Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ah, buongiorno !
- Sono la nonna di Simone. - Buongiorno. L'ho riconosciuta.
- Complimenti ! Lei è un'attrice sublime. - Grazie.
- Lei è la mamma di Manuel. - Sì. - Anita, vero ?
E' appena fatto.
Grazie. E' così gentile.
Mi perdoni, mi sono addormentata sul divano.
Ieri sera sono crollata, poi con le scarpe.
Che problema c'è ? Guardi
- Ciao, mamma. - Ah, Dado. - Ciao, Dante. - Lei è Anita.
Sì, lo so. Perché sei già vestita a quest'ora ?
- Devo uscire. Ho avuto un calo di voce ieri. - Ah.
-Devo andare in farmacia perché
- No ! I capelli. - Lei ha questa cosa. - La prossima volta.
- Ciao. - Arrivederci. - Questa è la situazione.
- Quanto è bella tua madre ! - Prendi quello che vuoi.
- Fai tu, io sono una frana. - Grazie.
Eccoci.
- Ieri mi parlavi di Manuel. - Vuoi ? - Sì, grazie.
Semplicemente...
questa cosa che vuole andare via mi ha completamente destabilizzata.
Mi ha messo addosso uno stato di agitazione costante
come se il resto non bastasse. - In che senso ?
Il mutuo, i prestiti, le bollette da pagare
gli uomini sbagliati...
- Eh! - Mamma? - Ciao, ragazzi.
- Che ci fai qua ? - Come stai ? - Bene.
- Mi sono menato con due.
- C'era pure lui. - Quando sono arrivato, se ne sono andati.
Perché 'ste cose capitano solo a te ? Me lo spieghi ?
Perché ? Che ho fatto di male io ? E' una maledizione ?
allora ? - Ma la moto ?
- Dimmi della moto. - Dio, che sciagura !
- La moto ? - Sì, la moto.
Hai detto che volevano rubarla, ma qui sei venuto con lui.
La moto che fine ha fatto ?
La moto sta...
- Di Porta Maggiore ? - Sì.
Va bene, adesso noi andiamo via da qua.
Ci siamo già presi troppe libertà.
- Posso finire di fare colazione ? - Sbrigati.
Ti aspetto in macchina.
- Tuo padre no, mia madre sì.
- Nemmeno tua madre. - Che ne sai ? - Fidati.
- Grazie per tutto quello che fai per Manuel. - Mi fa piacere.
- Oddio, scusa ! - Di che ? Figurati.
che mi è preso. - No, mi fa piacere.
- Vado. Ciao. - Sì, ciao.
- Ciao, grazie. Ciao. - Ciao.
[SCATTO DELLA SERRATURA]
Ce l'hai fatta.
- Posso sapere a chi scrivi ? - Alla mia amante.
- Infatti non mi risponde.
- Mi accompagni in un posto ? - Scusa, non puoi venire a casa ?
- Che hai stamattina ? - Niente ! Non ho chiuso occhio.
-Mi sono preoccupata. Ti sei visto ? -Sono vivo. Tu sei viva ?
- Ma di chi è questa macchina ? - E' di Ettore. - Ah.
Sennò come facevo ?
-I piedi da lì! -Il pulito. -Guarda che hai fatto, cretino !
Aspetta un attimo ! Questa storia fa acqua da tutte le parti.
Mi dici che è successo veramente a Manuel ?
- Non posso. - Perché ? - Manuel è libero di fare quello che vuole.
- E se gli succede qualcosa ? - Io mi faccio i fatti miei.
- I fatti tuoi ? Ti sembra una cosa bella ? - Ogni tanto.
Ciao.
- E' proprio bella
- Sì, è bella. - Anche se ha qualcosa di triste negli occhi.
Sì, e le donne così ti fanno perdere la testa e ti fanno stare male.
- Sono molto meglio quelle allegre e positive. - Non sono d'accordo
ma non discuto di donne con te.
- Ecco, non è il caso.
- E' arrivata questa per te. - Ah. - Ciao. - Ciao, mamma.
Adesso stai esagerando perché...
- Che hai fatto alla faccia ? - Sono caduto in moto ieri sera.
- Ti fa male ?
Lungo, entra.
Forse se mi dài un bacino qua, passa tutto.
- Via? - mmm.
Un po' più in basso.
Chi.
"Quali colombe dal disio chiamate"
"con l'ali alzate
"vegnon per l'aere dal voler portate."
- Che vuol dire "disio" ? - Ehm... Che c'è scritto nella nota ?
Non eri preparato sulla Divina Commedia ?
Sono preparatissimo.
Stai lì imbambolato. Che hai ?
con la frangetta così.
- Prendo il cappello ? - NO NO!
Che palle domani la verifica su questi due stronzi !
E "Robas seppellito. Soggiornare.
Paolo e Francesca mettono le corna il luglio
- Bene. - Sai che sei proprio un demente ?
-Io sto uscendo. Ho lasciato l'arrosto in forno, guardalo. -Okay.
- Okay. Ciao. - Arrivederci.
La sorella preferita ?
Sì, la figlia perfetta.
Perché dici così ? Tra tutte quelle che conosco, sei la migliore.
Sì, come no ?
Tu hai mai la sensazione che la vita vera è da un'altra parte ?
Che noi stiamo qui come in un carcere
Che c'entra adesso la verità ?
Che dici ? Come mi starebbero i capelli azzurri ?
Dice Luna che mi starebbero benissimo.
- Perché non te la fili Luna ? - Oddio...
- Hai già un'altra storia ?
- Perché me lo chiedi ? - Perché da sola io non ci so stare.
- Come fai ? Perché non fai niente ? - Che dovrei fare ?
- Non so, cercati qualcuna. - Io qualcuna già l'avrei trovata.
Manuel ? Manuel, svegliati...
Va bene, adesso vado.
Poi...
volevo dirti che è l'ultima volta che ti presenti qui.
Non può andare avanti. Lo capisci ?
No. Perché ?
- Perché no. - E' così bello.
che andiamo avanti così.
Adesso non vai a raccontare in giro quello che è successo, vero ?
A chi dovrei raccontarlo ?
Magari a scuola.
Voi maschi stronzi andate sempre a raccontare in giro queste cose
- Io no.
Dài, adesso fai una bella doccia e sparisci.
Mmm.
- Così ti fai la doccia ? - Sì.
- Ciao. - Ah ! - Che esagerato !
- E vai.
Oddio, l'arrosto !
- NO! - E' andato ?
Completamente.
Vabbè, è successo per una buona causa.
- Adesso vai, ci manca solo che ti trova qua. - No.
Come va ?
Che ci fa qua, prof ?
Volevo parlare con tua madre, visto quello che è successo.
- Lasci stare, le madri si agitano. - Mmm.
Se non può farsi i fatti suoi, parli con me.
Devi uscire da quei giri. Vedi che ti hanno fatto ? Guardati.
- Mi sono difeso dai ladri. - Ancora con questa storia ?
Erano quelli dello sfascio, eh ?
Erano quelli dello sfascio.
- Ha parlato con Simone ? - No ! Simone ti tiene il gioco.
- Non voglio venire a cercarti in carcere. - Dentro non ci finisco.
Lo diceva anche qualcuno che conosco, ma non è andata così.
- Mi tocco le palle, con tutto il rispetto. - Se ti accontenti...
Un ragazzo che vedo domani al carcere minorile di Napoli.
- La storia non si ripete. - Sicuro ?
Sì.
- Ciao. - Arrivederci.
- Dado, guardia. - Grazie. - Ti porti questi. - Grazie.
- Un maglioncino ? - Mi hai dato tre maglioni.
- Sto fuori un giorno. - Se cambia il tempo... - Grazie.
Oggi tu hai lavorato ?
Mi sono divertita, ho doppiato un cartone francese.
Una vecchia oca dello Yorkshire, molto upper class.
- Ciao, Simone. - Ciao. - Sei in partenza ?
- Sì, sì. Un giorno solo, vado a Napoli. - Mmm.
- E' per la lettera di ieri ? - Mi ha convocato un magistrato.
Mimmo, un mio studente, è nei guai con la giustizia e vogliono sentirmi.
Che tipo di guai ?
-Tentata rapina, tentato omicidio... Ha tentato un po' di tutto ! -E tu ?
- Che cosa c'entri ? - Il giudice vuole capire
se posso essere accusato di favoreggiamento.
- Favoreggiamento ? - Sì. - Perché ?
Perché dopo i fatti, Mimmo era venuto a casa mia.
Aveva capito di avere fatto una stupidaggine, era disperato.
- Tu l'hai aiutato a nascondersi ? - No, non l'ho nascosto.
Volevo che si costituisse, ma la polizia è arrivata prima.
Tutto qua.
Mi preoccupa il fatto che possa avere una condanna pesante
e da maggiorenne venga trasferito in un carcere per adulti.
Lì se non sei un delinquente, spesso lo diventi.
- Dado, però questa non è una tua responsabilità. - Sì.
Non puoi salvare tutti gli studenti. Sei un professore.
Il fatto è che ogni anno mi si presenta un Mimmo.
Chi è il Mimmo quest'anno ?
- Esatto.
Va bene, allora fai buon viaggio.
- Grazie. - Ciao, nonna. A dopo.
- Vuoi un tè ? - Sì, mamma, grazie. - Ecco.
Com'è la tua vita ? Sei felice ?
Non lo so.
- Perché me lo chiedi ?
Sei sicura di stare bene da sola ?
Non credi che sarebbe meglio vivere con qualcuno su cui contare ?
Giusto, ma dove sono gli uomini così ?
Neanche tu eri così.
Le persone cambiano, sai ?
Sì, forse.
mi sta capitando di pensarci.
Che potresti innamorarti sul serio ?
Mmm. Sì e la cosa mi spaventa parecchio.
No, scusa, Ettore.
No, sono molto stanca e devo tornare a casa.
- Vieni a dormire da me.
Vorrei confrontare la versione della tentata fuga da casa sua
che il ragazzo ci ha fornito con la sua versione. - Va bene.
- Era presente, no ? - Sì. Mimmo aveva dormito da me.
- Faceva colazione quando gli agenti hanno suonato.
Ha cercato di calarsi nel terrazzo sottostante
passando dal mio balcone. - Lei l'ha aiutato ? - No.
- Ma non ha provato neanche a dissuaderlo. - No.
Ero senza parole per la sua disperazione.
C'era un salto di venti metri, poteva morire.
- Può andare. - Grazie.
(in napoletano) Qui non è come a scuola.
Non ci sono quelli come voi.
Ci sono i nervi scoperti. Ogni tanto ci scappa una rissa.
- Tu tieniti alla larga, no ? - Io lo faccio. - Mi raccomando.
- Ti è arrivato il pacco ? - Sì, ma non dovevate.
Senti, tu hai più o meno l'età di mio figlio.
Si chiama Simone. Voi siete convinti di sapere tutto.
Invece ti informo che non sapete niente.
Che dobbiamo sapere ?
Io sono nato storto. Mia madre ha provato a raddrizzarmi
ma chi nasce quadrato non muore tondo, è tutto segnato.
- Non è vero.
La nostra vita è nelle nostre mani.
Il nostro destino lo guidiamo con le nostre mani. Hai capito ?
Sono belle parole come quelle che ci dicevate a lezione
però a me non sono servite. Qua dentro io dovevo finire.
Sono finito qua dentro
Secondo te io sono venuto da Roma per sentirti dire queste stronzate ?
Professore, non serve che venite. Vi fa male al cuore.
Vi arrabbiate. Vedete ? Dite pure le parolacce.
Professore, io vi voglio bene.
Mi dispiace che siete dovuto andare
Hai detto che tua madre ha cercato di aiutarti e non c'è riuscita.
Che volevi dire ?
- Le madri non possono riuscirci mai. - Perché ?
Sono troppo buone, hanno gli occhi che le tradiscono.
Per esempio,
Infatti era come cieca. Non voleva vedere.
Sapeva solo dire: "Stai attento, Mimmo. Stai attento."
Professore, mi dispiace. Il tempo è scaduto.
Fai il bravo, eh ?
Insegnanti!
- Grazie. - Grazie a te.
- Mi segui ? - Ti serve la scorta. - No, ormai mi hanno già picchiato.
- Dove cazzo vai ? - Che cazzo fai ? - Levati dal cazzo !
- Di' all'amico tuo di levarsi dal cazzo. - No.
-Sbarra può riprendersi la macchina. -Sbarra vuole spiegarti delle cose.
- Non ci vengo allo sfascio. - Ti conviene, sennò viene lui qua.
Poi devi farlo entrare e presentargli tua madre.
- Che cazzo c'entra mia madre ?
- Ci devo pensare. - Sbrigati, sennò domani ti prendo per le palle.
Tu fatti i cazzi tuoi la prossima volta.
- OH. - Fanculo, cazzo !
Fanculo !
Scusami, ti ho svegliata ?
No, qui siamo un'ora prima. E' successo qualcosa a Simone ?
No, ma per caso ti ha parlato di un suo amico di nome Manuel ?
No, non mi ha mai parlato di Manuel. Perché me lo chiedi ?
Manuel è quello che si dice la "pecora nera" della classe.
Non studia, ha pochi soldi e se li vuole procurare
anche con metodi non proprio trasparenti.
Dio santo ! E Simone gli va dietro ?
Sì. Quando l'hai sentito l'ultima volta ?
Giorni fa mi ha chiesto i soldi per un motorino.
- Quali soldi ? - Voleva usare i 2000 euro che ho messo sulla carta.
Tu gli dài 2000 euro senza dirmelo ?
Perché ? Che paure hai ?
Non deve comprare nessun motorino ! Ha detto una stronzata !
- Così mi stai facendo preoccupare, Dante. - Scusami.
Ehm... E' stata una giornata molto difficile.
Sono stato al carcere minorile a Napoli. Scusami per il tono.
Magari ci risentiamo. Ciao.
Scusami ancora. Buonanotte.
-E' permesso ?
Perché ha telefonato fingendo che mia madre stesse male ?
Per farti uscire. Ero qua sotto quando hai aperto il portone.
- Sono incazzato nero con lei. - E' legittimo
però a parte la sensazione di panico che di sicuro hai provato
come è stato uscire dopo così tanto tempo ?
- Come una specie di alieno.
Perché ? Ce l'hai fatta. Non è successo niente.
Sì, ma tutto mi metteva a disagio.
- "Tutto" che cosa ? - C'erano dei ragazzi appena usciti da scuola.
Si spingevano tra loro,
- Ridevano anche. - Quando venivi a scuola facevi le stesse cose, no ?
No. L'ultimo periodo a scuola per me è stato un po' un inferno.
- Perché ? - Tutti mi prendevano in giro
Mi deridevano sui social e altre cose.
- Quali cose ? - Non mi va di ricordarle.
E' possibile che non ci fosse nessuno con il quale parlavi ?
Sì... parlavo un po' con Luna.
Anche con Laura. Le ragazze sono meglio dei maschi.
Laura, poi... Beh !
- Eh... Mi piaceva molto. - Mmm.
Però lei neanche mi guardava,
Non più adesso, si sono lasciati. L'ha lasciata lui.
Deve essere diventato proprio scemo.
- Lega ! - Siamo pronti ? - Via !
- Vi... (insieme) Ta ! - Vi... (insieme) Ta !
[FISCHIO] Andare!
Rhythm, Rhythm! Vai, vai!
Avevo anche intenzione di scriverle un'e-mail, però poi non l'ho fatto.
- Perché ? - Ci sarei rimasto male, se mi avesse detto di no.
Perché non le scrivi adesso ?
- Ora? - eh.
Ora la mia vita fa schifo.
No, voglio che tu ascolti nella tua testa
quello che hai appena detto.
Se ti sei reso conto che la tua vita qua dentro fa schifo
siamo già un bel passo avanti, no ?
- Ma io non voglio fare passi avanti. - Mmm.
Perché non provi a scrivere a Laura usando uno pseudonimo ?
Fai un profilo di posta elettronica usando un altro nome
e le chiedi di intrattenere con te... una conversazione.
Sì, ma...
- Provaci. Che può succedere di male ? - Niente.
Niente, infatti. No ?
Senti un po'.
Perché non vuoi raccontarmi che succedeva a scuola ?
Perché...
Perché la verità...
La verità mi uccide.
[CAMPANELLA]
Prendete giubbotti, zaini e venite con me.
Vi porto nel posto ideale per l'argomento di oggi.
- Su che è la lezione oggi, prof ? - La verità.
Allora, ragazzi ! Ecco lì la sua statua. E' Giordano Bruno.
Quando aveva la vostra età entrò in convento per studiare
ma dopo dieci anni scappò perché accusato di avere idee eretiche
cioè pensieri vietati. Cominciò a viaggiare.
Roma, Genova, Tolosa, Parigi, Londra...
- Già c'era l'Erasmus ? - Non fare il cretino.
Una volta tornato in Italia fu arrestato
perché non volle ritrattare le sue idee.
Okay ? E fu condannato a morte.
Esattamente dove oggi c'è la sua statua
il 17 febbraio del 1600 fu arso vivo.
- Che aveva detto di tanto grave ? - Lui pensava con la sua testa.
Amava la verità e sosteneva che la vita era inutile
senza la libertà di espressione.
Voi sentite di avere la libertà di dire ciò che pensate ?
- Giulio ? - Io dico
- Bisogna avere coraggio. - Coraggio e verità vanno sempre di pari passo.
-Chicca, tu che pensi ? -Abbiamo già fatto il discorso sul coraggio.
- Manuel ? - Lei ha detto che se uno dice la verità
il potere gliela fa pagare. - Ma l'alternativa è mentire, no ?
- Certo. - Mentire è come nascondersi. - Che c'è di male ?
Caro Manuel, il male è quello di non avere la libertà
di dire quello che si fa il pomeriggio.
Per Matteo potrebbe essere non dire quello che ha dentro.
- Che hai dentro ? - Cose che non mi va di dire a tutti.
Però magari una persona la trovi
una ragazza a cui ti piacerebbe dire quello che pensi.
Giordano Bruno amava avere la libertà di dire che tutto è vivo.
- Gli alberi, il cielo, il mare... - Poi gli hanno chiuso la bocca.
Sì, ma è grazie a persone coraggiose come lui
se oggi tu puoi dire ciò che pensi.
Balestra ? Hai formulato un pensiero alto ?
- Il mio pensiero è che è ora
-Sì. -Vuoi la pizza ? Giordano Bruno sarebbe stato d'accordo
ma all'epoca la pizza non era ancora stata inventata.
Dài ! Mangiamo la pizza.
Comunque ragazzi
per me chi pensa con la sua testa fa uno sport estremo.
- Non hanno fatto tutti la fine di Giordano Bruno. - No ?
- Socrate ? - E' un'altra cosa. - Non gli hanno dato la cicuta ?
Galileo Galilei non ha dovuto dire che la Terra era ferma ?
solo perché era gay.
Al posto loro io stavo zitto.
- Certo che sei proprio un eroe. - Senti un ronzio ? E' fastidioso.
- Lascia stare. - Che buona 'sta pizza ! - Monica ? - Mmm ?
a fare una passeggiata domani ?
- O quando vuoi tu. - Io e te da soli ?
Beh... sì.
Sì, potremmo andare al cinema. Che dici ?
Sì. L'unica donna con cui ci sono andato è mia madre.
- Posso?
- Quant'è buona ! - E' fresca. - Sì.
La lezione di oggi su Giordano Bruno mi ha fatto venire in mente me e te.
-Forse anche noi abbiamo dei segreti nascosti, no ? -Non ti capisco.
Il fatto che sia andato via di casa tanti anni fa
non è un motivo sufficiente per vederti così inquieto, triste.
Magari ci sono delle cose che non mi dici. Vorrei capire perché.
che non ti dico ? - Non lo so.
E tu ? Quali sono le cose che non mi dici ?
Delle cose per me difficili...
di tanti anni fa. - Posso?
Sì, certo.
- Ah-ah ! - Professore.
- Fatto una buona passeggiata ? - Sì, ottima.
io mi devo essere perso
la direttiva del provveditore che suggerisce
di andare a spasso con le classi invece di fare lezione.
- Noi l'abbiamo fatta. Arrivo ! - Hai interrogato ? Hai dato voti ?
Hai messo dei brutti voti ?
- No, perché sono tutti bravissimi. - Certo.
Tutti dei geni, come no ? Figuriamoci !
Bravo, continua così. Ne parliamo alla fine del quadrimestre.
(Per innamorarsi... ci vuole un cuore leggero.)
Ieri ho finito di rileggerlo per la seconda volta. E' bellissimo.
- Sì, la fine è fortissima.
Quando Holden dà appuntamento a Phoebe per dirle addio.
- Sì, quel momento... - Ti lascia senza fiato.
Pazzesco ! Due innamorati che sanno di non potere stare più insieme.
Ma loro due non stanno insieme.
No, però Holden e lei si danno l'ultimo appuntamento.
- Che vuol dire che non stanno insieme ? - Phoebe è la sorella.
Ha dieci anni.
Ah, dici "la sorella" ? No ! Vabbè, la sorella...
"L'altra" chi ? Scusa, ma hai letto o no il libro ?
- Vuoi la verità ? Quella che secondo il professore... - Sì !
Non l'ho mai letto.
Allora perché me l'hai regalato ?
Non sono stato io a regalartelo.
neanche la dedica ? - No.
Allora chi l'ha scritta ?
Non lo so, il libro era sul banco.
- Mi hai fatto credere... - Eri così felice, non volevo deluderti.
Invece mi hai delusa e mi hai anche presa in giro.
-Vabbè, ma io... -Ragazze, non potete capire. -Che è successo ?
Non mi ha lasciato Aureliano questo sul banco.
- Perché questa faccia ? - Ho fatto un casino. - Perché ?
Ho voluto dire la verità a Monica
- Che le hai detto ? - Non le ho regalato io "Il giovane Holden"
e non l'ho letto. Lei l'ha presa male.
Dire la verità è sbagliato.
No, lei si è arrabbiata solo perché prima le avevi mentito.
- Prima o dopo che importa, prof ?
Secondo me Matteo non avrebbe mai mentito sul libro.
Che dici, Luna ? I ragazzi sono tutti mostri.
- No, lui no. - Esagerata. - Sì ! - Ma chi è stato a scriverla ?
Non lo so, forse un ragazzo timido.
- Buongiorno, ragazze !
(insieme) Buongiorno. - Un caffè. - Prof, scusi. - Sì, prego.
- Secondo lei a scuola c'è un ragazzo timido ? - Direi di sì.
- Anche in classe nostra ? - Ovvio !
Secondo me in classe sono tutti timidi tranne Matteo e Manuel.
- A loro non avevo neanche pensato. - E' normale tra gli adolescenti.
Si chiama "rincoglionimento".
Ho dei dubbi a legarci insieme tutta la vita.
E' così che intendo il matrimonio, legarsi per sempre.
Eh ! Capisci ?
Hai ragione.
Amore, senti.
Perché non vai a metterti le scarpe da ginnastica e andiamo a correre ?
- Ti passa tutto. - E' una pessima idea. - Scusate !
Nessun disturbo, anzi. Scusa.
- Sì ? - Sì.
- Volevo parlarti di Simone. - Ah. - Io vado, ho la mia ora.
Dante, Dille che una corsa le farebbe bene.
Sta vivendo la classica crisi prematrimonio. Buon lavoro.
Ciao, buona giornata.
- Secondo me ha ragione.
E' noioso, terribilmente. Comunque anch'io ho lezione.
- Dimmi. - Simone non studia più. - Non gli piaceva la Matematica ?
Sì, ma non apre libro e non fa gli esercizi.
Pure i colleghi hanno notato un cambiamento. Che gli succede ?
Non lo so, all'inizio pensavo che dipendesse dal mio ritorno
ma adesso non riesco più a capire. Vabbè, ci parlerò.
Comunque grazie.
Figurati.
[CAMPANELLA]
- Tu hai lezione ? - Non ho capito... No !
E' perché è l'orario per gli incontri con i cosi...
- Con i genitori. - Con i genitori, sì.
- Allora ciao. - Ciao.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
E' un anonimo che si firma The Pen, "la penna".
- Che vuole ? - Scrive di scambiarci delle e-mail. - In che senso ?
Parla di corrispondenza
scriverci che cosa pensiamo, che facciamo durante la giornata...
- Stai attenta con queste cose.
Vabbè, però sembra educato.
Io potrei anche accettare.
- Però... Boh, non lo so. - Perché, che dubbi hai ?
- Pensi ancora a Simone ? - Certo che ci penso.
- NO.
Io voglio vivere la mia vita con chi mi va.
Alice!
- Ti ho detto di non cercarmi più o sbaglio ? - Sì.
Però io non sono d'accordo.
- Perché ? Che facciamo di male ?
Per essere amici dobbiamo fare finta che non sia successo niente.
Amici ? Che dici ? L'amicizia tra uomo e donna non esiste.
Io devo andare, scusami.
Ciao.
- Sì ? - Ohi. - Ciao. - Ciao, grazie.
- Ho fatto prima che ho potuto. - Vai ! Riprendi fiato.
- Che altro ha combinato Manuel ? - Na, niente.
In realtà era solo una scusa per vederti.
Volevo parlarti di Manuel e capire se insieme possiamo dargli una mano.
- Lo bocciano anche quest'anno ? - No, non è questo il problema.
- Allora... - Oddio.
Secondo me Manuel si sta avvicinando...
a mondi pericolosi. Eh ?
Ti ha mai parlato di un certo Sbarra ?
- No. - Questo Sbarra è un tipo poco raccomandabile.
Ha un sacco di precedenti penali
ma soprattutto ha un posto
dove smontano macchine... chiamiamole "usate".
Sì, lui mi dice che in certi posti
Questo può essere vero
ma quando hai scoperto che aveva quei soldi, che hai fatto ?
- L'ho pregato di dirmi la verità. - E lui ? - Non me l'ha detta
ma la volta dopo gli ho detto di stare attento. - Non basta !
Non basta dirgli di stare attento.
niente di male perché lui è buono.
Sono tutti buoni finché non diventano cattivi.
- Che cosa devo fare secondo te ? - Ci devi parlare !
Se tu hai la sensazione che Manuel non ti dica la verità, diglielo.
Se hai la sensazione che ti prenda in giro, diglielo.
Va bene tutto, ma non le bugie.
Se hai la sensazione che si senta furbetto, devi dirgli che è stupido.
- Capito ? Che tono è questo ?
Che c'entra ? Parliamo di Manuel.
- Non devi parlare male di Manuel. Non mi piace. Capito ? - Va bene.
Io so che lo fai per il suo bene, però non dirlo lo stesso
perché mi fa incazzare.
Quello che è successo tra noi... Lo so, non avrei dovuto.
Però io non ti capisco.
- Non parliamo di me, ma di Manuel. - Certo, è meglio non confonderci.
- Eh. - Tu pensi al suo rendimento scolastico e io penso al resto.
- Questo non è il modo...
- No ! - No. - Non voglio insegnarti a fare la madre
ma secondo me sarebbe meglio...
Non mi interessa che sarebbe meglio per te.
Io so che cosa è meglio per mio figlio. Grazie.
Mettiti seduto là.
- Hai paura che Zucca ti meni un'altra volta ? - Più o meno.
Vabbè, fai come ti pare. Basta che mi segui nel ragionamento.
Perché ti avevo dato la macchina ? Perché era così preziosa per me ?
- mmm.
- Perciò era adatta a fare che cosa ? - Non lo so. - Sforzati.
- Forse una rapina ? - Bravo ! Quando vuoi, ci arrivi alle cose.
Me lo dicono pure a scuola.
Ma a cui non puoi dire di no.
E io gli ho detto di no per colpa tua
e l'hanno spostata alla settimana prossima.
In che senso ? Quella macchina non è pronta tra una settimana.
a pagarli. - E non li pagare.
Ne cerchi un'altra. La smontiamo, la rimontiamo.
- Ti diamo i pezzi che ti mancano. - Dove la trovo una uguale ?
Cazzi tuoi ! Stiamo a Roma.
che ci avvelenano tutti giorni.
Giri e la trovi. Sono cazzi tuoi, non me ne frega niente.
Ti conviene.
Ti conviene.
Qua dentro c'è tutto quello che mi hai chiesto.
sull'evoluzionismo.
- Grazie. - Naturalmente devi partire dalle orecchie.
Ah ! Non lo sapevo.
Fin dai tempi antichi i lobi delle orecchie erano attaccati alla testa
e a mano a mano si sono staccati. - Ah, vedi ?
Giudicando dal mio lobo
tu mi definiresti uomo "arretratus" o "evolutus" ?
- Molto "arretratus". - "Arretratus". Invece tu ?
- Io ? - Sì. - Non so, dimmi tu. - Fammi controllare.
Bene, sì.
- Molto evoluta. - Mi stai facendo la corte ?
No, no ! Non faccio la corte, non saprei neanche come si fa.
No, direi di no.
Io stavo andando in un posto a leggere.
Ti è mai capitato di leggere separati, ma vicini ?
- No. - Non hai mai fatto questa esperienza ? - No.
- Se vuoi, ti faccio vedere come si fa. - Sì, volentieri.
- Prima ho da finire delle cose. - Io ti precedo e tu mi raggiungi.
Okay, fammi sapere dove.
Ti mando un messaggio con la localizzazione
perché sono molto "evolutus".
- Ciao. - Ciao. Evolutus ? - Sì ? - E' di là.
E' di là ? Infatti, dicevo...
Lobi straordinari, eh ?
Insomma ?
- Avevo ragione ? - Sì.
- Non pensavo che una cosa semplice come leggere fosse... - Romantica ?
Seducente.
Diciamo che puoi fidarti per un semestre. NO ?
- E poi ? - Beh, nessuno sa il "poi".
- Ciao. - Ciao.
-Senti, a scuola i professori dicono che non studi. -Chi lo dice ?
- Tutti. - Che fai, mi controlli ? [ROMBO DI MOTORE]
- Dovevi pensarci prima, no ? - Ma prima studiavi.
quest'anno. - Cambia tono con me.
Sì.
- Che ci fai qui ? - Ahò ! Hai rotto tu la macchina ? - Piano.
- L'hai fatto o no ? - Parla piano,
- L'hai fatto o no ? - No, non so di che parli. - No ?
Questo ? E' tuo o no ?
- Ooh ! E' tuo o no ? - Sì. - Sì. Quindi ?
- Sì. - "Sì" ? Perché ?
Ti dispiace un cazzo ! Un altro po' e mi ammazzavano ! Perché ?
- Non lo so, mi dispiace. - Perché ? Che cazzo cercavi ? Che vuoi da me ?
[VOCI NON UDIBILI]
- C'era Chicca che piangeva. - Non me ne frega un cazzo !
da stronzo ! O no ? - Sì.
- Bravo ! - Tu fai lo stronzo tutti i giorni. - Io ? Vaffanculo !
[VOCI NON UDIBILI]
- Ciao. - Ciao.
- Come stai ?
Ho pensato tanto a quello che è successo tra di noi.
Credo di doverti dire la verità.
Avrei voluto dirtela prima, ma era poco chiara anche a me.
C'è un'altra persona.
Ma non è una ragazza.
Ma che dici ?
che non è una ragazza ?
Tu... Tu non sei...
Mi sono innamorato di uno come me.
Questa cosa non è facile da accettare.
Per questo ti ho lasciata
anche se ti voglio un bene dell'anima.
non sapevo come dirlo, non sapevo a chi dirlo.
Sapevo solo che la prima persona che doveva saperlo eri tu.
- Ti chiedo scusa. - No, non ti devi scusare.
Vieni qui.
Ti voglio bene anch'io.
-Di chi ?
Del più bello, del più stronzo e del più etero di tutta la scuola.
NO! Manuel?
Non ci posso credere.
Sì.
L'altra sera quando non è venuto alla festa, stavo impazzendo.
sulla Tangenziale. - Lui lo sa ?
Macché.
Ha una storia con una donna più grande, non pensa a me.
Mi dispiace. Povero !
Povero Simone.
Ho trovato una macchina da rubare
- Però è complicato. Quanti giorni ho ? - Sei.
- Sei ? - Nel settimo il furgone trasporta i soldi.
Filano via su un'altra macchina e dopo 400 metri trovano questa.
- Invece sì, io te l'ho detto
perché se fai brutti scherzi... - Quali scherzi ?
- Questa è la mia strada, non torno indietro. - Bravo.
Hai saputo chi ha fatto quel casino in officina da te ?
che ho lasciato.
Falle incazzare le donne, altro che sesso debole !
- Non ci ho mai capito un cazzo con le donne. - Sei frocio ?
- Non capisco... - Ciao, mamma.
E' mia questa felpa ? - Ti scoccia ?
- No. Come va ? - Bene, tu ?
Ho fatto un casino Con Madre di Manuel.
Volevo aiutarla e invece credo di averla offesa.
- Perché ? Che le hai detto ? - Volevo convincerla
a tenere più sotto controllo suo figlio.
Però sono stato un po' brusco, un po' duro.
Io non voglio che finisca come Mimmo, tutto qui.
Ti vedo molto coinvolto.
- Lo sono, è un mio studente. - Intendevo con lei.
C'entra qualcosa il fatto che lei è l'unica persona
che ti ha visto quella notte in ospedale ? - Non lo so.
- Che c'entra ?
- Ah. - Comunque in questi casi basta chiedere scusa.
[NOTIFICA DI SMS] IL.
Ecco.
- Stasera Simone non viene a cena. -.
Hai scoperto che cosa lo fa stare così teso in questi giorni ?
Forse no, forse sì, forse non voglio neppure saperlo anche se potrei.
- Che vuoi dire ? - Ieri ho parlato con la madre.
Lei mi ha sentito teso e mi ha detto che ha la password del suo computer
ma non penso che sia giusto farlo. - Non farti tanti problemi morali !
Usa quella password. Usala.
[
[
[ Una bottice di emble'e.
[
[
[
[ IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO.]
[ CERCANDO LUCE IN FONDO AL MONDO.]
[
[
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.