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Original subtitles

Carcere di massima sicurezza di Stonehaven, Alaska, USA

I passeggeri avevano tra i 14 e i 19 anni. Sono rimasti tutti uccisi nello schianto.

I nomi non sono stati ancora resi noti.

E ora linea alla corte di giustizia federale

per le ultime notizie sul caso Manheim-Stonehaven.

Ci è appena giunta voce che il giudice federale ha emesso il verdetto.

Non abbiamo ancora i particolari, ma sembra che Oscar Manheim,

l'ergastolano che per tre anni è rimasto sepolto in una cella,

abbia vinto il suo ricorso contro il carcere di Stonehaven.

Restate con noi per ulteriori dettagli e per il commento del direttore Ranken.

Sì.

- Ehi, Rogers. Guardami. - Che succede?

Manny ha vinto. Il tribunale ha ordinato di farlo uscire.

É fantastico.

Il direttore Ranken sarâ in onda tra un paio di minuti.

Lascia che i ragazzi sentano le stronzate che ha da dire. Metti sul canale 9.

Rogers?

Ti sei appena fatto o che cosa?

Io ero giâ un duro quando tu ti facevi ancora la pipì addosso.

E va bene. Così Io sentiranno tutti.

Sì, cazzo.

Grazie.

Il carcere non deve essere un albergo. I criminali vanno puniti.

Ma non crede di aver scioccato la gente

tenendo un uomo sepolto in una cella per tre anni?

Se fosse un uomo, sì. Ma Manheim è un animale.

É evaso due volte, ha rapinato banche, è un assassino.

Non gli importa niente della vita altrui, né tanto meno della sua...

Vai a farti fottere.

- Vai a prenderlo nel culo. - Sporco finocchio.

- Facciamo fuori quel vegetale nazista. - Manny presidente.

Non crede in niente, sarebbe capace di qualsiasi cosa.

Faccio questo lavoro da 26 anni. Persino i pluriomicidi hanno paura di lui.

Cristo santo.

Jonah.

Manny ce l'ha fatta.

- Alla fine ce l'ha fatta. - Bene. Ci vediamo in cortile.

Se è un animale come dice lei, perché tutti i detenuti sono dalla sua parte?

Perché sono quasi tutti animali, proprio come lui.

Pretendono di fare tutto quello che vogliono.

- Apri questa cazzo di porta. - 'Fanculo voi e la vostra droga.

Apri questa dannata porta, Rogers.

Non è un circolo esclusivo. A Stonehaven la condanna media è di 22 anni.

Spegni quell'affare.

Vai a farti fottere.

Hai visto quante belle novitâ in prigione? Devi ringraziare la nostra creativitâ.

Tua madre è una cagna e tu un topo di fogna.

Manny. Ci sono visite.

In piedi, condannato.

In piedi.

Il giudice ha ordinato di farti uscire da qui.

Potrei richiedere una sospensione in appello. Me la concederebbero.

Il ricorso in appello potrebbe significare altri nove mesi qui dentro.

Per nove mesi potrei resistere anche a testa in giù.

- Adesso butto giù la porta e ti do... - 'Fanculo. Non ne avresti il coraggio.

Non mi sporco le mani con un verme come te.

Potrai andare in cortile.

Spero solo che tu faccia un passo falso, così posso farti fuori. É una promessa.

Una promessa. Come quella di lasciarmi qui dentro per il resto della vita.

Ci sei stato tre anni. Per me è giâ abbastanza.

Tutto ciô che non mi uccide mi rende più forte.

Lo vedremo.

Ti prego, riprovaci e uscirai da qui dentro un sacco di plastica.

Tu fai quello che devi fare e io farô Io stesso.

Quel che sarâ, sarâ.

Chiamate l'officina. Portatelo in cortile.

Era il buco del culo di tua madre. Quella troia le fa grosse.

Siete tutti delle mezze seghe, capaci solo di sbraitare nascosti al buio.

Ve Io dico io qual è il vostro posto, bastardi.

Prima c'è Dio.

Poi il direttore. Poi le mie guardie.

Poi i cani nel canile qua fuori.

E infine voi,

rifiuti umani che non siete altro.

Inutili per voi stessi e per il resto dell'umanitâ.

Eccolo finalmente. Il grande uomo.

Ehi, sono io, Home.

Sono cieco. Non vedo niente.

Tieni, amico.

- Andiamo. Sarâ ora di rientrare. - Te Io porto io.

Cos'è successo in questi tre anni?

Niente di che. Sono uscito e mi sono beccato un'altra condanna a 30 anni.

- Senza di me non resistevi? - No, senza i soldi.

Mai saputo rapinare una banca.

- I seguenti detenuti hanno visite... - Non preoccuparti. Ti farô uscire da qui.

- Non quest'inverno. - Dici di no?

- Ehi, leccaculo. - Che gli?

É un ragazzo in gamba. E poi è addetto al carrello della lavanderia.

Bentornato a casa, fratello.

Ammazzalo quel figlio di puttana.

Uno, due...

FACCIA DI MERDA

- Quel ragazzo è in gamba. - Non vale un soldo bucato.

Non dovresti essere così severo. Vado a pisciare.

Guardia, questo qui mi vuole fottere. L'avete lasciato troppo lâ dentro.

Fagliela vedere a quel finocchio. Finiscilo.

Vai di jab. Picchia duro.

Che stai facendo?

Basta. Vieni via.

Tutto okay?

II campione dei pesi welter rimane Buck McGee.

Mi spiace, Manny. Mi ha costretto Ranken.

- Fatti sotto, finocchio. - Basta.

Fatti sotto, vediamo se hai coraggio.

- Smettila. - Fatti sotto, lurido venduto.

- Ho un regalino per te. - Mi spiace.

No. Resta dove sei.

É me che vuoi? II mio sangue? Eccolo.

Ecco il mio sangue. Fatti sotto, vigliacco.

Vuoi spararmi? Sparami.

Sparami e fammi fuori, buffone. Sono qui.

Coraggio, fammi fuori.

Non usare una mezza sega per fare il tuo sporco lavoro.

Sparami. Non vado da nessuna parte.

Forza. Vediamo se ne hai il coraggio.

Ehi, buffone, non mi fai paura.

No, Joe. É mio.

Lasciami. Lasciami andare.

Giuro che ti ammazzo.

Ti faccio saltare quella cazzo di testa.

Cielo. Non potete fare qualcosa?

Tornare in cella. É un ordine.

Tutti i prigionieri in cella.

Hai una brutta cera.

Se non altro sono ancora vivo.

Vuole mettermi contro gli altri detenuti.

Ti vuole morto, questo è certo.

No, mi sta provocando. Vuole che provi a scappare.

- Mi sta provocando. - Ci sono 35 gradi sottozero lâ fuori.

Voglio provarci. Vieni anche tu?

Vieni? Ti aspetterô.

No, fratello.

Qui mi sento a casa. Ho un certo potere.

Non posso più permettermi di farmi pestare così.

Io ce la posso fare.

Allora vai, fratello. Fallo.

Lo farô.

Qualsiasi cosa succeda, non lasciare che ti riportino qui.

Mi comprerô una bella casetta al caldo.

Le guardie sono sulle scale.

Andiamo.

- Divertiti. - Anche tu.

Alcuni prigionieri ti terranno d'occhio. Non farti uccidere. Sarebbe un peccato.

Siamo in tanti dalla tua parte. E poi ti voglio bene.

Lavanderia. Vedi di far centro, bello.

Lavanderia. Ehi, ragazzi, centrate il cesto.

Vieni a vedere se i calzini sono inamidati bene.

Vieni a controllare la mia biancheria.

Vieni a controllare se è tutto a posto.

Ci vediamo dopo.

- Sei in ritardo. - Hanno fatto tardi alle docce. Ecco qua.

- Lavanderia, capo. - Un attimo di pazienza.

- Come va, Jackson? - Che si dice?

Un altro cesto di roba da lavare.

- Ho una sorpresa per te. - Di che si tratta?

Sbaglio o mi hai detto che quest'anno tuo figlio parteciperâ al Golden Gloves?

Cavolo.

Guarda un po' qui.

- Grazie. - Figurati.

E sai cosa ti dico?

Visto che sei sempre stato gentile con me, te le lascio a 80 dollari.

Costerebbero 200, ma te le lascio a 80.

- Non ce li ho 80 dollari. - Non preoccuparti.

Facciamo così: Me li darai quando li avrai.

- Va bene. - Non preoccuparti. Affare fatto.

- Sono stupende. - Sì, belle.

Mamma mia. Gennaio 1985.

Questa qui è la crème de la crème della gnocca bianca, non trovi?

Hugh Hefner sa proprio fare il suo mestiere, vero?

- Hai ragione. - Sarâ pure bianca, ma non ti stanca.

Non me Io dire. Aspetta che ti do una mano.

Bene.

- Fai gli auguri a tuo figlio da parte mia. - Grazie. Grazie di tutto.

Arriva la biancheria sporca, capo.

Quel figlio di puttana si lascia sempre fregare dalla gnocca bianca.

Chiudi il becco.

Okay, ci siamo. Puoi uscire.

- Grazie, figliolo. Ti sono debitore. - Portami con te.

E che cazzo. Me ne vado pure io.

Me ne vado da qui.

Chiudi il becco, idiota. Cosa vuoi?

- Hai bisogno di me. - Cosa te Io fa pensare?

Ho due mani e tu una, sono forte e ho portato questi vestiti.

Figlio di puttana.

E va bene, idiota. Spogliati e copriti di grasso.

Agli ordini.

Questa roba puzza da far schifo.

Porca vacca.

Che si fa adesso?

Chiudi il becco. Parli troppo.

Andiamo.

- Dobbiamo entrare lì dentro? - Io ci entro.

Passami la borsa.

Richiudi la botola.

Che schifo.

Andiamo. Sbrigati.

- Arrivo. - Sbrigati.

C'è un tanfo pazzesco qui dentro.

- Non sei mai stato in una fogna? - No.

Aspetta un attimo. Ho infilato le mani in un mucchio di merda.

Non preoccuparti. Poi ci laviamo.

Dammi qua.

Se vuoi vomitare, questo è il posto giusto.

Che puzza. Maledizione.

Aspettami.

É un vero schifo.

- E ora che facciamo? - Vieni, prendi la borsa.

Tienila. Come se fosse un bambino.

Che tanfo.

Non ti piace questo odore? É l'odore della libertâ, fratello.

- Io vado. - Aspetta.

Tieni.

Dammi la torcia.

Fai attenzione.

Aspettami.

Ranken se la farâ addosso. Ranken morirâ di rabbia.

- Dov'è la torcia? - É caduta.

- Dove? - Nel fiume, 90 metri sotto di noi.

- Non mi avevi detto dei 90 metri. - Non ti avevo neanche invitato.

Sei vuoi tornare indietro, fai pure. Io vado.

No.

Muoio.

Mi manca il fiato.

Sono passati da qui, non c'è dubbio.

Ce l'ha fatta.

Quel figlio di puttana ce l'ha fatta.

Basta cercare dentro il carcere.

Avverti la polizia e manda in giro le foto. Sai cosa fare.

Dio,

non ucciderli.

Lascia che Io faccia io.

Aspetta un attimo.

Smettila di lamentarti e cammina.

- Manny, io non voglio morire. - Non è facile neanche per me.

Tu almeno hai le scarpe.

- Quanto manca ancora? - Forse un chilometro. Chi puô dirlo?

Forse per un chilometro posso resistere.

Delle scarpe. Mi servono delle scarpe.

- Metti quella panca contro la porta. - Cosa?

Mi servono delle scarpe, cazzo.

Sai cosa ti dico? É incredibile.

In due sono riusciti a evadere una volta,

ma tu hai fregato quell'idiota per ben tre volte.

La sai una cosa? Ranken sarâ incazzato nero.

Mentre i ragazzi saranno al settimo cielo.

- Fermo, idiota. - Non puô sentirci nessuno.

Ti ho detto di non farlo.

Non trattarmi come un pivello.

- Non ti va? - No.

Te la cavi bene sul ring.

Fatti sotto.

Forza.

No.

Non ti darô un motivo per uccidermi.

Per favore, non farlo.

Mi servono delle scarpe.

Che cosa c'è?

Scarpe. Fa' che ci siano delle scarpe.

Questo Io prendo io.

Mi servono delle scarpe.

Guarda cosa ho trovato.

Bevi un sorso per Io stomaco e poi dammelo.

É roba buona.

Forza. Andiamo.

Aspetta. Mi servono delle scarpe.

Eccole.

Adesso mi servono i calzini. Dei fottutissimi calzini.

Aspetta un attimo. Solo un attimo.

- Prendiamo questo. - Sai dove va?

- Per me va tutto bene. - Non voglio finire in un deposito.

- Guarda. - Cosa?

- Ecco la mia limousine per Broadway. - Perché?

- Perché proprio quello? - Perché Io dico io.

Ci stiamo muovendo.

Grazie, Gesù. Cavolo.

Siamo proprio una bella coppia, eh?

Sembra il treno di Al.

- Che diavolo ci fa lì fuori? - Si è sentito male. Maledizione.

Sarâ meglio chiamare un'ambulanza.

C'è qualcosa che non va.

Non preoccuparti. Sanno quello che fanno.

- Pulasky? - Pulasky.

Qui Cassidy. Al è caduto dalla locomotiva. É morto.

Il treno viene verso di te sul binario due.

- Come hai detto? - Quattro vagoni. Fermali, per Dio.

Parla più forte, Pulaski.

- Dirottali sul binario 11. - Non posso. É troppo tardi.

Centrale?

Per la miseria.

É un'emergenza.

Rispondete, cazzo.

Questo sì che sarebbe un dessert coi fiocchi.

Ruby, perché non rispondi al telefono?

Smettila, sei giâ abbastanza carina.

Merda. Sei la pigrizia in persona. Non so come hai fatto ad avere questo posto.

- Sì, centrale. Qui Dave Prince. - Passami Barstow.

- Aspetta. - Aspetta un corno. Dov'è Barstow?

É un'emergenza.

- Quattro vagoni senza macchinista. - Cosa?

Ho detto che c'è un treno impazzito. É diretto da questa parte.

Vai a chiamare Frank. Corri. Sbrigati.

Vuoi sbrigarti, maledizione? C'è un'emergenza.

Resta in linea. Arriva subito.

Frankie, al telefono.

Esci subito da lì. C'è un treno impazzito sul binario 11.

- Dove sei? Maledizione. - Sono qui. Che succede?

C'è un treno impazzito sul binario 11. Il macchinista è caduto giù.

- Non c'è nessun altro a bordo? - E io che ne so?

Ha fatto 14 chilometri e sta accelerando.

- Proprio così. Che facciamo? - Stai calmo. Ti vuoi calmare?

L'unica cosa da fare è deviarlo sul binario uno della linea principale.

Hai capito? Poi ci penso io.

Bene.

Merda.

- Quest'affare fila come un razzo. - Dovrebbe rimorchiare dei vagoni merce.

Sorridi, amico. Siamo liberi.

- Lo credi davvero? - Sì.

Volevo dirti che sono orgoglioso di essere il tuo vice, socio.

Senti, figliolo, ti stimo per ciô che hai fatto, ma io non ho soci.

E poi non sarei così orgoglioso.

Guarda quei tatuaggi. Starebbero bene in una piscina di Acapulco.

Cos'ho fatto per meritarmi questo trattamento?

Sei stato uno stupido a venire con me.

Io sono in guerra col mondo e con quelli che ci vivono.

E tu farai una brutta fine.

- Non ti capisco. - Gli stupratori sono un po' tardi.

Io non ho stuprato proprio nessuno. Chi te l'ha detto?

É sulla tua scheda. Arrestato per stupro due anni fa.

Cavolo.

Non è stato un vero e proprio stupro.

Lei aveva 15 anni e io ero più vecchio di lei.

Bene.

- Che ti prende? Cerchi compagnia? - Credi che qualcuno ci possa vedere?

Io non credo niente.

Sta prendendo velocitâ. Presto sarâ nella tua zona. I freni sono quasi andati.

Sei impazzito?

I freni sono andati.

Com'è potuto succedere? Non li hanno controllati?

- La valvola dev'essere bloccata. - Maledizione.

- Eccolo. - Cristo santo. Che facciamo?

Ho una moglie e due figli. Non sono ricco come Michael Jackson.

- Questo sistema è infallibile. - Perché? Solo perché l'hai progettato tu?

L'ho creato io e so come usarlo. Adesso ti faccio vedere.

Sarâ meglio sorvolare l'autostrada.

Dici sul serio? Non possono essere arrivati così Iontano.

- Ci stiamo congelando il culo per niente. - Sta' zitto e tieni gli occhi sul ghiacciaio.

Date retta a me. Quello ha fatto esattamente quello che avrei fatto io.

Stavo pensando alla banca che hai svaligiato a Reno.

Io ero in riformatorio. Sei stato proprio un grande.

Due milioni di dollari. Sei proprio in gamba.

Non erano proprio due milioni.

La compagnia d'assicurazioni. É la prassi.

Comunque sei stato un grande.

Sai cosa ti dico?

Conosco una banca fuori San Francisco. Roba da mezzo milione di dollari.

Gestiscono le paghe della S&A Sugar e la S&A Sugar è una grande azienda.

É quello che ho sempre sognato: Un bel colpo. Capisci cosa intendo?

Così poi potrô spassarmela. Sì. Cavolo.

Andrô alle sfilate di carnevale, andrô a Las Vegas

e avrô in tasca abbastanza soldi da procurarmi qualche bella mignotta.

Passo quasi ogni notte a fare sogni come questo.

- Sogni? - Sì.

Sono tutte stronzate.

Non farai niente di tutto ciô. Ti dico io cosa farai.

Ti troverai un lavoro. Ecco cosa farai.

Un lavoro da ex carcerato, come svuotare vassoi nei self-service o pulire cessi.

E ti ci attaccherai come a un'ancora perché sarâ la tua salvezza.

Fidati di me, Jack, sarâ la tua salvezza. Mi ascolti?

E quando alla fine della giornata arriverâ il padrone

per vedere come hai lavorato, non Io guarderai negli occhi.

Guarderai per terra perché non vorrai vedere la paura nei suoi occhi

quando Io prenderai, Io butterai per terra e gli farai rimpiangere di essere nato.

Dovrai guardare per terra. Ti ho detto di ascoltarmi, stronzetto.

A quel punto controllerâ il tuo lavoro.

E ti dirâ: "Laggiù è rimasta una macchiolina".

"E qui ce n'è un'altra. Cosa mi dici di questa macchiolina?"

E tu manderai giù tutto il dolore e pulirai la macchiolina,

finché non sarâ tutto splendente.

Poi il venerdì prenderai la paga.

E se resisterai,

potrai diventare presidente delle Chase Manhattan di tutto il mondo.

Se resisterai.

Ti sbagli. Piuttosto che finire così, preferisco stare in prigione.

Peggio per te, pivello.

Tu saresti capace di fare una cosa simile?

Magari.

Centrale. Treno 12 diretto a est.

- Qui Barstow. - Perché ci avete fermato?

C'è un treno impazzito diretto verso di voi sul binario uno.

- Numero 12, rispondi. - Non vedo nessun treno.

Se fossi abbastanza vicino da vederlo, saresti giâ morto.

É a circa sei chilometri. Devi spostarti subito sul binario due.

Cristo santo.

- No, dici sul serio? - Che succede?

- Non potete entrare. - Ma smettila.

Il 12 diretto a est va a passo di lumaca. Chi è l'incompetente che Io guida?

Bisogna dirgli di sbrigarsi.

Te l'avevo detto che c'era qualcosa che non andava.

- Forse siamo su un espresso. - Abbiamo travolto un treno senza frenare.

Sta succedendo qualcosa di strano. Guarda. Tutti i corrimano sono andati.

- Forse il macchinista è morto. - I macchinisti non muoiono su due piedi.

Perché nessuno ha fischiato?

Che ti prende? Sei impazzito?

Volevo solo vedere se funziona. Hai detto che il macchinista è mor...

Lasciami andare.

- Non stiamo giocando a guardie e ladri. - L'hai scelto tu il treno.

Hai ragione.

Polizia di stato a elicottero uno. Rispondete.

- Abbiamo novitâ sugli evasi. - La chiamano alla radio.

La polizia ha trovato dei vestiti in un piazzale di manovra.

Ci sono anche scarponi da detenuto.

- Come sono arrivati così Iontano? - Cosa vi avevo detto?

Sarô lì tra dieci minuti. Fatemi trovare pronti degli agenti.

Ricevuto. Stiamo arrivando.

Divertiamoci un po'.

Forse è meglio andarcene da qui.

Potremmo buttarci giù. Che ne dici?

Rischiamo di romperci l'osso del collo.

- Hai ragione. - Cerchiamo di capire cosa succede.

- E come? - Andiamo nel vagone di testa.

Andiamo nel vagone di testa e vediamo cosa diavolo sta succedendo.

Questo Io prendo io.

- Cosa me ne faccio? - Nascondilo da qualche parte.

E aspetta il mio segnale prima di attaccare.

Salve, Mr MacDonald.

Non dite a nessuno del treno. Non voglio che i passeggeri si spaventino.

E poi bisogna difendere la reputazione dell'azienda. Che novitâ ci sono?

Ha travolto in pieno l'ultimo vagone del Granville 12.

Ci sono feriti?

- No. Che ne è del macchinista? - Quel vecchio stupido ha avuto un infarto.

Ha fatto di tutto perché non rottamassimo quella locomotiva. Dammi la sedia.

- A quanto va? - A 110 km/h.

Perché non Io fermi? L'hai voluto tu questo sistema da 4,5 milioni di dollari.

Il sistema serve a smistare i treni, non a fermarli quando sono senza macchinista.

I freni sono fuori uso e il limitatore di velocitâ dev'essersi rotto nello scontro.

Ma non preoccuparti. Faremo il possibile per evitare altri morti.

- Non dimenticare il ponte Seneca. - Portaci del caffè.

- Cosa c'entra il ponte? - Me ne sto giâ occupando.

- Vorrei ricordarti che è vecchio. - E allora? Vuoi portarci il caffè, sì o no?

Quando il treno raggiungerâ questo ponte, avrâ una velocitâ di 145 km/h.

Sul ponte il limite è 80.

- Fallo deragliare sul raccordo Jordan. - Ottima idea.

Non mi serve che tu mi dia ragione. Fallo deragliare. Dobbiamo salvare il ponte.

Con questo sistema posso spostare chiunque sul binario di raccordo.

- Pensiamo a qualcos'altro. - Abbiamo quattro locomotive deserte.

Se ti lascio giocare con il tuo sistema, quel mostro ucciderâ qualcuno.

Sai quanto costerâ all'azienda? Lo sai?

Fallo deragliare. É un ordine.

Se è quello che vuoi, Io farô.

Ma loro mi sono testimoni. Te la prendi tu la responsabilitâ, Eddie.

Sì, la responsabilitâ è mia.

Centrale a Jordan.

Segnalatore 40, è un'emergenza.

Rispondi. É un'emergenza.

Centrale a Jordan. Segnalatore 40, rispondi.

Dove diavolo sei finito?

Jordan. Qui segnalatore 40.

Qui centrale. Un treno senza macchinista è diretto a ovest sul binario uno.

Devialo manualmente sul binario di raccordo e poi allontanati.

Il supervisore MacDonald vuole farlo deragliare. Capito? Mr Eddie MacDonald.

Che mi venga un colpo.

Porca puttana.

Hai sentito?

Vieni.

Vedi, te l'avevo detto. Sapevo che c'era un macchinista su questo coso.

- Avevi ragione, figliolo. - Fischia, bello, fischia.

Ragazzi, sarâ un bel botto.

- Qui segnalatore 40 a Jordan. - Qui centrale.

Sbaglio o ha detto che sul treno non c'è nessuno?

- Esatto. - Lasci che le dica una cosa, signore.

Secondo me si sbaglia.

Stanno azionando il fischio.

Niente deragliamento. Corri a rimettere tutto a posto.

Qualcuno sta azionando il fischio. E lei l'avrebbe ucciso così.

Oh, cielo.

E vai col prossimo ostacolo.

Corri, trenino. Adesso dovrai vedertela con me.

Ti piacciono le acciughe?

Non ricordo di averne mai mangiate.

Se le avessi mangiate, te Io ricorderesti. Fidati.

- Vieni qui. - Che succede?

- Non credo ci abbia visto. - Che facciamo adesso?

Lasciamolo entrare. Quando sarâ per due terzi dentro, Io bloccheremo.

- Non Io uccidiamo, vero? - No.

A meno che non ci costringa.

Così sapremo cosa sta succedendo.

Sì, buona idea.

É in difficoltâ. Andiamo ad aiutarlo.

Vieni. Andiamo a dargli una mano.

Siediti.

Cosa ci fai qui?

Cosa ci faccio qui? Io lavoro su questo treno.

- E voi cosa ci fate qui? - Te Io dico io cosa ci facciamo qui.

Andiamo a Las Vegas a trovare un nostro carissimo amico, Wayne Newton.

Perché? Devi controllarci i biglietti, tesoro?

Ehi, tesoro, che ne diresti di una bella scopata?

Provaci e vedrai.

Smettila con queste stronzate.

Che cosa sta succedendo?

Ero stanca e mi sono addormentata.

So che non avrei dovuto farlo. Non so altro.

Ho picchiato la testa quando abbiamo urtato quel vagone.

Non so cosa sia successo, ma il treno è senza macchinista. Ci siamo solo noi.

- Abbiamo sentito il fischio. - Ero io.

Sta cercando di fregarci.

Presto questo treno farâ una brutta fine.

Sono venuta nell'ultima locomotiva perché è la più sicura. Non capite?

- Io non credo a tutte queste stronzate. - Non ci credi?

Guarda fuori dal finestrino, se non mi credi. Questo treno è senza controllo.

Rischiamo di morire.

Allora sarâ meglio fare qualcosa.

Cosa mi dici dell'aiuto macchinista?

É una donna. Maledizione. La saprâ manovrare una locomotiva?

Merda.

L'unica persona su tutto il treno è una donna. Questa sì che è fortuna.

- Che vuoi adesso? - Il capo della sicurezza di Stonehaven.

- Non ho tempo. - Dice che è importante.

- Sa del treno? - Non credo.

Bene. Digli di tornare più tardi.

- Quanto manca al ponte? - 25 minuti.

Merda.

- Stazione Seneca. - Parlate pure.

Sono MacDonald. É in arrivo un treno a più di 130 km/h.

- É troppo veloce per il ponte. - Questo Io so anch'io.

- Radunate la squadra di soccorso. - Cristo. Non potete fermarlo?

Lo fermeremo. É solo una precauzione.

Stronzo.

INTERRUTTORE D'EMERGENZA B ARRESTO MOTORE

Non funziona.

- Ho giâ tentato nella seconda locomotiva. - Perché no?

Quando più locomotive sono agganciate insieme,

dipendono tutte da quella di testa: Se si ferma quella, si fermano tutte.

Non ci credo a queste stronzate.

Siamo evasi da un carcere di massima sicurezza

per finire su un treno impazzito con questa stronza e tutto il resto.

- Siete evasi da Stonehaven? - Sì. E allora?

- Perché gliel'hai detto? - Gliel'hai detto tu, idiota.

- E allora? Credi che chiamerâ la polizia? - No.

Mi sa proprio che avete scelto il treno sbagliato.

Perché non sei andata verso la locomotiva di testa? Perché sei venuta qui?

Perché non c'è modo di passare dalla seconda alla prima locomotiva.

C'è una porta, ma dev'essersi bloccata dopo la collisione.

Che facciamo adesso?

- Sanno di noi? - Sì, dopo Io scontro con quel vagone.

Se ci scoprono, se mai ci fermeremo, saremo circondati da sbirri.

- Questo è tutto territorio di Ranken. - Rischiamo che ci trovi.

Non mi arrendo. Anche a costo di morire, non gliela darô la soddisfazione.

Io non voglio morire.

Non mi avranno vivo.

E non avranno neanche te.

Non Io so.

Ora come ora non so niente. Non riesco neanche a pensare.

Fa' come ti dico e smettila di fartela sotto.

Ti ho portato con me perché ti credevo in gamba, non un fifone.

Quello che vuoi fare non ha senso. Se saltiamo, non avremo scampo.

Io non posso buttarmi qui. Sarebbe un suicidio.

Se salti, ti spaccherai ogni singolo osso del corpo. E poi che farai?

- Non sarebbe la prima volta. - Io ti seguo.

Ti seguirô finché le gambe mi reggeranno.

- Non potete andare. - No?

- Non potete lasciarmi qui da sola. - Chi vuole puô saltare con me.

So come fermare il treno.

- Perché non ce l'hai detto prima? - Forse non si fermerâ del tutto,

- ma possiamo farlo rallentare. - Dimmi come.

Se scolleghiamo i cavi elettrici tra una locomotiva e l'altra,

si fermeranno una per volta.

Non sarâ facile. Saranno ghiacciati e non abbiamo gli attrezzi adatti,

ma è sempre meglio che saltare.

Ti conviene sapere quello che dici.

Non minacciarmi. Che ti prende?

Forza, andiamo.

É quello.

- Quello vicino al giunto? - Sì, quello.

Tirami su.

Provaci tu. Tu puoi usare due mani.

- Attaccati a me. - Tieni la chiave inglese.

Ce l'ho fatta. Ci sono riuscito.

Tiratemi su. Ce l'ho fatta.

- Guarda qui. Vieni a vedere. - Che c'è?

II treno sta rallentando.

- Si è assestato sui 130. - Due minuti fa andava a 150.

- Non capisco. - Dev'essere stata la ragazza.

Non importa. Che vada a 130 o a 230, il ponte non puô resistere.

- Quando manca al ponte? - Cinque minuti.

- Andiamo. - Okay.

Possiamo aiutarci con l'estintore.

Mi è caduto.

Sta arrivando. Dovrebbero mancare tre minuti.

Tiratemi su.

Prendila.

Ti tengo io. Prendi la mia mano.

Prendi la mia mano. Forza.

Guardate.

Passami la centrale, presto.

É incredibile. Ci sono tre persone sul treno.

Porca vacca. Da dove sono spuntate?

Non Io so. Abbiamo appena salvato tre vite umane.

- Non per molto. - Ti spiace darmi un attimo di tregua?

Mi piacerebbe, ma abbiamo cinque minuti per spostarlo dalla linea principale

o ci sarâ uno scontro frontale col Northeast Express.

Non vedo il problema. Basta spostarlo sul binario 14.

Ottima idea. Perché non Io mandi verso Elken?

- Perché no? - No, lì c'è un'industria chimica.

- A quella velocitâ non riuscirâ a curvare. - Si ribalterâ e travolgerâ tutto.

Sarâ meglio avvisarli.

Sai una cosa? Devo ringraziarti.

Un conto è saltare e finire contro un albero o un palo.

Ma finire spiaccicato in un fosso con un fianco rotto in attesa degli sbirri

sarebbe stato un peccato.

Non scherzare.

Ehi, ci siamo quasi.

Forza. Scolleghiamo quel coso.

- É questa la porta? - É bloccata. Non ce l'ho fatta ad aprirla.

Non preoccuparti, tesoro. É una vita che buttiamo giù porte.

Non puoi farcela con quella mano. Lascia che ti aiuti.

- Lascia fare a me. - Ce l'ho fatta.

Non puoi riuscirci con quella mano.

Merda.

Accidenti a te.

Prendi la prima a ovest a Macketsburg. Vai al raccordo di Bellport.

Chiama i soccorsi e fai evacuare la zona. Portali il più Iontano possibile.

Avete dieci minuti, se siete fortunati. Lasciami in pace, Ruby.

Ci sono due evasi pericolosissimi in fuga.

La cosa non mi riguarda.

Ho un treno impazzito con tre persone a bordo e neanche un binario libero.

Quindi mi faccia il favore di andarsene o la butto fuori a calci.

Subito.

Tienilo sotto controllo. Io vado al cesso.

Spero che non le sia piaciuto e voglia fare qualcosa per rimediare.

Non credo voglia continuare la conversazione con il tono di prima.

Si tolga quel piscio dalla faccia. E la smetta di dire stronzate.

Se non ritrovo quei prigionieri, nella prigione scoppierâ il finimondo.

Ha mai assistito a una rivolta in un carcere di massima sicurezza?

Ha un cervello troppo piccolo per immaginarselo.

- Dov'è il treno? - Sul binario uno.

Se mi ha preso in giro, le farô ingoiare tutti i denti. Svelto.

- Mi dica dove posso trovarli in elicottero. - Certo.

Glielo faccio vedere subito.

Non ho fatto tutta questa strada per farmi bloccare da una dannata porta.

Non arrenderti. Ce la faremo.

Come?

Non Io so.

Ma so che stanno liberando i binari

e che non ci abbandoneranno.

- Come fai a saperlo? - Me Io sento.

I miracoli succedono.

Ti rendi conto delle stupidaggini che dici?

Al diavolo i miracoli. Bisogna contare solo su se stessi. Su nessun altro.

Credete che resterô qui in attesa di un miracolo? Vi sbagliate.

Adesso esco e cerco di fare qualcosa.

Vado fuori e ci provo. Ecco cosa faccio.

Non puoi farcela. Non ci sono appigli.

E nemmeno passaggi. Te l'ho giâ detto: Non puoi farcela.

Ce la farô.

Se devo fare un salto di un metro e mezzo, come un uccello, Io farô. Ce la farô.

Non puoi farcela, non con quel braccio.

Ma io sì. Io posso fermare quest'affare.

Dammi un goccio. Fammi provare.

D'accordo.

Vacci piano.

- Sei molto coraggioso. - Lo so.

Gli occhiali.

Vado.

Ci siamo.

Soci?

Sì, cazzo.

Puoi farcela. Hai le palle, figliolo.

Tu sì che hai le palle. Più palle che cervello.

- Che cosa hai detto? - Che è senza cervello.

- Sei cattivo. - Ma è la veritâ.

Forza. Sbrigati, idiota.

- Adesso. Salta. - Dobbiamo farlo tornare indietro.

- Dai, forza. - Non ce la faccio a guardare.

Allora siediti.

Non piantarmi in asso.

Forza.

Non mollare. Non mollare, idiota. Riprova.

Non puô farcela. Non ti importa? La sua vita non significa niente per te?

Togliti dai piedi.

Torna indietro, finocchio. Vuoi essere un duro? Ti arrendi così? Torna indietro.

Lascialo entrare.

- Che ti è preso? - Fammi vedere se sei un vero uomo.

Lasciami in pace.

Torna subito fuori.

Non osare parlarmi così. Non so neanche chi sei.

Vuoi essere un duro? Allora torna fuori.

- No. Basta. - Vuoi uccidermi?

Se avessi voluto ucciderti, l'avrei giâ fatto da tempo. Puoi farcela.

É impossibile.

Se non provi, non puoi saperlo.

Sei un codardo. Perché sono evaso con un vigliacco?

- Lascialo in pace. - Fatti valere, figliolo.

- Alza quel culo. Mi hai sentito? - Basta.

Torna lâ fuori.

- Va bene, vado. - No, ti sta usando. Non andare.

- Farai quello che ti dico? - Sì.

- Fallo tu, se hai coraggio. - Lo farei, se non fossi ferito.

Balle. Credi di poter sacrificare la vita degli altri invece della tua?

Sei un animale.

No. Peggio.

Un essere umano.

Torna lâ fuori. Subito. Vai. Obbedisci.

Non ti lascerô andare. No.

Non toccarla.

Ti ammazzo.

- Muori, bastardo. - Ti ammazzo.

Non costringermi a ucciderti. Guarda che Io faccio.

Ti ammazzo. Non costringermi a farlo.

Se ti avvicini, ti ammazzo.

Butta il coltello o ti riempio di botte.

Fatti sotto. Forza.

Uccidilo.

Credevo che fossi mio amico.

Credevo che fossimo soci.

Che cavolo.

Alla resa dei conti ti sei rivelato peggio di Ranken.

Almeno lui ti dice le cose in faccia.

Eri un eroe per me.

Eri un eroe per tutti noi in quel cesso di prigione.

Al diavolo.

É tutta colpa tua. Avresti dovuto darmi retta e farlo deragliare.

Allora? Li mandiamo su un binario morto così tra 15 minuti saranno spacciati?

- Stazione di Elken. - Qui Elken. Parlate pure.

Gilchrist, sono MacDonald.

- Sono Barstow. - Forza.

Adesso ascoltami bene e agisci in fretta.

Hai circa un minuto per deviare il treno sul vecchio binario.

- Consideralo giâ fatto. - Bravo, figliolo.

Salveremo Io stabilimento chimico.

Ma sacrificheremo tre vite umane.

Ci sono ancora un sacco di facce radiose alla base NASA di Houston oggi

per il lancio avvenuto mercoledì di due nuovi satelliti per le comunicazioni.

Il numero di esperimenti di questo genere è destinato a raddoppiare

il mese prossimo con il lancio di un satellite meteorologico anglo-francese.

Il direttore Hogan ha Iodato l'equipaggio della missione appena conclusa...

Non capisco.

Come è potuto succedere?

Perché non siamo riusciti a fermarlo con tutti questi congegni?

Con tutta questa tecnologia avanzata.

Ci sono cose che non si possono spiegare.

Guardate.

Porca vacca.

Hai visto, Ranken?

Vieni giù.

Non mi riporterai indietro. Provaci. Non te Io permetterô mai, bastardo.

Che ti prende? Non hai le palle per farlo?

Mi senti? Non riuscirai a fermare questo treno.

Non ci riuscirai mai. Mi senti, bastardo?

Te l'avevo detto che sarei scappato. E ce l'ho fatta.

Sono qui, davanti a te, bastardo. Vieni giù a prendermi.

Ho vinto.

Vieni giù a prendermi. Sono vivo, bastardo. Vieni giù.

Mi senti? Non mi prenderai mai.

Non riuscirai mai a fermare questo treno. Hai capito? Ho vinto io.

Cos'è stato?

- Che è successo? - Ci hanno piantato in asso.

Ci hanno deviato su un binario morto.

- Che cosa vuol dire? - Che ci schianteremo.

Abbracciami.

Non voglio morire da sola.

Andrâ tutto bene. Ci salveremo.

Tutti muoiono da soli. Forza.

Forza, bastardo, sono qui. Sono fuori dalla gabbia adesso.

Sono fuori dalla gabbia. E non ci tornerô mai più.

Non potrai fermarmi. Sono fuori. Mi senti?

- Non puoi farcela. - Sono libero. Non mi avrai mai.

Ti darô una bella lezione, figliolo.

Dipende tutto da qui.

Raggiungerô quella fottuta locomotiva.

Ce la farô.

Guardami.

Ti sto aspettando.

Jonah è vivo?

Sì.

Bene.

Sarâ felice.

Non farlo.

Finirai sulla sedia elettrica, Io sai.

Premi quel pulsante. Siamo su un binario morto.

Tra cinque minuti ci schianteremo.

Allora ci faremo un bel viaggetto di cinque minuti assieme.

Ti credi un eroe, ma non è così.

Sei un buono a nulla.

Lo siamo tutti e due, fratello.

Adesso premi quel pulsante e ferma il treno.

Ci restano pochi minuti.

Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.

- Morirai, bastardo. - E tu morirai con me.

Vaffanculo.

Anche tu hai paura di morire, come tutti.

E non ti lascerô andare, mi hai sentito?

Io sono libero.

Credi di aver vinto.

Anch'io so come morire.

Vincere o perdere: Che differenza fa?

Che ne sarâ del pivello e della ragazza?

Loro non c'entrano.

É una questione tra me e te.

Fermala. Maledizione.

Fermala.

Non devi fare altro.

Sa quello che fa.

Fermala. Non devi fare altro.

Ce l'ha fatta.

"NON V'É BESTIA TANTO FEROCE DA NON CONOSCERE LA PIETÀ."

"MA IO NON LA CONOSCO, PERClÒ NON SON BESTIA."

RICCARDO III - WILLIAM SHAKESPEARE

Sottotitoli Visiontext: Laura Castoldi

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