All language subtitles for Will Hunting - Genio ribelle [Good Will Hunting] (1997) 1080p.H264.Italian.English.Ac3-5.1-sub.ita_track6_[ita]-ita

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Original subtitles

(MUSICA SOAVE IN SOTTOFONDO)

Andiamo.

Ti devo raccontare.

(CAMPANE)

Più FX al quadrato, DX.

Vi prego di completare Percival per la prossima volta.

So che molti di voi l'hanno già studiato,

ma una rinfrescata non fa mai male.

Grazie, Steven.

(RISATE)

Ho anche messo una serie di Fourier avanzata.

In corridoio, sulla lavagna.

Spero che uno di voi la dimostri entro la fine del semestre.

non solo entrerà nelle mie grazie,

verso la fama e la fortuna.

verrà riportato

e il suo nome pubblicato sulla propizia MIT Tech.

Tra i precedenti vincitori spiccano premi Nobel,

vincitori della medaglia Fields, astrofisici rinomati

e modesti professori dell'MIT.

sicuro che Tom saprà rispondervi.

Ciao, Will.

- Ciao, Krystyn. Come stai? - Non c'è male. E tu?

Bene.

Non me la sono fatta Cathy ieri sera.

No? Perché no?

Non lo so.

- Cathy!

Perché non mi hai fatto quel tuo lavoretto lucida uccello

che mi offri ogni volta?

del sesso, Chuckie.

per quel foruncolo che ti ritrovi.

e dagli una strizzatina da solo.

Le manca un dente, Will.

E ha dei problemi di pelle, che ne so.

E poi 5 a 2 che Morgan se la sposa.

E più di tante volte

non puoi sbatterti la futura moglie di una tuo amico,

non so se mi spiego. È sbagliato.

- Dove vai? - Me la squaglio.

Te la squagli? Sono, cosa, le dieci?

Sono stanco.

Fissa del sesso.

Ma che dice?

Non ho la fissa del sesso.

- Smettila con le cannonate. - Smettila di invadere la base.

Stai per essere caricato, lo sai?

Credi di farmi paura, brutto cazzone?

Ehi, Casey fa il buttafuori in un bar di Harvard

Facciamoci un salto.

- E che ci andiamo a fare?

Rompiamo le palle a qualche sapientone.

Quello è un posto adatto a te.

Ehi, ma che pezzo di merda!

fai ancora il duro? Avanti!

- Forza! Coraggio! - Dai, dai!

(CANTANO UNA CANZONE RETRÒ)

- Professor Lambeau? - Sì?

Frequento il suo corso di teoria applicata

e siamo della facoltà di matematica e scienze.

Vieni qui.

È sabato.

A meno che tu non voglia bere con me stasera.

Può darsi.

Noi non possiamo aspettare fino a lunedì per scoprirlo.

Scoprire cosa?

Chi ha dimostrato il teorema.

(MUSICA DI TENSIONE IN SOTTOFONDO)

Sì, è esatto.

Chi è stato?

- Jack? - Io no.

- Nemesh? - No, magari!

- Forza, Joey! - Bill, batte McNamara.

- Joey, fagli mangiare la polvere! - Dacci dentro, così si fa!

Bravo! Seconda base! Seconda base!

- Sei un campione! - Ben fatto!

Ehi, Morgan, chi è quella coi pantaloni a righe?

Ha un bel culo.

È un figlio di italiani. Odio quel frocetto. Will lo conosce.

- Lo conosci? - Sì, è quello stronzo di Carmine Scarpaglia.

Mi pestava a sangue quando eravamo all'asilo.

- Quello lì? - Già.

- Davvero? - Mh.

Andiamo a mangiarci qualcosa.

Che c'è, Morgan? Non vai a parlare con quella?

Che si fotta. (RUTTO)

- Ho voglia di un cheeseburger. - No!

Morgan, non vado là solo perché a te piace la cameriera.

È fuori strada di 15 minuti.

Che cazzo abbiamo da fare? Non possiamo sprecare 15 minuti?

MORGAN: Doppio hamburger.

Doppio hamburger.

E stai zitto un momento! So quello che hai ordinato, ero lì.

- Allora dammi il mio panino, cazzo. - Il tuo panino? L'ho pagato io.

quando compravo il gelato.

che ci fermassimo.

Perché non mi dai il mio panino e la pianti di fare il fesso?

D'accordo, allora sgancia quei 16 centesimi che hai addosso ora.

Serviranno da caparra per il tuo panino.

Ecco qua. Lo conserviamo quassù per te.

E scatta il tuo piano rateale.

Ogni giorno arrivi con 6 centesimi

e alla fine della settimana avrai il tuo panino.

per l'ufficio assistenza panini?

Dovresti stabilire che fido vuoi avere.

Facilitazioni di pagamento.

10 dollari ogni giorno per un anno

per avere il suo divano rateizza e realizza?

Mi dai quel panino, per favore?

doppio hamburger del cazzo.

- Chiappona! - Dillo a tua madre! - Rallenta, Chuck. Tira il freno.

Che cosa c'è?

- Ma che cazzo vuoi? Vaffanculo! - Non rompere i coglioni!

un quarto d'ora fa,

se volevi fare a botte era quello il momento.

- Ora c'è la merenda. - Sta' zitto, Morgan. Ci vieni.

- Non ci venire.

le chiappe entro due secondi,

quando finisco con loro tocca a te.

Eravamo all'asilo insieme.

ti è saltato in testa?

Stronzo!

Così, sì!

Avanti!

andiamo!

Will! I poliziotti, vieni!

Calma, fratello, calma.

Grazie per essere venuti.

- È tutto a posto. - Tu vieni qui.

Ehi!

Cazzo.

È una mia impressione

o il mio corso è aumentato considerevolmente?

(RISATE)

di immaginazione

per ascoltare me,

per accertare l'identità

Perciò senz'altro indugio vieni fuori, briccone silenzioso,

e ricevi la tua mercede.

Be', mi dispiace deludere i miei spettatori,

ma pare che oggi non ci sarà nessuno smascheramento.

e io ci siamo riuniti

e c'è un problema sulla lavagna adesso.

Ci ha richiesto più di due anni il dimostrarlo.

Perciò una cosa va detta.

Il guanto di sfida è stato lanciato,

ma la facoltà ha risposto.

E ha risposto con vigore.

(FISCHIO)

- Quando c'è l'udienza? - Tra sette giorni.

dei dati, non so se...

Scusate.

Che stai facendo?

Scusate.

È per gli studenti, non è per i graffiti.

Non puoi andartene così.

Ehi, vaffanculo!

Credi di essere furbo?

Come ti chiami?

(PORTA SI CHIUDE)

Non ci credo.

È giusto.

Bisogna essere deficienti per essere licenziati da quel posto.

Insomma, è così difficile spingere una puzzolente scopa?

Tu sei stato licenziato perché spingevi una scopa.

Nel mio caso l'amministrazione stava ristrutturando.

Sì, ristrutturava il numero di deficienti che lavorava per loro.

Piantala, tu vieni messo alla porta più di uno zerbino.

- Almeno ora uno schifo di lavoro ce l'ho, dico bene? - Già.

Will, perché ti hanno licenziato?

L'amministrazione stava ristrutturando.

Mio zio può infilarti in una squadra demolizioni.

- Davvero?

Mi stai sfottendo? Te l'ho chiesto ieri se mi rimediavi un lavoro.

E io ti ho risposto di no ieri.

- Come va, Casey? - Come va, grande Casey?

- C'è posto? - Sediamoci lì.

- Qua? - Sì.

Così questo è un bar di Harvard, eh?

Be', credevo di trovare equazioni e altra robaccia sui muri.

Vorrei una caraffa della migliore birra della casa.

Timeout.

Vado a fare colpo su quelle dolcezze di Harvard

in fondo al bar. Osservate la magia.

Rimediaci una passera.

- Oh, salve! - Oh, salve!

- Ciao, come stai? - Bene.

- Allora, ragazze... - Vieni spesso qui?

Sì, io ci passo di tanto in tanto.

- Studiate qui? - Sì.

Sì...

Ci sono! Ho fatto un corso con te.

Ah, sì? Quale corso?

Storia.

Ora non è detto che...

Magari non ti ricordi di me. Sai, mi piace qui.

Solo perché studio qui non significa che sono un genio,

- però sono molto intelligente. - Ehi!

- Ehi, come andiamo? Come stai? - Ciao. Bene, e tu?

Quale corso hai detto che era?

(insieme) Storia.

Solo storia?

Dev'essere stato un corso generale allora.

Sì, esatto, generalissimo.

Dovresti iscriverti, è un buon corso. Molto interessante.

abbastanza elementare.

Elementare... Non ho dubbi che lo fosse. Io...

Me lo ricordo quel corso, era...

Era proprio tra la ricreazione e il pranzo.

Clark, perché non te ne vai adesso?

- Perché non te ne vai?

Mi sto divertendo con il mio nuovo amico, tutto qua.

Sta per nascere un problema? Non capisco.

No, non c'è nessun problema.

Speravo solo che tu potessi darmi qualche ragguaglio

sulla evoluzione dell'economia di mercato nelle colonie del sud.

La mia convinzione è che prima della guerra di indipendenza

il modello economico, soprattutto nelle colonie del sud,

- sarebbe più appropriato definirlo come agrario... - Senti una cosa...

Certo che hai questa convinzione, sei uno studente di primo anno,

hai appena finito di leggere qualche storico marxista.

Pete Garrison, magari.

Ne sarai convinto fino al mese prossimo,

quando arriverai a James Lemon.

Poi parlerai di quanto l'economia della Virginia e della Pennsylvania

fosse imprenditoriale e capitalistica nel 1740.

Ti durerà fino all'anno prossimo.

Ti ritroverai qui a rigurgitare Gordon Wood,

parlando dell'utopia prerivoluzionaria

e degli effetti formativi sul capitale

della mobilitazione militare.

A dire la verità non lo farò

perché Wood drasticamente sottovaluta l'impatto...

Wood drasticamente sottovaluta l'impatto delle distinzioni sociali

basate sulla ricchezza, soprattutto quella ereditata.

L'hai preso da Vickers, "Lavoro nella Contea di Essex",

pagina 98, eh?

Sì, l'ho letto anch'io. Volevi attribuirti tutta la cosa

o hai un pensiero tutto tuo sulla faccenda?

O il tuo trucco è questo: entri in un bar,

hai letto qualche oscuro passaggio e poi fingi,

lo fai passare come una tua...

Come una tua idea, per colpire le ragazze e imbarazzare il mio amico?

La cosa triste per uno come te

è che tra 50 anni comincerai a pensare per conto tuo

e capirai finalmente che ci sono due certezze nella vita:

una, non fare queste cose,

e due, hai sborsato 150.000 dollari per un'istruzione che potevi avere

per 1,50 dollari in sovrattasse alla biblioteca pubblica.

Sì, però io avrò una laurea.

E tu servirai patatine ai miei figli

in un fast food lungo la strada per andare a sciare.

Ma guarda! Sì, può darsi. Ma almeno io non sarò banale.

Però, se è questo che ti crea qualche problema,

insomma, possiamo andare fuori e lo risolviamo.

No, amico, nessun problema.

Tutto liscio.

- Tutto liscio? - Sì.

Bene.

- Cazzo, sì che è tutto liscio. - Che hai da dire ora su di me?

Il mio amico ha il cervello che gli fuma.

Ma tu guarda se dei tipi raffinati come noi

devono avere a che fare con un provinciale.

- Tocca a me. - Canestro.

- Due punti! - Tanti cari saluti.

E siamo arrivati. Non erano niente male, sai?

Insomma, stavamo per concludere e poi Billy ha insultato una di loro

e la ragazza tracagnotta ha detto che avevo l'attaccatura dei capelli

che si ritirava e qualche chilo di troppo.

E io subito: "Ma vaffanculo!".

Ho ingoiato un insetto.

Ciao.

Sei un idiota.

- Sei un idiota.

Sono rimasta seduta 45 minuti in attesa che tu venissi a parlarmi,

ma sono stanca e devo andare a casa ormai.

Non potevo restare lì seduta ad aspettarti.

- Be', io sono Will. - Skylar.

Skylar.

A proposito, quel tizio, il clone di Michael Bolton

non cantava con noi, per intenderci.

Sì, lo so, avevo avuto questa impressione.

Bene, perfetto. Be', io devo andare.

Devo alzarmi presto

per sprecare altri soldi sulla mia sopravvalutata istruzione.

- Oh, no, non mi riferivo a te. - Non fa niente.

Questo è il mio numero.

Magari possiamo andare a prendere un caffè qualche volta.

Senz'altro, sì.

Magari possiamo stare insieme per mangiare un sacco di caramelle.

Che vuoi dire?

Be', se ci pensi è arbitrario tanto quanto prendere un caffè.

Ehm... sì, certo.

Bene, allora.

Ma dai, non ci credo!

CHUCKIE: Non stai bene, eh?

Si vede che non sei abituato ai locali di classe.

MORGAN: Ehi, ecco quei provinciali del cazzo che se ne vanno a sciare.

WILL: Aspettate, fermi.

Dovevamo spaccargli il culo a quello stronzo.

Ti piacciono le pere?

- Sì. - Sì?

Be', ho avuto il suo numero. Ora fattela una pera!

(RIDONO)

("NO NAME #3" DI ELLIOTT SMITH IN SOTTOFONDO)

Scusate...

uffici e giardini?

Sì. Che posso fare per lei?

di uno studente che lavora qui.

- Qui non lavorano studenti.

È un ragazzo che lavora nel mio edificio,

- è alto all'incirca così... - Qual è il suo edificio?

- Il due. - Il due. Edificio due.

Senta, se è stato rubato qualcosa, deve dirmelo.

Mi occorre solo il suo nome.

se non c'è una lamentela.

- Questo è il professor Lambeau. - E questo è il professor Hayes.

Tom, ti prego.

È una cosa importante. Per favore.

al lavoro.

Ha avuto il posto tramite il giudice. Lo chiami.

- Il giudice?

Grazie.

Coglione.

>WILL: C'è un prolisso precedente legale, Vostro Onore,

può invocare la legittima difesa

se tale atto è considerato una difesa contro la tirannia,

una difesa per la libertà.

in "Proverbi dal pulpito di Plymouth", 1887, disse...

Vostro Onore! - Mi scusi!

Si prende gioco di quest'aula.

di parlare in mia difesa, signore.

Dalla Costituzione degli Stati Uniti...

Costituzione degli Stati Uniti.

La libertà, se l'ha dimenticato, è il diritto dell'anima di respirare.

le leggi sono cinte troppo strette.

Senza libertà l'uomo è una sincope.

- L'uomo è cosa? - Ibidem, Vostro Onore.

Figliolo, tocca a me. Sono seduto qui da 10 minuti

a esaminare i tuoi precedenti penali. Non ci posso credere.

"Giugno '93, aggressione. Settembre '93, aggressione.

Grosso furto d'auto, febbraio '94."

In cui, a quanto pare, ti sei difeso da solo.

E hai fatto archiviare il caso

citando "Libera proprietà di cavallo e calesse" del 1789.

ti sei spacciato per un agente,

resistenza aggravata."

Sempre prosciolto.

in affidamento

da tre di queste

potrebbe intenerirsi,

perciò vai dentro.

Istanza di archiviazione respinta. 50.000 dollari di cauzione.

Grazie.

(TELEFONO SQUILLA)

Pronto?

>- WILL: Skylar? - Sì.

>- Ciao, sono Will. - Chi?

>Will.

Sai quel bel simpaticone che hai conosciuto al bar l'altra sera?

Non ricordo nessuno che corrisponde a questa descrizione.

- Me lo ricorderei. - D'accordo, mi hai beccato,

sono quell'orrendo e odioso fallito senza denti

che ha preso una scuffia per te e non ti lasciava stare.

Ah, Will! Ora mi ricordo.

Come stai?

- Credevo mi chiamassi. >- Sì, senti, mi chiedevo se...

- Ehi, che c'è, tesoro? - Aspetta un istante.

- Che fai? - Ehi!

Che c'è, bello, vuoi mettermelo nel culo?

Herve, ti ricordo dal riformatorio! Come stai?

- Vaffanculo! >- Scusa l'interruzione.

Mi chiedevo se potevamo vederci questa settimana,

>sederci a un bar, mangiarci tante caramelle.

È un'idea stupenda.

>- Davvero? - Sì, certo. Dove sei?

Be', in effetti questo è solo un sparo nel buio, ma...

Non è che per caso stai preparando legge, vero?

Siediti.

Grazie.

Bella conversazione.

Che cazzo vuole?

Sono Gerald Lambeau, il professore che hai mandato a fare in culo.

Ho parlato con il giudice.

Ha accettato di rilasciarti, sotto la mia supervisione.

- Davvero?

Ma a due condizioni.

E quali sono?

La prima è che tu ti veda con me ogni settimana.

Per cosa?

Rivedere la prova su cui stavi lavorando

e passare a qualcosa di più avanzato.

Il calcolo combinatorio, gli insiemi finiti...

Una cosa da urlo.

incontri uno psicologo.

di consegnare dei rapporti

- Ah, sì? Davvero?

E se non dovessi soddisfare queste condizioni

dovrai affrontare il carcere.

Sì, farò la matematica,

ma non mi vedrò con nessun cazzo di psicologo.

È meglio che passare quel tempo in prigione, non credi?

e "Mike" aveva gli stessi problemi che aveva "Chad",

l'agente di cambio.

Assolutamente giusto, è proprio questo il punto, molto bravo.

- Grazie.

non le sto etichettando,

ma stanno distruggendo le tue potenzialità.

gesti furiosi, niente più bisbocce.

Ha ragione.

Dio, lo so...

Non te la cavi così facilmente. Forza, Will, uno sforzo.

Be', ecco, faccio delle cose, sa...

Che genere di cose?

Insomma, mi nascondo dalla gente.

Ti nascondi, vero?

No, insomma, vado in certi posti, interagisco.

- In certi club.

Ecco, ci siamo. Che tipo di club?

Tipo il Fallica.

- Fallica, eh?

Racconta.

è come se la musica ti possedesse.

È house music. Senti... Pum, pum, pum!

- E tu cominci a ballare. - Pum, pum...

(WILL RIDE)

il fatto che lei è gay?

Ma di che stai parlando? Cosa?!

era pronto a darmi una botta.

Una botta? Sei... (FARFUGLIA)

Mi dispiace moltissimo deluderti, Will, ma io...

Guardi che per me non è un problema.

Non mi interessa se gioca con due mazze.

Ma che stai dicendo? Giocare con due mazze?

Ma di che diavolo parli?

Un teorema difficile è come...

Sinfonia.

Una cosa erotica.

Caspita!

- Ah, Henry! - Ciao, Gerry.

Sai una cosa? Non posso più fare questo lavoro gratuitamente,

- non ne vale la pena. - Cos'è successo?

La settimana prossima sono in TV, non ho tempo per spiegarti,

tanto meno per parlare con quel pazzo scatenato.

È completamente fuori di testa.

>UOMO: Bene, sei nel tuo letto, Will. Dimmi, quanti anni hai?

Che cosa vedi?

Che cos'è?

È come una figura chinata sopra di me.

È laggiù. Mi sta toccando.

Dove ti sta toccando?

Lì, e sono agitato.

Noi cominciamo a ballare e a ballare.

#... possiamo far l'amore prima che il sole cada#

#Cade un altro velo#

- #Cade un altro velo# - Cristo...

Scusi, Rich.

Posso sfruttare meglio il mio tempo.

Su, un ballo solo! Mi ha davvero ipnotizzato, sa?

Che c'è? Avanti, se n'è andato lui, non può dare la colpa a me.

Ti avevo detto di collaborare con queste persone.

- Guardami negli occhi. - Vattene, Will.

- Non mi serve la terapia. - Ora basta, vattene!

Oh!

Ho chiamato Weintraub per sapere se è disponibile.

A che serve?

Che vuol fare?

Qualcuno ci sarebbe.

Chi è?

Una volta era il mio... compagno di università.

La fiducia è molto importante in un rapporto.

È anche molto importante in una situazione clinica.

Perché la fiducia è il fattore più importante

per operare una breccia nel paziente?

Maureen, smettila con la gratificazione orale

Vinnie?

Ehm... Perché...

La fiducia è vita.

È molto profondo, grazie.

>Fatti dare gli appunti da tuo fratello.

>No, se il paziente non arriva a fidarsi di te

>non sarà mai sincero con te

e allora non serve a niente che venga in analisi.

Insomma, se non si fidano di te, non te le porterai mai a letto.

È questo lo scopo di ogni bravo analista.

Inchiodale finché sono vulnerabili, è il mio motto.

(RISATE)

Oh, bene, siete di nuovo qui. Bentornati a tutti, ragazzi.

Ciao, Gerry.

Ehm... Signore e signori, siamo alla presenza di un luminare.

Il professor Gerald Lambeau,

per il calcolo combinatorio.

Buongiorno.

la medaglia Fields?

il Premio Nobel per la Matematica.

Solo che viene conferita una volta ogni 4 anni.

Un incredibile onore.

Bene, ragazzi, per oggi è tutto, grazie.

Ci vediamo lunedì.

Parleremo di Freud

e del perché sniffava tanta cocaina da uccidere un pony. Grazie.

Come stai?

- Anche per me.

- Sean... - Sì?

Credo di avere una cosa interessante per te.

Cos'è, una missione segreta nel Burkina Faso?

Perché non sei venuto alla riunione?

Sai, avevo da fare.

- Ci sei mancato. - Davvero?

Da quanto tempo è che noi due non ci vediamo?

- Nancy non era ancora morta. - Già, mi dispiace.

Ero a Parigi, c'era quella maledetta conferenza.

molto gentile.

Vieni qua!

Arrenditi!

che è mettere al tappeto.

Allora, che è successo? Sono stati clementi oppure no?

Libertà sulla parola e due giorni di consultorio a settimana.

Una pacchia! Sei furbo tu. Dai, Morgan, arrenditi e basta.

ci perdiamo la partita.

Ho l'agenda piena, sono molto occupato.

Sean, questo ragazzo è incredibile. Non ho mai visto niente del genere.

Cos'è che lo rende incredibile, Gerry?

- Mai sentito parlare di Ramanujan? - Sì, certo.

No.

È un uomo, è vissuto oltre 100 anni fa, era indiano.

- Puntini, non penne. - Sì.

E viveva in una piccolissima capanna in India.

Non aveva alcuna istruzione,

né poteva accedere a opere scientifiche.

- Signore? - Un goccio.

Gli capitò un vecchio libro di matematica

e da questo semplice testo fu capace di estrapolare teorie

che avevano sconcertato i matematici per anni.

Sì, "Frazioni continue". L'ha scritto con...

- L'ha spedito a Hardy a Cambridge. - A Cambridge, sì.

la genialità del suo lavoro

eccitanti teorie della storia.

Ora questo Ramanujan... Il suo genio è stato impareggiabile, Sean.

Questo ragazzo è così.

Ci vuole qualcuno che apra un breccia in lui.

Tipo me.

Perché?

Perché provenite dallo stesso ambiente.

Quale ambiente?

- È di Southie? - Sì.

Un ragazzo genio di Southie...

Quanti strizzacervelli hai visto finora?

5.

- Fammi indovinare: Barry?

- Henry?

Non Rick?

Sean, ti prego. Fate solo una seduta a settimana. Ti prego.

è una partita a poker.

Probabilmente ha perfino letto il tuo libro, se l'ha trovato.

- Ciao, Will. Entra. - Salve.

- Ti presento Sean Maguire. Will Hunting. - Come va?

Sì, cominciamo.

Sì, sono gasato, facciamolo.

Che la guarigione cominci.

Volete scusarci?

- Sì, per favore, Tom. - Anche tu, Gerry.

Sì, certo.

Come va?

Di quale zona di Southie sei?

- Mi piace come ha sistemato il posto. - Ah, grazie.

Ha comprato questi libri al dettaglio

o si è fatto spedire un kit per strizzacervelli

con tutti questi volumi inclusi?

Ti piacciono i libri?

Sì.

Ne hai letto qualcuno?

Non lo so.

Qualcuno di questi?

Probabilmente no.

E quelli sull'ultimo scaffale li hai letti?

Sì, li ho letti.

Non sono qui per fare il critico del cazzo,

i libri sono suoi, li legga.

Li ho letti. Ho dovuto.

Deve averle preso un sacco di tempo.

"Gli Stati Uniti d'America. La storia completa. Volume uno."

Accidenti...

Se vuole un vero libro di storia

legga "La storia del popolo degli Stati Uniti" di Howard Zinn.

Quel libro la stenderà, cazzo.

È meglio del "Consenso industriale" di Chomsky?

Quelli come lei mi fanno impazzire.

Spendete tutti i vostri soldi su questi libri del cazzo strani

di cui vi circondate e sono quelli sbagliati.

i libri del cazzo giusti?

Quelli che ti fanno rizzare i capelli.

Già, non me ne sono rimasti molti.

quella sigaretta nel culo,

Sì, è un casino quando faccio yoga.

- Lei fa pesi? - Sì.

- Usa il Nautilus? - No, manubri.

- Davvero?

- Manubri, eh?

- Sì?

- E quanto solleva? - 130 chili. Tu quanto?

L'ha dipinto lei?

Sì. Tu dipingi?

Mh.

No.

- Ti piace la pittura? - No.

Ti piace la musica?

Questo è una merda.

Oh. Dimmi la tua sincera opinione.

È che è illineare

e l'impressionistico, mescolandosi, impasticciano la composizione.

Ed è anche copiato da Winslow Homer,

solo che c'è un bianco che rema la barca qui.

Ah, è strano. Monet non era molto bravo.

Non è questo che mi turba però.

- Cos'è che ti turba? - Sono i colori.

Sai dov'è la stronzata?

L'ho dipinto seguendo i numeri.

Seguendo i numeri?

Perché questi colori mi affascinano molto.

- Ah, davvero? Ma guarda un po'. - Davvero.

- Secondo me lei è a un passo dal tagliarsi l'orecchio. - Tu dici?

Oh, sì.

Dovrei trasferirmi nel sud della Francia

e cambiare il nome in Vincent?

- Conosce il detto "qualunque porto nella tempesta"? - Sì.

Forse si riferisce a lei.

In che senso?

Forse si trova in mezzo a una tempesta,

- una bella cazzo di tempesta. - Sì, forse.

Il cielo le sta cadendo addosso,

le onde si schiantano sulla sua barchetta

e i remi stanno per spezzarsi.

Si piscia sotto, invoca un porto,

perciò forse fa il necessario per salvarsi.

Forse è diventato uno psicologo.

Tombola! Azzeccato.

Fammi fare il mio lavoro ora, me lo stai impedendo, su.

Forse ha sposato la donna sbagliata.

Bang...

Ci ho preso, vero?

Ha sposato la donna sbagliata.

Cos'è successo?

Se n'è andata?

Se manchi ancora di rispetto a mia moglie, io ti finisco.

Ti finisco, cazzo.

È chiaro, capo?

Il tempo è scaduto.

Già.

Riposo, signori.

Ti capisco se non vuoi fare un'altra seduta con lui.

Martedì, alle quattro. Assicurati che venga.

Sì.

Grazie.

(MUSICA TRISTE IN SOTTOFONDO)

- È un incanto con quegli occhiali. - La ringrazio moltissimo.

- Splendida! - Sì, ho sempre desiderato l'ombretto viola.

È un amore.

In Inghilterra ho frequentato una gran bella scuola.

Sai, una specie di scuola privata ambientalista fai da te.

Progressista.

Poi Harvard, Medicina.

Sai cos'ho calcolato?

Alla fine il mio cervello varrà la bellezza di 250.000 dollari.

Ho detto una cosa orribile, vero?

Mh! Portami un altro mai tai!

Non è orribile, i tuoi saranno stati felici di pagare.

No, io sono stata felice di pagare. Ho ereditato il denaro.

Accidenti. Harvard si beccherà tutti quei soldi?

No, Stanford. Ci andrò in giugno, appena laureata.

usare questo marinaio

e poi squagliartela, eh!

Be', prima volevo fare esperimenti su di te per il corso di anatomia.

- Ovviamente. - In questo caso d'accordo.

- Ehi, vuoi vedere il mio gioco di prestigio, Skylar? - Ma certo.

Ecco, te le avevo promesse.

Ci siamo.

Questa è per te, Mastro Ciliegia.

Fermo, la mia bacchetta!

Sì, toccami.

Grazie, benissimo.

Farò sparire tutte queste caramelle.

Sei pronta?

Pronta.

Uno, due, tre.

Guarda, sono sparite!

Sì, è stato... Funziona meglio quando ho il mio coniglio.

Be'... non esco molto con le ragazze.

Una vera sfortuna. Dico per me.

Lo sai cosa intendo. So che ci pensi da parecchio.

- No, non è vero. - Sì, invece.

No, dico sul serio.

Sì, speravi di avere il bacio della buonanotte.

No, speravo di avere la scopata della buonanotte.

(RIDONO)

Be', mi accontenterò di un bacio, d'accordo?

Che gesto nobile il tuo!

Grazie.

No, io speravo in un bacio.

Be', perché non ce lo togliamo subito di mezzo.

- Subito? - Sì. Avanti.

(RIDONO)

Mi sono beccata un pezzo di cetriolino.

Ci tocca, eh?

Vieni con me.

WILL: E questo cos'è? "Un momento di come eravamo" versione maschile?

è una specie di fissazione,

una cosa alla quale dedicare una parte della seduta.

Pensavo a quello che mi hai detto l'altro giorno,

riguardo al mio dipinto.

Sono stato sveglio tutta la notte a pensarci.

Poi ho capito una cosa.

E sono caduto in un sonno profondo, tranquillo.

Da allora non ho più pensato a te.

Sai che cosa ho capito?

Sei solo un ragazzo.

Tu non hai la minima idea delle cose di cui parli.

- Non c'è di che.

Non sei mai stato fuori Boston.

Se ti chiedessi sull'arte,

probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti.

Michelangelo. Sai tante cose su di lui.

Le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il Papa,

le sue tendenze sessuali, tutto quanto, vero?

Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina.

Non sei mai stato lì

con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto.

Mai visto.

Se ti chiedessi sulle donne,

probabilmente mi faresti un compendio delle tue preferenze.

Potrai perfino aver scopato qualche volta.

Ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna

e sentirsi veramente felici.

Sei uno tosto.

E se ti chiedessi sulla guerra,

probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia.

"Ancora una volta sulla breccia, cari amici."

Ma non ne hai mai sfiorata una.

Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico

vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto.

Se ti chiedessi sull'amore,

probabilmente mi diresti un sonetto.

Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile.

Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi

sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla Terra solo per te,

per salvarti dagli abissi dell'inferno.

Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo,

avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre,

in ogni circostanza, incluso il cancro.

Non sai cosa si prova a dormire su una sedia di ospedale per due mesi

tenendole la mano, perché i dottori vedono nei tuoi occhi

che il termine "orario delle visite" non si applica a te.

Non sai cos'è la vera perdita, perché questa si verifica

solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso.

Dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto.

Io ti guardo e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé.

Vedo un bulletto che si caga sotto per la paura.

Sei un genio, Will. Chi lo nega questo?

Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo.

Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me

perché hai visto un mio dipinto

e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo.

Sei orfano, giusto?

Credi che io riesca ad inquadrare

quanto sia stata difficile la tua vita,

cosa provi, chi sei, perché ho letto "Oliver Twist"?

Basta questo ad incasellarti?

Personalmente me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa?

Non c'è niente che possa imparare da te

che non legga in qualche libro del cazzo.

A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei.

Allora la cosa mi affascina.

Ci sto.

Ma tu non vuoi farlo, vero, campione?

Sei terrorizzato da quello che diresti.

A te la mossa, capo.

(COLPI ALLA PORTA)

(TELEFONO SQUILLA)

Pronto?

Pronto?

>Pronto?

Professor Valenti, è di nuovo lei?

Verme.

- Oh! - Cazzo...

Cristo, chi hai chiamato?

Nessuno, ho dimenticato il numero.

Sei uscito sotto la pioggia e non ti sei portato il numero.

No, era l'144 di tua madre e ho finito le monetine.

mi sono appena inculato la tua.

Molto divertente, Morgan. Non vali un cazzo, stronzettino.

Continua così e vedrai che succede.

Benissimo, Morgan.

- Vedrai che succede. - Benissimo, Morgan. E che fai, cazzone?

E non rompermi le palle!

Vietato fumare.

(MUSICA DI SUSPENSE IN SOTTOFONDO)

Come non ha parlato? Siete stati dentro un'ora.

È rimasto lì a contare i secondi fino alla fine della seduta.

Sbalorditivo, in effetti.

Perché l'avrebbe fatto?

Per provarmi che non è tenuto a parlare con me se non vuole.

Cos'è, una gara a chi fissa più a lungo

tra due ragazzi del vecchio quartiere?

Sì, è così. E non posso parlare per primo.

Alexander,

un semplice disegno matematico.

Una struttura ad albero non funzionerà.

i due vertici.

Ma io posso calcolare la somma.

Dipende da come raggruppi i termini, Alexander.

la cosa in questo modo allora...

Ehi, senta!

(MUSICA DI SUSPENSE IN SOTTOFONDO)

A volte si tratta di fortuna.

(SEAN FISCHIETTA)

Me ne stavo seduto e il capitano attacca la solita storia, tipo:

"Voleremo a un'altezza di 10.000 metri",

- ma poi posa il microfono e dimentica di spegnerlo. - Mh-mh.

Si gira verso il secondo pilota e se esce con:

"Ora vorrei tanto un bellissimo pompino e una tazza di caffè".

Allora la hostess si precipita come un fulmine dal fondo dell'aereo

per dirgli che il microfono è ancora aperto

e si sente una voce: "Ehi, tesoro, non dimenticarti il caffè".

(RIDE)

- Sei mai stato su un aereo? - No, è una barzelletta,

ma funziona meglio se si racconta in prima persona.

Ah, sì, è vero.

Io ho scopato, sa?

Davvero?

Buon per te.

- Alla grande, alla grande.

Sono uscito con una giorni fa.

- Com'è andata? - Molto bene.

- E la rivedrai? - Non lo so.

- Perché no? - Non l'ho chiamata.

Cristo, sei un dilettante.

- So quello che faccio. - Ah, sì?

Sì.

Non si preoccupi per me, so quello che faccio.

Sì, questa ragazza, insomma,

è bellissima, intelligente, divertente.

È diversa dalle altre con cui sono stato.

E allora chiamala, Romeo.

Così mi rendo conto che non è poi tanto intelligente,

che mi rompe i coglioni. Sì, insomma, ecco...

Questa ragazza, cazzo, è perfetta ora.

Non voglio rovinare questo.

Forse tu sei perfetto ora, forse è questo che non vuoi rovinare.

Questa la chiamerei una super filosofia, Will,

così puoi in effetti passare tutta la vita

senza dover conoscere veramente qualcuno.

Mia moglie scoreggiava quando era nervosa.

Aveva una serie di meravigliose debolezze.

Aveva l'abitudine di scoreggiare nel sonno.

(RIDONO)

Una notte fu talmente forte che svegliò il cane.

"Sei stato tu?",

e io: "Sì". Non ho avuto il coraggio.

(RIDONO)

Oh, Signore!

Ma Will, è morta da due anni e questo è quanto mi ricordo.

Piccole cose così.

che più mi mancano.

Le piccole debolezze che conoscevo solo io.

Questo la rendeva mia moglie.

Anche lei ne sapeva di belle sul mio conto,

conosceva tutti i miei peccatucci.

imperfezioni, ma non lo sono.

Sono la parte essenziale.

Poi dobbiamo scegliere

chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo.

Tu non sei perfetto, campione.

non è perfetta neanche lei.

perfetti l'uno per l'altra.

È questo che conta, è questo che significa intimità.

Puoi sapere tutte le cose del mondo,

ma il solo modo di scoprire questa qui è darle una possibilità.

Certo non imparerai da un rincoglionito come me.

E anche se lo sapessi non lo direi a un piscione come te.

E perché no?

Mi ha detto già qualunque cazzata.

Cristo Santo!

Parla più di tutti gli strizzacervelli

che ho visto in vita mia.

Io insegno questa merda, non ho detto di saperlo fare.

Già.

Ha mai pensato di risposarsi?

Mia moglie è morta.

Indi la parola "risposarsi".

È morta.

Sì. La chiamerei super filosofia, Sean.

Insomma, così lei può in effetti passare tutta la vita

senza dover conoscere veramente qualcuno.

Il tempo è scaduto.

- Non chiudete. - Bene.

Grazie.

>(SKYLAR SUONA IL PIANO E CANTA)

(COLPI ALLA PORTA)

Interrompono sempre l'ispirazione.

- Ciao. - Ciao.

Dov'eri finito?

Scusami, ho avuto molto da fare e...

- Ma... - Anch'io, sì.

Io... io credevo che chiamassi.

Già, e.

Ci siamo divertiti insieme.

Mi sono divertito anch'io, vedi, è solo che...

«:. ho fatto un casino, mi dispiace molto.

No! No, insomma, non fa niente.

Sì, perciò mi chiedevo se potevi darmi un'altra occasione

di uscire di nuovo con te.

Oh, non posso.

Va bene.

No, non intendevo non posso, tipo, mai... Solo, in questo momento.

Devo trovare lo spettro dei protoni dell'ibogaina.

Nonostante sembri molto molto interessante,

in realtà si tratta di una noia mortale.

- D'accordo... - Ma magari un'altra volta.

Cioè domani?

Sì, bene.

- D'accordo. - D'accordo. Ciao.

Ciao.

(RINTOCCHI DI CAMPANA)

- Che fai qui? - Non potevo aspettare domani.

Dove cazzo l'hai preso?

Sono dovuto andare a letto con una del tuo corso.

Spero che avesse i calzini con in sandali e l'alito veramente fetido.

(RIDONO)

- Forza, andiamo a divertirci. - No, devo impararlo adesso.

Be', non devi operare domani, vero?

No.

Andiamo.

(CAMPANELLA)

Oh mio Dio, il mio cane sta vincendo!

Staccati dal branco! Forza!

Guarda come scatta. Misty, corri, avanti!

>ALTOPARLANTE: Vince Misty.

- Abbiamo vinto. - Sì, ha stravinto!

Sei cresciuto da queste parti, allora.

Non lontano, a South Boston.

(SOSPIRA)

Sono ancora raggiante per la mia vincita.

Sì, lo so, guardati. Sei felicissima.

Com'era stare lì?

Era normale, direi.

Niente di speciale.

Hai tanti fratelli e sorelle?

Se ho tanti fratelli e sorelle?

È quello che ho chiesto.

- Sono irlandese cattolico, tu che ne pensi? - Già, hai ragione.

Quanti sono?

Non mi crederesti se te lo dicessi.

- Perché? Avanti, quanti, cinque? - No.

Sette. Otto. Quanti sono?

Ho dodici fratelli maggiori.

Non è vero, dodici fratelli maggiori.

Giuro su Dio, sono il fortunato tredicesimo.

Ricordi tutti i nomi?

Sì, sono i miei fratelli!

Come si chiamano?

Marky, Ricky, Danny, Terry, Mikey, Davey,

Timmy, Tommy, Joey, Robby, Johnny e Brian.

Ridilli.

Marky, Ricky, Danny, Terry, Mikey, Davey,

Timmy, Tommy, Joey, Robby, Johnny e Brian.

- E Willy. - Willy? Will.

Caspita!

Li vedi ancora tutti?

Sì, vivono tutti a Southie. Io vivo con tre di loro, adesso.

- Ah, sì? - Sì.

Vorrei conoscerli.

Sì, sarà fatto.

WILL: Sa, ieri sera ho letto il suo libro.

SEAN: Ah, sei tu quel masochista.

Si occupa ancora dei veterani?

- No, non più. - Perché no?

Ho rinunciato per la malattia di mia moglie.

Si è mai domandato come sarebbe stata la sua vita

se non avesse incontrato sua moglie?

Cioè, se sarei stato meglio senza di lei?

No, no, non intendevo "stare meglio", non intendevo dire questo.

Non fa niente, è una domanda importante.

Perché avrai dei momenti difficili,

ma ti faranno apprezzare le cose belle

alle quali non prestavi attenzione.

E non si rammarica dell'incontro con sua moglie?

Perché, per il dolore che provo adesso?

Ho molto di cui rammaricarmi,

ma non mi rammarico di un solo giorno insieme a lei.

Quando ha saputo che lei era la donna giusta?

Il 21 ottobre 1975.

Cristo Santo, sa perfino la data!

Oh, sì. Era la sesta partita del World Series.

- La decisiva per i Red Socks. >- Sì, è vero.

>Io e i miei amici avevamo dormito tutta la notte sul marciapiede

per prendere i biglietti.

- Avevate i biglietti? - Sì, il giorno della partita

eravamo seduti in un bar in attesa dell'inizio

ed ecco che entra questa ragazza.

Partita memorabile.

Alla fine dell'ottavo inning Carbo pareggiò, 6-6.

Arrivarono a 12 inning,

>alla fine del dodicesimo toccò a Carlton Fisk, il vecchio bassotto.

- Va alla battuta. Sai, assume la strana posizione... ♪- Sì, sì!

>... € poi... bang! Un colpo che è una cannonata.

Vola alta lungo la fascia sinistra!

35.000 persone scattano in piedi urlando alla palla,

>mentre lui, Fisk, sventola le braccia alla palla gridando:

- Sì, l'ho vista, era così. - "Supera, supera, supera!"

Poi la palla colpisce il palo.

Oh! Lui impazzisce e 35.000 tifosi invadono il campo.

>-Sì è lui si fa strada a spintoni. - Sì, corre come un invasato

gridando: "Levatevi di mezzo! Levatevi di mezzo!".

>Non ci posso credere

- che avevi i biglietti per quella partita, cazzo! - Già.

Lei ha invaso il campo?

No, io non ho invaso il campo, io non c'ero.

- Cosa? - No, io ero nel bar a bere con la mia futura moglie.

Si è perso la battuta di Fisk il Bassotto

per bere qualcosa con una tizia che neanche conosceva?

Sì, ma avresti dovuto vederla, ti toglieva il fiato.

- Non me ne frega un tubo... - Oh, no, no, illuminava il locale.

Poteva entrare anche Elena di Troia nel locale, era la sesta partita!

Oh, mio Dio, e chi erano quei suoi amici del cazzo?

Gliel'hanno lasciato fare?

Non avevano scelta.

Cosa gli ha detto?

Ho fatto scivolare il mio biglietto sul tavolo e ho detto:

"Spiacente, amici, devo occuparmi di una ragazza".

- "Devo occuparmi di una ragazza"? - Sì.

- Ha detto questo? - Ho dovuto.

E gliel'hanno lasciato fare?

Sì, hanno visto nei miei occhi che non scherzavo.

- Mi prende in giro. - No, non ti prendo in giro, Will.

È per questo che ora non parlo

di una ragazza che ho visto in un bar venti anni fa

e di come mi rammarico sempre di non averla conosciuta.

Non mi rammarico dei 18 anni di matrimonio con Nancy,

né dei 6 anni in cui ho rinunciato all'assistentato perché stava male.

E non mi rammarico degli ultimi anni in cui si è aggravata.

E certo non mi rammarico di aver perso una partita.

- Lo rifarei. - Wow!

Sarebbe stato bello esserci, però.

Non sapevo che avrebbe giocato così.

(RIDONO)

Sono utilissima in campo, sono incredibilmente alta.

- Non sei tanto alta. - Faccio la schiacciata.

Giocherò mai nell'NBA?

È deciso che giocherò.

Perché stiamo sempre qui?

Sì, ma io non ho mai visto casa tua.

Quando mi presenti i tuoi amici e i tuoi fratelli?

da queste parti.

Credo di farcela fino a South Boston.

È una bella scarpinata.

oppure il contrario?

- Quando?

della prossima settimana.

Se ti dicessi che non verrò più a letto con te

finché non mi presenterai ai tuoi amici?

Mh.

Vediamo, che ora è, le 4 del mattino. Saranno svegli?

(ridendo) Oh, mio Dio. Gli uomini sono senza vergogna.

con il tuo pisello,

- allora agisci direttamente per conto suo.

avere il pagamento anticipato?

Non lo so, chiediamolo.

Gli auspici non sono buoni.

>- CHUCKIE: (telefono) Che c'è?

torna a dormire.

che giocherai nell'NBA?

Sì, esatto, perciò ti conviene abbonarti per tutta la stagione.

Io voglio giocarci, sono alta.

Sto bene in pantaloncini corti.

Gancio, gancio. Schiacciata.

- Sì, invece.

In ogni cosa faccio 3 punti.

(RIDONO)

E smettila di usare metafore di altri sport.

Così mi stringi!

Il folletto ha l'uccello infilato nel culo della scimmia

e Morgan arriva e fa: "Non mi dispiace, non mi dispiace!".

(RIDONO)

che hai portato Skylar qui

quando siamo tutti sballati e bevuti.

Lo so, Morgan, è rarissimo che tutti noi beviamo.

attacca a bere

insomma, poi sbarella per sei, otto mesi.

Già.

è successo quando stava guidando

l'ha fatto accostare, vero?

- TUTTI: Sì, sì.

perché dovete saperlo.

Racconta sempre storielle quando veniamo qui.

Ogni volta che veniamo ne ha una nuova,

ma questa l'abbiamo già sentita, raccontala lo stesso, dai.

- Certo che la racconto, grazie.

La scena è mia, adesso.

Sì. Mio zio Marty sta tornando a casa,

più fradicio di una spugna, ci sei?

È pieno fino al midollo, è strafatto.

e lo fa accostare.

se si regge in piedi.

e gli vomita addosso.

il limite consentito.

Perciò sta per mettergli le manette e sbatterlo dentro.

Quando a un tratto, a venti metri di distanza,

si sente un cazzo di "bum", ci sei?

Alla gente quasi gli viene un colpo, si volta indietro e...

- Uno sparo?

- Morgan, smettila. Piantala.

La macchina di un tale ha preso un albero.

Capito, era un incidente.

(SKYLAR RIDE)

- Comunque...

(urlando) Sta' zitto, cazzo, basta!

Capito, zitto e basta!

l'ha già raccontata questa storia.

"Stia qui, non si muova"

e corre sul luogo dell'incidente per vedere cosa è successo.

Dopo qualche minuto che se ne stava lì

a sguazzare nel suo piscio e vomito

mio zio comincia a chiedersi che cosa ci fa lì.

e se ne torna a casa.

mio zio è sbomballato

e sente bussare alla porta.

Così va giù, spalanca la porta e fa: "Che c'è?".

- È l'agente che l'aveva fermato.

E l'agente: "Come sarebbe 'Che c'è?' Lo sai benissimo!

Ti ho fatto accostare ieri sera, ecco che c'è.

E cazzo, te la sei filata!"

E mio zio gli fa: "Non ti ho mai visto in vita mia,

sono stato qui tutta la notte con i miei figli.

Non so chi cazzo sei".

Lui dice: "Lo sai chi sono, fammi entrare nel tuo garage".

Mio zio fa: "Come?",

"Mi hai sentito, fammi entrare nel garage".

apre la porta e lì c'è...

La macchina della polizia stradale è nel garage di mio zio!

Non è incredibile?

Era così ciucco che è tornato a casa con la macchina sbagliata.

E il bello deve venire.

Quello della polizia stradale

era così imbarazzato che non aveva fatto niente.

Aveva cercato tutta la notte la casa con la Chevelle di mio zio.

D'accordo, Chuck, qualche cazzo è il punto di questa storia?

L'ha fatta franca. Questo è il punto.

- Va bene, allora, domanda. - BILLY: Avanti, smettila!

probabilmente perché tu ti vergogni di chiederlo,

perché sai che non ha nessun senso.

Sì che ha un senso, se ascolti la storia e la pianti con le domande.

Morgan, vediamo se capisci questa, ho una storiella per te.

di vecchietti a letto.

Si svegliano la mattina del loro cinquantesimo anniversario

e Mary si gira e guarda con adorazione Paddie e dice:

(con voce da anziana) "Oh, accidenti, Paddie,

che delizia di uomo sei, ti amo!

il tuo cuoricino io te la darò.

Paddie fa:

(con voce da anziano) "Oh, accidenti, Mary,

è molto gentile la tua offerta.

Ora, in cinquant'anni c'è una cosa che mi è mancata.

Ehm... vorrei che tu mi facessi un pompino. Lo vorrei tanto".

Si toglie i denti, li mette in un bicchiere e gli fa un pompino.

Alla fine Paddie fa: "Accidenti, questo era quello che mi mancava!

È stata la cosa più bella, più sconvolgente della mia vita.

Bellissimo, Mary, ti amo.

C'è qualcosa che posso fare per te, tesoro?".

Mary solleva lo sguardo e dice:

(con la bocca piena) "Diamoci un bacio".

(RIDONO)

ne ho sentite di peggiori.

(RIDONO)

CHUCKIE: Levati di dosso, mi stai sempre attaccato!

- Bene, ci vediamo, ragazzi. - WILL: Ciao, Bill.

Ciao, stammi bene, Bill!

Allora, Skylar, grazie per essere venuta.

Ho cambiato opinione sulla gente di Harvard.

Non affrettarti troppo a cambiare opinione

perché non tutti sono come me.

Ah, ne sono certo.

Senti, è stato un vero piacere.

- Vacci piano. - E va bene.

- Indietreggia lentamente. - Dai, vieni. Fratello...

Non capisco perché ci saluti, devi darci un passaggio.

- Per chi cazzo mi hai preso?

La macchina serve a Will!

Grazie, Chuck, te ne sono grato.

"Grazie, Chuck, te ne sono grato."

Non so perché fai tanto il serio,

prima devi darmi uno strappo a casa.

Ci porta molto fuori strada...

- Oh, d'accordo. - E troppo lontano.

Solo perché non devi dormire nel tuo palazzo monocamera,

non pensare di essere fico, chiaro?

Un momento, avevi detto che mi mostravi casa tua.

Oh, no, stasera no.

"Oh, no, stasera no. E neanche un'altra sera."

Sa che una volta visto quel buco di merda

lo pianterai come un sacco di patate.

Ma voglio conoscere i tuoi fratelli!

No, lo faremo un'altra volta.

D'accordo.

Dammi le chiavi.

La hostess lo sente e muove il culo verso al cabina.

E io grido: "Non dimentichi il caffè".

Puttanate, non hai detto così.

Cristo Santo, Marty, è una barzelletta.

Già, a uno è successo veramente, Marty.

È una barzelletta.

- Gerry! - Ciao. - Problemi a trovare il posto?

No, ho preso un taxi.

Tim, ti presento Gerry. Eravamo insieme all'università.

Salve, tanto piacere.

Piacere mio.

Ti offro una birra?

No, solo una Perrier.

Vuol dire acqua tonica in francese.

- Ah, acqua tonica, sì. - Sì.

- Anche qualche panino. - Subito. - Sul mio conto.

Pensi di saldarlo, prima o poi?

Certo, capo, ho il biglietto vincente della lotteria.

- 12 milioni.

- Non credo che basteranno. la tua operazione a Casablanca sì.

Sì.

- Noccioline? - No, grazie.

Allora, volevi parlare di Will.

Be', pare che vada bene.

Credo di sì.

Gli hai parlato del suo futuro?

No, non ci siamo arrivati,

stiamo ancora prendendo di petto il passato.

telefono squilla all'impazzata

Di che genere?

istituti per cervelloni.

di Will viene dato libero sfogo.

Sono fantastiche queste offerte, ma io non lo ritengo ancora pronto.

Secondo me non hai capito, Sean.

Cos'è che non ho capito?

- Ecco, ragazzi. - Grazie, Tim.

- Per lei. - Grazie.

Così non vi si appiccicano le dita.

Tim, può aiutarci?

- Ahi, ahi. - Ha mai sentito parlare di Jonas Salk?

Certo, ha curato la polio.

E di Albert Einstein?

(ridendo) Sì.

mai sentito nominare?

- No. - Grazie, Tim.

- Io.

Io non sono niente in confronto a questo ragazzo.

Tu sai chi è Gerald Lambeau?

Nel 1905 c'erano centinaia di professori

rinomati per il loro studio dell'universo,

ma è stato un ventiseienne

impiegato dell'ufficio brevetti svizzero

che studiava fisica nel tempo libero a cambiare il mondo.

Ti immagini se Einstein avesse rinunciato

per sbronzarsi tutte le sere con i suoi amici a Vienna?

Avremmo perso tutti qualcosa.

Tim non saprebbe chi è.

- Sei drammatico, Gerry.

Il ragazzo ha questo dono.

Va soltanto indirizzato, ma possiamo farlo noi.

Senti, Gerry, negli anni '60

un giovanotto si è laureato all'università del Michigan.

in matematica,

funzioni armoniche combinate.

Poi andò a Berkley, fu assistente professore,

aveva grandi potenzialità,

ma si trasferì nel Montana e rinunciò alla competizione.

Ah, sì? E chi era?

Ted Kaczynski.

Mai sentito.

- Senti, Tim!

- Chi è Ted Kaczynski?

di cui sto parlando.

- Dobbiamo dargli un orientamento.

Può dare un contributo al mondo e noi possiamo aiutarlo.

- L'orientamento è una cosa, la manipolazione è un'altra. - Sean!

Devi lasciargli trovare il suo...

in casa ad arricciarmi i baffi

e a escogitare un piano per rovinargli la vita!

quando avevo 18 anni

comunque vent'anni

per fare qualcosa degno della medaglia Fields.

Magari lui non vuole quello che vuoi tu.

di una stronzissima medaglia.

È troppo importante, Sean.

- Va al di là delle rivalità personali.

Parliamo del ragazzo.

Perché non gli diamo il tempo di scoprire che cosa vuole?

Una teoria meravigliosa la tua, Sean.

Ha funzionato a meraviglia con te, eh?

Sì, è così, arrogante pezzo di merda.

Mi dispiace. Mi dispiace di essere qui oggi.

cortesia, volevo tenerti nel giro.

Oh, essere nel giro è bello.

organizzato da me alla McNeil.

>UOMO: Bene, Will, non sono sicuro di aver capito cosa intende.

Le abbiamo già offerto un ottimo posto.

senza un anticipo, ragazzi.

Ma se pensate di trovare qualcuno che lo fa,

vi dico avete la mia benedizione.

Ma lo sappiamo tutti

che quella persona non vi rappresenterà bene quanto me.

dollari l'anno che va...

(canticchiando) Anticipo!

Anticipo.

di darle dei contanti adesso?

(RIDE) Ehi, freni, non ho detto questo.

Io addurrei che la vostra situazione

per voi sarebbe concomitantemente migliorata

nelle mie tasche adesso.

Be', non credo di... Larry?

Io ho 73 dollari.

Accetterebbe un assegno?

Vi dico una cosa: siete sospetti.

Sì, voi.

Non so che reputazione avete in questa città.

Ma dopo la fregatura che volevate darmi

vi assicuro che guarderò su di voi.

Ora, per l'affare che avevamo qui in precedenza,

parlate con il mio sovvenzionato avvocato.

Buongiorno, signori.

E fino all'arrivo di quel giorno strabuzzate bene le orecchie.

- Come va? - Bene.

Sì.

Brava.

- Vuoi una mano? - No.

- Fammi dare una sbirciatina, così poi andiamo ad allenarci. - No!

È di grande importanza che impari questa roba.

- È molto importante. - D'accordo.

- Per me, chiaro? - Chiaro.

Perché non ce ne stiamo qui tutto il giorno?

Sì, perché no.

E va bene, signor ficcanaso.

Visto che hai intenzione di rompermi le palle...

- ... ti faccio una domanda.

La tua è una memoria fotografica?

Non lo so, mi ricordo e basta.

Come ti ricordi il tuo numero di telefono.

- Tu hai studiato chimica organica?

Oh, per divertirti!

Sì, è così divertente studiare chimica organica.

Ma sei impazzito?! (WILL RIDE)

Ti sei completamente fuso il cervello?

Nessuno la studia per divertimento.

Non è una necessità, soprattutto per uno come te.

- Uno come me? divide quasi equamente il suo tempo

tra il campetto di baseball e il bar.

La gente non la chiamerebbe una necessità.

No.

Ci sono delle persone molto intelligenti qui a Harvard

e perfino loro devono studiare perché questo è molto difficile.

E invece...

Tu ci riesci con facilità, io non capisco.

Io non capisco come funziona la tua mente.

- Tu suoni il piano? - Voglio parlare di questo.

- No, sto cercando di spiegartelo, tu suoni il piano? - Un pochino.

Bene, allora, quando vedi un pianoforte tu vedi Mozart.

Io vedo "Fra Martino".

D'accordo, allora prendiamo Beethoven.

Guardava un pianoforte e per lui aveva un senso.

Suonava e basta.

Che vuoi dire, che suoni il piano?

No, neanche per sbaglio.

Se guardo un piano vedo un mucchio di tasti,

tre pedali e una scatola di legno.

Ma Beethoven, Mozart, lo guardavano e sapevano suonarlo.

Io non so dipingerti un quadro

e forse non so spedire una palla fuori dallo stadio

e non so suonare il piano.

Ma puoi fare il mio compito di chimica in meno di un'ora.

Sì, è vero. Insomma, quando si tratta di cose di questo tipo

io riesco sempre a suonare.

So spiegartelo solo così.

- Vieni qui, ti devo dire una cosa. - Eh?

- Ti devo dire una cosa. - Ah...

Be'

(MUSICA DOLCE IN SOTTOFONDO)

Cosa non è giusto, cosa?

e ti ho trovato solo adesso.

Però mi hai trovato.

(MUSICA DOLCE IN SOTTOFONDO)

- No.

Will, vieni in California con me.

Cosa?

Voglio che tu venga in California con me.

Ne sei proprio sicura?

Oh, sì.

Come fai a saperlo?

Non lo so.

Lo so, ecco.

Sì, ma come fai a saperlo?

Lo so perché lo sento.

Perché è una cosa seria quella che hai detto, insomma.

in California la settimana prossima

e sai, potresti scoprire qualcosa di me che non ti piace.

Allora, magari, vorresti non averlo mai detto.

Però sai, è una cosa talmente seria che non puoi rimangiartela.

Io mi ritrovo in California

con una che non vuole stare veramente con me

e farebbe marcia indietro.

Cosa? Quale marcia indietro?

Io non voglio fare marcia indietro.

Io voglio solo che tu venga in California con me.

Be', non posso venire in California con te, perciò...

Perché no?

Ecco, uno perché ho un lavoro qui.

E due, perché vivo qui.

Senti, se non mi ami dovresti dirmelo.

Non sto dicendo che non ti amo.

Allora perché?

Perché non vieni con me?

Cos'è che ti spaventa tanto?

Cos'è che mi spaventa tanto?

Be', cos'è che non ti spaventa?

Tu vivi nel tuo mondo tranquillo dove nessuno ti pungola

e hai una paura fregata di agire diversamente,

perché potresti dover cambiare.

Non venirmi a parlare del mio mondo!

Tu vuoi solo farti una sveltina con uno dell'altra parte della città.

Poi te ne andrai a Stanford e ti sposerai con un ricco imbecille

che la tua famiglia avrà approvato.

E te ne starai seduta con le tue amiche miliardarie

a raccontare che anche tu hai pescato nei bassifondi.

Cos'è questa tua ossessione per i miei soldi?

Mio padre è morto che avevo 13 anni e ho ereditato i suoi soldi.

Credi che ogni giorno

quando mi sveglio col desiderio di fare a cambio

non li darei indietro in un istante

se significasse un giorno in più con lui?

Ma non posso, questa è la mia vita e io la prendo com'è.

Perciò non coprire di merda me quando sei tu quello che ha paura.

Paura? Ma di cosa ho paura? Di cosa cazzo ho paura?

Hai paura di me, hai paura che io possa non amarti!

La sai una cosa, anch'io ho paura!

Cazzo, voglio fare un tentativo!

Almeno io sono onesta con te!

- Io non sono onesto con te? - No! Dimmi dei tuoi 12 fratelli.

D'accordo.

No, non te ne vai, da qui non esci.

- Che vuoi che ti racconti? Cosa? Che non ho 12 fratelli? - Sì!

- Cazzo, che sono un orfano? - Sì.

- No, questo non vuoi sentirlo. - Questo non lo sapevo.

Non vuoi sentire che mi hanno spento le sigarette addosso

- quand'ero bambino. - Tesoro, io non lo sapevo...

Che questa non è un'operazione,

quel figlio di puttana mi ha accoltellato.

Non vuoi sentire queste schifezze, Skylar!

Non dirmi che vuoi sentire queste schifezze!

- Voglio aiutarti, perché voglio... - Aiutarmi? Ma cazzo, cos'ho,

- un cartello attaccato sulla schiena che dice "salvatemi"? - No!

- Ti sembro uno che cerca questo? - No!

Io voglio solo rimanere con te perché ti amo!

- Non prendermi per il culo, cazzo! - Ti amo!

(piangendo) Ti amo!

Voglio solo sentirti dire che non mi ami.

Perché se tu me lo dici... io non ti chiamo più.

E non farò più parte della tua vita.

Io non ti amo.

(PORTA SI CHIUDE)

(PIANGE DISPERATAMENTE)

(RISATE)

Molti non arrivano a dimostrare quanto valgono.

Non trovano professori che credono in loro.

Si convincono di essere stupidi.

Spero che apprezzi quello che sta facendo

perché ho visto quanto gli piace lavorare con te.

Non contro di te.

Ciao, Will.

Tom, ci porti un caffè?

Certo.

Dunque, vediamo.

Bene.

Questa è esatta.

Vedo che hai usato Maclaurin qui.

Questa non può essere giusta.

Sarebbe davvero imbarazzante.

- Hai mai considerato...

Senta, non possiamo farlo nello studio di Sean d'ora in poi?

Perché devo staccare prima per venire qui

e lo spostamento mi ammazza.

Sì, certo.

Ma hai pensato alla possibilità...

È giusta!

È giusta.

Se la studi pure a casa.

alla McNeill?

avevo un impegno.

Così, ci ho mandato il mio capo negoziatore.

Nel tuo tempo libero puoi fare quello che vuoi, Will.

Ma quando organizzo un colloquio con i miei soci

si ripercuote su di me.

Bene, non organizzi altri colloqui.

Te lo do io un lavoro, volevo solo che vedessi che cosa c'è là fuori.

Senta, forse non voglio passare il resto della mia vita del cazzo

a spiegare stronzate alla gente.

Potresti dimostrarmi un po' di gratitudine.

Un po' di gratitudine?

Lo sa quanto è facile per me?

Ce l'ha una cazzo di idea di quanto lo sia?

Questo è soltanto un gioco.

E mi dispiace che lei non ci riesca, veramente,

perché non dovrei starmene qui seduto a vederla sbattere la testa

e a fare puttanate.

Così avresti più tempo per startene seduto a sbronzarti, vero?

Giustissimo.

Probabilmente sto sprecando il mio tempo.

Non so fare questa prova.

Ma tu sì e quando si arriva a questo ci sono solo...

Solo una manciata di persone al mondo

può dirti la differenza tra te e me.

- Spiacente.

Spesso vorrei non averti mai conosciuto.

Perché potrei dormire la notte.

con la consapevolezza

(PORTA SI CHIUDE)

E non dovrei vedere gettare tutto al vento.

(NOTE DI PIANOFORTE)

CHUCKIE: Piantala, Bill.

Hai sentito?

>(GEMITI DI PIACERE) Morgan!

porno in camera di mia madre,

ti faccio a fette.

(PASSI SULLE SCALE)

(con respiro affannoso) Che c'è, ragazzi?

le seghe a casa tua, cazzo?

Non ho il videoregistratore a casa.

E dai, non col mio guantone.

Non ho usato il tuo guantone.

È quello che avevo da piccolo!

Che cosa devo usare?

Insomma, ma che ti prende?

Ti scopi un guantone da baseball?

Non è così, l'ho usato solo per ripulire.

(RIDONO)

Smettila di farti le seghe in camera di mia madre, per favore!

- C'è un altro videoregistratore in casa? - Mi fai pena.

>WILL: Secondo lei,

perché dovrei lavorare per la National Security Agency?

Be', ti troveresti a lavorare in prima linea.

Avresti a che fare con un genere di tecnologia che non vedresti altrove

perché l'abbiamo classificata segreta.

Teoria della superstringa, matematica del caos,

- algoritmi avanzati... - Decifrare codici.

È uno degli aspetti del nostro lavoro.

Oh, avanti, è questo il vostro lavoro, ragazzi!

Fate l'80% della roba dell'Intelligence!

Siete almeno sette volte più grandi della CIA.

Will, ma hai perfettamente ragione.

Perciò, per come la vedo io,

la domanda non è perché dovresti lavorare per I'NSA,

la domanda è: perché non dovresti?

Perché non dovrei lavorare per I'NSA...

Questa è tosta.

Ma provo a buttarmi.

Diciamo che lavoro all'NSA

e mettono sulla mia scrivania un codice che nessuno sa decifrare.

Forse ci provo e magari ci riesco.

E sono fiero di me, perché ho fatto bene il mio lavoro,

ma forse indica la località di un esercito ribelle

in Nord Africa o in Medio Oriente.

Ottenuta la località,

bombardano il villaggio dove i ribelli si nascondono.

1.500 persone con le quali non ho mai avuto problemi restano uccise.

Ora i politici dicono: "Oh, spedite i Marines a sorvegliare la zona",

perché non gliene frega niente.

Non ci sarà un loro figlio a farsi sparare,

come non c'erano loro quand'era il momento

perché erano in gita nella Guardia Nazionale.

Ci sarà un tipo di Southie

a prendersi una sventagliata nel sedere.

Torna in patria per scoprire che la fabbrica in cui lavorava

è stata esportata nel paese da cui è arrivato

e quello che gli ha sbrindellato il culo ora sta al suo posto

e lavora per 15 centesimi al giorno e non va mai a pisciare.

Nel frattempo capisce

che la ragione per cui l'avevano mandato a combattere

era installare un governo

che ci avrebbe venduto il petrolio a buon prezzo.

Ed è chiaro che le compagnie hanno usato quella scaramuccia lontana

per addomesticare i prezzi.

Un aiutino notevole per i loro profitti,

ma non aiuta il mio amico, a 2,50 dollari a gallone.

Ci vanno con molta calma a reimportare il petrolio,

magari si prendono anche un alcolizzato skipper

a cui piace bere Martini e fare pazzi slalom tra gli iceberg.

Finisce che quello ne centra uno,

sparge il petrolio e uccide la vita nel Nord Atlantico.

Così il mio amico ora è senza posto, non può permettersi l'auto

e va a piedi a fare i colloqui di lavoro e si sfrange

perché l'ha sventagliato nel sedere e gli ha procurato le emorroidi.

Nel frattempo muore di fame, perché ogni volta che cerca di mangiare

la sola prospettiva è un merluzzo del Nord Atlantico

intriso di petrolio salato.

Allora cosa ho pensato?

Mi conservo per qualcosa di meglio.

Ci rifletto, cazzo, mentre aspetto. Perché non uccido il mio amico?

Gli frego il posto, lo do al suo peggior nemico,

alzo i prezzi della benzina, bombardo un villaggio,

ammazzo le foche, fumo hashish e vado nella Guardia Nazionale.

Potrei essere eletto presidente.

>SEAN: Tu ti senti solo, Will?

Cosa?

Hai un'anima gemella?

Qualcuno che ti pungola.

- Ho Chuckie.

in mezzo al traffico per te.

che ti fa scoprire nuove cose,

- Be', io ho...

Sì... Sono pieno.

Shakespeare, Nietzsche, Frost O'Connor, Kant, Poe, Locke.

- Bello, sono tutti morti. - Per me non lo sono.

Ah, no? Non hai un gran dialogo con loro.

No, a meno che non li faccia tornare in vita con dei sali.

Non avrai mai quel genere di rapporto

in un mondo dove hai sempre paura di fare il primo passo.

Perché vedi soltanto cose negative,

fin da dieci chilometri di distanza.

Si schiera dalla parte del professor Lambeau?

- Ah, non dire stronzate, no. - Non lo volevo quel posto.

interessa se lavori per il governo.

Tu puoi fare quello che vuoi, non hai legami che ti costringono.

una vita a fare i muratori

perché i figli abbiano le opportunità che tu hai ora.

- Io non l'ho mai chiesto.

perciò non nasconderti dietro "non l'ho mai chiesto".

Come sarebbe nascondermi?

Insomma, che c'è di male a fare il muratore?

Sì, non c'è niente di male, sto costruendo la casa di una persona.

Mio padre era muratore, capito?

Si è fatto il culo per darmi un'istruzione.

Già è un mestiere pieno di rispetto.

Che c'è di male nel riparare le macchine?

Qualcuno andrà al lavoro il giorno dopo grazie a me.

- E una cosa onorevole.

Sì, è così Will, è una cosa onorevole.

È onorevole anche il tragitto di 40 minuti in treno

perché gli studenti che arrivano al mattino

possano trovare i pavimenti puliti e i cestini svuotati.

- Sì, esatto.

che hai accettato quel lavoro,

perché è onorevole.

Ho soltanto una piccola domanda:

potresti fare l'inserviente dovunque.

Perché hai lavorato nell'università tecnica

più prestigiosa che c'è al mondo?

a completare formule

sanno risolvere

e poi neghi di averlo fatto?

Perché non ci vedo tanto onore in questo, Will.

Voglio fare il pastore.

Davvero?

trovarmi uno spiazzo,

e badare a loro.

Forse è quello che dovresti fare.

Come?

Se vuoi farti delle seghe fattele a casa con un asciugamano umido.

- Vuole scaricarmi? - Sì, fuori dai coglioni.

Ehi, no, no, no, il tempo non è ancora scaduto.

- Invece sì. - Non me ne vado, no.

Non vuoi rispondere alle mie domande, mi fai solo perdere tempo.

Credevo fossimo amici, come sarebbe?

- La ricreazione è finita, chiaro?

Insomma, voglio dire... dà lezioni a me sulla vita?

Ma si guardi, cazzo, lei è uno spostato.

- Lavorare con te.

- Dov'è la sua anima gemella?

- Parla di anime gemelle, dov'è la sua? - Morta.

Sua moglie crepa e lei incassa le sue fiches e se ne va via?

- Almeno una mano l'ho giocata.

ha perso una grossa mano.

Molte persone perdono una mano come questa,

ma hanno il fegato di ritornare in pista.

Che cosa vuoi fare?

Tu e le tue puttanate.

Hai puttanate da rifilare a chiunque.

Ma io ti faccio una semplice domanda

e tu non sai darmi una risposta diretta.

Ci vediamo, pecoraio.

Noioso del cazzo.

- Vaffanculo. - Sei tu il pastore.

Il pastore... Testa di cazzo.

Volevo solo, insomma, chiamarti prima che partissi.

>Ho fatto un sacco di colloqui di lavoro,

> perciò non sarò un semplice muratore.

Will, lo sai che questo non mi è mai importato.

Già.

Ti amo.

Will...

Stammi bene.

Ciao.

("ANGELES" DI ELLIOTT SMITH IN SOTTOFONDO)

Will!

Will, basta, abbiamo finito!

Sono nel tuo studio e il ragazzo non c'è.

Sono le 17:20. Un'ora e venti minuti di ritardo!

Ma se poi non si fa vivo

e io stendo un rapporto in cui dico che non c'era,

non l'avrò io sulla coscienza.

D'accordo, bene.

WILL: Che hai?

Grazie.

Cazzo, com'è buona.

La tua bella?

Ah, è partita.

Partita, e per dove?

Facoltà di medicina.

Facoltà di medicina in California.

- Davvero? - Già.

- Quando è stato? - Una settimana fa.

Che fregatura.

Allora, quando concludi con quei colloqui?

Non appena compio 21 anni.

Davvero? Te lo mollano il lavoro, o no?

Sì, cazzo. Me ne starò in una stanza a fare divisioni

per i prossimi cinquant'anni.

Già, però ti farai un bel gruzzolo.

Sarò un topo di laboratorio.

Meglio di questo schifo.

Via da qui.

Ma perché dovrei andarmene via, cazzo?

Voglio vivere qui il resto della mia vita.

Saremo vicini di casa, che so, avremo dei figli,

li porteremo a vedere la partita di baseball allo stadio.

Senti, sei il mio migliore amico, perciò non prendertela a male,

ma se fra vent'anni tu ancora vivrai qui

e verrai a casa mia a vedere le partite e farai sempre il muratore,

cazzo, io ti uccido.

- Non è una minaccia, è un fatto, ti uccido, cazzo. - Cosa?

Ma di che diavolo stai parlando?

Tu hai una cosa che non ha nessuno di noi.

Oh, piantala, sempre la solita storia, lo devo a me stesso...

- Devo fare questo, quello, e se non volessi farlo? - No, no, no.

Vaffanculo, non lo devi a te stesso.

Lo devi a me.

Perché domani mi sveglierò e avrò cinquant'anni

e farò ancora questo schifo.

Ma non fa niente, va benissimo.

Tu sei seduto su un biglietto della lotteria,

ma sei troppo smidollato per incassarlo.

Ed è una stronzata.

Perché farei qualsiasi cosa per avere quello che hai tu.

E lo farebbero anche gli altri ragazzi.

Sarebbe un insulto a noi se tra vent'anni stessi ancora qui.

Startene qui, cazzo, è uno spreco di tempo.

Non puoi saperlo.

- Ah, no? - No, non puoi saperlo.

Non posso saperlo. Be', ti dico quello che so.

Ogni giorno passo a casa tua a prenderti con la macchina.

Usciamo, ci facciamo qualche birra, qualche risata ed è fico.

Sai qual è la parte migliore della mia giornata?

Sono circa dieci secondi,

da quando volto l'angolo fino a quando arrivo alla tua porta.

Perché penso che magari arrivo là,

busso alla porta e tu non ci sei più.

Niente addio, niente arrivederci, no, niente.

Sparito, via.

Non so molte cose, ma questa la so.

È un disastro, Sean.

Ti ho coinvolto perché volevo che mi dessi una mano con il ragazzo,

- non che lo cacciassi via. - So quello che faccio, non...

Non mi interessa se hai stretto amicizia con lui,

non mi interessa se vi mettete a ridere alle mie spalle,

ma non osare demolire quello che sto cercando di fare.

Demolire?

Il ragazzo è in un momento di fragilità...

Lo so, è in un momento di grande fragilità, va bene?

- Hai dei problemi. - Quali sono questi problemi, Sean?

Se è meglio fare l'inserviente? Se è meglio andare in carcere?

Se è meglio trascinarsi con un mucchio di gorilla ritardati?

Ah, ma perché credi che faccia così, Gerry?!

Ti è venuto il sospetto, cazzo? Mh?

Può gestire i problemi, può gestire il lavoro

e, ovviamente, ha gestito te.

Gerry, ascoltami, perché si nasconde?

Perché non si fida di nessuno?

Perché gli è capitata una cosa,

è stato abbandonato dalle persone che dovevano amarlo di più.

No, dai, non cominciare con Freud.

Oh, no, senti, perché si trascina con quei gorilla ritardati,

Perché a un suo cenno

si precipiterebbero a farti a pezzi la testa, capito?

- Si chiama lealtà. - Sì, davvero commovente.

Le persone lui le respinge prima che loro abbandonino lui.

capisci?

Per vent'anni è rimasto solo per questo fatto.

E se tu lo pungoli adesso si ripeterà la stessa storia

e io non permetterò che gli accada questo.

- Non farlo, Sean.

Non lo fare. Non lo contagiare con l'idea che va bene mollare,

che va bene essere un fallito, perché non è così.

perché ho avuto successo,

che tu potevi essere...

- Non ce l'ho con te, Gerry. - Oh, sì che ce l'hai con me, Sean.

Sei pieno di invidia,

ma non sono disposto alle scuse per il successo che ho avuto.

quello che potevi fare tu.

desideri che Will si senta come te.

Se vuoi che si senta un fallito.

La tua arroganza mi fa schifo.

Per questo non vengo a quelle maledette riunioni.

Perché non tollero quello sguardo nei tuoi occhi.

- Oh, avanti, Sean...

e sono fiero di quello che faccio.

È stata una scelta cosciente, non ho fatto uno sbaglio.

E tu e i tuoi colleghi mi vedete come un caso pietoso.

Tu e i tuoi adoranti leccaculo che ti seguono cantando:

"La medaglia Fields, la medaglia Fields".

del fallimento, cazzo?

Siamo arrivati alla mia medaglia, eh?

Vado a casa a prendertela, se vuoi. Puoi tenertela.

ti dico una cosa:

quella medaglia sai dove ficcartela, chiaro?

Non me ne frega un cazzo della tua medaglia,

perché io ti conoscevo prima della tua matematica ascensione.

nostalgia di casa

e non sapevi come si fa a pisciare.

Sempre più intelligente di me, allora come ora,

perciò non biasimare me se la vita ti è franata davanti.

(urlando) Io non ti biasimo!

Qui non si parla di te, cazzone di un matematico!

È un bravo ragazzo e io non lascerò che tu lo faccia a brandelli

come hai cercato di fare a brandelli me ora.

Non lascerò che tu lo faccia sentire un fallito!

Lui non sarà un fallito!

- Ma se lo pungoli, Gerry, se gli stai addosso... - Sean!

Io sono quello che sono oggi perché mi hanno pungolato,

a pungolare me stesso!

Tu non sei lui, lo capisci?

- Posso ripassare. - No, no, entra.

Stavo per andare via.

Una vecchia storia, un conflitto che dura da molto tempo.

Sì, insomma, non c'entri tu.

al giudice perché lo valuti.

Ah.

Non vorrà bocciarmi, spero.

Che c'è scritto?

Vuoi leggerlo?

Perché?

Ha avuto qualche esperienza a riguardo?

Vent'anni che lavoro. Sì, ne ho viste parecchie di cose brutte.

qualche esperienza diretta?

Personalmente?

Sì.

Sì, l'ho avuta.

Non è uno scherzo?

Mio padre era un alcolista.

>Tornava a casa sbronzo per prendersela con qualcuno.

su mia madre e mio fratello.

Serate interessanti quando aveva gli anelli.

Sì, lui metteva una chiave inglese, un bastone e una cinghia sul tavolo

e poi diceva: "Scegli".

Scelgo la numero tre, la cinghia.

Io andavo sulla chiave inglese.

Si fottesse, non mi piegavo.

- Tuo padre adottivo? - Sì.

Allora, sentiamo, che c'è scritto?

Will soffre di disturbi della sfera affettiva, quelle cose lì?

Paura dell'abbandono?

Per questo ho rotto con Skylar?

Non lo sapevo.

Sì, ho rotto.

- Ne vuoi parlare? - No.

Senti, Will, io so poche cose.

Ma vedi questo? Tutta questa merda?

Non è colpa tua.

Sì, questo lo so.

Guardami, figliolo.

Non è colpa tua.

Lo so.

No, non è colpa tua.

- Lo so. - No, no, no, non lo sai. Non è colpa tua.

Lo so.

- Non è colpa tua. - Va bene.

Non è colpa tua.

Non è colpa tua.

Non mi prenda per il culo.

Non è colpa tua.

Non mi prenda per il culo, capito? Non mi prenda per il culo!

Non è colpa tua.

(PIANGE DISPERATAMENTE)

Non è colpa tua.

(singhiozzando) Oddio! Oddio, mi dispiace tanto!

Mi dispiace tanto!

Che si fottano, capito?

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN CRESCENDO)

- Posso aiutarla? - Sì, sono Will Hunting. Vengo per un colloquio.

Prego, si accomodi un momento.

Qual è che hai accettato?

Il posto alla McNeil,

una delle offerte avute tramite il professore.

A lui non l'ho ancora detto,

ma sono andato là e ho parlato con il mio capo, il mio nuovo capo.

- Sembra una brava persona. - Mh.

È quello che vuoi?

Sì, ecco, credo di sì.

Buon per te, congratulazioni.

Grazie.

Il tempo è scaduto.

Allora è tutto, abbiamo finito?

Sì, è tutto.

Hai finito, sei un uomo libero.

Be', io volevo dirle, Sean, che...

Non c'è di che, Will.

Insomma, io... spero che ci terremo in contatto.

Sì, anch'io.

Viaggerò per un po', perciò non sarà facile,

ma ho una segreteria telefonica all'università.

L'ascolterò spesso.

Ecco.

- Questo è il numero. - D'accordo.

Se telefoni, ti richiamo immediatamente.

Sì, sai, ho pensato... così, di rimettere i miei soldi sul tavolo

e vedere quali carte mi arrivano.

Fai quello che ti senti, figliolo, te la caverai.

Sì.

Bene.

- Grazie, Sean. - Ah... grazie a te, Will.

Questo viola il rapporto analista paziente?

No, solo se mi tocchi il culo.

- Anche tu.

Sì.

Ehi...

Buona fortuna.

- C'è stato poi l'incontro? - No, gli ho fatto cambiare idea.

Si è fissato col pugilato.

Il piccolo Morgan ha un sacco di grinta, bello.

Non sai il culo che gli fanno ogni settimana!

Ma quello non si tira mai indietro.

Parlavo con te? Non sono cazzi tuoi.

(BILL FISCHIA)

- E la mia birra?

- Ehi, stronzo. - Che vuoi, frocio?

Buon compleanno.

che ci fossimo dimenticati, eh?

Vieni fuori, cazzone!

- Vengo, vengo!

Chi si batte per primo?

Fuori, figlio di puttana!

#Go Danny Boy! #

È il tuo regalo.

- Vieni, fratello. - Come?

Be', dovrai fare avanti e indietro da Cambridge

per il tuo nuovo lavoro

e io non posso accompagnarti tutti i giorni e allora...

È uno scherzo, cazzo.

Lui voleva farti una tessera ferroviaria.

- Non è vero per niente! - Ma ora hai 21 anni perciò...

Hai l'età legale per bere,

così abbiamo pensato che la cosa migliore per te era una macchina.

Che te ne pare?

È la...

«.. Macchina più brutta che abbia mai visto in vita mia.

(RIDONO)

- Guardala bene. - Ma come avete fatto?

Ecco, io e Bill abbiamo rimediato i pezzi

e Morgan ha chiesto l'elemosina in giro ogni giorno.

Ho usato la sabbiatrice per fare la carrozzeria.

Un lavoro con i controcazzi, fratello.

Da anni mi rompeva i coglioni per lavorare

e allora l'ho accontentato.

Così finalmente hai un lavoro, eh, Morgan?

Sì, ce l'avevo, ora sono di nuovo fottuto.

Che cos'è?

con le nostre mani.

È una buona macchina e il motore è buono.

Il motore è buono.

Hai ventun'anni, Will.

Hai ventun'anni, fratello.

Ciao.

Entra, avanti.

Sean, i0...

Sì, anch'io, Gerry.

Già, bene.

Dicono che ti prendi una vacanza.

Sì, viaggerò per un po' di tempo.

Magari scriverò.

In India, in Cina e a Baltimora.

Hai idea di quando tornerai?

Sì, giorni fa ho ricevuto questa circolare.

C'è scritto che i laureati del '72 si riuniscono fra sei mesi.

Sì, l'ho ricevuta anch'io.

Perché non vieni, ti offrirò da bere.

A quelle riunioni si beve gratis.

Lo so, Gerry. Facevo dell'ironia.

E se bevessimo qualcosa ora?

Sì, è una buona idea. Andiamo.

- Questo qui è il biglietto vincente. - Ah...

Sissignore, è quello giusto.

per il paradiso.

di vincere?

Quante, una su quattro?

Circa una su 30 milioni.

Be', almeno è una possibilità, no?

Sì, la stessa che hai di essere colpito da un fulmine

in questo preciso istante qui sulle scale.

Anche questa è una possibilità.

Voglio dire, una su 30 milioni, vale sempre la pena di provarci.

- Sean... - Se consideri... - Sean!

(CLACSON)

Will!

(COLPI ALLA PORTA) Will!

(CLACSON)

Non c'è.

>WILL: "Sean, se dovesse telefonare il professore per quel lavoro,

>gli dica solo: 'Spiacente, dovevo occuparmi di una ragazza'. Will."

Quel figlio di puttana, mi ha fregato la battuta.

("MISS MISERY" DI ELLIOTT SMITH IN SOTTOFONDO)

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