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900 A.C.
Il nostro Sovrano Unto dal Signore,
Re Davide e la sua Regina.
Mio Re.
Mio Re. Sire.
In piedi. Alzatevi, per favore.
Jeduthun, Asaf, state per completare il brano?
Credo che manchi poco, Vostra Maestà.
Lo ascolterei anche da incompiuto.
Una bozza incompleta è pur sempre meglio di niente, o di un lavoro stagnante.
Anche io sono impaziente di ascoltarlo,
ma se posso chiedere,
dove sono le arpe, le lire, i flauti?
Ebbene,
stiamo sperimentando qualcosa di nuovo.
Continua.
Questo è un salmo di Asaf.
Lui ha scritto le parole, io ho composto la musica.
E invece di cantare e di suonare gli strumenti,
il testo verrà recitato,
accompagnato da un sommesso mormorio del coro.
La voce umana.
Lo strumento più meraviglioso di tutti.
- Che splendida idea. - Grazie, maestà.
La mia speranza per questo salmo è che come i vostri stessi canti,
sia di conforto al popolo di Dio per le generazioni a venire.
- Questa è la mia medesima speranza. - Che possa allietare il Re.
E Dio.
Prima di tutti Lui.
La mia voce sale a Dio e grido,
grido a Dio,
e Lui mi presterà ascolto.
Quando sono in grande angoscia,
io cerco il Signore;
tutta la notte, tendo le mani verso di Lui, senza stancarmi.
L'anima mia ha rifiutato di essere consolata
Io penso di nuovo a Dio, ma piango,
e quando medito,
mi perdo di coraggio.
Tu non mi fai chiudere occhio, oh, Signore,
sono così agitato che le parole mi sfuggono.
Ricordo il tempo antico,
ripenso agli anni lontani.
Durante la notte mi ricordo ogni volta dei miei canti,
e il mio spirito si pone delle domande.
Io mi ricorderò questo.
Ricorderò le opere dell'Eterno, del Signore.
Ricorderò le opere dell'Eterno.
Sì, io ricorderò per sempre le Tue meraviglie antiche.
Se i tuoi seguaci non sanno bene come condividere
o mettere in pratica i tuoi insegnamenti, come lo capiranno gli altri?
Mettetevi seduti.
È così che rispondi?
No, stavo parlando con i miei discepoli. Sedete con me.
Adesso?
Sì, per favore.
Buongiorno, Simone.
Maestro, noi non siamo venuti qui in cerca di guai.
Ma, a quanto pare, i guai hanno trovato noi, direi.
Dovremmo pur fare qualcosa.
- Tu cosa proporresti di fare, Giacomo? - Ma sentite un po'.
Amici miei,
sedetevi con me. Non proseguiremo finché non troveremo un accordo.
Per favore.
Io sono un maestro, e come vi diranno questi fratelli ebrei,
a noi piace insegnare facendo delle domande,
e ci piace risolvere i problemi con la conversazione.
Se si inizia con una discussione,
è ancora meglio.
Quindi,
siete liberi di ascoltare,
e se avrete voglia di intervenire, fatelo pure.
Maestro.
Appariamo deboli e indifesi.
Mentre andavamo a casa di Giairo, a Cafarnao,
che cosa è successo quando quella donna mi ha toccato?
- Il tuo potere è fuoriuscito da solo. - No, intendevo cosa è successo a lei?
È stata guarita.
Come?
Beh, toccando l'estremità del tuo mantello.
No.
Amici, voi dimenticate così in fretta. Vi voglio molto bene,
però avete la memoria corta.
Tu hai detto: "Figlia mia, vai in pace, la tua fede ti ha guarita".
La tua cosa?
- Fede. - Fede.
La sua fede.
Molti di voi hanno paura adesso,
invece di scegliere di avere fede in me.
Ma, Maestro, devi renderti conto di ciò che sta accadendo qui intorno.
- Se ne rende conto, è questo il punto. - Maestro.
- Accresci la nostra fede. - Giuda.
Se voi aveste una fede grande almeno quanto un granello di senape,
potreste dire a una pianta di gelso:
"Sradicati da qui e vai a piantarti nel mare,"
ed essa vi obbedirebbe.
Una pianta di gelso può crescere nel mare?
Lascialo finire.
In verità, se aveste una fede grande quanto un granello di senape,
potreste dire a una montagna: "Spostati da qui fino a là,"
e il monte si sposterebbe,
e niente vi sarebbe impossibile.
Come? Come possiamo ottenerla?
Come ha detto Giuda,
- accresci tu la nostra fede. - Non si tratta di quantità, Filippo.
Ma in chi viene riposta questa fede.
Se la vostra fede è sicura in Dio, se credete nelle Sue promesse,
se scegliete la Sua volontà per la vostra vita, anziché la vostra,
questa quantità di fede sarà sufficiente.
Queste persone a cui stiamo predicando,
loro sono come le api che ronzano in un cespuglio di fiori,
in attesa che i boccioli si schiudano,
per poter succhiare il loro nettare e diffonderlo intorno.
Ma prima di tutto loro devono vedere in voi una vera fede salda,
grande o piccola che sia.
Sembra che abbiate parecchio lavoro da fare, allora.
Ehi, ehi, ehi.
Hai proprio ragione, maestro. Hanno la memoria molto corta.
- Scusatemi. - Ehi, che cosa fai? Stai indietro.
- Stiamo ascoltando il maestro. - Sì, anche io.
Tu ignoralo, Simone. Questo momento è tra noi e Gesù.
Che cos'è questo odore?
Di marcio.
È un'infezione grave, va bene?
Mi sono rotto la gamba e poi si è infettata.
Pensate agli affari vostri.
Devi proprio fartela visitare, sembra una cosa seria.
- Hai ragione. - È impuro.
- Silenzio. - Non ho chiesto io di rompermi una gamba.
E noi non volevamo che ci creasse problemi.
Parlerò con te tra poco.
Sono qui per verificare ciò che ha detto sulla fede della donna.
Lo so già, fratello.
Io ti conosco già.
In circostanze normali,
ti chiedere fermamente di non dirlo mai a nessuno.
In alcune regioni, e con certi popoli,
non è ancora giunto il momento di rivelarmi,
per non scatenare tensioni troppo presto.
Ma sembra che qui sia impossibile.
È da tanto tempo che non potevo correre.
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Meno male che ci sei, Simone.
Sarà una lunghissima giornata.
Oh, accidenti.
Shalom.
È bello rivederti, Eden.
Che bella sorpresa.
- C'è qualcosa che non va? - Potremmo parlare un attimo in casa?
Ma certo.
Cosa posso offrirvi da bere?
- Tranquilla, Eden, va bene così. - Sediamoci.
Qual è il problema?
Diccelo tu.
Zebedeo.
Questa mattina ho incontrato Simone alla vecchia casa di Matteo.
Aveva una brutta cera.
- Lui è sempre così. Non fateci caso. - Io lo conosco da quanto è nato.
Non si trattava affatto del solito Simone.
Eden, ti amiamo come la figlia che non abbiamo mai avuto.
Da quando hai sposato Simone,
sono cambiate moltissime cose, sia per te che per noi.
Soprattutto per te.
E ho la sensazione che noi... abbiamo la sensazione...
che una parte del turbamento di Simone
abbia molto a che fare con il vostro matrimonio.
Non stiamo dicendo che sia vero.
Vogliamo solo dirti che tu puoi parlare con noi.
Noi ti saremo vicini, qualunque cosa stia succedendo.
Noi due di certo non siamo perfetti, ma siamo sposati da parecchi anni, ormai.
Se possiamo darti una mano in qualche modo, lo faremo.
Neanche a me piace molto come si comporta Simone, al momento.
Però so che lui è un brav'uomo.
Ho pescato con suo padre Giona
per 20 anni, e non l'ho mai conosciuto davvero
per quanto era taciturno, ma...
Simone ha cercato di essere migliore di lui.
E adesso sta imparando un modo di vivere completamente diverso,
che sarebbe sconcertante per chiunque, figuriamoci per Simone.
Non è solo colpa sua.
Insomma, si tratta di tutti e due.
Ma se devo essere sincera...
è iniziato...
è iniziato quando...
Ti sei fatta male?
- No, è... - Zebedeo.
Lasciaci un momento da sole.
Ma certo.
Eden.
E adesso lui non sa cosa fare per consolarmi, ora che è qui.
Era arrabbiato e io non riuscivo a guardarlo in faccia
o a dirgli che cosa provavo.
- Ecco. - Come possiamo aiutarti?
Non lo so.
E non lo sa nemmeno Simone, è questo il problema.
Mi dispiace.
Eden, noi non ci conosciamo da molto tempo,
e non so niente della vita matrimoniale.
In realtà, ora che ci penso, forse non dovrei...
No, continua.
Non sei mai stata sposata, ma comunque hai sofferto.
E hai perso la famiglia.
Comunque, non sono un'esperta, quindi, ecco...
Tu hai detto di aver completato
tutte le necessarie procedure di purificazione.
Non nel mikvah, a causa della cisterna rotta,
ma nel mare sì.
E mi sono isolata per sette giorni. Non è stato difficile, visto che ero sola.
E la purificazione non ti ha aiutato affatto?
No, ha peggiorato le cose.
Non mi ha restituito il mio bambino, e non ha aiutato il mio matrimonio.
Quella donna, Veronica, che Gesù ha guarito...
Quando si è purificata in acqua, ha provato così tanta gioia.
Lei era stata guarita dalla sua malattia, la sua angoscia era ormai finita.
Mentre il tuo periodo di lutto è appena iniziato, figliola. Sarà lungo.
Hai già parlato con un rabbino?
L'unico con cui voglio parlare non è qui, non c'è nemmeno mio marito.
Non so immaginare il dolore che tu stia provando, ma...
ho sofferto abbastanza da sapere che tu hai bisogno di piangere.
Gesù le ha donato la guarigione e la gioia, ma non le ha donate a me.
Allora, vai alla sinagoga.
Non devi andarci a cercare un rabbino,
ma la parola di Dio, che potrebbe aiutarti.
Allora, è questo che Gesù ha donato a me.
Allora, tu come ti chiami?
- Fatiyah. - Lei è una nabatea.
Non ho chiesto da dove proviene.
Fatiyah, aiutaci a capire cos'è successo esattamente in questa regione.
A Naveh, i tuoi discepoli hanno parlato di un regno,
incantando molte persone che erano in visita in città,
compreso anche l'augure di Abila,
che ha smesso di eseguire i suoi doveri cerimoniali e civili, al suo ritorno.
Il lavoro si è arrestato del tutto, le costruzioni si sono interrotte,
i mercanti non ottenevano le licenze e i pozzi si seccavano.
Quindi la regione si è paralizzata per l'assenza di un singolo uomo?
Ciò che Fatiyah non ti ha detto è che i mercanti che non potevano vendere
hanno assalito una carovana merci dei miei fratelli siro-fenici.
Avevamo un accordo che voi non avete onorato.
Tu come ti chiami?
Eremis.
Lavoro con il bronzo.
Sembri un uomo molto forte e in buona salute.
Indossi un bel vestito blu di Atene. Si abbina con i tuoi occhi.
Quindi, dimmi, Eremis, qual è il tuo guaio?
Ho comprato un lotto di terreno e volevo che l'augure interrogasse gli dei
per verificare il loro favore
per la costruzione di uno stabilimento di fusione.
- Mi sembra molto semplice. - Ma dopo le parole di quegli ebrei...
Non devi osare associare quegli individui con il nostro ordine.
Voi siete rimasti a guardare mentre loro avvelenavano le menti.
Tu non sai ciò che abbiamo fatto o non fatto, Fatiyah.
Noi rifiutiamo con forza tutti i loro insegnamenti.
Siamo stati puniti per crimini che non abbiamo commesso.
Andrea, Filippo.
- Sì, maestro? - Maestro?
Avete diretto gli insegnamenti ai cittadini ebrei?
- Sì. - Come avevi comandato.
Ma l'augure di Abila ha ascoltato e si è convinto.
Eremis, che cosa avrebbe dovuto dirti quell'augure?
- Se gli dei erano favorevoli o no. - A voi non sembra del tutto assurdo?
Tu osi chiamare noi assurdi, ebreo?
Le vostre leggi sul cibo e la purezza sono ridicole.
- Che cosa? - Ehi, ehi, ehi. Sedetevi, fratelli.
L'ultima cosa di cui hanno bisogno è un tuono.
Come faccio a costruire senza sapere se gli dei mi sono favorevoli?
Nazareno, se possiedi ancora un minimo di decenza come rabbino,
non ti degnerai neanche di dare una risposta a quella domanda.
L'arroganza del tuo popolo non conosce alcun limite.
Invece nella tua voce non c'è una nota di arroganza?
Non cambiamo argomento.
Allora, qui abbiamo Eremis,
paralizzato dal timore
che le sue ambizioni economiche non siano approvate
dagli dei della sua religione.
Perché questo porta alla violenza?
La palese ribellione dell'augure ha indebolito l'autorità greca.
Eppure, siamo stati noi ebrei
a essere attaccati in una serie di brutali aggressioni.
Il mio popolo è stato emarginato per la mancanza di documenti.
- E siete diventati criminali? - Per disperazione.
Ecco perché io li ho riportati qui per chiarire i loro insegnamenti.
Ci hanno raccontato storie riguardo l'ospitalità,
ma per qualche ragione,
gli ebrei e gli arabi hanno fatto ricorso alle armi.
Le persone invitate al banchetto, nella vostra parabola,
avevano delle giustificazioni legittime.
È un altro modo per dire
che alcune persone credono che agire alla vecchia maniera sia meglio.
"Cercate tra i sentieri del passato
dove sta la buona strada e camminate su di essa."
Conosci bene i profeti.
- A memoria. - Ma conosci anche Isaia?
"Non pensate ai fatti trascorsi, non badate più al passato."
Ora non provare a mettere i profeti l'uno contro l'altro,
soprattutto su questo argomento.
Le persone per le strade e lungo le siepi,
sicuramente non si riferivano ai gentili?
Sembra che tu non voglia che partecipiamo al banchetto.
Il significato della parabola è che Dio vuole che la sua casa sia piena.
E tutti coloro che crederanno in me sono invitati.
Chiaro e semplice.
Eresia!
Sai, tu tanto somigli alle persone all'inizio della parabola
che hanno rifiutato l'invito al banchetto.
Preferirei morire che andare a un banchetto con voi.
Io sarei allontanato da Dio, se accettassi quell'invito.
E adesso capisci?
Quindi, mi state dicendo che prima della visita di Andrea e Filippo,
la Decapoli era un autentico paradiso di pace e armonia?
Almeno si facevano gli affari propri.
Non è vero. La città di Abila era agitata da decenni.
Sappiamo da sempre che gli ebrei sono frammentati e divisi,
ma stavano in silenzio all'interno delle sinagoghe.
Almeno noi andiamo a Gerusalemme a fare i nostri sacrifici,
non come voi greci,
che lasciate le offerte sugli altari pubblici a marcire e puzzare.
Vi siete chiesti perché Zeus non è mai sceso sulla terra
a mangiare le vostre offerte?
Forse perché il vostro vino è acido e rovinato.
Forse è perché Zeus non esiste.
L'apprendista dell'augure rimuove in segreto quelle offerte votive
con il favore della notte quando la puzza diventa insopportabile.
Quindi, la vostra intera religione è soltanto una truffa.
Ecco di nuovo il vostro spirito arrogante.
Sei contento di appartenere a questa razza altezzosa?
Eremis, per cortesia.
Gesù, la tua fama è ben nota.
Abbiamo saputo che tu compi miracoli, che salvi le persone,
hai tenuto un sermone sull'altopiano di Chorazin
che alcuni considerano
come il discorso più profondo che il mondo abbia mai sentito.
Non faccio tutto ciò per diventare famoso.
Peggio per te, perché lo sei.
Soprattutto perché hai sempre successo in tutto quello che fai.
A quanto pare, è arrivato il tuo primo fallimento.
Gesù di Nazaret,
se tu sei davvero chi dici di essere,
perché decidi di ispirare e trasformare alcune persone,
mentre ne minacci e respingi altre?
Vi racconto una storia.
Lo so, lo so.
È una di quelle cose che facciamo noi ebrei,
e a pensarci bene, la fanno anche i greci.
Quindi, adesso prestatemi ascolto.
Un contadino andò a seminare.
E mentre lui seminava, alcuni dei semi caddero sulla strada.
Non sentiamo!
- Parla più forte! - Alza la voce!
Ne sono arrivati altri.
Mi sposterò più indietro per accogliere più persone possibile.
Ragazzi, per favore,
sparpagliatevi e organizzate il pubblico, e ripetete le mie parole a quelli lontani.
Vuoi che andiamo in mezzo a quei...
- Andate. - Possiamo fidarci, Giovanni.
Simone, Giacomo il maggiore, voi restate qui a proteggerlo.
- Coraggio. - Da questa parte, per favore.
Da questa parte.
Seguiteci, venite da questa parte.
Bene così.
Venite qui.
Tu vieni dalla Perea?
Dalla Decapoli.
- Questo spiega tutto. - Che cosa spiega?
Corde da preghiera.
Vedo che non le indossi.
È vero, non sono molto comuni nelle città ellenistiche.
Cosa ti porta in Giudea?
Una commissione importante a Gerusalemme.
Fermati a Gerico, strada facendo, per prendere le corde da preghiera.
Se non le indossi entrando in città...
Grazie, ma ho pensieri più importanti in mente di queste cose.
Allora, affrettati.
Sta arrivando una tempesta.
Questo è poco ma sicuro.
Quest'uomo, Leandro,
ha chiesto come è possibile che io ispiri e trasformi soltanto alcune persone,
e allo stesso tempo ne minacci e respinga delle altre.
E così, come ho detto, risponderò per mezzo di una storia.
Un contadino andò a seminare.
E mentre lui seminava,
alcuni dei semi caddero lungo la strada.
Poi, vennero gli uccelli e li mangiarono.
Altri semi, invece, caddero sul terreno roccioso,
dove non c'era molta terra.
Altri semi caddero sul terreno roccioso, dove non c'era molta terra.
Questi germogliarono subito perché la terra non era profonda.
Questi germogliarono subito perché la terra non era profonda.
Ma il sole, quando si levò,
bruciò le pianticelle.
E senza radici robuste, esse si seccarono.
E senza radici robuste, esse si seccarono.
Le spine, crescendo, soffocarono i germogli.
Altri semi caddero in mezzo alle spine,
e le spine, crescendo, soffocarono i germogli.
E le spine, crescendo, soffocarono i germogli.
Alcuni semi caddero su un terreno buono, e diedero un frutto abbondante.
Alcuni 100 volte di più.
Alcuni 60.
Altri 30.
Alcuni 100 volte di più.
Alcuni 60, alcuni 30.
Chi ha orecchie per sentire, cerchi di capire.
Chi ha orecchie per sentire,
cerchi di capire.
Il terreno roccioso rappresenta coloro che rifiutano il mio messaggio...
Ma ti rendi conto?
Simone, questa folla.
Siamo completamente circondati. Devono essere migliaia.
Ma chi può essere?
Rabbino Samuele!
Sto arrivando.
Mi dispiace disturbarti, rabbino, ma è urgente.
Rabbino Samuele.
È un grande onore.
Mi dispiace per l'ora. Il mio nome è Nashón,
figlio di Eliab di Abila.
Sei venuto da molto lontano. Le corde ti sono cadute lungo la strada?
Oh, santo cielo. Sì.
- Deve essere così. Vi chiedo scusa, io... - Dagliene delle altre.
Prego.
Ho saputo che il grande Shammai
ha emesso un editto riguardo le false profezie.
Dice di stare in guardia
- sulle attività sospette. - Sì.
- Ho appena incontrato... - Cos'è quell'indumento?
Questo è solo un regalo di mia moglie. Damascato.
Dal nome della città di Damasco, dove è tessuto,
con fili di seta e lino. È molto in voga nelle città ellenistiche.
Toglilo subito.
- Che cosa, prego? - Devi togliertelo subito.
- Io... - Secondo la Legge di Mosè,
non si può indossare un indumento fatto di due materiali diversi.
Pensavo che fosse solo una vecchia...
Una vecchia cosa?
Finisci la tua frase.
Non lo so.
Una regola di non imitare la cultura cananea.
Un divieto culturale di quell'epoca.
- Non credevo che al giorno d'oggi... - La Torah è immutabile.
Comprendo bene.
Chiedo scusa di nuovo. Non avevo certo intenzione di peccare.
È come temevo, nella Decapoli,
l'influenza greca ha inquinato la tua fede.
Ma a quanto pare,
non abbastanza da farti ignorare l'editto dell'onorevole Shammai.
Ho incontrato un sedicente rabbino
che osa frequentare i gentili. Molti di essi.
- Ha persino guarito un gentile sordomuto. - Raccontami di quest'uomo.
Tre settimane fa,
due suoi discepoli di Cafarnao predicavano a una folla di Naveh,
senza accorgersi che vi erano sia ebrei che gentili.
Ripetevano gli insegnamenti del loro maestro,
che a detta loro si chiama Gesù.
- Di? - Che cosa significa?
Gesù da dove?
Un paesello di nome Nazaret, che è impensabile.
Non ho bisogno di ulteriori informazioni.
- Ma... - Raduna la guardia del Tempio.
Cerca Yanni, io chiamerò i rappresentanti di Shammai.
Ci vediamo alla scala Erodiana.
Quattordici spanne.
- Una coperta ateniese. - Grazie al cielo.
E persino briglie di pelle macedone?
Zoccoli di acciaio martellato siro-fenici. Wow.
E tu osi lasciarlo sciolto e incustodito?
Andavo talmente di fretta.
Ecco, per il disturbo. Ti sono enormemente grato.
No, figurati. È stato un piacere. Davvero.
Ma dimmi,
cosa c'è di così importante
da rischiare di farsi rubare questa bellezza o di farla scappare?
Avevo un messaggio per il rabbino Samuele.
Il rabbino Samuele?
Sarei molto curioso di saperne di più.
Tu stesso devi essere una persona importante.
Quello che sto per dire ora
vale tanto per gli ebrei quanto per i gentili.
Ci sono molte città
che non sentono il bisogno di pentimento e di giustizia.
Io ho già predicato e compiuto miracoli in diverse città.
- Così come i miei discepoli. - ...in diverse città...
- Eppure, non si sono redente. - Eppure, non si sono redente.
Siete venuti in tanti qui ad ascoltare me.
Siete ansiosi di avvicinarvi di più a Dio.
Bramosi di trovare la pace per la vostra anima.
E attraverso questa scelta, avete mostrato più saggezza
della maggioranza dei capi religiosi, che rifiutano di mostrarsi umili.
...della maggioranza dei capi religiosi, che rifiutano di mostrarsi umili.
Ti ringrazio, Padre,
Signore del cielo e della terra.
Ti ringrazio perché hai nascosto tutte queste cose ai grandi e ai sapienti,
e le hai rivelate a coloro che sono piccoli.
...ai sapienti...
Sì, Padre, perché è questa che è stata la Tua volontà.
Tutte le cose sono state affidate a me da mio Padre che è nei cieli.
E nessuno conosce il Figlio se non il Padre.
E nessuno conosce il Padre se non il Figlio,
e quelli con i quali il Figlio decide di condividerlo.
E nessuno conosce...
E io sto facendo conoscere il Padre a voi adesso,
sia ebrei che gentili.
Ciò che si sta muovendo nel vostro cuore,
proprio nel bel mezzo di tali divisioni e agitazioni,
è il Dio nostro Padre che viene rivelato a voi.
Venite a me,
tutti voi che siete stanchi e che siete oppressi,
e io vi concederò il riposo.
Prendete su di voi il mio stesso giogo,
e poi imparate da me,
perché io sono mansueto e umile di cuore,
e troverete riposo per le anime vostre.
Poiché il mio giogo è molto dolce.
E il mio fardello è leggero.
A proposito di riposo...
dovremmo farlo tutti ora.
Compreso me.
Quindi, appoggiate il vostro capo a terra,
e per ora dormiamo.
Continueremo domani mattina.
Shalom, shalom.
- Ricominceremo domani. - Lasciamo riposare Gesù.
- Riprenderemo domani. - Cercate di dormire.
Buonanotte, Matteo.
Giuda, li hai contati tutti?
Sì.
A sud sono almeno un migliaio.
Alcune persone sono arrivate anche dopo il tramonto.
- Andrea e Filippo sono tornati? - No, ma prima che facesse buio,
anche a nord sembravano più o meno lo stesso numero.
- Quindi, 2.000? - Come minimo.
Ho detto più o meno, ma sì.
Dovremmo andare.
- C'è un grosso problema. - Che genere di problema?
I gentili. Non hanno più cibo.
Molti non pensavano di restare qui tutto il giorno.
- Beh, nessuno li ha costretti a rimanere. - Simone, hanno fame delle Sue parole.
Sì, e ora invece hanno fame di cibo. Non è un nostro problema.
- Non possono tornare ai loro villaggi? - Sono stati cacciati via dalla violenza.
È notte ormai, e devono dormire su questo campo.
Non capisce.
Non sa quanto fosse grave quando siamo arrivati qui.
Qualunque cosa sia successa, non cambierebbe la situazione attuale.
Beh...
vedo che anche a voi qui le cose stanno andando a gonfie vele.
Che cosa vuoi dire?
Alcune di queste persone sono partite da casa più di una settimana fa.
Sono stanche e affamate.
Non tediare Simone con le tue storie, ha la mente altrove.
Andrea, sii cortese con tuo fratello.
Cortese? Dice che la loro fame non è un nostro problema
e che dovremmo mandarli via.
- Hai davvero detto così, Simone? - Non ha importanza.
Adesso dobbiamo risolvere il problema senza Simone.
Ma non possiamo.
Non è lui il Messia, Giovanni. Gesù lo è.
No. Non lo metto in dubbio, ma Gesù mi ha confidato che...
che il successo di questo viaggio dipende solo da Simone.
- Ha detto così? - Per questo sono rimasto indietro.
Gesù ha insistito che io aspettassi Simone per poi portarlo qui.
- Simone. - Ha detto come?
No.
Se tutto qui dipende da te...
qual è il tuo piano?
Nessuno.
- Che cosa? - Gesù può fare quello che desidera.
- Alla fine, è ciò che farà. - Fratello, stai esagerando...
Se Gesù vuole fornire una soluzione a queste persone affamate, allora lo farà.
Ne sono sicuro.
Non mi sembri molto felice di esserne sicuro.
Ozem, svegliati. Mi stai sbavando sulla spalla.
Quanto manca ancora per arrivare?
Sai bene quanto è distante la Decapoli, e sai quando siamo partiti.
A un'ora davvero sacrilega.
Non esistono ore sacrileghe, Ozem.
Prova a dirlo a mia moglie.
Avevamo in programma di portare i bambini a trovare i nonni a Gaza oggi.
Prima serviamo Dio, poi le nostre famiglie.
Serviamo Dio attraverso il servizio alle nostre famiglie.
Tu non hai una famiglia, quindi, non farmi la predica.
L'unica predica che ho sentito ultimamente è la tua
che ripeti il ritornello di Shammai
che la fedeltà alla lettera alla Legge Divina
è l'unica cosa che importa.
Eppure, adesso eccoti qua
a lamentarti di dover finalmente agire secondo quella stessa legge.
Quando ho presentato il rapporto a Shammai riguardo le guarigioni di Shabbat,
e Gesù che ha ordinato ai suoi seguaci di mangiare durante lo Shabbat,
Shammai in persona mi ha detto
che avremmo dovuto aspettare ad agire fino al momento voluto da Dio.
Un consiglio che vorrei avessi ascoltato.
Forse dimentichi il tuo rango e la tua posizione, Samuele.
No, al contrario, consapevole del mio rango e della mia posizione,
gli ho chiesto come avremmo riconosciuto il momento giusto.
La sua risposta? Quando le prove saranno abbondanti.
Nashón ha descritto le folle che ha incontrato
lungo la strada come una moltitudine di gentili.
Questo è proprio l'altro problema della faccenda.
Gentili?
Perché stiamo interferendo con le questioni della Decapoli?
Noi farisei dovremmo pensare alla Città Santa.
Quindi, un peccato è un vero peccato
solo se viene commesso a Gerusalemme o da quelle parti?
No, no, no.
È una semplice questione di gestione delle risorse.
Ci sono più sincretismo e influenze ellenistiche
che profanano le pratiche del nostro popolo
nelle città della Decapoli
di quanto noi potremmo mai sperare di affrontare in maniera significativa.
Lo sforzo di dare la caccia a un singolo giudeo,
che potrebbe condurre delle persone sulla cattiva strada,
è ben poco lungimirante,
e anche sgradevole.
Sono desolato che questo sia un tale fardello per te.
- Io sono desolato che lo sia per te. - Adesso facciamola finita.
Credo che l'unica cosa su cui ci troviamo tutti d'accordo
sia che se lo troviamo a eseguire qualche trucco di magia o stregoneria,
entreremo subito in azione.
È da molto tempo che non mi occupo di un autentico caso di stregoneria.
A volte, possono essere scomodi.
Ecco perché aspetto che si presentino a me e non li vado mai a cercare.
- Sarebbe possibile andare più veloci? - Sì, rabbino.
Hai chiamato una carrozza nel bel mezzo della notte.
Ti aspettavi che Caifa ti prestasse i suoi cavalli?
Stai tranquillo.
Vorrei conoscere il vostro parere.
C'era un uomo che aveva due figli.
Lui chiamò il primo e gli disse:
"Figlio mio, oggi vai a lavorare nella nostra vigna".
Ma quello rispose: "Non ne ho voglia".
Ma poi decise di cambiare idea,
e ci andò.
Poi, chiamò anche il secondo figlio
e disse lo stesso.
E quello rispose: "Certo che ci andrò, padre".
Ma poi non ci andò.
Chi dei due figli ha fatto la volontà del padre?
Il primo.
Molti di voi vengono da città come Tiro e Sidone.
Città che hanno rifiutato Dio per secoli interi.
Tu. Dove lo hai trovato?
Sul fondo della mia borsa.
Me lo ero dimenticato.
È un po' stantio, ma non fa niente.
Tu sei qui da giorni e lo hai trovato solo oggi?
Io...
ho seguito degli uomini che mi hanno detto che venivamo a vedere una rissa.
- Una rissa? - Tutti quanti avevano una gran fretta.
Qualcuno ha del cibo qui?
No? Del cibo?
Tu ti chiami Andrea, vero?
Sì, Telemaco.
Volevo ringraziarti di nuovo per tutto...
Non sono stato io a guarire tuo padre, ma gli riferirò i tuoi ringraziamenti.
Stavi cercando un po' di cibo.
Sì.
Voglio condividere quello che ho.
Figliolo, questo può sfamare soltanto una famiglia su migliaia.
Io volevo solo contribuire.
- Il regno di Dio... - Come stai?
...è simile al tesoro nascosto in un campo...
Sto bene.
...che un uomo ha trovato e poi sotterrato.
E poi, pieno di gioia,
va a vendere tutto quello che possiede
e compra quel campo.
E che cosa significa?
Non posso lasciarli digiuni.
- Ve lo spiego in un altro modo. - Dovremmo andare a dirlo a Gesù.
È come un commerciante che va in cerca di perle.
- Ma sta parlando. - Non possiamo sfamare tutti.
...trova una perla di gran valore,
egli va a vendere tutto quello che ha e compra quella perla.
Ascoltate attentamente,
perché il regno di Dio è accessibile a tutti,
indipendentemente dalla razza o dalla fede.
- Questa non ci voleva. - Senti, ho solo detto...
Il regno di Dio è talmente prezioso che una volta che lo avrete visto,
varrà la pena separarsi da tutto ciò che si ha
pur di guadagnarlo.
Non dovremmo disturbarlo.
Anche se a tutti potrebbe sembrare una follia.
Gettare via i risparmi di una vita
per comprare quello che agli altri sembra un terreno senza alcun valore.
Ma voi sapete del tesoro nascosto.
E che quindi ne è valsa la pena.
Vi siete avvicinati per sentire meglio?
No, c'è un problema.
Amici miei, se volete scusarmi,
devo parlare un attimo con i miei discepoli.
Maestro, la gente ha finito il cibo.
Alcuni non mangiano da giorni, e altri sono arrivati da molto lontano.
E allora date loro da mangiare.
Non abbiamo più niente, così come tutti loro.
Li facciamo tornare a casa?
Sono così stanchi e affamati
che se li cacciassimo, sverrebbero per strada.
- Sapevi che hanno tutti fame? - Sì, Giuda, li vedo bene mentre predico.
Beh, è un vero problema.
Dove potremmo comprare del pane per queste persone?
Siamo venuti qui con poco più di 200 denari.
Non basterebbero nemmeno per un boccone ciascuno.
E non saprei neanche come calcolarlo.
Potremmo calcolarlo io e Matteo.
È piuttosto semplice.
Magari potremmo andare in una città e chiedere a qualcuno di farci credito.
Sì, potrebbe funzionare.
A chi potremmo chiederlo?
La città più vicina è Abila e tutti i suoi abitanti sono qui con noi.
È a nove miglia da qui,
e anche se entrassimo in ogni casa della città,
dovremmo trasportare il cibo qui,
e basterebbe solo per una parte di questa folla.
Potete portarmi qualcosa?
Di sicuro qualcuno avrà un po' di cibo, magari qualche boccone.
Abbiamo solo cinque pagnotte,
e due pesci.
Ma...
cosa sono per questa gente?
Sono pani di orzo.
Due pesci e cinque pani di orzo. Grazie per la precisazione.
- Lo trovo umiliante. - Giovanni.
Se ne occuperà lui stesso, se lo vorrà.
Mi sembri spaventato.
Di che cosa hai paura?
Ho paura che...
che sceglierà loro.
Sembra un pane delizioso, Telemaco.
- So bene che non è sufficiente. - È sufficiente per me.
Posso fare molto con questo.
Grazie.
Benedetto sei Tu, Signore nostro Dio,
Re dell'universo,
che fai nascere il pane dalla Terra.
Hanno trovato del pane?
Se distribuiscono il pane, state pronti.
Probabilmente saremo i primi.
Sfamateli.
Che cosa è cambiato? Come facciamo a...
Dividete le persone in molteplici gruppi da 150.
Poi, prendete 12 ceste e distribuite i pani e i pesci.
Non sono stato chiaro?
No.
Mi sembra molto familiare.
Può darsi.
Andiamo.
- Qualcuno ha una cesta? - Potete prestarci quella cesta?
Per chi?
Coraggio.
Da questa parte, prego.
- Ora sfamateli. - Nessuno?
- Sì. - Qualcuno ha una cesta?
Nessuno?
Il regno di Dio è simile a un granello di senape
che un uomo prese e seminò nel suo campo.
Qualcuno ha una cesta?
Esso è il più piccolo di tutti i semi.
- Ma quando è cresciuto? - Dammi una mano.
È più grande di tutte le piante dell'orto,
e diventa un albero,
tanto grande che gli uccelli
vengono a fare il nido in mezzo ai suoi rami.
- Ho trovato una cesta. - Bene.
- Spezziamo i pani. - Quante ceste abbiamo adesso?
Bene.
- Come facciamo? - Prendi un po' di questo.
- Proviamo? - Te ne serve un po'?
- Dammi quelli. - Dividiamolo.
- Ti basta? - Sì.
- Ecco, così. - Anche a te.
Ve ne serve altro?
È qui.
Qui c'è altro pane.
- È meglio della coda. - Questo è l'ultimo.
Questo è l'ultimo.
- Va bene. - Telemaco, puoi riprendere la tua cesta.
Cosa?
Ma che cosa...
Io non capisco.
- Le ceste... - Guardate.
- Ma questa è... - La tua cesta è piena?
Lo vedete?
Vedete quanto cibo?
Anche quella è piena.
Vi ho trattenuto per tutto questo tempo, sfamando il vostro spirito.
Ma, chiaramente, devo sfamarvi anche il corpo.
Quindi, ora mangiamo.
Da questa parte.
Chi vuole del pesce?
Io!
Chi vuole del pesce?
Qui.
Rabbino Yussif, ci sono due donne che vogliono vederti.
Tocca al rabbino Giosia ricevere.
Non è disponibile? Mi sto occupando di una questione importante.
Una di loro dice di essere
la moglie di Simone, figlio di Giona.
Un discepolo di Gesù.
Sì, prego, falle entrare.
Ti porgo le mie più sincere condoglianze.
La Torah, purtroppo,
non dice come poter affrontare la situazione, sfortunatamente.
Ma il dolore è dolore.
- Specie, dato che tuo marito è... - In viaggio.
Veramente, io stavo per dire che è distratto.
Succedono molte cose a causa di Gesù,
e in un certo senso, il mondo si sta capovolgendo,
e Simone è parecchio coinvolto.
Sto cercando di capirlo io stesso.
Forse anch'io sono stato troppo distratto.
È facile dimenticare che ci sono questioni di vitale importanza
anche a casa.
Sei arrabbiata con lui?
Sì.
Lo capisco.
Prima hai detto che sei andata a purificarti al mare.
Adesso che è passato un po' di tempo,
che ne pensi di un'altra purificazione, stavolta nel mikvah?
Forse, con il corretto stato mentale,
potrebbe rivelarsi l'inizio di un nuovo cammino.
Ma la cisterna è...
Abbiamo appena ricevuto notizia che tornerà operativa entro il tramonto.
Veramente, credo che Simone abbia contribuito
alle riparazioni.
Magari quando sarà più pronta.
Veramente, oggi speravamo in una lettura della Torah.
Ma certamente.
Avevate qualcosa in mente?
Magari qualcosa di gioioso e confortante, rabbino?
Non sono convinto che sarebbe molto appropriato.
Ci sono molti salmi sull'angoscia, persino sulla rabbia,
e sono tutti importanti esattamente come gli altri.
In verità, alcuni dei salmi più disperati ci avvicinano maggiormente a Dio.
Uno dei musici ufficiali della corte di Re Davide, Asaf,
era conosciuto come un compositore di tali brani.
Come questo, per esempio:
"Quando sono in grande angoscia, io cerco il Signore.
Tutta la notte, tendo le mani verso di Lui, senza stancarmi".
Questo salmo è disperato.
Persino arrabbiato.
Per caso, sai chi altri è, senza dubbio, disperato e arrabbiato?
Simone.
Un po' lo conosco,
e sono sicuro che sia davvero molto arrabbiato
e che lo faccia sapere a tutti quanti.
Forse potresti pregare insieme a lui.
E per lui.
"L'anima mia ha rifiutato di essere consolata.
Io penso di nuovo a Dio, ma piango.
E quando medito, mi perdo di coraggio.
Tu non mi fai chiudere occhio, o Signore.
Sono così agitato che le parole mi sfuggono.
Forse Dio ci respingerà per sempre,
e non sarà mai più benevolo?
È forse cessato per sempre il suo amore?
È finita la sua promessa per tutti i secoli?
Può aver dimenticato la misericordia?
Può Dio, nella sua ira,
aver chiuso a chiave il suo cuore?"
Ma questo salmo non finisce qua, sai?
E poi ho detto:
"A questo voglio ripensare,
alle opere della mano destra dell'Altissimo.
Ricorderò le opere dell'Eterno.
Sì, io ricorderò per sempre le Tue meraviglie antiche.
Mi vado ripetendo le Tue opere,
considero le Tue grandi gesta.
La tua via, o Dio, è santa.
Quale Dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie.
Hai reso la tua forza conosciuta tra tutte le genti.
Sei stato Tu, con il tuo braccio, a salvare il Tuo popolo,
i figli di Giacobbe e Giuseppe".
Giacomo, che succede? La tua cesta è più pesante di prima?
Hanno mangiato tutti a sazietà. Non ne vogliono più, sono tutti pieni.
Ci hai dato più del necessario.
Ti abituerai a questo genere di conti.
- Non vedo l'ora. - Ti ringrazio, maestro.
E noi che dubitavamo.
Beh, sono io la causa della loro fame.
Toccava a me soddisfarla, giusto?
Ormai non mi sorprende più niente.
Sei un uomo nuovo, Matteo.
Scusami.
Ma dicevo sul serio.
Va sempre a finire così. Non so perché mi sorprendo.
È andata...
esattamente come ha detto Simone.
Giovanni.
Non stava affatto esagerando.
Sono molti più di quanto mi aspettassi.
Quello lì è un mantello nabateo.
E quel copricapo è arabo.
Siamo in una folla di gentili.
Ferma i cavalli.
Che cosa c'è? Che cosa sta succedendo?
C'è il maestro di Nazaret.
Da quanto tempo siete qui ad ascoltare i suoi sermoni?
- Da due giorni. - La città più vicina è a miglia da qui.
Come avete mangiato?
Ha moltiplicato i pani e i pesci per sfamare tutti.
A migliaia.
Che cosa significa "ha moltiplicato"?
Le ceste si riempivano in continuazione, grazie a Lui.
È stato un miracolo.
Ci occorre il racconto di tre testimoni.
Non sarà molto difficile.
Anche Lui e i suoi discepoli hanno mangiato con voi?
Ma certo.
Ha osato condividere il pane con i gentili?
Ho detto loro che ha compiuto un miracolo,
e rispondono: "Ma ha mangiato con le persone sbagliate".
Sappiamo già che una donna etiope viaggia insieme a Lui e i Suoi discepoli.
Ma condividere il pane?
È molto peggio di quanto pensassi.
Ripeto, ci occorrono i testimoni.
Farisei dalla Giudea?
Siete in ritardo, ve lo siete perso.
Chi era il maestro?
Si chiama Gesù d Nazaret.
Un nome che io non dimenticherò mai.
Ma che cosa ha predicato? Ha contraddetto la Torah in qualche modo?
Ci ha predicato sul regno dei cieli.
E che cos'è?
Tutto quanto. Un seme di senape.
Una perla di grande valore.
Un tesoro nascosto in un campo.
Ma la parte migliore
è che ha detto che in questo regno,
molti verranno da oriente e da occidente
con Abramo, Isacco e Giacobbe.
Quindi, tutti quanti.
Ebrei e gentili seduti alla stessa tavola.
- Che cosa? - Ci serve un terzo testimone.
Gesù di Nazaret è il primo ebreo a condividere il pane con i gentili,
ma non sarà l'ultimo.
E succederà con i vostri patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe.
Blasfemia.
Voi avete ferito il nostro popolo.
Ci facciamo feriti a vicenda.
Ma Lui ci sta guarendo.
Abbiamo bisogno di tre testimoni.
Che cosa...
Che cosa ha detto il maestro riguardo i gentili
che siedono a tavola con i patriarchi?
Che cosa ha detto il maestro?
Che cosa ha detto il maestro riguardo i gentili
che siedono a tavola con i patriarchi?
Che ha detto il maestro?
Va bene.
Ve bene, reggerà. Non è ideale, ma reggerà.
- La rete? - No.
Niente rete, niente pesci. Voglio solo la barca.
Mi servono soltanto quattro remi per la barca.
Allora, quanto vuoi?
Sono un po' di fretta. Cerchiamo di fare presto, chiaro?
Che cosa facciamo ora?
La strada fino a Cafarnao è di 15 miglia.
Dobbiamo girare intorno al lago, al buio e con la pioggia.
Con tutto quello che abbiamo fatto oggi, trovare le ceste, distribuire il cibo...
Farò del mio meglio.
Non ti lascerò indietro, Giacomo.
Non dovremo camminare.
Dovremo remare.
Ho rimediato una barca per portarci tutti.
E si va più veloci per mare che a piedi.
Giacomo il Maggiore, tu sei bravo a remare.
- Sì. - Hai avuto un'ottima idea, Simone.
Simone ha ragione.
Salite tutti sulla barca e tornate a Cafarnao remando.
E tu, invece?
Sono stati tre giorni faticosi. Ho bisogno di pregare da solo.
Ci sono nubi tempestose all'orizzonte.
Fammi restare con te, Maestro. Ti proteggerò io.
Me la caverò.
Andatevene tutti, presto.
Seguite Simone.
Avete fatto tutti un bel lavoro.
Shalom, shalom.
Shalom, shalom.
Sono rimasto indietro perché tu ci trovassi una barca?
Non ti resterò molto tra i piedi.
Abbi fede, Simone.
Il problema non è la fede. Mi ha scelto per errore.
Anche Dio li commette, giusto?
Vai.
Lo avete sentito. Andiamo.
Sì, andiamo. Coraggio.
Hai un volto familiare.
Io...
Per essere più specifico,
e non intendo offenderti,
mi sembri turbato.
Lo sono.
Io sto andando su quella collina a pregare.
Ti va di unirti a me?
Non sarà necessario parlare, se non ne avrai voglia.
So che alcune volte le persone turbate
hanno bisogno di stare in silenzio con qualcuno.
Proprio come Giobbe.
È davvero così grave?
No, non proprio.
Più come Davide.
Raccontami.
Fino a quando dovrò vivere con l'angoscia nel cuore,
e provare pena nella mia anima per tutto il giorno?
Fino a quando verrà innalzato il mio nemico su di me?
Hai paura della perdita.
So bene come ci si sente.
Tu che cosa stai perdendo?
Tempo.
Vieni.
Vieni a pregare insieme a me per un po'.
Vorrai parlare con me, dopo?
Lo farò.
Se avrai delle domande per me, dopo aver pregato.
Simone, non arriveremo da nessuna parte.
Qui il vento è troppo forte. Dobbiamo tornare indietro.
Possiamo andare avanti. Continuate a remare.
Simone! Ormai è notte fonda
e siamo bloccati nello stesso posto da ore!
- Giacomo, ti sei fatto male? - Giacomo!
Giacomo, stai bene?
Aiutatelo.
Aiutatemi.
Non possiamo imbarcare altra acqua!
Così affonderemo.
Meglio bagnati e al freddo sulla terra ferma
che morti annegati qui in mezzo.
Giovanni, continua a remare! Che cosa fai?
Non lo avete visto anche voi?
Da quella parte.
Io non vedo proprio niente.
Che cosa dovremmo vedere?
Io...
Un fantasma! È un fantasma!
- Che cosa? - Via, via!
Andiamo!
Non è possibile.
Dobbiamo andarcene via. Remate tutti quanti!
- Via, via! - Più veloci! Andiamo!
Più veloci! Via!
- Andiamo! Via! - Più veloci!
- Che nessuno si muova! - Simone, che cosa?
Ho detto: "Fermatevi subito tutti!"
Fermi, fermi, fermi.
- Fermi. - Che nessuno si muova.
Quello non è un fantasma.
Sei impazzito, per caso?
Non abbiate paura!
Sono io!
Gesù?
- Come? - Impossibile.
È assurdo che non sia la cosa più incredibile che io abbia visto oggi!
Questo vi sorprende ancora?
Non avete imparato niente, oggi?
Se sei davvero tu, dimmi di venire verso di te, sull'acqua.
- Simone, no! - Hai perso del tutto il senno?
Se tu sei quello che dici di essere,
ordinami di scendere da questa barca.
Hai la fede sufficiente per camminare sull'acqua?
Assolutamente sì. Tutto ciò che comandi può avvenire.
E se comandi all'acqua di sorreggermi, potrò camminare su di essa.
Se ti dicessi di venire a me, scenderesti dalla barca con fede?
Sì!
Allora, perché sei così arrabbiato?
Perché sei andato a parlare con i gentili
quando il Tuo stesso popolo ha ancora dei problemi?
Quando anche i Tuoi discepoli hanno dei problemi?
Sono sempre stato qui, di fronte a Te!
Credo in Te dall'inizio!
E tu vai a fermare le liti della Decapoli?
Allora, vieni a me.
Tu che sei stanco e oppresso.
E io ti concederò il riposo.
Simone, no.
- Non essere sciocco. - Simone.
Aspetta. Simone!
No! Simone!
- Che cosa stai facendo? - Simone, ma dove vai?
Che cosa stai facendo, Simone?
- Simone, fermo! - Che fai?
- Simone! - Che fai?
Hai ancora la tua fede?
Il problema non è la mia fede.
Ho rinunciato a tutto per seguirti.
Ma tu guarisci dei perfetti sconosciuti.
Benedetto sei Tu,
Signore nostro Dio,
re dell'universo,
che dai e che porti via.
Sai perché vi sottopongo a queste prove?
No, non lo so!
Perché dimostrano la genuinità della vostra fede.
Vi rendono più forti.
Questo ti farà diventare più forte.
E anche Eden.
Tieni gli occhi su di me.
Che ci doni conforto nel nostro dolore,
e che fasci le piaghe del nostro cuore spezzato.
Che piangi con noi per la vita che non ha potuto essere.
Sto affondando.
Signore, salvami, affondo!
Sotto l'ombra delle Tue ali, noi troveremo rifugio.
Simone!
Simone!
Simone!
- Simone! - Aiutalo!
Non lasciarmi andare.
Ti prego.
Ti tengo.
- Ti tengo. - Non lasciarmi andare.
- Ti tengo io. - Ti prego.
Oh, uomo di poca fede.
Perché hai dubitato?
Non lasciarmi.
Ho molti progetti per te, Simone.
Alcuni molto ardui.
Continua a tenere gli occhi su di me.
Te lo prometto.
Simone.
Coraggio, aiutatelo.
Ti prego.
Ti prego.
Non lasciarmi andare, ti prego.
Mi dispiace.
Non lasciarmi andare, ti prego.
Mi dispiace.
Non abbandonarmi.
Acque! Calmatevi.
Ti prego.
Non mi abbandonare.
Sono qui.
Sono sempre qui.
Lascio che le persone abbiano fame.
Ma poi le nutro.
Ti prego.
Ti prego, non mi lasciare.
Non mi lasciare.
Non lo abbandonare.
Ti prego.
Non lo abbandonare.
"A questo voglio ripensare,
alle opere della mano destra dell'Altissimo.
Ricorderò le opere dell'Eterno.
Sì, io ricorderò per sempre le Tue meraviglie antiche.
Mi vado ripetendo le Tue opere,
considero le Tue grandi gesta.
La Tua via, o Dio,
è santa.
Quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie.
Hai reso la Tua forza conosciuta tra tutte le genti.
Sei stato Tu, con il Tuo braccio, a salvare il Tuo popolo,
i figli di Giacobbe e Giuseppe.
Quando ti videro le acque, oh mio Signore,
quando ti videro le acque, ne furono sconvolte.
In verità, sussultarono anche gli abissi.
Le nubi rovesciarono acqua,
scoppiò il tuono nel cielo,
le tue saette guizzarono da ogni parte.
Il fragore dei tuoi tuoni era nel turbine,
i tuoi fulmini rischiararono il mondo.
La terra tremò e fu scossa.
Sul mare passa la Tua via,
i Tuoi sentieri sopra quelle grandi acque,
e così le Tue orme rimasero invisibili."
Penso che sia pronto.
Onorevoli chi?
- Onorevoli giudici. - Ovviamente.
Da capo.
È la seconda parola!
E poi, mio padre ancora non crede.
È quello che ha detto Gesù.
Scusate.
- Sai che puoi entrare quando vuoi. - Lo so.
E tu...
Sai che puoi entrare quando vuoi.
Non si tratta di...
Rifacciamola.
- Volevo dirtelo di persona. - Chiederai il permesso a mio padre...
Perché non sei entrato e basta?
Lo sai che puoi entrare...
Rifacciamola.
Lo prendo per un no. Per ordine di Quinto...
Qui devo fare qualcosa.
Ricordo sempre quel momento.
Ma...
a volte nella memoria...
- dimentico la battuta. - Non fa niente.
Dopo la gioia di averti perso,
Eden, in realtà, ha iniziato a sentire la tua mancanza.
Quindi voi due...
Voi due levatevi di torno.
Non ricordo la battuta giusta.
Facciamo una pausa.
Sono andato vicino.
Non era quello...
Cercate un posto appartato.
Per favore, rispettate la Sua vita privata.
Benedici noi, oh, Signore...
Signore nostro Dio.
Ho sbagliato preghiera.
Senza cibo, senza riparo, senza tunica.
Lontano, in terra straniera.
- Ha detto di non avere paura. - La paura non può fermarti.
Fermiamoci un attimo.
Devi dire: "Senza difese, cibo e riparo".
- Senza difese. - La tunica la indosserete.
Senza tunica.
È così che ha detto?
Senza tunica.
Tutti nudi.
- Scusate. Bene, riprendiamo da... - Sarebbe pericoloso.
Ehi, shalom.
- Shalom. - Shalom.
Riprendiamo da...
Io torno a letto.
Che cosa?
È un problema vostro, non mio.
Grazie, Maria.
Ti auguro la buonanotte.
Grazie, Maria.
- Giuda. - Hadad.
Ti avevo perso.
- E stavo correndo come un pazzo. - Un po'.
Suppongo che potrei dare alcune disposizioni.
Scusate.
- Mi è entrato un insetto in bocca. - Oh, no.
Sputalo.
- Sono proteine. Ti fanno bene. - Sì.
Me ne vado.
- Ti mollo. - Tutti fermi, in posizione.
E io che ti avevo avvelenato il pane.
- Cosa? - Sì, è stato molto difficile.
Mi hai avvelenato?
L'ho lasciato a bagno per un giorno.
Devo...
È solo una prova.
- Capito. - Pronti, rifacciamo.
- Ero pronto a rifarla. - Sì.
Giairo, entriamo.
Per favore, resta qui.
- Per favore. - Scusate.
È Leandro, da Naveh.
Fatemi riprovare.
Il fodero.
Sì, io...
Avevo dimenticato che va bene se mi impiccio.
Inoltre, la porta non era chiusa, quindi, avresti potuto...
- Scusate, non è il momento. - Stai dalla sua... Da che parte stai?
Sono molto stanco, mi sono appena svegliato,
sono successe molte cose.
- Dovevo prendere un pugnale. Io... - Che ore sono?
Volete un po' d'acqua?
Entra.
Qualcuno ha una meridiana?
- È troppo scollato per loro? - È troppo scollato per me.
È troppo scollato per tutti.
Sei carina.
- Pane. - Ce n'è ancora a palate.
Andiamo.
- Tre, quattro, quattro. - Pregheremo.
- Ora giochiamo. - Un'ala e una preghiera.
Andiamo.
Non ero nemmeno pronto. Non stavo nemmeno guardando.
Lo dici tutte le volte, da quando eravamo piccoli.
Cosa?
Davvero? Non puoi...
Ma dai, non ci crede nessuno.
È così?
È così che vuoi vincere?
Imbroglione.
Scusa, Aaron.
Non è il mio forte.
Chiaramente.
Piccolo Giacomo, come senti quell'otre?
Piccolo?
- Continua, ci siamo. - Dai, dai, dai.
Grazie.
Ci siamo.
Rigido?
Non molto flessibile.
- Silenzio. - Ciak, si gira.
Buona questa.
Tu.
Gli occhiali da sole.
Un segno.
Grazie.
Gesù vede tutto.
Io vedo tutto.
Ehi.
Faccio scendere così la tunica.
E... azione.
Poi fai la giravolta.
Ci siamo quasi. Apri la porta.
Ah, bentornato.
Tutto bene?
Tutto bene?
- Ciao. - Rifacciamo.
È stata una visita breve.
Preparare il pasto per i poveri
Azione.
Uno sciacallo.
Vai alla grande.
Non ho ancora iniziato.
Quindi la rifacciamo?
Falla breve, è...
Il mio ballo era perfetto, prima.
Eden, puoi sistemare in modo
che i sottaceti siano davanti a me?
- Quei cetriolini sono... - No.
Va bene, grazie.
Mamma, le pecore sono dentro.
Mi piacciono i banchetti.
Quello mi serviva.
Solo noi 12
Avete visto il mio treppiede?
Possiamo farcela se ci proviamo
Solo noi 12
Io e te
Shalom, figlio mio.
Shalom.
Tutte le volte, tutte quante le volte.
Bene, stop.
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