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[# MMM, MMM, MMM...]
[# NELLA CONFUSIONE]
[# MILIARDI DI PERSONE]
[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU']
[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]
[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]
[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]
[# IL FUTURO FA GINNASTICA. #]
[SOSPIRO DI VIRGINIA] Dado... le scarpe sul divano, no.
E' da stamattina che non parli.
Lo so, mamma. Scusami.
Sei preoccupato per Simone ?
Beh, ieri sera mi voleva picchiare.
Sì, ho sentito.
Poi si è chiuso in camera e non ha voluto parlare neanche con me.
L'ho lasciato bambino e mi ritrovo un rugbista tatuato
che vuole picchiarmi. - Sai com'è l'adolescenza.
Sei sempre in bilico tra odio e amore, senza sfumature.
Devi avere pazienza
e non arrenderti.
- Simone ha bisogno di te. - Forse aveva bisogno di me da bambino.
Adesso è troppo tardi.
Mi detesta.
E tu lasciati detestare.
Fare i genitori è anche questo.
Lo dico per esperienza.
Questo è tuo ? Stava in cucina.
Povero Kant !
[# LA MAIEUTICA DEL FAI DA TE.]
[# VUOI MORIRE E VIVERE CON ME ?]
[# E POI COSI' IL TUO RITORNO]
[# ECLISSI IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO. #]
- Lei che fa qua ? - Porto la merenda a mio nipote.
- Eccolo. - Simone ? Aspetta... Possiamo parlare un minuto ?
- Parliamo a casa ? Ho lezione. - Tieni, questi li manda zio.
- Dice che non gli hai dato dieci cose. - Quali cose ?
- Lo sai tu. Che ne so ? - Va bene. - Bravo. Intanto io te lo saluto.
Mangia 'sti tramezzini, sei sciupato.
- Arrivederci. Grazie, buon lavoro. - Arrivederci.
- Buongiorno, ragazzi. (insieme) Buongiorno. - Buongiorno !
Occhiali...
Allora !
Oggi vorrei parlarvi di un filosofo geniale e ossessivo.
- Sai che risate ! - Si chiamava Immanuel... Kant.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Avanti ! - Buongiorno. - Buongiorno. - Sono Monica Altieri.
-Sei la nuova allieva ? -Sì. -Benvenuta ! Io sono Dante. -Monica.
Sono il professore di Filosofia. Puoi metterti lì oppure lì.
- Ci sono due posti liberi, come preferisci. - Grazie. - Siediti.
Anzi, aspetta ! Poggia le tue cose e vieni qui. Ti sfrutto subito.
- Ascolta. - Guarda come va a finire. - Mettiti qua, Monica.
Monica è fatta di pelle, di carne, di ossa.
E' quella che Kant definisce "soggetto empirico".
Okay ? La possiamo vedere.
Possiamo annusare il suo profumo. Buono ! Complimenti.
- Grazie. - Possiamo toccarla. - Magari ! - Basta.
Che cos'è che distingue Monica da una tigre o da un leopardo ?
Che distingue noi esseri umani dagli animali ?
- Accomodati, grazie. - Grazie. - La coscienza. - Giusto.
- La parola ? - La parola. - La musica trap !
La musica trap ? "Daje", bello ! Sì, anche un po' la musica trap.
- L'anima ? - L'anima ! L'anima è molto importante.
Però c'è una cosa che abbiamo dentro tutti e abbiamo solo noi.
Kant la chiama... "Legge morale".
Per voi che cos'è... la morale ?
Potrebbe essere seguire i Dieci Comandamenti
le Leggi, le regole ? - La morale è avere un codice d'onore, no ?
Anche i mafiosi ce l'hanno, ma non è esattamente quello.
- Simone, per te ? - Che ne so io ?
Okay, allora vi faccio un esempio.
Un figlio vuole picchiare suo padre, ma all'ultimo secondo si ferma.
Perché ?
Ha voluto seguire il comandamento "onora il padre e la madre" ?
O perché ha sentito che farlo era sbagliato ?
Forse non voleva sporcarsi le mani.
Questo è un linguaggio che potremmo trovare in un B-movie di mafia
ma qui non vogliamo essere così superficiali, banali.
Per Kant il figlio non picchia il padre perché ha sentito dentro di sé
quello che lui chiama "imperativo categorico".
E' una cosa che abbiamo tutti, solo che a volte ce ne dimentichiamo.
E se il padre meritasse le botte ?
Tipo il padre di Romolo e Remo che li aveva abbandonati.
- Non meritava che i figli gli spaccassero la faccia ? - Sì.
Però un liceale dovrebbe sapere
che per Romolo e Remo non sarebbe stato facile farlo
perché il padre era...
- Era Ma... - Ma... Mario.
Il padre era Mario ? Era Marte, il dio della guerra !
E Marte, il dio della guerra, che fa a Romolo e Remo ?
- Gli fa un... - Abbiamo capito ! Non devi dirlo.
Balestra senior beffa Balestra junior.
- Uno a zero e palla al centro. - Kant !
- Contento ? Mi hai preso in giro davanti a tutti. - Volevo parlarti.
Mamma non doveva chiederti di vivere con me ed è anche inutile.
C'è nonna.
Trovati una casa.
Studia.
Perché hai lasciato la scuola francese per venire qui ?
- Volevo cambiare. - Hai problemi con Sbarra ?
- Beh ? - Con uno come lui è meglio non avercene, no ?
- Ti posso dare una mano ? - Tu ?
- Sì. - Uno come te è meglio se sta lontano dai problemi.
- Che vuol dire "uno come me" ? - Tu sei un bravo ragazzo.
- E poi non lo dico nemmeno come un'offesa. - Mmm.
Anzi.
Vabbè, non mi va di pensarci. Andiamo, va'.
Il dietologo è pazzo. Sono solo 70 grammi di pasta e 20 di pane !
Non morirai di fame.
Sì, ma merluzzo bollito senza sale ? E' una tortura !
> Dovevi darmi retta due anni fa e non saresti a questo punto.
> Oh, mio Dio !
(sottovoce) Dante. - Sì ? - Noi due dobbiamo chiarirci.
-Io mi sento in colpa. -Ma è meglio non parlare qua. -No, infatti.
- Vediamoci domani da me. Ti aspetto alle sei. - Come ?
- Ti aspetto alle sei, domani. - Da te domani alle sei ? - Sì.
[CAMPANELLA] Siamo io e te che facciamo roba ?
- Ti piacerebbe. - Buongiorno. (insieme) Buongiorno.
Oh ! Manuel, dopo che hai finito il tuo caffè
ma naturalmente fai con comodo
direi che potresti raggiungermi qui alla cattedra.
- Mi ha interrogato la settimana scorsa e ho preso quattro. - Sì
ma possiamo sempre aggiungere un bel tre, numero perfetto. Vieni !
Ti faccio una domanda molto facile. Parlami dei "mores maiorum"
le fondamentali virtù degli Antichi Romani.
Quali erano queste virtù ?
Vabbè, erano... Erano fede...
- Cioè, "fides". - Sì, fides.
- Speranza e carità. - Per favore ! Quelle erano le virtù teologali.
Non c'è un premio per chi ripete più volte lo stesso anno, eh ?
- Ehm... - Prof, perché deve fare così ?
- Perché lo prende in giro ? - A te che importa, scusa ?
Secondo me non è giusto. [BRUSI'O]
Oh, guarda ! E' la rivolta degli schiavi.
Ti credi Spartacus ?
Io ho solo detto che Manuel è messo male quest'anno. Anzi, molto male.
Laura, dimmi tu le cinque virtù degli Antichi Romani.
- Sì, prof. Io me ne ricordo solo quattro. - Sentiamo.
- Fides. - Mmm.
- Gravitas, maiestas... - Mmm.
- E... pietas. - E poi ?
Virtus ! Quella che voi non avete.
Domani vi beccate un bel compito in classe.
Anzi, sarà il compito in classe più importante del quadrimestre.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Buongiorno ! - Buongiorno. - Sono la madre di Aureliano. - Aureliano ?
Purtroppo non posso intrattenermi
perché ho un noioso incontro con il rappresentante d'istituto
una seccatura che tocca ai docenti. Magari lei lo conosce. - Sì, certo.
- Sono io. - Ah, piacere ! Che figura di merda.
- Chissà che idea si è fatta di me adesso. - Una mezza idea l'avevo già.
Ho ricevuto un'accorata telefonata da parte di Miriam Palombo.
-E' la madre di Pin. -Sì, il ragazzo che non esce dalla sua stanza.
Mi ha detto che si è presentato a casa sua, da suo figlio.
- E l'ha costretto a farla entrare. - Sì, l'ho fatto.
Adesso lei che cosa vuole fare ? Spedirmi ai lavori forzati ?
No, affatto ! Anzi, ero curiosa di conoscerla.
Mio figlio parla molto bene di lei
ma non tutti i genitori apprezzano i suoi metodi.
Sì, lo so. Faccio questo mestiere da parecchio tempo
e ho capito che i genitori invadenti sono il male dei figli.
Molti trovano discutibili certe sue franchezze
certe libertà terminologiche e certi argomenti.
Si riferisce all'erotismo trattato al concorso di poesia.
- Infatti, sì. - Ha letto la composizione erotico-poetica ?
- Aureliano me l'ha fatta leggere. - Che cosa ne pensa ?
A me è piaciuta, ma non è questo il punto.
No, secondo me questa è la cosa interessante.
Io sono interessato a sapere quello che tu pensi di me.
Io non penso niente.
Non giudico le persone prima di conoscerle.
Scusi, lei dà del tu a tutti dal primo momento che li incontra ?
No, io mi fido delle sensazioni e se sono buone, tendenzialmente sì.
Ora capisco che intende mio figlio quando dice che lei è particolare.
- Ci ho pure discusso a riguardo. - Perché ?
Perché io sostenevo che la Filosofia è un esercizio per la mente.
- Sa che mi ha risposto ? - Che quelli sono il sudoku
le parole crociate, i rebus... - Come lo sa ?
E' indottrinamento, ne abbiamo parlato in classe.
- Arrivederci, prof. - Arrivederci !
Ho sbagliato. Ecco i dieci grammi, non li ho toccati.
Ho bisogno di soldi, Sbarra.
Non è una giustificazione, ma mi servono.
- Dove volevi vendere la coca ? - Non lo so, non ci avevo pensato.
- Nella tua scuola ? - No, a scuola no.
Che gira nella tua scuola ?
Fumo, erba, pasticche, quella roba là.
Non sapevo se farti spezzare un braccio o una gamba.
Poi ci ho ripensato e mi sono detto
che una faccia da culo così è utile. - Con le moto so fare tutto.
Non mi frega un cazzo delle motociclette.
Questi... sono 2000 euro di fumo.
Cioè, 2000 è quello che mi devi riportare.
Se ti prendi la tua parte, non mi frega niente.
Con i mille che già ti ho dato sei in debito di 3000 euro.
I mille non me li avevi regalati ?
Non ho mai regalato nulla a nessuno. Perché dovrei cominciare con te ?
Con la coca che ti sei rubato, mi devi ridare 4000 euro.
- Quello lo vendi a scuola e ti scalo il debito. - A scuola ?
Eh ! Si allarga il giro.
Se vuoi, Zucca ti spezza un braccio.
- La spingo a scuola. - Eh ! Vai, bello, vai.
[SCATTO DELLA SERRATURA]
[FISCHIETTI'O]
Ciao, ma' !
Come ti sei vestita ?
Lascia stare come mi sono vestita. Dobbiamo parlare !
Oggi sei uscito senza salutare. Che sono questi soldi ?
Che cosa sono ? Di chi sono i soldi ? Ti sei messo a rubare ?
- Ho fatto qualche lavoretto ! - Non è vero, non dire cazzate !
- Che combini ? - Che combino ? Niente !
- Ho tirato su qualche soldo. E' un reato ? - Qualche soldo ?
- Eh. - E' più di quanto guadagno io in un mese.
Appunto, tu non guadagni un cazzo. L'ho fatto per comprarne uno nuovo.
- E' vecchio di tre anni. - Il mio è ancora più vecchio.
Comunque scusa se non ti faccio fare la bella vita.
-Non fare la vittima. -La vittima ? -Stiamo indietro con le bollette.
Tra un po' ci staccano la luce e il gas. Questi erano per te.
- Lascia stare il papero. - Pure questa bugia mi dici ?
Comunque non serve perché ho trovato un nuovo lavoro.
- Ah, beh ! Sarà l'ennesima fregatura. - No, stavolta no.
Anzi, dammi un passaggio o faccio tardi.
Eh !
Paperella.
[SQUILLI DI CELLULARE]
(registrazione) "Chiamata dall'Istituto minorile di Nisida."
"Digiti uno per accettare, due per rifiutare."
- Mimmo, che succede ? (in napoletano) Un mezzo casino.
Ho litigato con uno, ora viene l'avvocato.
- Forse rischio un'altra condanna. - Non ascoltare le voci.
- Perché avete litigato ? - Aveva pure ragione. - Che gli hai fatto ?
- Gli avevo rubato due mutande. - Non hai più mutande ?
No, l'altra notte qualcuno me le ha rubate.
- Io mi sono rifatto. - Da casa non ti mandano niente ? - No.
Hanno arrestato pure mia madre, per spaccio.
- Che ti serve ? Che cosa ti servirebbe lì ? - Niente.
Era solo... per farmi consolare un po'.
Senti, quando vengo giù ti vengo a trovare.
- Tu fammi chiamare dall'avvocato. - Va bene.
- Voi state bene ? - Sì. Tu pensa a te stesso adesso.
Ciao, professore.
Ciao, Mimmo. Fai il bravo.
Ciao.
- Ciao, ma'. - Ciao, amore.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
(registrazione) "Mi sono procurato il compito di Latino di domani."
- "Stasera dormi da me e scarichiamo la traduzione." - Che ficata !
[VOCI NON UDIBILI]
Vaffanculo, ma'.
- Che indirizzo metto ? - Sì, allora... - Mmm.
- Ci sei ? - Sì, certo. - A Domenico Bruni. - Sì.
Istituto penale minorile... Nisida, Napoli.
Okay.
- Cap ? - Non lo so, ma è un carcere. Lo troveranno.
Ah, beh ! Sì.
Mettiamogli qualcos'altro, povero ragazzo !
- Povero ? Ha quasi ammazzato uno. - Va bene, niente "povero".
-Gli faccio dei biscotti. -Sì. -E gli mando questa felpa di Simone.
- Professore ! - Chi è ? - Non lo so. Vado.
Professo' !
- Ciao. - Ah, salve.
- Come mai qua ? - Non sono venuto per parlare di Filosofia.
Non ci avevo mai pensato. Hai una faccia ! Che è successo ?
Ho litigato con mia madre. Fa cose che non sopporto.
- Volevo farci pace, poi ci ho ripensato. - Ma perché ?
Fa casini ! Li ha sempre fatti.
Lei non mi crederà, però quello grande a casa sono io.
- Infatti non ti credo. - Quella moto è sua ?
La moto ? Sì, è mia. E' di tanti anni fa.
- Però non funziona più. - Da quanto sta ferma ?
-Da quando sono andato a Napoli, sette anni. -Certo che non funziona.
- Ho la passione per le moto. - Ah. - Pensi che coglione !
- Perché ? E' una bella cosa. - Per fare la fame.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao, Simo'. - Ti ho inviato un messaggio, non mi hai risposto.
- Non ti ho risposto ? - No.
-Mi sono distratto e non l'ho mandato. -Che mi dicevi ?
- Che potevo dormire qua. - Sì, tutto a posto.
- Come sai che Manuel è il mago delle moto ? - Lo scopro ora.
- Non lavoravate su Paperella ? - Mi chiedevo se si può riparare.
-Chiamate quel capolavoro di moto Paperella ? -Sì, il copyright è suo.
- Entriamo ? - A dopo, ragazzi ! - A dopo.
- Ciao. - Puoi chiamarla Paperella ? - Ma ero bambino.
-Carini i ragazzi, eh ? -Sì, ma alla loro età io sparecchiavo. -Vabbè.
- Carico la lavapiatti ? - No ! E' rotta, figurati. - Ah !
Mi piace Manuel.
Mi pare anche piuttosto intelligente.
Sì. Usa male la sua intelligenza, ma è intelligente.
Perché, che cosa ha fatto ?
Non lo so, ma appena l'ho conosciuto si è attivato il mio sesto senso.
Beh, il tuo sesto senso lo lascerei riposare un po'
perché non ti ha portato sempre bene. - In effetti.
Quel ragazzo che è in carcere a Nisida ha possibilità di uscire ?
- No, purtroppo no. - Mmm. - Ecco, Manuel mi ricorda proprio Mimmo.
- Come lui è pieno di vita, no ? - Certo.
Come Mimmo non accetta la vita così com'è, vuole cambiarla
e per cambiare la propria vita
quelli così finiscono per fare dei danni più grandi di loro stessi.
Vabbè ! Che vuoi che ti dica, Dado ?
So che tieni tanto a quel ragazzo, però non è stata colpa tua.
- Sono sicura che anche il giudice lo capirà. - Speriamo.
- Hai davvero rubato il compito di Lombardi ? - Sì. - Sei un grande.
Stiamo per fare il culo a Lombardi. Ti rendi conto ?
Che storia, oh.
- Che cosa ? - Quello che tuo padre ha spiegato oggi.
Il cielo stellato sopra di noi, la Legge morale dentro di noi...
Secondo te stiamo rispettando la Legge morale ?
Chi se ne frega della Legge morale !
Infatti che cazzo ci frega ?
E' una versione di Cicerone.
Ho stampato la traduzione, sta in camera.
Questi sono i menu.
- Ora vi porto la carta dei vini. - Grazie. - A voi.
Tutto bene ?
Sì, sono arrivate tutte le prenotazioni.
Mi riferivo alla telefonata. Se hai problemi, stacca prima.
Grazie, non c'è bisogno.
- Hai rubato tu la versione di Latino a Lombardi ? - Non so di che parli.
Dài ! Ho visto la fotocopia in camera tua. Chi l'ha presa, tu o Manuel ?
A te che importa ? Non è mica la verifica di Filosofia !
Non parlo come professore, ma come padre.
- A te piace fare il padre con i miei amici. - In che senso ?
Non pensavo che ti fregasse qualcosa di Paperella.
-L'hai tirata fuori per Manuel. -No, volevo vedere se si poteva riparare.
Paperella.
Le hai dato tu quel nome. Paperella...
Ti ricordi le gite al mare ?
- No. - La prima volta che ci sei salito eri terrorizzato.
Eri abbarbicato dietro, sembravi un koala.
Al ritorno ti sei tranquillizzato.
Libertà !
Volevi andare forte.
Sui rettilinei strillavamo.
- Libertà ! - Sì, questo me lo ricordo.
Ti ricordi che cosa strillavamo ?
(insieme) Libertà !
Di quelle gite io mi ricordo tutto, proprio...
L'asciugamano blu.
I tuoi braccioli, la pizza rossa dopo il bagno.
Perché mamma non veniva mai ?
Perché in quel periodo... mamma era triste e depressa.
Beh, forse era colpa tua.
Sicuramente, ma non solo.
Il nostro rapporto era diventato solo un andare e venire.
Non lo sai, ma succede anche tra persone che si vogliono bene.
Se l'avessi tradita di meno, sarebbe stata meno triste.
Manuel ?
Manuel, sei qua ?
- Mi devo preoccupare ? Sarà... - Non si può sparire così. - Lo so.
- Non si fa così. - Eccolo !
Grazie.
- Dove cazzo sei stato ? Che cazzo ridi ? - Calma.
- Ti ho cercato tutta la notte. Perché non rispondi ? - Calmati.
- Ho pensato che avessi avuto un incidente. - Scusate.
- Ha dormito a casa mia. Non gliel'hai detto ? - No.
- E' una scenata inutile, sono vivo. - Ti prenderei a cazzotti.
- Tu sei viva dopo la serata ? - Che significa ? - Ho capito io.
- Il casco ! - Questo mi fa diventare cretina.
E' stato tutta la sera a casa mia a studiare con Simone. Diciamo !
- E' lui Simone ? - Sì, è quello alto con la felpa verde.
- Che strano, eh ? - Che cosa ? - Dopo anni sono diventati amici
senza sapere che sono stati compagni di lettino in ospedale. - Già.
- Non ho detto nulla a Manuel. - Ah. - Come mi hai chiesto tu
anche se non ho capito il perché.
- Simone sta bene ? - Sì, sta bene. - Sì ? - Sì.
- Meno male. - Per me quella notte è stata un po' un trauma. - Certo.
- Quindi preferisco non dirglielo. Capito ? - Sì. - Adesso devo andare.
- Ti saluto. Ciao. - Ciao. - Buona giornata. - Anche a te.
Avete le solite due ore. Usatele al meglio, mi raccomando.
Oh, io lo so che per voi la parola "stile" è legata
a magliette, scarpe o felpe. Però fate un piccolo sforzo.
Cercate di tradurre in una lingua che assomigli un po' all'italiano.
- Lombardi, devo parlarti di un cambio di orario. - Sì.
E' questa ! Chi è stato stanotte a mandarci la traduzione ?
- Non lo so. - E' uno che vuole rimanere anonimo
o non mandava la mail dall'indirizzo "pantarei". - Grande, Mister X !
-Ahò ! L'hai inviata tu ? Ce l'hanno tutti. -No. Non sei stato tu ?
- Allora chi è stato ? - Boh.
Beh ? Che si fa qua ? Si fa conversazione, invece di tradurre ?
(insieme) No, prof. - In Latino, almeno spero.
- Eccomi. - Andiamo.
Non mi rimetta la musichetta perché veramente do di matto.
Non è possibile ! Che servizio è ? Pronto ? Pronto ?
- Serve una mano ? - La macchina si è fermata.
Tra dieci minuti devo essere a casa. Sto traslocando.
- Ti do io un passaggio con quella. - Con quella ? - Eh ! Ho quella.
- Davvero ? - Dài, andiamo. - Grazie !
Aspetta !
- Hai un posto per questa ? - Sì. Dammi.
Mmm... Vai piano, vero ?
-Non sei in ritardo ? -Sì, ma vorrei arrivare viva a casa.
[# IL FUTURO FA GINNASTICA.]
[# SI PREPARA TUTTI I GIORNI PER TE. #]
- Sana e salva, no ? - Era una vita che non andavo in moto.
- Ti è piaciuto ? - Sei stato un tesoro, grazie.
[# E POI COSI' TU SEI QUI... #]
- Allora ciao. - Ciao.
[# HOUDINI CHE TOGLIE LE CATENE AL MONDO.]
[# IN FONDO UN INGANNO NON E'.]
[# E' SOLO UNA FOLLIA. #]
Ma mi ha baciato ?
[CAMPANELLO]
[# UN'ORA NELLO SPAZIO, UN PUNTO NEL TEMPO. #]
- Lino ! - Amore ! - Eh.
Dammi solo un secondo, torno subito. Accomodati.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
(registrazione) "Dante, non venire. Sparisci !"
Allora, amore, come mai sei qui ? Non avevi gli allenamenti a...
- No, ho una sorpresa per te. - Un'altra ?
- I biglietti del balletto che volevi vedere. - Ah.
Il balletto.
Grazie. Ci avevo messo una croce sopra.
Beh ? Che c'è ?
Niente !
Amore, senti. Si può sapere che cos'hai da un po' di tempo ?
Niente ! Perché ?
Uniamo il tavolo cinque al sei. Vengono in dodici.
Pianeta Terra chiama Anita !
Eh ? Scusa.
- Dicevi ? - Ti viene quel piccolo segno qua...
tutte le volte che qualcosa non va. - Chiamala "ruga", fai prima.
Vuoi dirmi che succede ?
Niente... Sono in crisi con Manuel, fa un casino dopo l'altro.
- A quell'età è normale, no ? - E' diventato una strana creatura
a metà tra un bambino, un uomo... e un animale.
Ridi, ma è complicato conviverci.
Se poi ha il tuo carattere, la vedo davvero dura.
Me lo ricordo.
Quel sorriso mi è proprio mancato.
Anche a me.
- Ce l'hai l'erba ? - Sì. - Erba o fumo ?
- Tutti e due. Che vuoi ? - Erba. - Quanto ? - Venti euro.
- Ci sta ? - E' buona. - Ciao, grazie.
- Che roba hai ? - Erba e fumo. Che ti serve ? - Erba.
- Quanto ? - Quaranta.
- Ciao. - Ciao.
- Posso parlarti un minuto ? - Sì, ho la prossima ora.
Combattevo con il registro elettronico.
Eccoci qua.
Sabato poi che è successo ?
-E' arrivato Lino a casa mia un minuto prima di te. -Ahia. -Già.
- Dopo che ci ho litigato, come sempre... - Mi dispiace.
- Sono stata quasi bene. - Mmm.
Già.
Dante, tu mi piaci tantissimo
ma io non posso fare certe cose. - No. Te lo volevo dire anch'io.
Ah.
Ma ti piaccio un po' ?
Molto, però secondo me sarebbe meglio chiuderla qui
considerata la situazione. - Sì. - Sei d'accordo ? - Certo.
Mi ero preparata per dirti la stessa cosa
però un po' mi dispiace.
Ma tu sei fortunata, hai trovato la tua metà.
- Se non dovesse funzionare ? - Perché no ? Funzionerà.
E' che io...
Non lo so, in questi giorni mi sono chiesta
se di natura non sono un po'... - Un po' ?
Ecco, un po'... mignotta ?
No ! Ma perché ? No, no !
- Poi PINO è un così bravo ragazzo. - Lino. - Lino è un bravo ragazzo.
- Sì, Lino è un bravo ragazzo. Lo so. - Dài.
- Comunque Dante, è stato bellissimo. - Anche per me.
Nel piano cartesiano la parabola è il luogo geometrico
dei punti equidistanti dalla direttrice
e da un punto detto "fuoco".
Facciamo qualche esercizio, così capiamo meglio.
- Simone, vieni tu alla lavagna ? - No, non mi va.
[RISATE]
- Forse non ho capito bene. - Non mi va.
Io sono Balestra junior. Balestra senior è da un'altra parte.
Che c'entra tuo padre ?
Lei parla di piani cartesiani, no ?
Mio padre va pazzo per Cartesio.
D'accordo, Simone, come vuoi.
Qualcun altro vuole venire gentilmente alla lavagna ?
[SCATTI FOTOGRAFICI]
Ciao, Aureliano.
- Salve. - Come va ?
Scusa se mi impiccio, ma mi sembra che ti piaccia Monica.
Sta lì in classe da sola. Parla con lei, no ?
- Ognuno ha le sue strategie. - La tua funziona ? - No.
- Appunto ! - Lei ne ha una migliore ?
Non so, intanto smetterei di nascondermi.
Anche mia madre dice che bisogna essere diretti.
- La tua è una mamma chioccia ? - No, è una mamma alligatore
iperprotettiva con i cuccioli. Nel mondo animale è la peggiore.
- Lo so, sono cresciuto nel Museo di scienze naturali che dirige. -Bello.
- Per niente. - No, eh ? - Conosco meglio la femmina del facocero.
Non so niente sulla femmina dell'uomo.
- A dopo, prof. - Non demordere.
(sottovoce) Posso parlarti ?
- Buongiorno. - Salve.
- Devo parlarti. - Un'altra volta. - No, lo facciamo adesso
perché devo parlarti della professoressa Girolami.
- La professoressa Girolami ? - Sì. - Non la chiami "amore" ?
-In che senso ? -Vi ho visti baciare due ore fa. -No. -No ? -Sì !
- Potevi evitare di prendertela con lei. - E tu di scoparti la mia prof.
Parli di Legge morale e poi hai una tresca con la mia professoressa ?
Non ho una tresca ! E' una cosina nata così. Capisci ?
- E' già finita. - Allora vai a dire a Battaglia
che sei stato con la sua donna, ma è già finita. - Ahò !
- Questi sono fatti privati, non giudicarla. - Non giudico lei.
- Bravo ! - Giudico te.
Imbarazzante.
- Dado... - Mamma, ti prego.
Se sei venuta per difenderlo, non ci provare neanche.
No, figurati se voglio difenderlo.
Si è portato a letto la mia prof.
Intanto nessuna donna si fa portare a letto, se non è d'accordo.
Ha usato uno dei suoi trucchetti, le chiacchiere...
- Quella sta anche per sposarsi. - Vedi ?
Forse lei voleva mettersi alla prova o capire meglio i suoi sentimenti.
Ci sono mille motivi per andare a letto con qualcuno.
Sono ingenuo, pensavo che si facesse per amore.
Beh, certo che si fa per amore
ma si fa anche per curiosità, per gioco o per desiderio
per capire che cosa si prova. - O perché sono tutti e due stronzi.
Sai, nonna ? Io me lo ricordo.
Mamma piangeva tanto, sempre, in bagno.
Le litigate nella stanza vicino.
Mi ricordo anche di un compleanno. Forse avevo cinque anni.
Mamma cercava di ridere anche se aveva pianto e lui non c'era.
Era sparito come sempre.
Quel giorno tu compivi quattro anni.
C'ero anch'io, sai ?
Ricordo che tuo padre aveva girato mezza Roma
per trovare un pupazzo che volevi.
Il pupazzo me l'hai dato tu.
Già, sì.
-Te l'ho dato io perché lui mi aveva chiesto di farlo. -Perché ?
- Perché all'ultimo momento non ce l'aveva fatta. - A fare che ?
Che c'era di così difficile ?
Doveva farmi gli auguri, il video, le cose da padre normale.
Simone...
le cose sono sempre più complicate di come sembrano, sai ? Credimi.
Tuo padre non è come pensi.
Che vuol dire ? Che significa ?
Eh...
Tuo padre ha sofferto molto.
Molto più di quanto tu possa immaginare.
Allora perché è andato via ? Perché ha mandato tutto all'aria ?
Per questo dovrebbe farmi meno pena ?
Mi dispiace, è troppo facile.
["JEAN ROBIC" DI ROBIC E DUKEL DALLO STEREO]
Che cos'è questa musica da Centro anziani ?
Che ne sai tu ? E' roba raffinata. Che capisci ?
Che vuoi ?
- Sono venuto per fare pace. - Mmm.
- Perché non hai detto che ti sei rimessa con Ettore ? - Non è così.
Sono passati tanti anni.
- Non c'entra niente, la gente non cambia. - Grazie del consiglio !
- Basta litigare, ma'. - Eh.
- La prossima volta che dormo fuori te lo dico. - No, tu torni e basta
perché anche se hai 43 di piede, hai diciassette anni.
Non puoi fare come ti pare, quindi torni e basta.
Poi non sono preoccupata solo per quello.
Tutti 'sti soldi a casa...
- Ti ho detto come li ho avuti. - Non so se ti credo.
Devo buttarmi per terra in ginocchio e giurarlo ?
Dài, è come ti ho detto.
- Io vado. - Oh !
- Prometti che non ti metti nei casini ? - Lo prometto.
Prometti che se hai un problema vieni da me, ne parliamo insieme
e troviamo una soluzione ? - Sì.
Oh ! Dammi un bacetto.
- Okay, basta. - Bello mio ! Ciao.
Manuel, eccolo qua. Questo è un capolavoro, da collezione !
Ma come tre ?
Pure Matteo ! Anche a te, complimenti vivissimi.
- Tre pure io. - Oh, signorina, complimenti. Complimenti.
Bello, eh ? Molto carino, brava.
Oh, Luna... sì.
Proprio... una cosa memorabile.
Prof, scusi ! Secondo me non è giusto, il compito è corretto.
Non ti rispondo nemmeno. Simone, da te non me l'aspettavo.
Oh, Aureliano !
Anche qui un altro capolavoro. Bravissimo !
Complimenti, complimenti !
- Non ha segnato neanche un errore. - Perché non ci sono errori.
La traduzione è perfetta, ma troppo perfetta.
Dunque è copiata.
Giulio, complimenti anche a te.
Io ti do un quattro sulla fiducia.
- Complimenti. - Grazie. - Perché Giulio quattro e io tre ?
Tu non sai nemmeno copiare.
-Invece di "a causa loro" hai scritto "a casa loro". -Vabbè !
Ridete, brutte capre !
Che siete delle capre io lo sapevo, ma non immaginavo che foste sleali.
Io non ho davvero parole per descrivere la mia delusione.
Non so, trovatelo voi un aggettivo per dire come mi sento.
- Eh ? Come mi sento ? - Sconfortato ?
Brava, "sconfortato". Esatto, è il termine giusto.
"Sconfortato". Laura, quanto ti ho dato per il compito ?
- Tre, prof. - Diventa un cinque. Grazie, cara.
[VOCIARE INDISTINTO] Torniamo al punto.
Chi è stato tra voi a rubare la versione ?
Ah ! Nessuno, eh ?
Benissimo, benissimo !
Non solo sleali, siete anche vigliacchi.
Bravi, proprio bravi.
[CAMPANELLA]
Di' un po' ! Sei stato tu, vero ?
- Se le dico che non sono stato io, mi crede ? - No. - Appunto.
Qui non è questione di copiare. Il furto di un compito è grave.
Sono d'accordo, non può restare impunito.
Buongiorno a tutti !
- Hai sentito della Terza B ? - Sì, è la notizia del giorno.
Non c'è da scherzare. Ne va della nostra credibilità.
- Hai dato insufficienze a tutti, ormai hanno capito. - E' inutile.
- Tu sei sempre dalla loro parte. - Non è questo il nostro lavoro ?
Sul nostro lavoro abbiamo idee diverse
ma non difendere gli indifendibili. - Non sappiamo chi è stato.
- Non possiamo fare nulla. Scappo, ho la babysitter malata. - Ciao.
- Anch'io, ho un certo languorino. - Buon appetito ! - Grazie.
Nessuno ha ammesso di essere il ladro.
E' possibile ? Che giovani stiamo educando ?
Ora passo alla decimazione come nella Prima Guerra Mondiale.
Scelgo a caso e ogni cinque nomi ne sospendo uno per cinque giorni.
Le decimazioni sono state una vergogna storica.
Comunque... sono stato io.
Ho rubato io la versione.
Ciao.
Kant sarebbe molto deluso da quello che avete fatto.
Ho deciso di dare un'insufficienza in Filosofia a tutti.
- Che c'entra Filosofia ? - Non avevamo la verifica.
Sì, ma non ve ne siete accorti.
Speravo che Kant vi aiutasse a trovare una moralità dentro di voi.
-Perciò vi ho spedito la traduzione. -E' stato lei ? -Veramente ?
Sì, perché volevo mettervi alla prova.
Avreste potuto cestinare la mail, invece ne avete approfittato.
Altro che imperativo categorico !
- Se Lombardi lo scopre, fa un macello. - Lombardi lo sa.
A differenza vostra, mi prendo la responsabilità di ciò che faccio.
[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti !
-La preside vuole sapere se ha un attimo. -Arrivo, grazie. -A lei.
Kant sapeva che la vita morale è una lotta, una guerra.
Ci sono fallimenti, si dicono bugie.
Le bugie le diciamo tutti.
Anche io.
- Senti, facciamo così. - Sì. - Di' a Lombardi che hai scherzato.
Eh ? Tanto neanche lui crede che tu abbia spedito la traduzione.
- Perché avresti dovuto farlo ? - Lo so io e lo sanno i ragazzi.
- Vai da Lombardi, ti prego ! - No, preferirei di no.
Non capisci ? La faccenda è seria. Come faccio a lasciar correre ?
- Non fare gesti plateali. - Complimenti.
- Ci hai presi tutti per il culo. - Preferivi che ti denunciassi ?
Potevi mettermi in punizione, fare una predica da padre normale.
- Volevo insegnare qualcosa a tutti. - Sei solo un professore ?
- Parla piano. - Ti urta che urlo ? Urlo quanto voglio.
Puoi pensare a te stesso solo come un padre per una volta ?
La cosa era soltanto tra me e te. E' chiaro ?
Allora dimmi ! Che cosa c'è ?
Non è stato il prof Dante a rubare il compito.
- E tu che ne sai ? - Io lo so perché sono stata io.
A me risulta... [BUSSANO ALLA PORTA]
- Che c'è ? - Buongiorno. - Buongiorno.
Non è stato il prof Dante a rubare il compito di Latino. Sono stata io.
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì, che... Ah, dài.
- Tu che vuoi ? - Sono stato io...
L'hai rubato tu ? Immaginavo. Deve entrare qualcun altro ?
Vai tu, poi vai tu...
Vai pure tu ! Dài. Veramente, dài !
-Preside, deve capire... -Che succede ? -Niente, cose nostre.
Basta ! Basta così ! Ho capito il concetto.
Siete tutti colpevoli
e siccome non posso punire tutti, non punirò nessuno. -Il professore ?
Il professore...
Nessun provvedimento. Se i colpevoli siete voi, lui è innocente.
- Daje ! - Tornate tutti in classe prima che cambi idea. - Sì.
- Daje, professo' ! - Grazie, ragazzi !
Cinque.
- Tu non c'entri mai niente, eh ? - Eh... - Eh ! Certo.
- Io non ti ho difeso. - Immaginavo. - Mi sembrava giusto dirtelo.
Eccoti qua, ti stavo cercando per il compito passato ai ragazzi.
La Smeriglio ti ha graziato, ma per me non finisce qui.
Vuoi sfidarmi dietro al convento dei cappuccini a duello ?
- Scegli tu l'arma ? - Collega, con tutto il rispetto...
vaffanculo !
Buona giornata !
[# MMM, MMM, MMM...]
[# NELLA CONFUSIONE]
[# MILIARDI DI PERSONE]
[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU'. #]
Posso sapere perché con te mi devo sempre incazzare ?
Spingi la roba nella tua scuola, non qui.
Qui se a qualcuno rode il culo
una mattina il Pirata ti schiaccia come uno scarafaggio.
A scuola io non ci riesco. C'è qualcosa che mi blocca.
- Ah, sì ? Che cosa ? - E' una cosa che non puoi capire.
- E' la Legge morale del "tu devi". - Che cazzo dici ? Che cazzo dice ?
Sbarra, a scuola non ci riesco.
Fai come ti pare, però io ti avverto.
Se dici che io ti do la roba
ti schiaccio io come uno scarafaggio.
- Ci siamo capiti ? - Ci siamo capiti.
Ricordatelo.
- Hai fame ? - Sì. - Andiamo a mangiare, Caterina.
Arrivederci.
[# UN'ORA NELLO SPAZIO]
[# UN PUNTO NEL TEMPO.]
[# E' UN GIORNO CHE VA VIA, UN APPUNTAMENTO]
[# UN BATTITO PERPETUO... #]
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