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What's that?
What's that?
Ah!
We have shiaccato... we have shiaccato a leg... And even I don't have scusa!
State zitt!
Zitta lei signora, ma che vi hanno fatto?
Abbiamo anche l'avvocato della difesa, si vergogni!
Ma la pianti?
Ma te la prendi con una vecchia?
Ah chi vecchia?
Signora...
Signora anch'io mi è stivito reso fuori.
Bravo pure, caffone razzista!
Oh, you have to take care of me.
Look, I'm better not to answer.
Look at me.
Poor guy.
Poor guy.
I'm sorry.
Good job, good job.
Look at you.
Schifo strozo.
Sylvia non è tornata a casa stanotte?
C'è anche il cellulare staccato.
Andiamo alla polizia?
Sbrigati, quella è sparita, sei in ritardo.
Mi sto facendo il culo da sola.
Non essere ossessivo.
Sylvia, uno.
Da quando?
Una settimana, me l'ha detto lei.
Perché non l'ha detto a me?
Scusa, invece di restruenzate, cambrivi e inizi a lavorare.
Davolo 5.
Papi, hai dato una mossa?
Sì, sì, ora vado.
Io ci convivo, Elena, c'ho più diritto di te.
Eccola, chiedielo.
Sylvia!
Mi sono scordata le chiavi di casa.
Mi dà le tue.
Vuoi un caffè?
No, no, no, vado a dormire, me l'ho chiuso l'occhio.
Non solo quello, vedo.
Cretina, dai.
Chi è il cannibale che ti ha fatto questo?
Non lo conosci, dai.
Quando avremo questo onore?
Tu mai.
Ogni volta che te ne presento uno, me lo fai scappare.
Ma dai!
Questo non è vero.
Mi dà le chiavi.
Ti ho il turno stasera, ci sei anche tu?
Sì, oggi tutto il giorno.
Io ti ho sempre sbattuto i miei amanti in faccia, tu me li nascondi, brava!
Mancano tre caffè.
Li faccio subito, e la spromuta?
Non la vuole più.
Tavolo uno.
Forse il sabato sera dovremo essere di più.
E perché?
Siete così bravi che vi fate in quattro?
Forse dovremmo essere quattro in più.
Sì, addirittura quattro in più.
Più lavorate, più consumano e più guadagnate.
Certo.
Elena, tu non lo sai.
Non ho la vita dei ragazzi che vorrebbero lavorare qua.
E io non prendo nessuno.
E lo faccio proprio per voi.
Più sete, meno guadagnate.
Ma non la capisci?
Chi altro vi avrebbe messo a percentuale?
Sì, certo.
Grazie, signora.
Brava, di più bene, signora.
Luisa!
Appagate il tavolo un po.
È un mostro, sono sicuro che è un mostro.
Ecco perché non ce lo fa vedere.
Quanti li ha fatti tuoi?
No, io divido tutto con le persone che amo.
Sì, fin troppo.
Magari anche lei ha bisogno di un suo segreto.
Sì?
Ma amici non ci sono segreti.
Smettila di fare il bambino.
E tu di fare la zoccola.
Dai, veloce, mi sa.
Finalmente non finivate mai.
Oddio, sono proprio cotto.
Non mi sento più le gambe.
Cucciolo.
Mi sa che stanotte è niente.
Ciao, Luciano.
Ciao.
Stanotte Fabio mi manda in bianco.
Mi sa anch'io, dovevamo cacciarli tutti prima.
Ma perché questa sta sempre in mezzo a noi?
Non capisce che di troppo sei gelosa?
Di te?
Sì.
Ciao a tutti, io vado.
Domani mattina è puntuale però.
Sì, certo, non ti preoccupare.
Corri a casa dopo?
Non lo so.
Eh, preferirei saperlo però.
Per una volta fatti i cazzi tuoi, Fabio.
Per lo mio, vuoi sapere con chi si vede?
Bene, vale dietro.
Io ci vado, infatti.
Luciano?
Ciao.
Ciao.
Sei tragica.
Scimmia.
Sei una scimmia bella.
Ma sei pazza.
Ma pazza.
Cinque minuti e te ne vai.
Silvia, sei proprio innamorata?
È solo una cosa di sesso.
Ancora con Silvia?
Ma che ti eccita?
Silvia, ma è come una sorella.
Anche io sono come una sorella per te.
Andiamo di là.
Ti scomma.
Oddio, scusate.
Scusatemi tantissimo.
Scusami, Giorgio.
No, però la luce dall'alto no, tesoro.
Quella ucciderebbe chiunque.
Aspettilo subito.
Oddio, Carmela.
Quando sei arrivata?
Viviana.
Adesso mi chiamo Viviana.
Ciao, Giorgio.
Vieni qua, fatti vedere come ti sei fatta.
Non è che si cambia tanto in cinque.
Beh, io allora vado.
Ciao, Giorgio.
Saluta tanto mamma, anche papà.
Vieni qua.
Mettiti giù, fatti vedere.
Eh, non sei più una ragazzina, neanche tu sei diventata una donna ormai, eh?
Certo, un ritocchino qua e uno qua.
Sì, ho venticinque anni.
L'età giusta per fermarsi un po'.
Quanto ti fermi questa volta?
Sono solo di passaggio.
Non voglio più mettere radici, sai?
Voglio essere proprio leggera, come una piuma.
A una certa età, devi farti una domanda fondamentale.
Quanto ti resta da vivere?
Siamo nel 2000 ormai.
Non posso mica più aspettare che mi succeda qualcosa.
Quello che voglio devo prendermelo subito.
Devo rimettermi in circolo, devo aggredire la vita, devo sperimentare.
E io devo dormire.
E se continuo a starnazzare come una gallina non ci riesco.
Dai Elena, vai a dormire pure tu.
Lascia perdere Tiziana, Viviana, quello che è.
Sarebbe ora che venissi a letto, se no poi mi svegli.
È invecchiata.
Molto.
Ehi, quante torte.
Se vuole puoi restare a pranzo, eh?
Mi ha già invitato un'amica.
Può venire anche lei?
No, lei mi ha invitato, dovrebbe essere da questa parte.
Cerchiamolo insieme, no?
Sì, sai chi è quel figo pazzesco?
È uno stronzo.
Ah, perché lo conosci?
No, lo so, è un razzista di merda.
Ma poi pensa che ce l'ha solo lui.
Beh, la cosa ti va più eccitante, no?
Ma chi l'ha invitato?
Ah, e quello sarebbe l'uomo del mistero?
Mi sa proprio di sì.
Hai capito la signorina, eh?
Ha fatto proprio un bel acquisto.
Ma è solo un pezzo di carne.
Scusa, da quant'è se avevi giudato?
Fabio!
Elena!
Lui è Antonio.
No, Fabio.
Antonio.
Allora, e voi i ragazzi non venite a tavola?
Lui è il ragazzo di Silvia.
Ah, salve.
Questo è mio padre.
Ciao.
Pettiamoci a sedere.
Scusa, tu porti questa cosina?
L'ho fatto per te, eri curioso?
Mh.
Ti ho del fatto?
Già per il tuo amore.
Perché non la tieni in garage?
È più sicura.
Perché la vuole sempre seguire.
Ma la stai tirando?
Ma vatti a fare due passi e ci hanno provato già due volte a fregarmela.
Eh, perché la lasci scoperta, Giosio.
Non metti mai alti tu, c'è la tua spider, dai.
Se lo mette glielo tagliano.
Adesso che arriva il caldo non è meglio la moto che la macchina.
Qualche giorno la moto non parte.
Oppure parte e mi si ferma.
Si ingolfa.
Grippa.
Chi?
Si dice in questo modo.
Un motore che grippa è un motore che riscalda in modo regolare.
Quando il motore non è più a tenuta stagna perché poi può entrare dell'aria.
Quindi è per questo che aumentano gli attriti.
È per la mancanza di lubrificazione.
Hai capito, Giorgio.
Adesso è più chiaro.
Grippa.
Sì, comunque il rimedio è abbastanza semplice.
Tu basta che stringi bene i dadi del cilindro, della testata e della candela.
E in questo modo elimini la mancanza di tenuta stagna.
Antonio, fa il meccanico a un'officina sua.
Ah sì?
Mi siete conosciuti lì?
Che hai portato ad aggiustare i pattini?
Pronto?
No, ci siamo conosciuti in discoteca.
Sì.
Hai sentito, Elena?
In discoteca, che originali.
Meglio in discoteca che in chat.
Almeno so che mi prendo.
Eh, ho visto che ti sei presa.
Lo vorresti tu?
Ma che cazzo c'entro io se quello dopo un giorno l'hai già scassato un'altra volta?
Cicurela.
Ma quello è un frocio di merda.
Senti, digli a quel riccio del cazzo che appena lo vedo gli rompo il culo.
Profumo di Oxford.
Anzi no, che gli piace pure.
La macchina quando è uscita dall'officina è la perfetta.
Quello lo sai perché ce l'ha con me?
Ce l'ha con me perché pensa che gli ho chiamato la moglie.
Tra l'altro, gran troia che me l'ha sbattuta un faccio mille volte.
Tanto pure lei sa che il marito è un frocio.
Comunque facciamo una cosa, occupatevene voi.
Con me se no finisce male.
Veramente non le sopporto più queste cazzo di checche esteriche.
Sai dove li manderei tutti?
Vabbè, comunque a me non mi ha trovato.
Di oggi né domani.
Ciao.
Scusate, problemi con un cliente, un capone.
Non è l'unico.
E chi sarebbe l'altro?
Fai un po' tu.
Bene, grazie a questo splendido fine serata adesso abbiamo una visione più
chiara e serena della vita e direi che possiamo anche andare a dormire.
Ah, grazie Silvia, eh?
Non finisci mai di stupirci.
Torni a casa?
Sì, certo.
Ma domani mattina magari.
Ah, vivi con lui?
Eh sì, vivi con questa checca isterica, poverina, che deve fare?
Dottore, arrivederci signora.
Se lei vuole stare con uno così sono fatti suoi.
Ma non doveva nemmeno farcelo vedere, sai?
Silvia è irrecuperabile.
Infatti sei presa stufessa.
Non ti piace proprio, eh?
Perché a te sì?
Per niente.
È omofopo.
Che vuol dire?
È anche razzista.
Che ne sei?
Lo so.
Comunque Silvia non può stare con uno così.
Non puoi decidere tu con chi devo stare.
Sì, ho capito, ma è un trucido.
Di che parla?
Di moto?
Magari non parla.
E ci fanno?
E scopiamo.
Ah, che bene.
Non puoi stare con uno solo perché scopa bene.
Ci puoi stare per molto meno.
Non puoi farli tu che non sai nemmeno come si chiamano.
Sì, ma tu ci stai facendo una storia, Silvia.
E scopa d'ora è bassa, scusa.
Ti sei innamorata?
Non lo so, non lo so, non lo so.
Ma se continuate così mi costringerete ad esserlo.
Ma che centriamo noi?
Centrate.
Sarei tutti contro.
Più mi sticate contro di lui, più io mi attacco.
Poi Ale, la fede ti è molto meglio che stia con noi.
Ma ti innamori per fare dispetto a noi?
Guarda che per me puoi fare quello che puoi, eh.
Diggiela a Fabio.
Ma a Fabio non li stanno mai bene i ragazzi delle sue amiche.
Non sono mai alla nostra altezza.
Ma non è vero.
Giorgio l'adoro, per esempio.
E dove fa Antonio messare sul cazzo?
E noi siamo sul cazzo a lui, è uguale, eh?
Ma sai, ha detto un stronzo di me, che insomma... Che sei?
Una frocetta permalosa.
E Giorgio?
Giorgio è un fighetto per i soldi.
E di Elena cosa pensi?
Elena è una donna di Pompei.
Ce l'ha solo lei.
Silvia, non me ne frega un cazzo dei tuoi amici.
Non li voglio più vedere.
Ah, vedi, anche la Nannini stasera.
Stupido.
E chi fa il tuo fascistello toscana sulla scalinata?
Non aspetta a me.
No, e perché non viene?
Perché questo posto gli fa schifo.
Sì, non gli facciamo schifo noi.
Amore, non è cretino, ha capito come sdobbato.
No, io non sdobberai mai uno così.
Anzi, gli farei altre cose.
Quelle cose io le faccio io.
Viata a te.
Vai, apri.
E beh?
Come beh?
Non vedi nulla?
Ma cosa, la vecchia stazione di benzina abbandonata?
No.
No.
E se ti dicessi colazione dolce e salata all'americana, ti dice nulla.
Il franzo self-service perché c'è l 'università qua vicino?
Eh, ma il vero affare lo facciamo con gli aperitivi la sera.
Fa?
Sì.
Sei un genio.
Ho scoperto da un amico che lavora al comune che
apriano un bando per darle in gestione per vent'anni.
Dobbiamo fare domanda, Elena.
Sì, chi c'è l'idea di soldi per ristrutturarlo?
Eh, poi li si trovano, dai.
Apriamo mutuo.
Io e te, con che garanzia?
Giorgio.
I suoi sono ricchi, quello si fa, dai.
Credo proprio.
Dai, però un po' di entusiasmo.
Cioè, ma ci pensi un po' tutto nostro?
Certo, che ci penso sarebbe una figata.
Eh, allora.
Sai cosa abbiamo adesso?
Un sogno?
No.
Molto di più.
Un progetto!
È bellissimo.
Ciao.
Devo lasciare le chiave a Silvia.
Silvia non è di turno, attacca alle sette.
Mi posso lasciare a te?
Sì, posale lì, poi ci penso io.
Qua sul bancone?
Sì.
Tu non mi sopporti, vero?
E te siamo veramente gli opposti.
Eh, lo so che siamo opposti.
Però sai anche quello che si dice sugli opposti.
Senti, mi leggi in fondo la pagina le ultime tre righe?
Dai, le ultime tre righe, a destra.
Allora?
Spintere verso alto.
Ma che spinta?
Dai, leggi!
Ma che sei dislessico?
Sì.
Ciao zia.
Ciao mamma.
Ciao amore.
Devo consegnare entro stasera, sono in ritardo.
Ma perché piangi?
Perché piangi?
Piango sempre quando mi devo separare da un pezzo della mia vita.
Tua madre è stata irrimovibile.
Visto che la sua precedente reincarnazione era terminata, le ho chiesto gentilmente
di liberare casa dalle tracce delle sue religioni.
Sto facendo un nuovo percorso.
Chissà dove ti porterà questo percorso.
In una clinica psichiatrica?
In una clinica psichiatrica.
Mi ci porti tu.
Tu mi ci porti.
Ti prego, parlaci tu.
Che le devo dire?
Che di lei quanto tempo pensate di rimanere?
Ma che lei lo tu che ci stai la piano?
Ma tu vuoi interesse?
Io che se ne vada, non ti capisco.
Non c'è niente da capire.
Ogni volta che cambia personalità e riparte,
io dico a me stessa questa è l 'ultima volta.
O poi ci ricasco.
Non posso mica mandarla a dormire sotto i botti, no?
Lo fai per puntà.
Hai pietà di lei?
Non ci credo, non è così.
Esistono i bicchieri.
Elena, ti prego.
Dilele a tu che non mi può trattare così.
Che questa casa non è un albergo e io non sono la sua serva.
Mamma, non è tua, Lucia.
Ti prego, non mi piace.
E te ne capassiate la voce.
Non so che state parlando di me.
Vuoi che me ne vada di mambo?
Vuoi che me ne vada?
Guarda che io scompaio, faccio una telefonata e sparisco.
Io ho tantissimi amici, ho chi mi vuole.
Sì, la finanza ti vuole.
Anzi, nemmeno quella perché non hai un reddito.
Io vivo di rendita.
Sì, della mia.
Ho dovuto vendere anche l'ultimo terreno che mi ha lasciato mio marito.
Ma se non te ne fregava niente, non ci andavamo mai, non ci andavamo.
Non ci andavamo perché tu vendesti persino la natura tua, mi sono te stessa.
Tieni, Diana.
Questo è l'altra casa.
Grazie.
Come va?
In realtà è un po' di merda.
Domani ho l'esame e quei quattro deficienti con cui divido l'appartamento.
Hanno fatto casino tutta la notte.
Senti, ma hai già fatto gli esami di anatomia con i cadavere?
Beh, parecchi anni fa ormai.
Dove essere impressionante, no?
Sì, un po' sì.
Però in realtà se fai medicina è meglio che ti abiti subito e a tutto quanto.
Tu pensa che le prime volte qualunque malattia io
studiassi me ne sentivo subito tutti i sintomi.
Tutti?
Tutti quanti, non lo so.
Però adesso non mi succede più.
Per fortuna no.
E quanti esami ti mancano ancora?
Non tanti, sono all'ultimo anno per fortuna.
E se tutto va bene spero di andare fuori a fare la specializzazione.
Invidia.
Sai quanto mi piacerebbe gaggiare.
Senti, se hai bisogno di qualcosa, dimmelo, ok?
Grazie.
Non riesci a dormire?
No.
Anche io.
Posso dormire qui con te?
Certo.
Vicino a vicino.
No, dai.
No, io sto in pizzo.
Ci stiamo anche in tre.
Stamotte siamo già in tre.
Non te lo ricordi?
Eh, adesso saremo in quattro.
Michele domani avrebbe compiuto 22 anni, lo so.
Potete anche abbracciarmi, non mi rompa.
Ecco qui, ti ho fatto un cappuccino pazzesco, come piace a te, bollente e al vetro.
Grazie.
Oggi mi serve proprio che devo farmi assegnare la tesi,
devo essere bella carica e invece sono solo tesa adesso.
Elena!
Scusami, eh.
Una birra al siere, per favore.
Un
attimo in farmacia.
Un attimo in grande illustrations.
Un attimo.
Un attimo in golfière.
Un attimo in fattimento.
We are back.
We are back.
Be-ho-ho...
Be-ho-ho...
Be-ho-ho... Sosme behe sarfunde.
Sosme behe sarfunde.
Sosme behe sarfunde.
Ti è mai successo che ti piacesse il ragazzo di un tuo amico?
Ti è mai successo che ti piacesse il ragazzo di un tuo amico?
Beh, sei uno di un altro, sì.
Però sei di un amico, no.
Perché?
E Giorgio ti piace?
Beh, ma ragazzo... Ma te lo faresti?
Perché sei scema?
Certo.
Ma davvero?
Eh, una bottarella sì, le la darei.
E ti faresti uno che non stimi come persona?
Eh, che ne so, io me li farei ancora prima di sapere se sono anche delle persone.
Che c'hai stasera?
No, niente, che ogni tanto sono stupida anch'io.
Ah, niente.
Comunque Silvia non torna a casa neanche stanotte.
Hai rucciato?
Eh, ci siamo lasciati.
Di già.
Da qualche giorno sei strana.
No, perché?
Guarda che io lo so cosa combini.
Cosa ti passa per la testa.
Non hai proprio niente da dirmi?
No.
Ma tu hai quell'altro che mi siete messi in testa?
Ma io e quell'altro chi?
Potete diventare proprio...
Veri imprenditori.
Eh?
Fabio mi ha detto tutto dal pub che volete aprire.
Ma no, è una cosa così, un sogno per adesso, figurati.
Sì.
Avrebbe fatto piacere che me ne parlassi.
Per quando che stiamo insieme...
Grosso!
Stai bene?
Sì.
Eh, Silvia.
È Giorgio.
Ha, ha, ha, ha.
Ha, ha, ha, ha.
Ha, ha, ha.
Ha, ha, ha.
Boh.
Prima non risponde e poi staccata.
Ma tu non sai dove andava?
No.
Ma davvero ti piace questo posto?
Che c'è, scusa.
Guarda!
No, no, no, no.
Ma pensa che subito io le volevo chiedere anche di entrare nel progetto a questo.
Ma guarda, amore, che non ci penso proprio.
Fate una cazzata.
C'è una brutta energia.
Non mi piace.
No, no, no, no.
No, no, ma tranquilla.
Ah, sì?
Moltissimo.
Qua io penso di buttare giù tutto il muro e fare un bancone.
Una roba un po' raffinata, no?
Da signorina, insomma.
Sì, Silvia.
Da signorina, no?
Da stronzetta.
Non so, vorrei che fosse un punto di ritrovo.
E se poi non ci viene nessuno?
Mamma mia, Silvia.
Se nella vita non ti prendi qualche rischio, non riesci a realizzare niente.
Ah, e che rischi li sei preso tu?
Io qua farei gli infissi in finto ruggine.
Poi metterei le maioriche di Lecce con le colorate.
Viene bene.
Grazie.
Ce l'hai una pappa del posto?
Il motorino ce l'ho.
Vado.
Vado a prendere.
Che ti fa quello?
Belle cose.
Sì?
Io e Fabio vogliamo farci un pub, un bar, un ristorante?
Ancora non lo so.
Mille idee.
Com'è dentro?
Sai che non lo so.
No, di qua.
Aspetta.
supporters.
Cosa controllare.
Clip!
riflett seinen piedi, A bad man was getting low.
According to your sources, sweet's the place to go.
Cause the man was the first time, just about to help myself.
For the first time in history, who's gonna sign Rainer Man.
It's Rainer Man, hallelujah, it's Rainer Man, amen.
I'm gonna go wild, I'm gonna let myself get excellent things up and bright.
It's Rainer Man, hallelujah,
it's Rainer Man.
I'm gonna go wild, I'm gonna
go wild, she's gonna be a child.
We're back together.
Well, the place is perfect, it's just on the sea.
It's not yet been defined, but...
You don't seem to run a bit?
We can't jump the season.
And with the crisis that we have, this is the moment to invest.
To get out.
and we are waiting for you to get out.
Why?
I don't want to leave, とぞ, Elena.
I just need everything I have.
No, I need new to the new advice.
So not the place.
You're the one but the chain?
Yes.
Certo potevi anche venire domattina.
Giovanni dormi, un peccato svegliarlo.
Io no.
Qualche volta però potresti pure ne degnarti di venirci a prendere un po' prima.
Ma è tornata.
Dai svegliati che andiamo.
Come si chiamava l'ultima volta?
Isabella... no, Cosima.
Adesso è Dorinda.
Ma dice che è troppo esotico.
Ora possiamo chiamarla Dora.
È più essenziale.
Giovanni, amore dai.
Nani...
E quando è tornata?
Stamattina da Montreal.
Ha fatto una settimana di prigione.
Manifestava contro l'uso degli animali nelle creme di bellezza.
L'hanno rispedita col foglio di bia.
Almeno non ha pagato il viaggio.
E cosa è diventata adesso?
Erbivora.
Vegane e animalista.
Non come i tuoi figli.
Tu ci fai mangiare il dolore degli altri.
Ci nutri di sofferenza.
I nostri piatti grondano di sangue.
Ha già cominciato a fare proseliti.
Resisteremo.
Dai che ti aiuto.
Vieni amore.
Vieni.
Vieni.
Quello che l'avete fatto ma poi pulisci.
Ero stanco.
E io che mi sono fatto ammazzo tutto il giorno
al lavoro e poi sono andata a prendere i bambini.
Io no eh.
Io sono bella fresca.
Spegno la luce.
Gli alieni non ci possono entrare nell 'acqua vero?
Eh no no, non sa non notare che sono dei bambini.
Ti avevo detto di lavare Giovanni, non di farci i bambini insieme.
Mi farei fare tardi a scuola.
Oggi non ce lo porto.
Non vado all'ufficio da stanco a me.
Mi ricordo.
Potevate prendere una casa con due bambini invece che una piscina.
Genda per favore, vestite quelle tu su.
Gli alieni!
Gli alieni voi ce li avete nel cervello.
Gwenda!
Senti che ci dicono queste donne.
Lo senti che ci dicono queste donne.
Che ti avevo detto.
Non è una meraviglia.
Si.
Non mi ci voglio abituare.
Invece non dico proprio tutte le settimane eh.
Ma almeno due volte al mese dovresti dedicare un pomeriggio solo a te stessa.
Perché vedi amore, il corpo fuori e dentro deve riconciliarsi con la natura.
Anzi sai che ti dico?
Io fra due ore vado a fare un controllo al seno e tu vieni con me.
No, non sento ragioni.
Oggi facciamo tutto insieme.
No, it's just another day.
Si, cos'è questa?
Una morta.
Nata.
No, è sempre la stessa.
No, metà morto.
E per chi non l'hai pagata?
Perché me ne sono scordato.
Non mi la pago.
Si, ma che ingresso.
Ma basta Elena, madonna.
Ma basta che cosa?
L'hai arrivata a 400 euro.
Almeno i numeri li saprai leggere.
Non è meno quelli.
Eh?
Siccome lo fatti sempre tu come lo vogliete.
Pensando anche a questa cazzo di volta la pagassi.
Ma te se vuoi pagare quelle tue multe?
Io sono stanca di controllare sempre tutto io e di stati appresso come un bambino.
Che cosa hai da fare tutto il giorno?
Eh?
A parte controllare quella specie di officina.
Vatti a cambiare che tanto non si esce.
Ma che cazzo ti passa per la testa?
Ma ancora tutte queste storie per una multa?
Ma... Tu fa lo splendido con la sua moto da corsa,
ma tanto sono sempre io quella che paga, no?
Mi faccio quelli soldi adesso.
Chi le paga le arate della macchina?
Eh?
Chi ti ha comprato l'orologio che ti piaceva tanto?
E la piscina di Gwenda?
Vaffanculo, Elena.
Bravo.
Guardami.
Vaffanculo.
Sì.
Bravo.
Vaffanculo!
Vai, scappa!
Scappa!
Bigliacco!
Non sai nemmeno reggere una conversazione!
Perché ti sei tolta la giacca?
Certe volte vorrei proprio essere figlia di due separati.
Esistono i bicchieri.
Non ti rispondo.
Dora due settimane fa mi ha regalato un servizio completo in una spa.
Massaggio, pulizia del viso, manicure.
Abbiamo fatto anche una breve sauna, no?
È stato molto piacevole.
Poi mi ha chiesto di accompagnarla da questo suo amico medico con cui aveva
preso un appuntamento per fare il controllo del seno.
Ho insistito perché facessero tutto anche a me nonostante non avessi prenotato,
ne hai preso un appuntamento.
Comunque sono stati gentilissimi.
E così ho fatto una bella visita, una mammografia
e tutto il resto che non ci ho pensato più.
Una settimana fa mi è squillato il telefono, era il medico.
Mi fa...
Buongiorno, le sue analisi sono pronte, dovrebbe passare, così le spiego.
E io ci sono andata tipo il giorno dopo.
E lui è...
è stato molto professionale.
Anche molto simpatico.
Vabbè, questo non c'entra niente.
Insomma mi ha fatto accomodare, ha tirato fuori le analisi
e ha iniziato a spiegare e io a capire e a non capire.
E poi ha tirato fuori le lastre e le ha messo su uno di questi schermi, no?
che si illuminano per farmi vedere... e indicava col dito.
E qui...
qui...
e intanto parlava e spiegava tutto e diceva...
Così.
Così.
Così è così.
Così cosa?
Ho fatto anche altre analisi e...
il risultato è sempre positivo.
Vabbè...
se è preso in tempo oggi si può guarire, no?
E tu l'hai preso in tempo.
Certo che l'ha preso in tempo, no?
Ma stava in un'operazione.
Parlo io con il dottore.
Con un'operazione vedrai che... Così com'è no.
Dobbiamo prima ridurlo.
Oggi devo fare un'iniezione preparatoria per la chemio e...
domani inizio il primo ciclo.
La mia amica è successa lo stesso due anni fa.
Ed è guarita, no?
No, è morta.
No, ma...
ma per un incidente.
È andata sotto una macchina.
Si è suicidata.
No, no, no.
Anzi, stava andando tutto bene.
Era...
era in remissione.
Tu sei scema, lo sai?
Te l'hanno detto.
Sei scema!
Mi dispiace darvi questa botta.
Insomma, le cose cambieranno adesso.
Non so... Gli effetti collaterali...
Non si sa.
Magari non...
non sarò più in grado di...
Antonio!
Lascialo andare, dai.
Guarirai comunque.
Ne sono sicura.
Stai tranquilla.
Non posso perdere anche te.
È matematicamente impossibile.
Ma non poteva succedere a me.
Io sono inutile.
Non... non servo a niente.
Non... non ho nessuno.
Tene anche il cancro, ti vuole.
Elena Vergari.
Si?
Venga.
L'ultima stanza a sinistra.
Grazie.
Vergari, vero?
Si.
Si può accomodare su quella poltrona.
Arrivo subito.
Hai finito?
Ha ragione, scusa.
Che fai?
Ora mi rubi anche gli effetti collaterali.
Come stai?
Non lo so.
Per ora va bene.
Devi fare i capelli.
Non ho tempo per un teatrino.
Antonio è da te.
Non qui, per favore.
Teresa!
Ti occupi della signora, per favore.
Venga, venga.
Non sono venuta a farti una scenata.
Sta dormendo da te.
No, mi ha lasciato stamattina e mi ha mollato per sempre.
È arrivato all'alba e mi ha detto, Marica, la finisce qui.
Hai capito?
Ma dammi un taglio.
E se ne è andato.
Ma io non ho mai cercato di portartelo via.
A me mi stava bene così.
Un po' tarello ogni tanto quando io andavo a lui.
Non ho manco fatto scenata quando ho saputo che andavo con le altre.
Ah, bene.
Ce ne sono anche altre.
Perché non lo conosci Antonio.
Non riesce a tenerselo nei pantaloni.
È più forte di lui.
È generoso di sé.
Lo stai chiedere.
Ma tu non ti preoccupare.
E a te non ti lascia.
Io ti giuro che anche se lo amo non mi metti in mezzo.
Grazie tante.
Ma figurati.
Uè uè!
Avete finito?
Ma che vogliamo fare qua?
Eh?
Come è che non hai mai detto niente?
Ti scopi a qualcuno pure tu?
No, non ancora.
Ma questo non ti riguarda.
Ah, una cosa soltanto.
Se lo vedi.
Di lì che lo cerco.
No, ma quello da me non torna più.
Mi ha fatto a scipazzo.
Mi è venuta la dermatite se è borroica.
E a me il cancro, pensa.
Ah.
Eh.
Ma io ti posso fare i capelli?
Se qualche volta vuoi.
Sono brava, eh?
Grazie ma sto per diventare calva.
Ma io faccio pure delle belle parrucche.
Te la faccio gratis.
Casomai te la pago.
Non voglio niente da te.
Bionda o bruna?
Rossa!
Rossa?
Maronna mia.
Ma voi siete proprio senza scuorn.
Vi ha.
Riparti, riparti, riparti.
Oh?
Antonio.
Dai dai dai dai.
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Lasciali.
Hey!
Get in casa!
Let's go!
Devast!
Ti ammazzo, stronzo!
Pezzo di merda!
Che fai?
Pezzo di merda...
Che impazzino!
Ciao.
Ciao.
I bambini si sono appena addormentati.
Giovanni già dormiva a tavola.
In tv non c'era niente, allora anche il Gwenda si è andato a dormire.
Hai incontrato Fabio?
No, perché?
Sono andato proprio due minuti fa.
Hai mangiato?
No, ma non ho fame.
Ho una minestra di verdure buona.
Te la riscaldo?
È bella anche fredda.
Gwenda ha preso ottimo il compito di matematica.
Che drama?
Domani sono tutto giorno al pub.
Dico a mamma di portare Gwenda a nuoto o ci pensi tu?
A che ora?
A cinque.
Io posso passare quando finisce.
Ma non è un problema.
Sarò mamma, resta là fino alla fine.
È buona la minestra.
Grazie.
Ho già ritrovato i tuoi occhiali.
Dove erano?
Sul divano sotto il cuscino.
Fabio, hanno confermato poi la prenotazione per lunedì?
Sì, tutto piano.
Fabio, fuori c'è il sindaco, ci pensi tu?
No, vado io.
Sicura?
Sì, sì.
Vado.
Tauro tre.
Oh mamma mia, ci hai parlato per anni, guarda.
È vero, eh?
Io le ho viste le foto, le ho fatte di nascosto da tutti.
Le faccio vedere a tutti in continuazione, guarda.
Era orgogliosissima di te.
Elena, ci senti?
Ma che siete in stereo?
Questo non è il reparto di sveglia.
La signora non è in coma.
Ci manca che le fate sentire il cd delle sue canzoni preferite e in coma ci vado io.
Sta solo dormendo.
Le hanno dato un bel sonnifero.
Però...
Se volete fare quattro chiacchiere...
Io sono sveglissima.
Vi faccio compagnia.
Ti ho svegliata?
Scusa, ma di notte mi prende un attacco di fame.
Me le verdi.
Me le ha prescritte la dottoressa.
Sai come si dice?
Una mela al giorno toglie il medico di torno.
Io ne mangio tre di notte e ottengo l 'effetto contrario.
Piacere.
Egle Santini.
La tua compagna a distanza.
Mesotelioma pleurico maligno.
Una robaccia ai polmoni.
Io ho il seno.
Sì, sì.
Di te so già tutto.
Come ti senti?
Non ti avevo ancora vista.
Per forza.
Da quando sei arrivata dormi e basta.
Però...
Ho già conosciuto tutta la tua tribù, eh.
Mamma, zia...
E quei bei due manzi che stanno sempre zitti.
Uno è proprio un bono.
Peccato che è una causa persa per noi povere donne.
Si guarda tanto che c'hai.
Quella polo color sabbia con i bordini rosa.
Le maniche corte da cui schizzano quei muscoloni tutti tatuati.
Quel pantalone aderente che non lascia niente all'immaginazione.
La faccia turva.
I capelli rasati.
È troppo maschio per essere etero.
È una maciochecca.
Sì, è una rivisitazione vintage dei village people.
No, no, ma quello è Antonio.
Quello è il mio mare.
Non me ne sfugge uno.
Ho il radar io.
Credimi.
A 12 anni ho una sorella con il figlio di alcuni amici di famiglia.
Michele si chiamava.
Bellissimo.
Beh, una domenica è Gran Franzo a casa mia.
Vengono parenti, amici.
Tra cui anche i genitori di Michele.
Io lo prendo e lo porto in cameretta mia.
Qua dopo un po' mio padre va a fumarsi una sigaretta in terrazzo.
E butta l'occhio sulla mia stanza e vede Michele in piedi con i pantaloni abbassati.
Entra in camera.
Mettila subito uno schiaffo.
Mi chiede un pugno.
Noi scoppiamo a piangere.
È distinto che facciamo programma a tirarsi sui pantaloni.
Ma lui no.
Non vuole.
Sai che fa?
Apre la porta della stanza e inizi a urlare.
Venite!
Venite a vedere i frocetti.
Cosa fanno?
Fabio, io vado a depositare questi.
Ti aspetto?
No, no.
Ti raggiungo a casa.
Vai.
Vabbè.
Ciao Antonio.
Ciao.
E sono venuto dopo.
No.
Ma l'illuminazione era la stessa.
L'hai più rivisto?
No.
Come mai?
Ci hanno diviso.
Poi dopo un po' lui ha avuto un incidente in mare e sei andato via per sempre.
Poco al tempo sono diventato molto amico della sorella.
Era il fratello di Elena.
Ma il papa al mare non era il contrario.
Ne ho cambiato idea.
Firma, dai.
L'avessi avuto io uno così che pensa tutto per me.
Presente, affettuoso.
Brava, eh?
Te lo sei preso pure più giovane il maritino.
No, guardi che... Mio marito è molto scrupoloso, no?
Vero, caro.
Quanti figli avete?
Ma io e lei?
Due.
Un maschio e una femmina.
Ah.
Egle è un eccezionale spirito di osservazione.
Gli ha capito subito che Fabio è mio marito e Antonio è gay.
Complimenti.
Che ti mangi?
Sono semi.
Ah.
Buonissimo per l'intestino.
Dovresti mangiare?
Hanno un bel aspetto.
Vuoi?
No, grazie.
Adesso potete servirvi ma nessuno mangia finché non siamo tutti seduti.
Queste sono galline felici?
Perché dovrebbero essere felici, amore?
Perché se sono state levate all'aperto sono felici.
Ah.
Tra l'altro sia questo.
Beh, si ha ragione.
Dora!
Queste erano galline felici.
Certo, almeno prima di essere a mangiare, no?
Amore, vai a chiamare la nutrizionista.
Dile che la sua zuppa di segatura è pronta.
Non è come sembra.
Allora?
Ora viene.
Ci sono anche i maialini felici.
Immagino di sì.
Lo mangiamo da questo?
L'insalata è pronta di là.
Grazie.
Da quant'è che hai ricoverato?
Oggi è il quarto giorno.
Non va per niente d'accordo con la camera.
Col taxano non l'abbiamo provato?
Non trovi che sia troppo sperimentale?
No, no, io invece un tentativo lo farei.
E poi vediamo come va.
Un cappuccino molto scuro.
Al vetro e con tanta schiuma.
Oddio.
Bartarantola, Elena.
Sì, certo.
Bartarantola.
È che sono passati così tanti anni e fai tutti i pazienti che vedo.
Diana, no?
Sì, Diana.
Diana.
Adesso che esci, fa tutto quello che non hai
mai avuto il coraggio di fare fino ad ora.
Fai come farò io quando esco.
Mi piace uno?
Me lo scopo.
Voglio mandare qualcuno a fanculo?
Ce lo mando.
Prendila come un'occasione.
Adesso non dirmi pure pensa positivo che se no mi butto dalla finestra.
Non sai che ti combino io appena esco.
Prestami quel tuo amico gay.
Te lo converto io.
Ti vengo a trovare.
Chissà che mi mettono al posto tuo.
Speriamo non ho una vecchia.
Ah, eccole!
Hai visto?
Sono venute tutte e tre.
Che brave!
E E E E E E E Yes, my love has come along.
And my lonely days are over.
And like a song, yeah.
Oh, yeah, yeah, yeah.
Yeah, at last.
The skies above.
The heart was wrapped up in clover.
Quenda, dai, non mi piace essere fotografata così.
Stai bene con la parrucca.
Non è vero, dai, piantala.
Guarda, sei venuta bene.
Insomma...
Mi dici perché devi farmi tutte queste foto?
Hm?
Perché mi devi fare tutte queste foto?
Per avere un ricordo.
E perché devi avere un ricordo di me?
Se poi non ci sei più.
Chi te l'ha detto che non ci sarò più?
Hm?
Papà?
No, no, no.
Lui mi ha detto di no.
Ma io ho capito di sì.
E lo ha capito anche Giovanni?
No, che vuoi che ne capisca quello.
Pensa solo ai marziani.
Mamma, papà non c'entra niente.
Davvero.
Non strillarlo.
Ma lei, sto cercando di curarmi.
Non lo voglio sapere.
Non lo voglio sapere.
Elena.
Elena.
Stai qui.
Anna.
Anna, sto portando all'ospedale.
Sì, sta male.
Senti, vieni qua subito a casa.
Pensa a due bambini.
Sì.
Ti chiamo appena arrivo.
Ciao.
Papà?
Amore, sta arrivando nonna.
Vada al tuo fratello.
Bello questo foulard, vero?
Eh, l'ho messo solo per te.
Mi potevi avvisare che saresti tornata?
Ti avrei fatto mettere in camera con me.
Dove sei adesso?
In camera nostra.
Però al tuo posto c'è un'altra.
Tutankhamon.
Una mummia millenaria.
Ci manca solo che facciano entrare i turisti giapponesi a fotografarla?
Adesso ci parlo io con la caposala.
Tu è qui a un posto libero.
Tanto vale che l'ho prenoto io.
Prima che lo occupi qualcun altro.
Ah, poi ti avviso.
Quel tuo amico gay.
Non mi scappa.
Adesso un mozzico sul culo glielo do.
Io non lo farei.
Perché?
Ti devo fare una confessione.
Dimmi.
Antonio non è gay.
Ah?
Il gay è Fabio.
Ah?
Perché non me l'hai detto prima?
Non volevo rovinarti il radar.
Allora un mozzico sul culo glielo do a te.
Adesso mi prego non farmi ridere.
Devi ridere.
Guarda che è come l'altra volta eh.
Solo che sei più provata.
Dai da tegle tua.
Un paio di giorni esci.
Così magari ci vediamo fuori.
Stai per uscire?
Stavolta mi sa di sì.
Oh, ma non è che poi fuori fai finta di non conoscermi?
Perché?
Certi maligni dicono sempre che io in società sono imbarazzante.
No, non è vero.
Io ho sempre avuto un solo motto nella vita.
Sobrietà.
Non so più che fare Fabio.
Non so quando mangiare, quando dormire.
È come se dovessi imparare a fare tutto di nuovo.
Non ho il senso dell'orientamento.
Mi sento perso pure dentro casa.
Ma la smettiamo questo cazzo di telefono.
Io ti sto parlando col cuore in mano e tu mandi messaggi.
Non ho inviato messaggi, sto giocando.
E ti pare bello?
Sto giocando con Elena.
Adesso mi ha invitato lei.
E chi vince?
Eh, indovina un po'.
Le sa tutte.
Però ora prova a fregarla, eh.
Fregata!
Adesso tocca a lei.
Me lo insegni?
Sì.
Tu...
Prima... All'inizio con me... I bambini?
I bambini stanno bene, sono da Anna.
Va bene.
All'inizio con me.
All'inizio della nostra storia.
Era solo una cosa fisica.
Antonio, ti prego.
Mi hai mai stimato?
Io ti amo, Antonio.
Dal primo momento.
Io ti amo per quello che sei.
Non ho mai voluto che cambiassi.
Ma tutti hanno sempre pensato che io fossi troppo per te.
Pfff.
Cazzate.
Solo io so come sei.
Solo io so quanto...
Nonostante tutto possa amarti.
Che fai?
Antonio?
Smetti.
Egle.
Dormi.
Antonio, ti prego.
Ti prego.
Ti prego, sono sporca di me.
Grazie.
Una sola parola.
Grazie.
E di che?
E di che?
Dio mio.
Non dormivi.
Che vergogna.
E di che?
Per fortuna non dormivo.
E' stato un regalo.
Mh.
Mh.
Mh.
Zia.
Mh.
Pensa...
Ridotta come sei.
Certo che gli uomini non fa schifo proprio niente.
And this is the second one.
I'm sorry, Elena.
What can I say?
The truth is that every disease is different.
Everyone has their own story.
When I recognized you, I took it as a sign.
I thought to her and I know her.
It can be a case, but after so long...
I thought it was for me.
For you.
For everyone.
Only you, unlike many others, are lucky.
I don't see how.
Yes, yes.
Because you're not alone.
Because you're full of people around you and who love you.
And this counts.
Because you're with your new cure.
They're normalizing.
And especially because you're responding in trouble to the pharmacy.
And believe me, Elena, these things that Egle didn't have you.
And she said this to consolate her?
I don't ever mention my patients.
Even to Egle, I've mented.
You're special about to mention.
You know what I tell you?
Maybe you'll get it too.
You don't know why I'm not in your cure.
Maybe you're in your cure.
You don't know how to do these people around you.
And we're the same people.
Whatever that I told you, Elena.
Elena.
La morte di Egle non è la tua.
E tu non puoi arrenderti adesso.
Elena.
Elena.
Ecco Elena.
Tesoro!
Si è svegliata.
Te la dà un po' in braccio?
Eh sì, non l'ha appena partizzata... Ma io li faccio ridere i bambini.
Eccolo qua il bambino l'ho fatto con le mie mani!
Uè, uè guagno!
Mi la vi dà e mi tirare la festa, avete capito o no?
Ah, scusa amore eh.
I'm sorry.
What happened?
How did you get out?
How did you get out?
It's possible.
Wait.
You are here.
I call it Elena.
Please call it Elena.
I'm sorry.
I love you.
Dottoressa?
Yes.
We are almost here in two minutes.
Okay, thank you.
Stronzo!
Are you beautiful?
Yes.
Sylvia is here in one hour.
I'm not here for Sylvia.
Can I have a coffee?
You are with friends, you are crazy.
Yes.
I have a coffee.
I have a coffee, Rat.
What's it?
I have a coffee.
You have a coffee.
We've seen a couple of times.
You have to give me an anel.
I don't know if we'll see you.
For this?
So, even if we'll see you, you will see me more.
You are the woman of my life.
50 lire, that's the dirkia.
Thank you for the coffee.
All of us have no secrets.
Look, Fabio has a right.
If you're with Antonio, Sylvia is your friend.
She's your friend.
She's your friend.
The poor, George.
What you do with George is not to talk.
If you're honest, you're telling him.
Well, he's a friend.
But Sylvia is an friend.
But, Sylvia is an friend.
Of course, Sylvia is a friend.
If you're with him.
Where are you going to know?
That's not true.
Three times.
Well, four.
Well, you're going to confess it.
Four times, it's an isolation.
Or a conviction.
But, excuse me, I can't find it too.
I could find it too.
It's worse than you.
You told me.
No, my dear.
It's not a lie.
It's not a lie.
Forza.
I don't think so.
Elena, please, For a favor, you are always been honest, honest, honest.
You have courage to do your own actions.
You have to be yourself, in the end.
The most important thing in life is to be coerent.
Why are you always been coerent, excuse me?
Coerent you?
But if you don't know where you are, the coerent.
Well, I was coerent in soporting you, for example.
You have soported.
And I, then, you have soported all your strange changes, your changes of personality.
I don't know anymore how you call it.
We two are together, or no?
Look, I have left Carlo for you.
No, no, not for me.
You are not forgiven for what happened to me.
You don't want to talk to me.
Shhh!
You don't want to talk to me.
Eh, Sylvia?
No, I'm Elena.
Ciao.
Eh, yes, I have to talk.
It's an important thing.
I'll go to the dinner soon.
I invite you.
From the sea, okay?
Eh, no, not tomorrow.
Tomorrow, it's something about us.
No, no, no, no.
Nothing happened to be serious.
No.
Okay?
Okay, bye.
Vatti a vestire, dai.
Sono già vestita.
No.
Non vai a confessare alla tua migliore amica di averli
scopato il ragazzo vestita così da camionista, forza.
Stronza.
Eh, sì, lo so.
Che c'è?
C'è che dobbiamo parlare?
Da quanto tempo siamo amiche?
Sei la mia migliore amica, no?
Sì.
Ah, per te Fabio.
Sì, certo Fabio.
Fabio.
Lui vive con te e l'hai conosciuto grazie a me.
Anche grazie a me hai avuto il lavoro.
Perché noi facciamo tutto l'una per l 'altra, no?
Sì.
E quindi che se avessimo fatto qualcosa di molto grave ce lo diremmo.
Perché l'amicizia viene prima di tutto.
Questo significa non giudicare e perdonare.
Anche se a volte può sembrare molto difficile, tra amici bisogna dirsi tutto.
E quindi non bisogna avere segreti tanto che prima o poi vengono da scoperti, no?
Perché come fai a mentire alla tua migliore amica?
Una cosa bruttissima che proprio ti senti male, che ti senti una merda.
Ce la faccio.
E io l'ho detto in tutti i modi, in tutti i modi.
Ma lui non mi credevo.
Diceva che ero una pazza paranoica.
Ma io non sono pazza.
Elena mi devi credere.
Elena io tu un giorno non l'ho fatto apposta.
Non l'ho fatto apposta veramente neanche lui.
Non voleva.
Povero Giorgio.
Abbiamo fatto qualunque cosa per non innamorarci io di lui.
Ti prego perdonami, per favore.
Sei innamorata di Giorgio?
Sì.
E lui di te?
E Antonio?
Antonio chi?
Ma lui era soltanto un modo per cercare di rompere con Giorgio.
Ti pare che io mi possa innamorare di uno così?
È un burino.
Non ci arriva.
Di che ci parli?
Va bene per una botta e via.
Solo che lo scopano anche bene.
Mi serviva per dire a Giorgio basta, basta, basta, basta.
Solo che non ci riusciamo.
Dio, ti prego perdonami, perdonami.
Ti prego, perdonami, perdonami, perdonami.
I need something stronger, excuse me for a moment.
Oh my God, look at me!
The短 of the greatest problem is full.
A little wild, wide home will release pretty much.
A little pause... and love towards you Theiin�� right?
To the end of the 19th century... I'm sorry, I'm sorry, I'm sorry.
And you're from being alone, you're from being
lost and you're lost and you're already lost.
It seems more absurd when the night is always better.
And not like now, in the evening evening.
But give me the hand and come back to me.
It can be a flower in the garden that can't even be
here, but it can grow a flower from this love for you.
There's sopra al suo viso lo stesso sorriso che il
vetto crudegno ti aveva rubato e torna a federvi.
L'amore è tornato ma dammi la mano e torna vicino.
Può nascere un fiore da scorgiarti che neanche a ritardo potrà mai gelarti.
Può crescere un fiore da questo mio amore per te.
Vai!
Allacciate le cinture, turdolenza in arrivo.
Yuhuu!
O!
O!
O!
O!
Can't find what you're looking for?
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