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Original subtitles

Lascia il bastone.

Tu chi sei? Come hai trovato questo posto?

Matteo…

Per l'amor del cielo, perché hai il cappuccio?

Non si è mai abbastanza cauti.

Dovevi avvisarci, ci saremmo preparati.

Credevo che lo scopo fosse tenere segreto il suo nascondiglio.

Simone ha amici che inviano e ricevono lettere da qui.

Lo sai bene.

Etienna, chi è? Che succede?

Solo un ospite inatteso, mia signora.

Maria…

- Matteo! - Maria.

Spero non sia un momento inopportuno.

No!

Sei ancora insolitamente piacevole allo sguardo.

La vista ha iniziato ad abbandonarti.

Coraggio, dentro, tutti e due.

Comincia a far freddo.

Gli altri non mi perdoneranno mai, se ti faccio ammalare.

Vieni.

Attento, è molto buio.

Guarda dove metti i piedi.

Non posso credere che tu abbia fatto così tanta strada.

È pericoloso…

alla tua età.

Alla nostra età.

Era importante.

Maria, l'ho completato.

- Il libro? - Non potevo affidarlo a un corriere.

E volevo fossi tu la prima a leggerlo. Ti prego.

Voglio sapere che ne pensi, dovevo venire di persona.

Non posso crederci!

Hai lavorato così tanto e così a lungo.

Avrà un valore inestimabile per i tempi a venire.

Sono venuto qui per accertarmene.

Diventerà la nostra eredità, questo è certo.

Sono sicura che sarà così.

Venite accanto al fuoco, dovete scaldarvi.

Sì.

- Figurati. - Grazie.

Maria,

prima di parlare del libro, temo di doverti dare cattive notizie.

Ormai ci sono abituata.

Avrei potuto mandarti un messaggio,

ma ho pensato che, dato che ero diretto comunque qui,

avrei dovuto dirtelo di persona.

Di chi si tratta?

Giacomo il Minore.

Com'è successo, e dove?

- Maria, non… - No, voglio saperlo.

Su, dimmelo.

Nel Basso Egitto.

Re Ircano lo ha fatto trapassare con una lancia.

E che è successo a Onia e alle ragazze?

- Grazie al cielo, non hanno assistito. - Sia ringraziato il cielo.

Gli uomini di Simone le stanno portando da Ninfa e suo marito, a Colossi.

- Paolo sta avvisando la chiesa del posto. - Saranno al sicuro laggiù.

Manderò una lettera a Onia.

Che cosa le vuoi scrivere?

Che finalmente lui non soffre più.

Ha provato dolore per tutta la vita,

ma non si è lamentato quasi mai.

Sì.

- Grazie, Etienna. - Delizioso.

Resterò sveglia tutta la notte a leggere il tuo manoscritto.

Voglio rivivere tutto quanto,

anche i momenti più bui.

Qualcosa non va?

È per questo che sei venuto, non è vero?

Sì, è così.

È solo che c'è una cosa che ho notato.

Il mio tavolo?

Scrivo le mie lettere, là sopra.

Ti chiedo scusa, non volevo certo impicciarmi.

Passando, ho solo notato che quei fogli non sembrano lettere.

Li hai letti?

No, Maria, non lo farei mai.

È solo che…

i frammenti che sono lì mi sono sembrati un po' strani.

Matteo, adesso fammi leggere il tuo libro.

Non devi dar peso ai miei umili scarabocchi.

Sono sicuro che siano ben più che semplici scarabocchi.

- Perché ne stiamo parlando? - La pergamena è costosa,

e tu vivi in una caverna su una montagna, lontana da mercanti e città.

Nessuno nella tua posizione o nella mia spreca cose del genere.

Hai ragione, non mi piace sprecare.

Maria, conosco il valore dei tuoi pensieri e sono ansioso di ascoltarli.

Me lo consentiresti?

Non fa niente.

Sai che ti aiuto volentieri, adesso e per sempre.

Ho fatto dei sogni inquieti, di recente.

Riguardavano i periodi più oscuri…

della mia vita e della Sua,

e anche di altri tra noi.

Volevo solo trascriverli per non dimenticarli,

per cercare…

di unirli in una sorta di raccolta.

Non lo so, era solo per me.

- Per nessun altro. - Ti capisco bene.

Mi dispiace di aver sbirciato.

Vorrei solo che tu ti confidassi, se ti sentissi a tuo agio.

Forse potrei condividerli proprio con te,

il mio più caro amico.

Grazie.

Anche l'altro braccio…

- Pesa, devi alleggerirlo. - Un pochino.

Ho già tolto qualcosa, va bene.

Ecco. Sta' fermo.

Va bene.

- Ecco fatto. - Grazie.

- Ecco a te. - Grazie, Simone.

Giacomo, ho fatto questo per te, per il viaggio di oggi.

È più robusto di quello che avevi prima.

Hai combattuto con coraggio, ieri, quando sono venuti ad arrestarlo.

Non hai esitato un secondo.

Non gliel'avremmo mai permesso.

E io? Non fai un bastone anche per me?

Sei ferito, per caso?

- Scherzavo. - Non è il momento per scherzare.

Questo resta tutto da vedere. Forse osserveremo la shiva, o forse no.

- Avete preso tutti i vostri averi? - Sì.

- Giuda, hai pagato il locandiere? - Sì, Maestro.

Siamo pronti, Maestro.

Molto bene, allora non perdiamo altro tempo.

Forza.

Stavo pensando a quello che hai detto.

Grazie, a proposito.

Per cosa?

Per i sandali nuovi.

Non mi rendevo conto di quanto scomodi fossero quelli costosi.

Stamattina, non vedevo l'ora di camminare.

Allora, eri l'unico.

Cosa intendevi, ieri sera, quando parlavi di andare da Lazzaro?

- Ho detto ciò che ho detto. - "Andiamo a morire con lui"?

Se ora torniamo in Giudea e ci uccidono, come hanno tentato di fare ieri,

sarà stato il volere di Dio.

E se il volere di Dio è che moriamo con Gesù, almeno non proverò più niente.

Allora, è come pensavo.

Tommaso, nella nostra fede, di solito si condanna chi desidera di morire.

Nell'ultimo libro di Mosè,

Dio dice che nella scelta tra la vita e la morte, tra il bene e il male,

dovremmo scegliere la vita.

Mi chiedo cosa significhi, quando non si ha più scelta.

Dico solo che dovresti sperare di vivere.

"È nella natura della vita stessa", Giovanni.

È ciò che mi dicono tutti da settimane.

L'unica cosa che separa le due è il tempo.

Ci troviamo in circostanze particolarmente insolite.

No, Giovanni, questa non è affatto una circostanza insolita.

Siamo costretti ad accettare che la morte fa parte della vita.

Acqua?

No, grazie.

Pietro,

ieri sera avevo la mente un po' confusa per via della botta in testa.

- Ho parlato della figlia di Giairo? - Abbassa la voce.

L'ho fatto.

Forse, ora non ha più importanza.

Lazzaro è morto.

Gesù ha detto che andrà a risvegliarlo, e sappiamo cosa significa.

Cosa può significare, sì.

Gesù ha detto che era felice che non fosse presente per impedire la morte di Lazzaro;

che qualunque cosa succederà ora sarà la Sua volontà.

Quindi, non c'è nulla da temere.

La fai così semplice…

Il dolore ha il suo modo di appiattire le cose.

Com'era il gruppo, prima del mio arrivo?

Più silenzioso.

Intendi dire che parlo troppo?

A volte.

Ma intendevo che eravamo ancora sconosciuti.

Non c'era la fama,

né l'odio.

Nessuno aveva cercato di lapidarci.

Ma non è stata tutta colpa tua.

Se non è colpa mia…

c'è stato qualche inconveniente?

Direi proprio di sì, Giuda.

Lazzaro è morto.

È di questo che parlo!

Stiamo per iniziare la nostra terza shiva in meno di un anno.

E…?

Gesù è il Messia!

Non dovremmo vincere, invece che perdere in continuazione?

Questo perpetuo vagabondare con addosso stracci coperti di cenere,

non mi sembra affatto glorioso.

Ehi.

Solo Gesù sa cosa sia la vera gloria.

Sicuramente qui non c'è gloria.

Può darsi.

"Osserveremo la shiva oppure no."

Hai letto tu la lettera con la notizia della morte di Lazzaro?

Sì.

Ma considera ciò che Gesù ha detto dopo.

"Dormire. Risvegliarsi."

Conosci quel canto di Davide, "Per quanto tempo, Signore"?

Ho sentito solo le prime strofe, non lo so a memoria.

Maria…

Non voglio dirti come vivere la vita, ma è un bel canto da imparare.

Non lo sono tutti?

Inizia con queste grandi domande:

"Per quanto tempo, Signore?

Mi hai dimenticato per tutti i tempi?

Per quanto vuoi nascondermi il Tuo volto?"

So come si sentiva…

Ma finisce con l'accettazione, e persino l'elogio:

"Ho avuto fede nella forza del Tuo amore, il mio cuore esulta perché mi hai salvato.

A Te canto, Signore, per ringraziarti del bene che mi hai fatto."

So anche questo.

Anche se non ho scritto un salmo.

Ma, nel mezzo, c'è questa strofa:

"Volgi il Tuo sguardo e rispondimi, oh, Signore mio Dio. Rendi vivo il mio sguardo

perché io non mi addormenti nel sonno della morte."

"Sonno" e "morte".

A volte, sono usati come sinonimi.

Forse, solo Dio conosce la differenza.

Questo risponde alla tua domanda su perché ho detto se osserveremo la shiva o no?

Prima di partire per le missioni,

ho chiesto a Gesù di spiegarmi l'ironia di avermi concesso il dono di guarire

mentre devo sopportare il peso della mia zoppia.

Cos'ha risposto?

Me l'ha spiegato in parte, ed è stato bellissimo.

Ma non significa che non provi più dolore.

Le fitte erano peggiorate prima ancora degli avvenimenti di ieri.

E…

non lo so, forse voglio solo dire che…

Se Gesù decide di risvegliare Lazzaro dal suo sonno,

questo non solleverà delle domande ancor più grandi delle mie?

Certo che lo farà.

E ne discuteremo quando si presenteranno. È inutile tormentarci adesso.

È tutto come te lo aspettavi?

Giacomo, io…

non augurerei a nessuno ciò che ho passato,

ma sentirmi perduta per anni mi ha portata a non aspettarmi granché.

Eccetto l'oscurità.

L'ombra perenne.

Le grida nella notte.

Voci sconosciute.

Anche la luce del giorno mi sembrava buia,

con pochi rari momenti in cui apparivano macchie di luce.

Ora è tutto al contrario.

Da quando Lui ha chiamato il mio nome, è andato sempre tutto bene, più o meno.

Ci sono alcuni momenti di oscurità che fanno ancora male come prima,

solo che ora sono l'eccezione e non la regola.

Nella mia vita ci sono state molte sofferenze e perdite;

così tante domande senza risposta.

Ora provo solo gratitudine per la luce.

Non sono speciale, ovvio. La mia non è una situazione invidiabile.

Me la sono guadagnata con la sofferenza.

Beh…

vorrei che la mia sofferenza mi garantisse

lo stesso livello di accettazione e saggezza che hai raggiunto tu.

Ho ancora molta strada da fare.

E tu sei cresciuto tanto.

Conosco te e Taddeo da più tempo degli altri,

da quel primo Shabbat a casa mia, quando non sapevo cosa stessi facendo.

A dirla tutta, nemmeno io e Taddeo, perciò…

Si vedeva.

Nessuno poteva immaginare dove ci avrebbe condotti.

Ancora non possiamo farlo.

È vero.

Arnan!

Marta, possa il Signore darti conforto insieme a chi piange a Sion e Gerusalemme.

Questa terra è peggiore, senza di lui. Se n'è andato troppo presto.

Maria, lui è Arnan, da Gerusalemme.

È un vecchio socio in affari di mio fratello.

L'Età d'Oro delle costruzioni nella Città Santa finisce con la morte di Lazzaro.

Era il fabbro più esperto di tutta la terra.

Era come di famiglia, e un carissimo amico di mio figlio.

Era amato da tutti.

- Jabez. - Arnan.

L'avvocato di famiglia.

- È tutto in ordine? - Come c'era da aspettarsi, con Lazzaro.

Marta, tu e tua sorella non avrete nulla di cui preoccuparvi.

Le sue proprietà, i beni e tutto il denaro passeranno direttamente a voi,

con la clausola speciale che le risorse siano utilizzate

anche al fine di proteggere e accudire una certa Maria,

figlia di Gioacchino di Nazareth.

Lazzaro non ne aveva mai parlato.

Perché non mi sorprende che Lazzaro sia amico di gente di Nazareth?

- Non è mai stato classista. - Siamo cresciuti là.

Allora, vi chiedo scusa, sorelle. Non intendevo mancare di rispetto.

La maggior parte del denaro è in banca, ma ce n'è altro nella cassaforte

nel retro del suo ufficio…

Possiamo parlarne più tardi?

Certo. Se dovesse servirti qualcosa…

Mentre arrivavo a casa vostra, Natali mi ha raccomandato di dirvi

che è in arrivo un gruppo di persone per omaggiare Lazzaro.

- Quante sono? - Più di dieci, vengono dalla Giordania.

E ha detto di dirti che Lui sta arrivando.

Lui? Chi è Lui?

Signore, se tu fossi stato qui,

mio fratello non sarebbe morto!

- Marta… - Sto cercando di non essere arrabbiata.

Non sei arrivato in tempo, Signore.

Sono solo…

Confusa.

E devastata.

Lo comprendo bene.

Ma perfino adesso so

che tutto quello che Tu gli comandi,

Dio te lo concederà.

- Ragazza mia… - Non è vero?

Fai qualcosa per riaccendere la speranza o darci sollievo.

So che puoi farlo.

Tuo fratello risorgerà dalla morte.

So che risorgerà anche lui con noi nell'ultimo giorno, come è stato predetto.

È un tempo lungo da aspettare.

Non è di quella resurrezione che parlo.

Io sono la vita che prevale sulla morte.

Non capisco che intendi…

Io stesso sono la resurrezione e la vita.

Coloro che credono in me, anche se muoiono, vivranno.

Anzi, coloro che vivono e credono in me non moriranno mai.

Credi tu questo?

Io credo che tu sei il Messia,

il Figlio di Dio, che deve venire nel mondo.

Quindi, anche ciò che non capisco…

io lo credo.

Adesso che sono qui,

la morte terrena non interromperà la nostra vita eterna.

Io credo che tu sei il Cristo.

Questo lo so.

È tutto ciò che mi occorre.

Presto, vai a chiamare tua sorella.

- Maestro, dovremmo forse…? - Aspetteremo qui.

Perdonami, Maestro.

Avremmo dovuto capire ciò che hai appena detto?

Lo ammetto…

stavo per chiedere lo stesso.

Probabilmente, ancora no.

Non mi fido del mio udito, Giovanni,

e temo di aver conferma di ciò che penso di aver udito.

No.

Sto bene…

per ora.

Lui è qui, e ti ha chiamata.

Me?

Adesso?

Lui è qui?

- Di chi stanno parlando? - Non ne ho idea.

Sorella di Lazzaro, possa il Signore esserti di conforto insieme a coloro…

Credo sia andata al sepolcro, a piangerlo là.

Non dovrebbe restare sola.

Che succede?

La tomba di famiglia è di là.

Sì, ma hai detto che sta arrivando gente dalla Giudea, giusto?

Questo è il cancello orientale.

Signore!

Se fossi stato qui, mio fratello Lazzaro non sarebbe morto!

Abbiamo inviato la notizia,

perché non siete venuti prima?

Perché hai aspettato?

Perché?

Vi mostrerò il perché.

Dove lo avete sepolto?

Signore, vieni a vedere.

Chi è quell'uomo, un amico di Lazzaro?

È un suo parente?

Non l'ho mai visto.

Non l'avevo mai visto in questo stato.

Cosa intendeva?

"Vi mostrerò il perché", che vuol dire? A chi si riferiva?

Ha detto che Lazzaro non sarebbe morto di malattia.

- Che succede? - Che intendeva dire?

Ha guarito innumerevoli malati. Ha aperto gli occhi al cieco.

- Non poteva prevenire la sua morte? - Calma.

- Piangeva! - E tu che vorresti fare?

- È arrabbiato con noi? - Smettetela di fare domande!

Guardiamo e basta.

Chiaro?

- Coraggio, fratello. - Andiamo, Tommaso.

Togliete da lì il masso.

Ha detto di togliere il masso.

- Non sono stato chiaro? - Signore,

sono quattro giorni che è chiuso lì dentro.

A questo punto, ci sarà la puzza.

Marta…

di sicuro sai che questo non ha importanza.

Non ti avevo detto che, se credi davvero, vedrai la potenza di Dio?

La tua unica priorità, in questo momento, è la fede.

Ve lo ripeto: togliete il masso.

Pronti? Uno, due, tre!

Coraggio! Usate le gambe!

Padre,

ti ringrazio perché mi hai ascoltato.

Lo sapevo che Tu mi ascolti sempre,

ma ho parlato così per la gente che sta qui attorno,

perché loro credano che Tu mi hai mandato.

"Mandato"?

Cosa sta facendo?

Ce l'ha detto l'altra sera, non ricordi?

Ha fatto queste cose, affinché noi e molti altri crediamo in Lui.

- Noi crediamo già in Lui. - Non tutti. E non su tutto.

Lazzaro, vieni fuori!

Lazzaro!

Lazzaro!

Ora sbendatelo.

Liberatelo da quelle fasce.

Marta?

Sì, fratello.

Sono qui.

Cos'è successo?

Tu sei…

Sei tornato.

Gesù?

Forse sto sognando?

Non è un sogno.

Ti sei risvegliato.

Quindi, stavo dormendo?

Sei tornato nella terra dei vivi, fratello.

Ti ringrazio.

Mi dispiace che sia andata in questo modo,

ma non del tutto. Perché esiste un disegno superiore per tutto questo.

Io mi fido di te.

So che ti piace quando mi mostro umile, ma sotto le bende sono nudo.

E ti serve un bagno.

E ho una fame da lupi.

Non essere così tragico, sono passati solo quattro giorni.

Quattro giorni?

Il sonnellino più lungo della tua vita.

Piano!

È tutto vero!

Le storie su Gesù di Nazareth sono vere!

Nazareth?

Devo tornare a Gerusalemme.

- Che succede? - Quello è Gesù di Nazareth.

- Tu sai chi è? - Ho già sentito il suo nome.

- Devo tornare, subito! - Perché?

Prima capiamo cos'è successo!

- Credo sia chiaro! - Sì, ma come?

Per favore, tornate alle vostre case. La shiva è finita. Grazie.

Perché non dici di non raccontarlo a nessuno?

Perché l'hai fatto davanti alla folla?

Perché è giunta l'ora.

Lo capirete.

È grandioso!

Non capite?

Questo miracolo finalmente unirà tutti quanti!

Insomma, ora nessuno potrà più negarlo!

- Tommaso… - Tranquillo, non fare così.

Ti aiuto io, forza.

Ti portiamo un po' d'acqua. Prendi dell'acqua.

Bevine un sorso. Tieni.

Cos'hai fatto?

Tommaso…

ti prego, ne parleremo.

Quando?

Presto?

Sono stanco di tutti questi "presto"!

- Tommaso, no, non qui. - Sì, proprio qui!

Maestro, guardami negli occhi.

Lo faccio.

- E lo farò sempre. - Non è una risposta!

Perché lui sì e Ramah no?

Perché non tuo cugino Giovanni? È insensato!

Scusate se vi interrompo, ma dobbiamo parlargli.

Il nostro Maestro ha delle questioni da sistemare. Per favore.

Tommaso.

Ancora non mi aspetto che tu possa capire.

Davvero.

Ciò che il Padre ha permesso…

ciò che io ho permesso,

è solo al fine di compiere la volontà di mio Padre.

È per la fede, e la crescita della Sua Chiesa.

Può essere devastante per te,

e perfino per me.

È davvero troppo, io non capisco.

Lo so bene.

E mi spezza il cuore.

Ma, ti prego,

resta con me, Tommaso.

Capirai quando sarà il momento.

Ciò che hai appena fatto, il miracolo, ha turbato molto un Sadduceo.

Bene.

Il Sadduceo è già partito per Gerusalemme.

So che tipo è, ti creerà problemi.

Non ne dubito.

E non ti importa?

Mi importa eccome.

Per questo l'ho fatto.

Ora, devo far visita al nostro amico.

Tommaso. Su, fratello.

Coraggio.

Ti stanno tornando le forze?

Sempre più, ogni minuto che passa.

- E i vecchi dolori? - Lo scatto al ginocchio?

Quello c'è ancora.

Non ti riconoscerei, senza.

No…

Va bene, ora basta.

Com'è stato?

Ve l'ho detto, è stato come un sonno profondo.

Non hai visto mamma o papà? O lo zio Lamech con l'occhio inquietante?

- Maria! - Mi terrorizzava, da piccola!

Ricordi quando lo chiamavi Ciclope?

A papà non piaceva!

Diceva che i vecchi poemi greci sono pagani.

Chissà se avrà entrambi gli occhi, dopo la resurrezione.

Se solo ci fosse qualcuno a cui poterlo chiedere…

- Maestro. - Come andiamo?

Il ginocchio scatta ancora.

Ti siamo grati, ma abbiamo qualche idea per la prossima volta.

Il Padre mi ha concesso un solo miracolo per te, quindi…

Va bene.

- Potrei restare solo con Lazzaro? - Cosa potremmo risponderti, "no"?

- Finiscilo tutto. - Va bene.

- E stai al caldo. - Certo, grazie.

- Si prendono sempre cura di te. - È come avere due madri.

Tre, contando la tua.

Beh, dev'essere molto bello.

Ha i suoi vantaggi.

Stavo per dire ad alta voce "che giornata".

Già…

Sarebbe veramente riduttivo.

Perché mi guardi così?

Sei seduta tranquilla.

E allora?

Guarda questo posto: è un autentico disastro!

E tu non stai facendo nulla per rimettere in ordine.

Versamene un po'.

Vorrei ci fosse un modo per ripagarlo.

Cosa si può donare a una persona…

che resuscita i morti?

E abbiamo sentito dire che ha anche moltiplicato pani e pesci nella Decapoli.

Di che mai potrebbe aver bisogno?

Di sicuro non ha bisogno di niente.

Forse è proprio questo il punto.

Allora, ti senti meglio?

A dir poco.

Di sicuro, hai una cera migliore.

Ti ringrazio.

Immagino che sembro parecchio riposato, dopo un sonno di quattro giorni.

Un riposo di quattro giorni…

Ma non lo è stato davvero.

Lo so bene.

Perché l'hai fatto?

- Avrei dovuto aspettarmi delle domande. - Dico sul serio.

Perché io?

Non è una quesitone di "chi", piuttosto di "quando".

- Sono contento sia toccato a te, ovvio. - Non capisco.

Il mio tempo sta per scadere.

Questo è stato l'ultimo.

L'ultimo cosa?

Segno pubblico.

Non compirai più altri miracoli?

Non da questa parte del…

Del?

- Ho una confessione. - Non hai fatto nulla di male.

Non è la confessione di un peccato.

È un'ammissione, che tu non sai.

Sono sicuro che non sia nulla di preoccupante.

Le tue sorelle ci avevano avvisato della tua malattia a Perea,

prima della fine del banchetto.

Avevo detto loro di non farlo.

Tuttavia, non sono venuto subito a Betania.

Dovevo fare una cosa, un sermone importante a Gerusalemme.

Nel tempio?

E com'è andata?

A parte la tentata lapidazione da parte dei sacerdoti?

- Direi, sopra la media. - Lapidazione?

Quindi, non tieni più a freno la lingua.

No.

Non posso più.

È arrivato il momento.

Ciò che hanno tentato di fare ieri, presto lo compiranno con successo.

La lapidazione o l'arresto?

Lo vedrai presto.

No, aspetta, non puoi farmi questo di nuovo.

Lazzaro, ti prego, ascoltami.

La tua attesa, i quattro giorni in cui le tue sorelle hanno pianto e sofferto…

- Sappi che non l'ho fatto per crudeltà… - Non lo penserei mai.

…ma affinché la gloria di mio Padre fosse rivelata a tutti tramite i fatti di oggi.

È stato doloroso per me vedervi soffrire,

e ancor più doloroso sapere che era necessario per chi l'ha visto,

soprattutto per i miei seguaci.

Ma ci sono coloro per cui questo scatenerà una serie di eventi.

Non è sempre stato così con i capi religiosi, fin dall'inizio?

Questa volta è diverso.

Ora hanno basi più solide per l'arresto.

- Sono uomini, devono salvare la faccia. - Ma è innegabile che tu sia il Messia!

Non è questo il punto.

E nemmeno i miei seguaci comprenderanno appieno.

L'ho detto loro tre volte.

È come se fossero incapaci di recepirlo.

Anche io mi sento incapace di recepirlo.

Anche dopo ciò che è successo oggi?

- Sono umano! - Anche io!

Ma, amico mio, tu sei il Figlio di Dio.

È vero.

Quindi, io non capisco.

In molti non capiranno.

Sentirsi frustrati è umano,

e io mi sento frustrato perché perfino i miei studenti non se ne rendono conto

e hanno dimenticato ciò che ho fatto.

E sono anche arrabbiato perché i capi religiosi

distorcono la fede in un'abominevole pantomima di finzione.

E ho terrore…

Terrore di ciò che verrà,

del calice che dovrò bere per esaudire la volontà di mio Padre.

- Così mi spaventi. - Sei giaciuto in una tomba,

e ora sei spaventato?

Lo sono per te.

Io ti amo, Gesù. Non voglio vederti soffrire.

Il Figlio dell'Uomo dovrà soffrire moltissimo.

No, non posso ascoltarti.

Il profeta Isaia vi ha mandato molti avvertimenti.

Sì.

Sì.

"Ma Lui è stato rifiutato e disprezzato dagli uomini,

come un uomo pieno di dolori…

e che conosce la sofferenza."

Erano solo…

parole su una pergamena.

Invece, ora, parlano di te,

in carne ed ossa.

È tutta un'altra storia.

Una storia che si avvicina alla fine.

- Perché non ti siedi? - Smettila di dirmi di calmarmi.

Sono stanco di sentirmi dire che devo fidarmi! Non mi fido più di Lui!

- Non è il momento di… - Hai visto cos'ha fatto!

- Abbassa la voce. - Tutti voi avete visto!

- Siediti. - Perché non ti siedi tu?

Io resto in piedi. Guarda cosa ti è successo.

- Guarda cos'è successo a Pietro! - Tommaso…

Avete visto tutti!

Devi uscire a parlare con loro?

Discuteremo tutto nei dettagli durante la cena della Pasqua.

Gli avevo chiesto una cosa! Una!

Nulla rimarrà non detto.

Per quanto riguarda Tommaso… Non può accettare le mie parole d'amore, stasera.

- Non toccarmi! No, che non mi calmo! - Lo consoleranno i suoi fratelli.

- Guarda il quadro generale! - Non esiste!

Vieni, devi mangiare qualcosa.

Non ho intenzione di dormire, non ho sonno!

Tommaso, dico solo che… Fermo! No!

- Devi ricomprarglielo. - Ah, sì, Matteo? Perché?

Perché quando Lazzaro perde una cosa merita di riaverla,

- e quando gli altri…? - Perché è buona educazione!

Veramente, sarebbe buona educazione non rompere vasi.

- Ne ho abbastanza di essere educato! - Non lo pensi davvero.

Allora, dimmi tu cosa penso, Andrea!

Senti, stai soffrendo,

- lo comprendiamo. - No, non è vero.

Altrimenti sareste offesi quanto me.

È inutile mettere la sofferenza su una bilancia e pesarla.

Ciò che è successo dovrebbe renderci più uniti che mai!

Dobbiamo mettere da parte le lamentele e prepararci a un grande cambiamento.

Fermo!

Non parlava di te! Non ha detto questo.

Sta' tranquillo. Cerchiamo di calmarci, d'accordo?

Mi dispiace per quello che sta passando, davvero.

Ma pensate a ciò che è successo oggi! In quanti l'hanno visto coi propri occhi!

I capi religiosi saranno costretti ad ammettere chi è veramente,

e collaboreranno con Lui per unire il popolo contro i nostri oppressori!

Questo è uno dei giorni più importanti nella storia del nostro paese!

Sono d'accordo. Dobbiamo solo essere più delicati con lui.

Ai capi religiosi di Gerusalemme non piace se qualcuno diventa più potente di loro.

Non sono sicuro che questo momento significhi ciò che pensi tu.

Se a loro Lui non piace, potrà estinguerli come una candela con una sola parola.

- Non ci vorrebbe altro. - È quello che mi chiedo anch'io.

- Cosa? - "Con una sola parola…"

Perché Gesù non l'ha guarito a distanza, come il figlio di Gaius?

Voleva che lo vedessimo tutti;

che vedessimo il masso rotolare,

e Lazzaro uscire dalla tomba con le fasce addosso.

Voleva anche che partecipassimo.

Avrebbe potuto spostare Lui il masso, e sbendare Lazzaro con una parola.

Ce l'ha detto l'altra sera, Matteo: l'ha fatto per farci credere.

Con me ha funzionato.

Se Gerusalemme iniziasse a credere in Lui, non potrebbe creare un esercito ribelle?

Lui non ha mai parlato di un esercito.

Ha gettato la mia spada nel fiume.

Alcuni di voi pensano troppo in…

Il tempo della misura e della modestia è finito!

Lui ci ha chiesto solo di venire e osservare!

- Perché discutiamo di questioni? - Perché potremmo perdere Tommaso!

Sentite, ieri Lui ci ha detto

che niente e nessuno potrà allontanarci dalla Sua mano.

Si riferiva alle "Sue pecore",

coloro che ascoltano la Sua voce e credono.

Magari, Tommaso non è una delle Sue pecore.

Un demonio si è impossessato di te?

- Come osi? - Rimangiatelo.

- State calmi. - Ho detto rimangiatelo!

Non disonorate Gesù comportandovi così!

Ha ragione.

Si è fatto tardi.

Sono successe molte cose negli ultimi due giorni. Ora riposiamo.

Mi dispiace, sul serio.

Chiedo scusa, davvero! Non era quello che intendevo.

Io amo Tommaso, è solo che…

È l'entusiasmo, io non…

Giacomo!

- Stai bene? - Sto bene, è tutto a posto.

Ehi, ehi.

- Arrivano a ondate, le fitte. - Dopo lo scontro di ieri?

Il dolore stava già peggiorando prima dello scontro.

Tommaso ha ragione:

perché aiuta tutti tranne Giacomo il Minore?

Non voglio parlare di me, stasera.

Dovremmo dare ascolto a Pietro e andare a riposarci.

Come puoi riposare, in queste condizioni?

È una cosa tra me e Dio.

Come dovrebbero essere molte delle cose di cui abbiamo discusso stasera.

- Vogliamo che tu stia bene. - Grazie,

ma restare qui a guardarmi non mi gioverà affatto.

Maria e Marta ci hanno preparato le camere, le stesse dell'ultima volta.

Non dormiranno finché noi non ci ritireremo.

Non è rispettoso farle rimanere alzate.

Ha ragione.

Io vado. Filippo, Natanaele, noi tre eravamo in camera insieme.

Andiamo.

- Che facciamo con… - Resto io finché non gli passa.

Mi serve solo qualche minuto.

Andate a letto, arriviamo tra poco.

Natanaele.

Io e Pietro recuperiamo Giovanni e Tommaso.

Il Signore del cielo sa che serviremo tutti e tre…

Giacomo, sei sicuro di stare bene?

- Restiamo noi con lui, gli passerà. - Grazie, Matteo.

- Devo solo sedermi… - Tieni duro.

Ti tengo io, appoggiati.

Grazie.

Hai avuto la tua risposta.

Cosa?

Non osserveremo la shiva.

Non questa sera.

Però, sono comunque addolorata.

Anche io lo sono.

Credo che sia perché Giuda aveva ragione.

Questo è stato il suo segno pubblico più eclatante.

Non dobbiamo più chiederci quando sarà "presto".

Più leggevo i canti di Davide, più sentivo la necessità di scriverne uno mio.

Per favore, tieni presente che non è finito.

Ancora non permetti alla gente di entrare nella tua mente.

E per le volte che lo hai fatto, ti sono sempre stato grato.

"L'oscurità non è assenza di luce,

sarebbe troppo semplice.

È qualcosa di più incontrollabile e sinistro.

Non è un luogo, ma una voragine.

Ci sono stata, una volta.

Più di una volta.

E sebbene io non potessi vederti né sentirti,

Tu eri là…

in attesa.

Perché l'oscurità non è buia, per Te.

Almeno, non sempre.

Hai pianto;

non perché il tuo amico fosse morto,

ma perché presto lo saresti stato Tu,

e perché non riuscivamo a comprenderlo,

o non volevamo farlo, o entrambe le cose.

L'imminente oscurità era troppo profonda per noi da afferrare.

Ma lo è anche la luce.

L'una doveva precedere l'altra.

È sempre stato così, con Te.

Lo è ancora.

Le lacrime scesero dai tuoi occhi e poi dai nostri,

prima che ogni luce nel mondo si spegnesse.

Il tempo stesso voleva morire insieme a Te.

A volte, ritorno in quel luogo.

O meglio, esso torna da me, non invitato.

La notte che era eterna…

poi non lo fu più.

Amaro, e poi dolce.

Ma, in qualche modo, l'amaro perdurava nel dolce senza mai andare via.

Ci avevi detto che sarebbe stato così.

Non con le tue parole, ma con la tua stessa vita.

'Un uomo pieno di dolori e che conosce la sofferenza.'

Noi non volevamo vedere quel dolore…

così abbiamo distolto lo sguardo. E così abbiamo soddisfatto la tua vera essenza:

'colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia.'

Ma ben presto non potemmo più nasconderci, né impedire al sole di tramontare

o di sorgere.

Ricordo che desideravi che ci fosse un altro modo.

E, ripensandoci ora, lo desidero anche io.

Ancora non so perché dovesse andare in questo modo,

l'amaro spesso si confonde con il dolce.

Forse non lo saprò mai.

Almeno, non da questa parte del…"

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