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Original subtitles

- Buongiorno. - Salve. - 'Giorno.

- Professore... - Salve.

Jambo! Jambo!

- Dottor Luca, veloce, sta male.

Ma rotto l'acqua.

- Che acqua? Le acque. - Si.

- Contrazioni? - No, si, no!

- Si o no? - No.

- Prepara i ferri. - Okay.

Bisturi.

Che bella patatina!

- Cuciamo, dai.

Questo lo mandiamo via.

Tieni.

Questo... lo operi tu

e non facciamo cazzate.

- Mai fatto la profilassi? - Professore...

Alé!

Che sarà? Dai!

Vai li, ti pigli un po' di sole.

Respiri aria buona, non come questa che è inquinata,

e tiri giù un po' di pancia, che sta crescendo.

- Per questa bastava il circolo. - È il posto giusto per te ora!

Quando torni il tuo Sergione ha già sistemato tutto.

Speriamo che Sergione mio ci mette poco.

Poco, non ti preoccupare. Mo già parlato con qualcuno...

- Mica mi preoccupo. - Appunto.

- Ciao, Mario. - Ciao, Sergio.

- Dico qualcosa a tuo figlio? - Che gli diciamo al dottorino...

Digli che se ha tanta voglia di curare i negri gratis,

non c'è bisogno di andar tanto in là.

Sono di più qua ormai. Ciao.

Ciao, Sergio!

- Luca! - No, dille che non si può.

E poi è una femmina.

- Luca! - Vabbè, chiamala Luca.

Facciamo una foto.

- Buonasera, Señor. - Ciao, Carlos.

- Mia moglie? - No está.

Lo vedo da me.

Sai dov'è andata? Che ha detto? Quando torna? Niente?

- Yo no sé. - Quando mai! Manco l'italiano "sé" tu.

In 10 anni che stai qua solo "contributi" hai imparato.

Parto per il Kenya, fammi la valigia, per favore.

- Si, Señor. - I sigari che fine hanno fatto?

- Yo no sé. - Che te lo chiedo a fare? Ti pago pure...

- Jambo. - Jambo.

- Come è andata? - Bene, bene.

Abbiamo anche Luca 11.

Al prossimo o gli impedisci di chiamarli Luca o non lo so.

Poi non c'è più spazio nella bacheca.

Ne compro un'altra quando vado a prendere il dottor Tirelli.

- Vai tu? - Mh-mh.

- Perché? - Perché si.

- Come andiamo, Cristoni? - Male.

- Sarà mica tifoide, Luca? - No, te l'ho già detto.

- Sei sicuro? - È meglio che torni a casa.

Tanto qua quello che hai non lo scopriamo.

- Di solito ci mandano sempre l'ultimo dei cazzoni come medico...

- Grazie, Elsa. - Scusa, Lorenzo, era per dire.

- Dai, coraggio. - Ahi! - Scusa.

- Invece ora ci mandano uno che sembra un fenomeno.

È un mio amico.

È per questo che viene,

almeno spero.

Arrivo!

- Ciao. - Ciao, già a casa? - Si.

- Sono scesa di altri 6 minuti. - Ma dai!

- E senza spingere. - Pazzesco!

- Mai fumato? - No. È quello.

Ormai è casa sua, fa come gli pare. "No sé, no sé".

Comunque, posso arrivare a 3 ore e 40.

Un po' di tempo perme lo trovi?

- Sono tutta sudata... - Buono!

- Fammi fare una doccia. - Dopo.

- No, ora. - Dopo.

- Faccio veloce. - No!

- Che fai tu qua? Te ne vai? - Scusa, Señor.

E basta con queste sigarette, con il sigaro!

- Mi spiace che parti. Non mi piace stare sola.

- Quando torni? - Presto.

Vado a dare una mano a Luca e poi torno, presto.

È bello quello che fai.

Dici che lo fai per Luca, ma l'ho capito che la fai per te.

Mi fa piacere.

- Signore e signori, allacciate le cinture

e porre il tavolino in posizione verticale...

Scusi, mischiare alcool e farmaci fa male.

Sono un medico.

Non mi rompa i coglioni.

We are landing! Check yourbelts!

Ce l'ho le belts! Pensa a guidare, li mortacci tua!

Oh, Dio! Oh, Dio!

- Dottore, arriva.

- Dottore, vieni?

- Mario! - Ehi... - Stai bene?

- Sei pallido. - Si.

Ehi, Mario!

- Eight is too much.

- Give me eight. - No eight.

E dagli questi eight! Guarda com'è ridotto!

Daglieli tu!

- Mow much is it? - Foryou, ten.

- Ah, ten? - Ten.

Paraculo, tiè!

Thank you, thank you very much.

Oh!

Oh!

- Sono contento di vederti. - Anch'io.

- Allora? - Tutto bene, benissimo.

Bene. Bravo.

E Ginevra?

Sta bene.

- Tuo padre ti saluta tanto. - Let's go! - Grazie.

- Shrek sta con noi? - Si chiama Don Bosco.

- Sacerdote? - Orfano. - Ah, mi spiace.

- Allevato dai padri comboniani. - Mario, my name Mario Tirelli.

- Parla perfettamente l'italiano. - Piacere. - Bravo, Shrek.

- Don Bosco. - Piacere mio.

Andiamo, andiamo.

- Ammazza!

Welcome to Africa!

Mai capito come s'è piazzato il paraculo!

Chi hai come infermiera? Naomi Campbell?

La conoscerai.

Questa è la casa di un diplomatico, passiamo qui la notte.

- Ambiente internazionale, mi piace. - Mi, George!

- Mi. - Mow are you?

- I'm very well. Welcome back. - Thank you.

Nice to see you.

- L'Italia è un Paese assurdo, con ospedali peggiori di quelli africani.

Ci vado due volte l'anno per lavoro, è incredibile.

- Che ha detto? - Mh? - Che ha detto?

Che gli ospedali italiani sono da terzo mondo.

Mai ragione,

in Italia ci sono situazioni che paragonate qui sono l'inferno.

Questi ancora rosicano per l'espulsione di Zidane.

- È per questo che gli italiani sono i migliori medici umanitari.

- Che ha detto?

Si, ma non lui. Lui lavora nel privato.

Che hai detto?

- Che sei un grande chirurgo. - Ah, no, no.

- Povero Luca, allora...

Digli che quando scopriranno il bidet

sarà sempre troppo tardi. Diglielo.

Che ridi? Diglielo.

- Luca... - Yes.

- Che ha detto Mario? - Ora ve lo dice.

Sta parlando di...

Parla di igiene, in generale.

- Specifico. - A parte gli scherzi,

è un ottimo chirurgo, all'università Lo chiamavano "mani d'oro".

Che hai detto?

Che sei un grande stronzo.

Mario, scusa se prima ho fatto qualche battuta pesante.

- Sennò si annoiano. - Parli italiano?

Si, non volevo. Un poco parlo, si.

- Capisci tutto? - Si, praticamente...

Allora, scusa se prima mi sono permesso di dire delle cose...

- No, no. - Mi so sentito messo in mezzo.

L'ho capito subito che tu sei un bravo medico.

- Sono medico anch'io. - Sei un collega? - Si.

- È la prima volta qui? - In Africa?

Si, la prima volta.

- Bellissimo... - Si.

Le poche cose che ho visto mi hanno colpito molto.

- Mai fatto colpo anche tu. - In che senso?

- Ti guardava per tutta la cena. - Non mi sono reso conto.

- Voi italiani non... - Non lo so, forse. - Certo.

Vai!

Divertiti.

- Si. - È libera? - Certo.

Vai, Mario, su.

Qualcosa da bere?

No, grazie, è troppo forte perme.

E perché? Se ti ubriachi, fai cose folli?

Cosa ci fa una donna cosi affascinante in un posto come questo?

- Io? - Si.

Questa è casa mia, sono la moglie dell'ambasciatore.

- Mai sentito del nostro progetto "Nutriamo gli orfani"? - No, non ancora.

- È un po' coglione il tuo amico... - Ma no, dai.

Ne ha tutta l'aria, però. Comunque dobbiamo ringraziarlo.

Se non era per lui, non ci saremmo rivisti.

- Andiamo? - Che fine hai fatto ieri?

Sono crollato.

- Dai che è tardi. - Si, un attimo.

- Dammi la borsa, Mario. - Non ti preoccupare.

No, dammi.

È pieno di orfani questo posto, eh?

- Vero? - Certo.

La tardona ieri mi ha attaccato una pippa.

Bella donna, un po' loquace.

- Sono Samburu. - Eh? - Samburu.

Guerrieri e pastori.

Pensano che Dio gli abbia dato le vacche.

- A loro? - Essenzialmente curiamo loro.

Che è?

- Guarda di là! - Che devo vedere?

- Niente. Non devi guardare i pirati. - Che pirati?

- Somali. Se li guardi, come niente ti ammazzano.

- Sono passati? Sono andati? - Oddio, tornano!

- Che cazzo dici?! - Scherzo.

Vaffanculo!

- Capita spesso? - Beh, capita.

Spesso, cazzo!

- Stop!

- Sono suore.

- Non si può passare, c'è un camion impantanato.

- Ci sono feriti? - No, ma non si può passare.

Ciao.

Ci piglia per il culo, questa stronza. Ciao!

- Oh! È una suora. - Vai, Don Bosco!

- È una suora stronza. - Oh!

- Proseguiamo a piedi. - Con questo caldo?

A piedi non è lontano, tagliamo.

Poi ora che l'avranno tirato fuori farà buio.

- Mo la valigia! - La lasci qua, c'è Don Bosco.

- Aspetta, mi metto più fresco. - Eh? - Mi metto più leggero.

- Sbrigati! - Si, si.

Li mortacci sua!

"No sé, no sé"...

- Cosa? - Rinfresca la sera qui, si?

- Ci sono bestie? - Non dovrebbero.

- Sicuro? - Sicuro, no.

- Che vuol dire sicuro no? - Oh, Africa, eh? - Beh?

Sai quando perdi il senso di tutto?

Insomma...

Mo bisogno di chiarirmi le idee. Un attimo, per favore.

Non appoggiarti agli alberi, ci può essere di tutto.

Non toccarli!

- Perché? - Se sono malati?

- Sono bambini, sono bellissimi. - Mo capito.

Comunque, sei nel posto giusto.

Qua il senso ti arriva in faccia tutti i giorni, come un TIR.

Io di questo ho bisogno.

- Jambo. - Jambo.

Eccoci.

Dietro l'angolo!

- Bella. - Ti piace?

L'ospedale dov'è?

- È questo. - Ah...

- Jambo - Jambo, Jambo.

- Non ti piace! - No, è...

...rustico, ha una sua...

Questa è la tua stanza.

Le lenzuola sono pulite. La mattina ripiegale,

cosi si sporcano meno. Qua il bucato si fa ogni 15 giorni.

Quelle non toglierle. Servono per ragni e scorpioni.

- Di notte sempre la zanzariera. Non bere l'acqua del rubinetto:

un'infezione intestinale la becchi sicuro,

se stai attento, ti limiti a quella e te la cavi con un giorno sul cesso.

Il bagno dov'è?

- Devi attraversare il campo. Se ci vai di notte, portati una pila

e cerca di fare in fretta, non si sa mai.

Per il room service fai lo zero, ma questo lo sai.

Per qualunque cosa, sono nella suite di fianco.

- Buonanotte. - Buonanotte, Luca.

Porca mignotta!

Li mortacci tua!

Devi morire.

Che schifo!

- Mario!

- Mario!

- Oh! - Mario...

- Che cazzo ridi?!

Al massimo te la cavi con un giorno sul cesso.

Scotti.

Ti cerco qualcosa.

- Anche l'esotico ha stancato.

Come i Caraibi. Ci sposiamo e andiamo ai Caraibi, via!

Abbiamo deciso di scomparire per un mese.

Anche se Sergio un mese lontano dal lavoro...

- Non fa vacanza neanche a Natale. - Ora c'è qualcuno di cui mi fido.

- Tuo figlio? - No, mio figlio...

Mario Tirelli che è qua. Mario, Mario! Eccolo qua.

Mario Tirelli ti presento il professor Paoletti.

- Piacere. - Piacere mio.

Un giovane chirurgo con una grande carriera davanti.

- Con un brillante avvenire. - Con l'esempio del dottor Manzi...

10 a 1 che al matrimonio non ci arrivano.

Senti, promettimi una cosa.

Tutto quello che vuoi, Ginevra.

Che quando ci sposeremo noi...

devi farmi da testimone!

Lo so che te lo chiederà anche Mario, ma tu devi essere il mio!

Dai, ti prego, promettimelo.

- Promettimelo! - Si, si.

- Si? - Si.

- Che bello! Glielo dico subito, cosi rosica! - Dai.

Sono un branco di trafficoni! Non gliene frega una mazza

a nessuno della medicina, neanche mio padre.

Potevi evitare di salire sul tavolo e urlarlo.

Io, a differenza di qualcun altro, dico ciò che penso.

- Abbiamo fatto una figura di merda. - Mi fate schifo tutti.

- Dai, è ubriaco, lascialo stare. - E il testimone non lo faccio,

né a te né a te. - Vabbè, ora mettiti giù e sta' buono.

- Che hai? - Devo vomitare.

- Apri il finestrino, prendi aria!

- Non c'è la manovella! - È elettrico, buonanotte!

- Devo pisciare. - Mario, Aiutalo!

- No, fa da solo. - Dai, Mario!

- Sarai abituato. - Aiutami, Mario! - Dai!

- Mai una certa esperienza. - Aiutalo, Mario.

- Sta qua, non lo vedi? - Oh, Mario! - Porca troia!

Cazzo!

- Dottor Tirelli, buongiorno. Dormito bene?

Una meraviglia.

Oggi doppio lavoro, Luca è fuori uso.

Si, mi sono reso conto.

Le faccio vedere: qui abbiamo la stanza dei degenti,

li una piccola sala parto. In fondo trova la farmacia,

li accanto le docce... - Bell'abuso edilizio.

Quello l'ha fatto un geometra calabrese?

Veramente è la sala operatoria che stava costruendo Luca

quando ci hanno levato i fondi.

Comunque, qui facciamo più che altro parti, incidenti stradali,

incidenti d'arma da fuoco... - Ah, cazzo! - Eccoli.

Loro sono i nostri infermieri più esperti.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Salve. - Salve.

- Jeremy, ma tutti chiamano Jerry. - Thomas.

Abbiamo pure Tom e Jerry. Io sono Mario, diamoci del tu, cosi...

- Elsa, piacere. - Piacere mio.

- Ecco. - Eccoci qua.

- Sarà una giornata pesante. - Ci sono abituato.

- Bene, buon lavoro. Se hai bisogno di qualcosa, sono in ufficio. - Si.

Se hai bisogno di qualcosa tu, fammi sapere.

Grazie, non ho bisogno di niente.

Allora, da dove si comincia?

Il dottor Luca inizia sempre dagli infettivi.

Sotto con gli infettivi.

Guanti.

I guanti, perle mani.

Mo capito, ma li usiamo solo per urgenze. Costano.

Tom e Jerry! Un fazzoletto, una mascherina...

Se mi ammalo pure io qua, dai!

- Come fate con 2 medici per tutto l'ospedale?

Nell'ultimo mese ha fatto tutto Luca, l'altro era sempre malato.

E chi è Luca? Superman? Va bene, va bene.

Che vogliono questi?

Dice che il bambino sta male.

Vieni qua. Digli di fare un bel respiro, per favore.

Ancora.

Ma la polmonite.

Qua c'è tanta TBC.

Cazzarola! Portarlo dentro, subito, dai!

- Questi non vogliono essere ricoverati. - Non mi interessa, dai!

Next!

Prepara la gamba, inizia a disinfettare.

Con le strade di merda che avete, volete andare più piano?

Digli che purtroppo gli faccio male.

I'm sorry, my friend.

Tampona, tampona.

Ammazza questo!

Ma l'inferno di cristallo sul petto, una gamba rotta e non dice niente?

Tampona. Che sei di gomma?

- Beh? - È andata via la corrente.

- Me ne sono accorto pure io. - Succede tutti giorni.

- Ci sarà un generatore di emergenza, no? - Rotto.

- Tom e Jerry, come faccio a lavorare? - Boh.

Piglia una torcia, una pila, fammi luce! "Boh" dice.

Dai! Sbrigati!

- Pappagallo.

Pappagallo!

No, è un cacciavite. Questo si chiama "cacciavite".

Ecco qua, questo è un pappagallo.

Ora vedi...

come lo facciamo funzionare.

Vediamo un po'?

E dai!

- Bravo!

- Siamo diventati un Paese ignorante, amorale e corrotto.

- Siamo sempre stati cosi. - Perché la gente non si ribella?

- Perché in Italia si sta bene. - Certo, perché ci si abitua a tutto,

anche a questa schifezza. - Grazie, Elsa.

No, Salvatore. Tu fai i miracoli con quello che abbiamo.

È buonissimo. Dove hai imparato a farlo?

- In Italia. - Visto? C'è qualcosa di buono in Italia.

- In galera, in Italia. - Ecco, faccio il bis. Guarda.

Lo sapevi che stavo per prendere i voti?

- Che voti? - Stavo per diventare una missionaria comboniana

e poi a un certo punto sono andata in crisi.

Ma visto i Samburu che vanno in giro col coso di fuori!

Salvatore!

- Me l'hai detto tu!

Quindi aspetti un Samburino, un piccolo Samburu.

No!

Il padre è svizzero, è ortopedico. È stato qua tre settimane...

- Può capitare. - È successo.

- Lui non lo sa. - Meglio cosi. Sai che palle...

Un ortopedico svizzero per casa.

Ci tengo a dire che ho perso la vocazione, ma non la fede.

- Bene. - Tu sei credente?

Io ho avuto l'onore di curare il Santo Padre.

- E quindi? - Tom e Jerry, questa musica?

Posso?

Oh! Qua la corrente ci serve a un sacco di cose.

- Bassa bassa. - Bassa bassa.

- Diglielo! - Per una volta, però...

Ma guarda questi!

Thomas, dov'è il dottor Tirelli?

- Là, nella froccola. - Eh? - Cazzo!

Me lo ha insegnato il dottor Tirelli.

È divertente!

- Scusa!

- Scusa! - Si?

- Ti posso parlare un momento?

Si può sapere cosa ti è venuto in mente?

Che sarà mai! Qualche pezzetto.

Il collettore, il carburatore si trova, si compra.

Si ricomprano.

Ma tu hai capito dove siamo? Vado dal concessionario e li ricompro?

Sarà più importante avere l'energia elettrica

che farsi i giretti in moto perle valli del Kenya, no?

Io con quei giretti ci salvo 3 vite al giorno, chiaro?

Qua non puoi fare come ti pare.

Ci sono delle regole e le regole vanno rispettate.

Sennò te ne torni a casa.

Mo fatto una cazzata. Scusa. Scusa.

Va bene.

- Che cazzo hai addosso? - Niente.

- Un cashmerino? - Vaffanculo, dai!

- Ti presto una maglietta. - Non questa.

Dottore, c'è un problema.

Sono qui per il bambino, Io rivogliono indietro.

- Quale bambino? - L'ho ricoverato ieri, ha la TBC.

Non possiamo riportarlo al villaggio.

Sta' zitto, per favore.

- Se glielo lasciamo, muore. - Mario, muto!

E morisse! Sai che me ne frega!

Si, i walk, i walk.

- This no need... - Non parlare inglese, solo swahili.

Diglielo in swahili di non fare questa cosa.

Meglio che stai zitto.

- Jambo. - Jambo.

- Sai cosa fai? Aspetta qua. - No, vengo con te. Sei scemo?!

- È meglio cosi. - No, no, no.

- Luca! Non mi lasciare. - Sta' li, sta' attento.

Se ti offrono una specie di yogurt da bere, non toccarlo.

- Perché? - È latte fermentato e sangue.

Non è male, però...

Vengo con te, Luca! Mi metto in un angolo, sto zitto.

Ti prego.

Oddio! E no!

Jambo... No, l'orologio no.

- Luca!

Luca!

Eh!

Vabbè, basta.

Daje!

Luca!

La vecchia... Ah!

No, no. Come se avessi accettato, sono allergico.

- C'è... No, no. - Tutto a posto!

- Ci affidano il bambino. - Ah, bene.

La mamma se lo riprende tra 6 mesi, quando la tribù torna dal giro.

- Che giro? - Sono nomadi.

- Ah, si. - Nel frattempo, tu ne sei responsabile.

- Del bambino? - Si.

- Ah! Mortacci tua! No! - Calmati.

Eh?

- La ferita ti ricorda che se il bimbo si fa male, tu ti fai male. - Si.

- Se si taglia, tu ti tagli. - Certo.

- Se muore... - Mo capito!

Ringrazia gli anziani.

Arrivederci.

Jambo.

Ti pare che mi dà una zaccagnata cosi?!

Dovresti esser contento.

Peri Samburu la cicatrice è segno di bellezza, di eleganza.

'Sti cazzi! Da noi è tetano.

Sei matto?! Fermo.

Bambino, fermo!

Bambino, fermo!

Calmo! No, è pericoloso. È pericoloso, capito?

È pericoloso.

No, per favore, dai.

Sta' fermo.

Salvatore!

Traduci un po'. Digli di non fare cazzate.

Chiaro?

- Madonna, dagli una mano. - Madonna!

- Digli di non fare cazzate. - Diglielo.

Giura, fallo giurare.

Tu da oggi ti chiami Ippocrate.

Il giuramento di Ippocrate è una cosa seria.

Mai capito?

Mai capito?

Niente, niente...

Due tacche.

Sergione bello!

Ah, sta operando.

Vabbè, richiamo io. No, richiamo io, qua no prende.

Tirelli, va bene.

- È il posto giusto per te ora!

- Quando torni il tuo Sergione ha già sistemato tutto.

- Speriamo che Sergione ci mette poco.

- Poco, non ti preoccupare. Non ti preoccupare.

Non ti preoccupare, faccio piano. Brava.

Okay.

- Vai. - Apri la bocca. Aaah!

- Vieni. - Aaah...

Aaah...

- Luca? - Mh? - Guarda, vieni a vedere.

Che c'è?

- Guarda questo. - No! Un pemfigoide.

- Bolloso, guarda. - E se fosse un'epidermolisi bollosa?

No, pemfigoide tutta la vita. Mamma mia, è una roba brutta.

- Digli di venire in ospedale. - Si.

Pazzesco!

Brutto.

Come stai?

Insomma... Sono 3 giorni che sudo freddo io.

Dai, rispondi.

- Sta soffocando.

Pressione a 200.

Il bambino è vivo, dammi del Catapresan.

Aspetta, dobbiamo aprirla.

Il feto non è sviluppato. Se apri, lo ammazzi.

Scusate, io non ce la faccio.

- Falle il Valium, opero. - Aspetta un attimo.

- Bisogna salvare lei. - Salviamo tutte e due.

- Jerry, prendi... - Decido io qua, va bene?

Falle il Valium!

- "Decido io qua". Decidi tu, ma che cazzo decidi?!

Ti faccio vedere io.

Porca troia!

Fanculo! Vaffanculo!

- Tutto bene, dottore? - Bene un cazzo, va bene?

- Com'è andata? - Sta meglio.

- Mi spiace per prima, gli ormoni... - È normale.

- Vaffanculo!

- È permesso?

Stai bene?

- Starò bene quando me ne sarò andato da questo posto di merda.

Non dormo.

Tre giorni che sudo freddo,

queste zanzare bastarde, questi poveracci!

Non potevamo salvare tutti e due con quello che abbiamo.

Mo salvato la madre perché ha altri 6 figli.

Senti, sono contento che ci siamo rivisti e tutto il resto,

ma... domani me ne vado, scusami.

- Ti fa ridere? - Si.

Perché il primo volo non so fra quanto è. 6 giorni, credo.

Io non ce la faccio più.

Voglio gli ingorghi sul Lungotevere, voglio la gricia.

Voglio vedere giocare la Lazio, pensa come sono ridotto.

Voglio l'espresso, il cappuccino.

- Ti dev'essere caduto questo. - Vaffanculo.

Vieni con me, dai.

- No, Teresa, devo stare ancora qua.

Anche tu mi manchi.

Tanto, si. I bambini stanno bene?

Non puoi fare ciò che fai, senza rimproverare gli altri?

- Io? - Tu!

Io ti dico che sei una merda perché curi i neri?

- No! Mo detto "neri". - Va bene.

Salvatore, che schifo!

Ti ho detto di non usare il computer per le tue schifezze!

Che schifezze?! È il corpo umano, no?

- Tu curi i poveracci italiani? - Ognuno cura chi gli pare.

Ringraziando Dio, i malati sono ovunque.

- "Ringraziando Dio"?! - Oddio, Luca, che palle!

- Ma come parli?! - Che palle!

Una pesantezza... Non si può dire niente.

- Senti quello che... - Che ho detto?

- Sei peggiorato tantissimo. - Rispetto a quando?

- A prima. - A prima quando?

- Sei peggiorato tanto. - Rispetto a che? Che dici?!

- Il modo, quello che dici. - Mario? - Cosa?

- C'è un'e-mail per te. - Per me? - Si.

Se vuoi, ti lascio il numero del satellitare, cosi ti fai chiamare.

- Grazie.

È Ginevra, sta venendo qua.

- Perché? - Che ne so.

Lo sai com'è Ginevra.

Non ci sa stare da sola.

- È già partita?!

Non t'ha lasciato detto niente?

Non di dare l'acqua alle piante! Che me frega?

T'ha lasciato detto niente perme, Carlos?

- "No sé", figurati! - Mario?

- Si. Scusa.

- Vabbè, devo riattaccare. Che è questa musica?

Che mi frega? Devi fare le feste a casa mia?

Ci sono le piazzette!

- Eccolo.

- Mi raccomando, quella strada al buio non si può fare. - Si.

- Dottore! Ippocrate è salito sul tetto.

- No, Ippocrate. - Cazzo, però!

- Mario, se muore ricordati... - Vaffanculo!

La parabolica no!

- Scendi! - Non toccare!

Disgraziato, scendi!

Scendi!

Digli che se non scende lo gonfio.

Gli faccio male, tanto!

Macofi!

La moglie è un medico? Ci può servire, aiutare?

No.

- Scendi, disgraziato! - La conosci?

La conoscevo una volta.

- Scendi! Salvatore, fammi la scaletta, dai.

- Non ti fare male. - Ti faccio nero!

Dai. Uno... Vai!

Lascia la gamba.

Ti faccio nero.

E no!

Oddio!

- Li mortacci tua!

Oddio, che caldo!

Dammi gli occhiali, ragazzina.

Fa' un po' come ti pare. Ti vuoi ammazzare? Ammazzati.

- Andiamo. Ciao. - Non ti affaticare!

- E voi fate i bravi. - Si.

- Ciao. - Ciao.

Ero venuta per...

- Per rubarmi la posta. - No.

Ti ho portato una cosa.

- Mo saputo che hai deciso di partire, senza dire niente.

No, te l'avrei detto.

È solo che ho avuto un sacco di cose da fare, sono incasinato.

A me cazzate non me le devi raccontare.

Tanto lo so che sei uno stronzo.

Cosa mi volevi dare?

Niente, una cosa.

L'avevo messa li, mi si è incastrato il braccialetto,

ho tirato, si è rotto ed è rimasto dentro.

Apro.

Eccolo.

- Posso tenerlo? - No, quello me l'ha regalato Mario.

E poi è di Bulgari.

Questo è per te.

Ti ho fatto la colonna sonora per il viaggio.

Ah, grazie.

- Eh, scusa. - Scusa il cazzo!

- Sono gli arbusti, la strada... - Guarda, no?

È questa cazzo di musica che mi dà fastidio.

- Guarda come guida questo figlio di mignotta.

Fa le evoluzioni...

Ubriaco!

- Com'è andato il viaggio? - Perfetto.

- Ciao. - Ciao.

- Ti prendo il bagaglio. - Si.

- Ciao. - Ciao.

- Sei sempre uguale. - Anche tu.

- Alé, che il viaggio è lungo. - Andiamo.

Eccoci qua, di nuovo insieme.

- Quando è stata l'ultima volta? - L'ultima volta...

- Quando sei finito in coma. - Ah, già.

Oh, occhio eh?

Samburu!

Belli!

Samburu con vacche.

- Questa è l'accettazione.

Questa è la parte interna. Ciao.

- Loro sono il nostro staff. - Buonasera.

- Qua c'è la vostra camera, questa qui, Mario lo sa.

- Là c'è la mia nell'angolo. - Domani con la luce vede meglio.

- C'è la sala operatoria... - Si, buonanotte.

- Ciao, buonanotte. - Buonanotte.

- È carina.

Secondo me non dura neanche una settimana.

Per me sei meglio tu.

Ma dai! Meglio lei? Veramente?

- Salvatore? - Che ne capisce?

- Bella quella del computer!

- Quella è quella santa donna di mia moglie.

Eccoci qua.

Aria condizionata, room service 24 ore su 24.

Lo so, amore mio, è un po' spartana.

- Che c'è? - Non lo immagini?

- Che mi devo immaginare? - Basta con questa farsa!

- Dillo perché sei venuto, avanti!

Calmati e non urlare perché ci sono i pazienti. È un ospedale.

- Non te ne frega un cazzo di quelli! - Ginevra...

"Io vengo qui, perché do una mano a Luca".

- Ti calmi? - "Io voglio dare un senso"...

- Vaffanculo! - Ti calmi?

- No, non mi calmo! - Calmati e dimmi che è successo!

Due avvisi di garanzia ti sono arrivati!

Mi hai mentito, sei un ladro, un bugiardo!

Non ti ho mai mentito, parli con me!

Mi hai lasciata sola coi carabinieri in casa e i conti bloccati!

- Non me ne sono andato! - Che cazzo di uomo sei?!

Sono l'uomo che tu ti sei scelta,

che ti fa fare la vita facile che ci piace fare,

che non ti ha mai fatto pensare a quanto costano questi vestiti,

la barca o le cazzo di vacanze!

Sono quello che ha risolto sempre tutto per cazzi suoi,

senza chiedere niente a nessuno!

Mi hanno messo in mezzo. Risolvo tutto io, come sempre,

come al solito.

Ti fidi di me?

- Mi sono sempre fidata... - Continua a farlo, brava.

Prestami il cellulare che il mio s'è rotto.

Oh...

- Pronto, Sergio, finalmente! Non riuscivo a contattarti.

Scusa, non volevo urlarti nelle orecchie. Si, dimmi.

Si, però...

Non riesco a capire cosa stia succedendo, perché...

Mi dai del lei?

Ma come "scappato"? Mi ci hai mandato tu!

Si, Vabbè.

Dammi un consiglio, dai.

Come "costituirmi"? Che cazzo dici?! Sergio!

Sergio! Pronto!

Pronto! Pronto!

- Mi scusi. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Mi sa dire dov'è il dottor Tirelli? - Si, di là.

- Grazie. - Prego.

- Eccomi, sto qua, si. Non c'è ora?

Ascolto la musichetta da due ore e adesso non c'è.

- È uscito?

- Va bene.

- No, chiamo io, qua non prende niente. Tirelli...

- Buongiorno. - Ciao.

- Dove vai? - A correre.

- Con questo caldo? - Non fa cosi caldo.

È sempre quella?

Già, con 9 anni di più.

- Se li porta bene, no?

È sopravvissuta a tutto.

Poi è arrivato Mario e me l'ha smontata.

- Non riesco a capire che cosa sta succedendo.

- Il solito stronzo! - Vabbè, ora la rimette a posto.

- Che cazzo dici?! - Che cos'ha?

Boh.

Sai che quando prendo il sole,

mi si vede ancora il segno della marmitta?

Ma va'?

L'avevi appena comprata.

Te lo ricordi quel giorno?

Eravamo andati ai Cancelli, alla festa della...

Oddio, come si chiamava?

- Guiducci. - Guiducci!

- Te lo ricordi, allora. - Si, me lo ricordo.

Scusa, devo andare a prendere...

Scusa.

- Ciao. - Ciao.

- Palla!

Lo scarponcino!

Ehi, perché piangi?

Oddio, come sei bello! Sei bellissimo!

- Tutto bene? - Si, sto risolvendo.

- Com'è lui? - È malato, ha la lebbra.

- Scherzi, vero? - No, sennò non era qua.

- Si attacca? - Un poco. Tieni.

- Amore... - Ci penso io.

Guarda qua. Sai che facciamo? Chiamiamo l'avvocato.

- Io vado a correre. - Si. Elsa! Elsa!

- Avvocato carissimo...

Tirelli... Finalmente riesco a parlarle.

- Lo so che ho un problema molto serio.

- No, sono all'estero, sono lontano. Come faccio a leggere i giornali?

- Dai!

- Dai, cazzo, porca troia!

No, lo puoi usare il computer.

- Se mi usi solo un po' più di delicatezza. - Si, scusa.

- Grazie. - Prego.

Un po' lento.

Cazzo...

- Porca puttana! - Mario!

- Ti aspettiamo. - Si.

Cosa fai, giochi?

- Non c'entro, mi hanno messo in mezzo.

- Io lo denuncio quello stronzo,

poi voglio vedere come va a finire.

Me lo dia pure lei un consiglio. Dica pure, avvocato.

- Ci siamo quasi. - Si? Vediamo.

Okay.

Siamo di 6 centimetri, va' a chiamare Tirelli.

Dottor Tirelli?

- Elsa! La farina. - Cosa?

I sacchi di farina li hanno mandati di nuovo al convento.

- Ti sembra il momento? - È la nostra farina.

- Con che cucino? - Ci siamo, metti un camice.

Metti il camice!

- No. - Metti il camice!

- Mo lasciato il minestrone sul fuoco! - Metti il camice!

Elsa, non c'è Tirelli.

- Cosa?! - Non c'è il dottore. - Non c'è.

Okay, vieni qua vicino, abbassati, pronto a prenderlo.

Mettiti i guanti!

- Non toccare! - Non toccavo, controllavo.

- Il bambino! Prendilo fra le mani.

Okay, brava, ci siamo. Prendilo!

Una bella galoppata, eh?

- L'altopiano si sente. - Eh, si.

Ahi...

Oddio!

Aiuto! Jerry!

- Che c'è? - È svenuta!

Aiutami.

- Fate gli sportivi a 50 gradi all'ombra...

- Buongiorno.

Ehi, una New entry!

- Indovina come si chiama? - Luca 12.

- Elsa 1. - Come Elsa 1?

Ma bisogno di essere visitata.

- Ciao. - Cosa è successo?

- Chiedi a Bebe Bikila. Ma avuto il coccolone.

- Ma detto che era allenata. - Bel medico sei, complimenti.

- Anche tu sei un medico... - Basta! - Appunto.

- Dato che mi avete mollata sola tutto il giorno, fate una cosa perme.

Come tutto il giorno da sola? Tu dov'eri?

Sono sempre stato qua. Che mollata? Dai.

Beh?

Andiamo.

- Sono questi, vedi? - Mh-mh.

Aspetta!

Che hai visto?

- Prendine uno. - Eh? - Prendine uno.

- Dai, corri! - Non dovevamo chiedere? - Corri!

- Corri! - Ahia!

- Che è? - Non parte.

- Più forte, spingi, spingi! - Spingi il cazzo! - Spingi!

- Non possiamo bussare? - Aspetta, vieni davanti.

- Eh? - Vieni davanti!

- Che vengo a fare? - Spingi!

- Spingi! - Aspetta.

Vai, vai, vai.

Vai, vai, corri!

- Dai! - Palizzata!

Sali, sali, sali!

- Oh, ci sei? - Si.

- Insomma, hai rubato. - No, non ho rubato,

abbiamo ripreso qualcosa che ci apparteneva.

Abbiamo rubato a delle suore.

Abbiamo rubato a delle suore che fanno la fame in Africa.

Oddio, che è?

Tutto a posto, dev'essere stato un sasso, una pietra grande.

- Oh, cazzo! - Che è?

Che è?

È viva?

Sta morendo.

- Oh, cazzo! Merda!

Con tutto il rispetto, ti muoiono i ragazzini tra le braccia...

Le vacche sono dei Samburu.

Sono la cosa più preziosa che hanno.

Ora ci fanno un culo cosi!

Spegni i fari, intanto.

No, dobbiamo portarla via.

Ecco.

Grazie.

- 1, 2 e 3. Vai!

Porca mis... Dai.

- Oddio! - Aspetta.

- Vai! - Pronto, vai!

- È strana, eh? - È una pancia.

- Come si fa a fare un figlio in questo posto?

Siamo in un ospedale. Meglio di cosi!

Io non ci riesco neanche a Roma centro.

- Veloce, Thomas, tira via questa mucca!

- E che sto facendo?!

- Buonasera. - Buonasera.

- Che è successo? - L'ha investita.

Guidava lui, io non ho investito nessuno.

È morta?

No, dorme. Andiamo a dormire pure noi. Dorme.

- Falla bere. - Si.

Tanta acqua.

- Idratare. - Si.

Torniamo a casa.

Ora è un po' complicato. Si sta bene qua, però.

All'inizio è un po' dura, ma poi ci si abitua.

- Io non mi ci abituo. - Ginevra, ti deve piacere per forza. Adesso...

non si può. - Perché non si può?

Poi ti spiego.

Spiegami ora.

Non mi va, gioca tu.

- Non ti fare male.

Stava dormendo, eh? Assassini!

Sei ipersensibile. Siamo in Africa, comunque!

Passa!

Dai, Mario!

Scusa.

- Dai!

Ancora!

È pazzesco, chi l'avrebbe mai detto? Cosi tenero!

Vai!

Sei proprio romantico.

- L'hai detto come dire... - Come dire?

Non lo so, un po' coglione.

No.

Un po' ingenuo.

Davvero non l'hai capito perché è venuto qui?

È malato?

Sai che me l'ero immaginato? Io ho pensato di tutto.

- Che bastardo che sono! - Non sei un bastardo.

Sei un coglione.

- Che ti è preso? Che hai? - Cammina, vai!

Mi spieghi che hai?

- Che ho? Vuoi sapere che ho? - Eh?

Ginevra mi ha detto tutto. Ecco che ho.

Di che ti ha detto tutto?

Quanto ti hanno dato?

Quanto ti hanno dato per dire che quelle valvole erano a posto?

Quanto, cazzo, rispondi!

Parecchio. Mi hanno riempito di soldi, contento?

Non ti vergogni?

Per 20 anni quelle valvole funzionano benissimo, meglio di tante altre.

Quanto campa uno che ha una valvola in corpo? Lo sai meglio di me. Dai!

Tutte quelle stronzate sul senso della vita!

E io che ti ho creduto, coglione che sono!

- Sei scappato! - Io, eh?

- Sei venuto qua a nasconderti! - E tu che hai fatto?

- Che cazzo dici? - Che fai tu qua?

Che cazzo dici? Aiuto la gente, aiuto gli altri, testa di cazzo!

Il senso di colpa non ti dice niente?

- Che cazzo dici?! - Ginevra non ti dice niente?

- Lascia stare! - Col cazzo che lascio stare!

Io ero in coma per colpa tua, testa di cazzo, e te la sei scopata!

- Mai sperato che morivo, eh? - No, non ho sperato che morissi!

- Non ho sperato che morissi! - Chi fa più schifo, io o te?

Ma ragione tu padre, non vali un cazzo.

Professorino dei miei coglioni!

- Tu fai più schifo - Ah, io?

Perché speculi sulla vita della gente, perché sei un ladro...

Tutto quello che hai è di qualcun altro.

Manco le padelle dal culo dei vecchi ti facevano levare in Italia!

- Puoi averci tutti i soldi che vuoi. - Senza tuo padre, non ti laureavi.

Se non era perme stavi ancora nella merda!

- Con queste mani... - Che cazzo fai con queste mani?

- Che cazzo fai? - Vattene!

Ti spacco la faccia e ti devo pure ricucire io.

- Vattene a Fanculo! - Vaffanculo tu!

- Ma va'! - Vaffanculo!

- Vai, vai! - Vaffanculo!

- Vai! - Coglione!

Vai, Luca Manzi, scappa!

- Sei uno stronzo nel cesso sbagliato! - In che posti di merda ti rinchiudi?

- Uno stronzo nel cesso sbagliato! - Vaffanculo!

- Vai, vai, guardalo. - Testa di cazzo!

L'omino dell'amaro Montenegro dei miei coglioni.

Tagliati i capelli, fatti la barba, zecca!

Vaffanculo!

Dove vai? Vieni qua!

Spiegami come ti è venuto in mente di raccontargli tutto!

Non è ciò che ho raccontato io, è ciò che hai fatto tu!

- Sei la solita... - La solita che?

Non mi provocare! Non mi provocare!

- Io non ti provoco, non ne ho bisogno.

Sono diversa da te.

Sono... una persona che non sa mentire.

- Vaffanculo, Ginevra! E dai. - Ecco.

Bravo, bravo.

Guarda, eh? Guarda!

- Apri la porta. - No! - Apri.

- Vai via, sei cattivo! - Amore mio, apri!

- Va' via! - Apri la porta! Apri!

- Mario! Cosa urli?

Mai capito dove siamo? Guardati intorno.

Avremo i container e la polvere, ma è sempre un ospedale.

- Scusami. - Scusa un cavolo!

Ora voi fate le valigie e ve ne andate e basta.

Elsa!

Basta piangere, dai.

Okay. Ora mi calmo, va bene?

Okay.

Mi sono calmata, va bene? Okay.

Sono calma.

- Che posto è? Di chi è questa villa? - Sta' tranquilla, sono...

amici di Luca.

- C'è una festa. - Non ti preoccupare.

- Guarda come sono ridotta. - Sciolta, rilassata, stai benissimo.

- Mi, George. - Mario! - Mow are you? - Good, thank you.

- Luca è qui? - L'ho visto vicino alla piscina.

Credo sia ancora li.

- Excuse my... - Not at all.

Bonsoir.

- Mi, hello. - Bonsoir, hello.

- No, vado io. - Sto zitta, giuro.

Tu fai casini pure quando stai zitta.

Stai qua con loro, sono simpatici.

Faccio presto, dai.

A quanti stai?

- Scusi, mi può dire dov'è il bagno? - Certo, li c'è mia moglie.

Puoi chiedere a lei.

Che bella ragazza! È qui da sola?

Penso di si, prova a giocare le tue carte.

Ti volevo chiedere scusa.

Mario, che cazzo vuoi ancora da me?

- Ciao, che ci fai qui tutta sola? Vuoi un drink?

- Non ho mai sperato che morissi. - Lo so.

- Te lo giuro. - Lo so.

- Te Io giuro. - Non c'è bisogno che lo giuri.

Poi ti ho perdonato un sacco di tempo fa.

- Si? - Si.

- Tieni, bevi. - Ti voglio bene, Mario.

Pure io ti voglio bene.

- Sono cose che succedono. - Infatti. - Facciamo una tragedia?

- Una volta è successo... - Beh, una volta. - In che senso?

- Mh? - Mai detto: "Beh, una volta",

come a dire che erano di più.

Guardami in faccia, guardami fisso.

Scherzavi.

Li mortacci tua! Mi hai fatto prendere un colpo.

Tout le monde dans la piscine!

Lasciami!

- Sei matto! - Mere we go!

- Mettimi giù, ti prego! - Baffetto, lascia stare mia moglie

o ti spacco la faccia. Mi sei stato sul cazzo dall'inizio.

Non mi tenere!

No, Mario!

Ti ho detto che sono calmo. Ti ho detto che sono...

Mamma mia, che mal di testa.

- Ora andiamo al campo. - Oh, mamma mia.

- Avessimo una sala operatoria, una sala raggi. - Magari!

Una sala gessi!

Un ecografo...

- Sai quante cose si potrebbero fare? - Eh...

I soldi ci sarebbero pure, capito?

- Ah, si? - Si.

Io un piano ce l'avrei.

Ma come cazzo parli?!

Vabbè, un'idea.

È che io non posso rientrare, purtroppo.

Ci dovreste andare tu e Ginevra.

- Cazzo! - Che è?

- Buongiorno! - Buongiorno.

Vabbè, pensaci.

Non mi interessano i tuoi soldi sporchi.

- Io ho un po' fame.

- Ci sarà un posto dove fanno cappuccino e cornetto?

- No. - No?

- Sei sicuro? - Mo detto di no.

Mo capito. Mi dispiace.

- E i tonnarelli, una pasta lunga lunga, buonissima.

Un giorno andiamo da Felice e ce ne facciamo una cofana.

Poi prendiamo il motorino e facciamo un giro per Roma,

che è bella col motorino.

E andiamo...

Ci facciamo una grattachecca. Te la sogni tu, è tutto ghiaccio.

L'hai mai visto il ghiaccio?

Ma che hai visto?

- La smetti di fare il patetico? - Che vuoi?

Okay.

- Lo faccio.

Lo faccio!

Levati!

Dai.

Basta. E dai!

- È tutto chiaro, no? - Si

Ehi, che c'è?

Un po' di paura.

Paura di che? Sei bravissima, è semplicissimo.

- Quando torni ci facciamo il giro del mondo.

- Mi raccomando. - Si.

- Non fare cazzate. - Non farle tu mentre non ci sono.

- Non ci ammazza nessuno a noi, Ginevra! - Nessuno.

- Luca.

- Ciao, Don Bosco.

Oh, torno fra tre giorni!

Ciao.

- Everybody on board. - Dov'è questo?

See you around.

Ma le ciabatte? Li mortacci sua!

- Ciao. - Ciao.

- Ti ho portato un vestito per domani. - Grazie. Bene, bene.

Non mi fai entrare?

Certo, accomodati.

Sono ancora bella?

Ti piaccio ancora?

- Sei bellissima.

Perché abbiamo aspettato cosi tanto?

Perché...

- Ti aiuto? - Magari.

È da un po' che non lo faccio.

Perché te ne sei andato?

- Rispondi. - Si.

- Pronto? - Lucone bello, tutto a posto?

- Ciao, Mario.

- Si, tutto a posto, ho preso la valigia.

Senti, volevo chiederti: una basta?

Si, gli indumenti sono ben piegati, non occupano spazio.

- Quali indumenti, Mario? - Gli indumenti, Luca.

Non occupano spazio. Va bene la valigia.

- No, Mario, io dico la valigia... - Luca! Una valigia basta e dai!

- Va bene.

Allora passo a prendere Ginevra e poi andiamo.

- Non mi fare stare in ansia. Quando l'hai chiusa, mi chiami.

- Cosi lo so. - Va bene. - Va bene?

- Buon viaggio.

Grazie.

- Ciao - Ciao, ciao.

Daje, Bob Dylan, high five! Andiamo!

Porca miseria!

Oddio!

Non ci posso credere.

- Da qui risulta che lei va al Cairo. - Si, non c'è un volo diretto.

Il Cairo, poi Nairobi e da li con un aeretto interno.

È lunga, è lunga.

I raggi del metal detector potrebbero alterare i campioni.

Questi sono i campioni?

Si, sono i ceppi dei virus che abbiamo fatto analizzare

e gli anticorpi che sono dei virus anch'essi.

Febbre tifoide, febbre gialla,

ebola, MIV. - Si, va bene, chiuda.

- Si? - Chiuda, va bene, si.

- Stavo per avere un infarto. - È fatta, Luca, è andata.

- Ehi!

Non ti senti bene?

Respira, Luca!

- Volo E213 per Il Cairo,

imbarco immediato, uscita 6.

Ti vado a prendere qualcosa.

Ginevra!

- Cosa stiamo facendo? - La cosa giusta.

Lo lasciamo li cosi?

Si.

È arrivato il momento di pensare a noi,

a tutte le cose belle che possiamo fare.

Tu pensa che domani siamo a Miami, io e te.

Va meglio?

Si.

Però ora dammi quei biglietti per il Cairo, sennò ci ripensi.

Li ho già buttati, Ginevra.

Bene.

Dai.

Mi vai a prendere qualcosa di forte?

- Whiskey? - Si.

Cosi mi riprendo.

E a bordo una bottiglia di champagne!

Rispondi.

- Mi scusi. - Si?

Per caso ha visto il signore che stava seduto qui?

Guardi, l'ho visto andare verso l'imbarco circa 5 minuti fa.

Non puoi essere cosi coglione.

- Mi scusi. - Si?

Sa se si è imbarcato un signore sulla quarantina,

castano, con la barba.

- Portava una valigetta medica. - Non glielo so dire.

- È la lista passeggeri? - Si.

- Posso vederla? - Mi dispiace, non si può.

- Per favore, è importante. - Mi dispiace, signora.

Cosa fa?! Signora, mi ridia la lista!

- Signora, mi deve ridare la lista! - Lasciala stronza!

Polizia! Polizia!

Qua continua a uscire pus. Devi rifare la medicazione, capito?

- Si.

- Mario! - Si.

- È arrivata una donazione pazzesca. - Ah, si?

Mi prendi le garze pulite, per favore?

Tu ne sai qualcosa, vero?

Era il minimo che potessi fare, credimi.

Ti rendo conto cosa facciamo qua con 2 milioni di euro?!

Che cazzo dici?!

Due milioni di euro. Lo sapevo che avevi un cuore grande.

Che eri una persona diversa da quella che sembri.

Dammi questo cazzo di telefono!

Mario!

Mario un cazzo! Porca puttana!

- 2 milioni di euro! Sei scemo?! - Calmati, Mario.

Non mi calmo, scusa. L'accordo era su 200.000, dai!

È giusto cosi, Mario, non potevo andare contro la mia coscienza.

- Che mi frega della tua coscienza?! Sai dove te la ficchi?

- Ti aiuto io con le mani mie. - Mi sto imbarcando, devo mettere giù.

- Vedi il culo che ti faccio quando arrivi qua!

- Va bene, ciao.

Prenditi cura di Elsa, eh?

Che cazzo c'entra Elsa? Luca!

Luca! Vaffanculo!

Che cazzo c'entra Elsa?

È il mio compagno, s'è portato via mio figlio.

Evidentemente poteva farlo.

Li abbiamo passati insieme i controlli.

Dovevamo andare a Miami, poi non lo so, sono scomparsi.

Penso si siano imbarcati su un volo diverso.

- No!

No, no, no!

Senta, io la prego.

Come madre.

Mi dica se il signor Manzi ha preso un altro volo.

- Il nome completo? - Luca Manzi.

- Si? - Ginevra, che succede?

- Aspetta un attimo e ti dico.

Trovato niente?

Risulta che s'è imbarcato su un volo per Rio De Janeiro.

- Mario... - Ginevra, che succede?

Eh...

No!

No!

Dai, tirati su.

Fermati! Ti devi fermare!

- Ippocrate, vieni qua!

Mortacci tua!

Che vuol dire?

Vieni qua, dai.

Non s'arriva di botto.

Si dice "Mario" e dopo si tocca.

Sottotitoli a cura di STUDIO ASCI - Crema

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