All language subtitles for Un.Professore.1x06.Giordano.Bruno.iTALiAN.1080p.WEBDL.x264-GeD

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Original subtitles

Ah, buongiorno !

- Sono la nonna di Simone. - Buongiorno. L'ho riconosciuta.

- Complimenti ! Lei è un'attrice sublime. - Grazie.

- Lei è la mamma di Manuel. - Sì. - Anita, vero ?

- Sì. - Vuole un caffè ? E' appena fatto.

Grazie. E' così gentile.

Mi perdoni, mi sono addormentata sul divano.

Ieri sera sono crollata, poi con le scarpe.

Che problema c'è ? Guardi come sono scesa io stamattina !

- Ciao, mamma. - Ah, Dado. - Ciao, Dante. - Lei è Anita.

Sì, lo so. Perché sei già vestita a quest'ora ?

- Devo uscire. Ho avuto un calo di voce ieri. - Ah.

-Devo andare in farmacia perché devo fare due doppiaggi. -Ti saluto.

- No ! I capelli. - Lei ha questa cosa. - La prossima volta.

- Ciao. - Arrivederci. - Questa è la situazione.

- Quanto è bella tua madre ! - Prendi quello che vuoi.

- Fai tu, io sono una frana. - Grazie.

Eccoci.

- Ieri mi parlavi di Manuel. - Vuoi ? - Sì, grazie.

Semplicemente...

questa cosa che vuole andare via mi ha completamente destabilizzata.

Mi ha messo addosso uno stato di agitazione costante

come se il resto non bastasse. - In che senso ? - No, niente.

Il mutuo, i prestiti, le bollette da pagare

gli uomini sbagliati...

- Eh ! - Mamma ? - Ciao, ragazzi.

- Che ci fai qua ? - Come stai ? - Bene.

- Che hai fatto all'occhio ? - Mi sono menato con due.

- C'era pure lui. - Quando sono arrivato, se ne sono andati.

Perché 'ste cose capitano solo a te ? Me lo spieghi ?

Perché ? Che ho fatto di male io ? E' una maledizione ?

- E' colpa mia ? - E' colpa mia, allora ? - Ma la moto ?

- Dimmi della moto. - Dio, che sciagura !

- La moto ? - Sì, la moto.

Hai detto che volevano rubarla, ma qui sei venuto con lui.

La moto che fine ha fatto ?

La moto sta... dalle parti di Porta Maggiore.

- Di Porta Maggiore ? - Sì.

Va bene, adesso noi andiamo via da qua.

Ci siamo già presi troppe libertà.

- Posso finire di fare colazione ? - Sbrigati.

Ti aspetto in macchina.

- Non ci hanno creduto. - Tuo padre no, mia madre sì.

- Nemmeno tua madre. - Che ne sai ? - Fidati.

- Grazie per tutto quello che fai per Manuel. - Mi fa piacere.

- Oddio, scusa ! - Di che ? Figurati.

- Che imbarazzo ! Perdonami, non so che mi è preso. - No, mi fa piacere.

- Vado. Ciao. - Sì, ciao.

- Ciao, grazie. Ciao. - Ciao.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

Ce l'hai fatta.

- Posso sapere a chi scrivi ? - Alla mia amante.

- A quest'ora le amanti dormono. - Infatti non mi risponde.

- Mi accompagni in un posto ? - Scusa, non puoi venire a casa ?

- Che hai stamattina ? - Niente ! Non ho chiuso occhio.

-Mi sono preoccupata. Ti sei visto ? -Sono vivo. Tu sei viva ?

Sì, quindi...

- Ma di chi è questa macchina ? - E' di Ettore. - Ah.

Sennò come facevo ?

-Togli i piedi da là ! -La pulisce. -Guarda che hai fatto, cretino !

Aspetta un attimo ! Questa storia fa acqua da tutte le parti.

Mi dici che è successo veramente a Manuel ?

- Non posso. - Perché ? - Manuel è libero di fare quello che vuole.

- E se gli succede qualcosa ? - Io mi faccio i fatti miei.

- I fatti tuoi ? Ti sembra una cosa bella ? - Ogni tanto.

Ciao.

- E' proprio bella la madre di Manuel. Mmm ? - Sì.

- Sì, è bella. - Anche se ha qualcosa di triste negli occhi.

Sì, e le donne così ti fanno perdere la testa e ti fanno stare male.

- Sono molto meglio quelle allegre e positive. - Non sono d'accordo

ma non discuto di donne con te.

- Ecco, non è il caso. - Ah, a proposito... - Sì.

- E' arrivata questa per te. - Ah. - Ciao. - Ciao, mamma.

Adesso stai esagerando perché...

- Che hai fatto alla faccia ? - Sono caduto in moto ieri sera.

- Ti fa male ? - Non troppo.

Dài, entra.

Forse se mi dài un bacino qua, passa tutto.

- Qua ? - Mmm.

Un po' più in basso.

Qui.

"Quali colombe dal disio chiamate"

"con l'ali alzate e ferme al dolce nido"

"vegnon per l'aere dal voler portate."

- Che vuol dire "disio" ? - Ehm... Che c'è scritto nella nota ?

Non eri preparato sulla Divina Commedia ?

Sono preparatissimo.

Stai lì imbambolato. Che hai ?

Sono un po' imbarazzato... con la frangetta così.

- Prendo il cappello ? - No, no !

Che palle domani la verifica su questi due stronzi !

E' roba semplice. Stammi a sentire.

Paolo e Francesca mettono le corna a Gianciotto

che li scopre e li "strippa".

- Fine. - Sai che sei proprio un demente ?

-Io sto uscendo. Ho lasciato l'arrosto in forno, guardalo. -Okay.

- Okay. Ciao. - Arrivederci.

La sorella preferita ?

Sì, la figlia perfetta.

Io sono la scema di casa.

Perché dici così ? Tra tutte quelle che conosco, sei la migliore.

Sì, come no ?

Tu hai mai la sensazione che la vita vera è da un'altra parte ?

Che noi stiamo qui come in un carcere

senza coraggio, senza verità ?

Che c'entra adesso la verità ?

Che dici ? Come mi starebbero i capelli azzurri ?

Luna dice che mi starebbero benissimo.

- Perché non te la fili Luna ? - Oddio...

- Hai già un'altra storia ? - No, non ho storie.

- Perché me lo chiedi ? - Perché da sola io non ci so stare.

- Come fai ? Perché non fai niente ? - Che dovrei fare ?

- Non so, cercati qualcuna. - Io qualcuna già l'avrei trovata.

Manuel ? Manuel, svegliati...

Ancora un minuto.

Va bene, adesso vado.

Poi...

volevo dirti che è l'ultima volta che ti presenti qui.

Non può andare avanti. Lo capisci ?

No. Perché ?

- Perché no. - E' così bello.

Sì, è bello, ma non esiste

che andiamo avanti così.

Adesso non vai a raccontare in giro quello che è successo, vero ?

A chi dovrei raccontarlo ?

Magari a scuola.

Voi maschi stronzi andate sempre a raccontare in giro queste cose

quando succedono. - Io no.

Dài, adesso fai una bella doccia e sparisci.

Mmm.

- Così ti fai la doccia ? - Sì.

- Ciao. - Ah ! - Che esagerato !

- E vai via. - Sto male.

Oddio, l'arrosto !

- No ! - E' andato ?

Completamente.

Vabbè, è successo per una buona causa.

- Adesso vai, ci manca solo che ti trova qua. - No.

Come va ?

Che ci fa qua, prof ?

Volevo parlare con tua madre, visto quello che è successo.

- Lasci stare, le madri si agitano. - Mmm.

Se non può farsi i fatti suoi, parli con me.

Devi uscire da quei giri. Vedi che ti hanno fatto ? Guardati.

- Mi sono difeso dai ladri. - Ancora con questa storia ?

Erano quelli dello sfascio, eh ?

Erano quelli dello sfascio.

Che ne sa lei dello sfascio ?

- Ha parlato con Simone ? - No ! Simone ti tiene il gioco.

- Non voglio venire a cercarti in carcere. - Dentro non ci finisco.

Lo diceva anche qualcuno che conosco, ma non è andata così.

- Mi tocco le palle, con tutto il rispetto. - Se ti accontenti...

Chi era ?

Un ragazzo che vedo domani al carcere minorile di Napoli.

- La storia non si ripete. - Sicuro ?

Sì.

- Ciao. - Arrivederci.

- Dado, guarda. - Grazie. - Ti porti questi. - Grazie.

- Un maglioncino ? - Mi hai dato tre maglioni.

- Sto fuori un giorno. - Se cambia il tempo... - Grazie.

Oggi tu hai lavorato ?

Mi sono divertita, ho doppiato un cartone francese.

Una vecchia oca dello Yorkshire, molto upper class.

- Ciao, Simone. - Ciao. - Sei in partenza ?

- Sì, sì. Un giorno solo, vado a Napoli. - Mmm.

- E' per la lettera di ieri ? - Mi ha convocato un magistrato.

Mimmo, un mio studente, è nei guai con la giustizia e vogliono sentirmi.

Che tipo di guai ?

-Tentata rapina, tentato omicidio... Ha tentato un po' di tutto ! -E tu ?

- Che cosa c'entri ? - Il giudice vuole capire

se posso essere accusato di favoreggiamento.

- Favoreggiamento ? - Sì. - Perché ?

Perché dopo i fatti, Mimmo era venuto a casa mia.

Aveva capito di avere fatto una stupidaggine, era disperato.

- Tu l'hai aiutato a nascondersi ? - No, non l'ho nascosto.

Volevo che si costituisse, ma la polizia è arrivata prima.

Tutto qua.

Mi preoccupa il fatto che possa avere una condanna pesante

e da maggiorenne venga trasferito in un carcere per adulti.

Lì se non sei un delinquente, spesso lo diventi.

- Dado, però questa non è una tua responsabilità. - Sì.

Non puoi salvare tutti gli studenti. Sei un professore.

Il fatto è che ogni anno mi si presenta un Mimmo.

Chi è il Mimmo quest'anno ?

- Manuel. - Esatto.

Va bene, allora fai buon viaggio.

- Grazie. - Ciao, nonna. A dopo.

- Vuoi un tè ? - Sì, mamma, grazie. - Ecco.

Com'è la tua vita ? Sei felice ?

Non lo so.

- Perché me lo chiedi ? - Perché ti vedo malinconica.

Sei sicura di stare bene da sola ?

Non credi che sarebbe meglio vivere con qualcuno su cui contare ?

Certo, ma dove sono gli uomini così ?

Neanche tu eri così.

Le persone cambiano, sai ?

Sì, forse.

Ultimamente mi sta capitando di pensarci.

Che potresti innamorarti sul serio ?

Mmm. Sì e la cosa mi spaventa parecchio.

No, scusa, Ettore.

No, sono molto stanca e devo tornare a casa.

- Vieni a dormire da me. - No, ti ho detto di no.

Vorrei confrontare la versione della tentata fuga da casa sua

che il ragazzo ci ha fornito con la sua versione. - Va bene.

- Era presente, no ? - Sì. Mimmo aveva dormito da me.

- Faceva colazione quando gli agenti hanno suonato. - Che ha fatto ?

Ha cercato di calarsi nel terrazzo sottostante

passando dal mio balcone. - Lei l'ha aiutato ? - No.

- Ma non ha provato neanche a dissuaderlo. - No.

Ero senza parole per la sua disperazione.

C'era un salto di venti metri, poteva morire.

- Può andare. - Grazie.

(in napoletano) Qui non è come a scuola.

Non ci sono quelli come voi.

Ci sono i nervi scoperti. Ogni tanto ci scappa una rissa.

- Tu tieniti alla larga, no ? - Io lo faccio. - Mi raccomando.

- Ti è arrivato il pacco ? - Sì, ma non dovevate.

Senti, tu hai più o meno l'età di mio figlio.

Si chiama Simone. Voi siete convinti di sapere tutto.

Invece ti informo che non sapete niente.

Che dobbiamo sapere ?

Io sono nato storto. Mia madre ha provato a raddrizzarmi

ma chi nasce quadrato non muore tondo, è tutto segnato.

- Non è vero. - E' tutto scritto. - Non è così.

La nostra vita è nelle nostre mani.

Il nostro destino lo guidiamo con le nostre mani. Hai capito ?

Sono belle parole come quelle che ci dicevate a lezione

però a me non sono servite. Qua dentro io dovevo finire.

Sono finito qua dentro come mio padre e mio fratello.

Secondo te io sono venuto da Roma per sentirti dire queste stronzate ?

Professore, non serve che venite. Vi fa male al cuore.

Vi arrabbiate. Vedete ? Dite pure le parolacce.

Professore, io vi voglio bene.

Mi dispiace che siete dovuto andare via a causa mia. Non è giusto.

Hai detto che tua madre ha cercato di aiutarti e non c'è riuscita.

Che volevi dire ?

- Le madri non possono riuscirci mai. - Perché ?

Sono troppo buone, hanno gli occhi che le tradiscono.

Per esempio, mamma mi vuole troppo bene.

Infatti era come cieca. Non voleva vedere.

Sapeva solo dire: "Stai attento, Mimmo. Stai attento."

Professore, mi dispiace. Il tempo è scaduto.

Fai il bravo, eh ?

Professo' !

- Grazie. - Grazie a te.

Andiamo.

- Mi segui ? - Ti serve la scorta. - No, ormai mi hanno già picchiato.

- Dove cazzo vai ? - Che cazzo fai ? - Levati dal cazzo !

- Di' all'amico tuo di levarsi dal cazzo. - No.

Lui è un fratello per me.

-Sbarra può riprendersi la macchina. -Sbarra vuole spiegarti delle cose.

- Non ci vengo allo sfascio. - Ti conviene, sennò viene lui qua.

Poi devi farlo entrare e presentargli tua madre.

- Che cazzo c'entra mia madre ? - Lo dico pure io. Che gli dico ?

- Ci devo pensare. - Sbrigati, sennò domani ti prendo per le palle.

Tu fatti i cazzi tuoi la prossima volta.

- Oh. - Fanculo, cazzo !

Fanculo !

- Ciao. - Ciao, Floriana. Scusami, ti ho svegliata ?

No, qui siamo un'ora prima. E' successo qualcosa a Simone ?

No, ma per caso ti ha parlato di un suo amico di nome Manuel ?

No, non mi ha mai parlato di Manuel. Perché me lo chiedi ?

Manuel è quello che si dice la "pecora nera" della classe.

Non studia, ha pochi soldi e se li vuole procurare

anche con metodi non proprio trasparenti.

Dio santo ! E Simone gli va dietro ?

Sì. Quando l'hai sentito l'ultima volta ?

Giorni fa mi ha chiesto i soldi per un motorino.

- Quali soldi ? - Voleva usare i 2000 euro che ho messo sulla carta.

Tu gli dài 2000 euro senza dirmelo ?

Perché ? Che paure hai ?

Non deve comprare nessun motorino ! Ha detto una stronzata !

- Così mi stai facendo preoccupare, Dante. - Scusami.

Ehm... E' stata una giornata molto difficile.

Sono stato al carcere minorile a Napoli. Scusami per il tono.

Magari ci risentiamo. Ciao.

Scusami ancora. Buonanotte.

-E' permesso ? -Venga.

Perché ha telefonato fingendo che mia madre stesse male ?

Per farti uscire. Ero qua sotto quando hai aperto il portone.

- Sono incazzato nero con lei. - E' legittimo

però a parte la sensazione di panico che di sicuro hai provato

come è stato uscire dopo così tanto tempo ?

- Mi sono sentito come... - Come ? - Come una specie di alieno.

Perché ? Ce l'hai fatta. Non è successo niente.

Sì, ma tutto mi metteva a disagio.

- "Tutto" che cosa ? - C'erano dei ragazzi appena usciti da scuola.

Si spingevano tra loro, si prendevano a parolacce.

- Ridevano anche. - Quando venivi a scuola facevi le stesse cose, no ?

No. L'ultimo periodo a scuola per me è stato un po' un inferno.

- Perché ? - Tutti mi prendevano in giro

o mi deridevano sui social e altre cose.

- Quali cose ? - Non mi va di ricordarle.

E' possibile che non ci fosse nessuno con il quale parlavi ?

Sì... parlavo un po' con Luna.

Anche con Laura. Le ragazze sono meglio dei maschi.

Laura, poi... Beh !

- Eh... Mi piaceva molto. - Mmm.

Però lei neanche mi guardava, era tutta per Simone.

Non più adesso, si sono lasciati. L'ha lasciata lui.

Deve essere diventato proprio scemo.

- Lega ! - Siamo pronti ? - Via !

- Vi... (insieme) Ta ! - Vi... (insieme) Ta !

[FISCHIO] Vai !

Schiena ! E' gioco !

Ritmo, ritmo ! Vai, vai !

Avevo anche intenzione di scriverle un'e-mail, però poi non l'ho fatto.

- Perché ? - Ci sarei rimasto male, se mi avesse detto di no.

Perché non le scrivi adesso ?

- Ora ? - Eh.

Ora la mia vita fa schifo.

Che fa ? Non parla più ?

No, voglio che tu ascolti nella tua testa

quello che hai appena detto.

Se ti sei reso conto che la tua vita qua dentro fa schifo

siamo già un bel passo avanti, no ?

- Ma io non voglio fare passi avanti. - Mmm.

Perché non provi a scrivere a Laura usando uno pseudonimo ?

Fai un profilo di posta elettronica usando un altro nome

e le chiedi di intrattenere con te... una conversazione.

Sì, ma...

- Provaci. Che può succedere di male ? - Niente.

Niente, infatti. No ?

Senti un po'.

Perché non vuoi raccontarmi che succedeva a scuola ?

Perché...

Perché la verità...

La verità mi uccide.

[CAMPANELLA]

Prendete giubbotti, zaini e venite con me.

Vi porto nel posto ideale per l'argomento di oggi.

- Su che è la lezione oggi, prof ? - La verità.

Allora, ragazzi ! Ecco lì la sua statua. E' Giordano Bruno.

Quando aveva la vostra età entrò in convento per studiare

ma dopo dieci anni scappò perché accusato di avere idee eretiche

cioè pensieri vietati. Cominciò a viaggiare.

Roma, Genova, Tolosa, Parigi, Londra...

- Già c'era l'Erasmus ? - Non fare il cretino.

Una volta tornato in Italia fu arrestato

perché non volle ritrattare le sue idee.

Okay ? E fu condannato a morte.

Esattamente dove oggi c'è la sua statua

il 17 febbraio del 1600 fu arso vivo.

- Che aveva detto di tanto grave ? - Lui pensava con la sua testa.

Amava la verità e sosteneva che la vita era inutile

senza la libertà di espressione.

Voi sentite di avere la libertà di dire ciò che pensate ?

- Giulio ? - Io dico che non è facile dire la verità.

- Bisogna avere coraggio. - Coraggio e verità vanno sempre di pari passo.

-Chicca, tu che pensi ? -Abbiamo già fatto il discorso sul coraggio.

- Manuel ? - Lei ha detto che se uno dice la verità

il potere gliela fa pagare. - Ma l'alternativa è mentire, no ?

- Certo. - Mentire è come nascondersi. - Che c'è di male ?

Caro Manuel, il male è quello di non avere la libertà

di dire quello che si fa il pomeriggio.

Per Matteo potrebbe essere non dire quello che ha dentro.

- Che hai dentro ? - Cose che non mi va di dire a tutti.

Però magari una persona la trovi

una ragazza a cui ti piacerebbe dire quello che pensi.

Giordano Bruno amava avere la libertà di dire che tutto è vivo.

- Gli alberi, il cielo, il mare... - Poi gli hanno chiuso la bocca.

Sì, ma è grazie a persone coraggiose come lui

se oggi tu puoi dire ciò che pensi.

Balestra ? Hai formulato un pensiero alto ?

- Il mio pensiero è che è ora di ricreazione. - Ricreazione ?

-Sì. -Vuoi la pizza ? Giordano Bruno sarebbe stato d'accordo

ma all'epoca la pizza non era ancora stata inventata.

Dài ! Mangiamo la pizza.

Comunque ragazzi

per me chi pensa con la sua testa fa uno sport estremo.

Chiunque lo fa finisce male.

- Non hanno fatto tutti la fine di Giordano Bruno. - No ?

- Socrate ? - E' un'altra cosa. - Non gli hanno dato la cicuta ?

Galileo Galilei non ha dovuto dire che la Terra era ferma ?

Oscar Wilde è finito in carcere solo perché era gay.

Al posto loro io stavo zitto.

- Certo che sei proprio un eroe. - Senti un ronzio ? E' fastidioso.

- Lascia stare. - Che buona 'sta pizza ! - Monica ? - Mmm ?

Hai voglia di andare a fare una passeggiata domani ?

- O quando vuoi tu. - Io e te da soli ?

Beh... sì.

Sì, potremmo andare al cinema. Che dici ?

Sì. L'unica donna con cui ci sono andato è mia madre.

- Posso ? - Sì.

- Quant'è buona ! - E' fresca. - Sì.

La lezione di oggi su Giordano Bruno mi ha fatto venire in mente me e te.

-Forse anche noi abbiamo dei segreti nascosti, no ? -Non ti capisco.

Il fatto che sia andato via di casa tanti anni fa

non è un motivo sufficiente per vederti così inquieto, triste.

Magari ci sono delle cose che non mi dici. Vorrei capire perché.

- Quali sarebbero le cose che non ti dico ? - Non lo so.

E tu ? Quali sono le cose che non mi dici ?

Delle cose per me difficili...

di tanti anni fa. - Posso ?

Sì, certo.

- Ah-ah ! - Professore.

- Fatto una buona passeggiata ? - Sì, ottima.

Purtroppo, esimio collega, io mi devo essere perso

la direttiva del provveditore che suggerisce

di andare a spasso con le classi invece di fare lezione.

- Noi l'abbiamo fatta. Arrivo ! - Hai interrogato ? Hai dato voti ?

Hai messo dei brutti voti ?

- No, perché sono tutti bravissimi. - Certo.

Tutti dei geni, come no ? Figuriamoci !

Bravo, continua così. Ne parliamo alla fine del quadrimestre.

(Per innamorarsi... ci vuole un cuore leggero.)

Ieri ho finito di rileggerlo per la seconda volta. E' bellissimo.

- Alla fine mi sono commossa. - Sì, la fine è fortissima.

Quando Holden dà appuntamento a Phoebe per dirle addio.

- Sì, quel momento... - Ti lascia senza fiato.

Pazzesco ! Due innamorati che sanno di non potere stare più insieme.

Bellissimo !

Ma loro due non stanno insieme.

No, però Holden e lei si danno l'ultimo appuntamento.

- Che vuol dire che non stanno insieme ? - Phoebe è la sorella.

Ha dieci anni.

Ah, dici "la sorella" ? No ! Vabbè, la sorella...

Sì, io parlavo... dell'altra, no ?

"L'altra" chi ? Scusa, ma hai letto o no il libro ?

- Vuoi la verità ? Quella che secondo il professore... - Sì !

Non l'ho mai letto.

Allora perché me l'hai regalato ?

Non sono stato io a regalartelo.

- Quindi tu non hai scritto neanche la dedica ? - No.

Allora chi l'ha scritta ?

Non lo so, il libro era sul banco.

- Mi hai fatto credere... - Eri così felice, non volevo deluderti.

Invece mi hai delusa e mi hai anche presa in giro.

Guarda... sei un ragazzino.

-Vabbè, ma io... -Ragazze, non potete capire. -Che è successo ?

Non mi ha lasciato Aureliano questo sul banco.

- Perché questa faccia ? - Ho fatto un casino. - Perché ?

Ho voluto dire la verità a Monica e lei mi ha mollato.

- Che le hai detto ? - Non le ho regalato io "Il giovane Holden"

e non l'ho letto. Lei l'ha presa male.

Dire la verità è sbagliato.

No, lei si è arrabbiata solo perché prima le avevi mentito.

- Prima o dopo che importa, prof ? - No, te lo posso dire ?

Secondo me Matteo non avrebbe mai mentito sul libro.

Che dici, Luna ? I ragazzi sono tutti mostri.

- No, lui no. - Esagerata. - Sì ! - Ma chi è stato a scriverla ?

Non lo so, forse un ragazzo timido.

- Ma chi ? - Chi è timido ? - Buongiorno, ragazze !

(insieme) Buongiorno. - Un caffè. - Prof, scusi. - Sì, prego.

- Secondo lei a scuola c'è un ragazzo timido ? - Direi di sì.

- Anche in classe nostra ? - Ovvio !

Secondo me in classe sono tutti timidi tranne Matteo e Manuel.

- A loro non avevo neanche pensato. - E' normale tra gli adolescenti.

Si chiama "rincoglionimento".

Ho dei dubbi a legarci insieme tutta la vita.

E' così che intendo il matrimonio, legarsi per sempre.

Eh ! Capisci ?

Ma io sono d'accordo con te. Hai ragione.

Amore, senti.

Perché non vai a metterti le scarpe da ginnastica e andiamo a correre ?

- Ti passa tutto. - E' una pessima idea. - Scusate !

Nessun disturbo, anzi. Scusa.

- Ti cercavo. - Sì ? - Sì.

- Volevo parlarti di Simone. - Ah. - Io vado, ho la mia ora.

Dante, dille che una corsa le farebbe bene.

Sta vivendo la classica crisi prematrimonio. Buon lavoro.

Ciao, buona giornata.

- Secondo me ha ragione. - Non lo difendere.

E' noioso, terribilmente. Comunque anch'io ho lezione.

- Dimmi. - Simone non studia più. - Non gli piaceva la Matematica ?

Sì, ma non apre libro e non fa gli esercizi.

Pure i colleghi hanno notato un cambiamento. Che gli succede ?

Non lo so, all'inizio pensavo che dipendesse dal mio ritorno

ma adesso non riesco più a capire. Vabbè, ci parlerò.

Comunque grazie.

Figurati.

[CAMPANELLA]

- Tu hai lezione ? - Non ho capito... No !

E' perché è l'orario per gli incontri con i cosi...

- Con i genitori. - Con i genitori, sì.

- Allora ciao. - Ciao.

[NOTIFICA DAL CELLULARE] Ho una richiesta di contatto.

E' un anonimo che si firma The Pen, "la penna".

- Che vuole ? - Scrive di scambiarci delle e-mail. - In che senso ?

Parla di corrispondenza

scriverci che cosa pensiamo, che facciamo durante la giornata...

- Lascia stare, è un maniaco. - Stai attenta con queste cose.

Vabbè, però sembra educato.

Io potrei anche accettare.

- Però... Boh, non lo so. - Perché, che dubbi hai ?

- Pensi ancora a Simone ? - Certo che ci penso.

- Perché, tu non pensi a Manuel ? - No.

Io voglio vivere la mia vita con chi mi va.

Alice !

- Ti ho detto di non cercarmi più o sbaglio ? - Sì.

Però io non sono d'accordo.

- Questa storia deve finire. - Perché ? Che facciamo di male ?

Per essere amici dobbiamo fare finta che non sia successo niente.

Amici ? Che dici ? L'amicizia tra uomo e donna non esiste.

Io devo andare, scusami.

Ciao.

- Sì ? - Posso ? - Ohi. - Ciao. - Ciao, grazie.

- Ho fatto prima che ho potuto. - Vai ! Riprendi fiato.

- Che altro ha combinato Manuel ? - No, niente.

In realtà era solo una scusa per vederti.

Volevo parlarti di Manuel e capire se insieme possiamo dargli una mano.

- Lo bocciano anche quest'anno ? - No, non è questo il problema.

- Allora... - Oddio.

Secondo me Manuel si sta avvicinando...

a mondi pericolosi. Eh ?

Ti ha mai parlato di un certo Sbarra ?

- No. - Questo Sbarra è un tipo poco raccomandabile.

Ha un sacco di precedenti penali

ma soprattutto ha un posto

dove smontano macchine... chiamiamole "usate".

Sì, lui mi dice che in certi posti va a comprare dei ricambi.

Questo può essere vero

ma quando hai scoperto che aveva quei soldi, che hai fatto ?

- L'ho pregato di dirmi la verità. - E lui ? - Non me l'ha detta

ma la volta dopo gli ho detto di stare attento. - Non basta !

Non basta dirgli di stare attento.

Non lo so, secondo me Manuel non fa niente di male perché lui è buono.

Sono tutti buoni finché non diventano cattivi.

- Che cosa devo fare secondo te ? - Ci devi parlare !

Se tu hai la sensazione che Manuel non ti dica la verità, diglielo.

Se hai la sensazione che ti prenda in giro, diglielo.

Va bene tutto, ma non le bugie.

Se hai la sensazione che si senta furbetto, devi dirgli che è stupido.

- Capito ? - Perché parli così ? Che tono è questo ?

Che c'entra ? Parliamo di Manuel.

- Non devi parlare male di Manuel. Non mi piace. Capito ? - Va bene.

Io so che lo fai per il suo bene, però non dirlo lo stesso

perché mi fa incazzare. Va bene ?

Quello che è successo tra noi... Lo so, non avrei dovuto.

Però io non ti capisco.

- Non parliamo di me, ma di Manuel. - Certo, è meglio non confonderci.

- Eh. - Tu pensi al suo rendimento scolastico e io penso al resto.

- Questo non è il modo... - Mi insegni a fare la madre ?

- No ! - No. - Non voglio insegnarti a fare la madre

ma secondo me sarebbe meglio...

Non mi interessa che sarebbe meglio per te.

Io so che cosa è meglio per mio figlio. Grazie.

Mettiti seduto là.

Preferisco stare in piedi.

- Hai paura che Zucca ti meni un'altra volta ? - Più o meno.

Vabbè, fai come ti pare. Basta che mi segui nel ragionamento.

Perché ti avevo dato la macchina ? Perché era così preziosa per me ?

- Perché aveva il motore modificato. - Mmm.

- Perciò era adatta a fare che cosa ? - Non lo so. - Sforzati.

- Forse una rapina ? - Bravo ! Quando vuoi, ci arrivi alle cose.

Me lo dicono pure a scuola.

La macchina non serviva a me

ma a gente a cui non puoi dire di no.

E io gli ho detto di no per colpa tua

e l'hanno spostata alla settimana prossima.

In che senso ? Quella macchina non è pronta tra una settimana.

- Non si trovano i pezzi nemmeno a pagarli. - E non li pagare.

Ne cerchi un'altra. La smontiamo, la rimontiamo.

- Ti diamo i pezzi che ti mancano. - Dove la trovo una uguale ?

Cazzi tuoi ! Stiamo a Roma.

Ci sono due milioni di macchine che ci avvelenano tutti giorni.

Giri e la trovi. Sono cazzi tuoi, non me ne frega niente.

Ti conviene.

Ti conviene.

Qua dentro c'è tutto quello che mi hai chiesto.

Potrai fare una splendida lezione sull'evoluzionismo.

- Grazie. - Naturalmente devi partire dalle orecchie.

Ah ! Non lo sapevo.

Fin dai tempi antichi i lobi delle orecchie erano attaccati alla testa

e a mano a mano si sono staccati. - Ah, vedi ?

Giudicando dal mio lobo

tu mi definiresti uomo "arretratus" o "evolutus" ?

- Molto "arretratus". - "Arretratus". Invece tu ?

- Io ? - Sì. - Non so, dimmi tu. - Fammi controllare.

Bene, sì.

- Molto evoluta. - Mi stai facendo la corte ?

No, no ! Non faccio la corte, non saprei neanche come si fa.

No, direi di no.

Io stavo andando in un posto a leggere.

Ti è mai capitato di leggere separati, ma vicini ?

- No. - Non hai mai fatto questa esperienza ? - No.

- Se vuoi, ti faccio vedere come si fa. - Sì, volentieri.

- Prima ho da finire delle cose. - Io ti precedo e tu mi raggiungi.

Okay, fammi sapere dove.

Ti mando un messaggio con la localizzazione

perché sono molto "evolutus".

- Ciao. - Ciao. Evolutus ? - Sì ? - E' di là.

E' di là ? Infatti, dicevo...

Lobi straordinari, eh ?

Insomma ?

- Avevo ragione ? - Sì.

- Non pensavo che una cosa semplice come leggere fosse... - Romantica ?

Seducente.

Non so se posso fidarmi di te.

Diciamo che puoi fidarti per un semestre. No ?

- E poi ? - Beh, nessuno sa il "poi".

- Ciao. - Ciao.

-Senti, a scuola i professori dicono che non studi. -Chi lo dice ?

- Tutti. - Che fai, mi controlli ? [ROMBO DI MOTORE]

- Dovevi pensarci prima, no ? - Ma prima studiavi.

- Se mi va, andrò bene anche quest'anno. - Cambia tono con me.

Sì.

- Che ci fai qui ? - Ahò ! Hai rotto tu la macchina ? - Piano.

- L'hai fatto o no ? - Parla piano, c'è mio padre. - Allora ?

- L'hai fatto o no ? - No, non so di che parli. - No ?

Questo ? E' tuo o no ?

- Ooh ! E' tuo o no ? - Sì. - Sì. Quindi ?

- Sì. - "Sì" ? Perché ? - Non lo so, mi dispiace.

Ti dispiace un cazzo ! Un altro po' e mi ammazzavano ! Perché ?

- Non lo so, mi dispiace. - Perché ? Che cazzo cercavi ? Che vuoi da me ?

[VOCI NON UDIBILI]

- C'era Chicca che piangeva. - Non me ne frega un cazzo !

- Simo', ti sei comportato da stronzo ! O no ? - Sì.

- Bravo ! - Tu fai lo stronzo tutti i giorni. - Io ? Vaffanculo !

[VOCI NON UDIBILI]

- Ciao. - Ciao.

- Come stai ? - Bene.

Ho pensato tanto a quello che è successo tra di noi.

Credo di doverti dire la verità.

Avrei voluto dirtela prima, ma era poco chiara anche a me.

C'è un'altra persona.

Ma non è una ragazza.

Ma che dici ?

Che vuol dire che non è una ragazza ?

Tu... Tu non sei...

Mi sono innamorato di uno come me.

Questa cosa non è facile da accettare.

Per questo ti ho lasciata

anche se ti voglio un bene dell'anima.

Però...

non sapevo come dirlo, non sapevo a chi dirlo.

Sapevo solo che la prima persona che doveva saperlo eri tu.

- Ti chiedo scusa. - No, non ti devi scusare.

Vieni qui.

Ti voglio bene anch'io.

-Indovina di chi mi sono innamorato. -Di chi ?

Del più bello, del più stronzo e del più etero di tutta la scuola.

No ! Manuel ?

Non ci posso credere.

Sì.

L'altra sera quando non è venuto alla festa, stavo impazzendo.

- Volevo andare a schiantarmi sulla Tangenziale. - Lui lo sa ?

Macché.

Ha una storia con una donna più grande, non pensa a me.

Mi dispiace. Povero !

Povero Simone.

Ho trovato una macchina da rubare per i pezzi di ricambio.

- Però è complicato. Quanti giorni ho ? - Sei.

- Sei ? - Nel settimo il furgone trasporta i soldi.

Filano via su un'altra macchina e dopo 400 metri trovano questa.

- Questo non voglio saperlo. - Invece sì, io te l'ho detto

perché se fai brutti scherzi... - Quali scherzi ?

- Questa è la mia strada, non torno indietro. - Bravo.

Hai saputo chi ha fatto quel casino in officina da te ?

Il fratello di una cretina che ho lasciato.

Falle incazzare le donne, altro che sesso debole !

- Non ci ho mai capito un cazzo con le donne. - Sei frocio ?

- Non capisco... - Ciao, mamma.

- Dado, ciao ! - Ciao. E' mia questa felpa ? - Ti scoccia ?

- No. Come va ? - Bene, tu ?

Ho fatto un casino con la madre di Manuel.

Volevo aiutarla e invece credo di averla offesa.

- Perché ? Che le hai detto ? - Volevo convincerla

a tenere più sotto controllo suo figlio.

Però sono stato un po' brusco, un po' duro.

Io non voglio che finisca come Mimmo, tutto qui.

Ti vedo molto coinvolto.

- Lo sono, è un mio studente. - Intendevo con lei.

C'entra qualcosa il fatto che lei è l'unica persona

che ti ha visto quella notte in ospedale ? - Non lo so.

- Che c'entra ? - E' un pensiero come un altro.

- Ah. - Comunque in questi casi basta chiedere scusa.

[NOTIFICA DI SMS] Ah.

Ecco.

- Stasera Simone non viene a cena. - Ah.

Hai scoperto che cosa lo fa stare così teso in questi giorni ?

Forse no, forse sì, forse non voglio neppure saperlo anche se potrei.

- Che vuoi dire ? - Ieri ho parlato con la madre.

Lei mi ha sentito teso e mi ha detto che ha la password del suo computer

ma non penso che sia giusto farlo. - Non farti tanti problemi morali !

Usa quella password. Usala.

[# NEI MILLENNI, TUTTI GLI ANNI]

[# ASPETTANDO PRIMAVERA.]

[# UN PLATONE, UN BOTTICELLI D'EMBLE'E.]

[# LA MAIEUTICA DEL FAI DA TE.]

[# VUOI MORIRE E VIVERE CON ME ?]

[# E POI COSI' IL TUO RITORNO]

[# ECLISSI IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO.]

[# MI TRASFORMO CERCANDO LUCE IN FONDO AL MONDO.]

[# INSIEME UN INGANNO NON C'E'.]

[# E' SOLO UNA FOLLIA... #]

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