All language subtitles for L.Amore.E.Altre.Seghe.Mentali.2024.1080p.WEB-DL.DDP5.1.H.264-FHC_track3_[ita]

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Original subtitles

[Guido] "Pomacanthus paru",

detti anche "Pesci Angelo dei Caraibi".

[Guido] Gli unici pesci monogami: dedicano al partner tutta la loro esistenza.

Questi animali sono tra i pochi ad aver compreso il senso più profondo dell'amore:

dedicarsi completamente all'altro,

con tutto loro stessi, nella piena sincerità e per tutta la vita.

Ma tu sei un uomo, non sei un pesce. Per cui, lascia perdere.

Dedicarti completamente a un'altra persona può portarti solo a una cosa:

essere inesorabilmente fottuto.

- Allora, tesoro, hai scelto? - [Bambino] Sì.

Senta, ma questi cosi... mio figlio li può gestire da solo?

Voglio dire, basta dargli il mangime, no?

Bisogna pure pulire l'acquario, mettere l'antivegetativo e cambiare il filtro.

Ah, l'antivegetativo...

Mi scusi, ma non avrebbe qualcosa di... meno impegnativo?

Vedi? Che ti dicevo? Nemmeno tua madre vuole impegni.

Mi lasci indovinare: lei è separata?

- Sì. - Ci avrei giurato.

Eh, be', restare insieme richiede impegno, sacrificio, mettersi un po' da parte.

E lei non ce l'ha fatta, ha preferito distruggere tutto fottendosene di te,

che forse ci hai anche sofferto.

Adesso si è rimessa sul mercato, ha aperto un bel profilo Tinder,

è piena di richieste e finalmente si sente desiderata.

Ma come si permette? [segnale di notifica dal cellulare]

Un nuovo match?

Ma lei è veramente... un cafone!

Esca. Qui non ci sono pesci per lei.

- [Donna] Andiamo. - Ma...

E comunque io qui non ci metto più piede!

[musica lieta]

MASTURBATI

[Zaho] Cabina 1, dieci minuti.

- Ciao, Zaho. - Buongiorno, Guido. I soliti 10 minuti?

No, 20. Voglio fare con calma.

Ok.

Cabina 2, 20 minuti.

[musica orientale]

MASTURBATI

[musica orientale in lontananza]

MASTURBATI

[segnali acustici]

Ciao! Benvenuto in "Jerk Off".

- Ciao. - [voce femminile] Scegli una categoria.

- "Latine". - [Guido] No.

"Teen".

No.

- "Big boobs". - [Guido] No.

- "VIP". - [Guido] No. "VIP" già fatto.

- Crea un personaggio dalla tua memoria. - [Guido] Ferma.

Vuoi ricostruire un personaggio reale attingendo ai tuoi ricordi?

- Sì. - [voce femminile] Bene.

Dove vuoi ambientare la tua fantasia?

- "Spiaggia". - [Guido] No.

- "Villa di lusso". - No.

"Chalet di montagna".

No. "Limbo bianco".

Ottima scelta.

Ora non ti resta che pensare intensamente al personaggio che vuoi ricostruire.

Attendi. Il sistema sta ricreando dalla tua memoria il personaggio desiderato.

[voce femminile] Buon divertimento. [schiocco di dita]

E comunque io qui non ci metto più piede!

Mamma, ma... dove siamo?

Nella mia sega. Sparisci. [schiocco di dita]

- [Donna] Ma... - Ssh. Spogliati.

[schiocco di dita]

Ma...

Ma che fa?

"Smorzacandela".

[schiocco di dita]

[gemiti di piacere]

"Pecorina". [schiocco di dita]

"Cucchiaio". [schiocco di dita]

Allora lo vedi che quando vuoi ti impegni?

"Granchio". [schiocco di dita]

"Bilancia". [schiocco di dita]

[gemiti soffocati]

Scusi... Mi sono impegnata troppo?

Eh, direi di sì. "Bilancia".

[schiocco di dita] Brava.

[gemiti di piacere]

[gemiti di piacere]

[gemito prolungato]

[sospiro]

[musica lieta]

Allora, Roberta, vedi? Questa è la testa e questo il corpicino.

- Qual è il corpicino? - [Roberta] Oddio, è vero.

Guarda cosa fa adesso. Muove le manine.

- Oddio, è stupendo. - Quali sono le manine?

Aspetta, te lo faccio girare... Ecco qui.

- [Ginecologo] Ecco il nasino. - Oddio, amore...

Non lo vedo. Qual è il nasino?

Quello, Armando. Quello è il nasino, non lo vedi?

No... Ah! Ecco, forse...

Ok, perfetto, abbiamo finito.

[Ginecologo] Tieni, Roberta. Ti puoi coprire, adesso.

Grazie.

Amore! La mamma ti fa un fratellino.

Ma c'è un DVD per vedere le immagini?

- [Ginecologo] Sì. - [Armando] Perché non ho visto niente.

Il nasino, stavo per... Poi è andato via. [schiocco di dita]

Forse sono gli occhiali. Ho perso tutto, non ho visto niente.

[Armando] Io sono lì, non vedo niente.

E lui non mi calcolava, come se non esistessi.

Sono il padre, dimmi qualcosa, no?

- Hai detto che è un uomo, giusto? - [Armando] Sì, perché?

Tu fai andare tua moglie da un ginecologo uomo?

Non "la faccio andare", è il ginecologo. Ha seguito anche Zaira, è sempre lui.

- [Guido] Mm... - Cosa, "mm"?

- Hai visto "Il ginecologo della mutua"? - Sì.

Il personaggio di Montagnani le "trombava" tutte.

[Armando] Ma è un film!

Prende spunto da cose reali, non è un film di fantascienza.

Comunque, contento tu, va bene così.

Ma ti pare che un ginecologo si va a eccitare con una paziente?

Secondo te, il ginecologo di Beyoncé non si eccita?

[Armando] Beyoncé?

Ce l'avrà un ginecologo, o la curano via mail?

- Ma come ti vengono queste cose? - [Guido] Ragiona...

Perché un uomo vuol studiare ginecologia? Per curare una cosa che nemmeno possiede?

Per amore della medicina, della vita.

[Armando] Per mettere al mondo i bambini. Sarà bello, no?

Quello è l'alibi. Come dire: "Facciamo la guerra per portare la democrazia".

- Per quello si fanno le guerre? - [Armando] Le guerre?

Le guerre! Si fanno per i soldi, il potere, le materie prime.

Se ci pensi, anche i pozzi di petrolio sono degli enormi buchi neri, no?

Oh! C'è un posto là, un parcheggio, non fartelo fottere.

Per dire, no? Mi sto scrivendo con questa, le ho chiesto delle foto.

Metti la carta di credito, 25 euro e lei te le spedisce.

Poi c'è chi manda i video, biancheria usata...

- [Armando] Come, "usata"? - Se no che gusto c'è?

È un social erotico, mica una merceria.

- Lei ti vende le unghie dei piedi. - Eh?

Per 80 euro se le taglia e te le spedisce.

Ma 80 euro un solo piede o 80 euro entrambi?

È una bella domanda.

Vuoi che le scriva? Sei curioso, vuoi saperlo?

- No, era così per sapere. - Ora sono curioso io.

Voi siete malati.

Sei tu che sei bigotto. Questa è l'emancipazione femminile.

Un sito di prostitute?

Sono delle imprenditrici, "content creator"...

[Niky] Hanno capito che con il loro corpo possono fare quello che vogliono.

- Le zuppe di ceci erano per voi? - Sì, cara! Grazie.

- Ecco. E di che. - Ecco qua.

[Guido] No! Che cazzo...

Madonna, che ho combinato? Mi è caduta tutta.

Me ne sono accorto.

Aspetti, ci penso io... Scusate, non volevo...

- No, no, no! - Così è peggio!

- [Uomo] Che succede qui? - Niente, è caduta un po' di zuppa.

Sì, niente, insomma...

- Giulia... - Scusa, mi sono "impicciata"...

Va be', si lava. Non è successo niente.

Te ne porto un'altra, che dici?

No, fai una cosa: se mi dai un cucchiaio, me la mangio dal pavimento.

Giulia, certo che ne devi portare un'altra. Dai, sbrigati!

Scusatemi, veramente.

[Uomo] Che ti devo dire? Mi dispiace, Giulia è nuova.

- Guarda... - Ora faccio pulire subito.

Hai capito? Lei è nuova, i pantaloni sono vecchi, non è successo niente.

Pensate che c'è gente che paga per farsi fare la pipì addosso.

Ma che cazzo c'entra?

No, era così, per dire. Lei prende 150 euro, giuro.

Fa la pipì in un vasetto e te la spedisce.

Ancora calda, guarda. [verso gutturale]

[musica lieta]

[rumore di digitazione su una tastiera]

[Guido] "Che dire della cameriera?"

[Guido] "Un'impedita che non riesce neanche a portare un piatto a tavola."

[Guido] "Un fatale mix di goffaggine..."

[Guido] Anzi, no...

"...di caparbietà e inettitudine."

[Guido] "La domanda è una sola:

perché una così si ostina a servire ai tavoli?"

[sospiro]

[Guido] Ciao, Zaho. Faccio ancora in tempo?

Solo dieci minuti, poi devo chiudere.

Ok, mi sbrigo.

Cabina 2.

[sbuffo]

[schiocco di dita] È per te la zuppa di ceci?

Ah... Ciao.

Ciao.

Spogliati. [schiocco di dita]

Ma... [schiocco di dita]

[risata trattenuta] [Guido] Che cazzo succede?

[schiocco di dita]

- Ma che è quel coso? - Che ne so, sei tu che ci hai pensato.

No, io ho pensato: "Prendi l'uccello".

Ah... eh...

"Pecorina". [schiocco di dita]

[scampanellio e belato]

Oddio, che carina...

Oh, ma tu... zero? Cioè, non sei proprio capace?

"Cucchiaio". [schiocco di dita]

- Ma che è? - Non lo vedi? È un cucchiaio.

Come, "un cucchiaio"? Ma che cazzo succede?

"Bilancia". [schiocco di dita]

"Bilancia"! [schiocco di dita]

Oh, ho detto "bilancia", eh!

[schiocco di dita] Ho detto "bilancia"!

[fragore e urla]

[urla di panico]

Si è addormentata. Ma è inutile, dobbiamo portarla dal pediatra.

- Eh? - Zaira ha i muchi, respira male.

[Roberta] Non mi ricordo cos'ha prescritto l'ultima volta. Cos'era, un broncolitico?

Cazzo!

[ridendo] Mi batte sempre, è fortissimo.

[Armando] Stavi dicendo qualcosa, amore?

No, niente, lascia stare.

- Buonanotte, amore. - Buonanotte.

"Fogliamo" fare "feffo"?

Eh?

[Armando, sottovoce] Vogliamo fare sesso?

- Cioè? - Sabato abbiamo saltato.

- Ah, sì? - Sì, me l'ha detto anche il cellulare.

Cioè, tu... scrivi sul telefono quando scopiamo?

Sì, cioè, ho... il promemoria... [segnali acustici]

- [Armando] "Sex". - Ah...

Sabato abbiamo saltato, quindi se adesso volessimo recuperare...

Ho la prolattina, amore.

Ti ricordi cos'ha detto il ginecologo? Spegne il desiderio.

Quello mi sta antipatico, comunque. Perché non prendiamo una donna?

Pensavo, una che ha vissuto sulla sua pelle...

Cambiamo ginecologo e non se ne parla più.

Ma figurati! Dai, dormiamo.

[Armando] Insomma, dice che questo ormone, la prolattina, le azzera il desiderio.

[Armando] Il risultato è che facciamo l'amore pochissimo. Pochissimo, proprio.

Hai mai pensato a trovare un'alternativa?

Ma che alternativa? Non sono tipo da amanti, lo sai.

Ma che amante, io dico la masturbazione. La masturbazione, Armando!

Fidati, è meglio di un'amante e di un rapporto di coppia.

- La masturbazione? - Sì.

E poi adesso, con il Metaverso, è meraviglioso,

perché puoi scoparti chi vuoi tu.

Qualche giorno fa, mi sono scopato Ilary Blasi.

- Ilary Blasi? - Devi sentire che pelle, una pesca.

I numeri che abbiamo fatto... Un'acrobata, in qualsiasi posizione.

"A smorzacandela", "a farfalla", "a granchio"...

- "A granchio?" Com'è "a granchio"? - "A granchio"...

Oh... ma tu lo vedi, quello?

Si è scopato Ilary Blasi.

Me la ricordo ancora, la mia prima "pippa". Avevo 12 anni.

- 12 anni? - Sì. Fu con la mamma di Niky.

Ti sei toccato pensando alla mamma di Niky? Ma è anziana!

Adesso. All'epoca era giovane, era bona.

Lo frequentavo per andare a casa sua e guardare la mamma.

- Un amico, proprio. - Me lo ricordo ancora.

Immaginavo sempre di andare a casa sua, bussavo alla porta e mi apriva lei.

Minigonna, calze a rete con la riga, tacchi a spillo.

Classico abbigliamento da casalinga.

Dicevo: "Signora, c'è Niky?" E lei: "No, è uscito con Armando".

- Perché mi dovevi coinvolgere? - Solo il nome, non comparivi mai.

Entravo, mi sedevo su una sedia, lei si inginocchiava davanti a me e...

[fischio] Così, senza dire niente, lei...

Una zoccola, proprio... Oh!

E poi, non potevo perdere troppo tempo. Avevo paura che tornavate tu e Niky, no?

- È questa l'ora di aprire? - Siamo andati al bar.

Quindi, che si dice?

Armando è in imbarazzo perché gli ho detto che da ragazzino

mi sono masturbato pensando a tua madre.

- [ridendo] Che c'è di male? Lo sapevo. - [Armando] Come, lo sapevi?

- Eh, sì. - Non ti dava fastidio?

No, perché non lo faceva solo con mia madre, lo faceva con tutte le mamme.

Sì, ma... Armando, con tua madre pochissimo, giusto due o tre volte.

Aspetta... Tu per due o tre volte ti sei masturbato pensando a mia madre?

Ma sì, così, giusto per cambiare madre.

Con la mamma di Niky stava diventando una cosa fissa,

iniziava ad attaccarsi troppo, e per cambiare...

Comunque, con tua madre era diverso, c'era più dialogo, si parlava...

[notifica dal cellulare]

Avevi 12 anni! Che dialogo volevi avere con mia madre?

E invece mi ricordo che parlavamo. Di te.

Lei era preoccupata che a scuola non andavi bene.

Ma sono sempre andato benissimo!

Sì, ma nella mia "pippa" andavi male, quasi ti bocciavano!

Certo, perché mi facevi sempre uscire con quella testa di cazzo di Niky!

No, ragazzi, questa la dovete vedere.

Diciotto anni! È una vera, l'ho conosciuta su Facebook, non su OnlyFans.

Guido, almeno tu dammi soddisfazione, guarda.

[Armando] Ma ha 18 anni, smettila.

Posso dirti una cosa? Sei retrogrado. Non so come faccia, tua moglie.

[Armando] Lascia stare mia moglie.

Oh! Mi dici che cazzo ti ho fatto?!

- Eh? - Perché mi hai fatto licenziare?

- Io? - [Giulia] No, io... Mi hanno licenziata!

Ma tu volevi questo, è per quello che hai scritto quelle cose.

- Che cosa hai scritto? - Che ho scritto?

Che ha scritto? "Shespir"! Vuoi sapere che ha scritto?

"Un'impedita che non riesce neanche a portare un piatto a tavola."

"Un fatale 'misk' di caparbietà

e 'netti'... e 'nettitudine'..."

Inettitudine.

Oh! Si dicono queste cose a una ragazza?!

- Io... - [Giulia] Ho sbagliato.

[Giulia] Ho rovesciato la zuppa, ma ti ho detto scusa.

Poi uno torna a casa e scrive una recensione per farmi cacciare?

- Davvero hai scritto così? - Sì, ma così, tanto per...

Non "tanto per", perché lo fai sempre.

Ho controllato, ne hai scritte 47 in 47 posti diversi. E tutte negative.

Ma perché sei così cattivo?

[Giulia] Che ti hanno fatto per essere così cattivo?

Ora spero che tu sia contento, perché tu mi hai rovinato.

- Senti, scusa... - No, non ti scuso!

[Giulia] Perché io sono sempre gentile con tutti!

E ora mi sono rotta! Non ti scuso!

[Giulia, con rabbia] Non ti scuso!

[musica malinconica]

[schiocco di dita]

[schiocco di dita] Spogliati, dai!

Ma te lo scordi proprio! Ma che, faccio i comodi tuoi? Vai, vai.

- "Vai" cosa? Dove? - [Giulia] Non è un problema mio.

Forse non hai capito. Qui comando io, tu devi fare quello che ti dico io.

Devi stare calmo, va bene? Ti ho detto che non mi va!

[Giulia] Ma poi, che cazzo di posto è questo?

Come, "che posto è"? È una fantasia, no?

Ah... Complimenti per la fantasia! Una stanza bianca.

C'è tutto quello che serve. Che cosa dovevo fare, secondo te?

Ricostruire tutto l'appartamento? Fare la planimetria? La SCIA?

Per farmi una "pippa" devo diventare geometra?

No, ma un minimo di atmosfera, un "inter-design", che ne so.

Un "inter"... Il minimo c'è, c'è il divano.

È triste.

Va be'... [schiocco di dita]

Tieni, avanti. Adesso togliti i vestiti, forza.

[Giulia] Oh! Ma vuoi stare calmo? Ma che, si fa così?

[Giulia] Io sono una ragazza seria.

Lo sai qual è il tuo problema? È che vuoi stare da solo.

E da soli non si costruisce niente, Guido.

Perché voi donne volete sempre costruire qualcosa? Mettetevi con un muratore!

Io ti... Giulia?

[Guido] Giulia! Giulia!

Sei sicuro che non ci sia un problema di software?

Che ne so, magari è rotto il visore...

- Che problema hai? - Eh, che problema...

Nella mia "pippa" questa ragazza non vuole...

[Guido] Dai, hai capito, no?

[risata] Io dico che ho un problema e lui ride.

Zaho, è la seconda volta che succede, secondo me è rotto.

Il problema non è nella macchina, è nella tua testa.

- Cioè? - Chi è la ragazza?

La cameriera di un locale.

[Zaho] La conosci?

Oddio, proprio conosco, no...

Il fatto è che le ho scritto una recensione negativa

e lei si è incazzata perché è stata licenziata.

Tu hai ferito questa ragazza.

Hai interrotto l'armonia dell'universo.

Ogni cosa è energia. Tu hai creato il male nel mondo.

Addirittura "male nel mondo"? Ho scritto una recensione.

Ora sei prigioniero del tuo senso di colpa.

Se vuoi guarire, devi rimettere le cose a posto.

- Ma... - [Zaho] Un proverbio cinese dice...

[parla in cinese]

[Zaho parla in cinese]

[parla in cinese]

Che vuol dire?

"Il cazzo non vuole pensieri."

[musica malinconica]

Ciao, ragazzi, e benvenuti nel canale.

Il tutorial di questa settimana è: come farsi le "pugnette" con le angurie.

Come deve essere un'anguria, per farsi una sega? Deve essere matura.

Se colpita con le nocche, deve fare questo rumore.

Pratichiamo il cosiddetto "foro guida". Questo è un trapano a manovella. Là.

Andiamo ad allargarlo. Lascio a voi la decisione di quanto farlo largo.

A me piace abbastanza stretto, voglio sentire l'attrito dato dai semi.

[Vlogger] Là! Possiamo personalizzarla come vogliamo.

Con labbra carnose, un bell'eyeliner nero e begli occhioni azzurri.

A me le angurie piacciono troie.

[Vlogger] Se vi è piaciuto il video, mettete "like", iscrivetevi al canale

e buona "pugnetta" a tutti.

[segnale di notifica] Come sei vestita?

[segnale di notifica] Minigonna senza mutandine.

"Faccina ammiccante."

[segnale di notifica]

[Niky] Stanotte mi sono toccato pensando a te.

- [ridendo] Ora gli rispondo io. - Non esagerare.

Se mia sorella scopre che facciamo scherzi dal suo computer, si incazza.

[segnale di notifica] Anch'io ti ho pensato.

- Mm... - Faccina con occhio a cuoricino.

[segnale di notifica]

Voglio conoscerti da vicino. Perché non ci incontriamo?

[risata]

- [Carlo] Ti rendi conto di che ore sono? - [sottovoce] Chiudi.

[segnale di notifica]

Sofia torna sempre tardi e il padre non le dice nulla!

Ancora con Sofia? Che me ne frega di Sofia!

E voi che cazzo ci fate in camera mia?!

Mamma, Mattia è di nuovo nella mia stanza!

Mattia, uscite, per favore!

Li ho presi in tutti i gusti, non si sa mai.

Davvero, non so cosa stia succedendo ultimamente a questo gatto.

[Donna] Mangia pochissimo.

Magari potrei portarlo qui, così gli dà un'occhiata, oppure...

Oppure, non lo so, magari potrebbe venire lei su a casa mia.

Io abito proprio qua sopra.

[risate trattenute]

Magari stasera, quando chiude?

Non sono un veterinario.

Come no? Sei laureato! È un veterinario.

Questo a lei.

- [Donna] Arrivederci. - [Niky] Arrivederci.

Mi spieghi che problemi hai? Viene qua, ti invita a casa e tu la fai scappare.

Non vado in giro a "scopare" la prima che capita.

Ragioni come una donna, adesso?

Sai cosa ti dico? Ha ragione lui. Ti devi sbloccare.

Non mi piace, va bene?

Ma non è questo! Sei pieno di rabbia, sei diventato cupo.

[Armando] Lo so, non vuoi parlarne, ma noi siamo tuoi amici e dobbiamo dirtelo.

A un certo punto il passato devi prenderlo e buttarlo via,

altrimenti non riesci ad andare avanti.

[Armando] Preso e... Che c'è? Che fai, dove vai?

Scusate, ragazzi, devo uscire un attimo. Guardate voi il negozio.

- Noi?! - Devo andare in ufficio!

- Arrivo subito. - [Armando] Dove va?

Salve. Oh, non tirare.

[musica lieta]

- [Giulia] Buongiorno. - Buongiorno.

Mamma mia... Questa è la roba mia! Perché hai messo la mia roba qua?

Lo sai! Te l'avevo detto che ti buttavo fuori.

Aspetta, giuro che ti pago! Però devi aspettare. Se mi sbatti fuori, dove vado?

È un problema mio? Vai dove ti pare. Te ne devi andare!

- Ti prego, ho avuto un casino al lavoro. - [Uomo] Sì, va be', il lavoro...

- Oh, il mio televisore dove sta? - L'ho tenuto per pagare le bollette.

[piagnucolando] Pure il televisore...

[pianto]

[piangendo] Io dove vado?

Grazie.

Ma tu sei...

Quello stronzo che ti ha fatto licenziare.

[Guido] Senti, mi dispiace davvero. Io vorrei rimediare.

Vorrei rimettere le cose a posto, ecco.

Genio. Ci dovevi pensare prima.

[piangendo] Ora per colpa tua non ho nemmeno una casa.

- Posso pagare io! - Eh?

Ti pago l'affitto, per rimettere le cose a posto. Va bene?

- Cioè, tu vuoi... - Sì, pagare l'affitto.

Sempre che non costi molto, non sono ricco, non so quanto...

No, costa poco, 400 euro al mese.

- Per quattro mesi. - Per quattro mesi?

Be', sono 1600 euro, non so se ci arrivo.

No, gli diamo la metà e mi fa rientrare. Non è la prima volta che mi caccia.

- La metà, dici? - Solo 800.

I conti li avevo fatti, non so se ho contanti a sufficienza, dovrei fare un...

Un Bancomat! È dietro l'angolo.

Vieni con me. Grazie, veramente. Vieni con me, vieni!

- Ecco. - Guarda che poi te li ridò indietro.

- No, ma figurati. - [Giulia] Non esiste proprio.

A me non piace avere i debiti con le persone.

Dai, poi vediamo, non ti preoccupare.

Va be', grazie.

[Guido] Allora...va bene così?

Ma ti va di vedere casa? Così mi aiuti a rimettere le cose a posto.

- [Giulia] Vieni, ti faccio una tisana. - [Guido] "Mettere a posto"?

[Giulia] Ho quelle depurative, fanno fare pipì.

[Giulia] Sì, ma cinque minuti, poi devo tornare al negozio.

La casa è piccola, però alla fine mi trovo bene.

Anche il padrone è una brava persona.

[Giulia] Ora l'hai visto così perché non l'ho pagato,

però solitamente è una brava persona.

- [Giulia] Ti piace la tisana? - Sì, buona.

Io me ne faccio un'altra. La vuoi?

No, grazie, ce l'ho ancora. Sorseggio piano.

- È un fornetto. - Ah... Per cosa?

Per le unghie. Me le faccio da sola. Ti piacciono?

- Belle. - Grazie. Ho fatto un corso.

Cioè un corso... L'ho lasciato a metà, perché poi è morta mia mamma.

Ah, mi dispiace.

[Giulia] Non è stato un bel periodo per me.

Però mi piacerebbe rifarlo, il corso.

Un giorno mi piacerebbe anche aprire un centro tutto mio.

Va be', puoi sempre farlo.

- Che cosa? - Aprirti un centro tutto tuo.

Ma chi, io? Ma che, sei impazzito? No, no.

L'ho detto così per dire.

Non so portare nemmeno le zuppe, figurati aprire un centro.

Mio padre me lo diceva sempre...

[in pugliese] "Tu hai la testa per dividere le orecchie."

E poi... non andavo neanche tanto bene a scuola.

Ho quella cosa, come si chiama...

La "dissentelia".

- La dislessia? - Eh, quella.

Però per mio padre ero solo stupida.

[Giulia] Già ero stupida perché ero femmina, figurati.

Poi a scuola... va be', insomma...

Sai che cosa penso io?

Che non dovremmo mai farci dire dagli altri se siamo stupidi oppure no.

Se vuoi te la faccio.

- Che cosa? - La manicure.

- [Guido] Eh? - Le unghie.

[Armando] Be'? Come mi stanno?

Ti verrà un embolo.

Non capisci niente. Sono "slim", vanno così adesso.

- Le stanno benissimo! - Vero? Lui dice che sono un po' stretti.

Adesso vanno così.

- Ah, vanno così? - [Armando] "Slim".

- Vuole vedere qualcos'altro? - No, sono perfetti, prendo questi.

[Armando] Amore, stiamo scendendo, ci vediamo davanti al bar. Arriviamo. Ciao.

- Adesso io vado. - No, dove vai? C'è Roberta.

Abbiamo lasciato apposta Zaira dai nonni, ci mangiamo una cosa insieme.

- No, siete voi due, io che faccio? - No, non siamo soli, c'è anche un'amica.

- Chi? - Una collega, molto carina.

- [Guido] Perché devi fare queste cose? - [Armando] Quali cose?

[Guido] Le cose organizzate mi mettono ansia.

[Armando] Ma che "cose organizzate"?

Mia moglie vuole mangiare con me e guarda caso ci sei anche tu, chissà che ansia...

- Dai, andiamo. - Ma perché? Perché?

- Eccola! - [Roberta] Eccovi. Ciao, Guido.

- Ehi... - Amore...

Ciao, amore. Marta sta parcheggiando, ti piacerà. Eccola! Ehi...

Lo sapevo, è una cosa organizzata.

"Organizzata"... Dai, siamo tutti insieme, che c'è di male?

Ti aspettiamo. Che succede?

Guido pensa che abbiamo organizzato quest'uscita con Marta.

Ma non è così, no? No... No?

- No. - No, infatti.

Volevamo mangiare qualcosa insieme e per caso ci sei anche tu.

- Ah, per caso. - Sì.

- [Marta] Eccomi! - Eccola.

- Eccola! - Scusate il ritardo.

- Stai fermo... - Armando lo conosci. Lui è Guido.

- Ciao, piacere. - Ciao, piacere.

Finalmente ti conosco! È una settimana che Roberta mi parla di te.

- Una settimana? - Da quando ha organizzato quest'uscita.

- Ho prenotato un ristorante. Andiamo? - Sì, andiamo, è molto carino.

- Hai pure prenotato? - Ho chiamato e hanno risposto. Rilassati.

- Quindi fai il veterinario. - No, sono un commesso.

Fa il modesto... Certo, è laureato, è un veterinario. Diglielo: sei un veterinario.

Di che segno sei?

- Cosa? - [Marta] Dico, quando sei nato?

Marzo! Quindi è Pesci.

[Armando] Tra l'altro, è pazzesco, perché...

È dei Pesci e vende i pesci al negozio... È una coincidenza...

È vero! E poi i Pesci sono un sacco altruisti.

[Marta] Sarà per l'influenza di Nettuno.

Oddio, poi dipende anche da che ascendente hai.

Se mi dici a che ora sei nato, te lo calcolo.

No, no, no. Lascia stare, non me lo ricordo.

[Marta] Ah, peccato.

Tra l'altro, Marta è napoletana, no? Sei di origine napoletana.

- Oddio... mamma è di Vico Equense. - [Armando] Ma dai, bellissimo.

Noi non ci siamo mai stati, siamo andati a...

- Dov'eravamo? Sorrento. - [Roberta] Sorrento.

Un paio di anni fa. C'era questo B&B incredibile.

C'era una vasca da bagno idromassaggio, pazzesca!

Non hai idea dei numeri che ci abbiamo fatto dentro...

Di tutti i colori! Amore, ti ricordi?

Non lo so, non...

Aspetta, forse me lo sono segnato, era un sabato...

[Marta] Comunque io non vado spesso giù, eh?

Ecco, "Casa vacanze da Vittorio, Sorrento".

Infatti era sabato, avevo ragione.

Vedi? Cosa c'è scritto sotto? "Sex"!

[colpo sordo] Ahia...

[risata nervosa]

Io non ce la faccio.

- In che senso? - [Guido] Davvero, scusate.

Io non ce la faccio. Devo andare.

Credo che questi possano bastare.

- Che fai? Dai, no. - Vado a casa.

Scusatelo.

[stridio di pneumatici e schianto]

- Ma che cazzo fai? - Porca miseria...

- Non hai visto lo stop? - [Uomo] È scolorito, non si vede.

[Uomo] Guarda che hai combinato.

[Uomo] Mannaggia alla miseria... Ho sfasciato la macchina.

[Uomo] Guarda che macello. Vai piano, no?

Hai ragione, non l'ho visto, scusami.

[musica lieta]

[schiocco di dita] Ciao.

Tu che ci fai qua?

Che ne so? Sei tu che mi hai pensato, io ero a casa a farmi i fatti miei...

[schiocchi di dita]

Mi chiami e mi chiedi: "Che ci fai qua?" [schiocco di dita]

[sbuffo]

[schiocco di dita]

- Guido... - Roberta...

- Ma dove... - Be', nella mia...

[sottovoce] Ma sì.

[schiocco di dita]

Ma Armando dov'è?

È uscito con Niky, come al solito.

Oh, sì, Guido, tu mi sai prendere... Tu mi fai abbassare la prolattina...

Sì, te l'abbasso tutta... Te l'abbasso, Roberta...

- Stronzo? - [Guido] Sì, sì...

- [Armando] Coglione? - Brava, dimmi le parolacce.

- Guido! - Oddio, Armando!

- "Ti scopi" mia moglie? - Che palle...

Ti abbiamo presentato Marta, pensa a lei, no?

Non capisci che non è reale? È una sua "pippa".

Appunto, è una "pippa", io stavo pensando a lei. Ma che c'entri tu?

- Roberta, vieni qua. - Sì...

No, ragazzi, non davanti a me, dai.

- Ignoralo. - Sì, sì...

- Dai, andiamo a casa. - Non ce la faccio, scusa.

Lo vedi? Stai rovinando tutto!

- Andiamo via. - Non ci penso proprio.

Vestiti, andiamo a casa. Andiamo.

- Comincia tu, ti raggiungo. - Che stai a fare qua?

Guido, dove vai? Non andare... Ci lascia.

- [Armando] Dove vai? - [Roberta] Guido!

Eccolo qua... Ma dove vai?

- Ahia! - Ma come ti permetti?

"La pelle di pesca"... "l'acrobata"... Ma vattene a fanculo!

Ahia! Aspetta!

Queste porcate le dici a tua sorella.

- Va bene. - Hai capito, coglione?

- Fammi spiegare. - Che vuoi spiegare?

[jingle elettronico]

[dialoghi indistinti]

[versi di gioia]

[dialoghi indistinti]

Su, forza, dai.

[dialoghi indistinti]

Svegliati però, sveglia!

[Armando] Dai, Guido. Forza, dai. Niky!

[dialoghi indistinti]

[dialoghi indistinti]

- Ciao. - Ciao.

- Ciao, ragazzi. - Eh, ciao...

Bella partita di merda ci hai fatto fare. Bravo.

- Ma che cazzo hanno? - Eh, Guido, hanno ragione.

Sembravi uno zombie in campo. A cosa pensi?

- A niente. A che penso? - Sei completamente assente.

Anche ieri, quella ragazza ci è rimasta molto male. Si può sapere che hai?

Che ne so, niente. Che ho? È un periodo un po' così.

Non sto bene.

- Pensa che... - Che?

Mi sono pure fatto una "pippa" pensando a Roberta.

No, aspetta, che cazzo dici? La mia Roberta?

- Roberta, tua moglie, pensa... - Ma come ti viene? Sei impazzito?

Che ne so, è successo. Armando, non lo so.

E perché cazzo me lo dici, scusa?

Te lo dico perché il cazzo non vuole pensieri, Armando.

Ma che frase è? Cosa vuol dire?!

Vuol dire che voglio rimediare, voglio togliere il male dal mondo!

Voglio rimettere le cose a posto, per questo te lo dico.

- Ma che cazzo... - Sì, perché...

[sottovoce] Zitto.

- [Niky] Che succede? - Niente, perché?

- Perché ridi? - [Niky] Armando...

Se Guido si tocca pensando a Roberta... No, Guido! Lo deve accettare.

- Perché gliel'hai detto?! - Dai, è un amico.

Non c'è niente di male. Anzi, dovresti essere contento.

Ah, dovrei anche essere contento!

[Niky] Se Guido ha pensato a tua moglie,

significa che Roberta è ancora una bella donna, desiderabile.

Vorresti stare con un cesso?

Vorrei che nessuno si masturbasse pensando a mia moglie! Sono geloso!

Ma geloso di cosa? Guido è un amico.

Bravo! Gliel'ho detto. Sono un amico, non te la tratterei mai male.

Nemmeno in una "pippa".

- Dovresti preoccuparti degli altri. - Quali altri? Che altri?

Ma tu lo sai quanta gente si sarà toccata pensando a Roberta?

- E tu non lo sai. - Ma chi? Di chi state parlando?

Pensa a tutti i posti dove può andare. In ufficio, per esempio.

Ma in ufficio uno ci va per lavorare, mica per...

Non vuoi che tra colleghi...

superiori, direttori...

il portiere del palazzo...

non ci siano almeno cinque persone che si sono toccate pensando a lei?

- Mio Dio... - Dove altro va?

- In palestra. - No, in palestra no.

- Come no? - Sì, Roberta va in palestra.

[Niky] Sai quanti si sono toccati in palestra pensando a lei?

Diciamo che lì sono molto più di cinque.

- Roberta ha anche il ristorante. - Il padre ha il ristorante, lei no.

Ma va la sera a dare una mano.

- Va be', il fine settimana... - Peggio!

È quando sono ancora più "ingrifati" con tutto lo stress accumulato.

- Ma non si erano già sfogati in ufficio? - Mica solo quei cinque, anche gli altri.

E gli altri devono andare proprio al ristorante di Roberta? Dai!

Non devi preoccuparti solo dei clienti, ci sono anche quelli che lavorano con lei.

Ma chi?

[Niky] Che ne so, il pizzaiolo... quello che frigge le patatine...

Armando, secondo te perché la chiamano "manodopera specializzata"?

Mano... dopera...

Basta! Ristorante di merda, lo odio.

[Niky] Facendo un conto approssimativo, saranno almeno 50 al mese.

- In un anno quanto fanno? - Fanno 600, Armando.

Tu sei sposato da quattro anni, quindi... Quanti sono?

- 2400 "pippe". - 2400...

- No, 2400 e uno. - Sì, va be'...

- Dai. - Coraggio.

- Va be', io vi saluto, ragazzi. Ciao. - [Niky] Ciao.

[Giulia] Ciao.

- Ciao. - Sorpresona. Ti ho riportato i soldi.

- Non te l'aspettavi, eh? - Ma non dovevi...

No, lo sai, non mi piace avere debiti con gli altri.

E poi quello che è giusto è giusto. Tieni.

- 30 euro? - Sì. È la prima rata.

Ho trovato un lavoro, faccio gli extra in un bar. Questi sono i primi soldi.

Ma non dovevi, davvero te lo dico.

[Giulia] Ho sbagliato a giudicarti male.

Sei... bravo, sei una buona persona.

[guaito]

- [Guido] Che ha? Non sta bene? - Che ne so, non ha mai fatto così.

[Guido] Fammi vedere.

Eh, sì, ha le pupille dilatate.

- La spina dorsale si sta irrigidendo. - Che significa? Non mi far spaventare.

[guaito] [Guido] Sì...

- Amore bello... - L'alito è strano, ha ingerito qualcosa?

[Giulia] No, no...

Non è che per strada ha ingerito qualcosa di chimico?

- Amore bello, che hai? - Meglio portarlo al Pronto Soccorso.

- Al Pronto Soccorso? - Sì. Dai qua.

- [Guido] Sei venuta in macchina? - [Giulia] Non ho nemmeno la patente!

Andiamo!

- Dove? - C'è una clinica a Tor Marancia.

- Che stai facendo? - Devo inserire il codice della carta.

Sì, buonanotte!

- Vai... vai... - Muoviti! Vieni qua, muoviti!

- Ma che fai? Di chi è? - [Giulia] Chi se ne frega, sali!

- Come "chi se ne frega"? - Mettiti questo! Sali!

- [Giulia] Tieniti forte! - [Guido] Sei pazza!

- Oh! Quel motorino è mio, fermati! - [Giulia] Scusa, è un'emergenza!

Il mio motorino...

[clacson] [Guido] Oh, no!

[clacson]

- [Guido] Piano! - [Giulia] Ma come cazzo guida?

- Attenta! - [Giulia] Oh, frena, coglione!

[Uomo] "Mortacci tua"!

[clacson]

[clacson] Oh! Guarda questo "trimone"!

Guarda queste teste di cazzo ferme in mezzo alla strada!

[Guido] Dove vai? Ma non sul marcia... Sul marciapiede no!

[clacson] [Giulia] Tieniti, eh! Andiamo di qua.

[Guido] Sulle scale no! Sei matta!

[rumore di vetro infranto]

Il cane sta male, scusate!

[grida di protesta]

[Guido] Scusi!

- Che succede? - Ha ingerito qualcosa.

- [Veterinaria] Presto, venga dentro. - [Guido] Sì.

[musica malinconica]

- [Guido] Ehi... - Come sta?

Bene. L'abbiamo sedata per farle una lavanda. Adesso si sta svegliando, vieni.

Amore bello...

Ciao.

Mi hai fatto spaventare.

[sospiro]

[sottovoce] Dormi.

[Giulia] Ora tocca a me. Hai mai fatto la pipì in piscina?

- [Guido] Oddio, no. - [Giulia] Io sì.

- [Guido] In piscina? Ma dai! - [Giulia] Sì, lo fanno tutti.

- [Guido] Tutti chi? - [Giulia] Se scappa, scappa.

- Va be'... - Tocca a te.

Tocca a me. Allora, hai mai... spiato un tuo vicino dalla finestra?

- Ovvio, lo faccio sempre. - Sempre? Sei una guardona?

Ma che c'entra? Io devo controllare.

Che ne so se davanti a me non abita uno di quelli...

Dai, quelli della televisione, che ammazzano i cristiani.

I serial killer?

[Giulia] Quelli. Che ne sai? E ride.

Tocca a me.

Hai mai avuto i pidocchi? Dimmi la verità.

Ma sempre cose disgustose, mi chiedi? Prima la pipì, poi i pidocchi... Dai...

[Giulia] Hai ragione pure tu.

- Domanda seria. - Sentiamo.

Hai mai pianto per amore?

Eh? Ci ho preso.

[Giulia ride]

Sono stato sposato, ecco.

Finita male?

Lei è morta.

Scusami... non... Cioè, pensavo...

[Giulia] Non lo sapevo. Scusami, veramente.

[Guido] Una macchina non si è fermata allo stop.

Succede.

Solo che... lei non era da sola, stava insieme a un altro.

Si frequentavano da un po' e io...

io sono venuto a saperlo così.

[Giulia, sottovoce] Madonna santa...

Pensa che invece lui non si è fatto niente.

E quando venne al funerale mi disse che lei voleva dirmelo, che si amavano.

Eravamo sposati da un anno.

Che grandissima zoccola.

Oddio, scusami...

No, è giusto che lo dica tu.

Anche perché io non ho mai avuto il coraggio di ammetterlo.

Essendo morta, non l'ho mai condannata fino in fondo.

Ti faccio vedere una cosa.

Guarda. Si chiamava Francesca, io la chiamavo "Checca".

Non ho mai avuto il coraggio di cancellarlo.

Però così ti fai male, lo sai, sì?

Eh, sì. Dovrei farlo coprire.

Ti posso portare da un amico mio?

- Eh? - [Giulia] È uno bravo, sta qua dietro.

Ecco qua.

- Ma che bello! - [Tatuatore] Che spettacolo.

- [Giulia] È bello, eh? - [Guido] Sì, è...

- Forse un po' forte come messaggio. - [Tatuatore] Deve essere forte!

Vedrai come lo usi!

[in romanesco] Quando qualcuno ti rompe il cazzo, gli fai: "Ma 'checazzovoi'?"

[risate]

[Tatuatore] Lo capisci cosa ti ho fatto?

- [Armando] Quindi è finita così? - Certo, come doveva finire?

Avete parlato, siete stati fuori tutto il giorno...

Potevi provare a concludere. Diglielo anche tu.

Si, dovevi affondare il colpo.

- Ma che "affondo il colpo"? - Perché, meglio così come stai adesso?

Spiega. Dai, argomenta. Dimmi perché no! Spiega!

Oh, spiegaglielo.

Io sto bene così! Stare insieme a una sarebbe faticoso.

Ma perché dici così? Non è faticoso. Diglielo, Niky: è faticoso?

- No, mica è un lavoro. - Poi dovrei uscirci, parlarci...

Certo! Questo è il bello di una relazione.

Parlare, uscire... Hai detto che ti sei trovato bene, no?

- Si, ma non le piaccio. - [ridendo] Il solito pessimista.

[Armando] Chi ha detto che non le piaci?

Me l'ha detto lei, in una "pippa".

- Signora, quanto viene questo? - [Donna] Due euro.

Ma le donne fanno così! Non ti devi arrendere, devi insistere.

Ma che cazzo dici? Parla di una "pippa"! Uno insiste in una "pippa"?

Che ne so, magari ci sono diversi gradi di difficoltà.

Ma non è mica una minchia di sudoku, è una "pippa".

Va be', ragazzi, io me ne vado a casa.

Come, te vai a casa? Non facciamo niente, stasera?

- Perché? - È il tuo compleanno!

Dobbiamo festeggiare, facciamo qualcosa.

No, per carità, i compleanni mi mettono angoscia.

Pure? Mamma mia.

Preferisco così, vado a casa, davvero. Ciao, ragazzi.

- Ciao. - Ciao.

Non sta bene, è peggiorato.

Be', va capito, con quello che gli è successo.

No, bisogna andare avanti, nella vita. Si deve sbloccare.

Noi siamo suoi amici, dobbiamo aiutarlo. Lo dobbiamo fare per lui.

E anche per le nostre mogli e le nostre mamme, perché così non si può.

In effetti...

[musica rock]

[musica di "Piccola e fragile" di Drupi]

♪ Non dai modo di trovarti mai ♪

♪ Sincera ♪

♪ Magari hai voglia e dici no ♪

♪ Non cercare di negare che stasera ♪

♪ Magari se insisto io ti avrò ♪

♪ Così piccola e fragile ♪

♪ Mi sembri tu e sto sbagliando di più ♪

♪ Così piccola... ♪

[campanello suonato con insistenza]

♪ ...e fragile... ♪

[click del registratore]

[insieme] Sorpresa!

- Ma che ci fate qua? - Ti abbiamo fatto una bella sorpresa.

- Ciao. - Ciao, Giulia...

Giulia, vai con Guido a sistemare in cucina,

Niky e Roberta con me ad apparecchiare.

Armando, se magari mi dai una mano, almeno la bambina... Ciao, Guido.

- Ciao... - Almeno con la bambina, Armando.

[sottovoce] Mettiti qualcosa di decente, dai.

- [Giulia] Ciao. - Ciao.

Mi hanno chiamato: "Gli facciamo una sorpresa..." Sorpresa.

[Giulia] Ti ho fatto la crostata di compleanno.

È un po' bruciacchiata, ma si gratta via. La marmellata è buonissima.

- Grazie. Non dovevi, davvero. - Ma che cosa...

- Entra. - [Giulia] Grazie.

Di qua? Vado dritto? Permesso.

- Allora? Si è addormentata? - Eh, sì.

Amore, ma che fai? Dai...

I coltelli vanno a destra. Proprio tu che hai un ristorante sbagli queste cose?

[Roberta] Va be'...

- A proposito del ristorante... - [Roberta] Sì?

Stavo pensando, adesso che sei incinta...

[cenno di assenso] Devi andare proprio tutti i week-end?

- Perché? - No, così, per stare più riguardata.

Ma figurati. E poi, mio padre ha bisogno di aiuto, il lavoro è aumentato.

[Roberta] Ha pure aggiunto due ragazzi in cucina. Due!

- [Armando] Aspetta, scusa... - Che?

Ha aggiunto due ragazzi in cucina?

Sì, ha aggiunto due ragazzi in cucina.

Altri due rispetto a quelli che c'erano prima?

- La manodopera non basta mai. - Basta anche tu con questa...

Scusa, amore... scusa.

No, dicevo, "Basta"... Ho capito, non c'è bisogno sempre di aggiungere cose.

Oddio... ma che è questo frigo? Un monumento agli scaduti?

Non ho avuto il tempo di fare la spesa e...

Però è bello questo posto, mi piace. Non sembra nemmeno di stare in città.

Oh, ma ti ha dato fastidio che sono venuta?

No, no, ma figurati, anzi...

- Mm? - Sì...

Ma che hai fatto?

Cosa?

Le tartine come le hai fatte?

Be'... ho messo gli ingredienti, poi ognuno se le compone come gli va.

Hai fatto le tartine dell'Ikea, che uno se le deve montare da solo.

Ho capito che io sono un disastro, però pure tu non scherzi.

Sai che bella coppia che faremmo?

- Urge vino, il pubblico si annoia! - [Giulia] Sì. Ti do anche l'altro.

- E il cavatappi, per piacere. Grazie. - Sì. Ecco, vai.

[segnale di notifica] Sono in giro in centro.

Perché non mi raggiungi?

[segnale di notifica]

Non posso, sono a una festa a casa di amici.

Perché non vieni tu qua? Ti invio la posizione.

[segnale di notifica] [Simone] Ha inviato la posizione...

Prendi un taxi, poi lo pago io.

[Niky] Faccina con occhio a dollaro.

[Carlo] Mattia, ma tu sai qualcosa di tua sorella?

[Mattia] No, papà.

Dai, Carlo, magari sta a casa di Sofia, lo sai com'è fatta.

Se le diamo un orario, lo deve rispettare.

E dai...

- Spegnetelo. - [Carlo] Aspetta.

- Ma, papà... - Forza, vai di là. Pure tu, cammina.

- [Madre] Dai, queste cose non si fanno. - Si fanno, invece.

Tanto fai sempre come vuoi! Non voglio sapere niente.

Brava, fai così.

[segnale di notifica]

Chi è questo?

[segnale di notifica] [Niky] Di che colore hai le mutandine?

"Di che colore hai le mutandine?"

Figlio di puttana...

Permesso, scusate. Fatemelo appoggiare, prima che cada.

- Eccoli! - Ti aiuto.

- Vieni, vieni. - Eccoci qua.

- C'è pure la lasagna? - Sì e dobbiamo prendere i bicchieri...

- [Giulia] Ah, sì. - [Roberta] Quelli per l'acqua.

[sottovoce] Allora? Come va?

- "Come va", cosa? - Con Giulia, come va?

Ma che è questa faccia?

Noi te l'abbiamo portata, ora tocca a te.

Appunto. Chi vi ha detto di portarmela? Dovevate chiedermelo.

Sì, così dicevi di no.

[colpi alla porta] Eccolo.

Oh, Madonna santa... Cosa c'è?

[sottovoce] Ma che fai al cesso? Vieni di là, no?

Ho invitato la ragazza, quella della chat.

- [sottovoce] È una bambina! - [Niky] Che palle!

Non ti preoccupare, non mi ha neanche risposto, perciò...

Piuttosto, di là come va? Si è un po' sciolto?

Figurati, è pieno d'ansia. Mi ha detto che non la dovevamo portare.

[sottovoce] Ma perché? [sbuffo]

- Ci penso io. - Che vuoi fare?

- [Niky] Mi è venuta un'idea. - No, che vuoi fare?

[Niky] Tu vai di là, ci penso io.

- [Armando] Pane! - Come ci mettiamo?

Allora... No, che fai qua? Tu vai dall'altra parte, io sto vicino a Roberta.

- Quindi io sto qui. - Sì. Non qua, vicino a Giulia! Vai!

- [Giulia] Mi metto qua? - Sì, vicini. L'acqua.

- Grazie. - Pane...

- [Armando] Il walkie-talkie? - Sta lì.

Prendilo, per favore. Se si sveglia Zaira, almeno la sentiamo.

Sì.

- Niky dove sta? - Niky arriva.

Ah... Qualcuno vuole insalata?

- Che succede? - [Guido] Sarà saltato il contatore.

Ecco...

- Oh, che è successo? - [Roberta] È saltato il contatore.

Guido, vallo a riattaccare, dai.

- Vado io? - [Niky] Eh, sì, è casa tua...

- Vai, dai. - [Armando] Vai!

Oh... vado.

Magari ha anche bisogno d'aiuto. Che dite? Che dici?

Guido! Niky mi ha dato la torcia, così ci vedi meglio.

- [Guido] Ah, ok. - [Giulia] Ti aiuto.

- [Guido] Spengo questo. - [Giulia] Sì.

[Guido] Di qua.

[Niky, sottovoce] Eccoli, sono entrati.

- [Giulia] Ma questa roba è tua? - [Guido] No, stava già qua.

[Guido] È roba della signora, io sto in affitto. Il contatore sta qua dietro.

Va bene, basta, siete ridicoli. Basta. Entrate, basta. Lasciateli in pace.

[Niky] Sono andato fin là per staccare la luce... Lasciaci la soddisfazione.

[Roberta] Ho detto "basta"!

[Giulia] Madonna, che bella...

- Guido, vieni a vedere. - [Guido] Cosa?

[Giulia] Sembra un quadro.

- Eh, sì. - Wow.

- Che c'è? Hai paura? - No, no... che paura?

Sembra veramente che tu non sia contento che sono venuta.

- Sono contento. - Mm...

Sì, sono contento.

No, perché pure io sono contenta.

[musica romantica]

Mi sa che ho fatto una cazzata, vero?

- No. - [Giulia] Ti sono saltata addosso.

Scusami, veramente. Madonna, non ne indovino una.

No, non sei tu... Allora, il problema sono io.

[Giulia] Va be', vai ad accendere la luce,

se no quelli chissà che pensano che stiamo facendo qua.

Sì... Sì.

[Giulia] "Et voilà".

[auto in avvicinamento]

[Guido] Giulia...

- Sorpresa! - Guido!

- Ciao... Sono i miei zii. - Ah... Tanto piacere.

[con voce metallica] Io non sono la zia, sono la Susanna.

È la mia compagna! [risata gracchiante]

E io sono lo zio Pasquale!

Io sono zia Alberta!

Lui invece è il mio fidanzato. Guido, te lo ricordi Anatolik?

Come no. Ciao.

Che ha detto?

- Ti ha salutato. - Ah, ciao.

Siamo venuti per farti gli auguri di buon compleanno!

Ma perché? Sì, andiamo, andiamo...

Oh, Guido, ho visto una cosa.

- Cosa? - Ma che è questa patacca?

[risata]

Qualcuno vuole la parmigiana? Se no la porto via.

Ha sempre fame, il mio Tolik! Sei un golosone.

[ridendo] Ha detto che è molto buona!

Allora... qual è l'essenza dell'amore?

[Alberta] Ah, ora fa la lezione...

Qual è?

Io... devo rispondere?

[con voce metallica] Indovina.

Ah... allora, diciamo... l'essenza dell'amore...

- Il rispetto. - [Pasquale] Più su.

- [Armando] La fiducia. - Più in alto.

Ah, sì, la complicità.

Il culo! [risata gracchiante]

Ah, be'...

- Ecco la frutta! - [insieme] Oh!

Dove l'hai presa?

Stava di là in cucina sul tavolo, l'ho portata di qua.

Prego. Grazie.

Io non lo so se è buona...

E come non lo sai? Ti sei mangiato la parte migliore.

Eccola qua. Anch'io parto sempre dal cuore, è la parte più polposa.

[Roberta] Buonissima.

- Com'è? - Ottima! Prendetene.

[Pasquale] Allora, noi andiamo a ballare, chi si unisce?

- [Niky] Ma come, andate a ballare? - [Susanna] Certo, la notte è giovane.

[vibrazione del cellulare] [Alberta] "Un, dos, tres"!

[Alberta] Il mio Tolik adora la salsa. È vero, amore?

Ma che cosa vieni qua? Ma che stai dicendo?

Sì, a casa di amici. No, non li conosci.

Ma vaffanculo tu!

Era... l'ex ragazzo mio.

- L'ex? - Sì, ci stiamo lasciando.

[Giulia] Fa il carabiniere in Toscana, è una roba complicata.

- Vi state lasciando. - Si, ci stiamo lasciando.

E com'è esattamente, mentre due si stanno lasciando?

Cioè, vi siete dati un preavviso, tipo licenziamento?

"Tra 15 giorni ci lasciamo."

[Giulia] Oppure vi state lasciando

nel senso che tu ti stai guardando intorno per essere sicura,

perché poi... non vorresti trovarti scoperta?

Uno non può rischiare di rimanere da solo. A quel punto è meglio tenersi lui.

Ma che cazzo vuoi da me?

No, no, dove vai? Ora mi spieghi!

Perché io ti bacio, mi scarichi e ora ti incazzi?

- Io non ti ho scaricata. - No? Certo che no.

Mi sembrava di baciare un merluzzo congelato.

Lascia stare, va'.

Guarda che gliel'ho detto che mi piace un altro...

anche se io non piaccio a lui.

[musica malinconica]

[sospiro]

[Niky] Non fartene fare un altro... Non fartene fare un altro...

- Sei! - No! Ma dormi!

Senti, mi puoi chiamare un taxi? Non so come si chiama questa strada.

- Un taxi per cosa? Che è successo? - Devo andare a casa.

- [Niky] E Guido dov'è? - Che ne so. Me lo chiami o no il taxi?

- Infatti, andiamo, è tardino. - È tardi, sì.

Ma ci stavamo divertendo, dai!

Tanto dobbiamo andare via anche noi, se no c'è la fila in discoteca, Pasquale.

Vado a prendere Zaira.

- Il navigatore dice che sta qua. - [Donna] Carlo, mi raccomando!

[Niky] Almeno finiamo la partita.

[Pasquale] Che c'è da finire? Sei a zero!

- [Donna] Che devi fare con la spranga? - Stai buona.

- [Donna] Ma che ne sai? - Lasciami.

- Mi vuoi chiamare il taxi? - [Niky] Dai, ma ti accompagno io.

Oh, eccolo.

[versi di sgomento]

Tu lo sai quanti anni ha mia figlia? Lo sai? 18!

- Piano! Basta! - Fa' qualcosa!

Lascia! Ma sei pazzo?! [versi di sgomento]

[con voce alterata] Lo sta prendendo a mazzate...

- Che cazzo succede? Oh! - [Carlo] Non ti avvicinare!

Se trovo un altro messaggio tuo sulla chat di mia figlia, ti ammazzo.

Andiamo, ti prego, andiamo! [piangendo] Oddio, andiamo...

Ve l'avevo detto che andava a finire male!

- [Niky] Ma vaffanculo... - Basta! Dammi una mano.

[Niky] Piano, piano...

- [Guido] Come va? - Eh, non bene.

[suoneria di un cellulare in lontananza]

[suoneria del cellulare]

[Roberta] Pronto?

È mia moglie di sopra al telefono.

[Roberta] Amore, sei tu?

[Roberta] No, è di sotto. Dimmi, svelto.

[Roberta] No, non gliel'ho ancora detto.

[sospirando] Sì, lo so, hai ragione.

[Roberta] Ma guarda che voglio dirglielo, io non lo sopporto più.

[Roberta] Ma no che non se l'aspetta. Figurati, sei il mio ginecologo.

[Roberta] Anzi, gli stai anche un po' sulle palle.

[Roberta] Sì, ci vediamo domani.

[Roberta] Certo. No, gli ho detto che vado presto da mia madre.

[Roberta] Anche io ti voglio.

[sottovoce] Ciao.

Ma ci siamo svegliate!

[Roberta] Si è svegliata.

Andiamo? Domani devo andare presto da mamma.

Ma che è successo?

Avete litigato?

Andiamo a casa.

- [Niky] Ahia... - Vuoi un po' di ghiaccio?

No, no, va bene. Voglio andare a casa.

- Ce la fai? - Sì, sì, tranquillo.

- Sei sicuro? - Ti ho detto di sì.

- [Niky] Buon compleanno, eh. - Sì...

Andiamo, va'. Dai, prendi la giacca, andiamo.

Mi dispiace.

Bella festa.

Mi dispiace che non abbiamo spento nemmeno le candeline.

[Susanna] Sbrighiamoci, fino a mezzanotte le donne hanno l'ingresso gratuito.

[musica triste]

[sospiro]

[musica malinconica]

[Zaho] Guido!

- [Guido] Zaho. - Che vuoi fare con quell'anguria?

Niente, io... voglio mangiarla.

[parla in cinese]

[risata]

Perché ridete?

Non è andata bene con la cameriera?

No, non è andata bene.

[parla in cinese]

"Il cazzo non vuole pensieri"?

No! "Smettila di farti le seghe mentali."

La vita è tanto breve. Il tempo passa veloce.

E tu, uomo stupido, cosa fai? Fai scappare l'amore?

Guido, vuoi finire come lui?

Oh! Con questa ti fai delle "pippe" meravigliose.

[Zaho] È questo il tuo momento

per ricominciare a vivere.

Si, hai ragione.

- [Zaho] E adesso va'. - Sì...

- [insieme] Va'! - Sì... sì...

[musica di "The Funeral" dei Band of Horses]

"Li mortacci sua"...

[Uomo] È morto...

Morto...

Sto bene! Sto bene.

Ehi! Ma che fai, non guardi? Stronzo!

Oh... Ma "checazzovoi"? Eh!

[in romanesco] Ma guarda questo...

[musica di "The Funeral" dei Band of Horses]

MASTURBATI

ISPIRA

[segnale di notifica]

[Guido] Giulia!

[Guido] Giulia!

[Guido] Giulia!

Giulia...

Che ci fai qua?

[ansimando] Senti... io...

"Io" che?

Allora, io volevo dirti che...

Cosa?

Io volevo dirti che... che mi dispiace.

Ah, "che ti dispiace"? Questo mi volevi dire?

Be', io...volevo anche dirti che...

che sono un coglione.

Sei un coglione, sì, hai svegliato tutto il palazzo!

- Scusi... - [Maria] Che succede? Chi strilla?

[Uomo] Chi strilla? Questo coglione!

- Salve. - Ma perché strilli?

Per parlare con la signorina.

- Signora Maria, tutto a posto? - Tutto a posto, tutto bene.

Ma che bello! Ti sei innamorato?

Credo di sì.

Perché non te ne vai sotto al palazzo tuo?

Oh, stai zitto, lascialo fare!

- Va be', ora te ne devi andare. - Come?

Oh, maschio, l'hai sentita, te ne devi andare.

[musica triste]

[notifica dal cellulare]

[segnale di notifica]

La prossima volta... cerca di fare meno il coglione!

"Faccina con l'occhiolino."

[notifica dal cellulare]

[segnale di notifica] Girati, meh!

Be', ti muovi?

Oh, non è che fai il merluzzo congelato come prima?

No.

- [Giulia] Sicuro? - Sicuro.

- Senti... posso farti una domanda? - Sì.

Che cazzo ci fai con quest'anguria in mano?

- Ah, questa? - Eh...

In effetti, questa non mi serve più.

[Giulia] Ma che, sei impazzito?

[Guido] Oh!

[Giulia] Va be'. Ma lo sai che mi sono iscritta a quel corso delle unghie?

- [Guido] Ah, sì? - [Giulia] Sì.

[Giulia] Com'era quella cosa? "Non ci dobbiamo far dire dagli altri..."

[insieme] "...se siamo stupidi oppure no."

[Giulia] Bello, mi piace.

[musica di "La tua canzone" di Coez]

♪ Sai le canzoni non vanno mai via ♪

♪ Questa è la tua e sarà sempre qua ♪

♪ Per quando la vorrai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ Amare me, difficile ♪

♪ Come amare chi se ne va via ♪

♪ In questo mare da infinite onde io ho la mia ♪

♪ La tua canzone ti bagnerà ♪

♪ Per quando lo vorrai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ Per quando m'odierai ♪

♪ C'è un mazzo di fiori sul mio sedile, guiderò ♪

♪ Per tutte le cose che non so dire, mentirò ♪

♪ Che certe parole non sanno uscire forse no ♪

♪ O forse non era vero ♪

[schiocco di dita e versi di sorpresa]

- Che ci fai qua? - Che ne so, la "pippa" è tua.

Scusa, sto prendendo ancora dimestichezza con il macchinario.

- Sta' attento. - Scusa. Ok, riproviamo.

Dai... [sospiro]

[schiocco di dita]

- Be'! Che è? - [ridendo] E che è? Sono unghie.

Vecchio pervertito, dicevi che non ti piacevano...

[schiocco di dita]

♪ Amare me è facile, come amare chi se ne va via ♪

♪ In questo mondo di infinite bombe io ho la mia ♪

♪ La tua canzone ti scalderà ♪

[sottovoce] Vai, vai...

[schiocco di dita]

- Tranquillo, non ti agitare. - Armando, è tutto un fatto di testa.

Rilassati, respira e soprattutto non aver paura dei tuoi desideri.

- Adesso chiudi gli occhi e vai. - Vai!

- Vado. - Dai.

[schiocco di dita]

- Ma che ha fatto? - Ma che ne so, è sparito.

[Armando] Aiuto, aiutatemi... Come si torna indietro, qua?

E niente, questo manco una "pippa" riesce a farsi.

È un caso disperato.

[schiocco di dita]

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