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Silenzio!
Fate silenzio!
Ti prenderai un brutto malanno, là fuori.
Ponzio.
Altri quattro?
E a quest'ora del mattino?
Esiste forse un'ora del giorno più adatta per morire?
- Sono un governatore, non un filosofo. - È eccessivo.
Il popolo già non ti sopporta,
e Tiberio non ti perdonerà un'altra insurrezione.
Sono quattro rivoluzionari trovati colpevoli. Zeloti ebrei, cara mia.
Lasciami governare in pace.
Torna a riposare.
- Non dormo bene, ultimamente. - Allora vai a cogliere i fiori.
- E tu dove vai? - Io ho un appuntamento.
Con un vecchio amico.
Ma tu non hai amici.
- Qualcuno ce l'ho. - No, tu hai solo dei contatti preziosi.
Persone che consideri utili.
Relazioni strategiche.
Forse dovresti essere tu a governare.
Che state facendo?
Sai che Giovanni e Tommaso hanno guarito un cieco?
Mi piacerebbe rifarlo.
Riesco a vedere che state affilando le armi.
- Ma perché? - Alcuni di noi sono preoccupati, Matteo.
Le cose si fanno serie, si sta spargendo la voce.
Tu c'eri, quando ha curato quella donna.
Certo, ho trascritto tutto. Ma non ho visto cos'è accaduto nella casa.
- Te lo dirò dopo. - Non voglio che lo dimentichi.
- Ti ho detto che non me lo dimenticherò. - La folla spingeva.
- Una donna malata è riuscita a toccarlo. - Solo l'orlo della sua tunica, Giacomo.
Ma il potere è emanato da Lui senza il Suo consenso.
- Come se lo avessero colpito. - Non ha parlato di dolore.
No, ma sembrava di sì.
- Con delle armi, avremmo potuto ferirla. - Saremmo stati costretti a farlo.
Conosco uno che aveva un'arma. Solo che si è dimenticato di usarla.
Ero distratto. Sai che sono a disagio, nelle folle.
Che c'entra?
Non possiamo pugnalare chi si avvicina.
L'ironia è che come il ferro affila il ferro...
- Non osare terminare quel proverbio. - Natanaele ha ragione.
Se avessimo tenuto a bada la folla, quella povera donna non sarebbe guarita.
Ho ritenuto che Lui non fosse in pericolo.
- Voleva solo sapere chi fosse stato. - Sì, e ha elogiato la sua fede.
L'ha chiamata "figlia mia".
- Filippo, è uno dei coltelli di Eden? - Sì.
Tutta questa paranoia di proteggere Gesù non è necessaria.
Le hai chiesto il permesso?
Sì. Ha detto che non veniva affilato da tanto.
Ora capisco, Simone.
Con tutto il tempo che passi con il tuo caro romano...
Gaio è una persona assolutamente normale, come me e te.
- Gaio? - Sì, Matteo.
Riparavamo la cisterna. Ma forse questi ingrati preferiscono arrivare al pozzo.
Gaio non è malvagio.
Splendido. Ora abbiamo due estimatori di un carnefice.
Sì, è stato spietato. Ma è diverso da tutti gli altri soldati di Roma.
Frequentarlo potrebbe ledere la nostra reputazione con i pellegrini.
Abbiamo una reputazione?
La reputazione non è mai stata una Sua priorità.
Se voi affilate le armi, dovrei farlo anch'io?
Matteo, tu possiedi l'arma più affilata di tutte.
Il suo ingegno?
La tua mente.
E la tua penna. Puoi infilarla nell'occhio di qualcuno.
- Non potrei mai. - Ti faccio vedere.
Se vuoi che ti affili una lama, lasciala lì.
- Parlami di quella che stai affilando. - È un pugnale.
Perché non un coltello da cucina?
O un coltello da caccia? O un'ascia?
Un pugnale è un'arma, Natanaele.
Potresti trasformare un cappello in un'arma.
Perché un pugnale?
Non credo di poterti confidare questo segreto.
Va bene.
Giacomo Minore?
Devi cambiare l'impugnatura in questo modo.
Devi spostarla da così a così. E devi tenere il libro così.
Se stai scrivendo, fingi di non fare niente,
hai il tempo di bilanciarti e poi fare uno scatto in avanti.
Cambi impugnatura e lo sorprendi.
Non avere paura. Ti mostro.
Ok? Fallo così, prova di nuovo.
- Ehi, Simone? - Passa dal centro.
Che succede?
Visto?
Tutto qui. Capito?
I membri dell'Ordine mi hanno rintracciato a Cafarnao.
Uomini pericolosi?
Sono letali.
Devi dirlo a Gesù.
Quelli si addestrano tutta la vita a un unico scopo.
Uccidere.
Non possiamo coinvolgere Gesù.
Non risolvi i problemi con un pugnale, Simone.
- Non voglio mettere in pericolo Gesù. - Tu lascia che sia Lui a decidere.
- Che vuole fare? - Si sta comprando un uliveto.
Secondo i miei calcoli, in questo esatto momento.
Sì. Giuda e le due donne sono con lui.
Che ci fa con un uliveto?
Ha chiuso con la pesca. Vuole produrre olio di oliva.
Zebedeo non pesca più?
Che t'importa?
Signore?
Hai fratelli, Gaio?
Sì, signore. Uno.
Sei germanico e hai un solo fratello?
Sì.
Maggiore o minore?
- Che cosa? - Tuo fratello.
Potrei farti squartare per non avermi risposto subito.
Minore.
E lui ha mai...
fatto la spia?
Quando hai rotto un piatto,
rubato un frutto,
o visto una ragazza?
Non perdo molto tempo a pensare al passato, ma sì.
Attico incontrerà Pilato a Gerusalemme, e ha intenzione di fare la spia a lui.
Come un fratellino fastidioso.
È lì proprio ora, a calunniare il nostro lavoro qui a Cafarnao.
Ho bisogno dell'appoggio di Pilato, per ottenere una promozione.
I tuoi risultati sono encomiabili, signore.
Hai fallito, all'accampamento!
Non accadrà più.
E non fai rispettare le ordinanze che ho suggerito.
E peggio ancora, gli accampati non hanno denaro.
Niente. Non lavora nessuno di loro.
Sono in attesa di un'apparizione di quel predicatore,
con cui pensavo che avessimo finito.
E metterli in carcere è costoso.
- Come posso porre rimedio? - Potresti uccidere Gesù di Nazaret.
E farlo in pubblico, così non avrebbero più motivo di restare.
Ma in quel caso poi si rivolterebbero,
e ci sarebbe un bagno di sangue.
E io detesto i loro lamenti.
Detesto le urla dei moribondi. Non so come li sopporti, Pilato.
Noi non siamo dei selvaggi.
Sbarazziamoci dell'accampamento.
Che cosa?
- In che modo potrei fare? - Gaio.
Lavora di immaginazione, su.
Se vedi una casa danneggiata,
spiega che è fuorilegge e radila al suolo.
Se vedi una persona malata, arrestala per aver diffuso la peste.
Se qualcuno vende merci,
dichiara che non ha il permesso, e portalo in carcere.
Spegni i fuochi, Gaio!
Finché non sarà troppo freddo, troppo buio,
e troppo deprimente per rimanere.
Primo?
Ora so cosa devo fare, signore.
Chi va là?
- Chi c'è? - Che c'è?
- Che c'è? - Andrea, Filippo, sono io, Leandro.
- Chi? - Va bene.
- Restiamo calmi. - Sono Leandro.
Di Naveh.
Getta il coltello.
Gettalo a terra.
Oh, no, no. Me lo ero dimenticato.
Ecco fatto, scusate.
- Chi saresti? - Che succede?
Vi ricordate di me?
Vi ho mostrato la strada, quando il Consiglio vi ha fatto andare via.
- Sei Leandro? - Sì!
È Leandro.
- Perché non hai bussato? - L'ho fatto. Ma non volevo urlare.
- Perché? - Perché sono qui in segreto.
Che è successo?
La Decapoli è sul piede di guerra per causa vostra.
Ma che dici? Non ci siamo mai nemmeno avvicinati alla Decapoli.
Ma la gente vi ha sentito parlare a Naveh, come me,
ma non tutti l'hanno presa bene.
- Preso cosa? - Quello che avete predicato!
L'esito della missione è stato un disastro.
Che vuoi dire?
La Decapoli è soprattutto ellenista, ma vi convivono molti popoli.
Ebrei, romani, seleucidi, arabi.
- Oh, sembra complicato. - Lo è.
E il suo equilibrio è precario. I vostri sermoni lo hanno fatto...
La città è in fiamme.
No, non è letteralmente in fiamme.
Alcuni quartieri.
Non capisco. Noi abbiamo predicato solo agli Ebrei.
Non importa per chi siete venuti.
Alcuni greci hanno ascoltato, e gli ebrei hanno ripetuto i sermoni.
E in un baleno, alcuni greci hanno smesso di adorare gli dei dell'Olimpo
e di prestare ascolto agli aruspici.
Il popolo si è arrabbiato e si è rivoltato contro gli ebrei.
Gli ebrei hanno serrato i ranghi
e hanno cacciato ellenisti e simpatizzati dalle loro comunità.
Accidenti.
Avete stravolto quella regione.
Scusate.
Avete detto che i vostri insegnamenti erano limitati e incompleti.
Non per nostra scelta. Siamo stati cacciati via.
Ma ciò che avete detto si è diffuso nelle dieci città della Decapoli.
Le tensioni di Naveh si sono allargate ovunque.
In tutta la zona.
- Il vino nuovo spacca gli otri vecchi. - La gente vuole saperne di più.
Brama di ascoltare le parole del vostro maestro, Gesù.
Si è trattato solo di una missione isolata.
Siamo stati inviati a coppie, per un periodo,
per rafforzare e unificare il popolo.
La missione non può essere finita.
C'è una guerra civile in quell'area.
È quello che volevate?
Ma certo che no.
Allora tornate e completate gli insegnamenti.
E la prossima volta bussa più forte!
Maria!
Ciao.
Siamo state truffate.
Queste olive.
Sono disgustose.
Lo sapevamo. Ci stiamo lavorando.
Non capisco.
Se il terreno non è adatto, allora perché l'uva è così buona?
Abbiamo acquistato un uliveto, non una vigna.
Parliamo con i viticoltori.
- I migliori della Galilea del nord. - Perché?
Loro sanno quello che fanno. E conoscono il terreno.
Chiederò a Ramah, ok?
Deve aver lavorato nelle vigne di questa regione, per i suoi vini.
- Che stai combinando, Maria? - Sto scrivendo a Ramah.
- Credevo facessi i conti. - Giuda tiene i libri contabili.
Ce l'hai con me?
Hai trattato male Zebedeo.
- Quando ho assaggiato l'olio? - Sì.
Non volevo.
- Ma lui ha chiesto la nostra opinione. - E gliel'hai data.
Non ho mai sentito una donna parlare così a un anziano.
C'è altro?
Che vuoi dire?
Tamara, per favore.
Va bene.
Non devo sapere cosa pensi di me.
Ma ho il diritto di essere preoccupata, per il lavoro.
Questa attività è il nostro contributo alla comunità.
Possiamo contribuire in altri modi, alla comunità.
Hai ragione.
Tu sai sempre dire la cosa giusta.
- Correggi persino i ragazzi. - Perché tiri in ballo i ragazzi?
- È perché non so leggere e scrivere? - No.
- Perché? - Io...
Quello che tu...
Vuoi che...
Ti sei fatta strada in mezzo alla folla, hai scoperchiato un tetto
e hai urlato a pieni polmoni: "Puoi farlo".
E la prima cosa che ti ha detto è stata: "La tua fede è bellissima".
Sai dove mi ha trovato Gesù? In una taverna, ubriaca.
Posseduta.
Io prego ogni giorno di non dover più stare lontana da Lui. Ma a te...
piace stare qui.
- Deve essere bello. - Mi odi per come lo abbiamo conosciuto?
Ma certo che no, no. È solo che...
Mi dispiace doverlo dire, ma dovremmo essere più umili.
Faccio quello che posso, giorno dopo giorno. E ho...
la sensazione di essere inadeguata.
- Temo di non essere mai abbastanza. - Maria.
Sei fantastica.
- Non vedi? - Non credo stia a noi deciderlo.
Non mi immagino fare ciò che fai tu.
Fatico a comprendere la tua presunzione. Che fine ha fatto la tua curiosità?
Non conosci affatto il dolore del nostro popolo, né i nostri costumi.
Tu arrivi qui e fai tutto a gran voce, con coraggio, e...
Bene. Tu fai tutto quanto bene.
Beh, ecco...
Mi dispiace.
Non chiedermi scusa.
No, intendo,
mi dispiace sinceramente per la vergogna e il rimorso che provi sempre.
Dico davvero.
Dev'essere molto doloroso.
Ma Gesù ti ha perdonata.
Invece tu hai scelto di aggrapparti alla tua vergogna.
E solo perché io non sono Ebrea, non significa che non conosca il dolore.
Non sai che cosa ho passato, per arrivare fino qui.
Che fai?
Cosa vedi, ora?
- Non ti capisco. - Qua dentro.
In mezzo alle perle.
Che cosa vedi?
Una macchia.
- Quello è... - Sangue.
Vengo da un paese dilaniato dalla guerra.
Io e mio fratello eravamo in viaggio a estrarre minerali per l'attività,
e quando siamo tornati a casa,
il nostro villaggio era stato raso al suolo da un clan rivale.
Hanno massacrato mio padre.
E mia madre.
Questa collana,
passata di generazione in generazione,
che non ho accettato di scambiare per dell'avena
è ancora macchiata del sangue di mia madre.
Posso?
Per favore?
Anche io...
ho perso mio padre all'improvviso.
E l'oggetto che mi aveva lasciato come ricordo, ecco...
Io l'ho distrutto e l'ho buttato via.
Avrei dovuto raccontartelo prima.
Avevo paragonato la tua forza alla mia debolezza.
Mi sono commiserata.
Perdonami.
Dovrei essere più come te.
Mi gira la testa.
Non so più cosa dire, ora.
Finalmente.
Apprezzo il lavoro che hai svolto per l'uliveto.
E hai ragione. Non serve chiedere a Ramah chi siano i viticoltori migliori.
- E il terreno? - Conosci il mio passato.
Credi non sappia chi ha il vino migliore?
È appena fuori della città.
Una passeggiata.
Ci serve un po' d'aria fresca.
Te la senti di andare?
Andiamo.
Maria.
Anch'io dovrei essere più come te.
Non per la vergogna.
Per la gratitudine.
Mi sembra giusto.
Ci sono riuscito?
A fare cosa?
Annunciare la tua posizione a ogni bandito che passa?
Sì! Mi chiedevo come faccio arrabbiare un vecchio con le piaghe sulle chiappe.
Bastano sei uomini e una stupida tenda.
- Vecchio? - Sì.
Che posso dire?
- "Bel lavoro"? - Sai che mi diverto molto facilmente.
No, direi che è tutto il contrario.
Mi sorprende che non ci siano vino e donne.
Non bevo vino, provoca ubriachezza, e sono un uomo sposato.
Ma lo ammetto, ho letto il Miles Gloriosius di Plauto.
Lo conosci? È esilarante.
Parla di... un certo soldato arrogante,
- gradasso e sbruffone. - Sì!
Che stai insinuando?
- Te l'ho fatta. - Non è vero.
- Invece sì. - Sì, è vero.
Sei in ottima forma! Non sei stato in incognito per un anno?
È un anno che non ci vediamo.
Ho avuto... diciamo, un impedimento, negli ultimi mesi.
- Oh, una prostituta nella Decapoli? - Molto meno affascinante, temo.
Il Pretore della Galilea Settentrionale.
Anche se ogni tanto pensa di essere il governatore di tutta Israele.
Lo farò uccidere. Aspetta, la Galilea è ricca.
Sì, non ucciderlo.
Fammi pensare.
Si chiama Quinto. Gli incassi sono abbondanti.
Rimproverato per aver usato la forza per reprimere un'insurrezione.
È lui. E sarebbe onorato di questa descrizione.
È il genere di uomo che vuole essere ricordato.
Siamo diversi, allora.
Vedi, non mi piace che sia stato rimproverato
perché anch'io sono stato rimproverato per il mio uso della forza.
Se si sparge la voce che in Israele usano la mano pesante,
dovrò essere ancora più attento.
- Com'è stata la conversazione? - L'ho tormentato.
- Per te, mio Governatore. - Solo per me? Non ti credo, ma grazie.
Quello che voglio sapere io è cosa ti ha condotto a Cafarnao.
Tutta la storia.
- Ho il pomeriggio libero. - Davvero?
No, ho soltanto dieci minuti.
Farò in fretta.
Stavo pensando che...
Così finirò col rovinarmi la veste.
Dovevamo indossare dei grembiuli.
- Credo che servirà molta più cenere. - Lo so.
Ti stavamo aspettando, sai? C'è molto lavoro da fare.
- Molto lavoro? - Abbiamo risolto con le olive.
Credevo che fosse la produzione dell'olio che non andava,
invece era un problema delle olive? Oltre a essere troppo scure?
Erano terribili. Sapevano di latte acido e paglia bagnata.
Sapevamo che era colpa del terreno.
Così, Maria ci ha presentato dei commercianti di uva della regione
che aveva conosciuto alla taverna.
- Brave persone, Maria? - Non proprio, ma conoscono il terreno.
E ci hanno mostrato come migliorare la qualità del terreno
dell'uliveto che abbiamo acquistato.
Innanzitutto, dobbiamo aggiungere la cenere di legno vicino alle radici.
Quindi devi andare a casa di ogni discepolo a chiedere loro
di portarci tutta la cenere che hanno.
Li manderemo in città ad offrirsi di pulire ogni stufa.
- Tutti quanti i discepoli? - Sì.
Non credo di avere una tale autorità. E se poi li chiamasse Gesù?
Nessuno l'ha più visto dalla guarigione.
Stiamo solo cercando di impiegare bene il tempo, nell'attesa.
Ci ha dato il Suo benestare per l'acquisto dell'uliveto,
in modo che potessimo sostenerlo con i nostri mezzi.
Quello cos'è?
Questa qui è acqua, poi aceto e... aghi di pino.
I viticoltori hanno detto che fanno cantare gli alberi.
Hanno detto che sembra una magia.
Ma non peccaminosa.
È un dettaglio importante.
Oh, e c'è un'altra cosa.
Lo zolfo. Hanno detto di metterlo nella cenere.
Dovrai andare al mercato e comprare tutto lo zolfo che trovi.
Se è troppo, un ragazzo può aiutarti. Tipo Giacomo il Maggiore.
Non sono sicuro di avere il denaro
per comprare tutto lo zolfo disponibile al mercato.
Giovanna ci ha inviato denaro. Giuda lo ha messo nel forziere.
Vado a prenderlo io, Zebedeo.
Torno subito.
Se i miei figli fossero stati solerti e appassionati quanto voi due,
potrei rilassarmi in una villa.
Insomma, perché ora sarei ricco, grazie a tutto il pesce pescato.
È una battuta.
Ogni giorno ci sono più persone nell'accampamento a Cafarnao.
- Sperano di vedere il mite predicatore? - Mite e molto carismatico.
Quinto non può tenergli testa.
Dicono sia un posto irrilevante.
Un incarico sgradito.
Una punizione, persino.
Condividiamo la stessa cella.
Qui sono tranquillo.
Non voglio governare una nazione in guerra in un momento importante.
Mi piace il mare. Mi piacciono le persone.
Sono poetiche e complicate.
Eccetto Caifa. Lui è orribile.
Per un momento hai parlato quasi come un santo.
Magari.
In genere non vedo a dieci cubiti dal mio naso.
Desidero solo la pace.
Voglio che il popolo abbia ciò che richiede.
E che Roma sia soddisfatta.
A volte la pace ha bisogno della guerra.
Ti ringrazio molto per le tue informazioni, Attico.
Mi fido di te.
Se il mite predicatore o il suo movimento si rivelassero un problema,
mi servirà il tuo consiglio. Lo ascolterò.
Al contrario di Quinto, io comprendo bene i tuoi interessi.
Fino ad allora, devi scoprire tutto quello che puoi.
Abbi cura di te, Attico.
Ci vediamo presto.
Governatore Pilato.
Questa zuppa è ottima.
Grazie.
Cosa c'è dentro?
Carote.
Brodo vegetale.
Olio d'oliva.
- L'hai già mangiata, Simone. - No, ma oggi è davvero fantastica.
Sembra la zuppa dei re. E il pane...
Che...
Che cosa c'è sopra?
- Sai bene cosa c'è, Simone. - Riconosco il timo e i semi di sesamo.
Ma non avevo mai visto questa spezia rossa.
Sommacco. Me lo ha fatto provare Salomè.
Ha un sapore quasi di...
Come dire?
Di un agrume.
Di un limone?
Ha la dolcezza di un limone, eh?
Mai dolce quanto te.
Simone?
Simone, sei a casa?
E se facessi finta di niente?
Però si vede la luce accesa dalla finestra.
- Simone, è un'emergenza. - Arrivo, arrivo.
Basta bussare.
Vi sarei grato se fosse una cosa veloce.
Due della Giudea vogliono vedere Gesù.
Benvenuti a Cafarnao, dove tutti vogliono vedere Gesù.
Dite che non sappiamo dov'è, perché è così.
Buonanotte.
Affermano di essere discepoli di Giovanni Battista,
- e di portare un messaggio importante. - Un messaggio?
E perché non lo hanno dato ad Andrea quando quella donna della corte di Erode...
- Come si chiamava? - Giona? Giunia?
- Iniziava con la G. - Giovanna.
Quando Giovanna ha fatto infiltrare Andrea in prigione?
È stato più di un mese fa. Dicono che non c'è tempo.
Potrebbero essere spie. Della Quarta Filosofia, o di Roma.
Allora mandate Andrea o Filippo a verificare chi sono.
- Erano compagni. - Dove hai la testa?
Che c'è?
- Andrea e Filippo sono partiti. - Non sapevi?
Non sono la balia di mio fratello.
Tranne quando vuoi esserlo e tiri fuori il codice di Hammurabi.
Togliti la trave dall'occhio, Giovanni.
Credi non abbia notato cosa succede tra di voi?
Beh, adesso siamo qui, e cerchiamo una soluzione insieme.
Dove sono Andrea e Filippo?
Alla Decapoli. Giuda conosce i dettagli,
ma ora vieni con noi per capire se sono chi dicono di essere.
Starei cenando con mia moglie. Aspettate fino a domani.
E se il messaggio di Giovanni Battista
riguardasse una minaccia incombente? Da Erode.
- Potrebbe sapere qualcosa. - Non possiamo aspettare fino a domattina.
Oh no, Giovanni. Certo che possiamo.
Visto, cara? Io so dire di no al lavoro.
Eden?
Si chiamano Abner e Nadab.
- Dove sono? - Laggiù.
Simone, figlio di Giona. Avete il diritto di mettere in dubbio la nostra identità.
Sono stati promulgati editti severi sulle false profezie a Gerusalemme.
Il vostro sospetto è legittimo.
Vero o falso?
Andrea è un ottimo ballerino.
- Falso. - I peggiore di tutti.
Vero o falso?
Quando Andrea va di corpo, ha i conati di vomito perché detesta l'odore.
Non saprei dire.
Va sempre fra gli alberi, lontano, per farlo, perché si vergogna molto di...
Bravo, una domanda a trabocchetto.
Beh, il Battista è detenuto in un carcere,
e non ha il permesso di ricevere visite né posta.
Se avete un suo messaggio, come l'avete ricevuto?
Una donna della corte di Erode. Giovanna.
Ok, vi credo.
Qual è il messaggio?
Buongiorno.
Tranquilla.
Grazie.
È stato un piacere.
So che fai parte dell'Ordine.
L'ultima cosa che vedrai sarà il mio volto.
Suppongo che potreste uccidermi.
Ma in paradiso troverò il volto del mio maestro ad aspettarmi.
È per questo motivo che hai deciso di tradirci?
Mi sono unito all'Ordine per combattere per l'avvento del Messia.
- E Lui è arrivato, miei fratelli. - Ha fatto freddo, ieri sera.
La tua tenda sembra danneggiata.
È vero, sì.
Serve una mano?
Eppure io vedo un soldato romano, laggiù.
- E ancora riscuotono le tasse. - Sì.
- E il Regno dei Cieli è vicino. - Questo non è un Regno.
Non quello che mi è stato promesso.
Lui non è come pensavamo che fosse.
Io ci ho scommetto la mia vita.
Ho abbandonato il pugnale e il nostro modo di vivere
per seguire il Cristo,
dopo aver assistito alla guarigione di mio fratello.
È tutto qui?
- Volete che gli chiediamo questo? - Sì.
- Lo faremo quando lo vedremo. - Scusa.
Quanto presto potremo avere una risposta?
Vogliono sapere quando avranno una risposta.
Parliamo un po' di quella parola, "presto".
- Che cosa succede? - Volete una risposta? È tornato!
Ti prego.
I dottori dicono che devono amputargli la gamba.
Amputarla?
Beh, in verità, non ha affatto un bell'aspetto.
Il prossimo. Mettetevi in fila, di qua.
Che succede? Da quanto tempo è qui?
Non da molto. Appena è arrivato, lo hanno circondato. È al sicuro.
Sarà...
Sia lode al Signore.
Il maestro ha guarito la cecità di mio figlio.
Il prossimo. Coraggio.
Venite insieme a me.
"Presto" potrebbe essere adesso. Rispondiamo alla domanda di Giovanni.
Lo so.
Lo so.
Natanaele, dammi il coltello.
Io...
non avevo mai detto niente con la mia voce.
Con cosa vuoi cominciare?
Benedetto sei Tu,
Signore nostro Dio,
Re dell'Universo.
Conserviamo questi paroloni per un altro momento.
Maestro.
Sì. Che cosa abbiamo qui?
Sono due discepoli di tuo cugino, Abner e Nadab.
Gesù di Nazaret.
Questo è il nome a cui io rispondo,
anche se non tornerò mai a Nazaret in questa vita.
Il Battista ha una domanda urgente per te.
Mi ricordo di voi dal giorno in cui Giovanni mi ha presentato Andrea.
"Ecco l'agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo".
Sì, ottima memoria.
Mio cugino si fa prendere la mano.
Allora. Cosa vuole sapere Giovanni?
Simone ci ha portato qui in fretta,
ma il luogo non è appropriato, parliamo più tardi.
Simone?
Credo che ora sia il momento perfetto.
Chi di voi ha avuto a che fare con Giovanni Battista?
Alcuni hanno rifiutato Giovanni.
Altri hanno creduto al suo messaggio.
Lui ha avuto un effetto profondo su molti in questa regione,
e loro sono due dei suoi discepoli. Diamo loro il benvenuto.
Molti di voi sanno anche che Giovanni è stato imprigionato
da Erode a Macheronte.
Risulterebbe istruttivo conoscere il suo stato d'animo,
nel mezzo di tale avversità.
È una domanda molto difficile.
Meglio farla in privato.
Tranquillo. Possiamo parlarne qui.
Lui...
Ci ha mandati per chiederti se sei tu colui che deve venire,
o dobbiamo aspettarne un altro.
Ripeti l'ultima parte.
Dobbiamo aspettare qualcun altro?
Per chi non ha sentito bene, Giovanni Battista,
mio cugino,
colui che mi ha preparato la strada,
adesso si sta domandando se io sia il Messia,
o se dobbiamo aspettare ancora.
Giovanni sta diventando impaziente, eh?
Lui è sempre stato così.
È in prigione da molto tempo, ormai.
Abbiamo sentito ciò che è successo a Nazaret.
Hai detto che lo Spirito del Signore
è sceso su di te per liberare i prigionieri.
Se dici di essere qui per liberare, perché lui è in carcere?
Giustamente si domanda perché permetti
che il suo compito sia bloccato da un re impostore.
Proclamare libertà per i prigionieri significa più che scarcerare detenuti.
Ci sono molti generi di prigionia per gli uomini.
- Dovremmo riferirgli questo? - No, questo è per voi.
I nostri vecchi compagni sono stati nella Decapoli.
È lì che vuoi innescare la rivoluzione contro Roma?
Ho una cosa in mente per la Decapoli, e sarà rivoluzionaria,
ma probabilmente non come pensate voi.
Cosa dovremmo riferire a Giovanni?
Attento.
Attento.
Dite a Giovanni cosa udite e vedete.
I ciechi ricevono la vista.
Gli zoppi camminano. I lebbrosi sono risanati.
I muti parlano. E ai poveri viene annunziata la salvezza.
Beato colui che non sarà scandalizzato di me.
Sarò sempre scandalizzato dalla blasfemia.
- Anche voi! - Hai visto cosa è successo a sua figlia?
Questa non è blasfemia!
Io non ho visto ciò che è successo.
Il tuo sedicente maestro ha mancato di rispetto alla mia carica,
un altro segno del suo spirito malvagio.
Questa gente non sa cosa è accaduto.
Egli sta tenendo nascosto qualcosa.
Non posso permettere che veniate tutti ingannati dalla sua stregoneria.
Sono l'unico che osi proteggervi.
Andate.
Riferite a mio cugino ciò che avete visto e udito oggi.
E aggiungete che i morti sono risorti.
E ditegli che gli voglio bene.
La mia risposta ai discepoli del Battista vi sembra un rimprovero?
Sì.
Posso sempre contare su di te, Natanaele.
Molti di voi sono stati battezzati da Giovanni.
Io stesso sono stato battezzato da lui.
Avete udito quanto lui fosse forte, con quanta passione egli credesse in me.
Eppure, adesso...
persino lui ha dei dubbi.
Quando siete andati a vederlo nel deserto,
vi aspettavate di vedere una canna scossa dal vento?
Un uomo con abiti di lusso, come quelli che si vedono a palazzo?
O siete andati a vedere un profeta?
Un profeta!
Un profeta. Sì.
E vi dico che Giovanni è colui di cui parlavano Isaia e Malachia.
Cosa dicevano, Giacomo?
"Ascoltate. Manderò il mio messaggero a preparare la strada davanti a te".
Sì! E questo dovrebbe dirvi qualcosa.
Tra chi è nato dalle donne, nessuno è più grande di Giovanni.
Eppure, anche lui si pone delle domande.
Un altro bestemmiatore posseduto dal demonio.
E tu lo definisci grande.
Ha chiamato i capi religiosi, uomini di Dio, delle vipere.
Intendi rispondere?
Credo che il Suo silenzio sia la Sua risposta.
Ecco la cosa meravigliosa.
Nessuno è più grande di Giovanni qui sulla Terra.
Nel Regno dei Cieli,
persino il più piccolo di tutti è più grande di lui.
E Giovanni Battista direbbe la stessa cosa.
Quindi vi prego, ascoltate con attenzione.
Non indugiate un istante ad ascoltare la verità che io ho per voi.
Il Regno dei Cieli è sempre più vicino,
ma in questa generazione molti lo perderanno.
Non perdetelo.
A chi ha rifiutato il messaggio di Giovanni,
e a chi sta rifiutando il mio,
dico che mi ricordate i bambini al mercato,
che giocano mentre gli adulti contrattano.
Sapete che fingono di essere adulti che vanno ai matrimoni
o anche ai funerali.
Voi siete come i bambini che si rifiutano di giocare.
Che si tratti un gioco felice o triste, non ha importanza per voi.
E come nella favola di Esopo, gli altri dicono:
"Abbiamo suonato il flauto per voi, e non avete cantato.
Abbiamo cantato un lamento, e non avete pianto".
Tu, e i membri del tuo ordine dite che Giovanni è indemoniato
perché viveva nel deserto
predicando il pentimento, rifiutando di bere e mangiare.
E ora è arrivato il Figlio dell'Uomo e predica la salvezza,
mentre mangia, e beve e danza,
ma dite che sono un mangione e un beone,
amico dei pubblicani e dei peccatori.
Non importa cosa si pone davanti a voi.
Voi rifiutate tutto.
Ascoltatemi bene.
La sapienza non significa nulla, se non è messa in pratica.
La sapienza è resa giusta solo dalle sue opere.
Come vedete ciò che accade a quelli intorno a voi,
come vedete tutte le vite che vengono cambiate dal pentimento e dalla salvezza,
non ignorare la testimonianza del regno di Dio!
Guai a voi, se non lo accoglierete.
Scusate.
Vorrei ricordare a tutti, qui...
che Quinto ha imposto un limite massimo di 25 persone
per i raduni all'aperto, nelle ore tarde della giornata.
E secondo i miei calcoli,
molto presto rischieremo di essere arrestati.
Quell'uomo ha ragione.
Tutti quanti, tornate immediatamente alle vostre case.
Immediatamente.
Facciamo ritorno a casa.
È tutto a posto.
Denuncerò tutto questo.
Stai cercando di ingannare...
Ho detto di andare a casa.
Comprendete anche voi, ora?
Ho compreso molto poco di quanto... ho sentito.
Ancora meno di quanto ho visto.
Al Messia non servono le nostre armi.
Hai dimenticato per cosa combatte l'Ordine.
- Noi no. - Ora basta!
Sei cieco?
Lui non è un traditore.
Potreste venire con me.
Troverò la mia strada.
Ma ritornerò dall'Ordine con la verità.
Simone il Sicario
è morto.
Non so mai cosa sia più divertente.
Vederti compiere i miracoli, o le reazioni.
I miracoli sono più divertenti, quando ci sono i Farisei.
Sì.
Dobbiamo portarti in un altro luogo.
Vuoi andare in un accampamento, o preferisci tornare da Simone?
Sarebbe meglio un luogo nuovo, magari con Andrea.
Credo che sarebbe meglio...
Che succede?
Perché ti sei fermato?
È Lui.
- Barnaba, non dobbiamo disturbarlo. - Tranquilla, Shula.
Ti ringrazio di aver portato Barnaba, per guarire la sua gamba.
No, io ho portato lei. È lei...
- È lei che deve... - Lo so, Barnaba.
Ma certo.
Ti prego.
Lei non te lo chiederà mai.
Shula.
Hai paura di chiedere di guarire?
Sì.
Hai fede che sia in grado di farlo?
- Certo. - Allora perché non hai chiesto?
Hai tanto da fare, maestro.
Tanti hanno più bisogno di me.
Io ci sono abituata.
Shula, guardami.
- Guardarti? Non ti vedrei comunque. - Voglio vederti in viso.
Tu e Barnaba siete sempre stati gentili e accoglienti,
fin dalla prima volta.
E la tua fede è stata così salda, anche se non hai visto i miracoli.
Tu hai redento la mia amica.
Il miracolo di Maria è così chiaro per me che non mi occorre vederlo.
Lo so.
Vedi meglio di tante persone.
Ma dato che il tuo amico Barnaba non mi lascerà in pace...
Ebbene?
- Ha funzionato? - È passato tanto tempo.
Ho paura di guardare.
È giunta l'ora, Shula.
Allora, ci vedi?
Sì, ha funzionato.
Ora vedo che non sei così bello come ti descrivi.
Ti ringrazio.
Non ricordavo ci fosse tanta luce.
Quanto tempo è passato?
Più di dieci anni.
Ti ringrazio.
Ti ringrazio.
Grazie.
Grazie, amico mio.
E lui, invece?
No.
Io sto bene.
Quella importante sei tu.
Siamo venuti per lei.
Un'altra volta, magari.
Lo vedremo.
Sei un vero amico.
Bene, amici, dobbiamo andare a casa.
Barnaba, lei ha ancora bisogno che la accompagni.
Si sta facendo tardi. Shalom, shalom.
- Shalom. - Shalom. Grazie.
Questo lo prendo io. Non ne hai più bisogno.
No.
Aspetta un minuto.
Ecco qua.
La mia gamba.
Sei stato tu?
Ovvio, Barnaba. Chi altri?
Grazie! Grazie!
Non c'è di che, Barnaba.
Adesso riporta Shula a casa sua.
Puoi farlo più in fretta, stasera, eh?
Shula!
- Nessun Fariseo nei paraggi, stavolta. - Comunque...
è stato divertente.
Sono d'accordo.
Eden!
Dove sei? Vieni qui un momento.
Tu ti ricordi Shula?
Non importa. Comunque, alla fine quegli uomini erano amici di Andrea.
Ho chiesto loro cose
che solo chi conosce Andrea potrebbe sapere. E ha funzionato.
E poi Gesù è venuto in piazza a curare le persone, e...
ha riconosciuto i discepoli di Giovanni.
E volevano sapere se fosse Lui. Folle, dopo quello che hanno visto.
Ho perso il bambino.
Cosa?
Tu non lo sapevi.
- Puoi ripetere? - Il nostro bambino.
Tu aspettavi un figlio?
- Eri via, quando l'ho scoperto. - No.
- Eri via quando ho abortito. - Ti sei affaticata troppo?
No!
Non è così che succede.
- Perché non me lo hai detto? - Non volevo che ti distraessi.
Non volevo farti rimpiangere la tua scelta,
perché cos'è più importante...
Pensavo di tenerlo per me. Non credevo che il dolore continuasse così a lungo.
- Eden, è stato poche settimane fa. - Visto? Avevo ragione.
Guarda come reagisci.
Ho il diritto di piangere per mio figlio!
Lo so. Lo so.
- Non c'è una risposta giusta. - Dovevi dirlo a tuo marito.
È perché è successo, o perché non ho fatto come volevi?
Non sono arrabbiato.
- Sei furioso. È evidente. - Sì!
Sembrava che ti avessi maltrattata. Non sapevo cos'era successo.
Ho chiesto consiglio a un romano!
- Cosa ho sbagliato? - Niente!
Cosa?
Non hai fatto niente.
Non hai chiesto niente.
Sei tornato a casa dopo un lungo viaggio e non hai chiesto come stavo.
Non mi hai offerto aiuto. Sei andato a dormire.
Me l'hai detto tu!
Sì, perché mi stavo prendendo cura di te.
Ti mostravo il mio amore, anche se stavo soffrendo.
Non sapevo che saresti corso a letto e avresti invitato tutti qui.
Mi hai detto di dormire. Dovrei leggerti nel pensiero?
Eri felice di leggere il mio corpo.
Sarebbe gentile leggermi nel pensiero.
Non è giusto, e lo sai.
So che non è giusto. So che non ho sempre ragione.
Lo so, lo so.
Ero distratta per aver perso mio...
- Ce l'hai perché sono partito. - Non ho mai detto questo.
- Però l'hai pensato? - Non me lo devi chiedere.
Non puoi chiedermelo.
Mi dispiace. Scusa per tutto. Non avrebbe dovuto chiamarmi.
Vedi? Era proprio questo di cui avevo paura.
Quella stupida missione a Cesarea con Giuda.
Lascia Gesù fuori da questa storia.
È tra noi due. Questo non è un Suo problema.
Beh, ma Lui è il Messia. Se non è un Suo problema, allora di chi è?
Ora tu consoli me?
Ho avuto più tempo di te.
Perché è andata così? Non capisco.
Perché? Perché?
- Perché? - Lo chiedi alla persona sbagliata.
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