All language subtitles for The.Chosen.S03E04.Purificazione.Parte.1.1080p.AMZN.WEB-DL.DDP5.1.H.264-G66

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Original subtitles

Voi dovete amare il vostro prossimo e il vostro nemico.

E il sole splende sui buoni...

Non affannatevi...

Guardate gli uccelli...

Il sole splenderà sui buoni e i cattivi...

...durante la vita...

Oh, Dio, ascoltami...

Curami...

Non devo chiederlo, lo so. Non c'è nessuno a cui chiederlo.

Israele...

Padre nostro,

che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome.

Padre nostro,

che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome.

Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà.

Come in cielo, così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

E rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Chi toccherà il corpo di colui che è affetto da gonorrea

si laverà le vesti,

si farà il bagno nell'acqua e sarà impuro fino a quella sera.

Se colui che ha la gonorrea sputerà su uno in stato di purità,

questi dovrà lavarsi le vesti, farsi il bagno nell'acqua

e sarà impuro fino a quella sera.

Anche la sella su cui monterà chi ha la gonorrea sarà impura.

Chiunque toccherà cosa che sia stata sotto quel tale, sarà impuro...

- Che problema avete voi due? - Cosa?

Chi porterà tali oggetti dovrà lavarsi le vesti,

farsi il bagno nell'acqua e sarà impuro fino a quella sera.

È successo qualcosa durante la missione?

- Perché siete così fermi? - Nella sinagoga?

Di solito vi agitate, mentre lui recita la sua nenia.

Ora ci rimproveri perché ci comportiamo bene?

- Non è certo il passo migliore della Torah. - Quando chi è affetto da gonorrea...

Tra molti anni, nessuno dichiarerà: "Sì, ero presente alla lettura sulla gonorrea".

Abba.

...farsi il bagno nell'acqua e sarà impuro fino a quella sera.

...su cui monterà chi ha la gonorrea...

Vi tengo d'occhio.

Chiunque toccherà cosa che sia stata sotto...

Avete qualcosa.

...dovrà lavarsi le vesti, farsi il bagno nell'acqua

e sarà impuro fino a quella sera.

Dove ero rimasto?

Ah sì, il rito delle abluzioni.

Chi toccherà il corpo di colui che è affetto da gonorrea...

Per favore, fate silenzio.

Il rabbino Giosia sta leggendo un brano del Levitico.

La cisterna.

Questa cisterna è chiusa.

Cosa significa, chiusa?

È melma. Guardate.

Una galleria che alimenta la cisterna si è forata

e, di conseguenza, è straripata una fogna, contaminando l'acqua.

Probabilmente a causa di tutta quella gente sudicia.

Sono pellegrini.

Non li abbiamo invitati noi, ma sono qui e sono pacifici.

Cosa si può fare?

Se foste persone intraprendenti, chiamereste ogni uomo abile

nella sinagoga e vi mettereste a lavorare per riparare la falla.

- Stiamo pregando. - Come avevamo immaginato.

Quindi, Roma riparerà la vostra cisterna

e così si prenderà cura di voi.

Quando?

Beh...

Il vostro onorevole pretore Quinto ha decretato che il lavoro sia eseguito subito.

Però,

nella sua benevolenza, ha tralasciato la questione delle forniture.

E dunque, verrà riparata quando avremo i materiali da Roma.

Ma ci vorranno settimane!

A meno che...

Non vi procuriamo i materiali noi stessi.

- La vostra sinagoga sembra prospera. - Non è come sembra.

Che cosa occorre?

Avanti.

Rabbino Yussif. Prego.

Shalom, Giairo.

Da quanto tempo.

Va tutto bene da queste parti?

È da un po' di tempo che avevo intenzione di parlare con te.

Ma, visto che sei venuto tu, suppongo sia un'emergenza.

Come posso aiutarti?

Apprezzo molto il tuo senso dell'ordine, Giairo.

È il mio unico compito.

Mi occorrono una pergamena e un corriere.

- Un corriere con quale destinazione? - Gerusalemme.

- Al Tempio? - No.

La cisterna è guasta.

Nessuno me l'aveva detto.

L'acqua pulita è essenziale per il rito di purificazione.

Devo richiedere i materiali necessari per la riparazione.

- Dobbiamo aggiornare il bilancio. - Non serve.

È tutto pagato.

Quasi non oso chiedere.

Ci ho pensato io.

La mia famiglia gestisce un'attività edile a Gerusalemme.

Possediamo una cava di pietra e anche una fabbrica di mattoni.

Notevole.

Sii discreto, Giairo.

Te lo prometto.

Perché volevi vedermi?

Ho ricevuto la richiesta di un rapporto dettagliato

sui contenuti del sermone di Gesù di Nazaret sull'altopiano di Chorazim.

Chi l'ha chiesto?

Il rabbino Samuele.

E l'ha siglato il rabbino Shammai in persona.

Lungi da me consigliarti su come condurre i tuoi affari, rabbino.

Non possono sapere della tua lettera.

L'hai letta?

All'inizio no.

Ho fissato quella pergamena per quasi un mese.

Ho letto quello che hai scritto riguardo il sermone

e dei tuoi incontri con lui e i suoi seguaci.

Gesù è una novità assoluta.

Confermi quanto hai scritto?

- Ti prego... - Non dubito della tua attendibilità.

- Ti sto chiedendo... - Lo so.

Sono stato emotivo.

Ero scosso.

E ho tratto delle conclusioni su Gesù di Nazaret che non avrei dovuto...

Lo pensi davvero?

Lo provo anche io, rabbino.

Sono anch'io scosso, rabbino.

Ho passato l'ultimo mese a confrontare il sermone con la Torah,

a rileggere tutte le profezie.

Ho recuperato anche il rapporto sulla guarigione del paralitico.

Certe volte, la conoscenza è una maledizione.

Mi rincresce sapere che il mio rapporto ti abbia instillato il dubbio.

Il problema non è Gesù di Nazaret.

Io ho visto la luce, rabbino!

La Torah ci ha annunciato la venuta di quest'uomo.

Il dogma e la tradizione sono entrambi in errore

quando parlano di una figura di tipo militare.

Se quello che affermi tu è vero,

capisci cosa significa?

Giairo, fai attenzione.

Questo Gesù di Nazaret è molto più che un nuovo grande rabbino.

Voi sacerdoti e i membri dei Sinedrio, siete troppo coinvolti

per vedere il quadro generale.

Lui potrebbe essere...

No, no.

Io preferirei non essere mai nato

che tornare a non conoscere il contenuto delle tue lettere.

Sei sicuro di capire le conseguenze di ciò che dici?

Certo che sì,

è proprio per questo che mi sento così.

Sono sincero.

Credo lo fossi anche tu.

E Nicodemo?

Adesso comprendi il mio dilemma.

Io amo il nostro popolo.

Ma ho un gran timore di ciò che potrebbe fare l'Ordine.

Il Rabbino Samuele ha chiesto questo rapporto

con il consenso di uno dei capi del Sinedrio.

E quindi non sarà ricevuto con comprensione.

- Cosa dovrei fare? - Sono già stato troppo ardito.

Ma dato che lo chiedi,

se fossi in te io invierei una versione il più mitigata possibile.

Siamo d'accordo.

Il Sinedrio non deve sapere niente del sermone.

Sapere che il rapporto che presenterò sarà inesatto ti rende mio complice.

Discrezione, per favore.

Te lo prometto.

Dov'è tuo marito?

Che cosa ti salta in mente?

Eri pronta a combattere?

Oh, non puoi fare così.

Non farlo mai più, mi hai spaventata a morte.

Per tua fortuna mi sei mancato, o te l'avrei fatta pagare.

Mi sei mancata anche tu.

Mi dispiace per il disordine, non ti aspettavo prima di stasera.

Non mi importa, lo sai bene.

Questo mi è mancato molto.

- Muoio di fame. - Non hai mangiato a sufficienza?

Sì, ma non era abbastanza per la strada che abbiamo percorso.

Allora,

noti qualcosa di diverso?

A che proposito?

La casa.

È cambiato qualcosa?

Sì, la tavola.

Di solito è là, ma l'ho spostata qui per creare più spazio.

E ho spostato altre cose per far entrare più luce.

E Ima mi ha dato delle stoffe da appendere al muro.

Quelle lì prima non c'erano?

Che cosa vuoi dire?

No. Le ho appese mentre eri in viaggio.

Non hai notato niente di diverso?

Tu abiti in questa casa.

Scusa, sono esausto.

Mi piace molto.

Preferisci riposarti, mentre vado al mercato?

Mi andrebbe proprio.

Se potessi riposare un po' ora, sarò in forma per cena e...

A letto presto?

Vai a letto adesso?

Ora non va bene?

No. Non c'è problema.

È solo che speravo che potessimo...

Non fa niente. Tranquillo. Vado al mercato.

Sì. Sai, ora che sono tornati tutti,

Giuda li ha invitati a passare qui domani sera.

- C'è altro pane, qui? - Domani?

Sei appena tornato.

Volevamo solo incontrarci, parlare del viaggio,

e volevano venire qui. È un fastidio,

a è da molto che non ci vediamo.

Sì, lo so.

È il luogo migliore per vederci.

Allora, ce n'è altro?

Altro di cosa?

Altro pane, per i ragazzi.

Posso prepararlo.

Mi fermerò anche al pozzo a prendere l'acqua.

Grazie. Fai un pane ottimo, li farai felici.

Va bene, buon riposo.

Grazie.

Ti amo.

È bello essere a casa.

Ti amo.

- Scusami. - Sì?

- Hai dei vestiti da lavare? - No, nessuno.

Beh, veramente sì.

Sto andando a prendere l'acqua per lavarli.

- Capisco. - Ma grazie.

I miei prezzi sono onesti e gli indumenti tornano come nuovi.

Non ne dubito.

Ti va di accompagnarmi?

Potrei non essere di buona compagnia.

È una cosa interessante da dire.

Molte persone non se ne rendono conto.

Di essere strane come me, intendi dire.

O di essere dolci.

Non ti avevo mai vista.

Non sono di qui.

- Da dove vieni? - Da Cesarea di Filippo.

Stai andando al pozzo fuori città con quei secchi?

- La cisterna è rotta. - Non dovresti andare a quel pozzo.

Ieri ho visto una fila di persone per ore sotto il sole.

Che alternative abbiamo?

Conosco una sorgente segreta a nord della città.

- E mi ci porteresti? - Perciò te l'ho detto.

Andiamo.

Te la cavi molto bene.

Grazie, mamma.

Ha un buon profumo, vero?

Abba.

Devo ricontrollare una profezia. Ho bisogno dei miei rotoli.

Ima.

- Papà è a casa. - Me ne sono accorta.

Ma che sorpresa.

Non posso fermarmi a lungo.

Uno dei rabbini ha bisogno del tuo aiuto?

Nili, vieni. Continua a mescolare.

- Non si deve bruciare. - No.

È perfetto.

Ti ringrazio.

Ancora uno.

Continua così, tesoro.

Non fare così. Se non viene bene, riprova.

Mi fa male la pancia.

Nili?

Nili!

Che ti prende?

Giairo?

Giairo!

- Che succede? - Non lo so. Stavamo cucinando.

Nili stava misurando le spezie ed è caduta.

Oh, no. No, no, no.

- Tranquilla, andiamo. - Va bene.

- Portiamola di sopra. Andiamo. - Va bene.

Ti porto a letto.

Stai bene, va tutto bene.

Resta qui, amore.

Va bene.

- Chiamo il dottore. - Vai!

Amore mio.

Ti ringrazio per il tuo aiuto.

Ma non so come ti chiami.

Io sono Eden.

Veronica.

Sei stata davvero gentile.

- Molti avrebbero mantenuto il segreto. - Non mi piacciono i segreti.

Però tutti hanno dei segreti.

Se la gente sapesse qualcosa di utile, vorrei me lo dicesse.

Quindi io faccio lo stesso.

- Giusto. - Anche se non ne ricavo niente.

- Cosa vuoi dire? - Non importa.

Eccoci qua.

- Devi mettere... - So come si fa!

Non volevo essere scortese.

È un periodo complicato della mia vita.

Ti capisco.

No, ho sbagliato.

Mi dispiace.

A tuo marito piace Cafarnao?

Non sono sposata.

Ah, no?

Ma vieni da molto lontano.

Quello che cos'è?

Accidenti.

Sono grata a Matteo per consentirci di vivere qui,

ma questa casa è chiaramente la dimostrazione

che chi ha molto denaro non necessariamente ha buon gusto.

Che cosa vuoi dire?

La curva delle gambe di questo tavolo e lo stile a zampa

andavano di moda cinque anni fa.

Forse lui lo ha comprato cinque anni fa.

E questo?

L'arancione accelera i battiti del cuore.

Non mi sorprende che sia sempre ansioso.

Matteo non è ansioso per questo.

A cosa vuoi arrivare?

Non potremo vendere queste cose ad un'asta.

Un'asta?

Il gregge avrà bisogno di denaro, Maria.

Non ci basteranno le donazioni.

Beh, avevamo parlato della possibilità di vendere i tuoi gioielli.

Te l'ho detto,

questi non sono semplici gioielli.

Sono cimeli di famiglia.

Appartenevano ai miei antenati.

Porto la loro vita con me,

indossandoli sul mio corpo.

Scusa, sto cercando di comprendere, ma mi sembra una pratica pagana.

Oppure animista,

che forse dovresti respingere, ora che sei in questo gruppo.

Non è animismo.

È onore.

Non sai quello che ho passato.

- Tu non lo sai. - Me ne hanno parlato.

Scusami.

È vero, ho un passato.

Per quanto riguarda il denaro,

dovrebbe decidere Giuda che si occupa delle finanze.

Spero proprio che sia Gesù.

- Zebedeo, shalom. - Shalom, shalom.

Sai, mi sono resa conto l'altro giorno, che non mi sono ancora scusata per il tetto.

La tua fede è bellissima.

Non ti devi preoccupare.

Signore, avete un momento per me?

- Certo. - Sì.

Ho spremuto po' di olio di oliva.

Mi dareste la vostra opinione sincera, per favore?

Ditemi che sapore ha.

Che genere di "uhm" era, quello?

Mi serve un minuto per trovare la parola giusta.

Tamara?

Che c'è?

Cosa c'è? Qualcosa non va?

Io...

Sono la figlia di uno dei sette principi del mio popolo.

L'olivo è originario dell'Etiopia e poi ha raggiunto gli altri paesi.

Sei proprio sicura che l'olivo provenga dell'Etiopia?

Io ho visitato l'Egitto, la Nubia, l'Anatolia,

e ho assaggiato tutti i loro oli più pregiati e...

E?

Che cosa ne pensi?

È rancido.

- Tamara! - No, va bene.

Vi ho chiesto io di essere sincere. Non mi aiutereste con false lusinghe.

Maria, so di poter contare sulla tua opinione sincera.

Sa di muffa.

Ha un sapore tra il pepe nero e l'aceto.

Vediamolo da vicino. Maria, ti prego. Passami quello.

È stato filtrato con grande attenzione.

Vedi come è chiaro?

Non ci sono residui.

Grazie molte.

Ma che cosa posso fare per il gusto?

Dipende dalle olive.

Erano di colore verde chiaro o scuro?

Verde scuro, perché sono più economiche e producono più olio.

Sono di qualità inferiore.

Più sono chiare le olive, meno olio producono, ma sono più saporite.

Quelle chiare sono migliori. Hai comprato una pressa?

Ne ho affittata una con l'asino per la macina del frantoio.

E le olive?

Le ho prese dal padrone di un uliveto.

- Un uliveto di valore? - Sì.

Almeno credo.

Potresti organizzare un incontro con il padrone?

Dell'uliveto o della pressa?

- Entrambi. - Tamara, cosa fai?

Quella donna, Giovanna, della corte di Erode,

che ha fatto entrare Andrea in prigione per vedere Giovanni Battista

ha fatto una grossa donazione alla nostra comunità

e ci ha incoraggiato a trovare il modo di moltiplicare il suo dono, se possibile.

Lo vorreste investire nella mia attività?

Ma tu hai detto che ha fatto la donazione alla comunità.

Sì, ma i profitti della vendita dell'olio potrebbero aiutarci a moltiplicare il dono.

Dovremo parlare on Giuda, prima. Dovrà essere d'accordo.

Beh, dove si trova?

A casa di Andrea, credo.

Che cosa aspettiamo? Coraggio, andiamo.

Tieni.

Certo.

E poi, in un solo istante,

senza preavviso, i suoi occhi sono passati dal grigio al marrone.

Non avevamo mai visto una cosa così.

A quanto pare, neanche lei.

I genitori sono scoppiati in lacrime.

Peccato che la prima cosa che abbia visto foste voi due.

Sarà stato un trauma.

- Vuoi una mano? - No.

- C'è qualcosa che non va, ultimamente? - No.

Andrea si è rivelato un ottimo predicatore.

Abbiamo aiutato molti.

Eravate nella Decapoli? Coi Gentili?

C'erano sia Gentili che ebrei ellenisti, esatto.

E ci odiano proprio come si odiano tra loro.

I Gentili pensavano che volessimo far scoppiare una guerra.

Simone, sei fiero di tuo fratello?

Simone?

Scusa, che hai detto?

Ti ho chiesto se sei fiero di Andrea.

Certamente.

Giacomo, a te come è andata?

Sì, è tutta la mattina che non dici niente.

Simone e Matteo, anche voi.

È andata bene. Abbiamo predicato.

Abbiamo fatto ciò che Gesù ci ha dato il potere di fare.

Sembri entusiasta quasi quanto un Sadduceo con il mal di denti.

Ma Gesù non ci ha dato quel potere.

Giusto?

Ha operato per mezzo di noi.

Non è stata una buona idea.

- Cosa? - Abbiamo fatto scalpore.

Ci porterà più problemi. Più folla.

- Più attenzione. - Vuoi che Gesù vada più piano?

È solo arrabbiato con me. È invidioso perché mi sono avvicinato a Tommaso

e Gesù ha detto che mi ama.

Lo ero prima che partissimo. Ma non mi interessa più.

Racconta cosa mi hai detto prima.

Raccontalo tu. Sei tu che non riesci a digerirlo.

Usandoci come suoi tramiti,

Gesù ci ha dato il potere, ma non la comprensione.

Anche io fatico a capirlo.

Abbiamo guarito, ma ci sentiamo sopraffatti.

Ma lui ci ha richiesto la comprensione?

O era più importante ciò che facevamo?

Per te è facile parlare.

Tu e Taddeo siete andati a bussare alle case di Cana.

Lui è famoso a Cana.

Vi avranno invitati a entrare.

- Avrò anche missioni difficili. - Natanaele ha ragione.

Sulla comprensione non ha detto niente.

E il potere era temporaneo.

Quando predicavamo,

sentivo che era Lui a ispirarmi le parole.

Ho detto cose che non pratico e non capisco nemmeno.

- Mi sono sentito disonesto. - Anch'io, ma non mi ha infastidito.

Mi sono sentito potente e quasi inarrestabile.

Sì, anch'io, Giovanni. Ma non sarebbe pericoloso

- se cercassimo quella sensazione? - Perché?

Perché è l'unico Messia.

Noi non lo siamo.

Invece di discutere, perché non lo chiedete a Gesù quando torna?

- Idea fantastica. - Ma chissà quando tornerà da noi?

Presto.

La parola più vaga di tutte.

Quindi alcune cose sono ancora poco chiare.

Potrai sopportarlo, finché non lo comprenderemo?

- Sei stato tu a parlarmene per primo. - Basta. Avete solo fame.

È questo il problema.

- Il cibo non è la soluzione. - No, ma tu ne hai una migliore?

Mia moglie in pratica ha rinunciato a casa sua, per noi.

Non volevo mancare di rispetto.

- Eden... - Ragazzi, vi prego.

Grazie. Non mi sono sentita offesa.

- Mi siedo accanto a Giacomo il Minore. - Perché?

Devo scoprire cosa è successo all'altro Giacomo

che lo ha fatto diventare di malumore.

Non è successo niente, io...

- Eden. - Ho una cosa da dirvi.

Va tutto bene?

- Sto bene. - È la stessa per tutti.

Abbiamo guarito le persone...

Che cosa succede?

State bene voi due?

Simone?

Da noi si è presentata una ragazza cieca.

È ancora in forma.

Puoi anche esaminarla tutta.

Le cime sono salde. Le vele sono sicure.

Non devo controllare, le tue parole sono una garanzia.

Allora, concludiamo l'affare?

Non ti capisco.

Sei il miglior pescatore della città.

Ho conosciuto uno che è più di un uomo.

Ah, sì.

Parli di Gesù, il Nazareno.

Vuole che rinunci al tuo lavoro?

A che mi serve lavorare?

Ho cibo da mangiare.

Una casa tutta mia. Una splendida moglie.

Non possediamo niente, grazie a Roma. Niente di più importante.

Ecco per chi voglio lavorare.

Voglio creare il miglior olio sacro mai visto.

Io ti credo. Io ti credo.

Concludiamo l'affare.

Shalom, Veronica.

- Casa tua non è più vuota, ora. - Cosa?

Quelle sono tuniche da uomo.

Mio marito e i suoi amici sono tornati a casa.

Il luogo perfetto.

Ti assicuro che non c'è nulla di perfetto in casa mia.

E in me.

Intendevo l'Eden. Il giardino.

Che cosa ti ha portato qui da Cesarea di Filippo?

Sono venuta ad ascoltare il Suo sermone.

Ma certo.

C'eri anche tu?

Sì.

Sì, ero lì.

Non ti è piaciuto il Suo discorso?

Certo che sì.

Solo che...

Mi sono successe molte cose.

Sarà stata dura viaggiare con il tuo...

Che cosa?

Solo...

Non lo so, con la tua ferita.

Non ho alcuna ferita. Ho solo...

- Da quanto tempo è che hai... - Dodici anni.

- Vuoi dire giorni? - Voglio dire anni.

Dodici? Come può durare così tanto?

È una malattia rara.

Come hai fatto a sopravvivere?

Sono solo un po' debole.

Per questo non sei sposata.

Non sono niente.

Non vedo i miei genitori da anni, non mi lasciano entrare in casa.

Tieniti a distanza.

Se tocchi uno dei miei panni, sarai impura

e non potrai toccare tuo marito per sette giorni.

Te lo assicuro. È da un po' che non tocco mio marito.

Non c'è cura per la mia malattia.

Ho speso tutto il mio denaro in dottori e hanno solo peggiorato le cose.

Non mi hanno guarita.

Che farai, se non hai speranze?

Non ho perso la speranza.

I dottori non mi possono curare.

Ma potrebbe esserci qualcosa che non ho tentato.

Servono due secchi.

Troverai un bilanciere nell'armadio, vicino agli orci per la purificazione.

Serviranno a Geshur.

Rabbino. Prego, rabbino Yussif. Entra.

C'è un'emergenza a casa mia. Tra poco dovrò andare via.

- Mi dispiace. Posso aiutare? - La situazione della cisterna è grave.

Il dottore pensa che mia figlia si sia ammalata per l'acqua.

Se mi permetti l'indelicatezza,

le donne che hanno il loro flusso avranno dei seri problemi.

Non possiamo aspettare le riparazioni per l'acqua pulita.

Cosa posso fare?

Manda gli studenti abili a raccogliere acqua nei pozzi, dalle sorgenti,

allontanandosi quanto necessario. Ci serve acqua.

Va bene. E c'è qualcos'altro?

Sono spaventato.

È ovvio.

Rabbino.

È una punizione di Dio per aver creduto nel Nazareno?

Se così fosse, sarebbe solo mia la colpa.

Perdonami, Giairo.

Non è troppo tardi per interrompere le indagini.

Basta che rinneghi tutto quanto.

Ma rinnegarlo non cambierà ciò che credo.

Ora devo andare.

Onorevoli giudici.

Sono qui per proporvi un nuovo decreto

che si estenderebbe ai quattro angoli della terra di Israele

e a ogni comunità che viva oltre i nostri confini.

Il flagello di una falsa profezia ha colpito il nostro popolo

e sta indebolendo la nostra fede,

riducendo la nostra credibilità

e infangando la nostra reputazione.

Dobbiamo porvi un freno.

Se un qualunque predicatore divulga un insegnamento non condiviso da rabbini noti,

e soprattutto se qualcuno rivendica il titolo messianico di Figlio dell'Uomo,

del profeta Daniele,

egli deve essere denunciato ai giudici regionali del Sinedrio.

Se poi egli è ostinato,

il Sommo Sacerdote lo giudicherà.

Chi è a favore?

Sia lode al Signore.

Adesso che succede?

Cosa succede?

Senti come stanno applaudendo.

Abbiamo vinto noi.

- Ottimo lavoro. - Lavoro?

Il lavoro deve ancora cominciare. Possiamo arrestarlo?

Speravo fosse l'ultimo passaggio per dichiarare Gesù un pericolo.

Questo discorso è una vera vittoria.

- Si tratta solo di politica? - Non solo.

- Ora esiste un editto. - E che valore ha un editto?

- Quasi lo stesso di una legge. - Ma non possiamo fare niente?

- Possiamo aspettare. - Aspettare?

Se questo Gesù è pericoloso come hai dichiarato tu,

ne sentiremo parlare. Presto o tardi.

- Hai fatto prima del previsto. - Come promesso. Accurata e veloce.

Sei impura, strega!

- Serpe ingannatrice! - Mi spiace, non è come crede. Non volevo...

Sarò impuro fino al tramonto.

Sono sicura che sarà orribile, per lei.

Vai via!

Non puoi stare per la strada, né in mezzo a noi.

Vergogna!

Sarah, tornerò questa sera. Devo andare a lavarmi nel mare.

Mi sono accorto che c'è qualcosa che ti turba, ma non...

Ora non hai il flusso.

- Non parlarmi di queste cose. - E di che cosa, allora?

Ho commesso errori.

Se è colpa mia, perdonami, ma devo sapere che ho fatto.

Forse si tratta di ciò che non hai fatto.

- Vado a fare due passi. - Almeno è un inizio.

Che cosa non ho fatto? Lo farò per tre volte in più!

Non voglio essere io a spiegartelo. Se mi conoscessi...

Buonasera!

‘Sera.

Soltanto "sera"?

- E niente "buona"? - Oggi è così.

Avete già cenato tutti? Cosa vi porto da bere?

È qui!

- È Gesù! - L'ho visto entrare lì.

Chiudi la porta.

- Vi prego, andate via, è una casa privata. - Rispettate la Sua vita personale.

È così che sarà d'ora in poi?

Simone.

- Così come? - Chiedo scusa.

Ma è spaventoso tornare a casa dopo un lungo viaggio e scoprire

che è diventata un foro.

- Una casa non può avere molteplici funzioni? - No.

Fratello!

Lascialo andare.

Simone ha alcune questioni da sistemare per conto suo.

Cos'hai da guardare?

Scusa, è che...

Non ti avevo mai visto senza la spada.

Sono sempre armato. E rappresento ancora l'autorità.

Non l'ho messo in dubbio.

Ormai ogni volta che ti vedo sei insieme a quell'esasperante predicatore.

Già. Beh, in questo momento, anche io lo trovo un tantino esasperante.

Allora sei in buona compagnia.

No, non dicevo per davvero.

Sono stanchissimo.

Beh...

allora buonasera.

Questa cisterna inquinata è un bel problema.

Il pozzo è parecchio lontano da qui e l'acqua del mare non si può bere.

È proprio una strana coincidenza. Il mio capo mi ha detto la medesima cosa.

Quindi la riparerete?

Lo farete voi?

Non volevo offendere, ma non si tratta di...

Come la chiamate? Questione di ordine civico?

Quinto non vuole pagare per i lavori.

Ci troviamo in un vicolo cieco.

È il tema di questa serata.

Cosa? Di quale tema parli?

Che cosa stai facendo qui fuori a quest'ora?

- Mi stai arrestando? - Ti sto interrogando.

- Se non rispondo, mi arresterai? - Ho arrestato per meno.

- Prendevo un po' d'aria, soldato. - Primo.

Prendevo un po' d'aria, Primo.

Che cosa significa "vicolo cieco"?

È come una strada senza via d'uscita.

Una strada bloccata.

Perché ora non puoi più disfare una cosa che hai fatto?

No, è perché non sai quali cose che hai fatto prima ora puoi disfare.

Sembra uno scioglilingua.

No,

io non posso bere da un recipiente che...

Voi Ebrei.

Le vostre regole vi rendono la vita veramente complicata.

Noi Ebrei?

Sì.

Gesù ne sta eliminando qualcuna.

Ci ricorda per che cosa viviamo.

Si dice che lui compia miracoli, vero?

O almeno, la parvenza di miracoli.

Allora perché non ripara la cisterna miracolosamente?

- Dovresti chiederlo a lui. - Non puoi farlo tu?

Non ho molto voglia di parlare con lui, ora.

Ti capisco molto bene.

Non avere voglia di parlare con il proprio capo.

Quinto è pronto a radere al suolo la città.

Se sei a Cafarnao, c'è anche Gesù?

Non penserai che te lo direi, giusto?

Dovresti pregare il tuo Dio che Quinto non venga a saperlo.

- So già che Matteo è tornato. - La mia seconda persona preferita.

Capisco che intendi.

Ma scommetto 20 denari che finirai per apprezzarlo.

Non gioco più d'azzardo e non mi piace approfittare dei Romani.

Perché a voi Ebrei non piace Matteo? A parte la questione delle tasse.

- Perché ti interessiamo tanto? - Sei cieco?

Questa città è piena di pellegrini a causa del tuo maestro.

Se fossi in te, me ne starei chiuso in casa per un po'.

Non ho una voglia sfrenata di rimanere chiuso in casa, al momento.

Sì, ma non sei appena tornato da...

Beh, se non ti va di restare a casa e desideri distogliere l'attenzione di Quinto

dalla ricerca di Gesù, potresti riparare la cisterna.

Con che cosa?

La sinagoga farà arrivare entro domani tutto il necessario.

Mi sembri il tipo di persona

che ha bisogno di impegnarsi in un lavoro manuale.

È un gran bel lavoro.

Sì. Beh, io potrei...

sorvegliare la ricostruzione.

Sei ubriaco?

Signore.

Forse un pochino.

Ma devi fare qualcosa.

Ho notato che nel corso di questa conversazione hai stretto circa otto nodi.

Se fossi un vero uomo di mare, sapresti...

Sì.

- Come ci sei riuscito? - Mio nonno era un marinaio.

Me li ha insegnati tutti.

- Tutti? - Tutti quelli che hai fatto.

Dimostramelo.

Non conosco i loro nomi.

Io li faccio e poi puoi dirmi come si chiamano.

Una gassa.

Un nodo d'arresto.

E questo è un nodo scorsoio.

Complimenti.

Vieni qui domani.

Parlerò con l'amministratore della sinagoga riguardo i materiali.

Se questo problema che hai a casa ha qualcosa a che fare con tua moglie,

posso solo suggerirti di imparare a pronunciare cinque parole.

"Avevi ragione tu. Mi dispiace."

Giairo?

Hai controllato Nili?

No, non ci vado da un po'.

Vado io.

Giairo!

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