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Confucio disse: "Se vuoi capire la cultura di una nazione,
devi ascoltare la sua musica".
La musica ti può rivelare tutto quello che c'è da sapere su un luogo.
Istanbul è un ponte che è stato attraversato...
Istanbul è una città di contraddizioni.
È bella, è brutta,
è calda, è fredda, è vecchia, è nuova,
è ricca, è povera, è una contraddizione unica.
Oh, grande Istanbul
Città viziata
Città superba, Bisanzio!
Siamo cresciuti ascoltando Zeki Müren e i Pink Floyd,
ma non ci piaceva nessuno dei due. Ora abbiamo trovato una via di mezzo.
Qui c'è il pane. Il resto, lascialo pure perdere.
Ti posso portare dove vuoi a Istanbul.
Bağcilar, Bakırköy, ovunque vuoi andare.
Mi chiamo Alexander Hacke e sono il bassista degli Einstürzende Neubauten.
La prima volta che sono venuto a Istanbul è stato per La sposa turca .
Ho registrato qualche canzone per il film.
Da allora, sono rimasto affascinato dalla città e dalla sua musica.
Per me, Istanbul era e rimane tutt'ora un mistero.
Ho deciso di catturare i suoni di questa città...
per cercare di capirli.
Mi sono preparato, viaggio con una decina di microfoni,
un computer, un software, degli hard disk, tutto quello che potrebbe servirmi.
La prima band che incontrerò sono i Baba Zula.
Fanno musica underground psichedelica.
Credono che l'ambiente circostante abbia una grande influenza sui concerti.
Vogliono suonare su un cutter, un'intera giornata sul Bosforo.
Praticamente ormai sono un membro dei Baba Zula.
Volevo solo registrarli,
ma guarda caso il loro bassista se n'era appena andato.
E, come ho detto, suono il basso, quindi ne ho approfittato.
È il Bosforo a rendere Istanbul così speciale.
Questo stretto collega due continenti.
Forse è nato con il Diluvio universale,
forse no.
Recep, guarda!
L'hanno riempito d'acqua.
È una batteria classica, come quelle occidentali,
ma al posto del rullante io uso una darabouka.
E la suono come una darabouka, non come un rullante.
Seguo un ritmo occidentale...
e suono in nove ottavi.
Nella musica occidentale, si usano tempi in 2/4, 3/4 e 4/4
in gruppi da tre, ad esempio in 12/8...
3,3,3... 3,3,3... 3,3,3... 3,3,3... fanno così.
Questi ritmi esistono anche nella musica turca,
ma usiamo anche altri tempi, come ad esempio i 5/8,
1, 2... 1, 2, 3...
è quello che chiamiamo "accento turco".
1, 2... 1, 2... 1, 2... 1, 2, 3...
li dividi in noni.
Un esempio di musica turca che i turchi usano spesso...
e anche gli iraniani...
ma non è collegato!
Grazie.
Cosa posso dirti di Istanbul?
Istanbul è Asia ed Europa.
È Oriente e Occidente.
Ma questo è un vantaggio.
Proviamo a essere europei, ma allo stesso tempo siamo aperti all'Oriente.
Fa parte di noi.
Siamo aperti su entrambi i lati, almeno così mi sembra.
Ahmed diceva sempre che chi prova a essere europeo non lo è.
- In realtà siamo asiatici. - Siamo un popolo nomade.
Siamo dove siamo.
E questo è particolarmente vero per i musicisti.
Radio Oxygen sul 95.9.
Siamo DJ Yakuza e Murat Uncuoğlu.
La prima canzone è di Orient Expressions,
Istanbul 01:26 AM .
Lavorando qui come DJ,
fai attenzione a quello che succede a sud, a est e a ovest,
in America, ovunque.
La gente di là di solito è più limitata.
Negli Stati Uniti, hanno un negozio di dischi all'angolo,
stazioni radio locali e DJ con universi musicali limitati.
Ma se vivi qui, hai le orecchie aperte a tutto,
anche quando vorresti non sentire niente.
Penso che per noi non sia un problema lavorare con la storia Oriente-Occidente,
ma non è un concetto stupido come colmare la lacuna tra Oriente e Occidente
o roba così.
L'idea che l'Oriente è l'Oriente e l'Occidente è l'Occidente
e che i due non si incontreranno mai è una stronzata.
Non è vero, è un falso storico
che viene portato avanti ormai da secoli...
dalle strutture di potere esistenti.
Chi vuole sfruttare questa idea,
come quelli che occupano attualmente la Casa Bianca,
dice che c'è un grande scontro di civiltà.
In una certa misura, dopo il crollo dell'Unione Sovietica
era assolutamente necessario trovare qualcos'altro in cui incanalare la paura,
così dopo sei o sette anni
hanno trovato un altro spauracchio con cui terrorizzare la gente
e creare un nuovo nemico.
Io non credo che l'Oriente cominci a Istanbul e continui fino...
alla Cina o giù di lì.
E che l'Occidente cominci in Grecia e finisca a Los Angeles.
Il mio hotel è a Beyoğlu.
Beyoğlu è il luogo in cui è cominciato tutto.
Penso di aver scoperto Istanbul attraverso Beyoğlu.
La prima cosa che si vede è İstiklal Caddesi ,
il Viale dell'Indipendenza, che è sempre pieno di gente.
Va da piazza Taksim a nord fino alla zona Tünel.
Poco a poco ho scoperto la vita nelle stradine laterali,
tutti i club, le discoteche e i bar underground,
la parte viva della città.
Prima, forse 20 anni fa,
Beyoğlu era una zona malfamata in cui era meglio non andare,
dove girava brutta gente, un posto che le famiglie e i giovani evitavano.
Dicevamo: "Non andiamo a cena a Beyoğlu."
Adesso vogliono andare tutti lì.
I Duman , o "Fumo", sono una delle tante rock band della città.
Istanbul è una città rock.
Ci sono un sacco di locali in cui le band suonano cover di canzoni occidentali.
Il cantante dei Duman è stato a Seattle durante il periodo grunge.
È proprio lì che per la prima volta ha cantato con nostalgia in turco.
Questa città vive di raki Questa città è una fumatrice incallita
Questa città vive durante il giorno Questa città ama durante la notte
Gli uomini della città imprecano La città picchia le sue donne
Questa città ci succhia il sangue Vale la pena morire per lei
Istanbul
Ti bacia la mano
10 o 15 anni fa, la gente si chiedeva se potesse esistere un rock turco.
Oggi non se lo chiede più nessuno.
Sta avanzando stabilmente.
Loro sono i Replikas, vengono da Beyoğlu.
Adorano il rumore civilizzato.
Dall'inizio degli anni '90, il rock domina la scena musicale di Istanbul.
Più tardi, alla fine degli anni '90, c'erano anche altri stili.
Viviamo davvero in una città strana.
Il modo in cui ci hanno cresciuti...
siamo cresciuti come adolescenti occidentali.
Fino ai diciannove anni, non abbiamo capito la musica locale.
Quella è stata la prima volta...
in cui abbiamo messo in dubbio la nostra conoscenza della musica turca...
e abbiamo cominciato a studiarla.
Conoscere il luogo in cui vivi ti dà sicurezza e un'identità.
Suoniamo musica di qui.
Quando l'abbiamo scoperto,
quello che ci ha influenzati di più è stato Erkin Koray.
Attraverso la sua musica, capivamo i dettagli.
Era il nostro modello.
Potrei dire che ci ha aperto tutte le porte.
Abbiamo scoperto la musica turca e all'improvviso l'abbiamo capita.
Che cavolo dici?
È nostro padre, sai?
È stato il primo, uno dei primi... ecco perché.
Alla gente dava fastidio il suo stile di vita.
Lo biasimavano:
"Non fare musica del genere, non dovresti provocare la gente".
A un certo punto, Erkin Koray ha persino smesso di mandare sua figlia a scuola.
Sono l'unico che soffre
Nell'oscurità della notte?
Mi crescono le alghe sugli occhi
Quando ho cominciato, ero l'unico. Non c'era nessun altro.
Per anni sono stato l'unico, a volte mi sento ancora solo.
Ma oggi ci sono nuovi gruppi rock che suonano un bel rock turco.
Hanno cominciato a fare proprio della bella musica.
Ho pianto tutta la notte
Onde che mi cadevano in grembo
Mi crescono le alghe sugli occhi
Al ritmo della solitudine
Fin dall'inizio, ho incontrato una grande resistenza.
Ancora oggi non posso affatto fare quello che voglio.
Sono sempre stato un po' troppo estremo per la Turchia.
Grazie mille!
Spero di vedervi di nuovo!
Questa città ti tende delle trappole
La gente di questa città Si tiene a debita distanza
La gente di questa città Vuole solo il meglio per sé
Ma allo stesso tempo La gente di questa città ti tradisce
Ora cerco la musica nera di Istanbul.
In Asia, tra tutti i posti...
Qui sulla East Coast di Istanbul.
Sto andando a trovare un ragazzo molto serio e la sua famiglia.
La cosa che dirò sarà l'ultima che farò
Non esce, ristagna
Il contadino che non conosce se stesso È monotono
Si mette sempre le stesse mutande
Chissene della tua roba La mia è come un destro di Muhammad Ali
Basta guardarmi per Finire in sedia a rotelle
Il mio tenore pompa sempre Tutto pieno di ozono
Sono qui per i miei amici A fare fuori i miei nemici
Arrivo come un uragano con Il cuore nel posto giusto
Volo come il vento Sono Ceza, la sintesi etnica
Una cattiva tecnica è mortale
Guardami e cresci un po'
Io faccio rap, provaci e unisciti a me
Ma prima guarda l'Olocausto
Forse le mie rime ti faranno male Mi dispiace
Alla gente che pensa Di essere Nostradamus
Serve un incubo come me O un secondo stronzo
Fammi vedere l'Olocausto
Quello è hip-hop Dio ha Punito l'hip-hop con me
È un bel negozietto.
Alla gente piacciono i negozi così. Di sotto fanno i tatuaggi.
- Ehi, come va? - Questo è il nostro salone, lui è Engin.
Tatuiamo chiunque venga qui.
- Engin. - Sì?
- C'è un cliente. - Non cazzeggiare.
Ci sono molti più rapper uomini che donne.
Alle donne non interessa.
Oppure non sono abbastanza sicure di sé.
O pensano che non sia divertente.
Le mosche si infilano in qualsiasi merda Come i dischi americani
E quello sarebbe rap? Aziza A, ti disso
Ragazze, non ci serve nessun MC
Perché così tanta gente Fa del brutto rap?
Vi faccio un regalo Disso quelli che non mi piacciono
Come mosche
Le mosche muoiono tutte prima o poi Il vostro posto è nel cesso
Vi do 30 secondi Per togliervi dalle palle
Mio fratello è un grande. Siamo più amici che fratelli.
Anche Elif lo sa.
Ci ammirano tutti. Condivido tutto con mio fratello.
È bello.
È la mia persona.
" Gangsta " è una roba che viene dall'America,
il gangsta rap, le gang, la mafia, quelle cose non esistono qui.
Noi siamo diversi, siamo impegnati politicamente.
Il nostro rap parla di tutto.
Le robe tipo: "Siamo gangsta , andiamo ad ammazzare qualcuno" non fanno per noi.
Noi siamo fatti così.
Siamo così.
L'hip-hop di solito parla di ragazze, soldi e roba da gangsta.
Ma a me non è manco mai venuto in mente.
Ho un sound simile, ma parlo di argomenti più seri,
cose serie che riguardano tutti.
NO HIP-HOP SÌ MÜSLÜM
Ehi, ehi, ehi, come butta?
Mi fumo l'erba di sopra In Turchia, capito com'è?
Proprio così, uno, due...
Sì, mi chiamo C-Jay e importo questi cerchioni. Guarda un po'.
Costano tipo 15 milioni.
Anzi, in realtà 50 milioni.
Io sono turco,
ma ho vissuto qualche anno negli Stati Uniti
e qualche anno a Dubai.
Cerco solo di dire le cose come stanno. Ciao, amico.
La gente dice: "Guarda quelli, vogliono fare gli americani".
Ma fanno quello che credono, e noi facciamo quello che crediamo noi
- Non puoi giudicarli. - Non li giudico.
Sono degli ignoranti.
Ma con il tempo gli faremo cambiare idea.
Dico solo che non ho intenzione di cambiare a causa loro.
Non voglio criticarli.
Sono i nostri padri e le nostre madri.
Mia madre mi dice sempre: "Tirati su quelle braghe, che vergogna".
Bisogna capirli.
Il poster dice...
"Saddam Hussein ai piatti".
Vogliamo rivolgerci a un pubblico giovane
in modo che comincino a fare break dance e non prendano una brutta strada.
Non è un bel periodo,
ci sono pillole ovunque, droga, eroina.
Esatto.
La break dance è un modo per contrastarlo.
La prima volta che ho sentito l'hip hop...
è stato quando mio figlio ha cominciato la scuola.
Gli ho chiesto: "Ma cos'ha di musicale questa roba?"
Noi conoscevamo solo gente tipo Eric Clapton e Jimi Hendrix.
Per me, la musica era una cosa in cui qualcuno cantava.
Invece quelli lì biascicavano e basta,
Ma quando ho sentito l'hip-hop turco, ho cominciato a capire.
È meglio del pop.
E si sta affermando.
Penso che l'hip-hop sia il genere musicale di cui la Turchia ha bisogno.
Facciamolo dal vivo.
Sali sul palco durante la nostra canzone,
la facciamo a cappella e poi questa alla fine.
E così i musicisti di strada di famiglie gitane,
che non erano istruiti
e soprattutto, tre di loro, anche se sono molto giovani,
15 anni il trombettista, 19 anni il percussionista e 21 anni,
mantengono la loro famiglia.
Vivono della loro musica,
in quel senso sono i capifamiglia.
Quello che cerco è quell'immobilità che nasce nel centro,
come l'occhio del ciclone.
Raggiungi questo spazio incredibile in cui
è più facile continuare a girare piuttosto che fermarti.
È un momento in cui il corpo si arrende
e la mente deve trovare un altro posto dove andare.
Il mantello nero che indosso
simboleggia
la nostra tomba.
In testa indosso un sikke .
Rappresenta la lapide.
E la camicia si chiama tennüre .
Simboleggia il sudario.
La mano destra con il palmo in su, la sinistra con il palmo in giù.
Con la destra riceviamo da Dio, con la sinistra diamo agli altri.
Il dovere dei Mevlevi è passare
alle persone ciò che ricevono da Dio. Siamo degli intermediari.
Se dovessi riassumere l'insegnamento dei Mevlevi in una parola,
direi "tolleranza".
La differenza principale...
non c'è una differenza, è sempre musica,
ma credo che nella musica turca sia più facile
trovare una dimensione emotiva rispetto...
alla musica anglosassone.
- Com'è che faceva più? - Cosa?
"La sua finestra dà sulla strada".
È in la.
Prima che venissi in Turchia, un amico mi ha regalato una cassetta
con vecchie registrazioni di musicisti turchi in Bulgaria
negli anni '50 e '60.
Stavo cercando qualcosa di quel genere lì.
E mi è capitata l'occasione,
quando io e Muammer Ketencioğlu abbiamo fatto un concerto in Bulgaria.
Un mio amico mi ha accompagnato da una città all'altra...
a chiedere in giro alla gente...
se qualcuno avesse qualcosa di simile. E hanno trovato qualcosa.
È strato stranissimo.
Sotto uno spesso strato di polvere...
c'erano un sacco di singoli.
Dopo averli ascoltati, ho pensato:
- "Ma che belle canzoni!" - Certo.
Questi fiori devono rivedere la luce del sole.
Ne ho scelte alcune e ho cominciato a lavorare con Selim.
La sua finestra dà sulla strada
I passanti le tirano dei sassolini
La mia amata Con le sue bellissime sopracciglia
Trovala, la tua amata E conta il tuo denaro
Sono una straniera che viene dal lontano Canada.
Vengo da molto lontano...
e provo a cantare queste canzoni.
Mi hanno detto: "Non ce n'è mai importato niente di queste cose".
Poi sei arrivata tu e hai dimostrato tanto di quell'interesse...
che da una parte ci ha fatto piacere, ma dall'altra ci siamo vergognati".
Questi bellissimi ritmi sono, da un lato, strani,
ma dall'altro ammalianti.
La musica comunica sia gioia che dolore.
Magari non capisci il testo,
ma le sensazioni sono le stesse, gioia e dolore.
Ha una carrozza blu
In testa ho il mio pizzo più bello
Non riesco a contenere la gioia
Trovala, la tua amata E conta il tuo denaro
Selim Sesler è un mio vecchio conoscente.
Ci siamo conosciuti sul set de La sposa turca ,
dove abbiamo collaborato per la prima volta.
Stiamo andando a Kesan, la città dov'è nato Selim.
Kesan è a ovest di Istanbul, vicino al confine con la Grecia.
Due terzi degli abitanti sono rom.
È soprattutto a loro che piacciono le cosiddette fasil .
Le fasil sono serate al bar il cui scopo principale è ubriacarsi.
Suonano in modo pazzesco.
C'era una volta un arabo in Spagna che suonava l' oud .
Penso che si chiamasse Flamo Mengue o qualcosa così.
Suonava così.
Tutti cominciarono a imitarlo
e il nome della musica viene da lì.
Cominciarono a provare a suonare la chitarra
come lui suonava l' oud .
Quello è l' oud , il padre di tutti gli strumenti cordofoni.
Lui è bravo, lui sì che è uno di quelli bravi.
La musica rom e quella turca sono diverse.
Non sono paragonabili.
Quando ascolti la musica rom,
non riesci a stare fermo, sei costretto a ballare.
La musica rom è così.
Con la musica turca classica,
ti siedi e ascolti.
Quando si parla di rom, io dico:
"Dio dovrebbe creare tutte le persone rom".
A Kesan, l'estate è la stagione dei matrimoni.
Ogni sera, si celebra almeno un matrimonio da qualche parte.
Qui la sposa si veste di nero, perché dice addio alla sua famiglia.
MITOLOGIA ORIENTALE
I SUFI
MESSAGGIO DEI DERVISCI, SAGGEZZA DEI MAGI
Loro non sanno niente
Perché non vogliono sapere
Loro non vedono niente
Perché non vogliono vedere
Guardateli, gli ignoranti
Il mondo appartiene a loro
Se non sei uno dei loro
Dicono che sei cattivo
Non ascoltarli, amico mio
I problemi legati alle droghe pesanti sono una novità nel nostro Paese.
Sono arrivate da poco.
Non riprenderci, stiamo parlando.
- Come stai, fratello Halil? - Bene, grazie.
È troppo in basso per me.
Quando sei fatto, ti scordi come si vive.
Era più o meno qui.
Ti racconto io della musica di strada.
Abbiamo cominciato a suonare in piazza Taksim, poi al French Institute,
poi in Mis Sokak, poi al cinema Emek,
in piazza Galatasaray fino a Odakule.
Ci hanno mandati via da Tünel.
Abbiamo capito
che suonare per strada rappresenta i valori europei.
Ci permettono di sopravvivere.
Persino la polizia non ci dà problemi.
Ma allo stesso tempo è un gioco.
Anche noi abbiamo un ruolo in questo gioco europeo.
La gente non capisce, noi vogliamo interagire con le persone
e preferiamo suonare per strada.
Secondo la loro logica, dovremmo investire dei soldi, incidere un disco...
e fare dei concerti.
"Non importa cosa cantate o se ha un senso", dicono.
"Con il look e la voce giusti, possiamo vendervi".
Secondo me, la musica può cambiare le cose.
La musica è l'unico gioco in grado di cambiare il mondo.
La strada è territorio neutrale.
Per questo unisce le persone.
Non importa...
a che classe appartieni, la strada è un denominatore comune.
È questo a renderla speciale.
Insieme a noi c'è qualcuno che sniffa colla...
ma facciamo commuovere anche qualcuno che cammina con un computer portatile.
Li uniamo.
E a volte ce ne andiamo e li lasciamo a risolversela da soli.
Così sono costretti a parlarsi faccia a faccia.
Il ragazzo dalla pelle scura disse: "Cosa siamo diventati?"
L'amore della mia amata è sacro per me
Se solo avessi potuto Abbracciarla per una notte
Morirei al solo ricordo
Ma la strada è anche...
un luogo di grandi privazioni.
Bisogna contrastare questa cosa.
È difficile parlare dell'essenza del cemento.
Quando Erkin Koray canta delle vie di Ankara,
dei marciapiedi e via dicendo...
li idealizza, lo capisce chiunque viva per strada.
L'asfalto è asfalto, capito?
Quando ci appoggi la testa, senti che l'asfalto è asfalto.
Il ruscello che scorre fa rumore
Lo stesso delle lacrime che verso
Sono mesi che te ne sei andato
Amore mio
Mi hai lasciata all'improvviso
Amore mio
250.000 persone sono morte nei Dardanelli.
Sono morte a Çanakkale,
Secondo la leggenda, il campo si è trasformato in una grande pozza di sangue.
Era una di quelle notti in cui si vede una stella vicino alla luna.
Un uomo di cui non ricordo il nome
ha visto il riflesso della luna e della stella nel sangue.
È così che è nata la bandiera turca.
Che quindi appartiene a tutti, curdi, laz, circassi e abcasi.
Perché la usano solo i nazionalisti e i fascisti?
Per registrare le canzoni di Aynur,
abbiamo scelto un bagno turco del XVIII secolo.
Un hammam che sembra una cattedrale.
Ha un'acustica incredibile, perfetta per i nostri scopi.
La questione curda esiste da anni.
I curdi vogliono proteggere la propria lingua,
vogliono poter godere della loro cultura e ricordare la loro storia.
Noi viviamo nella Repubblica turca.
E dato che le cose si sono complicate,
sono state messe al bando.
Una legge promulgata dopo il colpo di stato del 1980
proibiva la musica delle minoranze.
La musica in inglese, francese o tedesco era consentita,
ma la musica nelle varie lingue native della Turchia era proibita.
Secondo noi, vietare una lingua nativa è assurdo.
Ahmed
Mio illuminato
Te che ammiro anche se
Il mio dolore è il dolore di Dio
La pioggia primaverile
Non è né maggio, né aprile, né marzo
Soffro sul petto di Dio...
Neanche dieci anni fa, volevo andare a casa.
Avevo appena risolto i miei problemi con l'esercito.
È stato un viaggio eterno.
Controllavano il bus ogni 50 o 60 chilometri.
C'era un cartello gigante:
"Amare la foresta significa amare il proprio Paese".
Lì c'era il cartello, poi mi sono girato e ho visto l'acqua e la foresta in fiamme.
Hanno bruciato le nostre case
anche se queste persone avevano combattuto
per liberare il Paese.
Come fate a pensare che siamo nemici di questo Paese?
Come fate a chiamarci nemici?
Soffro, soffro, soffro...
Con un desiderio profondo nel cuore
Nella mia musica metto tutto quello che provo e che vivo.
L'aspetto più speciale della musica curda sono i lamenti funebri.
Parlano tutti di dolore,
di casi del destino, guerre, separazioni, amori, distruzione.
Amore mio
Amore mio
La notte è talmente buia che non ti vedo
Quando ho cominciato a fare musica,
ho cantato in curdo a un concerto a Mersin.
Mi hanno strappato di mano il saz tre volte sul palco.
Dieci anni fa la situazione era drammatica, ma ora possiamo cantare ovunque.
La messa al bando della lingua curda è stata abolita nel 1990,
ma allora i video musicali non esistevano.
Hanno cominciato a trasmetterli in TV solo qualche mese fa.
E soltanto per rispettare la normativa europea.
I politici locali avrebbero dovuto avviare queste riforme sociali molto prima.
Sono secoli che viviamo insieme in questa terra.
Ognuno dovrebbe rispettare la cultura, la lingua e la religione degli altri.
È quello che ci auguriamo.
Con grande impazienza, ci dirigiamo da Orhan Gencebay,
uno dei musicisti più famosi della Turchia.
Non solo ha registrato migliaia di album,
ma ha anche recitato in tanti film.
Gencebay, che non si è mai esibito dal vivo,
ha persino accettato di suonare una sessione unplugged per noi.
Spogliati.
- O devo farlo io? - Io non ho mai peccato così.
Torna nel tuo villaggio. Non farti ingoiare da Istanbul.
Vattene!
Questo è il mio strumento.
Si chiama "Orhan Baba", i ragazzi lo chiamano così.
Ha 38 anni e l'ho usato per comporre tutte le mie canzoni.
Per me, è inestimabile.
È il mio confidente.
Non esiste anima senza difetti
Amami con tutti i miei difetti
Non esistono malattie incurabili
Non farmi soffrire
Sono perduto
Ti prego
Cercami
Sono stanco e non ho più forze
Vieni ad abbracciarmi
Il dolore mi ha privato Delle ultime forze
Ascoltami senza protestare
In nome degli amanti
Ti prego
Amami
Amami
Orhan Gencebay è uno dei principali musicisti
ad aver introdotto la cultura del saz nelle città.
Prima di lui, il saz era uno strumento tradizionale più campagnolo.
Secondo me, le cose hanno cominciato a cambiare con lui.
Nel 1934, quando la radio turca
non poteva trasmettere musica turca,
chiunque si sentisse legato al mondo islamico
ascoltava le stazioni in lingua araba.
Il termine "arabesco" significa "in stile arabo".
Fu coniato allora e ricomparve negli anni '60.
Il termine "arabesco", che non descriveva solo il mio stile,
era derogatorio e mi ha sempre infastidito.
Era sbagliato.
Abbiamo inserito una determinata tecnica...
della musica egiziana, che è...
simile alla nostra,
una tecnica originariamente occidentale
che era molto insolita per la musica turca.
Volevamo arricchire la nostra tradizione musicale e abbiamo sperimentato.
Ovviamente i conservatori provarono a metterci i bastoni tra le ruote.
Volevano mantenere le tradizioni. Nessuno stava lavorando a questo.
Quando io lo feci, non distrussi la nostra tradizione.
Questa cultura e questo retaggio esistono ancora.
Li proteggiamo tutti.
Dicevano che i tavoli Erano coperti di peccati
Del vino degli amanti
Che bevo da quando sono nata
È questo il mio peccato
Chi se ne importa?
Che vergogna, che vergogna
È il mio peccato
Chi se ne importa?
Canto da 72 anni.
Io e la mia voce abbiamo 86 anni.
Sono una signora di Istanbul.
Sono nata a Bursa e vivo a Üsküdar da quando avevo 10 anni.
A quanto pare, cantavo già da piccola...
a Bursa.
Ma non parlavo, non ho parlato per dieci anni.
Balbettavo.
Devo parlare velocemente per non impuntarmi.
I balbuzienti riescono a cantare, ma non a parlare.
Una volta ero Müzeyyen Senar,
ma nel frattempo si sono dimenticati di me.
Tranne Sezen Aksu, che poco tempo fa ha organizzato un concerto per me.
È stato bellissimo. Che Dio la benedica, le sono molto grata.
Sezen Aksu è una specie di dea
Ormai da anni mescola il pop con la musica turca classica.
Ma ha anche scoperto tanti nuovi artisti, come Tarkan.
Tutto il Paese sembra adorarla, o per lo meno rispettarla.
È arrivato fratello Orhan!
Quant'è arrogante, un gran maleducato!
Chi si crede di essere?
Idiota!
Canta le canzoni d'amore più belle di tutte.
La ascoltiamo da tanti anni.
Non ho mai saltato una canzone di Sezen Aksu
Mai.
Mi piace da quando ero piccolo.
Alcune delle canzoni più importanti della mia vita sono sue.
È importante per me come musicista e ha uno sguardo particolare...
mi ricorda la mia infanzia.
Dopo una serie di riunioni con il suo "seguito reale", cominciamo a registrare.
Scegliamo una delle sue canzoni degli anni '80,
un vero e proprio classico sulla Istanbul dei tempi che furono.
Cominciamo le prove.
Sulla parete è appesa Una vecchia fotografia
Forse è finita, forse no
Lei è seduta al Markiz e La osserva in silenzio
Con la polvere del tempo sugli occhi
Quanto amore, quanta pena
Con questa canzone, la mia anima Si infrange in mille pezzi
Le sue guance sono come rose appassite
Questa dolce tristezza Questo momento di tenerezza
Come un verso dalle sue labbra Che nessuno ha mai sentito
Che amore innocente
Un giorno d'autunno
Dipinto con vari pennelli
Vorrebbe rivivere un giorno così
Per vedere le foglie secche dei suoi sogni
Il ricordo di Istanbul...
Sepolto dentro di lei Immortalato a lettere dorate
Se solo fossi un usignolo nel giardino
Ti canterei tutte le mie canzoni
La mia anima non avrebbe La forza di andare in guerra
È il momento di partire.
Non sono riuscito a capire questa città.
Sono solo riuscito a scalfirne la superficie.
Ma una cosa è certa:
mi sono innamorato della musica di Istanbul.
Se solo fossi un gabbiano
Volerei sopra ai mari
Ondeggerei con il vento
E andrei lontano
Con ogni battito di ali
La mia anima sarebbe sempre più libera
IN RICORDO DI
CON (IN ORDINE DI APPARIZIONE)
MUSICHE E MIXAGGIO ALEXANDER HACKE
SCRITTO E DIRETTO DA FATIH AKIN
- À tout à l'heure... - Güle güle.
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