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Original subtitles

Ciao.

Ciao.

Sei venuto a dirmi che avevi ragione?

No, sono venuto a trovarti.

- Perché? - Perché non mi andava di lasciarti solo.

Vuoi che dica che sono una testa di cazzo?

- Assolutamente no. - Allora

Non sei riuscito a controllare un tuo sottoposto? Che cos'è?

Perché la metti sulla sfida personale?

Dici sempre che non sono né tuo padre né tuo fratello né un amico.

Lo spero bene, vista la fine che fanno i tuoi amici.

E' possibile pure

Questa visita è perché hai paura che io racconti che abbiamo fatto?

No, così solista Paura chi ha qualcosa da perdere.

E quello non sono io.

Un avvocato ce l'hai?

- Ho la faccia di uno che conosce avvocati? - Te lo procuro io.

Allora continua a fare l'imbecille.

Continua a fare il coglione.

Ti vuoi fare la galera?

Perché sei incazzato con me?

Io ancora non l'ho capito.

Sono incazzato con me.

Non so vivere, mi metto nei casini.

Se mi tolgono la divisa, va bene.

mi hai insegnato pure il romano.

- Male. - Ma ho capito la differenza tra "me cojoni" e "'sti cazzi".

Mi danno tre anni di galera, "Mi faccio scopare."

Lascio la polizia, "'sti cazzi". Giusto?

Per tre anni di carcere "me cojoni" mi sembra poco.

Lasciami andare, Rocco.

E' questo che vuoi?

Ti voglio bene.

E' stato bello passare questi anni con te.

Prendete quel bastardo.

Aspettate un attimo.

Italo Pierron è una grande testa

- Sì. - Rischia brutto.

L'associazione a delinquere è grave, dai tre ai sette anni.

Senta, io ho due consigli.

Il primo è tenere l'affare lontano dalle telecamere.

Polizia e magistratura non hanno

di quei cialtroni. - Sono d'accordo.

Il secondo consiglio è per lei.

Stia lontano da questa storia.

Il suo profilo non brilla per il rispetto delle regole.

- Ha ragione. - La smetta di darmi ragione!

Secondo lei, io lo sono? - No.

Va bene.

Vado, sono in ritardo. Mi raccomando, Schiavone.

["IL GRANDE RITORNO" DI C. CAROSIO, P. fornaro e bottegadelsuono]

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti!

- Buongiorno. - Buongiorno un "belino"!

in una bisca clandestina?

Che figura di merda è?

- E immagino che lei non ne sapesse niente! - Posso?

Invece si sbaglia. Io lo sapevo benissimo.

- Sono anche intervenuto. Ho avuto

Non voglio giocarmi la credibilità

per una testa di cazzo che lei doveva cacciare!

Possiamo dire che era un infiltrato che doveva smascherare una bisca.

E' pazzo? Quello è una mela marcia,

Figura solo merda! Si rimetta sul caso di Mirko.

C'è tutta l'Italia che ci guarda!

Si tolga dalla testa Pierron!

Sono stato chiaro?

Cristallino.

Cosa farà se andrà in prigione?

Ragazzi, vi ho sentito.

- Dice? - Sì, ma non fatevi venire in mente cose strane

tipo andarlo a trovare o parlarne in giro. - Sì, dottore.

- Così sembriamo traditori. - Basta con questa storia.

Torniamo a lavorare.

[SOSPIRO DI ROCCO]

Eccomi.

Io sono dirigente scolastica qui da solo tre anni.

Non ho mai incontrato Mirko, ma conosco la storia.

- Che mi dice lei? - La scuola non ebbe responsabilità.

La madre di Mirko aveva firmato

per l'uscita autonoma del bambino, anche perché abitava qui vicino.

Io vorrei parlare con il maestro Bustoni.

Sembra che sia stato l'ultimo Il Vedere mirko vive.

Mi piacerebbe, ma purtroppo Bustoni non è più tra noi.

- E' deceduto un paio di anni fa. - Quanti anni aveva?

Ne aveva 66, quando è morto.

Quindi all'epoca dei fatti una sessantina.

Quanti altri maestri di sesso maschile

insegnavano qui in quel periodo?

Sì, ce n'era soltanto un altro, il maestro Aurelio Lupini.

Insegnava nella sezione C, mentre Mirko era nella B.

- Antonio, chiama Casella.

Magari dalle informazioni che abbiamo esce questo nome.

- Aurelio Lupini? - Sì. - Okay, vado. - Grazie.

- Non crederà mica... - Io non credo nulla.

Io non credo nulla.

- La accompagno? - Grazie.

Okay, grazie.

Ohi. Allora, Bustoni fu sentito all'epoca dei fatti

Ma era la casa, al compleanno della nipote.

Foto e testimonianze varie confermano il suo alibi.

Invece Lupini era il tender

Arrivò undicesimo, con tanto di attestato e articolo di giornale.

La gara si svolse il 28 maggio.

Allora il 27 poteva essere qui.

Il 27 poteva essere qui.

Quella è la stazione e questa è Via Jervis.

Andiamo a dare un'occhiata.

Signori! Signori, scusate.

No, mi spiace, questa mattina il museo è chiuso.

Schiavone, vicequestore di Aosta.

Ehm... Ruggero Tagliamonti.

Sono il responsabile del museo.

Ha presente il bambino che abbiamo trovato nel bosco?

Sì, certo. Mirko Sensini, è su tutti i giornali.

L'ultima volta è stato visto qui, al piazzale della stazione.

Era con un uomo. Sembravano diretti da queste parti.

Qui passano centinaia di bambini,

Cerchiamo di raccontare che cosa è stata la Olivetti

non solo per Ivrea, ma nel mondo.

Peccato che sia stata fatta morire nell'indifferenza generale.

- Sì, è un peccato, ha ragione. - Torniamo a noi.

Nessuno ha visto questo bambino?

Posso chiedere ai miei colleghi se ricordano qualcosa.

Bene, grazie. Allora aspettiamo sue notizie?

Certamente.

- Arrivederci. - Arrivederci.

E se fosse stato un maestro?

Non hai sentito la preside?

- Andiamo a fare due chiacchiere con quello delle canoe. - Okay.

Conchiglie?

Grazie.

- Dottor Lupini? - Sì?

- Vicequestore Schiavone, Questura di Aosta. - Salve.

Senta, noi le chiediamo uno sforzo di memoria.

Il 27 maggio di sei anni fa

dalla scuola dove insegnava lei è sparito Mirko Sensini. Ricorda?

Certo che mi ricordo.

Non conoscevo Mirko, non insegnavo nella sua sezione.

- Un fatto brutto, bruttissimo. - Sì.

dalla Questura di Ivrea

e ha detto che il 28 maggio di quell'anno...

aveva una gara a Terni, mi sembra.

Probabile. C'è la Cascata delle Marmore, si fanno molte gare.

Se all'epoca dissi così, mi creda, è la verità.

Ah. Questo è un fatto importante, ma per lei.

A noi frega poco e niente.

- Lei allora il 28 stava pagaiando in Umbria? Si dice così? - Sì.

"Pagaiare"...

Però non ci ha detto che faceva il 27. Se lo ricorda?

- Il giorno prima? - Sì.

Il giorno prima del 28 dovrebbe essere il 27.

E' passato tanto tempo, non ricordo.

Quando è partito da Ivrea?

Adesso mi ricordo.

Ero partito il giorno prima, dopo l'ultima lezione

ed ero arrivato a Terni, dove avevo dormito a casa di un amico.

un cazzo di nome quest'amico!

L'amico di Terni, intende?

Stiamo parlando di Terni. L'amico.

- Valeri. - "Valeri", bene. Nome? - e 'importante?

Lupini, quando la polizia chiede

Cazzo, mi dice solo il cognome?

- Regana. - Eh?

-re -g -s. - Regana Valeri?

Allora trattasi di un'amica!

E' per il "Re Lear", il padre amava Shakespeare.

Un'altra bella notizia, ma a noi serve la conferma

Il fatto è che Regana Valeri...

non è proprio di Terni. - Di dov'è?

- E' di qui, di Ivrea. - Meglio!

Lei la chiama e le dice di venire in Questura a fare due chiacchiere.

- Devo proprio? - Come?

Se non trova un alibi plausibile, è nella merda fino al collo.

E'... E' sposata.

Io quel giorno non ero... a Terni, ero qui a Ivrea.

Ahia. Qui sono cazzi!

Mi sa di sì.

Cazzi amari.

Però... o lei si sputtana

o lei può finire tra gli indagati come sospetto di omicidio.

- "Omicidio"? - Sì, sta a lei la scelta.

Va bene.

A quest'ora sarà in negozio.

- Però c'è anche il marito. - Eh...

Andiamo.

Aurelio, come mai da queste parti?

- Sono venuto per... - Per accompagnarci.

- Sì, amici di canoa.

Sì! Anche se non sembra, noi comunque... No?

Antonio qui vorrebbe vedere un anellino per la fidanzata.

Sì, qualcosa di semplice, però elegante.

- Le mostro che cosa abbiamo. - Grazie.

a prendere un caffè al bar. - Dài.

- Salva. - Salva.

Come avrà capito, noi non dobbiamo comprare nulla.

Adesso mi faccia un favore, finga di mostrarmi delle collane

e risponda alle mie domande.

Ci serve la sua collaborazione.

Senta, il 28 maggio di sei anni fa

Aurelio aveva questa gara di canoa...

- Non ricordo. - No? Dice che avete passato il giorno prima insieme.

Così su due piedi non...

io sto cercando

di salvare sia lei che il signor Lupini.

- Lo apprezzi. - Sì, lo apprezzo, mi creda.

Credo di poterglielo provare.

- Io e Aurelio non ci vediamo a casa mia. - Immagino.

Andiamo in un albergo qui vicino.

- Avete una ricevuta? - No, non ce l'ho.

E' l'Hotel Medea, a una decina di chilometri dopo il lago.

Potete chiamare e chiedere di Paola, è un'amica.

Solo lei sa di me e Aurelio.

Ho capito. Spero

Questa qui e poi la prima che mi ha fatto vedere.

- Deciderà mia moglie. - Bene.

- Grazie. - Hai fatto? - Sì. - Tutto bene? Grazie.

- Le faccio sapere. - Buonasera.

- Arrivederci. - Grazie.

Va bene.

Va bene. Grazie, arrivederci.

Tutto confermato, il 27 maggio erano all'albergo qui a Ivrea.

Dovevamo comunque tentare.

- Allora, lui è Carlo, per chi non lo conoscesse. - Ciao.

Ha trovato qualcosa nel computer di Grange.

- Devi.

C'erano parecchie cose ben nascoste, non è stato facile trovarle.

Foto e video di bambini che...

Vabbè, avete capito. Me li sognerò finché campo.

Poi nelle e-mail di Grange è venuto fuori un messaggio in codice.

"È una buona repubblica, il mio stupido Petsou. Faith Nena. Druma, Druma. Ah, ah, ah. "

- E' patois, dialetto valdostano. - Che vuol dire?

Non è il patois che si parla ad Aosta, ma è una ninna nanna.

"Buon riposo, mio bel piccolino."

Dormi, dormi. Ah, ah, ah."

"Fai la ninna"...

Mi sa che ha una concezione di ninna diversa dalla nostra.

-Continua. -Sono versi di una poesia del Cirpone.

- Chi è? - Un poeta valdostano.

in franco-provenzale nell'800.

Ce lo facevano studiare a scuola.

- Apparteneva a un gruppo di poeti chiamati "Les felibres". - Come?

- "Les Felibres". - "Felibres"? - Sei. - "Felibres" ...

Un momento, mi pare di avere letto

Mi ricordo di avere visto questo nome.

Eccolo, dottore!

Uno dei pedofili si fa chiamare Felibro55.

Quando è nato Grange?

Il 13 febbraio 1955.

- Cazzo, bravo, Casella. - Anche lui.

benissimo essere Grange.

Un bel passo avanti, bravi.

Vabbè, ragazzi, stasera tutti alla mostra di Deruta.

Mi raccomando, siete tutti precettati, nessuno escluso.

Nessuno escluso.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti!

Venga, si accomodi.

- Ciao, Rocco. - Ciao, Caterina.

Non è sorpreso di rivedere qui l'ispettrice Rispoli?

In realtà, ci siamo già rivisti in tribunale a Roma

quindi sorpreso no, contento sì. - Torna in forze qui con noi.

- A noi fa piacere. - Grazie.

contro la violenza sulle donne. Diamo attuazione al Protocollo Eva.

- Spieghi pure. - Sì, in realtà è molto semplice.

Mettiamo con le spalle al muro

gli uomini che picchiano le mogli e le fidanzate.

- Mi sembra un'ottima cosa. - mmm.

Magari ogni tanto la Rispoli avrà bisogno di lei e viceversa. Chissà.

Chissà, magari.

- Anto '... - Eh?

- Preparati, arriva una nuova collega. - Chi? E' bona?

Anto '...

La conosci.

- Sì.

- Perché quella faccia? Non sei contento? - No.

Vabbè, poi... magari ti spiegherò.

Che avete avuto una storia?

Tranquillo, lo so solo io e mezza Questura.

La storia è molto più complicato.

Molto più complicata.

Per ora fattelo bastare.

Andiamo, va'.

Lo sai che penso io?

Questo è un posto turistico.

A maggio di giorno c'è un viavai di persone che passeggiano

tipo quello che ha trovato il corpo.

Per me, l'hanno seppellito di notte.

- Per orientarsi di notte, vuol dire

Facciamoci un giro, va'.

Antonio! Vieni a vedere.

"GG ​​AMA MS".

Rocco! Qui ce n'è un'altra!

"GG ​​AMA MS".

E se fossero Giovanni Grange... e Mirko Sensini?

Senti, guardiamo in giro se ci sono altri segni.

Magari ci portano da qualche parte.

Qui ce n'è un altro.

Secondo me, ha lasciato l'auto qui.

Ha scaricato il corpo di Mirko

e seguendo i segni, l'ha portato dove aveva deciso.

Poi è tornato indietro seguendo le incisioni e se ne è andato.

Proprio così.

tutte le proprietà della zona.

- Case, stalle, baracche, tutto. - Va bene.

[VOCIARE INDISTINTO]

[FEDERICO SI SCHIARISCE LA VOCE]

.

Compro questo.

Non mi chiedi quanto costa?

Beh, non siamo mica da Sotheby's.

- Costa 180 euro. -!

- Va bene.

Metto "venduto".

Ciao.

- L'ispettore Bruschi. - Ci conosciamo. - La moglie? - Sì.

- Piacere. - Piacere, Caterina.

- Scusami, arrivo subito. - Sì.

Ehi, ciao, Rocco.

- Lavoriamo insieme. - Vicequestore Schiavone.

- La conosco bene, sono due anni che sono ad Aosta. - Ah, sì?

E non ci siamo mai incontrati!

Domandiamoci il perché.

"Connochaetes Taurinus mearnsi".

Ungulato della famiglia dei bovidae

meglio conosciuto come gnu dalla barba.

Vive nella savana africana e la sua triste vita serve a due cose

spandere letame per le piante e diventare cibo per i leoni.

- Gliela posso rubare un attimo? - Prego.

Con tutte le Questure che ci sono in Italia

ti sei fatta assegnare qui? Mmm?

Non sta bene, non posso lasciarla da sola.

- Comincia a perdere i pezzi. - mmm.

Rocco, lo so che noi due abbiamo passato dei momenti terrificanti.

- Non vorrei che ora... - Io e te

Nulla. Non so perché siamo rifiniti a letto.

Perché ti andava.

- Invece a te no? - Non ho mai smesso di pensarti, lo sai.

Mi sentivo uno schifo, quando non potevo dirti la verità

che Mastrodomenico era un bastardo,

Dovevo fare finta di essere dalla sua parte.

Non ho mai saputo per chi lavoravi.

O lavori. Mai.

- E' una lunga storia. - Giusto.

- Ohi. - Avete comprato dei quadri Tu e Michela?

Stai buono! Mi è toccato comprare

-Bravi. -Metterò la pecora strabica sopra alla tazza del cesso

e il pino marcio davanti al bidet.

- Sei proprio un coglione. - Io, eh? Mai quanto te.

[SOSPIRO DI ROCCO]

E insomma...

- Ti piace? - Tu che dici?

- Sembra triste.

Magari... piange per amore.

Magari.

Ti ho visto prima con quella tua collega.

Sono stata un po' gelosa.

- Ah, sì? - Sì. - Ah.

Se penso che non siamo ancora riusciti a fare l'amore...

- E' bello che ogni tanto me lo ricordi. - Perché?

Tu e Caterina non avete nessun problema.

Funziono a fasi alterne.

Io sono la fase giù?

L'hai detto tu.

Vabbè.

Io me ne vado a casa.

[BUSSANO ALLA PORTA] Posso, dotto'?

Un attimo, Casella!

Arrivo!

Vieni pure, Ugo!

Mamma, che freddo che fa! Se non chiudete, vi ammalate!

Dottore, vi ricordate la macchina la cui targa finiva con "GG"?

- Sì. - E' ancora a Ivrea.

- E' intestata a tale De Santis Filippo. - Chi è?

ma non è questo il fatto importante.

De Santis ha comprato la macchina il 12 luglio 2015

Da ... Domitilla ciai.

"Domitilla ciai"?

L'auto vista vicino alla stazione d'Ivrea era della moglie di Grange?

- Bravo, Casella. - Grazie.

(in romanesco) Che stai facendo? - Secondo te, che sto facendo?

Ah, dove vai?

Dove vado?

Sebastiano non sta in Honduras, Ma a Buenos Aires.

- Chi te l'ha detto? - Cazzi miei.

Ehi, mi dici che vuoi fare?

Io non ci dormo la notte. Sebastiano è un infame, deve pagare.

- Tu pensi che vai lì, lo trovi e sistemi tutto? - Sì, sistemo tutto.

- Sì. - mmm.

Lì fa più freddo di così.

- Dici? - Sì. Vuoi fare giustizia e non sai nemmeno fare la valigia.

- Schiavone. - Salva.

Vengo subito al dunque.

Avrà notato che finora sui giornali

non è uscito nulla sull'arresto di Pierron.

troppa enfasi alla notizia.

- Un bel gesto. - Quello che chiedo The Law, Schiavone e Alla Your Squadra

è un silenzio tombale sulla cosa. - Ho già istruito i miei uomini.

- Bene.

- Mi interessa il caso di Mirko Sensini. - Sì, anche a me.

Intendo dire che io mi do da fare per voi

e voi vi date da fare per me.

Può essere più chiaro lei?

della chiusura del caso.

- Ah. - Appena lei sa chi è il colpevole, me lo comunica

e faremo in modo che il giornale di Sandra dia la notizia per primo.

Va bene, non appena l'assassino avrà un volto

- O magari chiami Sandra. - No, preferisco andare per vie ufficiali.

- C'è altro ancora? - Direi di no. - Buona giornata. - Anche a lei.

Perché sei andata da lui?

Dovevi venire prima da me. Voglio

Tu faresti meglio a dirle Alle spalle o tenertle per te te

perché in faccia fanno male.

Se ti ho ferita in qualche modo, ti chiedo scusa.

Non posso passare il tempo a perdonarti.

- D'Intino! - Lo farò, c'è.

Quando viene Deruta...

andate a Ivrea a trovare De Santis

il nuovo proprietario dell'auto di Grange.

- Va bene? Casella? - Sì?

- Abbiamo l'indirizzo, no? - Sì.

"De Santis Filippo, Via Grossi, località Cascinette di Ivrea."

Che fai? Non scrivi?

Sissignore, ha ragione.

"De Santis", staccato.

"Via Grossi, località Cascinette di Ivrea."

- UN ... - Ecco qui, dotto'.

- A posto, ho fatto. Va bene? - Fai pure la cornicetta.

Senti, la macchina la dovete fotografare dappertutto.

- Hai capito?

Eccomi, dottore, scusi il ritardo.

- Ecco qui. - Che è? - E' qui. - Che cosa?

Questo rettangolino qui è una casa nel bosco

di proprietà di Domitilla Ciai, moglie di Grange.

Bravo. Chiama Scipioni e portaci in questo posto.

- Subito. - Va bene?

Io e Deruta non dovevamo andare a fare le foto alla macchina?

Ci andate dopo.

Bene.

- Un capolavoro. - Grazie.

- E' questa la casa? - Sì, è questa.

- Qui ci tenevano dei vasi. - Ah.

Che cazzo è questo posto?

- Che c'è di sopra? - Niente, il soppalco.

Questa portiamola alla Gambino.

Vabbè, chiudiamo tutto.

Noi qui non ci siamo mai stati.

["RE DI ROMA" DI C. CAROSIO, P. fornaro e bottegadelsuono]

- Michela! - Ehi! - L'hai lavata?

- Devo parlarti. - Ci vediamo in laboratorio.

Ottimo, Rocco. Ottimo.

La mando subito a Cleo.

Dille di fare presto, abbiamo una certa urgenza.

Sai che c'è? Gliela porto io.

Non con la tua macchina, però.

Non ti permetto di offenderla,

-! - Eh! Comunque, la devo cambiare.

- Sfinciona rischia di lasciarci le penne. - "Sfinciona"?

E' il nome della mia auto. Qualcosa in contrario?

Dottore, ci dobbiamo rimettere

che ha mandato Prosperi da Torino?

No, stavolta è più facile.

Dovete prendere solo i messaggi dove appare questo Felibro55

e vi appuntate tutti i nomi dei compagnucci di merda

con cui si scambiava i messaggi. - Meno male.

Quando abbiamo parlato con Prosperi a Torino...

avevano sott'occhio anche Goffredo Mameli?

- Sì. - Guardate se Felibro55 si scambiava messaggi anche con lui.

"Chattava", Rocco.

Se si scambiano messaggi in rete, si dice "chattare".

- Mi fa schifo il verbo "chattare". - Come vuoi.

dice "googlare", lo prendo a calci.

Ma Goffredo Mameli che c'entra?

Devo sapere come Grange è entrato in contatto con Mirko.

Il 27 maggio Mirko dopo la scuola, come sappiamo, aspettava qualcuno.

- Se fosse una Grange,

Io intanto chiamo Baldi.

Voglio un controllo sul conto in banca di Mameli.

Insomma, una macchina sospetta è di proprietà della signora Ciai

la moglie di Giovanni Grange

che è anche proprietaria di una casa

Poi c'è la foglia. Sto aspettando la risposta di una botanica

ma penso che sia di orchidea. - Come quella nei jeans di Mirko.

Quindi mi scusi, lei è convinto

che Mirko sia stato ucciso in quella catapecchia?

Sì. Dai messaggi che si scambiavano in rete questi tizi

sembra che non fosse la prima volta che facevano lì i loro festini.

Mi viene da vomitare.

Ora bisogna controllare i movimenti di Grange quel 27 maggio.

Con l'auto sospetta, la casa nel bosco e le chat dei pedofili

direi che siamo vicini

La targa della macchina che appare nelle telecamere non è completa

e il fatto che il delitto sia stato commesso nella baracca

è solo una nostra supposizione.

Eh, "supposizione"...

Se la foglia ritrovata corrisponde

Un buon avvocato spazzerebbe via questi elementi.

Vuole una confessione firmata?

- Sì? - Signor Sensini, sono Schiavone.

- Salve. - Posso salire un attimo? - E' meglio se scendo io.

- Va bene, la aspetto qui davanti ai giardini. - Arrivo.

- Salve. - Salve, dottor Schiavone.

- Scusi se non l'ho fatta salire, ma c'è Amalia. - Tranquillo.

- Posso farle qualche domanda?

Credevo che si fosse trasferito della tua Sorella.

Sì, ma poi ho preferito farla stare un po' da me.

- Meno vede la stanza di Mirko e meglio è. - La capisco.

quando aveva l'armeria

c'era un certo Giovanni Grange? - "Giovanni Grange"? - Sì.

No, non mi dice niente. Chi è?

E' un tizio di Aosta, un sospettato. Adesso è in carcere.

Perché sospettate di lui?

Magari dia una controllata ai suoi vecchi registri

e veda se spunta fuori questo nome.

E... crediamo di avere trovato anche il luogo dove è avvenuto il delitto.

"Il luogo"? Dove?

Una casupola in mezzo ai boschi.

Poi c'è un altro sospettato,

Un tizio che abita a Ivrea.

- Scatta foto ai bambini e le mette in rete. - Che orrore!

Non lo conosco. Posso controllare se anche lui è venuto al negozio.

Mi farebbe un favore, grazie.

- Mi do da fare, glielo prometto. - Grazie.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Ah, un'ultima cosa. Come si chiamava la sua armeria?

- Atlas House. - "Atlas House". Come mai?

C'entra Herbert George Wells. E' il mio scrittore preferito.

- Ah. - Era il nome del negozio della famiglia.

Con Atlante che reggeva il mondo sulle spalle.

Lei ha mai letto nulla di Wells?

Non ricordo bene, ma poco e niente.

"La guerra dei mondi", "L'uomo invisibile"

"L'isola del dottor Moreau"...

Mirko l'amava.

Grazie.

Ragazzi, allora?

Dotto'... ecco le fotografie della macchina.

- E' verde chiaro. -.

Ah. E poi?

L'abbiamo confrontata con quella che appare sulla telecamera.

IL.

Bella iniziativa.

Detto tra noi, non mi aspettavo un'iniziativa del genere.

- Che avete scoperto? - Gli stop. - Eh? - Gli stop.

Sì, perché alla macchina, quando frena, si accendono gli stop

e compare la bandiera inglese.

Ha presente quella con le "X" rosse sul fondo blu?

- La Union Jack.

Anche all'auto di De Santis, quando frena, compare la bandiera

ma non ce l'ha messa lui, l'ha comprata già così.

-. - Allora?

Che facciamo? Lo arrestiamo?

- Trascorrere? - Mangia "Chi"? Filippo de Santis.

D'Intino, Filippo de Santis

La macchina l'ha comprata dopo.

- Casella e Scipioni? - Hanno chiamato.

Sono da Carlo a controllare i nomi.

- mmm. "Da Carlo"? - Hanno detto che fanno prima.

Sì, una macchina che lei ha venduto nel 2015.

E' sempre stata ferma, chi l'ha

Perché ce l'avevate, allora?

- Giovanni non aveva più la patente, non guidava più. - Da quando?

Aspetti.

- Ecco qui, la patente era scaduta il 22 aprile 2013. - Ah.

bastava la mia.

- In un garage? - No, davanti al piazzale della chiesa.

I 300 metri del qui.

Quando Giovanni andò a Milano, decisi di venderla. Tutto qui.

Mmm.

Perché le interessa?

Grazie.

Buonasera.

- Casella... - Eh? - Stavo pensando ...

- Italo... - Eh. - Non lo possiamo mollare così.

Ci stavo pensando pure io. Mi sento una merda.

Visto che non ci possiamo presentare

almeno una lettera, un biglietto...

Mmm. Scriviamo un biglietto. E' un'idea, sì.

- Andiamo, proviamo. - Andiamo.

Ecco fogli e penna.

Scriviti.

Allora...

- Che scriviamo?

- Caro Italo ... - "Caro Italo" ...

- Non sono bravo a scrivere lettere e bigliettini. - Nemmeno io.

Ehm ...

Caro Italo ...

- Che cazzo hai fatto? - Oh, che cos'è questa violenza?

- Meno... - Dici? Ehm...

Caro Italo ...

- Ci dispiace. - eh.

- Però pure tu... - Potevi stare un po' più attento.

Eh!

- Ci dispiace, però pure tu potevi

- Un po' più attento. - "Più"...

- Che cazzo! - "Che cazzo!" Sì, ci vuole.

Vai. Quando ci vuole, ci vuole.

"Che cazzo!" Fatto.

- Adesso saranno dolori, Italo. - Guarda che già l'ha capito.

- ehm ...

- Vuoi che ti portiamo qualcosa di buono? - No, aspetta.

Vuoi che ti portiamo qualche pasta dal forno di Deruta?

- Perfetto, giusto! - Ecco.

- "Che ti portiamo"...

"Qualche pasta dal forno di Deruta"?

UN!

- Lo stavate facendo bruciare. - Me ne sono dimenticato.

- Che fate? - Niente, scriviamo una lettera a Italo.

Ah! Leggetemi che avete scritto.

- Leggi tu. - Sì, va bene.

"Caro Italo, ci dispiace"

"però pure tu potevi stare un po' più attento, che cazzo!"

"Vuoi che ti portiamo qualche pasta dal forno di Deruta?"

E' uno scherzo, vero?

Non va bene?

- No, non va bene così, ragazzi!

> Vieni!

Ora la fate asciugare e dietro scrivete: "Questa è l'etichetta."

"La bottiglia ti aspetta quando torni da noi." E la firmate.

Bevete il caffè e torniamo di là,

Tieni. Oh!

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK DAL CELLULARE]

- Ohi. - Dimmi. - Furio è andato a Buenos Aires.

- Dice di avere saputo che Sebastiano è lì. - Come ha fatto?

Ha chiamato la banca

e ha finto di essere lui. - Trascorrere?

Rocco, Furio ha finto di essere Sebastiano.

Ha detto che un bonifico fatto in Sudamerica non era arrivato.

L'impiegato ha detto: "Ah, sì"

"il bonifico fatto

- Aveva promesso di non fare cazzate. - E adesso?

- Io e te che facciamo? - Vuoi andare in Argentina?

Ci si sono nascosti i nazisti e ancora non li trovano!

- Però qualcuno l'hanno trovato. - Ciao, Brizio.

Ciao, Rocco.

- eh.

Mamma mia! Un po' di luce no?

Buongiorno, dottore.

Siamo a pezzi.

Non ci sono neanche buone notizie.

Non c'è neanche un contatto tra Goffredo Mameli e Felibro55.

Venite tutti a fare colazione. Anche lei, dottore.

Andiamo.

- E' sempre così qui? - Meglio di un albergo.

- Caffè? - Sì. - Grazie, sì.

Insomma, avete scoperto qualcos'altro?

Questo Felibro55 è sempre in contatto

con Wedderburn e Cerbiatto.

E' un mare magnum di soprannomi

- Robin Hood, Cucciolino... - Tutti nomi di film, di favole...

"Cerbiatto", per esempio, sai quante cose può significare?

Può significare "Bambi".

Abbiamo pensato all'autore del libro da cui è tratto il cartone.

- Felix Salten.

- Abbiamo spulciato la sua vita, ma niente. - Poi c'è Wedderburn.

- Pure lì, zero totale. - Nessuno ha a che fare con le orchidee?

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK] Nodo.

ha individuato la foglia.

E' un'orchidea, la stessa che aveva Mirko in tasca.

- Benissimo. - Rocco, è quello che penso io?

Sì, dove l'hanno ucciso ormai ci è abbastanza chiaro.

Sul chi ci stiamo ancora lavorando.

allo chalet dei Grange.

- Lo so in laboratorio? - NO.

- Sono da Alberto, stiamo facendo colazione. - Passami il cazzone.

Vieni da noi domani sera?

Viene il mio amico enologo.

Con Taramosalata e Tzatziki.

Mmm. Ma avete dormito insieme?

Vai a Cagare. Sempre dritto, senza esitazioni.

Ciao.

Amore, un po' di caffè?

"Espianto di fegato. Fegato, interiora"...

a morsi questo fegato!

OH! Ubertosa Bomba erotica!

Buongiorno, Schiavone.

- Buongiorno. - Anche lei sport di prima mattina? - Sì.

- Porto a spasso il cane. - mmm.

- Ho controllato i conti di Mameli, ma sono a posto. - Ah.

Se fa quelle porcate con le foto dei minori, non si fa pagare.

- Io tenderei a escluderlo. - Dovevo provare.

Per quanto riguarda Grange...

e associazione a delinquere.

- Mi ricorda Pieron. - Ah. Ma Pieron suona la mappa.

Grange che fa?

Con altri due soci

ha aperto sei negozi di souvenir a Venezia

per conto della camorra.

Devo parlare con Grange. Dobbiamo andare a Milano.

- Oggi? - Direi di sì.

Buongiorno. Prego.

Io sono il pubblico ministero Baldi e lui è il vicequestore Schiavone.

A che cosa devo questa visita?

Lei pensa che sia un bravo poeta?

- Chi? - Jean-Baptiste Cerlogne.

per parlare di poesia?

No, lei non è nella posizione per fare lo spiritoso.

Allora, signor Grange, lei è Felibro55.

Chi sono gli altri due?

Wedderburn e Cerbiatto.

- Non li conosco. - Ah. Ma guarda un po'.

Se io le dovessi chiedere

lei non se lo ricorda, immagino.

Direi di no.

Mi ricordo solo che due settimane dopo mi hanno arrestato.

Vede, a me risulta che il 27 maggio 2015

verso le 13 lei si aggirava con la sua macchina

E' impossibile, non avevo la patente.

Non guidavo. Perché mai avrei dovuto?

Per incontrare Mirko Sensini.

Ah. Devo ammettere la mia impreparazione, dottore.

Io non so chi sia Mirko Sensini.

- Non più.

SIT, Signor Grange ...

lui fa il magistrato, io no.

Fa domande in modo gentile, io no.

In una baracca di proprietà di sua moglie

adesso c'è la Scientifica, che sta controllando dappertutto.

E... in questo posto

lei e i suoi amichetti facevate porcate sui minori.

Zitto!

di non conoscere, Mirko Sensini

è stato strangolato.

Non ho torto un capello a nessuno.

- Non capisco che mi state dicendo. - Allora è completamente deficiente

perché sono stato chiaro. - Mi state accusando?

- Con quali prove? - Il computer, coglione.

- L'ha lasciato a casa con il materiale dentro. - Figuriamoci.

- Poteva usarlo chiunque. - Si sbaglia.

L'ultima visita su quel computer è datata 2 giugno 2015.

Pochi giorni prima che lei venisse arrestato.

Glielo chiedo per l'ultima volta.

Quali sono i veri nomi dei suoi

Erano solo spacconate.

Ci divertivamo a giocare ad agenti segreti e spie

come dei ragazzi.

Farò in modo che lei qui dentro... ci stia una ventina di anni ancora.

Magari un po' meno, se ci dice

Ve l'ho già detto, io... non li conosco.

Va bene, l'ha voluto lei.

Ora lei torna nella sua cella

e io preparo un'accusa per stupro

e possesso di materiale pedopornografico.

Sa che cosa fanno i detenuti ai pedofili, vero?

Io sono innocente!

Io... non farei mai del male a un bambino!

Figuriamoci! Per favore!

Andiamo, qui abbiamo finito.

Sei un povero coglione.

Ti stanno incastrando.

[SOSPIRO DI ROCCO]

Pensa che lo vogliano incastrare?

Se fosse stato lui, non l'avrebbe seppellito vicino alla catapecchia

né lasciato le sue iniziali sugli alberi.

No, qualcuno ha lasciato tutte queste tracce

per farci arrivare a lui.

Questo è difficile da dimostrare.

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK] Scusi.

- Chi è?

- Mi dica. - Potrebbe passare qui?

- Adesso? - Ho qualcosa da farle vedere.

- Ah, arriviamo subito. - Aspetto.

- Antonio. - Ehi. - Abbiamo trovato del terriccio, che ora analizziamo.

Per me, mi ci gioco tutto, contenevano orchidee. E voi?

Siamo stati tre volte a casa di Giovanni Grange.

Non c'erano tracce di orchidee o di altre piante, niente.

- Niente? - Dottoressa!

- Guardi.

Era dietro le cassette della frutta. E' un'orchidea secca.

[VOCI NON UDIBILI]

Allora...

Questi sono i disegni dei ragazzi delle scuole medie d'Ivrea nel 2015.

- mmm. - Il primo è di Mirko.

con qualcuno che può aiutarvi.

- Ciao, Andrea. - Buongiorno.

- Ci sono Baldi della Procura e Schiavone della Questura. - Salve.

Lui è Andrea Bisceglie.

Ora è in pensione. Curava i rapporti

Me lo ricordo Mirko. L'ho visto l'ultima volta il 27 maggio 2015.

Come fa a essere così preciso? E' passato tanto tempo.

Era il mio ultimo giorno di lavoro. Poi sono andato in Africa.

- A fare che? - Tanti anni fa ero un prete.

e ho pensato di tornare.

- Si ricorda se Mirko fosse accompagnato da qualcuno? - No.

Entrò da solo.

Mi lasciò un disegno e se ne andò, dicendo che lo aspettavano fuori.

Lei è sicuro che fosse Mirko?

Era il più bravo a fare i disegni con la macchina da scrivere.

Era un po' il mio orgoglio.

Ero io a insegnare ai ragazzi quella tecnica

e lui era il migliore.

- Non le ha detto chi l'aspettava fuori? - No.

Spero di esservi stato di aiuto.

- Certo, grazie. - Grazie, Andrea. - Arrivederci.

Che facciamo, torniamo ad Aosta?

Facciamo un'ultima visita.

- Sì, chi è? - Sensini, sono Schiavone.

- Come posso aiutarla? - Mi servirebbe un'informazione.

- Scendo. - Grazie.

- Buonasera, signor Sensini. - Buonasera.

- Il dottor Baldi, della Procura. - Salva. - Salva.

Volevamo farle una domanda.

Mirko disegnava con una macchina da scrivere.

- Lei ne sa qualcosa? - Certo.

E' la Lettera 22 della Olivetti.

Era di mio padre. L'avevo regalata io a Mirko.

Il giorno della sua scomparsa Mirko era stato al Museo Olivetti.

Ah, sì? A fare che?

Aveva portato un disegno

- Era un disegno fatto a macchina. - Ne faceva tanti.

Supereroi, piante, animali, soprattutto stambecchi.

Ve l'ho detto, no? Mirko amava la natura.

Voleva lavorare nei parchi.

Come sta sua sorella?

forse dovrebbe cambiare città.

Non credo che basti cambiare città.

Ci scusi per l'orario... e per il disturbo.

- Nessun disturbo. - Buonasera, grazie.

- Arrivederci. - Arrivederci. - Buonasera.

Non so, c'è qualcosa che mi sfugge.

Ce l'ho davanti, ma non riesco a vederla.

Sembra sempre che siamo a un passo dalla verità e poi invece niente.

Rocco!

- Hai qualcosa per me? - Sì.

Abbiamo trovato tante impronte in giro

quasi tutte riconducibili a Grange

Poi abbiamo trovato delle tracce di sangue

però non appartengono N è il Gree Sensii Mirko.

Poi abbiamo trovato questa, un'orchidea rinsecchita.

Non è molto, ma è qualcosa.

Dobbiamo aspettare un passo falso.

- Mi sentivo, rocco ... - mmm?

Su un tappeto abbiamo trovato delle tracce di liquido seminale.

Ricominciamo da capo. Ho toppato. Non so dove, ma ho toppato.

Perché non vieni a cena da Alberto?

Allora, ragazzi, ricominciamo da capo.

D'Intino, vai alla lavagna.

Dove vai? Vieni davanti alla lavagna, non dietro!

- I fogli, dotto'. -.

Antonio, fammi la lista dei conoscenti di Mirko.

Tu me li dici e D'Intino li scrive, va bene?

- Vabbè, la madre e lo zio. - Dello zio sospettiamo?

Sospettiamo di tutti, abbiamo detto di ricominciare.

Scrivi: "Lo zio."

Era in negozio, ha portato due scontrini come prova.

Uno delle 11,21 e l'altro delle 12,30.

- Hai scritto, D'Intino? - Sì. - Cancella.

- Poi chi abbiamo? - I genitori degli amici.

Erano al lavoro.

D'Intino, cancella pure loro.

Se scrivi così grande, non ci basta tutta la Foresta Amazzonica.

- Scrivo più piccolo. - Scrivi più piccolo.

- Andare. - L'istruttrice della piscina.

- Scrivo "piscina"? - Sì.

quello della mensa dei poveri.

In parrocchia può avere incontrato chiunque.

Per ricordarci, D'Intino, scrivi: "Don Sandro."

Va bene? Poi non c'è nessun altro?

No, non abbiamo altre tracce.

Puttana dado.

Ti pare che non ha incontrato nessuno? Eh?

- Un medico l'ha incontrato di sicuro. - Quello c'è, dottore.

C'è l'ortopedico che ha curato Mirko, che adesso è in pensione.

Sappiamo che si chiama... Corrado Salati.

"Corrado Salati"? Non è quello che ha trovato le ossa?

- L'indirizzo ce l'abbiamo?

- Sì, eccolo. - Anto', andiamo, prendi la macchina.

Deruta e Casella, seconda macchina.

Intanto che faccio io, coordino?

- Casella, tu rimani qui. - Signorsì.

Andiamo, ragazzi.

Dottor Salati?

[ROCCO BUSSA ALLA FINESTRA]

- Voi chi siete? - Siamo della polizia.

Dobbiamo parlare con Corrado Salati. Sa dove possiamo trovarlo?

No, mi spiace.

Rocco! Qui è aperto.

[MUSICA TENSIVA]

UN ...

[CONATI DI VOMITO]

[COLPI DI TOSSE]

[Ronzi'o]

OH...

("Me ne vado, non reggo più.")

da qualche parte.")

("Poi, mentre camminavo, l'ho visto.")

("Avrei potuto nascondere tutto, ma non ce l'ho fatta.")

("E' una liberazione.")

("Non l'ho ucciso io, ho solo assistito.")

("Se è così sapssi, non leggereste queste mie righe.")

("Se potete, perdonatemi. Io non ci sono riuscito.")

Quindi non era da solo.

Nodo.

Da quello che ci racconta, non è stato lui a uccidere Mirko.

Sempre se vogliamo dare credito alla lettera.

In punto di morte a che servirebbe mentire?

Non so voi, ma io sono stanco.

Secondo lei, questo Salati che ruolo aveva nella vicenda?

Ah, non so.

Io ho sempre in mente i messaggi

che si scambiavano Wedderburn, Grange e Cerbiatto.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Scusate. Di là c'è la Gambino, abbiamo qualcosa.

Tenetemi aggiornato.

Buongiorno, dottor Baldi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Questa agenda l'abbiamo prelevata a casa di Salati, è del 2015.

c'è un dettaglio interessante.

C'è scritto: "Via Melli, zerbino."

Via Honey e Chatillon, a pochi metri dalla casa di Grange.

-E' dove i Grange lasciavano parcheggiata l'auto. -E lo zerbino?

I Grange ci lasciano sempre

- Ce l'ha confermato la signora Ciai. - Mmm.

Quindi Salati sarebbe entrato in casa di Grange

avrebbe preso le chiavi della macchina e l'avrebbe rubata

per prelevare Mirko a scuola?

Scusate, ma forse Cerbiatto è proprio Salati!

- Perché? - "Salati"! Il cognome indica il sale, no?

- E allora? - Voi pensavate al cerbiatto Bambi, no?

Lo sapete che l'autore del romanzo

e si chiama Salten, che in tedesco vuol dire "sale"?

Ah. Però direttamente dalla Grange direttamente da Sati abbiamo trovato orchidee.

Manca il terzo personaggio, l'assassino.

Rocco, ti aspetto stasera a cena a casa di Alberto.

Perché non viene anche lei?

di un po' di leggerezza, no?

Ah, vabbè... Grazie.

Le faccio sapere, ci proverò. Grazie.

Se viene lui, non portare le canne.

- Giusto. - Eh!

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

- Sandra?

Chiedi a Costa. Mmm?

Lui sa tutti i particolari. Siamo lontani dalla risoluzione del caso.

Entra nel suicidio a Leverogne?

Te l'ho detto, chiedi a Costa! Sarà contento di raccontarti.

- Bene. - E' inutile che fai l'offesa.

Sei stata tu a rivolgerti a lui per sapere le notizie in anteprima.

Forse c'è un modo meno brutale per chiudere questa storia.

Che cosa vuoi chiudere? Non c'è mai stato nulla di aperto.

Vaffanculo, Rocco.

[SOSPIRO DI ROCCO]

- Rocco! - Ciao.

- OH! - Già brilli, eh?

- Quella è la scienza. - Come stai?

Dà una potente euforia, quando si è vicini al risultato.

Non te lo spiego, non sai fare le divisioni!

Ho capito, ma a me sembrate tutti ubriachi.

Sandra! Che impegno aveva?

Non lo so, non ne ho idea.

"L'amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino."

-Mi fa piacere rivederti. -Un poeta! -Anche a me. -Brindiamo.

un po' a casaccio?

- Mi pare di sì. - Eh! - Li stiamo degustando... a cazzo di cane.

- Perfetto. - Ecco! - Chi se ne frega!

- Rocco, hai sentito il bouquet

Castagno, viola, gelsomino

E ... lavanda?

Ah, può essere.

Non so, forse ho bevuto troppo.

Peccato che non ci sia Cleo.

Da botanica, le avrebbe indovinate tutte.

Peccato, le avrei chiesto

- Mmm. - Per dire. - Io non sono un'esperta, Rocco

però in passato erano considerate un rimedio contro l'infertilità.

- Ah. - Sì? - Mmm. - Funzionano?

- No, cazzate. -.

Era un po' una scemenza, tipo la mandragola.

Però la forma del tubero ricorda gli organi riproduttivi maschili.

-. - In effetti, sembrano cazzi.

-Perché perdi sempre l'occasione

- Anche lei è qui con noi, conte? - Vabbè, "peni"!

Le orchidee possono essere una semplice passione.

[CAMPANELLO] Chi è a quest'ora?

Vuoi vedere che ci siamo dimenticati del magistrato?

eravamo autorizzati a iniziare.

Che figura!

Venga, dottore. Sono contento che sia venuto.

- La giacca. - Buonasera. (insieme) Buonasera. - Grazie.

- Si accomodi lì. - Buonasera.

Diamoci del tu, almeno stasera.

- Piacere, Maurizio. - Giovanni. - Molto piacere.

- Sara. - Scusate il ritardo, avete fatto bene a iniziare.

- Visa? - Bella casa, caspita!

- Grazie mille.

Noi abbiamo iniziato con qualche antipastino

ma la moussaka sta in forno.

- Vino? - Sì, grazie. - Si parlava di orchidee.

- mmm. - Ah, che avete concluso?

- Praticamente, sono un simbolo

- E assomigliano ai genitali maschili. - Ah.

- Che non c'entrano con i nickname che abbiamo noi. - Quali erano?

Felibro55 è Giovanni Grange.

è Corrado Salati.

Infine ... Wedderburn.

Wedderburn una certa attinenza Cosa l'Ha.

E' un personaggio di un racconto di fantascienza

a Herbert George Wells

ed è un grande appassionato di orchidee.

- Conosco silhon?

Che succede, Schiavone?

Ci siamo, dottore.

Vuol dire che la cena finisce qui?

Per me sì.

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

- Sì? - Signor Sensini, sono Schiavone. Dove si trova?

- Da mia sorella, perché? - Ci sono buone notizie.

La ascolto, dica.

Dovrebbe venire ad Aosta

con i disegni di Mirko e la macchina da scrivere.

Lasci stare Amalia, è meglio che venga a cose fatte.

- Quindi l'avete preso? - Direi proprio di sì.

- Arrivo. - La aspettiamo.

- Che succede? - L'hanno preso.

Salve, signor Sensini.

Come sta?

Che... Che ci fate a casa mia? Come siete entrati?

Lì c'è l'agente D'Intino.

Ha il suo portatile in mano.

E' pieno di roba interessante, lo sa? Molto.

Andiamo a vedere che c'è di là.

[SOSPIRO DI ROCCO]

Per questo non voleva farmi mai salire a casa?

Non voleva farmi vedere

- Io non capisco. - Signor Sensini...

Oppure dovrei chiamarti...

Wedderburn? - Vi state sbagliando.

Ma come si fa? Come cazzo hai fatto?

Eh? Era anche tuo nipote.

- Mirko non l'ho toccato nemmeno con un dito. - Ma con due mani sì.

IL.

Questa roba la volevi tenere per ricordo?

Io continuo a non capire.

"Chi li ha messi lì?"

Io non lo so.

- Forse il dottor Salati. - Chi? "Il dottor Salati"?

- Non lo conosco. - NO?

Cerbiatto.

Era lui?

- Avete preso il mostro, ma non è andata come pensate voi. - Mmm.

- Quanti ne hai uccisi?

- Neanche uno. - A parte tuo nipote.

Fermi, fermi!

Eh, mi spiace, è scarica. Ordini del vicequestore.

In una sparatoria l'ho colpito e da allora...

Pensavo che quando ti avrei incontrato...

Invece mi fai pena, neanche schifo.

Pietà.

Quasi mi dispiace che D'Intino abbia seguito

gli ordini alla lettera, lasciando scarica la pistola.

Forse meritavi la fine di Salati.

Io non volevo.

Roberto, adesso me lo puoi dire.

Eravate solo tu e Salati quel giorno?

Mirko mi provocava, tutti i giorni.

La casa, in piscina, in parrocchia, sempre.

Veniva anche di notte, nei sogni.

Io dovevo farlo. Era un incubo!

Tu sei gravemente malato.

Non credo che esista una medicina.

Quante volte tu e Grange avete

E perché hai fatto ricadere la colpa tutta su Grange?

- Questo verrà con me nella tomba. - Portaci pure questo.

- Pezzo di merda! - Appena!

Appena!

Non capite che mi fate un favore?

Rocco.

Ho saputo. Brutta storia.

Già.

- Sì, molto.

- Ciao. - Ciao.

Quindi Salati?

Poco più di un testimone.

Sì, ma Grange?

Sensini ha fatto in modo che le tracce portassero a Grange.

Una specie di vendetta tra pedofili.

- Chi lo dice alla madre? - Almeno questa risparmiatemela.

una telefonata urgente.

- Schiavone, lei sa di che si tratta. - Mmm.

Lo zio!

Ecco perché Mirko aspettava fuori dalla scuola.

Come ha avuto l'illuminazione?

Sensini aveva chiamato il suo negozio

Herbert George Wells.

- Cioè? - Atlas House.

- "Atlante", insomma? - Sì.

Mi è rimasto impresso...

perché spesso il problema di Atlante in qualche modo lo faccio mio.

- Perché porta tutto sulle spalle? - Tutto tutto no.

Però lei non è un titano.

un povero stronzo.

E poi non mi faceva mai salire in casa.

Scendeva sempre in strada.

Adesso che mi ci fa pensare, ha ragione.

Anche quella volta in cui c'ero anch'io lui è sceso di cosa.

Non capisco, perché hanno usato

per coprire le loro schifezze?

Forse perché... libri e scrittori oggigiorno non sono così popolari.

Era un buon posto per nascondersi.

- Salten e Wells si staranno rivoltando nella tomba. - Eh...

Magari li prenderebbero a calci in culo.

Certo, comunque...

Interessante quell'archeologa a casa di Fumagalli.

- Ha lavorato per noi? - Sì.

Ha riesumato le ossa di Mirko.

Non faccia insinuazioni cretine, Schiavone, per favore.

- Stavo parlando della sua caratura

- Sicuramente è anche simpatica. - "Simpatica"! Quello è...

Va bene, è tardi, torno a casa.

E' un mondo di merda, ma è quello che ci è toccato.

["PIANO INCLINATO" DI C. CAROSIO E P. FORNARO]

Va dalla legge.

- A fare che cosa?

Basta che fai un passo in avanti e lei ti verrà incontro.

Se ne sta lì a guardarti. Provaci, ascoltami!

E' bella, sa ridere!

E 'Live, Rocco!

A che serve? Sarebbe una cosa di una notte.

E poi il mio cuore è morto.

Fallo per me.

Io... non riesco più a vederti così.

Avanti!

L'hai fatta scappare.

Lasciati andare, Rocco.

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