All language subtitles for Il sorriso del grande tentatore (1974)

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Original subtitles

Chi si prepara a partire e lo fa

solo per voglia di cambiare...

...ha l'animo come un foglio di carta

intatto...

...su quale chiunque può scrivere cose nuove.

Se non fosse così...

...forse tutto sarebbe andato diversamente.

Posso parlarle un momento?

Grazie.

Poi le dirò il perché, ma lei ha

tirato subito la mia attenzione.

Mi chiamo Badensky, Monsignor Badensky.

Io vengo molto spesso qui a prendere il

caffè.

Lei forse non si è neanche accorto di

me, vero?

No, mi pare vagamente.

Io invece l'ho osservata molto...

...e quando ho saputo che lei è scrittore...

...e specializzato in studi storici...

...ho subito cercato qualcuno dei libri che lei

ha pubblicato.

E così ho detto a me stesso...

...quest'uomo scrive con la grinta di un

grande avvocato difensore.

Io credo che le piaccia battersi per le

cause più disperate.

Mi scusi, ma io non vorrei rubarle troppo

tempo.

Mi permetta di spiegarle perché desideravo parlare con

lei.

Ecco, vedi, io ho un libro da scrivere

da molto tempo.

Ma scrivere non è il mio forte.

E credo che potrebbe aiutarmi lei.

Con molto piacere, ma vedi, sto per partire.

Non potrebbe rimandare di un po' la sua

partenza?

O naturalmente dietro compenso.

Io avrei pensato...

Va bene così?

Sì, ma non accetto lavori che non possano

interessarmi.

Sono sicuro che la interesserà.

È una storia che io ho vissuto, un

importante documento.

Io vede, io so come si svolsero i

fatti.

Ma per descriverli bene...

...occorre talento.

Quello che scrivo io non convincerebbe nessuno.

Ad ogni modo, caro amico, è inutile star

qui a parlare.

Venga con me, le mostrerò il materiale.

Così giudicherà lei stesso se vale la pena.

Io abito qui vicino, in un convinto religioso.

Dieci minuti, poi se vuole dice di no.

Vuol sapere da che cosa ho capito che

lei era proprio quello di cui avevo bisogno?

Dal modo con cui lei tratta le persone.

I camerieri, tutti, insomma.

Il modo in cui ascolta è piuttosto raro.

No, no, lascila, prego.

Troveremo una camera per lei nell'ala riservata

agli ospiti fissi.

Dove sto anch'io, molto tranquillo.

Quello che ci vuole per il nostro lavoro.

Sorella, vuole avvertire la signora che siamo arrivati?

Quel posto era assolutamente diverso da ogni altro

conosciuto prima.

Forse era questa novità far sì che io

mi abbandonassi un po' passivamente a quello che

mi stava succedendo.

Sa' comodi, Monsignore.

Vado ad avvisare la signora Contreras.

Grazie, sorella.

Un primo acconto per il suo lavoro.

La signora Contreras vorrà un mese di letta

anticipata.

È un'amministratrice di ferro.

Devo riflettere sulla sua proposta, non ho ancora

capito...

Buongiorno, signore.

Monsignore.

Il signor Rodolfo Solina, la persona di cui

le ho parlato.

La signora Emilia Contreras.

Buongiorno.

Buongiorno.

E quanto si fermerà?

Beh, dipende...

Un mese al massimo.

Monsignore aveva prenotato per lei la stanza numero

12.

La cucina all'ingresso.

Queste sono le regole della casa.

La prego di leggerle.

La chiave della sua camera è quella del

portone.

Firmi quel foglio, prego.

Per conoscenza e accettazione delle nostre regole.

L'abitudine sarebbe una mensilità anticipata, 120.000.

La sua ricevuta.

Eh, no!

Lei non può licenziarmi così, signora Contreras!

Non è mica giusto, sa'?

Signora, come si permette di entrare senza neanche

bussare?

E poi le ho già detto che in

cucina non ammetto sporcizia.

Ma quale sporcizio?

Sì?

Chi è?

Signora?

Sì, signor Geraldine.

I rendiconti?

I rendiconti del trimestre sono pronti per la

sua firma.

Li ho finiti ieri sera tardi.

Li ho in camera mia.

Voglio esaminarli.

Sì, certo.

Subito.

Si guardi le unghie.

Monsignore, sia gentile.

Accompagni lei e il signor Solino alla sua

camera.

Sì, certo.

Venga.

Le sembrano sporche.

Eh?

Siamo lì.

Ecco le sue carte e la liquidazione.

E si ricordi, lei è stata trattata equamente.

Cosa le avevo detto, di ferro.

Di dov'è?

Boliviana, di madre inglese.

Ehi, ma che cosa fai qui?

Lo sai, no?

Che non ti vogliono vedere in giro.

Non devi uscire.

Bello.

Signor Solino, è qui.

Venga, venga.

Beh, che ne dici?

Te l'ho tenuta riservata perché è la

più tranquilla.

C'è il suo bel tavolo, dove può

lavorare.

Una buona lampada.

Si sieda, provi.

Ora stia attento.

Se per caso qualcuno si ferma fuori per

ascoltare.

Interrompe il raggio di luce.

Non si meraviglie.

Fanno la spia, io lo so.

La mia camera è in fondo al corridoio.

Metta a posto la sua roba e venga

a vedere il materiale.

Scusi un momento.

Le dispiacerebbe dirmi almeno cosa dovrei scrivere?

Le mie memorie.

Le sue memorie?

Io?

Ma sì, è la storia dell'occupazione.

La guerra.

I russi.

I tedeschi.

E poi di nuovo i russi.

Vedi, io sono polacco.

Cerca la camera di Monsignor Badeschi.

Numero 22.

Grazie.

Allora, che dobbiamo scrivere?

Un colorito diario di guerra o una ringa

di difesa?

Un colorito diario di guerra che valga come

difesa.

Per quale tipo di lettori?

Per il momento per i miei superiori.

Poi col tempo si vedrà.

L'importante è che lei si metta subito

al lavoro.

Qui c'è la carta e la macchina

da scrivere.

Allora, Monsignore, mancano solo le rotative per stampare.

Amico mio, non mi deve prendere in giro.

Lo so, i vecchi...

I vecchi sono ridicoli, pieni di fissazioni.

Ma non è caso mio.

Per quel poco che mi resta da vivere.

Questo vuol dire tutto per me.

Avanti.

E gli erbi che trattano nostra e i

nostri riscaldati soffrono sempre riscaldate e chi è

il suo benedicto?

Nobis morto quixilium estet.

O Clemens, o Pio Dulcis Virgo Maria.

La principessa non c'è.

Chi è lei?

Parla un suo amico arrivato da Boston.

Un compagno del college.

Principe Ottavio, posi quel telefono.

Pronto.

Sa benissimo quali sono gli ordini.

Pronto.

Sono una peste.

Dovrei essere punito.

Non ho il diritto di usare il suo

telefono, di invadere il suo ufficio, di infrangere

le regole.

Quindi a letto senza cena.

Dovrei vergognarmi di me stesso.

Cosa c'è?

Deve scusarmi, ma per questo non c'è

posto sul mio tavolo.

Può mettere lì.

Ma hanno detto che viene dalla Bolivia?

Sì.

E molto che lavora qui?

Da diversi anni.

E non esce mai?

Sì, qualche volta.

Non è troppo socievole.

Non ne ho il tempo.

Io penso che un ambiente così finisca per

sé dura.

L'ordine, le sorrine tutte linde, i cori

in chiesa, il suono delle campane.

Qui c'è anche molto da fare.

Vieni a fare colazione?

Ho mangiato, grazie.

Scusi, ne serve altro?

Non ho niente.

Buon lavoro.

Buongiorno.

Sono ingiusta.

Spesso maltratto e omiglio i miei dipendenti.

La preghiera non ti aiuta?

Vado in chiesa tutti i giorni.

Mi inginocchio davanti all'altare, ma non riesco

a concentrarmi nella preghiera.

Cattivi pensieri?

Sì, sempre.

E quell'altra cosa?

Ancora.

Quante volte?

Ogni notte?

No.

Solo quando...

quando mi sento più sola.

Fino all'orgasmo?

Sì.

A cosa pensi in quel momento?

O dovrei dire a chi?

Sempre a quell'uomo?

A quel Luis Machado?

Perché non cerchi di scacciarlo dalla tua mente?

Non ci riesco.

Certo, un atto di autoerotismo è meno grave

di un rapporto carnale con un uomo.

Non ci sarà stato anche questo, voglio sperare.

No, da sola, e basta.

Devi promettere di resistere a questo peccato con

tutte le forze.

Sì, padre, lo prometto.

Ma alle volte, proprio quando riesco a controllarmi,

mi sembra che la fede si indebolisca.

Invece il peccato sembra che mi avvicini ancora

di più a Dio.

Sofisma diabolico.

Ma che vorresti farmi dire?

Che devi peccare di più per rafforzare la

tua fede?

Tutto quello che penso è falso e contorto,

mi odio e mi disprezzo sempre di più.

C'è almeno questo di buono in te

che lascia sperare.

Coltiviamo questa piccola virtù.

Sì?

Sì, suor Geraldine.

Sì, è qui.

Sì, mi rendo conto.

Sei dispensata dal digiuno.

Perché?

Perché non posso digiunare?

Cosa le ha detto, suor Geraldine?

Che sei un po' esaurita, ecco tutto.

Gliel'ha detto il dottore?

Sì.

Il dottore dice che devi nutrirti.

Ragazze, riordinate subito, siamo in ritardo per il

secondo turno.

Tutto bene, eccellenze?

Benissimo, grazie, signora.

Buongiorno, principio.

Buongiorno, signora.

Buongiorno.

Buongiorno, professore.

È il professor Villa.

Teologo.

Molto complicato.

Quello che è con lui è padre Monaldi.

Un'ex prete operaio.

Ah, e che ci fa qui?

Esercizi spirituali.

Li fa anche lei, principe?

Ti prego, chiamami Ottavio.

Ma sei un principe, no?

Io cerco di scordarmelo.

Capisci, abbiamo avuto quattro cardinali in famiglia.

E anche un papa.

Com'è che Mosino Orbadensche ti manda in

giro solo?

Non si sentiva bene stamattina.

E come va il lavoro?

Che lavoro?

Andiamo, dai.

A battere tutta la notte.

E so anche che cosa state scrivendo.

Ma tu non sai che se i russi

si fossero trovati il tuo Badensche tra le

mani alla fine della guerra, l'avrebbero spellato

vivo.

E non ti preoccupare.

Non parlo con nessuno, io.

Buono questo melone, vero?

Quello è il vescovo Marquez.

Vedrai che viene qui e ti parla di

Cuba.

Buon appetito.

Buenos dias.

Buenos dias, señores.

Ho sentito, me lo diceva ieri il principe

che lei è stata a Cuba di recente.

Si, un paio d'anni fa.

Sono dieci anni che manco da lì.

Ah, si?

Posso?

Certamente.

Grazie.

E la gente al mio paese, com'è?

Come se la passano adesso vuol dire?

Si.

Dipende dai punti di vista.

Ai miei tempi Cuba era un bordello per

i turisti americani.

Ora non più, questo no.

Il suo tavolo è pronto, eccellenza.

È meglio che vada.

Prima che mi prenda troppa nostalgia.

Hasta luego.

Ti piace quella donna?

Quale donna?

Ti piace, eh?

E magari ti chiedi come mai una così

bella creatura butti via la sua vita qua

dentro.

Bene, dimmelo tu.

È l'amante del vescovo Marquez.

Va in camera sua tutte le notti.

Lui è un toro.

Devono farne di tutti i colori quei due.

Ha certe occhiaie, lei, la mattina?

Ma che prove hai?

Accidenti come te le bevi.

Ma no, t'ho detto una balla, povero

Marquez.

Il suo unico amore si chiama Cuba.

Questo è il suo dramma.

Una lontananza molto penosa.

Mentre per lei il dramma è di essere

bella, capisci?

Hai un'idea di che significa essere una

bella donna qui dentro?

Si combina per sembrare brutta, direi.

Peggio, errore fondamentale.

Irrita anche di più queste sue racce.

E ti chiarivi un po' tardi alla messa.

Non le rivolgono più la parola per giorni

e giorni.

Ma non sarebbe così se lei fosse brutta

o gobba.

C'è una cosa che non capisco.

Cosa?

Perché resta qui.

Se oggi esci, me lo fai un favore?

Telefona a casa e chiedi se mia sorella

è tornata dall'America.

Di che sei arienti?

L'antiquario?

E che vuoi sapere se la principessa Alessandra

è tornata?

Perché hai dei ventagli antichi da mostrarle?

Lo farai?

Perché no?

All'alba gli ultimi sovietici lasciarono la città

mentre stormi d'aerei tedeschi li inseguivano come

cacciatori dietro una preda ferita.

Feci suonare le campane e allora la mia

gente, timorosa dapprima poi sempre più risoluta, venne

fuori dalle case e tutti distinto corsero verso

la chiesa.

Eccellente.

Vada, vada avanti.

Tutto a un tratto un giovane eleva la

sua voce.

Il suo è un grido rabbioso.

A morte tutti i traditori.

No, no, sì, è vero che gridò, ma

non era rabbioso.

C'era come una pena in quella voce.

Sì, vabbè.

C'era come una pena nella voce del

giovane.

Non le è apparso che ci fosse qualcuno

fuori a spiare?

Beh, francamente no.

C'era.

C'era, c'era, altro che...

Dove eravamo?

Ah, sì.

Ci vuole uno scrupolo assoluto, amico mio.

Anche nella precisa scelta delle parole.

Naturalmente lei ci metterà il suo stile, ma

prima di tutto questo deve essere un libro

di verità.

Insomma, si devono convincere che io non ho

fatto che il mio dovere è pastorale.

Chi?

I suoi superiori?

Vivono nella bambagia i signori dei palazzi vaticani.

Mentre io stavo lì, ero in prima linea.

Vedevo il comunismo e l'ateismo avanzare.

I nemici di Dio e della Chiesa marciare

inesorabili.

Anche un'altra aveva la stessa paura.

Cosa vuol dire?

Lei ha fatto esattamente come Papa Pio XII.

Non mi metta delle trappole, amico mio.

Ma parlano i fatti.

Pio XII non si oppose ai nazisti?

Perché essi combattevano i sovietici comunisti e atei.

Lei ha fatto quello che ha fatto lui.

Non posso coinvolgere un Papa, un grande Papa,

nelle mie questioni personali.

Nella sua posizione...

Poteva giudicare meglio di lei proprio per questo.

Lei a quel tempo sapeva che c'erano

le camere a gas?

No, no.

E come potevo?

Lui sì.

Mi dispiace, quello che dico la sconvolge.

Ma deve credermi, solo se usa questo argomento

dovranno per forza assolverla.

Anche a me...

Devo confessarlo.

Anche a me è venuto questo pensiero indegno.

Una tentazione.

Ma io l'ho sempre respinta.

Allora non ne parliamo più.

Avanti!

Mi scusi, Monsignore.

No, no, niente.

Sono ben lieto di vederla, Signora.

Suo Gerald mi vuol forse parlare?

No, non mi ha detto niente di lei.

Mi aveva promesso il suo interessamento in Vaticano.

Sono dieci anni dalla mia prima domanda d

'udienza.

Ho aspettato, ho sperato.

Che devo fare?

Adesso...

Adesso sono un vecchio.

Riferirò il suo messaggio.

È al Signor Solina che devo parlare.

Scusi, Monsignore.

Allora?

Si tratta del Principe Ranieri d'Aragona.

Se si rivolge a lei per un qualche

favore, la prego di non dargli retta.

Ho già promesso di aiutarla.

Allora non mantenga la sua promessa.

Signora, non mi tratti come una delle sue

cuoche.

No, che cosa dici?

Perché sta tremando?

Ma io non tremo affatto.

Perché evita sempre di guardarmi?

E se non aderisco alla sua richiesta?

Suor Geraldine verrà informata.

Ah, sì?

E chi è questa Suor Geraldine?

La superiore, la fondatrice del convitto.

E questo le dà il diritto di intromettersi

negli affari personali di chiunque viva sotto questo

tetto?

Sono anche affari suoi.

Comunque mi rendo conto che dovrò informarla.

Quella signora Contreras.

Spia, spia, spia!

È la sua natura!

No, no, non prendertela con lei.

Sei tu che vorresti usarmi come uno strumento.

E questo non mi piace.

Perdono, perdono, finiamola.

E mi vuoi spiegare perché non puoi telefonare

a casa?

È una promessa che ho fatto.

Beh, questa

chi è?

Chi è la tua ragazza?

È una cosa seria, roba da matrimonio?

Ah, loro non vogliono fartela sposare.

Non si può.

Principe Ranieri d'Aragona.

Non mi dire che è perché è povera.

No, non è possibile.

Forse perché non appartiene ad una famiglia attitolata.

È mia sorella.

Il nostro fratello ci ha scoperto e l

'ha detto mio padre che l'ha detta

mia madre.

Scena isterica.

Così lei l'hanno spedita a Boston in

un collegio e me qui sotto le cure

spirituali di un confessore gesuita.

Ci scrivevamo dei bigliettini che nascondevamo in giardino

dietro un cespuglio.

Un'estate che lei era malata e doveva

stare a letto mi disse hai mai baciato

una ragazza?

E io ho detto no.

E lei mi ha detto vuoi provare con

me?

No.

Ma fammi capire una cosa.

Monsignor Badeschi ha collaborato con i nazisti.

Tu sei colpevole da amare tua sorella.

E gli altri?

Quali altri?

Ma dai, Ottavio, forza!

Il professor Villa, per esempio, che accidenti ha

fatto!

Dicono che è su posizioni eretiche.

Teologicamente.

E padre Monaldi?

Ha provocato degli scioperi, con conseguenti morti tra

operai e poliziotti.

E il vescovo Marquez?

Ha combattuto a Cuba, a fianco di Fidel

Castro.

Sì, perché lui accusa la Chiesa di essere

sempre dalla parte dei ricchi.

Contro i poveri.

Ma non è di queste persone che tu

vuoi parlare.

Tu vuoi sapere qualcosa della signora Contreras.

Attento, però.

Ti spezzerà il cuore.

Non ti preoccupare.

Non ti preoccupare.

L'uomo che ha sposato in Bolivia era

un ufficiale della polizia politica.

Sai, di quelli che torturano.

Poi cosa va a capitare alla poveretta?

Si innamora di uno del fronte rivoluzionario clandestino.

Di quelli che sparano a quelli che torturano.

Un bel giorno viene a sapere che stanno

per catturare l'amante.

E allora cosa fa?

Corre ad avvertirlo.

Risultato?

Il marito si becca una pallottola nella schiena.

L'amante fugge.

Lei è in prigione, condannata a morte.

E poi?

E poi?

Poi un giorno è capitata qui.

Potenza della chiesa.

E adesso siamo tutti sotto le cure di

Sir Geraldine.

La quale ha una sola ossessione.

Quella di imitare Santa Teresa di Avila.

Lei ha una cartella personale per ognuno di

noi.

Che tiene un suo schedario segreto.

Come i raggi X della nostra anima.

E ti adatti ad una vita così?

Non ce la fai ad andartene?

Andarsene?

Come si fa ad andar via da quello

che uno ha dentro?

Avanti!

Signor Solina?

Sì?

Sir Geraldine vorrebbe parlarle.

Un attimo, padre Morelli.

Subito.

Ma veramente non c'è scritto nelle regole

della casa che bisogna scattare agli ordini di

questa Sir Geraldine?

E va bene.

Come si chiama l'antiquario di famiglia?

Arienti.

Un momento.

Pronto?

Casa Ranieri d'Aragona?

Sì?

Sono Arienti, l'antiquario.

Vorrei sapere se la principessa Alessandra è tornata.

È tornata ieri.

Ah, benissimo.

Avanti.

Signor Solina.

Buongiorno.

Sir Geraldine.

Signor Solina, trovo strano che lei rifiuti una

raccomandazione che le era stata fatta con cortesia.

Dava l'impressione di un ordine più che

di una raccomandazione.

No, no, l'intenzione era buona ma forse

lei non ha capito.

Infatti, ma ho capito dopo.

Ottavio mi ha raccontato tutto.

Ah.

Era meglio se non l'avesse fatto.

Non è abbastanza grande per risolvere i suoi

problemi?

Gli anni contano poco.

L'uomo non è mai in grado di

curare da solo i mali della propria anima.

Questo lei lo saprebbe se fosse un credente.

Come sa che non lo sono?

Il suo atteggiamento.

È molto che conosce Monsignor Badenschi?

Solo pochi giorni.

Immagino che lei sappia che gli do una

mano nel preparare la sua autodifesa.

Spero che lei possa essergli d'aiuto.

Non lo so.

Non lo so.

Apprezzo la sua sincerità ma ci sono casi

in cui il dire la verità può fare

del male.

Lei vuol parlare d'Ottavio, vero?

È tornata a Roma la sorella, lo sa?

Lo so.

L'ha detto anche a lui?

Non ancora.

Non glielo dica.

Devo mentire?

Per il suo bene.

Non è ancora tornata e non si prevede

che possa tornare.

È chiaro?

Molto chiaro.

Anche se penso che tenerli separati sia il

rimedio peggiore del male.

Lei cosa suggerisce?

Se ne stare internato qui ben protetto come

nel grembo di sua madre che diventi uomo.

La chiesa aiuta a diventare uomo ma nel

modo giusto.

Lo so.

Lui è felice di rimanere in questa culla

dove gli si dice quello che deve e

quello che non deve fare.

Invece bisogna che impari a decidere da solo.

Io ho più fiducia in un metodo graduale

basato sulla meditazione e la preghiera.

È vero che deve fare la sua scelta

ma quando sarà così forte da scegliere secondo

la legge di Dio?

Temo che qua dentro diventerà solamente più debole.

E io temo che lei lo confonderà ancora

peggio con le sue idee poco ortodosse.

Non creda che sia un problema semplice, signor

Solina.

Posso chiederle come un favore personale di non

complicarlo di più.

Lasci che provvede il confessore e la misericordia

di Dio.

Avanti!

Bene, uno di questi giorni spero che parleremo

anche un po' di lei.

Finirò anch'io nello schedario.

Nessuno finisce di dentro se proprio non vuole.

Sorella, impari a memoria la massima che ho

scritto sulla lavagna.

Spesso divento irascibile soprattutto con i miei dipendenti.

Poi me ne pento ma in quel momento

non so controllarmi.

Una piccola contrarietà mi esaspera.

Vi faccio un esempio.

Quando Sir Marta si gratta la testa io

la prenderei a schiaffi.

Padre Monaldi, qual è la sua opinione?

Dovrebbe vivere un po' tra i baraccati.

E lei?

La colpa è sua che la fa lavorare

troppo.

Le occorre una bella vacanza.

Ma che cosa dice?

Che io sto benissimo così.

Mi sembra che la signora con la sua

confessione voleva dire...

Scusi eccellenza.

Sarebbe meglio non usare la parola confessione per

queste riunioni.

Siamo tutti capaci di distinguere fra una riunione

comunitaria come questa e il santo sacramento.

Sua eccellenza lo sappiamo tutti ha perduto di

vista questa distinzione già in passato.

Teneva confessioni collettive a Cuba nonostante di vieti

ecclesiastici.

L'obbedienza non è sempre una virtù.

Non sono d'accordo.

E io non sono d'accordo con queste

polemiche.

Sua eccellenza stava parlando della signora Contreras.

La signora Contreras volevo dire ha quasi paura

del prossimo.

È troppo chiusa in sé.

Il suo amore per l'umanità si è

inaridito e allora lei riserva tutto il suo

affetto per un gattino.

È questo sorella che volevo dire se non

mi avessero inutilmente interrotto.

Cos'è peccato affezionarsi a un gatto?

Evidentemente lei non ha capito il senso di

quello che ho detto.

No, prego, risponda la domanda.

Sua eccellenza intendeva dire che noi a volte

sciupiamo l'amore che dovremmo dedicare a Dio

e al nostro prossimo su cose misere e

futili.

Un animale, una macchina, abiti di lusso, sigari.

Lei non immagina quanto volentieri smetterei questo viziaggio.

Ma non ce la fa.

Ma lei non vorrà dire che io amo

un sigaro.

Sua eccellenza si dovrebbe vedere tutte le volte

che ne prende uno nuovo.

Il modo con cui lo libera dal cielo

e se lo rigira vicino all'orecchio è

un rituale.

Peccato che lei non possa vedersi quando sceglie

le sue pietanze, soprattutto il formaggio e il

dolce, mon signore.

Lei padre ha ragione.

Fra le mie molte debolezze c'è qualche

peccato di gola a volte.

Grazie di avermelo segnalato.

Cercherò di emendarmi.

Non vi pare che stiamo un po' perdendo

il senso delle proporzioni?

La proporzione delle nostre colpe non è sempre

quella che sembra.

Un buongiorno detto con animo cattivo può essere

peggio che rubare, ma sta a Dio giudicare,

non a noi.

Quanto è giusto.

Solo Dio può giudicare.

Eppure c'è stato qualcuno pronto a condannare

chi ha commesso una sola colpa.

Quella di voler aiutare i poveri.

Di questo suor Geraldine non abbiamo mai parlato

qui.

Eccellenza sappiamo tutti che è nostro dovere cristiano

aiutare i poveri ma oltre che ai loro

corpi bisogna pensare anche alle loro anime.

Principe Ottavio perché non ci parla un po'

di sé?

Direi che non ho niente da dire.

Niente?

Niente.

Non ha chiesto per caso a qualcuno di

telefonare a casa sua?

Chi l'ha detto?

Il signor Solinna.

È una menzogna.

È una persona degna di fede.

E questa volta ha mentito.

O mente lei.

ci gode vero a

vedermi così?

Al contrario il mio cuore è angustiato per

lei.

No lei è felice per avermi umiliato.

Lei mi conosce male Principe Ottavio.

E lei conosce se stessa?

Esamine la sua coscienza suor Geraldine.

Padre Monaldi No ho anch'io le mie

debolezze come chiunque altro continui padre.

La vita ci impone una scelta o amare

o comandare.

Lei ha la passione del comando e questo

spesso le fa dimenticare l'amore.

Io compio il mio dovere in nome del

padre da cui tutti dipendiamo.

Ne è sicura?

Devo ammettere che forse quando sono molto affaticata

alle volte abuso della mia autorità.

Sempre per la gloria di Dio?

Dio è più misericordioso di noi tutti.

Bello bellissimo ma si mette il cuore in

pace lei non diventerà mai una santa.

Ottavio zitto.

Beh credo che può bastare per oggi Laudetur

Iesus Christus Nunca e sempre Nunca e sempre

Principe Ottavio sua sorella è a Roma.

Lei pensa che questa sia una specie di

prigione è libero d'andarsene quando preferisce.

Se se ne sente la forza è arrivato

anche per lei il momento di compiere la

sua scelta non è più un ragazzo.

Suor Geraldine Non ritorni a casa Restiamo calmi

non confondiamolo di più Ora viene con me

parliamone noi due.

Volevo salutarla sa mi hanno concesso il permesso

di tornare in fabbrica si partirò domani mattina

grazie di tutto quello che che ha fatto.

Mi ricordi nelle sue preghiere padre Cominciavo già

a sentirmi meglio perché è tornata?

Questa è l'ora della tentazione è un

momento difficile ma dobbiamo superarlo Tu vuoi restare

qui vero?

Non posso stare qui tutta la vita Che

cos'è?

Chi c'è lì?

Io ho visto un'ombra qui Sarà stato

il sacrestano che andava via?

La porta è chiusa è chiusa e io

ho visto un'ombra qui c'era un

'ombra qui Ottavio non era un'ombra umana

non era un'ombra umana Dio aiutami perdonami

non mi maledire non mi lasciare ...

Buonasera

professore, buonasera, dov'è il mio gattino, dov

'è, me l'avete ucciso, no, come può

dire questo, s'era scappato in giardino, no,

no, l'avete ucciso, lo so, lo so,

che male faceva, che la povera bestia, cos

'è successo, che male faceva, che male faceva,

signora Contreras, dice che le abbiamo ucciso il

gattino, non può sentire ragione, cerchi di controllarsi

signora, che ragione c'era di ammazzarlo, non

parli a bambero, che faccia finita, lei mi

delude sempre di più signora, di sperarsi così

per un animale, lei ha motivi ben più

gravi per piangere, torni al suo lavoro, non

pianga, non le dio soddisfazione, no, hanno fatto

benissimo, me lo sono meritato.

oggi il dolce è buonissimo.

hai capito, guardi, guardi, niente dolce per me, per

lei sì, per tutti gli altri sì, dì

un'occhiata, si renda conto, sarà una svista,

ordini, a che scopo, per bortificarmi, cose che

si sopportano meglio da giovani, prenda il mio,

una piccola rinuncia spesso è utile, un fioretto,

non credevo che lei fosse una scetta, no,

al contrario, sono schiavo dei sensi, è bello

aspettare, la donna che si desidera per esempio,

così quando si può averla, ecco la perfezione,

sì, sì, capisco, anche se il caso mio,

mi scusi, ma è un po' differente, no,

no, è la stessa cosa, e la chiesa

è molto saggia sotto questo aspetto, predicando la

virtù della moderazione, rende i vizi doppiamente piacevoli,

non avevo mai considerato la penitenza da questo

punto di vista, vedrà, vedrà la prossima volta

che affonderà i denti in un pezzo di

dolce, le sembrerà cento volte più squisito, pardon,

mi scusi, vorrei discutere le pagine che mi

ha passato ieri, sì, ho ripensato

molto a quanto ci siamo detti, e per

quanto mi riguarda non vorrei che ci fossero

confusioni, vedete i tedeschi fecero di tutto per

tenere nascoste la camera a gas, si sapeva

che c'erano dei campi di lavoro, sì,

ma nessuno sospettava che, capisci, uno nella mia

posizione, un semplice prete, non avevo modo di

sapere queste cose, non potrebbe riscrivere questo capitolo,

mettere in chiaro, certamente, la prego.

Monsignor Badeschi, Monsignor Badeschi.

Tenete lontana quella gente, Sorella, non facciamo avvicinare nessuno,

no, no, no, no, portatela via.

E adesso diranno che non era nel pieno possesso

delle sue facoltà, che non sapeva quello che

faceva, così gli potranno organizzare un bel funerale

religioso con tutto, addobbi, invitati e musica e

in fin dei conti perché no, questo non

è stato un suicidio, l'hanno ucciso, sì,

e una mano l'ha data anche lei,

sa, era nel plotone d'esecuzione, ognuno ha

fatto la sua parte, non amare tua sorella,

non telefonarle, non ribellarti, non vivere.

Cosa avremmo dovuto fare?

Avere un po' più di umanità o come

dite voi, misericordia, invece siete stati crudeli, ogni

parola, ogni sguardo non faceva altro che ripetergli

che era una specie di mostro, no, questo

non è vero, lei non ha capito niente,

anche quello era amore, con sua sorella, meglio

amare la sorella che far uccidere il proprio

marito, vada via, è facile discutere i peccati

degli altri, no, ma quando si parla dei

nostri, allora, non devo certo venire a discuterne

con lei, ho un confessore per i miei

peccati, il che le lascia la coscienza tranquilla,

vero, è chiaro che lei non farà mai

la fine d'ottavio, vero signora Contreras, lei

è troppo ben chiusa in se stessa, l

'espiazione, ecco la sua scusa, ed espiare per

lei significa soffrire un po' la fame, ammazzarsi

di fatica e soprattutto trasformare in un inferno

la vita degli altri, non volevo offenderla, io

posso essere offesa, almeno non da lei, Emilia,

Emilia, vada via.

che viene a fare qui, ad ammirare il suo

capolavoro, non cerchi di incolpare me, è lei

la responsabile, responsabile per aver seguito il suo

cattivo consiglio, prima di lasciare Ottavio libero di

fare quello che voleva, bisognava lasciarlo libero di

pensare quello che voleva, ma lei non capisce

la differenza, c'è un solo modo di

pensare rettamente, puro dogmatismo, pura verità, ma certo,

è il sole che gira intorno alla terra,

si può anche accettare la relatività nelle scienze

fisiche, ma nella morale mai, mi scusi sorella,

possiamo?

Si, porti via, bisogna preparare l'interporto per

le autorità, si dottore, ma prima vorrei parlare

un momento con lei, noi lasciamo le porte

aperte e il tentatore penetra in casa come

un ladro nella notte, ma Ottavio sembrava al

sicuro nelle sue mani padre, non un segno,

non un segno che mi lasciassi indovinare quello

che maturava nella sua mente, cosa vuole padre

Borelli, la nostra soluzione?

Padre Borelli ha fatto il suo dovere nel

nome del signore, e lei che ne sa,

riceve da nostro signore delle confidenze particolari?

Lei è pregato di astenersi da rivolgermi la

parola, con piacere, non ho alcuna voglia di

parlare con un sacerdote che appoggiò l'anticristo

nazista, è una menzogna, e poi è una

storia di tanti anni fa, molto prima che

i vescovi marciassero la mano nella mano coi

comunisti, il comunismo è un'eresia cristiana, mentre

gli ideali nazisti erano l'odio e lo

sterminio, i suoi amici cubani hanno sparato anche

contro i preti, la chiesa cuba era per

i ricchi, perciò lei fece comunella coi sovversivi,

lei un vescovo, proprio perché ero un vescovo

ero dalla parte dei poveri, ribelli, Gesù, Gesù

Cristo fu un ribelle anche lui, questa è

una bestemmia, una bestemmia, forse per un prete

cieco e ottuso come te, Che noni, scusi,

ha sentito cosa ha detto il vescovo, questo

passa i limiti, e allora seguirò il suo

consiglio a proposito di Papa Pio XII, visto

che hanno assolto lui, dovranno assolvere anche me,

io me ne vado, perché, non ha mai

visto un suicida prima d'oggi, ne ho

visti io di uomini morire durante la guerra,

ma morivano con dignità, mentre i suicidi sono

esibizionisti, non...

si si, spogliami, vai avanti.

dentro abbia parlato di suicidio.

Ma no, certamente.

Era esaurito, un collasso nervoso, nient'altro che

questo.

E anche l'opinione del medico.

Requiem aeternam dona eis domine et lux perpetua

luce a teis requiescant in pace, amen.

Requiem aeternam dona eis domine et lux perpetua

luce a teis requiescant in

pace, amen.

Amen.

Signora Contreras, sono sua Gerardi.

Signora Contreras.

Voglio che tu sappia tutto su di me.

No, devi sapere tutto.

L'ho fatto per l'uomo che amavo,

avevo vent'anni allora.

No, no, no, ascoltami, ti prego.

Ti prego, è facile trattarmi da criminale.

Ho fatto uccidere mio marito, ma era una

belva.

Se avesse catturato lui smacciato l'avrebbe torturato,

fino ad ucciderlo.

Quando mi presero le guardie mi violentarono uno

per uno, mi fecero cose orribili.

Credevo che non avrei più fatto l'amore.

E invece lo faccio.

Lo faccio.

Faccio l'amore.

L'amore.

Santa Teresa, per l'agonia che patisti per

l'amore di Gesù, intercedi, ti supplico, per

l'anima d'Ottavio, che gli sia concesso

il perdono.

E non abbandonarmi.

Ora che sto per essere giudicata.

Ecco, perderemo il giornale radio.

Ma no, c'è tempo, c'è un

'ora prima che Sua Santità annunci i nuovi

cardinali.

No, no, il programma è cambiato, si trova

già in San Pietro.

E allora cerchiamo di sbrigare questa faccenda alla

svelta.

Buongiorno, padeguarelli.

Buongiorno.

Si drogava?

È da escludere, nel modo più assoluto.

Come può esserne così sicura?

Non usciva mai ed era sorvegliato continuamente.

Non si piegava?

Non crederebbe.

Intanto la notizia del suicidio è trapelata e

mi domando come.

È evidente che il principe padre non è

poi così influente come crede.

Fatti come questo sono un danno per la

chiesa.

Certa stampa ci gode a gonfiare notizie del

genere puntando sugli effetti scandalistici.

Ma qualcuno le avrà informati?

Qualcuno di qui?

È un'ipotesi che non mi pare affatto

verosimile.

E devo confessare la mia sorpresa nel vedere

che si dà più importanza allo scandalo che

alla tragica morte di Ottavio.

Suor Geraldine, le farò una domanda molto precisa.

Questo luogo, questo istituto, cos'è esattamente?

Un convitto religioso.

Bellissimo.

E perciò gli ospiti fissi come il monsignor

Badensky, il vescovo Marques, il professor Villa, il

principe Ottavio e la signora Contreras non dovevano

costituirne lo scopo primario.

L'idea era, ed è tuttora, di tenere

la loro presenza nell'ombra.

Suo primo dovere era di occuparsi dei viaggiatori

stranieri che vengono a Roma a visitare il

santo padre.

Mi sembra che lei, sorella, abbia invertito le

parti.

Sì.

Per esempio, cos'è questa storia delle riunioni

collettive in cui si fuga nei peccati degli

altri?

Esporre i panni sporchi.

La confessione collettiva esisteva sin dai tempi antichi,

perché il fratello aiuti il fratello, in nome

della carità.

Si continua a rivangare tutti quei vecchi peccati,

commessi in anni lontani, mentre lei fu mandata

qui soprattutto per tenerli tranquilli, per tacitare, per

sopire.

Non sono ammesse amnistie per l'anima, monsignore.

Oggi o anni fa non cambia nulla.

Quello che conta è il pentimento.

E poi senta, questo monsignor Badeschi, che va

tormentando tutti con il suo piccolo problema.

La santa sede è stanca di ricevere petizioni

e memoriali, non gli si chiede che il

silenzio.

Dopo tanti anni d'attesa, fra poco sarà

muto.

Lei ha sempre la risposta pronta.

Signora Geraldin, mi dica in tutta coscienza, lei

è convinta di avere risposto degnamente al delicato

ufficio che le fu affidato?

In tutta coscienza, sì.

Le ricordo che l'orgoglio è un grave

peccato.

Forse lei sopravvaluta le sue forze.

Che ne direbbe di un anno di riposo,

per esempio?

Un ritorno all'insegnamento potrebbe farle bene.

È un modo per mandarmi via?

La santa obbedienza, qualche volta impone penose decisioni.

Si cerca un responsabile della morte del principe,

e se ne attribuisce a me la colpa,

è così?

Guardi che colpa non è la parola che

abbiamo usato noi.

Di fronte a Dio contro di me non

potete usarla.

Di fronte a Dio non posso dirlo.

Ma è lei che dirige questo convento?

Certo, monsignore.

Quindi è responsabile di quello che accade qui.

E come vede, accadono cose che lei non

sembra in grado di controllare.

Parla Meitner.

Mi passi la segreteria.

Anche con tutta la mia insufficienza, monsignore.

Questo convento è il frutto del mio lavoro.

Sì, sono Meitner.

Vuol dirmi i nomi?

Ma che ne sarà di tutti gli altri?

Hanno bisogno di me.

Chi si occuperà più di loro devono essere

abbandonati.

Come?

Come ha detto?

E chi è stato fatto cardinale?

Chi?

Martinengo.

Martinengo?

Beh, ma allora...

Diceva, sorella?

Dicevo, nessuna roccia è salda come Dio.

Avete uno scoperto alla banca, mi dicono.

Occorreva una nuova cucina.

E chi pagherà?

La sua gestione è sempre passiva?

Negli ultimi tre anni abbiamo chiuso quasi in

pareggio.

Sì, da quando è arrivata la signora Contreras.

E per la fine dell'anno prossimo dovremmo

senz'altro avere dei profitti.

Non ne siamo affatto sicuri.

Io sì.

Bene.

Primo, bisogna smettere con questa caccia alle streghe

e confessioni collettive, chiaro?

Sì, monsignore.

Secondo, si applichi seriamente a fare un po'

di economia.

Sì, monsignore.

E al più presto ci mandi un completo

rapporto sul convitto da tutti i punti di

vista morale, organizzativo e finanziario.

E poi si vedrà.

Sì, monsignore.

Non si disturbi ad accompagnarci.

Buongiorno, sorella.

Non vogliamo salvare, ci viene tolto.

Suor Gerardi.

L'edificio è bello.

Si potrebbe destinare per qualcosa di più utile.

Ma che si fa di questa Suor Gerardi?

Ha visto il Tico, eh?

Fanatica.

Martinengo cardinale.

E tra dieci anni papa tutto può succedere.

Monsignor Salvi.

Monsignor Salvi, senta, la prego.

Un'altra volta, monsignore, abbiamo fretta, siamo in

ritardo.

Il suo caso sarà esaminato.

Le faremo sapere.

Il suo caso sarà esaminato.

Le faremo sapere.

Lei soffre, sorella?

No.

Vedo che è molto turbata.

Sento come se qualcosa venisse per distruggerci.

Come...

un'ombra.

Mi fa pensare a una cosa successa con

Ottavio il giorno della sua morte.

Eravamo in chiesa e lui disse di vedere

un'ombra muoversi sotto gli archi.

La vide anche lei, padre?

No, io no.

Gli dissi che certamente era il sacrestano.

No, quel giorno l'avevo mandato a farci

vedere.

E allora un'allucinazione, lo stato in cui

era.

No.

Papa Paolo ha ragione, dimentichiamo troppo spesso che

il diavolo esiste ed è scaltro.

Da quanto tempo non la confessi?

Adesso che ci penso...

non viene da parecchi giorni.

Signora Contreras.

Sì, sorella?

Le dispiace venire un momento in ufficio?

No.

Allora, un cuoco, due cameriere, un giardiniere e

due garzoni da licenziare subito.

A tutti gli altri una riduzione del 20

% del salario.

Vada ad avvertirle.

Bisogna risparmiare in tutti i modi possibili.

Spendiamo troppo per i nostri mezzi.

Non mi sembra giusto.

È necessario per salvare il convento.

Glielo dica lei.

Questo è compito suo.

Eh, sì.

Il mio compito è farmi odiare.

Senta, io sono stanca di tutto questo.

Stare a spaccare il centesimo con tutti, tutto

il giorno.

Dando a questa gente una paga che non

basta per vivere.

E opprimendoli da mattina a sera.

Lei non lo sa con che occhi mi

guardano.

Signora Contreras, non è il momento di esibire

i suoi buoni sentimenti e non le ho

domandato di fare più del suo dovere ma

se non è capace darò l'incarico a

Sor Chiara.

Sì?

Sorella, venga giù un momento, la prego.

C'è padre Borelli lì fuori?

Ah, padre.

Credo che la signora voglia confessarsi.

Io?

No.

Ma perché?

Ora...

Ora non...

Non mi sento di confessarmi adesso.

Bene, nessuno la obbliga.

Posso chiederle se se la sente di intervenire

almeno alla nostra ultima riunione?

Ultima.

Non ne faremo più.

Padre, avverta gli altri di raggiungerci.

Sorella, c'è una lista del personale da

licenziare sul mio tavolo, prove da lei.

Sorella, ha parlato del mio caso?

Non vogliono più suppliche per il momento.

Che significa?

Che deve tacere, hanno risposto così, sono spiacente.

Ma vogliono farmi morire senza ascoltarmi neanche?

Buonasera.

Buonasera.

Vorrei scusarmi per quello che ho detto l

'ultima volta che ci siamo visti.

Eravamo tutti molto scossi per quello che era

successo ad Ottavio.

Sì, non avevo il diritto di usare quel

tono.

Lei non lo meritava.

Come procede il suo lavoro con Monsignor Badenschi?

Forse dovrò restare qui un po' più del

previsto.

Le dispiace?

Niente affatto, trovo che lei è piuttosto...

Come?

Che parola userebbe lei per definirsi?

Non è facile definire se stessi con una

parola sola.

Vogliamo dire...

diverso.

Ah, lei si sente diverso.

Qui dentro direi di sì.

Forse...

perché non va mai a confessarsi.

Non fa mai la comunione.

Sono anni ormai.

Quando ero bambino e sentivo la voce del

confessore nell'oscurità tremavo di paura.

Quindi preferisco essere il confessore di me stesso.

Come sopporta questo suo isolamento?

Qual è il motivo rendere la propria vita

così difficile?

Se si fecesse aiutare potrebbe diventare e fare

tante cose.

Sa, la vita non è un affare individuale.

Apparteniamo tutti gli uni agli altri.

San Paolo, lei pistole.

Lei sarebbe un magnifico credente.

Anche lei se credesse in quello in cui

credo io.

Buonasera.

Buonasera.

Ventilegna Francesco, Azzurro Bertani, Sanzoni e Gosaldo, Nerosi

Giovanni.

Rimangono invece la comunicazione del salario del 20

% e il piano di unione.

Marsi Felicia, Dan de Lisa, Ferrari Franca, No,

qui no.

Può entrare qualcuno, è pericoloso.

Poiché questa sarà l'ultima delle nostre riunioni,

io credo che dovremmo chiederci.

Sono state utili?

Siamo riuscite ad aiutarci l'uno con l

'altro?

E soprattutto io sono stata capace di aiutarvi.

Perciò questa volta non parleremo delle vostre colpe,

ma delle mie.

Padre Borelli.

Sue colpe, sua Geraldine.

Io non ne conosco.

Lei ha fatto quanto poteva per aiutarci, e

io so quello che gli altri non sanno,

che lei per noi si è imposta anche

il Cilicio.

Professor Villa?

Lei è sempre obbedito ai comandamenti.

Signora Contreras.

La prego di parlare liberamente.

Signora, lei ha detto che ha capito che

gli inservienti la odiavano dal modo in cui

la guardavano, e lei in che modo guarda

a me?

Sì, è vero.

Io la odio.

Emilia...

Le ho chiesto io di dire quello che

pensa, continui.

Che vuole sapere?

Che cosa le ho fatto perché lei debba

odiarmi?

Lei non è umana.

In che senso non umana?

Le piace sfiare nelle debolezze degli altri.

Se potesse si metterebbe in un confessionale, ma

la Chiesa non permette questo perché è una

donna, e allora lei si serve di noi.

Emilia, non una parola di più.

Lei ci gode a metterci uno contro l

'altro, ad umiliarci.

Questo è falso!

È mio dovere ascoltare.

Ecco, si guardi anche adesso.

Fa finta di...

di umiliare se stessa, accettando le nostre critiche,

e non è che una posa per potersi

sentire...

superiore, intoccabile, perfetta!

È una vergogna.

La prego, padre.

Può darsi che quello che dice la signora

sia vero, ma domandiamoci com'è che all

'improvviso trova il coraggio di dire quello che

pensa.

Com'è che tutto un tratto non va

più a confessarsi?

Forse è solo perché ora ha trovato un

amante, qui dentro.

Non credo che occorra nominarlo.

Non è un crimine!

Ah, no?

Io...

io lo amo.

Fu sempre per amore che lei sposò Raul

Contreras in un lungo abito bianco.

Ho una fotografia di quel matrimonio, con la

sposa che guarda in estasi lo sposo.

E dopo soli due anni lei fissava l

'appuntamento nel caffè di La Paz, dove lui

fu ammazzato sotto i suoi occhi.

Anche questo lo fece per amore, ma stavolta

per amore di lui smacciava.

Fu un'esecuzione, non un omicidio.

Lei non può giudicare.

Ah, no, eh?

Sembra che lei abbia dimenticato perfino chi è.

Una criminale.

Dimentica che la chiesa l'ha salvata dalla

pena di morte e le ha dato un

rifugio, non chiedendo altro in cambio che il

pentimento.

E la parte della penitente l'ha recitata

bene.

Ora un tratto l'infatuazione per lui smacciato

è sparita, perché è arrivato un altro uomo.

Anche questo è amore, certo.

Ma se non fosse stato Rodolfo Solina, sarebbe

stato un altro, uno qualunque, il primo che

capita.

Lei è incapace di pentimento perché è solamente

una cagna in calore.

Signora Contreras!

Sorelle!

Venite qui voi!

Portatela in camera mia.

Questa non è carità cristiana!

Mentre lei parlava contro quella povera donna con

tanta crudeltà, io mi sono sentito molto lontano

da lei, suor Geraldine.

E mi sono accorto che questo non è

posto per me.

Io non voglio trasformarmi in una pietra tombale

in memoria di me stesso.

Io voglio vivere.

Voglio essere utile alla gente.

Io non voglio finire come lei, suor Geraldine.

Se la chiesa è questa, non c'è

posto per uno come me.

Preferisco andare dove servo a qualcosa.

No.

Sono io quello di cui la chiesa non

sa che farsene.

È così tollerante con uomini come lui.

Ma abbandona quelli che la servono con fedeltà.

Buonsignore!

Buonsignore!

Rifletta quello che fa.

Un giorno anche lei dovrà fare la sua

scelta, padre Borelli.

Buonsignore!

Ascolti!

La disertione è necessaria, il carnimento è necessario.

Ma non capisce, se ne vanno.

È una catastrofe.

Mi fermi.

Lei è la sola che può farlo.

Con una sua parola torneranno all'obbedienza.

Anche il giuga era necessario.

Avanti!

No, la tre.

La saluto, signor Solina.

Padre!

Ma dove va?

Me ne ritorno a Cuba.

Ha finito?

Sì.

Grazie amico.

Ora il mondo potrà giudicare.

Buonsignore!

Questa è stata la sua casa per tanti

anni.

Lei non può lasciarla.

e lasciarci cosė?

Io non sto lasciando voi, sto lasciando la

chiesa.

Chi č lei?

Da quando č arrivato, ogni cosa va in

frantume.

Perchč č venuto qui?

Che cosa vuole?

Me ne vado, sr. Gertrude.

Naturalmente non posso vedere la signora Contreras.

Credo proprio di no.

Mi preoccupa, che cos'č?

Č molto esaurita.

Glielo avevo detto pių di una volta, sorella.

Non c'č niente di pių grave?

Č sicuro?

Per ora no, ma la cosa di cui

ha pių bisogno č riposo.

La cosa di cui ha pių bisogno č

affar nostro, grazie, dottore.

Padre.

No, no, devi riposare.

Non mi tocchi!

Lo so, ti ho detto delle cose orribili.

Ti prego di perdonarmi.

Io non voglio pių vederla.

Voglio parlare con lui.

Se n'č andato?

Non ci credo.

Se n'č andato?

C'č una lettera.

Č per...

Sta aspettando gių in strada.

che scrive, è lì fuori che aspetta a

me, se la tenga la metta nel suo

schedario, se le fa piacere, come ricordo di

noi due.

Emilia.

Mi dispiace padre, ma non potete chiedermi di

continuare a despiare per tutta la vita.

Aspetta, ti prego, aspetta, ti prego, Emilia fermati,

aspetta, a lui, a lui non importa niente

di te, non lo capisci, lo fa soltanto

per umiliare me, Emilia,

Emilia, non essere cieca, lui vuole solo allontanarti

da Dio, Emilia, Emilia, Emilia, attenta a quello

che fai, stai per morire, oh

no, è un inganno vero,

ma è costretta a dirtelo, non devo lasciarti

allontanare dalla grazia di Dio, quando ti resta

così poco tempo.

Ma che

hai?

Quel cane, perché appaia in quel modo?

Forse ha perduto il suo padrone.

Cos'è mi permetti di credere in Dio?

Perché no?

Ah, ecco, non vuoi privarmi della mia religione,

ma vuoi che sia ben chiaro che è

solo un giocattolo perché il bambino non pianga,

o l'amuleto per il selvaggio, o un

oggetto inutile per tener buona una povera matta,

tu sei così tollerante, non è vero?

È questo che mi fa paura.

Paura della tolleranza?

Sì, perché la mia fede non è affatto

tollerante e a poco a poco se ne

andrà per il solo fatto che sto con

te e scoprirò che comincio ad adattarmi a

tutto, ad ammettere qualunque cosa, come te.

E così sarai riuscito a cambiarmi e io

non sarò più io, sì, perché la tolleranza

è un grande narcotico.

Riconoscelo, la tolleranza non è che un'altra

forma d'oppressione.

Guarda che tutto è molto più semplice Emilia,

te l'ho portato perché penso che tu

abbia bisogno anche di questo per vivere.

E io non lo voglio, tanto meno da

te.

Tu ti senti tanto superiore ai milioni di

persone che la fede ha aiutato nei momenti

disperati, vero?

Ma che te ne fai della tua preziosa

tolleranza?

Quando hai così poco da vivere.

Che stavi dicendo?

Dicevo che...

Non metterti in testa che è il compito

di educarmi, so quello che devo fare.

Questa roba non mi serve più.

Avanti.

Il televisore?

Ah sì, non funziona, la porti via.

Hai visto quel romo?

Come sporco.

Emilia.

Ma cos'hai?

Stavi a sentire.

Se tu pensi ancora a qualcun altro, puoi

andare da lui, sai, anche ora.

Non credere che devi restare con me solo

per gratitudine.

Facciamo l'amore.

Stavolta riuscirò a farlo bene, vedrai.

Dammi una mano, scusa.

Sì.

Monsignor Badeschi.

Ah, voi.

Ah, che piacere vedervi.

Come va, monsignore?

Vabbè, hai visto, sono stato sospeso.

Il libro.

Il libro?

Ma perché?

Sa, hanno letto il manoscritto nelle alte sfere,

e vuol sapere che hanno detto che loro

potrebbero perdonarmi qualunque cosa, ma quello che ho

scritto su, lei sa chi, quello non lo

perdonerebbero.

Mi dispiace, è tutta colpa mia.

No, no, no, lei aveva ragione.

Quello che è vero, è vero.

E quando vennero a dirmi che erano ancora

disposti a perdonarmi, se mi impegnava a non

pubblicarlo, io dissi no.

Ed eccomi qua.

Allora lo pubblicherà?

Oh sì, almeno che non mi richiamino per

reintegrarmi.

È il mio diritto.

Sì, certamente.

Adesso me ne devo andare.

Abito in pensione e non ho detto che

sono un expert.

E non vorrei che magari telefonano mentre io

sono fuori.

Mi ha fatto piacere rivedervi.

Veramente.

Che Dio...

Che Dio vi benedicca.

Pover uomo.

Si sente invecchiare e ha paura di morire

lontano dalla grazia di Dio.

Per questo mi fa pena.

Ripugnante, vero?

Direi di sì, ma non abbastanza.

Io...

Sono soltanto una cagna in calore, mio caro.

L'avrei fatto anche con un leproso.

Che cosa hai detto l'altro giorno?

Chi aveva ancora poco da vivere?

Non lo so.

Chi te l'ha detto?

Qualcuno che lo sa.

Ma non ho paura, sai.

Ora che ne sono sicura, anzi, mi sento

molto più coraggio.

Ognuno ha il suo grande momento nella vita.

E questo è il mio.

Come fai a esserne sicura?

È un medico che te l'ha detto.

Ecco.

Dovevo ben immaginarlo.

E tu ne hai creduto.

Ma ti ha mentito!

Ma non capisci che quello che lei vuole

è impedirti di vivere fuori dal suo dominio.

E c'è riuscito, e come?

Perché l'influenza che esercita adesso su di

te è molto più forte di prima.

E non venirmi a raccontare che volevi punire

te stessa con questa scena sudiceria di poco

fa.

Tu volevi punire noi due.

Te e me!

Perché i tuoi pensieri sono così contorti grazie

a quella donna che tu credi di renegare

la tua fede se ti senti felice con

me!

Pronto, la linea.

Io non vengo da nessun dottore.

Vuoi credere solo a quello che ti ha

detto lei?

Sì.

E io invece no.

Ma tu mi sembri una demente.

Ti rifiuti di farti visitare da un medico

per paura che ti dica che non hai

nessuna malattia dimostrando così che quella latta ha

mentito!

E questo ti farebbe felice perché...

Sì, perché voglio che tu viva.

Cos'è, ti meraviglia?

Quello che vuoi più di tutto è dimostrare

che la mia religione è una frode.

Tu adesso vieni con me.

Ma che vuoi?

Non vengo, no!

Tu devi guardare in faccia la verità.

E piantala di fare il melodramma.

Il mio grande momento, e che ne sai

quando arriva il grande momento?

Spetta a Dio deciderlo, non è così?

Se davvero credi in Dio!

Può darsi che sia stato quando hai mandato

a morte tuo marito.

Chissà...

Forse eri stupenda in quel momento.

Va bene.

Andiamo dal medico.

Scusi, signore!

Emilia!

Senti, ti voglio fare una domanda.

Cosa?

Ma mi giuri che mi rispondi, vero?

Me l'hai promesso, eh?

Senti, tu credi che esista un medico che

ti può dare la sicurezza che non morirai

tra un anno o tra un minuto?

Comunque noi dal medico ci andiamo.

Ancora tre fermate.

Sì.

Emilia!

Emilia, ferma!

Ferma!

Anche se io stesso l'avevo sempre spinta

ad una scelta, quello mi pareva un epilogo

assurdo che mi impediva di capire quale fosse

stato il senso del nostro incontro.

E mi riportava bruscamente alla vita di prima

con le sue vecchie abitudini, i nuovi incontri.

È tuo questo?

Sembra che io abbia ancora molte cose da

scoprire su di te.

Ma vedrai che appena vivremo insieme non potrai

più nascondermi niente.

O hai già cambiato idea?

Te lo dirò tra un'ora.

Suor Marta, sono Rodolfo Solina.

Aspetti un momento.

Che c'è, signor Solina?

Scusi se la disturbo, suor Geraldine.

Sto cercando la signora Contreras.

Sa dirmi dov'è?

È andata via tre mesi fa con lei.

No, non è più con me.

Se sa dove si trova la prego di

dirmelo.

Aspetti qui un momento, per favore.

Signor Solina, sono contenta di rivederla.

Lei non mi crede, vero?

Venga con me, venga a vedere una cosa.

La sua camera non l'abbiamo data a

nessun altro.

Speravamo tutti che sarebbe tornato.

C'è tanta pace qui.

C'è stato un momento in cui ho

creduto che lei fosse il diavolo.

Lo sapevo che avrebbe riso.

Lei non crede che esista.

Perché?

Ci vorrebbe un libro per spiegarle.

Perché non resta qui a scrivere questo libro?

Ne potremmo discutere.

Utilizzare a fin di bene la nostra diversità

d'opinioni.

Sembra impaurito.

Lo sono.

Ma non del diavolo.

Se dovesse cambiare idea, questa porta è sempre

aperta per lei.

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