All language subtitles for Un.Professore.1x02.Roland.Barthes.iTALiAN.1080p.WEBDL.x264-GeD-it

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Original subtitles

-Ciao ! -Ciao, Dado. -Ti dài al giardinaggio ? -Per forza, tesoro.

Provo a dare una forma a questo giardino abbandonato.

- Attento, ti pungi ! - Sì. - Ci sono le spine. - Lo so.

Poi è anche pieno...

Oh, eccolo qua ! Il mal di stomaco ti è passato.

- Quindi domani vai a scuola ? - Sì, forse sì.

Scusa, ma quello lì è un tatuaggio ?

- Non serve l'autorizzazione dei genitori per tatuarsi ? - Sì

ma mamma è all'estero, sennò avrei chiesto.

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

fatto ? Perché non mi rispondi ?"

- E' veramente... - Sì, però sei sempre polemico. - Io ?

Sì, peggiori la situazione ! A quell'età bisogna solo ascoltarli.

Tu sei la meno indicata per parlare dell'argomento.

Manuel!

- Ciao. - Ciao.

- Matteo dice che neanche tu vai a scuola. - No, devo finire la moto.

- L'ho promesso a un amico.

- Un amico, eh ?

con mio padre perché vi somigliate.

Ti sei dimenticato che ero là ? Ho visto e ho sentito tutto.

- Hai visto e hai sentito tutto ? - Sì. - No, non l'ho scordato.

Quindi è vero che hai rubato la moto

che sei bravo ? - Così funziona.

- La riparo, gliela porto e la rivendono. - Tu che ci guadagni ?

Mamma mia, quante domande !

- Devo andare da Laura. - Con questa faccia vedi Laura ?

- Sì, sembra proprio un funerale.

-Sì. -Ci vediamo. -Ci vediamo al cimitero. -No, tie' !

- Laura. - Da!

Mi hai spaventata. Che fine hai fatto ?

- Lo so, perché...

C'è una cosa molto seria che ti devo dire

e non è facile da dire, okay ? - Cioè ?

Laura, ci ho pensato.

Non so bene come dirtelo. Ci ho pensato tanto.

- Che ti dispiace ?

Spiegati, non capisco.

Ho pensato che le cose non possono andare.

- Ma che dici ? - Mi dispiace.

- Ho fatto qualcosa ? - No, non sei tu.

Non può andare.

Era tutto così bello.

Lo so, non è questo il problema.

Il fatto è che non provo le cose che provi tu.

-Stai dicendo che non mi vuoi bene ? -Certo che ti voglio bene !

Ti voglio tantissimo bene,

Che dici ? Che stai dicendo, Simo ?

Laura!

L'avete visto ? Io ho pianto tutta la notte e neanche mi saluta.

Sì, ma sta a testa bassa. Si vergogna.

Fa bene a vergognarsi, è il minimo.

Non so se riesco a entrare

- No, piangere no. - Sei matta ? Gli dài soddisfazione ?

> Forza, entriamo !

- Vuoi ? - NO.

E' assurdo ! Sembrava il più carino, il più dolce di tutti.

Invece è uno stronzo.

- Però da lui non me l'aspettavo.

- Tu te l'aspettavi da Simone ? - Mmm... Andiamo, va'.

Buongiorno.

- Buongiorno, prof. - Ciao, Chicca.

Ragazzi, scusate un attimo. Sapete qualcosa di questo Palombo ?

Da quando sono qui non è mai venuto. Sapete che gli è successo ?

Sua madre lavora con la mia.

- Lui non esce più di casa. - Perché ? Sta male ?

- "Di capoccia". - Vi fa ridere ? E' una cosa brutta da dire su qualcuno.

-Che vuol dire ? -Vabbè, scherzavo. Scherziamo tutti su Pin.

- Chi è Pin ? - E' il suo soprannome ? - Sì.

Sta fuso, è uno strano.

Che vuol dire "strano" ? Tu sei strano, Chicca è strana.

- Io sono il più strano di tutti.

- Questo è poco, ma sicuro.

-Da quanto non viene ? -Da tanto. -Dagli ultimi mesi dell'anno scorso.

Addirittura ? Non l'avete cercato ? Non ha un amico qua ?

- No ? - Sta sempre per conto suo.

- Prof ? - Scusate. - Un po' io parlavo con Pin

ma negli ultimi tempi lui si è allontanato. - Ho capito.

Pin ! Okay.

Ecco la cartella che aveva richiesto.

- Grazie, buona giornata. - A lei.

Quest'anno il concorso di poesia è un disastro.

- Ci sono pochi iscritti. Ciao, Dante. - Buongiorno.

- Buongiorno ! - E' lo specchio del declino della scuola.

- Rassegnati, caro mio. - Anni fa

Invece ora abbiamo a che fare con una massa di capre.

Che cosa fai tutte le mattine con quel registro ?

Trasformo i voti dati a matita in voti scritti a penna, definitivi.

- Metti praticamente solo insufficienze. - Tutti tre.

che sono da otto.

Povero De Angelis ! Tu vorresti sperare qualcosa da questo gregge

ma la rima più alta che loro concepiscono è "cuore-amore".

- Ma non devono scrivere in rima,

Peggio, allora ! E' molto peggio. Guardate, ho fatto un pronostico.

E' in questa busta che apriremo a concorso finito.

Qui c'è il nome del vincitore.

- Saluti, vi lascio con l'oracolo. - Ciao.

anche l'imprimatur filosofico.

Quanti di voi si sono iscritti al concorso letterario ?

Niente ? Nessuno ? Come è possibile ? Perché ? Chicca ?

- Non so scrivere le poesie. - Ci hai provato ?

- No, ma lo so che non ci riesco. - Vabbè. Matteo ?

E' roba da vecchi. - Da vecchi ?

- Luna, tu ? Dài. - Non sono capace, però Manuel ne sa tante.

Manuel? È un Tantrop? C'è qualcosa che ti piace studiare !

- Quello che mi piace. - Allora dai! Vedi?

Di' qualche verso che ti viene in mente.

"Giove pietoso e voi tutti, o Celesti"

"concedete che di me degno un dì mio figlio sia."

"Fate che il veggendo tornar dalla battaglia dica talun"

"'Non fu sì forte il padre.'" - Bravo.

Bravo !

-Perché hai scelto Omero ? -Spacca. -Spacca ? Analisi critica di Omero.

- E perché il brano dove Ettore incontra il figlio ? - E' bello.

Sì, è molto bello.

Bravo !

- Dài ! Chi si presta a questa cosa ? Nessuno ? - No, nessuno.

- Posso andare in bagno ? - No. - Me la faccio addosso ? - Sì.

- Io non credo di esserne in grado.

- Potrei astenermi ? - E' la scusa che hai usato

per dire a quella che non volevi andarci a letto.

Perché non vi iscrivete tutti al concorso letterario ?

Però state a sentire, scriverete dei versi erotici.

[Bralli]

So che non potete attingere alla vostra vita

perché la vostra attività erotica è scarsa. - Parli per lei, professo'.

Però Saffo, Catullo, Tibullo li avete studiati, no ?

Sì, tipo... "Odi et amo" ?

Brava ! Vedi, Luna ? Brava, Luna !

-Ascoltate. -Hai capito Luna ? -Sentite questo nome, Roland Barthes.

Roland Barthes ha parlato molto

e ha scritto molto sull'amore.

Descrive l'amore come una malattia.

Descrive l'attrazione come una febbre alta che fa male

e l'innamorato come un piccolo bambino con un pisellino eretto.

Vi fa ridere "pisellino". Somiglia un po' al giovane dio Eros.

Ma le sue cose più belle le ha scritte

nel descrivere il dolore di chi viene lasciato.

Vediamo se mi ricordo le sue parole. Sentite quanto sono belle.

"Io sono come una valigia abbandonata in una stazione piena di gente"

"che passa senza curarsi di me."

- Prof, le vado dietro ? - No, lascia stare ! Vado io.

Ripensate a quello che vi ho detto. Roland Barthes!

Ma che ha ? Una valigia ?

.

OH !

- Che succede ? - Niente, prof.

Volevo solo piangere senza farmi vedere.

Vuoi dirmi qual è il problema ? Magari posso aiutarti, no ?

- mmm.

Poi non ne posso parlare con lei.

Perché, c'entra Simone ? Eh ?

- Che ti ha fatto ? Che è successo ? - Mi ha lasciata, prof.

Lo so, succede.

Quando due stanno insieme, succede che si lascino

ma lui l'ha fatto

Così, all'improvviso.

La cosa peggiore è che non mi parla. Se gli scrivo, non risponde

e neanche se lo chiamo.

Io sto a pezzi, non so che fare.

Senti ! Ma tu non hai pensato a rendergli la pariglia ?

- Che è la pariglia ? - Ah, già ! Certo.

So io che cos'è la pariglia.

Perché non provi... Che ne so ?

Gli dici che ti piace un altro

e secondo te la vostra storia non può andare avanti.

Una cosa del genere, capito ? Così vediamo come reagisce.

Così puoi capire se fa sul serio oppure no.

Ha ragione.

- Grazie, prof. - Prego.

[CAMPANELLA]

- Ciao. - Ciao.

- Dovrei parlarti un secondo. - Sì ! Dove...

- Sì. - A tra poco.

[MUSICA ROCK DAGLI AURICOLARI]

- Queste scene a scuola, no. - Sei tu che mi costringi.

- Devo dirti quello che ieri non ho potuto dirti. - Cioè ?

Penso di essere incinta.

Ehm ...

- Come sarebbe "incinta" ? - Simone, ho comprato un test in farmacia

l'ho fatto ed è positivo. Quindi penso di essere incinta.

Ti avevo detto di stare attento.

Ma sono stato attento.

Dagli, scusa! Perdonami.

Ti sto dicendo che aspetto un bambino.

So solo questo, non so altro.

Ma... sei sicura ?

[SCATTO DELLA SERRATURA]

- Marina? - Ssh ! - Ah, sei là.

Oh, che succede ? Eh ? Dimmi.

- Ascolta, Dante. Sono notti che non dormo. - Sì.

- Facciamo finta che tra noi non sia successo niente. - Va bene.

-Sarà anche un bel matrimonio.

Perché ti preoccupi ? Tranquilla !

[Campanella]

A furia di farti questi panini, quando dimagrisci ?

- Qui Roma, abbiamo un problema.

- Che problema ? - Laura.

- NO. - E invece sì.

Giuro !

Ciao.

- Che c'è ? - Sei sporco. - Dove ? - Di rossetto, sul collo.

-Macché ! E' un'irritazione cutanea. -Non ti vergogni ?

-Di che cosa ? -Hai già un'altra ? - e "un'irritazione.

- Manuel, mi presti la moto per un paio d'ore ? - Che ha qua ?

- E' rossetto. Me la presti ? - Sì. - Te la riporto, eh ?

- Ovviamente ho la sufficienza assicurata. - Te lo scordi.

che è uno stronzo ? E' un grande.

- Un grande stronzo ! E' arrivato tutto sporco... - Sì, di rossetto.

-Hai un casco in più ? -Sì, perché ? -Devo andare in stazione.

- Parti e scompaiono per sempre?

- Prendo un pezzo di ricambio per la moto. - Sarà !

- La rubi la moto, è sicuro. - Vaffanculo. Parti, va'.

- Di che parlate ? - Vi ho sentiti in classe.

- Non puoi farti gli affari tuoi ? - Questi sono affari di tutte.

Siamo amiche, no ? Ti succede una cosa simile e non lo dici ?

-Che cosa avrei dovuto fare ? -Dirci la verità. -La verità, Laura.

Eh, la verità !

Non c'è nessun bambino in arrivo.

- Non è ancora il momento di diventare zie. - Sei matta ?

Sono stata talmente male ! Magari... che ne so ? Cambierà idea.

- Bella mossa. - Lui ci sta male, non lo merita ! - Invece sì.

Come ne esci ?

- Non lo so. - Deve solo farlo soffrire. - Vi prego.

-Non ditelo a nessuno, tenete la bocca chiusa. -Figurati. -Ti pare ?

- Buongiorno. - Buongiorno a lei.

[CITOFONO]

[CAMPANELLO]

[CAMPANELLO]

Chi sei ?

Giuseppe, sono il tuo professore di Filosofia, Dante Balestra.

Puoi aprire, per cortesia ?

Ehm... no. Non voglio, arrivederci.

- Aspetta un attimo... - Vada via, io ho da fare.

Giuseppe ? Giuseppe ?

E' inutile, non insista. Non apre a nessuno.

- Da quanto non apre ? - Sono mesi

Guarda che signorina ! Guarda che bella. Eh ?

Vieni qua. Guarda.

- E' bella, sì. - Bisogna festeggiare.

- Non fare la canna? - ehm ... no.

- Ehi, Giuseppe. Giuseppe, aspetta un attimo.

Posso chiamarti Pin come tutti ?

- Prima non mi hai fatto entrare. Io sono il tuo... - Sì, so chi è lei.

Sto in un casino, ho un problema.

-Di che tipo ? Magari posso aiutare. -La luce, l'interruttore...

- E' saltata la corrente. - L'interruttore dov'è ?

- E' giù. - E' giù, eh ? - E' un problema. - Che c'è ?

- Oh ! - Non mi sento bene. - Come ? - Sto svenendo. - Ti do una mano io.

-No ! Non mi tocchi. -Non ti tocco. Sto qua ! Sto fermo, non mi muovo.

Vado giù e riattacco l'interruttore, ma tu devi fare un patto con me.

Che patto ?

Appena ti riattacco la luce, tu mi fai entrare e parliamo un po'.

E' contento. Vabbè.

Ma il senso di 'sta cosa ?

- Non sento niente. - Dalle tempo, no ?

- Puzza. - Tu puzzi.

- Perché sono strano ? - Sei strano come ragioni

come ti vesti, come parli. Sei un perfettone.

"Perfettone" un cazzo.

- Laura ha detto che ha otto giorni di ritardo. - E ora ?

Quanto sei cretino ! Ora sono cazzi. Non so che fare.

-Poi è successo quando ho capito che non volevo stare con lei. -Ahia.

Non ne sono innamorato.

Forse sono io che non so amare.

Secondo me questa cosa

Ha avuto tante donne, ma non ne ha mai amata una.

- Tu che ne sai ? - Ne ha avute troppe.

Chi ne ha troppe non vuole bene a nessuna.

- Va meglio ? - Sì. - Mmm.

- Senti, mi posso sedere ?

Infatti è meglio che non...

Non mi interessa che tu abbia deciso di non andare a scuola

però la scuola non abbandonerà te, Eh?

Potrebbe andare via ? Qui non faccio entrare neanche mia madre.

Mi dispiace per tutto questo caos.

A me il caos non fa paura.

- Sai che pensavano i greci del caos ? - I greci ?

Si, gli antichi greci pensavano che il caos fosse un buco nero

un po' come questa stanza.

Pensavano anche che da lì erano nate Nyx, la notte, e Gea, la Terra.

Per favore, vada via !

A me non frega niente dei greci o della Filosofia.

Viene qua a farmi una lezione quando io ho detto che sto male.

E' pazzo ?

Ho capito che non mi sopporti più.

Vabbè, vado via

ma sappi che torno, eh ?

Ciao.

Adesso devo andare da Sbarra.

Sbarra ? Chi è ?

E' uno con un po' di impicci. Lotte tra cani, spaccio...

E' il capo della bestia che hai visto l'altra sera.

- Un principe.

Vengo con te.

- Tu ? - Sì, io con te. - Tu non hai capito che gente è.

Se gli rode il culo, ci ammazzano.

Se siamo in due, magari no.

- Non ti facevo così coraggioso. - Io sono un rugbista.

in mezzo alle mischie.

Facciamo che vieni, però mi aspetti fuori sulla strada.

- Va bene. - Se non torno entro mezz'ora, chiama la polizia.

Mi vado a cambiare.

- Complimenti, lei scrive benissimo.

E il tema del romanzo... L'originalità ci ha catturati tutti.

Però purtroppo non è il momento. Con il mercato editoriale di oggi

non pubblichiamo esordienti, a meno che non siano personaggi famosi.

Perché non torna a trovarci

Anche due.

Buongiorno.

Hai visto che ti ho riportato ?

Allora ?

E' tutto a posto, sì ?

- Sono risorto. - E chi te l'ha chiesto ?

Nessuno, però l'ho fatto.

- No, non per quello.

Ho bisogno di un lavoro e pensavo di lavorare con te.

Perché cerchi lavoro ? Alla tua età devi andare a scuola.

Ci vado a scuola

ma mia madre non ha un lavoro fisso.

Basta ! Fermati qua, sennò mi metto a piangere

e se piango divento cattivo.

Adesso vattene. Ti è andata bene, stavolta ti ho graziato.

- Volevo... - La prossima volta

- Volevo solo dire... - Vedi di andartene.

Vabbè.

La moto valeva zero. Ora un appassionato ti dà 4000 euro.

Ha rotto il cazzo, io lo sfondo.

- A ... - Posalo o ti ci faccio una cravatta.

Ti apro la testa. - Zucca ?

- Lascia stare, è un ragazzino. - "Ragazzino" di che ?

Vabbè ! Sei grande, abbiamo capito. Però ora vattene.

Se mi servi, ti chiamo io.

- Va bene.

Stiamo bene così, vai.

Un anno e mezzo, certo ! Che ci vuole per loro ?

Nodo...

Perché ?

Che cazzo !

- Allora ? - E' andata una bomba. - Sì ? Non ti ha massacrato.

risentire lui. L'ho agganciato !

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Mamma. - Manuel, è tutto il giorno che sono in giro per cercare lavoro.

- Mi hanno distrutto la bici. - Chi ? - Lascia perdere.

- Con i mezzi è un incubo.

- Dobbiamo dividerci la moto. - Ma adesso non ce l'ho.

- Mi serve domani. Tu dove sei ? - Sto in giro e poi vado da Chicca.

- Ah, okay. Non fare tardi. - Neanche tu.

il lupo cattivo. - Che scemo ! Ciao.

- Andiamo ? - Fai guidare me, tu non sei capace.

- Trattamela bene, eh ? - Faccio veramente i soldi stavolta.

- "Facciamo" ! E' la Simone e Manuel

-Il treno della fortuna ti è passato davanti e l'hai perso. -Sì.

Andiamo, va'.

Arrivo ! Chi è ?

- Ciao. - Buongiorno. - Ho riportato la moto di Manuel.

Non ti ricordi di me ?

[VOCI NON UDIBILI]

Mi ricordo, certo che mi ricordo.

Ti avevo già visto a scuola

e mi è sembrato così strano che fossi il professore di Manuel.

- E tu sei la madre di... - Sì, sono la madre.

- Quindi Manuel è lo stesso Manuel di quella notte ? - Mmm.

Floriana, ti ho lasciato venti messaggi. Io sono in ospedale.

E' importante, chiamami !

- Ecco le chiavi, il casco... - Grazie.

- Vuoi un caffè ? - No. - Lo stavo già facendo. - Ho un appuntamento.

- Ti ringrazio molto. Scusa. - No, Grazie a te.

Ciao.

- Il prof ti ha cercato oggi. Dov'eri finito ? - Ero con Simone.

Simone?

Sì, lo so, non mi stava simpatico. Però è come se mi facesse pena.

Prima il padre professore, poi Laura incinta...

- Perché ? - Devi tenertelo per te, sennò Laura mi ammazza.

Va bene, dài ! Dimmi.

- Lo devi promettere. - Lo prometto, dài.

L'ha inventato per vendicarsi di Simone.

e poi l'ha buttata via come una bambola rotta.

Simone mi ha detto che non era innamorato di lei.

Se non era innamorato, la poteva lasciare in pace.

E' troppo comodo accorgersene dopo.

- Però a noi questo non succederà. - NO.

No, non succederà.

Se dovesse succedere prima di farmi lasciare da te, te lo taglio.

Ah, me lo tagli ? E io me lo faccio tagliare

ma prima dovresti farci

Ce l'ho già fatta, me l'hai già presentato.

- Tutti pensano che l'abbiamo fatto. Dài ! - C'è mia madre sopra.

E allora ? Facciamo piano.

No, mi sta venendo l'ansia. Ho bisogno di aria.

con le orecchie a sventola e le gambe storte.

Pure per me sarebbe più facile se fossi un cesso.

- Maria, mi fai un latte freddo ? - Giusto.

- Latte e cornetto è

- Sei quella che sta ristrutturando la scuola ? - Sì.

- Conosci Manuel, Vero? - Tu che ne sai ?

Conosco tua madre. Lavorava dove faccio pilates.

"Quanto è bello mio figlio !"

- Sei bello, eh ? Più che in foto. - Mia madre è una pazza.

Non dovrei dirlo perché io sono come lei, ma basta con 'ste foto.

Andava bene quando ero piccolo, ora è ridicolo.

- E' latino, vuol dire "volentieri".

- Parli pure latino ? - No, il suolo "volentieri".

Mi sa che hai fame. Finiscilo.

-Grazie. -Maria, ne incarti un altro ? -Sì. -Grazie.

- Ecco. - Salutami tua madre.

Ragazzi, i vostri versi sono molto interessanti.

C'è chi ha letto Barthes e mi fa molto piacere.

C'è chi si è ispirato ai classici e anche questo è bello.

Ma la cosa interessante è che ogni verso parla di voi.

Sono contento anche che Giulio abbia partecipato.

Vediamo qui che cosa c'è.

Ehm ... Aureliano!

- Tu hai desideri repressi. - Lo so. [RISATE]

Giulio, tu fai sogni meravigliosi

e ti invidio molto perché io non me li ricordo mai.

Luna... Luna, tu scrivi in rima baciata.

- Un applauso per Luna. E' straordinaria. - Brava.

- Matteo, tu sei un pornografo. - Vabbè, professo'...

Chicca, tu hai copiato una canzone di Lady Gaga.

Non dirmi di no perché io sono un fan e le conosco tutte a memoria.

Laura, Simone e Manuel non hanno partecipato

e questo mi dispiace un po'. - No, io l'ho scritta.

Però ce l'ho sul telefono.

Allora leggici qualche cosa. Se ti va, ti alzi in piedi e leggi.

- Va bene. - "Daje", poeta !

[RISATE]

"Brillano nella notte i tuoi capelli neri."

- "Suonano ondeggiando i tacchi alti

- Stai parlando di me ? - Chicca, non penso.

Hai i capelli neri e i tacchi alti ? [RISATE]

Posso?

"Come un compasso si muovono le gambe"

"sui tuoi fianchi disegnati

- Chi è 'sta donna ? - Che donna deve essere ? Nessuna.

- Secondo te sono scema ? - Prof, le dice che questa è sublimazione ?

- "Sublima" che ?

Non preoccuparti, ti sublimo io.

Ragazzi, mi è venuta un'idea.

Perché non presentate questi versi tutti insieme come i surrealisti

e partecipate come se foste un collettivo ? - Sì.

Se vincete, io vi invito tutti a cena.

(insieme) Eh ! -Anzi, vi invito soprattutto se non vincete.

-Mettiamo la musica, vi insegno la break dance... -Professore ! -Sì ?

- Può venire un attimo ? - Giusto.

Scusate. Mettiamo la musica, ci divertiamo.

La madre sostiene che hai costretto Pin a farti entrare in casa.

Sì, confermo. Lo volevo aiutare.

- Sei stato lì ? Tu sei stato lì ?

- Tu sei pazzo ! - Volevo convincerlo a tornare a scuola.

Dopo i fatti di Torre del Greco dovresti stare lontano dai guai.

- Ripeto... - No, hai fatto una cosa folle.

- Posso parlare ? tu sei bravo con le chiacchiere.

- L'ho capito anni fa. - Rivanghiamo i tempi dell'Università ?

- Non voglio rivangare. - Ricordi quante risate ci siamo fatti

i due mesi che siamo stati insieme ? - Ricordo pure tanti pianti. E tu ?

parliamo solo del presente. - Sì.

-E nel presente evita che questi episodi si ripetano. -Sì.

- Che fine ha fatto Belotti ? - Dài ! - Ti ricordi ? Ti piaceva.

- Macché ! Era pieno di brufoli. - Sì, sì.

Avevi ragione sulla moto.

Ci ho fatto novemila euro. Tieni, sono mille euro.

- Grazie. - Ci vediamo. Ciao.

Ettore ?

- Anita! - Ciao.

Che sorpresa.

- E' bellissimo.

- Complimenti. - Non ci speravo più che venissi.

Eh!

No, perché... con le traduzioni non va proprio benissimo.

- Sono piena di debiti, allora... - Ti serve un prestito ?

Devo lavorare.

- Quel posto che mi hai offerto è ancora libero ? - Certo, sì. - Sì ?

Allora vieni qui, no ?

- Io vado avanti ogni sera, dal pomeriggio alla chiusura. - Sì ?

- Davvero mi prendi ?

- Certo, dico sul serio. - Oddio.

Grazie.

- Grazie, sei un tesoro. - Mi fa solo piacere.

La sorte è cambiata.

- Belli miei. - Ce l'hai con me ?

Manuel?

-Parli da solo ? -Lasciami perdere, io sono un artista.

- Ma vedi di andartene, va'. - Tuo figlio è un genio.

Sono un genio !

Che culo.

Senti, genio ! Ieri è passato il tuo professore di Filosofia

a riportarti la moto.

Che tipo è ? Perché mi è sembrato un po' triste.

Ma che triste ! Che stai dicendo ?

Tutti geni qua !

[VOCIARE INDISTINTO]

Ssh ! Mi sentite ? (insieme) Sì.

Allora, devo fare alcune precisazioni.

La maggior parte delle poesie è stata rifiutata dalla giuria

perché sono state scaricate da Internet. [SCHIAMAZZI]

- La nostra no.

Tra l'altro con errori anche grossolani.

Per esempio, un ragazzo ha scritto "mi illumino D'INCENSO."

Poi un altro ha copiato una canzone napoletana.

(in napoletano) "Ohi, Mari' !

Inoltre una poesia è stata squalificata dalla giuria

in quanto caratterizzata da un linguaggio...

- Osceno, proprio. - Vabbè ! Inappropriato

e in quanto opera senza autore.

Mi riferisco alla poesia

[Bralli] Non è giusto !

- No no. - Non è giusto !

- Non è giusto ! Ci squalificate ? > Ragazzi, silenzio !

Di conseguenza quest'anno il premio non viene assegnato.

[Bralli] Manteniamo la calma.

Ma no ! Fagli sentire un attimo... Fagli sentire.

- Punteggio! come la notte i tuoi capelli."

"Ondeggiano i tuoi tacchi al ritmo del mattino."

"Dimmi le cose che faremo. Dimmele prima, per telefono."

"Dimmele al bassa te."

"Voglio impararle a memoria

"Ho avuto altri ragazzi, ho guardato nei loro occhi"

"ma non ho conosciuto l'amore, finché non ti ho visto."

- "Vorrei avervi tutte nel mio letto." - Eh !

"Sogno i vostri corpi ogni notte,

"Parlami d'amore, parlami del tuo segreto"

"del caldo che in te verrò a trovare."

- eh. - mmm. - "Mi rigiro nel letto e ti penso."

"Chissà se anche tu, malamente,

Bravi !

Tutto questo è solo robetta.

- Simone? - Boh, sta.

SSH!

- Buoni !

- Vorrei ricordare ai colleghi

che qua dentro, in busta chiusa

io avevo pronosticato da tempo

E ora pregherei un'anima innocente

di aprire la busta e di leggere.

Viola, vuoi venire tu ?

Amico, leggi.

Che cosa c'è scritto ?

"Non ci sarà nessun vincitore perché tutti copieranno dalla Rete."

- Lungo ! - Vabbè ...

Non ci interessa il concorso. Il nostro premio è la cena fuori.

[Campanella]

Quando ti levi 'sta faccia da morto ?

Vorrei vedere te al posto mio. Fate tutti i carini con quello stronzo

ho tanti problemi e dovrei ridere ?

- Complimenti per la premonizione ! - Era facile.

- Preside... - L'avevi pronosticato.

Laura non è incinta.

Ma che dici ?

- Non ci credo. - Credici !

Me l'ha detto Chicca. Le ho promesso di non dirtelo.

la colpa è tua.

Stai tranquillo, oh !

Ahò ! Non fare casini, sennò ci vado di mezzo io.

- Va bene. - eh.

[VOCIARE INDISTINTO]

Laura ? Vieni.

So tutto. Come ti viene in mente

Un'idea di squalo di quanto io sia stato male ?

- Chi te l'ha detto ? - Non importa !

L'ho fatto per farti riflettere.

Noi siamo fatti l'una per l'altro, io lo so.

E poi... Simo, io non capisco

- Perché ? - Laura, ti prego, veramente.

Che cosa ho che non va ?

-Dimmelo, pure se è una cosa brutta. -Non hai niente che non va !

Il problema sono io, sono confuso e non so che cazzo ho.

- Mi spezzi il cuore così, sai ? - Me lo spezzo pure io.

Mi dispiace.

Mi dispiace.

- Intanto grazie per essere venuta. > Figurati.

Non mi aspettavo la tua telefonata. L'altro giorno sei quasi scappato.

- Già, scusami.

Dico la verità.

Quando ti ho visto qua sotto l'altro giorno

è stato come...

E' stato come vedere un fantasma.

Io ancora sogno quei momenti

e quando mi sveglio la mattina...

Non so se capita anche a te.

quella sensazione di angoscia... di quella notte che non finiva mai.

- Non finiva mai.

- Maggio.

Senti, a proposito di questo, io ti ho cercato

per chiederti una cosa che per me è molto importante.

Tu a Manuel hai parlato di quella notte all'ospedale ?

Sì, gli ho detto che una notte

Non gli hai detto che io e te ci siamo conosciuti quel giorno ?

Nodo.

No, non è capitato.

Va bene.

Potresti non dirglielo ?

Perché ?

Simone non lo sa e preferisco così.

Secondo lei ho la faccia da padre ?

Lei è un papà con una faccia molto angosciata.

Simone non sa che quella notte...

Puoi fare il favore di non dirglielo ?

Giusto.

Grazie.

- Mamma, sono tornato.

- Sì. Ah, Dado ! - Sì ?

- Ti dispiace portarmi un po' di quella terra ? - Sì.

- Sì. Dove te la metto ? - Qui.

- Qua ? - C'è spazio. Grazie, sei un tesoro.

- Questo è letame, non è terra. - E' terra, su ! Quante storie !

- Ci ho pensato, sai ? - Mmm. - Alle cose che mi hai detto.

- Io non ho detto questo.

Ma Si, lungo! Ero concentrata su me stessa.

Pensavo sempre alla carriera, alle tournée, al teatro.

Poi di tutto questo che è rimasto ? Quattro locandine e poco più.

- Non è vero. Eri giovane e brava. Che altro potevi fare ?

Poi ti informo che una cosa importante me l'hai insegnata.

E' la libertà. Buttala via ! No ?

Beh... sì.

Però vedi...

Se ci penso adesso che non sono più giovane, diciamo...

- Ma no, mamma! - Sì, è così.

Mi dispiace non averti dato

quell'affettività...

- Non ti ho abbracciato abbastanza. - Beh, puoi sempre farlo adesso.

Ho appena fatto la piega.

Vabbè !

Abbracciami.

- E' letame, mamma. - OH...

Suo, suo, suo!

Ritmo, ragazzi, dài !

- Scatto veloce ! - Scatto veloce !

- Buono ? - Sì, sì.

- Però... - Dimmi. - Non doveva portarci a cena fuori ?

- Infatti stiamo all'aperto, mica stiamo dentro. - Non è lo stesso !

E' la villa della mamma di Simone, di quando i nonni erano ricchi.

Io non cucino e quando ero bambino mia madre non toccava mai i fornelli

ma ora è una cuoca straordinaria. (insieme) Eccola ! - Eccola mamma !

- Grazie del complimento. - Che cos'è ? - Pollo e patate.

- Pollo ! Una cosa eccezionale. - Buono.

- Guarda chi c'è !

Stavi in differita ?

Ciao. Eravamo preoccupati. Dove eri finito ?

- Che ci fate qui ? - Banchettiamo.

- Ci ha invitato questo signore. Non so se lo riconosci. - Colpa mia.

Che c'è ? Stasera volevo stare

Non urlare. Sono i miei amici. Devi sempre impressionare tutti !

Lascia stare... Sei un egoista ! Smettila ! Non mi toccare !

Sennò ti spacco la faccia ! Questo tono non mi piace !

Ecco qua.

- Voi non litigate con i genitori ?

- Eh ! - Sì ! Con mia madre... - Un pezzo piccolo.

- Professore, ne vuole un po' ? - No, Grazie.

[

[

[

[ E IL BUCO NELL'OZONO]

[ Paul e Yoko Ono.]

[

[

dieci grammi. Hai capito !

[ E un po '"my way".]

[ E IL TASTO PLAY.]

[

[ IN UN QUALSIASI LUNEDI'.

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