelo tu.
Lo sai che ci sono sempre stato per te.
- Ho bisogno di vederti.
Perché non mi raggiungi ?
- Dove sei ?
- Cosa volevi dirmi ?
- Vieni con me.
- Che c'é ? Eh, che c'é ?
Non ti piace più, brutto figlio di puttana, eh ?
Sono troppo grande ?
- Basta ! - Basta che ?
Basta lo dico io.
- Signor Savino ? - Si
- Suo figlio è dentro.
Arrivo subito, eh.
- Guardami in faccia.
- Basta papà. Basta.
- Sei un coglione, sei un coglione, sei !
- Dimmi.
- Ciao Riccardo,
perché non vieni qua ?
- Allora facciamo così.
Se tu adesso
mi infili la lingua in bocca,
me la fai arrivare fino all'esofago
e mi fai venire i brividi,
allora poi io ti dico una cosa importante.
- Se non ci riesco ?
- Tu prova.
Io posso sempre
premiare l'impegno.
- Mi esplode il cuore a dirlo,
ma io,
io non l'ho mai desiderato,
mai
e lui lo ha sempre sentito.
E anche adesso sto piangendo per me, non per lui
perché mi sento inadeguata.
- Se non lo avessi amato,
non parleresti così.
E poi
sai, io...
io in fondo ti devo rinraziare perché...
mi hai dato l'opportunità
di sentirmi mamma,
anche se per poco tempo.
Ma quando è stato qui, con noi,
lo abbiamo amato.
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