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Che cosa ne pensi?
Allora?
Loro sono qui per Gesù di Nazaret.
È più che comprensibile.
Non credi che sia un problema per l’ordine pubblico?
Sì, signore. Intendevo soltanto...
Quinto salterà dalla sedia se lo vedrà.
C’è qualche problema personale?
No, signore.
Sono idoneo al servizio.
Molto bene.
Sai, i segreti,
come gli omicidi, vengono sempre a galla.
Alla fine.
Dovresti avvertire tu Quinto di questo accampamento.
No?
Vieni.
È preoccupante, non credi?
Molto preoccupante.
Che cosa fai?
Non possono accendere un fuoco così vicino a una tenda di tela.
È la legge di Cafarnao.
Da quando in qua ti interessa la legge?
Se lo tengono acceso, attireranno troppa attenzione
e metteranno a rischio la Sua vita.
Cosa intendi fare?
Vietare i falò.
Allora fai pure.
Scusami.
Non c’è spazio.
Niente fuochi a meno di nove cubiti da una tenda di tela.
È rischioso.
Se mi allontano da qui, mi avvicinerò a quella tenda.
Dovrai trovare tu una soluzione. Non vogliamo problemi.
- Noi chi? - Sei uno dei suoi discepoli?
Dove si trova, dentro Cafarnao?
Chi ha detto che è a Cafarnao?
È per questo che siamo qui.
Quando ci sarà il prossimo sermone? Vogliamo ascoltarlo.
- È il Messia, non è vero? - Non è ciò che ha detto.
Ma deve essere vero.
Perché non ha detto di ribellarsi a Roma?
Come va il tuo servizio anti incendio?
È complicato gestire queste folle.
Per noi.
Sì, Gesù saprà cavarsela.
Lui vuole le folle.
C’è troppa gente, qui.
Troppa per dire a tutti come preparare la cena.
Non puoi combattere contro tutto, amico
È molto buono. Grazie.
Io non direi.
Questa partita non è delle migliori.
Sto viaggiando e non abbiamo buon vino, quindi va benissimo.
Come sono andati i viaggi?
Ci piacerebbe saperne di più.
Molto bene. Grazie.
Sei sicuro?
Sei dimagrito.
Mangi abbastanza?
- Prima mangiavo troppo. - No, non è vero.
Eri in salute, l’ultima volta.
- Spero che... - Eli.
Ha detto che sta bene.
Mi piace la tua barba.
Grazie.
Come ti trovi a dormire all’aperto?
Mi sto abituando.
Ho imparato a erigere tende.
E ho imparato a usare la corteccia per fare il fuoco.
Filippo è mio amico.
Tu hai un amico?
Ieri, il mio maestro ha detto che ogni volta che preghiamo Dio,
dobbiamo chiedere che ci rimetta i debiti.
E...
io mi rendo conto di avere
un debito con voi.
Matteo.
Tu non ci devi denaro.
Non è un debito materiale.
Io vi ho ferito.
E ho ferito la comunità.
E il mio maestro ha anche detto che, se presenti la tua offerta all’altare
e lì ti ricordi che hai offeso tuo fratello,
di lasciare il tuo dono davanti all’altare e tornare da lui.
Ovviamente, solo i sacerdoti depongono le offerte all’altare.
E tu non sei mio fratello.
Ma questo esempio è una delle molte metafore che sto imparando.
- E... - Sì, Matteo. È chiaro. Vai avanti.
Non ho mai capito perché io fossi così diverso.
Da tutti gli altri.
Volevo soltanto una vita agevole.
- Tu volevi essere migliore degli altri. - Alfeo.
No.
Hai ragione.
Ed è per questo che amavo la ricchezza.
Ero a mio agio dietro le sbarre del mio banco
con una scorta armata e una porta dorata.
Nel frattempo voi venivate derisi,
perdevate la reputazione e gli amici.
Vi ho portato vergogna.
Ho voltato le spalle al nostro popolo
e credevo che le scelte che facevo fossero le più giuste
e più importanti della mia famiglia e della fede.
Sono stato molto egoista
e ho sbagliato.
A quel tempo non l’avevo capito, ma lo capisco ora.
E mi dispiace.
Vorrei poter riparare a ciò che ho fatto.
- Io... - Aspetta.
Aspetta.
Io vado a cercare un metodo per fare ammenda.
Matteo, siediti.
Preferisco di no.
- Ti prego. - Non merito la tua cortesia.
Non sei l’unico a dover fare ammenda.
Hai fame?
Ho perso la mia attività per causa tua.
Quanto dici è vero.
Abbiamo perso la reputazione e anche gli amici.
Lo so.
Ma non avevo il diritto di ripudiarti come figlio.
Dio dovrebbe fulminarmi
per le cose che ti ho detto.
Sono stato vergognoso.
Potrai mai perdonarmi?
Ho solo peggiorato le cose.
E...
mi dispiace.
Ci dispiace tanto.
Ma che cosa è cambiato?
Ho peccato.
Lo abbiamo visto anche noi, Matteo.
- Abbiamo sentito il sermone. - È il maestro che stai seguendo tu.
Sì. Lui mi ha chiamato e...
E tu hai già fatto ammenda con noi.
Il discorso migliore che abbia mai sentito.
Era sconvolgente.
Lo so. L’ho trascritto tutto.
Tu sei uno scriba?
- Sì! - Riscatterai il nome della nostra famiglia.
Matteo, lui ti ha scelto.
Non so il perché.
Hai detto che tu ti sei sempre sentito diverso,
ed è vero.
Tu eri destinato a qualcosa di speciale.
Grazie.
Grazie, mamma.
Dillo.
Dillo.
Grazie,
mamma.
Alfeo.
Che c’è?
Perdonalo.
L’ho fatto.
Non l’hai fatto.
Devi dirlo.
Ti perdono, figliolo.
Grazie.
Grazie, papà.
Grazie, papà.
Quanto tempo resterai a Cafarnao?
Non lo so.
Ma prometto di fare ammenda, finché sarò qui.
L’hai già fatta.
Aspettate qui.
Sono contento di non averla buttata via.
- Non vivrò mai più in quella casa. - E allora?
Dalla a qualcuno.
O falla a pezzi.
Bruciala se vuoi.
Ma perché dovrei?
Troverai il modo di usarla.
Fino ad allora,
puoi restare a dormire qui con noi.
Vieni.
- Signore, se non le dispiace andrei... - A te che colore sembra?
E a te?
Dovrebbe avere un aspetto simile?
Bevila.
Bevila!
Burocrati.
Quinto,
mio caro amico.
Sei impegnato?
Sistema l’acqua.
Sistema l’acqua, Ottavio.
Se vedo altra acqua di fogna nel bicchiere, ti ci affogo personalmente.
Lo giuro su Apollo.
Ottavio, ti ci farò fare i gargarismi.
Pittoresco. Credo che abbia capito.
Hai capito, vero?
Ti affogherà nella...
Beh, lo sai.
Riparerò la perdita, signore.
E io visionerò i lavori, pretore.
Lo faresti per me?
Sei diventato sordo?
Vai! Fallo subito!
Il talento li abbandona non appena arrivano qui.
Ci potremmo segnare il tempo.
Poveretti.
È questa gente.
Questa terra mi farà fare qualcosa di drastico.
Come lavorare?
Potrei farlo per cambiare.
Ave, Cesare.
Allora.
Che cosa volete?
Ecco, pretore.
Appena fuori dai confini occidentali della città, è sorto un campo.
Allora, smantellatelo.
Si tratta di pellegrini, signore.
- Pellegrini per cosa? - Per chi.
Gesù di Nazaret.
Ha tenuto un sermone sull’altopiano di Chorazin.
Aspetta.
Lo ha già tenuto?
E me lo dite solo adesso?
Poi ha montato una tenda e poi è andato di corpo.
Quinto. Né Gaio né io stesso abbiamo abbastanza tempo.
Non parlare per i miei uomini.
Ti prego.
Questo mi sembra un po’ più importante dell’orario in cui va di corpo.
Gaio, che cosa ha detto?
Mi è sembrato un sermone come ogni altro, signore.
Tu sei della stessa opinione?
Un sermone come un altro?
Beh, in realtà non ne ho ascoltati molti.
Vediamo.
Delle interminabili istruzioni su...
Cosa ha detto? Ha parlato degli zoccoli.
Leggeva da destra a sinistra. Roba da ebreo.
Se è stato noioso, perché non sono rimasti lassù?
- Gesù li ha condotti qui? - No, signore.
Nessuno sa dove si trovi Gesù.
Ma molti dei suoi seguaci risiedono in città.
C’è il nostro ex pubblicano?
Matteo? Sì.
Che importanza ha? Cacciateli via e basta.
Signore?
Fateli muovere.
Mandateli lontano.
Siamo pur sempre Romani, per Diana.
Oppure
potremmo renderli una fonte di guadagno.
Come?
Ridefinendo i confini della città per includere il campo.
Non fanno parte del censimento.
Meglio per voi.
Non pagano le tasse, nel luogo da cui provengono.
- E dunque, gli altri pretori... - Hanno libri contabili più leggeri,
ho capito.
I pellegrini sono pacifici fino ad oggi.
Non so dire come reagiranno a una richiesta di tasse.
Ti serve un po’ di riposo.
Il mio piano è ridisegnare i confini in fretta.
Siamo in ribasso, questo mese.
Ecco fatto.
È un fantastico piano, Quinto.
Ma,
mentre lo metti in pratica, dovresti considerare il tuo futuro.
Il mio futuro?
Non essere ambiguo.
Come ben sai,
l’Impero si preoccupa sempre enormemente dell’ordine.
Ma certo.
Ai governatori
viene richiesto sempre più spesso di non usare la forza contro il popolo.
Direttamente da Cesare.
Ave.
Bene.
Gaio, devi svolgere il tuo lavoro senza lasciare segni.
Istruirò gli uomini, signore.
E tu che cosa mi dici, invece?
Hai intenzione di lasciare la città?
Sì, presto mi dirigerò a Gerusalemme.
Un luogo delizioso.
Devo fare visita a Pilato.
Ho molto da raccontargli.
Splendido.
Mamma, se cucissi una piccola tasca all’interno delle cinture?
Magari per l’uva passa, una razione d’emergenza.
Ho passato notti intere a sognare questi biscotti, mamma.
Fichi e cannella.
Vi caricherò come due muli da soma.
Non soffrirete più la fame, per strada.
Tu, tu, tu.
Tommaso.
Assaggia questo.
Cos'è?
Credi che ti avvelenerei?
- Olio di oliva. - Coraggio.
È buonissimo.
E lui è un esperto di sapori perché lavora con il vino.
Da dove viene quest’olio?
L’ho fatto io.
Ho preso una piccola pressa
da uno dei ragazzi del porto.
Posso fare solo poche boccette alla volta.
Per cosa?
È un olio per cerimonie,
ma è anche delizioso.
Vostro padre è bravo a fare l’olio.
Mi piace farlo.
È finito.
Voglio chiedere a Ramah di sposarmi.
Lo sapevo!
E bravo! Eh?
Sarai un ottimo marito.
Ehi, io ti sposerei.
- I vostri padri si conoscono? - Mio padre è morto.
Mi dispiace tanto.
Possa riposare in pace.
- Hai un fratello maggiore? - No.
Allora chi organizza?
Suo padre conosce le mie intenzioni.
Non è insolito. Anche Sansone ha scelto la moglie.
Non era un Israelita modello.
Davide ha scelto Abigail.
Neanche lui è un buon esempio.
Ragazzi, dategli una possibilità.
Ne hai parlato già con il tuo maestro al riguardo?
La prossima volta che lo vedrò, glielo dirò.
Ho interrogato il mio cuore e so che è giusto.
Gesù risolverà tutto.
Hai intenzione di rimanere qui mentre impasto?
Sì.
- No, no, no... - Dammelo...
- Bene. - No.
- No è no. - Perché no?
Natanaele, è solo un cuscino.
Tu dammelo.
E allora prendilo.
Non importa. Non mi serve.
Ragazzi!
- Scusa. - Scusa.
Li hai addestrati bene.
La tua cucina è un incentivo potente.
Se vogliono mangiare, devono restare in camera in silenzio.
Va bene, stiamo zitti.
Scusa.
E non si annoieranno?
No, hanno parecchio da studiare.
E tu invece no?
Certo, anche io.
Ma sai, credo che tu possa aiutarmi.
- Oh, davvero? - Sì.
Studiamo.
Studiamo.
Coraggio.
Ho da imparare.
Tu! È una bevanda alcolica?
Cosa? Questa?
Il vino è vietato in pubblico.
Solo in casa o nelle taverne.
Questa è casa mia.
- Primo? - Lasciali fare.
Dovrebbe entrare dentro, bere e tornare fuori?
Che differenza vuoi che faccia?
Sì, Primo.
Come facciamo a ridisegnare i confini, se continuano ad arrivare a frotte?
Bisognerà farlo molte volte, per sicurezza.
Gaio?
Ti ho sentito, Giulio.
Oggi il mio tempo sarebbe speso meglio altrove.
Tu finirai la tua ronda serale,
farai rispettare il protocollo con pazienza
e domattina mi farai rapporto.
Hai perso qualcosa?
Che cosa vuoi da me?
Vado a caccia.
A caccia di cosa?
Hai complottato per assassinare un magistrato romano a Gerusalemme.
E tu eri là,
nel deserto, ai cancelli della città.
Perché mi hai consentito l’accesso a Gerusalemme, allora?
Conosci già la risposta.
Pensavi di potermi fermare facilmente.
Mi piace pensarlo.
Non lo sapremo mai.
È successa
una cosa inaspettata.
Un miracolo?
Sì, se lo dici tu.
Lui cos’è,
Simone?
Tranquillo, Zelota.
O chiunque tu sia adesso.
Senti, io...
Mi interessa sapere che cosa succederà adesso.
Quindi,
se ti volto le spalle e me ne vado lentamente,
non mi pugnalerai alla schiena?
Avrei potuto farlo ovunque.
Come sai che non ti ucciderò?
Perché il tuo pugnale è in fondo al fiume Giordano.
Dove lo ha gettato Lui.
Ecco il motivo.
Ora sei indifeso, però, quindi sei in svantaggio.
- Ma tu hai detto... - Non ti ho seguito io fin qui, Simone.
Hai piantato in asso degli uomini pericolosi.
Gli Zeloti sono qui.
Oh, sei sorpreso?
Non desisteranno.
Allora uno di noi deve convincerli.
Lascerò Cafarnao per un po’.
È meglio che ti seguano.
Se restassero qui, sarei costretto a sistemarli io stesso.
Gli Zeloti non sono benvenuti.
Altri verranno a cercarmi.
Ora cominci a capire.
Chi lo sa?
Magari vedranno il tuo Messia e inizieranno a credere.
Che c'è?
Siamo Zeloti, amico.
Che cosa ci fai su un tetto a chiacchierare con un Romano?
Scusa,
Simone.
Tu eri uno Zelota.
Ora sei un traditore.
E non si fermeranno.
Non posso credere tu sia tornato da me.
Eccomi qua.
Resterò con te.
Quando sei partito stavolta,
ho avuto dei momenti in cui...
mi sentivo...
Come?
Perduta.
Non so spiegarmi bene.
Sai descrivere cosa provavi?
Ero arrabbiata.
Triste.
- E... - Oh, tesoro.
Tu sai che devo aiutare Gesù.
Dobbiamo.
Ricordi cosa ti ha detto?
Certo, non l’ho dimenticato. Mi dà la forza di andare avanti.
Lui ti vede.
Questo lo so.
Ripenso a quel momento ogni giorno.
Ma...
A volte, quando ci ripenso,
non ricordo l’aspetto del suo volto.
Cosa vuoi dire?
Non sei mai stato troppo lontano da qualcuno
e dopo un po’ non ricordi più che aspetto abbia?
Ti eri dimenticata il mio?
Che c’è?
No, non ho dimenticato il tuo volto.
Le cose vanno bene adesso.
Sì,
dobbiamo solo passare più tempo insieme.
Credo che Gesù abbia un lavoro importante da fare qui.
E io ho pensato molto alla nostra famiglia.
Mamma è in salute e i miei fratelli sono a pesca, e...
No.
Alla nostra famiglia.
È ora.
Stiamo per finire tutto il cibo.
E anche il denaro.
Ci trasferiremo a casa di Matteo, entro Erev Shabbat.
Nella vecchia casa.
Oggi spiegherà tutti i dettagli ai ragazzi.
Matteo dove andrà a stare?
Spero che torni dai suoi.
Vuole ricominciare.
Sicuramente tu puoi capirlo.
In ogni caso, senza tanto cibo, sarà un viaggio leggero.
Ma siamo comunque ancora a corto di soldi.
Magari tu potresti
vendere i tuoi gioielli.
Hanno tutti un valore sentimentale.
Proprio tutti quanti?
Ho detto tutti.
Ognuno di noi ha rinunciato alla propria vita precedente per seguire Gesù.
Io ho rinunciato al mio nome.
Ma abbiamo ricevuto molto.
Tommaso dice che Zebedeo sta facendo l’olio di oliva.
Magari potremmo dargli una mano e mettere su un’attività.
Forse potremmo venderlo come olio da unzione.
L’olio sacro da unzione è molto particolare. È descritto nei Libri di Mosè.
Non è semplice olio di oliva?
Aspetta, sei già arrivata a Mosè?
Hai parlato con Tommaso?
È olio,
mescolato a spezie.
Si usano anche per insaporire il vino,
cannella, cassia e alcune altre spezie
Le troveremmo dai fornitori dei sacerdoti.
Tommaso saprebbe dove trovarle?
Ha altri pensieri per la testa.
Il sacerdozio è impegnativo.
Non fare la finta tonta, Ramah.
Tommaso è uno studente estremamente accorto.
- E un lavoratore. - Sì.
Tommaso è un lavoratore instancabile
ed è sveglio
ed è molto accorto, sì.
Forse è distratto.
Che vuoi dire, Tamara?
Giusto, non giriamoci intorno
e mettiamo tutto in chiaro.
Grazie.
Il suo interesse per te è palese da quando vi ho visti a quel matrimonio.
Ero molto nervosa, al matrimonio.
Non era interessato al tuo stato d’animo.
- Anche, ma... - Sei innamorata di lui, Ramah.
Non è...
così che funziona per il nostro popolo.
Sei una Gentile,
quindi forse non capisci. L'amore nasce dopo il matrimonio.
Ebrei, Gentili.
L’amore è amore.
Nella nostra tradizione, il matrimonio viene deciso dai padri.
Sta dicendo questo.
Nel tuo paese, come funziona?
Preferirei non parlare del mio paese.
Se va bene.
Certamente.
I sentimenti di Tommaso per te sono chiari.
Sono quasi imbarazzanti. E...
da ciò che abbiamo sentito,
è intenzionato a renderlo ufficiale molto presto.
Quindi noi ti stiamo chiedendo: tu lo vorresti?
È complicato, con mio padre.
E poi, considerando...
considerando le circostanze, non sarebbe in linea con le tradizioni, ma...
Sì.
Se mio padre approvasse, mi considererei molto fortunata.
Questo sarebbe il modo ebraico per dire che lo ami molto e sei contenta?
Aspettate, cosa hai detto che accadrà presto?
L’ho detto io?
Ormai la maggior parte di voi avrà visto l’accampamento di tende
che è stato eretto a est di Cafarnao.
Sono le persone che ci hanno seguito dalla montagna
e che aspettano un altro sermone.
Il loro numero cresce ogni dì e i Romani sono inquieti.
Simone mi ha detto proprio stamattina
che alcuni membri del suo vecchio ordine sono appena arrivati.
Sembrerebbe quasi che stiamo preparando un esercito, maestro.
Beh, è un modo di vedere la cosa.
Ma ne esiste uno alternativo. Il mio modo.
Il modo giusto, intendi?
Sì, Simone.
Quelle persone sono estranei che vengono da ogni dove.
Non sono un esercito.
Non ancora.
Hanno bisogno di essere salvate e voi mi aiuterete a salvarle.
Non parlo di quel tipo di salvataggio.
Io non posso continuare
a occuparmi da solo di tutti i sermoni, le guarigioni, i compiti.
Vi ho convocati oggi, e ringrazio Eden per l’ospitalità,
perché il nostro gregge crescerà sempre e vogliamo che cresca
per l'eternità.
Ci saranno sempre più seguaci. E tutti quanti, come voi,
avranno dei compiti e delle responsabilità.
Molti di loro saranno discepoli o studenti.
Io ho scelto di persona voi dodici come miei apostoli.
Ci stai mandando via?
Un apostolo è un messaggero.
- Uno che... - So bene cosa significa, Matteo.
Per questo l’ho chiesto.
Sarete le mie guide.
Per la vostra missione,
sarà meglio che vi separiate e non vi concentriate in un unico luogo.
Io non capisco che significhi.
Devo tornare a Nazaret, per un po’
e mentre sarò lì,
vi incarico di partire per tutte le direzioni.
Due a due,
esclusivamente per il nostro popolo.
Tutte le direzioni, maestro?
Sì, però non andate dai Gentili.
Non ancora. Non è arrivato il momento.
Ma dalle pecore perdute della casa d'Israele,
proprio come Giosuè ha condotto le 12 tribù alla Terra Promessa.
Lungo il vostro viaggio predicherete che il Regno dei Cieli è prossimo.
E durante questa missione,
guarirete gli infermi e i deboli,
ungendoli con l’olio.
Voi dovrete esorcizzare i demoni.
Voi dovrete...
Che c’è?
Perché mi guardate così?
Potresti ripetere un’altra volta?
Vi invierò nel mondo due a due.
Lungo il viaggio predicherete che il Regno dei Cieli è vicino.
Guarirete gli infermi.
Esorcizzerete i demoni.
E questo succederà molto presto maestro?
Di nuovo questa brutta parola.
- Ci sto arrivando. - Aspetta.
- Guariremo gli infermi? - Esorcizzeremo i demoni?
Per questa missione, vi concederò questo potere.
E un giorno lo riceverete per sempre.
Mi sono perso qualche cerimonia?
È questa.
Non sento cambiamenti.
Non dovete sentirvi diversi per poter fare grandi cose.
Con il dovuto rispetto, abbiamo appena iniziato a studiare,
non siamo pronti per questo.
- Perché mai hai bisogno di noi? - Non ha bisogno di noi.
Lui vuole noi.
Grazie, Simone.
Molto bene.
Giovanni. Se avessi avuto bisogno di capi religiosi
o di studenti qualificati per questo compito,
non avrei certo scelto...
Beh, penso che mi abbiate capito.
Possiamo soffermarci sulla parte in cui dovremo curare gli infermi, maestro?
Non prenderete niente per il viaggio, solo un bastone.
Niente pane, né bisaccia.
Né denaro. Nemmeno il cibo di Salomè.
Indosserete sandali e non porterete una seconda tunica.
Non avremo una tunica di ricambio?
Ma persino i filosofi cinici hanno una seconda tunica.
Sì, è vero.
E io vorrei che vi distingueste dai cinici.
Portano anche delle bisacce, affinché la gente le riempia con monete d’argento.
Invece voi non lo farete mai.
Gratuitamente avete ricevuto,
gratuitamente darete.
Qualunque città o villaggio visitiate,
lì trovate chi sia degno e rimanete lì fino alla partenza.
Se qualcuno poi non vi accoglierà o non ascolterà le vostre parole,
scuotete la polvere dai vostri piedi mentre uscite da tale casa.
Non sprecate tempo.
Hai detto: “Se qualcuno non ascolterà le vostre parole”.
Quali parole? Che cosa dovremo insegnare?
Quanto avete ascoltato da me.
Io ho ascoltato soltanto un sermone.
Hai ascoltato il migliore.
Cioè, non fraintendermi. Sono stati tutti eccellenti
Quel messaggio non era soltanto per chi era lì.
È per tutti quelli che lo ascolteranno da oggi fino alla fine dei tempi.
E come faranno, chiederete.
Bella domanda. Grazie per averla posta.
Lo diffonderete voi
e presto visiterò anch'io i luoghi dove andrete.
Il vostro compito è prepararli per il mio arrivo
e così faremo in modo che in molti siano pronti ad ascoltare la lieta novella.
I miracoli che compirete grazie all’autorità di Dio dimostreranno che vi mando io.
E se fossimo sfortunati
e ci rifiutassero di continuo, magari per giorni?
Cosa mangeremo?
E se capitasse il peggio?
Com'è successo a Giovanni?
Ora ascoltatemi bene, tutti quanti.
Non temete chi uccide il corpo, ma non può uccidere l'anima.
Quindi, stai dicendo che potremmo morire?
Arriverà un momento
in cui questo diventerà molto più difficile,
in cui essere perseguiti sarà parte integrante del vostro compito.
Quando arriverà quel tempo,
dovrete seguire i miei passi.
Saprete esattamente che cosa significa rinunciare alla vita.
Ho ancora da insegnarvi al riguardo.
Ma per adesso,
questo viaggio non avrà un tale epilogo...
Ho ancora un dubbio.
- Hai detto che dovremo andare due a due. - Sì.
Le donne resteranno qui a Cafarnao.
Loro aiuteranno il gregge economicamente.
Forniranno aiuto all’accampamento fuori le mura,
e Zebedeo si occuperà della loro sicurezza.
Matteo ci ha generosamente concesso l’utilizzo della sua vecchia casa.
Diventerà l’alloggio dove esse soggiorneranno.
Temo di non aver ancora capito.
Vuoi che noi partiamo.
Senza difese,
senza cibo, senza rifugio.
Dobbiamo andare in terre straniere.
- Ha detto di non avere paura. - La paura non si comanda.
- Vado con lo Zelota. - Sono più a rischio di tutti.
- Ottimo. - Non dovremmo fidarci di lui?
Andiamo, calmatevi.
Se ci sono domande, fatele una alla volta.
Avrei una domanda.
Ci ha messo poco.
È più un dubbio, in realtà.
So di essere nuovo.
Ma vorrei tornare a ciò che stavi dicendo.
Riguardo il non portare cibo o vestiti e affidarsi soltanto a chi aiutiamo.
Perdonami,
ma non possiamo contare su tutti in egual modo.
Ho sviluppato alcune idee su come ottenere dei profitti
che sostengano la missione in modo affidabile.
Lo apprezzo molto, Giuda.
Dico davvero.
Ma per questo viaggio almeno,
voglio che impariate cosa significa
dover fare affidamento sul nostro Padre nei cieli.
Così come su quelli intorno a voi e su quelli che assisterete.
Sia riguardo il cibo, Giacomo il Maggiore.
Che riguardo la vita, Giovanni.
“Seguire” significa proprio questo.
E anche “guidare”.
Anche se non per questo viaggio, sarebbe il momento di nominare qualcuno
che amministri le poche risorse che abbiamo o ciò che avremo al ritorno.
Hai già qualcuno in mente?
Io voterei per Matteo.
Lui è chiaramente il più esperto tra tutti noi.
Che ci crediate o no, concordo che sarebbe prudente.
Mi dispiace, non vorrei lavorare più con il denaro.
Rifiuto ufficialmente.
Un semplice no sarebbe bastato.
Allora no.
Io voto per Giuda.
La sua esperienza ci farebbe comodo.
Accetto.
- Lo faccio per aiutare. - È fatta.
Molto bene.
Passiamo alle coppie. Simone e Giuda.
A Cesarea di Filippo a nord.
Andrea e Filippo.
A est, a Naveh.
Natanaele e Taddeo a sud, nella Perea.
Giovanni e Tommaso.
A sud ovest, a Giaffa.
Giacomo Maggiore e Giacomo Minore.
Un momento. Dici sul serio?
Andiamo.
Possono giocarci sopra.
L’umorismo disarma le persone.
A ovest, alla pianura di Sharon.
Matteo con te, Simone.
Che c'è?
Maestro, ne sei proprio sicuro?
Uno zelota e uno...
Insomma.
Andrete fino a Gerico.
So che è vicino alla Samaria.
Ve la caverete.
Simone, vedi la preoccupazione su tutti i loro volti
perché tu viaggerai con un esattore delle tasse.
Che cosa?
Non ti abbiamo mai parlato della precedente occupazione di Matteo.
Lui è un esattore delle tasse?
Non è un esattore delle tasse, come tu non sei uno Zelota.
Ascoltami bene.
Nessuno di voi è ciò che era prima.
Ricordatevelo sempre tutti.
E, Simone, tu e Matteo sarete in grado di ricordarlo
meglio di tutti gli altri.
Ne sono più che sicuro.
E quindi voi due farete e direte grandi cose proprio grazie al vostro passato.
So di poter contare su di voi.
Abbiamo finito.
Avete molto a cui pensare.
Prendetevi un giorno per prepararvi a dovere.
Riceverete altri dettagli domattina.
Vi aggiornerà tutti Simone.
Shalom, amici.
Sì.
Eden, i nostri progetti non cambieranno.
- Non devo per forza... - Non ora.
Il maestro abbrevierà il mio viaggio.
Invece non devi dirgli proprio niente. Mi passerà. Mi serve solo un minuto.
- Maestro? - Sì, Tommaso?
Io...
ti ringrazio molto per la fiducia che mi concedi.
Ma certo.
Mi fido di te.
Sono venuto solo per dirti che...
Vorrei la tua benedizione per chiedere
la mano di Ramah.
Hai sentito in quale direzione ti invierò?
A sud ovest, ma...
Kafni vive in quella direzione.
Sì, proprio così.
Prima completa la missione con Giovanni
e dopo fai visita a Kafni
e completa la seconda parte della missione.
- Davvero? - So che Kafni non è un credente.
Quindi mentre cerchi di convincerlo ad accettare te,
puoi mettere una buona parola per me.
Grazie.
Figurati.
Ramah?
Ciao!
Cosa...
Che cosa ci fai qui?
Oh, è un brutto momento?
No, voglio dire, no.
Veramente, stavo venendo a cercare te. Mi ha assegnato una missione.
Di che genere di missione si tratta?
Beh, lo verrai a sapere anche dagli altri, ma volevo dirtelo io stesso.
Tu vuoi chiedere a mio padre il permesso di...
Insomma.
Era così evidente?
Sì.
E io non posso più fare finta di niente.
So che dovrei essere riservato.
Ma starti accanto non lo ha reso così facile.
Sì, è stato alquanto difficile anche per me resistere.
Ma perché sei venuta qui adesso? Io non devo ancora partire.
Io non sapevo ancora bene quando saresti andato via
e so che non dovrei essere coinvolta in queste cose,
ma io conosco mio padre e dovrei venire con te.
Ma la missione ha la precedenza.
Ti aspetterò.
Gesù conosce le mie intenzioni.
Ha inviato Giovanni e me a sud ovest a diffondere il suo verbo.
Quindi andrete dalle parti di Dor.
Allora partirò anch’io e ti aspetterò lì.
E lascerai il tuo lavoro qui?
Diffonderò il suo messaggio ovunque vada a chi mi ascolterà.
E poi, tra l’altro, mio padre ancora non crede in Lui.
È quello che ha detto Gesù.
Allora avremo entrambi molto da fare, immagino.
Ramah, sono disposto a farlo da solo per seguire la nostra tradizione.
Lo so,
ma questo è diverso.
È tutto diverso, sin dall’inizio.
E, comunque, voglio assicurarmi che la tua visita abbia successo, ecco.
Allora penso che ci vedremo a Giaffa.
Maestro.
Giacomo il Minore.
Posso parlarti un attimo?
Ma certo.
Io sono...
Perdonami.
Non sono molto bravo a parlare.
Parli con cautela. È una grande qualità.
- Vorrei farti una domanda. - Prego.
Ci stai mandando in missione con la capacità di guarire gli infermi.
Sì, insomma. È quello che hai detto tu.
Sì.
Questo significa che io avrò la capacità di guarire?
Perdonami, è che...
è difficile da immaginare
nelle mie condizioni.
Che tu non hai mai guarito.
Tu vuoi essere guarito?
Sì, ma certo che sì.
Se fosse possibile.
Ormai sai bene che è facilmente possibile.
Perché non lo hai fatto, allora?
Perché ho fiducia in te.
Cosa?
Mio caro Giacomo.
Dolce, gentile Giacomo.
Devi ascoltarmi molto attentamente
perché ciò che sto per dirti adesso definisce il tuo intero passato fino a ora
e definirà il resto della tua vita.
Hai capito bene?
Per volontà di mio padre,
io potrei guarirti in questo momento.
E avresti una bella storia da raccontare.
Sì. Che hai compiuto un miracolo.
Ed è una bella storia.
Ma sono già in moltissimi a poterla raccontare.
E ce ne saranno altre centinaia,
persino migliaia.
Pensa invece alla storia della tua vita,
soprattutto al tuo imminente viaggio.
Se io non ti guarisco...
Potrai dichiarare di riuscire comunque a lodare Dio, nonostante il tuo malanno.
Potrai concentrarti su ciò che è davvero importante, più fondamentale del corpo.
Mostrerai alla gente che riesci a sopportare la tua sofferenza qui sulla terra,
perché sai che poi passerai l’eternità senza afflizioni.
Non tutti possono capirlo come te.
Secondo te di quante persone ci fidiamo così tanto, io e mio padre?
Non di molte.
Ma tutti gli altri, loro sono molto più...
- Molto più cosa? - Non lo so. Più forti.
Migliori di me.
Giacomo, io ti voglio bene,
ma non voglio più sentirti parlare così.
So bene che è facile recitare a memoria il salmo di Davide,
che io sono stato fatto in modo stupendo.
Ma questo non lo rende più tollerabile.
E in questo gruppo...
non allevia la sensazione di essere un fardello.
Un fardello?
Prima di tutto, è molto più facile accettare il tuo passo lento
che il pessimo carattere di Simone.
Fidati.
Ti muovi velocemente?
Sembri maestoso, quando cammini per strada?
No, forse no.
Ma queste sono cose che al Padre non interessano affatto.
Tu farai per tutti noi molto più di quanto altri riescano a sognare.
Molti hanno bisogno di essere guariti per iniziare a credere in me.
Oppure ne hanno bisogno perché il loro cuore è molto malato.
Ma tu non sei come loro.
E molti sono guariti o non sono guariti
perché il nostro Padre nei cieli ha un progetto per loro,
che può essere misterioso.
E ricordiamo cosa ha detto Giobbe.
Il Signore ha dato, il Signore ha anche tolto.
Sia Benedetto il nome del Signore.
Quando abbandonerai questa Terra
e incontrerai il Padre nei cieli,
dove Isaia ha promesso che salterai come un cervo,
la tua ricompensa sarà grande.
Quindi resisti ancora per un po’.
E quando finalmente scoprirai di avere un’autentica forza
grazie alla tua debolezza,
e quando farai grandi cose nel mio nome,
nonostante il malanno...
l’impatto durerà per generazioni intere.
Capisci cosa ti dico?
Sì.
Grazie, maestro.
Un uomo come te che guarisce gli altri.
Oh, che ispirazione.
Non vedo l’ora di ascoltare i tuoi racconti.
Shalom, figlio mio.
E, Giacomo.
Ricordati.
Un giorno sarai guarito.
È solo questione di tempo.
- Sì. - Shalom, figlio mio.
Gaio? Salve.
Salve, Matteo.
L’ho detto molto male?
No, no, no. È solo che...
non pensavo di vederti qui.
Sì, beh, ora sono di stanza qui.
Sei tornato a stare in città?
No, no.
Non posso vivere più qui.
Nessuno vuole una casa così bella?
Sarà usata per il sacerdozio.
Dai tuoi nuovi amici?
Suppongo che siano miei amici, sì. Dubito che i vicini lo apprezzeranno.
Purché sia rispettato l'ordine.
E, se loro sono tuoi amici, farò in modo di...
pattugliare la zona con regolarità,
per la tua sicurezza e per tutta la comunità.
Va tutto bene?
Mai stato meglio. E tu?
Tranquillo, Gaio. Sono qui solo per la cena.
Molti di noi lasceranno Cafarnao per una missione.
Per quanto tempo?
Non lo so...
Sarà pericoloso.
Ora me ne devo andare, Gaio.
Fidati del tuo ingegno, Matteo.
Ci vediamo.
Benvenuti a casa mia, dove non abito più.
Iniziamo con la parte difficile?
Potrebbe essere l’ultima volta che saremo insieme, per un po’ di tempo.
E qual è la parte facile?
Chi ha detto che c’è una parte facile?
Ho abbracciato mia moglie mentre cercava di accettare l’idea
che mi sarei inimicato i Farisei e i Romani come sta facendo Gesù.
Era spaventata.
Ma tu no.
Certo che ho paura.
Le incognite sono devastanti.
Siamo tutti pronti?
Sono terrorizzato.
Io non ho paura.
Ma certo che no, lui non ha mai paura di niente.
Filippo, tu hai avuto un’esperienza simile. Vuoi dire qualcosa?
Beh, ho fatto qualche predica, ma non ho mai fatto niente del genere.
Posso solo dire che...
è spaventoso quando si disturbano i potenti.
Ma ne vale la pena.
È per questo che abbiamo accettato.
Forse all’inizio non lo sapevamo, ma, ecco,
noi andiamo dove ci manda Lui.
Il maestro ci ha detto che cosa fare.
Abbiamo visto come fa. Abbiamo ciò che ci occorre.
Chiunque sia il vostro compagno, restiamo tutti uniti.
Ha scelto le coppie per una ragione.
Traiamone vantaggio.
E ora avviciniamoci. Forza, ognuno con il proprio compagno.
Te la caverai con un ex esattore delle tasse?
Tu, un ex Zelota?
Io non ce la farei,
ma il maestro sa che sei migliore di me.
Posso fidarmi di te?
Ve la caverete.
Coraggio, tutti quanti.
Matteo, so che non ti va, ma vieni qui.
Mentre ero con Eden, mi è venuto in mente un salmo di Davide.
Quello sulla fuga da Assalonne.
L’ho recitato insieme a Eden, per alleviare la sua paura.
Credo che serva anche a noi.
Oh, Signore.
Quanti sono i miei nemici?
Molti si levano contro di me.
Molti dicono della mia anima: “Non vi è salvezza per lui presso Dio”.
Ma tu, oh, Signore, sei uno scudo intorno a me.
Tu sei la mia Gloria e colui che mi solleva il capo.
Ho gridato forte al Signore.
Ed egli mi ha risposto dal suo monte santo.
Mi sono coricato e ho dormito.
Così io non avrò timore delle molte miriadi di genti
che si sono accampate tutte intorno contro di me.
Ma levati, oh, Signore,
e salvami. Oh, Dio mio.
Perché tu hai percosso tutti i miei nemici sulla guancia.
Hai rotto i denti agli uomini empi.
Al Signore appartiene la salvezza.
La tua benedizione sia sul tuo popolo!
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