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Original subtitles

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Non ne ho idea.

Stai registrando?

Oh, ok, non sapevo se funzionasse o meno.

Me l'ha portata mio zio. Lui vive in Qatar. È tutto scritto in arabo.

È ricco da fare paura, ma non ci ha mai mandato niente.

Mia madre vuole che lo venda,

a me serve solo per mandare messaggi.

Smettila!

- Parla. - Di cosa?

Di quello che vuoi.

Mi chiamo Jasna...

Ho una casa grande con la piscina. Una villa.

Ci si può arrivare con l'autobus.

Cosa vuoi da me?

Tu che cosa credi?

Perché sei venuta?

Sei stato tu a chiedermelo.

Perché fai così? Non mi piace.

Che cos'è che ti piace?

Mi piace prenderlo. Perché mi chiedi cosa mi piace?

- Come ti piace prenderlo? - Così.

Ti piace stare sopra?

Sì, ma a volte mi ballano le tette.

Fammi vedere.

Vuoi farmi vedere il tuo bel reggiseno?

Ti piace?

Che cosa vuoi?

- Scopami. - Che cosa hai detto?

Scopami.

Come?

Mettimelo dentro e basta. Voglio sentirlo.

Chiedimelo gentilmente.

Per favore. Scopami.

Sei brava.

Revisori: Wolfen, BlackyJade Subbers: Bow&Arrow, Alayne, Sulele, Wolfen, BlackyJade

Aspetti. È impossibile.

Sta soffocando e non vuole chiamare un'ambulanza? La prego.

Sì. Era lì oggi. Adesso deve morire?

Che cosa?

Té alla camomilla?

Come si chiama? Signora Milanovic, sta soffocando

e lei mi dice che dovrei dargli del té alla camomilla?

D'accordo. Chiamerò se peggiora.

Salve.

- Sta soffocando. - Vattene, troiona!

Milica, aiutami!

Una cellula morta...

è diversa da... - Guarda che unghie che hai!

Rilascia...

Facciamoci le unghie...

Cellule...

Ad esempio...

nel ciclo mestruale.

La morte cellulare...

è programmata...

e dunque è

chiamata...

- Ci vediamo. - Ciao Sonia. Ciao Tanya.

Djole, amore, mastichi così bene.

Smettila, ti ammazzo.

Stupida. Se mi rompi ancora con quell'idiota, ti uccido.

- Ma lo amo. - Che cos'è che ami?

- Quando dice: "Amico, amico, amico?" - Perfetto! Fallo!

Che stai facendo? Sei pazza?

Ridammi la tv!

Mamma, Jasna ha preso la tele. Lo fa sempre.

- Fate piano! Che succede? - Si è presa di nuovo la tele.

Tacchi ai piedi, piedi in macchina

e un tatuaggio sulla schiena nuda.

Un sacco di follia...

- Spegnila. Sta cercando di dormire. - Ma lei sta urlando.

- Bugiarda! - Stronza! - Ti uccido!

Smettetela tutte e due! Ascoltami tu.

- Diglielo. - Perché ti stai comportando così?

Abbiamo una verifica di chimica domani per cui stiamo studiando insieme.

È meglio che sia qui a studiare invece che a perdere il mio tempo con te, ok?

Vuoi che prenda un brutto voto?

Sì, abbiamo mangiato delle polpette. Ciao!

Guardate il mio sedere. Cellulite. Viene fuori e basta.

Perché non ti metti quei pantaloncini?

- Sì, non sai nemmeno come vestirti. - Guardati.

- Che c'è che non va con quello? - Che ne pensate di questi?

Sette bottiglie. 140 Dinari.

Una bottiglia di gin.

- Non mi ero nemmeno accorta che l'avessi rubata - Guarda.

- Passami la bottiglia. - Perché?

- Perché mi ami. - Idiota.

Vieni a bere!

- Fottiti. - Non ci vengo. Niente da fare.

Guardami gli occhi, non posso nemmeno truccarmi. Faccio schifo.

Chi ti guarda gli occhi? Hai le tette, il culo, a che servono gli occhi?

Ciao.

Ciao, Djole.

Non ti scopare la mia gamba.

Dammi la bottiglia!

- Sì, per fargli una pompa. - Chi altro?

- Ragazze, andiamo! - Dai, Sanja.

Andiamo.

E il gin?

- Lo butto. - Certo che no.

Come stai, amico?

Ragazze!

Ciao, bella! È da tanto che non ci si vede.

Guarda questa puttana!

Ti uccido!

Che cosa? Cosa vuoi da me?

Puttana!

Aiutala. Non è tua sorella.

Uccidila. Si è scopata il tuo ragazzo, tuo padre e tuo fratello.

- Puttana! - Vaffanculo!

Quando è troppo, è troppo!

Che cosa avete da guardare?

- Dai, andiamo! - Smettila di fare lo stronzo e vengo.

- Non è successo niente. - Stai zitto, ti ho visto.

- Vado a scoparmi qualcun'altra! - Fottiti, frocio del cazzo!

Questi ragazzi sono davvero forti, ci hanno invitato ad andare con loro.

- Chi? - Noi quattro.

Non ci vengo. Resto qui con Djole e Crni.

- Andiamo! - Non vengo. Sanja è nella merda.

Posso averne un po'?

Prendila.

Le ragazze si sono ubriacate. Hanno bevuto una bottiglia di gin da Ivana.

Ho notato.

Porta via Sanja, non c'è motivo di farla vedere così acida e disgustosa come è.

È completamente ubriaca.

- Non sapete bere nel modo giusto. - Non dire cazzate.

- Tu lo sai fare e la tua amica no? - Non ho mai vomitato.

- Sai come fumare senza vomitare? - Certo.

- Amico, che giorno è? - Venerdì, o forse è già sabato.

- La data, non il giorno. - Il 15. Perché?

Così, per sapere.

Di che segno sei?

Bilancia.

E tu?

La ragazza chiede di che segno sei.

Sagittario naturalmente, non poteva essere altrimenti, fratello.

- E tu? - Gemelli. Come Ceca.

Le ragazze mi prendono sempre in giro.

Anche lei è gemelli?

Vi assomigliate. Un pochino.

Ce ne andiamo, fratello?

- Vuoi un passaggio a casa? - No, non vado a casa.

Mi vedo con le ragazze. Sono andate ad una festa.

Forte.

- Ci vediamo. - Ci vediamo.

Sono con Sanja alla fermata dell'autobus.

Che ore sono?

Ciao.

Come mai sei già a casa?

Ci hanno fatto uscire prima.

È successo qualcosa?

- No. - Dov'è papà? - Nella tua stanza, ascolta le ultime notizie.

Quante volte ti ho detto di non toccare la mia roba!

È stata la mamma.

Era tutto in disordine, e ha pulito.

- Ti sei annoiato? - Quelli sono noiosi.

Devo studiare.

Studia.

E vestiti.

Fa freddo, lo sai.

- Perché non posso stare in cucina? - Vieni a sederti con noi.

Non capisco.

Jaco, vieni qui. *(ndt: Jaco - diminutivo di Jasna, in serbo)

- Che si dice a scuola? - Niente.

- Mira insegna ancora? - Era alle elementari.

- Mirko vuole comprare casa. - A Gajdobre? Perché?

Per godersi la campagna serba?

- È un bel posto Gajdobra. - Non arrabbiarti, vuole dare una mano.

Soprattutto ai nonni.

Non si fidano di come amministri i soldi di casa,

ma tu vai e spaccagli il culo.

Se tuo padre fosse andato a operarsi glielo avrei spaccato tutti i giorni.

A malapena ci hai scambiato una parola con tuo padre.

- La principessa ha qualcosa da stirare? - Sì.

Non voglio parlare nemmeno con te, se diventerai una domestica.

La tua amica non riesce a sistemarlo in qualche modo?

È grazie a lei se possiamo pagare.

I nonni resteranno per un po' di mesi, mentre Mirko ristruttura.

E questa maglietta??

Mamma, per caso io ti dico come vestirti?

Abbiamo provato la coca. È una bomba.

- È...brrrrr. - Quei tipi sono proprio forti.

Hai passato la notte con Nikola, quel ragazzo è di una noia da morire.

Sì lo è stato per tutta la notte.

Mi stava troppo addosso.

Non riuscivo a ballare.

- Come è stato? - Lei ha riso per tutta la notte, ma io non potevo allontanarmi da lui.

E voleva parlare. Non prometteva proprio bene.

- Capito che intendo? - Sì.

La sai, no?

Allora, quei tipi spargono coca così...

- Noi non siamo noiosi... - No.

L'ho sniffata per due minuti, mi ha mandato fuori di testa.

- Ho sniffato con la destra e con la sinistra. - Io solo con la sinistra. - Io con entrambe.

- Che si prova? - Non so...ti senti impaziente...

Ti viene un sacco di energia.

La mattina, niente. Niente strascichi, niente.

Non come le anfetamine. Sei normale, finito l'effetto.

- E come è stato per te? - Forte, stavo con Crni e Djole.

È successo qualcosa?

Dai stronzi, buttate giù qualcos'altro!

- Guarda questa puttana. - Oddio guarda la faccia. Terribile.

- Sembra che si sia cacata addosso. - Guarda com'è grasso il braccio.

- Ha in mano una bottiglia di vino. - Che puttana.

- Togliti la maglietta. - Perché?

Gioca a fare la figa su Facebook. Facciamole vedere come si fa.

Facciamoglielo vedere, senza complessi. Tira un po' fuori il culo.

Questo è perfetto. Leccalo!

- Dai, leccalo. - Lecco lo specchio? - Ecco, così.

- Il culo è un po' troppo grosso. - Muovi un po' la gamba.

Non è grosso. È un culo scopabile. È sexy.

Ecco fatto, fai vedere la zebra. Sì, la zebra!

- Vuoi qualcosa da mangiare? - Ora no.

- Quando? - Tra una mezzora. - Fottiti.

Riprendici!

Dammene un po', fratello.

Scusa, fratello.

- Mi scusi. - Siediti qui. Qui!

Se aggiungete un acido forte alla soluzione...

Marija! Vieni qui!

Il valore del PH è costante...

- Allora, come è andata? - L'ho succhiato. - Grandioso!

Che bel cazzo. Il colore è...

Non è pallido.

È largo e duro, ma poi non lo è più.

- Quanto è grande? - Non lo so.

Più o meno?

La cappella non è tanto grossa, è normale.

Carino...

È fatto bene, dritto e odora di buono.

- Tanja, la puttana, mi ha detto che va bene. - Lo hai solo succhiato?

- Che c'è? - Mi sono tagliata e non me ne sono accorta.

- Sei stata brava? - Sì forse avrei potuto lavorare di più di lingua.

- Lui ha detto qualcosa? - Niente.

Vai in farmacia e compra le medicine.

Devo studiare. Mandaci Milica.

- Dov'è? È urgente. - Non ci sono, sto studiando.

- Guarda quel culo. - È così succoso.

- Guardano noi? - No.

E ora?

Se fossi in te saprei perché mi sta ignorando.

Mi scoperei sua madre.

Come se non ti conoscesse?

Si scoperebbe pure te, ma è uno sfigato, credimi.

- Che ficata! - Andiamo. lvana, Sanja!

Guarda chi c'è? Wow Ivana, stai bene.

- Vuoi leccarmi la figa, eh? - Vieni qui a divertirti.

- È un piacere averla qui signor Crni. - Smettila di dire stronzate.

- Ciao. - Ciao.

Giochi bene.

- Come va Djole? - E a te Marija?

Giochi alla grande.

Anche tu.

- Hai una birra? - Sì.

- Djole è un fico. - Già.

- Grazie. - E di che?!

Cazzo! Vaffanculo!

Dammelo!

Lasciami!

- Lasciami, stronzo! - Ehi, amico!

È tutto ok.

Metto le pillole sul tavolo.

Quando torni da scuola dagli due capsule e mezza pillola.

- Le capsule alle 15.30, le pillole alle 14. - Diglielo.

Ci sono le patate, se ha fame dagli una riscaldata.

Non so come si fa. Fallo fare a lui se ha fame.

Per fasciare i bambini usiamo due pannolini,

e la biancheria intima per una fasciatura completa, ovviamente.

- Mi ha chiamato il coglione. - Quale? - Quello della festa.

- Che gli hai detto? - Fa schifo, imbecille.

- Chi è stupido? - Tua madre è stupida.

Succhialo, puttana!

- Zitti! - Mi ha detto che sono stupida.

Siediti, non fiatare.

Forse ci sono quei reggiseni appuntiti?

Guarda questo. Fantastico.

Louis Vuitton. Fosse vera. Questo schifo non dovrebbe stare qui, ma lì.

- Guarda quelle scarpe! - Sono meravigliose.

- Lo compra... - Non ce la fai a bussare!

Ha appena chiamato.

Tua madre ti ha portato roba ottima ieri.

Non vedo l'ora di andare a Gajdobra, prendere la roba e farla finita.

- Ha portato uno dei suoi brandy? - Non ti preoccupare l'ha impacchettato.

Cosa, dobbiamo festeggiare il fatto che si sarà un pacchetto per noi?

Perché parli così?

Ti interessano più dei jeans nuovi che tuo padre.

Non ho mai chiesto niente.

Dovresti essere riconoscente, hai sempre avuto quello di cui avevi bisogno.

- Riconoscente? - Sì, sì, sì riconoscente.

Quando è stata l'ultima volta che hai pulito la tua stanza?

Parla!

Non hai più parlato con tuo padre, da quando abbiamo scoperto che sta per morire.

Hai mai pensato a come si sente?

No, tu pensi solo a te stessa.

Ti ho dato tutto.

Ma non è abbastanza. Mi hai appena cacciata!

A te non è mai fregato un cazzo di lui. Vedrai che col tempo lo rimpiangerai!

Ma tu...

Tu stai solo distruggendo questa famiglia. Questo è quello che stai facendo.

Marija, come stai ora l'uccello ti entrerebbe perfettamente.

Mettitelo nel tuo culo.

Non è la stessa cosa.

Andiamo a casa tua.

Vuoi conoscere mia madre o vuoi fare altro?

Ehi! Sei al lavoro?

Va bene.

Va bene.

Ottimo, ottimo.

Ciao.

Tu fai ginnastica qui?

Qualche volta.

- Posso farti vedere una cosa? - Cosa?

È un video!

Fallo partire.

Non ho inquadrato proprio benissimo...

Non farlo.

Non ti devi toccare.

Pronto

Sì, sì, sto andando a scuola.

Non posso da qui.

Perché non mi assumo la responsabilità delle loro cose. Devo andare, ciao.

Ciao.

Ciao, nonno.

- Dove hai messo la coperta? - Non lo so. Tu hai imballato la roba.

- Cosa? - Dammi...

- Eccoli qua! - Dallo a me.

Mamma, hai visto quello che hanno portato? Guarda questo.

Quella giacca se la metteva papà, quando era giovane.

Papà era un fico. Guarda.

Va bene, Jasna. Alcune cose le metteremo in cantina.

Non abbiamo spazio. A cosa gli serve tutta questa roba?

Un sacco di brocche, coppe e chincaglieria. Guarda questo.

Sta' zitta e metti giù.

E tutta questa roba deve stare nella mia stanza?

La porterò via, quando avrò finito di pulirla. Ok?

Devi sempre fare così?!

Guarda qui.

Mamma, chi sono quei vecchi nella foto che sta nel nostro salotto?

È il fratello di tuo nonno Branko e sua moglie Milica.

Tua sorella si chiama Milica, in suo ricordo. Tuo padre le era molto affezionato.

Non l'ho mai vista prima.

Certo che sì. Ti portava a passeggio in giro per Gajdobra, tutti i giorni.

- Le piaceva bere. - Ma non si ubriacava mai.

Ti portava sempre al bar e ti teneva sulle sue ginocchia, mentre lei lavorava a maglia.

Sai quanti maglioni ti ha fatto, eh? Vieni qui.

Guarda quanto sono belli.

- Questo è tuo nonno. E... - E dai...!

Questi sono mamma e papà, in Gajdobra.

- Quando è stato? - Quando abbiamo rifatto il tetto.

Guarda qui. Questa è la zia Dara.

E i suoi figli: Desa, Milan e...

- Stevan. - Stevan, sì.

Qui ci sei tu nella pancia della mamma.

Questa è Ljilja, un'amica della mamma.

Questa sei tu da piccola.

Papà, mamma e te.

Oh, e il fratello di nonno Branko...

Voi non siete normali! Guardate le foto di gente morta?

Non c'è niente di cui aver paura.

- Ehi, amico! - Ciao, che si dice?

- Non vuoi salutare? - Che c'è, eh?

Nail lo stronzo! Ti chiami così, giusto?

Vieni qui. Ti chiami così, eh?

Vieni qui, vieni!

Ehi, vieni qui. Forza!

Dammi il telefono.

Andiamo, amico!

- Ehi, fratello! - Niente fratello! Nessun fratello!

Ecco la limousine per il signore!

Muoviti, in ginocchio, coglione! Alza gli occhi.

- Ora datti da fare con la lingua. Bravo ragazzo! - Basta non esagerare!

Com'è? Forte, eh?

- Fattene un po', fratello. - Anche a me! Anche a me!

Vacci piano, piccola, è tosta.

Succhiamelo, frocio!

Basta, basta fratello. Va bene così.

Infilane due.

Posso metterci tutte le dita.

Posso mettertelo nel culo?

Sì, ma prima allargalo con il dito.

Fa male?

No, se lo fai dolcemente.

Ti fa male adesso?

No, basta che lo fai lentamente ed è tutto ok.

- Ti piace che ti metto il cazzo nel culo? - Sì.

Questa è l'unica cosa che sai fare bene.

Forza, vai a comprare ciò che gli serve.

Devo studiare.

Jasna, devi aiutarmi, non posso fare tutto da sola.

Se papà ha una crisi prima di andare in ospedale,

probabilmente non lo operano più.

Dicono che è troppo rischioso. Io gli ho detto addio.

Perché me lo dici adesso?

- Perché sei sempre così? - Come?

Papà andrà in ospedale tra 3 giorni.

Ho anche chiesto a Ljilja di aiutarmi. Voglio dire... Lei lo capisce.

Lei capisce.

Suo marito l'ha lasciata sola, con un figlio piccolo.

Lei sa cosa vuol dire che siamo rimasti solo noi tre.

Ne parlate come se fosse già morto.

Che cosa stai dicendo?

Jasna, cosa stai dicendo?

Jasna.

Ehi!

Forza, studia.

Prendi dei buoni voti.

Lo sapevi che il figlio è Ljilja frequenta la tua scuola? Djordje Tosic.

- Lui lo sa? - Cosa? - Che papà è malato?

- Non lo so. Stai tranquilla. - Non voglio che nessuno lo sappia. Lo capisci?

Dammi i soldi.

Dove vai, proprio adesso? Papà va in ospedale domani.

Vado a prendere un drink e poi da lvana a studiare.

Io non te lo proibisco, ma ti prego di rimanere con noi stasera.

- Tu mi proibisci di studiare. - Jasna, ti prego.

Mamma, sono io che ti prego! Devo uscire e andare a studiare.

- Fallo per tuo padre. - Papà dorme. Mi dai soldi o no? Devo andare!

- Che ci faccio con questi? - È tutto quello che ho.

Mamma lo sai quanto è umiliante, quando gli altri devono pagare per me?

Cosa sta succedendo?

Vaffanculo Facebook, Vaffanculo America.

Il Kossovo è della Serbia.

Ehi fichette, di che avete paura?

Lancialo, fratello!

Strappiamolo!

Non mi frega un cazzo se a loro importa o no.

Possono leccarmi il buco del culo e i peli delle palle.

Forza, andiamo!

Forza, fiche!

Serbia!

- Di quale gruppo sei? - Perché?

- Per esercitarsi. - Nel primo. E tu?

Tu sei a mezzogiorno ed io sono alle 15:00.

Cazzo, è oggi! Devo comprare il regalo per una bambina.

- E tu che gli hai preso? - Ho qualche giocattolo in giro.

- Whoa...dammi quegli occhiali! - Che tipo di regali?

Noi insegniamo a prendersi cura dei bambini, dobbiamo giocare con loro e cose così.

Mi sento morire, non riesco a dormire.

Vieni qui.

Siediti, mentre sistemo un po'.

Sembra che qui ci sia stata mia sorella, ha fatto un casino.

Non so cosa regalare alla bambina.

Non posso mica regalarle del trucco.

Non posso neanche regalarle un pettine.

Jaco!

L'anno ricoverato.

Lui è sereno. Aspettiamo che facciano l'intervento.

Benissino. Sono qui con un amico di scuola. Sono solo venuta a prendere le mie cose.

Andiamo.

- Salve. - Buongiorno.

- Io sono Djordje. - Ciao. Io sono Zora, la mamma di Jasna.

Andate a scuola insieme?

Siamo in classi diverse. Dobbiamo andare adesso.

Djordje hai detto...e qual è il tuo cognome?

- Tosic. - Sei il figlio di Ljilja?

Vi assomigliate tantissimo. Lascia che ti dia un bacio.

Se sapessi che cosa ha fatto tua madre per il padre di Jasna.

L'abbiamo appena ricoverato per un intervento. Guardati, sei così cresciuto!

No, no! Prima dovete mangiare qualcosa.

Sono così felice che siate amici. Non ci posso credere che sia vero.

Forza, forza, sedetevi.

Come sei diventato grande!

Ti ho fatto da babysitter, lo sai?

Ljilja ha iniziato a lavorare che Jasna non era ancora nata.

Hai tre anni più di Jasna, vero?

- Sei così bello. Non è meglio mangiare qui, eh? - Certo.

Sai chi c'è qui? Il figlio di Ljilja!

Sì, la mia amica Ljilja. Lui è il nonno di Jasna.

- Djordje. - Miodrag. - La nonna di Jasna.

È così cresciuto. Non l'avevo riconosciuto.

- E questa è la sorella di Jasna, Milica. - Ciao. - Ciao.

Siediti. È bello che siate amici.

Io e tua madre eravamo migliori amiche, a scuola.

La vita ci ha separate, si tira avanti. Guardatelo!

Sei dolcissimo. Jasna non me l'aveva detto che siete amici.

Lei non è mai a casa. Da quando suo padre si è ammalato, non porta più nessuno a casa.

- Va bene mamma, dai! - Si vergogna adesso.

Non ha motivo di vergognarsi per la malattia di suo padre.

- Dobbiamo andare. - Lascia i ragazzi mangiare.

- Davvero, lasciali mangiare! - Ok, mangiate qualcosa.

Eri terribile da bambino, te l'ha detto tua madre?

Nessuno riusciva metterti a letto.

Ti muovevi come una trottola!

Jasna era ancora peggio.

- Mamma! - No, davvero.

- Forza ragazzi, ne volete ancora? - No, grazie.

Che piacere averti rivisto e salutami tua madre.

- Lo farò. Arrivederci. - Arrivederci.

Allora, ecco noi...

Crni mi ha detto che i suoi genitori andranno al mare.

Noi andiamo a divertirci a casa sua.

Tu vuoi venirci?

- Chiamami. - Dammi il tuo numero.

Te lo digito io.

- Se succede qualcosa ti chiamo. - Bene.

Djole, Djole, Djole, Djole, Djole, Djole, Djole, Djole...

Djole, Djole, Djole.

Djole, Djole, Djole, Djole...

Djole, Djole, Djole, Djole...

Djole, Djole, Djole, Djole...

Djole, Djole...

Lei è l'infermiera Dragana, è la responsabile dei bambini che siamo venuti a vedere oggi.

Il mio gruppo è composto da 15 bambini dai 7 ai 10 anni.

Per favore fate attenzione, la vita in un orfanotrofio è diversa dalla vita in famiglia.

Vedrete quanto sono affettuosi e vi abituerete presto a loro.

E loro a voi.

Ma quando ve ne andate, allora si possono arrabbiare.

Quindi per favore, è molto importante che manteniate della distanza da loro.

Imparate a conoscerli, stabilirete dei contatti,

lavorerete con loro, per un paio di anni, vero?

Questi studenti sono venuti a farci visita. Stana è in prima elementare.

Quando qualcuno viene a trovarci noi... lo salutiamo.

Ciao.

Ci concentriamo sui bambini che sono scolasticamente trascurati.

quelli che non sono andati a scuola, quelli che vengono dalla strada.

Quando hanno 9 o 10 anni... Miroslav, Vesna, non si corre in corridoio!

Li aiutiamo a fare i compiti.

Ora siamo nella stanza dove passano la maggior parte della giornata.

Bambini, sono venuti degli amici, siate buoni ed educati. Forza!

- Piano, piano. - Lei è amica mia!

E chi l'ha detto?

- Tu sei mia amica, vero? - Sì. - E come ti chiami?

- Jasna. E tu? - Jadranka. Hai il cellulare?

- Sì, perché? - Dammelo!

- Dallo a me! - Sparisci! - Stupida!

- Scema! - Non rompetelo!

Fattelo ridare.

- Dai, restituiscimelo! - Ci ha giocato per un'ora!

Vieni qui. Allora lo darò a te. Ok?

- Non tirarmi i capelli. - Scusa.

Basta che non lo fai più.

- Come ti chiami? - Romeo.

Io sono Jasna.

Via! Voglio parlare con Jasna.

Facciamo così.

Hai dei capelli bellissimi.

Grazie. Anche tu.

Avrei voluto averli come i tuoi.

Dov'è la tua mamma?

A casa.

È bella?

Non lo so.

Lo è di sicuro. Vieni, ti faccio vedere.

- Dammi il cellulare. - Ti voglio mostrare una cosa.

- Non adesso, te lo darò più tardi. - Promesso? - Te lo prometto.

Avanti, filmami.

Vai via, questo è il mio letto!

Ehi, piano.

Fermatevi! Dai, dai, dai... fermi!

Figlio di puttana!

Questo è il mio letto. Siediti.

Questo è il mio zaino.

Questo è il mio astuccio.

C'è una matita, una gomma ed un temperino.

Questi sono i miei giocattoli.

Io ho qualcosa per te.

Romeo mi ruba sempre i giocattoli.

L'ho detto a Dragana, ma l'ha fatto ancora.

L'ho picchiato, ma non è servito a niente.

Lo odio.

- Chi sono i tuoi migliori amici? - Non lo so... forse...

Jadranka e Romeo.

Filmami ancora!

Filmami! Filmami!

Puoi essere la mia mamma? Ti prego! Ti prego! Ti prego!

Non posso essere tua madre.

- Sorella maggiore? - Quella posso esserla.

- Ho già una sorella maggiore. - Davvero? Come si chiama?

Ivona.

- Bugiarda! Si chiama Radmila. - Io la chiamo lvona.

Viene a trovarti?

No.

Il giudice gliel'ha proibito.

- perché? - Quando avevo tre anni,

papà è morto, mia madre ha trovato qualcun altro

e mi ha lasciata sola con lvona.

- Radmila. - Va bene, Radmila.

Ivona era molto più grande di me e aveva un ragazzo.

Lui mi picchiava.

Abbassa la testa. Sanguinavo

qui e qui. Mi faceva del male.

Sei così bella! Potresti fare la modella.

Tua madre è mai venuta a trovarti?

- Sì... - Quando è venuta?

L'hai incontrata quando è venuta.

Ah, sì.

Allora, dovreste sempre...

Aspetta un minuto...

Questa bambola è un po' ammalata, ma a te non fa male niente, vero?

No. Sono solo stanca, molto spesso.

Stana ha un raro tipo di sindrome di Wilson.

Problemi con il fegato e il cuore.

Non deve stancarsi.

Essere un'infermiera pediatrica è difficile.

Hai un'enorme responsabilità.

Devi accettarlo o in qualche modo ti devi abituare al fatto

che alcuni bambini sono molto malati.

E qualcuno di loro muore. Stana, per esempio.

Due anni fa i dottori dicevano che sarebbe vissuta ancora un altro anno.

L'operazione è andata bene.

Hanno preso un campione per la biopsia ed avremo i risultati domani.

Ho un sacco di fame.

Ehi. Sono stanca morta.

Vieni.

Mi ero dimenticata di domani.

Vienimi a prendere a scuola verso le 11:30.

Chiederò di uscire prima.

Dirò che è per papà. Ciao.

Domani andrò a trovare mio padre, in ospedale.

Mamma dice che sta bene, devono fargli qualche esame.

Ottimo.

La chemioterapia è il prossimo passo.

Le persone perdono i capelli e vomitano a causa della chemio.

Non lo so...

Almeno credo...

Sto pensando che se muore andrò al suo funerale fatta di ecstasy.

Non farlo durante la cerimonia, inizieresti a ballare.

Ma non gli piacerebbe neppure se mi mettessi a piangere...

potrei saltare sulla bara, in un raptus di follia.

Non è come quegli idioti.

Non lo è mai stato.

Sai qual è il mio primo ricordo di lui?

Lui che bacia mia madre.

Milica era appena nata e avevamo avuto ospiti

e lui abbracciava mia madre stringendola. Sai come si baciarono?

Non è mai più accaduto. Vidi le loro lingue, davvero!

Giocavo per terra,

attaccata alla sua gamba, e lui mi trascinava in giro.

È davvero strano...

quando ripenso alla mia infanzia.

Mi spaventa.

Non provo... niente.

Come se non fosse mai accaduto.

Le cose che ricordo...

sono solo cretinate.

Ricordo...

le sue scarpe.

Poverina...

Lascia che ti tiri su il morale.

- Dai! - Non voglio.

Prova ancora.

- Amico! - Fanculo questa merda.

- Sto bene. - Avanti. - Avvicinati.

Ho portato qualcosa da mangiare.

Non posso adesso.

Più tardi.

Aiutami a...

Là.

Sedetevi.

Va bene.

Jaco.

Jaco.

Ti amo tantissimo, farei qualsiasi cosa per te.

Inizia ad imparare per bene come fare un pompino.

- L'insegnante di chimica è matto. - Vuoi dirmi qualcosa?

No.

- Ehi, vuoi che usciamo a prendere un po' d'aria? - Sto bene.

Dominalo.

- Stai bene? - Sì.

- È successo qualcosa? - No.

- Andiamo, Jaco. - Stai bene?

Vai, resto io con lei.

No, non sappiamo ancora niente.

Scommetto che sta bene.

Lasciamelo vedere. Andiamo, mettiti il giubbino.

- Ti chiamo. - Jasna, tieni d'occhio la zuppa.

Dov'è la mia borsa?

Dobbiamo sbrigarci. Ti chiamo.

- Hai preso il pigiama? - Sì. È insieme al succo.

- Dove sono gli asciugamani? - Nella borsa.

Dammi i cruciverba.

Mamma?

Mamma, dove sei?

Non vi ho sentiti uscire.

Non fa niente. Ci andrò la prossima volta.

Salutami papà.

Ciao.

- Stai bevendo, eh? - perché no?

Guarda che ficata!

- Di chi è il compleanno? - Non ne ho idea. - Jasnica, ciao!

Djole, fermati!

- Stronzo! - Djordje!

Figlio di puttana! Idiota!

Jaco...

Revisori: Wolfen, BlackyJade Subbers: Bow&Arrow, Alayne, Sulele, Wolfen, BlackyJade

sottotitoli a cura di .: Subs4you :. http://www.facebook.com/Subs4you http://http://subsforyou.weebly.com/

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