Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
-Ciao ! -Ciao, Dado. -Ti dài al giardinaggio ? -Per forza, tesoro.
Provo a dare una forma a questo giardino abbandonato.
- Attento, ti pungi ! - Sì. - Ci sono le spine. - Lo so.
Poi è anche pieno...
Oh, eccolo qua ! Il mal di stomaco ti è passato.
- Quindi domani vai a scuola ? - Sì, forse sì.
Scusa, ma quello lì è un tatuaggio ?
- Non serve l'autorizzazione dei genitori per tatuarsi ? - Sì
ma mamma è all'estero, sennò avrei chiesto.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
(registrazione) "Che fine hai fatto ? Perché non mi rispondi ?"
- E' veramente... - Sì, però sei sempre polemico. - Io ?
Sì, peggiori la situazione ! A quell'età bisogna solo ascoltarli.
Tu sei la meno indicata per parlare dell'argomento.
Torno a parlare con le piante.
Manuel !
- Ciao. - Ciao.
- Matteo dice che neanche tu vai a scuola. - No, devo finire la moto.
- L'ho promesso a un amico.
- Un amico, eh ?
Quante cazzate spari ! Vai d'accordo con mio padre perché vi somigliate.
Ti sei dimenticato che ero là ? Ho visto e ho sentito tutto.
- Hai visto e hai sentito tutto ? - Sì. - No, non l'ho scordato.
Quindi è vero che hai rubato la moto
per sistemarla e fare vedere che sei bravo ? - Così funziona.
- La riparo, gliela porto e la rivendono. - Tu che ci guadagni ?
Mamma mia, quante domande !
- Devo andare da Laura. - Con questa faccia vedi Laura ?
- Stai andando a un funerale ? - Sì, sembra proprio un funerale.
-Sì. -Ci vediamo. -Ci vediamo al cimitero. -No, tie' !
- Laura. - Simo !
Mi hai spaventata. Che fine hai fatto ?
- Sei scomparso ! - Lo so, perché...
C'è una cosa molto seria che ti devo dire
e non è facile da dire, okay ? - Cioè ?
Laura, ci ho pensato.
Non so bene come dirtelo. Ci ho pensato tanto.
- Mi dispiace tanto. - Che ti dispiace ?
Spiegati, non capisco.
Ho pensato che le cose non possono andare.
- Ma che dici ? - Mi dispiace.
- Ho fatto qualcosa ? - No, non sei tu.
Non può andare.
Ma perché ? Che è successo ?
Era tutto così bello.
Lo so, non è questo il problema.
Il fatto è che non provo le cose che provi tu.
-Stai dicendo che non mi vuoi bene ? -Certo che ti voglio bene !
Ti voglio tantissimo bene, ma non è amore.
Che dici ? Che stai dicendo, Simo ?
Laura !
L'avete visto ? Io ho pianto tutta la notte e neanche mi saluta.
Sì, ma sta a testa bassa. Si vergogna.
Fa bene a vergognarsi, è il minimo.
Non so se riesco a entrare in classe. Mi viene da piangere.
- No, piangere no. - Sei matta ? Gli dài soddisfazione ?
> Forza, entriamo !
- Vuoi ? - No.
E' assurdo ! Sembrava il più carino, il più dolce di tutti.
Invece è uno stronzo.
- Non mi sembra una novità. - Però da lui non me l'aspettavo.
- Tu te l'aspettavi da Simone ? - Mmm... Andiamo, va'.
Buongiorno.
- Buongiorno, prof. - Ciao, Chicca.
Ragazzi, scusate un attimo. Sapete qualcosa di questo Palombo ?
Da quando sono qui non è mai venuto. Sapete che gli è successo ?
(insieme) No. - Io, prof. Sua madre lavora con la mia.
- Lui non esce più di casa. - Perché ? Sta male ?
- "Di capoccia". - Vi fa ridere ? E' una cosa brutta da dire su qualcuno.
-Che vuol dire ? -Vabbè, scherzavo. Scherziamo tutti su Pin.
- Chi è Pin ? - Palombo ! - E' il suo soprannome ? - Sì.
Sta fuso, è uno strano.
Che vuol dire "strano" ? Tu sei strano, Chicca è strana.
- Io sono il più strano di tutti.
- Questo è poco, ma sicuro.
-Da quanto non viene ? -Da tanto. -Dagli ultimi mesi dell'anno scorso.
Addirittura ? Non l'avete cercato ? Non ha un amico qua ?
- No ? - Sta sempre per conto suo.
- Prof ? - Scusate. - Un po' io parlavo con Pin
ma negli ultimi tempi lui si è allontanato. - Ho capito.
Pin ! Okay.
Ecco la cartella che aveva richiesto.
- Grazie, buona giornata. - A lei.
Quest'anno il concorso di poesia è un disastro.
- Ci sono pochi iscritti. Ciao, Dante. - Buongiorno.
- Buongiorno ! - E' lo specchio del declino della scuola.
- Rassegnati, caro mio. - Anni fa il concorso di poesia era un evento.
Invece ora abbiamo a che fare con una massa di capre.
Che cosa fai tutte le mattine con quel registro ?
Trasformo i voti dati a matita in voti scritti a penna, definitivi.
- Metti praticamente solo insufficienze. - Tutti tre.
Meno a Giulio e a Laura che sono da otto.
Povero De Angelis ! Tu vorresti sperare qualcosa da questo gregge
ma la rima più alta che loro concepiscono è "cuore-amore".
- Ma non devono scrivere in rima, no ? - Già. - Ah, verso libero ?
Peggio, allora ! E' molto peggio. Guardate, ho fatto un pronostico.
E' in questa busta che apriremo a concorso finito.
Qui c'è il nome del vincitore.
- Vi saluto, vi lascio con l'oracolo. - Ciao.
- Ciao. - Ecco, abbiamo avuto anche l'imprimatur filosofico.
Quanti di voi si sono iscritti al concorso letterario ?
Niente ? Nessuno ? Come è possibile ? Perché ? Chicca ?
- Non so scrivere le poesie. - Ci hai provato ?
- No, ma lo so che non ci riesco. - Vabbè. Matteo ?
- Io ? - Mmm. - Scrivere poesie ? E' roba da vecchi. - Da vecchi ?
- Luna, tu ? Dài. - Non sono capace, però Manuel ne sa tante.
Manuel ? Ne sai tante ? C'è qualcosa che ti piace studiare !
- Quello che mi piace. - Allora dài ! Vedi ?
Di' qualche verso che ti viene in mente.
"Giove pietoso e voi tutti, o Celesti"
"concedete che di me degno un dì mio figlio sia."
"Fate che il veggendo tornar dalla battaglia dica talun"
"'Non fu sì forte il padre.'" - Bravo.
Bravo !
-Perché hai scelto Omero ? -Spacca. -Spacca ? Analisi critica di Omero.
- E perché il brano dove Ettore incontra il figlio ? - E' bello.
Sì, è molto bello.
Bravo !
- Dài ! Chi si presta a questa cosa ? Nessuno ? - No, nessuno.
- Posso andare in bagno ? - No. - Me la faccio addosso ? - Sì.
- Professore ? - Sì ? - Io non credo di esserne in grado.
- Potrei astenermi ? - E' la scusa che hai usato
per dire a quella che non volevi andarci a letto.
Perché non vi iscrivete tutti al concorso letterario ?
Però state a sentire, scriverete dei versi erotici.
[BRUSI'O]
So che non potete attingere alla vostra vita
perché la vostra attività erotica è scarsa. - Parli per lei, professo'.
Però Saffo, Catullo, Tibullo li avete studiati, no ?
Sì, tipo... "Odi et amo" ?
Brava ! Vedi, Luna ? Brava, Luna !
-Ascoltate. -Hai capito Luna ? -Sentite questo nome, Roland Barthes.
Roland Barthes ha parlato molto
e ha scritto molto sull'amore.
Descrive l'amore come una malattia.
Descrive l'attrazione come una febbre alta che fa male
e l'innamorato come un piccolo bambino con un pisellino eretto.
Vi fa ridere "pisellino". Somiglia un po' al giovane dio Eros.
Ma le sue cose più belle le ha scritte
nel descrivere il dolore di chi viene lasciato.
Vediamo se mi ricordo le sue parole. Sentite quanto sono belle.
"Io sono come una valigia abbandonata in una stazione piena di gente"
"che passa senza curarsi di me."
Scusi, prof.
- Prof, le vado dietro ? - No, lascia stare ! Vado io.
Ripensate a quello che vi ho detto. Roland Barthes !
Ma che ha ? Una valigia ?
Ehi.
Oh !
- Che succede ? - Niente, prof.
Volevo solo piangere senza farmi vedere.
Vuoi dirmi qual è il problema ? Magari posso aiutarti, no ?
- Ho un po' di casini.
- Mmm.
Poi non ne posso parlare con lei.
Perché, c'entra Simone ? Eh ?
- Che ti ha fatto ? Che è successo ? - Mi ha lasciata, prof.
Lo so, succede.
Quando due stanno insieme, succede che si lascino
ma lui l'ha fatto senza darmi una spiegazione.
Così, all'improvviso.
La cosa peggiore è che non mi parla. Se gli scrivo, non risponde
e neanche se lo chiamo.
Io sto a pezzi, non so che fare.
Senti ! Ma tu non hai pensato a rendergli la pariglia ?
- Che è la pariglia ? - Ah, già ! Certo.
So io che cos'è la pariglia.
Perché non provi... Che ne so ?
Gli dici che ti piace un altro
e secondo te la vostra storia non può andare avanti.
Una cosa del genere, capito ? Così vediamo come reagisce.
Così puoi capire se fa sul serio oppure no.
Ha ragione.
- Grazie, prof. - Prego.
[CAMPANELLA]
- Ciao. - Ciao.
- Dovrei parlarti un secondo. - Sì ! Dove...
- In biblioteca. - Perfetto. - Sì. - A tra poco.
[MUSICA ROCK DAGLI AURICOLARI]
- Queste scene a scuola, no. - Sei tu che mi costringi.
- Devo dirti quello che ieri non ho potuto dirti. - Cioè ?
Ho otto giorni di ritardo.
Penso di essere incinta.
Ehm...
- Come sarebbe "incinta" ? - Simone, ho comprato un test in farmacia
l'ho fatto ed è positivo. Quindi penso di essere incinta.
- Come è possibile ? - Indovina ! Ti avevo detto di stare attento.
Ma sono stato attento.
Dài, scusami ! Scusami.
Ti sto dicendo che aspetto un bambino.
So solo questo, non so altro.
Ma... sei sicura ?
Simo, vaffanculo !
[SCATTO DELLA SERRATURA]
- Marina ? - Ssh ! - Ah, sei là.
Oh, che succede ? Eh ? Dimmi.
- Ascolta, Dante. Sono notti che non dormo. - Sì.
- Facciamo finta che tra noi non sia successo niente. - Va bene.
-Tra pochi mesi mi sposo. Ci pensi ? -Sarà anche un bel matrimonio.
Perché ti preoccupi ? Tranquilla !
[CAMPANELLA]
A furia di farti questi panini, quando dimagrisci ?
# Ta-tan, ta-ta-ta-ta-tan, ta-tan. #
- Qui Roma, abbiamo un problema.
- Che problema ? - Laura.
# Tin, tin, tin, tin, tin, tin. #
- No. - E invece sì.
Giuro !
Ciao.
- Che c'è ? - Sei sporco. - Dove ? - Di rossetto, sul collo.
-Macché ! E' un'irritazione cutanea. -Non ti vergogni ?
-Di che cosa ? -Hai già un'altra ? -E' un'irritazione. -Sì. -E vabbè !
- Manuel, mi presti la moto per un paio d'ore ? - Che ha qua ?
- E' rossetto. Me la presti ? - Sì. - Te la riporto, eh ?
- Ovviamente ho la sufficienza assicurata. - Te lo scordi.
Come fai a dire che è uno stronzo ? E' un grande.
- Un grande stronzo ! E' arrivato tutto sporco... - Sì, di rossetto.
-Hai un casco in più ? -Sì, perché ? -Devo andare in stazione.
- Parti e sparisci per sempre ? Ci fai 'sto regalo ? - No, coglione.
- Prendo un pezzo di ricambio per la moto. - Sarà !
- La rubi la moto, è sicuro. - Vaffanculo. Parti, va'.
- Di che parlate ? - Vi ho sentiti in classe.
Ho visto la faccia di Simone.
- Non puoi farti gli affari tuoi ? - Questi sono affari di tutte.
Siamo amiche, no ? Ti succede una cosa simile e non lo dici ?
-Che cosa avrei dovuto fare ? -Dirci la verità. -La verità, Laura.
Eh, la verità !
A Simone non ho detto la verità. Non c'è nessun bambino in arrivo.
- Non è ancora il momento di diventare zie. - Sei matta ?
Sono stata talmente male ! Magari... che ne so ? Cambierà idea.
- Bella mossa. - Lui ci sta male, non lo merita ! - Invece sì.
- Eccome ! - Hai detto una cazzata. Come ne esci ?
- Non lo so. - Deve solo farlo soffrire. - Vi prego.
-Non ditelo a nessuno, tenete la bocca chiusa. -Figurati. -Ti pare ?
- Buongiorno. - Buongiorno a lei.
[CITOFONO]
[CAMPANELLO]
[CAMPANELLO]
Chi sei ?
Giuseppe, sono il tuo professore di Filosofia, Dante Balestra.
Puoi aprire, per cortesia ?
Ehm... no. Non voglio, arrivederci.
- Aspetta un attimo... - Vada via, io ho da fare.
Giuseppe ? Giuseppe ?
E' inutile, non insista. Non apre a nessuno.
- Da quanto non apre ? - Sono mesi che non esce di casa. - Sì ?
Guarda che signorina ! Guarda che bella. Eh ?
Vieni qua. Guarda.
- E' bella, sì. - Bisogna festeggiare.
- Te le fai le canne ? - Ehm... no.
- Ehi, Giuseppe. - No. - Aspetta. Giuseppe, aspetta un attimo.
Posso chiamarti Pin come tutti ?
- Prima non mi hai fatto entrare. Io sono il tuo... - Sì, so chi è lei.
Sto in un casino, ho un problema.
-Di che tipo ? Magari posso aiutare. -La luce, l'interruttore...
- E' saltata la corrente. - L'interruttore dov'è ?
- E' giù. - E' giù, eh ? - E' un problema. - Che c'è ?
- Oh ! - Non mi sento bene. - Come ? - Sto svenendo. - Ti do una mano io.
-No ! Non mi tocchi. -Non ti tocco. Sto qua ! Sto fermo, non mi muovo.
Vado giù e riattacco l'interruttore, ma tu devi fare un patto con me.
Che patto ?
Appena ti riattacco la luce, tu mi fai entrare e parliamo un po'.
E' contento. Vabbè.
Ma il senso di 'sta cosa ?
- Non sento niente. - Dalle tempo, no ?
- Puzza. - Tu puzzi. Guarda che sei strano, eh ?
- Perché sono strano ? - Sei strano come ragioni
come ti vesti, come parli. Sei un perfettone.
"Perfettone" un cazzo.
- Laura ha detto che ha otto giorni di ritardo. - E ora ?
Compri la station wagon ?
Quanto sei cretino ! Ora sono cazzi. Non so che fare.
-Poi è successo quando ho capito che non volevo stare con lei. -Ahia.
Non ne sono innamorato.
Forse sono io che non so amare.
Secondo me questa cosa me l'ha passata mio padre.
Ha avuto tante donne, ma non ne ha mai amata una.
- Tu che ne sai ? - Ne ha avute troppe.
Chi ne ha troppe non vuole bene a nessuna.
- Va meglio ? - Sì. - Mmm.
- Senti, mi posso sedere ? - No ! No, è meglio di no.
Infatti è meglio che non...
Non mi interessa che tu abbia deciso di non andare a scuola
però la scuola non abbandonerà te, eh ?
Potrebbe andare via ? Qui non faccio entrare neanche mia madre.
Mi dispiace per tutto questo caos.
A me il caos non fa paura.
- Sai che pensavano i greci del caos ? - I greci ?
Si, gli antichi greci pensavano che il caos fosse un buco nero
un po' come questa stanza.
Pensavano anche che da lì erano nate Nyx, la notte, e Gea, la Terra.
Per favore, vada via !
A me non frega niente dei greci o della Filosofia.
Viene qua a farmi una lezione quando io ho detto che sto male.
E' pazzo ?
Ho capito che non mi sopporti più.
Vabbè, vado via
ma sappi che torno, eh ?
Ciao.
Adesso devo andare da Sbarra.
Sbarra ? Chi è ?
E' uno con un po' di impicci. Lotte tra cani, spaccio...
E' il capo della bestia che hai visto l'altra sera.
- Un principe. - Eh, un principino.
Vengo con te.
- Tu ? - Sì, io con te. - Tu non hai capito che gente è.
Se gli rode il culo, ci ammazzano.
Se siamo in due, magari no.
- Non ti facevo così coraggioso. - Io sono un rugbista.
Sono cresciuto in mezzo alle mischie.
Facciamo che vieni, però mi aspetti fuori sulla strada.
- Va bene. - Se non torno entro mezz'ora, chiama la polizia.
Mi vado a cambiare.
- Complimenti, lei scrive benissimo. - Grazie.
E il tema del romanzo... L'originalità ci ha catturati tutti.
Però purtroppo non è il momento. Con il mercato editoriale di oggi
non pubblichiamo esordienti, a meno che non siano personaggi famosi.
Perché non torna a trovarci tra un anno, un anno e mezzo ?
Anche due.
Buongiorno.
Hai visto che ti ho riportato ?
Allora ?
E' tutto a posto, sì ?
- L'ho risuscitata. - E chi te l'ha chiesto ?
Nessuno, però l'ho fatto.
- L'hai fatto perché sei un ladro. - No, non per quello.
Ho bisogno di un lavoro e pensavo di lavorare con te.
Perché cerchi lavoro ? Alla tua età devi andare a scuola.
Ci vado a scuola
ma mia madre non ha un lavoro fisso. Mi servono soldi, la devo aiutare.
Basta ! Fermati qua, sennò mi metto a piangere
e se piango divento cattivo.
Adesso vattene. Ti è andata bene, stavolta ti ho graziato.
- Volevo... - La prossima volta ti faccio sfondare da Zucca.
- Volevo solo dire... - Vedi di andartene.
Vabbè.
La moto valeva zero. Ora un appassionato ti dà 4000 euro.
Ha rotto il cazzo, io lo sfondo.
- Ah... - Posalo o ti ci faccio una cravatta.
- L'altra volta mi hai sorpreso. Ti apro la testa. - Zucca ?
- Lascia stare, è un ragazzino. - "Ragazzino" di che ?
Vabbè ! Sei grande, abbiamo capito. Però ora vattene.
Se mi servi, ti chiamo io.
- Va bene. - Ciao.
Stiamo bene così, vai.
Un anno e mezzo, certo ! Che ci vuole per loro ?
No...
Perché ?
Che cazzo !
- Allora ? - E' andata una bomba. - Sì ? Non ti ha massacrato.
- E' già tanto. - Si fa risentire lui. L'ho agganciato !
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Mamma. - Manuel, è tutto il giorno che sono in giro per cercare lavoro.
- Mi hanno distrutto la bici. - Chi ? - Lascia perdere.
- La devi aggiustare. - Va bene. - Con i mezzi è un incubo.
- Dobbiamo dividerci la moto. - Ma adesso non ce l'ho.
- Mi serve domani. Tu dove sei ? - Sto in giro e poi vado da Chicca.
- Ah, okay. Non fare tardi. - Neanche tu.
- Ah ! Non passare dal bosco, c'è il lupo cattivo. - Che scemo ! Ciao.
- Andiamo ? - Fai guidare me, tu non sei capace.
- Trattamela bene, eh ? - Faccio veramente i soldi stavolta.
- "Facciamo" ! E' la Simone e Manuel Associati. - Ora siamo associati ?
-Il treno della fortuna ti è passato davanti e l'hai perso. -Sì.
Andiamo, va'.
Arrivo ! Chi è ?
- Ciao. - Buongiorno. - Ho riportato la moto di Manuel.
Non ti ricordi di me ?
[VOCI NON UDIBILI]
Mi ricordo, certo che mi ricordo.
Ti avevo già visto a scuola
e mi è sembrato così strano che fossi il professore di Manuel.
- E tu sei la madre di... - Sì, sono la madre.
- Quindi Manuel è lo stesso Manuel di quella notte ? - Mmm.
Floriana, ti ho lasciato venti messaggi. Io sono in ospedale.
E' importante, chiamami !
Ti sei scordato il caffè.
- Ecco le chiavi, il casco... - Grazie.
- Vuoi un caffè ? - No. - Lo stavo già facendo. - Ho un appuntamento.
- Ti ringrazio molto. Scusa. - No, grazie a te.
Ciao.
Ti sei scordato il caffè.
- Il prof ti ha cercato oggi. Dov'eri finito ? - Ero con Simone.
Simone ?
Sì, lo so, non mi stava simpatico. Però è come se mi facesse pena.
Prima il padre professore, poi Laura incinta...
Ma che incinta !
- Perché ? - Devi tenertelo per te, sennò Laura mi ammazza.
Va bene, dài ! Dimmi.
- Lo devi promettere. - Lo prometto, dài.
L'ha inventato per vendicarsi di Simone.
Lui se l'è portata prima a letto
e poi l'ha buttata via come una bambola rotta.
Simone mi ha detto che non era innamorato di lei.
Se non era innamorato, la poteva lasciare in pace.
E' troppo comodo accorgersene dopo. Se ne poteva accorgere prima.
- Però a noi questo non succederà. - No.
No, non succederà.
Se dovesse succedere prima di farmi lasciare da te, te lo taglio.
Ah, me lo tagli ? E io me lo faccio tagliare
ma prima dovresti farci un po' più di conoscenza.
Ce l'ho già fatta, me l'hai già presentato.
- Tutti pensano che l'abbiamo fatto. Dài ! - C'è mia madre sopra.
E allora ? Facciamo piano.
No, mi sta venendo l'ansia. Ho bisogno di aria.
Sarebbe più facile se fossi brutta
con le orecchie a sventola e le gambe storte.
Pure per me sarebbe più facile se fossi un cesso.
- Maria, mi fai un latte freddo ? - Certo.
- Latte e cornetto è davvero il massimo. - Vero ?
- Sei quella che sta ristrutturando la scuola ? - Sì.
- Tu sei Manuel, vero ? - Tu che ne sai ?
Conosco tua madre. Lavorava dove faccio pilates.
Mi faceva sempre vedere foto tue. "Quanto è bello mio figlio !"
- Sei bello, eh ? Più che in foto. - Mia madre è una pazza.
Non dovrei dirlo perché io sono come lei, ma basta con 'ste foto.
Andava bene quando ero piccolo, ora è ridicolo.
- Vuoi ? - "Libenter". - Come ? - E' latino, vuol dire "volentieri".
- Parli pure latino ? - No, so solo "libenter".
Mi sa che hai fame. Finiscilo.
-Grazie. -Maria, ne incarti un altro ? -Sì. -Grazie.
- Io devo scappare. - Ecco. - Salutami tua madre.
Ragazzi, i vostri versi sono molto interessanti.
C'è chi ha letto Barthes e mi fa molto piacere.
C'è chi si è ispirato ai classici e anche questo è bello.
Ma la cosa interessante è che ogni verso parla di voi.
Sono contento anche che Giulio abbia partecipato.
Vediamo qui che cosa c'è.
Ehm... Aureliano !
- Tu hai desideri repressi. - Lo so. [RISATE]
Giulio, tu fai sogni meravigliosi
e ti invidio molto perché io non me li ricordo mai.
Luna... Luna, tu scrivi in rima baciata.
- Un applauso per Luna. E' straordinaria. - Brava.
- Matteo, tu sei un pornografo. - Vabbè, professo'...
Chicca, tu hai copiato una canzone di Lady Gaga.
Non dirmi di no perché io sono un fan e le conosco tutte a memoria.
Laura, Simone e Manuel non hanno partecipato
e questo mi dispiace un po'. - No, io l'ho scritta.
Però ce l'ho sul telefono.
Allora leggici qualche cosa. Se ti va, ti alzi in piedi e leggi.
- Va bene. - "Daje", poeta !
[RISATE]
"Brillano nella notte i tuoi capelli neri."
- "Suonano ondeggiando i tacchi alti nel ritmo del mattino." - Ahò !
- Stai parlando di me ? - Chicca, non penso.
Hai i capelli neri e i tacchi alti ? [RISATE]
Posso ?
"Come un compasso si muovono le gambe"
"sui tuoi fianchi disegnati da un dio greco." - Di chi parli ?
- Chi è 'sta donna ? - Che donna deve essere ? Nessuna.
- Secondo te sono scema ? - Prof, le dice che questa è sublimazione ?
- "Sublima" che ?
- Sublimazione. - Certo.
Non preoccuparti, ti sublimo io.
Ragazzi, mi è venuta un'idea.
Perché non presentate questi versi tutti insieme come i surrealisti
e partecipate come se foste un collettivo ? - Sì.
Se vincete, io vi invito tutti a cena.
(insieme) Eh ! -Anzi, vi invito soprattutto se non vincete. -Bravo !
-Mettiamo la musica, vi insegno la break dance... -Professore ! -Sì ?
- Può venire un attimo ? - Certo.
Scusate. Mettiamo la musica, ci divertiamo.
La madre sostiene che hai costretto Pin a farti entrare in casa.
Sì, confermo. Lo volevo aiutare.
- Non posso crederci ! - Perché ? - Sei stato lì ? Tu sei stato lì ?
- Tu sei pazzo ! - Volevo convincerlo a tornare a scuola.
Dopo i fatti di Torre del Greco dovresti stare lontano dai guai.
- Ripeto... - No, hai fatto una cosa folle.
- Posso parlare ? - No, tu sei bravo con le chiacchiere.
- L'ho capito anni fa. - Rivanghiamo i tempi dell'Università ?
- Non voglio rivangare. - Ricordi quante risate ci siamo fatti
i due mesi che siamo stati insieme ? - Ricordo pure tanti pianti. E tu ?
- Ma hai ragione tu, parliamo solo del presente. - Sì.
-E nel presente evita che questi episodi si ripetano. -Sì.
- Che fine ha fatto Belotti ? - Dài ! - Ti ricordi ? Ti piaceva.
- Macché ! Era pieno di brufoli. - Sì, sì.
Proprio te cercavo ! Avevi ragione sulla moto.
Ci ho fatto novemila euro. Tieni, sono mille euro.
- Grazie. - Ci vediamo. Ciao.
Ettore ?
- Anita ! - Ciao.
Che sorpresa.
- Allora ? Che te ne pare ? - E' bellissimo.
- Complimenti. - Non ci speravo più che venissi.
Eh !
No, perché... con le traduzioni non va proprio benissimo.
- Sono piena di debiti, allora... - Ti serve un prestito ?
No, che prestito !
Devo lavorare.
- Quel posto che mi hai offerto è ancora libero ? - Certo, sì. - Sì ?
Allora vieni qui, no ?
- Io vado avanti ogni sera, dal pomeriggio alla chiusura. - Sì ?
- Eh ! - Davvero mi prendi ?
- Certo, dico sul serio. - Oddio.
Grazie.
- Grazie, sei un tesoro. - Mi fa solo piacere.
# Dicevo che svoltavo e ho svoltato. La sorte è cambiata.
# Ehi, divento ricco.
# Divento ricco, finalmente. #
- Belli miei. - Ce l'hai con me ?
Manuel ?
-Parli da solo ? -Lasciami perdere, io sono un artista.
- Ma vedi di andartene, va'. - Tuo figlio è un genio.
Sono un genio ! Ti faccio svoltare. Capisci ?
Che culo.
Senti, genio ! Ieri è passato il tuo professore di Filosofia
a riportarti la moto.
Che tipo è ? Perché mi è sembrato un po' triste.
Ma che triste ! Che stai dicendo ?
Quello è un altro genio.
Tutti geni qua !
[VOCIARE INDISTINTO]
Ssh ! Mi sentite ? (insieme) Sì.
Allora, devo fare alcune precisazioni.
La maggior parte delle poesie è stata rifiutata dalla giuria
perché sono state scaricate da Internet. [SCHIAMAZZI]
- Ssh.
- La nostra no.
Tra l'altro con errori anche grossolani.
Per esempio, un ragazzo ha scritto "mi illumino D'INCENSO."
Poi un altro ha copiato una canzone napoletana.
(in napoletano) "Ohi, Mari' ! Quanto sonno ho perso per te."
Inoltre una poesia è stata squalificata dalla giuria
in quanto caratterizzata da un linguaggio...
- Osceno, proprio. - Vabbè ! Inappropriato
e in quanto opera senza autore.
Mi riferisco alla poesia collettiva della Terza B.
[BRUSI'O] Non è giusto !
- No, no. - Non è giusto !
- Non è giusto ! Ci squalificate ? > Ragazzi, silenzio !
Di conseguenza quest'anno il premio non viene assegnato.
[BRUSI'O] Manteniamo la calma.
Ma no ! Fagli sentire un attimo... Fagli sentire.
- Scusate ! - "Brillano... come la notte i tuoi capelli."
"Ondeggiano i tuoi tacchi al ritmo del mattino."
"Dimmi le cose che faremo. Dimmele prima, per telefono."
"Dimmele a bassa voce."
"Voglio impararle a memoria per ripeterle tra le tue braccia."
"Ho avuto altri ragazzi, ho guardato nei loro occhi"
"ma non ho conosciuto l'amore, finché non ti ho visto."
- "Vorrei avervi tutte nel mio letto." - Eh !
"Sogno i vostri corpi ogni notte, le vostre gambe, le vostre mani."
"Parlami d'amore, parlami del tuo segreto"
"del caldo che in te verrò a trovare."
- Eh. - Mmm. - "Mi rigiro nel letto e ti penso."
"Chissà se anche tu, malamente, per sbaglio mi pensi ugualmente."
Bravi !
Tutto questo è solo robetta.
- Simone ? - Boh, sta là.
Ssh !
- Buoni !
- Vorrei ricordare ai colleghi
che qua dentro, in busta chiusa
io avevo pronosticato da tempo il nome del vincitore.
E ora pregherei un'anima innocente
di aprire la busta e di leggere.
Viola, vuoi venire tu ?
Cara, leggi.
Che cosa c'è scritto ?
"Non ci sarà nessun vincitore perché tutti copieranno dalla Rete."
- No ! - Vabbè ! - Dài ! - Vabbè...
Non ci interessa il concorso. Il nostro premio è la cena fuori.
[CAMPANELLA]
Quando ti levi 'sta faccia da morto ?
Vorrei vedere te al posto mio. Fate tutti i carini con quello stronzo
ho tanti problemi e dovrei ridere ?
- Complimenti per la premonizione ! - Era facile.
- Preside... - L'avevi pronosticato.
Laura non è incinta.
Ma che dici ?
- Non ci credo. - Credici !
Me l'ha detto Chicca. Le ho promesso di non dirtelo.
Se mi taglia il pisello, la colpa è tua.
Stai tranquillo, oh !
Ahò ! Non fare casini, sennò ci vado di mezzo io.
- Va bene. - Eh.
[VOCIARE INDISTINTO]
Laura ? Vieni.
So tutto. Come ti viene in mente di dirmi la cazzata del bambino ?
Hai idea di quanto io sia stato male ?
- Chi te l'ha detto ? - Non importa !
L'ho fatto per farti riflettere.
Noi siamo fatti l'una per l'altro, io lo so.
E poi... Simo, io non capisco perché mi vuoi lasciare.
- Perché ? - Laura, ti prego, veramente.
Che cosa ho che non va ?
-Dimmelo, pure se è una cosa brutta. -Non hai niente che non va !
Il problema sono io, sono confuso e non so che cazzo ho.
Non sei tu il problema.
- Mi spezzi il cuore così, sai ? - Me lo spezzo pure io.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
- Intanto grazie per essere venuta. > Figurati.
Non mi aspettavo la tua telefonata. L'altro giorno sei quasi scappato.
- Già, scusami.
- No.
Dico la verità.
Quando ti ho visto qua sotto l'altro giorno
è stato come...
E' stato come vedere un fantasma.
Io ancora sogno quei momenti
e quando mi sveglio la mattina...
Non so se capita anche a te.
Ho ancora addosso
quella sensazione di angoscia... di quella notte che non finiva mai.
- Non finiva mai.
- Mai.
Senti, a proposito di questo, io ti ho cercato
per chiederti una cosa che per me è molto importante.
Tu a Manuel hai parlato di quella notte all'ospedale ?
Sì, gli ho detto che una notte da piccolo è stato ricoverato.
Non gli hai detto che io e te ci siamo conosciuti quel giorno ?
No.
No, non è capitato.
Okay.
Potresti non dirglielo ?
Perché ?
Simone non lo sa e preferisco così.
Secondo lei ho la faccia da padre ?
Lei è un papà con una faccia molto angosciata.
Ma come ? Simone non sa che quella notte...
Puoi fare il favore di non dirglielo ?
Certo.
Grazie.
- Mamma, sono tornato.
- Sì. Ah, Dado ! - Sì ?
- Ti dispiace portarmi un po' di quella terra ? - Sì.
- Voglio trapiantare queste piante. - Sì. Dove te la metto ? - Qui.
- Qua ? - C'è spazio. Grazie, sei un tesoro.
- Questo è letame, non è terra. - E' terra, su ! Quante storie !
- Ci ho pensato, sai ? - Mmm. - Alle cose che mi hai detto.
- Non sono stata granché come madre. - Io non ho detto questo.
Ma sì, dài ! Ero concentrata su me stessa.
Pensavo sempre alla carriera, alle tournée, al teatro.
Poi di tutto questo che è rimasto ? Quattro locandine e poco più.
- Non è vero. Eri giovane e brava. Che altro potevi fare ? - Sì.
Poi ti informo che una cosa importante me l'hai insegnata.
E' la libertà. Buttala via ! No ?
Beh... sì.
Però vedi...
Se ci penso adesso che non sono più giovane, diciamo...
- Ma no, mamma ! - Sì, è così.
Mi dispiace non averti dato
quell'intimità amorosa, quell'affettività...
- Non ti ho abbracciato abbastanza. - Beh, puoi sempre farlo adesso.
Ho appena fatto la piega.
Vabbè !
Abbracciami.
- E' letame, mamma. - Oh...
Su, su, su !
Ritmo, ragazzi, dài !
Dài, gambe ! Gambe !
- Scatto veloce ! - Scatto veloce !
- Buono ? - Sì, sì.
- Però... - Dimmi. - Non doveva portarci a cena fuori ?
- Infatti stiamo all'aperto, mica stiamo dentro. - Non è lo stesso !
E' la villa della mamma di Simone, di quando i nonni erano ricchi.
Io non cucino e quando ero bambino mia madre non toccava mai i fornelli
ma ora è una cuoca straordinaria. (insieme) Eccola ! - Eccola mamma !
- Grazie del complimento. - Che cos'è ? - Pollo e patate.
- Pollo ! Una cosa eccezionale. - Buono.
- Guarda chi c'è ! - Buonasera, eh ?
Stavi in differita ?
Ciao. Eravamo preoccupati. Dove eri finito ?
- Che ci fate qui ? - Banchettiamo.
- Ci ha invitato questo signore. Non so se lo riconosci. - Colpa mia.
Che c'è ? Stasera volevo stare da solo e tu organizzi un party !
Non urlare. Sono i miei amici. Devi sempre impressionare tutti !
Lascia stare... Sei un egoista ! Smettila ! Non mi toccare !
Sennò ti spacco la faccia ! Questo tono non mi piace !
Ecco qua.
- Voi non litigate con i genitori ? - Eh ! - Ci scriverei un libro.
- Eh ! - Sì ! Con mia madre... - Un pezzo piccolo.
- Professore, ne vuole un po' ? - No, grazie.
[# NELLA CONFUSIONE]
[# MILIARDI DI PERSONE]
[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU']
[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]
[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]
[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]
[# IL FUTURO FA GINNASTICA. #]
Il ragazzino si è fregato dieci grammi. Hai capito !
[# CANTA UN PO' "ALBACHIARA" E UN PO' "MY WAY".]
[# SCHIACCIA IL TASTO REC E IL TASTO PLAY.]
[# E POI COSI' TU SEI QUI]
[# NATALE IN UN QUALSIASI LUNEDI'. #]
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.