All language subtitles for Wo de fu qin mu qin (Zhang Yimou 1999)_WEBRip.1080p.x264.AAC5.1_IT

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Original subtitles

Mio padre è morto all'improvviso.

L'ho saputo solo ieri sera.

Il sindaco mi ha telefonato.

Non riuscivo a crederci.

Sono nato a Sanhetun, un villaggio di montagna.

Me ne sono andato per lavorare in città.

Avevo molto da fare, non sono tornato per anni.

Mio padre era il maestro del villaggio.

Ha insegnato là per tutta la vita.

Sono l'unico bambino...

l'unico del villaggio che sia andato all'università.

Sono molto preoccupato per mia madre.

Ho paura che non si adatti a un cambiamento così improvviso.

Entri, si riposi un attimo.

Devo tornare indietro.

Ringrazi di nuovo il suo capo.

Grazie.

Mamma?

- Mamma? - Yusheng.

Sindaco, zio Xia.

Ho visto la macchina e ho capito che eri tornato.

Entrate, dentro è più caldo.

Sedetevi.

Non ho potuto dirti molto per telefono.

Ora che sei qui, posso spiegarti tutto.

Per molti anni, tuo padre ha desiderato...

restaurare la scuola,

ma c'era sempre qualcosa che ce lo impediva.

Di recente lo ha proposto di nuovo, e il villaggio ha approvato.

Avevamo il materiale, ma non i soldi necessari.

Tuo padre era deciso.

Ha iniziato a viaggiare cercando di ottenere soldi in prestito.

Ha girato tutto il paese.

Andava dovunque vedesse un'occasione.

Nel suo ultimo viaggio di ritorno,

si è imbattuto in una forte tempesta di neve.

Per questo motivo si è ammalato.

Non era in condizioni di essere trasportato.

Stava male quand'è tornato, così lo abbiamo portato all'ospedale.

Lo hanno visitato e hanno visto che era malato di cuore.

Conoscevamo tuo padre da anni,

ma non sapevamo che fosse malato di cuore.

Hanno tentato di salvarlo, ma è stato inutile.

Poi, tuo padre è morto.

- Ora dov'è? - All'obitorio dell'ospedale.

Aspettavamo il tuo ritorno per parlarne con te.

L'ultima volta che gli ho parlato stava bene.

È invecchiato, e in più la tempesta.

È stato troppo per lui, alla sua età.

Sarebbe stata dura per chiunque.

Non poteva affrontare la tempesta.

Il villaggio vuol riportare tuo padre in macchina...

per seppellirlo a casa sua.

Ecco quel che pensavamo di fare.

D'accordo, fatelo.

C'è un problema.

Tua madre non vuole usare una macchina.

Vuole che tuo padre sia riportato qui a braccia.

Cosa volete dire?

È una vecchia tradizione. Lo portiamo lungo la strada di casa,

così il suo spirito non la dimenticherà.

E deve essere rispettata.

E vuole camminare con noi.

- Facciamolo. - Vogliamo farlo.

Era il maestro del villaggio, tutti lo rispettano.

Ma tutti i giovani se ne sono andati in città.

Se ne sono andati per lavorare.

Sono rimasti solo vecchi e bambini.

Per questo abbiamo pensato...

di riportarlo qui con un trattore. Ci vorrà solo mezza giornata.

Vorremmo che tu convincessi tua madre.

Grazie per l'interessamento.

- Ne parlerò con lei. - Bene.

Dov'è?

Probabilmente alla scuola.

Da quando è morto, ci va tutti i giorni.

Sta lì seduta e non ascolta nessuno.

Ci va appena ha tempo.

- Sta bene? - Credo di sì.

Ho paura solo...

- Si tratta della vecchia scuola? - Sì.

Vado da lei.

- Mamma. - Yusheng.

Fa molto freddo, andiamo a casa.

Tuo padre è morto.

Andiamo a casa, mamma.

Non lo vedremo mai più.

Mettiti sul letto, qui fa caldo.

- Yusheng. - Sì.

Portami il telaio.

A cosa ti serve?

Voglio tessere una cosa.

Tessere cosa?

Un panno per coprire la bara di tuo padre.

Non tesserlo.

Ne comprerò uno.

Non voglio che tu lo compri.

Quel telaio è vecchio.

È rotto da anni. Nessuno lo usa più.

Chiedi a zio Xia di aggiustarlo.

Ti sei stancata troppo negli ultimi tempi. Devi riposare.

Devo tessere il panno con le mie mani.

Vado a comprarne subito uno, va bene?

No! Portami il telaio e basta.

Il telaio di tua madre é l'unico rimasto al villaggio.

Lo conserva come un tesoro.

Vuol riparare il telaio e tessere il panno.

Sembra determinata a portare tuo padre a braccia.

Il trasporto dei morti è un'usanza antica.

Dobbiamo urlare mentre superiamo le montagne,

attraversiamo il fiume e passiamo gli incroci.

Che cosa diciamo?

Gli diciamo che è la strada verso casa.

Tutto glielo urlano, in modo che si ricordi la strada di casa.

Zio Xia, se facessimo quel che mia madre desidera,

sarebbe molto difficile?

Sì, è un problema.

Ci mancano gli uomini.

Tutti i giovani se ne sono andati.

Nessuno ha seguito quest'usanza dopo la rivoluzione culturale.

Non voglio che tessa quel panno.

Ma non so come impedirglielo.

Sembra che per lei conti solo riportare qui mio padre.

So quel che desideri per il funerale.

Sì.

Credo che non sarà facile per il villaggio.

Non preoccuparti per questo.

Tuo padre ha vissuto qui per 40 anni.

Ha insegnato a molte generazioni di bambini.

Ha lavorato duramente per molti anni.

Gli abitanti del villaggio dovrebbero rendergli omaggio per l'ultima volta.

Il sindaco è d'accordo con te, é solo che sarà difficile.

Mi sembra che sia la stessa cosa...

se lo portiamo qui a braccia o col trattore.

Non è la stessa cosa.

Dobbiamo essere noi a riportarlo qui, in qualunque modo.

Se il villaggio non ci aiuta Io faremo da soli.

Dobbiamo riportarlo qui.

Mamma, stanotte riposati.

Devo finire il panno.

Hai l'aria stanca, devi riposare.

Puoi dormire nello studio di tuo padre.

Devo finire il panno stanotte.

Questa foto fu scattata l'anno in cui i miei genitori si sposarono.

Mio padre non era nato al villaggio.

Venne qui per insegnare.

Tutti al villaggio conoscono la storia d'amore dei miei genitori.

Tutti ne hanno sentito parlare.

Mia madre aveva appena compiuto 18 anni.

Mio padre ne aveva 20.

Mia madre mi disse...

che mio padre arrivò su un carro trainato da cavalli.

Questo è il nostro nuovo maestro, Luo Changyu.

- Di, sei tu? Cos'è questo rumore? - Niente.

Ho sentito che sono andati tutti a vedere il nuovo maestro.

- È già arrivato? - Sì.

Bene. Finalmente il villaggio ha un maestro.

- Che aspetto ha? - È giovane.

Un giovane è in grado di insegnare?

Dev'essere bravo.

- Dove abita? - Al municipio.

Bene, lì c'è un letto caldo.

Dove mangerà?

Mangerà ogni giorno da una famiglia diversa.

Quando toccherà a noi, dovremo preparare un buon pasto.

Di, che cosa fai?

Niente.

Perché ti sei messa i vestiti nuovi solo per vedere il maestro?

Allora, mia nonna era già cieca.

Mamma mi disse che quando il nonno morì la nonna pianse tanto da diventare cieca.

Dopo la morte del nonno, mamma si prese cura della nonna da sola.

L'unico desiderio della nonna era trovare un buon marito per mamma.

Ebbe molte proposte di matrimonio.

Ma a mia madre non piaceva nessuno.

Quando mio padre arrivò, la scuola non era ancora finita.

Il sindaco chiese l'aiuto di tutti gli uomini per finire i lavori.

Secondo la tradizione del villaggio, un nuovo edificio deve avere...

un panno rosso benaugurante attorno alla trave.

Il panno si chiama "fascia rossa portafortuna".

Dev'essere tessuto dalla ragazza più bella del villaggio.

Naturalmente l'incarico fu dato a mia madre.

Forse pensava già a mio padre.

Il panno rosso che fece era davvero meraviglioso.

Allora, il villaggio aveva due pozzi.

Il pozzo vecchio era detto "pozzo davanti".

Quello nuovo era chiamato "pozzo dietro".

Molti usavano il pozzo dietro perché era più vicino al villaggio.

Dopo l'arrivo di mio padre, mia madre iniziò ad usare il vecchio pozzo,

perché così passava davanti alla scuola.

Allora, quando c'era un evento importante come la costruzione di un edificio,

ogni famiglia preparava qualcosa da mangiare...

per gli uomini che vi lavoravano.

Mia madre preparò i suoi piatti migliori,

sperando che mio padre li avrebbe mangiati.

A quei tempi le donne erano escluse da molte cose,

come costruire una nuova casa o scavare un pozzo.

La superstizione diceva che portavano sfortuna.

Quando costruirono la scuola, le donne potevano solo...

guardare da lontano.

- Cos'hai preparato oggi? - Pane al vapore.

- Di, cos'hai preparato? - Focacce di cipolle.

Io ho portato del riso al vapore in foglie di loto.

Il riso al vapore non è buono come la focaccia di cipolle.

- Hai lasciato qualcosa per il tuo ragazzo? - Zitta!

Prendono quello che gli capita,

non sanno chi ha fatto cosa.

Chi avrà mangiato i miei ravioli?

Metteteli qui.

Hai già finito il panno?

Stavo venendo a prenderlo.

- Dammelo. - Ti ho risparmiato la strada.

È un panno splendido.

La scuola è quasi finita.

La prima lezione sarà sulla letteratura cinese.

- Al maestro piace il cibo? - Sì.

- Mangia quel che prepariamo? - Sì.

Mangia con le mani come fate voi?

No, lui è un signore di città. Non è come noi.

E come fate?

Gli chiediamo di servirsi per primo.

"Nella vita..." Ripetete con me.

"...bisogna avere uno scopo."

Ricominciamo.

"Leggere e scrivere apre la mente.

"Scrivere e fare di conto è utile nella vita.

"Tenete con cura un diario.

"Conoscete il presente, conoscete il passato..."

Quand'ero piccolo, mia madre mi disse che mio padre aveva una splendida voce.

Mia madre è analfabeta, non capiva i testi.

Ma non sapeva resistere alla voce di mio padre.

Andava fuori dalla scuola tutti i giorni.

Per molti, la novità della scuola si esaurì dopo qualche tempo.

Non per mia madre.

Per 40 anni andò ad ascoltare.

Entrò a far parte della sua vita.

"Abbiate rispetto per gli anziani."

Mia madre seppe che ogni giorno, dopo la lezione,

mio padre accompagnava alcuni allievi a casa.

Iniziò ad aspettare sulla strada, sperando di incontrarlo.

"Gli uccellini cantano nel sole splendente.

"Il loro canto risveglia gli splendidi fiori."

- Chi é? - Zhao Di.

- È del villaggio? - Sì.

Di, il maestro chiede di te!

- Maestro, vuole dell'acqua? - Sì.

- Gliela prendo. - No, faccio da solo.

- Lasci fare a me. - Faccio da solo, grazie.

Lei è il maestro, non deve disturbarsi. Ci penso io.

Forza.

Faccio da solo.

Di, come mai sei venuta al pozzo davanti?

- Domani tocca a noi averla a pranzo. - Lo so.

Mio padre mi disse che la prima volta che andò a casa di mia madre...

lei stava sulla porta.

Si stagliava contro la cornice della porta come il personaggio di un quadro.

Non avrebbe mai dimenticato quell'immagine.

- Di, è arrivato il maestro? - Sì.

L'ho capito dai passi pesanti.

Venga, mi faccia vedere.

Mia madre non vede molto bene.

È alto, questo maestro.

Si sieda.

Il cibo deve piacerle.

Dal suono sembra che le piaccia.

Da quanto abita al nostro villaggio?

Da un mese circa.

- Ci si è abituato? - Sì.

Bene.

- Viene dalla città? - Sì, dalla porta est.

Come mai ha scelto Sanhetun?

Dopo la laurea, non avevo niente da fare.

Un giorno vidi una persona che raccoglieva firme.

Firmai senza chiedere a cosa servisse e sono finito qui.

- Lo rimpiange? - No.

Perché no?

Mi piace qui.

- È sposato? - No.

- È fidanzato? - No.

Ci pensa Di, resti seduto.

Si ricorda questa scodella, col disegno bianco e blu?

Non me la ricordo.

- Mangiava quel che portavamo al cantiere? - Sì.

A quanto pare il lavoro di Di non è stato apprezzato.

Di non me l'ha detto, ma sapevo tutto.

Quando costruivate la scuola preparava i suoi piatti migliori.

Usava sempre quella scodella,

sperando che lei avrebbe scelto i suoi piatti.

Non potevo toccarli neanch'io.

Ora mi ricordo.

Davvero?

Ecco perché la scodella mi era familiare.

- Ha mangiato da questa scodella? - Sì.

Che cosa ha mangiato?

Il primo giorno, ho preparato delle focacce di cipolle.

Il secondo, uova strapazzate con riso e cipolle.

Il terzo, ravioli ai funghi.

Che peccato, tre piatti deliziosi.

Ravioli ai funghi, i miei preferiti.

Glieli preparerò oggi pomeriggio.

- Troppo disturbo per lei. - Nient'affatto.

Hai appena finito il pranzo e pensi già alla cena.

Di, accompagna il maestro. Deve avere molto da fare.

Sì, dovrei andare.

Le sta bene la casacca rossa.

La ricordo dal giorno in cui sono arrivato.

Non si dimentichi di tornare per i ravioli.

Non dovresti fare i ravioli.

- Perché no? - Così non dovrai rimpiangerlo.

- Rimpiangere cosa? - Lo sai bene.

Il maestro è una persona perbene,

ma è troppo in alto per noi.

Di cosa parli? Sono solo ravioli.

Non far finta di non capire, dico solo le cose come stanno.

Faresti meglio a togliertelo dalla testa.

- Non voglio andarmene. - Non hai scelta.

Sono venuto per salutarla.

Dove va?

- Torno in città. - Cos'è successo?

Niente.

L'ho vista discutere con una persona.

Discutevate di questo?

Chi era? Perché deve andare via?

Niente di grave.

Vuole solo farmi delle domande.

- Non può fargliele qui? - Non dipende da lui.

Tornerà?

Certo!

Ho delle classi da seguire.

Quando tornerà?

Al massimo il 27.

Tornerò il 28, prima dell'inizio delle vacanze.

- Entri, mangi i ravioli. - Non posso.

Ho delle cose da fare prima di partire. Non mi aspetti.

Mi sta aspettando.

È invitato anche lui.

Dovrà pur mangiare.

D'accordo, torno.

L'aspetto.

Questo è per lei.

S'intona con la sua casacca rossa.

L'aspetterò.

Cosa succede? Non avremo più lezioni?

- Questioni di politica. - Cosa?

Non lo so neanch'io.

Forse tornerà presto.

Il maestro è partito.

- Il maestro è partito? - Sì.

- Quando? - Il sindaco lo ha visto andare via.

Mia madre tornò sui suoi passi ogni giorno,

cercando dappertutto.

Doveva ritrovare il fermaglio che mio padre le aveva regalato.

Riparo ciotole e pentole!

Venga, per favore.

Dovrà pagare i chiodi che uso.

Le costerà di più di una ciotola nuova.

Mi dica quant'è, la pagherò.

- È un'eredità di famiglia? - No.

Apparteneva a qualcuno in particolare?

In un certo senso.

A chi?

Lo faccio per mia figlia.

L'uomo che la usava se n'è andato...

e ha portato con sé il cuore di mia figlia.

Voglio ripararla perché il suo ricordo resti intatto.

Tornerà come nuova.

Sua figlia avrà un ricordo intatto.

Di, che cosa fai?

Niente, prendo un po' d'acqua.

Due per due quattro.

Due per tre sei.

Due per quattro otto.

Due per cinque dieci.

Due per sei dodici.

Due per sette quattordici.

Due per otto sedici.

Due per nove diciotto.

Tre per tre nove.

Tre per quattro dodici.

Tre per cinque quindici.

Tre per sei diciotto.

Tre per sette ventuno.

Tre per otto ventiquattro.

Tre per nove ventisette.

Mio padre disse a mia madre che, mentre faceva lezione,

poteva sempre alzare lo sguardo e vedere la fascia rossa.

La fascia gli ricordava mia madre e la sua casacca rossa.

Il sindaco insistette a lungo per rivestire il soffitto,

ma mio padre non glielo permise mai.

Per questo il soffitto non fu mai completato.

Quel giorno, mia madre sedette per ore nella classe.

La porta era aperta e il sindaco la vide.

Capì cosa ciò significasse.

La notizia si diffuse rapidamente nel villaggio.

Allora, i matrimoni combinati erano la regola.

Mia madre fu la prima ad esprimere liberamente il suo amore.

Il giorno in cui mio padre aveva promesso di tornare,

mia madre si mise ad aspettare all'alba.

Ricordava la sua promessa...

di tornare il 27,

prima dell'inizio delle vacanze scolastiche, il 28.

Sarebbe dovuto tornare prima di quella data.

Fa talmente freddo fuori. Dove sei stata?

Mettiti a letto, ti riscalderai.

Bruci di febbre!

So che sei andata ad aspettare il maestro.

Tutti dicono che è nei guai e non tornerà.

Devi dimenticarlo.

Vado in città a cercarlo.

Sei impazzita? Sei malata!

Di, torna qui!

Mia madre non arrivò mai in città.

Crollò lungo la strada.

Qualcuno la vide e avvertì il sindaco.

Il sindaco e mio zio la riportarono a casa su un carro.

Il sindaco disse che le sue mani quel giorno erano di ghiaccio.

La avvolsero in una coperta pesante,

ma non riuscirono a scaldarle le mani.

Non credo sia molto grave.

È un brutto raffreddore, ma è forte.

Sindaco, il maestro tornerà?

Non so rispondere.

Sarebbe dovuto essere già qui.

Forse qualcuno può scrivergli.

Non so come fare ad aiutarla se non torna.

Le farebbe bene vederlo anche solo per un attimo.

"La primavera è arrivata.

"La neve si scioglie.

"L'erba diventa verde.

"I contadini seminano.

"I buoi arano i campi.

"Le oche selvatiche ritornano.

"Le rane iniziano a saltare..."

Di, sei sveglia. Hai dormito per due giorni consecutivi.

Il maestro è tornato.

È tornato ieri sera.

È venuto subito qui.

Ti ha vegliato a lungo.

Non è una buona notizia?

È tornato per te.

"Pieni di energia,

"le nostre anime si ravvivano,

"piene di nuove speranze,

"piene di nuovi desideri.

"La primavera è arrivata.

"La neve si scioglie.

"L'erba diventa verde.

"I contadini seminano.

"I buoi arano i campi.

"Le oche selvagge ritornano.

"Le rane iniziano a saltare.

"I pettirossi iniziano a cantare.

"La primavera è la stagione della semina.

"Tutto cresce di nuovo..."

Signor Luo!

Di è qui per vederla!

Signore!

Di è qui!

Quella sera mio padre dovette ripartire.

Aveva lasciato la città senza permesso solo per vedere mia madre.

Non riuscì a resistere quando seppe quel che le succedeva.

Così tornò di nascosto.

Per quella disobbedienza, i miei genitori rimasero separati...

per altri due anni.

Qualcuno mi disse che il giorno in cui mio padre...

tornò definitivamente, mia madre si mise la casacca rossa,

la preferita di mio padre,

e rimase ad aspettarlo lungo la strada.

Da quel giorno in poi, mio padre non lasciò mai più mia madre.

Questa è la storia di mio padre e mia madre.

Questa strada fa parte della loro storia d'amore.

È una strada sterrata che porta dalla città al nostro villaggio.

Mia madre aveva aspettato mio padre lungo questa strada,

con amore e fiducia, per molti anni.

Ora vuole percorrere questa strada con lui per l'ultima volta.

Signor sindaco?

- Chi é? - Sono io, Yusheng.

Che c'è, Yusheng?

- Devo vederla. - Entra.

Fa freddo, fuori.

Cosa posso fare per te?

Ci ho pensato a lungo.

- Voglio fare quel che mia madre desidera. - Riportarlo qui?

È sempre un problema.

Non abbiamo abbastanza uomini, giusto?

Perché non assumiamo qualcuno del villaggio vicino?

Sembra facile,

ma come li paghiamo?

Mi dica solo quanti uomini ci vogliono.

Per una breve distanza, circa 10.

Ma questo è un viaggio lungo.

Credo che ce ne vorranno 16.

Ci servono due turni, cioé 32 uomini.

Ce ne servono altri per portare sedie,

per far riposare le persone lungo il viaggio.

Arriviamo a 35, 36 uomini.

Quanto a persona?

100 yuan per ciascuno andranno bene.

35, 36 persone.

Quant'è in totale?

Sono 3.500 o 3.600 yuan.

Dobbiamo comprare sigarette...

e vino.

Per difenderci dal freddo.

Ci vorrà qualcosa in più per gli imprevisti.

Lasciami pensare.

Circa 4.000 yuan.

Ecco 5.000 yuan.

- Sono abbastanza? - Sono moltissimi.

Venite a vedere il signor Luo.

Non piangete, per favore.

Non lasciate cadere le lacrime su di lui.

Signor Luo, stiamo tornando al villaggio.

Quel giorno, più di 100 persone vennero al funerale.

Il sindaco mi disse che erano allievi di mio padre.

Seppero della sua morte e tornarono tutti.

Molti vennero da altre città.

Alcuni vennero dalla città vicina.

Il sindaco disse che alcuni vennero addirittura da Guangzhou.

Altri cercarono di venire, ma non fecero in tempo a causa della tempesta di neve.

Non riconobbi la maggior parte di loro.

Molti di loro erano più grandi di me.

Non so quando mio padre sia stato il loro maestro.

Non sapevo come rivolgermi a loro.

Comunque, come disse il sindaco, erano tutti suoi allievi.

Riprendi i soldi.

Perché? Non li paga?

Non li vogliono,

neanche quelli che abbiamo assunto.

Nessuno vuole soldi.

Riprendili.

Su richiesta di mia madre,

mio padre venne seppellito vicino al vecchio pozzo.

Oggi il villaggio ha l'acqua corrente.

Nessuno si serve più del pozzo.

Mia madre dice che da lì mio padre può vedere la scuola.

Ha chiesto di essere seppellita accanto a lui, quando verrà la sua ora.

Dopo il funerale di mio padre,

il sindaco ci parlò della ricostruzione della scuola.

Disse che la città avrebbe dato dei fondi,

e le famiglie del villaggio avrebbero donato del denaro.

Disse che dovevamo esaudire i desideri di mio padre.

Yusheng, dammi i tuoi soldi.

Abbiamo risparmiato, negli anni.

Li prenda per ricostruire la scuola.

Non li posso prendere, ne ha bisogno per lei.

Ora che mio marito è morto, deve prenderli.

Va bene, li prendo.

Lei è la prima ad aiutare, ma non sarà certo l'ultima.

Parto domani.

Mia madre mi ha chiesto di andare a scuola per l'ultima volta.

Mi ha detto che quando tornerò, la scuola che conosciamo non ci sarà più.

Tuo padre contribuì a costruire questa scuola.

Ha insegnato qui per tanti anni.

Passava più tempo qui che a casa.

Changyu, mi senti?

Il sindaco ricostruirà la scuola.

Costruiranno una scuola grande e meravigliosa,

proprio come volevi tu.

Una grande scuola.

I tuoi desideri saranno esauditi.

Inizieranno i lavori la primavera prossima.

Non dovrai più preoccuparti.

Quando la scuola sarà finita,

ci appenderò una fascia rossa portafortuna.

Ora puoi riposare in pace.

Conosci tuo padre.

Era un uomo sincero.

Ha sempre voluto che tu diventassi maestro,

perché tu prendessi il suo posto.

Hai studiato per esserlo,

ma non hai mai insegnato.

Se tu avessi insegnato, anche per un solo giorno,

avresti realizzato il suo sogno.

Poi, avresti potuto tornare alla tua vita.

Ora non c'è nessun maestro,

non si sentono le voci dei bambini che leggono.

Il sindaco ha detto che sta per arrivare un nuovo maestro.

Nessun maestro ha una voce bella come quella di tuo padre.

La sua voce era cristallina.

Dopo 40 anni, ne sento ancora la mancanza.

Riesco ancora a sentirla.

Mamma, ho deciso.

Sarebbe meglio che tu venissi in città con me.

No, grazie.

Non lascerò tuo padre.

Non voglio lasciarti qui da sola.

Non preoccuparti per me.

So badare a me stessa.

- Come va in città? - Molto bene.

Non preoccuparti per me.

Sei fidanzato?

Non ne parliamo.

Non sei più giovane.

Non essere così esigente.

Dammi retta, trovati una bella ragazza...

e portala a casa per farmela conoscere.

Tuo padre se n'è andato.

Era preoccupato per te.

Prima o poi, i figli se ne vanno di casa.

Non potevamo tenerti qui per sempre.

Da genitori,

non abbiamo mai smesso di preoccuparci.

Tuo padre sentiva molto la tua mancanza.

Eri sempre nei suoi pensieri.

Per favore, non piangere. Ti fa male.

Ora che tuo padre non c'è più, é difficile non sentirsi soli.

Lo so.

Devi darti da fare per costruire la tua vita.

"Bisogna rispettare le regole sociali.

"Abbiate rispetto per gli anziani.

"Nella vita, bisogna avere uno scopo.

"Bisogna imparare a leggere e scrivere.

"Scrivere e fare di conto è utile nella vita.

"Tenete con cura un diario.

"Conoscete il presente, conoscete il passato.

"Primavera, estate, autunno e inverno,

"est, ovest, sud, nord,

"in tutto c'è uno scopo."

Quella mattina radunai gli studenti di buon'ora.

Dissi che avrei insegnato loro per un giorno.

Il sindaco mi chiese perché.

Dissi che lo facevo per mia madre e per mio padre.

Mi misi al posto di mio padre,

dov'era stato per tanti anni.

Ero sicuro che potesse sentire la mia voce e quella degli allievi.

Il libro che uso è lo stesso che usò lui quel primo giorno.

Non è il libro di testo ufficiale.

È un libro che ha scritto lui.

"Bisogna imparare a leggere e scrivere.

"Tenete con cura un diario.

"Conoscete il presente, conoscete il passato.

"Primavera, estate, autunno e inverno,

"est, ovest, sud, nord,

"in tutto c'è uno scopo.

"Abbiate rispetto per gli anziani."

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