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Original subtitles

Buongiorno a tutti. Benvenuti nella seduta

odierna del Consiglio comunale di Grottaglie.

Chiedo alla Segretaria di procedere con

l’appello.

D’Alò Ciro (presente); Annicchiarico Giovanni;

Attanasio (presente); Carbotti (presente);

Carrieri (presente); Cassese (presente);

D’Abramo (presente); D’Alò Saveria; De

Carolis (presente); Donatelli (presente);

Gianfreda; Lacava; Lenti (presente); Marangella

(presente); Marchese (presente); Marinelli

(presente); Mingolla (presente); Mirto

(presente); Orlando (presente); Palmieri

(presente); Petrarulo; Russo (presente);

Santoro; Traversa (presente); Zimbaro (presente);

La seduta è valida, Presidente.

Grazie, Segretaria.

Innanzitutto, oltre a dare il benvenuto

ai consiglieri e alla Giunta, saluto gli

ospiti che sono intervenuti: dottor Colacicco,

direttore generale, il dottor Sante Minerba,

direttore sanitario; poi sono presenti

anche l’ingegner Carrera, l’ingegner Tonti,

il dottor Vicinanza, la dottoressa Leone,

il dottor Gianrocco Rossi, il dottor Conversano,

la dottoressa Arnese e la dottoressa Matichecchia,

la dottoressa De Santis, il dottor Giovannetti.

Penso di non aver dimenticato nessuno:

dottoressa Mincuzzi e dottor Salfi, chiedo

scusa dottore; e il dottor Petrocelli.

Grazie di essere intervenuti. Ringrazio

anche per la presenza di un progetto edificante

per l’Amministrazione comunale, ovvero

quello della presenza degli studenti delle

quarte classi del liceo Moscati.

Prima di dare inizio ai lavori all’ordine

del giorno, purtroppo, con rammarico la

politica piange la scomparsa di un personaggio

illustre della nostra città (dimenticavo,

Segretaria: sono assenti giustificati il

consigliere Petrarulo, Annicchiarico, Lacava

e la consigliera Santoro).

Dicevo: purtroppo, con rammarico, a pochi

giorni dalla commemorazione per la scomparsa

del consigliere Maurizio Bais, venuto meno

due settimane fa, purtroppo registriamo

anche la scomparsa di Michele Santoro,

un decano della politica grottagliese,

un uomo coriaceo, una persona genuina,

un combattente definito da tutti un leone,

che negli anni e nei decenni passati ha

vivacizzato la politica grottagliese.

Per cui io credo che sia opportuno, oltre

a commemorarlo con un minuto di silenzio,

dare la parola a chi oggi voglio esprimere

un pensiero, un ricordo per questa importante

persona che ha reso illustre la nostra

città.

Mi aveva chiesto la parola il consigliere

Ottavio Orlando.

Grazie, Presidente.

Questo era il posto di Michele Santoro,

per decenni, in questo Consiglio comunale.

L’emozione a volte tradisce anche le parole.

Per chi come me lo ha conosciuto prima

da avversario leale e poi da alleato e

amico fedele è difficile esprimere quello

che lui ha lasciato come eredità politica

in questa città.

La cosa più importante che la città rimpiangerà

è il suo sorriso, il sorriso di una persona

genuina, come diceva il Presidente, il

sorriso di una persona autentica, il sorriso

di una persona che amava la sua città,

indipendentemente dallo schieramento in

cui egli ha militato, da ultimo dissociandosi

da qualsiasi schieramento e fondando le

sue liste civiche, che lo hanno portato

sempre a cavalcare l’onda politica della

città di Grottaglie.

Io faccio fatica ad avere un ricordo complessivo

di Michele, per quanto egli era presente

nella vita della città. Sono da ricordare

le sue famose battaglie per la difesa dell’ospedale.

Oggi siamo qui a verificare lo stato della

salute grottagliese, con le prospettive

future. Io ricordo le manifestazioni fatte

a Bari, i litigi con i suoi amici e con

i suoi avversari per quanto riguarda quello

che stava per succedere e che poi è successo

a Grottaglie rispetto all’ospedale.

Altre battaglie sintomatiche erano sempre

per il bene della città. Io comunque lo

voglio ricordare con una parola che lui

ossessivamente usava nel rapporto con le

persone, “grazie”. Lui usava sempre ringraziare

tutti. Una cosa che poi, a livello epidermico

ha trasmesso grazie anche alla sua amata

moglie, Annamaria, ai figli Giovannino

e Maria, che hanno le stesse stimmate,

lo stesso DNA del padre, una famiglia che

è sempre a contatto con tutta la città,

sempre a disposizione. Il suo patronato

ha sempre avuto le porte aperte per risolvere

i problemi della gente che lavora, sempre

e con loro.

Io voglio ricordarlo con un semplice grazie,

come lui era aduso fare nei confronti di

tutti.

Ciao, Big Michele.

Grazie ad Ottavio Orlando, non so se ci

sono altri… Mi ha chiesto la parola il

consigliere Gianfreda. Prego.

Grazie.

L’emozione… Io ho iniziato la politica

circa 25-30 anni fa. Michele era già stato

assessore. È stato uno dei punti di riferimento

grottagliesi della Democrazia Cristiana.

Michele era un uomo semplice, un uomo del

popolo: chi lo conosce, chi l’ha conosciuto

sapeva questo.

Molte volte è stato anche deriso per la

sua semplicità. Questo suo aspetto lo ha

contraddistinto, lo riteneva un punto di

forza. Io con Michele ho fatto tante battaglie,

tantissime. Per me era un fratello maggiore,

un papà.

Lui ha sempre valorizzato le sue origini

umili di persona affianco al popolo grottagliese.

Lui era una persona onesta, una persona

che ha combattuto per il bene di questa

città. Probabilmente, anche il direttore

generale, Colacicco lo conosceva bene,

perché il dottore ha probabilmente avuto

modo di affrontare molti problemi della

provincia di Taranto, quando Michele era

consigliere provinciale, ma anche prima.

Il dottor Colacicco era un punto di riferimento

anche per gli aspetti politici in alcuni

momenti della nostra città. Lui ha sempre

messo davanti questo aspetto. Grottaglie,

diciamo la verità, non è stata, in alcune

situazioni, generosa con lui; lui invece

lo è sempre stato. Lui, e lo possono testimoniare

anche le comunità religiose, ha sempre

fatto del bene, in silenzio, senza osannare

quello che faceva.

Purtroppo lui ha portato una croce, negli

ultimi anni, tutti quanti lo sapevamo,

e ha combattuto. I suoi figli e la sua

amata Annamaria, la moglie, erano un punto

di riferimento per lui, un esempio per

tutti noi, un esempio della famiglia. Lui

amava la sua famiglia, la metteva davanti

a tutti e ha cercato, con la sua semplicità,

di risolvere tantissimi problemi, dai più

bisognosi. Io non sto usando parole di

circostanza, ma sto usando parole della

verità.

Voglio ricordare Michele con due – purtroppo

non possiamo farle vedere – fotografie.

Una è quella del suo ufficio: quando entravo

nel suo ufficio lui aveva, mi sono sempre

chiesto il perché, aveva una piccola scrivania,

semplicissima, con una sedia semplice;

sedeva dietro quella piccola scrivania,

probabilmente anche il Sindaco ha avuto

l’onore di verificare la sua semplicità;

affianco c’era il fratello Carmelo, in

una situazione in cui ti metteva a tuo

agio. L’altra, voglio ricordarla, è la

foto insieme a Ottavio, davanti all’ospedale,

incatenato.

Io voglio ricordarlo solo con questi due

momenti. Chiedo soltanto, probabilmente

c’è chi ha assistito l’omelia, di ricordare

le parole onestà, quando è andato via,

quando gli abbiamo dato l’estremo saluto,

e Paradiso, che io penso Michele abbia

meritato.

Grazie, Michele.

Grazie per le belle parole di Ciro Gianfreda.

(Applausi)

La vicinanza di tutto il Consiglio e delle

Istituzioni alla famiglia. Ha ricordato

la moglie Annamaria, il figlio Giovannino,

e in particolare poi la figlia Maria, che

oggi siede e credo che onorerà la memoria

del padre con la sua presenza qui in Consiglio

comunale. Un abbraccio a lei in particolare.

Credo che anche il Sindaco voglia dire

due parole. Prego, Sindaco.

Purtroppo, in poco tempo è la seconda volta

che il Consiglio comunale è chiamato a

ricordare due personaggi illustri della

politica locale. Michele Santoro è stato

un decano della politica, una persona che

ha rappresentato e rappresenta ancora testimonianza

importante di impegno sociale e politico.

Approfitto per raccontare ai ragazzi che

sono presenti, il senso di responsabilità

di Michele Santoro in tutto questo tempo.

Michele, da quando sono Sindaco mi ha sempre

bombardato: con i carri armati, con gli

elicotteri, ha fatto l’opposizione com’è

giusto che fosse il lavoro dell’opposizione.

Ciononostante, in nessun momento Michele

Santoro o gli altri consiglieri hanno mai

fatto cose diverse dal contegno civile.

Fuori da qui era un momento interessante

di confronto e di crescita. Era una persona

umile, e voglio raccontare, perché rimanga

alla storia e agli atti del Consiglio comunale

un episodio: ricordo che alle elezioni,

con il Sindaco Ciro Alabrese, erano arrivati

quasi vicini come punteggio e dovevano

fare il ballottaggio. Io non ero concorrente

per il ballottaggio, mi ero posizionato

abbastanza bene. Ricordo una cosa che mi

è rimasta impressa, devo dire la verità,

quel suo senso di umiltà. Non è che Michele

Santoro in quella circostanza mandò degli

emissari a parlare con me per dire “proviamo

a fare un accordo”. No. Mi telefonò mi

chiese “dove stai?”; gli dissi “veramente

sto a pranzo dai miei suoceri”; “beh, sbrigati

che tra dieci minuti ti vengo a prendere”.

Arrivò… Immaginate quei film, quando viene

uno con una macchina monovolume scura…

Mi rapì, mi prese e mi portò via. Gli dissi:

“veramente devo finire di mangiare…”; “no,

vieni, dobbiamo parlare…” Mi portò in campagna

sua, mi disse: “dobbiamo parlare”. Dissi:

“Michele, sì, dimmi”; “dobbiamo ragionare,

dobbiamo fare un progetto insieme…”. Dissi:

“Michele, lo sai, la storia mia è una storia

distante dalla tua, non riusciremmo neanche…

Forse ti potrei dare solo il mio voto perché

siamo su posizioni diverse”. Mi disse:

“il problema non è il voto, l’appoggio,

condividiamo punti programmatici, dovremmo

ragionare…”. Dissi: “Michele, senti, non

è possibile”.

Ovviamente, col suo fare scherzoso mi disse:

“e tu sei comunista, non possiamo fare

niente”. Dissi: “Michele, non è sono comunista,

è che non ci troviamo, come lo spiego alle

persone? Noi ci siamo fatti la campagna

elettorale contro”. Dice: “Ma tu non devi

essere comunista, io metto l’esperienza

e tu metti le idee con un bel gruppo di

ragazzi…”. Dissi: “Michele, non è possibile”.

Ce ne tornammo. Mi riaccompagnò, disse:

“entro stasera mi devi far sapere perché

io devo presentare il foglio per l’accordo”.

Dissi: “Michele, non ne possiamo fare accordi”;

“Si va beh…”

Poi, mezz’ora prima che scadesse il termine,

mi chiamò: “tu sei comunista e mi dici

no, però io ti devo chiamare perché me

lo devi dire”, me lo diceva così, simpaticamente,

col suo modo di fare. Saltò l’accordo.

Perché sto raccontando questo fatto? Perché

nonostante non ci sia stata quella condivisione,

quando alla fine del mandato scorso lui

poi è stato poco bene, ma anche poco prima,

l’unica cosa che mi diceva sempre era questa:

“io ti devo sempre bombardare perché è

mio dovere, ma ricordati sempre che in

qualsiasi momento avrei bisogno del mio

appoggio in Consiglio comunale – lo posso

dire pubblicamente perché lui questo lo

ha sempre rivendicato con orgoglio – io

l’amministrazione non la mando a casa,

perché il Commissario è una brutta cosa

quando viene, quindi io mi assumo la responsabilità

politica”, mi diceva sempre “non come hai

fatto tu, comunista, di mantenere in piedi

l’amministrazione”. Faccio questo racconto

anche simpatico, per ricordare una persona

che, anche con le distanze politiche aveva

il senso delle Istituzioni, aveva il senso

del rispetto e l’amore per la città. Tutte

le volte che abbiamo manifestato, Michele

si è incatenato, tutte le volte che siamo

andati a Bari, in quel momento Michele

diceva sempre “tu vai avanti con la fascia

che noi veniamo dietro, perché dobbiamo

portare avanti questa battaglia”.

Poi le cose purtroppo non sono andate come

avremmo voluto tutti; però certamente quello

è stato un altro dei momenti importanti

in cui è si è rappresentata al meglio il

senso della comunità, il senso della responsabilità

istituzionale del territorio.

Chiudo dicendo che lo ricordo con simpatia,

ovviamente con la stima e con un’amicizia

che poi è conosciuta anche nel tempo e

nell’ultimo periodo, anche a causa della

sua malattia e di altre vicissitudini mie,

ci siamo sentiti sempre più spesso. Sinceramente,

non mi aspettavo un tracollo così importante.

Il giorno prima che lo portassero in ospedale

mi ero sentito al telefono. Mi aveva detto:

“oggi no, però magari ci vediamo fra qualche

giorno, appena faccio qualche accertamento”.

Purtroppo questo tempo non c’è stato per

rivedersi e per salutarsi, e di questo

mi dispiaccio molto, perché tutte le volte

che andavo a casa stava lì, sempre con

la sua simpatia, col suo buonumore, con

il suo modo di interloquire simpaticamente.

Purtroppo, ogni volta che entravo diceva

alla moglie, alla figlia e al figlio che

c’erano: “è arrivato il comunista, mi raccomando,

stiamoci attenti”.

Questo è il ricordo di Michele. Lo voglio

ricordare con questo saluto simpatico.

Michele, rimarrai nei nostri cuori con

tanto affetto, penso di poter sintetizzare

così, e con tanta stima. Grazie per tutto

quello che hai fatto.

Non ti dimenticheremo. Grazie. (Applausi)

Grazie, Sindaco.

Sulle recenti scomparse di Maurizio Bais

e Michele Santoro mi ha chiesto un pensiero

anche il direttore generale, però prima

di passare la parola al direttore generale

mi ha chiesto la parola il consigliere

Donatelli.

Prego.

Grazie e buongiorno a tutti.

È chiaro che in questi momenti oltre alla

commozione c’è il rischio anche di scivolare

nella retorica, cosa che non è assolutamente

avvenuta, e non avverrà perché stiamo parlando

di persone reali, in carne ed ossa, che

abbiamo conosciuto, insieme alle quali

abbiamo fatto battaglie comuni.

La commemorazione quindi anche da parte

mia. Mi sento di poterla fare anche in

qualità, se volete, di veterano del Consiglio

comunale.

Io ho conosciuto Michele Santoro da politico,

da consigliere comunale, quando lui è entrato.

Io ovviamente – dico “ovviamente” ironicamente

– ero già consigliere comunale. Lui è entrato

nel 1988, quindi si è sempre caratterizzato,

per le cose che hanno detto anche il Sindaco

e gli altri colleghi che sono intervenuti,

per la sua spontaneità, per la sua, a volte

anche irruenza nell’affrontare i problemi,

con l’unico obiettivo che era quello di

fare il bene comune, di rappresentare il

bene comune nelle sue battaglie.

Battaglie che hanno visto sostanzialmente

due punti di riferimento assolutamente

importanti: uno è l’argomento che affronteremo

dopo, l’ospedale; l’altro l’agricoltura,

il lavoro in generale, ma l’agricoltura

in particolare.

L’azione politica di Michele Santoro in

quest’Aula consiliare si è caratterizzata

come dicevo prima con il suo carattere,

con la sua passionalità nell’affrontare

le politiche. Anche io voglio raccontare

un brevissimo episodio che è accaduto proprio

in quest’Aula, molti anni fa, per dire

la verità. C’era un incontro, in quest’Aula,

dell’amministrazione comunale, che io rappresentavo

in quell’occasione in qualità di vicesindaco,

con il Comitato che si batteva contro l’installazione

di antenne selvagge. Era un incontro abbastanza

positivo, tra l’altro stavo andando abbastanza

positivamente nella direzione della discussione

e del dibattito che si era aperto. Questo

dibattito però veniva interrotto continuamente

da Michele Santoro, perché voleva dare

il suo contributo, anche se magari in quel

momento poteva soltanto dare un’adesione

formale. Invece, continuamente interrompeva

gli interventi che venivano fatti sull’argomento:

ovviamente, stiamo parlando delle antenne

e leader della lotta dell’antenna era allora

l’attuale Sindaco, Ciro D’Alò.

Nell’interrompere continuamente le cose,

a un certo punto ho tentato di fermarlo.

Gli ho detto: “Scusa, Michele, sei proprio

maleducato, mica puoi interrompere continuamente

questi interventi da parte delle persone

che sono presenti e che stanno intervenendo”.

Quindi, lo chiamai maleducato. Pensavo

fosse finito lì, l’episodio. Invece, dopo

un po’ di tempo mi chiama il maresciallo

dei Carabinieri di Grottaglie per notificarmi

una querela che mi aveva fatto Michele

Santoro per averlo chiamato “maleducato”.

Tant’è che il maresciallo mi accolse con

una grande risata, disse “ma come, per

averlo chiamato ‘maleducato’ ti ha fatto

la querela?”. Gli ho detto: “io conosco

Michele, so la sua spontaneità, la sua

passione per quelle cose, quindi che devo

dire? Accetto questo episodio, questa querela”.

Poi, però, devo dire la verità, Michele

quella querela l’ha ritirata, com’era pure

scontato, era stato quel momento che aveva

portato a quella conclusione.

Ha ritirato quella querela, e da quel momento

si è intensificato anche il rapporto di

amicizia fra tutti e due, anche se militavano

in formazioni politiche diverse, e a volte

anche contrapposte. È un’amicizia quindi

che è continuata soprattutto nella prima

gestione, nella prima fase della Giunta

D’Alò, quando insieme abbiamo fatto tutta

una serie di iniziative unitarie, come

opposizione, nei confronti dell’Amministrazione

D’Alò di quell’epoca.

Ho voluto raccontare questo per sottolineare

ancora una volta il carattere umano di

Michele, la sua genuinità, la sua spontaneità,

la sua irruenza, voglio utilizzare ancora

una volta questa parola, che caratterizzava

la sua passione politica, voleva dare il

suo contributo.

Michele è stato un leone, è stato ricordato

anche prima, un leone in tutti i sensi:

un leone dal punto di vista politico, che

si è battuto per le idee che lui sosteneva,

abbiamo ricordato l’ospedale, l’agricoltura,

ma anche altre situazioni. È stato un leone

anche nel combattere una grande malattia,

una lunga malattia che l’ha portato ad

allontanarsi anche fisicamente dalle battaglie

che si sono fatte in questa città.

Lo voglio ricordare, così, quindi, come

una persona assolutamente genuina, che

ha avuto la forza di affrontare questa

malattia, sostenuto ovviamente dal grande

affetto della sua famiglia. Voglio inviare

un commosso abbraccio nei confronti di

tutta la famiglia, alla moglie, ai due

figli, ma soprattutto alla figlia Maria,

nostra collega nell’avventura istituzionale

di questa amministrazione comunale.

Ancora una volta quindi grazie, Michele,

per quello che hai fatto. Michele sicuramente

non è un ricordo formale che potrebbe anche

scadere nella retorica, ma è assolutamente

sincero. Ti ricorderemo quindi per quello

che sei stato: un grande leone che si è

battuto per gli interessi comuni, per il

bene comune.

Grazie, Michele. (Applausi)

Grazie, consigliere Donatelli.

Prego, direttore.

Sicuramente il ricordo di Michele mi prende

e mi emoziona. Anche se ultimamente ci

sentivamo solo telefonicamente, però, le

persone vere, le persone, come si diceva

prima, che sono irruenti…Lui non era irruente,

lui era una persona che rispetto alle sue

battaglie nobili si faceva strada. Quando

lui doveva dire qualcosa di cui era convinto,

ma che in realtà era espressione di una

problematica che riguardava i cittadini

del territorio, non aveva difficoltà a

irrompere. In presenza delle massime autorità

politiche, lui irrompeva, parlava e diceva

la sua.

Mi unisco quindi al pensiero di tutti,

perché queste persone lasciano il segno,

proprio perché nella loro semplicità, nella

loro umiltà, con grande onestà intellettuale,

poi diventano degli esempi. E quando con

la loro azione diventano esempio e modello

di riferimento, a maggior ragione dobbiamo

ricordarle, a maggior ragione dobbiamo

lasciare un segno tangibile della loro

presenza.

Rispetto a questo ricordo che, così come

si ricordava prima mi ha visto in una breve

parentesi di impegno politico che ho avuto

anni addietro, però mi ha portato a un

rapporto carnale, a un rapporto forte,

quindi all’emozione di oggi.

Nel ricordare anche Maurizio, nostro dipendente,

e persona appassionata, persona che ha

fatto della sua attività una missione per

gli altri, ecco, da parte mia, caro Sindaco

– mi rivolgo a tutti i consiglieri – la

più assoluta e totale disponibilità a trovare

un modo tutti insieme perché all’interno

di quelli che sono i nuovi servizi che

a breve andremo a rappresentarvi, lo dico

con il cuore, avrei piacere di ricordare,

con delle targhe commemorative, questi

amici che nel loro ricordo e in quel solco,

i giovani e chi verrà dopo di noi si chiederà:

ma chi erano, chi era Michele, chi era

Maurizio, e qualcuno dirà quello che hanno

fatto per questa comunità.

Comunque, grazie per avermi dato l’opportunità

di fare questa riflessione con voi. Grazie.

(Applausi)

Grazie al direttore Colacicco.

Chiudiamo questo momento di commemorazione

con un minuto di silenzio.

Grazie a tutti.

Procediamo con l’inizio dei lavori dell’odierno

Consiglio comunale, informando i consiglieri,

vi è stata già data distribuzione, che

è stato presentato, a firma di dodici consiglieri

un ulteriore ordine del giorno che come

da regolamento verrà votato a margine della

mozione presentata nella seduta odierna

del Consiglio comunale.

Pertanto, diamo inizio ai lavori con l’unico

punto all’ordine del giorno (anzi, con

il primo punto all’ordine del giorno):

“Mozione protocollo n. 17762 dell’8/6/2022

su ‘Ospedale San Marco di Grottaglie e

riorganizzazione della rete assistenziale

territoriale’ presentata dal Gruppo consiliare

di Fratelli d’Italia”.

Ovviamente ho omesso la lettura dell’ulteriore

ordine del giorno presentato, che credo

sarà illustrato poi dai consiglieri proponenti.

Pertanto, do la parola al consigliere Lenti.

Prego, consigliere.

Grazie, Presidente. Ringrazio anche per

la cortese presenza del direttore generale.

Mi sembra il caso, forse è la giornata

migliore, ed interpreto il pensiero di

tutti, per onorare due persone che si sono

battute per la sanità grottagliese, caro

direttore: Maurizio Bais, e soprattutto

Michele Santoro, che della permanenza e

della continua e costante apertura e potenziamento

dell’ospedale di Grottaglie hanno fatto

una battaglia di vita, insieme al consigliere

comunale già di Alleanza Nazionale, Benito

Gerlone.

Michele e Benito sono arrivati al punto

di legarsi, di incatenarsi davanti all’ospedale,

proprio quando se ne paventava la chiusura,

chiusura che progressivamente si sta avverando.

Io oggi mi compiaccio della presenza di

tanti illustri colleghi, mi sembra di essere

ad un convegno medico. Questo invece è

un Consesso politico, e qui dobbiamo parlare

di politica. Nel momento in cui io leggo,

nella deliberazione del direttore generale,

che ha stravolto quella che era l’idea

per quanto riguarda i finanziamenti della

missione 6 del PNRR rispetto alle indicazioni

dettate dalla delibera di Giunta regionale

del 7 marzo 2022, noi non possiamo sottacere,

e vedere, verificare che si sta determinando

un ulteriore depotenziamento dell’ospedale

di Grottaglie.

Adesso io ho preso visione dei nuovi punti

e non posso far altro che rallegrarmi.

Però, leggere nella delibera di Giunta

regionale che è stata individuata Grottaglie

come centro di ospedale di comunità insieme

a Massafra, leggere nella sua delibera,

o nella delibera redatta dal responsabile

della strategia d’intervento; leggere invece

di Grottaglie che diventa casa di comunità,

per cui c’è stato uno spostamento, e poi

il Sindaco mi deve rispondere su questo,

perché questo è un intervento di natura

politica, non è un intervento di natura

tecnica. Io adesso leggo invece, sempre

sulla delibera del direttore generale,

che sono stati creati quattro ospedali

di comunità, di cui tre nel versante occidentale,

con completo abbandono della zona centrorientale

della provincia di Taranto. L’ospedale

di Grottaglie è diventato, e di fatto lo

è già, casa di comunità. E poi leggo dell’ospedale

di comunità Massafra pertinente, perché

era presente già nella delibera di Giunta

regionale, l’ospedale di Ginosa, che a

mia memoria non ricordo avesse un ospedale,

l’ospedale di Castellaneta, sempre Ospedale

di comunità, e l’ospedale di comunità di

Martina Franca. Da questo elenco manca

l’ospedale di comunità, caro Sindaco.

Tra l’altro, leggendo e spulciando la delibera,

ho anche verificato che questa, con questo

tipo di interventi poteva essere modificata

in seno alla Conferenza dei Sindaci. Allora

io vorrei chiedere al nostro Sindaco se

ha proposto qualcosa di alternativo, oppure

se fosse a conoscenza di questo ulteriore

depotenziamento dell’ospedale di Grottaglie.

Toto abrupto è stato cancellato il nome

di Grottaglie e sono stati inseriti, fermo

restando che non ho nulla da togliere agli

altri Comuni della Provincia, però mi sembra

un ulteriore sgarbo istituzionale a questa

città, un ulteriore sgarbo a questa collettività,

che si sente già molto abbandonata dalla

nostra sanità e dalla sanità in generale.

Io vorrei fare un breve excursus su cosa

rappresenta per noi l’Opera Pia Ospedale

San Marco, caro direttore. Non so se lei

conosce la storia dell’ospedale di Grottaglie.

L’Opera Pia San Marco, che si chiama Opera

Pia Ospedale San Marco nasce il 12 marzo

del 1464, come ente caritatevole, all’inizio,

per la cura delle parassitosi, per la cura

e per il sostegno ai meno abbienti e ai

bisognosi. Grazie alla donazione dell’arciprete

Cecere, che donò tutti i suoi averi per

costruire l’Opera Pia San Marco, il progetto

fu portato avanti dal senatore Gasparri

Pignatelli. Noi abbiamo avuto un ospedale,

caro direttore generale, e soprattutto

caro Sindaco, che forse ha dimenticato

la storia di Grottaglie, e abbiamo avuto

l’inaugurazione dell’ospedale di Grottaglie,

caro direttore, nel 1967, sostenuto… Opera

Pia, si intenda bene, perché se fosse rimasto

Opera Pia noi avremmo avuto a Grottaglie

un altro istituto a carattere scientifico,

come sono adesso Acquaviva, Castellana

Grotte, Tricase, San Giovanni Rotondo.

Invece abbiamo avuto un’inaugurazione nel

‘67, ma tenete ben presente che questo

ospedale non è stato costruito soltanto

esclusivamente con fondi pubblici. Questo

ospedale è stato costruito con donazioni

ed elargizioni di privati cittadini di

Grottaglie. Ancora adesso noi abbiamo terreni,

masserie, finanche la pineta Frantella,

che rappresenta il nostro fiore all’occhiello,

era di proprietà dell’ospedale di Grottaglie

e adesso è diventato di proprietà della

Regione Puglia, per quello stolto passaggio

da ente di Opera Pia al calderone della

sanità pubblica regionale.

Ecco perché noi teniamo alla presenza dell’ospedale

di Grottaglie. Fino ai primi anni del 2000

ha rappresentato il fiore all’occhiello

dell’intera provincia di Taranto. Dall’ospedale

di Grottaglie son venuti fuori fior fiore

di primari, fior fiore di medici che hanno

elevato la qualità e la capacità professionale

della classe medica, cari medici.

Vederlo adesso ridotto a semplice presidio

territoriale di assistenza a noi non va

assolutamente. A noi e soprattutto alla

collettività di Grottaglie. Perché? Perché

il presidio territoriale di assistenza

noi lo teniamo già. Non posso io vedere

da medico che quello che viene fatto in

viale De Gasperi debba essere trasferito

all’ospedale di Grottaglie. Io non posso

permettere, né dare il placet perché l’ospedale

di Grottaglie diventi un mero poliambulatorio

di assistenza primaria di base.

L’ospedale di Grottaglie, almeno dovete

consentirci, e questa è la modifica che

io auspico che il sindaco D’Alò solleciti

alla Direzione generale, quantomeno deve

avere la presenza, indipendentemente da

queste belle parole di cui io sono venuto

a conoscenza soltanto adesso, nel vano

tentativo di mitigare questa nostra critica,

l’ospedale di comunità presuppone la presenza

di 20 posti letto, presuppone l’assistenza,

soprattutto per i pazienti non autosufficienti

di poter transitare dall’ospedale di comunità

prima di tornare a casa, se poi siamo in

grado di avere, di determinare e di svolgere

un’attività sanitaria seria e di eccellenza

al domicilio del paziente.

Noi non siamo contrari ad un riordino della

politica sanitaria, perché serve. Però

un riordino non può essere rappresentato

da una riconversione, e ancor più da una

chiusura, caro direttore generale. Per

cui io auspico… Le ho detto brevemente

la storia dell’ospedale di Grottaglie,

per cui io auspico che la presenza quantomeno

di un ospedale di comunità possa rappresentare

un piccolo ristoro alla dignità di questa

cittadina. Non si può non tener conto poi

che adesso un ulteriore errore è stato

compiuto con questa mega galattica struttura

del San Cataldo, che già dal 2015 ha determinato

un depauperamento della forza lavoro degli

ospedali periferici. Forse quindi la politica

sanitaria ha peccato un po’ di presunzione.

Ancora oggi, nonostante decine e decine

di giornate di finte inaugurazioni, ci

ritroviamo ancora con un grezzo sul quale

occorre spendere altri 159 milioni di euro

per poterlo rendere, portare a regime,

e poi serviranno anche altrettanti soldi

per poterlo allestire.

Un errore madornale è stato compiuto, se

ne legge sulla stampa tutti i giorni, con

questo accentrare dell’afflusso da tutta

la provincia di Taranto al pronto soccorso

dell’ospedale Santissima Annunziata di

Taranto. Perché una come paziente mia madre,

poi deceduta, arrivata con una situazione

precedente (cardiopatica, ipertesa, demente)

ha dovuto fare un’anticamera di quattordici

ore prima di poter fare un elettrocardiogramma

o gli enzimi?

Per cui, caro direttore, quello che non

ha fatto il sindaco D’Alò, glielo chiede

il dottor Vincenzo Lenti, glielo chiede

tutta la collettività di Grottaglie. Noi

dobbiamo fare in modo di modificare questo

Piano. Noi siamo sensibili a qualsiasi

miglioramento sotto l’aspetto tecnologico,

sotto l’aspetto organizzativo. Però non

potete toglierci anche l’opportunità di

avere un ospedale di comunità per l’ospedale

di Grottaglie che garantisce l’assistenza

a chi è impossibilitato ad avere assistenza

domiciliar: venti posti letto che tra l’altro

Grottaglie avrebbe tranquillamente meritato

di avere, visto il bacino di utenza. Lei

sa benissimo che all’ospedale di Grottaglie,

ex ASL Taranto 6 affluivano 110.000 persone,

compresa anche Villacastelli: venivano

a Grottaglie dagli altri paesi perché avevano

fiducia. Invece adesso si scappa, adesso

si muore, adesso abbiamo un contenzioso

legale, due o tre al giorno. Questo un

errore. Bisognava prima aspettare di avere

il completamento dell’ospedale San Cataldo,

di avere veramente sul territorio la presenza

del DEA fatto bene, non invece mandare

allo sbaraglio pazienti che devono attendere

12, 14, 18 ore prima di poter essere visitati.

Bisognava mantenere quello che avete scritto

adesso, in questo banale ordine del giorno.

Bisognava mantenere i punti di primo intervento

periferici. Bisognava mantenere il pronto

soccorso autonomo, fino a quando la politica

sanitaria avesse finalmente sbloccato i

fondi, o avesse ultimato i progetti. Auspico

che questa discussione, anche in memoria

di Maurizio Bais e di Michele Santoro…

Per la mia esperienza di medico, memore

e testimone di quello che è stato l’ospedale

di Grottaglie per la nostra collettività,

auspico da parte vostra un maggior impegno,

caro Sindaco, soprattutto il suo, che mi

sembra che sia stato un pochettino negligente.

Io non so se c’è stata la Conferenza dei

Sindaci in sede o durante la discussione

della delibera, se il sindaco D’Alò abbia

proposto delle modifiche o dei punti a

favore del mantenimento quantomeno del

pronto soccorso, e quanto meno dell’ospedale

di comunità che presuppone la presenza

e la contestuale assistenza per 50.000-100.000

persone.

Ritengo che lei sia una persona capace,

per cui non toglieteci anche questa pia

illusione, perché dovremo giustificare

perché molti cittadini di Grottaglie, o

di tutta la Regione, poi vanno a spendere

87 milioni di euro per la mobilità sanitaria

passiva, andandosi a curare fuori dalla

Regione Puglia. Questo significa che è

stato un fallimento totale della gestione

politica sanitaria della Regione Puglia,

soprattutto degli ultimi 17 anni.

Grazie.

Grazie, consigliere Lenti.

Ha chiesto la parola il Sindaco. Prego,

Sindaco.

Io ho ascoltato la relazione. Non faccio

l’intervento, al momento, perché ritengo

che sia opportuno prima, anche per cortesia,

dare la parola agli ospiti che sono qui

e che rischieremmo di tenere fino a questa

sera per una discussione che andrà avanti.

Penso che sia corretto consentire loro

l’intervento e poi, magari… Se è raggiunto

l’accordo con i Capigruppo: Mingolla illustrerà

prima l’ordine del giorno, o lo illustrerà

dopo?

Passerà prima la parola al direttore, che

mi ha chiesto la parola, dopodiché è aperta

la discussione ai consiglieri… Credo che

lo illustrerà il consigliere Mingolla.

Quindi, anche al fine di agevolare i rappresentanti

dell’ASL, i tecnici e i medici, credo che

sia opportuno dare la parola loro. Poi

noi continueremo a fare la nostra discussione

con gli interventi.

Prego.

Si può intervenire sulla mozione, non penso

che il dottore interverrà sulla mozione.

È possibile intervenire sulla mozione?

In che termini? La mozione è l’argomento

sanità…

Quindi, si può intervenire sulla mozione,

o ci deve essere…? Questo chiedevo, solo

un’informazione.

Sì, sì, assolutamente sì.

Quindi possiamo interviene sulla mozione?

Assolutamente sì.

Allora chiedo di intervenire.

Bisogna prenotarsi. Siccome aveva chiesto

la parola il direttore…

Anche per sgombrare il campo da quelli

che secondo me sono degli equivoci, volevo

innanzitutto rispondere su quello che…

Noi non siamo venuti qua per fare un convegno.

Se siamo venuti qua, se io sono venuto

qua è per presentare la mia squadra, quelli

che lavorano con me, che lavorano per Grottaglie

e che lavorano per la comunità. Li ho distolti

da altre attività perché è importante.

Io non sono un solista, un Solone, o un

tuttologo, non ho quella presunzione. Non

sono tuttologo, quindi è importante che

su specifici argomenti io non mi possa

avventurare a rappresentare tecnicamente

come verrà costruito l’ospedale di comunità

qui a Grottaglie. Una delibera del direttore

che recepisce in linea con il PNRR, e in

accordo con il Comune dei finanziamenti

per una Casa della comunità, nella gerarchia

delle fonti giuridiche non va a revocare

o ad annullare quello che la Regione ha

già deciso.

Questo per dirle, egregio collega che l’ospedale

di comunità qui a Grottaglie è previsto,

è previsto con dodici posti letto, che

noi, nel progetto che oggi vi rappresenteremo

porteremo a venti posti letto, insieme

al centro polifunzionale territoriale che

abbiamo discusso con i medici di medicina

generale.

A me ha fatto piacere conoscere la storia

dell’ospedale. Se però volessimo approfondire

e dilungarci in tutto quello che ha determinato

le chiusure e quant’altro, ci perderemmo

nella notte dei tempi, e in periodi in

cui poi, a mano a mano, sia da un punto

di vista tecnico che da un punto di vista

politico, ci sono state tante tante tra

virgolette, diciamo così… Non me la sento

di chiamarle responsabilità, ma allineamenti

a delle direttive nazionali che hanno mantenuto

i vari Governi, a delle direttive recepite

a livello regionale che hanno poi eseguito

le varie Giunte regionali. Io sto in una

fase, dal febbraio di quest’anno, sono

qui a mettere la faccia delle istituzioni,

ma io sono un esecutore regionale, e non

ho difficoltà a dire che quando parliamo

di sanità sul territorio, io non disdegnerei

la presenza dell’assessore e del direttore

del Dipartimento, perché è troppo facile

relazionarsi con chi mette la faccia, perché

noi stiamo qui. Non è la prima volta che

io partecipo ad incontri. Possiamo tranquillamente

fare un gruppo di lavoro tecnico, e dare

la possibilità ai cittadini di questo territorio

di seguire punto per punto quello che stiamo

facendo per l’ospedale di Grottaglie. Al

netto di decisioni però che sono state

già prese non da me, e sicuramente, se

oggi il caro amico Michele fosse qui, quante

volte ha detto “non ce l’ho con te, perché

so che tu non hai responsabilità”? Ma sappiamo

tutti, i ragazzi sicuramente no, le varie

fasi che questo territorio ha subìto in

nome e per conto di tutta una serie di

parametri, del DM 70/2015, dei regolamenti

attuativi e quant’altro.

Io però l’ospedale di comunità, adesso…

I tecnici non sono venuti qua per un convegno,

ma ripeto, stanno qui per rappresentare

tecnicamente quello che stiamo facendo

qui a Grottaglie, con impegno, in termini

di risorse. Ho chiesto anche al direttore

dei lavori di essere qui oggi, all’ingegner

Tonti, perché noi dobbiamo dar conto. Io

sono contento di venire nelle Assise comunali

perché voi rappresentate i cittadini di

questo territorio e avete il sacrosanto

dovere e diritto di chiedere conto. E io

sono qui a darvi conto, a metterci la faccia,

sempre, con tutti.

Noi eravamo venuti qui oggi per rispondere

a quella che è stata la sua interpellanza,

interrogazione, chiamiamola come vogliamo.

Eravamo venuti qui anche, visto che stiamo

anche in procinto delle festività natalizie

e oggi è vigilia dell’Immacolata, che per

quelle che sono le nostre radici cristiane

è una giornata altrettanto importante,

per rendere ai cittadini… Quando ho visto

i ragazzi della scuola sono stato contento.

Se ci date il tempo, noi vorremmo darvi

anche la fotografia dello stato di salute

della comunità di Grottaglie da un punto

di vista epidemiologico, rispetto anche

a quelle che possono essere le iniziative

che noi possiamo avviare con i medici di

base, con le scuole rispetto agli stili

di vita, all’educazione alimentare e quant’altro.

Noi quindi siamo qui oggi per dar conto.

Ecco perché stanno i miei collaboratori:

perché insieme dobbiamo dar conto, con

la dottoressa De Santis. In altre circostanze

ho ringraziato tutti gli operatori, pubblicamente.

Se non avessimo avuto l’ospedale di Grottaglie,

noi rispetto all’emergenza Covid non so

come avremmo fatto. Un ospedale che oggi,

in questo momento, ha la dignità di un

ospedale. Io non credo al fatto che deve

diventare un PPA. Non può diventare un

PPA, intanto perché ci sono 40 posti letto

di riabilitazione che lo caratterizzano

e gli danno la denominazione di PPA, “presidio

post-acuzie”, e 32 di lungodegenza. Stiamo

attivando le sale operatorie per attivare

l’Ernia Center. A me non frega di quello

che sta scritto, a me frega di come dobbiamo

rispondere al fabbisogno di salute dei

cittadini.

Sono andato a richiamare l’amico Guido

Petrocelli. Gli ho detto: “tu, anche se

stai in pensione, deve continuare a dare

il servizio ortopedico a Grottaglie”. Il

direttore dei lavori vi deve dar conto

anche dei ritardi che ci sono, perché noi

dobbiamo attivare l’ernia Center, abbiamo

attivato l’ambulatorio delle ulcere e tutto

il resto. Io faccio tutto questo, e lo

voglio fare insieme ai medici di base.

Voi siete la committenza.

Voi siete la committenza. Voi rappresentate,

siete i terminali del bisogno di salute.

Voi dovete dare a noi le indicazioni di

come dobbiamo fare, al netto di cose che

la storia, o la cronaca degli ultimi anni

ci hanno consegnato. Io sono tra quelli

che dicono che il medico di base non è

vero che non risponde al telefono; io sono

tra quelli che dicono che il medico di

base non è vero che si è chiuso durante

il Covid e faceva scendere le ricette dalla

finestra. Non è vero che il medico di base

non va al domicilio dell’assistito. Non

è vero che il medico di base partecipa

ai convegni e poi si va a fare i viaggi.

Io sono tra questi perché prima di cominciare

la mia carriera, per cinque anni sono stato

medico di base. Io non sono di ripiego

direttore sanitario. Io ho fatto tutta

la gavetta: sono andato a Bologna con la

valigia di cartone, sono tornato e ho fatto

le sostituzioni ai massimalisti per prendere

un punteggio: non mi davano niente. Ho

fatto le sostituzioni ai medici massimalisti

per fare punteggio e per entrare.

Poi ho conseguito la specializzazione e

sto nell’organizzazione dei servizi di

base da sempre. Quindi, sto qua oggi a

cogliere i suggerimenti, e anche le critiche,

perché io non devo seguire gli obiettivi

che mi dà la Regione – questo, questo,

gli obiettivi nazionali –, ma devo rispondere

ai cittadini, e sono consapevole, e chiedo

scusa, delle liste d’attesa, dei tempi

di attesa. Sono consapevole. Però dovete

sapere tutti, e lei, caro collega lo sa

più di tutti gli altri, solo che non ne

ha fatto cenno, della carenza di medici.

Io ieri ho firmato… Il fatto è serio: io

ieri ho firmato le deroghe. Sapete come

faremo per sostituire i medici di base

che vanno in pensione e che non ci sono?

Da 1.500 andremo a 2.000 assistiti; poi

da 2.000 a 2.500. E non è certo colpa mia

se qualcuno non si è mai preoccupato di

collegare in un algoritmo le quiescenze

con gli ingressi alla Scuola di Medicina.

Non abbiamo medici al pronto soccorso,

non abbiamo medici per potenziare e rafforzare

quel punto di primo intervento a cui si

fa riferimento! Questa è la realtà, e la

devo dire in faccia, la devo dire con grande

onestà intellettuale.

Sono qui a prendermi tutte le critiche

del mondo, a scusarmi per sua madre che

ha aspettato tanto lì, al pronto soccorso,

perché col dottor Salfi, col dottor Giovannetti

stiamo portando avanti dei progetti di

umanizzazione, a prescindere dal codice,

se rosso, verde o bianco. Noi dobbiamo

essere umani, quando la persona è anziana

la dobbiamo coccolare lo stesso.

Io sono andato nell’ospedale a chiedere

scusa a una nonna di Crispiano che aveva

aspettato al pronto soccorso 16 ore. Però

i medici si dannavano, al pronto soccorso,

si stavano dannando. Quindi, chiudo e mi

taccio, poi, se volete far parlare i miei

collaboratori loro sono qui apposta, la

sua richiesta è già accolta. Lei domani

viene con me al San Marco e le faccio vedere

i locali, gli ambienti dove stiamo costruendo

l’ospedale di comunità. Quindi, è registrato;

è registrato il mio intervento; ci sto

mettendo la faccia, e qui, nelle carte

della Regione, il 22 settembre alla Regione,

così come fa periodicamente… Perché quelli

a cui fa riferimento lei sono quelli successivi.

A Grottaglie è cristallizzata, c’era, c’è;

tanto è vero che non lo stiamo realizzando

con il PNRR di ultima emissione, ma lo

stiamo realizzando con quegli 8,5 milioni

di euro che stavano nei finanziamenti.

Io qui quindi mi assumo la responsabilità,

le consegno gli atti ufficiali e formali…

Da domani continuiamo insieme. Come sto

facendo con i colleghi, il dottor Tilli

e il dottor Vicinanza, con cui stiamo discutendo

sulle planimetrie dove saranno allocati

i medici di base, perché qui a Grottaglie

realizzeremo quel centro polifunzionale

territoriale che deve dare la possibilità

ai medici di medicina generale di erogare

prestazioni H12, più o meno sette giorni

su sette se riusciamo ad avere poi le coperture

economiche dalla Regione, con un ambulatorio

infermieristico per la cronicità, per la

continuità assistenziale che si deve poi

collegare. Per questo siamo qua. State

ben certi che così come ricordava qualcuno

sono del territorio. Io vengo qui a comprare

le maioliche, oppure a fare altro; la gente

mi incontra; se ha da rimproverarmi mi

rimprovera, mi prendo i rimproveri e chiedo

scusa; se invece c’è un minimo di sostegno

in quello che facciamo, noi lo accettiamo

ben volentieri. Chiedo scusa per aver parlato

troppo.

Grazie al direttore Colacicco.

È aperta la discussione. Invito i consiglieri

a prenotarsi. Successivamente… Prego, Sindaco.

Presidente, solo per l’ordine dei lavori:

siccome se facciamo una discussione tutti

e 24, fra tre ore… Concediamo di rappresentare

quello che ha preparato per noi tutto lo

staff dell’ASL. Ci dedichiamo poi agli

interventi…

Consigliere, un attimo, non le ho dato

la parola.

Consigliere Traversa, il Sindaco ha fatto

una proposta di gestione dei lavori. Dopodiché,

lei mi ha chiesto la parola e io gliela

do immediatamente, come gliela do al consigliere

Mingolla che si è prenotato. Lì è visualizzato

l’ordine degli interventi; come mi ha chiesto

di poter intervenire il dottor Vicinanza

e gli cederò la parola.

Detto questo, se la discussione prettamente

politica tra i consiglieri alla presenza

degli ospiti dovesse prolungarsi, è chiaro

che io devo favorire anche gli interventi

degli ospiti. La gestione è sotto controllo.

Prego, consigliere Mingolla, come da ordine

dei lavori.

Buongiorno a tutti, ai giovani che sono

qui presenti oggi, ai cittadini che ci

seguono via social.

Un saluto particolare va alla direzione

strategica dell’ASL, rappresentata qui

oggi dal direttore generale dottor Colacicco

e dal suo staff manageriale. Buongiorno

a tutti.

Prima di esporre ed illustrare l’ordine

del giorno è necessario che io dica qualche

parola per quanto riguarda la mozione che

ha presentato il collega consigliere dottor

Enzo Lenti. Intanto, ringraziamo il direttore

generale per il suo caloroso intervento,

che mi ha strappato il “benissimo”, perché

siamo contenti che finalmente un direttore

generale del nostro territorio si interessi

e guardi con uno sguardo più vicino, più

attento alle problematiche di salute della

nostra comunità.

Torniamo alla mozione. La mozione presentata

così “Ospedale di Grottaglie e riorganizzazione

della rete sanitaria assistenziale”, permettetemi

di dirlo, è confusionaria, fa una commistione

tra strutture sanitarie territoriali e

strutture ospedaliere.

Io ritengo che non sia voluta questa commistione,

anche perché è un medico che l’ha presentata.

Ritengo però di dover puntualizzare che

un conto è il plesso ospedaliero di Grottaglie,

riveniente dal piano di riordino della

rete ospedaliera, la deliberazione della

Giunta regionale n. 239 del 2017 ai sensi

del DM n. 70 del 2015 e del Regolamento

regionale che poi è stato modificato ultimamente

dal Regolamento regionale n. 14 del 2020;

un altro conto è la riorganizzazione della

rete assistenziale territoriale. Per cui,

non ci può essere domani, oggi, una sostituzione

di un PTA che è un presidio territoriale

di assistenza senza posti letto, perché

è giusto che i cittadini conoscano questa

situazione. Perché poi, se non la sanno,

le persone, possono dire “ma allora veramente

l’ospedale di Grottaglie è diventato un

PTA?”. Non è così. Il PTA è un presidio

sanitario assistenziale senza posti letto,

che fa parte, è in capo al Distretto. Nulla

ha a che vedere con l’ospedale, col plesso

ospedaliero. Uno.

Due: non è possibile che l’ospedale, il

plesso ospedaliero di Grottaglie con i

posti letto che abbiamo adesso… Voglio

ricordare che abbiamo i posti letto di

medicina generale, geriatria, lungodegenza,

i posti letto di riabilitazione che si

sono aggiunti ultimamente, con i servizi

di diagnosi e cura di supporto che sono

la cardiologia, il servizio di radiodiagnostica,

il servizio di patologia clinica, la sezione

di genetica medica, la dirigenza medica

di presidio, il quartiere operatorio (per

il quartiere operatorio diremo qualcosa

più avanti nell’ordine del giorno) e il

punto di primo intervento, il quale punto

di primo intervento è contenuto in un documento

a sé stante.

Per tale ragione devo definire e concludo,

per quanto riguarda la mozione, che la

mozione fatta anche perché nondimeno dalla

dichiarazione fatta dal direttore generale,

la 134 prevedeva l’ospedale di comunità,

prevedeva la casa di comunità. Noi, i Gruppi

consiliari di maggioranza che abbiamo presentato

quest’ordine del giorno, vogliamo respingere

questa mozione, non perché non vogliamo

l’ospedale di comunità, ma perché vogliamo

la casa di comunità che riesca ad erogare

assistenza sanitaria, medica, infermieristica

e sociosanitaria, vogliamo l’ospedale di

comunità che con i suoi venti posti letto

può ricoverare pazienti della nostra comunità

con patologie acute minori e patologie

riacutizzata. Questo vogliamo.

La mozione quindi egregio collega, secondo

il mio modesto e umile punto di vista è

soltanto una delle dichiarazioni ed una

comunicazione speciosa, che non ha verità,

che non ha radici di verità, e che non

fa altro che ingenerare sfiducia da parte

dei cittadini nei confronti del Servizio

sanitario pubblico in favore del privato.

E in ultima analisi, può anche ledere le

immagini delle istituzioni, sia della ASL

che dell’Amministrazione che governa la

città.

Chiudo, per quanto riguarda la mozione:

se mi è consentito, Presidente, proseguo.

Dicevo che i Gruppi consiliari di maggioranza

hanno preparato un ordine del giorno, ordine

del giorno suddiviso in due documenti:

uno riguarda l’assistenza diretta ospedaliera,

e questa è indirizzata direttamente…

Dicevo: bisogna salvaguardare la dignità

del Consiglio comunale e le regole.

Questo Consiglio comunale è stato convocato

per discutere la mozione che è stata presentata…

È facoltà a termini di Regolamento da parte dei

Consiglieri presentare gli ordini del giorno,

consigliere…

Ma degli ordini del giorno discutiamo dopo,

semmai.

Sì. Consigliere Donatelli, ha fatto bene.

Mi dà l’opportunità di fare una precisazione:

è chiaro che a termini di Regolamento è

facoltà – lei ne ha presentato un altro

negli scorsi Consigli comunali– dei consiglieri

favorire la presentazione di ordini del

giorno aggiuntivi, che a termini di Regolamento

vanno discussi e votati a margine del Consiglio.

Essendo l’argomento… È così. Essendo l’argomento

unico, cioè sanitario, quindi non stiamo

affrontando un ulteriore argomento, come

è successo per caso Leonardo, o per il

caso Ilva, non posso impedire, nell’ambito

della discussione e della dissertazione

sul tema odierno, di avere…. C’è il Regolamento.

Le sto confermando la veridicità di ciò

che ha detto Donatelli. Consigliere Traversa,

stiamo andando avanti.

L’unica cosa che chiedo al Consiglio, e

credo che siamo intelligenti per poter

favorire una discussione sana anche alla

presenza degli ospiti è che siccome entrambi,

la mozione e l’ordine del giorno aggiuntivo

riguardano lo stesso argomento, credo che

si possa favorire un’unica discussione,

fatto salvo che poi in termini politici

e regolamentari avranno una procedura di

discussione e approvazione… Ripeto: in

termini regolamentari è così. Sto chiedendo

una cosa… Donatelli, mi faccia determinare

e le do la parola.

Il termine è “sanità”, cioè, l’argomento

è sanità, non mi sta parlando di Leonardo

o di quant’altro, per cui dico: siamo al

punto sulla sanità, di Leonardo, o dell’Ilva

parliamo a margine, come da Regolamento.

Non posso impedirlo nel senso che dovrei

entrare parola per parola nei singoli vostri

interventi che non afferiscono alla mozione

di Fratelli d’Italia. Siccome la discussione

è più generale sulla sanità, magari il

consigliere Mingolla non legge la mozione

perché la legge alla fine, ma gli argomenti

li può esplicitare lo stesso, nel senso

che io non posso interrompere parola per

parola… Come da Regolamento.

Prego, Donatelli. Un attimo.

Soltanto per precisare ulteriormente. Siccome

il Regolamento lo conosciamo tutti, sappiamo

che se si fa una cosa in deroga al Regolamento

bisogna prima concordarla almeno con i

Capigruppo, se non con tutto il Consiglio

comunale: è quello che si sta chiedendo.

Per cui, secondo me dobbiamo attenerci

all’argomento, quindi parlare della mozione.

Dopodiché, c’è stata la presentazione dell’ordine

del giorno, ne discutiamo immediatamente

dopo. Tra l’altro, se si vuole ulteriormente

approfondire con gli illustri ospiti tutto

quello che accadrà, ovviamente è una cosa

in più che ci mette nelle condizioni di

capire meglio come stanno le cose, e soprattutto

come staranno le cose. Tutto qua.

Sindaco.

Presidente, solo una cosa.

Credo sia nella memoria di tutti, ma è

anche agli atti: quando viene presentato

un ordine del giorno, almeno lei, per uso

di questo Consiglio comunale, consente,

all’inizio del Consiglio comunale, al presentatore,

di leggerlo, per poi discuterlo alla fine.

Questo è successo anche nel caso di Leonardo,

quindi non sto dicendo niente di nuovo,

è già accaduto. Lei, all’atto dell’avvio

del Consiglio consenta al presentatore

di leggere l’ordine del giorno presentato,

fermo restando che proprio per evitare

queste beghe prettamente di discussione

politica, avevo chiesto cortesemente di

consentire agli ospiti di rappresentare

la parte tecnica e comunicativa. Dopodiché,

questo dibattito ce lo possiamo fare tranquillamente

tra di noi perché è politico, e rischia…

Io non interrompo nessuno, e a termini

di Regolamento applico il Regolamento e

ribadisco che va data lettura di un ordine

del giorno aggiuntivo, va data lettura

a inizio del Consiglio. Va data lettura

all’inizio del Consiglio; dopodiché, io

– sono trascritte le mie dichiarazioni

– ho omesso la lettura, perché la titolarità

della lettura spetta al Presidente del

Consiglio, l’ho omessa vista la corposità,

chiedendo al consigliere Mingolla di leggerlo.

A termini di Regolamento sarà discussa

e votata a margine del Consiglio.

Detto questo, ribadisco che non posso,

e non potete pretendere – condivido e apprezzo

l’intervento del consigliere Donatelli

– che il Presidente intervenga parola per

parola sull’appropriatezza delle vostre

dichiarazioni rispetto all’argomento, che

è unico, pur rispettando i termini del

Regolamento. Per cui chiedo al consigliere

Mingolla di leggere l’ordine del giorno

aggiuntivo. Dopodiché, termina il suo intervento.

Grazie, Presidente.

Dicevo: l’ordine del giorno presentato

qui stamattina dal Gruppo dei consiglieri

di maggioranza riguarda due documenti.

Prima di entrare nel merito devo dire le

cose come stanno: è composto da due documenti,

uno dei quali è indirizzato direttamente

al direttore generale, perché trattasi

di organizzazione all’interno del plesso

ospedaliero San Marco di Grottaglie, quindi

direttamente al direttore generale. L’altro

invece riguarda responsabilità ad altri

ad altri livelli che siano regionali, in

quanto riguardano la rete di emergenza-urgenza

della Regione Puglia.

Ciò detto, mi accingo a leggere il primo

documento che riguarda la ASL e il direttore

generale. Parto dai posti letto funzionanti

anti-Covid. Sono 72 posti letto tra lungodegenza,

medicina generale, geriatria, riabilitazione.

Poi, per effetto del Covid sono stati diminuiti,

perché c’è stata una contrazione dei posti

letto sia di medicina generale che di geriatria.

Il Piano di riordino della rete ospedaliera,

ai sensi della 239 del Regolamento regionale

Puglia, il DM 70/2015 e legge di stabilità

2016-2017 ha stabilito che lo stabilimento

ospedaliero di Grottaglie sarà un PPA con

72 posti letto, 40 di riabilitazione e

32 di lungodegenza. I 40 posti letto di

riabilitazione sono suddivisi in 20, 10

e 10: 20 di neuromotoria, 10 di cardiologica

e 10 respiratori. Proposta: per implementare

e migliorare l’assistenza ospedaliera diretta

dello stabilimento ospedaliero San Marco

all’interno del presidio ospedaliero centrale,

cioè del POC, premesso che l’articolo 15,

lettera d) del Regolamento regionale della

Puglia sul riordino ospedaliero per la

riconversione recita “il San Marco di Grottaglie

è un plesso ospedaliero del Santissima

Annunziata; la riconversione sarà al termine

del completamento dei lavori per la costruzione

del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto

e sua funzione a regime. In attesa dell’istituenda

azienda ospedaliera San Cataldo di Taranto,

preso atto che per rispondere ai bisogni

di salute della popolazione del distretto

n. 6 circa 110.000 abitanti e 11 Comuni,

e per garantire l’ottemperanza degli standard

quali-quantitativi assistenziali dello

stabilimento San Marco di Grottaglie, si

propone il ripristino dei posti-letto di

lungodegenza, il ripristino del funzionamento

del quartiere operatorio con servizio di

day service e day surgery attiguo al quartiere

per tutti gli interventi di chirurgia minore,

che vanno dall’ernia inguinale, all’ernia

ombelicale, piuttosto che alla colecisti,

al fine di decongestionare i presìdi ospedalieri

di secondo livello, di primo livello e

di base della ASL Taranto; potenziamento

del servizio di patologia clinica attraverso

l’assegnazione di due tecnici sanitari

di laboratorio per il funzionamento del

servizio H12, anche per rispondere adeguatamente

alle richieste del PPI; per la sezione

di genetica della patologia clinica del

POC, attualmente attiva nella sede del

San Marco di Grottaglie, in attesa di un’auspicata

definitiva organizzazione in un’unica struttura

all’interno della ASL, tenuto conto della

mole di prestazioni svolte in tutti questi

anni, anche a fronte di una grave carenza

di personale, in particolare tecnico, si

chiede una corretta redistribuzione dell’attività

associata ad un’equa distribuzione delle

risorse umane, fino a quando non ci sarà

all’interno della ASL un’unica struttura;

potenziamento del servizio di radiodiagnostica

del personale medico e tecnico a pieno

regime per la riapertura di tutte le agende

di radiologia tradizionale, risonanza magnetica,

TAC per rispondere ai bisogni e ai servizi

della comunità con apertura H12 anche per

rispondere alle richieste del PPI; presenza

continua del dirigente medico di presidio

con l’assegnazione di una struttura semplice

già prevista nel Piano di riordino ospedaliero.

Per quanto riguarda la proposta di rafforzamento

del PPI vedere specifica relazione”, che

mi accingo a continuare a leggere. Mi ripeto:

questa è diretta al direttore generale.

Quello che adesso mi accingo a leggere,

invece, riguarda la rete dell’emergenza-urgenza,

quindi attiene a responsabilità istituzionali

regionali e non della ASL.

“Ordine del giorno ai sensi dell’articolo

15 del Regolamento di funzionamento del

Consiglio comunale, presentata dai sottoscritti

consiglieri comunali. La rete di emergenza-urgenza

della Regione Puglia, disciplinata con

la deliberazione della Giunta regionale

n. 2251 del 28.10.2014 aveva previsto per

il San Marco di Grottaglie il pronto soccorso

di base. In seguito al piano di riordino

della rete ospedaliera (giusta deliberazione

della Giunta regionale n. 239 del 28.2.2017

del DM 70/2015, legge di stabilità 2016-2017

e Regolamento regionale relativo), il San

Marco è stato classificato plesso ospedaliero

del Santissima Annunziata, da riconvertire

in presidio post-acuzie (in ospedale post-acuzie)

al termine del completamento dei lavori

e al funzionamento a regime dell’azienda

ospedaliera”. Quindi, il San Marco di Grottaglie

in quel momento è stato trasformato da

pronto soccorso di base all’interno del

San Marco in punto di primo intervento,

questi sono i passaggi: pronto soccorso

di base e punto di primo intervento

“Successivamente, la Regione Puglia ha

approvato il disegno di legge n.157 del

2 agosto 2018, costituendo un’Azienda regionale

per l’emergenza-urgenza (la cosiddetta

AREU). In seguito la Regione ha riorganizzato

la rete dell’emergenza-urgenza, modificando

la riorganizzazione prevista dalla precedente

DGR n. 2251, articolando la rete dell’emergenza-urgenza

in rete dell’emergenza- urgenza ospedaliera

e rete dell’emergenza-urgenza territoriale.

Quella territoriale attraverso le centrali

operative, le postazioni centrali di 118

e i mezzi di soccorso territoriali; quella

ospedaliera invece è stata articolata in

DEA (cosiddetto Dipartimento di emergenza

e accettazione). Per l’ASL di Taranto è

previsto un DEA di secondo livello al Santissima

Annunziata, due DEA di primo livello (presidio

ospedaliero di Castellaneta e Martina),

un pronto soccorso di base (ospedale di

Manduria).

Inoltre, negli allegati di questa riorganizzazione

della rete dell’emergenza-urgenza la Regione

Puglia, attraverso un suo atto ha stabilito

e deciso di chiudere tutti i punti di primo

intervento esistenti sul territorio pugliese.

A tal proposito la Regione Puglia con propri

atti di Giunta ha fissato il termine ultimo

di riconversione di tutti i punti di primo

intervento, impostazione medicalizzata

118”, perché i punti di primo intervento

fino adesso erano soltanto ubicati…

Consigliere Mingolla, la lettura. Va data

lettura

Lo so a memoria.

“Nonostante quanto previsto dalla programmazione

regionale – lo so a memoria perché l’abbiamo

studiata, la materia, per qualcuno che

annuisce: l’abbiamo studiata, la materia,

rispetto ad altri che non l’hanno studiata

– e dalla rete di emergenza-urgenza risulta

tuttavia necessaria la permanenza in modo

stabile presso l’ospedale San Marco di

un punto di primo intervento a gestione

ospedaliera, in quanto il territorio esprime

le seguenti condizioni e presupposti. Considerato

che il plesso ospedaliero San Marco di

Grottaglie insiste nel distretto n. 6 dell’ASL

Taranto, che comprende la domanda e i bisogni

di salute di ben 11 Comuni con una popolazione

che supera i 100.000 abitanti, e che sullo

stesso plesso ospedaliero grava il flusso

di utenza anche dei paesi limitrofi di

Villa Castelli; rilevato che sul territorio

di Grottaglie è ubicato l’aeroporto Arlotta,

con vocazione commerciale e civile, ed

adiacente ad esso insistono un sito di

aviostrutture e il sito aerospaziale Leonardo,

con più di 1.500 addetti; constatato che

il PPI di Grottaglie supera i 15.000 accessi

annui e che il grave sovraffollamento per

i DEA di secondo livello del PII Santissima

Annunziata di Taranto incide negativamente

sulla quantità del servizio offerto e sugli

esiti delle prestazioni in termini di mortalità

e morbilità ospedaliera, con il risultato

finale di permanenza dei pazienti nei locali

di pronto soccorso, in media, dalle 8 alle

10 ore.

Constatato altresì che il plesso ospedaliero

San Marco, già operativo con dirigenza

medica di presidio, posti letto di medicina

generale, geriatria e riabilitazione, servizi

sanitari diagnostici di supporto, quali

cardiologia, patologia clinica, sezione

genetica e radiodiagnostica, n. 3 stanze

adiacenti al locale del PPI che è già operativo

e utilizzabile per il triage infermieristico,

trattamento dei codici verdi e bianchi,

una stanza per l’astanteria e per le osservazioni

brevi, abbiamo 16 infermieri strutturati

dipendenti dell’ASL, 7 operatori sociosanitari

strutturati anch’essi della ASL; solo i

dirigenti medici sono convenzionati con

il 118.

Visto che brevi manu nel mese di maggio

scorso il Sindaco del Comune di Grottaglie

ha già consegnato questo documento all’assessore

regionale alla salute, dottor Rocco Palese;

il Consiglio comunale impegna il Sindaco

nei confronti del Presidente della Regione,

del direttore di dipartimento salute, dell’assessore

regionale alla sanità e dell’agenzia AREU

a proporre la permanenza di un punto di

primo soccorso di base, o PPI rafforzato,

a conduzione ospedaliera, che operi H24

con consulenze cardiologiche, internistiche,

di radiodiagnostica e di patologia clinica,

in stretta collaborazione con i DEA di

secondo livello del Santissima Annunziata,

con i DEA di primo livello e pronto soccorso

di base degli altri presidi, soprattutto

perché i bisogni di salute di emergenza-urgenza

della comunità grottagliese e della popolazione

del distretto n. 6 non possono essere considerati

di second’ordine rispetto alle restanti

popolazioni della provincia ionica.

La strategia di questo sistema integrato,

DEA di secondo livello, primo livello e

secondo livello, PS di base e PPI punta

ad ottenere risultati quali-quantitativi

della risposta ai bisogni di salute e di

emergenza-urgenza, migliorando di conseguenza

la fiducia da parte dei cittadini utenti

nei confronti del Servizio sanitario regionale

e della ASL per la promozione della salute”

Grazie, Presidente.

Grazie, consigliere Mingolla.

Ha chiesto la parola il consigliere Traversa.

Prego, consigliere

Grazie.

Do il benvenuto al direttore Colacicco,

di cui ho apprezzato moltissimo l’intervento,

perché le cose che lei ha detto, dottore,

per una strana coincidenza, martedì sulle

reti Rai sono state affrontate dalla trasmissione

Report: è esattamente quello che lei ha

detto. Per chi ha potuto vederla, c’era

da mettersi le mani nei capelli, specie

anche per la possibile organizzazione dei

medici di base in cooperativa, con lo scandalo

che sussiste nel Veneto e in Lombardia.

Mi auguro che qui non avvenga questo.

Le cose che ha detto quindi le condivido,

come condivido l’ospedale di comunità.

Pensi che è stato il mio cavallo di battaglia

durante la campagna elettorale dello scorso

anno, perché come lei sa gli ospedali di

comunità erano già istituiti dal 2019-2020

e prevedevano Grottaglie. Il suo predecessore

non ha dato un minimo avvio all’iter, anche

nel silenzio dell’Amministrazione comunale.

Quindi, ben venga lei, che ci dice che

finalmente tirerà fuori dal cassetto quella

delibera di Emiliano. È un po’ imbarazzato

rispetto a quello che è stato detto dal

portavoce dei consiglieri comunali, perché

a questo punto non so cosa dovrebbe dire

la sua squadra qui presente. È stato tutto

già organizzato, ipotizzato e redatto nei

minimi particolari, anche per la stanza

delle fotocopie, dal consigliere Mingolla

e dai consiglieri di maggioranza. Quindi,

saluto la squadra, della presenza della

quale non eravamo assolutamente avvertiti.

Voglio però solo ricordarvi, direttore,

che lei ha detto “siamo venuti qui”. No:

voi non siete venuti qui, siete stati chiamati

da noi, vale a dire dalla mozione del consigliere

Lenti di Fratelli d’Italia; altrimenti,

non so quando lei si è insediato, ma a

Grottaglie lei e la sua squadra non siete

mai venuti. Siete venuti oggi perché tirati

per la giacchetta dalla mozione del consigliere

comunale. Né il Sindaco l’ha mai invitata

ad incontrare il Consiglio comunale. Un

po’ mi dispiace quindi che lei abbia detto

“siamo venuti”. No: siete stati convocati

dalla... Allora il Presidente non ha convocato

nessuno; va bene, quindi lei è qui di passaggio.

D’accordo, va bene. Allora lei è qui grazie

alla minoranza, che ha voluto questo incontro.

Quindi, quando dice lei “siamo venuti”,

credo che sia un errore sintattico e grammaticale.

Quindi, ben venga la squadra, ora ascolteremo.

Però io la supplico vivamente… Sono molto

interessato a quel discorso che faceva

sulla medicina del territorio, sulle indagini,

sull’alimentazione, sugli stili di vita

che già associazioni di medici svolgono

a Grottaglie, quindi mi fa piacere che

adesso sia assunta questa iniziativa che

già avviene a Grottaglie da diversi anni

dalla direzione della ASL. È quindi un

conforto in più, grazie anche per questo.

A proposito della mozione, anche la mozione

del consigliere Lenti diceva “con la quale

si impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare

urgentemente una interlocuzione – ecco

perché lei è qui, dottor Colacicco – con

il Presidente della Giunta regionale, Michele

Emiliano, l’assessore alla salute, Rocco

Palese, e il direttore generale della ASL

di Taranto, Gregorio Colacicco”, questa

è la mozione. Come però lei stesso ha rilevato,

lei ha rilevato la mancanza, l’assenza,

lo ha detto lei, di rappresentanti della

Regione. Non penso nella squadra non ci

sia nessuno che rappresenti la voce del

Presidente Michele Emiliano, né dell’assessore

alla Salute Rocco Palese, quell’assessore,

ci ha detto poco fa il consigliere Mingolla,

che a maggio pare e non ho motivo di dubitare

sia stato sollecitato dal Sindaco, proprio

con quella mozione che oggi ci vengono

a proporre qui (a maggio, oggi siamo a

dicembre). Siamo senz’altro disponibili

ad ascoltare la squadra; però, un’accortezza:

io pregherei la squadra. e lei in capo,

di farci pervenire quanto prima, se non

ai singoli consiglieri, al Sindaco, che

avrà l’accortezza poi di convocarci qualche

documento scritto, dove si dice cosa avete

intenzione di fare per Grottaglie. Oggi

lo ascolteremo dalla vostra voce, e per

carità, mi fa piacere. Però, a breve, a

stretto giro di posta la pregherei, queste

cose. di scriverle e farle pervenire in

maniera che siano veramente i programmi

della ASL.

Saluto anche l’ingegner Tonti, che abbiamo

avuto modo di ascoltare, ma io lo conosco

per altre circostanze. So che già lo scorso

anno si è impegnato nell’investimento,

credo, di 3 milioni di euro per rifare

l’efficienza energetica di tutta la struttura,

quindi sarebbe il colmo se tutto questo

lavoro andasse a carte 48 e si dovesse

ridurre l’attività sociosanitaria in quel

sito. Quindi, va bene tutto, l’importante

e questo è l’appello che faccio a lei,

forse non dovrei farlo, direttore, ma essendo

stato lei uno degli assessori più competenti

e di spicco del centrodestra, del territorio

ionico, in qualche modo non metta sottoterra

questa sua esperienza di assessore, che

è quella di far partecipi le comunità,

ma davvero. Ci renda, almeno nella comunicazione…

Altrimenti, siamo ignari e siamo appesi

solo alla bontà di un consigliere che si

alza e chiede di convocare un Consiglio

monotematico sulla sanità.

Questo, se non vuol fare politica, è giusto

così, lo lasci alla politica. Però lei,

nella sua qualità, cerchi di avere un’interlocuzione

con la città di Grottaglie, cosa che a

livello politico ci sembra essere mancata

in toto.

Grazie. L’ascolteremo.

Grazie, consigliere Traversa.

Due doverose precisazioni, senza nessun

richiamo normativo, né riferito al TUEL,

né allo Statuto comunale o il Regolamento:

noi abbiamo titolarità a convocare il direttore

generale: lo possiamo solamente invitare

come nei normali rapporti tra enti. Ringraziamo

per la sua presenza non solo lui, ma anche

tutta la squadra.

L’altra doverosa precisazione è che le

fotocopie sono state fornite questa mattina

grazie all’opera dei funzionari comunali

che hanno provveduto a fotocopiare l’ordine

del giorno presentato.

Ha chiesto di intervenire il dottor Arturo

Vicinanza. Prego.

Grazie, buongiorno a tutti. Per chi non

mi conosce, sono Arturo Vicinanza, sono

un medico di medicina generale, detta anche

medicina di base, qui a Grottaglie.

Sono qui perché sono il referente di un

gruppo di medici che ha dato già da tempo

la disponibilità per affrontare e provare

a risolvere i problemi che tutti viviamo

nella sanità.

Sarò molto breve, con quelle che in gergo

giornalistico chiamano “pillole”, e se

la pillola la dà un medico, forse è meglio.

La domanda è che cosa sta accadendo. Dobbiamo

fare un brevissimo excursus storico, visto

che stamane si è parlato di storia. Negli

anni 50-60 c’è stato un periodo di apparente

grande benessere, il miracolo economico,

quindi si è andati avanti con un’illusione

di benessere e di una ricerca del benessere

che purtroppo, dagli anni 70-80 in poi,

e molti di noi ne hanno consapevolezza,

è andata scemando.

La mancanza di benessere, o peggio, la

ricerca del benessere, significa già che

il benessere non ce l’hai, quindi significa,

se non hai il benessere che c’è il malessere.

Malessere che è proseguito in maniera serpeggiante

per decenni, per finire con l’evidenziarsi

in maniera brutale con gli ultimi eventi:

il Covid e la guerra, che hanno messo in

ginocchio e in evidenza tutte le difficoltà.

Sto parlando delle difficoltà di ognuno

di noi. Ovviamente, se c’è malessere, se

stai male e continui a stare male prima

o poi devi andare dal dottore, devi andare

dal medico. E qui cominciano i problemi

seri. Io faccio il medico di base da tantissimi

anni. Vi dico che il grosso problema che

stiamo vivendo è un vero e proprio tsunami

che si presenta tutti i giorni nei nostri

studi: centinaia di pazienti, cosa che

in passato non si era mai visto. In passato

esisteva il medico condotto, un medico

che poteva gestire paesi, 10-15.000 abitanti

ed era sufficiente. Adesso non ce la facciamo.

Qual è la prospettiva allora? Quella di

adattarsi. In natura, se non c’è adattamento,

se non c’è evoluzione, si soccombe. La

sanità è sofferente. Noi siamo medici e

offriamo tutta la nostra buona volontà,

la disponibilità e la professionalità,

consentitemi. Abbiamo bisogno però di mezzi,

di strumenti. Da singoli si fa poco, l’unione

fa la forza.

In qualche modo quindi quello che si sta

proponendo, l’aggregazione dei medici,

la possibilità di avere a disposizione

del personale, avere la possibilità di

fare un filtro, perché l’ospedale, lo specialista,

i reparti devono fare gli specialisti.

Riuscire ad avere un buon filtro alla base

è la base di tutto, e questo vale in qualunque

logica, dalla politica, all’edilizia. Se

la base è forte, tutto il resto funziona

bene; se la base non c’è, o è precaria,

va tutto a rotoli.

Noi allora vogliamo rafforzare nel modo

migliore possibile la base, quindi quello

che vi chiediamo, data la nostra disponibilità

è avere gli strumenti per poterlo fare.

Adesso, per come siamo messi come singoli,

anche nelle piccole associazioni di gruppi

non si riesce a sostenere la richiesta

dell’atto medico. Considerate quindi che

c’è stato un aumento di cinque volte rispetto

al passato della richiesta medica: le tecniche

mediche sono più raffinate rispetto a quelle

di prima, quindi c’è, dal punto di vista

dell’utenza, una richiesta maggiore di

esami e soprattutto del supporto medico,

in virtù di questo malessere che molti

non sanno neanche definire.

Molti pazienti vengono a lamentare una

serie di disturbi che non stanno scritti

da nessuna parte nella patologia medica.

Questo, dal punto di vista proprio sociale,

sociologico è l’espressione, è il frutto

di quello che per anni ci siamo portati

sulle spalle.

Mi fermo qui. Volevo solo intanto comunicare

ufficialmente quella che è la nostra disponibilità

e chiedervi ovviamente di darci tutti gli

strumenti per poter operare questa azione

importante di filtro, che può liberare

dal soffocamento i pronto soccorso e anche

le strutture specialistiche.

Ho finito. Grazie.

Grazie al dottor Vicinanza.

Si è prenotato il dottor Lenti. Chiedo…

No, il consigliere Annicchiarico e il dottor

Vicinanza… Sotto mentite spoglie.

Ha chiesto la parola il consigliere Lenti.

Un attimo, consigliere. Chiedo poi ai Capigruppo,

se acconsentono, di passare la parola al

direttore generale e ai suoi ospiti per

poter fornire ulteriori spunti alla discussione.

Prego, dottor Lenti.

Grazie, Presidente.

Una breve replica al direttore generale

è doverosa. In via preliminare, io l’ho

ringraziata per la sua presenza e per il

suo coraggio. Purtroppo lei, essendo un

front office come noi, si ritrova a discutere

e a dover spiegare le problematiche della

sanità nella nostra Provincia.

Noi siamo per una sanità di collaborazione.

Non siamo fatti per costruire muri né per

creare muri di gomma. Lei mi ha e ci ha

rassicurato sulla presenza dell’ospedale

di comunità a Grottaglie, e io le rinnovo

il nostro ringraziamento.

Quello che non posso tollerare è l’intervento

del consigliere Mingolla, che mi sembra

più una sviolinata nei riguardi del direttore

generale che non nella discussione della

mozione presentata da Fratelli d’Italia.

O ha inteso male quello che ha letto o

non l’ha letta affatto.

La nostra preoccupazione ‒ e mi rifaccio

a quello che ha detto il caro collega Arturo

Vicinanza ‒ è la necessità di avere una

struttura intermedia di intervento proprio

al fine di decongestionare l’ospedalizzazione

inutile o superflua e potenziare la gestione

di pazienti a rischio breve o a rischio

limitato che pretendono un’azione di cura

relativamente immediata; oppure un paziente

che viene dimesso da una struttura complessa

possa transitare in una struttura intermedia,

al fine di preparare il caregiver o la

famiglia ad accogliere, con tutte le dovute

cautele, il paziente stabilizzato al domicilio

e continuare ad essere curato al domicilio.

Questo era il nostro intento, caro consigliere

Mingolla, che legge e vede fischi per fiaschi.

Noi siamo doppiamente contenti dell’impegno

che ha assunto lei in prima persona, ma

non il nostro Sindaco. Io ad oggi non ho

partecipato ad alcuna Commissione sulle

problematiche sanitarie del Comune di Grottaglie.

Se qui fosse stata convocata una Commissione,

se ci fosse stato detto ‒ è già da più

di un anno che siamo consiglieri comunali

‒ in sede di discussione di un ordine del

giorno che, guarda caso, è venuto fuori

proprio oggi, noi avremmo potuto discuterne

in Commissione, avremmo potuto discuterne

in Consiglio comunale e avremmo anche evitato

di mettervi in questa spiacevole realtà.

Io non ho dubbi che tutta la sua squadra

lavori e stia lavorando bene, però noi

volevamo delle certezze. Non volevamo semplicemente

delle parole o dei progetti.

Quindi, caro consigliere Mingolla, prima

di fare accuse, prima di fare osservazioni

su paventate fumosità della nostra mozione,

impari a leggerle e poi ne potremo discutere.

Grazie.

Grazie, consigliere Lenti.

Chiedo al direttore generale l’ordine degli

interventi.

Rinnovo la disponibilità a partecipare

anche a gruppi, a Commissioni. Siamo disponibili

a tutto. Ripeto: non è con la convocazione,

ma con l’integrazione e la collaborazione

interistituzionale che sicuramente possiamo

affrontare insieme le problematiche.

Rispetto agli impegni e alle cose scritte,

l’ingegner Carrera adesso farà vedere dei

rendering con i relativi finanziamenti

e quant’altro. Quello che farà vedere l’ingegner

Carrera rimarrà agli atti di questa Assise

e, come tale, darà a tutti la possibilità

di seguire quanto viene detto e quanto

è scritto negli atti.

Da questo punto di vista, c’è da parte

nostra questa volontà di mostrarvi... Ripeto:

raccontandovi anche le criticità. Solo

dicendo sempre la verità possiamo tranquillamente

continuare a confrontarci. È questo il

nostro impegno.

Prego, ingegner Carrera. Poi, se necessario,

l’ingegner Tondi.

Prego, ingegnere.

Buongiorno a tutti.

Illustro gli interventi che sono stati

programmati per il presidio San Marco di

Grottaglie.

Come sappiamo, si è ampiamente fatto riferimento

al Regolamento regionale n. 7 di riordino

della rete ospedaliera della Regione Puglia,

ai sensi del DM n. 70/2015. Lo stabilimento

ospedaliero di Grottaglie è stato individuato

quale presidio post-acuzie e presidio territoriale

assistenziale.

A seguito di tale Regolamento, la ASL Taranto

ha avviato la progettazione per riconvertire

l’ospedale, per riorganizzare i servizi

da allocare all’interno del presidio. A

seguito del progetto, con delibera di Giunta

regionale n. 164, della Regione Puglia,

l’intervento relativo ai lavori di riconversione

dell’ospedale San Marco di Grottaglie è

stato ritenuto ammissibile, finanziato

per un importo complessivo di 8,5 milioni

nell’ambito delle risorse finanziarie dei

fondi FESR 2014-2020.

Il progetto è stato appaltato, è in corso

di esecuzione e prevede la ristrutturazione

e l’adeguamento a norma delle degenze presenti

nell’ospedale ai requisiti minimi strutturali;

la realizzazione del centro diurno psichiatrico

e della comunità riabilitativa assistenziale

e psichiatrica; il reparto di day surgery,

che è stato recentemente battezzato “Ernia

Center”, che prevede otto posti letto in

adiacenza al quartiere operatorio. Il progetto

prevede anche l’adeguamento di vari ambulatori

specialistici e gli ambulatori per i medici

di medicina generale del cosiddetto “CPT”.

Inoltre, verrà riallocata la postazione

medicalizzata del 118 con la Guardia medica.

Il quadro economico prevede anche l’acquisto

di attrezzature elettromedicali.

Recentemente, a seguito della perizia di

novembre, è stata aggiunta all’intervento

anche la riorganizzazione, il miglioramento

dei locali della Farmacia territoriale,

prevedendo un pergolato all’esterno per

dare riparo, in condizioni meteo avverse,

all’utenza in attesa della distribuzione

dei farmaci.

Il Regolamento prevede un ospedale di comunità

da 12 posti letto che, secondo l’ultimo

Regolamento, di febbraio 2022, deve essere

portato a 15-20 posti letto. L’area individuata

per l’allocazione dell’ospedale di comunità

è situata nei locali al terzo piano, dove

già stiamo adeguando le stanze che non

erano dotate di bagni, di servizi igienici.

Stiamo già adeguando queste degenze. L’area

individuata per l’ospedale di comunità

è all’ultimo piano in quest’ala mostrata

nella planimetria.

Inoltre, dal Piano nazionale di ripresa

e resilienza, con delibera di Giunta regionale

n. 688/2022 e la successiva n. 763/2022,

è stata approvata la rete assistenziale

territoriale, prevedendo nuovi interventi

finanziati con il PNRR e destinati al Comune

di Grottaglie, tra cui la casa di comunità,

che prevede una ristrutturazione al piano

terra di ulteriori 1.000 metri quadri,

dove verrà ampliato il CPT, dando disponibilità

di ulteriori ambulatori ai medici di famiglia.

Inoltre, sempre con il Piano nazionale

di ripresa e resilienza, è stata finanziata

la sostituzione delle grandi macchine,

tra cui il tomografo computerizzato a 128

slices, la TAC, per un importo di 530.000

euro, che è già stata ordinata tramite

un accordo quadro di CONSIP. Si prevede

l’installazione entro giugno 2023. Sempre

per la sostituzione delle grandi macchine,

è prevista l’installazione di una risonanza

magnetica 1,5 Tesla. Qui siamo in attesa

delle aggiudicazioni delle gare da parte

di CONSIP per poter procedere all’ordine

esecutivo.

Infine, volevo rendere noto che, sempre

con i fondi PNRR, sono stati stanziati

6 milioni di euro per l’adeguamento sismico

dell’intera struttura. È in corso già uno

studio di fattibilità e le prime indagini

per redigere il progetto, che sarà affidato

a un operatore economico individuato da

Invitalia.

Questo è lo stato dell’arte di tutti gli

interventi che sono in corso e programmati

presso il presidio ospedaliero di San Marco.

Adesso passo la parola all’ingegner Tonti,

il direttore lavori, che vi illustrerà

lo stato dell’arte dei lavori.

Buongiorno.

Poche parole per andare, come ha detto

l’ingegner Carrera, a rappresentare lo

stato attuale di avanzamento dei lavori

che sono stati già affidati ad un’impresa.

L’importo è quello che ha indicato l’ingegnere.

Originariamente si parlava di una disponibilità

di 8 milioni, divenuti circa 5 milioni

a seguito di ribasso offerto dall’impresa.

Immediatamente dopo la consegna dei lavori

‒ faccio riferimento a cose che sono state

dette già in quest’aula ‒ si sono verificate

delle condizioni chiamiamole per un attimo

“emergenziali”, senza scomodare la geopolitica,

o anche scomodandola, il virus prima e

il conflitto russo-ucraino dopo, che hanno

determinato oggettivamente in questo cantiere,

ma in tutti i cantieri che nel pubblico

e nel privato sono attualmente operativi,

una forte difficoltà nell’andare a reperire

il materiale, oltre ‒ in accompagnamento

a questa difficoltà ‒ a un innalzamento

cospicuo degli importi, il che ha creato

sicuramente delle difficoltà innanzitutto

cronologiche, ma certamente anche operative.

Devo dire che, da questo punto di vista,

la struttura tecnica della ASL, in particolare

l’ingegner Carrera che è responsabile del

procedimento, dando ascolto alle sollecitazioni

che continuamente ‒ devo dare atto ‒ sono

state impresse dal direttore generale Colacicco,

che ci ha convocato in più di un’occasione

per rendersi conto direttamente di quali

fossero i motivi ostativi a un programmato

svolgimento dei lavori, la combinata azione

di questi soggetti (il tecnico e il direttore

generale) ha fatto sì che si riconoscesse

l’opportunità di redigere una perizia di

variante, che è stata nella forma definitiva

consegnata a metà novembre, ma senza per

questo andare a interrompere i lavori,

almeno per quella parte che poteva essere

portata avanti nell’attesa che diventasse

operativa la perizia di variante. È stata

assegnata all’impresa una nuova data di

completamento dei lavori. Finalmente, sono

state anche recepite delle vantaggiosità,

chiamiamole per un attimo “esecutive” prima

e poi “fruitive”, che si conseguiranno

attraverso questa perizia di variante,

rendendo il progetto originario... Lo dico

soltanto per cronaca: non è di nostra produzione

il progetto che è stato utilizzato dalla

ASL per andare a bandire la gara e ad assegnare

conseguentemente i lavori. Questo progetto

è stato “revisionato”, ma solo e soltanto

nel senso dell’andare, come dicevo prima,

a incrementare la fruibilità e, direi,

ottimizzare anche le modalità, non soltanto

estetiche, non soltanto civili, non soltanto

impiantistiche, ma anche ‒ cosa che interessa

sicuramente la comunità ‒ funzionali, riconoscibili

a questa struttura, così come, auguriamoci,

risulterà alla fine di questo intervento.

Se c’è qualcuno che mi vuole fare delle

domande più precise, più circostanziate,

nei limiti del possibile, sono qui, ovviamente,

per fornire risposta.

Grazie, ingegnere.

Ingegnere, orientativamente la tempistica

di questi interventi.

Come ha detto l’ingegnere Carrera, la perizia

che si propone di andare a introdurre quei

miglioramenti a cui facevo riferimento

prima nel corso dei lavori ha assunto piena

efficacia a metà novembre. Per effetto

di questo fatto e tenendo conto delle difficoltà

alle quali pure facevo riferimento prima,

che ci sono state e continuano, per la

verità, per alcuni aspetti ad esserci,

stiamo ‒ ancora una volta incalzati dal

direttore generale ‒ lavorando intensamente

per fare in modo che si possa conseguire

il tutto in un tempo che cautelativamente

è stato collocato, come data di scadenza,

al 3 novembre 2023, in piena coerenza con

altre azioni che stanno riguardando la

struttura ospedaliera, in modo tale che

si possa ‒ è questo che auspichiamo tutti

quanti ‒ veramente per quella data arrivare

a vedere l’opera completata, non soltanto

in ciò che era previsto originariamente,

ma anche in quelle modifiche che, attraverso

la perizia di variante, sono state introdotte.

Grazie, ingegnere.

Chiedo al direttore Colacicco: a seguire

l’intervento di?

Della dottoressa Antonella Mincuzzi sullo

stato di salute della comunità di Grottaglie,

quindi tutti i dati epidemiologici. È l’epidemiologia

che ci dà la possibilità di programmare

interventi che siano il più possibile mirati.

Comunque, la dottoressa Mincuzzi adesso

ci darà questa fotografia dello stato di

salute.

Prego, dottoressa.

Vi ringrazio per questa opportunità.

Non farò una relazione scientifica. Mi

sento un po’ un pesce fuor d’acqua. Non

sono qui per confrontarmi su intenzioni,

programmi. Quello che ho intenzione di

fare è darvi alcuni spunti sulle criticità

presenti nel nostro territorio in generale

‒ provo ad alzarmi, così mi sento anche

meglio ‒ e, in particolare per qualche

aspetto, il distretto, il Comune di Grottaglie.

Partiamo dalla demografia. Ci sono notizie

che diamo per scontate. Aumentano gli anziani,

diminuiscono i giovani. Le popolazioni

si riducono. Quando ho visto il grafico

che descrive l’andamento... Questa è la

Provincia di Taranto, più o meno riproducibile

per tutti i singoli Comuni del nostro territorio.

Siamo andati avanti. Eccolo qua.

Come vedete, fino al 2002 abbiamo avuto

un lieve incremento della popolazione.

Adesso stiamo assistendo a un declino importante,

a una riduzione importante dei residenti.

La curva lo esprime meglio delle parole.

C’è un altro fenomeno che, rispetto alle

regioni del nord, ci riguarda meno: la

proporzione, la percentuale della presenza

degli stranieri. Infatti, la torta vi mostra

quanto è piccola la presenza degli stranieri.

Però, guardate come sta andando negli anni.

Stanno aumentando. Sicuramente tra qualche

anno comincerà a diventare una presenza

importante, che deve spingerci a fare delle

riflessioni e a prevedere degli interventi.

La fascia di età ancora preponderante nel

nostro territorio è quella dei 45-46 anni.

Noi godiamo ancora della demografia degli

anni scorsi, quando si facevano più figli.

Adesso, man mano, questo aspetto si sta

riducendo.

Per quanto riguarda la struttura della

popolazione, in particolare del Comune

di Grottaglie, nel grafico sono presenti

le percentuali di tre gruppi di età: bambini

0-14, da 15 a 64 anni e gli ultrasessantacinquenni.

Man mano si ispessisce la quota degli ultrasessantacinquenni

e quella dei bambini si assottiglia sempre

di più.

Ho preso i numeri all’inizio del periodo

e alla fine del periodo. Degli 0-14 a Grottaglie,

nel 2002, c’erano 5.685 bambini. Nel 2021

3.890. Gli ultrasessantacinquenni a inizio

periodo, 2002... Non parliamo di decenni

fa. 2002. I nostri figli sono nati in quel

periodo. Gli ultrasessantacinquenni sono

passati da 4.528 a 6.938 nel 2021. Quindi,

la popolazione si è ridotta: è passata

da 31.850 unità a 3.993, adesso, nel 2021.

Ma è soprattutto la quota degli anziani

che sta aumentando in modo importante e

la quota dei bambini che si sta riducendo.

Forse in questo Comune c’è anche un po’

più degli altri questo fenomeno.

Parliamo in termini di salute. Cercare

di capire quali sono le patologie più frequenti

è possibile solo se ci si riferisce a delle

indagini. Lo studio PASSI, condotto dal

Dipartimento di Prevenzione, raccoglie

da tanti anni informazioni dirette dei

cittadini, che sono campionati attraverso

interviste telefoniche. Se vi capita, vi

prego di partecipare. Ha determinato che

la principale patologia cronica nei soggetti

tra i 18 e i 64 anni è l’ipertensione.

L’ipertensione si cura con una pilloletta.

Sì, se la curiamo. Altrimenti diventa la

porta d’ingresso per patologie più importanti

e più gravi: malattie cardiovascolari,

infarti, angine, scompensi, che impegnano,

poi, gli ospedali e le strutture di più

alto livello assistenziale.

Stessa cosa negli ultrasessantacinquenni.

Al secondo posto tra i più giovani abbiamo

il diabete. Il diabete è una patologia

molto frequente. La DGR che è stata nominata

prima, la n. 688, prevedeva ‒ come si fa

sempre in tutte le valutazioni di gestione

‒ un’introduzione epidemiologica.

Come vedete, questo è un confronto di tutte

le ASL della Regione, della prevalenza

del diabete attraverso una curva che definisce

l’andamento temporale. L’ASL di Taranto,

all’inizio della curva, prima era tra le

intermedie. Negli ultimi anni ha raggiunto

Foggia. Foggia è quella più colpita, in

cui si rivela più frequente questo tipo

di patologia.

Un altro tipo di calcolo, sempre tasso

di prevalenza attraverso un tasso standardizzato,

è proprio un termine tecnico, per dimostrare

qual è la posizione delle ASL rispetto

a uno standard, cioè lo standard regionale

definito come media, pone Taranto tra le

ASL in cui l’ipertensione è presente di

più, in modo maggiore rispetto a tutte

le altre Province. Un po’ mi ha meravigliato

questo dato. L’ipertensione è una patologia

diffusa, la conosciamo, ma questo confronto

mi ha un po’ meravigliato. È necessario

impegnarsi nei confronti di queste patologie

così diffuse.

Ho deciso di approfondire le prescrizioni

del diabete all’interno dei singoli distretti.

Chiaramente, il distretto di Taranto è

quello in cui le prescrizioni sono maggiori.

Grottaglie si posiziona a un livello intermedio.

Gli antipertensivi danno più o meno lo

stesso risultato. È un impegno da considerare

su tutto il territorio provinciale.

Il tasso di ospedalizzazione. Quando, purtroppo,

queste patologie vanno incontro a complicanze,

ci portano in ospedale. Quindi, il tasso

di ospedalizzazione, considerando le popolazioni,

non il numero dei residenti dei singoli

Comuni, vede, come tasso, Grottaglie più

o meno in una media... Taranto porta sempre

un primato rispetto a queste problematiche.

Per quali motivi ci si ricovera? Nel Comune

di Grottaglie la principale causa di ricovero

sono le malattie del sistema cardiocircolatorio.

È una cosa comune a tutte le popolazioni.

Però a volte ci si attacca ad altri problemi.

I tumori sono malattie importanti perché

gravi. Le malattie dell’apparato cardiocircolatorio,

però, sono aggredibili attraverso una correzione

degli stili di vita, attraverso interventi

che possono evitare che quell’ipertensione,

che quella pressione alta man mano affatichi

il cuore e ti porti alle complicanze più

gravi. Non dobbiamo trascurare questi aspetti.

Il cittadino di Grottaglie si rivolge perlopiù

al presidio ospedaliero pubblico ‒ vedete

la torta, l’arancione ‒ e in minor misura

al privato. Questo, rispetto a Taranto,

ad esempio, è più evidente. A Taranto ci

si rivolge un po’ di più al privato. Qui,

invece, c’è questa affezione alle strutture

pubbliche. Chiaramente, a parte come erogatore

Taranto, come mobilità passiva abbiamo

il ricorso a Bari, principalmente, al Policlinico

e alle altre strutture dell’ASL di Bari.

Parliamo dei tumori. È doveroso considerare

questa patologia. Nel Comune di Grottaglie

i tumori più frequenti sono il tumore della

mammella nelle donne, il tumore del colon-retto

per entrambi i sessi, polmone, vescica,

prostata e tiroide. Mammella e colon-retto

sono due tumori oggetto di screening. È

importante non trascurare queste opportunità

che abbiamo come cittadini, perché sono

tumori che adesso, per fortuna, grazie

al cielo, portano più raramente al decesso,

a forme talmente gravi che ti portano a

morire. Dobbiamo considerare la prevenzione

di questi tumori, che sono tra l’altro

proprio i più frequenti, una grande opportunità

ed avere una grande attenzione per queste

problematiche.

Questa è la tabella degli eccessi. Non

ve la descrivo oltre. C’è un problema di

eccesso... Cioè quanto il Comune di Grottaglie

presenta tumori in più rispetto allo standard

provinciale, in questo caso. Bisogna stare

un po’ attenti ai tumori della pelle. Sono,

fortunatamente, tumori facilmente aggredibili,

però presentano un piccolo eccesso. Quindi,

un’attenzione nei confronti di questo tipo

di patologie.

Con questo chiudo. Vorrei approfittare,

sentendo un po’ la discussione... È stato

accennato un grosso problema: il problema

della mancanza di medici. Ci sono dei ragazzi

qui. Ragazzi, se sentite una minima predisposizione

alle professioni sanitarie, non abbiate

paura: iscrivetevi. Mancano professionisti

nati qui, cresciuti qui. Io sono... Bisogna

iscriversi. Provateci. Ha ragione. Provateci.

Riprovateci. Dobbiamo insistere su questo.

Professionisti che vengono... Bisogna avere

coraggio. Io, nei tempi in cui c’era la

pletora dei medici, la decisione di rimanere

qui a Taranto l’ho pagata con 15 anni di

precariato. 15 anni di precariato. Adesso

ti chiamano prima di laurearti.

Bisogna vincere questo scoglio iniziale

dell’iscrizione. Anche a infermieristica,

fisioterapia, assistenti sociali. C’è bisogno.

Iscrivetevi.

Ha terminato? Sì. Grazie.

Ha chiesto la parola il direttore sanitario

Minerba. Prego, direttore.

Buongiorno a tutti.

Faccio un piccolo rimprovero ad Antonella,

perché ha dimenticato la mappa sulla deprivazione

sociale. Questo è un elemento che incide

sullo stato di salute della popolazione.

Vediamo in una mappa ‒ che purtroppo, ripeto,

oggi è saltata ‒ qual è la differenza...

Quella era solamente Taranto. È difficile

anche costruirle queste mappe. Sicuramente

le mappe di deprivazione sociale sono momenti

di osservazione importanti. La crescita

sociale sicuramente deve portare a un miglioramento

dello stato di salute. Quindi, aumentare

il livello sociale è un impegno che tutti

gli Enti devono portare. La ASL deve fare

la sua parte, ma sicuramente gli Enti locali

devono portare questo obiettivo, secondo

me.

Abbiamo una mappa che riguarda Taranto,

in cui la distribuzione dei tumori è particolarmente

accentuata. D’altronde, si sa, in alcuni

quartieri il livello, in quel caso socio-economico,

è molto basso. Quindi, ad innalzare il

livello, sicuramente, socio-economico,

i rapporti sociali, il livello economico...

Lo sappiamo: la povertà porta malattia.

Grazie.

Grazie, direttore Minerba.

Ha chiesto la parola il Sindaco.

Intanto ringrazio il direttore generale,

lo staff, tutti i presenti per essere qui,

invitati, e per aver accolto l’invito dell’Amministrazione

comunale di Grottaglie. Ringrazio anche

il consigliere Lenti per aver formulato

questa mozione, che ci ha consentito di

aprire una discussione in Consiglio comunale,

fermo restando ‒ ci tengo a precisare ‒

che il primo documento presentato al direttore

generale era, forse, febbraio del 2022,

quindi poco tempo dopo il nostro insediamento...

Avevamo già avuto un’interlocuzione. Quindi,

la questione sanitaria, per la spinta dei

consiglieri tutti, ma in particolare di

Mingolla, Attanasio e Bais, è stata forte

e pressante, tant’è che molte questioni,

che non sono state qui riportate, in particolare

la questione della mancanza di psicologi,

di psichiatri, di radiologi, di tecnici

presso il nostro ospedale, del fatto di

migliorare una serie di servizi legati

a laboratori analisi e di rendere più continua

la presenza, di aprire le agende, queste

questioni sono state già poste all’attenzione.

Il direttore generale in quell’occasione...

Io ho dato conto in Consiglio comunale

di questo. Forse qualcuno non mi ha ascoltato

quando ho detto che abbiamo già incontrato

il direttore generale, che ha avuto un

confronto con noi. Abbiamo rappresentato

questa necessità e chiesto lo stato di

avanzamento dei lavori, che era anche per

lui un’eredità, essendo stato nominato

a febbraio. Quindi, è stato quasi coevo

alla sua nomina il nostro incontro. Io

ho dato conto in Consiglio comunale di

questo. Come ho dato conto che avremmo

incontrato l’assessore regionale, con il

quale abbiamo avuto un incontro, penso,

a luglio, non ricordo precisamente... A

maggio. Abbiamo rappresentato non solo

ciò che avevamo già detto al direttore

generale e rappresentato ciò che era avvenuto

nelle nostre interlocuzioni, quindi quello

che state chiedendo tutti, ma che stiamo

chiedendo da tempo. Devo dire la verità:

tra il vecchio direttore generale e il

nuovo direttore generale passa un oceano.

Per fortuna, con il dottor Colacicco si

riesce a interloquire senza dover per forza

litigare. Devo raccontare anche la disponibilità

nel prendere appunti su questioni che già

conosceva, ma anche su impegni precisi

che oggi ha qui rappresentato e chiarito.

Non c’è nessun tipo di problema. Ovviamente,

come ha già detto in una risposta generale

che contiene tutto, potete chiedere tutto.

Io posso fare le opere, le riorganizzazioni,

ma poi servono le persone che ci devono

stare dentro, quindi i medici. Altrimenti

il rischio è che facciamo le belle strutture

che, però, non facciamo funzionare. Su

questo c’è stata anche un’interlocuzione,

sugli anestesisti, che era stato aperto

un bando, sugli psicologi, che c’era lo

scorrimento, sugli psichiatri, che era

un problema reperire, si stava facendo

un bando. Sono cose all’attenzione della

direzione generale. Abbiamo raccolto queste

domande che vengono dal territorio. Stiamo

seguendo questa linea senza clamore e senza

dover per forza sbandierare cose. L’ho

fatto con metodo, con serietà.

Devo dire che l’assessore regionale sul

tema del punto di primo intervento, sulla

nostra paventata... O meglio, sulla nostra

paura di un’ipotetica chiusura... Prima

si è parlato di chiusura, poi di smobilitazione.

Ha detto: “No, io non sono di questo avviso.

Sono dell’avviso, in realtà, che andrebbero

migliorati i punti di primo intervento,

potenziati, come chiedete voi, ovviamente

consentendo all’interno della struttura

di poter offrire i servizi di assistenza”.

Perché uno arriva e deve poter fare delle

radiografie, deve poter avere un cardiologo,

una consulenza.

È un lavoro sul quale... Intanto, ha garantito

che non ci sarà nessuna chiusura o depauperamento

del servizio. Certamente, però, lui ha

necessità di trovare dei medici che possano

offrire questo servizio. Ci ha anche confermato

la difficoltà, tant’è che molti medici...

Ai quali va il nostro immenso ringraziamento

per quello che fanno: fanno doppi, tripli

turni, sono chiamati costantemente a dover

offrire soprattutto la loro vita privata,

a rinunciarvi per essere a disposizione

della sanità pubblica e dei cittadini non

solo di Grottaglie, ma di tutto il comprensorio

di Taranto e Provincia. Abbiamo medici

che fanno veramente le trottole da una

parte all’altra.

Si è ragionato anche sul tema della telemedicina,

su come migliorare i servizi. Può essere

una delle soluzioni anche per ottimizzare

le risorse. Su questo è in campo un lavoro

che va portato avanti. È chiaro che ci

sono diecimila cose che il direttore generale

si è ritrovato a dover affrontare a valle

di una pandemia che ha impegnato tutti

su altri fronti e con una guerra... La

guerra non ci tocca direttamente sotto

il profilo delle bombe, però ci tocca direttamente

sotto il profilo di fare i conti. Perché

si devono fare i conti con i rincari, con

gli aumenti. Quindi, molte cose hanno avuto

anche un rallentamento ‒ lo posso dire

tranquillamente ‒ perché dove c’è un’opera

pubblica, come vediamo noi nelle nostre

gare, c’è anche una richiesta di adeguamento

contratti, di dover reperire le somme.

Credo che la questione sia di particolare

interesse ed è giusto che se ne discuta

in questa sede e in queste modalità, con

chiarezza. L’invito era necessario al fine

di fare chiarezza. Ci saremmo potuti scornare,

confrontare, avremmo potuto dibattere.

Possiamo dibattere, per carità. Però, magari,

detta dal Sindaco questa notizia, queste

informazioni sarebbero state di carattere

meramente comunicative e politiche. Di

fatto, però, non sto dicendo niente di

più, se non quello che sta agli atti, che

non è che ho scritto io o non mi sono presentato

io. Capisco anche la logica della politica,

che bisogna dire che è colpa del Sindaco.

Premesso che il Sindaco non ha fatto nessun

atto, né di chiusura né di apertura di

ospedale, perché non ho questo potere.

Magari l’avessi. Certamente, però, il potere

di interloquire con la Regione, con la

direzione generale ce l’ho, e l’ho fatto

e lo continuo a fare. Tant’è che stresso

quasi quotidianamente il direttore generale,

il quale, con molta pacatezza e garbatezza,

mi risponde e mi dice a volte... Ci siamo

sentiti qualche giorno fa. Mi ha detto:

“Dammi il tempo di fare le cose”; “Direttore,

mi devi scusare, ma io, ovviamente, come

puoi immaginare, ho tre...”, ne avevo tre,

ora ne ho due, ma particolarmente agguerriti,

che sono i miei consiglieri di provenienza

ospedaliera, che hanno, ovviamente... Devo

dire che anche sulla questione legata al

parcheggio nell’ospedale, che c’era stata

una questione per facilitare l’attività,

è stato preso un impegno e si è risolta

quella questione che, in qualche modo,

aiuta. Fermo restando, direttore, medici

e dirigenti tutti, che dobbiamo spingere

molto e in più su queste questioni che

abbiamo posto.

La riabilitazione è strategica. Non è la

riabilitazione vista come una cosa di secondo

ordine. Forse saremo il primo punto di

riabilitazione in tutta la regione Puglia...

In Provincia di Taranto forse saremo l’unico

punto di riabilitazione nelle varie forme.

Questo, secondo me, è un fatto importante,

perché non è solo rispondere all’emergenza.

C’è anche la fase successiva, in cui bisogna

prendersi cura del paziente, la fase riabilitativa,

cardiologica, polmonare e riabilitativa

di altra natura.

Quindi, noi dobbiamo preoccuparci non di

dire delle cose tanto per dire, ma di avere

in mente lo schema, che è disegnato, per

rispondere alla domanda di salute. Vedo

nello schema che i problemi cardiovascolari

sono i principali. Ovviamente, se ci sono

infarti o cose di questo tipo bisogna pure

riabilitare queste persone. La riabilitazione

richiede tantissima professionalità, ma

soprattutto le strutture. Il più delle

volte si deve ricorrere ad altro. Questo

è uno dei punti che darà a Grottaglie un

punto di vantaggio, ma soprattutto un punto

di prestigio. Essere la struttura di riferimento

per quello che sarà l’hub San Cataldo per

tutta la Provincia, dover venire a Grottaglie

per avere una riabilitazione è importante.

Di questo ne abbiamo già parlato. Al momento

non c’è previsione di cambi. Quando ci

saranno le condizioni per discutere cose

diverse, saremo chiamati.

Oggi, però, il punto è migliorare, efficientare

e, soprattutto, accelerare. Il rischio

è che passi il tempo e le cose peggiorino.

Non voglio aggiungere altro né voglio dilungarmi

nella polemica. Voglio semplicemente dire:

ben vengano questi momenti di condivisione.

È un buon segnale che diamo ai ragazzi

presenti e alla città in generale di un

rapporto collaborativo tra le Istituzioni,

in cui ognuno fa la propria parte. A volte,

come è normale, ci si deve confrontare

e a volte un po’ scontrare, però sempre

nell’ottica del bene comune, che è quello

di offrire un servizio alla popolazione.

Io mi taccio. Non voglio fare altri interventi,

a meno che non chiamato in causa. La mozione

per me è utile, ma la ritengo da non approvare.

Quello che viene chiesto l’abbiamo già

fatto. Io ho già dato conto in Consiglio

comunale di un’interlocuzione costante

e diretta con il direttore generale e con

l’assessore regionale.

Se si aprirà una discussione sull’ordine

del giorno, mi riservo di dire qualcosa.

Essendo una fotografia di quello che già

è stato fatto e che si farà, valuteremo

insieme, eventualmente, di ragionare tutti

quanti, su una discussione, su un’aggiunta,

una modifica, sull’approvazione di un documento

propositivo e positivo, che tenga conto

della realtà, di quello che si è fatto.

Per il resto, grazie di cuore. Vi auguro

buone feste. Sicuramente non vi tortureremo

in questi venti giorni, però ci risentiremo

appena possibile per ricucire un po’ il

punto della situazione.

Grazie di cuore.

Grazie, Sindaco.

Ringrazio il direttore generale, il dottor

Gregorio Colacicco, e tutto il suo staff

per la permanenza. Vuole salutare? Un attimo

solo.

Volevo fare solo gli auguri di sante e

serene festività alle quali ci accingiamo,

in un momento in cui non viviamo più, o

marginalmente, l’emergenza Covid.

Il mio numero di telefono è pubblico, quindi

potete chiamarmi per qualsiasi cosa.

Grazie per gli spunti, il contributo e

le critiche, che ci aiutano, poi, a crescere,

costruttive. Grazie.

Ancora grazie.

Prego i consiglieri di rimanere in aula.

Bisogna completare i lavori del Consiglio.

Arrivederci. Grazie.

Bene. Dopo aver dovutamente salutato gli

ospiti, proseguiamo con i lavori.

Siamo nella fase di discussione della prima

mozione all’ordine del giorno. Ci sono

interventi? Prego, dottor Lenti.

Grazie.

Alla luce di quello che abbiamo ascoltato

e stante le rassicurazioni del direttore

generale, noi riteniamo opportuno ritirare

la mozione. Però, vigileremo sullo stato

dell’arte, perché non vorremmo che si arrivasse

a novembre 2023 e stessimo ancora discutendo

di questo punto.

La nostra mozione, pertanto, viene ritirata.

Grazie.

Grazie a lei, consigliere Lenti.

Ci sono ulteriori…? Un attimo solo. Ci

sono ulteriori interventi? Consigliere

Orlando, prego.

Grazie, Presidente.

Anche alla luce di quella che è stata la

discussione, ribadendo e confermando quello

che ha detto il dottor Lenti, il ritiro

della mozione presuppone anche da parte

nostra il non voto dell’ordine del giorno

in quanto espressione sic et simpliciter

della maggioranza, per cui abbandoneremo

l’aula.

Grazie.

Grazie, consigliere Orlando.

Ha chiesto la parola il consigliere Attanasio.

Prego.

Consigliere Lenti, vi ringrazio che avete

ritirato la mozione, però volevo dire una

cosa. Se non sbaglio, il Sindaco disse

che noi ci stavamo muovendo con il direttore

generale e disse anche che dovevamo andare

dall’assessore alla sanità. Lo disse quando

lei prese la parola – mi sa che era il

bilancio – su questa mozione che doveva

fare. Però, non siamo stati ascoltati,

perché comunque noi pubblicità non ne abbiamo

fatta. Però, noi al direttore generale

abbiamo riportato le nostre problematiche,

che non sono quelle della riapertura dell’ospedale,

noi chiedevamo solamente di tenerci stretto

quello che già abbiamo con dei piccoli

provvedimenti che portavano a favore del

nostro ospedale. Questi provvedimenti pian

piano… Ci stanno. C’è il dottor Petrocelli,

che è venuto perché l’abbiamo chiamato.

Non è che l’abbiamo chiesto noi e quindi

è venuto il dottor Petrocelli. Però, era

una preoccupazione nostra. Adesso ci saranno

anche trentasei ore di urologia, cosa che

non è stata detta oggi, dell’ambulatorio

di urologia, proprio per dare modo al PPI,

alla gente poveretta che va al PPI non

di arrivare lì e sentirsi dire: mi dispiace,

ma noi non possiamo fare nulla, ve ne dovete

andare in un altro ospedale. Quindi, questi

piccoli accorgimenti, queste piccole potenzialità.

Ciò che ha detto l’ingegnere prima, dottor

Lenti, io lo vivo perché io lavoro sopra

in medicina e lo so i lavori che stanno

facendo per l’ospedale di comunità, perché

verrà lì. Quindi, anche quindici giorni

fa abbiamo fatto dei traslochi, perché

hanno fatto prima un’ala, adesso stanno

facendo altri lavori. Quindi – e voi lo

sapete, dottore – se in questi mesi venivate

in ospedale, le vedevate queste cose. Perché

noi siamo stati offesi da voi. È stato

offeso il Sindaco… Come no? Dottor Lenti,

noi consiglieri della sanità siamo stati

offesi da voi, per una cosa che non c’è,

per una cosa che non esiste. Bastava poco.

Il direttore generale è sempre presente

in ospedale, e io lo vedo, perché io ci

vivo là, ci vivo da ventiquattro anni,

insieme a Maurizio, Antonio Mingolla quarant’anni.

Io ci vivo e le vedo le cose. Ecco perché

vi chiedo di non allarmare più i cittadini,

perché i cittadini con queste cose si allarmano,

e sono i primi che hanno subito. E lei

lo sa. Sono ventiquattro anni che vedo

quello che succede in ospedale. Ma questa

ormai è storia, anche politicamente. Però,

è peccato, perché i cittadini ancora continuano

e si allarmano, perché noi a Grottaglie

abbiamo l’aeroporto e l’ospedale, l’aeroporto

e l’ospedale. E io passerelle politiche

ne ho viste tante. Ci siamo anche affidati,

noi, a dei politici – è vero, dottore?

– alla Regione e purtroppo non tutti hanno

fatto qualcosa.

Ho letto anche un post del consigliere

Traversa. Non so se l’hai scritto tu, Alfredo.

Non lo so. Però l’ho letto prima del Consiglio

comunale che dovevamo fare, dove hai scritto:

“Sembra che ci siano dei problemi all’ospedale

e i cittadini non sono stati messi al corrente

che vi è un ulteriore depotenziamento”.

Ci sono state cinquantasei condivisione

di quel post, il che significa che cinquantasei

persone hanno creduto a questa cosa… No.

Io capisco che sembra che ci sia un depotenziamento

dell’ospedale e che la cittadinanza non

è stata avvisata. Posso chiedere dove stanno

le carte di questo depotenziamento? Voi

avete chiesto delle carte… Un attimo, sto

finendo. Voi avete chiesto delle carte

oggi al direttore generale, giustamente,

ma le vostre dove stanno? Voi avete chiesto

delle carte di quello che hanno detto,

delle slide… Perfetto, giustamente. Ma

le carte vostre dove sta scritto del depotenziamento

dove stanno? Dove sta l’ordine del direttore

generale dove è scritto che verrà chiuso

il nostro ospedale? Per l’allarme che è

stato dato ai cittadini, dove stanno?

Ho finito. Questo voglio chiedere. Io vi

prego perché abbiamo subìto tanto nel nostro

ospedale, noi operatori, ma soprattutto

i cittadini di Grottaglie. Tutto qua. Voglio

solo chiedervi questo: collaboriamo affinché

il nostro ospedale rimanga quello che è,

con dei potenziamenti, giusto in atto,

tra cui anche l’ospedale di comunità. Però,

è peccato allarmare i cittadini ulteriormente.

Infatti, questa è la prova oggi. Tutto

qua. Basta, non dico altro. Però, ho visto

il suo post e mi sono meravigliato. Peraltro,

me l’hanno detto, manco l’avevo letto.

E cinquantasei persone hanno condiviso

quel post, quindi hanno creduto in questa

cosa che lei ha detto, dove sembra che

noi abbiamo tenuto all’oscuro chissà che

cosa. Boh, non c’è nulla! E cosa abbiamo

tenuto all’oscuro?

Scusate, non intrattenete una conversazione

bilaterale. Ci sono delle prenotazioni,

do la parola a tutti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Donatelli.

Prego, consigliere.

Io penso che di questa conclusione di questo

Consiglio comunale con questa polemica

ne potevamo sicuramente fare a meno. Però,

dovete anche essere chiari e onesti intellettualmente.

Se una iniziativa la fa l’opposizione,

il Sindaco e la maggioranza, anche se la

condividono, perché intimamente la condividono,

e l’abbiamo visto con l’ultimo ordine del

giorno, intimamente si condivide quell’ordine

del giorno, devono prendere le distanze,

perché queste cose o le fa il Sindaco o

le fa la maggioranza, altrimenti non sono

accettabili. Questa è una cosa che veramente

non ci fa onore come Consiglio comunale,

perché noi su determinate situazioni, come

la questione dell’ospedale, dovremmo essere

assolutamente uniti, ma per essere uniti

dobbiamo essere informati.

Io ringrazio, invece, il dottore Lenti

per aver presentato quella mozione e la

ritiriamo, la ritira lui, ma la ritiriamo

di fatto anche noi, per le cose che abbiamo

sentito dire. Quindi, non c’è il problema

di allarmare. Ma quale allarme è scattato

nel momento in cui c’è stata la presentazione

di un ordine del giorno? Ma ti rendi conto

che, se non fosse stata presentata quella

mozione, oggi la città, oltre al Consiglio

comunale, non sarebbe stata informata della

presenza di tutto lo stato maggiore dell’ASL,

che ci ha detto a che punto sta la situazione

legata alle iniziative dell’ospedale? Vi

rendete conto che è di questo che abbiamo

bisogno? Altro che allarme! Dove sta questo

allarme?

Consigliere Attanasio, per favore.

Offese di che cosa? Offese di che cosa?

Io penso che non ci sia assolutamente niente

di allarmante nel momento in cui un consigliere

comunale esercita il suo diritto di consigliere

comunale. Ripeto, se non fosse stato per

quella mozione, la città oggi non sarebbe

stata informata dello stato dell’arte.

Lo stato dell’arte – lo dico con la massima

chiarezza e con la massima onestà intellettuale

– è che bisogna apprezzare un po’ tutte

le cose che si stanno facendo, però quelle

cose che si stanno facendo la città lo

sa che sono delle cose di cui ha diritto.

Questo intervento che sta facendo l’ASL

in questo momento è un atto dovuto, è un

risarcimento al Comune di Grottaglie, è

un risarcimento al territorio. Vi rendete

conto di che cosa stiamo parlando? Altro

che allarme!

Noi siamo d’accordo ovviamente anche con

il dottor Lenti sul ritiro. Non siamo d’accordo

sulla sceneggiata degli ordini del giorno

che vengono presentati dopo mesi che sono

stati presentati a livello regionale, a

livello di assessore regionale. Non ci

basta manco l’informazione en passant in

Consiglio comunale da parte del Sindaco.

Vogliamo essere coinvolti. Se volete il

nostro contributo, vogliamo essere coinvolti.

Grazie.

Grazie, consigliere Donatelli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Palmieri.

Prego, consigliere.

Io sono venuto a conoscenza della mozione

presentata dal dottor Lenti quando ero

ancora un libero cittadino, quindi come

libero cittadino ho pensato che il dottor

Lenti stesse facendo, come penso che abbia

fatto, bene a presentarla, perché vedersi

svanire un ospedale di comunità nel territorio

di Grottaglie mi sembrava giusto che avesse

questa preoccupazione. Però, poi sono andato

a vedere la delibera di Giunta, la n. 134,

se non sbaglio, e ho visto che c’era questo

ospedale di comunità, però il dottor Lenti

non ha mai oggettivato la sparizione di

questa nuova struttura all’interno dell’ospedale

di Grottaglie, perché ancora oggi ho visto

che lei ha presentato, dottore, degli articoli

di giornale. Cioè, lei da dove… Chiedo

scusa, io non sono un addetto ai lavori,

per cui come cittadino prima e poi come

consigliere avrei voluto evidenza di come

questa nuova organizzazione all’interno

del territorio di Grottaglie fosse stata,

per un colpo di mano, tolta. Ecco.

Poi noto con piacere che questa sua mozione

l’ha ritirata perché in effetti non c’era

nemmeno bisogno, alla luce dei fatti, alla

luce di quello che ha detto il direttore

generale… Sì, certo. Ma l’ho detto. Ho

detto che ho apprezzato da cittadino, prima

che entrassi in Consiglio comunale, che

il dottor Lenti avesse presentato questa

mozione. Però, pensavo che ci fossero atti,

una delibera di Giunta regionale, una delibera

della Direzione generale che questa cosa

fosse svanita. Tutto qui. Quindi, chiederei

al dottor Lenti dove sta l’evidenza di

questo documento. Io sono andato su internet,

ma non l’ho trovata. Sono andato sulle

determine del direttore, ma non l’ho trovata.

Va bene. Comunque sia, il direttore generale

ci ha tranquillizzati, ha tranquillizzato

la città. Comunque, ripeto, da libero cittadino

ho apprezzato il suo interessamento.

Grazie, consigliere Palmieri.

Consigliere Traversa, prego.

Al collega Attanasio dico che, allora,

quello che viene presentato dopo è un’assurdità.

D’altronde, se addirittura dei consiglieri

comunali di Grottaglie dicono o devono

dire all’ASL come organizzarsi, mi sembra

un’assurdità, caro collega Attanasio. Lo

ha detto anche il direttore generale che

lui fa quello che può fare e quello che

gli dicono di fare. Ma l’ha detto anche

il collega Mingolla e l’ha confermato il

Sindaco, che l’ordine del giorno è stato

fatto recapitare, de visu o comunque in

altro modo, all’assessore regionale alla

sanità. Io, però, prima di esprimermi,

vorrei sapere se c’è stato un riscontro

dopo sette mesi, perché questo non lo so.

Altrimenti, come faccio a votare? Cioè,

quando a maggio avete portato all’assessore

Palese, collega Mingolla, questo ordine

del giorno, che cosa è accaduto da maggio

a dicembre? Questo non lo so. Quindi, adesso

come faccio a esprimere un voto? O no?

A me ha fatto piacere, e ho ringraziato

il direttore, perché oggi abbiamo saputo

per la prima volta dei dati sui tumori

a Grottaglie. Ma abbiamo dovuto aspettare,

Sindaco, sette anni. Ormai lei entrerà

nel settimo anno il mese prossimo. È l’autorità

sanitaria, consigliere Mirto, per cui di

qualcosa si può interessare. Quindi, invito

anche il Sindaco a fare in modo che in

questi incontri, ma non senz’altro con

la Direzione generale, trovi il modo di

curare un po’ di più l’aspetto della comunicazione

sanitaria che riguarda i cittadini di Grottaglie,

quindi avere delle possibilità. Non so

se esiste una Commissione, visto che ormai

di Commissioni non ne facciamo più, una

Commissione che potrebbe affrontare questi

argomenti e comunicarli, divulgarli ai

cittadini. Questo intendo io. Se le cose

non si dicono, caro collega Attanasio…

Tu dici: io ho incontrato. Ma tu chi sei?

Tu l’hai incontrato in quale veste, di

consigliere comunale? O di operatore? Tu

dici: io lavoro lì. Sei fortunato, benissimo.

Ma io non lavoro in ospedale. Allora anch’io

come consigliere comunale, penso come gli

altri, avrei voluto poter sapere queste

cose.

Siccome non conosco la risposta dell’assessore

Rocco Palese al vostro ordine del giorno,

caro collega Mingolla, immagino che non

sia stata accettata, perché altrimenti

non stareste qui a presentarla in Consiglio

comunale. Quindi, se non è stata accettata,

una cosa di cui non ci avete fatto partecipi,

l’avete gestita a livello di Sindaco e

consigliere comunale, adesso dopo sette

mesi volete l’avallo del Consiglio comunale

per ripresentarla all’assessore Palese?

Un minimo di dignità istituzionale noi

chiediamo.

Per questi motivi il mio voto sarà contrario.

Grazie, consigliere Traversa.

Ha chiesto la parola il consigliere Marinelli.

Prego.

Grazie, Presidente.

Io stavo per tornare a casa rassicurato,

rassicurato da quelle che sono state le

parole che questa mattina ci sono state

dette dal direttore generale e dai suoi

collaboratori, mentre adesso torno a casa

un po’ dispiaciuto, dispiaciuto perché

vi è stata questa “incomprensione” del

consigliere Attanasio. Infatti, la prima

cosa che mi viene da dirle è che una cosa

è il ruolo che si riveste all’interno di

un’organizzazione. Lei è un operatore sanitario

e lavora giustamente in ospedale. Noi siamo

consiglieri comunali, siamo seduti tra

questi banchi e non abbiamo contezza di

quello che succede all’interno di quella

struttura. Quindi, bene ha fatto il consigliere

Lenti a presentare quella mozione. Bene

ha fatto anche il consigliere Lenti, in

virtù di quello che abbiamo ascoltato questa

mattina a ritirarla. Però, come consiglieri

comunali siamo privati della mancanza di

informazione.

Ci sarebbe piaciuto tantissimo, Sindaco,

quando è stata trasmessa a Bari questa

relazione a firma sua, conoscere quello

che era contenuto in quel documento. Come

consiglieri comunali e come cittadini abbiamo

il sacrosanto diritto di essere informati,

ma anche sulle semplici banalità che un’Amministrazione

fa. Ripeto, non ci alziamo la mattina col

capriccio di voler rompere le scatole –

permettetemi di usare questo termine –

alla maggioranza. No. Abbiamo il compito

di essere delle sentinelle, sentinelle

dei cittadini. A me fa piacere sapere che

oggi… Tutta la storia, come ben sapete,

nasce dal DM n. 70 del 2015. Quel provvedimento

già ha allungato i tempi di realizzazione

di alcune cose all’interno di quella struttura.

Oggi, da quello che mi sembra di aver capito,

non c’è una data definitiva su quando verranno

ultimati questi lavori. Si suppone, da

quello che è scritto nel Bollettino Ufficiale

della Regione Puglia n. 27, che dovrebbero

ultimarsi nel 2026. Ben venga la Casa di

comunità, ben venga l’Ospedale di comunità.

Però, perché questo avvenga e perché noi

possiamo essere realmente sicuri che avvenga

bisogna essere sempre vigili e attenti

e non abbassare mai l’attenzione su questo

problema, un problema che non nasce oggi,

ma nasce 7-8 anni fa, quando l’ospedale

di Grottaglie ha perso in parte tutta quella

che era la sua funzionalità. Sono state

dette cose giustissime: quello era un ospedale

che registrava oltre 20.000 accessi al

pronto soccorso, un ospedale che aveva

un punto nascite che era il primo nella

provincia di Taranto, un ospedale che raggruppava

un’utenza di oltre undici Comuni. Nel giro

di questi anni noi abbiamo assistito, comunque,

a un qualcosa che è stato scritto, sì,

sulla carta, ma che ancora oggi purtroppo

non viene realizzato. Il direttore Colacicco

definisce la sua opera come la medicina

del terzo millennio. Ci crediamo. Le parole

di oggi sono state parole di un uomo che

a me sinceramente hanno dato fiducia, e

hanno dato fiducia proprio nel modo in

cui si è presentato. Non è venuto da solo,

ma è venuto con la sua squadra di lavoro.

Questo è anche stato un bell’esempio per

chi oggi realmente fa politica, perché

la politica è organizzare, amministrare

e gestire quella che è la Cosa pubblica,

nell’interesse dei cittadini, così come

ha fatto l’amico Michele per tanti anni

mettendosi a disposizione e al servizio

di Grottaglie.

Grazie.

Grazie, consigliere Marinelli.

Ha chiesto la parola il consigliere Petrarulo.

Io intanto sono mancato alla prima parte

perché ero a una visita di controllo definitiva

per quanto riguarda l’infortunio che ho

subìto. Sono di buonumore perché l’infortunio

sta seguendo il suo percorso di guarigione

e probabilmente a breve toglierò il tutore.

Questa non è una cosa importante, ma semplicemente

per dire che in questi tre mesi – tu lo

sai, Leonardo – ho vissuto da dentro le

difficoltà che ci sono, che ci sono nel

confrontarsi con i medici, con alcuni medici

per fortuna, confrontarsi con l’organizzazione

della macchina sanitaria dell’ASL di Taranto.

Io avrei voluto vedere se al mio posto

ci fosse stato uno che non aveva la possibilità

di essere accompagnato sistematicamente

ad Acquaviva. Sicuramente andrò a conoscere

meglio quel medico che, il 3 settembre,

a Martina Franca mi diceva: che cosa sei

venuto a fare? Io ero venuto in ambulanza,

in barella. Quindi, ho conosciuto quel

mondo da dentro, per fortuna per un infortunio,

per quanto serio, non gravissimo, e mi

sono messo nei panni di chi ha esigenze

di salute molto più importanti e che non

ha determinate possibilità che ho avuto

io. Io ho fatto una scelta quando mi sono

fatto male, quella di appoggiarmi necessariamente,

come scelta proprio personale, a tutto

ciò che era l’ASL, la parte pubblica. Io,

in circa tre mesi, avrò fatto una cosa

come 1.600 chilometri, ho speso circa 1.800

euro, eppure mi sono appoggiato a quella

che è l’ASL pubblica, l’ASL di Taranto.

Mi sono reso conto per esempio – dico una

stupidaggine – che per poter essere operato

ho aspettato ventitré giorni. No, ventuno

giorni, chiedo scusa. Dall’ASL di Bari

in sette giorni erano già pronti: hanno

fatto risonanza, hanno fatto tutto. Nell’ASL

di Lecce perché? Perché nei sette giorni

che sono stato ricoverato ad Acquaviva

ho cambiato quattro stanze e ho conosciuto

circa cinque persone. C’era chi veniva

da Bari, c’era chi veniva da Lecce, c’era

chi veniva da Brindisi e io che venivo

da Taranto. Ebbene, quello più fregato

ero io che venivo da Taranto. Quello su

cui mi sono trovato menomato, per quanto

credo di far parte della classe media per

quanto riguarda il livello di istruzione

e informazione, poi da politico dovrei

essere ancora più informato, è che ci sono

delle carenze organizzative nell’ASL di

Taranto che sono veramente importanti,

per cui informare la cittadinanza su potenziali

rischi diventa un dovere, un dovere di

chi rappresenta la comunità.

Io non ho seguito la parte iniziale del

dibattito, quindi non entrerò nel dibattito,

però ho seguito questi ultimi interventi.

Non siamo della stessa parte politica con

il dottor Lenti, però per quanto riguarda

il suo intervento nel presentare la mozione

credo che abbia fatto bene se aveva dei

dubbi su ciò che poteva succedere, come

cittadino. Perché noi siamo cittadini,

Aldo. Ognuno di noi rappresenta quello

che sono i cittadini. Quindi, non è perché

siamo consiglieri comunali dobbiamo essere

più informati. Noi dobbiamo avere la capacità

di tirare fuori le informazioni ed eventualmente

comunicarle. E quando non ci vengono date

le informazioni, dobbiamo riuscire a carpirle,

presentando anche delle mozioni che possono

apparire, a tuo modo e avviso, o a modo

e avviso di Leonardo, o di chiunque magari

della maggioranza, inutili. Noi rappresentiamo

una parte della comunità. Allora, siccome

ogni volta che viene presentata una mozione

viene quasi ridicolizzata… Questo è quello

che ho capito, e mi scuso se ho capito

male.

Detto questo, sono contento se il dottor

Lenti ritira la mozione, perché vorrà dire

che ha avuto le risposte che doveva avere.

Se io domani mattina dovessi avere un dubbio

su un qualsiasi argomento che riguarda

l’amministrazione e la gestione della mia

comunità, io presenterò un’interrogazione

o potrò presentare una mozione. Magari

a voi sarà cosa scontata, ma se io lo sto

facendo è perché io, come cittadino politico

e rappresentante di un partito, devo trasmettere

quelle informazioni che non ho ai cittadini,

che rappresentiamo tutti. È un nostro dovere.

Sono contento del ritiro della mozione

perché probabilmente ha avuto soddisfazione,

lui e chi in quel momento – non io, perché

non c’ero, e mi scuso ancora – ha avuto

le giuste informazioni.

Poi posso esprimere una mia risposta personale

alle rassicurazioni che sono state date?

Io sono scettico. Ho imparato in questi

anni ad essere molto scettico rispetto

alle promesse fatte da direttori sanitari,

alle promesse fatte da rappresentanti politici

che avevano preso in carico la difesa del

nostro territorio. Sono diventato scettico.

Ed è per quello che mi impegno ancora più

in politica, perché quello scetticismo

voglio che si trasformi in realismo. Mi

sono spiegato? Perché qua abbiamo visto

promettere al dottor Rossi certe cose nel

luglio del 2016, e non sono state mantenute.

Abbiamo visto prendere in carico da certi

politici certi impegni, che non sono stati

assolti. Quindi, a me è mancata la parte

iniziale. Sta ritirando la mozione? Benissimo.

Ma io continuo a non fidarmi.

Poi devo dire grazie in questi giorni,

in questi ultimi quindici giorni, a un

reparto meraviglioso che sta all’ospedale

di Grottaglie, che è quello di riabilitazione,

che è quello che ho potuto conoscere in

questi giorni, dove ci sono dottori e fisioterapisti

spettacolari, che mi hanno rimesso in piedi,

mi hanno ridato buon umore, mi hanno tolto

da una pseudo-depressione, perché lì stavo

andando a finire, a causa di certe carenze

che avevo trovato, pur volendo fare il

paziente. Perché io vengo chiamato un rompiscatole

solitamente, allora avevo deciso di fare

il paziente. Grazie al reparto di riabilitazione

di Grottaglie io – e dico grazie veramente

di cuore – mi sono rimesso in piedi e oggi

mi ritrovo che sono nella fase terminale

della guarigione.

Ma il nostro dovere di politici, Aldo,

e tu me lo insegni perché lo hai fatto

prima di me, è proprio informare. Nel percorso

di questi ultimi tempi più volte ho lamentato

io di non essere coinvolto come politico,

come cittadino e come rappresentante dell’opposizione

in decisioni, non nella fase conclusiva,

ma nella fase della discussione. Più volte,

oserei dire quasi ogni Consiglio comunale.

Io spero che al prossimo Consiglio comunale,

qualunque sia l’argomento, possa non lamentarmi

più di ciò, perché vorrà dire che la minoranza,

l’opposizione si fa parte integrante di

quella che è una discussione politica e

amministrativa all’interno di un’Assise

come il Consiglio comunale, perché è doveroso

che ciò accada.

Grazie.

Grazie, consigliere Petrarulo.

Prima di procedere con i lavori, permettetemi

un passaggio. Innanzitutto vorrei ringraziare

tutti i Capigruppo per aver facilitato

una gestione serena, tranquilla e proficua

del Consiglio comunale, gestione non scontata

in partenza. Per cui, a loro va il mio

ringraziamento. Però, devo farvi anche

un appello. In termini di Regolamento,

non tutti, abbiamo già esaurito i due interventi

previsti. Ne ho già concessi tre o quattro.

Pertanto, invito i consiglieri comunali

a favorire la chiusura dei lavori del Consiglio

comunale concedendovi la possibilità di

un ultimo intervento, come se fosse una

dichiarazione di voto, e a non favorire

l’apertura di ulteriori discussioni, che

in termini di Regolamento non potrebbero

poi essere consumate. Grazie.

Ha chiesto di intervenire il consigliere

Attanasio.

Volevo solamente chiarire. Ciro, il mio

intervento non è stato sulla mozione del

dottor Lenti. Bravo. Tu stai vivendo adesso

l’ospedale, lo vedi com’è, ed è un cantiere

aperto. Ci sono lavori da due anni… Fammi

finire. Non è la mozione del dottor Lenti,

che io rispetto, ed è anche uno dei più

titolati a parlare di sanità, perché tra

l’altro è anche un bravo medico, e lo sa,

ma è solamente il modo, il fatto di dire

che noi abbiamo nascosto qualcosa. Infatti,

è stato detto che noi consiglieri comunali,

in primis il Sindaco, abbiamo nascosto

questo fatto, abbiamo nascosto un declassamento

che ci sarà dell’ospedale di Grottaglie.

Dov’è questo declassamento? Non sulla mozione

del dottor Lenti. Poi dicevo al consigliere

Traversa, che forse non c’era, che lui

aveva scritto questo post dove sembra che

ci sia un declassamento e che noi l’abbiamo

tenuto nascosto ai grottagliesi. Questo

è stato scritto. Poi cinquantasei persone

hanno condiviso questo post e, quindi,

magari hanno creduto che noi abbiamo nascosto

questa cosa. Non è vero, Ciro. Questo voglio

dire io.

La comunità grottagliese – non gli operatori,

toglici; noi siamo stati operatori durante

il Covid, abbiamo fatto di tutto, e lo

sai, però togli, togli tutto questo – ha

subìto tanto, da destra, da sinistra e

da centro. Abbiamo subìto tanto. Tutto

qua. Io volevo dire solo questo: accertiamoci

tutti prima di procurare un allarme nei

cittadini. Solo questo volevo dire. Non

è la mozione in sé e per sé del dottor

Lenti, perché è giusto che sia così. È

giusto che la presenti. Anzi, l’ho ringraziato

per aver ritirato la mozione, perché è

una persona intelligente.

Grazie.

Grazie.

Si era prenotato il consigliere Palmieri.

No, era prenotato il consigliere Palmieri

prima, volevo capire se ha ritirato… Prego.

Volevo solamente avere una risposta da parte del dottor

Lenti, e basta, perché conosco la persona,

la professionalità e anche il buonsenso,

solamente che nella mozione non ho trovato

traccia di… Solo questo. Poi, se ce la

darà la ringrazio.

Prego.

Mi toglie sempre il microfono. Lo fa apposta.

No, perché lampeggia. Pensavo si dovesse

cliccare… Va bene.

Sarebbe sciocco presentare una mozione

senza avere una documentazione in merito.

Lei si è fermato alla delibera di Giunta

regionale n. 134 del febbraio, quando invece

c’è un’immediata delibera del direttore

generale del 7 marzo 2022, ed è citata

nella mozione, nella quale, caro consigliere

Attanasio, non è un problema di allarmismo,

è un problema di realtà. Qui è scritto

a chiare lettere che l’ospedale di comunità

a Grottaglie non doveva farsi, perché è

scritto a chiare lettere, con delibera

immediatamente esecutiva, che gli ospedali

di comunità debbono essere – cito testualmente

– quattro. Invece lei, consigliere Palmieri,

si è attenuto all’ospedale di comunità

della delibera n. 134 della Giunta regionale,

dove comparivano due ospedali di comunità,

uno a Massafra e uno a Grottaglie. Ebbene,

non so per quali fini. Non credo per l’organizzazione

sanitaria, perché non si può aprire un

ospedale di comunità senza un bacino di

utenza almeno di 50.000 abitanti. Ebbene,

il nostro direttore generale, come ho detto

in premessa, ha cassato, su questa delibera

immediatamente esecutiva, Grottaglie dall’ospedale

di comunità e ha inserito Massafra, che

era inserito nell’atto deliberativo della

Giunta, ha inserito Ginosa, che non ha

mai avuto un ospedale, ha inserito Castellaneta,

che già ha un ospedale di primo livello,

ha inserito Martina Franca. Qui, su questo

atto deliberativo, immediatamente esecutivo,

manca Grottaglie. Oggi mi è stato assicurato.

Poi, qui parliamo di novembre, parliamo

di novembre 2023, parliamo di novembre

60000. In poche parole, la nostra mozione

è stata presentata a giugno 2022, caro

consigliere Palmieri, non è stata presentata

a ottobre. Se soltanto la Presidenza della

V Commissione, che dovrebbe vertere sulla

sanità, avesse presentato una convocazione

per discutere di queste cose, può darsi

che, alla luce di quello che credete e

vi illudete possa essere, sarebbe venuto

fuori: no, ma noi dobbiamo fare anche l’ospedale

di comunità a Grottaglie. Ma qui, da questo

atto deliberativo, non c’è la presenza

dell’ospedale di comunità a Grottaglie,

che è fondamentale, soprattutto non per

noi che abbiamo la capacità di camminare,

che non siamo ritenuti fragili, ma per

i soggetti fragili, che dovranno essere

sbattuti a destra e a manca perché abbiamo

già perso l’ospedalità di primo livello,

caro consigliere Attanasio. Noi non siamo

più ospedale di primo livello. E chissà

se saremo punto di primo intervento. E

chissà se avremo l’ospedale di comunità.

Per cui – la prego di venire a prenderne

visione – non possiamo fare interventi

su base politica su materie così delicate

con leggerezza, senza avere contezza di

quello che è realmente. E noi possiamo

parlare fino a dopodomani, ma sono le carte

che contano. E qui, su questo atto deliberativo,

immediatamente esecutivo, forse esclusivamente

a fini campanilistici, cosa che non siamo

capaci di fare noi, sono stati creati tre

ospedali di comunità sul versante occidentale

della provincia di Taranto e noi continuiamo

ad essere discriminati, abbandonati. Il

polo centrorientale è stato abbandonato

da qualsiasi politica sanitaria fino ad

oggi. Adesso aspettiamo il 2023 e vediamo

cosa succederà. Però, consentitemi almeno

di essere scettico su questa operazione.

Questa è la delibera e da questa delibera

lei evincerà che l’ospedale di comunità

a Grottaglie è sparito. Sono stati creati

– sulla carta per adesso, perché poi bisogna

vedere se verranno intercettati i fondi

del PNRR – tre ospedali di comunità nel

giro di venti chilometri, con un bacino

di utenza sì e no di 40.000 persone – lo

ripeto, tre – quando qui è scritto espressamente

e sulla delibera della Giunta regionale

è scritto espressamente che l’ospedale

di comunità deve avere almeno da 50.000

a 100.000 abitanti. E noi ci ritroviamo

tre ospedali di comunità nel giro di 5-10

chilometri. Per cui, aspettiamo novembre

2023.

Ripeto, ritiriamo la mozione. Comunque

saremo costretti, vista anche questa azione

pretestuosa… Perché se il consigliere Mingolla,

che, se non sbaglio, è anche Presidente

della V Commissione… Va bene, la sanità…

Non c’è una Commissione Sanità. Di fatti,

il settore sanità normalmente è accorpato

ai lavori della III Commissione consiliare,

quella delle politiche sociali e welfare.

Va bene. Ad ogni modo, se il Presidente

della III Commissione avesse avuto il buongusto

di convocarci e discutere di queste cose,

avremmo potuto anche risparmiare tempo.

Però, quantomeno l’abbiamo speso bene,

visti la presenza e l’impegno preso dal

direttore generale.

Grazie.

Grazie, consigliere Lenti.

Soltanto una precisazione. In riferimento

alla delibera che ha appena citato, in

mozione viene richiamata, oltre alla delibera

di Giunta regionale, la delibera n. 798

dell’ASL di Taranto, che ha ad oggetto

l’incarico di progettazione per i lavori

della casa di comunità di Laterza. È solo

una precisazione. Probabilmente è richiamata

un’errata delibera.

Qui è scritto “delibera n. 798/2022”, Presidente.

Esatto, delibera avente ad oggetto: “Affidamento

del servizio di progettazione e di fattibilità

tecnica ed economica, con opzione di progettazione

definitiva, della Casa comunità di Laterza”.

Non si parla di esclusione di una programmazione…

Assolutamente no, Presidente. Qui è scritto

chiaramente “Case di comunità” e riporta

l’elenco delle case di comunità. In poche

parole, se dovessimo mantenere la casa

di comunità, Grottaglie sarà equiparato

a San Marzano, sarà equiparato a San Giorgio,

sarà equiparato a sedi distaccate di poli

ambulatoriali. Questo la casa di comunità.

L’ospedale di comunità ha ben altra valenza,

perché presuppone – e l’ha detto anche

il direttore generale – la presenza di

venti posti letto delle patologie brevi.

Enzo, non entro nel merito. Semplicemente,

non avendo citato tu il numero di delibera,

volevo accertarmi che fosse effettivamente

la delibera n. 798.

Questa è, Presidente.

Probabilmente ho una versione in cui non

è richiamata la tabellazione.

Va bene. Può essere che non ci sia una

serie di allegati dietro…

Infatti. Probabilmente è questo. Grazie.

Ecco perché, nel momento in cui noi discutiamo

di problematiche che faranno bene alla

nostra collettività, noi discutiamo, parliamo,

mentre gli altri fanno i fatti. E vederci

mortificati nel perdere un’eccellenza,

un polo di eccellenza, che era l’ospedale

di Grottaglie, io da cittadino grottagliese

mi sento umiliato e offeso, soprattutto

per le alte professionalità che sono transitate

nell’ospedale di Grottaglie.

Grazie.

Grazie.

Ci sono altri due interventi, in particolare

il consigliere Traversa. Ovviamente valgono

le regole testé esplicitate per il consigliere

Lenti. Prego.

Intanto voglio dire che noi oggi al direttore

generale abbiamo detto, io ho detto di

fornirci appena possibile quelle che sono

le determine, cioè le cose per iscritto.

Oggi lo abbiamo ascoltato, e ci fa piacere,

caro Attanasio. Se tu le hai me le fai

vedere. Quindi, non puoi dire “allarmismo”.

Allarmismo perché non c’è nulla di determinato,

di deciso? Quando il direttore generale

metterà nero su bianco, come ho già detto,

l’ospedale di comunità, evviva. Ma al momento

il direttore non ha fornito questa cosa.

L’ha fornito a voce. Questo è il discorso,

scusami. Anche perché ho visto che tu annuivi

quando parlava il consigliere comunale

Lenti, quindi evidentemente conosci le

pratiche e sai che è così. E lo stai dicendo

anche adesso a me. Quindi, nessun pregiudizio.

Nessuno di noi ha avuto un pregiudizio

nei confronti del direttore generale dell’ASL.

Noi chiediamo, come hanno ribadito altri

consiglieri comunali, di conoscere le cose.

Se voi ci avete comunicato “abbiamo incontrato

l’assessore Palese sette mesi fa” e non

ci date l’oggetto, che adesso compare improvvisamente,

anche un po’ a livello di marketing in

maniera infelice oggi, non potete aspettarvi

che vi si dica che siete belli e bravi.

No, assolutamente non è così. Del resto,

la minoranza, gli altri 6.000-7.000 elettori

di questa parte quando devono sapere le

cose? E tramite cosa? Che l’avete incontrato.

Ma l’aveva esposto l’ordine del giorno

dettagliato del collega Mingolla. Quindi,

quell’incontro è andato a carte quarantotto?

Ancora nessuno mi ha risposto. Ha avuto

un esito? È positivo o negativo? Questo

voglio capire io. Peraltro, l’ho già detto

prima: se l’assessore Rocco Palese ha detto

“okay”, che cosa dobbiamo votare? Forse

lo saprà il collega Mingolla. Quindi, attendo

il suo intervento.

Grazie, consigliere Traversa.

Consigliere Mingolla, prego.

Premetto, senza alcuna nota polemica, che

è evidente che un chiarimento ci deve essere.

Intanto, per concludere la questione della

mozione del collega consigliere dottor

Enzo Lenti, quando cita la delibera n.

798, essa riguarda precisamente ciò che

diceva il Presidente, vale a dire l’affidamento

al RUP della casa di comunità nel comune

di Laterza.

Inoltre, per quanto riguarda l’ospedale

di comunità previsto dalla DGR n. 134 del

2022, abbiamo già detto che per il comune

di Grottaglie sono previsti sia la casa

di comunità che l’ospedale di comunità.

Poi, al di là di quelli che sono i finanziamenti,

che siano PNRR, che siano ex articolo 20

o che siano altri finanziamenti, come ha

detto il direttore generale, il nostro

ospedale di comunità nel comune di Grottaglie

verrà progettato e attuato non con i fondi

PNRR, come indica la delibera n. 798, ma

verrà progettato e attuato con gli 8,5

milioni di euro di finanziamenti diversi.

È chiaro? Scusate il tono della voce. Forse

lo dico per togliere un pochino di catarro

dalla trachea.

Detto questo, devo rispondere all’amico

e consigliere Traversa. È vero, siamo stati

a maggio dall’assessore regionale alla

sanità, è stato consegnato dal Sindaco…

Del fatto del punto di primo intervento

parliamo. L’altro aspetto, d’altronde,

lo abbiamo chiarito con il direttore generale,

che è un ordine del giorno che va direttamente

a lui. Questo ordine del giorno presentato

oggi – lo voglio ricordare a me stesso,

forse non sono stato chiaro – è composto

da due documenti, uno va al direttore generale

direttamente per l’organizzazione all’interno

del presidio, l’altro invece va all’Istituzione

Regione per quanto riguarda la rete dell’emergenza-urgenza

della Regione Puglia. Siamo stati a Bari,

è stato consegnato il documento, l’assessore

regionale alla sanità ha risposto: queste

sono le norme, però se i presupposti ci

saranno – io mi ricordo queste parole –

rimarrà aperto il PPI. Vedremo. Venendo

da Bari, non ricordo se era il 26 o il

27, adesso proprio non ricordo, il giorno

stesso dissi al Sindaco: domani convochiamo

la III Commissione, cominciamo ad informare

tutti e vediamo. La mattina dopo è uscita

sui social la mozione del dottor Lenti.

Al di là del fatto che ci ha indicato sui

social… Io personalmente non mi sono offeso

quando diceva che si meravigliava del fatto

che i consiglieri comunali ospedalieri

non consigliavano al Sindaco la strada

che bisognava percorrere. È vero, dottor

Lenti? Me lo ricordo io. Sui social ha

detto questo. No, è vero. Ed è vero perché…

No, scusami. Perdonami… Non è per polemica,

Enzo. Non è per polemica. L’ho detto in

principio: non è per polemica. Sono le

cose. E poi è saltato tutto, perché non

c’era più il momento di collaborazione…

L’ho detto. L’ho già detto. No, non hanno

più risposto. Hanno solo detto che c’è

un loro cronoprogramma di chiusura dei

punti di primo intervento. Ancora aspettiamo.

Da voci dette ufficialmente ancora niente.

Però, cosa crediamo, cosa credete, che

se il direttore generale è venuto oggi

a parlare del quartiere operatorio, del

riavvio al funzionamento, nessuno si è

chiesto perché e da chi questa pulce è

stata messa nell’orecchio del direttore?

Dice: ma perché non ci avete avvertito?

Ma la motivazione… Da noi, sì. Perché le

cose le facciamo e non le diciamo molte

volte, perché non facciamo i bandi. Però

che ci sia un difetto di comunicazione

tra maggioranza e minoranza è chiaro, è

evidente. Lo dice anche il fatto dell’ordine

del giorno di oggi, che, nonostante tutto,

va nella direzione di tutelare le condizioni

di salute della cittadinanza di Grottaglie.

Ci è stata fatta una comunicazione, che

io avrei capito. Ho capito anche perché:

forse per l’altro giorno quando c’è stato

il fatto dell’ex Ilva. Le capiamo queste

cose. Però, un conto è dire “ce ne andiamo

perché il dottor Enzo Lenti ritira la mozione”,

e ha fatto bene, secondo me, altra cosa

è dire “sediamoci un attimo, Sindaco e

Presidente di III Commissione, perché queste

cose le dobbiamo approfondire, quindi vediamoci

in Commissione e vediamole insieme”. No,

ci alziamo e ce ne andiamo, perché non

vogliamo votare l’ordine del giorno. Questo

significa ancora che quello che abbiamo

pensato noi, vale a dire che la salute

non deve avere colore politico, invece

viene rimarcato continuamente dalla minoranza.

Cos’altro dire? Non posso aggiungere altro.

Io spero soltanto che questa sia una parentesi

di contrapposizione, che poi è fine a sé

stessa, è effimera, perché sulla questione

salute – e voi lo sapete meglio di me –

la cittadinanza aspetta queste cose. Quindi,

se facciamo perdere il treno oggi dello

stare insieme, la politica, tutti insieme…

Anzi, io farei un invito al dottor Lenti:

siccome c’è un Sottosegretario in regione

di Fratelli d’Italia, potremmo portargli

questo ordine del giorno, ma insieme. Magari

lo modifichiamo, ci vediamo in Commissione.

Però, io ritengo che dobbiamo portare la

questione avanti quanto prima, prima che

questo punto di primo intervento lo chiudano,

perché oggi quel punto di primo intervento

è il punto di primo transito, arriva un

cittadino, arriva il pomeriggio e non si

può fare la radiografia, arriva la sera

e non si può fare niente. Allora non è

un punto di primo intervento. Quindi, mettiamoci

tutti insieme. Questo è quello che voglio

chiedere io in chiusura. Come lo vogliamo

fare, attraverso la Commissione? Adesso

vediamo il Sindaco che cosa pensa e voi

che cosa ne pensate per poter portare avanti

questa situazione, che veramente ci contraddistingue

e migliora la qualità del servizio sanitario

nella nostra comunità.

Grazie.

Grazie, consigliere Mingolla.

Non ci sono ulteriori interventi. Pertanto…

Li abbiamo consumati come quarto e quinto

intervento. Un attimo, diamo un ordine

ai lavori. Pertanto, verbalizziamo e registriamo

la chiusura del primo punto all’ordine

del giorno con il ritiro formale della

mozione protocollo n. 17762 del 08.06.2022

da parte del proponente, il consigliere

Vincenzo Lenti.

Passiamo all’ordine del giorno aggiuntivo.

Dichiaro aperta la discussione sull’ordine

del giorno aggiuntivo dell’odierno Consiglio

comunale. Ci sono interventi? Non ci sono

interventi.

Per dichiarazione di voto? Prego, consigliere

Traversa.

Per dichiarazione di voto, io suggerirei

di fare, come ha accennato il consigliere

Mingolla, cioè di andare in Commissione.

Grazie.

Grazie, consigliere Traversa, ci sono altre

dichiarazioni di voto? No. Pertanto, dichiaro

chiusa anche la fase di dichiarazione di

voto.

Chiusa la discussione sull’ordine del giorno

aggiuntivo, passiamo alle fasi di votazione

dell’ordine del giorno aggiuntivo. ovvero

l’ordine del giorno ai sensi dell’articolo

15 del Regolamento di funzionamento del

Consiglio comunale presentato dai dodici…

Chiedo scusa. Prego, Sindaco.

Presidente, in linea di massima, anche

se vediamo solo la presenza del consigliere

Traversa in questo momento… Io dico semplicemente

questo. Se ne vanno tutti perché giustamente

è la vigilia dell’Immacolata e immagino

che ci siano da fare le pettole.

È chiaro il ragionamento di discutere delle

questioni. Io condivido l’idea di passare

dalla III Commissione, va bene. Tra l’altro,

è il percorso che aveva individuato il

consigliere Mingolla. Peraltro, arriviamo

a questo percorso non perché ci impuntiamo

a non fare le Commissioni, ma perché in

Consiglio comunale, qualche giorno prima,

avevo annunciato che sarei andato dall’assessore

Palese, insieme al Presidente della Commissione,

e all’epoca il collega Bais non poté venire

per ragioni di salute, e andammo a discutere

di questo, e venne anche il collega Attanasio,

per ragionare su questo e poi tornare e

portarlo in Commissione, ma immediatamente,

il giorno dopo la nostra andata a Bari,

fu presentata la mozione, dicendo delle

cose che non sono vere. Non è vero assolutamente

che il nostro ospedale di comunità è stato

chiuso e non verrà fatto. È e rimane un

atto deliberativo della Giunta regionale,

che non è modificabile dal direttore generale.

Questo che sia chiaro. Quello che fa il

direttore generale è ragionare sulle nuove

case di comunità, ragionando su fondi PNRR.

Il nostro fa parte di un riordino ospedaliero

che è immodificabile dal direttore generale.

A meno che non ci sia una… Questo proprio

per il principio delle fonti normative.

Io ascolto, ma non voglio fare il giurista

né quello che ne sa di più degli altri.

Mi sto zitto perché capisco il dibattito

politico. Però, siccome lo chiedi e apprezzo

il fatto che tu voglia discutere di questa

cosa, anche se ne abbiamo già discusso,

politicamente credo che sia importante

dare il segnale a te, che sei persona seria

in questo momento a rimanere qua su un

tema così importante. Del resto, su questo

tema si è detto tanto, si sono fatti i

manifesti, si è detto “chiude, manifestiamo,

protestiamo”. Quindi, chiudo veramente

dicendo che la comunicazione è una comunicazione

che arriva in un ragionamento di costruzione,

non di distruzione. Se, però, ci sono le

posizioni in cui dobbiamo attaccare tutti

e tutto… Il consigliere Lenti ha detto

che io non mi sono presentato alla Conferenza

dei Sindaci, cosa che non esiste. Non esiste

questo ragionamento. Quindi, si parte da

illazioni politiche che non hanno fondamento,

giusto per screditare intanto l’Amministrazione,

ma anche nel parlare male tanto per parlar

male.

Detto questo, il lavoro costante che abbiamo

fatto nell’interloquire con la Direzione

generale e l’assessore regionale meritava

un approfondimento, che non è stato fatto

per un posizionamento politico di Fratelli

d’Italia, che ha voluto mettere il cappello

su una cosa che io ho comunicato in questo

Consiglio comunale rappresentando i passaggi,

che evidentemente andava a condividere

cosa se c’era già una posizione contro

l’Amministrazione? Quindi, forse in questo

confronto sarebbe stato opportuno anche

da parte della minoranza, che può convocare

le Commissioni o chiedere un incontro,

dire: che avete detto in quella riunione?

E non partire sparati contro. È chiaro

che, se si parte sparando contro, ognuno

poi resta sulle proprie posizioni. Però,

vogliamo superare questa fase? Io dico

che siamo d’accordo: andiamo in III Commissione,

riaffrontiamo e ridiscutiamo il documento

che è stato condiviso dalla maggioranza,

fermo restando, però, che poi dobbiamo

ritornare in Consiglio comunale per approvarlo.

Ci diciamo di sì?

[…] va bene lo stesso, sottoscritto a nome

di tutti. Però, ripeto, mi è sembrato un

po’ una caduta un’Istituzione che consegna

un documento di un’altra Istituzione brevi

manu. Cioè, brevi manu implica un non protocollo.

Se poi deve essere un atto ufficiale, si

può anche non fare il Consiglio, però deve

essere un atto ufficiale che venga consegnato

non brevi manu all’assessore Palese, ma

con la sottoscrizione e con il processo

di invio di documenti o di richieste da

un Assessorato. Solo questo dico.

Alfredo, per essere chiari fino in fondo,

io in quel Consiglio comunale avevo già

detto che avremmo avuto un incontro politico

con l’assessore. Dissi pure che non è neanche

della mia parte. La chiarii questa cosa.

E in quel Consiglio precisai che avremmo

rappresentato questa necessità, punto.

E abbiamo scritto un documento, che abbiamo

consegnato, il quale non è stato oggetto

di una deliberazione da parte di nessuno,

per il semplice fatto che l’assessore su

quel documento ha preso un impegno politico

dicendo: guardate, io non vi posso garantire

nulla perché la situazione è confusa; tra

l’altro io sto da poco, quindi ritengo

non corretto questo modo di procedere,

e non lo dirò solo per Grottaglie, ma pure

per gli altri punti di primo intervento

che possono essere oggetto di una modifica,

un taglio. una chiusura, una riconversione.

Lui non condivide proprio quella impostazione.

Però, aggiunse: è una discussione che faremo

politicamente non appena avrò il quadro

completo di tutto. Così come non sapeva

di alcune questioni che riguardavano l’organizzazione

dell’ospedale. E quella che abbiamo dato

al direttore generale… Io mi sono anche

premurato di dire al direttore generale:

guarda, non è per mancanza di fiducia nei

tuoi confronti, ma noi quello che ti abbiamo

detto con quel documento – parlo del documento

che hai anche tu oggi – lo daremo all’assessore

perché non vogliamo poi cadere nell’errore

che domani uno non sa quello che è stato

detto all’altro. E abbiamo rappresentato

anche le criticità che il direttore generale

ci aveva rappresentato rispetto a certe

cose, cioè i medici e le cose che abbiamo

già detto durante questa discussione. L’assessore

ha detto: guardate che noi stiamo lavorando

per richiamare i medici in pensione, però

abbiamo bisogno di tempo. Tra l’altro,

c’era un problema: in questi giorni è uscita

la notizia che è stato finanziato in modo

cospicuo il Fondo regionale sanitario con

ulteriori somme, che è uno dei problemi

legati all’assunzione di personale, problema

che l’assessore stesso ci aveva rappresentato

in quel contesto. La questione è in itinere.

Ora bisognerà capire cosa accadrà a valle

di questo. Quindi, ragioneremo se e in

che modo ci saranno i medici, e non solo

gli ortopedici, ma ci sono carenze strutturali

di non poco conto. Ecco perché non c’è

stato un atto. Anche perché nel momento

in cui noi andavamo a impegnare formalmente

un atto in Consiglio comunale era un po’

come dire: hai parlato con me, ci siamo

detti delle cose e ora mi fate l’atto di

Consiglio. Poteva essere poco corretto

nei confronti di un’Istituzione con la

quale c’è stato un ragionamento.

Questo agevola ancor di più la richiesta

di spostamento, perché ne abbiamo discusso.

Per me va bene in III Commissione. Dopodiché,

è chiaro che ritorneremo a bomba, dopo

le feste, con l’assessore per capire come

quadrare questa cosa, appunto, di un intervento.

Io già so che dirà: ancora non siamo nelle

condizioni di dire niente. Ma dobbiamo

tenere in caldo la questione.

Questo è tutto quello che è stato fatto

in questo momento. È un ragionamento che

era stato messo in campo. Però, è chiaro

che forse un’interlocuzione anche informale

nel dire che si sta facendo su questa cosa,

facciamo la Commissione e parliamone può

aiutare. Non è per forza l’atto positivo

in Consiglio che aiuta. Anzi, non aiuta

niente, perché poi crea le spartizioni.

Per questo credo che possa essere accolta

la proposta del consigliere Mingolla di

riportarlo in III Commissione. Però, è

un atto che a questo punto poi dovrà essere

comunque riportato in Consiglio, con la

condivisione di chi ci sarà. Per cui, io

penso che possa essere accolta la proposta.

Grazie, Sindaco.

Registro, oltre che la volontà del consigliere

Mingolla, anche la volontà del Sindaco,

entrambi firmatari dell’ordine del giorno,

pertanto c’è anche il ritiro, con rinvio,

su proposta anche del consigliere Traversa,

ai lavori della III Commissione consiliare

della discussione e dell’approvazione dell’ordine

del giorno aggiuntivo.

Vi ringrazio e dichiaro chiusi i lavori,

alle ore 12.50, dell’odierno Consiglio

comunale… No, c’è il rinvio. Va bene, chiedo

scusa.

Chiedo, pertanto, ai consiglieri di esprimersi

sul rinvio dell’ordine del giorno aggiuntivo

ai lavori della III Commissione.

Dichiaro chiuse le fasi di voto: presenti

15 consiglieri, votanti 15, favorevoli

15.

Grazie.

Dichiaro chiusi i lavori del Consiglio

comunale alle ore 12.50.

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