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Original subtitles

Ma', io vado !

Ma' ?

[# E MILLENNI, TUTTI GLI ANNI, ASPETTANDO PRIMAVERA]

[# UN PLATONE O UN BOTTICELLI D'EMBLE'E.]

[# LA MAIEUTICA DEL FAI DA TE.]

[# VUOI MORIRE E VIVERE CON ME ? #]

Manuel, lascia le chiavi della moto.

[LA PORTA SI CHIUDE]

Manuel ! Manuel, le chiavi della moto mi devi lasciare !

Manuel ! Manuel ! Manuel !

Ancora non ti entra in testa ?

I soldi che mi ha dato papà sono miei e li uso come voglio.

Usali in modo sensato. Zaino !

- Lui non ha detto questo. - Lo dico io. Sono tua madre.

- Telefono ! - Pure il telefono. Dove sta ? Eccolo.

Sono grande abbastanza per decidere che fare, non c'è problema.

Il piumino !

Sei tu che non mi dài mai tregua !

- Ho detto al prof che sei una mamma alligatore. - Sì ?

Mi hai fatto passare più tempo con gli animali impagliati

che con gli esseri umani.

Spesso sono anche meglio degli umani.

- Hai preso tutto ? Hai dimenticato niente ? - Mmm !

- Sono le otto passate. Ancora così stai ? - Entro alla seconda.

- Se la scuola non ti piace, lavora con me. - Con il cavolo.

Perché non sei venuta come tua sorella ?

Stella mi aiuta, non mi dà problemi. Non ha mai detto niente.

Non mi ha mai creato nessun problema, al contrario tuo.

Beh ? Che ti succede stamattina ? Farò tardi all'udienza. Sbrigati !

- Arrivo subito, papà. - Arnaldo, lo accompagno io.

Oggi c'è la visita ai lavori di ristrutturazione della scuola.

Come fai a mangiare il kebab alle nove ?

- E' il fisico che me lo richiede. - Nemmeno ingrassi !

Lo prendi vicino scuola o vicino casa ?

- Vicino casa, costa di meno. - Dici ? - Sì. - E ogni mattina ?

- Buongiorno ! - Perché c'è tua madre ? - Per la visita al cantiere.

-Tua madre è bella. -Non cominciare pure tu. -Ti ha adottato ? -E dài !

- Oh ! Ragazzi ! - Oh ! Oh !

I muratori vogliono coprire il muro dell'amore !

- Come ? - Che succede ? Che cos'è il muro dell'amore ?

Venga con noi, professo'.

- Dove andate ? Dove stanno andando ? - Ci penso io.

-Che fa ? -Quello che mi hanno detto di fare, lo rivernicio.

- Ma come ! - Prof, lei sa che cos'è questo ?

E' il muro dell'amore, no ?

- Se ti piace qualcuno, lo scrivi. - A volte il muro aiuta.

- E' così da mille anni. - Riverniciarlo è un sacrilegio.

- Che dobbiamo fare ? - Prego.

Da qui partirà la cablatura per la digitalizzazione delle aule.

Prego ! C'è ancora molto da fare, ma i lavori termineranno

prima dell'inizio del nuovo anno scolastico.

Molte zone sono ancora inagibili.

La vecchia palestra lascia un po' a desiderare

ma vi assicuro che diventerà tutto bellissimo ed efficiente.

Se mi volete seguire, vi mostro i lavori della facciata.

- Grazie. - Sono all'esterno, venite con me.

Guardiamo questo muro, le sue stratificazioni, i graffiti.

Leggiamone qualcuno. "Giulia, ti amo."

"Diego e Fabri" nel cuoricino, "Bea e Mario".

Guardatelo attentamente perché oggi voglio parlare

dell'amore e del filosofo che meglio di tutti l'ha affrontato.

- E' Platone. - "Me cojoni" ! - Ecco ! Platone, dicevamo.

Che fate ? Come mai non siete in classe ?

Cerchiamo di trarre ispirazione poetica dal muro

per parlare del più poetico dei filosofi.

Si può trarre ispirazione anche in classe.

I pensieri fluiscono liberi all'aperto. Lo dice la scienza.

Grazie. Accomodatevi !

Dove dovremmo accomodarci ?

Sulla panchina, sulla bici, appoggiati al muro... Benvenuti !

Mi fa molto piacere.

Per andare avanti con la lezione, avrei bisogno di una coppia di voi.

Non so, Manuel e Monica. Dài, venite qua.

Datemi una mano. Senza paura, non vi faccio niente. Dài !

Venite qua. Dunque, ora vi chiederò di abbracciarvi. Va bene ?

Vai. Okay.

Ecco qua, perfetto. Stringetevi bene.

Abbracciatevi... no ? Oh !

Osserviamo, guardiamo. Eh ?

Per Platone questo era l'uomo all'alba dei tempi.

Un essere doppio che al suo interno conteneva due cuori...

due apparati sessuali compenetrati l'uno nell'altro

e anche due pensieri che funzionavano come se fosse uno.

Però questo essere unico non sapeva nulla dell'amore. Perché ?

Perché era esso stesso... l'amore.

Amante e amato, in se stesso e di se stesso.

- Purtroppo nell'Olimpo gli dèi iniziarono... - A stranirsi.

A stranirsi, esatto ! Perché erano invidiosi

della bellezza e della forza di questa creatura.

Arrivarono a pensare di sterminarla, ma poi chi li avrebbe adorati ?

Allora Zeus prese in mano la situazione.

Decise di usare le sue saette affilate come coltelli...

e li separò. - Mortacci sua !

- Capito ? - Che infame ! - Matteo, come immagini il suono delle saette ?

- Strangt ! - "Strangt". Okay.

Questi esseri separati cominciarono a chiamarsi da una parte "uomini"

e dall'altra "donne". Mmm ?

E provavano un desiderio fortissimo

di recuperare la parte che gli era stata strappata.

Come sappiamo, ancora oggi succede. Che cosa facciamo tutta la vita ?

Continuiamo sempre a cercare disperatamente

quella metà, quella nostra metà

che abbiamo perduto.

Eh ?

Per questo continuiamo a scrivere sui muri i nostri desideri

nella speranza che prima o poi, magari un giorno lontano

possano essere esauditi.

Lei che dice ? Possiamo fare un'eccezione per questo muro ?

Architetto, che facciamo ?

- Vabbè, facciamola. - Evvai !

- Uuh ! - Olé ! - Bravi.

- Mamma, che ci fai qua ? - Le chiavi della moto. - Ah.

- Complimenti, bravo. - Grazie.

Va meglio ?

Simone era la mia metà, Luna.

Ora il mio cuore rimarrà solo per sempre, senza un'anima gemella.

Laura, guardami.

Guardami ! Fattelo dire da me che ancora non l'ho trovata.

La troviamo prima o poi !

Magari tu la trovi a me e io a te.

Sì, ci troviamo un'anima cugina, magari pure di secondo grado.

- Ma pure di seconda mano, così ha più esperienza. - Sicuro.

- Dài, andiamo a prendere un caffè. Ho fame. - No. - Su !

- Dài. - Dài, Luna. - Ti voglio più vivace, più attiva.

- Corsettina ! - Dài, Luna !

- Luna ! - Guarda che puoi correre. - Sì.

Dài !

- Ciao. - Ciao.

- Ciao. - Per lei mia sorella è brava e giudiziosa, ma io no.

Le ho detto: "Magari se sono stronza è anche colpa del tuo Dna."

- Che sei stronza sono d'accordo al 100%. - Quanto sei scemo.

Sabato è anche il mio compleanno.

Se chiedo una festa a casa, quella mi fucila.

- Non possiamo organizzare una festa al Drop ? - E i soldi chi me li dà ?

Io. Ho mille euro.

No ! Fermo, ridammelo !

- "Ti cerco per le strade del mondo, assetato di te" ? - No ! Me lo dài ?

- Dammelo. - Questa è una dichiarazione. - Dammelo !

- Hai capito 'sto sorcetto ? - Oh ! - Non mi dici niente ?

- Lasciami ! - Bello pisellone mio. - Levati !

- Non fare il timido. - Ma va' ! - Sappiamo che sei il poeta.

- Lascialo. - Scusa, eh ? - Complimenti. - Bravo, Matteo !

Grazie, grazie.

- Così ti deprimi. Andando avanti ti deprimi sempre di più. - Vabbè.

Reggi.

- Dobbiamo parlare. - So già che devi dirmi. Lasciami respirare.

Tu ? Laura mi si accolla da due settimane.

"Simone di qua, Simone di là." Piange.

Io le voglio bene, ma ora basta.

- Devo rimettermi con lei per farti felice ? - No, però dimmi la verità.

Che è successo tra voi ?

Hai avuto una crisi mistica ? Vuoi farti frate ?

Mi guardi, per favore ?

- Hai un'altra, vero ? - Sì, ho un'altra. Sei contenta adesso ?

Lo sapevo. Che schifo, Simo'. Siete tutti uguali.

Figurati se mollate una senza avere già il rimpiazzo.

- Chi è la stronza ? - E' di un'altra scuola.

- Posso andare ? E' finito il terzo grado ? - No, torna qui.

Ti sto parlando !

Siete tutti uguali !

- Tutti uguali, spiccicati. Si comportano tutti così. - Sempre.

Vabbè, io vado.

A domani.

Stai a piedi pure oggi ?

No, me l'hanno sistemata.

Quanto ti hanno chiesto ? Con le donne se ne approfittano.

- Perché le donne non capiscono niente di motori, no ? - Beh, no.

Cioè, nel senso che voi donne con i motori non ci sapete fare.

Zitto, stai peggiorando le cose.

Beh ? Che fai là ?

- Ti guardo. - E che guardi ?

- Un asino non può guardare una stella ? - Grazie per la stella

ma non mi sembri un asino. - Sono un asino, dammi retta.

- Però è un modo di dire. - Vabbè, ciuchino. Io dovrei andare.

Poi parliamo della cosa che è successa l'altra volta ?

- Io non ci ho dormito la notte. - Che è successo l'altra volta ?

- Salutami mamma. - Sì. - Ciao.

- Dante ! - Ciao.

- Sono contenta che tu sia venuto. - Il tuo invito è stato perentorio.

Hai detto che non avevi mai visto questo museo !

- Questa è anche la tua città, è assurdo. - Sì, mi vergogno un po'.

Ci tenevo che lo vedessi perché potresti portarci i ragazzi.

Bella idea !

- Ti piacciono i cavallucci marini ? - Sì, da sempre.

Durante il corteggiamento il maschio danza per ore

finché la femmina cambia colore ? - E poi ?

Cambia colore anche lui e porta avanti la gravidanza.

- Questo funziona sempre ? - Ne va della sopravvivenza della specie.

-E la femmina umana ? -La femmina umana distingue, sceglie.

Decide se sì o no, dove, come... e quando.

Dipende da come balla il maschio.

- Sono spacciato, ho 47 di piede. - Io ho 41. - Siamo spacciati.

- Ti ho portato questi. - Non mi va di contarli. Quanti sono ?

- Circa 1500. - Così poco ?

Mille te li ho dati io. Ci hai fatto solo 500 con il fumo ?

- No, ma non posso ridarteli tutti insieme. - Perché ?

- Ho fatto un regalo alla mia ragazza. - Pure !

Bello, ricordati che mi devi dare 2500 euro. La vedi questa ?

-Sì, beh ? -Devi tenermela nascosta, non può stare qui.

- Perché ? - Sono cazzi miei.

Zucca dice che hai una specie di rimessa. Tienila lì.

- Che ci dovete fare ? - Cazzi miei.

- Tu devi solo trattarla bene. Problemi ? - No.

Zucca ti aiuta a portarla da te.

Ora vattene a 'fanculo, ho da fare con i cani. Andiamo !

Vieni.

- Tratta bene questo gioiellino. - Sì.

Oh, moro ! Non si può stare qui.

- Scusi, non lo sapevo. - Che ti serve ?

Cerco i pezzi di ricambio per una moto 750.

- I pezzi delle moto stanno dall'altra parte. - Di là ?

- Allora vado. - Vai. - Un cane sanguina. - Non è un cazzo.

- Allora vado di là ? - Sì, vai. - Grazie mille.

Oh, state buoni !

Sì, va bene.

Va bene.

Vabbè, sì ! Ho capito.

Vengo a prenderti io.

Ti piace ?

Tanto. Tu l'hai letto ?

No... non ancora. Com'è ?

Stupendo. Se vuoi, poi te lo posso prestare.

Io mi sono innamorata di Holden. Lui è...

- Non so come dirti, è proprio... - Autentico.

Sì, è autentico. Come fai a saperlo, se non l'hai mai letto ?

Ho tirato a indovinare.

E' stato un bel pensiero da parte di Aureliano.

Sì, ma in merito a questo dovrei dirti una cosa.

- Che hai lì ? - Ah, Babbo Natale ! - Questo è per te.

-Tra poco è il compleanno di Chicca, non il mio. -Sì, ma questo è per te.

Hai capito ? Vecchio marpione !

Che cos'è ?

- Bello, è una scimmia ! - Un gibbone. - Come ? - E' diverso.

- Il gibbone ha una specialità. (insieme) Eh !

Sì, quello

però anche che quando un gibbone si accoppia con un'altra gibbona

è per tutta la vita. - Allora questo è un contratto.

Questo ti potrebbe ricordare la metà perduta di Platone.

- Grazie. - Di niente. - Poeta ! - Hanno aperto le gabbie ?

No, è solo Aureliano che cerca di accoppiarsi con Monica.

Una scena imbarazzante !

- Ho prenotato al Drop. - Davvero ? - Sì.

Sì ? Magari... può essere la sera giusta per noi.

- Sì ? - Mmm.

- Ti va di essere il mio gibbone ? - Sì, scimmietta. - Sì ?

- Sì ? - Si può ?

Cecilia, che sorpresa ! C'è una riunione d'istituto oggi ?

I professori non devono interferire

nelle questioni familiari degli studenti. - Di che parli ?

Siediti un attimo. Dài !

Beh ?

- Mio figlio ha speso una cifra assurda per una ragazza. - Bene.

Tu gli hai consigliato di spendere soldi per amore.

Di che cifra parli ? Non so di che cosa parli.

Dei duecento euro che il padre gli ha dato per farsi perdonare

il fatto che da quando siamo separati sia sparito. - Ah.

Aureliano ha lavorato molto di fantasia

ma è un tipo di fantasia che personalmente condivido.

Immagino. L'ho sentita la lezione su Platone.

Era una bella favola

ma Platone non ha avuto bisogno di un avvocato divorzista.

Eh, ridi !

Senti, qui io avrei finito.

Ti va di venire con me ? Ti faccio vedere un posto.

- Va bene. - Okay.

Comunque Monica è molto carina e tranquilla.

Non voglio sapere né sentire niente. Andiamo.

- E' facile dimenticare la bellezza di questa città. - Già.

- Che siamo venuti a fare qui ? - Voglio provarti

quanto sia sbagliato il tuo discorso di prima.

Questo è uno dei posti più romantici di Roma.

I ragazzi vengono qui, si baciano...

Magari un giorno anche Aureliano verrà qui con una fidanzatina. No ?

Sì. E' che spesso i primi amori poi si rivelano delle illusioni.

Sai che cosa diceva Virginia Woolf ?

Diceva che le illusioni sono per l'anima

come l'atmosfera per il pianeta.

Mmm.

- Infatti poi è rimasta sola e infelice. - No.

E' rimasta amata... ed eterna.

- Forse è meglio di no. - No ? Perché ?

- Intanto perché sei la mamma di un mio allievo. - Mmm.

Poi perché sei la capa dei genitori, quindi una figura fondamentale.

E poi mi sono ripromesso di comportarmi un po' meglio.

Mio figlio mi ha chiesto di essere più serio.

- Simone è così moralista ? - Tutti i giovani sono moralisti.

Peccato !

- Era solo un bacio, niente di più. - "Solo un bacio" ? Ah.

- E' tardi, devo andare. - Ti accompagno ? - Solo ?

- Uno a zero per te. - Oh !

- Bene. - Eh ? Torni a casa vittoriosa.

[CAMPANELLO]

- Pin, lo so che sei lì. - Che cosa vuole da me ?

Eh, che cosa voglio ?

No, è... che l'ultima volta che sono venuto a trovarti

forse ho dimenticato una penna. E' una stilografica antica.

Mio nonno la regalò a mio padre e lui a me, quindi ci tengo molto.

Per caso l'hai trovata ?

[SCATTO DELLA SERRATURA]

Questa piantina non starebbe meglio fuori ?

- La metto lì mezz'ora al giorno. - "Mezz'ora al giorno" ?

Sì. La sua penna non c'è.

Come fai a cercarla ? E' buio.

- Scusa, posso fare una cosa ? - No... - Scusa un attimo.

E' meglio, no ?

Il gesto che stai facendo mi ha ricordato

quello che avrebbe potuto fare l'uomo della caverna.

- Quale caverna ? - Quella di cui parla Platone.

Nella caverna c'era la penombra, un odore di muschio...

e l'uomo viveva lì al buio e incatenato.

Vedeva solo le ombre che il fuoco proiettava sulle pareti

un po' come i tuoi disegni qua dentro, i tuoi graffiti.

Per lui quelle ombre erano rassicuranti.

Pensava che quella fosse la realtà.

- Vieni qui un attimo. - Perché ?

Non ti faccio niente. Avvicinati alla finestra. Dài.

Guarda fuori e dimmi che vedi.

- Vedo... il cielo. - Mmm.

E le nuvole.

Le persone, le strade...

Il primo uomo che ebbe il coraggio di uscire dalla caverna

fu abbagliato dalla luce e pensò di essere diventato cieco.

Poi i suoi occhi si abituarono alla luce

e vide che intorno c'era la realtà, la vita.

Soprattutto scoprì che la vita era sempre stata lì.

Sì, ma ora basta.

- Ho capito quello che sta cercando di dirmi. - Cioè ?

Che lì fuori il mondo è bello. Questo già lo so.

- Il problema è che quel mondo lì fuori a me fa paura. - Mmm.

Platone diceva che non bisogna rimproverare un bambino

che ha paura del buio, ma un uomo che ha paura della luce.

Sì, io non sono né un bambino né un uomo.

- Mmm. - Qui la sua penna non c'è . - Quale penna ? Ho inventato tutto.

Mio nonno era analfabeta, non sapeva né leggere né scrivere.

- Non aveva una penna stilografica. - Sta scherzando ? - No.

- Se io dico a mia madre che lei è tornato qui... - Mmm.

Quella fa un casino.

Va al Provveditorato e le fa togliere la cattedra.

- Lo so, ci ha già provato. - Allora vada via.

Ha i miei amici a cui fare lezione e perde tempo con un idiota come me.

Perché ?

Questa è una domanda

a cui vorrei che tu trovassi una risposta tra un po'.

Intanto io sono nelle tue mani. Corri pure da mamma.

Io perderò il lavoro, non sono ricco. Fammi pure cacciare da ogni scuola

però rassegnati al fatto che io tornerò.

Okay, più che muschio qui c'è un odore di torba. Facci caso.

Dài un po' di acqua a questa pianta.

- Me l'aveva chiesto proprio lei ! - Forse le è successo qualcosa.

- Mah... - L'hai chiamata ? Magari ha avuto un contrattempo.

- Ciao. - Ciao. (insieme) Ciao.

- Che fai ? - E' fatica sprecata. Tale figlio, tale madre.

- Chi è ? - Avevo un colloquio con la madre di Manuel

e non è venuta. - Ah. - Di che cosa volevi discutere ?

Manuel è un vuoto a perdere.

Con lui userei i numeri negativi, meno uno, meno due, meno tre...

- Lo zero non rende l'idea. - Manuel è un ragazzo difficile

ma sa a memoria brani di Omero, Leopardi. Ha delle qualità.

Certo, anche Attila era una persona tanto a modo.

Se non bocciamo lui, chi dobbiamo bocciare ?

- Siamo qui per educare, non per bocciare. - Certo.

Con te io non dovrei parlare, per i motivi che sai.

Non dovrei nemmeno risponderti. Ammettilo, Manuel è una causa persa.

Lo sai tu, lo so io, lo sappiamo tutti e pure la madre.

- Okay, finito ? Arrivederci ! - Arrivederci. - Ciao.

- Ciao, Dante. (sottovoce) E basta !

- Basta ! - E' uno spuntino, ahò !

[ROMBO DI MOTORE]

- Vaffanculo ! - Che fai con il tubo in mano ?

Che fai qua ?

Mio padre ha trovato i pezzi di ricambio della moto.

- Puoi venire a vedere se vanno bene. - Sì.

Se vuoi, puoi anche fermarti a dormire da noi.

- Per comodità, eh ? - Sì, va bene. Scrivo a mia madre. - Bene.

- Questo "scassone" ? - Questa è uno scassone ?

-Ha un motore da 600 cavalli ! -Chi te l'ha data ? A che ti serve ?

- La devo tenere qua nascosta. - Perché "nascosta" ?

Probabilmente è rubata.

- O forse serve per fare qualche impiccio. - Tipo ?

- Una rapina... - Una rapina ?

Tu sei tutto matto.

- Ci vediamo da me. - A dopo.

- A che ora hanno prenotato ? - Alle nove e mezza.

Stasera siamo al completo.

[MUSICA DALLA RADIO]

Ti ricordi ?

Sì.

Il nostro primo concerto insieme.

Anche il primo due di picche della mia vita.

Ti ho riaccompagnata a casa e non mi hai fatto salire.

- Era complicato. - Con te lo era sempre.

- C'era Manuel. - Però non era mai noioso.

Stavamo bene io e te.

- Sì, però c'era Manuel. - No.

Non era Manuel il problema.

- Ero io che ero un coglione. - No.

Ettore... Ettore.

Ettore...

Dio, quanto mi sei mancata !

Dài, mettiamo a posto.

- Ciao, ragazzi. - Ciao.

- Come va con Paperella ? - Piano piano, ma va.

- Dove ha preso i due carburatori ? - Allo sfascio.

- Lei allo sfascio ? - Sì, perché ? Da ragazzo truccavo i motorini

e andavo agli sfasci. La gente era pure simpatica lì.

- Adesso com'è ? - Che ne so ? Perché lo chiede a me ?

- Dove prendi i pezzi ? - Ah, sì ! Non sono più tanto simpatici.

- No, eh ? - No.

- Non ti ci vedo in uno sfascio. - Perché non sai niente di me.

- E' colpa mia ? - Non mi hai mai chiesto come ero da ragazzo

che cosa pensavo, se ero simile a te, mai.

-Non ci sei mai stato. Come facevo ? -Ci sono stato per tanto tempo.

Poi adesso sono qua. Mi vedi ? Sto qua.

- Eh. - Tu dove sei ?

Io ? Qua.

- Dove sei ? - Qua. - Sei qua ? Ho capito, però...

E' un'interrogazione ? Vedi ? Fa il professore anche a casa.

- A me piacerebbe avere un padre filosofo. - Ascolta.

E' in vendita, se vuoi.

[CLACSON] E' arrivato il mio taxi.

Ho un appuntamento.

Per cena nonna ha preparato un gateau straordinario.

Se vi piace diteglielo, sarà contenta. Ciao.

Passami la dodici.

Mi dispiace, stasera siamo al completo. Quanti siete ?

Posso vedere se ho un tavolo verso le undici. E' troppo tardi ?

Va bene.

- D'accordo. Ci vediamo dopo, grazie. - Ciao.

Manuel mi ha detto dove lavoravi e volevo dirti un paio di cose.

- Bene. - Ti volevo solo parlare dell'incontro di oggi.

- Quale ? - Quello che dovevi avere con la preside.

- L'ho dimenticato. - Succede.

- Qui la sera lavoro fino a tardi e poi la mattina traduco. - Sì.

- Mi sono dimenticata. - Vabbè. A che ora stacchi qua ?

- Perché, hai altro da dire ? - Solo due cose, niente di che.

- Facciamo che tu finisci qui e io ti aspetto fuori. - Va bene.

- Vuoi bere qualcosa ? - No. Ti aspetto fuori. - Okay.

Prego.

Sai tenere un segreto ?

Quale segreto ?

Ho conosciuto una. Un'amica di mia madre, ha circa trent'anni.

In che senso "conosciuto" ?

Nel senso che l'ho riportata a casa.

Poi quando siamo arrivati ci siamo baciati. Mi ha baciato lei.

Vuoi ?

Che c'è, non ci credi ? Guarda che è vero !

Che ti frega se ci credo o no ? Poi piantala di raccontare stronzate.

- Che hai adesso ? - Racconti troppe stronzate.

Le rapine, le spaccate... Non ho tre anni.

- Vuoi dire la verità per una volta ? - E qual è ?

E' nel tuo zaino. Cercavo le chiavi e ho trovato il fumo.

- E quindi ? - Quindi spacci ! Sei uno spacciatore.

Chi cazzo sei per giudicare ?

Sei uno sbirro ? Mi guardi nello zaino ?

- Rosichi perché una mi viene dietro e tu vai in bianco ? - Io rosico ?

Hai perso la testa per una che nemmeno ti si incula.

- E poi hai cambiato discorso. - Fatti i cazzi tuoi.

Vaffanculo, va' !

Il problema è che se continua così

rischia di essere bocciato per la seconda volta.

Mi dispiace perché è in gamba.

- Lo pensi davvero ? - Sì, sì.

Alcuni vanno male a scuola, però hanno una luce negli occhi.

Se vedi quella luce, vuol dire che quel ragazzo è speciale.

- Manuel ce l'ha ? - Anche troppo ! Ha un incendio negli occhi.

Però questo mi preoccupa

perché penso che quell'incendio potrebbe bruciarlo.

Sembra ieri che era un bambino.

Ora non so che fa, chi frequenta...

Ad esempio, oggi mi ha detto che lavorava a una moto a casa tua

e stanotte dormiva da te. E' vero ? - Sì.

- Lo pagherai bene... - No, questo è l'eccesso di luce di cui ti dicevo.

Forse ho sbagliato tutto con lui.

[VOCE NON UDIBILE]

Stamattina ho sentito la tua lezione su Platone. Ero lì per Manuel.

Ho capito perché gli piace la Filosofia.

Eh ! Invece mio figlio detesta il mio modo di insegnare.

Non è facile parlare d'amore agli adolescenti

quando ricordi a stento che cos'è. - Dalla tua lezione non si direbbe.

La teoria è una cosa, la pratica è un'altra.

Per innamorarsi...

ci vuole un cuore leggero.

- Platone ? - No, molto più modestamente questa è mia.

- Il tuo non è un cuore leggero ? - No, anche da parecchio tempo.

Secondo me esistono mille modi di amare e sono tutti giusti

perché anche se l'amore è un casino, ne vale sempre la pena.

- L'hai letta nei cioccolatini ? - No, è mia.

- E' tua ? - Sì. Forse il mio è un cuore leggero.

No, secondo me il tuo è un bel cuore.

Quel pomeriggio in ospedale, dopo che sono andata via

che è successo ? Quando ne abbiamo parlato...

[CLACSON] E' arrivato il tuo passaggio.

- Ciao. - Ciao.

Questa zona non è tua.

- La strada è di tutti, no ? - Ti sbagli, qui non puoi starci.

- E chi lo dice ? - Lo dico io.

Forse non mi sono spiegato. E' da un po' che ti vengo dietro.

- Oh. - Il primo che mi tocca lo faccio piangere.

Capito ? La creatura ci fa piangere. Oh !

Dove va ? Tanto lo ribecchiamo.

(Ora suo figlio è stabile, però la situazione resta grave.)

- La febbre è ancora alta. - Si riprenderà ?

Sì, può migliorare, ma può anche peggiorare.

Certo che si riprenderà ! Andrà tutto bene, vedrai.

(Certo che si riprenderà. Andrà tutto bene, vedrai.)

(Certo che si riprenderà.)

[SCATTO DELLA SERRATURA]

[RUMORE DI PASSI]

- Il cuoco vuole avvelenare tutti. - Sai che mi ha detto ? - Ciao !

- Manuel ! - Ciao, Manuel.

- Non dovevi stare da Simone ? - Devo prendere una cosa.

Meno male che non ci stavi insieme, eh ?

E tu dovevi stare fuori. Amore, mi dispiace.

- Dài, mi dispiace ! - Dispiace anche a me.

Vabbè, dài ! Chiamami dopo.

Sì. Scusami, eh ?

Perché finisce sempre così con te ? Non è uno che ti ha fatto piangere ?

- Prima o poi mi hanno fatto piangere tutti. - Certo.

Non mi ci sono rimessa insieme. E' stata una cosa così.

- Mi ha accompagnata a casa... - Non voglio saperlo. - Dico solo...

- Stai zitta, ma'. - Perché mi tratti così ? Non lo merito.

Ricordati sempre che io sono una ragazza madre.

- Ancora con 'sta storia ? - Quale ? Ti ho cresciuto da sola !

- Neanche un cane mi ha aiutata. - Vaffanculo.

Mi prendo pure i vaffanculi.

Allora ! Chi viene alla festa di Chicca stasera ?

- Tu ci vai ? - Su con le mani, sennò non capisco. - Io.

La dovete riempire di regali la ragazza mia.

- Non ti allargare. - Certo... - Sì.

E tu che ci fai lì in cattedra ?

Sto facendo l'appello. Le risparmio la fatica iniziale.

- Vado a posto ? - E' meglio, sì.

Allora, visto che l'appello è stato fatto

prendete pagina 58.

Oggi parleremo di Livio Andronìco.

An... dro... nì... co

secondo l'accentazione latina.

Secondo quella greca, è Livio Andrònico.

(sottovoce) Oh ! Vieni alla festa di Chicca o ti rode ancora ? -Vengo.

-Voglio bene a Chicca. -Io la sposo. -Sì, come no ? Vestita di bianco.

I giovani dell'aristocrazia romana !

Nonna, dov'è la mia felpa nera ?

- Quale felpa ? - Quella nera. Dov'è ?

- Non lo so, non l'ho vista. - Mancano mutande, magliette...

- Sei disordinato. - Sono disordinato io, va bene.

Ciao ! Vai alla festa ?

- Sì. Che c'è ? - Niente, volevo farti un regaletto. Ecco.

- Che è ? - Un accendino. Prova.

Vedi ?

- Non fumo. - Neanch'io, ma questo era di nonno.

Per lui era un portafortuna. Potrebbe portare fortuna anche a te.

- Allora grazie. - Prego. - Ci sarà ?

- Chi ? - Beh, la persona su cui vuoi fare colpo.

- Sì. Ora devo andare, altrimenti faccio tardi. - Certo.

Buon divertimento ! Non lo perdere, era di nonno.

Sì, ciao. Ciao, nonna !

- No, vabbè... - Che c'è ?

Niente, ma'.

- Esci ? - Sì, vado alla festa di Chicca.

- Che carina ! Le fai gli auguri da parte mia ? - Sì. Tu non lavori ?

- No, oggi è giorno di chiusura. - Oh, mannaggia ! Che peccato !

- Non cominciare neanche. - Così ti perdi il mandrillotto.

Sei un cretino, lo sai ? Cammina, vai alla festa. Divertiti.

[ROMBO DI MOTORE]

- Ciao. - Manuel ! Che ci fai qui ?

Ti ho portato questa.

La lettera della banca ! Grazie ! La cercavo, mi hai salvata !

Capirai, per così poco.

Ehm... Vuoi entrare ?

Ti offro una Coca, un'aranciata...

Un lecca-lecca ce l'hai ?

Hai ragione perché tu sei grande. Allora... una birra ? Ti va ?

- Va benissimo. - Dài, entra.

- Dài... - Sì, aspetta, ho fatto.

- Ecco. - Grazie.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Puoi rispondere. - No, non era nessuno.

- Beh, che dice ? - Niente, forse ha il silenzioso.

Oh, stai tranquilla ! Forse ha avuto un impiccio, ora viene.

- Farà tardi come al solito. - Ma ti preoccupi ?

Oh, guardami. E' il tuo compleanno, ti devi divertire.

- Hai capito ? Oh ! - Come mi diverto ?

- E' un coglione. - Non te la prendere così !

Comunque scusa per il casino. Ho appena traslocato.

- Bello, però. - Ti piace ? - Sì.

[MUSICA ELETTRONICA]

- Ehm... Mi sa che ora devi andare a casa. - Mmm.

- In realtà ho una festa. - Ah.

- Quindi vai alla festa ? - Sì.

Ti posso chiedere una cosa prima che vai ?

Mi aiuti a spostare questo ?

- Okay. Dove lo vuoi mettere ? - Là.

- Ah, okay. - Grazie.

- Al mio tre. - Okay. - Uno, due, tre.

- Oddio ! Madonna... - Che ci sta qua dentro ? - Pesa, è palissandro.

Che ha mangiato 'sto palissandro ?

- Ti facevo più forte. - Io ? Tu fai finta di spingere ?

Macché ! Oddio...

- Mi lavo le mani. - Aspetta.

Sei bellissima.

Manuel... che fai ?

[MUSICA ELETTRONICA]

Adesso arriva, forse ha avuto un problema.

- Perché non risponde, allora ? - Magari ha il telefono scarico.

Glieli faccio venire io i problemi.

- Vieni a ballare ? - Andiamo.

Vuoi ?

La smetti di guardarlo ? Lo fissi da un'ora. Che pensi ?

Dài, si vede che sta male.

Quello non sta male per niente. Non farmi parlare.

Cioè ? Che vuoi dire ?

Che voglio dire, Laura ? Voglio dire che ha un'altra.

- Come ? - Non volevo dirtelo, ma non posso vederti così.

Me l'ha detto lui, non potevo tenerlo per me.

Laura, ferma ! Dove vai ?

Sei uno stronzo ! Hai la faccia da bravo ragazzo

ma sei come tutti gli altri. Anzi, peggio !

- Laura, possiamo... - Lasciala in pace, hai fatto abbastanza danni.

[SCATTO FOTOGRAFICO]

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]

[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]

[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]

[# IL FUTURO FA GINNASTICA.]

[# SI PREPARA TUTTI I GIORNI PER TE.]

[# CANTA UN PO' "ALBACHIARA" E UN PO' "MY WAY".]

[# SCHIACCIA IL TASTO REC E IL TASTO PLAY.]

[# E POI COSI' TU SEI QUI]

[# NATALE IN UN QUALSIASI LUNEDI']

[# HOUDINI CHE TOGLIE LE CATENE AL MONDO.]

[# IN FONDO UN INGANNO NON E'.]

[# E' SOLO UNA FOLLIA]

[# UN SALTO NEL VENTO]

[# UN'ORA NELLO SPAZIO, UN PUNTO NEL TEMPO.]

[# E' UN GIORNO CHE VA VIA]

[# UN APPUNTAMENTO]

[# UN BATTITO PERPETUO]

[# CHE DURA UN MOMENTO.]

[# E MILLENNI, TUTTI GLI ANNI]

[# ASPETTANDO PRIMAVERA.]

[# UN PLATONE O UN BOTTICELLI D'EMBLE'E. #]

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Pronto ? - Sono io, sono Sbarra.

- Ci serve la macchina la settimana prossima. - Sì, non c'è problema.

[# E POI COSI' IL TUO RITORNO]

[# ECLISSI IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO.]

[# MI TRASFORMO CERCANDO LUCE IN FONDO AL MONDO.]

[# INSIEME UN INGANNO NON C'E'.]

[# E' SOLO UNA FOLLIA, UN SALTO NEL VENTO... #]

Sottotitoli RAI Pubblica Utilità

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