All language subtitles for Dove.Osano.Le.Cicogne.2025.1080p.BluRay.DD5.1.X264-SbR

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Original subtitles

Dunque, che fai, caro Gabriele, ti accontenti del 6 o rilanci,

rischiando, in caso di errore, l'insufficienza?

- Rilancio. (insieme) Sì!

Attenzione, il roscio rischia. E allora, storia romana.

Ma è programma di seconda. Noi siamo in quarta. Che c'entra?

"Che c'entra"? Quanta ingenuità.

Bambini, questa è la vita: abituatevi. Dunque...

Quante sono state le Guerre Puniche?

A: due.

B: tre.

C: quattro.

D: 19.

Chiedo l'aiuto di...

Bisignani.

Bisignani. Mossa astuta. Il re dei secchioni, eh?

Allora, caro Bisignani...

Le Guerre Puniche sono state due. La risposta è "A".

E tu che fai? L'accendiamo?

L'accendiamo.

Ebbene...

La risposta esatta è...

"B", sono state tre.

- Bisigna', ma che ca... - Niente parolacce, qua in classe.

Ma...

No, no, no. Accetto che tu sia ignorate, lo accetto.

Che tu sia roscio, lo accetto. Ma non essermi mai volgare.

Allora, è andata male, piccolo orditore.

No, è giusto. Le vere Guerre tra Roma e Cartagine sono state due,

la terza fu solo un massacro, per distruggere una città indifesa.

Con quale vigore. Addirittura...

Ma certo, sì, inventiamo cose.

Allora anche Annibale, con gli elefanti, ha attraversato le Alpi,

magari per andarsene a Sestriere a fare una sciatina.

Dunque, Gabriele, sai, per caso, quanto fa otto diviso due?

Sì, quattro.

Bravissimo. In matematica è bravo.

E quattro è il voto che si porta a casa oggi. Tutti e due.

- Ma è lui che ha sbagliato. - No, non è così.

Tu hai puntato sulla fortuna. E che cosa hai imparato?

La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

A volte tu non lo sai, ma la sfiga è lì, in agguato, è dietro di te.

Sono assolutamente d'accordo.

Preside, buongiorno.

- Pintus? - Sì?

La fa finita di fare le interrogazioni con le musichette e gli aiutini?

È che, come dire... Vivacizzo.

Ah, è per vivacizzare

che allora lo scorso anno ha quasi dato fuoco alla scuola.

Spiegavo Nerone con la benzina.

E quando la sua classe ha imprigionato suor Cecilia?

Stavo spiegando le persecuzioni dei cristiani ed è passata la suora.

- E i bambini chiusi negli armadi? - Anna Frank.

Pintus, alla prossima, avrò il piacere di non vederla mai più.

Adesso mi sembra eccessivo. Scusi un attimo.

Devo andare. Le chiedo la cortesia, tanto lei è sempre molto cordiale,

se gentilmente va avanti lei, che ho un'emergenza familiare.

(CANZONE: "YOU CAN'T HURRY LOVE" DI THE SUPREMES)

Salve. Buongiorno, Daniela.

- La dottoressa l'aspetta. - Grazie.

Ce la metta tutta, che magari questa è la volta buona.

Eccomi qua.

È tardi, Angelo. Troppo tardi.

La finestra di concepimento si è chiusa da sette minuti e 38 secondi.

Chiuso. "Cerré". "Locked down".

Amore mio, ho fatto l'impossibile. Tu non puoi capire che è successo.

Con la bici ho fatto dei salti assurdi,

ho beccato monopattini in contro mano, macchine in seconda fila...

Però voglio dire, sono qua, potremmo...

Stai scherzando, vero?

"Non siamo qui per divertirci, ma per concepire. La finestra è chiusa".

Ti rendi conto? Incredibile. Andrea?

(con accerto romano) Oh. Mi rendo conto, sì. Mi rendo conto.

Ho capito, ma ti parlo e guardi lei. Tanto lei con te non ci verrà mai.

- Confermo. - Conferma, lei.

Forza, signora Ada, eh. Forza, siamo con lei.

Questa è una paziente di Riciardulli. L'ha operata dieci volte.

Ci si è accanito. Ormai è una sfida personale.

- Possiamo parlare di me? - Sono stanco di parlare di te.

Sono mesi che mi racconti de 'ste figuracce, de 'ste défaillance.

Perché urli sempre?

Guarda, la dottoressa è un'androloga. Non ti vergogna', le puoi dire tutto.

Non ho problemi.

(CELLULARE)

Marta. Dimmi, amore.

Certo che arrivo. Arrivo. Scappo, si è riaperta la finestra.

- Lo vuoi l'aiutino chimico? - No.

- Sei sicuro? - None.

Fidati. Allora me lo prendo io. Non si sa mai.

Colonnello, goccino di Nebbiolo che le scalda il cuore.

- No, grazie. In servizio non bevo mai. - Amore, sei in pensione da dieci anni.

Tesoro, lo sai, no? Il carabiniere è come un diamante, è per sempre.

- No, amore, non bere. - Perché, scusa?

Perché l'alcol deprime gli spermatozoi.

Da dove arriva questa arietta?

Fammi vedere.

Tac, lo sapevo.

Il condizionatore è acceso, e secondo me regolato fuori dai parametri di legge.

E difatti, guarda qua: 17 °. Questo non va bene.

Ma perché fa la foto al termostato? Perché?

Tu insisti nel trasgredire le regole,

e io, da pubblico ufficiale, anche se in congedo, devo intervenire.

Ho capito, ma mi ha fatto arrivare una multa a Pasqua di 487 euro. Perché?

È colpa mia se non fai la differenziata?

Non è vero, la faccio.

- Il vasetto dello yogurt dove va? - Plastica.

- Il vetro? - Vetro.

- Il tappo? - Eh, il tappo...

- "Eh, il tappo". - Ho capito, non...

- Questo non sa dove va il tappo. - Ho capito, ma non lo sa nessuno.

- Papà, stai facendo il pesante? - No, non sa dove va il tappo.

- Ma come? - Non so dove va il tappo, va bene?

Comunque, non voglio fare il pesante. Anzi, alleggeriamo.

- Volete sapere l'ultima sui Carabinieri? Ve la racconto? - Sentiamo.

Lo sapete perché alcuni carabinieri non fanno mai l'amore?

No.

No.

Perché non hanno le prove per metterlo dentro.

È carina, vero? Le prove per...

- Oh, scusa, scusa. Sono stato inopportuno. - No, no.

No, perché tu hai quel problemino idraulico.

- Non dovevo, non dovevo. - Ma tu ai tuoi gli racconti tutto?

Non è un mistero che la cicogna non sa il nostro indirizzo di casa, no?

Sì, ma uno non entra nei particolari, resta vago.

Ma perché non vi affidate a uno specialista?

Perché speravo di farlo in modo naturale.

Sì, ma il tempo passa,

e Angelo, come sappiamo, ha dei problemi importanti di erezione.

Provate con la fecondazione assistita.

Ma tesoro, a questo non gli funziona se sono in due,

figurati se c'è qualcuno che assiste, dai.

Posso dire una cosa?

Per assurdo, questa ha fatto più ridere della barzelletta di prima.

In che senso?

Vado a differenziare lo yogurt.

Forse ha ragione mia mamma: dobbiamo farci aiutare.

È pazzesco.

Sapevi che l'animale più pericoloso di tutti è il coccodrillo di mare?

Che poi sarebbe quello di Capitan Uncino, che sta in mare, infatti.

Solo che la domanda è,

se l'isola non c'è, allora non c'è neanche il coccodrillo di mare.

Fra poco non ci sono neanche i miei ovuli, perché stanno scadendo, lo capisci?

- Qual è la risposta giusta per non litigare? - Non questa.

Forse la vita ci sta dicendo

che non siamo destinati a diventare genitori.

Peccato, perché tu saresti un buon padre e io una madre meravigliosa.

Che poi tu ti dirai: "Perché io buono e lei meravigliosa? "

- lo non... - Ssh.

L'hai pensato.

- Non sto pensando... - Ssh. Sì.

- Senti, amore, le abbiamo provate tutte. - Non tutte.

Hai fatto bene a chiedere aiuto ad Andreuccio tuo.

No, io non ho chiesto niente. La verità è che tu ti impicci sempre.

Ma chi si impiccia? lo e te siamo amici.

Questa è una questione delicata, serve sensibilità, tatto.

- Ma che ne sai tu? Dai, entra qua. - Cos'è?

- La stanza delle pippe. - Ma perché strilli?

Salve. No, devo fare un prelievo. Una cosa...

Che c'è, don Pa'? Non doveva fare l'estrema unzione al letto 14?

Vada di corsa, forza. Veloce, che magari neanche fa in tempo.

Tu sei una bestia.

Questa è la provetta, sterile.

L'hai aperta: non è più sterile. Perché l'hai aperta?

Perché devi prendere la mira e fare centro. Forza.

Poi, se ti serve un aiuto, una suggestione, ci sta il VHS dentro.

- Il VHS? - Volevi il Blue Ray?

Come minimo.

Non ce l'abbiamo il Blue Ray qua, c'abbiamo il VHS,

perché questo è un ospedale vintage.

Vintage. Noi qua siamo vintage, giusto?

Che tristezza, signora.

Ragazzi, fra poco la quarta sarà ufficialmente finita,

il che significa che non ci rivedremo per almeno tre mesi.

E vi confesso che questa cosa mi rallegra tantissimo.

(CAMPANELLA)

Buone vacanze!

Perché siete fermi? È suonata la campanella, quindi si va, prego.

- Maestro? - Che c'è?

A nome di tutti, siamo un po' preoccupati.

- Perché? - È da qualche settimana che la vediamo un po' distratto.

Nell'ultimo compito in classe abbiamo copiato tutti,

e lei non se n'è neanche accorto.

Avete copiato tutti? Anche tu?

lo? No.

Tecnicamente, per il principio dei vasi comunicanti,

hanno tutti copiato da me.

Apprezzo l'onestà, Bisignani.

Maestro, che c'è che non va?

Niente, sto bene, ragazzi.

È solo un periodo difficile con mia moglie.

Stiamo cercando di avere un figlio.

(MUSICA)

No, per favore, la musica triste adesso no, dai.

Maestro, ma perché non cambia moglie?

Perché la vita mica funziona così. Non è che cambi moglie.

E poi io non voglio prendere esempio dai miei genitori.

Perché, hanno divorziato?

Hanno divorziato, poi si sono risposati.

Poi hanno ridivorziato, poi si sono risposati, poi...

- Hanno ridivorziato ancora? - No, poi per fortuna sono morti.

In quel periodo di tristezza, ho conosciuto mia moglie,

che era la mia psicanalista.

Ci si può innamorare della psicanalista?

Bambini, ricordate le mie parole:

ci si può innamorare di chiunque nella vita.

L'amore è una cosa meravigliosa. L'amore è una cosa astratta.

Cioè, ti piace Dracula? Anche se arriva e fa...

Ma se ti innamori, ti innamori.

Per assurdo, ti puoi innamorare anche di Voldemort.

"Sono tuo padre".

Ma questo non è Voldemort, questo è "Star Wars".

Ti devi fare i cazzi tuoi, tu.

- Per assurdo, ti puoi anche innamorare del preside. - Maestro, no!

Sì, davvero. Di questo omino, piccolo, tutto messo così.

Perché...

Signor preside.

Comunque io volevo salutare gli studenti, perché... L'estate deprime.

Vorrei che la scuola durasse 12 mesi.

Per forza, non c'ha una vita.

Non l'ho detto, l'ho pensato, vero?

- L'ho detto. - Sì.

Mi scusi, ma è un periodo molto difficile a casa.

Sa, con mia moglie... Non penso che le interessi, perciò vado.

Vada. Non le dico dove, perché ci sono i bambini.

Ma lo evinca.

Certo che non abbiamo più niente da dirci noi, eh.

Ma no, sto mangiando.

Uno o mangia o parla. Stavo pensando, tra I 'altro.

(RUMORE) Non è che...

- Hai sentito? - No, cosa c'è?

- È entrato qualcuno. - Ma va.

- Vai a vedere. - Perché devo andare io?

- Chi è l'uomo qui? - lo.

E allora? Con la forchetta? Cosa fai, lo assaggi?

- No, ma col coltello tondo che faccio? - Vai, vai!

Chi va là? Chi sei?

'Sto cazzo.

Andrea, ci hai fatto prendere un colpo. Ti prego.

Chi dev'essere a quest'ora? Chi viene a ruba' da voi, mentre state a mangia'?

Però, per capirci, il mazzo di chiavi che ti abbiamo dato

serve per le emergenze.

Se siamo in casa, suoni il campanello. Quando c'è un'emergenza, usi le chiavi.

Comunque ti ho portato le analisi, quelle del liquido.

Perché ce le hai tu?

- Perché me le sono fatte dare. - La privacy?

Oh, con 'sta privacy, pure in ospedale. Chi te li ha fatti fare 'sti esami?

- Tu. Però non è normale, te lo dico. - Non è normale.

Allora, fammi vedere. "Pintus Angelo...".

Ma che stai a fa'? Dammi a me, che stai a fa'?

Allora, emazie, cellule tonde.

Spermatozoi per centimetro cubo: normali. Buono. Normali.

- Hai il pH acido, tu? - Un po' d'acidità ce l'ho, una punta.

È buono però, va bene. Mobilità: questa è quella che ci interessa.

- Perché... Hai capito? - Sì.

Sta così e così, insomma.

Per l'età che hai, non sei "fast & furious", però...

Ho 48 anni, eh, non è che ne ho 73.

Ma tu lo sai il massimo del testosterone

a che età si raggiunge, nell'essere umano?

- No. - A 15 anni.

Dopodiché, è evidente che c'è una caduta, come in un burrone proprio.

- Sì, sì, lo so. - Lo sa. Lo vedi?

Ma note positive ci saranno, no?

- Sì, dice che sei fertile. Il problema non sei tu. - Sono fertile!

Quindi se non è lui il problema...

Vabbè, tanto le mie analisi le avremo.

- Le tue analisi ce le ho io. - Pure le sue hai?

- Non le ho aperte per privacy. - Adesso c'è la privacy?

Chiaramente, privacy quando ti interessa.

- Le leggi tu o io? - Leggi tu.

- Le leggo io, dai. - Mamma mia, che ansia.

Allora... Piastrine perfette.

"C'è una discreta quantità di ovuli fertili".

- Hai visto? - Questa è un'ottima notizia.

- Fantastico. - Leggo quest'altro.

Che è?

Oh?

Questo dice che hai una forma di endometriosi.

C'è un commento del primario

che dice che è abbastanza difficile che rimani incinta.

Vabbè, poi magari...

Ragazzi, di questi casi, al reparto, ne abbiamo tanti.

Per quello che so io, con questa forma che hai tu,

è abbastanza improbabile, anche con la fecondazione assistita.

Però, ragazzi, non vi voglio vedere giù così.

Tiriamoci su, perché non è che è finita la vita, eh.

La medicina non è una scienza esatta.

Ma poi in Italia stiamo indietro su tutto.

Ti vuoi fare il trapianto ai capelli? Vai in Turchia.

Ti vuoi fare un impianto ai denti? Vai in Croazia.

- Andrea, ti prego, basta. - Basta.

lo voglio un figlio.

Allora dovete fare quello che vi dico io.

Voi andate a Barcellona, vi fate un bel viaggetto,

contattate questo mezzo amico mio, che è un luminare,

e si dice che fa miracoli.

(IN SPAGNOLO) Amore mio, vorrei andare a festeggiare

in quel ristorante del porto...

- Via! - Polizia!

(IN SPAGNOLO) Confermato. C'è tutta la banda della rapina.

Lui è il capo, attenti, è pericoloso.

No lei no. Lasciala stare.

Luce?

- Perché? Perché, Luce? Perché? - "Vamos, vamos".

No, Luce! Luce! No!

Direi che l'inizio è confortante.

Sì, dai. Ero un po' preoccupato, essendo un'idea di Andrea.

E invece. Andiamo, va.

- (in spagnolo) Hola. - Hola.

Tenemos una reserva. Pintus.

- Bartolini. - Sì, vabbè.

Sì, senores Pintus. El doctor Gonzalez los espera.

- Siganme. - Perfecto. Seguimos.

Dove l'hai imparato lo spagnolo, dai Gipsy Kings?

Intanto, tecnicamente i Gipsy Kings sono gitani, quindi...

Non ci credo, non sai niente nella vita, e sei biografo dei Gipsy Kings.

Ma siamo qua per litigare?

(BUSSANO)

Adelante.

Hola, buenos días.

- Hola, senores Pintus. Bienvenidos, adelante. - Prego.

- Sientase. - Grazie.

- Marta, verdad? - Sì.

Sei fortunato. (IN SPAGNOLO) Che donna meravigliosa!

Gracias, dottore.

Bueno.

(IN SPAGNOLO) Marta, ho guardato bene le sue analisi e...

non le mentirò.

Nel suo caso abbiamo solo il 15% di possibilità di riuscita.

A 43 anni la percentuale...

cade a picco!

"En picado".

(IN SPAGNOLO) Ho paura che lei sia incompatibile con la gravidanza.

Mi dispiace tanto.

Scusami, tutta questa strada per sentirci dire "lo siento mucho"?

Lo sentiva anche al telefono.

Evidentemente se l'è "sientito" aquí.

- Pero... - "Pero"?

(IN SPAGNOLO) C'è un'altra soluzione.

Che solución?

Una soluzione...

diciamo poco convenzionale.

Possiamo usare un altro...

Un otro?

Otro útero.

- "Útero" in spagnolo è... - Utero.

È come in italiano.

Quindi lei sta parlando di...

Di maternità surrogata.

No, no. Non si può, perché in Italia è reato.

Aquí también. Es un delito universal.

"Delito universal", intende...

Che "donde estamos estamos", ci fanno un bucio...

Bellissima idea, eh. Anzi, per carità, la ringraziamo.

Però "tengo un problema". Non so... Come si dice in spagnolo "suocero"?

- "Suegro". - Bravo, lo sa.

Mio suegro è un carabiniere,

e per un tappo di yogurt 400 euro di multa.

"Per esta cosa, me empala a la plaza".

Sì, e comunque io non vorrei pagare per avere un figlio.

Non vi dovete preoccupare, perché...

io conosco una ragazza...

che sarebbe disposta a portare il vostro bambino in grembo disinteressatamente.

Come un'opera di bene, un atto di carità.

In cambio chiede solo

di essere ospitata in Italia durante la gravidanza, nient'altro.

Sarebbe un utero in prestito.

Allora, attenzione, perché "prestado" cambia.

"Comprado"... "Prestado", invece, è gratis.

Beh, di gratis non c'è niente nella vita.

Il costo del personale per l'operazione ammonterebbe a 20.000 euro.

20.000.

Non mi dovete dare una risposta adesso.

Prima incontrate la ragazza e poi potrete decidere.

Non lo so. Sai che a me forse questa cosa non convince un granché?

Infatti. lo lo voglio tantissimo, però non così.

Anche se, Angelo, bisogna dirlo, i matrimoni finiscono solo in due modi.

O col divorzio o con la morte di uno dei due.

Cosa c'entra?

C'entra, Angelo, perché io me lo sento che se noi non facciamo un figlio,

o ci lasciamo o magari tu muori.

Poi io mi conosco: per la disperazione, avrei rapporti occasionali con chiunque.

E poi prenderei un gatto, e due, e tre, e quattro, cinque... sette gatti.

Mi chiameranno "la gattara erotomane del pianterreno".

Guarderò tutte le donne incinte con invidia e rancore.

(sottovoce) Cosa che già faccio, del resto.

Perché io le odio, le donne incinte, Angelo.

Senti, facciamo così: conosciamo questa ragazza, vediamo com'è,

poi capiamo.

Magari le vibrazioni... Sì, no?

- Se non ci piace? - Se non ci piace, decidi tu.

- Perché devo decidere io? Tu non decidi niente? -Allora decido io.

Jamón ibérico tagliato col coltello, con un pochino di "tomate".

Buono! Peccato che le donne incinte non possono mangiare il prosciutto crudo.

Vedrete, è una brava ragazza.

Giovane e sensibile.

Come dite voi in Italia...

"Casa e iglesia".

- Come Julio. - Casa e chiesa, credo.

(IN SPAGNOLO) Eccola, è arrivata.

- Hola, familia! - Hola, qué tal?

- Hola. Marta, piacere. - Marta.

- Angelo. - Angelo, bien. lo soy Luce, encantada.

Hola, Luce. Senti, grazie, innanzitutto, per la tua incredibile generosità.

E poi noi volevamo chiederti...

Sì, volevamo domandarti perché fai una cosa così grande e importante,

per due persone che non conosci?

Beh, io credo che mettere al mondo una vita sia una cosa bellissima...

Se penso che ci sono coppie che non possono avere figli...

Scusatemi!

Che vi dicevo?

È molto sensibile.

Vi siete convinti?

Sì, no, per carità...

Visto che dovrò portare una vita dentro di me per nove mesi,

vorrei farvi delle domande! Posso?

- Sì, certo. - Claro.

- Perfecto. Trabajo? - "Trabajo", sì. lo sono una psicanalista.

- Sector público o privado? - Privato.

Muy bien, muy bien. Angelo?

Allora, io ispiro le nuove generazioni a intraprendere un viaggio verso il futuro,

ma conoscendo il passato.

- Sì, è un maestro elementare. - Esatto.

Settore pubblico.

Muy bien, eh. Dinero seguro.

Poquito, però. "Molto poquito, ma más del supplente".

- Dónde vivís? - A Milano.

- Casa de alquiler o de propiedad? - Propiedad, con mutuo. 22 anos.

Muy bien, bueno.

Muy bien. "Yes".

Però, ecco, volevamo sapere qualcosa di te, magari,

del tuo stile di vita.

(IN SPAGNOLO) lo non bevo, non fumo e non mi drogo. Bene no?

- Perfecto. - Perfecto.

Muy rápida, eh.

Mi piacciono molto! E mi piace anche l'Italia!

Quando partiamo?

Possiamo iniziare il trattamento anche domani.

- Sì? - Sì.

Prima iniziamo, prima potete tornare in Italia!

- Che cos'è? - El cuarto de las pajas.

- El cuarto... - De las pajas.

Un momentito, porque no entiendo bien.

Traduci dallo spagnolo "el cuarto de las pajas".

< "Stanza delle pippe". - Ottimo, perfetto.

- Está usted descapacidado? - Perdóname, entiendo y no entiendo...

Tiene alguna descapacidad? Un handicap?

Yo? No, assolutamente. Por qué?

Porque, en caso de descapacidad, estoy diplomada como asistente sexual.

Así que, lo hubiera podido ayudar con la paja.

Ecco, per assurdo, questa mattina, ora che ci penso...

Mi sono svegliato e avevo una fitta qui e una qui,

a entrambi...

Sì, italiano...

Che italiano? Se sento la fitta a entrambi.

Italiano... Mi fa male.

Pronta, Marta?

- Cuenta hasta diez. - Ma in italiano o in spagnolo?

Bene, siamo pronti.

Perfecto, vamos.

Mi dispiace, non potete entrare.

Grazie.

(Angelo) Buena suerte. In spagnolo.

- Quindi il nostro embrione... - Professore, siamo incinte o no?

Tra qualche mese...

la vostra fotografia sarà sul muro insieme alle altre!

Congratulazioni!

Ragazze, io ve lo dico, noi stiamo andando incontro a un periodo di bugie.

No, stiamo andando incontro all'economy. La business class è dall'altro lato.

Ho capito, ho preso tre biglietti economy.

Es que yo estoy embarazada, necesito espacio.

Sì, però, c'è un problema: qua la business non...

- Ma ha bisogno di spazio. - Ho capito.

- Glielo "pregunto" alla hostess. - Sì.

Vabbè, tanto devo dire una cosa a te.

Ora, noi torniamo, annunciamo la tua gravidanza, anche se finta,

poi, fatalità, anche Luce resta incinta,

ma nessuno ci farà caso perché saranno tutti concentrati su di te.

Angelo, Marta? Sono 1.500 euro.

1.500 euro? Per tre biglietti?

No, no, para mí. Gracias, gracias.

- Tu sei sicura che lei... - È perfetta.

Perfetto.

Eccoci qua. Benvenuta nella nostra casa.

Questa è casa Pintus-Bartolini.

Questa è l'entrata. Prego, seguici. Vieni da questo lato.

Allora, qui abbiamo tutta la zona giorno, tutto aperto, "open".

Muchos colores, me parece, no?

Los monos no veo, no siento, no hablo. Rojo, verde y blu.

Sono bellissime, le ho comprate io.

Lì c'è la cucina, poi là in fondo c'è la nostra camera da letto,

e qui c'è il bagno.

Un bagno? Un bagno solo "para tre personas"?

Sì. Ho capito, eravamo due fino alle scale.

E poi questa è la zona, diciamo, che avevamo pensato per te.

Il divano diventa un letto.

Yo soy embarazada y necesito espacio.

Igual privacy: o sea espacio sì, pero también privacy.

- Voy a ver si la camera... - No, no, non penso proprio.

Perfecto, genial. Lo adoro, me gusta.

No, è camera nostra, quindi non ci penso proprio.

Però Luce è embarazada e noi ci arrangiamo.

Ma infatti, dico, è embarazada e ci arrangiamo.

Amore, ho trovato delle pance finte per ogni fase della gravidanza bellissime.

Guarda, secondo mese, terzo mese, quinto, settimo.

Guarda che meraviglia.

(MARTA RUSSA)

lo trovo veramente che il nostro rapporto sia...

- Buongiorno. Buongiorno, Daniela. - Dottoressa, bentornata.

- Sopravvissuti, i miei pazienti? - Tutti. Com'è andata in Spagna?

Benissimo. Ti dico solo che siamo tornati in Italia con una ragazza alla pari.

Che vuol dire "ragazza alla pari"?

Vuol dire che Luce vivrà con noi e ci aiuterà nei lavori domestici.

- E quanto la pagate? - Nulla, è alla pari.

La schiavitù è stata abolita nel 1949, dalle Nazioni Unite.

Allora, non è schiavitù, ci dà una mano,

in cambio di un tetto sulla testa e del cibo in tavola.

- Un po' pochino. - È anche qui per imparare l'italiano.

- Va bene imparare l'italiano, però... - Però hai rotto il cazzo.

Record: primo giorno di scuola. L'anno scorso hai aspettato una settimana.

Maestro, non si dicono le parolacce.

Però nemmeno si rompe il ca...

Ora, chiedo scusa, non avrei dovuto, ma purtroppo lui mi scippa gli schiaffi.

lo non ce l'ho con voi, io vedo lui e voglio picchiarlo.

Non può, è bullismo.

No, carissimo, è bullismo se ti picchia uno di loro.

Ma se invece ti picchio io, è educazione alla vecchia maniera.

Scusatemi. Allora, intanto grazie a tutti per essere qui a casa nostra.

Abbiamo un annuncio da fare. È una bella notizia.

- Divorziate? - No, non così bella.

- lo ci spero sempre. - Papà, dai.

Ma perché? Comunque, come sapete, siamo stati a Barcellona da poco,

ma non è stata solo una vacanza,

perché in realtà abbiamo fatto anche una visita da uno specialista.

Dillo tu, dillo.

Insomma, miracolo: sono incinta.

Ma questa è una notizia bellissima! È una notizia meravigliosa!

- Tu a me mi devi dare retta. Mi devi seguire. - Mi fai male.

Auguri, tesoro. Ti voglio tanto bene.

Mamma.

- Bravo. - Spero sempre nell'entusiasmo.

Evviva!

Hola a todos. Hola.

Scusatemi. Quasi dimenticavo, nella confusione.

Da Barcellona non siamo tornati solo con questa bella notizia,

ma anche con questa bella ragazza, che ci darà una mano in questo periodo.

Lei si chiama Luce.

- Mortacci tua e non me lo dici? - Che ti devo dire?

Ciao, io sono Andrea, un amico di Angelo.

- Encantada, Luz. Luce, in italiano. - In italiano Luce.

- Che fai? Che succede? - Niente, mi presento.

Ok, ma Luce è molto stanca e deve dormire.

No, no tengo sueno para nada.

- Quindi sei di Barcellona? - Sì.

lo ci sono stato, per vedere la Champions League.

Barcellona - Roma. Ci avete fatto un bucio di culo così.

(PARLA IN CATALANO)

- "Barca, siempre". - Non credo le interessi.

- Sei fidanzata? - No.

Neanche io. Abbiamo due cose in comune: calcio e single.

"Singletudine". "Yo single, come ti".

- "Soltero". - Soltero. lo sono "solterissimo".

- Scusa, puoi venire qua un secondo? - Che vuoi? A dopo.

A dopo.

- Che cacchio fai? - Sono "soltero", che cazzo vuoi?

Allora, ascoltami, tu hai presente l'area 51? Non so se conosci.

Era zona off-limits, hai presente? Ecco, lei è l'area 51.

- È tardi, mi sono innamorato. - Ti sei innamorato?

Sì. Scusa, non mi dici sempre di trovarmi una brava ragazza? L'ho trovata: Luce.

Forse non hai capito, Luce è spenta, buio, puff, non c'è.

Da questo discorso, io che dovrei capi'?

Che tu mangi sia il riso alla milanese che la paella.

- Ma fai magna pure gli amici, no? - "Magna". Mangiare.

Comunque... Ascolta, te lo chiedo veramente in amicizia.

Per favore, lasciala stare. Non è difficile. Puoi lasciarla stare?

Tu ancora non hai risposto alla mia illazione.

- Ce la fai a farlo per me? - Sì, ce la faccio.

- Ecco qua. Grazie. - Perché ti voglio bene, però.

Forza Roma.

Oh, mi sorride.

(CAMPANELLO)

Marta, puoi andare ad aprire, per favore? Sto correggendo i compiti. Grazie.

(CAMPANELLO)

Luce?

Ragazze, non litigate, eh, che vado io.

- Salve. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Sono la Doula.

Salve. Sono... Angelo.

- E niente, così. Marta? < Sì?

- Ah, la stavamo aspettando. - Cara.

Benvenuta. Grazie. Che bell'energia.

Cara.

Bene. Prego, venga, venga. Si accomodi, prego.

- Scusa, Marta? - Sì?

- Chi è? - È la Doula. L'ho chiamata io.

Tipo una tata?

No, la Doula è una specialista,

che aiuta le donne a entrare nel mondo della maternità.

Forse non è chiara una cosa fondamentale,

questa situazione va tenuta segretissima.

Quindi, non aggiungerei anche la Doula, pertanto la Doula no.

- La Doula sì. - La Doula no.

Sì. Angelo, ragiona: noi non potremo andare in ospedale.

Avremo bisogno di qualcuno esperto nel parto in casa.

- È vero. Ma chi sei? Tu sei un genio! - Amore!

- La Doula. - Che bello.

Ok...

Cara. Allora...

- Marta. - Sì?

- Marta. - Due volte.

- Marta. - Tre volte.

- Sono io. - Lei è il padre del bambino?

- Sì. - O del cuscino?

- Eccoci qua. - Non è un cuscino, è proprio una protesi, cara.

- Il vostro bambino è dentro la sua pancia? - Ecco, per assurdo, sì.

È una cosa molto bella, ma è anche un reato...

universale.

Che parola!

- È un reato universale. - Sì, avevo già capito alla prima.

A tal proposito, magari gradiremmo un po' di...

Come si può dire?

- Discrezione. - Discrezione, sì.

E io gradirei un po' più di soldi.

Sì, scusate un attimo.

Ho come la sensazione che la Doula ci stia ricattando.

- Chiedo. - Chiedi.

Scusi, Doula, quest'ultima frase è da intendersi come un ricatto?

- Sì. - Sì.

Sono sempre stata esosa.

Però apprezzo, eh. Perché l'onestà nella vita è tutto.

Cioè, anche in un'estorsione.

Vabbè, poi quantifichiamo.

Allora, per prima cosa, dovete sapere che il parto è dolorosissimo.

I primi mesi la donna potrà sentirsi, a causa dei mutamenti ormonali,

molto ansiosa...

- Ansiosa. - È vero.

Nervosa, irritabile...

Pero yo soy tranquila. Super tranquila.

Hijo de puta!

Devi morire, figlio di puttana!

- Luce, tutto bene? - No, tutto bene, no!

(IN SPAGNOLO) Diceva che amava a Daniela,

poi se ne va una settimana e si innamora di Anna!

Hombre de mierda!

Comunque, io penso che questa cosa della tempesta ormonale

stia un po' esagerando.

Mi sta mettendo un po' d'ansia. Così...

Tu pensi davvero che la gravidanza sia una passeggiata?

- No, infatti non l'ho detto. - Se lo pensi, sei un idiota. Sì.

Non l'ho pensato, ho detto che...

Tu non hai la mente scombussolata dalle tempeste ormonali.

- Neanche tu. - Tu no.

Ma certo che no. Marta?

Amore! Amore!

Ma si può avere un cazzo di gelato in questa casa?!?!

Sì, un secondo, dopo l'abbraccio. Sì, amore, devi stare tranquilla.

- Devi stare tranquilla. - Amore...

Amore.

- Sto bene. - Bene. No, perché mi stavo un po'...

- Tesoro. - Dimmi, amore mio.

Secondo te, tornerò in forma come prima, io?

Hai voglia, non sei incinta.

Ma cosa ne sai? Cosa ne sai, tu? No, cosa ne sai? Ti odio!

- Gelato! - Ti odio!

Gelato!

Vedi, dicevano... Mi sembra bene, dai.

- Amore mio, a dopo. - Ciao, tesoro.

Tieni. Te lo regalo.

Ragazzi, sono io! Non vi spaventate.

Che poi mi dite che entro con le chiavi e faccio come mi pare.

Vi mettete a fare le sceneggiate, ogni volta.

- Ciao, Andrea. - Luce.

Ciao. Qué pasa?

Che passa? Niente, passavo di qua e sono venuto a farvi un saluto.

Ah, ok. No, è che Angelo e Marta sono usciti.

Ah, sono usciti? Mannaggia. Senti, ma stasera ci sta Roma - Barcellona.

- Champions League, ti ricordi? - Claro, forza Barca.

No, forza Roma. Idea: se ce la vedessimo insieme?

Grazie, non sai quanto mi manca il Barca.

Prendo la giacca e andiamo, ok?

- No, no, è presto. La partita è stasera. - E quanto ci vuole per lo stadio?

Lo stadio? No, ma giocano a Roma.

È lontano, lo stadio. 574 km. Lontano da qua.

Casa mia è più vicina.

Ci mettiamo sul divanetto. lo ho il 65 pollici 4K.

E nell'intervallo, frittata con le patate. È di ieri, ma sta in frigo, è buonissima.

- La frittata. - Non ti piace?

Es que yo un partido o lo veo al campo o res.

- "Res"? - O al campo o nada.

"Nada"? Eh, no. Nada, no.

Andrea, grazie.

Ma di che? Questo è l'Olimpico, qua gioca la grande e magica Roma.

La mia squadra del cuore. Grande passione, grandi vittorie.

- Forza Barca! Forza Barca! - Oh, ma che stai a di'?

- Forza... - Ssh.

No, no, ti spiego una cosa.

La curva sud è come un grande alveare di api.

- Come si dice "api" in spagnolo? - "Abejas".

"Abejas, abejas".

Queste abejas stanno nella curva sud e fanno il miele, carine carine.

Ma una cosa non devi fare, tu, a queste abejas.

- Non gli devi rompe' il cazzo. Claro? - lo non rompo.

- Giuri? Perché sennò poi... - Giuro.

- Vamos! - Vamos!

- Amore. - Dimmi, tesoro.

- Abbiamo un problema. - Ma uno nuovo o di quelli che già...

Luce è uscita e non risponde al telefono.

Calma, non pensiamo sempre al peggio. Cerchiamo di capire dov'è.

- lo lo so. - E dov'è?

- Però prometti di non darmi della pazza maniaca del controllo? - Va bene.

- Promesso? - Sì.

- Ho messo un AirTag nella sua giacca. - Pazza maniaca del controllo.

- Non mantieni le promesse. - Sì, ma non sei normale.

- Roma, Foro Italico. - Foro Italico? Stadio Olimpico. Andrea!

(insieme) Roma, alé! Roma, alé! Alé, Roma, alé! Alé, Roma, alé!

Daje! Daje!

Che spettacolo l'Olimpico, eh? Qua c'hanno giocato grandi giocatori.

Bomber Pruzzo, Rudi Voller, Scarnecchia.

- "Sarecchia"? - No, Scarnecchia. Lascia perdere.

(CELLULARE)

Angelo, dimmi.

Andrea, senti, non è che per caso, tante volte, sai dov'è Luce?

Chi? Non ti sento.

Luce, la ragazza spagnola, che vive a casa nostra.

Quella che ti avevo detto che non dovevi chiamare né vedere.

Portala a casa, che sennò ti uccido con le mie mani!

< Ah, quella Luce? Sì, sta qua con me, ci stiamo vedendo la partita insieme.

Tutto sotto controllo, tranquillo.

< Il problema non è la partita, ma il luogo.

Non è che tante volte, per caso, siete allo stadio Olimpico, in Roma?

Angelo, mi è crollata la batteria, non ti sento più.

Mi devo comprare il power bank.

Vamos, vamos, vamos! Forza Barca!

Oh, ma che sta a di'?

- Ma chi è questa? - No, sta a scherza'.

- Oh, che è amica tua, la spagnola? - No, chi la conosce.

Non sono spagnola, sono catalana.

Oh, la catalana provoca.

Bella, qui le donne non le tocchiamo, ma l'uomo tuo lo rompiamo tutto.

Venga, aquí estoy. Venga, machista.

Mettiti seduta, sennò facciamo la corrida e io il toro.

- Perché mi devi rompere? - Tutto proprio.

Lascia perdere. Il calcio è bellissimo, non litighiamo.

Forza Roma, forza lupi.

(TV) Dobbiamo segnalare, inoltre, alcuni scontri sugli spalti,

tra i tifosi della Roma, per motivi apparentemente inspiegabili.

Andrea, vieni qua.

Dai, vieni qua. Non ti faccio niente.

Lo diceva pure mia madre, e poi mi gonfiava.

- Se vengo io, è peggio. Vieni. - Questo lo diceva mio padre.

- Giura che non mi fai niente. - Te lo giuro.

- Oh, hai giurato, eh. - Certo.

- Avevi giurato. - Ho mentito.

- Luce, tu stai bene? - Sì, estoy bien.

Questa è l'unica cosa che conta.

Comunque pure io sto bene, se vi interessa.

Nonostante le botte che ho preso grazie a 'sta matta,

perché questa è matta.

Andrea, pero yo te lo había dicho.

Sì, ma tu sei incinta e non puoi fare l'ultrà.

Infatti. Che vuol dire che è incinta?

Eh, che vuol dire?

Sì, ok, pero estoy embarazada, no soy muerta.

No, fermi un attimo, ora sto imbarazzato io.

Se lo sapevo, non ce la portavo.

Come avete capito che stavamo a Roma?

- Perché, non gliel'hai detto tu? - No.

Vabbè, questo non è importante, diciamo.

No, no, importa, importa. Mi hanno spiato?

Mi hanno spiato?

Marta?

Scusami.

Eravamo preoccuparti per te.

No, no, chicos. Yo no soy vuestra incubadora, ok?

Yo soy una mujer y deberías respetar... No, no puedo más.

- No, Luce? - No, no.

Luce?

Levami una curiosità: chi è il padre?

Lascia stare, è una brutta storia. Com'è andata la partita?

Lascia stare, è una brutta storia.

Guarda, sta benissimo.

- Volete sapere il sesso? - Beh, assolutamente sì.

- lo consiglierei di aspettare. - Infatti aspetterei.

- Yo quiero saberlo. - Lei quiere saberlo.

È nina o nino?

Eh, nino o nina, lo vedremo.

Verso i 15 o 16 anni, quando decide cosa vorrà diventare.

Come?

Sì, questa cosa è bellissima, che oggi si decide...

Però ora la domanda è:

in questo momento qua, ora, ha o non ha...

No, non ha.

- Non ha! È femmina! - Sì!

È nina?

- Vamos! - Nina per adesso.

Eccoci qua, ragazze, alle battute finali.

Dunque, abbiamo Raffaella, la favoritissima,

contro l'outsider Lisa.

Lisa come Mona.

No. No, come Mona no. In italiano meglio di no.

(CAMPANELLO)

- Dove vai? - Hanno suonato.

- Amore, la pancia. - Voy yo.

Però, tesoro caro, o ce lo ricordiamo sempre...

- Lo so, lo so. - Eh, "lo so". Aspetta, fatti vedere.

Ehilà? Cucù! Ispezione a sorpresa.

Visita, che ispezione. Abbiamo portato la merenda.

Grazie, mamma.

Che meraviglia. Ci si vede sempre più spesso ultimamente.

Ti ci dovrai abituare,

perché io voglio essere presente alla nascita di mio nipote, chiaro?

O dovrei dire "mia" nipote.

Ma quindi è una femmina? Ma non ci avete detto nulla?

- L'abbiamo saputo da pochissimo. - Sì, sarà 20 minuti.

- E dov'è Concetta, il nome di mia madre? - Concetta?

Allora, intanto nome bellissimo, perché ne abbiamo parlato anche un po',

e avevamo scelto quello.

Però poi purtroppo nella lotta agli ottavi,

si è andata a scontrare con Iris e ai rigori è andata fuori, è uscita.

Ay, que dolor. Me tira patadas.

"Me tira patadas" è un'espressione un po' strana.

- Mi tira i calci. - Che amore!

Scusate, ma è incinta anche la ragazza alla pari?

No, assolutamente no.

- Come no? Gli dà i calci. - Infatti è incinta. Certo che è incinta.

- E come mai? - E come mai?

Ma perché oggi le donne sono un po' così. Oggi le donne si sincronizzano.

Sono come le maree con la luna, no?

C'è uno studio dell'Università del Massachusetts...

Andiamo di là, perfetto. Da questo lato, dritto.

Scalcia.

È molto dolorosa, questa cosa.

- Devi liberarti della ragazza. - Perché?

Non l'hai ancora capito? Ti hanno fregato.

Hai assunto una già incinta, e perciò non potrà assolvere ai suoi compiti,

e tantomeno badare a Marta.

Quindi, anche se a malincuore, dobbiamo rispedirla in Spagna.

No, mi spiace, ma non lo posso fare. Non lo possiamo fare.

Gliel'abbiamo anche promesso. Non lo farei mai.

Questo scrupolo ti fa onore, però, non ti preoccupare, io conosco la legge.

Ci sono tutti gli estremi per la rescissione del contratto,

dato che lei ti ha nascosto la cosa.

Quale contratto?

Come "quale contratto"?

Tu hai assunto Luce, senza metterla sotto regolare contratto?

Ma sono le basi per vivere in Italia. Che sta facendo?

Questa è una frode previdenziale. Te la caverai con una bella multa.

- No. - Sì.

No.

Ma sì. E ringrazia il cielo che la Spagna è nell'Unione Europea,

sennò ti beccavi anche concorso in immigrazione clandestina.

- No. - Sì.

Eccoli qua, i carciofini fritti. Ricetta egiziana, una roba...

- Assaggiali, perché sono buonissimi. - No, io sono già una botte.

- Tesoro, è Natale, fai un'eccezione. - No, no.

- Alcachofas? - Sì.

Posso averne uno?

No, non puoi, tesoro. Sei incinta, non si può. Fritto, olio di palma...

Cioè, mia figlia sì e Luce no? Come mai? Perché?

Come mai? Perché? Ottima domanda.

Perché? Perché mi dimentico.

È incredibile, mi succede un sacco di volte, anche a pranzo.

No, sei incinta, è inutile che insisti. Non li puoi mangiare.

# E scende giù dal ciel

Lento. #

Non vi mettete paura, famiglia, perché sono io.

# Con quel sorriso ammaliator. #

- Buon Natale, famiglia. (insieme) Buon Natale.

Una curiosità: ma non eri di turno?

lo sono di turno. Sono passato a farvi gli auguri.

Tra l'altro vi ho portato questo pandoro bellissimo, del letto 26.

Non ce l'ha fatta a passare la notte. Può capitare.

Non vi fate mai operare sotto le feste di Natale,

perché sapete come va a finire, no?

Il primario va alle Maldive, l'assistente a Cortina.

Rimangono i tirocinanti e quelli fanno il praticantato su di voi.

Quindi lei ammette di essere un assenteista.

Non ci provare con me. lo lavoro, a domicilio.

Infatti, ho portato qua

la mappatura del DNA della creatura.

- Tutto a posto, Luce. - Gracias.

Scusate, ma la mappatura dell'altra creatura, cioè di mia nipote?

- Quella l'abbiamo già fatta. - Dove l'avete fatta?

- Eh? - Dove l'avete fatta?

- In un altro ospedale. - Sì.

- Cos'è? - Mi avete dato una coltellata qua.

Dai, non è così grave.

- Vi ho mai fatto pagare un ticket a voi? - No.

Vi ho mai fatto fare una fila? Mi meritavo questo?

Senti, Angelo, puoi venire un attimo di là, che ti devo dire due cose?

- Ma stiamo mangiando. - Vieni, vieni.

Mi fa molto male all'osso del collo.

- Perché? - Ho capito tutto.

Tu, la tata spagnola, il figlio che lei porta in grembo: ho capito tutto.

Ma capito cosa?

Non continuare a negare. Quello che hai fatto è orrendo.

Lo so. Quello che ho fatto è un reato universale.

"Universale", adesso non esagerare.

Sei uno sporcaccione, ma non un criminale.

- Scusi, in che senso? Non la seguo. - Non mi segui? - No.

Scusa, tua moglie aspetta un figlio e tu fai il guaio anche con la tata?

lo con la tata? A parte che non mi piace perché è troppo giovane,

ma poi non lo farei mai.

- Non ti credo. - Non lo farei mai.

Ho detto che non ti credo. Comunque questo serve a me.

- Che dolore folle. - Dove li tengono qua, i sacchetti?

- Ho bisogno del tuo DNA. - Per quale motivo?

Perché il test che Luce ha fatto sul suo bambino

confermerà che tu sei il padre.

No, no.

Sei impallidito. Hai guardato verso il basso.

- Ergo, stai mentendo. - Non è che mento perché ho guardato giù.

- Spallucce: continui a mentire. - Ma non è vero.

Comunque, se io mi fossi sbagliato,

sarò il primo a porgerti le mie più sentite scuse, è chiaro?

Buon Natale.

- Colonnello? - Ah, Luce, ciao.

Stavo passeggiando e l'ho vista.

Brava. Ti fa bene fare un po' di moto nel tuo stato.

Ora ti devo lasciare perché ho in corso un'indagine delicata.

Devo consegnare un referto a due miei ex colleghi. Ciao.

- "Perdone, yo solo quería ringraziarla". - Ringraziarmi perché?

Me tratas como una de la familia, en mi condición.

So che potevate mandarmi indietro come un "paquete".

No, ma andiamo. Noi italiani siamo "muy accoglienti".

- Le puedo abrazar? - Come?

Abrazarle, así.

- Gracias, colonnello, gracias. - Prego, prego.

- Eccomi. - Sei riuscita a sostituire il campione?

(IN SPAGNOLO) Un gioco da ragazzi.

(insieme) Bravissima.

Vieni, vieni. Guarda dove ti ho portato?

Me encanta este sitio.

- Ti piace? - Sì.

- Tutta roba di... - El Espacio, no?

Spazio, brava.

(CANZONE: "THE BEAUTIFUL BLUE DANUBE" DI ONDREJ LENARD)

- Vieni, vieni. Guarda chi ti presento. La signorina Luce. - Encantada, Luz.

Vieni qua. Senti, facciamoci una fotografia.

No, la foto no, Andrea. Sono brutta, ti prego.

Ma quale brutta, dai. Una foto ricordo, no?

- Fammi contento. Una foto io e te. - Ok.

Ridi.

Che è questo, tipo un deserto?

No me lo puedo creer. Mira, que fuerte.

Que flores raras.

Que lindo.

lo c'ho paura che magari mi esce qualche animale.

Stupendo... Mi sa che ho preso il muro.

- Sembra Marte. - Sì, eh? Un deserto.

Ma non era disabitato Marte? Luce, qualcuno ti ha toccato?

- No, qui no. - lo sì.

Un'altra volta adesso. Tipo una sensazione di schiaffo.

No, no siento nada.

Mo sì, però, perché questo è il terzo che mi danno.

Ma che ci fate voi qua? Ma che state a fa' qua?

Pazzesco, che coincidenza! Anche voi qua.

(IN SPAGNOLO) Mi avete seguito ancora?

No, no.

No? Bugiardi!

Dove l'hai messo il localizzatore stavolta?

Nella borsa che mi hai regalato?

È nella borsa che mi hai regalato, Marta?!

Sono una brutta persona.

(IN SPAGNOLO) Si sono d'accordo! Non ne posso più di questa sceneggiata!

Luce?

Non mi guardare così, non mi dire niente. Ho sbagliato.

Avevo detto che la lasciavo stare e invece ho continuato.

Per favore, stiamo parlando di una cosa.

E invece che hai fatto?

E invece... Ti posso dire una cosa? Voglio mettere la testa a posto.

Voglio crescere questa bambina. La voglio portare allo zoo, allo stadio...

Sì, allo stadio. E comunque non la porti da nessuna parte.

E perché? È la tua?

Ecco, a tal proposito, tu hai presente il tuo mezzo amico, il luminare?

Certo, te l'ho presentato io.

Lui ci ha aiutato a fare questa cosa grazie a Luce.

Non ci sto a capi' un cazzo.

- Marta non è incinta. - Quindi il bambino è uno solo?

Sì, e ti dico di più: nostro figlio è nella pancia di Luce.

Perché non me l'avete detto?

Perché ti voglio bene. Sennò poi diventavi complice e punibile.

"Punibile"? Punibile di che? Ma chi ti conosce? Ma che vuoi?

lo mo torno su Marte, e a te manco ti conosco. Vai, bello.

Ao, mo hai rotto il cazzo! Levati.

Devo prendere i savoiardi.

Voglio fare il tiramisù che piace ad Angelo.

Dovrei essere io ad avere le voglie, comunque.

Sono così mortificata per come si è comportato tuo padre.

Gli ha fatto l'esame del DNA, quel matto. Devo farmi perdonare.

Ma Angelo lo sa com'è fatto papà.

È tuo padre che non sa com'è fatto Angelo.

- Pensare che possa aver messo incinta la ragazza alla pari, ma dai. - Pazzesco.

Oddio!

- Oh, mio Dio! Signora, mi scusi. - Non è successo niente.

Che ne sappiamo? La botta è stata forte. Andiamo subito in ospedale.

- No. - Devono fare l'ecografia.

No, no, l'ospedale no.

- Sì, sì. - No, no.

Non scherziamo. Ho aspettato troppo una nipote per rischiare.

Andiamo, su. Assassina.

(CELLULARE)

Marta, dimmi.

Amore, ciao. Senti, ho avuto un piccolo incidente al supermercato.

No, sto benissimo, ma per sicurezza sto andando in ospedale con mamma.

< Perché, se stai bene?

- Eh, perché? Perché ho preso una botta alla pancia. - Una bella botta!

Essendo io al sesto mese, incinta, come ti ricordi,

ecco, la mamma teme che la bambina...

Angelo, non ti preoccupare, ci penso io a Marta.

Siamo quasi arrivati in ospedale.

- Ma quale ospedale? - L'ospedale dove lavora Andrea.

- Andrea, un'emergenza. - Luce?

< Ma no. Marta ha sbattuto alla pancia e sta venendo in ospedale.

- Oddio, ma che dici? - È un cuscino, Andrea.

Ah, già, è un cuscino. E quindi?

Quindi la madre vuole fare un'ecografia, per sapere se la bimba sta bene.

< E io che mi invento? < Non lo so, però mi devi aiutare.

- Vabbè, mo "accrocco" qualcosa, dai. < Grazie, ciao.

Eccomi, ci penso io, tranquille.

Codice rosso, signori! Per favore, spostarsi!

Nonnè, ti levi?

Guarda che anche io sono codice rosso, sa?

Ma vattene a casa. Va' a mori' nel letto tuo.

Ti sdrai, accendi la televisione, metti Rete Quattro e ti lasci andare.

Ma vaffanculo.

- Venite, venite. Accomodatevi qua. Prego, signora. - Sì, sì.

Lei si metta qua, davanti al monitor, fissa.

- Mi raccomando, non si giri e non venga di là. - No, no.

È il protocollo, abbia pazienza. Marta viene con me.

Guardi il monitor, fisso. Vieni, Marta. Vieni un attimo di qua.

- Oh, sta' zitta, non fiatare, mi raccomando. - Perché?

Perché sennò ti rimando sotto a fare la fila fino a stasera.

Allora sto muta.

(con accento milanese) Salve, sono il professor Riciardulli.

Scusate, ho fatto un po' tardi.

Salve, dottore.

Dottore? Mia figlia ha preso una bella botta.

Sì, non si preoccupi, perché io sono anche traumatologo,

quindi riesco a controllarla per bene.

- Traumatologo, lui. - Sì, perché, lei non lo sa?

- È la prima volta che lo sento. - Ha acceso l'ecografo?

Non spetta a me farlo, però gliel'ho acceso per rispetto,

ma qua fate tutti come vi pare.

Ah, quindi facciamo tutti come ci pare.

Lei marca molto male, e io la faccio licenziare.

Ma io ti faccio una vertenza sindacale. Tu non mi conosci, io ti meno.

No, gli dico l'ultima cosa. Guardi che lei non mi conosce, io...

- Non si permetta. - Vabbè, finiamola qua.

- Basta. - Basta. Ha iniziato lui.

Allora, facciamo questa bella ecografia.

Eccomi qua. Come va?

Il professore la sta visitando là dietro.

- Quale professore? - Professor...

(Marta) Amore?

Tranquillo, sono qua con Andrea, e con il dottor... Riciardulli.

Sì, salve, sono il professor Riciardulli.

- Il professore c'abbiamo qua. - Ecco, hai capito?

Sì, sì, ho capito.

Allora, ci siamo...

Dovremmo vedere la bambina. Vedete?

Sì. Che emozione, la mia nipotina!

Angelo, come ti somiglia.

Ma è così, la femmina assomiglia sempre di più al papà.

Angelo, c'ha 20 dita!

Per favore, la faccia finita con questi commenti.

Piuttosto, ha il cuore che batte perfettamente.

Direi tutto a posto.

Oh, che sollievo! Andiamo, mamma.

- Ma siete sicuri che sia una femmina? - Sì, l'hanno detto che è una femmina.

No, perché quello mi sembra un...

Un cazzo.

Eh, vabbè...

Vedi, oggi il mondo è cambiato, oggi il mondo è fluido.

Magari nasci in un modo e poi diventi in un altro.

Diciamo che questa bambina...

Tiene 'o cazzo. Tiene 'o cazzo!

(CANZONE: "SARÀ? SARÀ LEI? " DI MARIO FORTE)

Adesso che abbiamo vuotato la mente, riempiamola.

Di pensieri, angosce, paura, preoccupazioni.

Perché al settimo mese inizia la preparazione al parto.

Sappiamo che il parto è...

(insieme) Dolorosissimo.

Ma veramente doloroso.

Però, per rendere più interessante il dolore,

anziché quello classico, possiamo fare il parto naturista.

Mi piace questa cosa naturista. Già la parola dice qualcosa.

Saremo tutti nudi. Anche io sarò nuda. Sarà molto divertente.

Per quanto col classico, però, non ci si sbaglia mai. lo direi...

Angelo, non devi decidere tu.

- Decidiamo noi, perché noi siamo incinte. - Non parlo.

Poi, tutti nudi, mangeremo la placenta.

Non è obbligatorio mangiarla. Solo i più audaci.

- È facoltativo. - Se è facoltativo, allora...

Scusi. Tra l'altro, Angelo, ricordati che sabato c'è il compleanno di papà.

- Facoltativo? - No.

Figurati.

lo ve lo dico, è pieno di carabinieri, non facciamo cazzate.

Dicevo a Marta che queste protesi sono stupende, pare incinta.

- Ma non lo è. - Ho capito, però...

lo vado da Luce.

- Quindi la bambina ha una malformazione? - No, no.

È che bambini, quando sono nella pancia, si muovono.

Magari faceva le ombre cinesi,

e invece del coniglio, è uscito un pisellino.

- L'importane è che stia bene. - Sì, sì.

Allora, Marta, non te lo fai un bel bagnetto?

No, non sono a mio agio. Mi sento una balena.

Ma dai, tesoro. Ti farebbe molto bene, dammi retta.

Guarda Luce com'è a suo agio nel proprio corpo.

- Luce è anche molto giovane. - Cosa?

Dico, Luce è veramente molto bassa. Molto bassa.

- lo sono vecchia? - Tu sei alta.

- E grassa. - Non l'ho detto. Però non è che...

- Sai cosa ti dico? - Sì?

Che questa splendida 40enne lancerà il suo corpo in acqua.

Sono 43, Marta.

Forte, Marta. Ammazza quanto sta in apnea.

Sì, infatti è giù da un po'. Non sale.

- Lo sai che può essere successo? - Che?

Che la protesi gli si è impregnata d'acqua,

tipo i piombi per i sommozzatori.

Cioè?

Secondo me, ti conviene tirarla su, sennò fa la fine del Titanic.

Dici? Ok, vado subito.

- Ti levi le scarpe per fare un salvataggio? - Sono edizione limitata.

- Con i fantasmini? - Eh.

- Ma non ti vergogni? - No. Che cazzo vuoi?

- Contento te. - Marta?

Tutto a posto, grazie. Scusate, sto bene. Tutto a posto. Scusate.

- lo direi che la festa finisce qui. - Aspettiamo almeno la torta, no?

Vi siete persi qualcosa.

- Possiamo spiegarti, mamma. - Sì, allora...

Mia nipote...

È nella pancia di Luce.

Perfetto. Vi dichiaro in arresto.

Qualsiasi cosa che dirò verrà usata contro di me in tribunale.

Lo avevo immaginato.

Vado a distrarre papà, voi uscite da qui dentro.

Giovanni? Amore, ho sentito che i nostri ospiti sono un po' delusi.

Ah, sì? E come mai?

Non hai ancora raccontato una delle tue storielle famose, divertenti.

- Beh, se proprio insistete... - Sì, sì.

Allora, storiellina. Tutti qua, tutti qua.

Allora, l'ultima sui Carabinieri. Questa è puro autolesionismo.

Allora, i carabinieri decidono di compiere un'impresa clamorosa: lo sbarco sul Sole.

Grazie, mamma.

Buongiorno Dottore, andiamo a divertirci!

Sali... Sali!

Dov'è la mia Luce!

Pensavo fossi in carcere!

Ho un buon avvocato, dimmi dove sta Luce!

- Non lo so! - Ah, no?!

Aspetta che ti rinfresco la memoria...

No... No... No... Non so l'indirizzo di dove abita.

- Se n'è andata con una coppia italiana! - Chi sono?!

- Me li ha presentati un amico. - Italiano?

Come si chiama?

- Andrea. - Andrea, il cognome?

Andrea Moretti.

È questo lo stronzo?

- Marta, cosa mangiamo stasera a cena? - La zuppa di verdure.

Le verdure! Però che schifo!

Sempre le verdure, Marta. Verdure, verdure, verdure.

No puedo más delle verdure.

Già non posso uscire di casa, in più devo mangiare le cose schifose.

Non lo posso fare più. Non è vita questa.

E tu non mi guardare così. Voi siete cattivi.

lo non posso stare chiusa qua.

Vosotros deberíais tratarme como una reina,

en cambio estoy encerrada como Rapunzel.

Angelo, a tomar por culo, ok?

Marta, c'è stato un problema a scuola.

Domani devo sostituire un collega e porto i bambini in gita.

Certo, noi aspettiamo un bambino e lui va in giro a divertirsi.

Non è che vado a Ibiza con gli amici.

Se mi si rompono le acque, Angelo?

Marta... Vedi, non so come dirtelo, ma non si rompono, perché non sei incinta.

Se si rompono le acque, si rompono a Luce.

Detto questo, sono a un'ora di macchina.

lo sono alla fine della gravidanza, te lo dico.

Però ci dobbiamo calmare.

Intanto mancherà più di un mese, e poi qua dentro c'è troppa ansia.

Lucita, sono così gli uomini, eh. Ti mettono incinta e poi scappano.

No, no.

(Preside) Adesso cantiamo tutti insieme.

(insieme) # La macchina del capo ha un buco nella gomma

La macchina del capo ha un buco nella gomma

La macchina del capo ha un buco nella gomma

E noi l'aggiusteremo con il chewing gum. #

Adesso noi sostituiamo la parola "macchina"

con la parola "brum".

(insieme) La brum del capo ha un buco nella gomma

La brum del capo ha un buco nella gomma. #

Insomma, c'era questo vecchio che era pieno di bolle,

ma tipo le bolle quelle che mettono nei camion per non far sbattere le cose.

A un certo punto, entra in dermatologia, apre la porta e...

Andrea? Due persone ti cercano.

Sì, sto raccontando un attimo una storiella.

La finisco dopo. La "suspence", capito? Dove mi portate?

Mi avete fatto una sorpresa bellissima. Chi se l'aspettava?

Buongiorno, dottoressa.

(PARLA IN CATALANO)

Oh, ricontrollati, che non mi piacevi per niente.

- "Algún sitio par parlar". - Tu e yo?

- Mh-mh. - C'è il magazzino qua.

Scusate, piccolo spoiler: argomento? Di che si parla?

Luce.

Luce? Non so perché, ma avevo capito, dall'idioma: espanol.

- "Català". - "Català"?

Vi chiedo solo una cortesia,

facciamo una cosa veloce perché sto lavorando.

lo qua sono un'eccellenza.

Oh, io ho fatto il giuramento di Ippocrate.

Ippocrate, aiutami! Ma che volete da me?

- Dónde está Luce, gilipollas? - Chi è 'sto "gilipollas"?

Dónde está Lucita? Dónde está, imbécil

Lo sapevo pure tre schiaffi fa. Ma chi sei tu?

- (in catalano) La seva parella. - La paella?

- La seva parella. - Ma che vuol dire in italiano?

Il fidanzato, comprendes? Fidanzato.

Ma dimmi "fidanzato", no? Mortacci...

Non ti volevo fare male.

Arriviamo al dunque: Ripa di Porta Ticinese, numero 34.

Sul campanello c'è scritto "Bartolini-Pintus".

Salite, scala A, interno due. Memorizzate il codice del portone: 6707.

Ai Navigli, "está la ZTL", dalle 19 alle 6.

Se entrate prima, vi fanno la multa.

(in catalano) Moltes gràcies.

Pero si me has mentit, yo torno i te mato. Me sents? Te mato.

Più educato, lui. Mena più piano.

Mortacci vostri, mi avete spostato le orecchie.

Bambini, è giunto il momento della rievocazione della battaglia

che contrappose il mitico, invincibile, Giulio Cesare,

al comandante dei Galli, Vercingetorige.

Che, per l'esattezza, perse.

Ma mica è stata qui la battaglia, è stata nell'attuale Francia.

Se il preside ha deciso che è stata qua, è stata qua.

Eh no, è stata a Gergovia, un paesino nel sud della Francia.

Abbiamo deciso che si fa qua e basta.

Vabbè, allora insegniamo la storia a casaccio.

- Dov'è il roscio, il traditore con le lentiggini? - Qua.

Non ti avevo visto. Prendilo, arrestalo.

In alto i gladi.

I romani avevano i gladi, i galli avevano una spada corta e di origine celtica.

Bisogna fare qualcosa per lui.

Sì. Roscio, fammi una cortesia, crocifiggilo.

- Non sarà troppo? - No, ci sta.

Infatti. Dopo.

Allora, mi raccomando, i colpi tutti sul corpetto e a rallentatore.

Siamo qui per divertirci.

E comunque... il risultato è già scritto! Di là.

Di qua.

Bambini, noi non siamo qua per divertirci,

noi non siamo una classe in gita.

No, noi siamo una squadra,

e in una squadra si combatte, anche per un centimetro.

Ci si sacrifica, per un centimetro.

Si lotta con le unghie e con i denti, per un centimetro.

Perché alla fine, sommando tutti quei centimetri in totale,

farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Tra vivere e morire.

(insieme) Sì! - Andiamo a riscrivere la storia!

All'attacco!

(CELLULARE) Un secondo.

Dimmi, Andrea.

Niente, ho fatto un casino. Sono venuti due signori qua.

- Ti richiamo, sto difendendo la Gallia. - Che stai a fa'?

Sconfiggo Cesare e ti richiamo.

Ahia. Ma che si colpisce così? Sto al telefono.

Vabbè, ma secondo lei, i romani erano leali in battaglia?

L'ha voluto lei.

- Ho sconfitto Cesare. Abbiamo vinto! (insieme) Sì!

Come va?

Dai, Luce, rispondi. Rispondi, Luce.

(CANZONE: "BALLO, BALLO" DI RAFFAELLA CARRÀ)

< Perché tutti mi dicono la stessa cosa,

che il mio problema è il rapporto che ho con mia madre.

Non è mica vero, però. Buongiorno, dottoressa.

Buongiorno a lei. Signora, guardi... Scusate.

Marta, almeno te rispondimi. Marta!

- Tolgo la vibrazione. - Chi è?

È un amico di mio marito. Ma comunque non le deve interessare, signora.

Signor preside, sono costernato. Mi sono fatto prendere dalla foga.

Se mi sono rotto una vertebra,

prepari il curriculum per cercarsi un altro lavoro.

Se non se l'è rotta?

Cominci a correre, perché io l'ammazzo, glielo giuro.

Vabbè. Comunque, tranquillo, ai bambini ci penso io.

È proprio questo quello che mi preoccupa. Li porti subito in hotel.

E domani il giro di tutti i musei di Mantova, come da programma.

Tranquillo, il programma ce l'ho stampato qui, in fronte.

Bambini, dunque, consegnate tutte le armature e i vestiti,

che si parte.

- Domani sarà un giorno meraviglioso. - Meraviglioso ai musei di Mantova?

Quali musei? Quali musei?

lo domani vi porto a conquistare le terre di Gardaland!

(insieme) Sì!

(CELLULARE) Scusate.

Dimmi, Andrea.

Ti ho mandato 200 messaggi, ma mi vuoi rispondere?

Oggi ho avuto un sacco di casini.

< A chi lo dici. È venuto qua il fidanzato spagnolo di Luce, quello pericoloso.

< Se la vuole portare via. - E tu che ne sai?

< È venuto in ospedale da me, con un amico suo.

< Mi hanno chiesto dov'era. - Gliel'hai detto?

Angelo, qui c'è stata una colluttazione importante.

Mi hanno chiuso in un magazzino, mi hanno menato.

Mi hanno gonfiato come un pallone. Sembrava "Rocky 4".

lo ho resistito con una grandissima dignità.

Gliel'hai detto o no?

Certo, gli ho detto tutto: la via, il civico, il codice del portone.

Quelli stanno per arrivare, ma li riconosci.

- C'hai presente Van Basten? < Certo, sì.

Ecco, uno assomiglia a Van Basten, l'altro è Gullit nano. Non gli aprire, eh.

Non gli aprirei, se fossi a casa. Deficiente.

Allora, bambini, cambio di programma: tutti a bordo.

Ma non togliamo le armature?

No, ho l'impressione che ci serviranno. Andare, salire. Andiamo, andiamo.

Andiamo. Sedetevi, sedetevi.

Ehi? (PARLA IN DIALETTO)

Non ho capito.

Comunque, tranquillo, vado a risolvere una roba e te lo riporto subito.

Signora, le ripeto,

il protocollo non mi consente proprio di tenere una seduta in due.

E come fa, scusi, quando fa la terapia di coppia?

Forse non se n'è accorta, ma voi non siete una coppia.

(CAMPANELLO)

Luce? Lucita?

Puoi andare ad aprire tu, per favore, che sto lavorando?

Scusa, sarà Andrea. Mi ha già chiamato dieci volte.

- Ok, voy yo. - Grazie.

Pedro.

(IN SPAGNOLO) Sei felice di vedermi?

- Lasciami! - Torniamo a Barcellona!

Ho detto lasciami!

Non vorrai far del male al bambino?

La mia borsa.

Signora, suo figlio ha bisogno di me,

ma lei ha bisogno di uno bravo, perché è una pazza scatenata.

Gli sta rovinando la vita.

Brava, a prendersela con gli altri, mentre lei non è capace di fare il suo mestiere.

Signora... Niente, dai.

Vincenzo, ascoltami, tu devi mandare a fanculo tua madre.

Hai capito?

Tu, per risolvere tutti i tuoi problemi, devi mandare a fanculo tua madre.

- Hai capito o no? Adesso. - Sì.

- No, no, mamma. - Bravo, bravo.

Amore, dimmi.

- Marta, tutto bene? - No, direi proprio di no.

< Puoi parlare? Se c'è qualcuno che ti minaccia dimmi "calorifero".

"Calorifero"?

Ecco, l'hai detto, lo sapevo.

Senti, tu stai tranquilla, io sto arrivando.

< Non fargli capire che sono io al telefono. - Ma a chi?

< Respira, amore, bravissima. Sono a pochi minuti.

Ti sento molto nervosa.

Certo, ho appena mandato a fanculo una persona.

< Però se fai così, rischi di provocare una reazione violenta.

< Ma una reazione di chi? - Ma come "di chi"? Ma è lì?

- Ma chi, Angelo? < Il fidanzato di Luce.

È a Milano e quello scemo di Andrea gli ha detto dove abitiamo.

Madonna. Aspetta un attimo.

Luce? Lucita?

Luce? Oddio. Lucita?

< Che succede, Marta?

Luce non c'è. Prima hanno suonato alla porta.

Se fosse uscita, me l'avrebbe detto, no?

Dimmi che la controlli ancora.

La borsa non c'è.

- Si muove. - Sto arrivando.

Allora, bambini, è tutto sotto controllo.

Risolvo una piccola questione e torniamo subito in hotel.

Maestro, siamo con lei. E se serve, siamo pronti alla morte.

Mi sembra eccessivo. Speriamo anche di no, insomma.

Maestro, consiglio di fare inversione

e riprendere la gita come da programma originale,

prima che qualcuno si faccia male.

- Bambini, avete tutti la cintura di sicurezza? (insieme) Sì.

Ahia. Il naso.

La cintura.

- Eccomi, amore. - Ma sei con i bambini?

(insieme) Ciao.

Sì, sì, dopo ti spiego. Ora andiamo.

- Allora... - Sì, dimmi.

Si stanno muovendo.

L'AirTag è a tre km da qui. Hanno trovato traffico.

(IN SPAGNOLO) Devo pisciare, ti fermi?

Ci fermiamo a una stazione di servizio.

Allora la faccio qui.

Ma sei scema?!

Non ti allontanare!

Giratevi dall'altra parte!

La puta!

(PARLA IN CATALANO)

(Marta) Si sono fermati. Sono due km più avanti.

Brava, Luce. Non so come, ma li sta rallentando.

Questa dev'essere la macchina, perché si stanno muovendo,

di là a sinistra.

- Quella lì è la destra. - Cosa cambia?

- Eh, cambia. - Vabbè, ha ragione lui.

Comunque, dammi un secondo.

Bambini, voi rimanete qua, fermi, immobili. lo vado da quella parte.

Se ci dovesse essere un problema,

vi avviserò io, facendo il verso della tortora, ovvero...

Ma questo non è il verso della tortora.

Tu devi ringraziare che ora non ho tempo e non ti posso picchiare.

Ok, io sono pronto per andare, tu te la senti?

Secondo te, affido mia figlia ad Asterix?

Intanto non sono Asterix, ma Vercingetorige,

re dei Galli, supremo, re dei re.

Non ci credo, ora sai la storia?

No, ma... Guarda, andiamo dritti, poi a sinistra.

Di qua, a sinistra.

- Marta? Marta? - Scusami.

Amore mio...

No, per favore, non ce la faccio più...

Dopo la nascita, se vuoi te ne vai...

ma adesso vieni con me!

No!

Ehi, tu, porco? Levale le mani di dosso.

Mi è venuta questa.

- Luce, stai bene, tu? - Sì.

La Polizia italiana vestita da Asterix.

Te l'avevo detto io.

Allora, intanto non è Asterix, ma è Vercingetorige, re dei Galli,

quindi parliamo di tutt'altro.

Detto ciò, se fossi in voi, io mi arrenderei.

- O sennò... - No, no.

Ecco, o sennò...

(Bambino, megafono) Gettate a terra le armi.

(Bambina) Uscite fuori, con le mani in alto.

< Non fate scherzi, o saremo costretti a usare la forza.

- Ma che succede? - Si è rotto.

Ninos.

(in catalano) A fora o yo els mato.

Bambini, non vi muovete, state fermi.

Ho detto "fuori o gli ammazzo".

Infatti, dicevo venite pure da questa parte, prego. Mettetevi qua.

Venite qua.

Ma che roba è questa?

Il Signore delle mosche?

(Uomo, megafono) Arrendetevi, siete circondati.

(IN SPAGNOLO) Ah, posso cascarci la prima volta...

ma la seconda, no!

< Gettate le armi e liberate gli ostaggi,

così evitiamo inutili spargimenti di sangue.

Che cosa succede, altri bambini?

Siete in arresto.

- Colonnello. - Papà, come ci hai trovato?

Avete sequestrato 25 minori, mezza Lombardia vi sta cercando.

Ho localizzato il tuo cellulare ed eccomi qua.

(PARLA IN CATALANO)

Traduzione?

Ho detto che se pensate che questo vecchio mi fa paura...

Questo vecchio ha portato con sé "los amigos".

Avanti, ragazzi, forza.

Grazie, papà. Posso chiamarti "papà"?

No. Adesso tu mi devi spiegare cosa hai a che fare con questi due farabutti.

- Mi si sono rotte le acque! - Direi di andare in ospedale.

- Alt. - Che c'è?

Ho capito perfettamente cosa state combinando voi due.

Papà, come l'hai capito?

Amore, mi accorgevo quando da piccola marinavi la scuola,

e vuoi che non mi accorga adesso che simuli una gravidanza?

Vede, noi volevamo un bambino a tutti i costi.

Insomma, le abbiamo provate tante.

- Abbiamo sbagliato, lo so. Guardi, ci arresti. -Arrestaci, papà.

Dovrei, perché avete commesso un reato.

D'altra parte, commetterei un reato anche io, se non vi denunciassi.

Colonnello?

Un attimo. Però, lo sai cosa ci faccio con la denuncia?

Che cosa?

Come avrebbe detto il grande Totò, "con la denuncia, mi ci pulisco il culo".

Anzi, ci pulirò il culetto della mia nipotina, ok?

Nipotina che sta uscendo adesso. Devo andare in ospedale.

Appuntato? A sirene spiegate. Vai, vai.

(SIRENE)

Me duele, me duele!

Non vorrei mettere ansia, perché ce n'è già tanta,

ma dove minchia è la Doula?

Ha detto 30 secondi.

- Eccomi. - Eccoci qua.

- Allora, adesso dobbiamo spogliarci. Tutti nudi. - No, non serve, a posto così.

Ma è il parto naturista: bisogna stare tutti nudi.

- No, va bene così. - Vi perdete una bella esperienza.

- Magari... - La prossima.

- Que dolor! - No, no, no.

Non devi urlare, cara, perché disturbi i vicini.

Ma che mi frega dei vicini!

Allora, asseconda le contrazioni, e prega, prega.

Virgen Maria, quel dolor!

- Dicci quando senti la contrazione. - Es una contracción continua, cono.

Marta?

- Spingi, spingi, spingi! - Marta?

- Sì! No? - Sono le contrazioni empatiche.

- Hai visto! - Concentratevi sulle mie, per favore.

- Vai, vai, vai. - Vado, vado!

- Spingi! - Spingi!

(PIANTO DI NEONATO)

Mi assomiglia.

E adesso ti taglio il cordone.

Cómo está?

Al momento, è una bambina.

Grazie, Luce. Sei stata coraggiosissima. Grazie.

Ecco.

Hola.

Grazie, amore della mamma.

Grazie, magica Doula, è stato bellissimo. Grazie mille.

- Allora, adesso, cosa faccio? - Niente, siamo a posto.

- Mi spoglio? - Ma no.

- Allatto? - Ma perché?

La placenta, la incarto? Faccio un cartoccino?

Starei ore ad annusarla. Che odore meraviglioso.

I neonati hanno tutti questo olezzo irresistibile,

che però poi dura solo sei settimane.

Un po' come i formaggi francesi, no?

- I formaggi francesi, i primi giorni, hanno... - Desisti.

Alla fine avete scelto il nome?

Sì, Raffaella, come la grande Raffaella.

Ma, in omaggio a Luce e al suo grande cuore,

abbiamo optato per la versione spagnola, quindi Rafaela.

La bambina è la vostra, potete chiamarla come volete.

Cioè, non c'entro più niente io. Scusate, vado un momento...

Scusate.

- Tutto bene? - Eh?

Che è? Depressione post parto. L'aveva detto la Doula.

- No, non è quello. - Infatti, l'avevo capito subito.

Tengo que confesar una cosa, che non ho detto prima.

- Un'altra? - Sì, va bene, sentiamo.

La nina...

no es lo que creéis.

La bambina non è quello che crediamo.

- In che senso, scusa? - In che senso, perdóname?

lo ho lasciato Pedro perché avevo paura.

Però no tenía medio para mí,

tenía medio porque ya estaba embarazada.

No, scusami, eri già incinta?

La nina es mia y de Pedro.

No, un attimo.

Il dottor Gonzalez ha proprio impiantato i miei ovuli fecondati da Angelo.

No, non era vero, era finto. L'ha fatto perché mi stava aiutando.

lo dovevo scappare e poi dopo siete arrivati voi due.

Quindi la bimba non è nata prematura?

Quindi, scusa, ci hai preso per il culo, per mesi?

Il professor Gonzalez era un amico di mio papà.

Mio padre è morto, e lui voleva aiutarmi.

Però, gli embrioni stanno a Barcellona, lo giuro, è la verità.

Mi dispiace tanto, so cosa state pensando ora.

Che sei una stronza.

Lo so, lo siento mucho. Lo siento de verdad.

Lo capisco solo...

lo volevo che mia figlia poteva stare con due persone buone,

come vosotros.

Più che altro, due scemi come nosotros.

Ok...

Se non volete tenere Rafaelita, lo capisco. Lo siento mucho.

Ma certo che vogliamo tenerla.

Cioè, uno diventa genitore mentre aspetta il bambino, no?

Angelo?

Boh, non lo so. Davvero, non lo so.

Anche il pensiero che non avrà la mia simpatia, la mia intelligenza...

Ma certo che la teniamo.

Gracias.

Estáis locos, pero sois buenos.

Adiós, Rafaelita.

(IN SPAGNOLO) Ti lascio con i migliori genitori che tu possa avere.

Ok.

Luce, grazie. Quando vorrai vederla, qui è casa tua, lo sai.

Gracias. Ora vado a Siviglia, da una mia amica,

così ricomincio la mia vita.

- Tieni, questi sono per te. - No, el dinero tenetelo para Rafaelita.

- Ok. Ciao, Marta. - Ciao, tesoro.

- Ciao, Angelo. - Lucita.

- Oh? Aspettate. - Ecco.

- Andavi via senza salutarmi? - Mi sembrava troppo bello.

Volevo salutarti per bene.

- Ciao, Andrea. - Ciao, Luce.

Grazie, eh. Che mi hai portato in giro, quando ero gorda e fea.

Ma che "fea"? Mi hai fatto pure venire voglia di diventare padre.

Speriamo di no, per il Pianeta, tutto.

- Faccio una bella foto di famiglia? - Sì, faccela. Vieni.

- Ma io dicevo con me. - E tu che c'entri? Dai, su, vieni.

Dai, che se non c'ero io... Eddai, che sono famiglia.

- Sono famiglia? - Sì, sì.

- Alé! - (Angelo) Fantastico.

- (Andrea) Ciao, Luce. - Ciao, famiglia.

Ciao.

- Come faremo senza di lei adesso? - Come farai, senza di lei?

No, mi sa che c'ha ragione lui stavolta. Come faremo io e te?

Con una bimba. La vita cambia, lo sai?

- Sapete che vi servirebbe, a voi due? - Eh.

Una ragazza alla pari.

Fa' una cosa, prendi 'sta bimba. Inizia a fare lo zio.

- Vieni qua. - Vieni da zio.

Vieni, Marta.

Andiamo.

Come facciamo a raggiungerla con questo coso?

Sì, però meno negatività, grazie.

Zio tuo. Forza Roma.

Eccoci qua. Tieni, caro, te lo regalo.

Dai, vieni.

Eccolo.

- No, già partito. - Vabbè, evidentemente era destino.

(Luce) Famiglia?

(insieme) Luce?

Non sei partita?

Sì, sono partita. Sono in aereo. Questo è un ologramma, guarda: 3D.

- Questo umorismo catalano mi... - Come sapevi che noi...

Andrea mi ha detto di non partire, ma non so perché.

Perché abbiamo una proposta.

Ay, chicos, io figli no, basta. Non posso più.

La verità è che abbiamo fatto un pensiero,

e, insomma, ci siamo resi conto che la bimba è molto piccola.

Ecco, magari, tu potresti darci una mano.

Dopo tutto quello che è successo, voi vi fidate di me?

- No, questo deve essere chiaro. - No.

(sottovoce) Però, ti vogliamo bene.

- Dai. - Sì. Ti vogliamo bene.

- E? - E... Raffaella ha bisogno di te.

Anche io vi voglio bene.

E poi l'hai detto anche tu che siamo una famiglia, no?

- Scombinata, incasinata... - Surrogata.

Siete anche l'unica famiglia che ho.

Bambini, sono commosso

nel dirvi che sono stati cinque anni con voi meravigliosi.

Ed è dal profondo del cuore

che voglio dirvi una cosa a cui tengo molto,

perché, davvero, io non vi voglio vedere più.

Ed è per questo che vi dico che, per quanto mi riguarda,

ve ne potete tutti andare a fare le medie.

- Siete tutti promossi! (insieme) Sì!

(CANZONE: "BALLO, BALLO" DI RAFFAELLA CARRÀ)

# lo son qui, con un pizzico di nostalgia

Che magia, e mi sento ancora a casa mia

Ah, sensazione unica

Ah, voglia di restare qui

Ah, voglia di ballar con te. #

- No, no, il ritornello no. - Sì!

# Ballo, ballo, ballo da capogiro

Ballo, ballo, ballo senza respiro

Ballo, ballo, ballo m'invento un passo

Che fa così, fa così, fa così

Pazza, pazza, pazza su una terrazza

Porta, porta, portami una farfalla

Ballo, ballo, ballo nel mio castello

Che cosa c'è, cosa c'è, cosa c'è. #

Ciao.

Ahia!

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