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Original subtitles

Giudei della Galilea.

Ben dodici, e due donne.

Avevano detto che avrei trovato quattro donne, con voi.

Siete i seguaci di Gesù Nazareno?

- Chi vuole saperlo? - Ho un pacco…

per Andrea e Simone, figli di Giona.

- Non hai risposto. - Che c'è nella scatola?

Io sono il messaggero, non il mittente. Mi hanno detto solo di cercare voi.

Chi di voi risponde al nome di Andrea, si faccia avanti.

Sono io!

Dicci chi è che ti manda, e vediamo come andrà.

Ehi, fai piano.

Alla prossima, ragazzi.

Io non mi chiamo più Simone.

Chi lo manda non ha le informazioni aggiornate.

E non sa che Ramah è morta.

E perché ha detto prima il tuo nome?

Sono io il più grande.

Forse è da una persona che conosce meglio Andrea.

Forse è dal Battista?

I morti non spediscono pacchi.

Non ha torto.

Che cosa abbiamo qui?

Potremmo comprare cibo per una settimana, vendendola.

Giovanni non poteva permettersi un oggetto tale.

Ricordate quel sacchetto d’oro che ci hanno lasciato prima di Samaria?

Ricordo anche la borsa coi corvi morti che un insoddisfatto inviò a Dor.

La gente ha inviato lettere chiedendo di ricevere guarigioni e segni.

- Forse è di qualcuno a cui serve aiuto. - E che cerca di comprare un miracolo.

Abbiamo ricevuto un dono di gratitudine da Fatiyah,

la Nabatea, dopo che abbiamo sfamato la Decapoli.

Perché ha nominato prima Andrea?

Forse c’è un animale rabbioso inviato per aggredirci e ucciderci.

- Non sento odori strani. - Allora aprila.

Ce lo manda Giovanna.

"Per garantire la continuità

degli insegnamenti e delle azioni di Gesù di Nazareth."

Dobbiamo dividerci gli oggetti da vendere, per incassare al più presto.

- Da soli ci si metterebbe troppo. - Allora dividili.

Oh, io? Adesso? Sì.

Coltelli da cucina in argento.

Simone?

So già a chi venderli.

Oh, wow! È seta dell’Estremo Oriente.

Non credo sia una buona idea.

Sai bene quanto vale, Matteo. Sai qual è la somma da ricavarci.

Io credevo che le finanze fossero affidate a Giuda.

Infatti. Tu riportami ciò che riesci ad ottenere.

Ci fidiamo di te. Non ti preoccupare.

Questi sono lapislazzuli.

- Ametiste, corniole, diaspri… - Sono preziosi?

Anche più dei rubini.

Ne ricaveremo moltissimo. Questo ve lo posso garantire.

Giacomo Maggiore, vai con Tamara e Maria al mercato.

Nessuno deve infastidirle.

Ci sono anche diverse monete.

- E la scatola stessa. - Tu vai a vendere la scatola, Natanaele.

Io vengo con te.

E le monete?

Giuda, prendi le monete e mettile nella borsa.

Va bene.

- Che aspettate? Andate? - Andiamo.

E facciamo fruttare tutti questi doni.

- Vai al mercato. - Prendi questa.

Tu, Gedera della corrente dei Sadducei,

affermi che non esiste la resurrezione dei morti.

La sacra e perfetta legge di Adonai non parla della vita dopo la morte.

È presente nei canti di David.

David non è la Torah.

Secondo il canto della “Cerva dell’aurora”…

"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"

Sì, sì. Però più avanti, verso la fine.

"A Lui si inchineranno tutti i potenti della terra,

si prostreranno a Lui tutti i mortali, tutti quelli che scendono nella tomba."

Sono stanco di questi vecchi ragionamenti.

Ah, e poi qui, nel profeta Daniele.

"E così molti di quelli che dormono

nelle tombe dentro la terra si risveglieranno…

alcuni di loro per la vita eterna,

mentre gli altri per la vergogna, per ricevere l’infamia eterna."

Non capisco come si possa ribattere a una tale affermazione.

È solo una metafora.

Intende la resurrezione della nazione di Israele,

che viene disorientata dalla polvere dei Gentili.

Questo "risveglio" si riferisce invece alla venuta del Messia,

quando gli Ebrei che seguono la legge di Dio

si solleveranno dal loro sonno spirituale,

mentre coloro che rifiuteranno il Messia resteranno nella vergogna e nell’infamia.

Rabbino Gedera, come interpreti le semplici parole “vita eterna”?

Solo l’immutabile legge di Dio è eterna.

Una vita dedicata a studiare la Torah

è una vita concentrata su una materia di importanza eterna.

Questa è la Hayei Olam.

Come può il rifiuto dei Sadducei del concetto della vita eterna

portare a un’aderenza più fedele alla Torah in termini pratici?

La praticità è il nostro scopo principale.

Ora vorrei citare al Sinedrio le parole del Quinto Libro della Torah.

"Osserverete dunque con molta attenzione tutti gli ordini, le leggi

e le norme che vi sto comunicando."

La volontà di Dio è che tutti noi compiamo i suoi ordini qui e oggi,

non in un immaginario mondo futuro, ma in questo.

La lettura letterale del profeta Daniele da parte dei Farisei

è sia pericolosa che fuorviante.

Se tutto il vostro lavoro è svolto solo per la ricompensa dopo la morte,

ciò vi rende ciechi alle realtà della vita che state vivendo.

E come risponderesti alle accuse che l’interpretazione dei Sadducei sembra

fin troppo conveniente per voi?

La vostra classe vive tra gli agi in questa vita terrena.

Perché preoccuparvi della prossima?

Invece gli ebrei comuni vivono una vita che è contaminata dalla sofferenza,

quindi essi possono solo aggrapparsi alla speranza

di una vita migliore dopo la resurrezione.

Rabbino Zebadia, sei solito rinunciare ai banchetti quotidiani del Sinedrio?

Gedera, devi rispondere alla sua interpretazione, non al suo ceto.

Siete ipocriti!

Avete affermato voi che la mia presunta ricchezza distorce la mia interpretazione.

Viviamo tutti vite agiate.

Il punto rimane, nonostante tu intenda ignorarlo.

- Yanni, ti prego, continua tu. - Rabbino Gedera…

- Yussif. - Fratello.

Che cosa ci fai qui?

Da questa parte, vieni.

Ho visto il tuo nome nel registro del Sinedrio,

pensavo fosse un errore.

Anche io, a dire il vero.

Quindi ci sei riuscito, con la ricchezza e le conoscenze di tuo padre.

- Ormai quasi non ci speravo più. - E invece eccomi.

Sì, però l’eredità ti avrebbe fatto comodo anni fa.

Per cosa? Non avevo altro che la mia erudizione.

Prima ho dovuto pensare ai bisogni del nostro popolo.

Mettendo da parte la mia invidia personale,

immagino che tuo padre non l’abbia presa bene.

Sì, ma questo suo recente contributo indica che ormai mi ha perdonato.

C’era un gran bel trambusto.

Tu ritieni che la posizione dei Sadducei sia valida?

L’unica cosa su cui sono d’accordo

è che non avresti dovuto menzionare le sue ricchezze

durante il dibattito.

Metti sempre al primo posto l’interpretazione della Torah.

Siamo sensibili al denaro, dico bene?

Entrambi abbiamo usato il necessario per ottenere le nostre posizioni.

Tu hai usato una strategia burocratica, io mio padre.

Perché il mio metodo sembra peggiore?

Tutto ciò che importa è che ora siamo qui.

L’unica questione che resta è cosa faremo nelle nostre nuove posizioni.

Beh, hai ragione.

E tuttavia, credevo di sapere già cosa ero venuto a fare qui, ma ora…

non ne sono sicuro.

Che cosa è cambiato?

Ti faccio fare un giro.

Arriveremo alla Città Santa prima di notte.

Anche molto prima, se manteniamo un passo svelto.

Ci accamperemo nello stesso posto dell’ultima Festa dei Tabernacoli?

Ora non c’è una festa. E l’accampamento attirerebbe l’attenzione.

- La gente cerca Gesù. - Dove, allora?

Una locanda?

Stesso problema.

Ci sono occhi ovunque, e poi i documenti, il registro dei visitatori.

Grazie al dono di Giovanna, possiamo stare in una locanda.

Magari in più locande, per separarci e non destare sospetti.

Potremmo farlo camuffare, e usare nomi falsi?

Nomi falsi? E violare l’Ottavo Comandamento?

Il Nono.

Ha ragione. "Non mentire" è il nono.

L’ordine non ha importanza. Mentire è sempre mentire.

Simone, tu hai un fratello a Gerusalemme, no?

- Sì, Iesse. - L'ultima volta era un senzatetto.

Potrebbe essere cambiato. Lui lo è.

Ma non credo che il suo alloggio potrebbe ospitarci tutti.

Qualcuno di voi ha uno zio ricco nella Città Alta, per caso?

Per Giuda abbiamo denaro a sufficienza,

quindi basterebbe mantenere segreta l’identità del Maestro.

- E nasconderlo a occhi indiscreti. - Avete contattato Nicodemo?

Noi non conosciamo il suo cuore o le sue intenzioni.

Io ho parlato con lui, e il suo cuore era puro.

Buongiorno, amici miei.

Shalom.

- Buongiorno. - Shalom.

- Maestro, dove vorresti alloggiare oggi? - Nella casa del mio amico Lazzaro.

- Credevo fosse a Betania. - È esatto.

Non andremo a Gerusalemme, oggi,

ma ci fermeremo da Lazzaro e le sue sorelle.

Vorrei vedere mia madre.

Quindi, rimettiamoci presto in marcia, eh?

Come posso aiutarti?

Fermi!

Voi, cittadini ebrei.

Rimanete tutti calmi.

Deponete le armi e lasciate i bagagli. Ora porterete i nostri.

Secondo la Legge di Roma,

un soldato può costringerti a trasportargli i bagagli.

Senza alcun preavviso?

Esiste un limite legale. Per massimo un miglio, e non oltre.

- Silenzio. - Tieni questo.

Maestro, è umiliante.

Invece li asseconderemo. Con dignità.

Tieni.

- Più in alto. - Raccoglilo.

Non inciampare.

Sollevalo di più. Più in alto.

Come siete fortunati

a camminare tutto il giorno senza il peso di un elmo sulla testa.

E senza i capelli appiattiti.

Anche tu.

Tieni.

- Te lo prendo io. - Non sono debole.

- Posso portarlo. - Maria, ti prego.

Adesso in marcia, vermi!

Vermi con dei begli elmi.

Forza, muovetevi.

Ora sei un soldato.

- Maestro, te lo prendo io. Non dovresti… - No.

L’elmo non è meno adatto alla mia testa che alla tua.

- Sappiamo che non è vero. - Grazie del pensiero, Giuda.

Negli ultimi mesi, dopo che ci siamo visti a Cafarnao,

quanto sei cresciuto in saggezza e levatura?

A parte avere il buon senso di accettare la ricchezza della tua famiglia?

- La smetti di parlarne? - E va bene.

Ma non sei più lo stesso giovane impressionabile

che ho conosciuto in Galilea. Sempre ad armeggiare con la tua sciarpa.

Sono diventato più impegnato, accorto e osservante, Samuele.

Chi sono gli uomini che abbiamo superato all’ingresso?

Avevi detto "più osservante".

Intendevo nell’adorazione.

Bene, quindi sei osservante.

Scopriamo se sai riconoscere ciò che osservi.

So bene cosa sono gli scribi.

Noi qui li chiamiamo anche dottori, nel senso che sono la massima autorità

sulla Sacra Legge di Mosè.

Sono interpreti e arbitri dell’alleanza tra Dio e Israele.

Non sono vestiti bene come la maggior parte dei dottori che conosco.

Il loro è un lavoro sottopagato.

Hanno un secondo lavoro per mantenere quello che fanno qui, gratuitamente.

Perché lavorano senza compenso?

Perché sperano di trovare il favore di qualche persona influente

e di assicurarsi un buon posto.

- Fanno ciò che è necessario. - Esattamente.

E quelli laggiù?

Hanno anelli di ametista e topazi, molto popolari in Grecia.

Indossano copricapi ateniesi blu.

Sono ebrei ellenizzati in visita dalla Decapoli?

Ellenizzati sì, ma non sono in visita. Erodiani.

Ah, ma certo.

Sono sostenitori di Re Erode Antipa e, per estensione, di Roma.

Sperano di ottenere una maggiore influenza politica per loro stessi,

a scapito del resto di Israele.

Sono moralmente compromessi, egoisti, malaccorti.

- Gli Zeloti li odiano. - Odiano anche noi.

- È vero. Odiano chiunque non sia Zelota. - Persino loro.

Hanno i payot! In giro se ne vedono sempre di meno.

Sono fondamentalisti.

"Non tagliatevi in tondo i capelli ai lati del capo e non rasatevi la barba."

Sono devoti della Casa di Shammai?

Probabilmente si stanno lamentando degli accoliti di Hillel, adesso.

Sono fedeli alla Torah allo stesso modo. Ma Shammai la segue alla lettera,

mentre Hillel si concentra sui principi più ampi.

La loro ultima disputa?

Se è lecito dire a una donna nel giorno del suo matrimonio

che ha un aspetto meraviglioso, anche se è falso.

Immagino Shammai dica di no, perché sarebbe una menzogna.

Esatto. E Hillel ritiene che una sposa sia sempre bella al suo matrimonio.

Una storia comune di litigi, tra il popolo di Dio.

Attento a chi lo dici, qui intorno.

Ho un presentimento su di te, Yussif.

Non stavi mentendo quando hai detto di essere osservante e accorto.

Samuele?

C'è qualcosa che non va?

Che cosa?

Nel corso della storia,

gli uomini hanno definito il proprio tempo “anni di confusione”,

o "anni di sofferenza".

Il nostro non è diverso, suppongo.

Ma sono felice che ora tu sia qui.

I miei complimenti.

Grazie mille, Rabbino.

La vostra attenzione!

Chiedo la vostra attenzione, per favore.

Ho una supplica da fare.

Dammi qui. Ti aiuto io, Matteo.

Non è perché mi sento umiliato.

Lo sono.

Sono profondamente arrabbiato per quello che fanno a lui.

A me è capitato tante volte.

Ma ogni volta sembra peggio.

A chi di voi appartiene questa donna?

Forza.

Non mi sarei mai immaginato un’umiliazione tale.

Ha detto di sopportare.

Quindi sopportiamo.

La dolorosa ironia di alcuni dei suoi insegnamenti.

Sapete cosa dicono gli ebrei quando sbagliano la circoncisione?

- Cosa? - Che cosa?

Non farlo cadere.

"Qui si mette male, temo di aver fatto un glande errore."

Decano, questa pietra segna il miglio.

In tutta la vita,

scommetto che non siete mai stati così grati per le leggi di Roma.

Sappiamo che è stato un onore per tutti voi.

Fermatevi qui.

Ho detto fermatevi!

La vostra destinazione è l’avamposto a un miglio da qui, giusto?

Proprio così, ma possiamo farci aiutare solo per un miglio.

Solo per costrizione.

Non c'è alcuna legge che vieta di aiutarvi a viaggiare di nostra spontanea volontà.

Venite, amici miei.

- Ma… - E se ve lo chiedessero,

dite che siamo volontari.

Maestro, cosa stiamo facendo?

Perché dovremmo aiutarli?

Giuda.

Dove ci siamo conosciuti?

Al sermone dell’altopiano di Chorazin.

Bene.

Ogni volta che nutri dei dubbi, ripensa al messaggio del sermone.

Magari, possiamo riprendere noi gli elmi, per non creare confusione all’avamposto.

Se preferisci.

- Ecco. - Passamelo. Bene.

- Sì, passamelo. - Lo prendo io.

Ecco.

Ehi, se ti costringono a viaggiare per un miglio…

Tu cammina invece per due.

Ma abbiamo acquisito nuove conoscenze, che richiedono una revisione.

Proviamo ancora grande tristezza, quando ricordiamo che il Prefetto Ponzio Pilato

si è appropriato così barbaramente dei fondi

del Tesoro del Tempio per la costruzione dell’acquedotto di Biar

per portare acqua a Gerusalemme.

E ancora peggio, noi ancora rimpiangiamo…

la morte di tutti coloro che si sono sollevati per protestare

e per opporsi contro questa provocazione e sono stati schiacciati…

o smembrati, sventrati…

e impalati sulle picche, che sono diventati un esempio per tutti,

affinché nessuno critichi i progetti di Pilato per questa città,

né tantomeno i mezzi che egli decide di usare allo scopo.

Gedera, ci stai facendo soffrire con questo episodio abominevole.

È ancora vivido nella nostra mente.

Ma sarebbe da irresponsabili

ignorare i modi in cui questo spargimento di sangue

si sia in effetti dimostrato istruttivo.

Istruttivo?

Diverse fonti attendibili ci hanno fatto comprendere

che quest’evento è stato fonte di dolore non solo per noi, ma per Pilato stesso.

Quel piagnucoloso si è dimostrato incapace di provare rimorso.

Non quando l'incarico è minacciato.

L’Imperatore Tiberio è rimasto inorridito

dal terribile furto dei fondi da parte di Pilato,

inammissibile persino per i costumi dei Romani,

però è stato ancora più allibito

dalla brutalità con cui ha stroncato la nostra reazione.

Cosa vorresti suggerire?

Che a quanto pare…

anche se improbabile…

ora i nostri interessi sono gli stessi di Pilato.

- Ha perso la testa? - Non capisco a cosa si riferisca.

La pace.

Pilato vuole la pace. O per lo meno, la desidera Cesare.

L’Imperatore Tiberio Cesare Augusto non è affatto contento di Ponzio Pilato.

Esattamente. La posizione di Pilato come prefetto della Giudea è in pericolo.

È stato rimproverato e ammonito

quando ha inviato le truppe a uccidere i Galilei

mentre offrivano sacrifici nei nostri templi,

e poi ha ricevuto una seconda ammonizione per il massacro dell’acquedotto.

Già era troppo giovane e inesperto per questo incarico,

e adesso è anche ufficialmente sotto osservazione.

Allora facciamo accadere qualcosa, per sbarazzarcene.

- Sì! - Sei miope, Zebadia, come al solito.

Io ritengo che noi dovremmo approfittare della sua posizione così instabile.

Occuparci di questioni che abbiamo rimandato.

Per esempio?

Questo dovrà deciderlo l’organo di governo e le sue commissioni.

Potremmo suggerire a Pilato…

che un certo capo rivoluzionario sta fomentando una grande rivolta,

in cambio di, diciamo, rimuovere gli scudi votivi romani dal palazzo.

Non vede di buon occhio i sotterfugi.

E che alternativa gli resta?

Yussif, tieni a freno la lingua.

- Posso parlare, e parlerò. È assurdo. - So come ti senti. Vieni qui.

So che desideri dare il tuo contributo, ma sei ancora nuovo.

- Nessuno ti conosce. Ti farebbero tacere. - Allora come ottengo il loro rispetto?

Scegli su cosa mettere bocca.

Che cosa vuoi ottenere?

Qualunque sia il motivo,

la chiave è entrare in una commissione di uomini impegnati in uno scopo comune.

- E quali sono le commissioni? - Ci sono per ogni argomento.

C’è una commissione per la Purezza e l’Ispezione dei Sacrifici.

Molto pratica.

Per le Decime e Tesoro, le Leggi su Agricoltura e Cibo,

l’Educazione e il Lavoro, lo Shabbat e altre feste.

- Dipende da te. - Voglio fare la differenza.

- Dicono tutti così, all'inizio. - E poi?

Cerco di aiutarti.

Yussif, provieni da una famiglia benestante,

ma hai scelto di lavorare tra la gente comune della Galilea rurale,

dove non c’è spazio per gli intellettuali come noi.

Ma a un certo punto hai deciso di lasciare la tua recita da giovane virtuoso.

- Non era una recita. - Era idealismo di gioventù.

- Hai deciso di crescere. - Non insultarmi.

Tendi a concordare con Hillel a causa del tuo contatto con Nicodemo?

E il contatto con Nicodemo ha avuto l’effetto opposto su di te?

Nessuna di quelle commissioni suscitava il mio interesse.

Ci sono anche compiti a breve termine.

C’è una commissione per la ristrutturazione del tempio.

Per la riforma liturgica, per il recupero di Bersabea, al confine.

- Bersabea? Fa parte del Regno di Edom? - Sì.

Tutti noi vogliamo la totalità di Israele, come promesso da Dio,

ma questi uomini sono legati a un brano del tempo dei Giudici,

che descrive i confini di Israele da nord a sud, da Dan a Bersabea.

Loro vogliono riprenderla, per ripristinare i confini.

Non mi viene in mente niente di più noioso o futile.

A me sì.

La conservazione dei manufatti di Davide per l’Archivio Nazionale,

o le Indagini sugli scritti di Giobbe.

O la teorizzazione delle profezie tardive babilonesi-esiliche,

l’Accuratezza storica dei libri di Giuditta e Tobia…

Aspetta. Hai nominato una sulle profezie babilonesi?

È solo accademica.

Beh, è una lista specifica di profezie del tempo di Nabucodonosor Secondo

che potrebbero essersi già avverate durante il regno di Antioco Epifane

e quali sono ancora da compiere.

Voglio quella.

Davvero?

Sembri molto sicuro.

Lo sono.

Va bene, allora vieni che ti presento.

- Allora, Gesù. - Sì?

Quando ci hai detto di fare un altro miglio, in realtà erano tre…

se si contano anche i due per tornare indietro a prendere le cose.

È un miracolo che sia tutto ancora qui.

Avete ragione.

Ma sono fiero di voi.

So che è stato molto faticoso.

Ma siete stati bravi.

E ora, ci dirigiamo a Betania.

Maestro?

Giuda, come ti senti?

Ecco, sono esausto.

Non sono abituato alla vita di strada, a fare il predicatore.

Ah sì? Col tempo lo sarai.

Anch'io sono stanco.

Siamo quasi arrivati.

È là in fondo.

- Sei mai stato a Betania? - Sì.

A proposito, avrei una domanda per te.

Tu passerai del tempo con tua madre,

io mi chiedevo se potessi andare a trovare un mio vecchio socio in città.

- Vecchio? - Un compare di un tempo.

Mi prese come apprendista dopo la morte di mio padre.

Sembra una persona importante per te.

Non più importante di te, Maestro. Non fraintendermi.

Va bene, Giuda. Capisco.

Ma certamente, vai a trovarlo.

Ma aspettiamo fino a dopo la cena, eh?

Sì, sì.

Ora guarda.

Gesù!

- Che bello vederti! - Credo che siamo nel posto giusto.

Finalmente! Venite. Seguitemi tutti, avanti.

Ciao, Maria.

Che il Signore mi aiuti.

E per quale motivo la mia cara Marta si nasconde dentro casa?

Mio Signore.

Oh, Maestro. Perdona il disordine.

- Io… - È tutto a posto.

Che cosa pensavi di fare?

Ti presenti a casa mia senza preavviso con questa gente?

E la nostra Marta è esausta.

Lazzaro, eravamo solo di passaggio, e abbiamo pensato che magari…

Credi che casa mia sia una locanda? Sai quanto ho da fare, io?

Che coraggio.

Eravamo solo di passaggio e…

pensavo che potessimo stare qui, ma evidentemente mi sbagliavo.

Oh, gliel'abbiamo fatta!

- Come stai? - Sono così felice di rivederti.

Anche io.

- Che facce che avete! - Ci siamo cascati.

Gesù, cosa posso portarvi? Acqua, olive, vino?

- Qualcosa di meglio di tutto questo. - Qualcosa di meglio di tutto questo?

- Che cocco di mamma. - Mi conosci bene.

È andata nel bosco a raccogliere bacche.

- Da sola? - Volevo fermarla.

- Dico sul serio. Sai com’è fatta. - Lo so. È impossibile tenerla ferma.

Sinceramente, è l’unica in casa che sa riconoscere le bacche non velenose,

- e che sa trovare quelle più gustose. - Ha alle spalle moltissima esperienza.

- Vai a chiamarla. - Perché io? C'è Maria.

Tranquilli, non fa niente. Tornerà prima di sera.

- Andiamo a metterci comodi. - Ma certo.

Sarete stanchi, dopo un viaggio così lungo. Prego.

Venite, unitevi a noi.

- Che buon profumo. - Oh, grazie.

Di qua.

Zebadia.

Questo è Yussif, figlio di Arnan.

Sì, nominato di recente, ho sentito dire. Congratulazioni.

Grazie, Rabbino.

È stato interessante vedere il tuo nome apparire sulla lista, quasi dal nulla.

- Io non direi dal… - Andiamo al punto.

- Dove hai preso il denaro? - Zebadia!

La mia famiglia ha una fiorente impresa edile a Gerusalemme.

Un possedimento terriero è un conto, ma un'impresa edile?

È volgare.

Yussif!

Quello era il capo della commissione sul Compimento delle Profezie.

Cosa c’è di volgare?

Credono che le nuove costruzioni rovinino il paesaggio.

Gedera, hai fatto veramente uno splendido discorso su Pilato, oggi.

Sosterrai la mia idea?

Parliamone a pranzo, con il mio collega Yanni.

- Lui è Yussif, figlio di Arnan, e… - Conosco bene Arnan.

Ha costruito casa mia.

Chi ha sostenuto la tua candidatura?

Anna, figlio di Seth.

Un mio collega Sadduceo.

Non mi soffermerò a chiedermi perché

abbia presentato un membro della corrente rivale.

So già cosa direbbe.

Siamo figli di Israele, nonostante le divergenze.

La prossima volta che fai visita ad Anna, il vecchio amico di tuo padre,

digli che voglio parlare dei chioschi dei suoi figli.

Hanno comprato i chioschi del mercato sul Monte degli Ulivi

prima che fossero messi in vendita.

Voglio sapere chi sono i loro contatti.

Forse dovrei andare a cantare a Caifa una canzone sul genero di Anna

e lo scandalo del linciaggio di uno schiavo.

Lui saprà di cosa sto parlando, te lo assicuro.

Vuoi che lo minacci?

Di qua, Yussif. Abbiamo tante persone da conoscere.

Gedera, fammi sapere per quel pranzo.

A proposito di pranzo, andiamo a mangiare, sono esausto.

- Io sono esausto. - Di qua.

Interessante.

I cavalli lo adorano.

Come va la tua vigna?

Beh, è particolarmente secca, ultimamente, ma ce la caviamo.

Quanto è la paga per chi la innaffia e la pota?

Perché? Vuoi un lavoro?

Non lavoro per te, questo è certo.

Prendono quanto i falegnami.

- Andiamo. - Davvero.

- Un denario intero? - Sì.

- Sono deluso. Pensavo che tu fossi furbo. - Sono generoso.

Questo è vero.

Questo mi ricorda una storia.

Va tutto bene di là, Marta?

Va tutto bene, solo…

Me la cavo, continuate.

Lei è… per favore, continua pure.

D'accordo.

Il Regno dei Cieli è come il padrone di una casa

che uscì al mattino presto per prendere lavoratori per la sua vigna.

Dopo aver concordato con loro la paga di un denario al giorno,

li mandò nella sua vigna.

Lo fai sembrare semplice.

Verso le nove uscì di nuovo

e vide altri uomini che erano disoccupati in piazza.

Quindi disse loro: “Voi, andate anche voi alla mia vigna.

E stasera riceverete una paga giusta."

E loro andarono.

Grazie molte.

Anche verso mezzogiorno e poi verso le tre del pomeriggio, fece la stessa cosa.

Verso le cinque di sera uscì di nuovo e trovò altri disoccupati.

E disse loro: “Perché state qui senza far niente?”

E quelli risposero: “Perché nessuno ci ha preso a giornata”.

Allora disse: “Voi, andate anche voi alla mia vigna”.

Quando arrivò la sera, il padrone della vigna disse al fattore:

"Chiama i lavoratori e dà loro la paga,

cominciando da quelli che sono arrivati per ultimi.”

Arrivarono quelli che erano venuti alle cinque,

e ognuno di loro ricevette un denario.

Chi aveva cominciato prima

pensava di prendere di più, invece anche a loro fu dato un denario.

Allora essi cominciarono a brontolare contro il padrone, dicendo:

"Questi uomini hanno lavorato soltanto un’ora,

e tu li hai pagati come noi

che abbiamo faticato tutto il giorno sotto il sole.”

Ma lui rispose: “Amico, io non vi ho imbrogliato.

Non hai accettato di lavorare per un denario?

Prendi quello che ti spetta e vai.”

Ho scelto di dare all’ultimo lavoratore lo stesso compenso.

Non posso fare quel che ritengo sia giusto con i soldi che possiedo?

O forse sei invidioso della mia generosità?”

Quindi gli ultimi saranno i primi, e i primi, gli ultimi.

Ehi, aspetta.

Chi ha lavorato un’ora ha ricevuto un denario?

È dodici volte più di quello che spettava loro.

Mi sembra che il padrone sia stato raggirato.

- Il Regno dei Cieli è così ingiusto? - Io ho capito.

E sono felice di essere l'ultimo.

Agli occhi terreni, potrebbe anche sembrare ingiusto.

Ma non ho parlato del regno di questo mondo.

Di quello dei cieli.

Va fatto un calcolo diverso.

Le persone non vengono misurate da ciò che meritano.

Grazie. Sembra davvero delizioso.

Sarebbe stato meglio se non avessi dovuto fare tutto da sola.

- Meglio, dici? - Sì, proprio così.

E quindi più adatto a una persona importante come te.

Sembra tu non abbia notato che mia sorella mi ha lasciata da sola.

Da quando sei arrivato, non ha fatto nulla per servirti.

Ha ignorato tutto ciò che ho fatto per voi, per accogliervi,

e non noterà da sola quanto io abbia lavorato duramente.

L’unica cosa che potrebbe scuoterla è se tu le comandassi di aiutarmi.

Marta, ti prego, accomodati qui accanto me.

Come potrei sedermi? Ho servito la metà dei tuoi seguaci.

Possiamo riparlarne più tardi.

Mi dispiace.

Lo so, ma voglio che anche loro ascoltino.

Non devi sentirti in imbarazzo.

Hai fatto una cosa bellissima.

Tu ti stai affannando e ti stai preoccupando di troppe cose,

non hai fatto errori.

L’ospitalità è sempre molto importante, e io ti sono grato per ciò che hai fatto.

È solo ciò che meriti, come minimo.

Tu sei piena di buone intenzioni,

ma c’è solo una cosa che è veramente necessaria.

Il modo migliore di servirmi è ascoltare attentamente le mie parole.

Questa è l’unica, vera priorità.

È ciò che ha scelto tua sorella.

È la parte migliore…

e nessuno gliela porterà mai via.

Portarla via?

Il tuo cibo, la tua ospitalità.

Sono meravigliosi,

ma passeranno, col tempo, come il resto di questo mondo.

Le mie parole non passeranno mai.

Maria ha scelto di godere di una cosa che ha un valore eterno.

Ascoltate attentamente. Io non sto rimproverando Marta.

Scegliere di servire è bellissimo.

Agire è un bene.

Tu hai fatto ciò che pensavi ti spettasse.

E quello che hai fatto tu è molto importante.

E Maria avrebbe potuto aiutarti.

Ma ascoltami.

Io non voglio che tu sia distratta

e che non sia in grado di essere appieno con me

e con gli amici che vi ho portato.

Vi invito a una cosa più grande.

Quindi sedete ai miei piedi, ascoltate attentamente le mie parole,

e divoratele come un pasto che è ancora più nutriente del cibo reale.

Detto questo, non voglio sprecare l’ottimo cibo preparato da Marta.

Quindi, se non ci sono altre domande, adesso ringraziamola e mangiamo.

Brava!

Grazie.

- Brava, Marta. - Grazie, Marta.

È divino.

Queste parole, pronunciate da te?

- Quel calice è di-vino. - Io vado a prendere il resto. Andrea.

Ti aiuto, Lazzaro.

Cos’è questo sapore intenso nel pane?

Ho messo giusto un pizzico di menta e di limone dentro l’impasto.

- È favoloso. - Allora, chi non ha preso ancora niente?

Lo hai appena mangiato.

No, no. Prima di qua.

- No, era un pezzetto piccolo. - Combatterò fino alla morte.

Ti chiedo scusa.

- Dai il più piccolo a Giacomo il Minore. - Sono tutti della stessa misura.

Io ho spinto il carretto tutto il giorno, e quindi ritengo che…

L'ho spinto io.

Figlio mio!

Mamma.

Sei davvero qui.

Tu sei davvero qui!

Sì, ma…

ho un problema.

- Perché? Cosa è successo? - Non so cosa fare.

Potrebbe rovinare la serata.

Loro hanno…

già finito tutto il vino.

- Oh, cosa potremo mai fare? - Ah, non ne ho idea.

Maestro?

- Mi dispiace interrompere. - Non ti preoccupare.

Avevi detto dopo cena.

- Ora è il momento giusto? - Sì. Porta i miei saluti al tuo amico.

È stato bello rivederti, Maria.

- Shalom. Shalom. - Shalom. Shalom.

- Sembra ci sia una bella festa, lì. - È così, ma…

- Non entriamo subito, va bene? - D'accordo.

- Accompagnami al pozzo. - Al pozzo?

- Ti devi lavare i capelli. - Dici davvero?

A me sembra che stiano bene.

Allora, ti trovi bene nella tua nuova casa a Betania?

Non è come la vecchia casa, ma sappiamo entrambi benissimo

che non possiamo tornare a Nazareth.

- Ti manca tanto? - È solo un posto.

E dopo il modo in cui ti hanno trattato…

Ma la tomba di papà è laggiù.

I miei pensieri dimorano nella terra dei vivi, non in quella dei morti.

E Lazzaro si sta prendendo cura di te?

Fin troppo.

Fosse per lui, rimarrei dentro casa tutto il giorno,

al riparo dal sole, e adorata da Marta come se fossi la Regina di Saba.

Ho dovuto puntare i piedi e insistere per dare il mio contributo,

raccogliendo semi e bacche.

Me l'ha raccontato.

- Mamma! - Non è niente.

Sei ancora pieno di nodi, come quando eri piccolo.

E tu me li tiri ancora.

Ricorda, hai preso le mani forti da me.

Purché non ti lecchi più il pollice per pulirmi la faccia, va bene.

Non serve. Sei fortunato.

Grazie al cielo.

Mi ricorda i tempi semplici della mia infanzia.

Non sono sempre stati così semplici. Abbiamo anche sofferto.

Alcune sere io e tuo padre dovevamo decidere

chi dei due avrebbe mangiato.

Lo so bene.

Era importante che io imparassi l’incertezza della povertà.

Invece i miei seguaci…

sono poveri in senso diverso.

Il loro modo di comprendere, di ascoltare, di avere fede.

È un po’ carente, temo.

È così grave?

Mi chiedono cose terrene,

posizioni di prestigio alla mia destra e alla mia sinistra, e la gloria.

E poi si offendono quando io mostro umiltà e deferenza ai poteri del mondo,

invece di, non lo so, trasformare i soldati romani in tante statue di sale.

Sono solo umani. Cosa ti aspettavi?

Anche io sono umano.

Tesoro, ti ho cambiato le fasce sporche da neonato.

Credimi, lo so bene.

Ciò che mi addolora è questo…

sì, questo sentimento molto umano…

che nessuno di loro mi possa comprendere.

Ma non è colpa loro.

Semplicemente, non ne sono capaci.

Proferisco le parole di mio Padre nei Cieli,

e tutti i capi religiosi le considerano blasfemie,

e complottano contro di me.

Alcune persone scelgono di seguire una strada errata.

I miei seguaci dicono di essere d’accordo…

e tuttavia agiscono in un modo

che fa sembrare che non abbiano assorbito una sola parola di quello che ho detto.

E che cosa servirebbe per farli capire?

Figliolo?

È amara.

Cosa?

Risposta amara a una domanda amara.

Usi spesso le parabole.

Lo faccio, a volte.

Ricordi quando tuo padre ti ha insegnato a tagliare un incastro a coda di rondine?

Non lo ha fatto raccontandoti una storia.

Lui ha posato le sue mani sopra le tue,

e ti ha fasciato le dita intorno agli attrezzi, guidandoti.

Il cipresso, la quercia, e il sicomoro.

Obbediscono al padrone.

Invece il cuore umano…

È un’altra storia.

Beh, forse vale la pena tentare.

- Essere più diretti. - Ho provato anche quello.

Ho detto loro esattamente quello che sarebbe accaduto.

Non lo hanno percepito.

Il desiderio umano di non ricevere le notizie sgradevoli

a volte può rendere sordi.

È vero.

Ma troverai un modo.

Coraggio, torniamo dentro casa.

- Voglio vedere come sta Simone. - Tanto per cominciare, ha un nuovo nome.

Ma davvero?

Come Abram in Abramo?

Più o meno.

- Usi ancora quel vecchio trucco? - Per Ade e lo Stige!

- Come sei entrato? - La chiave è ancora sotto il finocchio.

Sai, sarebbe opportuno cambiare la serratura

e spostare la chiave quando si licenzia un dipendente.

Io non ti ho licenziato, ti sei dimesso. Non pensavo che ti avrei rivisto.

È andato tutto a monte?

Stiamo solo passando a Betania.

- Fai come se fossi a casa tua. - Scusa, io…

Avrei dovuto bussare.

Dove si trova casa tua, in questo periodo?

Noi siamo nomadi. Ci accampiamo fuori.

- Il tuo maestro non ha una base fissa? - Cafarnao, immagino.

Se si può chiamare casa ogni luogo che infestiamo.

Ci siamo allontanati da Cafarnao, negli ultimi giorni.

Troppe attenzioni.

Ho saputo che la sua fama, nel bene e nel male,

si sta diffondendo. Non dovrebbe radunare un esercito,

invece di essere cacciato via dalle piccole città insulse del nord?

Io sono arrivato dopo tutti gli altri, perciò…

- La mia opinione non conta più di tanto. - Ma potrebbe imparare molto da te.

È chiaro che non apprezza molto l’importanza del fiuto negli affari.

Di ogni genere.

La sua immagine tra i capi religiosi è un bel problema.

- Si sentono minacciati. - Non solo tra loro.

Ho sentito che una delle sue seguaci è stata assassinata

da un Romano di altissimo rango.

- È vero o falso? - È stato un terribile, tragico incidente.

È stato il Pretore Quinto.

È stato punito e degradato, per questo.

Ha ucciso uno dei nostri e si è preso solo una ramanzina.

Ti immagini se avessimo torto un capello a uno di loro?

Insomma, suppongo che lo scopriremo, perché dovrà accadere presto, giusto?

Suppongo di sì.

Giuda?

Senti, Hadad…

lui è il vero Messia, non c'è dubbio.

Lui guarisce le persone e compie miracoli.

I suoi insegnamenti sono innovativi.

- Lo hai detto tu stesso, ricordi? - Allora perché non sembri convinto?

Ricordo anche che non ha raccolto denaro dal pubblico.

Quella folla era gigantesca.

Aveva in pugno ogni orecchio, ogni cuore,

e quindi i cordoni della borsa di ogni singola persona.

- Doveva solo chiedere. - Invece è questo che lo rende grande.

Nessuno può accusarlo di essere un ciarlatano o un truffatore.

- Ed è più di quanto possa dire di me. - Anche tu devi mangiare.

Sì, lo ammetto.

Io…

non capisco appieno cosa stiamo facendo, né perché lo facciamo, in realtà.

Né perché non ci muoviamo molto più velocemente di così.

Cerco ancora di imparare.

Nel frattempo, io…

Non muoio di fame.

Sei sempre stato magro, anche quando mangiavamo come re.

Come faccio a saperlo?

Hai risparmi da parte?

Cerco di fare attenzione a come utilizzo il denaro.

Ne tengo un po’ da parte per i periodi di magra,

ma sono così frequenti…

- Cosa vuol dire "cerco"? - Gestisco io i fondi.

- Non hai imparato niente da me? - Ho tentato di dimenticare.

Scusami, io…

Ti sono molto grato per l’apprendistato, ma…

Tento di usare ciò che ho imparato per aiutare il gruppo.

E vieni ricompensato giustamente per le tue abilità?

Ce n’è un altro. Lui è un vero genio della contabilità, ma non ne vuole sapere.

- Era un pubblicano. - Ha la coscienza sporca.

Senti chi parla.

Se tu sei l’unico ad essere sia qualificato che disponibile,

ti meriti uno stipendio per il tuo lavoro specializzato.

Proprio come dicono i proverbi di Salomone:

"Guai a te che costringi gli altri a lavorare per conto tuo

e poi ti rifiuti di pagarli”.

Non è Salomone.

Non è importante. Il principio è lo stesso.

Tu sai anche come investire con accortezza.

È semplicemente buona norma prendere una piccola parte

e metterla in una banca, dove può maturare interessi.

Gesù ha una parabola proprio su questo, in realtà.

- È a favore degli interessi? - Esatto.

Allora devi avere la sicurezza di sapere

che stai facendo ciò che lui vuole che tu faccia.

Non sono venuto a chiedere consigli, Hadad.

E allora perché sei qui? A parte per sembrare confuso.

E anche per fare il santarellino e imbarazzarti.

Tu sei arrabbiato, Giuda.

Sì!

La mia comprensione è ancora incerta.

Non so niente di niente, tranne che Gesù è l’unico vero Messia,

e il futuro Re di Israele e siederà sul trono di David.

E Lui ha chiamato me.

E ha chiamato te per un motivo.

Finché non lo scoprirai,

assicurati di avere le risorse per mandare avanti la missione,

cosicché quando finalmente si siederà su questo trono di David di cui parli,

tu sarai la scelta più ovvia come Ministro del Tesoro del suo regno.

Io…

non avevo pensato così avanti.

Ti hanno già affidato

ciecamente e volontariamente la loro situazione finanziaria.

Smettila di chiedere il permesso per migliorare il tuo lavoro

o prendere decisioni.

Tutti loro devono crescere, tu devi essere pagato,

e Lui deve prendere il comando.

Se tu credi veramente che Gesù diventerà il prossimo Re degli Ebrei,

allora aiutalo ad agire come tale.

Perciò ti ha voluto.

La seduta è tolta.

Sono stati due giorni impegnativi, vero, Rabbino Yussif?

Hai imparato molto?

Ho imparato che ho ancora molto da imparare.

Bisogna pur cominciare.

Io non faccio ancora parte dei 72, come te. Te la caverai.

Fatti coraggio. La sessione di domani non sarà così straziante.

Tutti devono tornare a casa prima del tramonto dello shabbat.

Rabbino Lehad! Rabbino Yussif, vieni.

Non ho avuto l’occasione di presentarvi, ieri.

Lui è Lehad, figlio di Ethnan.

Lui è a capo della commissione per il recupero di Bersabea

e del confine meridionale di cui ti parlavo.

È un vero onore fare la tua conoscenza.

Deciderò se l’onore è tutto mio

valutandoti con le mie famose domande a scelta doppia.

- Sì, sono davvero molto famose. - Oh, di cosa si tratta?

L’eglefino o il dentice?

Rispondi la prima cosa che ti passa per la testa.

Il dentice.

Sandali di corda o briglie di pelle?

I sandali.

- Hillel o Shammai? - Hillel.

- Perché? - Ho studiato col Rabbino Nicodemo.

Il Maestro dei Maestri, temuto da tutti, persino da Shammai,

anche se non lo ammette, e rispettato in tutto il paese.

Si è assentato per un lungo viaggio di ricerca.

È stato istruttore ospite alla tua scuola ebraica?

Mi sembri giovane per questo.

È venuto a Cafarnao durante il mio tirocinio.

Come mai hai scelto Cafarnao?

Per stare in mezzo ai Galilei, la gente comune,

lontano da casa mia nella Città Alta, qui.

È molto nobile. Sono colpito.

Mi ha fatto venire in mente la storia in cui Samuele viaggia fino a Betlemme

per ungere uno dei figli di Iesse, il futuro re di Israele.

Pensavano che non valesse la pena portare Samuele a vedere David.

È sorprendente quello che si trova nei luoghi più nascosti e remoti.

Infatti, è vero.

Il Rabbino Samuele dice che ti interessi della ridefinizione del confine di Israele

per incorporare Bersabea.

Esattamente.

Per onorare la promessa originale di Dio per i confini, da nord a sud,

"da Dan a Bersabea".

Potrebbe essere difficile attirare entusiasmo per un programma del genere,

con tutto quello che sta succedendo con Roma, non trovi?

Abbiamo una strategia.

Potrebbe sembrare secondaria per molti, nel Sinedrio,

ma sappiamo cosa attirerà la loro attenzione.

L’esecuzione di Gesù di Nazareth.

Come, scusa?

- Lo avrai incontrato a Cafarnao. - Certamente, ma…

Si sta facendo nemici dappertutto, e per una buona ragione.

C’è un gruppo a Dor, che ha inviato una delegazione a Gerusalemme

per esortare il Sinedrio ad accusarlo e poi ad arrestarlo.

Non ho sentito di cittadini che richiedono il suo arresto.

Dicono che abbia causato la morte della figlia di un uomo.

Chiedono il suo arresto.

Gerusalemme è sempre più nervosa,

e qualcuno molto vicino a Pilato ha saputo che c’è stato un evento

nella Decapoli in cui ha condiviso il pane con i pagani.

Roma lo prende sul serio.

Se verrà arrestato o messo a morte per merito dei nostri sforzi,

- la nostra causa ne beneficerà. - Perdonami.

Sono sorpreso che tu parli

di porre fine a una vita in modo così superficiale.

La pena capitale non è permessa solo nei terreni del tempio?

E l’ultima volta che il Sinedrio ne ha compiuta una?

Dichiara di essere il Figlio dell’Uomo.

Trascurando le nostre decisioni. Non è un uomo innocente.

Sporcarsi le mani di sangue non è sempre il segno di una malefatta.

A volte il risultato può essere giusto.

Se il Nazareno continua con le sue azioni, alla fine la nazione ci ringrazierà.

Ho mangiato davvero troppe olive. Ho esagerato.

- Per te. - Per me?

- Sì. - Davvero?

- Guarda qui, eh? - Grazie.

- Va tutto bene? - Sì.

- Ti serve una mano? - Sto bene.

- Torno subito. - Va bene.

Allora, mamma.

- Stammi bene. - Anche tu.

Ti voglio bene.

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