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Original subtitles

Il ruolo di Filippo sarà ora interpretato da Reza Diako.

Maestro?

- Ecco… Volevo lasciarti questi. - Tranquillo. Prego, accomodati.

Siediti con me.

Prego.

Come la stai vivendo?

In realtà non so che cosa dire.

Credevo che l'avrei presa peggio.

Anche Simone lo credeva, visto che mi controlla ogni cinque minuti.

Un po' come fai tu con me?

Conoscevi Giovanni da più tempo di noi.

E nonostante questo, tu…

Io cosa?

Insomma, tu…

Allora perché vieni a controllarmi?

D'accordo.

Beh, forse perché…

tu sei un mistero.

Lo so.

È un po' stantio.

Un po'?

Ha il sapore delle ossa di Eliseo!

Ci è permesso ridere?

Perché no?

Sai, uno dei momenti in cui ridiamo di più

è durante le funzioni funebri.

I nostri cuori sono così fragili, le nostre emozioni salgono in superficie.

E risate e lacrime sono più vicine che mai.

E credimi, abbiamo osservato molte Shiva Giovanni e io da bambini,

e lui non è mai riuscito a mantenere un umore imbronciato per sette giorni.

Non ce l'ha mai fatta.

Mi sento in colpa.

- Dovrei essere a pezzi ora. - No.

No, Andrea. Non esiste il dovere nel lutto.

Non c'è un modo giusto per elaborarlo.

Hai già provato molto dolore quando Giovanni è stato arrestato.

Soffrendo non onori la sua memoria

più di quanto non lo faresti se ti lasciasse indifferente.

E così…

hai detto che sono un mistero.

Beh, no. Intendevo dire che… ecco, tu…

Cosa diceva Giovanni di me?

Diceva che sei…

il Messia.

- Che cosa stai facendo? - Mi hai dato un'idea.

- Per tradizione dove si osserva la Shiva? - In casa del defunto?

Qual era la casa di Giovanni?

L'aperta campagna.

Va' a radunare gli altri.

"Le parole di Qoèlet, figlio di Davide.

Vanità delle vanità, dice Qoèlet. Tutto è vanità.

Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco,

tutto è vanità

e un correre dietro al vento.

Un tempo per cercare,

e un tempo per perdere.

Un tempo per serbare,

e un tempo per buttar via.

Un tempo per strappare,

e un tempo per cucire.

Un tempo per tacere,

e un tempo per parlare.

Chi ama il denaro mai si sazia di denaro,

e chi ama la ricchezza non ne trae profitto."

All’inizio mi capitava solo nella stagione della siccità, ma ora è una costante.

C'è qualche ansia che potresti indicare come causa di queste notti insonni?

Non è un pensiero, ma una sensazione di terrore.

Come se ci fosse un serpente sotto il letto

o un leone appostato fuori dalla porta.

Nathan,

l'angoscia dei nostri antenati vive nei nostri corpi.

- Che vuol dire? - Egitto.

I 40 anni di peregrinazione.

L'esilio a Babilonia.

Tutta quella paura e quel dolore

sono radicati nel nostro sangue, nelle nostre ossa, e nelle nostre storie.

Io voglio solamente poter dormire.

Non posso cambiare il mio sangue, né le mie origini.

No, non puoi.

Però puoi pregare.

Puoi venire qui ogni giorno e pregare con me.

"Chi abita al riparo dell'Altissimo

riposa all'ombra dell'Onnipotente."

Grazie per essere venuto.

Grazie, rabbino.

Mi piacerebbe poter compiere miracoli.

C'è chi ci sta riuscendo.

- Porta i miei saluti a Ila. - Senz'altro.

- Shalom. Shalom. - Shalom. Shalom.

Shalom.

Sai, mi domandavo, com'è la situazione a casa?

Ecco, dopo quello che…

Stava solo dormendo, Yussif.

Non possiamo dire altro.

Immagini come sarebbe la tua vita se ti assegnassero un incarico diverso?

Non è quello che voglio.

Notizie da Gerusalemme.

Il rabbino Samuele è stato promosso al Sinedrio.

Il rabbino Shammai parlerà all'assemblea quest’oggi.

Nicodemo sarà presente.

Pare che abbia saltato diverse sedute di recente

e non abbia mai inviato la tua lettera.

Yussif, pensi che abbiano saputo del discorso della montagna a Gerusalemme?

Non riesco a immaginare il contrario.

Ma quel discorso non ha valore se comparato a…

- le voci sugli eventi nella Decapoli. - Non sono solo voci. Leggi.

Sicuro che sia il mio lato migliore?

L'avete detto voi.

Mi sbagliavo?

È un busto. Le sembianze sono visibili da ogni angolazione.

Non ti pago per darmi lezioni d'arte.

Quintus. Non…

- Avanti, dillo! Togliti il pensiero! - Troppo facile. Non oggi. Lasciaci soli.

Ah, aspetta! Aspetta! Aspetta. Sono nel bel mezzo…

Non lo vedi?

Normalmente direi a quest'uomo che sta immortalando la persona sbagliata.

- Lo sapevo. - Non oggi.

Oggi ho bisogno di informazioni su Gesù di Nazareth.

Intelligenza militare.

L’accostamento di queste due parole mi è sempre sembrato ossimorico.

- Atticus. - Quintus, voglio informazioni su Gesù.

D'accordo, ma…

Forza…

Non ho novità. Gesù e io abbiamo parlato.

C’eri anche tu. Eravamo d’accordo.

- Nessuna nuova informazione? - No.

Eppure gli ebrei ne hanno.

È normale che gli ebrei ne sappiano di più su un ebreo.

Non credo che tu comprenda il ruolo del pretore.

- Sta accadendo tutto sotto il tuo naso. - Allora aggiornami, ispettore.

- Che sta succedendo? - Sembra…

l'inizio di qualcosa.

Di una guerra, forse.

Io non ho intenzione di fare il tuo lavoro

e rendere difficile la vita alle persone che seguono Gesù.

Non interverrò per interrompere i loro raduni

o espellere i pellegrini, ci siamo intesi?

Qualcosa ti ha spaventato.

Conosco quegli ebrei meglio di te.

Che cosa ti prende?

In questo momento, sei nelle grazie di Cesare solo per via delle entrate.

Sono in crescita. Spettacolare, Dominus.

Ma fidati, ti conviene…

fare qualcosa!

Non diventare famoso per aver vigilato

su una città dove è iniziata una rivoluzione!

Ave, Cesare.

Ave.

- Pensi che voglia portarci nella valle? - Ci stiamo dirigendo verso il Giordano.

Allora alle Acque di Merom.

Merom?

Dove Giosuè rivendicò la sua vittoria sui Cananei.

Magari lì inizieranno ad accadere grandi cose.

Molte sono già accadute.

Scommetto che andremo sul Monte Hermon. Non vedo la neve da secoli.

Isaia. "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,

diventeranno bianchi come neve."

- Hai sentito? - Sì, certo.

Cosa c'entra il Monte Hermon con Giovanni?

Siamo ancora nei sette giorni della Shiva.

È vero, ma la Shiva riguarda tanto i vivi quanto i defunti.

Tuttavia non mi è chiaro perché andiamo in questa direzione.

Aspettiamo di arrivare lì per capirlo!

Per chi sta trasportando qualcosa, sarebbe interessante capirlo prima!

Fatti forza, Giovanni.

- Sicuro di aver sentito bene? - Possiamo parlargli, l’ha detto lui.

Ma siamo in cammino per il Battista, non per noi!

Mi ha risposto così. E ha anche sorriso.

D'accordo.

Andiamo, allora. Non perdiamo tempo.

Coraggio. Magari funzionerà.

Che c'è? L'ho solo incoraggiato.

Maestro.

Ah, eccovi qui. Vi stavo aspettando.

Com'è andata la visita da Kafni?

Se fosse andata bene, l’avremmo già saputo.

Però c'è un’alternativa.

Il Kiddushin.

- Ti è familiare. Certo. - È vero.

Maestro, io ho lasciato mio padre per seguire te.

E ho subito diverse offese a causa di questa scelta.

Come sai, in parte le ho subite anch’io.

Tu per me sei diventato come un padre adesso.

Giovanni ha accettato di fare da testimone per Tommaso.

In qualità di padre spirituale,

mi concedi in sposa?

Non intendevamo turbarti.

Kafni non ha voluto benedire la nostra unione,

ma tu non sei qui per questo.

No.

No, Tommaso.

Ti sbagli.

Avvicinatevi a me.

Le persone credono di sapere perché sono qui.

Pensate che sia venuto a portare pace sulla terra?

Non sono venuto a portare pace…

ma una spada.

Intendo divisione, Zelota.

All'interno delle case e anche oltre,

quando qualcuno sceglie di seguirmi,

è probabile che in una casa

in cinque si divideranno,

tre contro due e due contro tre.

Perché?

È successo con Ramah e suo padre.

Non è nelle mie intenzioni dividere le famiglie,

ma seguirmi ha un costo.

Qualcuno verrà odiato da coloro che gli sono più vicini

a causa dell’assenza di fede.

Però non è uno dei comandamenti onorare il padre e la madre?

Onorare i genitori

è uno degli obblighi sociali e spirituali più elevati,

ma non è più importante che seguire Dio.

Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me.

Abbiamo scelto te.

Quindi è deciso?

Tu accetterai di essere il mio testimone?

Discuteremo dei dettagli alla fine di questo viaggio,

e al termine della Shiva per mio cugino.

Certo, giusto.

Tommaso,

hai già pensato a quale sarà il mohar per Ramah?

Beh, ne abbiamo discusso.

Lei ha detto chiaramente che non vuole…

Tommaso.

Te lo porto via solo per un minuto, d'accordo?

La tua è una pessima idea.

Di cosa parli?

Non puoi non regalarle qualcosa.

E soprattutto non puoi prenderla in parola se ti dice che non vuole niente.

No, no, no.

Fidati del tuo amico sposato, mm?

Le sue parole non significano quello che pensi.

Ti spiego una cosa.

Maestro. Hai bisogno di lui?

No. Prego, rimettilo in riga.

Noi riprendiamo il cammino.

Ecco cosa devi fare.

Non ci credo!

- Ma che volete? - Vuoi scherzare?

Benedetto sii tu, o Signore nostro Dio, Re dell'Universo,

tu che ci hai concesso la vita, ci hai sostenuto

e ci hai permesso di raggiungere questa occasione.

È giunto fin qui da uno dei villaggi portuali dell'Alta Galilea.

Cafarnao.

- Una generazione dirà all'altra… - Riesci a crederci, Moishe?

- …le lodi delle tue opere, e farà… - Fidati di me.

Quando questo giovane è arrivato nella Città Santa,

aveva ancora addosso odore di pesce e di ingenuità!

Io…

mediterò.

Bergamotto.

Gelsomino e…

balsamo dalle rive del Mar Morto.

Dammi retta, Moishe.

Oggi tu hai in mano le vesti di un rabbino il cui nome verrà ricordato nella storia.

Racconterai ai tuoi figli di questo giorno.

T’importa solo di questo, Yanni? Di essere ricordato?

Stoffe speciali e profumi così costosi?

Si addicono alla situazione.

Chiunque avrebbe potuto avvertire gli anziani.

Lasciaci da soli, per favore.

Ho pregato con quell’uomo, Yanni.

Che hai fatto?

Nella Decapoli, mentre voi eravate impegnati con i testimoni,

io mi sono imbattuto in lui. È stato del tutto casuale.

Ma non ce l'hai mai detto.

Non era come l’immaginavo, o come lo ricordavo da Cafarnao.

Sembrava sincero e mi ha dato molto da pensare.

La sincerità può essere astuzia.

Non ho percepito il male che mi aspettavo.

Solo Dio può discernere il cuore di un uomo. Non è compito tuo farlo.

- Perché mi è stato dato questo incarico? - Nessuno ti ha dato niente.

- Te lo sei guadagnato. - Come?

Ho studiato, scritto, incontrato i capi delle tradizioni in lotta tra loro,

e cosa ho ottenuto?

In che modo la nostra fede e il paese sono migliorati?

Sei sopraffatto.

È normale essere nervosi. Sei emozionato.

Sì, è vero che sono sopraffatto, dalla pochezza di questa iniziativa,

dalle formalità e le congratulazioni.

- Per cosa? - Samuele, ti garantisco

che dopo il discorso di Shammai tutto avrà un senso.

CESAREA DI FILIPPO

Non te l'ho ancora chiesto. Stai bene?

Sto bene.

Sono in pace.

È ciò che avrebbe voluto Giovanni.

E a me non chiedi niente?

Scusa. Come stai?

Scherzavo.

Proprio come temevo.

Cesarea di Filippo.

Senti.

Un tempo hai vissuto lì,

ma non sei più lo stesso uomo che ho dovuto risvegliare

dopo una brutta ubriacatura.

Grazie per avermelo ricordato.

Volevo aiutarti.

Il Dio cananeo, Baal. Si usava adorarlo qui.

In realtà in molti posti, ma soprattutto qui.

- Perché? - Per l'acqua.

Baal era considerato il dio della pioggia.

Sgorga una sorgente in una grotta di quella parete rocciosa.

È una sorgente del Giordano.

Per sondarne le profondità, mandarono giù un sasso con una corda.

Non raggiunse mai il fondo.

Benvenuti alle porte dell'inferno.

Sbaglio o questo luogo ci fa pensare che il cibo kosher sia il migliore?

Non ha torto.

Quelle capre vengono offerte in sacrificio?

No, è peggio di quello che pensi.

Ci siamo recati a Cafarnao per il pesce fresco,

non per scoprire grandi menti.

Eppure, per quanto possa sembrare improbabile,

da quello sperduto villaggio dell'Alta Galilea

è sorto un intelletto così intraprendente,

perspicace, e formidabile,

che non possiamo fare a meno di rallegrarci

nel dare a Samuele, figlio di Yosef,

il benvenuto in questo consiglio supremo,

dove succederà a Rabban Seled nel settantesimo seggio.

A meno di aver vissuto in una tomba negli ultimi mesi,

saprete che Gesù di Nazareth, un tempo oggetto di speculazioni,

osservazioni curiose, pettegolezzi e dicerie,

grazie ai diligenti resoconti di Samuele e alle testimonianze oculari confermate,

è risultato essere l’individuo più dannoso e pericoloso di questo Paese,

dopo Acab e Gezabele.

Gesù non solo ha dimostrato disprezzo per la legge e la tradizione,

ma ha anche attirato un discreto seguito di devoti.

Viaggia e si circonda di esattori delle tasse, peccatori, degenerati,

- di membri della Quarta Filosofia. - Gli zeloti?

Conta tra i suoi discepoli diverse donne,

una delle quali è una gentile dell'Etiopia.

Non uno, ma ben due dei suoi seguaci

sono ex discepoli del defunto blasfemo, Giovanni Battista.

- Defunto? - E a tal proposito, ringraziamo Samuele

per aver segnalato alle autorità romane le posizioni del Battista.

Perché non siamo stati consultati

prima di collaborare e decidere di consegnare uno dei nostri ai romani?

Sei forse solidale col Battista, Shimon?

Ci ha definiti covo di vipere! Assassini delle nostre stesse madri!

Shammai.

Ti sei dilungato troppo.

Il momento per osservare pazientemente è terminato da tempo.

Gli atti e i luoghi in cui si reca Gesù di Nazareth

devono essere comunicati a questo consiglio immediatamente.

I capi anziani di ogni distretto

dovrebbero mettere in discussione e smascherare Gesù.

Ascoltare con attenzione ciò che dice e cercare

di coglierlo in fallo nei suoi stessi insegnamenti.

Dobbiamo riuscire a metterlo alle strette e a farlo esporre con i suoi discorsi,

fino a che la gente non li riconosca come eretici.

E non decida di allontanarsi da lui.

Possiamo ridurre la sua influenza.

Tuttavia, qualora venisse arrestato e portato da noi…

Per quanto sia un individuo blasfemo,

devo incoraggiarvi a resistere all'impulso

dimettere in atto la giustizia della Legge di Mosè.

La lapidazione…

è un'attività confusionaria,

e lapidare un predicatore del popolo

rischia un caos che non possiamo permetterci.

Dobbiamo convincere i romani

che è degno della loro attenzione e del loro interesse.

Per quanto questa occupazione

sia fonte di dolore infinito per il nostro popolo,

dobbiamo restare sobri e ammettere

che i nostri colonizzatori sono più bravi nel seguire e uccidere le persone.

Noi non abbiamo le stesse risorse e le stesse energie.

In questa circostanza, è doveroso tenere le nostre stanze del potere separate.

Non possiamo rischiare in alcun modo che si pensi

che aspiriamo a creare del disordine.

Pilato, giovane e sconsiderato com’è, non si lascerebbe sfuggire l'occasione,

e noi non possiamo dargli un’altra ragione

per fare qualcosa di avventato.

Lasciamo che Roma applichi le sue leggi volute e scritte dall'uomo,

e se questo stavolta andrà a nostro favore, bene.

Noi concentreremo i nostri sforzi nel preservare la legge di Dio

e le sacre tradizioni della nostra fede.

Sono stato chiaro?

Scrivete il decreto e fatemelo avere entro sera.

Il consiglio è aggiornato.

Caifa, quel rapporto è gonfiato e distorto da interessi di parte.

Ho detto che abbiamo finito qui, Shimon.

Avvicinatevi.

Maestro, questo posto…

Con tutto il rispetto, ma perché ci hai portati qui?

È un abominio.

- È una parola molto forte, Andrea. - Maestro…

durante la Shiva?

Dovremmo evitare i luoghi oscuri per paura,

o dovremmo essere leggeri,

come Simone e Giuda nella loro missione?

Mio cugino avrebbe temuto questa cava?

Sarebbe rimasto così sconvolto da ciò che accade in quel tempio

da voler scappare da questo luogo?

La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?

Alcuni dicono che tu sia Elia, colui che predica il pentimento.

Altri dicono Geremia, perché fu rifiutato dai saggi del suo tempo.

E altri ancora dicono uno dei profeti, quelli che hanno parlato per conto di Dio.

E quindi che dovremmo fare? Tirare a sorte?

Natanaele, è il tuo momento. Sii te stesso.

Alcuni dicono Giovanni Battista.

E chiaramente non è vero.

D'accordo. Questo è quello che dicono gli altri.

Voi chi dite che io sia?

Tu?

Tu sei il Cristo.

Il Figlio del Dio vivente.

Queste statue raffiguranti Baal e Pan celebrano dei morti.

Defunti in decomposizione, mentre noi adoriamo un Dio vivente.

E tu…

Tu sei suo figlio.

Beato sei tu, Simone, figlio di Giona.

Perché né carne né sangue te lo hanno rivelato,

ma il Padre mio che è nei cieli.

Per tutta la vita sei stato chiamato Simone, colui che ascolta.

Ma oggi, io ti chiamo Pietro.

Roccia.

E su questa pietra

edificherò la mia Chiesa,

e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

Questo è un luogo di morte,

e io vi ho portati qui per dirvi che la morte non ha alcun potere

contro il mio popolo redento.

Poiché io vivo, anche voi vivrete.

A te darò le chiavi del regno dei cieli,

tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli,

e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.

Hai l'autorità

di rivelare agli altri la verità che io sto rivelando a te.

Cioè che i pentiti hanno un posto nel Regno dei Cieli.

Hai confessato che io sono il Cristo,

e spingerai molti altri a fare la stessa confessione nel tempo.

Ma ti spiegherò meglio in seguito.

Per ora, dovete mantenere il silenzio.

Vi ordino tassativamente di non dirlo a nessuno.

Maestro, alcuni sanno già che tu sei il Messia.

Perché tacerlo adesso?

In alcuni luoghi, per alcune persone,

era importante sapere e credere.

Ma in questo momento,

se tutti gli abitanti di questa regione sentissero che il Messia è arrivato,

si solleverebbero in moltitudini,

preparandosi a unirsi a una fazione militare in guerra contro Roma.

Voglio che le persone mi seguano per la mia vera identità,

come fa Pietro,

non in base alla loro errata comprensione del titolo che porto.

Maestro, il nostro popolo è pronto a credere in te e a combattere con te.

Perché portarci in questo luogo di morte

- se non per sconfiggerla? - Arriverà quel momento, col tempo.

Vi ho portati qui per onorare Giovanni

e mostrarvi cosa era venuto a fare.

Stava preparando la strada per questo.

Per iniziare a costruire la mia chiesa.

Una chiesa che non sarà mai fermata, neanche in un luogo simile.

Giovanni era impavido di fronte al male e obbediente ovunque si trovasse,

e così dovrete essere voi,

anche alle porte dell'inferno.

Ti senti pronto a seguire le sue orme

e le mie?

Anche se ti condurranno in un posto come questo?

Non ho altro da dire.

Dovremmo andare ora.

Ti aiuto io, Giacomo il Minore.

Grazie.

Pietro, la roccia.

Li stai vedendo?

Quattro cavalieri attendono di diffondere il messaggio in tutta Israele,

e il merito è tuo.

- E del tuo eccellente lavoro. - Lui è morto.

Lo sarà presto. Basta che faccia un passo falso e si metta contro Roma.

No, io sto parlando del Battista.

L'ha detto Shammai.

Sono io che l'ho consegnato per primo alle autorità.

Perché sei preveggente.

I tuoi occhi vedono conseguenze future

che gli altri sono troppo distratti per considerare.

E adesso l'intero Sinedrio conosce il tuo talento.

Mi stai ascoltando?

Ehm…

certamente.

Sai, ritengo che dovresti essere tu a condurlo davanti al supremo Consiglio.

Io?

Sei di Cafarnao.

Conosci i suoi seguaci e hai parlato con lui due volte.

Dovresti provare a trovarlo.

Hai ragione.

Shalom! Sei vivo?

Sì, stavo riflettendo.

D'accordo, andrò subito a cercarlo.

- Credo. - Sono stanca.

Dovremmo organizzarci.

Credo che adesso dovrebbe essere fissata bene.

Sì, però tirala ancora un po’.

Io inizio ad abituarmi.

Chiunque avrebbe potuto dirlo.

- E perché non l'hai fatto? - E tu perché no?

Pensavo fosse una di quelle domande retoriche che ci rivolge

come insegnamento.

E invece, Simone ha risposto.

Non credo che dovremmo chiamarlo ancora Simone.

Davvero? Gesù ci ha dato nuovi nomi.

- Ma siamo ancora Giacomo e Giovanni. - Non lo so.

- Che diremo a nostra madre? - Non le diremo un bel niente.

Lei non deve saperlo.

Perché hai dovuto tirarla in ballo?

- Dovrebbe bastare per la notte, no? - Sì.

Considerando che Filippo ne sta prendendo dell’altra, è anche troppa.

D'accordo.

Una mela?

Sì.

Grazie.

- Ne abbiamo parecchie, se ne vuoi… - Se l'avesse voluta, l’avrebbe detto.

Io ne approfitto. Ne voglio tre.

Tanto lei verrà a saperlo! Viene sempre a sapere tutto.

Non capisco.

Simone… scusate. Pietro è davvero il miglior discepolo?

Gesù ha forse detto "migliore"?

Ho trascritto tutto e non ha usato quell’aggettivo.

Ha importanza?

Sono qui da meno tempo di voi, non lo so, ma Pietro sembra davvero il migliore.

- O almeno è tra i quattro migliori. - Chi sono gli altri tre?

In base a quali criteri determiniamo questa classifica?

Chi ha parlato di classifica? Cosa siamo, un esercito?

Credo che volesse dirci tutt'altro.

Non lo so. È chiaro che è destinato a essere una guida!

Questo vuol dire che noi siamo meno importanti?

Nessuno ha chiesto la mia opinione, ma credo che abbiamo bisogno di dormire.

- Io non chiuderò occhio stanotte. - Ottimo! Farai la terza guardia.

Sarebbe toccata a me,

- ma dato che non chiuderai occhio… - Non intendevo ciò.

- Se resti sveglio che ti costa? - È un modo di dire, Andrea.

- Fai questo turno di guardia! - Non puoi prendermi sul serio ogni volta!

- Io sono stanco. Voglio dormire. - Anch'io devo riposare.

- Tanto vale che fai la guardia… - Chiedilo a Giacomo.

Matteo! Vi siete sistemati per la notte?

“Sistemati” non è la parola giusta.

Adoro questo aspetto di te. Cerchi sempre la parola giusta.

Che ti succede?

Sei inquieto?

- Se non è un buon momento, io posso… - No, prego, siediti. Prego!

Ti ascolto.

Maestro, oggi sembra che tu abbia elevato Simone.

Volevo dire, Pietro.

Non credo di aver compreso appieno il suo nuovo ruolo e il suo significato.

Sì, beh credo che lui stesso non lo abbia ancora compreso appieno.

È particolarmente tranquillo stasera, ed è un cambiamento molto gradito per me.

Non so se tu l’abbia sentito, ma quel giorno in Siria, Simone, Pietro,

mi ha urlato contro intorno al fuoco.

Ha detto che ho sputato sulla fede ebraica.

Che non dimenticherà quello che ho fatto e che non potrà mai perdonarmi.

Tu gli hai domandato perdono?

Perché dovrei, se non vuole concedermelo? È inutile.

Matteo…

non si chiede scusa per essere perdonati.

Si chiede scusa perché si è pentiti.

Il perdono è un regalo che si riceve dall'altra persona.

Forse non mi è facile accettare

che l’uomo a cui hai di fatto assegnato la guida del gruppo

dandogli le chiavi del regno dei cieli sia così irascibile.

So che è una metafora, ma non è una roccia.

Io rendo le persone diverse.

E tu lo sai meglio di altri.

Tu puoi scegliere chi vuoi, ovviamente,

e so che i tuoi modi, i tuoi criteri, spesso sono particolari, però…

devo confessare

che fa male.

Non sai quanto sia stato crudele con me.

O forse lo sai e hai scelto di elevarlo comunque,

il che è ancora più doloroso.

- Io… - Hai ragione.

Ci sono state volte in cui Pietro è stato eccessivamente duro con te.

E questo non è piaciuto al Padre mio che è nei cieli.

Allora perché?

Non sempre è una considerazione valida.

Tuttavia voglio chiederti…

chi ha danneggiato l'altro per primo?

Diciamo che, in astratto, accettando il lavoro da Roma, io…

No.

No.

Non in astratto.

In concreto.

Va bene, forse voltando le spalle alla mia gente

e poi facendo la spia a Quintus, e…

arrivando addirittura a un passo dal consegnarlo a Roma

e rischiando di rovinare la vita alla sua famiglia.

E non ti sei mai scusato per questo?

No, perché…

io voglio dimenticare quel periodo.

Proprio come Maria vuole dimenticare il suo passato.

E poi voglio mantenere la pace.

Chiedendogli scusa provocherei una discussione.

E il gruppo ne ha di continuo, anche in questo istante.

Lo ammetto, potrei fare di più, ma se vogliamo che la convivenza funzioni…

Io mi do sempre da fare!

Non c'è pace quando due dei miei seguaci

nutrono risentimento l'uno verso l'altro.

Sai cosa è giusto fare.

È stata una lunga giornata.

Ho bisogno di riposare.

Buonanotte, Matteo.

Buonanotte, Maestro.

Grazie dell'ascolto.

Chi si occuperà del fuoco?

Per favore, diglielo anche tu che è un discorso opportunistico.

È ora di dormire.

- Maria, Tamara, Ramah, la tenda è pronta. - Oh, grazie a Dio.

È inaccettabile.

- Andrea, anche la nostra tenda è pronta. - D'accordo.

Ho sentito che stavate discutendo. C’è qualcosa che non va?

- Stavamo decidendo per il terzo turno. - Non spetta ad Andrea?

No, Giovanni si è offerto di sostituirmi

È gentile da parte tua.

Taddeo, qual è la tua tenda?

- Io terrò d'occhio il fuoco. - Giusto.

- E Matteo dove dormirà? - Da me c'è spazio.

- Sono da solo. - Grazie, Giacomo il Minore.

Zelota, dormi fuori dalla tenda delle donne?

Come sempre.

- Matteo, hai parlato con Gesù? Sta bene? - Sì, certo, è andato a dormire.

Perfetto.

Buonanotte.

Coricati, Adonai nostro Dio, in pace.

E risuscitaci, nostro Sovrano, nella vita.

Stendi su di noi la Tua Sukkah di pace,

dirigici con il Tuo buon consiglio,

e salvaci per amore del Tuo Nome.

Proteggici.

Allontana da noi ogni nemico,

pestilenza, spada, carestia e dolore.

Allontana tutti gli avversari da davanti e da dietro,

e riparaci all'ombra delle Tue ali.

Perché Tu sei il nostro Dio protettore e salvatore,

sì, un Dio e un Re benevolo e compassionevole.

Proteggi le nostre uscite ed entrate per la vita e la pace, ora e sempre.

Stavo pensando.

La roccia magari è la base di un edificio, però non è l’elemento più visibile.

- E neanche quello più alto. - Esatto.

Quindi potremmo chiedere a Gesù se, visto che Simone sarà la roccia principale

della sua chiesa…

Io credo che sia Gesù quella principale.

Una delle rocce principali della sua chiesa,

allora forse noi potremmo essere le bandiere, eh?

E sventolare sul parapetto, eh?

- Che c'entrano i parapetti? - Niente.

Io credo di saperlo e non mi piace.

Mi chiedevo, ora che non ci sono più due Simone, posso riavere il mio nome?

No.

- Buongiorno, amico mio. - Buongiorno.

- Cosa vendi? - Oggi ho carrube, gelsi, pistacchi.

I pistacchi andranno benissimo per noi.

Giuda, possiamo permetterci 16 porzioni?

- Solo se li prendiamo col guscio. - Non credo sia un problema.

- Sedici porzioni, per favore. - Certo.

Natanaele, Taddeo.

Distribuiteli voi.

Per favore.

Grazie.

Saranno deliziosi.

- Ecco a voi. Prego. - Grazie infinite. A te.

Grazie.

Grazie, Natanaele.

- Figurati. Filippo. - Nel cestino.

- Va bene. - Grazie.

Non c'è di che.

- Oh, Andrea. - Grazie.

E a te, e a me.

Ma guarda! Ho diviso le porzioni in modo equo fino all’ultimo pistacchio.

Talento!

Sono salati, ci verrà sete.

- Simone, la tua borraccia è piena? - Pietro. Mi chiamo Pietro.

Giusto.

Sai che ci vorrà un po' prima che ci abituiamo a chiamarti Pietro.

Siamo comuni mortali.

Per rispondere alla tua domanda, sì, la borraccia è piena.

Perfetto.

Quindi…

mio fratello è la roccia.

Sento che dovrei camminare un po’ più dritto.

Sì. Ti farebbe bene.

Sai che devi smetterla di soffocare i tuoi sentimenti

per poi farli esplodere nei momenti meno opportuni.

Mi sembra di aver gestito la morte di Giovanni egregiamente.

Ora dovrò iniziare…

Non lo so. Non so che dovrò fare, non mi ha dato dettagli.

L'ha fatto, ma erano…

criptici.

Come alla scuola ebraica,

quando il rabbino Mordecai leggeva quel passo dello Shemot

in cui Dio incontrava Mosè e cercava di ucciderlo.

Una storia assurda, vero?

Allora Sefora recise il prepuzio al figlio

e con quello toccò i piedi di Mosè, dicendo:

"Tu sei per me uno sposo di sangue."

Così, senza…

- Spiegazioni. - Lui leggeva il passo successivo,

come se niente fosse.

E noi restavamo lì seduti, con lo sguardo confuso.

Ma Gesù non è il rabbino Mordecai.

Sì, beh, e noi non siamo più dei ragazzini che vogliono giocare.

Siamo qui per scelta.

Sai, ho passato un brutto periodo quando Eden ha perso il bambino.

Ho dubitato di Lui.

Hai avuto la fede per scendere dalla barca ed entrare in acqua.

E affondare.

Natanaele ha ragione. Siamo comuni mortali.

Se sbaglierò di nuovo, cambierà idea e darà il titolo a qualcun altro?

- Dai, non ci pensare. - Non posso farne a meno, Andrea.

Visto che mi sono rigirato tutta la notte?

Io dormo come un sasso, Simone.

- Pietro. - Sì.

- Pietro. - Giusto.

- Pietro. - Esatto, sì.

Quindi, come farai a decidere?

Decidere cosa?

Cosa includere.

Non hai trascritto lo scambio con il commerciante.

Quando è importante, lo capisco.

E come fai?

In quei casi, Gesù mi rivolge uno sguardo e io trascrivo.

È una sorta di codice.

Devi sentirti onorato…

sei il suo scriba.

Certamente.

Matteo, va tutto bene?

Non hai mangiato neanche un pistacchio.

Preferisco conservarli per dopo.

È quello lo sguardo?

Vuole che tu trascriva la conversazione con me?

No, è un'altra la cosa che devo fare.

Ti chiedo scusa, Tamara.

Shalom.

- Non ti vanno? - Mangiali tu.

Grazie.

Andrea, puoi lasciarmi solo con tuo fratello?

Mi dispiace, no.

Devi presentare una richiesta formale per parlare con la roccia.

Per iscritto.

Sto scherzando. È uno scherzo, tranquillo. Vi lascio soli.

- Vado a stuzzicare Giacomo e Giovanni. - Ottima idea.

- Buongiorno. - Mi dispiace.

- Ho detto "buongiorno". - Sì, ti ho sentito.

Il "mi dispiace" è…

per quello che ti ho fatto.

È passato più di un anno,

e io non mi sono ancora scusato per il mio comportamento

e per aver collaborato con Quintus nel segnalare la tua attività.

È strano.

Dopo il sermone, il più importante,

sono andato dai miei genitori a scusarmi per le mie azioni.

Sarei dovuto venire anche da te.

Ora il mio spirito è peggiorato

e non migliorerà se non ti chiederò perdono.

Perciò, mi sono deciso a farlo.

In realtà, non ti sto chiedendo perdono. Quello è un regalo che riceverò da te.

Se lo vorrai.

- Potete andare. - Vi ringrazio.

Che sta succedendo?

Un editto.

Da Gerusalemme.

Per nome.

L’hanno nominato per accusarlo di blasfemia.

Gesù di Nazareth.

Come è possibile che il sinedrio sia stato così veloce?

- Lo sappiamo bene entrambi. - Purtroppo non prevedo nulla di buono.

- Iairo, è il momento. - Per cosa?

Lascerò Cafarnao e andrò a Gerusalemme.

E lì farai…?

Qualcosa che mi ero ripromesso di non fare.

Tu sei pieno di risorse. Scommetto che sai chi è mio padre.

Certo. Arnan.

Quindi conosci la sua importanza, la sua influenza.

Di solito, ti chiederei di non lasciarmi qui con il Rabbino Akiva.

Ma sarebbe egoista.

Sarai più utile come membro del Sinedrio che qui a Cafarnao.

Non ci ho voluto credere fino ad ora.

- Puoi accelerare le pratiche? - Posso, e lo farò.

Grazie.

Adonai sia con te, amico mio.

Quindi devo chiamarti anch’io Pietro?

O riguarda solo lui?

No, credo che…

riguardi tutti.

D'ora in poi.

E per sempre.

Ci sono così tanti Simone al mondo.

Non ho mai conosciuto qualcuno di nome Pietro.

Ti si addice.

Ti rende unico.

Buonanotte.

Io…

Pietro, è piuttosto tardi.

Potrei dirti lo stesso.

Certo che puoi. Qualcosa ti tiene sveglio?

Potrei chiederti lo stesso.

Come mi comporto con una persona che mi ha fatto del male?

Deliberatamente, ripetutamente e senza pentirsene.

Mi chiedo di chi tu stia parlando.

Per prima cosa, ha tradito il nostro popolo lavorando per Roma.

È andato contro di noi e le nostre tradizioni.

Poi non ha mostrato pietà quando Andrea lo ha implorato di dargli più tempo,

ma al contrario

gli ha addebitato persino degli interessi.

Avrebbe lasciato che Roma ci sequestrasse la barca,

impedendoci di lavorare e facendoci rischiare di finire in galera.

Eden sarebbe morta di fame.

E non ha esitato neanche per un momento quando Quintus gli ha chiesto di spiarmi.

Sono già a sette, e non ho ancora menzionato il fatto

che era pronto a consegnarmi la mattina che…

Quale mattina?

- Lo sai. - È vero.

Forse era pronto a consegnarti, tuttavia non l’ha fatto.

Quindi, per il momento, ci fermiamo a sette.

Il numero della completezza.

Lui pecca contro di me sette volte e io dovrei semplicemente perdonarlo?

No.

Non sette, ma fino a 77 volte.

Arriverei a questo numero

se analizzassi le sue azioni e le conseguenze.

Sai, io non intendo letteralmente 77 volte.

Settanta volte sette. Il completamento della completezza.

Perdono infinito senza limiti.

Senti, un paio di giorni fa

mi hai dato un nuovo nome e hai fatto grandi proclami.

Ma che il mio nome sia Simone o Pietro, sono la stessa persona del giorno prima.

Sono un essere umano, e non ci riesco.

Non posso. E nessuno può biasimarmi.

Hai parlato delle conseguenze delle azioni di Matteo.

Ricordi in che circostanze ti hanno messo?

Sì, e non riesco a pensare ad altro.

Per questo sono qui e non accanto a Eden.

Ma dopo quella notte, quando è sorto il sole…

So che è dura.

Perché dev’essere sempre così?

L'uomo complica tutto quando si appoggia alla sua comprensione.

Ti lascio in pace ora.

Sai perché sono ancora qui?

Te lo dico io.

Perché stanno comodi.

A te non sembra perché vivono in una tendopoli,

mentre tu vivi in una casa con un solido tetto.

Però la verità è lampante.

Se avessero dei problemi a dormire per terra nello squallore,

se ne sarebbero andati da tempo.

Non possiamo decidere ciò che sono disposti a sopportare

pur di avere la possibilità di ascoltare gli insegnamenti di Gesù di Nazareth.

- Sono irremovibili. - Ti sbagli!

È questo il tuo problema, Gaius.

Accetti tutto come un dato di fatto.

I pellegrini magari sono irremovibili adesso,

ma usa la tua immaginazione.

A una settimana da oggi li voglio lontani da qui,

dovranno diventare il problema di qualcun altro. Chiaro?

Sì, Dominus.

Ora andatevene.

- Da dove cominciamo, Gaius? - Inventerò qualcosa.

Gaius.

Buongiorno, Matteo.

Non sembra che il tuo sia un buongiorno. Ti senti bene?

È solo…

Lavoro.

Sto bene, Matteo.

Tu hai dei talenti, Gaius.

- Grazie. - Ma non sei bravo a mentire.

È chiaro che non stai bene.

- Hai problemi in famiglia? - Che ne sai tu della famiglia?

Senti…

sono felice che tu non sia più da solo.

Però la casa è complicata.

Sono impotente.

Hai ragione, Gaius.

Io non so cosa sia una famiglia. e rendo tutto più difficile.

- Non dire così. - Ma il mio maestro, lui…

riesce a semplificarci la vita.

Ogni mattina mi sveglio, e le mie idee e le mie paure sono mischiate tra loro.

Io mi sento sopraffatto da dubbi e rimpianti.

Ti capisco.

Però poi mi fermo un momento e ricordo…

Cosa? Che cosa ricordi?

Che ho solo una cosa da fare.

Seguirlo.

E il resto viene da sé.

Sono felice per te.

Potresti venire.

Per vederlo.

Forse terrà un sermone a breve. Magari domani.

No.

Devo sconsigliarvi qualunque apparizione pubblica. Almeno per un po'.

- Non decido io quando o dove. - Se hai influenza su di lui, usala.

Non è sicuro.

Non dovremmo farci vedere insieme.

Abbi cura di te stesso.

- Sei sicuro che vada bene? - Quante giare abbiamo?

- Quattro. - Quattro?

Sì.

- Sono in arrivo altre giare? - Quanto dovrebbe essere lunga?

- Dovrebbe andare bene. - Provaci.

Devo fare due giri, giusto? Nostro padre fa così.

Fa' solo un giro.

Ci servono tre uomini per la potatura degli ulivi.

- Presente. - Anch'io.

- Eccomi. - Tommaso, aspetta…

- Matteo, ci vai tu? - Dove?

Alle donne serve aiuto per la potatura nell'uliveto.

- Volentieri. - Bene.

- Sai come si fa? - Non l'ho mai fatto.

D'accordo.

Dobbiamo andare al mercato.

- Cosa? - Simone ha ragione. Pietro. Come vuoi.

È inaccettabile che Ramah non riceva niente come dote.

Anche nostro padre è d’accordo, sembra romantico per ora,

ma tra dieci anni rimpiangerà un tuo regalo.

Il problema è che noi non abbiamo soldi.

I famosi dolci alla cannella di nostra madre.

Li batteremo.

Andiamo.

Che cosa riusciremo a ottenere?

Resterai sorpreso, ma è solo un inizio. Troveremo altre idee.

Ti perdono.

È tutto dimenticato.

Fino ai confini del mondo, giusto?

Sì.

È finita.

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