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Original subtitles

Quintus Benedictus Dio,

avendo prestato sacramentum a Cesare, al Senato, e al popolo di Roma,

di adempiere legittimamente alle condizioni di servizio come Pretore di Galilea

accettando le pene eventuali,

ed essendo stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di una cittadina,

vieni oggi ridotto di grado, gradus deiectio,

e relegato a un servizio minore, militae mutatio, da decidere in tribunale.

Festina lente.

Congratulazioni…

Pretore Gaius.

Voglio fare qualcosa.

Voglio aiutarlo.

Sai che non è così che funziona il lutto.

Sto fallendo.

Fallendo in cosa?

Non è una gara.

Dovrei…

Lo sai.

No.

Dovrei rispettare il mio ruolo.

Dovrei essere una roccia per lui, in questo momento.

Tommaso ora non ha bisogno che tu sia una roccia.

Gli serve una base su cui camminare.

Il suo mondo gli è crollato sotto i piedi.

Questa è la via di tutta la terra…

per ora.

La morte?

Conosci la verità.

Non posso dirgli che questa è la via di tutta la terra.

Allora, non dirgli nulla.

Le parole di Tommaso ti avrebbero aiutato, quando hai saputo di Eden e il bambino?

Tu hai vissuto una perdita,

e questo dovrebbe spingerti ad andare lì e stargli semplicemente vicino…

piuttosto che essere una roccia.

Cos'è successo? Non riesco a capacitarmene!

Mi dispiace.

Non c'è più!

Lo so.

Devi…

devi respirare.

Non ci riesco.

Non riesco a respirare.

Mi sento male.

Sdraiati.

Che posso fare?

Se solo non l'avessimo persa di vista.

Non tormentarti.

Le tenevo la mano…

e poi l'ho persa.

Ramah è stata uccisa, Maria.

Nessuno avrebbe potuto fermare quell'uomo.

Nemmeno lui?

Chiediglielo.

Qualcuno dovrebbe stare con Tommaso.

No, ha bisogno di stare solo.

Ne sei sicuro?

Fidati di me.

Quello che sto per dire, potete ascoltarlo solo voi due.

- È tutto il giorno che mi gira in testa. - Attento, Giacomo.

Perché Gesù non l'ha resuscitata come la figlia di Iairo?

Anch'io l'ho pensato. Una sua parola, e non saremmo qui!

Abbiamo giurato di non parlare di quella vicenda.

Con gli altri.

Ma noi l'abbiamo visto.

Capisco il tuo punto di vista e…

anch'io mi sono posto la stessa domanda per Eden: perché non è intervenuto. Io…

- A lungo non ho tollerato i suoi miracoli. - È una reazione naturale.

- Sì. - Ricordate le parole di Isaia?

"I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie,

dice il Signore."

"Come i cieli sono alti al di sopra della terra,

così le mie vie più alte delle vostre vie

e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri."

Questo non facilita le cose.

Gesù aveva una ragione per non aiutare Eden,

che non ho capito subito.

E che forse non capirò mai del tutto.

Però vi assicuro che mi ha fatto soffrire molto.

Tommaso non era in casa di Iairo,

non sa che Gesù può riportare in vita qualcuno dalla morte.

Però crede che Gesù possa fare qualunque cosa, e non l'ha aiutato!

Forse la figlia di Iairo era più importante di Ramah?

- O del tuo bambino? - Basta!

Abbiamo promesso di mantenere il segreto,

e ora più che mai è chiaro perché Tommaso non dovrà mai saperlo.

E se Gesù lo facesse di nuovo, ma per qualcun altro?

Distruggerebbe Tommaso.

Cerchiamo di non fasciarci la testa, d'accordo?

Vi ricordo che noi siamo suoi seguaci, non suoi pari.

- Non ho mai detto che lo siamo… - Se non conosciamo una risposta,

dobbiamo lasciare che sia Gesù a parlare.

Tu e Matteo trascriverete le sue parole,

e il tempo rivelerà la saggezza nascosta in questi misteri.

Io credo in un Dio che cammina sulle acque.

Sì.

Dovremmo farlo più spesso, vero?

Forza.

Riposati.

Ricordi quando pescavamo?

Gli adulti chiamavano te Giacomo, e me Giovanni.

Non indovinavano quasi mai. E non erano solo gli adulti.

No.

Ci consideravano uguali, perché non ci vedevano mai separati.

Facevamo tutto insieme:

pescavamo insieme, andavamo alla taverna insieme…

Già.

…alla sinagoga insieme.

E poi, abbiamo seguito Gesù insieme.

Ma quando sei andato in missione con Tommaso,

al tuo ritorno, io…

ho pensato che fossi più vicino a lui che a me.

Come se lui fosse nuovo e interessante, e io fossi vecchio e noioso.

Non era mia intenzione.

- Mi dispiace. - No.

Voi avevate legato.

Stiamo facendo la cosa più importante della nostra vita, Giovanni,

della vita di chiunque!

E tu la stai facendo con lui.

La stiamo facendo tutti insieme.

Però, voi avete creato un legame particolare.

Lo ammetto,

ero geloso della tua amicizia con Tommaso.

Ma non ha importanza, ora.

Ciò che conta è che sta soffrendo molto,

e ha bisogno di te.

- Di me? - Anche se non sai cosa dirgli,

tu, con la tua presenza, lo aiuterai molto più di chiunque altro.

Così.

Respira.

Va bene piangere, ma devi respirare.

No…

Cos'hai?

Non voglio respirare, se lei non può farlo.

Non riesco a calmarmi e neanche lo voglio!

Maestro…

Abbiamo comunicato a Tel-Dor, nella Piana di Sharon,

che la stiamo riportando a casa.

Tel-Dor.

Ci siamo quasi, è davanti a noi.

Questo è solo l'inizio.

Mi spaventa il pensiero di dover affrontare Kafni.

Non lo farai da solo.

Tommaso, parlo io con loro.

- Resta qui, ce ne occupiamo noi. - No, è compito mio.

Stavolta, non potete proteggermi.

Gli chiediamo cosa vogliono e te lo riferiamo, d'accordo?

È tutto a posto.

Tommaso, verrò io con te.

Li affronteremo insieme.

Dov'è?

Dov'è mia figlia?

Tommaso, no!

Non puoi procedere oltre.

- Non potete entrare in questa città. - Kafni, siamo in lutto con te.

Siamo addolorati, non pericolosi.

Allora, perché mia figlia è morta?

- Morta! - Mi dispiace tanto.

- Mi dispiace. - Avevi già ucciso me, Tommaso,

e ora hai ucciso anche lei.

È colpa tua.

Mi sento responsabile.

Non ho mantenuto la mia promessa.

Tommaso amava molto Ramah, Kafni.

- E lei amava lui. - Credi che le tue parole valgano?

Sei un impostore e un diavolo;

uno stregone ingannevole!

Il più grande rimpianto della mia vita

è di non essere stato abbastanza attento a mia figlia.

Aveva una mente brillante, finché tu non le hai fatto un incantesimo!

Ramah è stata uccisa da un romano,

e non puoi parlare a nome suo!

Lei amava Gesù.

Sentiva che la sua vocazione era un onore

e voleva che tutti lo sapessero, incluso te!

Andiamo.

Maledico te…

e i tuoi seguaci.

Siamo in lutto con te.

Diffonderò la verità in lungo e in largo.

Finché scorrerà sangue nelle mie vene,

smuoverò le montagne per denunciarti, Gesù di Nazareth!

Farò in modo che il mondo sappia che sei un bugiardo e un assassino!

Hai espresso chiaramente il tuo pensiero.

Ti lasciamo in pace.

Mi vedrai di nuovo.

E quando accadrà, sarà l'ultima cosa che vedrai!

Basta così, Kafni.

GERUSALEMME

GESÙ È IL MESSIA

IL MESE DI KISLEV

Eden, quando arriva la nostra frutta?

Presto.

Avrei risposto anch'io così.

Stai riposando meglio?

Meglio di qualche mese fa, ma non ancora bene.

Quando abbiamo perso il bambino,

anch'io ci ho messo qualche mese.

Eden, più di me.

Reciti le preghiere?

Mi sforzo…

ma è difficile, a volte.

"Quando io mi ricordo di Dio, gemo. Quando medito, viene meno il mio spirito.

Tu tieni desti i miei occhi."

Che ne diresti di andartene?

Anche solo per un breve periodo. Allontanati.

Non ce la faccio.

È doloroso stare qui, eppure…

non c'è altro posto in cui vorrei essere.

Frutta fresca dal mercato.

Finalmente!

- Almeno, hai ripreso a mangiare, vero? - È fresca?

- Eccome. - Vieni.

Grazie, Zelota.

E per te, aglio, cipolla e malva.

Grazie, perfetto. Appoggiali sul bancone.

Vuoi la mela?

Non quella.

Sembra tutto squisito.

- Io voglio questa. - Vuoi assaggiare?

- Grazie. - Non c'è di che.

- È dolce. - Sì, molto buona.

- Filippo, come si mangia un melograno? - Ti serve un coltello.

Allora…

inizi da sopra e tagli la buccia. Chiaro?

Volendo, puoi anche tagliarlo a metà e tirare fuori i semi con le dita.

Tu tagli il melograno a metà?

- Ti hanno allevato i lupi? - Praticamente.

Pietro,

hanno fatto del loro meglio.

- Davvero? - Non cominciate, voi due.

Guarda, ci sono cinque sezioni.

Incidi seguendo le parti bianche, e poi lo apri come un'arancia.

- Non me l'avevano mai spiegato. - Chissà come mai.

Avete sprecato semi di melograno per tutta la vita?

Vuoi denunciarci?

Non farlo! Sarebbe un'accusa gravissima, ci arresterebbero!

Smettetela, volevo solo aiutarvi.

Eccoti servito.

Dovevo aspettarmi che i due fratelli si sarebbero coalizzati.

Complimenti, continuate così!

Non volevamo offenderti.

Se non l'hai capito,

stavamo parlando dei nostri genitori.

Comunque, suggerisco di mettere al bando i melograni, in questa casa.

Bravo, Pietro! Davvero divertente.

- Cosa dicono dentro? - Niente di nuovo.

Vogliono avere ragione su qualcosa, come sempre.

O si accusano a vicenda di aver sbagliato per tutta la vita.

Sì.

- Come lo sai? - Non hai notato che seguono uno schema?

Hai ragione e sono anche coerenti nel seguirlo.

Vi ricordate quando eravamo solo noi tre?

Vi mancano mai quei giorni?

Diciamo che in quel periodo riuscivamo a trascorrere più tempo con te.

Però, desiderare che gli altri non ricevano questo dono unendosi a noi…

Sarebbe egoista.

Sembra passata una vita.

E non possiamo tornare indietro.

Dove andremo, ora?

Perché me lo chiedi?

Non possiamo restare a Cafarnao per sempre.

No.

Non possiamo.

Che nessuno sottovaluti la tua saggezza, Giacomo il Minore.

Ti ringrazio.

Però…

non credo si tratti di saggezza. È piuttosto…

una sensazione.

Nello stomaco.

Ed è bella?

Non so descriverla.

Provaci.

Di recente, tu…

- Non mi va di parlarne. - Lo faccio io.

Tu hai detto frasi del tipo…

"quando non ci sarò" piuttosto di frequente.

Ci hai detto che…

"devi soffrire molto per mano di anziani, sommi sacerdoti e scribi".

Queste persone non ci sono a Cafarnao.

Hai ragione.

Questo significa che ci metteremo in cammino presto.

Scusa, quando?

Pres…

È vero.

Ci dirigeremo verso Gerusalemme.

Lasceremo Cafarnao.

È il momento.

Le cose non saranno più così semplici.

Scusate il disturbo.

Tranquillo.

Eden mi ha mandato a prendere la menta e il limone. Vuole preparare il…

Tieni.

Che vi prende?

Il pubblicano, conosciuto come Matteo, è in questa residenza?

- Chi lo chiede? - Il Pretore Gaius.

Un momento.

Credi che Gaius voglia che Matteo torni a riscuotere tasse?

Lo scopriremo a breve.

Fammi andare con Matteo, parlerò con Gaius.

D'accordo, ma non tardare. Dobbiamo partire.

Pubblicano.

- Era da tanto che non mi chiamavano così. - Devi venire con noi.

È tutto a posto, Pietro ti accompagnerà.

Tranquillo.

Matteo è nei guai?

Non credo.

Taddeo, Andrea, Zelota, dite agli altri di raccogliere le proprie cose.

Ci mettiamo in viaggio.

- Lascia in pace quel fazzoletto! - Sto sudando.

- Non posso asciugarmi? - Sì, ma così sembri nervoso.

Anche tu lo sembri!

Sono curioso, non spaventato.

Gaius non è più lo stesso uomo che conoscevi quando lavoravi per loro.

Magari non trova nuovi esattori.

- La paga è buona, ma perdi il resto. - Credi voglia suggerimenti?

Dovresti saperlo meglio di me, ultimamente lo frequenti spesso.

- C'è un motivo. - E quale?

Niente.

- Perché la gente fa così? - Come?

Quando qualcuno dice "niente", in genere nasconde qualcosa di importante.

Non ha senso.

"Niente" significa che è qualcosa di cui non devi preoccuparti,

o che non sono affari tuoi o che non è il momento giusto per parlarne.

Allora, perché non specificare?

Eliminerebbe molta confusione!

Può darsi.

È solo che…

Cosa?

Niente.

Pretore.

- Pretore. - Pretore.

Prego.

Accomodatevi.

Grazie per essere venuti.

Non potevi anticiparci la natura di questa convocazione?

Assolutamente no.

"Pietro."

Lo pronuncio correttamente? L'ho trovato scritto qui,

e ha attirato la mia attenzione.

Ci sei quasi, è meno morbido.

Pietro.

Pietro.

- Tu sei un uomo di mare. - Lo ero.

Sai ancora fare i nodi?

- Rosso di mattina… - …brutto tempo si avvicina.

Se guardi a sud, verso Gerusalemme, vedrai un cielo molto rosso stamattina.

Gli editti che arrivano dalla Giudea voluti dai vostri capi religiosi

sono seri, più minacciosi di prima.

Quanto minacciosi?

I farisei osservano ogni vostra mossa.

Sperano di cogliere in fallo il vostro maestro per le parole o azioni.

Vi sto avvisando: vogliono metterlo a tacere.

A tacere?

Silenziarlo.

Censurarlo.

O peggio…

- Non so. Ditemi voi, c'è un precedente? - Può darsi. Forse…

il Battista?

Giovanni non è stato ucciso dai farisei.

Erode appartiene al vostro popolo e la Galilea è sotto la sua giurisdizione.

Il punto è che c'è qualcuno che osserva tutti noi da molto vicino.

Noi e voi?

Me, l'intera città e soprattutto il vostro gruppo.

Atticus Amelius Pulcher, uno delle coorti urbane,

è interessato in particolare a Gesù

e sta monitorando le sue attività a Cafarnao.

Quando siamo partiti, Gesù mi ha detto di prepararmi per un viaggio.

Forse perché qui non è più al sicuro.

Ho l'ordine categorico di sedare qualsiasi estremismo religioso

o eventuali frange rivoltose rapidamente…

e definitivamente.

- Se non lo faccio, o se esito… - Che succede?

Ti licenziano?

Non mi aspettavo che ti affezionassi al potere così in fretta.

Peggio: potrebbero sospettare che io creda in lui.

Certo, sì.

- Aspetta… - Gesù sarà al sicuro qui, vi garantisco.

Ma solo se eviterà di dare nell'occhio.

Questo è impossibile.

Un anno fa chiedeva alla gente che aveva guarito

di non farne parola, ma ora non può più nascondersi.

- Ci speravi davvero? - Non chiedo di fermare la sua missione,

ma di agire fuori dai confini della città. È la mia sola richiesta.

Per la sua sicurezza, e per la vostra.

Ho bisogno della vostra collaborazione.

Pretore,

tu credi in lui?

Io…

non so bene cosa significhi.

- Sei hai dubbi, vieni a vedere cosa fa… - Ho visto abbastanza.

Ho visto cosa fa per coloro da cui non può ottenere un tornaconto.

L'ho sentito pronunciare parole che mi hanno svelato insormontabili misteri

e riempito di domande.

Ed è proprio perché ho visto tutto questo che ho deciso di provare a…

Tuo figlio sta meglio?

- Come? - Ricordo che tempo fa stava male.

È migliorato?

- No… - Tuo figlio? Qualcosa non va con Marius?

Perché non l'hai portato da Gesù?

L'hai visto fare cose per persone da cui non può ottenere un tornaconto.

Perché non dovrebbe farlo per te che rischi vita e carriera per proteggerlo?

Non ha bisogno della mia protezione.

Non voglio che la sua missione sia ostacolata da lotte intestine.

C'è chi crede che la sua missione sia rovesciare Roma.

- Ma perché Gesù dovrebbe vedere Marius? - Matteo…

Ho commesso un errore: ho concepito un figlio fuori dal matrimonio.

Non è una consuetudine per la tua gente?

Ti chiedo scusa, però…

a rischio di offenderti ancor di più,

a volte, il giudizio degli altri pesa perché ci si sente in colpa.

Mi sento in colpa per aver tradito mia moglie.

E ti sei pentito?

Per quello, sì.

Ma amo mio figlio.

- Ed è malato? - Da molto tempo, sì.

- E perché non l'hai portato da Gesù? - So che ci hai pensato.

- Hai detto ai tuoi di un medico ebreo. - Perché non sono degno!

Neanch'io lo sono.

E nemmeno io.

- Voi non sapete tutto ciò che ho fatto. - Possiamo dire lo stesso.

- Sono un cane sciolto. - Lui adora questo genere di persone.

- Anche se non sono ebree? - Sì.

Queste distinzioni non gli importano.

- Anche per questo è così osteggiato. - Gaius…

tu credi sia mandato da Dio?

Capisco che possa far paura.

Sta' tranquillo, Dominus.

Non c'è ragione di temerlo.

Io credo in lui.

Sono lacrime di gioia?

Sono sicuro che può guarire mio figlio.

Mi è permesso chiederglielo?

Sì, immagino di sì.

Sì, va bene.

D'accordo, direi che può bastare. Andiamo da lui, piuttosto.

Giusta osservazione.

Che facciamo ancora qui? Mio figlio è impaziente di guarire.

Andiamo!

Si è appena convertito?

Sì.

Giacomo, Giovanni!

- Gesù ha detto di prepararci a partire. - Arriviamo.

- Dov'è l'appuntamento? - Al solito posto. Passo a prendervi.

Ragazzi.

È il momento.

Vedremo. Troveremo l'occasione giusta, promesso.

Ascoltate,

per quanto fossi felicissima quando Gesù vi ha chiamati,

so che seguire il Messia e compiere la sua opera è anche un peso da portare.

Ma non vi avevo mai visti così legati e voglio che non finisca mai.

Sì, è stato un periodo tranquillo…

Giovanni, tu sei sempre stato quello più cauto.

Ma lui nutre un profondo affetto per te, e non c'è nulla di male nel chiedere.

- Ne abbiamo parlato. - Sì, lo so. "Chiedi e ti sarà dato."

Esatto.

- Lo faremo, madre. - In questo viaggio?

- Sì. - Ripetiamolo ancora una volta.

Chiedete di poter sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel suo regno…

- Lo sappiamo. - Ce lo ricordiamo.

Bene.

Che state aspettando? Andate a prepararvi.

Credo di essere il primo ebreo a condurre un soldato romano a casa sua.

E io sono il primo soldato ad essere condotto.

Ora smettiamola di sorridere, o finiremo entrambi nei guai.

Aspetta qui, controllo che sia dentro.

Pietro! Portiamo un romano da Gesù, senza che lui l'abbia permesso o chiesto…

Direi che lo conosciamo abbastanza da sapere che è quello che vorrebbe.

Gaius, puoi venire.

Pretore Gaius.

Signore…

Il mio servo giace a letto paralizzato.

È malato da molto tempo e soffre terribilmente. Sta morendo.

Portami da lui.

- Signore… - Lo chiami "Signore"?

Io non sono degno di farti entrare in casa mia,

e so che non ti sentiresti a tuo agio nella residenza di un romano.

Ma basterà che tu dica una parola e lui sarà guarito.

Non sei degno?

La verità…

è che quel bambino, in realtà, è mio figlio.

Mi vergogno.

Non dovrei nemmeno chiedertelo, ma lo sto facendo.

E so che tu puoi salvarlo.

Maestro,

non credevo che l'avrei mai detto, ma…

egli merita che tu gli conceda quello che chiede.

Ama il nostro popolo, e ci ha aiutati.

Lo so.

Non devi disturbarti,

puoi anche curarlo a distanza, con una sola parola di comando.

Pur essendo un subalterno, ho dei soldati sotto di me,

e dico a uno: "Va'!", ed egli va;

e a un altro: "Vieni!", ed egli viene.

Qualunque cosa tu comanderai su questa terra, finirà per accadere.

Ne sono certo.

Persino questo.

Alzati.

- Come? - Levati.

Avete sentito quest'uomo?

In verità vi dico, non ho trovato nessuno in Israele con una fede così grande.

Sono stato rifiutato nella mia città natale,

sono minacciato dai capi religiosi del mio stesso popolo,

ma quest'uomo…

un gentile, dimostra più fiducia nelle mie azioni e opere

di chiunque altro abbia mai incontrato.

Va'. Avvenga per te come hai creduto.

- Grazie. - Grazie a te.

Hai illuminato la mia giornata con la tua fede sincera.

Sì.

Come?

Che è successo?

Gaius ha creduto che Gesù potesse guarire il suo servo senza andare a casa sua.

Noi sappiamo che può farlo.

Ma una tale fede da parte di un gentile?

Esatto.

È il momento, chiediamoglielo.

Cambierà tutto.

Che succede?

Ora?

- Maestro? - Ti ascolto, Giacomo.

Ricordi quando dicesti che qualunque cosa avremmo chiesto ci sarebbe stata data?

"Bussate, e vi sarà aperto."

No, non ricordo.

Era quello il sermone? Nostra madre ha detto…

Scherzavo. Sì, me lo ricordo.

Certo.

- Lo sapevamo. - Già.

Vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo.

Sono ansioso di ascoltarvi.

Concedici…

di sedere…

nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra.

Che significa?

Allora?

Voi non sapete quello che chiedete.

Cosa?

Maestro!

Tre cetrioli e quel cavolo, per favore.

Prenderò quell'otre.

- Questo grande? - Sì, esatto.

Ottima scelta.

Ecco.

Quanto per questi due?

Grazie.

Ecco. Prego.

Grazie.

No, va bene così.

Maestro, che cos'hai?

Potete bere il calice che io bevo,

o essere battezzati nel battesimo in cui io sono stato battezzato?

- Possiamo! Siamo i Figli del Tuono. - Faremo di tutto per te.

- Non sapete a cosa andrete incontro. - Diccelo. Non ci tireremo indietro.

Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme,

e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi.

Lo condanneranno a morte! Lo consegneranno ai pagani,

perché venga deriso, maltrattato dalla folla, flagellato e crocifisso.

E il terzo giorno, risorgerà.

- Di chi parli? - Credevo fossi tu il Figlio dell'uomo.

Il calice che io bevo, anche voi lo berrete.

E nel battesimo in cui sono battezzato, anche voi sarete battezzati.

Ma non può accadere adesso.

Non siete ancora pronti.

Non sta a me concedere che sediate alla mia destra o alla mia sinistra;

è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio.

Non avevate il diritto di chiederglielo.

Senza offesa, ma noi lo seguiamo da molto più tempo di te.

- Come avete osato? E davanti a tutti noi! - Cercate il comando, un posto d'onore?

Senti chi parla!

- Non ho chiesto nulla, me l'ha concesso! - Non sai nemmeno che significa "pietra".

Smettetela!

A tutti voi è stata concessa la guida e l'autorità.

Tutti voi costituite le fondamenta su cui costruirò la mia chiesa.

Ma ragionate come i governanti dei gentili che usano l'autorità sui loro inferiori.

Non è così che funziona il mio regno.

Ve l'avevo già detto…

e ancora non l'avete capito.

È il momento di cambiare!

Perché i loro modi non possono addirsi a voi.

Mi state ascoltando?

Sì.

Sì, Maestro.

Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,

e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.

Anche il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti.

In riscatto… per chi?

Chi è tenuto in ostaggio, Maestro?

Andate.

Dirigetevi verso Gerusalemme.

- Maestro, se vuoi, noi… - Vi raggiungerò.

- Io resto con te. - Ho detto che vi raggiungerò.

Gaius!

- Non ci crederai mai! - Ci credo eccome, invece.

Aspetta, non capisco.

Che dici?

So già tutto.

Papà, guarda!

Shalom.

- Come? - È una cosa che dicono i miei amici.

Significa pace e completezza.

Chiaro?

Tu sei di nuovo sano.

Sha…

Sha…

D'accordo.

Shalom.

Shalom.

- Shalom! - Ditelo due volte.

Shalom, shalom!

Perfetto, avete capito.

Shalom…

"Sono tutti infiammati i miei fianchi.

Nella mia carne non c'è più nulla di sano.

Sfinito e avvilito all'estremo,

ruggisco per il fremito del mio cuore.

Signore,

è davanti a te ogni mio desiderio,

e il mio gemito non ti è nascosto.

Palpita il mio cuore,

le forze mi abbandonano.

Non mi resta neppure la luce degli occhi.

I miei amici e i miei compagni

si scostano dalle mie piaghe,

i miei vicini stanno a distanza."

Ci siamo, sei pronta?

Tieni.

Grazie.

Zebedeo, possiamo mettere la prima pietra.

Adoro questo momento.

Prima spremitura, sacra soltanto a Adonai.

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