All language subtitles for The.Chosen.S04E06.Dedizione.1080p.AMZN.WEB-DL.DDP5.1.H.264-G66

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish Download
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

GIACOMO IL MAGGIORE SARÀ INTERPRETATO DA ABE MARTELL

La prima volta?

La conosci, tu c'eri.

Fammi contento.

Ero…

fuori sulla vecchia barca di Andrea, in mare.

Gran brutta serata quella.

All'inizio non avevo capito che fosse Lui.

Lo ricordi?

Credevo fosse un romano, pronto a rovinarmi la vita.

Poi cos'è successo?

C'è stato un momento in cui ho pensato che la mia carriera

e la mia reputazione stessero per essere distrutte.

Filippo mi aveva detto…

"Vieni a vedere".

E io l'ho fatto.

E…

Ecco, non so come descriverlo. So solo che…

Mi conosceva prima di conoscermi.

Ero in piedi vicino a Giovanni il Battista.

Giovanni lo strano.

E Lui è passato di là.

Così, dal nulla.

E Giovanni si è spaventato.

E ha detto…

- "Osserva". - "Ho mangiato una cavalletta".

Mangiava il suo pranzo lì.

Seduto assieme a tutti gli altri costruttori, a fare battute.

Io invece stavo andando a Gerusalemme.

Mi dispiace.

È solo che in questo momento…

È molto difficile parlarne.

Sapete.

Mi fa pensare a quanto sento la sua mancanza.

Ma dobbiamo farlo.

Lo so.

Solo che…

Con gli altri parlo di Lui tutti i giorni.

Ma…

È difficile con tutti voi. È diverso con tutti voi.

Raccontami della prima volta in cui lo hai visto.

Ero nella taverna.

Posò la sua mano sulla mia.

Ma non è affatto come sembra.

Non scriverlo, qualcuno potrebbe anche fraintendere.

Ancora non so che cosa includere.

Voglio raccogliere tutti i racconti.

D'accordo.

La quarta mattina della terza settimana del mese di Adar,

direi attorno alla seconda ora.

Non devi essere preciso.

Perché non vuoi che sia preciso?

Il mio sarà preciso.

La mia risposta non avrebbe senso.

Mettimi alla prova.

A malapena ricordo il tempo in cui non lo conoscevo.

Ricordo un calcetto.

Va' avanti.

Figlio mio, ma perché fai tutto questo?

Perché adesso?

Perché stiamo invecchiando e le nostre memorie stanno…

Intendo, perché adesso, durante la shiva?

Perché ora siamo tutti qui.

- Devo raccogliere le memorie… - Sei in lutto per Giacomo il Maggiore.

Non sarà l'ultimo di noi a morire così.

Chissà quando e se vedrò di nuovo gli altri?

Non ho fretta di scrivere un libro intero, ma…

voglio raccogliere le storie dei testimoni, finché siamo insieme.

Matteo non vuole scrivere qualcosa?

Lui scrive solamente quello che ha visto e quello che di persona gli ha detto Gesù.

Ma io ero presente in occasioni che Matteo non conosce.

Ero parte della sua cerchia più intima.

Lui mi amava.

Lui amava tutti voi.

Solo che tu senti più spesso il bisogno di parlarne.

Io preferisco custodire tutte queste cose nel mio cuore.

Lo sai che se tu dovessi scrivere ogni singola cosa che ha fatto,

il mondo intero non potrebbe contenere i libri che scriveresti.

Un aforisma.

È buono, credo che lo scriverò.

Vedi, madre, se non scrivo subito queste cose,

la storia le dimenticherà.

Giacomo approverebbe.

Da dove comincerai?

Dal principio, naturalmente.

Solo che…

Non so da quale principio.

Dalla nascita?

Prima.

Dalle sue origini?

Di sicuro Matteo se n'è già occupato.

Magari dalle profezie? La promessa ad Abramo?

Pensavo di cominciare da Abramo, ma c'è così tanto prima di lui.

- Che cosa c'è prima di Abramo? - Noè.

E prima di lui?

- Il giardino. - Il giardino. Puoi iniziare da lì.

Ma voglio che si sappia che Lui è più

di ciò che si può vedere o toccare.

Cosa c'è prima del Giardino?

"In principio, la terra era informe e deserta."

Ogni volta che lo sento penso a voi due.

Non posso pensare a quello che ha subito.

E gli altri…

Non ricorderanno neanche il suono della sua voce.

Saranno solo parole.

Ha detto che non erano solo parole.

Il cielo e la terra passeranno.

- Le mie parole non passeranno mai. - Le mie parole non passeranno mai.

Sono eterne.

Troverai l'inizio giusto.

Prenditi il tuo tempo.

Io vado a letto.

Preferirei pulire la latrina dopo il fine settimana.

Puzzeresti per un mese.

Io rammenderei ogni buco nelle vele di abba.

Ti cuciresti le mani assieme nel farlo.

Io piuttosto lotterei con un pesce spada.

- Cioè, ti tufferesti sott'acqua? - Intendevo con l'amo.

Ma lo catturerei a mani nude

pur di non passare un'altra notte con questa gente.

Sai che hanno una spada sulla faccia, vero?

Questa è fortuna, fratello.

Seminiamo il campo mentre gli altri devono star dietro al maestro a Sicar.

Non è fortuna. Lui ci ha scelti.

- È profondo due dita? - Sì. E a tre palmi di distanza.

Perché ha mandato noi?

Lavoriamo bene.

E forse sa che non ci piacciono i samaritani.

- Forse Gesù preferisce noi e basta. - Sì, dev'essere così.

E secondo te perché preferisce me?

Per la stessa ragione per cui piaci a me.

Non sei di ostacolo a nessuno, intellettualmente o fisicamente.

Grazie, fratello.

Aspetta un secondo.

Io vorrei sapere per chi stiamo seminando.

Ha detto che sfamerà per generazioni.

Forse per i viaggiatori. Persone di passaggio come noi.

"L'ospitalità non è solo per chi ha una casa, Giovanni."

Non mollare il lavoro.

- È tardi ormai. - Già, anche per me.

Dai, muoviamoci. Non voglio perdere questo lavoro.

Preferirei…

parlare con Matteo per un minuto intero.

Io preferirei ascoltare le battute di Andrea.

Sicar è dall'altro lato del monte Ebal.

E la mappa dice di andare verso sud lungo il lato est.

- Forse è il Bivio per andare verso Silo. - Forse è troppo presto.

Sì, in teoria.

Ma è un fatto che dobbiamo andare a sud

perché se andiamo a ovest troveremo la città ostile di Sebàste.

Si fa prima. Passiamo tra il monte Garizìm e il monte Ebàl.

- Ma è più pericoloso. - Non se evitiamo le città.

Non si possono evitare sulle strade. Servono a questo, a collegare le città.

Mia figlia non viaggia lontano dalle strade.

Kafni, ti ho promesso che proteggerò Ramah dai pericoli.

Sei in grado di proteggere te stesso?

Col dovuto rispetto…

Sei in cammino verso Samaria per incontrare uomini che non conosci.

- E una donna. - Una donna assieme a un gruppo di uomini.

Non parlarmi così, ragazzina.

È davvero da folli.

Chiediamo a loro.

Shalom.

Ehi! Perché ti rivolgi così a nostra madre? Ebreo!

Taddeo ne ha contati 50 in piazza, ma ne arriveranno altri a minuti.

- Gesù è pronto? - Sì, nella sua stanza.

Gli serviva un momento da solo.

- Ha molte richieste da ascoltare. - È dall'alba che ascolta gente.

- Gli serve una pausa. - Gli porto dell'acqua.

Molti non erano andati via dopo il sermone?

Infatti, hanno chiamato parenti e amici e sono tornati. Triplicati.

- Qui a Sicar abitano circa 2000 persone. - Senza contare donne e bambini.

Ci sono 12 ore di luce al giorno adesso.

Rimarremo qui due giorni, quindi abbiamo 24 ore.

Perciò gli uomini da sentire ogni ora sono 83.333333…

- Com'è lo 0,33 di un uomo? - Simone.

La folla è sempre più grande, dobbiamo capire cosa fare.

Perché non gli spieghiamo la situazione, così decide lui?

- Deciderà lui in ogni caso. - Glielo dico io.

Quanti stadi è lunga questa città?

Ti ho portato dell'acqua e…

Maestro? Maestro?

Per calcolare quanti cubiti quadri coprire in un'ora.

Calcolare? Cubiti quadri all'ora?

Il suo lavoro richiede l'impegno di tutti.

Nessuno qui ci mette più impegno di me.

- Se n'è andato. - Che significa?

Non è nella sua stanza, non è in casa.

- Lo abbiamo perso? - Non direi proprio perso.

Va bene. Giacomo, tu va' a sud della città. Andrea ed io andiamo a nord.

- Di' a Taddeo di controllare la folla. - E io?

Rimani qui, in caso tornasse.

Sarò presto di ritorno. Non vado lontano.

Restando qui ho più probabilità di trovare Gesù per primo.

Meglio così.

- Perfetto. - Già.

- Hai visto il maestro di Galilea? - L'uomo arrivato ieri.

- Era nella piazza! - Il maestro.

- Alto così, barba, capelli lunghi. No? - Il maestro?

- No. - Ehi!

Lo chiamano Gesù di Nazareth. È passato di qua?

Avete visto il maestro Gesù?

Signore?

Per caso hai visto il maestro, da queste parti?

- Sì, è passato di qua. - Il maestro?

Sì, ma tornerà nella piazza della città?

Aveva… un impegno.

- Dov'è che è andato? - Giù per questa via.

Volevo tornare da lui, devo portare una mia amica. Lui non predica più?

Ci sarà, predicherà ancora. Non rimarrai delusa.

Ecco fatto.

Ora è fissato bene.

Allora era l'asse.

L'ho detto a mio fratello che era l'asse.

A volte serve solo un nuovo paio di occhi.

Ora passami della pece e poi sarà come nuovo.

Sì.

Sei molto bravo. Dovresti restare in città e aprire un negozio.

Tu dici?

Un negozio.

Maestro!

Veloci, chiamate gli altri.

Quella donna ti può presentare tutti i samaritani di questo paese.

Io lo spero.

Fa caldo.

Shalom.

Shalom.

Io non ti conosco.

Forse hai sbagliato posto.

Noi stiamo cercando Gesù.

Come tutti.

Oh, siete qui!

Tommaso e Ramah, giusto?

Sì. Maria?

Che memoria.

Che bello avervi qui.

È un piacere rivederti, Maria.

Lui è il padre di Ramah, Kafni.

Dove sono tutti quanti?

- Fuori a cercare Gesù. - Si è perso?

Lui non si perde mai, forse gli serviva un momento.

La gente fremeva per conoscerlo. Ha convertito molti cuori.

So come funziona.

Allora, il tuo amico non è poi così maleducato.

Oh, Tommaso, lui è Matteo.

Matteo. Tommaso.

Eri a casa di uno sconosciuto e quando ti ho aperto hai detto:

"Non ti conosco".

Questa è maleducazione?

È stato un viaggio faticoso. Non è facile trovare questo posto.

E poi i samaritani. Pensavo ci avrebbero fatti a pezzi.

Samaritani ed ebrei sono nemici storici.

Lo so bene.

E sapevo che sarebbe stata un'impresa,

ma è come se avesse reso intenzionalmente difficile seguirlo.

Voglio ringraziarlo per aver salvato la reputazione del mio vigneto

e le vostre carriere.

Anche se a voi questo non importa.

Sono lieto di aver trovato te, almeno.

- Ma perché non sei… - Sono rimasto.

È probabile che torni nell'ultimo posto in cui è stato.

Un po' più lontano dalla città sarebbe stato quello che avrei detto.

Ma su che cosa ti basi?

Non è più probabile che sia andato alla prossima tappa?

Non ha un programma preciso.

Potrei aiutarlo a organizzarsi, allora. Me la cavo con cifre e orari.

Sono la mia specialità.

Ce l'hai fatta!

È un piacere vedervi. Piacere mio.

- Oh, scusa, è una lunga storia. - Stavamo lavorando.

Perché sappiamo che Dio si dedica più agli ammalati che a coloro che sono sani.

Pensatela in questo modo.

C'è forse qualche pastore, tra la folla?

Io.

Benvenuto. Siamo onorati di averti qui.

I pastori hanno un luogo molto speciale nel mio cuore.

- Chi custodisce il tuo gregge ora? - Mio fratello. Facciamo a turno.

- Quante pecore avete? - Ne abbiamo 100, maestro.

E se una di loro si perdesse, che faresti?

Andrei fuori a cercarla, ovviamente.

Ovviamente. Ma allora, le altre 99?

Dovrei lasciarle sole. Non posso perdere quella pecora.

E se la ritrovassi?

Me la caricherei in spalla e la riporterei a casa.

E forse mi metterei anche a ballare!

E che diresti ai tuoi amici che erano in pensiero per te?

"Rallegratevi con me, ho trovato la mia pecora perduta!"

Sentito cosa ha detto?

Prova più gioia per quella singola pecora

che per le altre 99 che non si sono mai smarrite.

Quindi secondo il volere di mio padre, neanche una delle pecore deve morire.

Allo stesso modo, io vi dico

che ci sarà più gioia nel cielo per un solo peccatore che si pente,

che per altre 99 persone giuste a cui non serve conversione.

Guardali bene.

Non si distinguono gli ebrei dai samaritani, da come lo ascoltano.

Avete visto quella donna e sua figlia?

- Per me Simone le ha viste. - Sì, mi commuovo sempre.

- Non è vero! Però… - Shalom.

- Ehi, sei arrivato. Ce l'hai fatta. - Certo che sì. Tommaso.

- Che piacere vederti. - Il piacere è mio.

- Ti ricordi di Ramah? - Come potrei dimenticarla?

Ti unisci a noi anche tu?

Beh, maestro, ti presento mio padre, Kafni.

Oh, certo.

Proprietario del vigneto che ha prodotto quel vino così buono per i miei amici.

- Shalom! - Molto gentile da parte tua.

- Immagino tu voglia parlare con me. - Se hai un po' di tempo,

- ti volevo fare delle domande. - Perché sei un buon padre.

Ecco che cosa ti propongo, se sei d'accordo.

È stata una lunga giornata per entrambi.

In questo edificio ci sono camere libere per voi.

Quindi, perché non ci riposiamo,

e domani mattina parliamo di ogni cosa.

- Suona bene? - Io…

- Immagino si possa fare. - Allora è un patto!

Grazie. Siamo entusiasti di avervi con noi.

Ora, se mi scusate tutti per qualche momento,

devo parlare con due uomini

che hanno reso un notevole servizio alla comunità quest'oggi.

Ti accompagniamo noi, maestro.

Come volete.

Siamo arrivati.

- Che è successo? - Stavo giusto riferendo agli altri

il lavoro che avete fatto oggi. Notevole.

Sarete affamati.

Sì, avevamo fame.

Mangiate. Recuperate le forze.

Quando avrete finito, dite agli altri ciò che avete fatto.

Spero che tutti quanti prendano nota del lavoro di Giovanni e Giacomo.

Buonanotte, amici.

- Dove siamo diretti? - Oh, io ne so quanto te.

Gesù gli ha affidato un compito e ci ha detto di seguirli.

Non lo capisco neanche io.

Hanno parlato di pietre e scavi.

Sono dei capi adesso?

Questo non lo so.

Secondo me pescare è più difficile, ma…

Non ho mai fatto lavori pesanti.

Mi sa che ti tocca partecipare come tutti noi.

La lista di cose che può fare è lunga.

Prima di tutto, c'è un lazzaretto a ovest, lo implorano di andare.

Non sono ammessi in città, quindi non possono sentirlo.

Le leggi di ebrei e samaritani impongono una distanza di 4 cubiti dai lebbrosi.

E che distanza dobbiamo tenere dai samaritani?

Siamo stati a meno di quattro cubiti da un lebbroso.

Dico solo che se Lui infrange la legge si solleva un polverone.

E per cena siamo stati invitati dal tesoriere della città.

Ma dobbiamo incastrare questo invito con un altro,

a casa del Gran Sacerdote di Sicar.

Potrebbe essere un problema.

E perché?

Perché le credenze dei samaritani sono opposte a quelle degli ebrei.

Potrebbe tentare di cogliere Gesù in fallo.

Non credo che abbia paura di essere colto in fallo.

Sto solo dicendo che…

Possiamo anche andare da qualcuno che voglia di ascoltarlo, senza discutere.

Se convince il rabbino,

il messaggio verrà predicato anche quando sarà andato via.

Facciamo decidere il capo, eh?

Che ne pensi? A cena con il tesoriere, o col sacerdote?

Nessuno dei due.

- Con chi ceniamo allora? - Molte persone

- gli vogliono parlare. - Sì, ma…

La cena la fa Lui.

- È questo il compito. - Ah sì? Allora è questo? Ah.

Vi dà soddisfazione, eh? Sapere che cosa ha in mente.

Lo dici proprio tu, Simone?

- Che vuoi dire? - Ha detto a noi i suoi piani. Quindi…

Matteo, dividi i soldi di conseguenza. Taddeo, compra il pane. Serve per 12.

- Tredici. - 13 persone.

- Azimo, segale, integrale, farro, grano? - Misto. Scegli tu.

Tredici? Chi sono gli altri?

Giacomo, compra un cosciotto d'agnello, compresi stinco e filetto.

- No, due cosciotti d'agnello. - Abbiamo solo…

- Andrea? Uva, ribes. - Ciliegie.

- Ciliegie, se le trovi. - A questo ritmo non rimarrà molto…

All'inizio del viaggio, non pensavamo di trovare tanto oro, giusto?

Lo stiamo utilizzando bene.

- Simone? - Sì, padrone.

- Tre otri di vino. - Fatto.

Matteo? Pepe nero, erba cipollina, sale, olio d'oliva.

- Ma così non ci arriviamo nella Giudea. - Abbi fede, Matteo.

In Lui.

Maria? Tu cerca porri, aglio e cipolla. Va bene?

- E voi due che farete? - Andiamo via dalla strada.

- Perché? - Samaria ha un grande problema.

Ci sono troppi samaritani.

- Ciao di nuovo. - Oh!

- Tre otri di vino, grazie. - Di che tipo?

Rosso. Qualcosa con chiodi di garofano?

Simone!

Eccoti qua! Cercavo proprio tutti voi!

- Sei fortunata, siamo tutti al mercato. - E che fate?

- Vuole predicare qui? - Facciamo la spesa, pensa un po'.

Quell'uomo mi ha detto…

Tutto ciò che ho fatto in vita mia. Sì, lo abbiamo sentito anche noi.

E date le sue parole, crediamo che sia Lui l'eletto.

Non serve ripeterlo in continuazione.

- Ecco. - No, solamente tre.

Offre la casa.

Qualsiasi cosa per Lui.

Ti ringrazio.

Simone, devi consegnare un messaggio.

Sì!

- Tutti quanti? - Sì.

Ma siamo dieci.

Ti prego.

Scusa, Abba. È stata una mattina piena.

Ti preparo dell'avena.

Per te che sta facendo?

- Devo parlarci un momento. - Ha parlato di un breve giro.

- Presto sarà di ritorno, padre. - Devo dirgli delle cose.

Sei fortunata che sia venuto fin qui con te. Potevo anche non farlo.

Non posso decidere per Tommaso. Lui può sbagliare, se vuole, ma tu…

- Gli devo dire delle cose. - Lo so.

E te ne sono grata.

Avena.

Presto la farai in mille modi diversi,

perché questo si mangia quando non si ha un lavoro e non si vive con la famiglia.

Kafni, buongiorno. Grazie per la pazienza.

Dovevo vedere della gente prima del nostro importante colloquio.

Il tuo letto era confortevole?

Sì, anche se devo dire che non ho dormito bene.

So che significa preoccuparsi per qualcuno di cui si è responsabili,

ma io non sono un padre.

Immagino che tutto questo ti dia da pensare.

- Possiamo… - Certo.

Prima voglio dirti perché sono qui.

Voglio ringraziarti per qualsiasi cosa tu abbia fatto al matrimonio.

Hai salvato la reputazione del mio lavoro, di mia figlia e di Tommaso, dalla rovina.

Ramah e Tommaso sostengono che tu abbia compiuto un miracolo.

Ora, io sono un vecchio.

Devo andare per la mia strada, e non ho più tempo per essere poco diretto.

Qui siete al limite della blasfemia.

E non sono propenso a credere che un uomo di Naz…

Che un uomo…

abbia compiuto un miracolo.

E non sono propenso a dare a mia figlia la benedizione per lasciare casa.

Ma…

Sono in debito con te.

Ed è per questo che ora sono qui in questo posto.

Grazie per l'onestà.

Non ti posso dare la mia fede o la mia devozione,

quindi temo che l'onestà sia l'unica cosa che ho, dopo aver rinunciato a mia figlia.

Io ti capisco.

Chiedo molto a coloro che mi seguono.

Ma chiedo poco a chi non mi segue.

Sembrerò maleducato…

ma ho detto ciò che volevo dire.

- Kafni. - Tommaso.

Solo un momento.

Ti ho ammirato a lungo per il tuo impegno nel lavoro

e hai reagito bene dopo la perdita di tuo padre.

Ma questo è davvero da folli.

Non fingerò che non lo sia.

Ci rivedremo quando chiederai la mano di mia figlia.

- Kafni, io… - No. Non sono uno stupido.

Tu può darsi di sì.

Ma io no.

E quando arriverà quel giorno, non so che cosa dirò.

Prenditi cura di lei.

Shalom.

Lavoro da professionisti, ragazzi.

Eccezionale.

Avessi visto com'era messo.

Erbacce e poi rami, sparsi dappertutto.

Abbiamo ripulito e seminato in un solo pomeriggio.

L'avete già detto.

Ben fatto.

Davvero un bel lavoro.

Che ci facciamo qui?

È dove ceneremo stasera.

Qualcuno ci vive?

Devi essere Melech.

Sono io.

- Tu sei il maestro? - Gesù di Nazareth e i miei discepoli.

Sono in debito di gratitudine con te.

Farei un inchino, ma come vedi…

Giovanni e Giacomo il Maggiore si sono dati da fare.

- Il campo è tuo? - È mio.

Noi credevamo fosse per i viaggiatori.

Su, avanti, dimmi che vuoi.

- Dov'è la trappola? - Trappola?

Tu non mi conosci per niente. Sei un ebreo.

Vieni fino a qui dalla Galilea per predicare.

E mandi i tuoi discepoli a seminare la mia terra.

Fotina ci ha detto la tua situazione.

Lei mi ha detto tutto di te. Che cosa cerchi qui?

Io non ho denaro.

Non posso fare donazioni al tuo ordine.

Non posso sfamare la mia famiglia.

È questo che voglio.

Che cosa?

Che condividessi un pasto con me e i miei amici.

Sono molto dispiaciuto, ma noi non abbiamo cibo.

Neanche per noi stessi.

Il cibo l'abbiamo noi.

Ti prego.

Ne saremmo onorati.

Per poco non si ribaltava.

La rete tirava così forte che ero convinto che mi avrebbe staccato le braccia!

Giacomo e Giovanni se la sono presa comoda per aiutarci!

Siete venuti dopo che vi ho chiamati cinque volte!

E così, lo avete seguito fin qui a Samaria.

Gli avevamo proposto di passare lungo il Giordano.

Non hai pensato che fosse pericoloso, per te?

Ovviamente.

Quand'ero solo una bambina,

mio padre mi disse che il Messia avrebbe messo fine alle pene e alle sofferenze.

Ma se siete le persone che dite di essere, quand'è che lo farete?

Io sono qui per predicare la buona novella del regno dei cieli.

Un regno che non fa parte di questo mondo.

Un regno che arriverà presto.

E in questo regno…

tristezza e lacrime non esisteranno.

Io apro la strada per far accedere le persone a quel regno.

Ma in questo mondo…

le ossa ancora si rompono,

i cuori ancora si spezzano.

Però alla fine…

la luce sconfiggerà ogni tenebra.

A proposito di ossa rotte.

Com'è successo?

Sono caduto da cavallo.

Ma non ho visto il pascolo.

Non… non era mio.

Ah, era di un amico. È sempre pericoloso.

No, non… Non esattamente.

Ascolta.

Tu hai fatto davvero tanto per me, ma io non me lo merito.

Andiamo Rebecca, è ora di dormire.

- Dai la buonanotte ai nuovi amici. - Buonanotte.

Buonanotte.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Se sapessi chi sono non mi avresti aiutato.

Non è vero.

Noi ebrei facciamo così.

Raccontiamo e ascoltiamo storie.

Le nostre storie ci uniscono.

Raccontami la tua storia.

Non avevamo soldi, né cibo.

La mia piccola Rebecca, ormai le riuscivo a vedere tutte le ossa.

E Chedva, i suoi occhi erano grigi.

Poi, con la siccità, non c'era lavoro in giro.

Un mio amico a Tirathana era nella stessa situazione.

Siamo andati a sud, oltre Efraim,

per nasconderci sulla strada da Gerusalemme a Gerico.

Ho aggredito un ebreo che viaggiava da solo.

Lo abbiamo spinto giù dal cavallo, gli abbiamo preso soldi e vestiti.

Lui ha lottato allora Disòn l'ha colpito forte.

Lui ha sbattuto la testa. E probabilmente è morto.

Disòn ha preso gli averi dell'ebreo per venderli ai trafficanti di Anatot.

E io dovevo andare a nord per vendere il cavallo a un avamposto romano.

Ma poco dopo il cavallo si è impennato, sono caduto e mi sono rotto la gamba.

Così ho dovuto…

trascinarmi sui gomiti fino alla città più vicina,

lì ho supplicato per un passaggio a Sicàr, messo peggio di prima.

Così adesso sai che cosa hai fatto.

L'uomo che hai aiutato è un criminale.

Non passa giorno in cui non penso a quel povero ebreo,

nudo e solo sulla strada. Penso che sia morto.

Forse sono un assassino.

L'ebreo non è morto.

È arrivato qualcuno ad aiutarlo.

Tu come lo sai?

Melech,

lo so.

Te lo assicuro. Lui non è morto.

Perché io?

Perché sei venuto fin qui a casa mia?

Non è vero che in città cadono tutti ai tuoi piedi?

Il pastore lascia le altre 99 pecore sulla montagna

per cercare quella che si è smarrita.

Che cosa vuoi?

Credi alle mie parole.

Torna alla sinagoga. Leggi la Torah.

- Non ho imparato a leggere. - Ascolta chi legge la parola a voce alta,

e apri ad essa il tuo cuore.

Vedi che succede.

- E poi che cosa? - Dillo agli altri.

Tu sai che crimine ho commesso. Senza pietà!

Vuoi aiutare un uomo come me?

Lo vorrebbe.

Dormici su.

Rimaniamo in città per un altro giorno.

Si è addormentata.

Meglio se adesso torniamo in città, prima che sia troppo tardi.

Sì.

Non si sa mai che criminali si nascondono in attesa lungo la strada.

Troppo presto?

- Gliel'hai detto. - Credo lo sapesse già.

Posso?

Dormi bene stanotte, amico mio.

- Grazie di tutto. - Grazie.

Sei sicuro che sia questo?

Non lo so.

Questo è l'indirizzo che mi hanno dato.

Sarò onesto con voi,

ho solamente cinque camere libere e due sono anche messe male.

Ora basta, sono abituati a dormire per terra. Credo che staranno bene.

Siete sicuri che non sia un problema?

Tanto sto morendo, la casa non mi serve più.

Dov'è Gesù?

Hai decisamente rianimato le persone in città.

Io, per adeguarmi sono di buon umore!

- Ora entrate. - Entrate.

Entriamo? Bene.

E una delle camere è infestata. Dalla mia defunta nonna.

- Io prendo quella, allora. - Non hai capito chi è?

- Non ha paura dei fantasmi. - Io un po' sì.

Melech?

- Che succede? - Abba?

- Che c'è? - La mia gamba!

- Non fa male! Non sento… - Dici davvero? Vieni.

Non fa male.

Cosa?

Melech, Melech! È stato lui! È stato lui!

Che c'è da ridere?

Ho saputo che una famiglia ha avuto un buongiorno davvero inaspettato.

Chi? Melech?

Che è successo?

Riesci a fare dei miracoli senza essere presente?

Non essere sorpreso, Giovanni.

Un giorno avrai l'autorità di fare le cose che faccio io. E anche di più.

Aspetta, chiedo scusa. Lo puoi ripetere?

- Allora, come avete dormito? - Ecco, non tanto bene.

Mi sono spaventato perché Neria ha detto che questa camera è infestata.

Oh, ma andiamo. Non è infestata.

Perché non l'hai corretto quando l'ha detto?

Non dico tutto in una volta ai neo convertiti, Giacomo il Maggiore.

Bene, pronto per la colazione.

Io ti rendo grazie, o mio Signore o Re Vivente ed Eterno,

per avermi restituito l'anima con compassione.

Abbondante è la Tua fedeltà.

- Scusa. - Con permesso.

- Il tesoriere ti vuole ancora a cena. - Anche il sacerdote.

Quello è un bel rischio.

Solo se discutono su chi fa la Torah migliore.

- Ma sarebbe un bel riconoscimento. - Non dimenticate il lebbrosario.

- Dove vai? - A camminare.

Non abbiamo un programma.

Qualsiasi cosa faremo, sarà una giornata molto lunga.

- Mi serve del tempo da solo. - Ti serve protezione.

Basta con la protezione.

Me la caverò.

Starò via per poco.

Ma dove possiamo trovarti?

Cercate e troverete.

- I suoi indovinelli. - Non mi sembrava un indovinello.

Se lo cercherete, lo troverete.

A me non risulta.

- Ah sì? Che ti risulta? - So che l'hai cercato e non l'hai trovato.

Ve lo siete perso quasi per un giorno intero, l'ha detto Matteo.

Lui va dove vuole, quando vuole.

Sì? Noi dobbiamo fare di meglio.

Ma li senti questi due?

Scavano un po' di fango e all'improvviso prendono il comando.

Crediamo che serva un capo, ok?

A parte la sicurezza, serve un programma.

Non si tratta solo di oggi.

La vera domanda è dove andiamo quando finiamo qui.

Ci arriveremo.

Giacomo e io abbiamo fatto il programma del mese prossimo.

- Mese? - Cominceremo con una visita al tempio.

La prima da quando manifesta in pubblico i suoi insegnamenti.

- Una visita agli scrivani di Qumran. - Dopo la predicazione a Ebron.

- Aspettate! - Ha detto che siamo bravissimi coi piani.

- Credo abbia detto "piante". - Ci ha fatto i complimenti per il lavoro.

- Vi ha mandati lì per una lezione. - E abbiamo fatto una buona impressione.

Mettiamolo ai voti.

Certo. Va bene.

Tutti a favore del piano di Giovanni e Giacomo?

Un programma sarebbe opportuno.

- No, io non voto. - Neanch'io.

- Perché no? - Sono nuovo.

La mia opinione non conta. E nemmeno la vostra.

Chi è contro?

Va bene. Peccato che la pensiate così.

Ma sappiate che a me non sta bene perderlo per tante ore al giorno.

E non mi sta bene discutere sempre su dove dobbiamo andare.

Allora non discutere.

- Dove stai andando? - A dire a Gesù del piano.

- Hanno detto di lasciarlo in pace. - E che le nostre opinioni non contano.

Perciò deciderà lui.

Perché ha scelto noi per lavorare il campo?

Comincio a chiedermelo.

- Avessi saputo che era di un samaritano… - Andiamo. Gesù sa che fare.

- Maestro? - Non potevate aspettare?

Perdonaci, ma volevamo chiarire alcune cose, se va bene.

Certamente.

Quanti ebrei lontani da casa!

È vero, siamo molto lontani. Shalom a tutti voi.

Abbiamo un saluto tradizionale.

- Non alzate un dito. - Era un avvertimento.

- Provaci ancora e vedi che succede! - Silenzio, Giacomo.

Shalom anche a voi.

- Voi, sporchi cani! - Ho detto silenzio!

- Lasciaci fare qualcosa. - A che servirebbe?

- A difendere il tuo onore. - Ti hanno insultato e umiliato.

Meritano di essere colpiti da un fulmine e bruciare all'istante!

Sì! Fuoco dal cielo!

- Fuoco? - Hai detto che potevamo farlo.

Di' una parola e accadrà.

Perché no? Non possiamo fidarci di quella gente.

Non dovevamo venire qui, in ogni caso. Loro non ti meritano.

Secondo voi perché vi ho mandati al campo? Che cosa volevo insegnarvi?

A dare una mano?

Credi che si trattasse soltanto di questo? Essere bravi contadini?

L'ho fatto per dimostrarvi che quello che facciamo qui proseguirà per generazioni.

Quello che ho detto a Fotina al pozzo, lei l'ha trasmesso a tante persone.

È come piantare un seme che avrà un impatto su molte esistenze.

Non riuscite a vedere cosa sta succedendo?

Quelle persone, che odiate così tanto,

credono in me senza aver visto un miracolo.

È il messaggio, la verità che gli abbiamo dato.

E voi cercate di impedirlo

perché qualche persona di una regione che non vi piace è stata cattiva con voi?

Loro non sono degni? Siete davvero meglio?

Voi siete più degni? Beh, vi dico una cosa. Non lo siete.

È proprio questo il punto.

Per questo sono qui.

- Mi dispiace. - Scusa, maestro.

Quando accogliamo i fedeli,

voi due dovete mostrare il cammino.

Dovete essere umili.

Lo faremo.

Volevate usare il potere di Dio

per far piovere fuoco e bruciare quelle persone?

Suona male se lo dici in questo modo.

Voi due…

siete come una tempesta sul mare.

Andiamo.

Ogni occasione è buona per scagliare tuoni dal petto.

Infatti…

Vi chiamerò così d'ora in poi.

Giacomo e Giovanni, i figli del tuono.

Sarebbe un bene o è un male?

Quest'oggi, non è stato un bene.

Ma una forte passione può essere un bene, se si usa per la giustizia.

Ma l'autorità di cui abbiamo parlato vi sarà data più avanti,

o magari a piccole dosi, finché non vi sarete calmati un po'.

Giacomo, Giovanni, che brutta cera. Che è successo?

È successo che Giacomo e Giovanni dovevano ricordare che siamo a Samaria

a piantare semi, non a bruciare ponti.

Maestro, abbiamo un ospite

che vorrebbe consegnarti un invito di persona.

Maestro, ecco Ghershon, sacerdote di Sicàr.

Ah, sì. Ho sentito molte cose.

E io ho sentito parlare di te.

Hai benedetto il villaggio più di quanto meritasse.

Per noi è un piacere poter essere qui.

Ma ho saputo che è il vostro ultimo giorno a Sicar.

Oh, sì, le voci girano.

È vero, maestro.

Ci faresti il grande onore di leggere la pergamena di Mosè,

nella nostra umile sinagoga?

Ovviamente.

Eccoli qua.

Nel giusto ordine.

Bereshìt, "In principio". Shemòt, "Nomi", Vayìkra, "E chiamò".

Bamidbàr, "Nel deserto" e Devarìm, "Parole".

- Ti lascio fare la tua scelta in privato. - Grazie.

- Gershon? - Sì, maestro?

- Puoi chiamare il mio discepolo Giovanni? - Certo.

I cinque libri di Mosè, e nient'altro.

Rimane fuori così tanto.

È vero.

Però dobbiamo pur cominciare.

Per te, cosa dovrei leggere?

Magari…

Mosè che colpisce la roccia invece di parlarci?

O Balaam che colpisce l'asinella quando impazzisce?

Non mi tormentare.

Allora quando Mosè spezza le tavole?

O Gionata che scappa via dal tavolo della cena?

Sansone che abbatte gli uomini di Ascalona.

- Aspetta, non hanno queste pergamene. - Ho capito, ho capito.

Mi serve qualche suggerimento per la lettura.

Non posso.

Dopo oggi, e anche dopo ieri,

non mi sento degno di tanto.

Chi è degno di qualcosa?

Tu?

Ma nessun uomo, a quanto pare.

Io sono un uomo, Giovanni.

Eppure…

Io sono quello che sono.

Fatto la tua scelta, maestro?

- Maestro? - Un attimo.

Scusa. Un attimo.

Iniziano a perdere la pazienza.

Allora…

Il tuo passaggio preferito tra i primi cinque?

Il tuo?

Non saprei.

Mi piacciono tutti.

Ci credo.

Forse a me piace il principio.

Dove Dio semplicemente parla e il mondo inizia ad essere.

Già.

Come ha scritto David: "Dalla parola del Signore,

furono creati i cieli".

Sai, i greci usano "parola" per descrivere la ragione divina.

E questo le dà forma… e significato.

Questa mi piace.

E ho un ricordo molto caro.

Leggerò la prima pergamena di Mosè.

In principio,

Dio creò i cieli e la terra.

"In principio…

era il verbo."

"E la terra era vuota…

e senza forma."

"E il verbo era con Dio."

"E le tenebre ricoprivano il volto degli abissi."

"E il verbo era Dio."

"E Dio disse:

'Sia fatta la luce'.

E luce fu."

"Egli era in principio presso Dio.

Tutto è fatto presso di Lui,

e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

In Lui vi era la vita…

e la vita è la luce degli uomini.

La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno mai accolta."

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.