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Buongiorno a tutti. Benvenuti nella seduta
odierna del Consiglio comunale di Grottaglie.
Chiedo alla Segretaria di procedere con
l’appello.
D’Alò Ciro (presente); Annicchiarico Giovanni;
Attanasio (presente); Carbotti (presente);
Carrieri (presente); Cassese (presente);
D’Abramo (presente); D’Alò Saveria; De
Carolis (presente); Donatelli (presente);
Gianfreda; Lacava; Lenti (presente); Marangella
(presente); Marchese (presente); Marinelli
(presente); Mingolla (presente); Mirto
(presente); Orlando (presente); Palmieri
(presente); Petrarulo; Russo (presente);
Santoro; Traversa (presente); Zimbaro (presente);
La seduta è valida, Presidente.
Grazie, Segretaria.
Innanzitutto, oltre a dare il benvenuto
ai consiglieri e alla Giunta, saluto gli
ospiti che sono intervenuti: dottor Colacicco,
direttore generale, il dottor Sante Minerba,
direttore sanitario; poi sono presenti
anche l’ingegner Carrera, l’ingegner Tonti,
il dottor Vicinanza, la dottoressa Leone,
il dottor Gianrocco Rossi, il dottor Conversano,
la dottoressa Arnese e la dottoressa Matichecchia,
la dottoressa De Santis, il dottor Giovannetti.
Penso di non aver dimenticato nessuno:
dottoressa Mincuzzi e dottor Salfi, chiedo
scusa dottore; e il dottor Petrocelli.
Grazie di essere intervenuti. Ringrazio
anche per la presenza di un progetto edificante
per l’Amministrazione comunale, ovvero
quello della presenza degli studenti delle
quarte classi del liceo Moscati.
Prima di dare inizio ai lavori all’ordine
del giorno, purtroppo, con rammarico la
politica piange la scomparsa di un personaggio
illustre della nostra città (dimenticavo,
Segretaria: sono assenti giustificati il
consigliere Petrarulo, Annicchiarico, Lacava
e la consigliera Santoro).
Dicevo: purtroppo, con rammarico, a pochi
giorni dalla commemorazione per la scomparsa
del consigliere Maurizio Bais, venuto meno
due settimane fa, purtroppo registriamo
anche la scomparsa di Michele Santoro,
un decano della politica grottagliese,
un uomo coriaceo, una persona genuina,
un combattente definito da tutti un leone,
che negli anni e nei decenni passati ha
vivacizzato la politica grottagliese.
Per cui io credo che sia opportuno, oltre
a commemorarlo con un minuto di silenzio,
dare la parola a chi oggi voglio esprimere
un pensiero, un ricordo per questa importante
persona che ha reso illustre la nostra
città.
Mi aveva chiesto la parola il consigliere
Ottavio Orlando.
Grazie, Presidente.
Questo era il posto di Michele Santoro,
per decenni, in questo Consiglio comunale.
L’emozione a volte tradisce anche le parole.
Per chi come me lo ha conosciuto prima
da avversario leale e poi da alleato e
amico fedele è difficile esprimere quello
che lui ha lasciato come eredità politica
in questa città.
La cosa più importante che la città rimpiangerà
è il suo sorriso, il sorriso di una persona
genuina, come diceva il Presidente, il
sorriso di una persona autentica, il sorriso
di una persona che amava la sua città,
indipendentemente dallo schieramento in
cui egli ha militato, da ultimo dissociandosi
da qualsiasi schieramento e fondando le
sue liste civiche, che lo hanno portato
sempre a cavalcare l’onda politica della
città di Grottaglie.
Io faccio fatica ad avere un ricordo complessivo
di Michele, per quanto egli era presente
nella vita della città. Sono da ricordare
le sue famose battaglie per la difesa dell’ospedale.
Oggi siamo qui a verificare lo stato della
salute grottagliese, con le prospettive
future. Io ricordo le manifestazioni fatte
a Bari, i litigi con i suoi amici e con
i suoi avversari per quanto riguarda quello
che stava per succedere e che poi è successo
a Grottaglie rispetto all’ospedale.
Altre battaglie sintomatiche erano sempre
per il bene della città. Io comunque lo
voglio ricordare con una parola che lui
ossessivamente usava nel rapporto con le
persone, “grazie”. Lui usava sempre ringraziare
tutti. Una cosa che poi, a livello epidermico
ha trasmesso grazie anche alla sua amata
moglie, Annamaria, ai figli Giovannino
e Maria, che hanno le stesse stimmate,
lo stesso DNA del padre, una famiglia che
è sempre a contatto con tutta la città,
sempre a disposizione. Il suo patronato
ha sempre avuto le porte aperte per risolvere
i problemi della gente che lavora, sempre
e con loro.
Io voglio ricordarlo con un semplice grazie,
come lui era aduso fare nei confronti di
tutti.
Ciao, Big Michele.
Grazie ad Ottavio Orlando, non so se ci
sono altri… Mi ha chiesto la parola il
consigliere Gianfreda. Prego.
Grazie.
L’emozione… Io ho iniziato la politica
circa 25-30 anni fa. Michele era già stato
assessore. È stato uno dei punti di riferimento
grottagliesi della Democrazia Cristiana.
Michele era un uomo semplice, un uomo del
popolo: chi lo conosce, chi l’ha conosciuto
sapeva questo.
Molte volte è stato anche deriso per la
sua semplicità. Questo suo aspetto lo ha
contraddistinto, lo riteneva un punto di
forza. Io con Michele ho fatto tante battaglie,
tantissime. Per me era un fratello maggiore,
un papà.
Lui ha sempre valorizzato le sue origini
umili di persona affianco al popolo grottagliese.
Lui era una persona onesta, una persona
che ha combattuto per il bene di questa
città. Probabilmente, anche il direttore
generale, Colacicco lo conosceva bene,
perché il dottore ha probabilmente avuto
modo di affrontare molti problemi della
provincia di Taranto, quando Michele era
consigliere provinciale, ma anche prima.
Il dottor Colacicco era un punto di riferimento
anche per gli aspetti politici in alcuni
momenti della nostra città. Lui ha sempre
messo davanti questo aspetto. Grottaglie,
diciamo la verità, non è stata, in alcune
situazioni, generosa con lui; lui invece
lo è sempre stato. Lui, e lo possono testimoniare
anche le comunità religiose, ha sempre
fatto del bene, in silenzio, senza osannare
quello che faceva.
Purtroppo lui ha portato una croce, negli
ultimi anni, tutti quanti lo sapevamo,
e ha combattuto. I suoi figli e la sua
amata Annamaria, la moglie, erano un punto
di riferimento per lui, un esempio per
tutti noi, un esempio della famiglia. Lui
amava la sua famiglia, la metteva davanti
a tutti e ha cercato, con la sua semplicità,
di risolvere tantissimi problemi, dai più
bisognosi. Io non sto usando parole di
circostanza, ma sto usando parole della
verità.
Voglio ricordare Michele con due – purtroppo
non possiamo farle vedere – fotografie.
Una è quella del suo ufficio: quando entravo
nel suo ufficio lui aveva, mi sono sempre
chiesto il perché, aveva una piccola scrivania,
semplicissima, con una sedia semplice;
sedeva dietro quella piccola scrivania,
probabilmente anche il Sindaco ha avuto
l’onore di verificare la sua semplicità;
affianco c’era il fratello Carmelo, in
una situazione in cui ti metteva a tuo
agio. L’altra, voglio ricordarla, è la
foto insieme a Ottavio, davanti all’ospedale,
incatenato.
Io voglio ricordarlo solo con questi due
momenti. Chiedo soltanto, probabilmente
c’è chi ha assistito l’omelia, di ricordare
le parole onestà, quando è andato via,
quando gli abbiamo dato l’estremo saluto,
e Paradiso, che io penso Michele abbia
meritato.
Grazie, Michele.
Grazie per le belle parole di Ciro Gianfreda.
(Applausi)
La vicinanza di tutto il Consiglio e delle
Istituzioni alla famiglia. Ha ricordato
la moglie Annamaria, il figlio Giovannino,
e in particolare poi la figlia Maria, che
oggi siede e credo che onorerà la memoria
del padre con la sua presenza qui in Consiglio
comunale. Un abbraccio a lei in particolare.
Credo che anche il Sindaco voglia dire
due parole. Prego, Sindaco.
Purtroppo, in poco tempo è la seconda volta
che il Consiglio comunale è chiamato a
ricordare due personaggi illustri della
politica locale. Michele Santoro è stato
un decano della politica, una persona che
ha rappresentato e rappresenta ancora testimonianza
importante di impegno sociale e politico.
Approfitto per raccontare ai ragazzi che
sono presenti, il senso di responsabilità
di Michele Santoro in tutto questo tempo.
Michele, da quando sono Sindaco mi ha sempre
bombardato: con i carri armati, con gli
elicotteri, ha fatto l’opposizione com’è
giusto che fosse il lavoro dell’opposizione.
Ciononostante, in nessun momento Michele
Santoro o gli altri consiglieri hanno mai
fatto cose diverse dal contegno civile.
Fuori da qui era un momento interessante
di confronto e di crescita. Era una persona
umile, e voglio raccontare, perché rimanga
alla storia e agli atti del Consiglio comunale
un episodio: ricordo che alle elezioni,
con il Sindaco Ciro Alabrese, erano arrivati
quasi vicini come punteggio e dovevano
fare il ballottaggio. Io non ero concorrente
per il ballottaggio, mi ero posizionato
abbastanza bene. Ricordo una cosa che mi
è rimasta impressa, devo dire la verità,
quel suo senso di umiltà. Non è che Michele
Santoro in quella circostanza mandò degli
emissari a parlare con me per dire “proviamo
a fare un accordo”. No. Mi telefonò mi
chiese “dove stai?”; gli dissi “veramente
sto a pranzo dai miei suoceri”; “beh, sbrigati
che tra dieci minuti ti vengo a prendere”.
Arrivò… Immaginate quei film, quando viene
uno con una macchina monovolume scura…
Mi rapì, mi prese e mi portò via. Gli dissi:
“veramente devo finire di mangiare…”; “no,
vieni, dobbiamo parlare…” Mi portò in campagna
sua, mi disse: “dobbiamo parlare”. Dissi:
“Michele, sì, dimmi”; “dobbiamo ragionare,
dobbiamo fare un progetto insieme…”. Dissi:
“Michele, lo sai, la storia mia è una storia
distante dalla tua, non riusciremmo neanche…
Forse ti potrei dare solo il mio voto perché
siamo su posizioni diverse”. Mi disse:
“il problema non è il voto, l’appoggio,
condividiamo punti programmatici, dovremmo
ragionare…”. Dissi: “Michele, senti, non
è possibile”.
Ovviamente, col suo fare scherzoso mi disse:
“e tu sei comunista, non possiamo fare
niente”. Dissi: “Michele, non è sono comunista,
è che non ci troviamo, come lo spiego alle
persone? Noi ci siamo fatti la campagna
elettorale contro”. Dice: “Ma tu non devi
essere comunista, io metto l’esperienza
e tu metti le idee con un bel gruppo di
ragazzi…”. Dissi: “Michele, non è possibile”.
Ce ne tornammo. Mi riaccompagnò, disse:
“entro stasera mi devi far sapere perché
io devo presentare il foglio per l’accordo”.
Dissi: “Michele, non ne possiamo fare accordi”;
“Si va beh…”
Poi, mezz’ora prima che scadesse il termine,
mi chiamò: “tu sei comunista e mi dici
no, però io ti devo chiamare perché me
lo devi dire”, me lo diceva così, simpaticamente,
col suo modo di fare. Saltò l’accordo.
Perché sto raccontando questo fatto? Perché
nonostante non ci sia stata quella condivisione,
quando alla fine del mandato scorso lui
poi è stato poco bene, ma anche poco prima,
l’unica cosa che mi diceva sempre era questa:
“io ti devo sempre bombardare perché è
mio dovere, ma ricordati sempre che in
qualsiasi momento avrei bisogno del mio
appoggio in Consiglio comunale – lo posso
dire pubblicamente perché lui questo lo
ha sempre rivendicato con orgoglio – io
l’amministrazione non la mando a casa,
perché il Commissario è una brutta cosa
quando viene, quindi io mi assumo la responsabilità
politica”, mi diceva sempre “non come hai
fatto tu, comunista, di mantenere in piedi
l’amministrazione”. Faccio questo racconto
anche simpatico, per ricordare una persona
che, anche con le distanze politiche aveva
il senso delle Istituzioni, aveva il senso
del rispetto e l’amore per la città. Tutte
le volte che abbiamo manifestato, Michele
si è incatenato, tutte le volte che siamo
andati a Bari, in quel momento Michele
diceva sempre “tu vai avanti con la fascia
che noi veniamo dietro, perché dobbiamo
portare avanti questa battaglia”.
Poi le cose purtroppo non sono andate come
avremmo voluto tutti; però certamente quello
è stato un altro dei momenti importanti
in cui è si è rappresentata al meglio il
senso della comunità, il senso della responsabilità
istituzionale del territorio.
Chiudo dicendo che lo ricordo con simpatia,
ovviamente con la stima e con un’amicizia
che poi è conosciuta anche nel tempo e
nell’ultimo periodo, anche a causa della
sua malattia e di altre vicissitudini mie,
ci siamo sentiti sempre più spesso. Sinceramente,
non mi aspettavo un tracollo così importante.
Il giorno prima che lo portassero in ospedale
mi ero sentito al telefono. Mi aveva detto:
“oggi no, però magari ci vediamo fra qualche
giorno, appena faccio qualche accertamento”.
Purtroppo questo tempo non c’è stato per
rivedersi e per salutarsi, e di questo
mi dispiaccio molto, perché tutte le volte
che andavo a casa stava lì, sempre con
la sua simpatia, col suo buonumore, con
il suo modo di interloquire simpaticamente.
Purtroppo, ogni volta che entravo diceva
alla moglie, alla figlia e al figlio che
c’erano: “è arrivato il comunista, mi raccomando,
stiamoci attenti”.
Questo è il ricordo di Michele. Lo voglio
ricordare con questo saluto simpatico.
Michele, rimarrai nei nostri cuori con
tanto affetto, penso di poter sintetizzare
così, e con tanta stima. Grazie per tutto
quello che hai fatto.
Non ti dimenticheremo. Grazie. (Applausi)
Grazie, Sindaco.
Sulle recenti scomparse di Maurizio Bais
e Michele Santoro mi ha chiesto un pensiero
anche il direttore generale, però prima
di passare la parola al direttore generale
mi ha chiesto la parola il consigliere
Donatelli.
Prego.
Grazie e buongiorno a tutti.
È chiaro che in questi momenti oltre alla
commozione c’è il rischio anche di scivolare
nella retorica, cosa che non è assolutamente
avvenuta, e non avverrà perché stiamo parlando
di persone reali, in carne ed ossa, che
abbiamo conosciuto, insieme alle quali
abbiamo fatto battaglie comuni.
La commemorazione quindi anche da parte
mia. Mi sento di poterla fare anche in
qualità, se volete, di veterano del Consiglio
comunale.
Io ho conosciuto Michele Santoro da politico,
da consigliere comunale, quando lui è entrato.
Io ovviamente – dico “ovviamente” ironicamente
– ero già consigliere comunale. Lui è entrato
nel 1988, quindi si è sempre caratterizzato,
per le cose che hanno detto anche il Sindaco
e gli altri colleghi che sono intervenuti,
per la sua spontaneità, per la sua, a volte
anche irruenza nell’affrontare i problemi,
con l’unico obiettivo che era quello di
fare il bene comune, di rappresentare il
bene comune nelle sue battaglie.
Battaglie che hanno visto sostanzialmente
due punti di riferimento assolutamente
importanti: uno è l’argomento che affronteremo
dopo, l’ospedale; l’altro l’agricoltura,
il lavoro in generale, ma l’agricoltura
in particolare.
L’azione politica di Michele Santoro in
quest’Aula consiliare si è caratterizzata
come dicevo prima con il suo carattere,
con la sua passionalità nell’affrontare
le politiche. Anche io voglio raccontare
un brevissimo episodio che è accaduto proprio
in quest’Aula, molti anni fa, per dire
la verità. C’era un incontro, in quest’Aula,
dell’amministrazione comunale, che io rappresentavo
in quell’occasione in qualità di vicesindaco,
con il Comitato che si batteva contro l’installazione
di antenne selvagge. Era un incontro abbastanza
positivo, tra l’altro stavo andando abbastanza
positivamente nella direzione della discussione
e del dibattito che si era aperto. Questo
dibattito però veniva interrotto continuamente
da Michele Santoro, perché voleva dare
il suo contributo, anche se magari in quel
momento poteva soltanto dare un’adesione
formale. Invece, continuamente interrompeva
gli interventi che venivano fatti sull’argomento:
ovviamente, stiamo parlando delle antenne
e leader della lotta dell’antenna era allora
l’attuale Sindaco, Ciro D’Alò.
Nell’interrompere continuamente le cose,
a un certo punto ho tentato di fermarlo.
Gli ho detto: “Scusa, Michele, sei proprio
maleducato, mica puoi interrompere continuamente
questi interventi da parte delle persone
che sono presenti e che stanno intervenendo”.
Quindi, lo chiamai maleducato. Pensavo
fosse finito lì, l’episodio. Invece, dopo
un po’ di tempo mi chiama il maresciallo
dei Carabinieri di Grottaglie per notificarmi
una querela che mi aveva fatto Michele
Santoro per averlo chiamato “maleducato”.
Tant’è che il maresciallo mi accolse con
una grande risata, disse “ma come, per
averlo chiamato ‘maleducato’ ti ha fatto
la querela?”. Gli ho detto: “io conosco
Michele, so la sua spontaneità, la sua
passione per quelle cose, quindi che devo
dire? Accetto questo episodio, questa querela”.
Poi, però, devo dire la verità, Michele
quella querela l’ha ritirata, com’era pure
scontato, era stato quel momento che aveva
portato a quella conclusione.
Ha ritirato quella querela, e da quel momento
si è intensificato anche il rapporto di
amicizia fra tutti e due, anche se militavano
in formazioni politiche diverse, e a volte
anche contrapposte. È un’amicizia quindi
che è continuata soprattutto nella prima
gestione, nella prima fase della Giunta
D’Alò, quando insieme abbiamo fatto tutta
una serie di iniziative unitarie, come
opposizione, nei confronti dell’Amministrazione
D’Alò di quell’epoca.
Ho voluto raccontare questo per sottolineare
ancora una volta il carattere umano di
Michele, la sua genuinità, la sua spontaneità,
la sua irruenza, voglio utilizzare ancora
una volta questa parola, che caratterizzava
la sua passione politica, voleva dare il
suo contributo.
Michele è stato un leone, è stato ricordato
anche prima, un leone in tutti i sensi:
un leone dal punto di vista politico, che
si è battuto per le idee che lui sosteneva,
abbiamo ricordato l’ospedale, l’agricoltura,
ma anche altre situazioni. È stato un leone
anche nel combattere una grande malattia,
una lunga malattia che l’ha portato ad
allontanarsi anche fisicamente dalle battaglie
che si sono fatte in questa città.
Lo voglio ricordare, così, quindi, come
una persona assolutamente genuina, che
ha avuto la forza di affrontare questa
malattia, sostenuto ovviamente dal grande
affetto della sua famiglia. Voglio inviare
un commosso abbraccio nei confronti di
tutta la famiglia, alla moglie, ai due
figli, ma soprattutto alla figlia Maria,
nostra collega nell’avventura istituzionale
di questa amministrazione comunale.
Ancora una volta quindi grazie, Michele,
per quello che hai fatto. Michele sicuramente
non è un ricordo formale che potrebbe anche
scadere nella retorica, ma è assolutamente
sincero. Ti ricorderemo quindi per quello
che sei stato: un grande leone che si è
battuto per gli interessi comuni, per il
bene comune.
Grazie, Michele. (Applausi)
Grazie, consigliere Donatelli.
Prego, direttore.
Sicuramente il ricordo di Michele mi prende
e mi emoziona. Anche se ultimamente ci
sentivamo solo telefonicamente, però, le
persone vere, le persone, come si diceva
prima, che sono irruenti…Lui non era irruente,
lui era una persona che rispetto alle sue
battaglie nobili si faceva strada. Quando
lui doveva dire qualcosa di cui era convinto,
ma che in realtà era espressione di una
problematica che riguardava i cittadini
del territorio, non aveva difficoltà a
irrompere. In presenza delle massime autorità
politiche, lui irrompeva, parlava e diceva
la sua.
Mi unisco quindi al pensiero di tutti,
perché queste persone lasciano il segno,
proprio perché nella loro semplicità, nella
loro umiltà, con grande onestà intellettuale,
poi diventano degli esempi. E quando con
la loro azione diventano esempio e modello
di riferimento, a maggior ragione dobbiamo
ricordarle, a maggior ragione dobbiamo
lasciare un segno tangibile della loro
presenza.
Rispetto a questo ricordo che, così come
si ricordava prima mi ha visto in una breve
parentesi di impegno politico che ho avuto
anni addietro, però mi ha portato a un
rapporto carnale, a un rapporto forte,
quindi all’emozione di oggi.
Nel ricordare anche Maurizio, nostro dipendente,
e persona appassionata, persona che ha
fatto della sua attività una missione per
gli altri, ecco, da parte mia, caro Sindaco
– mi rivolgo a tutti i consiglieri – la
più assoluta e totale disponibilità a trovare
un modo tutti insieme perché all’interno
di quelli che sono i nuovi servizi che
a breve andremo a rappresentarvi, lo dico
con il cuore, avrei piacere di ricordare,
con delle targhe commemorative, questi
amici che nel loro ricordo e in quel solco,
i giovani e chi verrà dopo di noi si chiederà:
ma chi erano, chi era Michele, chi era
Maurizio, e qualcuno dirà quello che hanno
fatto per questa comunità.
Comunque, grazie per avermi dato l’opportunità
di fare questa riflessione con voi. Grazie.
(Applausi)
Grazie al direttore Colacicco.
Chiudiamo questo momento di commemorazione
con un minuto di silenzio.
Grazie a tutti.
Procediamo con l’inizio dei lavori dell’odierno
Consiglio comunale, informando i consiglieri,
vi è stata già data distribuzione, che
è stato presentato, a firma di dodici consiglieri
un ulteriore ordine del giorno che come
da regolamento verrà votato a margine della
mozione presentata nella seduta odierna
del Consiglio comunale.
Pertanto, diamo inizio ai lavori con l’unico
punto all’ordine del giorno (anzi, con
il primo punto all’ordine del giorno):
“Mozione protocollo n. 17762 dell’8/6/2022
su ‘Ospedale San Marco di Grottaglie e
riorganizzazione della rete assistenziale
territoriale’ presentata dal Gruppo consiliare
di Fratelli d’Italia”.
Ovviamente ho omesso la lettura dell’ulteriore
ordine del giorno presentato, che credo
sarà illustrato poi dai consiglieri proponenti.
Pertanto, do la parola al consigliere Lenti.
Prego, consigliere.
Grazie, Presidente. Ringrazio anche per
la cortese presenza del direttore generale.
Mi sembra il caso, forse è la giornata
migliore, ed interpreto il pensiero di
tutti, per onorare due persone che si sono
battute per la sanità grottagliese, caro
direttore: Maurizio Bais, e soprattutto
Michele Santoro, che della permanenza e
della continua e costante apertura e potenziamento
dell’ospedale di Grottaglie hanno fatto
una battaglia di vita, insieme al consigliere
comunale già di Alleanza Nazionale, Benito
Gerlone.
Michele e Benito sono arrivati al punto
di legarsi, di incatenarsi davanti all’ospedale,
proprio quando se ne paventava la chiusura,
chiusura che progressivamente si sta avverando.
Io oggi mi compiaccio della presenza di
tanti illustri colleghi, mi sembra di essere
ad un convegno medico. Questo invece è
un Consesso politico, e qui dobbiamo parlare
di politica. Nel momento in cui io leggo,
nella deliberazione del direttore generale,
che ha stravolto quella che era l’idea
per quanto riguarda i finanziamenti della
missione 6 del PNRR rispetto alle indicazioni
dettate dalla delibera di Giunta regionale
del 7 marzo 2022, noi non possiamo sottacere,
e vedere, verificare che si sta determinando
un ulteriore depotenziamento dell’ospedale
di Grottaglie.
Adesso io ho preso visione dei nuovi punti
e non posso far altro che rallegrarmi.
Però, leggere nella delibera di Giunta
regionale che è stata individuata Grottaglie
come centro di ospedale di comunità insieme
a Massafra, leggere nella sua delibera,
o nella delibera redatta dal responsabile
della strategia d’intervento; leggere invece
di Grottaglie che diventa casa di comunità,
per cui c’è stato uno spostamento, e poi
il Sindaco mi deve rispondere su questo,
perché questo è un intervento di natura
politica, non è un intervento di natura
tecnica. Io adesso leggo invece, sempre
sulla delibera del direttore generale,
che sono stati creati quattro ospedali
di comunità, di cui tre nel versante occidentale,
con completo abbandono della zona centrorientale
della provincia di Taranto. L’ospedale
di Grottaglie è diventato, e di fatto lo
è già, casa di comunità. E poi leggo dell’ospedale
di comunità Massafra pertinente, perché
era presente già nella delibera di Giunta
regionale, l’ospedale di Ginosa, che a
mia memoria non ricordo avesse un ospedale,
l’ospedale di Castellaneta, sempre Ospedale
di comunità, e l’ospedale di comunità di
Martina Franca. Da questo elenco manca
l’ospedale di comunità, caro Sindaco.
Tra l’altro, leggendo e spulciando la delibera,
ho anche verificato che questa, con questo
tipo di interventi poteva essere modificata
in seno alla Conferenza dei Sindaci. Allora
io vorrei chiedere al nostro Sindaco se
ha proposto qualcosa di alternativo, oppure
se fosse a conoscenza di questo ulteriore
depotenziamento dell’ospedale di Grottaglie.
Toto abrupto è stato cancellato il nome
di Grottaglie e sono stati inseriti, fermo
restando che non ho nulla da togliere agli
altri Comuni della Provincia, però mi sembra
un ulteriore sgarbo istituzionale a questa
città, un ulteriore sgarbo a questa collettività,
che si sente già molto abbandonata dalla
nostra sanità e dalla sanità in generale.
Io vorrei fare un breve excursus su cosa
rappresenta per noi l’Opera Pia Ospedale
San Marco, caro direttore. Non so se lei
conosce la storia dell’ospedale di Grottaglie.
L’Opera Pia San Marco, che si chiama Opera
Pia Ospedale San Marco nasce il 12 marzo
del 1464, come ente caritatevole, all’inizio,
per la cura delle parassitosi, per la cura
e per il sostegno ai meno abbienti e ai
bisognosi. Grazie alla donazione dell’arciprete
Cecere, che donò tutti i suoi averi per
costruire l’Opera Pia San Marco, il progetto
fu portato avanti dal senatore Gasparri
Pignatelli. Noi abbiamo avuto un ospedale,
caro direttore generale, e soprattutto
caro Sindaco, che forse ha dimenticato
la storia di Grottaglie, e abbiamo avuto
l’inaugurazione dell’ospedale di Grottaglie,
caro direttore, nel 1967, sostenuto… Opera
Pia, si intenda bene, perché se fosse rimasto
Opera Pia noi avremmo avuto a Grottaglie
un altro istituto a carattere scientifico,
come sono adesso Acquaviva, Castellana
Grotte, Tricase, San Giovanni Rotondo.
Invece abbiamo avuto un’inaugurazione nel
‘67, ma tenete ben presente che questo
ospedale non è stato costruito soltanto
esclusivamente con fondi pubblici. Questo
ospedale è stato costruito con donazioni
ed elargizioni di privati cittadini di
Grottaglie. Ancora adesso noi abbiamo terreni,
masserie, finanche la pineta Frantella,
che rappresenta il nostro fiore all’occhiello,
era di proprietà dell’ospedale di Grottaglie
e adesso è diventato di proprietà della
Regione Puglia, per quello stolto passaggio
da ente di Opera Pia al calderone della
sanità pubblica regionale.
Ecco perché noi teniamo alla presenza dell’ospedale
di Grottaglie. Fino ai primi anni del 2000
ha rappresentato il fiore all’occhiello
dell’intera provincia di Taranto. Dall’ospedale
di Grottaglie son venuti fuori fior fiore
di primari, fior fiore di medici che hanno
elevato la qualità e la capacità professionale
della classe medica, cari medici.
Vederlo adesso ridotto a semplice presidio
territoriale di assistenza a noi non va
assolutamente. A noi e soprattutto alla
collettività di Grottaglie. Perché? Perché
il presidio territoriale di assistenza
noi lo teniamo già. Non posso io vedere
da medico che quello che viene fatto in
viale De Gasperi debba essere trasferito
all’ospedale di Grottaglie. Io non posso
permettere, né dare il placet perché l’ospedale
di Grottaglie diventi un mero poliambulatorio
di assistenza primaria di base.
L’ospedale di Grottaglie, almeno dovete
consentirci, e questa è la modifica che
io auspico che il sindaco D’Alò solleciti
alla Direzione generale, quantomeno deve
avere la presenza, indipendentemente da
queste belle parole di cui io sono venuto
a conoscenza soltanto adesso, nel vano
tentativo di mitigare questa nostra critica,
l’ospedale di comunità presuppone la presenza
di 20 posti letto, presuppone l’assistenza,
soprattutto per i pazienti non autosufficienti
di poter transitare dall’ospedale di comunità
prima di tornare a casa, se poi siamo in
grado di avere, di determinare e di svolgere
un’attività sanitaria seria e di eccellenza
al domicilio del paziente.
Noi non siamo contrari ad un riordino della
politica sanitaria, perché serve. Però
un riordino non può essere rappresentato
da una riconversione, e ancor più da una
chiusura, caro direttore generale. Per
cui io auspico… Le ho detto brevemente
la storia dell’ospedale di Grottaglie,
per cui io auspico che la presenza quantomeno
di un ospedale di comunità possa rappresentare
un piccolo ristoro alla dignità di questa
cittadina. Non si può non tener conto poi
che adesso un ulteriore errore è stato
compiuto con questa mega galattica struttura
del San Cataldo, che già dal 2015 ha determinato
un depauperamento della forza lavoro degli
ospedali periferici. Forse quindi la politica
sanitaria ha peccato un po’ di presunzione.
Ancora oggi, nonostante decine e decine
di giornate di finte inaugurazioni, ci
ritroviamo ancora con un grezzo sul quale
occorre spendere altri 159 milioni di euro
per poterlo rendere, portare a regime,
e poi serviranno anche altrettanti soldi
per poterlo allestire.
Un errore madornale è stato compiuto, se
ne legge sulla stampa tutti i giorni, con
questo accentrare dell’afflusso da tutta
la provincia di Taranto al pronto soccorso
dell’ospedale Santissima Annunziata di
Taranto. Perché una come paziente mia madre,
poi deceduta, arrivata con una situazione
precedente (cardiopatica, ipertesa, demente)
ha dovuto fare un’anticamera di quattordici
ore prima di poter fare un elettrocardiogramma
o gli enzimi?
Per cui, caro direttore, quello che non
ha fatto il sindaco D’Alò, glielo chiede
il dottor Vincenzo Lenti, glielo chiede
tutta la collettività di Grottaglie. Noi
dobbiamo fare in modo di modificare questo
Piano. Noi siamo sensibili a qualsiasi
miglioramento sotto l’aspetto tecnologico,
sotto l’aspetto organizzativo. Però non
potete toglierci anche l’opportunità di
avere un ospedale di comunità per l’ospedale
di Grottaglie che garantisce l’assistenza
a chi è impossibilitato ad avere assistenza
domiciliar: venti posti letto che tra l’altro
Grottaglie avrebbe tranquillamente meritato
di avere, visto il bacino di utenza. Lei
sa benissimo che all’ospedale di Grottaglie,
ex ASL Taranto 6 affluivano 110.000 persone,
compresa anche Villacastelli: venivano
a Grottaglie dagli altri paesi perché avevano
fiducia. Invece adesso si scappa, adesso
si muore, adesso abbiamo un contenzioso
legale, due o tre al giorno. Questo un
errore. Bisognava prima aspettare di avere
il completamento dell’ospedale San Cataldo,
di avere veramente sul territorio la presenza
del DEA fatto bene, non invece mandare
allo sbaraglio pazienti che devono attendere
12, 14, 18 ore prima di poter essere visitati.
Bisognava mantenere quello che avete scritto
adesso, in questo banale ordine del giorno.
Bisognava mantenere i punti di primo intervento
periferici. Bisognava mantenere il pronto
soccorso autonomo, fino a quando la politica
sanitaria avesse finalmente sbloccato i
fondi, o avesse ultimato i progetti. Auspico
che questa discussione, anche in memoria
di Maurizio Bais e di Michele Santoro…
Per la mia esperienza di medico, memore
e testimone di quello che è stato l’ospedale
di Grottaglie per la nostra collettività,
auspico da parte vostra un maggior impegno,
caro Sindaco, soprattutto il suo, che mi
sembra che sia stato un pochettino negligente.
Io non so se c’è stata la Conferenza dei
Sindaci in sede o durante la discussione
della delibera, se il sindaco D’Alò abbia
proposto delle modifiche o dei punti a
favore del mantenimento quantomeno del
pronto soccorso, e quanto meno dell’ospedale
di comunità che presuppone la presenza
e la contestuale assistenza per 50.000-100.000
persone.
Ritengo che lei sia una persona capace,
per cui non toglieteci anche questa pia
illusione, perché dovremo giustificare
perché molti cittadini di Grottaglie, o
di tutta la Regione, poi vanno a spendere
87 milioni di euro per la mobilità sanitaria
passiva, andandosi a curare fuori dalla
Regione Puglia. Questo significa che è
stato un fallimento totale della gestione
politica sanitaria della Regione Puglia,
soprattutto degli ultimi 17 anni.
Grazie.
Grazie, consigliere Lenti.
Ha chiesto la parola il Sindaco. Prego,
Sindaco.
Io ho ascoltato la relazione. Non faccio
l’intervento, al momento, perché ritengo
che sia opportuno prima, anche per cortesia,
dare la parola agli ospiti che sono qui
e che rischieremmo di tenere fino a questa
sera per una discussione che andrà avanti.
Penso che sia corretto consentire loro
l’intervento e poi, magari… Se è raggiunto
l’accordo con i Capigruppo: Mingolla illustrerà
prima l’ordine del giorno, o lo illustrerà
dopo?
Passerà prima la parola al direttore, che
mi ha chiesto la parola, dopodiché è aperta
la discussione ai consiglieri… Credo che
lo illustrerà il consigliere Mingolla.
Quindi, anche al fine di agevolare i rappresentanti
dell’ASL, i tecnici e i medici, credo che
sia opportuno dare la parola loro. Poi
noi continueremo a fare la nostra discussione
con gli interventi.
Prego.
Si può intervenire sulla mozione, non penso
che il dottore interverrà sulla mozione.
È possibile intervenire sulla mozione?
In che termini? La mozione è l’argomento
sanità…
Quindi, si può intervenire sulla mozione,
o ci deve essere…? Questo chiedevo, solo
un’informazione.
Sì, sì, assolutamente sì.
Quindi possiamo interviene sulla mozione?
Assolutamente sì.
Allora chiedo di intervenire.
Bisogna prenotarsi. Siccome aveva chiesto
la parola il direttore…
Anche per sgombrare il campo da quelli
che secondo me sono degli equivoci, volevo
innanzitutto rispondere su quello che…
Noi non siamo venuti qua per fare un convegno.
Se siamo venuti qua, se io sono venuto
qua è per presentare la mia squadra, quelli
che lavorano con me, che lavorano per Grottaglie
e che lavorano per la comunità. Li ho distolti
da altre attività perché è importante.
Io non sono un solista, un Solone, o un
tuttologo, non ho quella presunzione. Non
sono tuttologo, quindi è importante che
su specifici argomenti io non mi possa
avventurare a rappresentare tecnicamente
come verrà costruito l’ospedale di comunità
qui a Grottaglie. Una delibera del direttore
che recepisce in linea con il PNRR, e in
accordo con il Comune dei finanziamenti
per una Casa della comunità, nella gerarchia
delle fonti giuridiche non va a revocare
o ad annullare quello che la Regione ha
già deciso.
Questo per dirle, egregio collega che l’ospedale
di comunità qui a Grottaglie è previsto,
è previsto con dodici posti letto, che
noi, nel progetto che oggi vi rappresenteremo
porteremo a venti posti letto, insieme
al centro polifunzionale territoriale che
abbiamo discusso con i medici di medicina
generale.
A me ha fatto piacere conoscere la storia
dell’ospedale. Se però volessimo approfondire
e dilungarci in tutto quello che ha determinato
le chiusure e quant’altro, ci perderemmo
nella notte dei tempi, e in periodi in
cui poi, a mano a mano, sia da un punto
di vista tecnico che da un punto di vista
politico, ci sono state tante tante tra
virgolette, diciamo così… Non me la sento
di chiamarle responsabilità, ma allineamenti
a delle direttive nazionali che hanno mantenuto
i vari Governi, a delle direttive recepite
a livello regionale che hanno poi eseguito
le varie Giunte regionali. Io sto in una
fase, dal febbraio di quest’anno, sono
qui a mettere la faccia delle istituzioni,
ma io sono un esecutore regionale, e non
ho difficoltà a dire che quando parliamo
di sanità sul territorio, io non disdegnerei
la presenza dell’assessore e del direttore
del Dipartimento, perché è troppo facile
relazionarsi con chi mette la faccia, perché
noi stiamo qui. Non è la prima volta che
io partecipo ad incontri. Possiamo tranquillamente
fare un gruppo di lavoro tecnico, e dare
la possibilità ai cittadini di questo territorio
di seguire punto per punto quello che stiamo
facendo per l’ospedale di Grottaglie. Al
netto di decisioni però che sono state
già prese non da me, e sicuramente, se
oggi il caro amico Michele fosse qui, quante
volte ha detto “non ce l’ho con te, perché
so che tu non hai responsabilità”? Ma sappiamo
tutti, i ragazzi sicuramente no, le varie
fasi che questo territorio ha subìto in
nome e per conto di tutta una serie di
parametri, del DM 70/2015, dei regolamenti
attuativi e quant’altro.
Io però l’ospedale di comunità, adesso…
I tecnici non sono venuti qua per un convegno,
ma ripeto, stanno qui per rappresentare
tecnicamente quello che stiamo facendo
qui a Grottaglie, con impegno, in termini
di risorse. Ho chiesto anche al direttore
dei lavori di essere qui oggi, all’ingegner
Tonti, perché noi dobbiamo dar conto. Io
sono contento di venire nelle Assise comunali
perché voi rappresentate i cittadini di
questo territorio e avete il sacrosanto
dovere e diritto di chiedere conto. E io
sono qui a darvi conto, a metterci la faccia,
sempre, con tutti.
Noi eravamo venuti qui oggi per rispondere
a quella che è stata la sua interpellanza,
interrogazione, chiamiamola come vogliamo.
Eravamo venuti qui anche, visto che stiamo
anche in procinto delle festività natalizie
e oggi è vigilia dell’Immacolata, che per
quelle che sono le nostre radici cristiane
è una giornata altrettanto importante,
per rendere ai cittadini… Quando ho visto
i ragazzi della scuola sono stato contento.
Se ci date il tempo, noi vorremmo darvi
anche la fotografia dello stato di salute
della comunità di Grottaglie da un punto
di vista epidemiologico, rispetto anche
a quelle che possono essere le iniziative
che noi possiamo avviare con i medici di
base, con le scuole rispetto agli stili
di vita, all’educazione alimentare e quant’altro.
Noi quindi siamo qui oggi per dar conto.
Ecco perché stanno i miei collaboratori:
perché insieme dobbiamo dar conto, con
la dottoressa De Santis. In altre circostanze
ho ringraziato tutti gli operatori, pubblicamente.
Se non avessimo avuto l’ospedale di Grottaglie,
noi rispetto all’emergenza Covid non so
come avremmo fatto. Un ospedale che oggi,
in questo momento, ha la dignità di un
ospedale. Io non credo al fatto che deve
diventare un PPA. Non può diventare un
PPA, intanto perché ci sono 40 posti letto
di riabilitazione che lo caratterizzano
e gli danno la denominazione di PPA, “presidio
post-acuzie”, e 32 di lungodegenza. Stiamo
attivando le sale operatorie per attivare
l’Ernia Center. A me non frega di quello
che sta scritto, a me frega di come dobbiamo
rispondere al fabbisogno di salute dei
cittadini.
Sono andato a richiamare l’amico Guido
Petrocelli. Gli ho detto: “tu, anche se
stai in pensione, deve continuare a dare
il servizio ortopedico a Grottaglie”. Il
direttore dei lavori vi deve dar conto
anche dei ritardi che ci sono, perché noi
dobbiamo attivare l’ernia Center, abbiamo
attivato l’ambulatorio delle ulcere e tutto
il resto. Io faccio tutto questo, e lo
voglio fare insieme ai medici di base.
Voi siete la committenza.
Voi siete la committenza. Voi rappresentate,
siete i terminali del bisogno di salute.
Voi dovete dare a noi le indicazioni di
come dobbiamo fare, al netto di cose che
la storia, o la cronaca degli ultimi anni
ci hanno consegnato. Io sono tra quelli
che dicono che il medico di base non è
vero che non risponde al telefono; io sono
tra quelli che dicono che il medico di
base non è vero che si è chiuso durante
il Covid e faceva scendere le ricette dalla
finestra. Non è vero che il medico di base
non va al domicilio dell’assistito. Non
è vero che il medico di base partecipa
ai convegni e poi si va a fare i viaggi.
Io sono tra questi perché prima di cominciare
la mia carriera, per cinque anni sono stato
medico di base. Io non sono di ripiego
direttore sanitario. Io ho fatto tutta
la gavetta: sono andato a Bologna con la
valigia di cartone, sono tornato e ho fatto
le sostituzioni ai massimalisti per prendere
un punteggio: non mi davano niente. Ho
fatto le sostituzioni ai medici massimalisti
per fare punteggio e per entrare.
Poi ho conseguito la specializzazione e
sto nell’organizzazione dei servizi di
base da sempre. Quindi, sto qua oggi a
cogliere i suggerimenti, e anche le critiche,
perché io non devo seguire gli obiettivi
che mi dà la Regione – questo, questo,
gli obiettivi nazionali –, ma devo rispondere
ai cittadini, e sono consapevole, e chiedo
scusa, delle liste d’attesa, dei tempi
di attesa. Sono consapevole. Però dovete
sapere tutti, e lei, caro collega lo sa
più di tutti gli altri, solo che non ne
ha fatto cenno, della carenza di medici.
Io ieri ho firmato… Il fatto è serio: io
ieri ho firmato le deroghe. Sapete come
faremo per sostituire i medici di base
che vanno in pensione e che non ci sono?
Da 1.500 andremo a 2.000 assistiti; poi
da 2.000 a 2.500. E non è certo colpa mia
se qualcuno non si è mai preoccupato di
collegare in un algoritmo le quiescenze
con gli ingressi alla Scuola di Medicina.
Non abbiamo medici al pronto soccorso,
non abbiamo medici per potenziare e rafforzare
quel punto di primo intervento a cui si
fa riferimento! Questa è la realtà, e la
devo dire in faccia, la devo dire con grande
onestà intellettuale.
Sono qui a prendermi tutte le critiche
del mondo, a scusarmi per sua madre che
ha aspettato tanto lì, al pronto soccorso,
perché col dottor Salfi, col dottor Giovannetti
stiamo portando avanti dei progetti di
umanizzazione, a prescindere dal codice,
se rosso, verde o bianco. Noi dobbiamo
essere umani, quando la persona è anziana
la dobbiamo coccolare lo stesso.
Io sono andato nell’ospedale a chiedere
scusa a una nonna di Crispiano che aveva
aspettato al pronto soccorso 16 ore. Però
i medici si dannavano, al pronto soccorso,
si stavano dannando. Quindi, chiudo e mi
taccio, poi, se volete far parlare i miei
collaboratori loro sono qui apposta, la
sua richiesta è già accolta. Lei domani
viene con me al San Marco e le faccio vedere
i locali, gli ambienti dove stiamo costruendo
l’ospedale di comunità. Quindi, è registrato;
è registrato il mio intervento; ci sto
mettendo la faccia, e qui, nelle carte
della Regione, il 22 settembre alla Regione,
così come fa periodicamente… Perché quelli
a cui fa riferimento lei sono quelli successivi.
A Grottaglie è cristallizzata, c’era, c’è;
tanto è vero che non lo stiamo realizzando
con il PNRR di ultima emissione, ma lo
stiamo realizzando con quegli 8,5 milioni
di euro che stavano nei finanziamenti.
Io qui quindi mi assumo la responsabilità,
le consegno gli atti ufficiali e formali…
Da domani continuiamo insieme. Come sto
facendo con i colleghi, il dottor Tilli
e il dottor Vicinanza, con cui stiamo discutendo
sulle planimetrie dove saranno allocati
i medici di base, perché qui a Grottaglie
realizzeremo quel centro polifunzionale
territoriale che deve dare la possibilità
ai medici di medicina generale di erogare
prestazioni H12, più o meno sette giorni
su sette se riusciamo ad avere poi le coperture
economiche dalla Regione, con un ambulatorio
infermieristico per la cronicità, per la
continuità assistenziale che si deve poi
collegare. Per questo siamo qua. State
ben certi che così come ricordava qualcuno
sono del territorio. Io vengo qui a comprare
le maioliche, oppure a fare altro; la gente
mi incontra; se ha da rimproverarmi mi
rimprovera, mi prendo i rimproveri e chiedo
scusa; se invece c’è un minimo di sostegno
in quello che facciamo, noi lo accettiamo
ben volentieri. Chiedo scusa per aver parlato
troppo.
Grazie al direttore Colacicco.
È aperta la discussione. Invito i consiglieri
a prenotarsi. Successivamente… Prego, Sindaco.
Presidente, solo per l’ordine dei lavori:
siccome se facciamo una discussione tutti
e 24, fra tre ore… Concediamo di rappresentare
quello che ha preparato per noi tutto lo
staff dell’ASL. Ci dedichiamo poi agli
interventi…
Consigliere, un attimo, non le ho dato
la parola.
Consigliere Traversa, il Sindaco ha fatto
una proposta di gestione dei lavori. Dopodiché,
lei mi ha chiesto la parola e io gliela
do immediatamente, come gliela do al consigliere
Mingolla che si è prenotato. Lì è visualizzato
l’ordine degli interventi; come mi ha chiesto
di poter intervenire il dottor Vicinanza
e gli cederò la parola.
Detto questo, se la discussione prettamente
politica tra i consiglieri alla presenza
degli ospiti dovesse prolungarsi, è chiaro
che io devo favorire anche gli interventi
degli ospiti. La gestione è sotto controllo.
Prego, consigliere Mingolla, come da ordine
dei lavori.
Buongiorno a tutti, ai giovani che sono
qui presenti oggi, ai cittadini che ci
seguono via social.
Un saluto particolare va alla direzione
strategica dell’ASL, rappresentata qui
oggi dal direttore generale dottor Colacicco
e dal suo staff manageriale. Buongiorno
a tutti.
Prima di esporre ed illustrare l’ordine
del giorno è necessario che io dica qualche
parola per quanto riguarda la mozione che
ha presentato il collega consigliere dottor
Enzo Lenti. Intanto, ringraziamo il direttore
generale per il suo caloroso intervento,
che mi ha strappato il “benissimo”, perché
siamo contenti che finalmente un direttore
generale del nostro territorio si interessi
e guardi con uno sguardo più vicino, più
attento alle problematiche di salute della
nostra comunità.
Torniamo alla mozione. La mozione presentata
così “Ospedale di Grottaglie e riorganizzazione
della rete sanitaria assistenziale”, permettetemi
di dirlo, è confusionaria, fa una commistione
tra strutture sanitarie territoriali e
strutture ospedaliere.
Io ritengo che non sia voluta questa commistione,
anche perché è un medico che l’ha presentata.
Ritengo però di dover puntualizzare che
un conto è il plesso ospedaliero di Grottaglie,
riveniente dal piano di riordino della
rete ospedaliera, la deliberazione della
Giunta regionale n. 239 del 2017 ai sensi
del DM n. 70 del 2015 e del Regolamento
regionale che poi è stato modificato ultimamente
dal Regolamento regionale n. 14 del 2020;
un altro conto è la riorganizzazione della
rete assistenziale territoriale. Per cui,
non ci può essere domani, oggi, una sostituzione
di un PTA che è un presidio territoriale
di assistenza senza posti letto, perché
è giusto che i cittadini conoscano questa
situazione. Perché poi, se non la sanno,
le persone, possono dire “ma allora veramente
l’ospedale di Grottaglie è diventato un
PTA?”. Non è così. Il PTA è un presidio
sanitario assistenziale senza posti letto,
che fa parte, è in capo al Distretto. Nulla
ha a che vedere con l’ospedale, col plesso
ospedaliero. Uno.
Due: non è possibile che l’ospedale, il
plesso ospedaliero di Grottaglie con i
posti letto che abbiamo adesso… Voglio
ricordare che abbiamo i posti letto di
medicina generale, geriatria, lungodegenza,
i posti letto di riabilitazione che si
sono aggiunti ultimamente, con i servizi
di diagnosi e cura di supporto che sono
la cardiologia, il servizio di radiodiagnostica,
il servizio di patologia clinica, la sezione
di genetica medica, la dirigenza medica
di presidio, il quartiere operatorio (per
il quartiere operatorio diremo qualcosa
più avanti nell’ordine del giorno) e il
punto di primo intervento, il quale punto
di primo intervento è contenuto in un documento
a sé stante.
Per tale ragione devo definire e concludo,
per quanto riguarda la mozione, che la
mozione fatta anche perché nondimeno dalla
dichiarazione fatta dal direttore generale,
la 134 prevedeva l’ospedale di comunità,
prevedeva la casa di comunità. Noi, i Gruppi
consiliari di maggioranza che abbiamo presentato
quest’ordine del giorno, vogliamo respingere
questa mozione, non perché non vogliamo
l’ospedale di comunità, ma perché vogliamo
la casa di comunità che riesca ad erogare
assistenza sanitaria, medica, infermieristica
e sociosanitaria, vogliamo l’ospedale di
comunità che con i suoi venti posti letto
può ricoverare pazienti della nostra comunità
con patologie acute minori e patologie
riacutizzata. Questo vogliamo.
La mozione quindi egregio collega, secondo
il mio modesto e umile punto di vista è
soltanto una delle dichiarazioni ed una
comunicazione speciosa, che non ha verità,
che non ha radici di verità, e che non
fa altro che ingenerare sfiducia da parte
dei cittadini nei confronti del Servizio
sanitario pubblico in favore del privato.
E in ultima analisi, può anche ledere le
immagini delle istituzioni, sia della ASL
che dell’Amministrazione che governa la
città.
Chiudo, per quanto riguarda la mozione:
se mi è consentito, Presidente, proseguo.
Dicevo che i Gruppi consiliari di maggioranza
hanno preparato un ordine del giorno, ordine
del giorno suddiviso in due documenti:
uno riguarda l’assistenza diretta ospedaliera,
e questa è indirizzata direttamente…
Dicevo: bisogna salvaguardare la dignità
del Consiglio comunale e le regole.
Questo Consiglio comunale è stato convocato
per discutere la mozione che è stata presentata…
È facoltà a termini di Regolamento da parte dei
Consiglieri presentare gli ordini del giorno,
consigliere…
Ma degli ordini del giorno discutiamo dopo,
semmai.
Sì. Consigliere Donatelli, ha fatto bene.
Mi dà l’opportunità di fare una precisazione:
è chiaro che a termini di Regolamento è
facoltà – lei ne ha presentato un altro
negli scorsi Consigli comunali– dei consiglieri
favorire la presentazione di ordini del
giorno aggiuntivi, che a termini di Regolamento
vanno discussi e votati a margine del Consiglio.
Essendo l’argomento… È così. Essendo l’argomento
unico, cioè sanitario, quindi non stiamo
affrontando un ulteriore argomento, come
è successo per caso Leonardo, o per il
caso Ilva, non posso impedire, nell’ambito
della discussione e della dissertazione
sul tema odierno, di avere…. C’è il Regolamento.
Le sto confermando la veridicità di ciò
che ha detto Donatelli. Consigliere Traversa,
stiamo andando avanti.
L’unica cosa che chiedo al Consiglio, e
credo che siamo intelligenti per poter
favorire una discussione sana anche alla
presenza degli ospiti è che siccome entrambi,
la mozione e l’ordine del giorno aggiuntivo
riguardano lo stesso argomento, credo che
si possa favorire un’unica discussione,
fatto salvo che poi in termini politici
e regolamentari avranno una procedura di
discussione e approvazione… Ripeto: in
termini regolamentari è così. Sto chiedendo
una cosa… Donatelli, mi faccia determinare
e le do la parola.
Il termine è “sanità”, cioè, l’argomento
è sanità, non mi sta parlando di Leonardo
o di quant’altro, per cui dico: siamo al
punto sulla sanità, di Leonardo, o dell’Ilva
parliamo a margine, come da Regolamento.
Non posso impedirlo nel senso che dovrei
entrare parola per parola nei singoli vostri
interventi che non afferiscono alla mozione
di Fratelli d’Italia. Siccome la discussione
è più generale sulla sanità, magari il
consigliere Mingolla non legge la mozione
perché la legge alla fine, ma gli argomenti
li può esplicitare lo stesso, nel senso
che io non posso interrompere parola per
parola… Come da Regolamento.
Prego, Donatelli. Un attimo.
Soltanto per precisare ulteriormente. Siccome
il Regolamento lo conosciamo tutti, sappiamo
che se si fa una cosa in deroga al Regolamento
bisogna prima concordarla almeno con i
Capigruppo, se non con tutto il Consiglio
comunale: è quello che si sta chiedendo.
Per cui, secondo me dobbiamo attenerci
all’argomento, quindi parlare della mozione.
Dopodiché, c’è stata la presentazione dell’ordine
del giorno, ne discutiamo immediatamente
dopo. Tra l’altro, se si vuole ulteriormente
approfondire con gli illustri ospiti tutto
quello che accadrà, ovviamente è una cosa
in più che ci mette nelle condizioni di
capire meglio come stanno le cose, e soprattutto
come staranno le cose. Tutto qua.
Sindaco.
Presidente, solo una cosa.
Credo sia nella memoria di tutti, ma è
anche agli atti: quando viene presentato
un ordine del giorno, almeno lei, per uso
di questo Consiglio comunale, consente,
all’inizio del Consiglio comunale, al presentatore,
di leggerlo, per poi discuterlo alla fine.
Questo è successo anche nel caso di Leonardo,
quindi non sto dicendo niente di nuovo,
è già accaduto. Lei, all’atto dell’avvio
del Consiglio consenta al presentatore
di leggere l’ordine del giorno presentato,
fermo restando che proprio per evitare
queste beghe prettamente di discussione
politica, avevo chiesto cortesemente di
consentire agli ospiti di rappresentare
la parte tecnica e comunicativa. Dopodiché,
questo dibattito ce lo possiamo fare tranquillamente
tra di noi perché è politico, e rischia…
Io non interrompo nessuno, e a termini
di Regolamento applico il Regolamento e
ribadisco che va data lettura di un ordine
del giorno aggiuntivo, va data lettura
a inizio del Consiglio. Va data lettura
all’inizio del Consiglio; dopodiché, io
– sono trascritte le mie dichiarazioni
– ho omesso la lettura, perché la titolarità
della lettura spetta al Presidente del
Consiglio, l’ho omessa vista la corposità,
chiedendo al consigliere Mingolla di leggerlo.
A termini di Regolamento sarà discussa
e votata a margine del Consiglio.
Detto questo, ribadisco che non posso,
e non potete pretendere – condivido e apprezzo
l’intervento del consigliere Donatelli
– che il Presidente intervenga parola per
parola sull’appropriatezza delle vostre
dichiarazioni rispetto all’argomento, che
è unico, pur rispettando i termini del
Regolamento. Per cui chiedo al consigliere
Mingolla di leggere l’ordine del giorno
aggiuntivo. Dopodiché, termina il suo intervento.
Grazie, Presidente.
Dicevo: l’ordine del giorno presentato
qui stamattina dal Gruppo dei consiglieri
di maggioranza riguarda due documenti.
Prima di entrare nel merito devo dire le
cose come stanno: è composto da due documenti,
uno dei quali è indirizzato direttamente
al direttore generale, perché trattasi
di organizzazione all’interno del plesso
ospedaliero San Marco di Grottaglie, quindi
direttamente al direttore generale. L’altro
invece riguarda responsabilità ad altri
ad altri livelli che siano regionali, in
quanto riguardano la rete di emergenza-urgenza
della Regione Puglia.
Ciò detto, mi accingo a leggere il primo
documento che riguarda la ASL e il direttore
generale. Parto dai posti letto funzionanti
anti-Covid. Sono 72 posti letto tra lungodegenza,
medicina generale, geriatria, riabilitazione.
Poi, per effetto del Covid sono stati diminuiti,
perché c’è stata una contrazione dei posti
letto sia di medicina generale che di geriatria.
Il Piano di riordino della rete ospedaliera,
ai sensi della 239 del Regolamento regionale
Puglia, il DM 70/2015 e legge di stabilità
2016-2017 ha stabilito che lo stabilimento
ospedaliero di Grottaglie sarà un PPA con
72 posti letto, 40 di riabilitazione e
32 di lungodegenza. I 40 posti letto di
riabilitazione sono suddivisi in 20, 10
e 10: 20 di neuromotoria, 10 di cardiologica
e 10 respiratori. Proposta: per implementare
e migliorare l’assistenza ospedaliera diretta
dello stabilimento ospedaliero San Marco
all’interno del presidio ospedaliero centrale,
cioè del POC, premesso che l’articolo 15,
lettera d) del Regolamento regionale della
Puglia sul riordino ospedaliero per la
riconversione recita “il San Marco di Grottaglie
è un plesso ospedaliero del Santissima
Annunziata; la riconversione sarà al termine
del completamento dei lavori per la costruzione
del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto
e sua funzione a regime. In attesa dell’istituenda
azienda ospedaliera San Cataldo di Taranto,
preso atto che per rispondere ai bisogni
di salute della popolazione del distretto
n. 6 circa 110.000 abitanti e 11 Comuni,
e per garantire l’ottemperanza degli standard
quali-quantitativi assistenziali dello
stabilimento San Marco di Grottaglie, si
propone il ripristino dei posti-letto di
lungodegenza, il ripristino del funzionamento
del quartiere operatorio con servizio di
day service e day surgery attiguo al quartiere
per tutti gli interventi di chirurgia minore,
che vanno dall’ernia inguinale, all’ernia
ombelicale, piuttosto che alla colecisti,
al fine di decongestionare i presìdi ospedalieri
di secondo livello, di primo livello e
di base della ASL Taranto; potenziamento
del servizio di patologia clinica attraverso
l’assegnazione di due tecnici sanitari
di laboratorio per il funzionamento del
servizio H12, anche per rispondere adeguatamente
alle richieste del PPI; per la sezione
di genetica della patologia clinica del
POC, attualmente attiva nella sede del
San Marco di Grottaglie, in attesa di un’auspicata
definitiva organizzazione in un’unica struttura
all’interno della ASL, tenuto conto della
mole di prestazioni svolte in tutti questi
anni, anche a fronte di una grave carenza
di personale, in particolare tecnico, si
chiede una corretta redistribuzione dell’attività
associata ad un’equa distribuzione delle
risorse umane, fino a quando non ci sarà
all’interno della ASL un’unica struttura;
potenziamento del servizio di radiodiagnostica
del personale medico e tecnico a pieno
regime per la riapertura di tutte le agende
di radiologia tradizionale, risonanza magnetica,
TAC per rispondere ai bisogni e ai servizi
della comunità con apertura H12 anche per
rispondere alle richieste del PPI; presenza
continua del dirigente medico di presidio
con l’assegnazione di una struttura semplice
già prevista nel Piano di riordino ospedaliero.
Per quanto riguarda la proposta di rafforzamento
del PPI vedere specifica relazione”, che
mi accingo a continuare a leggere. Mi ripeto:
questa è diretta al direttore generale.
Quello che adesso mi accingo a leggere,
invece, riguarda la rete dell’emergenza-urgenza,
quindi attiene a responsabilità istituzionali
regionali e non della ASL.
“Ordine del giorno ai sensi dell’articolo
15 del Regolamento di funzionamento del
Consiglio comunale, presentata dai sottoscritti
consiglieri comunali. La rete di emergenza-urgenza
della Regione Puglia, disciplinata con
la deliberazione della Giunta regionale
n. 2251 del 28.10.2014 aveva previsto per
il San Marco di Grottaglie il pronto soccorso
di base. In seguito al piano di riordino
della rete ospedaliera (giusta deliberazione
della Giunta regionale n. 239 del 28.2.2017
del DM 70/2015, legge di stabilità 2016-2017
e Regolamento regionale relativo), il San
Marco è stato classificato plesso ospedaliero
del Santissima Annunziata, da riconvertire
in presidio post-acuzie (in ospedale post-acuzie)
al termine del completamento dei lavori
e al funzionamento a regime dell’azienda
ospedaliera”. Quindi, il San Marco di Grottaglie
in quel momento è stato trasformato da
pronto soccorso di base all’interno del
San Marco in punto di primo intervento,
questi sono i passaggi: pronto soccorso
di base e punto di primo intervento
“Successivamente, la Regione Puglia ha
approvato il disegno di legge n.157 del
2 agosto 2018, costituendo un’Azienda regionale
per l’emergenza-urgenza (la cosiddetta
AREU). In seguito la Regione ha riorganizzato
la rete dell’emergenza-urgenza, modificando
la riorganizzazione prevista dalla precedente
DGR n. 2251, articolando la rete dell’emergenza-urgenza
in rete dell’emergenza- urgenza ospedaliera
e rete dell’emergenza-urgenza territoriale.
Quella territoriale attraverso le centrali
operative, le postazioni centrali di 118
e i mezzi di soccorso territoriali; quella
ospedaliera invece è stata articolata in
DEA (cosiddetto Dipartimento di emergenza
e accettazione). Per l’ASL di Taranto è
previsto un DEA di secondo livello al Santissima
Annunziata, due DEA di primo livello (presidio
ospedaliero di Castellaneta e Martina),
un pronto soccorso di base (ospedale di
Manduria).
Inoltre, negli allegati di questa riorganizzazione
della rete dell’emergenza-urgenza la Regione
Puglia, attraverso un suo atto ha stabilito
e deciso di chiudere tutti i punti di primo
intervento esistenti sul territorio pugliese.
A tal proposito la Regione Puglia con propri
atti di Giunta ha fissato il termine ultimo
di riconversione di tutti i punti di primo
intervento, impostazione medicalizzata
118”, perché i punti di primo intervento
fino adesso erano soltanto ubicati…
Consigliere Mingolla, la lettura. Va data
lettura
Lo so a memoria.
“Nonostante quanto previsto dalla programmazione
regionale – lo so a memoria perché l’abbiamo
studiata, la materia, per qualcuno che
annuisce: l’abbiamo studiata, la materia,
rispetto ad altri che non l’hanno studiata
– e dalla rete di emergenza-urgenza risulta
tuttavia necessaria la permanenza in modo
stabile presso l’ospedale San Marco di
un punto di primo intervento a gestione
ospedaliera, in quanto il territorio esprime
le seguenti condizioni e presupposti. Considerato
che il plesso ospedaliero San Marco di
Grottaglie insiste nel distretto n. 6 dell’ASL
Taranto, che comprende la domanda e i bisogni
di salute di ben 11 Comuni con una popolazione
che supera i 100.000 abitanti, e che sullo
stesso plesso ospedaliero grava il flusso
di utenza anche dei paesi limitrofi di
Villa Castelli; rilevato che sul territorio
di Grottaglie è ubicato l’aeroporto Arlotta,
con vocazione commerciale e civile, ed
adiacente ad esso insistono un sito di
aviostrutture e il sito aerospaziale Leonardo,
con più di 1.500 addetti; constatato che
il PPI di Grottaglie supera i 15.000 accessi
annui e che il grave sovraffollamento per
i DEA di secondo livello del PII Santissima
Annunziata di Taranto incide negativamente
sulla quantità del servizio offerto e sugli
esiti delle prestazioni in termini di mortalità
e morbilità ospedaliera, con il risultato
finale di permanenza dei pazienti nei locali
di pronto soccorso, in media, dalle 8 alle
10 ore.
Constatato altresì che il plesso ospedaliero
San Marco, già operativo con dirigenza
medica di presidio, posti letto di medicina
generale, geriatria e riabilitazione, servizi
sanitari diagnostici di supporto, quali
cardiologia, patologia clinica, sezione
genetica e radiodiagnostica, n. 3 stanze
adiacenti al locale del PPI che è già operativo
e utilizzabile per il triage infermieristico,
trattamento dei codici verdi e bianchi,
una stanza per l’astanteria e per le osservazioni
brevi, abbiamo 16 infermieri strutturati
dipendenti dell’ASL, 7 operatori sociosanitari
strutturati anch’essi della ASL; solo i
dirigenti medici sono convenzionati con
il 118.
Visto che brevi manu nel mese di maggio
scorso il Sindaco del Comune di Grottaglie
ha già consegnato questo documento all’assessore
regionale alla salute, dottor Rocco Palese;
il Consiglio comunale impegna il Sindaco
nei confronti del Presidente della Regione,
del direttore di dipartimento salute, dell’assessore
regionale alla sanità e dell’agenzia AREU
a proporre la permanenza di un punto di
primo soccorso di base, o PPI rafforzato,
a conduzione ospedaliera, che operi H24
con consulenze cardiologiche, internistiche,
di radiodiagnostica e di patologia clinica,
in stretta collaborazione con i DEA di
secondo livello del Santissima Annunziata,
con i DEA di primo livello e pronto soccorso
di base degli altri presidi, soprattutto
perché i bisogni di salute di emergenza-urgenza
della comunità grottagliese e della popolazione
del distretto n. 6 non possono essere considerati
di second’ordine rispetto alle restanti
popolazioni della provincia ionica.
La strategia di questo sistema integrato,
DEA di secondo livello, primo livello e
secondo livello, PS di base e PPI punta
ad ottenere risultati quali-quantitativi
della risposta ai bisogni di salute e di
emergenza-urgenza, migliorando di conseguenza
la fiducia da parte dei cittadini utenti
nei confronti del Servizio sanitario regionale
e della ASL per la promozione della salute”
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mingolla.
Ha chiesto la parola il consigliere Traversa.
Prego, consigliere
Grazie.
Do il benvenuto al direttore Colacicco,
di cui ho apprezzato moltissimo l’intervento,
perché le cose che lei ha detto, dottore,
per una strana coincidenza, martedì sulle
reti Rai sono state affrontate dalla trasmissione
Report: è esattamente quello che lei ha
detto. Per chi ha potuto vederla, c’era
da mettersi le mani nei capelli, specie
anche per la possibile organizzazione dei
medici di base in cooperativa, con lo scandalo
che sussiste nel Veneto e in Lombardia.
Mi auguro che qui non avvenga questo.
Le cose che ha detto quindi le condivido,
come condivido l’ospedale di comunità.
Pensi che è stato il mio cavallo di battaglia
durante la campagna elettorale dello scorso
anno, perché come lei sa gli ospedali di
comunità erano già istituiti dal 2019-2020
e prevedevano Grottaglie. Il suo predecessore
non ha dato un minimo avvio all’iter, anche
nel silenzio dell’Amministrazione comunale.
Quindi, ben venga lei, che ci dice che
finalmente tirerà fuori dal cassetto quella
delibera di Emiliano. È un po’ imbarazzato
rispetto a quello che è stato detto dal
portavoce dei consiglieri comunali, perché
a questo punto non so cosa dovrebbe dire
la sua squadra qui presente. È stato tutto
già organizzato, ipotizzato e redatto nei
minimi particolari, anche per la stanza
delle fotocopie, dal consigliere Mingolla
e dai consiglieri di maggioranza. Quindi,
saluto la squadra, della presenza della
quale non eravamo assolutamente avvertiti.
Voglio però solo ricordarvi, direttore,
che lei ha detto “siamo venuti qui”. No:
voi non siete venuti qui, siete stati chiamati
da noi, vale a dire dalla mozione del consigliere
Lenti di Fratelli d’Italia; altrimenti,
non so quando lei si è insediato, ma a
Grottaglie lei e la sua squadra non siete
mai venuti. Siete venuti oggi perché tirati
per la giacchetta dalla mozione del consigliere
comunale. Né il Sindaco l’ha mai invitata
ad incontrare il Consiglio comunale. Un
po’ mi dispiace quindi che lei abbia detto
“siamo venuti”. No: siete stati convocati
dalla... Allora il Presidente non ha convocato
nessuno; va bene, quindi lei è qui di passaggio.
D’accordo, va bene. Allora lei è qui grazie
alla minoranza, che ha voluto questo incontro.
Quindi, quando dice lei “siamo venuti”,
credo che sia un errore sintattico e grammaticale.
Quindi, ben venga la squadra, ora ascolteremo.
Però io la supplico vivamente… Sono molto
interessato a quel discorso che faceva
sulla medicina del territorio, sulle indagini,
sull’alimentazione, sugli stili di vita
che già associazioni di medici svolgono
a Grottaglie, quindi mi fa piacere che
adesso sia assunta questa iniziativa che
già avviene a Grottaglie da diversi anni
dalla direzione della ASL. È quindi un
conforto in più, grazie anche per questo.
A proposito della mozione, anche la mozione
del consigliere Lenti diceva “con la quale
si impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare
urgentemente una interlocuzione – ecco
perché lei è qui, dottor Colacicco – con
il Presidente della Giunta regionale, Michele
Emiliano, l’assessore alla salute, Rocco
Palese, e il direttore generale della ASL
di Taranto, Gregorio Colacicco”, questa
è la mozione. Come però lei stesso ha rilevato,
lei ha rilevato la mancanza, l’assenza,
lo ha detto lei, di rappresentanti della
Regione. Non penso nella squadra non ci
sia nessuno che rappresenti la voce del
Presidente Michele Emiliano, né dell’assessore
alla Salute Rocco Palese, quell’assessore,
ci ha detto poco fa il consigliere Mingolla,
che a maggio pare e non ho motivo di dubitare
sia stato sollecitato dal Sindaco, proprio
con quella mozione che oggi ci vengono
a proporre qui (a maggio, oggi siamo a
dicembre). Siamo senz’altro disponibili
ad ascoltare la squadra; però, un’accortezza:
io pregherei la squadra. e lei in capo,
di farci pervenire quanto prima, se non
ai singoli consiglieri, al Sindaco, che
avrà l’accortezza poi di convocarci qualche
documento scritto, dove si dice cosa avete
intenzione di fare per Grottaglie. Oggi
lo ascolteremo dalla vostra voce, e per
carità, mi fa piacere. Però, a breve, a
stretto giro di posta la pregherei, queste
cose. di scriverle e farle pervenire in
maniera che siano veramente i programmi
della ASL.
Saluto anche l’ingegner Tonti, che abbiamo
avuto modo di ascoltare, ma io lo conosco
per altre circostanze. So che già lo scorso
anno si è impegnato nell’investimento,
credo, di 3 milioni di euro per rifare
l’efficienza energetica di tutta la struttura,
quindi sarebbe il colmo se tutto questo
lavoro andasse a carte 48 e si dovesse
ridurre l’attività sociosanitaria in quel
sito. Quindi, va bene tutto, l’importante
e questo è l’appello che faccio a lei,
forse non dovrei farlo, direttore, ma essendo
stato lei uno degli assessori più competenti
e di spicco del centrodestra, del territorio
ionico, in qualche modo non metta sottoterra
questa sua esperienza di assessore, che
è quella di far partecipi le comunità,
ma davvero. Ci renda, almeno nella comunicazione…
Altrimenti, siamo ignari e siamo appesi
solo alla bontà di un consigliere che si
alza e chiede di convocare un Consiglio
monotematico sulla sanità.
Questo, se non vuol fare politica, è giusto
così, lo lasci alla politica. Però lei,
nella sua qualità, cerchi di avere un’interlocuzione
con la città di Grottaglie, cosa che a
livello politico ci sembra essere mancata
in toto.
Grazie. L’ascolteremo.
Grazie, consigliere Traversa.
Due doverose precisazioni, senza nessun
richiamo normativo, né riferito al TUEL,
né allo Statuto comunale o il Regolamento:
noi abbiamo titolarità a convocare il direttore
generale: lo possiamo solamente invitare
come nei normali rapporti tra enti. Ringraziamo
per la sua presenza non solo lui, ma anche
tutta la squadra.
L’altra doverosa precisazione è che le
fotocopie sono state fornite questa mattina
grazie all’opera dei funzionari comunali
che hanno provveduto a fotocopiare l’ordine
del giorno presentato.
Ha chiesto di intervenire il dottor Arturo
Vicinanza. Prego.
Grazie, buongiorno a tutti. Per chi non
mi conosce, sono Arturo Vicinanza, sono
un medico di medicina generale, detta anche
medicina di base, qui a Grottaglie.
Sono qui perché sono il referente di un
gruppo di medici che ha dato già da tempo
la disponibilità per affrontare e provare
a risolvere i problemi che tutti viviamo
nella sanità.
Sarò molto breve, con quelle che in gergo
giornalistico chiamano “pillole”, e se
la pillola la dà un medico, forse è meglio.
La domanda è che cosa sta accadendo. Dobbiamo
fare un brevissimo excursus storico, visto
che stamane si è parlato di storia. Negli
anni 50-60 c’è stato un periodo di apparente
grande benessere, il miracolo economico,
quindi si è andati avanti con un’illusione
di benessere e di una ricerca del benessere
che purtroppo, dagli anni 70-80 in poi,
e molti di noi ne hanno consapevolezza,
è andata scemando.
La mancanza di benessere, o peggio, la
ricerca del benessere, significa già che
il benessere non ce l’hai, quindi significa,
se non hai il benessere che c’è il malessere.
Malessere che è proseguito in maniera serpeggiante
per decenni, per finire con l’evidenziarsi
in maniera brutale con gli ultimi eventi:
il Covid e la guerra, che hanno messo in
ginocchio e in evidenza tutte le difficoltà.
Sto parlando delle difficoltà di ognuno
di noi. Ovviamente, se c’è malessere, se
stai male e continui a stare male prima
o poi devi andare dal dottore, devi andare
dal medico. E qui cominciano i problemi
seri. Io faccio il medico di base da tantissimi
anni. Vi dico che il grosso problema che
stiamo vivendo è un vero e proprio tsunami
che si presenta tutti i giorni nei nostri
studi: centinaia di pazienti, cosa che
in passato non si era mai visto. In passato
esisteva il medico condotto, un medico
che poteva gestire paesi, 10-15.000 abitanti
ed era sufficiente. Adesso non ce la facciamo.
Qual è la prospettiva allora? Quella di
adattarsi. In natura, se non c’è adattamento,
se non c’è evoluzione, si soccombe. La
sanità è sofferente. Noi siamo medici e
offriamo tutta la nostra buona volontà,
la disponibilità e la professionalità,
consentitemi. Abbiamo bisogno però di mezzi,
di strumenti. Da singoli si fa poco, l’unione
fa la forza.
In qualche modo quindi quello che si sta
proponendo, l’aggregazione dei medici,
la possibilità di avere a disposizione
del personale, avere la possibilità di
fare un filtro, perché l’ospedale, lo specialista,
i reparti devono fare gli specialisti.
Riuscire ad avere un buon filtro alla base
è la base di tutto, e questo vale in qualunque
logica, dalla politica, all’edilizia. Se
la base è forte, tutto il resto funziona
bene; se la base non c’è, o è precaria,
va tutto a rotoli.
Noi allora vogliamo rafforzare nel modo
migliore possibile la base, quindi quello
che vi chiediamo, data la nostra disponibilità
è avere gli strumenti per poterlo fare.
Adesso, per come siamo messi come singoli,
anche nelle piccole associazioni di gruppi
non si riesce a sostenere la richiesta
dell’atto medico. Considerate quindi che
c’è stato un aumento di cinque volte rispetto
al passato della richiesta medica: le tecniche
mediche sono più raffinate rispetto a quelle
di prima, quindi c’è, dal punto di vista
dell’utenza, una richiesta maggiore di
esami e soprattutto del supporto medico,
in virtù di questo malessere che molti
non sanno neanche definire.
Molti pazienti vengono a lamentare una
serie di disturbi che non stanno scritti
da nessuna parte nella patologia medica.
Questo, dal punto di vista proprio sociale,
sociologico è l’espressione, è il frutto
di quello che per anni ci siamo portati
sulle spalle.
Mi fermo qui. Volevo solo intanto comunicare
ufficialmente quella che è la nostra disponibilità
e chiedervi ovviamente di darci tutti gli
strumenti per poter operare questa azione
importante di filtro, che può liberare
dal soffocamento i pronto soccorso e anche
le strutture specialistiche.
Ho finito. Grazie.
Grazie al dottor Vicinanza.
Si è prenotato il dottor Lenti. Chiedo…
No, il consigliere Annicchiarico e il dottor
Vicinanza… Sotto mentite spoglie.
Ha chiesto la parola il consigliere Lenti.
Un attimo, consigliere. Chiedo poi ai Capigruppo,
se acconsentono, di passare la parola al
direttore generale e ai suoi ospiti per
poter fornire ulteriori spunti alla discussione.
Prego, dottor Lenti.
Grazie, Presidente.
Una breve replica al direttore generale
è doverosa. In via preliminare, io l’ho
ringraziata per la sua presenza e per il
suo coraggio. Purtroppo lei, essendo un
front office come noi, si ritrova a discutere
e a dover spiegare le problematiche della
sanità nella nostra Provincia.
Noi siamo per una sanità di collaborazione.
Non siamo fatti per costruire muri né per
creare muri di gomma. Lei mi ha e ci ha
rassicurato sulla presenza dell’ospedale
di comunità a Grottaglie, e io le rinnovo
il nostro ringraziamento.
Quello che non posso tollerare è l’intervento
del consigliere Mingolla, che mi sembra
più una sviolinata nei riguardi del direttore
generale che non nella discussione della
mozione presentata da Fratelli d’Italia.
O ha inteso male quello che ha letto o
non l’ha letta affatto.
La nostra preoccupazione ‒ e mi rifaccio
a quello che ha detto il caro collega Arturo
Vicinanza ‒ è la necessità di avere una
struttura intermedia di intervento proprio
al fine di decongestionare l’ospedalizzazione
inutile o superflua e potenziare la gestione
di pazienti a rischio breve o a rischio
limitato che pretendono un’azione di cura
relativamente immediata; oppure un paziente
che viene dimesso da una struttura complessa
possa transitare in una struttura intermedia,
al fine di preparare il caregiver o la
famiglia ad accogliere, con tutte le dovute
cautele, il paziente stabilizzato al domicilio
e continuare ad essere curato al domicilio.
Questo era il nostro intento, caro consigliere
Mingolla, che legge e vede fischi per fiaschi.
Noi siamo doppiamente contenti dell’impegno
che ha assunto lei in prima persona, ma
non il nostro Sindaco. Io ad oggi non ho
partecipato ad alcuna Commissione sulle
problematiche sanitarie del Comune di Grottaglie.
Se qui fosse stata convocata una Commissione,
se ci fosse stato detto ‒ è già da più
di un anno che siamo consiglieri comunali
‒ in sede di discussione di un ordine del
giorno che, guarda caso, è venuto fuori
proprio oggi, noi avremmo potuto discuterne
in Commissione, avremmo potuto discuterne
in Consiglio comunale e avremmo anche evitato
di mettervi in questa spiacevole realtà.
Io non ho dubbi che tutta la sua squadra
lavori e stia lavorando bene, però noi
volevamo delle certezze. Non volevamo semplicemente
delle parole o dei progetti.
Quindi, caro consigliere Mingolla, prima
di fare accuse, prima di fare osservazioni
su paventate fumosità della nostra mozione,
impari a leggerle e poi ne potremo discutere.
Grazie.
Grazie, consigliere Lenti.
Chiedo al direttore generale l’ordine degli
interventi.
Rinnovo la disponibilità a partecipare
anche a gruppi, a Commissioni. Siamo disponibili
a tutto. Ripeto: non è con la convocazione,
ma con l’integrazione e la collaborazione
interistituzionale che sicuramente possiamo
affrontare insieme le problematiche.
Rispetto agli impegni e alle cose scritte,
l’ingegner Carrera adesso farà vedere dei
rendering con i relativi finanziamenti
e quant’altro. Quello che farà vedere l’ingegner
Carrera rimarrà agli atti di questa Assise
e, come tale, darà a tutti la possibilità
di seguire quanto viene detto e quanto
è scritto negli atti.
Da questo punto di vista, c’è da parte
nostra questa volontà di mostrarvi... Ripeto:
raccontandovi anche le criticità. Solo
dicendo sempre la verità possiamo tranquillamente
continuare a confrontarci. È questo il
nostro impegno.
Prego, ingegner Carrera. Poi, se necessario,
l’ingegner Tondi.
Prego, ingegnere.
Buongiorno a tutti.
Illustro gli interventi che sono stati
programmati per il presidio San Marco di
Grottaglie.
Come sappiamo, si è ampiamente fatto riferimento
al Regolamento regionale n. 7 di riordino
della rete ospedaliera della Regione Puglia,
ai sensi del DM n. 70/2015. Lo stabilimento
ospedaliero di Grottaglie è stato individuato
quale presidio post-acuzie e presidio territoriale
assistenziale.
A seguito di tale Regolamento, la ASL Taranto
ha avviato la progettazione per riconvertire
l’ospedale, per riorganizzare i servizi
da allocare all’interno del presidio. A
seguito del progetto, con delibera di Giunta
regionale n. 164, della Regione Puglia,
l’intervento relativo ai lavori di riconversione
dell’ospedale San Marco di Grottaglie è
stato ritenuto ammissibile, finanziato
per un importo complessivo di 8,5 milioni
nell’ambito delle risorse finanziarie dei
fondi FESR 2014-2020.
Il progetto è stato appaltato, è in corso
di esecuzione e prevede la ristrutturazione
e l’adeguamento a norma delle degenze presenti
nell’ospedale ai requisiti minimi strutturali;
la realizzazione del centro diurno psichiatrico
e della comunità riabilitativa assistenziale
e psichiatrica; il reparto di day surgery,
che è stato recentemente battezzato “Ernia
Center”, che prevede otto posti letto in
adiacenza al quartiere operatorio. Il progetto
prevede anche l’adeguamento di vari ambulatori
specialistici e gli ambulatori per i medici
di medicina generale del cosiddetto “CPT”.
Inoltre, verrà riallocata la postazione
medicalizzata del 118 con la Guardia medica.
Il quadro economico prevede anche l’acquisto
di attrezzature elettromedicali.
Recentemente, a seguito della perizia di
novembre, è stata aggiunta all’intervento
anche la riorganizzazione, il miglioramento
dei locali della Farmacia territoriale,
prevedendo un pergolato all’esterno per
dare riparo, in condizioni meteo avverse,
all’utenza in attesa della distribuzione
dei farmaci.
Il Regolamento prevede un ospedale di comunità
da 12 posti letto che, secondo l’ultimo
Regolamento, di febbraio 2022, deve essere
portato a 15-20 posti letto. L’area individuata
per l’allocazione dell’ospedale di comunità
è situata nei locali al terzo piano, dove
già stiamo adeguando le stanze che non
erano dotate di bagni, di servizi igienici.
Stiamo già adeguando queste degenze. L’area
individuata per l’ospedale di comunità
è all’ultimo piano in quest’ala mostrata
nella planimetria.
Inoltre, dal Piano nazionale di ripresa
e resilienza, con delibera di Giunta regionale
n. 688/2022 e la successiva n. 763/2022,
è stata approvata la rete assistenziale
territoriale, prevedendo nuovi interventi
finanziati con il PNRR e destinati al Comune
di Grottaglie, tra cui la casa di comunità,
che prevede una ristrutturazione al piano
terra di ulteriori 1.000 metri quadri,
dove verrà ampliato il CPT, dando disponibilità
di ulteriori ambulatori ai medici di famiglia.
Inoltre, sempre con il Piano nazionale
di ripresa e resilienza, è stata finanziata
la sostituzione delle grandi macchine,
tra cui il tomografo computerizzato a 128
slices, la TAC, per un importo di 530.000
euro, che è già stata ordinata tramite
un accordo quadro di CONSIP. Si prevede
l’installazione entro giugno 2023. Sempre
per la sostituzione delle grandi macchine,
è prevista l’installazione di una risonanza
magnetica 1,5 Tesla. Qui siamo in attesa
delle aggiudicazioni delle gare da parte
di CONSIP per poter procedere all’ordine
esecutivo.
Infine, volevo rendere noto che, sempre
con i fondi PNRR, sono stati stanziati
6 milioni di euro per l’adeguamento sismico
dell’intera struttura. È in corso già uno
studio di fattibilità e le prime indagini
per redigere il progetto, che sarà affidato
a un operatore economico individuato da
Invitalia.
Questo è lo stato dell’arte di tutti gli
interventi che sono in corso e programmati
presso il presidio ospedaliero di San Marco.
Adesso passo la parola all’ingegner Tonti,
il direttore lavori, che vi illustrerà
lo stato dell’arte dei lavori.
Buongiorno.
Poche parole per andare, come ha detto
l’ingegner Carrera, a rappresentare lo
stato attuale di avanzamento dei lavori
che sono stati già affidati ad un’impresa.
L’importo è quello che ha indicato l’ingegnere.
Originariamente si parlava di una disponibilità
di 8 milioni, divenuti circa 5 milioni
a seguito di ribasso offerto dall’impresa.
Immediatamente dopo la consegna dei lavori
‒ faccio riferimento a cose che sono state
dette già in quest’aula ‒ si sono verificate
delle condizioni chiamiamole per un attimo
“emergenziali”, senza scomodare la geopolitica,
o anche scomodandola, il virus prima e
il conflitto russo-ucraino dopo, che hanno
determinato oggettivamente in questo cantiere,
ma in tutti i cantieri che nel pubblico
e nel privato sono attualmente operativi,
una forte difficoltà nell’andare a reperire
il materiale, oltre ‒ in accompagnamento
a questa difficoltà ‒ a un innalzamento
cospicuo degli importi, il che ha creato
sicuramente delle difficoltà innanzitutto
cronologiche, ma certamente anche operative.
Devo dire che, da questo punto di vista,
la struttura tecnica della ASL, in particolare
l’ingegner Carrera che è responsabile del
procedimento, dando ascolto alle sollecitazioni
che continuamente ‒ devo dare atto ‒ sono
state impresse dal direttore generale Colacicco,
che ci ha convocato in più di un’occasione
per rendersi conto direttamente di quali
fossero i motivi ostativi a un programmato
svolgimento dei lavori, la combinata azione
di questi soggetti (il tecnico e il direttore
generale) ha fatto sì che si riconoscesse
l’opportunità di redigere una perizia di
variante, che è stata nella forma definitiva
consegnata a metà novembre, ma senza per
questo andare a interrompere i lavori,
almeno per quella parte che poteva essere
portata avanti nell’attesa che diventasse
operativa la perizia di variante. È stata
assegnata all’impresa una nuova data di
completamento dei lavori. Finalmente, sono
state anche recepite delle vantaggiosità,
chiamiamole per un attimo “esecutive” prima
e poi “fruitive”, che si conseguiranno
attraverso questa perizia di variante,
rendendo il progetto originario... Lo dico
soltanto per cronaca: non è di nostra produzione
il progetto che è stato utilizzato dalla
ASL per andare a bandire la gara e ad assegnare
conseguentemente i lavori. Questo progetto
è stato “revisionato”, ma solo e soltanto
nel senso dell’andare, come dicevo prima,
a incrementare la fruibilità e, direi,
ottimizzare anche le modalità, non soltanto
estetiche, non soltanto civili, non soltanto
impiantistiche, ma anche ‒ cosa che interessa
sicuramente la comunità ‒ funzionali, riconoscibili
a questa struttura, così come, auguriamoci,
risulterà alla fine di questo intervento.
Se c’è qualcuno che mi vuole fare delle
domande più precise, più circostanziate,
nei limiti del possibile, sono qui, ovviamente,
per fornire risposta.
Grazie, ingegnere.
Ingegnere, orientativamente la tempistica
di questi interventi.
Come ha detto l’ingegnere Carrera, la perizia
che si propone di andare a introdurre quei
miglioramenti a cui facevo riferimento
prima nel corso dei lavori ha assunto piena
efficacia a metà novembre. Per effetto
di questo fatto e tenendo conto delle difficoltà
alle quali pure facevo riferimento prima,
che ci sono state e continuano, per la
verità, per alcuni aspetti ad esserci,
stiamo ‒ ancora una volta incalzati dal
direttore generale ‒ lavorando intensamente
per fare in modo che si possa conseguire
il tutto in un tempo che cautelativamente
è stato collocato, come data di scadenza,
al 3 novembre 2023, in piena coerenza con
altre azioni che stanno riguardando la
struttura ospedaliera, in modo tale che
si possa ‒ è questo che auspichiamo tutti
quanti ‒ veramente per quella data arrivare
a vedere l’opera completata, non soltanto
in ciò che era previsto originariamente,
ma anche in quelle modifiche che, attraverso
la perizia di variante, sono state introdotte.
Grazie, ingegnere.
Chiedo al direttore Colacicco: a seguire
l’intervento di?
Della dottoressa Antonella Mincuzzi sullo
stato di salute della comunità di Grottaglie,
quindi tutti i dati epidemiologici. È l’epidemiologia
che ci dà la possibilità di programmare
interventi che siano il più possibile mirati.
Comunque, la dottoressa Mincuzzi adesso
ci darà questa fotografia dello stato di
salute.
Prego, dottoressa.
Vi ringrazio per questa opportunità.
Non farò una relazione scientifica. Mi
sento un po’ un pesce fuor d’acqua. Non
sono qui per confrontarmi su intenzioni,
programmi. Quello che ho intenzione di
fare è darvi alcuni spunti sulle criticità
presenti nel nostro territorio in generale
‒ provo ad alzarmi, così mi sento anche
meglio ‒ e, in particolare per qualche
aspetto, il distretto, il Comune di Grottaglie.
Partiamo dalla demografia. Ci sono notizie
che diamo per scontate. Aumentano gli anziani,
diminuiscono i giovani. Le popolazioni
si riducono. Quando ho visto il grafico
che descrive l’andamento... Questa è la
Provincia di Taranto, più o meno riproducibile
per tutti i singoli Comuni del nostro territorio.
Siamo andati avanti. Eccolo qua.
Come vedete, fino al 2002 abbiamo avuto
un lieve incremento della popolazione.
Adesso stiamo assistendo a un declino importante,
a una riduzione importante dei residenti.
La curva lo esprime meglio delle parole.
C’è un altro fenomeno che, rispetto alle
regioni del nord, ci riguarda meno: la
proporzione, la percentuale della presenza
degli stranieri. Infatti, la torta vi mostra
quanto è piccola la presenza degli stranieri.
Però, guardate come sta andando negli anni.
Stanno aumentando. Sicuramente tra qualche
anno comincerà a diventare una presenza
importante, che deve spingerci a fare delle
riflessioni e a prevedere degli interventi.
La fascia di età ancora preponderante nel
nostro territorio è quella dei 45-46 anni.
Noi godiamo ancora della demografia degli
anni scorsi, quando si facevano più figli.
Adesso, man mano, questo aspetto si sta
riducendo.
Per quanto riguarda la struttura della
popolazione, in particolare del Comune
di Grottaglie, nel grafico sono presenti
le percentuali di tre gruppi di età: bambini
0-14, da 15 a 64 anni e gli ultrasessantacinquenni.
Man mano si ispessisce la quota degli ultrasessantacinquenni
e quella dei bambini si assottiglia sempre
di più.
Ho preso i numeri all’inizio del periodo
e alla fine del periodo. Degli 0-14 a Grottaglie,
nel 2002, c’erano 5.685 bambini. Nel 2021
3.890. Gli ultrasessantacinquenni a inizio
periodo, 2002... Non parliamo di decenni
fa. 2002. I nostri figli sono nati in quel
periodo. Gli ultrasessantacinquenni sono
passati da 4.528 a 6.938 nel 2021. Quindi,
la popolazione si è ridotta: è passata
da 31.850 unità a 3.993, adesso, nel 2021.
Ma è soprattutto la quota degli anziani
che sta aumentando in modo importante e
la quota dei bambini che si sta riducendo.
Forse in questo Comune c’è anche un po’
più degli altri questo fenomeno.
Parliamo in termini di salute. Cercare
di capire quali sono le patologie più frequenti
è possibile solo se ci si riferisce a delle
indagini. Lo studio PASSI, condotto dal
Dipartimento di Prevenzione, raccoglie
da tanti anni informazioni dirette dei
cittadini, che sono campionati attraverso
interviste telefoniche. Se vi capita, vi
prego di partecipare. Ha determinato che
la principale patologia cronica nei soggetti
tra i 18 e i 64 anni è l’ipertensione.
L’ipertensione si cura con una pilloletta.
Sì, se la curiamo. Altrimenti diventa la
porta d’ingresso per patologie più importanti
e più gravi: malattie cardiovascolari,
infarti, angine, scompensi, che impegnano,
poi, gli ospedali e le strutture di più
alto livello assistenziale.
Stessa cosa negli ultrasessantacinquenni.
Al secondo posto tra i più giovani abbiamo
il diabete. Il diabete è una patologia
molto frequente. La DGR che è stata nominata
prima, la n. 688, prevedeva ‒ come si fa
sempre in tutte le valutazioni di gestione
‒ un’introduzione epidemiologica.
Come vedete, questo è un confronto di tutte
le ASL della Regione, della prevalenza
del diabete attraverso una curva che definisce
l’andamento temporale. L’ASL di Taranto,
all’inizio della curva, prima era tra le
intermedie. Negli ultimi anni ha raggiunto
Foggia. Foggia è quella più colpita, in
cui si rivela più frequente questo tipo
di patologia.
Un altro tipo di calcolo, sempre tasso
di prevalenza attraverso un tasso standardizzato,
è proprio un termine tecnico, per dimostrare
qual è la posizione delle ASL rispetto
a uno standard, cioè lo standard regionale
definito come media, pone Taranto tra le
ASL in cui l’ipertensione è presente di
più, in modo maggiore rispetto a tutte
le altre Province. Un po’ mi ha meravigliato
questo dato. L’ipertensione è una patologia
diffusa, la conosciamo, ma questo confronto
mi ha un po’ meravigliato. È necessario
impegnarsi nei confronti di queste patologie
così diffuse.
Ho deciso di approfondire le prescrizioni
del diabete all’interno dei singoli distretti.
Chiaramente, il distretto di Taranto è
quello in cui le prescrizioni sono maggiori.
Grottaglie si posiziona a un livello intermedio.
Gli antipertensivi danno più o meno lo
stesso risultato. È un impegno da considerare
su tutto il territorio provinciale.
Il tasso di ospedalizzazione. Quando, purtroppo,
queste patologie vanno incontro a complicanze,
ci portano in ospedale. Quindi, il tasso
di ospedalizzazione, considerando le popolazioni,
non il numero dei residenti dei singoli
Comuni, vede, come tasso, Grottaglie più
o meno in una media... Taranto porta sempre
un primato rispetto a queste problematiche.
Per quali motivi ci si ricovera? Nel Comune
di Grottaglie la principale causa di ricovero
sono le malattie del sistema cardiocircolatorio.
È una cosa comune a tutte le popolazioni.
Però a volte ci si attacca ad altri problemi.
I tumori sono malattie importanti perché
gravi. Le malattie dell’apparato cardiocircolatorio,
però, sono aggredibili attraverso una correzione
degli stili di vita, attraverso interventi
che possono evitare che quell’ipertensione,
che quella pressione alta man mano affatichi
il cuore e ti porti alle complicanze più
gravi. Non dobbiamo trascurare questi aspetti.
Il cittadino di Grottaglie si rivolge perlopiù
al presidio ospedaliero pubblico ‒ vedete
la torta, l’arancione ‒ e in minor misura
al privato. Questo, rispetto a Taranto,
ad esempio, è più evidente. A Taranto ci
si rivolge un po’ di più al privato. Qui,
invece, c’è questa affezione alle strutture
pubbliche. Chiaramente, a parte come erogatore
Taranto, come mobilità passiva abbiamo
il ricorso a Bari, principalmente, al Policlinico
e alle altre strutture dell’ASL di Bari.
Parliamo dei tumori. È doveroso considerare
questa patologia. Nel Comune di Grottaglie
i tumori più frequenti sono il tumore della
mammella nelle donne, il tumore del colon-retto
per entrambi i sessi, polmone, vescica,
prostata e tiroide. Mammella e colon-retto
sono due tumori oggetto di screening. È
importante non trascurare queste opportunità
che abbiamo come cittadini, perché sono
tumori che adesso, per fortuna, grazie
al cielo, portano più raramente al decesso,
a forme talmente gravi che ti portano a
morire. Dobbiamo considerare la prevenzione
di questi tumori, che sono tra l’altro
proprio i più frequenti, una grande opportunità
ed avere una grande attenzione per queste
problematiche.
Questa è la tabella degli eccessi. Non
ve la descrivo oltre. C’è un problema di
eccesso... Cioè quanto il Comune di Grottaglie
presenta tumori in più rispetto allo standard
provinciale, in questo caso. Bisogna stare
un po’ attenti ai tumori della pelle. Sono,
fortunatamente, tumori facilmente aggredibili,
però presentano un piccolo eccesso. Quindi,
un’attenzione nei confronti di questo tipo
di patologie.
Con questo chiudo. Vorrei approfittare,
sentendo un po’ la discussione... È stato
accennato un grosso problema: il problema
della mancanza di medici. Ci sono dei ragazzi
qui. Ragazzi, se sentite una minima predisposizione
alle professioni sanitarie, non abbiate
paura: iscrivetevi. Mancano professionisti
nati qui, cresciuti qui. Io sono... Bisogna
iscriversi. Provateci. Ha ragione. Provateci.
Riprovateci. Dobbiamo insistere su questo.
Professionisti che vengono... Bisogna avere
coraggio. Io, nei tempi in cui c’era la
pletora dei medici, la decisione di rimanere
qui a Taranto l’ho pagata con 15 anni di
precariato. 15 anni di precariato. Adesso
ti chiamano prima di laurearti.
Bisogna vincere questo scoglio iniziale
dell’iscrizione. Anche a infermieristica,
fisioterapia, assistenti sociali. C’è bisogno.
Iscrivetevi.
Ha terminato? Sì. Grazie.
Ha chiesto la parola il direttore sanitario
Minerba. Prego, direttore.
Buongiorno a tutti.
Faccio un piccolo rimprovero ad Antonella,
perché ha dimenticato la mappa sulla deprivazione
sociale. Questo è un elemento che incide
sullo stato di salute della popolazione.
Vediamo in una mappa ‒ che purtroppo, ripeto,
oggi è saltata ‒ qual è la differenza...
Quella era solamente Taranto. È difficile
anche costruirle queste mappe. Sicuramente
le mappe di deprivazione sociale sono momenti
di osservazione importanti. La crescita
sociale sicuramente deve portare a un miglioramento
dello stato di salute. Quindi, aumentare
il livello sociale è un impegno che tutti
gli Enti devono portare. La ASL deve fare
la sua parte, ma sicuramente gli Enti locali
devono portare questo obiettivo, secondo
me.
Abbiamo una mappa che riguarda Taranto,
in cui la distribuzione dei tumori è particolarmente
accentuata. D’altronde, si sa, in alcuni
quartieri il livello, in quel caso socio-economico,
è molto basso. Quindi, ad innalzare il
livello, sicuramente, socio-economico,
i rapporti sociali, il livello economico...
Lo sappiamo: la povertà porta malattia.
Grazie.
Grazie, direttore Minerba.
Ha chiesto la parola il Sindaco.
Intanto ringrazio il direttore generale,
lo staff, tutti i presenti per essere qui,
invitati, e per aver accolto l’invito dell’Amministrazione
comunale di Grottaglie. Ringrazio anche
il consigliere Lenti per aver formulato
questa mozione, che ci ha consentito di
aprire una discussione in Consiglio comunale,
fermo restando ‒ ci tengo a precisare ‒
che il primo documento presentato al direttore
generale era, forse, febbraio del 2022,
quindi poco tempo dopo il nostro insediamento...
Avevamo già avuto un’interlocuzione. Quindi,
la questione sanitaria, per la spinta dei
consiglieri tutti, ma in particolare di
Mingolla, Attanasio e Bais, è stata forte
e pressante, tant’è che molte questioni,
che non sono state qui riportate, in particolare
la questione della mancanza di psicologi,
di psichiatri, di radiologi, di tecnici
presso il nostro ospedale, del fatto di
migliorare una serie di servizi legati
a laboratori analisi e di rendere più continua
la presenza, di aprire le agende, queste
questioni sono state già poste all’attenzione.
Il direttore generale in quell’occasione...
Io ho dato conto in Consiglio comunale
di questo. Forse qualcuno non mi ha ascoltato
quando ho detto che abbiamo già incontrato
il direttore generale, che ha avuto un
confronto con noi. Abbiamo rappresentato
questa necessità e chiesto lo stato di
avanzamento dei lavori, che era anche per
lui un’eredità, essendo stato nominato
a febbraio. Quindi, è stato quasi coevo
alla sua nomina il nostro incontro. Io
ho dato conto in Consiglio comunale di
questo. Come ho dato conto che avremmo
incontrato l’assessore regionale, con il
quale abbiamo avuto un incontro, penso,
a luglio, non ricordo precisamente... A
maggio. Abbiamo rappresentato non solo
ciò che avevamo già detto al direttore
generale e rappresentato ciò che era avvenuto
nelle nostre interlocuzioni, quindi quello
che state chiedendo tutti, ma che stiamo
chiedendo da tempo. Devo dire la verità:
tra il vecchio direttore generale e il
nuovo direttore generale passa un oceano.
Per fortuna, con il dottor Colacicco si
riesce a interloquire senza dover per forza
litigare. Devo raccontare anche la disponibilità
nel prendere appunti su questioni che già
conosceva, ma anche su impegni precisi
che oggi ha qui rappresentato e chiarito.
Non c’è nessun tipo di problema. Ovviamente,
come ha già detto in una risposta generale
che contiene tutto, potete chiedere tutto.
Io posso fare le opere, le riorganizzazioni,
ma poi servono le persone che ci devono
stare dentro, quindi i medici. Altrimenti
il rischio è che facciamo le belle strutture
che, però, non facciamo funzionare. Su
questo c’è stata anche un’interlocuzione,
sugli anestesisti, che era stato aperto
un bando, sugli psicologi, che c’era lo
scorrimento, sugli psichiatri, che era
un problema reperire, si stava facendo
un bando. Sono cose all’attenzione della
direzione generale. Abbiamo raccolto queste
domande che vengono dal territorio. Stiamo
seguendo questa linea senza clamore e senza
dover per forza sbandierare cose. L’ho
fatto con metodo, con serietà.
Devo dire che l’assessore regionale sul
tema del punto di primo intervento, sulla
nostra paventata... O meglio, sulla nostra
paura di un’ipotetica chiusura... Prima
si è parlato di chiusura, poi di smobilitazione.
Ha detto: “No, io non sono di questo avviso.
Sono dell’avviso, in realtà, che andrebbero
migliorati i punti di primo intervento,
potenziati, come chiedete voi, ovviamente
consentendo all’interno della struttura
di poter offrire i servizi di assistenza”.
Perché uno arriva e deve poter fare delle
radiografie, deve poter avere un cardiologo,
una consulenza.
È un lavoro sul quale... Intanto, ha garantito
che non ci sarà nessuna chiusura o depauperamento
del servizio. Certamente, però, lui ha
necessità di trovare dei medici che possano
offrire questo servizio. Ci ha anche confermato
la difficoltà, tant’è che molti medici...
Ai quali va il nostro immenso ringraziamento
per quello che fanno: fanno doppi, tripli
turni, sono chiamati costantemente a dover
offrire soprattutto la loro vita privata,
a rinunciarvi per essere a disposizione
della sanità pubblica e dei cittadini non
solo di Grottaglie, ma di tutto il comprensorio
di Taranto e Provincia. Abbiamo medici
che fanno veramente le trottole da una
parte all’altra.
Si è ragionato anche sul tema della telemedicina,
su come migliorare i servizi. Può essere
una delle soluzioni anche per ottimizzare
le risorse. Su questo è in campo un lavoro
che va portato avanti. È chiaro che ci
sono diecimila cose che il direttore generale
si è ritrovato a dover affrontare a valle
di una pandemia che ha impegnato tutti
su altri fronti e con una guerra... La
guerra non ci tocca direttamente sotto
il profilo delle bombe, però ci tocca direttamente
sotto il profilo di fare i conti. Perché
si devono fare i conti con i rincari, con
gli aumenti. Quindi, molte cose hanno avuto
anche un rallentamento ‒ lo posso dire
tranquillamente ‒ perché dove c’è un’opera
pubblica, come vediamo noi nelle nostre
gare, c’è anche una richiesta di adeguamento
contratti, di dover reperire le somme.
Credo che la questione sia di particolare
interesse ed è giusto che se ne discuta
in questa sede e in queste modalità, con
chiarezza. L’invito era necessario al fine
di fare chiarezza. Ci saremmo potuti scornare,
confrontare, avremmo potuto dibattere.
Possiamo dibattere, per carità. Però, magari,
detta dal Sindaco questa notizia, queste
informazioni sarebbero state di carattere
meramente comunicative e politiche. Di
fatto, però, non sto dicendo niente di
più, se non quello che sta agli atti, che
non è che ho scritto io o non mi sono presentato
io. Capisco anche la logica della politica,
che bisogna dire che è colpa del Sindaco.
Premesso che il Sindaco non ha fatto nessun
atto, né di chiusura né di apertura di
ospedale, perché non ho questo potere.
Magari l’avessi. Certamente, però, il potere
di interloquire con la Regione, con la
direzione generale ce l’ho, e l’ho fatto
e lo continuo a fare. Tant’è che stresso
quasi quotidianamente il direttore generale,
il quale, con molta pacatezza e garbatezza,
mi risponde e mi dice a volte... Ci siamo
sentiti qualche giorno fa. Mi ha detto:
“Dammi il tempo di fare le cose”; “Direttore,
mi devi scusare, ma io, ovviamente, come
puoi immaginare, ho tre...”, ne avevo tre,
ora ne ho due, ma particolarmente agguerriti,
che sono i miei consiglieri di provenienza
ospedaliera, che hanno, ovviamente... Devo
dire che anche sulla questione legata al
parcheggio nell’ospedale, che c’era stata
una questione per facilitare l’attività,
è stato preso un impegno e si è risolta
quella questione che, in qualche modo,
aiuta. Fermo restando, direttore, medici
e dirigenti tutti, che dobbiamo spingere
molto e in più su queste questioni che
abbiamo posto.
La riabilitazione è strategica. Non è la
riabilitazione vista come una cosa di secondo
ordine. Forse saremo il primo punto di
riabilitazione in tutta la regione Puglia...
In Provincia di Taranto forse saremo l’unico
punto di riabilitazione nelle varie forme.
Questo, secondo me, è un fatto importante,
perché non è solo rispondere all’emergenza.
C’è anche la fase successiva, in cui bisogna
prendersi cura del paziente, la fase riabilitativa,
cardiologica, polmonare e riabilitativa
di altra natura.
Quindi, noi dobbiamo preoccuparci non di
dire delle cose tanto per dire, ma di avere
in mente lo schema, che è disegnato, per
rispondere alla domanda di salute. Vedo
nello schema che i problemi cardiovascolari
sono i principali. Ovviamente, se ci sono
infarti o cose di questo tipo bisogna pure
riabilitare queste persone. La riabilitazione
richiede tantissima professionalità, ma
soprattutto le strutture. Il più delle
volte si deve ricorrere ad altro. Questo
è uno dei punti che darà a Grottaglie un
punto di vantaggio, ma soprattutto un punto
di prestigio. Essere la struttura di riferimento
per quello che sarà l’hub San Cataldo per
tutta la Provincia, dover venire a Grottaglie
per avere una riabilitazione è importante.
Di questo ne abbiamo già parlato. Al momento
non c’è previsione di cambi. Quando ci
saranno le condizioni per discutere cose
diverse, saremo chiamati.
Oggi, però, il punto è migliorare, efficientare
e, soprattutto, accelerare. Il rischio
è che passi il tempo e le cose peggiorino.
Non voglio aggiungere altro né voglio dilungarmi
nella polemica. Voglio semplicemente dire:
ben vengano questi momenti di condivisione.
È un buon segnale che diamo ai ragazzi
presenti e alla città in generale di un
rapporto collaborativo tra le Istituzioni,
in cui ognuno fa la propria parte. A volte,
come è normale, ci si deve confrontare
e a volte un po’ scontrare, però sempre
nell’ottica del bene comune, che è quello
di offrire un servizio alla popolazione.
Io mi taccio. Non voglio fare altri interventi,
a meno che non chiamato in causa. La mozione
per me è utile, ma la ritengo da non approvare.
Quello che viene chiesto l’abbiamo già
fatto. Io ho già dato conto in Consiglio
comunale di un’interlocuzione costante
e diretta con il direttore generale e con
l’assessore regionale.
Se si aprirà una discussione sull’ordine
del giorno, mi riservo di dire qualcosa.
Essendo una fotografia di quello che già
è stato fatto e che si farà, valuteremo
insieme, eventualmente, di ragionare tutti
quanti, su una discussione, su un’aggiunta,
una modifica, sull’approvazione di un documento
propositivo e positivo, che tenga conto
della realtà, di quello che si è fatto.
Per il resto, grazie di cuore. Vi auguro
buone feste. Sicuramente non vi tortureremo
in questi venti giorni, però ci risentiremo
appena possibile per ricucire un po’ il
punto della situazione.
Grazie di cuore.
Grazie, Sindaco.
Ringrazio il direttore generale, il dottor
Gregorio Colacicco, e tutto il suo staff
per la permanenza. Vuole salutare? Un attimo
solo.
Volevo fare solo gli auguri di sante e
serene festività alle quali ci accingiamo,
in un momento in cui non viviamo più, o
marginalmente, l’emergenza Covid.
Il mio numero di telefono è pubblico, quindi
potete chiamarmi per qualsiasi cosa.
Grazie per gli spunti, il contributo e
le critiche, che ci aiutano, poi, a crescere,
costruttive. Grazie.
Ancora grazie.
Prego i consiglieri di rimanere in aula.
Bisogna completare i lavori del Consiglio.
Arrivederci. Grazie.
Bene. Dopo aver dovutamente salutato gli
ospiti, proseguiamo con i lavori.
Siamo nella fase di discussione della prima
mozione all’ordine del giorno. Ci sono
interventi? Prego, dottor Lenti.
Grazie.
Alla luce di quello che abbiamo ascoltato
e stante le rassicurazioni del direttore
generale, noi riteniamo opportuno ritirare
la mozione. Però, vigileremo sullo stato
dell’arte, perché non vorremmo che si arrivasse
a novembre 2023 e stessimo ancora discutendo
di questo punto.
La nostra mozione, pertanto, viene ritirata.
Grazie.
Grazie a lei, consigliere Lenti.
Ci sono ulteriori…? Un attimo solo. Ci
sono ulteriori interventi? Consigliere
Orlando, prego.
Grazie, Presidente.
Anche alla luce di quella che è stata la
discussione, ribadendo e confermando quello
che ha detto il dottor Lenti, il ritiro
della mozione presuppone anche da parte
nostra il non voto dell’ordine del giorno
in quanto espressione sic et simpliciter
della maggioranza, per cui abbandoneremo
l’aula.
Grazie.
Grazie, consigliere Orlando.
Ha chiesto la parola il consigliere Attanasio.
Prego.
Consigliere Lenti, vi ringrazio che avete
ritirato la mozione, però volevo dire una
cosa. Se non sbaglio, il Sindaco disse
che noi ci stavamo muovendo con il direttore
generale e disse anche che dovevamo andare
dall’assessore alla sanità. Lo disse quando
lei prese la parola – mi sa che era il
bilancio – su questa mozione che doveva
fare. Però, non siamo stati ascoltati,
perché comunque noi pubblicità non ne abbiamo
fatta. Però, noi al direttore generale
abbiamo riportato le nostre problematiche,
che non sono quelle della riapertura dell’ospedale,
noi chiedevamo solamente di tenerci stretto
quello che già abbiamo con dei piccoli
provvedimenti che portavano a favore del
nostro ospedale. Questi provvedimenti pian
piano… Ci stanno. C’è il dottor Petrocelli,
che è venuto perché l’abbiamo chiamato.
Non è che l’abbiamo chiesto noi e quindi
è venuto il dottor Petrocelli. Però, era
una preoccupazione nostra. Adesso ci saranno
anche trentasei ore di urologia, cosa che
non è stata detta oggi, dell’ambulatorio
di urologia, proprio per dare modo al PPI,
alla gente poveretta che va al PPI non
di arrivare lì e sentirsi dire: mi dispiace,
ma noi non possiamo fare nulla, ve ne dovete
andare in un altro ospedale. Quindi, questi
piccoli accorgimenti, queste piccole potenzialità.
Ciò che ha detto l’ingegnere prima, dottor
Lenti, io lo vivo perché io lavoro sopra
in medicina e lo so i lavori che stanno
facendo per l’ospedale di comunità, perché
verrà lì. Quindi, anche quindici giorni
fa abbiamo fatto dei traslochi, perché
hanno fatto prima un’ala, adesso stanno
facendo altri lavori. Quindi – e voi lo
sapete, dottore – se in questi mesi venivate
in ospedale, le vedevate queste cose. Perché
noi siamo stati offesi da voi. È stato
offeso il Sindaco… Come no? Dottor Lenti,
noi consiglieri della sanità siamo stati
offesi da voi, per una cosa che non c’è,
per una cosa che non esiste. Bastava poco.
Il direttore generale è sempre presente
in ospedale, e io lo vedo, perché io ci
vivo là, ci vivo da ventiquattro anni,
insieme a Maurizio, Antonio Mingolla quarant’anni.
Io ci vivo e le vedo le cose. Ecco perché
vi chiedo di non allarmare più i cittadini,
perché i cittadini con queste cose si allarmano,
e sono i primi che hanno subito. E lei
lo sa. Sono ventiquattro anni che vedo
quello che succede in ospedale. Ma questa
ormai è storia, anche politicamente. Però,
è peccato, perché i cittadini ancora continuano
e si allarmano, perché noi a Grottaglie
abbiamo l’aeroporto e l’ospedale, l’aeroporto
e l’ospedale. E io passerelle politiche
ne ho viste tante. Ci siamo anche affidati,
noi, a dei politici – è vero, dottore?
– alla Regione e purtroppo non tutti hanno
fatto qualcosa.
Ho letto anche un post del consigliere
Traversa. Non so se l’hai scritto tu, Alfredo.
Non lo so. Però l’ho letto prima del Consiglio
comunale che dovevamo fare, dove hai scritto:
“Sembra che ci siano dei problemi all’ospedale
e i cittadini non sono stati messi al corrente
che vi è un ulteriore depotenziamento”.
Ci sono state cinquantasei condivisione
di quel post, il che significa che cinquantasei
persone hanno creduto a questa cosa… No.
Io capisco che sembra che ci sia un depotenziamento
dell’ospedale e che la cittadinanza non
è stata avvisata. Posso chiedere dove stanno
le carte di questo depotenziamento? Voi
avete chiesto delle carte… Un attimo, sto
finendo. Voi avete chiesto delle carte
oggi al direttore generale, giustamente,
ma le vostre dove stanno? Voi avete chiesto
delle carte di quello che hanno detto,
delle slide… Perfetto, giustamente. Ma
le carte vostre dove sta scritto del depotenziamento
dove stanno? Dove sta l’ordine del direttore
generale dove è scritto che verrà chiuso
il nostro ospedale? Per l’allarme che è
stato dato ai cittadini, dove stanno?
Ho finito. Questo voglio chiedere. Io vi
prego perché abbiamo subìto tanto nel nostro
ospedale, noi operatori, ma soprattutto
i cittadini di Grottaglie. Tutto qua. Voglio
solo chiedervi questo: collaboriamo affinché
il nostro ospedale rimanga quello che è,
con dei potenziamenti, giusto in atto,
tra cui anche l’ospedale di comunità. Però,
è peccato allarmare i cittadini ulteriormente.
Infatti, questa è la prova oggi. Tutto
qua. Basta, non dico altro. Però, ho visto
il suo post e mi sono meravigliato. Peraltro,
me l’hanno detto, manco l’avevo letto.
E cinquantasei persone hanno condiviso
quel post, quindi hanno creduto in questa
cosa che lei ha detto, dove sembra che
noi abbiamo tenuto all’oscuro chissà che
cosa. Boh, non c’è nulla! E cosa abbiamo
tenuto all’oscuro?
Scusate, non intrattenete una conversazione
bilaterale. Ci sono delle prenotazioni,
do la parola a tutti.
Ha chiesto di parlare il consigliere Donatelli.
Prego, consigliere.
Io penso che di questa conclusione di questo
Consiglio comunale con questa polemica
ne potevamo sicuramente fare a meno. Però,
dovete anche essere chiari e onesti intellettualmente.
Se una iniziativa la fa l’opposizione,
il Sindaco e la maggioranza, anche se la
condividono, perché intimamente la condividono,
e l’abbiamo visto con l’ultimo ordine del
giorno, intimamente si condivide quell’ordine
del giorno, devono prendere le distanze,
perché queste cose o le fa il Sindaco o
le fa la maggioranza, altrimenti non sono
accettabili. Questa è una cosa che veramente
non ci fa onore come Consiglio comunale,
perché noi su determinate situazioni, come
la questione dell’ospedale, dovremmo essere
assolutamente uniti, ma per essere uniti
dobbiamo essere informati.
Io ringrazio, invece, il dottore Lenti
per aver presentato quella mozione e la
ritiriamo, la ritira lui, ma la ritiriamo
di fatto anche noi, per le cose che abbiamo
sentito dire. Quindi, non c’è il problema
di allarmare. Ma quale allarme è scattato
nel momento in cui c’è stata la presentazione
di un ordine del giorno? Ma ti rendi conto
che, se non fosse stata presentata quella
mozione, oggi la città, oltre al Consiglio
comunale, non sarebbe stata informata della
presenza di tutto lo stato maggiore dell’ASL,
che ci ha detto a che punto sta la situazione
legata alle iniziative dell’ospedale? Vi
rendete conto che è di questo che abbiamo
bisogno? Altro che allarme! Dove sta questo
allarme?
Consigliere Attanasio, per favore.
Offese di che cosa? Offese di che cosa?
Io penso che non ci sia assolutamente niente
di allarmante nel momento in cui un consigliere
comunale esercita il suo diritto di consigliere
comunale. Ripeto, se non fosse stato per
quella mozione, la città oggi non sarebbe
stata informata dello stato dell’arte.
Lo stato dell’arte – lo dico con la massima
chiarezza e con la massima onestà intellettuale
– è che bisogna apprezzare un po’ tutte
le cose che si stanno facendo, però quelle
cose che si stanno facendo la città lo
sa che sono delle cose di cui ha diritto.
Questo intervento che sta facendo l’ASL
in questo momento è un atto dovuto, è un
risarcimento al Comune di Grottaglie, è
un risarcimento al territorio. Vi rendete
conto di che cosa stiamo parlando? Altro
che allarme!
Noi siamo d’accordo ovviamente anche con
il dottor Lenti sul ritiro. Non siamo d’accordo
sulla sceneggiata degli ordini del giorno
che vengono presentati dopo mesi che sono
stati presentati a livello regionale, a
livello di assessore regionale. Non ci
basta manco l’informazione en passant in
Consiglio comunale da parte del Sindaco.
Vogliamo essere coinvolti. Se volete il
nostro contributo, vogliamo essere coinvolti.
Grazie.
Grazie, consigliere Donatelli.
Ha chiesto di parlare il consigliere Palmieri.
Prego, consigliere.
Io sono venuto a conoscenza della mozione
presentata dal dottor Lenti quando ero
ancora un libero cittadino, quindi come
libero cittadino ho pensato che il dottor
Lenti stesse facendo, come penso che abbia
fatto, bene a presentarla, perché vedersi
svanire un ospedale di comunità nel territorio
di Grottaglie mi sembrava giusto che avesse
questa preoccupazione. Però, poi sono andato
a vedere la delibera di Giunta, la n. 134,
se non sbaglio, e ho visto che c’era questo
ospedale di comunità, però il dottor Lenti
non ha mai oggettivato la sparizione di
questa nuova struttura all’interno dell’ospedale
di Grottaglie, perché ancora oggi ho visto
che lei ha presentato, dottore, degli articoli
di giornale. Cioè, lei da dove… Chiedo
scusa, io non sono un addetto ai lavori,
per cui come cittadino prima e poi come
consigliere avrei voluto evidenza di come
questa nuova organizzazione all’interno
del territorio di Grottaglie fosse stata,
per un colpo di mano, tolta. Ecco.
Poi noto con piacere che questa sua mozione
l’ha ritirata perché in effetti non c’era
nemmeno bisogno, alla luce dei fatti, alla
luce di quello che ha detto il direttore
generale… Sì, certo. Ma l’ho detto. Ho
detto che ho apprezzato da cittadino, prima
che entrassi in Consiglio comunale, che
il dottor Lenti avesse presentato questa
mozione. Però, pensavo che ci fossero atti,
una delibera di Giunta regionale, una delibera
della Direzione generale che questa cosa
fosse svanita. Tutto qui. Quindi, chiederei
al dottor Lenti dove sta l’evidenza di
questo documento. Io sono andato su internet,
ma non l’ho trovata. Sono andato sulle
determine del direttore, ma non l’ho trovata.
Va bene. Comunque sia, il direttore generale
ci ha tranquillizzati, ha tranquillizzato
la città. Comunque, ripeto, da libero cittadino
ho apprezzato il suo interessamento.
Grazie, consigliere Palmieri.
Consigliere Traversa, prego.
Al collega Attanasio dico che, allora,
quello che viene presentato dopo è un’assurdità.
D’altronde, se addirittura dei consiglieri
comunali di Grottaglie dicono o devono
dire all’ASL come organizzarsi, mi sembra
un’assurdità, caro collega Attanasio. Lo
ha detto anche il direttore generale che
lui fa quello che può fare e quello che
gli dicono di fare. Ma l’ha detto anche
il collega Mingolla e l’ha confermato il
Sindaco, che l’ordine del giorno è stato
fatto recapitare, de visu o comunque in
altro modo, all’assessore regionale alla
sanità. Io, però, prima di esprimermi,
vorrei sapere se c’è stato un riscontro
dopo sette mesi, perché questo non lo so.
Altrimenti, come faccio a votare? Cioè,
quando a maggio avete portato all’assessore
Palese, collega Mingolla, questo ordine
del giorno, che cosa è accaduto da maggio
a dicembre? Questo non lo so. Quindi, adesso
come faccio a esprimere un voto? O no?
A me ha fatto piacere, e ho ringraziato
il direttore, perché oggi abbiamo saputo
per la prima volta dei dati sui tumori
a Grottaglie. Ma abbiamo dovuto aspettare,
Sindaco, sette anni. Ormai lei entrerà
nel settimo anno il mese prossimo. È l’autorità
sanitaria, consigliere Mirto, per cui di
qualcosa si può interessare. Quindi, invito
anche il Sindaco a fare in modo che in
questi incontri, ma non senz’altro con
la Direzione generale, trovi il modo di
curare un po’ di più l’aspetto della comunicazione
sanitaria che riguarda i cittadini di Grottaglie,
quindi avere delle possibilità. Non so
se esiste una Commissione, visto che ormai
di Commissioni non ne facciamo più, una
Commissione che potrebbe affrontare questi
argomenti e comunicarli, divulgarli ai
cittadini. Questo intendo io. Se le cose
non si dicono, caro collega Attanasio…
Tu dici: io ho incontrato. Ma tu chi sei?
Tu l’hai incontrato in quale veste, di
consigliere comunale? O di operatore? Tu
dici: io lavoro lì. Sei fortunato, benissimo.
Ma io non lavoro in ospedale. Allora anch’io
come consigliere comunale, penso come gli
altri, avrei voluto poter sapere queste
cose.
Siccome non conosco la risposta dell’assessore
Rocco Palese al vostro ordine del giorno,
caro collega Mingolla, immagino che non
sia stata accettata, perché altrimenti
non stareste qui a presentarla in Consiglio
comunale. Quindi, se non è stata accettata,
una cosa di cui non ci avete fatto partecipi,
l’avete gestita a livello di Sindaco e
consigliere comunale, adesso dopo sette
mesi volete l’avallo del Consiglio comunale
per ripresentarla all’assessore Palese?
Un minimo di dignità istituzionale noi
chiediamo.
Per questi motivi il mio voto sarà contrario.
Grazie, consigliere Traversa.
Ha chiesto la parola il consigliere Marinelli.
Prego.
Grazie, Presidente.
Io stavo per tornare a casa rassicurato,
rassicurato da quelle che sono state le
parole che questa mattina ci sono state
dette dal direttore generale e dai suoi
collaboratori, mentre adesso torno a casa
un po’ dispiaciuto, dispiaciuto perché
vi è stata questa “incomprensione” del
consigliere Attanasio. Infatti, la prima
cosa che mi viene da dirle è che una cosa
è il ruolo che si riveste all’interno di
un’organizzazione. Lei è un operatore sanitario
e lavora giustamente in ospedale. Noi siamo
consiglieri comunali, siamo seduti tra
questi banchi e non abbiamo contezza di
quello che succede all’interno di quella
struttura. Quindi, bene ha fatto il consigliere
Lenti a presentare quella mozione. Bene
ha fatto anche il consigliere Lenti, in
virtù di quello che abbiamo ascoltato questa
mattina a ritirarla. Però, come consiglieri
comunali siamo privati della mancanza di
informazione.
Ci sarebbe piaciuto tantissimo, Sindaco,
quando è stata trasmessa a Bari questa
relazione a firma sua, conoscere quello
che era contenuto in quel documento. Come
consiglieri comunali e come cittadini abbiamo
il sacrosanto diritto di essere informati,
ma anche sulle semplici banalità che un’Amministrazione
fa. Ripeto, non ci alziamo la mattina col
capriccio di voler rompere le scatole –
permettetemi di usare questo termine –
alla maggioranza. No. Abbiamo il compito
di essere delle sentinelle, sentinelle
dei cittadini. A me fa piacere sapere che
oggi… Tutta la storia, come ben sapete,
nasce dal DM n. 70 del 2015. Quel provvedimento
già ha allungato i tempi di realizzazione
di alcune cose all’interno di quella struttura.
Oggi, da quello che mi sembra di aver capito,
non c’è una data definitiva su quando verranno
ultimati questi lavori. Si suppone, da
quello che è scritto nel Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia n. 27, che dovrebbero
ultimarsi nel 2026. Ben venga la Casa di
comunità, ben venga l’Ospedale di comunità.
Però, perché questo avvenga e perché noi
possiamo essere realmente sicuri che avvenga
bisogna essere sempre vigili e attenti
e non abbassare mai l’attenzione su questo
problema, un problema che non nasce oggi,
ma nasce 7-8 anni fa, quando l’ospedale
di Grottaglie ha perso in parte tutta quella
che era la sua funzionalità. Sono state
dette cose giustissime: quello era un ospedale
che registrava oltre 20.000 accessi al
pronto soccorso, un ospedale che aveva
un punto nascite che era il primo nella
provincia di Taranto, un ospedale che raggruppava
un’utenza di oltre undici Comuni. Nel giro
di questi anni noi abbiamo assistito, comunque,
a un qualcosa che è stato scritto, sì,
sulla carta, ma che ancora oggi purtroppo
non viene realizzato. Il direttore Colacicco
definisce la sua opera come la medicina
del terzo millennio. Ci crediamo. Le parole
di oggi sono state parole di un uomo che
a me sinceramente hanno dato fiducia, e
hanno dato fiducia proprio nel modo in
cui si è presentato. Non è venuto da solo,
ma è venuto con la sua squadra di lavoro.
Questo è anche stato un bell’esempio per
chi oggi realmente fa politica, perché
la politica è organizzare, amministrare
e gestire quella che è la Cosa pubblica,
nell’interesse dei cittadini, così come
ha fatto l’amico Michele per tanti anni
mettendosi a disposizione e al servizio
di Grottaglie.
Grazie.
Grazie, consigliere Marinelli.
Ha chiesto la parola il consigliere Petrarulo.
Io intanto sono mancato alla prima parte
perché ero a una visita di controllo definitiva
per quanto riguarda l’infortunio che ho
subìto. Sono di buonumore perché l’infortunio
sta seguendo il suo percorso di guarigione
e probabilmente a breve toglierò il tutore.
Questa non è una cosa importante, ma semplicemente
per dire che in questi tre mesi – tu lo
sai, Leonardo – ho vissuto da dentro le
difficoltà che ci sono, che ci sono nel
confrontarsi con i medici, con alcuni medici
per fortuna, confrontarsi con l’organizzazione
della macchina sanitaria dell’ASL di Taranto.
Io avrei voluto vedere se al mio posto
ci fosse stato uno che non aveva la possibilità
di essere accompagnato sistematicamente
ad Acquaviva. Sicuramente andrò a conoscere
meglio quel medico che, il 3 settembre,
a Martina Franca mi diceva: che cosa sei
venuto a fare? Io ero venuto in ambulanza,
in barella. Quindi, ho conosciuto quel
mondo da dentro, per fortuna per un infortunio,
per quanto serio, non gravissimo, e mi
sono messo nei panni di chi ha esigenze
di salute molto più importanti e che non
ha determinate possibilità che ho avuto
io. Io ho fatto una scelta quando mi sono
fatto male, quella di appoggiarmi necessariamente,
come scelta proprio personale, a tutto
ciò che era l’ASL, la parte pubblica. Io,
in circa tre mesi, avrò fatto una cosa
come 1.600 chilometri, ho speso circa 1.800
euro, eppure mi sono appoggiato a quella
che è l’ASL pubblica, l’ASL di Taranto.
Mi sono reso conto per esempio – dico una
stupidaggine – che per poter essere operato
ho aspettato ventitré giorni. No, ventuno
giorni, chiedo scusa. Dall’ASL di Bari
in sette giorni erano già pronti: hanno
fatto risonanza, hanno fatto tutto. Nell’ASL
di Lecce perché? Perché nei sette giorni
che sono stato ricoverato ad Acquaviva
ho cambiato quattro stanze e ho conosciuto
circa cinque persone. C’era chi veniva
da Bari, c’era chi veniva da Lecce, c’era
chi veniva da Brindisi e io che venivo
da Taranto. Ebbene, quello più fregato
ero io che venivo da Taranto. Quello su
cui mi sono trovato menomato, per quanto
credo di far parte della classe media per
quanto riguarda il livello di istruzione
e informazione, poi da politico dovrei
essere ancora più informato, è che ci sono
delle carenze organizzative nell’ASL di
Taranto che sono veramente importanti,
per cui informare la cittadinanza su potenziali
rischi diventa un dovere, un dovere di
chi rappresenta la comunità.
Io non ho seguito la parte iniziale del
dibattito, quindi non entrerò nel dibattito,
però ho seguito questi ultimi interventi.
Non siamo della stessa parte politica con
il dottor Lenti, però per quanto riguarda
il suo intervento nel presentare la mozione
credo che abbia fatto bene se aveva dei
dubbi su ciò che poteva succedere, come
cittadino. Perché noi siamo cittadini,
Aldo. Ognuno di noi rappresenta quello
che sono i cittadini. Quindi, non è perché
siamo consiglieri comunali dobbiamo essere
più informati. Noi dobbiamo avere la capacità
di tirare fuori le informazioni ed eventualmente
comunicarle. E quando non ci vengono date
le informazioni, dobbiamo riuscire a carpirle,
presentando anche delle mozioni che possono
apparire, a tuo modo e avviso, o a modo
e avviso di Leonardo, o di chiunque magari
della maggioranza, inutili. Noi rappresentiamo
una parte della comunità. Allora, siccome
ogni volta che viene presentata una mozione
viene quasi ridicolizzata… Questo è quello
che ho capito, e mi scuso se ho capito
male.
Detto questo, sono contento se il dottor
Lenti ritira la mozione, perché vorrà dire
che ha avuto le risposte che doveva avere.
Se io domani mattina dovessi avere un dubbio
su un qualsiasi argomento che riguarda
l’amministrazione e la gestione della mia
comunità, io presenterò un’interrogazione
o potrò presentare una mozione. Magari
a voi sarà cosa scontata, ma se io lo sto
facendo è perché io, come cittadino politico
e rappresentante di un partito, devo trasmettere
quelle informazioni che non ho ai cittadini,
che rappresentiamo tutti. È un nostro dovere.
Sono contento del ritiro della mozione
perché probabilmente ha avuto soddisfazione,
lui e chi in quel momento – non io, perché
non c’ero, e mi scuso ancora – ha avuto
le giuste informazioni.
Poi posso esprimere una mia risposta personale
alle rassicurazioni che sono state date?
Io sono scettico. Ho imparato in questi
anni ad essere molto scettico rispetto
alle promesse fatte da direttori sanitari,
alle promesse fatte da rappresentanti politici
che avevano preso in carico la difesa del
nostro territorio. Sono diventato scettico.
Ed è per quello che mi impegno ancora più
in politica, perché quello scetticismo
voglio che si trasformi in realismo. Mi
sono spiegato? Perché qua abbiamo visto
promettere al dottor Rossi certe cose nel
luglio del 2016, e non sono state mantenute.
Abbiamo visto prendere in carico da certi
politici certi impegni, che non sono stati
assolti. Quindi, a me è mancata la parte
iniziale. Sta ritirando la mozione? Benissimo.
Ma io continuo a non fidarmi.
Poi devo dire grazie in questi giorni,
in questi ultimi quindici giorni, a un
reparto meraviglioso che sta all’ospedale
di Grottaglie, che è quello di riabilitazione,
che è quello che ho potuto conoscere in
questi giorni, dove ci sono dottori e fisioterapisti
spettacolari, che mi hanno rimesso in piedi,
mi hanno ridato buon umore, mi hanno tolto
da una pseudo-depressione, perché lì stavo
andando a finire, a causa di certe carenze
che avevo trovato, pur volendo fare il
paziente. Perché io vengo chiamato un rompiscatole
solitamente, allora avevo deciso di fare
il paziente. Grazie al reparto di riabilitazione
di Grottaglie io – e dico grazie veramente
di cuore – mi sono rimesso in piedi e oggi
mi ritrovo che sono nella fase terminale
della guarigione.
Ma il nostro dovere di politici, Aldo,
e tu me lo insegni perché lo hai fatto
prima di me, è proprio informare. Nel percorso
di questi ultimi tempi più volte ho lamentato
io di non essere coinvolto come politico,
come cittadino e come rappresentante dell’opposizione
in decisioni, non nella fase conclusiva,
ma nella fase della discussione. Più volte,
oserei dire quasi ogni Consiglio comunale.
Io spero che al prossimo Consiglio comunale,
qualunque sia l’argomento, possa non lamentarmi
più di ciò, perché vorrà dire che la minoranza,
l’opposizione si fa parte integrante di
quella che è una discussione politica e
amministrativa all’interno di un’Assise
come il Consiglio comunale, perché è doveroso
che ciò accada.
Grazie.
Grazie, consigliere Petrarulo.
Prima di procedere con i lavori, permettetemi
un passaggio. Innanzitutto vorrei ringraziare
tutti i Capigruppo per aver facilitato
una gestione serena, tranquilla e proficua
del Consiglio comunale, gestione non scontata
in partenza. Per cui, a loro va il mio
ringraziamento. Però, devo farvi anche
un appello. In termini di Regolamento,
non tutti, abbiamo già esaurito i due interventi
previsti. Ne ho già concessi tre o quattro.
Pertanto, invito i consiglieri comunali
a favorire la chiusura dei lavori del Consiglio
comunale concedendovi la possibilità di
un ultimo intervento, come se fosse una
dichiarazione di voto, e a non favorire
l’apertura di ulteriori discussioni, che
in termini di Regolamento non potrebbero
poi essere consumate. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Attanasio.
Volevo solamente chiarire. Ciro, il mio
intervento non è stato sulla mozione del
dottor Lenti. Bravo. Tu stai vivendo adesso
l’ospedale, lo vedi com’è, ed è un cantiere
aperto. Ci sono lavori da due anni… Fammi
finire. Non è la mozione del dottor Lenti,
che io rispetto, ed è anche uno dei più
titolati a parlare di sanità, perché tra
l’altro è anche un bravo medico, e lo sa,
ma è solamente il modo, il fatto di dire
che noi abbiamo nascosto qualcosa. Infatti,
è stato detto che noi consiglieri comunali,
in primis il Sindaco, abbiamo nascosto
questo fatto, abbiamo nascosto un declassamento
che ci sarà dell’ospedale di Grottaglie.
Dov’è questo declassamento? Non sulla mozione
del dottor Lenti. Poi dicevo al consigliere
Traversa, che forse non c’era, che lui
aveva scritto questo post dove sembra che
ci sia un declassamento e che noi l’abbiamo
tenuto nascosto ai grottagliesi. Questo
è stato scritto. Poi cinquantasei persone
hanno condiviso questo post e, quindi,
magari hanno creduto che noi abbiamo nascosto
questa cosa. Non è vero, Ciro. Questo voglio
dire io.
La comunità grottagliese – non gli operatori,
toglici; noi siamo stati operatori durante
il Covid, abbiamo fatto di tutto, e lo
sai, però togli, togli tutto questo – ha
subìto tanto, da destra, da sinistra e
da centro. Abbiamo subìto tanto. Tutto
qua. Io volevo dire solo questo: accertiamoci
tutti prima di procurare un allarme nei
cittadini. Solo questo volevo dire. Non
è la mozione in sé e per sé del dottor
Lenti, perché è giusto che sia così. È
giusto che la presenti. Anzi, l’ho ringraziato
per aver ritirato la mozione, perché è
una persona intelligente.
Grazie.
Grazie.
Si era prenotato il consigliere Palmieri.
No, era prenotato il consigliere Palmieri
prima, volevo capire se ha ritirato… Prego.
Volevo solamente avere una risposta da parte del dottor
Lenti, e basta, perché conosco la persona,
la professionalità e anche il buonsenso,
solamente che nella mozione non ho trovato
traccia di… Solo questo. Poi, se ce la
darà la ringrazio.
Prego.
Mi toglie sempre il microfono. Lo fa apposta.
No, perché lampeggia. Pensavo si dovesse
cliccare… Va bene.
Sarebbe sciocco presentare una mozione
senza avere una documentazione in merito.
Lei si è fermato alla delibera di Giunta
regionale n. 134 del febbraio, quando invece
c’è un’immediata delibera del direttore
generale del 7 marzo 2022, ed è citata
nella mozione, nella quale, caro consigliere
Attanasio, non è un problema di allarmismo,
è un problema di realtà. Qui è scritto
a chiare lettere che l’ospedale di comunità
a Grottaglie non doveva farsi, perché è
scritto a chiare lettere, con delibera
immediatamente esecutiva, che gli ospedali
di comunità debbono essere – cito testualmente
– quattro. Invece lei, consigliere Palmieri,
si è attenuto all’ospedale di comunità
della delibera n. 134 della Giunta regionale,
dove comparivano due ospedali di comunità,
uno a Massafra e uno a Grottaglie. Ebbene,
non so per quali fini. Non credo per l’organizzazione
sanitaria, perché non si può aprire un
ospedale di comunità senza un bacino di
utenza almeno di 50.000 abitanti. Ebbene,
il nostro direttore generale, come ho detto
in premessa, ha cassato, su questa delibera
immediatamente esecutiva, Grottaglie dall’ospedale
di comunità e ha inserito Massafra, che
era inserito nell’atto deliberativo della
Giunta, ha inserito Ginosa, che non ha
mai avuto un ospedale, ha inserito Castellaneta,
che già ha un ospedale di primo livello,
ha inserito Martina Franca. Qui, su questo
atto deliberativo, immediatamente esecutivo,
manca Grottaglie. Oggi mi è stato assicurato.
Poi, qui parliamo di novembre, parliamo
di novembre 2023, parliamo di novembre
60000. In poche parole, la nostra mozione
è stata presentata a giugno 2022, caro
consigliere Palmieri, non è stata presentata
a ottobre. Se soltanto la Presidenza della
V Commissione, che dovrebbe vertere sulla
sanità, avesse presentato una convocazione
per discutere di queste cose, può darsi
che, alla luce di quello che credete e
vi illudete possa essere, sarebbe venuto
fuori: no, ma noi dobbiamo fare anche l’ospedale
di comunità a Grottaglie. Ma qui, da questo
atto deliberativo, non c’è la presenza
dell’ospedale di comunità a Grottaglie,
che è fondamentale, soprattutto non per
noi che abbiamo la capacità di camminare,
che non siamo ritenuti fragili, ma per
i soggetti fragili, che dovranno essere
sbattuti a destra e a manca perché abbiamo
già perso l’ospedalità di primo livello,
caro consigliere Attanasio. Noi non siamo
più ospedale di primo livello. E chissà
se saremo punto di primo intervento. E
chissà se avremo l’ospedale di comunità.
Per cui – la prego di venire a prenderne
visione – non possiamo fare interventi
su base politica su materie così delicate
con leggerezza, senza avere contezza di
quello che è realmente. E noi possiamo
parlare fino a dopodomani, ma sono le carte
che contano. E qui, su questo atto deliberativo,
immediatamente esecutivo, forse esclusivamente
a fini campanilistici, cosa che non siamo
capaci di fare noi, sono stati creati tre
ospedali di comunità sul versante occidentale
della provincia di Taranto e noi continuiamo
ad essere discriminati, abbandonati. Il
polo centrorientale è stato abbandonato
da qualsiasi politica sanitaria fino ad
oggi. Adesso aspettiamo il 2023 e vediamo
cosa succederà. Però, consentitemi almeno
di essere scettico su questa operazione.
Questa è la delibera e da questa delibera
lei evincerà che l’ospedale di comunità
a Grottaglie è sparito. Sono stati creati
– sulla carta per adesso, perché poi bisogna
vedere se verranno intercettati i fondi
del PNRR – tre ospedali di comunità nel
giro di venti chilometri, con un bacino
di utenza sì e no di 40.000 persone – lo
ripeto, tre – quando qui è scritto espressamente
e sulla delibera della Giunta regionale
è scritto espressamente che l’ospedale
di comunità deve avere almeno da 50.000
a 100.000 abitanti. E noi ci ritroviamo
tre ospedali di comunità nel giro di 5-10
chilometri. Per cui, aspettiamo novembre
2023.
Ripeto, ritiriamo la mozione. Comunque
saremo costretti, vista anche questa azione
pretestuosa… Perché se il consigliere Mingolla,
che, se non sbaglio, è anche Presidente
della V Commissione… Va bene, la sanità…
Non c’è una Commissione Sanità. Di fatti,
il settore sanità normalmente è accorpato
ai lavori della III Commissione consiliare,
quella delle politiche sociali e welfare.
Va bene. Ad ogni modo, se il Presidente
della III Commissione avesse avuto il buongusto
di convocarci e discutere di queste cose,
avremmo potuto anche risparmiare tempo.
Però, quantomeno l’abbiamo speso bene,
visti la presenza e l’impegno preso dal
direttore generale.
Grazie.
Grazie, consigliere Lenti.
Soltanto una precisazione. In riferimento
alla delibera che ha appena citato, in
mozione viene richiamata, oltre alla delibera
di Giunta regionale, la delibera n. 798
dell’ASL di Taranto, che ha ad oggetto
l’incarico di progettazione per i lavori
della casa di comunità di Laterza. È solo
una precisazione. Probabilmente è richiamata
un’errata delibera.
Qui è scritto “delibera n. 798/2022”, Presidente.
Esatto, delibera avente ad oggetto: “Affidamento
del servizio di progettazione e di fattibilità
tecnica ed economica, con opzione di progettazione
definitiva, della Casa comunità di Laterza”.
Non si parla di esclusione di una programmazione…
Assolutamente no, Presidente. Qui è scritto
chiaramente “Case di comunità” e riporta
l’elenco delle case di comunità. In poche
parole, se dovessimo mantenere la casa
di comunità, Grottaglie sarà equiparato
a San Marzano, sarà equiparato a San Giorgio,
sarà equiparato a sedi distaccate di poli
ambulatoriali. Questo la casa di comunità.
L’ospedale di comunità ha ben altra valenza,
perché presuppone – e l’ha detto anche
il direttore generale – la presenza di
venti posti letto delle patologie brevi.
Enzo, non entro nel merito. Semplicemente,
non avendo citato tu il numero di delibera,
volevo accertarmi che fosse effettivamente
la delibera n. 798.
Questa è, Presidente.
Probabilmente ho una versione in cui non
è richiamata la tabellazione.
Va bene. Può essere che non ci sia una
serie di allegati dietro…
Infatti. Probabilmente è questo. Grazie.
Ecco perché, nel momento in cui noi discutiamo
di problematiche che faranno bene alla
nostra collettività, noi discutiamo, parliamo,
mentre gli altri fanno i fatti. E vederci
mortificati nel perdere un’eccellenza,
un polo di eccellenza, che era l’ospedale
di Grottaglie, io da cittadino grottagliese
mi sento umiliato e offeso, soprattutto
per le alte professionalità che sono transitate
nell’ospedale di Grottaglie.
Grazie.
Grazie.
Ci sono altri due interventi, in particolare
il consigliere Traversa. Ovviamente valgono
le regole testé esplicitate per il consigliere
Lenti. Prego.
Intanto voglio dire che noi oggi al direttore
generale abbiamo detto, io ho detto di
fornirci appena possibile quelle che sono
le determine, cioè le cose per iscritto.
Oggi lo abbiamo ascoltato, e ci fa piacere,
caro Attanasio. Se tu le hai me le fai
vedere. Quindi, non puoi dire “allarmismo”.
Allarmismo perché non c’è nulla di determinato,
di deciso? Quando il direttore generale
metterà nero su bianco, come ho già detto,
l’ospedale di comunità, evviva. Ma al momento
il direttore non ha fornito questa cosa.
L’ha fornito a voce. Questo è il discorso,
scusami. Anche perché ho visto che tu annuivi
quando parlava il consigliere comunale
Lenti, quindi evidentemente conosci le
pratiche e sai che è così. E lo stai dicendo
anche adesso a me. Quindi, nessun pregiudizio.
Nessuno di noi ha avuto un pregiudizio
nei confronti del direttore generale dell’ASL.
Noi chiediamo, come hanno ribadito altri
consiglieri comunali, di conoscere le cose.
Se voi ci avete comunicato “abbiamo incontrato
l’assessore Palese sette mesi fa” e non
ci date l’oggetto, che adesso compare improvvisamente,
anche un po’ a livello di marketing in
maniera infelice oggi, non potete aspettarvi
che vi si dica che siete belli e bravi.
No, assolutamente non è così. Del resto,
la minoranza, gli altri 6.000-7.000 elettori
di questa parte quando devono sapere le
cose? E tramite cosa? Che l’avete incontrato.
Ma l’aveva esposto l’ordine del giorno
dettagliato del collega Mingolla. Quindi,
quell’incontro è andato a carte quarantotto?
Ancora nessuno mi ha risposto. Ha avuto
un esito? È positivo o negativo? Questo
voglio capire io. Peraltro, l’ho già detto
prima: se l’assessore Rocco Palese ha detto
“okay”, che cosa dobbiamo votare? Forse
lo saprà il collega Mingolla. Quindi, attendo
il suo intervento.
Grazie, consigliere Traversa.
Consigliere Mingolla, prego.
Premetto, senza alcuna nota polemica, che
è evidente che un chiarimento ci deve essere.
Intanto, per concludere la questione della
mozione del collega consigliere dottor
Enzo Lenti, quando cita la delibera n.
798, essa riguarda precisamente ciò che
diceva il Presidente, vale a dire l’affidamento
al RUP della casa di comunità nel comune
di Laterza.
Inoltre, per quanto riguarda l’ospedale
di comunità previsto dalla DGR n. 134 del
2022, abbiamo già detto che per il comune
di Grottaglie sono previsti sia la casa
di comunità che l’ospedale di comunità.
Poi, al di là di quelli che sono i finanziamenti,
che siano PNRR, che siano ex articolo 20
o che siano altri finanziamenti, come ha
detto il direttore generale, il nostro
ospedale di comunità nel comune di Grottaglie
verrà progettato e attuato non con i fondi
PNRR, come indica la delibera n. 798, ma
verrà progettato e attuato con gli 8,5
milioni di euro di finanziamenti diversi.
È chiaro? Scusate il tono della voce. Forse
lo dico per togliere un pochino di catarro
dalla trachea.
Detto questo, devo rispondere all’amico
e consigliere Traversa. È vero, siamo stati
a maggio dall’assessore regionale alla
sanità, è stato consegnato dal Sindaco…
Del fatto del punto di primo intervento
parliamo. L’altro aspetto, d’altronde,
lo abbiamo chiarito con il direttore generale,
che è un ordine del giorno che va direttamente
a lui. Questo ordine del giorno presentato
oggi – lo voglio ricordare a me stesso,
forse non sono stato chiaro – è composto
da due documenti, uno va al direttore generale
direttamente per l’organizzazione all’interno
del presidio, l’altro invece va all’Istituzione
Regione per quanto riguarda la rete dell’emergenza-urgenza
della Regione Puglia. Siamo stati a Bari,
è stato consegnato il documento, l’assessore
regionale alla sanità ha risposto: queste
sono le norme, però se i presupposti ci
saranno – io mi ricordo queste parole –
rimarrà aperto il PPI. Vedremo. Venendo
da Bari, non ricordo se era il 26 o il
27, adesso proprio non ricordo, il giorno
stesso dissi al Sindaco: domani convochiamo
la III Commissione, cominciamo ad informare
tutti e vediamo. La mattina dopo è uscita
sui social la mozione del dottor Lenti.
Al di là del fatto che ci ha indicato sui
social… Io personalmente non mi sono offeso
quando diceva che si meravigliava del fatto
che i consiglieri comunali ospedalieri
non consigliavano al Sindaco la strada
che bisognava percorrere. È vero, dottor
Lenti? Me lo ricordo io. Sui social ha
detto questo. No, è vero. Ed è vero perché…
No, scusami. Perdonami… Non è per polemica,
Enzo. Non è per polemica. L’ho detto in
principio: non è per polemica. Sono le
cose. E poi è saltato tutto, perché non
c’era più il momento di collaborazione…
L’ho detto. L’ho già detto. No, non hanno
più risposto. Hanno solo detto che c’è
un loro cronoprogramma di chiusura dei
punti di primo intervento. Ancora aspettiamo.
Da voci dette ufficialmente ancora niente.
Però, cosa crediamo, cosa credete, che
se il direttore generale è venuto oggi
a parlare del quartiere operatorio, del
riavvio al funzionamento, nessuno si è
chiesto perché e da chi questa pulce è
stata messa nell’orecchio del direttore?
Dice: ma perché non ci avete avvertito?
Ma la motivazione… Da noi, sì. Perché le
cose le facciamo e non le diciamo molte
volte, perché non facciamo i bandi. Però
che ci sia un difetto di comunicazione
tra maggioranza e minoranza è chiaro, è
evidente. Lo dice anche il fatto dell’ordine
del giorno di oggi, che, nonostante tutto,
va nella direzione di tutelare le condizioni
di salute della cittadinanza di Grottaglie.
Ci è stata fatta una comunicazione, che
io avrei capito. Ho capito anche perché:
forse per l’altro giorno quando c’è stato
il fatto dell’ex Ilva. Le capiamo queste
cose. Però, un conto è dire “ce ne andiamo
perché il dottor Enzo Lenti ritira la mozione”,
e ha fatto bene, secondo me, altra cosa
è dire “sediamoci un attimo, Sindaco e
Presidente di III Commissione, perché queste
cose le dobbiamo approfondire, quindi vediamoci
in Commissione e vediamole insieme”. No,
ci alziamo e ce ne andiamo, perché non
vogliamo votare l’ordine del giorno. Questo
significa ancora che quello che abbiamo
pensato noi, vale a dire che la salute
non deve avere colore politico, invece
viene rimarcato continuamente dalla minoranza.
Cos’altro dire? Non posso aggiungere altro.
Io spero soltanto che questa sia una parentesi
di contrapposizione, che poi è fine a sé
stessa, è effimera, perché sulla questione
salute – e voi lo sapete meglio di me –
la cittadinanza aspetta queste cose. Quindi,
se facciamo perdere il treno oggi dello
stare insieme, la politica, tutti insieme…
Anzi, io farei un invito al dottor Lenti:
siccome c’è un Sottosegretario in regione
di Fratelli d’Italia, potremmo portargli
questo ordine del giorno, ma insieme. Magari
lo modifichiamo, ci vediamo in Commissione.
Però, io ritengo che dobbiamo portare la
questione avanti quanto prima, prima che
questo punto di primo intervento lo chiudano,
perché oggi quel punto di primo intervento
è il punto di primo transito, arriva un
cittadino, arriva il pomeriggio e non si
può fare la radiografia, arriva la sera
e non si può fare niente. Allora non è
un punto di primo intervento. Quindi, mettiamoci
tutti insieme. Questo è quello che voglio
chiedere io in chiusura. Come lo vogliamo
fare, attraverso la Commissione? Adesso
vediamo il Sindaco che cosa pensa e voi
che cosa ne pensate per poter portare avanti
questa situazione, che veramente ci contraddistingue
e migliora la qualità del servizio sanitario
nella nostra comunità.
Grazie.
Grazie, consigliere Mingolla.
Non ci sono ulteriori interventi. Pertanto…
Li abbiamo consumati come quarto e quinto
intervento. Un attimo, diamo un ordine
ai lavori. Pertanto, verbalizziamo e registriamo
la chiusura del primo punto all’ordine
del giorno con il ritiro formale della
mozione protocollo n. 17762 del 08.06.2022
da parte del proponente, il consigliere
Vincenzo Lenti.
Passiamo all’ordine del giorno aggiuntivo.
Dichiaro aperta la discussione sull’ordine
del giorno aggiuntivo dell’odierno Consiglio
comunale. Ci sono interventi? Non ci sono
interventi.
Per dichiarazione di voto? Prego, consigliere
Traversa.
Per dichiarazione di voto, io suggerirei
di fare, come ha accennato il consigliere
Mingolla, cioè di andare in Commissione.
Grazie.
Grazie, consigliere Traversa, ci sono altre
dichiarazioni di voto? No. Pertanto, dichiaro
chiusa anche la fase di dichiarazione di
voto.
Chiusa la discussione sull’ordine del giorno
aggiuntivo, passiamo alle fasi di votazione
dell’ordine del giorno aggiuntivo. ovvero
l’ordine del giorno ai sensi dell’articolo
15 del Regolamento di funzionamento del
Consiglio comunale presentato dai dodici…
Chiedo scusa. Prego, Sindaco.
Presidente, in linea di massima, anche
se vediamo solo la presenza del consigliere
Traversa in questo momento… Io dico semplicemente
questo. Se ne vanno tutti perché giustamente
è la vigilia dell’Immacolata e immagino
che ci siano da fare le pettole.
È chiaro il ragionamento di discutere delle
questioni. Io condivido l’idea di passare
dalla III Commissione, va bene. Tra l’altro,
è il percorso che aveva individuato il
consigliere Mingolla. Peraltro, arriviamo
a questo percorso non perché ci impuntiamo
a non fare le Commissioni, ma perché in
Consiglio comunale, qualche giorno prima,
avevo annunciato che sarei andato dall’assessore
Palese, insieme al Presidente della Commissione,
e all’epoca il collega Bais non poté venire
per ragioni di salute, e andammo a discutere
di questo, e venne anche il collega Attanasio,
per ragionare su questo e poi tornare e
portarlo in Commissione, ma immediatamente,
il giorno dopo la nostra andata a Bari,
fu presentata la mozione, dicendo delle
cose che non sono vere. Non è vero assolutamente
che il nostro ospedale di comunità è stato
chiuso e non verrà fatto. È e rimane un
atto deliberativo della Giunta regionale,
che non è modificabile dal direttore generale.
Questo che sia chiaro. Quello che fa il
direttore generale è ragionare sulle nuove
case di comunità, ragionando su fondi PNRR.
Il nostro fa parte di un riordino ospedaliero
che è immodificabile dal direttore generale.
A meno che non ci sia una… Questo proprio
per il principio delle fonti normative.
Io ascolto, ma non voglio fare il giurista
né quello che ne sa di più degli altri.
Mi sto zitto perché capisco il dibattito
politico. Però, siccome lo chiedi e apprezzo
il fatto che tu voglia discutere di questa
cosa, anche se ne abbiamo già discusso,
politicamente credo che sia importante
dare il segnale a te, che sei persona seria
in questo momento a rimanere qua su un
tema così importante. Del resto, su questo
tema si è detto tanto, si sono fatti i
manifesti, si è detto “chiude, manifestiamo,
protestiamo”. Quindi, chiudo veramente
dicendo che la comunicazione è una comunicazione
che arriva in un ragionamento di costruzione,
non di distruzione. Se, però, ci sono le
posizioni in cui dobbiamo attaccare tutti
e tutto… Il consigliere Lenti ha detto
che io non mi sono presentato alla Conferenza
dei Sindaci, cosa che non esiste. Non esiste
questo ragionamento. Quindi, si parte da
illazioni politiche che non hanno fondamento,
giusto per screditare intanto l’Amministrazione,
ma anche nel parlare male tanto per parlar
male.
Detto questo, il lavoro costante che abbiamo
fatto nell’interloquire con la Direzione
generale e l’assessore regionale meritava
un approfondimento, che non è stato fatto
per un posizionamento politico di Fratelli
d’Italia, che ha voluto mettere il cappello
su una cosa che io ho comunicato in questo
Consiglio comunale rappresentando i passaggi,
che evidentemente andava a condividere
cosa se c’era già una posizione contro
l’Amministrazione? Quindi, forse in questo
confronto sarebbe stato opportuno anche
da parte della minoranza, che può convocare
le Commissioni o chiedere un incontro,
dire: che avete detto in quella riunione?
E non partire sparati contro. È chiaro
che, se si parte sparando contro, ognuno
poi resta sulle proprie posizioni. Però,
vogliamo superare questa fase? Io dico
che siamo d’accordo: andiamo in III Commissione,
riaffrontiamo e ridiscutiamo il documento
che è stato condiviso dalla maggioranza,
fermo restando, però, che poi dobbiamo
ritornare in Consiglio comunale per approvarlo.
Ci diciamo di sì?
[…] va bene lo stesso, sottoscritto a nome
di tutti. Però, ripeto, mi è sembrato un
po’ una caduta un’Istituzione che consegna
un documento di un’altra Istituzione brevi
manu. Cioè, brevi manu implica un non protocollo.
Se poi deve essere un atto ufficiale, si
può anche non fare il Consiglio, però deve
essere un atto ufficiale che venga consegnato
non brevi manu all’assessore Palese, ma
con la sottoscrizione e con il processo
di invio di documenti o di richieste da
un Assessorato. Solo questo dico.
Alfredo, per essere chiari fino in fondo,
io in quel Consiglio comunale avevo già
detto che avremmo avuto un incontro politico
con l’assessore. Dissi pure che non è neanche
della mia parte. La chiarii questa cosa.
E in quel Consiglio precisai che avremmo
rappresentato questa necessità, punto.
E abbiamo scritto un documento, che abbiamo
consegnato, il quale non è stato oggetto
di una deliberazione da parte di nessuno,
per il semplice fatto che l’assessore su
quel documento ha preso un impegno politico
dicendo: guardate, io non vi posso garantire
nulla perché la situazione è confusa; tra
l’altro io sto da poco, quindi ritengo
non corretto questo modo di procedere,
e non lo dirò solo per Grottaglie, ma pure
per gli altri punti di primo intervento
che possono essere oggetto di una modifica,
un taglio. una chiusura, una riconversione.
Lui non condivide proprio quella impostazione.
Però, aggiunse: è una discussione che faremo
politicamente non appena avrò il quadro
completo di tutto. Così come non sapeva
di alcune questioni che riguardavano l’organizzazione
dell’ospedale. E quella che abbiamo dato
al direttore generale… Io mi sono anche
premurato di dire al direttore generale:
guarda, non è per mancanza di fiducia nei
tuoi confronti, ma noi quello che ti abbiamo
detto con quel documento – parlo del documento
che hai anche tu oggi – lo daremo all’assessore
perché non vogliamo poi cadere nell’errore
che domani uno non sa quello che è stato
detto all’altro. E abbiamo rappresentato
anche le criticità che il direttore generale
ci aveva rappresentato rispetto a certe
cose, cioè i medici e le cose che abbiamo
già detto durante questa discussione. L’assessore
ha detto: guardate che noi stiamo lavorando
per richiamare i medici in pensione, però
abbiamo bisogno di tempo. Tra l’altro,
c’era un problema: in questi giorni è uscita
la notizia che è stato finanziato in modo
cospicuo il Fondo regionale sanitario con
ulteriori somme, che è uno dei problemi
legati all’assunzione di personale, problema
che l’assessore stesso ci aveva rappresentato
in quel contesto. La questione è in itinere.
Ora bisognerà capire cosa accadrà a valle
di questo. Quindi, ragioneremo se e in
che modo ci saranno i medici, e non solo
gli ortopedici, ma ci sono carenze strutturali
di non poco conto. Ecco perché non c’è
stato un atto. Anche perché nel momento
in cui noi andavamo a impegnare formalmente
un atto in Consiglio comunale era un po’
come dire: hai parlato con me, ci siamo
detti delle cose e ora mi fate l’atto di
Consiglio. Poteva essere poco corretto
nei confronti di un’Istituzione con la
quale c’è stato un ragionamento.
Questo agevola ancor di più la richiesta
di spostamento, perché ne abbiamo discusso.
Per me va bene in III Commissione. Dopodiché,
è chiaro che ritorneremo a bomba, dopo
le feste, con l’assessore per capire come
quadrare questa cosa, appunto, di un intervento.
Io già so che dirà: ancora non siamo nelle
condizioni di dire niente. Ma dobbiamo
tenere in caldo la questione.
Questo è tutto quello che è stato fatto
in questo momento. È un ragionamento che
era stato messo in campo. Però, è chiaro
che forse un’interlocuzione anche informale
nel dire che si sta facendo su questa cosa,
facciamo la Commissione e parliamone può
aiutare. Non è per forza l’atto positivo
in Consiglio che aiuta. Anzi, non aiuta
niente, perché poi crea le spartizioni.
Per questo credo che possa essere accolta
la proposta del consigliere Mingolla di
riportarlo in III Commissione. Però, è
un atto che a questo punto poi dovrà essere
comunque riportato in Consiglio, con la
condivisione di chi ci sarà. Per cui, io
penso che possa essere accolta la proposta.
Grazie, Sindaco.
Registro, oltre che la volontà del consigliere
Mingolla, anche la volontà del Sindaco,
entrambi firmatari dell’ordine del giorno,
pertanto c’è anche il ritiro, con rinvio,
su proposta anche del consigliere Traversa,
ai lavori della III Commissione consiliare
della discussione e dell’approvazione dell’ordine
del giorno aggiuntivo.
Vi ringrazio e dichiaro chiusi i lavori,
alle ore 12.50, dell’odierno Consiglio
comunale… No, c’è il rinvio. Va bene, chiedo
scusa.
Chiedo, pertanto, ai consiglieri di esprimersi
sul rinvio dell’ordine del giorno aggiuntivo
ai lavori della III Commissione.
Dichiaro chiuse le fasi di voto: presenti
15 consiglieri, votanti 15, favorevoli
15.
Grazie.
Dichiaro chiusi i lavori del Consiglio
comunale alle ore 12.50.
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