All language subtitles for MARIA_uhd_angelina jolie_italiano

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Original subtitles

A quanto pare, è stato il cuore.

Ha ceduto il cuore.

Ave Maria piena di grazia

Eletta fra le spose e le vergini sei Tu

Sia benedetto il frutto O benedetta

Di Tue materne viscere

Gesù

Prega per chi adorando A te si prostra

Prega pel peccator

Per l'innocente

E pel debole oppresso

E pel possente

Misero anch'esso

Tua pietà dimostra

Prega per chi Sotto l'oltraggio

Piega la fronte

Sotto la malvagia sorte

Per noi

Per noi tu prega

Prega sempre

E nell'ora

Della morte nostra

Prega per noi

Prega per noi

Prega

Ave Maria

Nell'ora della morte

Ave!!

Amen!

Buongiorno!

Mi siete devoti al 99% per il cibo

e all'1% per amore.

La tua spina dorsale, Ferruccio?

È fragile come un rametto, ha detto il dottore.

Mh. Quindi, devi essere cauto.

Quando ti chiedo di fare qualcosa, qualche volta dimmi di no.

Sono cauto, Madam.

È per questo che non oso mai dirle di no.

- Bonjour. - Buongiorno.

Ho dormito fino alle 02:00. Poi, lui è venuto in camera.

E io ho detto, con voce molto chiara: "Lo so che sei morto"”.

Ed è andato via?

Ed è andato via. Che non è affatto da lui.

Forse, quando gli uomini muoiono,

diventano più ragionevoli.

Forse.

Comunque, Madam, oggi a casa viene un dottore, alle 11:00.

Ferruccio le ha fissato l'appuntamento.

Non posso vedere un dottore, oggi. Sono impegnata.

Gli potrebbe parlare delle visioni che sta avendo

e sicuramente le cambierà i medicinali.

Sono felicissima dei miei medicinali

e dei loro effetti.

Sono felicissima del teatro nella mia testa.

I dottori etichettano le visioni come una malattia,

quando, di fatto, sono una forma di sanità che non comprendono.

Vero?

Madam, se posso chiedere...

Sarete impegnata a fare cosa?

Bruna, ora voglio che ascolti.

E poi voglio che tu sia sincera.

Casta

Diva

Casta Diva

Che inargenti

Che inargenti

Queste sacre

Queste sacre Queste sacre

Antiche piante

A noi volgi

Il bel sembiante

A noi volgi A noi volgi

Il bel sembiante

Senza nube

E senza vel

Allora?

È stato...

magnifico.

Grazie.

Com'è questa come posizione per il piano, Madam?”?

Mh...

Non va bene.

Ma sono buona, lascialo lì.

Oh, una troupe televisiva viene a intervistarmi, più o meno tra un'ora.

Meglio nascondere i posacenere.

- Posso entrare, Madam? - Solo se proprio devi.

Che cosa ha preso?

Mi sono presa delle libertà, tutta la vita.

E il mondo se le è prese con me.

Sa cosa intendo, Madam.

Stamattina, ho preso solo il Mandrax.

Quante?

Due.

Devo andare in un posto e voglio che il Mandrax mi accompagni.

Mandrax non è una compagnia affidabile, se deve uscire.

La porto io con l'auto. Dove deve andare?

Andrò a piedi.

Altrimenti rideresti.

Che cosa ha detto Bruna di come avete cantato?

Ha detto che è stato magnifico.

È una domestica.

E le domestiche non possono conoscere l'Opera?

Non sono così esperte per giudicarla.

Lo so dove state andando.

Ha detto che è stato magnifico.

E, prima ancora, ha detto che era eccellente. Perciò...

Quindi, "magnifico" vuol dire...

che si è decisa a provare?

Sì. Sulla parola di una domestica.

- Madam, questa troupe televisiva... - Mh-mh?

È reale, vero?

Vorrei che spostassi il piano all'altra finestra.

E, a partire da stamattina,

cosa è reale e cosa non è reale

sono affari miei.

Sì, Madam.

Oh!

E non sarò qui per l'appuntamento con il dottore

che hai preso senza il mio permesso.

Madam, lei deve...

Non annullarlo. Fatti guardare la schiena.

Stai diventando un po' storto.

Nel caso la troupe sia reale.

- Madam Callas. - Mh...

Mi chiamo Mandrax.

- Vorrei ripercorrere con lei la sua vita. - Mh.

Il bell'aspetto di chi interroga produce sempre le risposte più sincere.

- Devo chiamarla Maria o La Callas? - Entrambe vanno più che bene.

- Preferisco La Callas. - Allora, va più che bene.

A meno che lei non si senta una vittima di quell'identità.

No...

È stato scritto così tanto su di me.

E molte erano cose ingiuste.

Storie che sono pura invenzione.

Però!

Ci sediamo?

Ok, motore.

Partito.

Sono piuttosto ribelle per natura.

So che una volta lei ha bruciato tutti i suoi abiti.

- Quali abiti? - | vecchi costumi di scena.

Questo è vero. Bravo.

E vedrà che le piacerà.

Ho bruciato i miei abiti prima di lasciare Milano.

- Posso sapere perché? - No, non può saperlo.

Eh... quand'è l'ultima volta che si è esibita?

Dovrebbe insistere di più con le sue domande.

Ho bruciato i miei abiti di scena perché erano parte del passato.

E per rispondere alla sua meno interessante domanda...

L'ultima volta è stata quattro anni e mezzo fa. Perché...

esibirmi sul palco è anch'esso parte del passato.

Non si esibirà mai più?

No.

E mi dica cosa provava sul palco.

Esaltazione.

Intossicazione.

Certe volte credevo che il palco, alla fine, prendesse fuoco.

E nelle brutte giornate?

Vede, convivono due me.

Una dice di combattere.

E l'altra...

dice: "Sei orribile e ti dovresti vergognare".

Ho paura che il pubblico si aspetti dei miracoli.

E io non posso più farne, di miracoli.

E magari ci può parlare un po' della sua vita lontano dal palco.

Non c'è vita lontano dal palco.

Il palco è nella mia mente.

Ora devo andare.

- Andare? - Sì.

No, ci hanno promesso tre ore.

- Allora, venga con me. - E dove va?

"Venga con me", disse la diva

e non ci fu alcun bisogno di chiedere dove.

Allora, verrò con lei ovunque vada.

Passeggi con me per Parigi.

Il mio maggiordomo dice che Mandrax è una compagnia inaffidabile, ma per me

siamo una combinazione perfetta.

Vedi! Le fosche notturne spoglie

De' cieli sveste l'immensa volta

Lo vede?

Quando sono con lei e la sua telecamera, Mandrax, non ho bisogno di esibirmi,

perché sono gli altri a esibirsi.

All'opra! All'opra!

Dagli, martella!

Chi del gitano

I giorni abbella?

Chi del gitano

I giorni abbella?

Chi? Chi i giorni abbella?

Chi del gitano I giorni abbella?

La zingarella!

Sono in ritardo.

Sei Maria Callas.

Non sei in ritardo, sono gli altri in anticipo.

Mh...

Tu... Tu lanci briciole di pane come se io fossi un merlo

e il palco una mangiatoia.

Non funziona, ovvio.

Anche se ho cantato per Bruna stamattina

e lei ha detto che pensava fossi magnifica.

Chi è Bruna?

Bruna è la mia governante.

Stava facendo un'omelette.

Fa delle magnifiche omelette.

Sa molto poco dell'Opera.

E quello che sa l'ha imparato da me.

E quello che ha imparato da me è essere...

sempre lusinghiera con me.

Perciò, sono qui sulla parola di una obbediente domestica.

Lo sai? I merli hanno un loro canto.

Se compri un disco, sull'etichetta c'è scritto solo:

"Canto del merlo".

Ci dev'essere un disco chiamato "Canto dell'uomo".

Io vorrei cantarlo prima di smettere.

Smettere?

Maria...

hai detto che venivi almeno per capire se hai ancora una voce.

Non sono un répétiteur, non devo farti lezioni.

E non potrei insegnarti niente.

Ma se lo sento, lo capirò.

- Puccini lo capirà. - Puccini è morto.

E forse è contento di esserlo.

Perché non ce ne stiamo qui a guardare,

come se fossimo sull'orlo del futuro?

Cosa vuoi cantare?

Un canto d'amore.

E di chi sei innamorata?

Indovina. Brutto e morto.

- Ancora il signor Onassis? - Mmm.

Arriva nel mio letto ogni sera.

Non mi lascia in pace e io amo mandarlo via. E...

Quando hai cantato l'ultima volta?

Tanto tempo fa.

Mi ha fatto male.

E ho avuto un'ernia e le gambe viola.

Si è gonfiato tutto.

Tranne il mio ego.

Ero in Giappone e i medici giapponesi dicevano: "Cos'è questa cosa?"

Il mio entourage diceva: "Questa è La Divina, la primadonna".

E loro: "Ma allora perché ha l'aspetto di una rana viola?"

Così sono tornata a Parigi.

E me ne sto a casa mia, guardo dalla finestra e dico:

"Tic-toc, tic-toc. Il bruto è morto, la mia voce è andata.

Che farò, adesso?"

Ho la mia auto.

Ti accompagno alla tua cella di Avenue Georges-Mandel, se è questo che vuoi.

Mh.

Bruna è mia...

madre, mia sorella, mia figlia, la mia domestica.

Ferruccio è mio padre, mio figlio, mio fratello, il mio maggiordomo.

È una casa troppo affollata.

Non ci voglio andare ancora.

- Va bene, allora ho un'idea. - Mh?

Sei arrabbiata per qualcosa, si vede.

O hai paura, o rancore, in ogni caso...

non cantare, urla.

Devi urlare.

Urla a tal punto che perfino Puccini ti senta.

Che perfino...

il brutto defunto Onassis ti senta.

O mio babbino caro

Mi piace È bello, bello

Vo' andare in Porta Rossa

A comperar l'anello!

Si, sì. Ci voglio andare

E se l'amassi indarno

Andrei sul Ponte Vecchio

Ma per buttarmi...

Era Maria a cantare.

Io voglio sentire La Callas.

Non può succedere in un giorno.

lo e Puccini saremo qui domani.

Alla stessa ora!

- Madam? - Mh?

Ho chiesto io al dottore di aspettarla.

Dottor Fontainebleau...

Maria Callas.

Sono un suo grande ammiratore.

Mh.

La schiena del mio maggiordomo come va?

Non esiste cura per quella,

a parte smetterla di spostare il piano.

Mh.

Gli ho mostrato il diario,

quello delle medicine che lei prende ogni giorno.

Mmm.

Ho lo strano presentimento che condividere

informazioni mediche sia contro la legge.

- No? - Madam.

Dovremmo fare una conversazione io e lei...

sulla vita e la morte.

Sulla sanità mentale e sulla follia.

Il piano è in un buon posto.

Grazie.

Madam, prego.

Le cucino qualcosa io e si sentirà meglio.

È troppo magra.

Ormai non mangia da tre giorni.

L'ultima volta non ha mangiato per quattro giorni, perciò...

Va ancora bene.

Mh?

Sì, ma tanto tu prepari e lei poi lo dà ai cani.

Come al solito.

Madam?

Lasciami in pace.

Madam, ho fatto il caffè.

- Mh-mh. - Madam, inoltre...

c'è un messaggio per lei.

- Mh? - Dal pianista.

Dice che, a prescindere da tutto, deve vedersi nuovamente con lui domani

e che ha sentito una speranza nella sua voce.

Ho pensato che fosse una buona cosa e che magari...

l'avrebbe resa felice.

L'armadietto delle medicine è aperto.

Puoi buttare tutto via.

Ah, ma questo non è quello che il dottore ci ha detto di fare.

Era davvero un dottore?

È uno specialista, Madam.

E in che cosa è specializzato?

Sangue.

È per questo che ha voluto farle quel prelievo.

Ma prima ancora di sapere il risultato, ha detto che...

dobbiamo tenere la terapia sotto controllo.

Ed è sotto controllo. È sotto il mio controllo.

E i dottori odiano questo.

Devi fissarmi un appuntamento con un parrucchiere che non parli.

E quando scriverò la mia autobiografia, la intitolerò:

"Il giorno che Ferruccio mi ha salvato la vita”.

E quale giorno è stato, Madam?

Ogni giorno. Ogni singolo giorno.

Perciò ti odio.

Io finisco in un fiume e tu vieni sempre a ripescarmi.

Sì, Madam.

Prendimi un tavolo al café dove i camerieri sanno chi sono.

Oggi ho voglia di essere adulata.

- Madam Callas. - Mh?

Le volevo solo dire che una volta, a New York, mi ha spezzato il cuore.

- Con quale aria? - No, no.

Me l'ha spezzato perché avevo comprato due biglietti e lei non si è esibita.

Dissero che non stava bene, così...

- C'est la vie. - Vuol dire che non stavo bene.

- Non fa niente. È acqua passata. - lo non stavo bene.

Madam, non fa niente.

L'avevo dimenticato, finché non l'ho vista.

Tutti dicono che io ho sempre finto. lo invece non ho mai finto.

- Non volevo... - Lei non ha idea del dolore che si prova

a tirare su la musica da dentro la pancia e farla uscire dalla bocca.

Non ha idea!

Perché se l'è presa?

Madam.

Forse le possiamo trovare un posto all'interno.

Non ho fame.

Io vengo al ristorante per essere adorata.

Prego.

Oh...

Grazie.

Le posso dire che, questa sera, ha definito Violetta per sempre?

Lei è Violetta.

Madam.

- Che meraviglia. - Ha cantato divinamente.

Maria. Dov'eri finita?

- Una Violetta indimenticabile. - Secondo me, lo sai.

Mi scusi.

Non trovo le parole giuste, ma questo fiore parla per me.

Magnifica "Traviata”.

- Grazie. - Stasera tutti vogliono adorarti.

Chiedo scusa, Madam Callas.

C'è una persona che muore dalla voglia di conoscerla.

Può rendergli felice questo giorno, la settimana, il mese...

l'intera vita.

Chiedo venia, signore, posso rubarle sua moglie solo per qualche momento?

- Credo ci sia la fila. - Non faccio le file.

Chi è lei?

Aristotele Onassis.

Questa è la mia festa, organizzata in suo onore.

E, se ha voglia di contarle, ho qui 1.000 rose rosa solo per lei.

Mi è stato detto che era una cosa scaltra da fare

associare la mia persona alla primadonna assoluta.

Quindi, la festa era una strategia commerciale...

- Mh. - ...ma poi mi sono innamorato.

- Lei si è innamorato dell'Opera? - No.

Mi sono innamorato di lei.

Sono brutto, ma sono ricco.

Sono greco, ma vengo dall'Argentina.

Sono sposato...

ma è il 1959, quindi...

All'innamorarsi attraverso un binocolo.

L'ho guardata con questo.

Lei mi ama, eppure non aveva posato gli occhi su di me prima di stasera.

Oh...

Adesso sono offeso.

Ci conosciamo.

- Mh? - A Venezia.

Alla Mostra del Cinema.

Ma immagino ci fossero tante stelle dello spettacolo e...

dell'ometto brutto si è dimenticata.

Ma io non ho dimenticato lei.

Vuole ballare?

Dovrei ritornare da mio marito.

- Lei non tornerà mai più da suo marito. - Mh?

Certe volte questa cosa capita...

la cosa che sta capitando proprio adesso.

Capitando? E qual è questa cosa che sta capitando?

Oh... Una decisione è presa. Non l'ha presa nessuno, ma...

è così che andrà a finire.

Mi perdoni, signor Onassis.

- Dovrei per caso provare qualcosa? - Sì.

Per la prima volta in vita sua.

Beh...

C'è un punto in cui la fiducia in se stessi diventa una sorta di follia.

Ho passato quel limite tanto tempo fa.

Non vorrei essere brusco.

Oh, credo di poterlo dire con certezza. È decisamente brusco.

E "brusco" è forse una parola troppo morbida per come è davvero.

Sì, però c'è uno yacht, il mio yacht.

- Si chiama "Christina”. - Sì.

E salpa da Monte Carlo per la Grecia il 21 di luglio.

- Mh-mh. - Adorerei averla a bordo.

Sì, va bene.

Ci sono tante persone che vogliono un pezzo di lei

e il mio tempo è scaduto, capisco.

Però stavo proprio dicendo a sua moglie

che ho organizzato una crociera da Monte Carlo

e ho invitato delle persone molto illustri.

E le stavo giusto dicendo che per me sarebbe un onore assoluto

se lei e sua moglie voleste unirvi a bordo.

E indovini lei che ha detto.

E io ho detto sì.

"Perché no?"

E mio marito ha accettato.

Secondo una teoria che è molto comune...

quando si chiede una cosa specifica, vuol dire che la si vuole.

Ma non è vero.

Io non volevo andare sul suo yacht,

perché sapevo dove mi avrebbe portato.

E lì mi ha portato,

nel posto in cui non volevo andare.

Ma una volta arrivata...

sono rimasta.

Madam.

Madam Callas.

Mio figlio ha chiamato casa sua e...

ora stanno arrivando a prenderla.

Un altro, prego.

Lo so che...

che lei ritiene il mio comportamento inusuale.

Sa, in realtà, sto lavorando.

Sto scrivendo.

Cosa sta scrivendo?

Un'autobiografia.

Un'aria.

Un terzo atto.

"Il canto dell'uomo."

Su questa falsa riga.

Non sapevo che scrivesse.

Mh... Neanche io.

Non uso una penna.

Uso me stessa.

Sembra che...

che la parte di me che sogna abbia...

afferrato il timone della nave e stia portando la nave...

in un porto sicuro.

Perché è gentile con me?

Perché con questo lei è gentile con noi.

Ebben?

- Ne andrò lontana - No...

Non ascolto i miei dischi. Può spegnere, per favore?

Questo è il mio café, Madam.

E quando sono solo, questo è quello che ascolto.

Non è solo. Lo spenga, per favore.

Non sono in grado di ascoltare i miei dischi.

Perché?

Perché sono perfetti.

E una canzone non dovrebbe essere perfetta.

Dovrebbe essere cantata in quel momento

diversamente da ogni altra volta.

È per questo che...

- Quando è pronta, Madam. - Mh.

Quanto le devo?

Niente, non serve. A Madam Callas offre la casa.

Lasci pure al ragazzo, allora.

- Aspetti, la aiuto io. - No.

L'eco della pia campana

Là, fra la neve bianca

N'andrò

N'andrò sola e lontana

E fra le nubi d'or

Ha chiamato il dottor Fontainebleau.

I risultati delle analisi del sangue sono arrivati.

Ha detto che deve chiamarlo domattina.

Ha detto che devo chiamarlo?

Credo di sì.

O forse che dovrebbe chiamarlo.

Forse ha detto che posso chiamarlo, se ne ho voglia.

Ha chiesto solo di essere chiamato, Madam.

Però non ricordi la parola che ha usato,

cosa che può decidere se dormirò stanotte oppure no.

Stai invecchiando.

E diventi sempre più storto.

Però lei lo chiamerà, Madam.

Vero?

Ti prego.

Colà t'aspetta l'ombra mia!

Giusto ciel! Oh terror! Oh terror! Terra e ciel fiamme son

Fuggiam, fuggiam L'arso ciel, l'atro duol

Già l'abisso s'aprì

Fuggiam da questo infausto suol Fuggiam, fuggiam

Fuggiam da questo infausto suol! Fuggiam, fuggiam

Fuggiam da questo infausto suol!

Fuggiam, fuggiam

Bruna!

Mmmh!

Bruna!

Bruna!

Uno, due, tre e...

Sono 100 Dracme.

Quella lì sa ballare.

Ma quella lì...

sa cantare.

Che altro sanno fare?

No.

Ora no.

Ora canta.

Ha dormito, Madam?

Non lo so.

Ero con mia sorella, che faceva parte del piano.

- Quale piano? - Finché non mi hai svegliato.

Come faccio a dormire, se Ferruccio mi ha preso tutte le pillole?

Ferruccio è a comprare caffè e croissant.

Dove sono le mie medicine?

Il dottor Fontainebleau ha detto che dobbiamo tenerle in cucina.

Anche quelle che ho nascosto?

Hai frugato nelle mie tasche.

Inoltre, oggi deve anche chiamare il dottore.

No. No, oggi ho un appuntamento con Bellini.

Madam, potrà comunque chiamare il dottore.

È arrivato un pacco per me?

Sì.

Un pacchetto da Atene, da parte di sua sorella Yakinthi.

Bene.

Va bene. Qui è perfetto.

Ha un'aria perfetta, un'aria da "La Callas".

Greco, grandioso, triste,

incorniciato dal passato.

Allora, la devo chiamare Maria o La Callas, oggi?

Oggi, Maria.

- Qui? - Prego, va bene.

- Sì. Motore? - Partito.

Maria...

mi è sembrato di capire che sta progettando un suo ritorno.

Non direi. Non ho intenzione di esibirmi su un palco.

Io ho saputo che sta cercando di ritrovare la voce.

Sto cercando qualcosa che ho perso.

E perché vuole tornare a cantare?

Oh, perché la musica è così enorme.

Ti avvolge in uno stato di tortura.

- Questo è un motivo? - Mh-mh.

La musica nasce dall'infelicità,

dalla sofferenza.

La felicità non produce mai una bella melodia.

A quanto pare, la musica è nata dall'angoscia

e dalla povertà.

E lei è nata molto povera.

Mh, sì.

Un tempo, cantavo per soldi.

L'ho capito proprio questa notte, è lì che tutto è cominciato.

Vuole un caffè?

No, voglio il coraggio.

Io voglio il coraggio di entrare in questo ristorante messicano

e ordinare un piatto di fajitas con panna acida e salsa.

Perché, coraggio?

Perché l'odore, quando passo qui ogni mattina con i miei cani,

mi porta alla mente...

il giorno in cui finalmente ho detto a mia madre di fottersi.

Dovrebbe scriverci un capitolo della sua autobiografia.

Dovrebbe chiamarlo:

"Il giorno in cui finalmente ho detto a mia madre di fottersi

in un ristorante in Messico”.

Non era in un ristorante in Messico.

Ho chiesto a Bruna di cucinare per lei, perché Bruna sa cucinare tutto.

E mia madre sa rovinare tutto.

Questa è la parte del film in cui dovrebbe cantare, Maria!

Cazzo, perciò canti!

La Callas è previsto che canti.

Niente scuse. Niente malattie da diva.

Non come a Roma, non come a Covent Garden, non come a New York.

Cazzo, canti!

Io canterò quando sarò pronta a cantare.

- Ho pensato molto questa notte. - Anche io.

A La Callas serve un riflettore.

Ho chiesto a un tecnico delle luci.

E lassù.

Pierre?

Bonjour, Madame.

Bonjour.

Solo La Callas poteva far saltare il pranzo a un tecnico francese.

Però siamo solo tu e io e il piano.

E il dolce Pierre.

No, no. Gli ho chiesto di dare luce e poi andare.

E una cosa privata.

Ma è anche qualsiasi posto in cui tu voglia essere:

New York, Covent Garden, La Scala...

Venezia.

Venezia nel '49.

Ero grassa.

Splendidamente grassa.

- Non sei mai stata grassa. - Invece, sì.

Sono arrivata in gondola e pensavo affondasse.

Nel '49 a Venezia...

eri Elvira.

Qualcuno si ammalò e la imparasti in una settimana.

E così cominciò.

Conosci "I Puritani?""

Se conosco "I Puritani"...

Qui la voce sua soave

Mi chiamava

E poi spari.

Qui giurava

Esser fedele

Qui il giurava

E poi crudele

Poi crudele

Mi fuggì

Ho sentito La Callas, in questa sala.

Continuiamo a provarci.

Ah, rendetemi la speme

O lasciate

Lasciatemi

Morir!

Brava!

- Brava! Brava! - Bravissima!

- Brava! - Bravissima!

Proviamo ancora.

Oggi, no.

Lei non mi ha spiegato bene cos'è questo film che sta girando.

Si intitola "La Callas: gli ultimi giorni”.

Bene, in tal caso...

Motore.

Partito.

Suo figlio avrebbe quell'età, ora.

Il suo bambino.

Quello che lui non le ha permesso di avere. Perché è così, non è vero?

L'ha messa incinta e poi non le ha permesso di averlo.

Stavo pensando a quando ero a Venezia.

Prima di lui.

Prima dell'amore.

Piano piano, sto riguardando tutta la mia vita...

Vedo la verità.

Ho vinto alla roulette.

Magari ti ha fatto vincere.

Non si può barare alla roulette.

Vedi, tutti possono barare in tutte le cose.

Specialmente queste persone.

Quali persone?

Non cerca nemmeno di nascondere il desiderio che ha di te.

Ho parlato con Winston Churchill.

Dov'è arrivata la ragazza di Atene.

Per una primadonna, il piacere è inevitabile.

Stai citando quel bastardo?

No.

Sto dicendo i miei pensieri ad alta voce.

E una novità.

I miei pensieri. Ad alta voce.

Il messaggero degli dèi. Ermes.

Ermes è il mio Dio.

Ermes sono io.

Risale al il secolo a.C.

Una rara bellezza.

Non ho alcuna considerazione per la bellezza.

Io sono un uomo brutto.

E sono fedele alla mia tribù.

Lei rappresenta, invece, la tribù opposta.

Non sono più un elemento di quella tribù.

Un tempo, appartenevo alla sua tribù.

- L'avrei amata, allora. - Oh, no.

Ero una donna inamabile. Chieda pure a mia madre.

Ermes è un dio impegnato.

È il protettore dei viaggiatori, dei mercanti,

degli oratori e dei ladri.

E lei è tutte queste cose?

- Sono un mercante. - Mh.

Le mie navi attraversano il mondo.

Uso l'oratoria per ottenere quello che voglio.

E, se quella non funziona, allora rubo.

Per questa statua impareggiabile,

inestimabile...

ho organizzato un furto su commissione in un museo di Atene.

Nessuno sa che esiste.

Solo chi entra in questa stanza sa che ce l'ho io.

Mh.

Quindi, sua moglie.

Se voglio una cosa...

la rubo.

E crede che questo sarebbe rubare?

Lei crede che io appartenga a mio marito

e, dopo che saremo andati a letto, io apparterrò a lei?

Diventare una proprietà dentro a una teca non è mia ambizione.

E perché, secondo lei, Aristotele Onassis non l'ha sposata?

Perché sapeva che non poteva controllarmi.

E non è vero che è stato lui a impedirmi di avere un figlio.

Un momento. Verità importante.

Continui.

Non ho sposato Aristotele Onassis perché...

lui voleva una persona controllabile.

E non ho avuto un figlio perché...

il mio corpo ha declinato l'invito a creare un'altra me.

Perché il mio corpo sapeva che ero una tigre.

- Signor Ferruccio. Signor Ferruccio. - Buonasera, signor Nassar.

Perfino mia moglie si è lamentata. E lei è quasi sorda.

Lo capisco. Lo capisco. Vedo che cosa posso fare, signor Nassar.

Cosa fai?

Prevengo una visita della Gendarmerie.

L'Opera a questo volume porta sfortuna.

L'Opera a questo volume è radio americana.

Madam, lei non ascolta mai i dischi in cui canta.

Ero sul ponte e ho preso una decisione.

| cani si sono spaventati per il rumore.

Hai comprato quanto ti ho chiesto?

- Sì. - Aprilo, ti prego.

Quale decisione, Madam?

Se devo tornare la Callas, devo ascoltare la Callas.

Devo registrare il mio canto e confrontare il mio canto con la voce di prima.

Ce l'ha la...

Sì, dovrebbe esserci una cassetta dentro.

Madam, oggi ha detto che chiamava il dottore. Lo ha chiamato, poi?

Bruna? Non so come... Le macchine...

Ha chiamato il dottor Fontainebleau, Madam?

Ora, sta registrando, Madam. Può parlare...

Bruna, vorrei che portassi questo apparecchio con te domani e registrassi.

Ferruccio, vista la tua ossessione con i dottori,

vorrei che restassi qui e pulissi l'automobile.

E il piano sta meglio verso l'altra finestra.

Meglio per cosa, Madam?

Meglio per le mie intenzioni.

Ora, sta registrando, Madam. Può parlare...

Bruna, vorrei che portassi questo apparecchio con te domani

e registrassi.

Ferruccio, vista la tua ossessione per i dottori,

vorrei che restassi qui e pulissi l'automobile.

Non lo versi.

- Oh. - No?

Ora, sì.

- Sì, lo faccio anch'io. - Va bene.

Faccia le sue domande.

Perché... Perché stare con un bruto come Onassis?

Perché...

con lui, potevo essere...

di nuovo ragazza.

Piano, piano.

Le hai dato tu le pillole, oggi?

- No. - E allora, chi gliele ha date?

C'era un pacchetto di Yakinthi.

Com'è bello occuparsi di cose semplici. Che conforto.

Come se tutto fosse tornato normale.

Ma alla fine è mai stato normale?

Forse, c'è stato...

un giorno, una volta, nel '64.

Un giorno noioso, immagino.

Bene.

Il piano sta molto meglio lì.

Mettete entrambi dei bei vestiti.

Usciamo a celebrare la mia vita.

Mi stanno aspettando, credo.

Veramente credo di no, Madam.

Io credo di sì. Altro non conta.

Aspettate.

Oh, guarda là. Il Re.

Sono io, no?

Il Presidente Kennedy arriverà?

Sarà di sopra nella suite Gossamer a scoparsi Marilyn Monroe.

Sua moglie, lei sicuramente arriverà.

Come fai a saperlo?

Ti piace venire in questi posti in cui ti porto.

- I quadri mi piacciono. - E quanto ti piace, mia giovane ateniese!

Ti prego, non bere troppo.

Oh, amore. Quel treno è partito.

Potresti anche dire grazie, qualche volta.

Ti ho portata alla festa di compleanno del cazzo di Presidente degli...

- Presidente degli Stati Uniti d'America. - Maria Callas?

Davvero?

L'ho vista al Met e... Oh, mio Dio!

Sì. Questa donna è una dea.

Mi ha fatta piangere e mio marito diceva: “Sì, certo, lo capisco”.

Sì. È un usignolo.

È un uccello canterino.

Le lascio sempre la gabbia aperta, ma lei non vuole volare.

Mi scusi, lei chi è?

Potresti spiegare a questa amabile signora

che io sono l'uomo più ricco in questa merdosissima sala?

Oh, ecco l'uomo più fortunato del mondo.

Avete visto la sua bellissima moglie?

Il mio sogno è di vederla cantare all'anfiteatro di Atene.

Sì, so che ha l'acustica migliore di qualsiasi altro teatro moderno.

Sì.

E... ha in programma una tournée in America?

- Aristotele Onassis. - Ma certo, come va?

No, non al momento. Ho qualche problema con la voce.

Oh!

Beh, forse l'usignolo dovrebbe uscire dalla gabbia, di tanto in tanto.

Non è interessante l'effetto che puoi provocare

anche se non hai una vera voce?

A nessuno importa della sua voce.

Così come a nessuno importa del tuo corpo.

Via libera.

Di qua.

Maria Callas.

Si?

So che lei è nata negli Stati Uniti.

È vero. A New York.

Benvenuta a casa. Posso?

Canterebbe per noi alla Casa Bianca?

Non credo che la Casa Bianca gradirebbe la mia voce, al momento.

Allora, Onassis...

è il suo... Insomma...

- Sì, è il mio "insomma”. - Il padre che non ha mai avuto.

E come sa che non ho avuto un padre?

La CIA ha 17.000 laureati

dotati di strumenti di ascolto per scoprire cose.

La trovo bene, comunque.

Grazie.

Lei ha l'aria stanca.

Mai troppo stanca per la bellezza.

Suo marito ha invitato me e Jackie a una crociera sul suo yacht.

Credo lei sappia che non è mio marito.

È il mio "insomma”.

Ieri sera, l'ha definita sua moglie.

Forse, ha in mente di proporsi.

Ari sarebbe molto buffo in ginocchio.

Sarebbe divertente salpare con voi.

Il signor Onassis mi ha detto che ha un quadro di El Greco sul suo yacht

e vorrebbe farlo vedere a mia moglie.

Mh...

Sì.

Nella sua cabina.

Lei ha il volto triste.

Stanotte, prima di addormentarsi,

Ari mi ha detto che mi ama.

Considerando dov'era stato fino alle 04:00,

non lo trova un po' triste?

Perché, dov'è stato, stanotte?

Dov'è Jackie?

Insieme al suo entourage.

Vede, io non ho molte persone con strumenti per scoprire le cose,

però so bene che io e lei apparteniamo a un gruppo ristretto di angeli fortunati

che possono andare dove vogliono, a questo mondo.

Ma non possiamo, mai e poi mai, scappare.

Questo non ci rende amici, però.

Dove andiamo?

Siamo stanchi, Madam.

Io non sono stanca.

Noi siamo stanchi.

E siamo preoccupati.

Che ci fa lui qui?

L'ho chiamato io. Gli ho lasciato le chiavi.

Ho notizie che non aspettano.

No.

Io e Bruna portiamo... portiamo fuori i cani.

Sì, sì... Sì, infatti.

E poi torniamo.

Sembra che stasera qualcuno abbia partecipato a una festa, dottore.

Ed è grave questo, mh?

Le persone mi deludono sempre.

Sempre.

Io ho passato una splendida serata.

Madam Callas.

Lei conosce l'Opera?

Certamente.

Ne "La traviata”...

a Violetta diagnosticano la tubercolosi.

Questa non è tubercolosi.

Questa cosa non ha un solo nome.

- Il suo sangue racconta una storia. - Un'autobiografia scritta col sangue.

Insieme al Mandrax...

ai vari sedativi e stimolanti...

lei prende lo steroide Prednisone.

Per combattere il mio corpo che vuole trasformarmi in una rana.

E adesso il suo fegato sta cominciando a cedere.

Non riesce più a smaltire tutti i rifiuti.

Anche il suo cuore sta cedendo.

Il mio povero cuore.

Ha un sistema molto fragile.

Il suo meraviglioso Ferruccio mi dice

che ha in programma di riprovare a cantare.

Il mio meraviglioso Ferruccio si prende libertà coi miei segreti.

A mio parere...

lo stress che questo provocherà al suo corpo

e le medicine che probabilmente prenderà

per arrivare alla sera...

la uccideranno.

Se lei continua a forzarsi per cantare...

E lo dico da uomo che amerebbe tantissimo vederla esibirsi ancora.

Vede, io non ho alcuna intenzione di esibirmi.

Né per lei né per altri.

Perciò...

Allora perché sta provando?

Mia madre mi faceva cantare.

Onassis mi proibiva di cantare.

E adesso io voglio cantare per me stessa.

La sua...

- La sua vita stupenda... - Recitata davanti ai miei occhi.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che ora, finalmente, sono io in controllo...

del finale.

La supplico, Madam...

di usare la ragione.

La mia vita è l'Opera.

Non c'è ragione nell'Opera.

La sua voce non tornerà più.

La sua voce è in paradiso.

E in un milione di dischi.

Se ne vada.

Mi è costato uno sforzo enorme venire in questo ristorante.

Ho usato una formula magica.

Da quando ti ho mandato le medicine...

- non faccio che rimpiangerlo. - lo non ho rimpianti.

Come mi vedi?

- Troppo magra. - Mh.

Beh, mi hanno sottratto gran parte di me.

- Maria? - Mh?

Sono venuta a Parigi, io amo Parigi, sono felice.

La mia vita viaggia...

a gonfie vele, senza alcun intoppo.

E non voglio che mi affondino.

Nel tuo messaggio, dici che hai bisogno di me.

Che hai bisogno di vedermi.

Io però non ti darò altre medicine. Non te le darò.

Non me ne servono altre. Hanno già fatto il loro dovere.

Grazie.

Ho proposto questo ristorante...

perché mi ricorda lei.

Lei, chi?

L'ultima volta che ho visto mamma, mi ha chiesto dei soldi.

Ha detto:

"lo ti ho messa al mondo perché potessi badare a me".

Poi ha detto che ero grassa e inamabile.

- Stupendi ricordi. - Quel tempo è passato, Maria.

Chiudi la porta.

Il finale sarà come l'inizio.

Brindiamo.

Ai ricordi che condividiamo solo io e te.

Chiudi la porta.

I soldati tedeschi non mi lasciano in pace.

C'erano delle volte...

quando tu piangevi...

in cui io prendevo il tuo posto perché riposassi.

Te lo ricordi?

Io vivo la mia vita guardando così.

E io guardando indietro, invece,

scrivendo un'autobiografia.

Senti, se hai intenzione di scrivere la tua autobiografia,

la dovrai scrivere senza il mio aiuto.

Si sta scrivendo da sola davanti ai miei occhi.

Non so nemmeno se tu sei reale.

Va bene.

Ahi! Ferma.

Ci sono stata dal medico.

Ora basta.

L'autista ti sta aspettando.

Io non ho nessun debito con te.

Vuoi un consiglio? Non scrivere un bel niente della tua vita.

Ma se lo fai...

sii buona con te stessa.

Perché...

io c'ero ad Atene con te.

E lo so che...

qualunque difetto tu abbia...

qualunque...

errore tu abbia fatto, qualunque...

è.

Non è colpa tua, amore.

Non è colpa tua.

Grazie.

Certe volte credo di averlo solo immaginato.

Chiudi la porta, sorellina.

Non ci riesco.

È la sola porta da cui la musica entra.

Che si fotta la musica!

Amore, tu hai 53 anni.

Non sei mai stata libera. Dimentica la musica e vivi.

Mio Dio!

Sei puntuale.

Il mio pubblico mi aspetta, pieno di odio.

Quale odio?

Ora canterò la scena della pazzia da "Anna Bolena".

L'ho cantata a La Scala.

- 1957. - La gente di Milano mi odiava.

Avevo annullato, stavo male. Non mi hanno mai perdonato.

E ho versato il mio veleno addosso ai poveri innocenti.

- Ma poi hai cantato. - Poi ho cantato.

Piena di rabbia.

Per la stampa, rabbia per il giudizio, per mia madre, per il mondo...

Bruna, ora. Comincia.

Luce, prego.

Oh, chi...

Si duole?

Chi parlò di Percy? Ch'io non lo vegga

Ch'io m'asconda a' suoi sguardi

È vano Ei viene

Ei m'accusa

Ei mi sgrida

Ei mi sgrida

Oh, mi perdona

Infelice...

Infelice...

Son io

Toglimi a questa miseria estrema

Tu sorridi? Oh, gioia! Non fia...

Non fia Che qui deserta io muoia

Tu sorridi? Oh, gioia!

Brava!

Madam?

Siete stata magnifica.

Oddio.

Andiamo a casa.

L'amore è a casa.

Madam Callas!

Curo una rubrica musicale per il giornale "Le Figaro" e...

per motivi legati al dovere di cronaca, ero proprio adesso in teatro.

L'ho sentita cantare la scena della pazzia della "Anna Bolena"”.

E devo dire che non era memorabile.

Un'esibizione pessima, di fatto.

Ci sono voci di un suo possibile ritorno.

Le dispiacerebbe commentarmi i suoi progressi,

avendo in mente quello che ho appena sentito e registrato?

- Perché pubblicare una cosa così? - Perché è Maria Callas... Lei è...

- La gente vuole sapere! - La prego, Maria, no.

Continui, Madam Callas.

Si sa... Si sa da sempre che ha un pessimo carattere.

Queste foto faranno vendere l'articolo in tutto il mondo.

Madam Callas, perché non si calma e mi dà la sua versione della storia?

I nostri lettori sono molto interessati...

Dovete lasciarci in pace.

Ferruccio!

- Dovete lasciarci in pace! - No!

I lettori vogliono sapere che cosa le è successo.

Quale tragedia, eh?

Ho pulito l'auto come mi ha chiesto, Madam.

E sono pronto a portarla a casa.

Fammi sentire.

Madam, la prego.

Avanti.

Immagino che il suo film sia quasi finito.

Le ho detto che mi sono innamorato di lei?

Sì, capita spesso questo.

Prima della scena finale...

c'è una cosa che deve sapere.

Registri, la prego.

Non ho l'attrezzatura.

Allora se la ricordi.

Perché nessun altro la saprà.

Quando era in punto di morte...

qui a Parigi...

sono andata da lui.

Ti amo.

È così? Allora vado?

- Avrei un po' di cose da dire. - Mh.

Numero uno...

detesto ancora l'Opera.

Non hai bisogno di dire molto.

- So già quasi tutto. - Ah...

- Sai già quasi tutto? - Mh-mh.

Va bene.

Non ti è mai mancata la fiducia in te stessa.

Sei felice?

Mah...

ho scoperto da poco sui giornali

che Frank Sinatra guadagna una decina di volte più di me.

- Tu sei povera. - Sempre.

Vorrei che potessi cantare qui, adesso.

Così sveglierei tutta Parigi.

Oh, ti perdonerebbero.

Sai...

penso che andrò ad Atene.

Il mio spirito troverà una sedia al porticciolo

e guarderà le navi.

E chi è la persona che aspetterai?

Pensavo sapessi quasi tutto.

Sai...

È dai giornali che ho saputo che l'avevi sposata.

Certe volte ci si sposa perché si ha una giornata libera.

Beh...

La mattina che l'ho scoperto,

ho controllato e il mio cuore non era spezzato.

Hai ferito il mio orgoglio, però.

Ah, e immagino non sia poco, vero?

Quando toccherà a te...

verrai ad Atene a trovarmi?

Sicuramente ho qualche impegno, li.

Sì.

Mi assicurerò...

che ci siano due sedie di tela.

Sì.

Non avrei mai dovuto impedirti di cantare.

E questo è vero.

Ti ho sempre amata.

E anche questo è vero.

Signor Onassis, è arrivata sua moglie.

Atene, Maria.

Io e te,

soli.

E come stava?

Siamo greci.

La morte è una nostra abituale compagna.

Perché è andata a trovarlo?

Perché me l'ha chiesto lui.

E ha visto Jackie?

Sono uscita dalla porta sul retro.

Anche nella morte...

ero il segreto.

Sì, ma lui voleva lei.

Jackie era sua moglie.

Ma lei...

era la sua vita.

- Otto. - Nove.

Ma vinci solo tu.

Certo, bara.

- No! No, no. - Sì, è vero.

- Sì, è vero. - Oh, Bruna, lo sappiamo. Lo sappiamo.

No.

- È la Sfinge, questa qui. - Sì.

- No. - Sì, tu fai finta di...

- Sì, senza scoprirsi. - Quanto stiamo? Stai vincendo.

- Pericolosa. - No, no. Sta vincendo Maria.

- Sì, di una. - Sì, una.

- Una, io sto perdendo. - Spero che restiate sempre insieme.

- Come? - Spero che restiate sempre insieme.

Quando morirò. Spero che restiate sempre insieme.

Siete bravi insieme. Brave persone.

Se continua a vincere, però, sarà difficile.

Non so se potrò...

restare.

Piano, piano, piano.

Madam?

Abbiamo spostato di nuovo il piano. Venga a vedere.

Madam, è mezzogiorno passato.

Tutto bene?

Madam, mi scusi.

Ora le compriamo tutte le cose che le piacciono:

ostriche, carne salata...

e quei buffi cioccolatini.

Stasera ci mettiamo a tavola insieme e...

- E mangiamo... - Lasciatemi in pace!

Madam?

Allora, andiamo a fare la spesa, Madam.

Prendiamo quello che serve e...

e torniamo subito.

Vissi d'arte

Vissi d'amore

Non feci mai male

Ad anima viva

Con man furtiva

Quante miserie conobbi aiutai

Sempre con fe' sincera

La mia preghiera

Ai santi tabernacoli salì

Sempre con fe' sincera

Diedi fiori

Agli altar

Nell'ora del dolore

Perché, perché, Signore

Perché me ne rimuneri così?

Diedi gioielli

Della Madonna al manto

E diedi canto

Agli astri, al ciel Che ne ridean più belli

Nell'ora del dolore

Perché

Perché, Signore

Perché

Me ne rimuneri

Cosi?

Ah...

Dottor Fontainebleau?

Madam Callas è morta.

Grazie.

A quanto pare... è stato il cuore.

Ha ceduto il cuore.

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