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[# MMM, MMM, MMM...]
[# NELLA CONFUSIONE]
[# MILIARDI DI PERSONE]
[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU']
[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]
[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]
[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]
[# IL FUTURO FA GINNASTICA.]
[# SI PREPARA TUTTI I GIORNI PER TE.]
[# CANTA UN PO' "ALBACHIARA" E UN PO' "MY WAY".]
[# SCHIACCIA IL TASTO REC E IL TASTO PLAY.]
[# E POI COSI' TU SEI QUI... #]
> E' già successo, però poi ho pagato, avvocato.
La situazione è critica per tutti. Non legge i giornali ?
> D'accordo, però che modi sono ?
Sono in ritardo con i pagamenti, ma una lettera con questi toni...
Lei scrive "nonostante i ripetuti solleciti" ?
> Ho solo un momento di difficoltà.
> Avvocato, lei parla di sfratto. E' una cosa vergognosa !
"Sfratto" ! Capito ?
Ci sbattono un'altra volta fuori ?
No, non succederà niente.
Mi faccio dare un paio di stipendi di anticipo e sistemo tutto.
Da chi ? Da Ettore ?
Sì.
Sì, da Ettore.
E' l'unico che mi vuole bene, solo a lui posso chiedere soldi.
E' l'unico che ti vuole bene ? Perché non lo sposi ?
Ci sto pensando, lo sai ?
Stai scherzando ?
Non lo so.
Lui è premuroso. E' molto gentile, è un uomo perbene.
Che cosa voglio di più ?
Sei innamorata di lui ?
Che ne so ? Non lo so, l'amore è una cosa così complicata.
Però lui è buono.
- Lo devo trattare un po' meglio. - Fammi andare.
No ! Dove vai ? Dobbiamo parlare, ma di te, non di Ettore.
- Dove vai ? Sono preoccupata. - Preoccupata ?
Un'altra volta. Ho già tanti problemi, dài.
Che problemi hai ?
- Te lo dico quando li ho risolti. - Hai sistemato la mia bici ?
- La sto sistemando. - L'hai sistemata o no ?
- Mi serve. - Quando ? - Domani. Dammi le chiavi del box, la prendo.
No, la tiro fuori io. Così domani ce l'hai pronta.
- Mmm ? Ciao.
- Ciao.
[# E' SOLO UNA FOLLIA, UN SALTO NEL VENTO... #]
Ciao, Dado.
- Ciao. - Ricordi che domani sera hai promesso di portarmi a teatro ?
- Ah, l'avevo dimenticato. - Lo immaginavo.
- Che andremo a vedere ? - "Casa di bambola" di Ibsen.
Ah !
Perché ? Qualcosa non va ? E' un capolavoro.
Sicuramente, induce solo a una certa depressione...
Per favore, non dire che Ibsen è deprimente.
- Basta luoghi comuni. - Non posso dire che è un po' deprimente ?
- No. - No. - E' un genio e ha scoperchiato un mondo. - Sì.
Senti, devo parlarti di una cosa un po' più seria.
- Allora ! Simone... - Mmm. - E' innamorato di Manuel.
-Ecco. -In che senso ? E' innamorato come si è innamorati di un amico ?
No, no ! E' proprio innamorato. Ho seguito il tuo consiglio.
Sono entrato nel suo computer e ho scoperto
che ha fatto sparire 2000 euro che la madre gli aveva dato.
Poi da alcuni messaggi mi sembra evidente
che sia innamorato di Manuel. - Non so, mi sembra strano.
Simone piace molto alle ragazze.
- Ha anche una fidanzata. - Sì, Laura, ma l'ha lasciata.
- Magari dovresti chiedere a lei. - No ! Rischierei di fare peggio.
Sono preoccupato per lui
perché adesso è in una crisi di accettazione di se stesso.
Allora stagli vicino e cerca di aiutarlo.
- No, farei peggio ! Non mi ascolta mai. - Ma come ?
Vuole apparire come il ragazzo perfetto in un mondo perfetto.
Vabbè.
Manuel, comunque... è carino, no ?
Sì, è carino.
- Certo, se mettesse la testa a posto... - Mmm.
- Vabbè ! Mamma, vado a lavorare. - Va bene. - Ciao, buona giornata.
Anche a te.
Senti, i compiti li hai fatti ?
Io non ho fatto niente, quest'anno mi bocciano. Aiutami tu.
Va tutto bene.
> Oh, Madonna !
No, sono io che non capisco niente.
Oh, ragazzi !
Prof, tutto a posto ? Mamma mia, ha una faccia ! Ha dormito poco ?
- Non ho proprio dormito. - "Problems" ? - "Yes".
- Vuole condividerli con noi ? - No, grazie.
- Okay. - Fate una cosa, venite con me.
Lasciate tutto qui, non usciamo. Okay ? Dài.
Ahò, come stai ?
- Bene. - Pure io, ma vorrei stare con te da un'altra parte.
Zitto o ci sentono.
Proviamo a camminare, dài.
- Dove ? - Liberi ! Avanti, indietro, in circolo...
Camminate come volete, l'importante è che camminiate
pensando solo a voi stessi e senza mai guardare gli altri.
- Camminate liberi. Vai ! - Che facciamo ? - Vabbè.
Oh ! Vedi ?
Allora, voi siete la massa solitaria.
Siete uomini e donne che camminano uno a fianco all'altro
ma senza mai incontrarsi. - C'entra qualcosa con Epicuro ?
No, qui si tratta di un filosofo del Novecento, Michel Foucault.
Foucault ha studiato come il potere controlla e punisce
chi non si allinea con lui.
Lui dice che la nostra paura più grande è quella
di mostrarci agli altri per quello che siamo in realtà.
Qual è la domanda che ci poniamo più spesso ?
"Io sono normale ? Io sono come gli altri ?"
"Gli altri mi accetteranno ?" Michel Foucault era omosessuale.
A metà anni Sessanta l'omosessualità non era accettata.
Ora lo chiedo a voi che state vivendo la vostra vita oggi.
Oggi l'omosessualità è normale ?
Luna.
Secondo me sì, è normale.
Okay. Laura ?
Per me si può amare chi si vuole, l'importante è essere felici.
- Matteo ? - Insomma... non è tanto normale essere finocchi.
Questa espressione è dovuta al fatto che gettavano piante di finocchio
sulle braci degli omosessuali arsi vivi nel Medioevo.
- Non mi sembra molto edificante né elegante. - Per me è normale.
Ognuno è libero di fare quello che gli pare.
Anche per me è così, però molte volte non lo è.
Simone, tu che dici ?
Io non ho pensieri a riguardo.
Foucault sostiene che all'inizio il nostro Io è vuoto
come era questa palestra prima del nostro ingresso.
Sta a noi evitare che si riempia di conformismo.
Dobbiamo rimanere con la mente completamente aperta, libera.
Per essere liberi dobbiamo passare attraverso la sessualità.
Se noi non viviamo la nostra sessualità, non siamo liberi.
Per vivere in libertà la nostra sessualità
dobbiamo affrontare le nostre paure.
Questo vale per le idee. Vale per le passioni, per l'amore.
Adesso camminate tutti nella stessa direzione.
Tutti in senso antiorario, esatto.
Vedete ? Questo qui è un modo di camminare conformista.
No ? Tutti uguali. Che cos'è il conformismo ?
E' come un carcere senza sbarre, ma con pareti trasparenti.
Allora noi come possiamo cercare di non essere ingabbiati ?
- Qualcuno ha una risposta a questa domanda ? - Io. - Vai.
Per me non bisogna mai rinunciare a noi stessi, qualunque cosa siamo.
Manuel, hai appena fatto un'interrogazione e hai preso otto.
Ti dà fastidio quello che dico ?
Perché dovrebbe darmi fastidio ?
Durante le lezioni cerco di parlarti e di farti dire quello che non dici.
- Se vuoi parlarmi, smetti di parlarmi di Filosofia. - Va bene.
Che ci hai fatto con i 2000 euro di tua madre ?
Chi ti ha detto dei soldi ?
Tua madre dice che ti servivano per un motorino. L'hai comprato ?
Sono cose mie... personali.
- Sono troppi per restare cose personali. - Ho aiutato un amico.
-Chi è ? Manuel ? -Anche se fosse ? Che differenza fa a chi do i soldi ?
- Non ti fidi di me ?
- No, non mi fido di Manuel.
- In due settimane mi ridà i soldi. - E come li guadagna ?
- Lavoretti. - Che tipo di lavoretti ?
- Non lo so, si è indebitato e lo aiuto. - Con chi ?
Non lo so ! Non mi faccio gli affari degli altri, non sono come te.
Mi dispiace per quello che ho combinato, va bene ?
- Capito ? Mi dispiace. - Non sai che casino hai fatto.
L'unico modo per riparare la macchina che hai rotto
è trovarne una identica.
Poi Sbarra smonta i pezzi e io li monto sul motore nuovo.
- Che cosa vuol dire "trovare" ? - Secondo te che vuol dire ?
- La devo rubare. - Ma che sei matto ?
Non puoi dirgli di no ? Che se non la smettono li denunci ?
Ricordi come mi hanno ridotto ? Se li denuncio, mi ammazzano.
Comunque la macchina l'ho trovata. Sta in un garage condominiale.
Se vuoi darmi una mano, aiutami a rubarla.
- Non ci pensare troppo perché non ho tempo. - Va bene.
Ci sto. Quando è ?
- Stasera. - Stasera ?
- Che c'è ? E' un problema ? - No, nessun problema.
- Che devo fare ? - Poi te lo dico. Ti mando un messaggio. - Sì.
- Mmm ? - Pronto ?
- Dante...
- Ciao.
Puoi passare da me un momento, per favore ?
Adesso sono a scuola, sono occupato.
Mi dispiace per come ci siamo lasciati
ma io ero preoccupata per Manuel.
Però adesso è anche peggio.
Ho trovato qualcosa... Non riesco a capire.
Mi sbrigo e vengo da te. Stai tranquilla.
- Va bene ? - Grazie. - Ciao.
- Vi consiglio Ibsen, questo qui. - "Il gabbiano", invece ?
- E' fantastico. - Buongiorno. - Ciao. - Salve.
Dante, come mai accompagnerai tu i ragazzi al Museo di Scienze ?
Volevo parlare di Darwin, è il luogo più adatto.
Il luogo più adatto è la classe. Per te è impensabile.
- Per lui è difficile avere un approccio normale. - Sì.
-Per te che vuol dire "normale" ? Tu sei normale ? -Lascia perdere me.
Secondo il programma tu dovresti stare ai filosofi greci.
Invece ho saputo che hai spiegato Foucault, pieno Novecento.
Che vuoi che capiscano i ragazzi di Foucault ?
- Capiscono tutto. - Hai presente il programma ministeriale
a cui si attengono i docenti ?
Certo, ma secondo me andrebbe rovesciato.
Oh, Signore ! Lui lo rovescia.
-Che intendi dire ? -Prendiamo la tua materia, Italiano.
Sarebbe più interessante iniziare con gli autori contemporanei
e finire con le origini. - C'è la storia da seguire.
- C'è un ordine cronologico. - La cronologia uccide la passione.
Generazioni di italiani hanno studiato così e adesso arriva lui.
Infatti c'è il calo demografico.
Questo arriva dopo. Morelli, prendiamo anche l'Arte.
Secondo te, è più difficile spiegare la street art
o un pittore classico ? Non so, aiutami.
- Tintoretto. - Tintoretto. - Che c'entra ? - Non rispondergli.
Lui vuole passare da Pompei a Andy Warhol. Ignoralo.
Vi saluto. Viva Andy Warhol !
Allora, io vi consiglio Ibsen.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Ah.
- Ciao, Cecilia. - Ciao. - Mi stavo vestendo, sono a casa.
Aureliano ha lasciato la sacca da viaggio qui.
- Sì. - Gli serve perché passa due giorni a Firenze con il padre.
Tra un'ora io dovrei venire a scuola. Tu ci sei ?
No, sto uscendo in questo momento. Vado di fretta. Ci risentiamo ?
Figurati, vai pure.
- Okay, ciao. - Ciao.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Chi è ?
> Sono Dante.
- Ciao. - Grazie per essere venuto subito.
- Eh ! - Avevi ragione, ho pensato a quello che mi hai detto.
Io sono stata troppo gentile con Manuel.
- Hai guardato tra le sue cose ? - Sì.
Nel posto dove teneva i soldi non c'è più niente.
- Ti faccio vedere un posto dove passa le ore. - Okay.
- Questo posto ? - Fa parte della proprietà.
Prima c'era un meccanico, poi se n'è andato.
Manuel ci fa i suoi lavoretti.
- Ti sembra rubata ? - Non lo so, ma c'è una cosa che mi preoccupa.
- Cioè ? - La macchina è vecchia, vale poco. - Mmm.
-Però hanno montato un motore nuovo, forse anche truccato. -Ah.
Hai detto che Manuel frequenta uno con la faccia da delinquente.
- Sì, ha brutti giri. - Ah. - Sono andato a trovarlo
fingendo di cercare dei pezzi. Io non mi preoccuperei troppo.
All'età di Manuel anch'io avevo brutti giri.
Si sopravvive, no ?
- Ci si può salvare.
- Mmm.
- Andiamo, perché se torna Manuel... No ? - Sì.
- Ciao. - A domani. - Ciao.
- Mamma !
- Amore !
Ciao, amore ! Come stai ? Tutto bene ?
Andiamo ? Andiamo a mangiare ?
Simone ti parla mai di Manuel ?
Simone è in un momento un po' difficile.
- Perché ? Che succede ? - Perché ?
- Si è innamorato di tuo figlio. - Di Manuel ?
Sì, proprio... di lui.
- Manuel non mi ha detto niente. - Perché non lo sa.
- Non mi ha detto che tuo figlio... - Io lo scopro adesso.
- Non te l'ha detto lui ? - Lui mi dice solo le cose basilari
per mantenere un minimo di civiltà.
Questo è quanto.
- Quando ti ho visto fuori dalla scuola ho pensato una cosa. - Cioè ?
Dopo quella notte in ospedale perché non ci siamo frequentati ?
- I nostri figli sarebbero cresciuti insieme, sarebbe stato bello. - Sì.
Magari hai ragione.
- Mi sarebbe piaciuto frequentarti prima. - Ma io non sono come sembro.
Sono anche un bravo professore, ma per il resto sono un disastro.
Sì ?
- Non ti credo. - Davanti a un rapporto impegnativo, scappo sempre.
- Sì ? Solo avventure ? - Praticamente.
Non ti credo lo stesso.
Perché non mi hai detto che eri sposata e hai un figlio ?
- Che ne sai ? - Potevi dirlo che hai una famiglia
e vai a prendere tuo figlio a scuola. - Mi hai pedinata ?
Sì. Che c'è di male ?
Entra.
Il signore alla guida dell'auto è Stefano, il mio ex marito
ma siamo separati da due anni. - Però vi vedete.
Certo, per il bambino. Sta un po' con lui, un po' con me.
Lo portiamo allo zoo, al luna park...
Tra l'altro io lo odio. Le montagne russe mi fanno paura.
Con me non avresti paura di niente.
- Manuel... - Che cosa ?
Questa storia deve finire, è una follia.
Perché ?
Guardaci, potrei essere tua madre ! Non fare finta di niente.
Allora facciamo così. E' la prima volta che ti vedo
mi sono innamorato di te in tre secondi e ti bacio io.
No, Manuel, per favore.
Allora che facciamo ?
- Che proponi ? - Ehm... Cuciniamo.
- Mi dài una mano ? - Alice, sono serio.
Che facciamo ?
Facciamo quello che facevamo prima di conoscerci
e tu trovi una ragazzetta della tua età che ti voglia bene.
Io ho già una ragazza. Si chiama Chicca.
Vedi ? E' con Chicca che devi stare.
Vuoi dire che se ci incontriamo al bar neanche ci salutiamo ?
- Se ci incontriamo al bar, ti offro la colazione. - Niente più ?
Niente più.
Come vuoi.
- Ciao. - Ciao. Io vado. - Dove vai ?
- E' così interessante ? - Scusami, ti faccio questa domanda.
Ti senti molto forte utilizzando questo tipo di atteggiamento ?
Rispondi. Ti senti forte ?
- Sì. - Sì, eh ? Puoi sederti un secondo ?
Poi ti lascio andare. Un secondo solo, dài !
Poi ti faccio andare. Tutto bene, mamma.
Io vorrei trasportare il discorso dalla forza ideale che tu proponi
a una forza più terrena, concreta.
Ti propongo il classico braccio di ferro tra padre e figlio.
- Sei sicuro ? - Molto sicuro.
Il braccio va dietro quando si fa a braccio di ferro.
- Ti do anche un piccolo vantaggio, va bene ? - Il vantaggio serve a te.
Allora senza vantaggio.
- E ci si guarda negli occhi. - Così ti spezzo un braccio.
Stiamo a vedere.
Hai una buona tecnica. Dove l'hai imparata ?
In carcere. Era l'unico modo per comunicare.
Non è abbastanza.
Ecco qua. Hai visto, mamma ?
Abbiamo finalmente capito che Simone è forte. Bene !
- Ora puoi andare. - Grazie. - Dove vai ?
- Dado... - Ho chiesto dove va, nulla di eccezionale. - Da Manuel.
A fare che cosa ?
- A studiare. - Mmm. - Abbiamo la verifica di Matematica.
- Siamo sicuri di questo, sì ? - Sì. Non ci credi ?
- Buona giornata. - A voi. - Salutami Manuel.
L'ho fatto vincere, non è che...
- Sì ! - E vabbè, allora no.
Marta, vai a prendere due cestelli, per favore.
Tutto bene ?
- Insomma.
- Che succede ?
Sono indietro con dei pagamenti.
- Puoi anticiparmi qualcosa ? - Ti do io quello che ti serve.
- Ma io non li voglio così. Te li restituisco. - Va bene.
Due mensilità bastano ?
Sì ! Sì, grazie.
- Poi me li togli un po' alla volta dagli stipendi. - Okay.
Grazie, sei gentile.
Grazie, davvero. Grazie.
Guarda. Eccola là.
- E' perfetta. - Sì.
Andiamo.
Allora, facciamo così.
Aspettiamo che arriva una macchina, poi io entro.
- Tu fai il palo davanti alla fotocellula. Quella. - Va bene.
Se senti movimenti strani, polizia, guardie...
Stai in campana.
Mettiti qua.
Dài !
Non ci credo, ce l'abbiamo fatta ! E' stato fantastico !
Ti rendi conto di quello che abbiamo fatto ? Oh !
Simone, io ero costretto, tu no. Perché l'hai fatto ?
Siamo amici, no ? A che serve, se poi non ci diamo una mano ?
Ho fatto io il danno, dovevo rimediare.
- Pensa se lo scopre tuo padre. - Lui è l'ultimo dei problemi.
Stai buono, su.
- Simone, ci stanno le guardie. - Cazzo. E adesso ?
- Oh, Manuel... - Stai calmo.
Non ce l'hanno con noi. Non dice a noi. Vai, vai, vai !
- Ah ! - Porca troia ! - Non ci credo ! - E' andata.
Ehi ! Quando finiamo, ti va di berci qualcosa insieme ?
No, grazie.
- Sono stanca morta. - Dormi da me. - E' meglio di no.
Potresti credere di più in me e mettere un po' di pensieri da parte.
Credere in te ?
- Come ? - Capire... quanto ti voglio bene.
- So che mi vuoi bene. - No. - Sì.
E quanto sono felice quando posso abbracciarti.
Quando non ci sei non faccio altro che pensarti.
Mi pensi ogni tanto ?
Sì. Ogni tanto, sì.
Però Ettore, io non credo tanto ai...
Sto comprando una casa. Tu e Manuel potreste stare da me.
- Non è così semplice. - Parlerò con Manuel. E' grande, capirà.
No, per carità ! Ha un carattere...
- Vieni a dormire da me e ne parliamo. - No. - Perché no ?
Per favore, ti ho detto di no.
[I CANI ABBAIANO]
Piano, piano ! Non tirare. Dài, andiamo. Piano !
Entra dentro.
Il cane morto buttalo nella discarica. Vado a dormire.
Buonanotte.
Occhio, eh ?
[CAMPANELLA]
- Eccoli ! Arrivano i più belli ! - Pista ! (insieme) Oh !
- Sì, stanno insieme. - Guarda chi sta arrivando !
(insieme) I Re di Roma ! - Roma è nostra ! - Ah, bello !
- Bello ! - Oggi offro il caffè. - Buongiorno. - Buongiorno.
Bella, zi' !
Siete una bella coppia tu e Chicca.
- Senti, ma non è che niente, niente... - Che cosa ?
- Te la scopi ? - Perché, si vede così tanto ?
Io non so se lo sta facendo per ripicca a Manuel.
- Non lo so. Perché lo chiedi a me ? - Tu sei amica di Chicca.
- Volevo capire che ha in testa. - Scusa, non posso aiutarti.
- Mi sono rotta di risolvere gli impicci degli altri. - Vabbè.
- Penserò a me. - Hai problemi ? - Sì, anche se nessuno lo vede.
- Ti odio, mi fai schifo ! Stronza ! - Oh ! Che hai, sei impazzita ?
Hai il coraggio di dirmi che sei la mia migliore amica ?
- Fallo ! Guardami ! - Oh ! Si può sapere che hai ?
- Ti sei scopata Matteo. - Luna, mi fai spiegare ?
Non voglio le tue scuse ! Non mi parlare più !
- Non ti voglio più vedere ! Vaffanculo ! - Luna ! Fammi...
Senti, volevo dire...
- Matteo, mi fai parlare un attimo con Chicca ? - Sì.
- Non sei stato gentile con Matteo. - Aspetta.
- Pure tu non lo sei con me in questi giorni. - Mmm ?
- Invece tu come sei ? - Il solito stronzo.
- L'unica cosa giusta che hai detto da un po' di giorni. - Aspetta.
Sei bella con 'sti capelli rossi. Che vogliono dire ?
Che sono incazzata nera con te.
- Lasciami. - Che c'è ? Non ti posso più toccare ?
Si può sapere che vuoi ?
Voglio farmi perdonare, no ?
Dài.
No.
- Ho avuto un brutto periodo. - Comodo ! - Ora è finito. - Certo.
Se stai bene, sparisci. Quando stai male, torni.
Non sono un campione di coerenza, però ho i miei pregi. No ?
- No, non mi pare. - Non ti pare. Che hai, Chicca ? Sei strana.
Non sono strana.
- Sono diversa da quella che diceva sempre di sì. - Diversa ?
E come ?
Te lo dico io, tanto prima o poi te dicono gli altri.
Dirmi che cosa ?
Sono stata con Matteo.
- In che senso ? - In quel senso lì.
- Stai scherzando ? - No.
- Ti sei scopata Matteo ?
- Mmm.
- Matteo della classe nostra ? - Sì, quel Matteo. Uno ne conosco.
- Manuel ! (insieme) Manuel ! - Manuel ! Manuel !
- Che hai fatto con Chicca ? - Fermatelo ! - Matteo ! - Basta !
- E' impazzito. > Chi urla ? - Ah, pezzo di merda...
Oh, stai buono !
Vergognatevi. Guardate come siete ridotti.
Il tappo nel naso, sudati... Come vi è venuto in mente ?
- Pensavate di stare su un ring di boxe ? - Manuel mi ha aggredito.
Non mi interessa chi ha iniziato.
Vi siete comportati come uomini della Pietra, come trogloditi.
Perché tu cerchi in tutti i modi di rovinarti la vita ? Perché ?
- Ora la povera preside che deve fare ? - Io lo so bene.
-Certo. -Devo sospenderli. -Esatto ! Deve sospendervi, sono d'accordo.
Totalmente !
Anche se secondo me...
sarebbe più efficace una sospensione simbolica.
- In che senso ? - Se li mandi a casa, questi sono contenti.
Ho capito, ma che dovrei fare allora ?
La scuola che segnale darebbe ?
- Li mando a casa per cinque giorni. - E' meglio un solo giorno
ma con l'obbligo di stare in classe
e di scrivere un tema lungo su quello che è successo oggi.
Allontanandoli, tradiamo la nostra missione di farli studiare.
Eh ?
Che dici ?
Va bene, vada per la sospensione simbolica e per il tema
ma voglio controllare la vostra situazione scolastica
e decidere se prendere anche altri provvedimenti. - Giusto.
Fate di sì con la testa. Potete farlo ? Bene.
- Meno male che doveva rimanere tra di noi. - Te lo porto in classe.
- Manuel, dove vai ? - Vado a casa.
- Non puoi, questo non è un albergo. - Questo non è il mio posto !
Mi sono rotto di sentire lei, la preside, tutti !
- Non ho soldi né una donna e presto neanche una casa ! - Che dici ?
Ci hanno mandato una lettera di sfratto.
Mi sono rotto dei traslochi, dei creditori, degli uomini di mamma !
- Lascio la scuola. - Scordatelo. - Voglio fare i soldi. - Come ?
- Come capita ! Spacco una vetrina, rubo. - Non dire stronzate.
- Sono serio, non scherzo ! - Tu hai talento, devi solo studiare di più.
- Che studiare ? Ormai per me quest'anno è andato ! - Non è vero !
Puoi recuperare. Dipende da te, solo da te. Capito ?
Allora ?
Com'è andata ? Quanti giorni vi ha dato la preside ?
- Uno. - Uno ? - Sì, ma con l'obbligo di frequenza.
Ah, ma allora andiamocene tutti a casa !
Ormai questa scuola è il Paese dei balocchi, il Paese dei babà !
Su, andate in classe, via !
- Levati.
- Via, brutti caproni.
Transumate in classe.
Brr ! Forza, eeh !
Ridi, vedi che ti faccio dopo.
Grazie alla brillante prova pugilistica dei vostri due colleghi
oggi interrogo.
No, professo', oggi no !
Voglio sentire tutti con domande a raffica.
- Una domanda, un voto. - No, professore...
- Chicca ? - Ecco... - Di chi era madre Clitemnestra ?
Ehm... di Giasone ?
Risposta errata. Tre !
Monica, il giambo originale ripreso poi da Ovidio
era il ditirambico ?
Direi di no, prof.
Invece io direi di sì. Tre.
- Alé. - Giulio, àncora di salvezza !
Vuoi provare a sollevare la media riassumendo la questione omerica ?
Ehm... Veramente, io...
Ehm... L'avevamo fatta il mese scorso.
"Tu quoque" ! Quattro.
Laura, te lo ricordi tu, anima mia
di chi era madre Clitemnestra ?
Allora, Clitemnestra era madre di Oreste e Ifigenia ?
Oh, Dio sia lodato ! Risposta esatta.
Invece di Giasone che cosa mi dici ?
- Sempre io, prof ? - Certo, cara.
Ehm...
Allora, Giasone... Dunque...
- Tempo scaduto. Matteo ? - Giasone ?
Era quello del vitello d'oro.
Certe altezze ti sono precluse.
Non era il vitello, ma il vello d'oro.
- Che cos'è ? - Tre meno meno.
- Perché a me meno meno e agli altri tre e basta ? - Così, perché mi va.
E poi per farvi capire che di fronte al potere
la vostra vita futura non sarà una passeggiata, belli miei.
[FISCHIO]
[APPLAUSI]
Eccoci.
Di che dobbiamo parlare ?
Eh !
Di me.
Ho sbagliato ad andarmene e a lasciare te e tua madre da soli.
Cercavo un po' di pace, ma non l'ho trovata.
Adesso sono tornato e sei tu a chiedermi di avere pace.
Stamattina mi hai detto: "Lasciami in pace."
Ma io non lo farò perché l'ho fatto per troppo tempo.
Questo che cosa vuol dire ?
Mi accusi di non essere un buon padre e magari hai ragione.
Allora da adesso in poi farò come fanno i padri normali.
Quindi rompo i coglioni e do consigli.
Primo consiglio.
Lasciati vedere per quello che sei.
No ? Per quello che vali perché tu vali.
Secondo consiglio.
Prova a vivere la felicità perché la meriti. Prima o poi arriverà.
Tutto ciò che una persona cerca nell'altro tu già ce l'hai.
La sensibilità, la forza... l'onestà. L'onestà !
A te manca solo l'altro pezzo, di trovare l'altra metà.
- Non sarà facile. - No ! Per niente.
E' sempre stato molto difficile.
Parli con uno che proprio... Eh ?
Però il mondo è pieno di persone in cerca d'amore.
Basta guardarsi intorno e lasciarsi vedere per quello che si è...
senza fare finta di essere qualcos'altro.
Hai capito ?
(In questi giorni penso spesso a noi due)
(ma faccio fatica a parlarti, per questo provo a scriverti.)
(Mi sto convincendo che tra noi è tutto un equivoco.)
(Quello che c'è stato quando eravamo giovani aveva un senso.)
(Non si può tornare indietro e io non lo voglio.)
(Forse anche perché...)
(mi sto innamorando di un altro.)
Ma che cazzo sto scrivendo ?
[RINTOCCHI DI CAMPANE]
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Pronto ? Ciao. - Ciao. Ti disturbo ?
- Sei con altre persone ? - No, sono solo.
Volevo dirti che la visita al museo è fissata per domani.
- E' una bella notizia. - Dove sei ?
- Sono a vedere mio figlio che gioca a rugby. - Io...
Io mi sento un po' sola.
Tu sei molto lontano da casa mia ?
- Ti andrebbe di passare qui ? - Ah !
Beh, dammi un minuto... e mi organizzo, okay.
- Okay, ciao.
- Ciao.
[FISCHIETTI'O]
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Pronto ? - Lombardi caro, come va ? Sono Dante Balestra.
- Professore, che succede ? - Niente di grave.
- Tu sei un appassionato di teatro, no ? - Certo. Perché ?
- Ti piace "Casa di bambola" di Ibsen ? - La conosco a memoria.
Immaginavo ! Per caso conosci Virginia Villa ?
E' la mia attrice preferita. Ho visto tutti i suoi spettacoli.
Stasera dovevo andare a teatro con lei.
Ho un piccolo impedimento e mi chiedevo se puoi sostituirmi.
- Tra l'altro è un palco bellissimo. - Come no ? Volentieri !
Mi fa piacere.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Uffa !
- Pronto ? - Mamma ? - Ah ! Chi è ? - Come "chi è" ?
Sono io, hai un figlio solo.
Ah ! Scusa, non ti avevo riconosciuto.
- Dimmi, caro. - Allora, non inalberarti subito.
Purtroppo per questa sera ho un piccolo impedimento.
Quindi stasera non mi accompagni a teatro
e devo andarci da sola come un cane ?
-Mamma, per piacere... -Sarebbe la prima volta in vita mia.
Non so se supererò un'esperienza così devastante.
Non ti mando a teatro da sola. Anzi, ho una bella notizia.
Ti ho trovato un cavaliere migliore di me.
E' un appassionato di Ibsen ed è un tuo grande ammiratore.
- Sei contenta ? - Beh, un ammiratore...
Allora mi fa piacere.
- Vedi ? - Va bene, ciao.
Bene ! [CAMPANELLO]
- Ciao. - Ciao.
Questi sono per te.
# Mmm, mmm, mmm... #
Ah !
-Buonasera. -Lei deve essere il professor Lombardi. -Sì, sono io.
-Piacere, Virginia Villa. -Signora, io so benissimo chi è lei.
Sa anche che sono la mamma del suo collega Dante Balestra ?
[RISATA DI VIRGINIA]
Perdoni il mio imbarazzo, ma suo figlio non mi ha detto nulla.
-Io sono un suo grande ammiratore. -Bene. -Ho visto i suoi spettacoli.
- "Tre sorelle"... Fantastico ! - Vogliamo andare ? - Sì.
- Prego, signora. - Poi inizia e perdiamo il momento più importante.
Ettore ?
Senti, io ci ho pensato bene.
E' meglio se non vengo più qui.
Perché ?
Per noi, ma soprattutto per te.
Mi sembra di essere ingiusta. Ti fai un film che io non voglio.
E' meglio se finiamo qui.
- Che ho fatto di sbagliato ? - Tu non hai fatto niente.
Io e te non siamo una cosa felice.
Io non voglio illuderti.
Avrei dovuto capirlo da solo. Veramente l'avevo capito.
Va bene, allora...
- Ciao.
- Aspetta !
Non ho fatto in tempo a segnarti. Qui ci sono le due mensilità.
- Non posso accettarle. - E io te le do lo stesso.
Tu sei troppo buono.
Se fossi un po' più stronzo, con le donne ti andrebbe meglio.
Può darsi, ma andrebbe peggio con me stesso.
No.
Il personaggio è fragile.
[# VUOI MORIRE E VIVERE CON ME ? #]
Grazie.
[# E POI COSI' IL TUO RITORNO]
[# ECLISSI IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO.]
[# MI TRASFORMO CERCANDO LUCE IN FONDO AL MONDO.]
[# INSIEME UN INGANNO NON C'E'.]
[# E' SOLO UNA FOLLIA]
[# UN SALTO NEL VENTO]
[# UN'ORA NELLO SPAZIO]
[# UN PUNTO NEL TEMPO. #]
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
[# UN APPUNTAMENTO]
[# UN BATTITO PERPETUO]
[# CHE DURA UN MOMENTO.]
[# MA IL MOMENTO PER FERMARE IL TEMPO]
[# NON E' MAI]
[# E CAPIRO' SE CAPIRAI. #]
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