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Original subtitles

[# MMM, MMM, MMM... #]

Stai attento.

- Sì. - Me lo prometti ? - Promesso.

[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU']

[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]

[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]

[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]

[# IL FUTURO FA GINNASTICA.]

[# SI PREPARA TUTTI I GIORNI PER TE.]

[# CANTA UN PO' "ALBACHIARA" E UN PO' "MY WAY".]

[# SCHIACCIA IL TASTO REC E IL TASTO PLAY. #]

Manuel ?

[# NATALE IN UN QUALSIASI LUNEDI'.

Sei tornato adesso ? Dove sei stato stanotte ?

(in romanesco) Sono sceso al box, avevo una cosa da fare.

[# E' SOLO UNA FOLLIA. #]

- Laura ? - Mmm...

- Dài, facciamo tardi ! - Perché, che ora è ?

- Le sette e venti.

- Eh ? Le sette e venti ?

[# E' UN GIORNO CHE VA VIA, UN APPUNTAMENTO]

[# UN BATTITO PERPETUO... #]

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Chi è ?

- E' uno stronzo, mio padre.

[# E MILLENNI, TUTTI GLI ANNI, ASPETTANDO PRIMAVERA.]

[# UN PLATONE O UN BOTTICELLI D'EMBLE'E.]

[# LA MAIEUTICA DEL FAI DA TE.]

[# VUOI MORIRE E VIVERE CON ME ?]

[# E POI COSI' IL TUO RITORNO]

[# ECLISSI IN UN QUALSIASI MEZZOGIORNO. #]

[VOCIARE INDISTINTO]

-Chissà com'è il nuovo prof ! -Speriamo che non sia come l'ultimo.

- Lo odiavo. - Io spero che sia una donna.

Sei pazza ? Le donne sono più cattive. Guarda me !

[# UN PUNTO DEL TEMPO.]

[# E' UN GIORNO CHE VA VIA]

[# UN APPUNTAMENTO]

[# UN BATTITO PERPETUO CHE DURA UN MOMENTO.]

[# MA IL MOMENTO PER FERMARE IL TEMPO... #]

- Dante ! - Ada... - Sei in ritardo. - Ho avuto problemi con l'auto.

-Dovevi arrivare un'ora fa. -Qual è la mia sezione ? -Terza B. -Terza B.

- Non sei cambiato !

- Neanche tu !

Scusatemi, permesso ! Scusate.

- Scusate il ritardo. Buongiorno a tutti ! - Buongiorno. - Buongiorno.

Allora ! Io mi presento.

Sono Dante e sono il vostro nuovo professore di Filosofia.

Vorrei rompere un po' il ghiaccio, perciò parlatemi di voi.

Ad esempio, secondo voi chi è il più spiritoso della classe ?

- Eccolo qua. - Sei tu ? Come ti chiami ? - Matteo.

- Ti autonomini "il più spiritoso" ? - Autonominato. - Ah, bene !

- Invece il più serio, quello che non ride mai ? - E' Giulio.

Ti senti serio, Giulio ? Il più bravo o la più brava chi è ?

(insieme) Laura ! - Sono tutti d'accordo, sei la più brava.

Veniamo alle cose più interessanti.

Chi è il caso disperato, il caso che non si può recuperare ?

[VOCIARE INDISTINTO] Un caso disperato c'è sempre !

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Qualcosa mi fa pensare... - Che c'è da ridere ?

- Buongiorno. - Buongiorno !

- Tu chi sei ? - Il caso disperato.

- Manuel. - Manuel ! Arrivi sempre con questo ritardo ?

- Vabbè, sono dieci minuti. - Qui non chiudono i cancelli ?

- No... - Sì, ma io passo da dietro. - Ah, "da dietro" !

- Poi a quest'ora non so nemmeno come mi chiamo. - Ho capito, certo.

Ragazzi, ho un'idea. Prendete giacche e giubbotti e seguitemi.

- Dove ? - Dài, un po' di vivacità ! Facciamo quattro passi.

- Che c'è di male ? - Subito ! - Certo. - Professore.

- Coraggio ! - Piacere. - Piacere mio. Piacere.

-Ciao ! Piacere. -Piacere. -Piacere. Tu sei più alto di me, eh ?

- Professore... - Bene.

Anita !

- Ettore ! - Ciao ! - Ciao, Ettore... - Che sorpresa !

- Come stai ? - Che piacere vederti !

- Sembra ieri. - Cinque anni. - Eh ! Fatti un po' vedere.

Lo sai che sei più bella ?

- Sempre e solo Manuel ? - Sì, è lui l'uomo della mia vita.

- Sai che ho aperto un locale qui vicino ? - Ma dài ! - Va bene.

Però ora che ci penso, ho bisogno di un direttore di sala.

- No, grazie ! Sei gentile, ma... - Eri bravissima.

Adesso io faccio la traduttrice.

- Senti, poi una sera andiamo al cinema ? - Va bene.

- Mi ha fatto piacere vederti. - Però senza Manuel.

Sì, il cinema senza Manuel.

- Anche a me ha fatto piacere. - Ciao ! A presto. - Ciao.

Guardate che meraviglia ! Adesso pensiamo agli uomini del tempo.

Ai loro pensieri, ai loro dubbi.

Voi immaginerete che fossero molto diversi dai vostri.

In realtà non è così. Ad esempio, stamattina... Manuel ?

- Sì. - Ha detto: "A quest'ora io non so nemmeno chi sono."

E' un pensiero piuttosto rupestre. Chi è Manuel per se stesso ?

Chi siamo ? Perché siamo al mondo ?

Questo lo decidono i nostri genitori.

- Io sono uscito fuori per sbaglio. - Infatti sei sbagliato. - Oh !

Tutte queste domande hanno trovato una loro casa

nella disciplina della Filosofia.

Ma...

Socrate è stato uno dei primi a darci un metodo

quello di porci delle domande, di ragionare con la nostra testa.

Però non è facile ragionare solo con la nostra testa

e in questo senso la Filosofia può darci una mano.

Infatti il filosofo non accetta il mondo passivamente.

La Filosofia non può darci risposte definitive

ma può farci sentire meno soli in questa ricerca.

E questo, ragazzi miei, significa proprio "crescere".

-Che buffone. -Vi faccio un esempio. Vedete quel catorcio laggiù ?

Quella è la prova tangibile della fallacità

e non fraintendete la parola, della modernità. - E' sua.

Ma noi pensatori in erba possiamo aiutarla

ridarle vita, trovarle una motivazione di esistere

indicarle la strada di casa. Venite !

-Che strada ? -Di casa sua. -Questo è sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

- No, questo è mutuo soccorso. - Mortacci !

- Mi allargo perché c'è la curva. - Dài, dài.

- L'ultimo sforzo, dài. - Dài.

- Piano, eh ? Vai, un po' di forza.

- Dài, dài. - Ce la fate ? - Sì. - Bene ! Okay, grazie.

[VOCIARE INDISTINTO]

Arrivo.

- Non si saluta ? Buongiorno, eh ? - Che significa ?

Non bastava averti come padre ? Pure come professore ?

Magari scopri che come professore sono meglio che come padre.

- Quello è poco, ma sicuro. - Sì ? - Sì.

Perché non me l'hai detto ? Era una sorpresa ?

- Complimenti ! Ce l'hai fatta. - Tua madre non te l'ha detto ?

Ti ho chiamato, ma non rispondi.

Lei che dice ?

Dài, chiudiamo questa polemica !

Ci diamo un abbraccio ? Un abbraccio.

[CAMPANELLA]

Che guardi ? Hai qualche problema ? Eh ?

- Fatti i cazzi tuoi, Manuel. - Ragazzi, basta.

Via !

- Da quanto non lo vedevi ? - Due anni.

L'ultima volta che è venuto a Torre del Greco abbiamo litigato.

Da quel momento è sparito.

- Non avrai problemi a insegnare qui con lui ? - Tranquilla.

Quando mi dici così non sto tranquilla per niente.

La classe di Simone non è facile.

- Il ragazzo con cui litigava, Manuel... - Sì. - E' ripetente.

- Purtroppo sta nella tua sezione. - Perché "purtroppo" ?

I bravi ce la fanno da soli.

- Noi siamo qui per quelli come Manuel. O no ? - Sì.

-Ti presento i colleghi. -Come sono ? Simpatici ? -Misti. -Misti ?

- Ecco il nuovo professore di Filosofia. - Buongiorno !

(insieme) Buongiorno. - Attilio Lombardi, Latino. - Ave !

- "Cave canem". - Franco De Angelis, Italiano. Piacere.

- Starò attento ai congiuntivi. - Marina Girolami, Matematica.

In Matematica avevo sempre tre. Purtroppo...

- Testa, Inglese. (in inglese) Come sta ? - Bene, grazie. Lei ?

- Anch'io, grazie. - Ottimo. - Battaglia, Educazione Fisica.

Dalla morsa si sente questa prestanza.

- Stagno, Scienze. - Siamo un po' cugini. - Stesso Dna. - Sì.

- Grazia Morelli, Arte. - Che meraviglia.

- Sono la moglie di De Angelis. - Che bella coppia !

E' un piacere essere qui.

- Quel professore mi ha colpito. - Pure a me.

- Non pare il solito tritapalle, è a posto. - E' un fanatico !

- E' tutta scena. - Non è vero. - Sì, si dà le arie.

- Secondo me è fico. - La penso come Luna.

- Brava !

- E' fico ? - Sì.

Ragazzi ! Secondo voi com'è il nuovo professore ?

Il nuovo prof è un grandissimo stronzo.

E' arrivato il so-tutto-io.

- E' mio padre. - Ma che dici ? - Macché !

- No ! - Ci prendi per il culo. - Siete troppo diversi.

- Leggi il cognome. - Balestra ?

- Preciso ! Dante Balestra. - Come ?

- Non ci credo ! - Perché non l'hai detto ?

Poi è padre per modo di dire. Avevo dieci anni quando è andato via

e l'ho visto poco e niente. Cambiamo argomento ?

- Ci dài tu una lista ? - Ti dà fastidio ? - Che vuoi ?

- Che vuoi, Simo' ?

- Non rompere le palle a Simone.

- Andiamo. - Mi dà fastidio. - Mi ha rotto il cazzo. - Basta.

- Ciao. - Ciao.

Sei venuto a piedi ?

Ho chiesto al taxi di lasciarmi giù. Volevo fare due passi.

- Niente bagagli ? - Me li portano. - Sì.

E questo ?

E' cocaina.

Porca troia.

- Quanto starai a Glasgow ? - Un anno. - Ah !

- E hai intenzione di tornare ogni tanto ? - Non credo.

Siamo coordinati con altri dieci laboratori di ricerca.

Lavoreremo h24.

Tu ? Pensi di farcela con Simone ?

Eh... Ci proverò, ma non lo so.

- Questa cosa vi farà bene. - Sì, eh ? - Per questo ho insistito

quando hai detto che non potevi più stare a Torre del Greco.

- Ci stai male ad avere un cattivo rapporto con lui. - Sì

ma non obbligo nessuno a volermi bene. - Già.

- Non gli hai detto niente di quella notte, no ? - No.

- Ho rispettato il patto. - Okay.

Anche se invece avrei dovuto dirgli tutto.

-L'abbiamo fatto per lui. -No, l'abbiamo fatto per noi stessi.

Ci siamo difesi così.

Io l'ho accettato per te, per come ti vedevo in quel periodo.

Tu eri... completamente perso

malgrado tutte le donne che avevi.

- Chiavi. - Le chiavi.

- Due paia, così non le perdi. - Certo.

Perché non gli hai detto che oltre a stare qui

sono tornato anche per insegnare ? - Non ho avuto il coraggio. - Ah.

Non hai pensato che scoprendo le due cose insieme

alla fine potrebbe odiarmi ? - Sì, certo.

- Ah. - Ma ho anche pensato che un po' lo meriti.

Vado, così arrivo alla frontiera prima di sera.

Non amo guidare con il buio.

Sei più giovane adesso di quando stavamo insieme. Come fai ?

Mi tengo alla larga da te.

- Ah ! - Vai, vai !

Su con le gambe !

[FISCHIO]

- Ohi ! - Simone ! - Riprendiamo. - Alla prossima esci.

- Se lui fa così... - E' il terreno.

Chi è la merda che si frega la motocicletta ? Lo conosci ?

Sì, ogni tanto prende i pezzi allo sfascio.

- Trovamelo. - Certo che lo trovo.

Ciao.

-Non ci credo, è un incubo. -Lo so, c'è stata questa concomitanza.

Io avevo già deciso di lasciare la scuola a Torre del Greco.

Intanto tua madre mi ha chiesto di venire qui e ho accettato.

Ti preparo la cena ? Hai fame ?

[UNA PORTA SBATTE]

Chi è quello ?

- Uno che è meglio non incontrare. - Perché ?

- Lo so io perché. - Che hai combinato ? - Niente.

- Mi dici chi è ? - Te lo dico dopo.

Perché ? Che hai combinato ? Chi è quello ?

Gli devi dei soldi ?

Sì, ma li trovo. Non ti preoccupare.

- Sali. - Perché devi sempre farmi preoccupare ? - Sì.

Reggiti.

> Mamma !

- Sei matto ? Mi hai spaventato. - Dobbiamo pagare tutte queste ?

Tranquillo, faccio questa traduzione e sistemiamo tutto.

Intanto apparecchia.

- Non sbuffare. - Hai gli occhi dietro la schiena ? - Ti conosco.

Oddio...

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

(videomessaggio) Scusami, prima non ti ho dato il numero

e l'indirizzo del bistrot. Li scrivo qui sotto. Vieni, ti prego.

Lucifero, l'angelo che si era ribellato a Dio

fu scagliato giù con violenza.

La sua caduta provocò una grande voragine

che è l'idea dell'Inferno di Dante.

E' un grande, grandissimo cono rovesciato

sul cui fondo troviamo Satana.

Lucifero prima, Satana dopo.

Eh ? Satana.

- Io vi invito... - Ahò. - A fare una riflessione sul nome.

- Ahò ! - Oh. - Se gli fai gli esercizi, fatti pagare.

- Ci mettiamo in società. - Che c'è ?

- Che società ? - La Manuel e Simone Associati.

Lui stesso...

Tu che ruolo avresti in questa società ?

Quello di prendermi il 20% per averti dato l'idea. No ?

- E' roba da pazzi. - Facciamo il 15%.

- E' questa la grandezza...

- Il 5% e ci sto. - Il 5% ? - Eh.

- Sono un poveraccio ? - I compiti li faccio io. - Ma sono soldi.

- E vabbè. Ci stai ? - No. - Qual è l'etimologia del nome ?

Portatore di luce, "Lux fero".

Amore, dove vai ? Sei assurda !

Non puoi venirmi a parlare del frigo della casa in sala professori.

Che problema c'è ? Lo sanno tutti che ci sposiamo.

- Perché non ti posso chiedere quale vuoi ? - E' una stupida cosa privata

e non mi importa un fico secco del frigo.

Invece ho saputo che prima di me andavi a letto con la mia collega.

Sei specializzato in professoresse di Matematica ?

- Avevamo detto che non ne avremmo più parlato. - Era solo un inciso.

- Allora per il frigo decido io ? - Ancora ? Sì, Lino.

Decidi tu, fai tutto tu. Basta che non mi assilli.

Scelgo anche la tintura per il soggiorno ?

Se non vai via in questo istante, giuro che mi metto a urlare.

Amore, va benissimo. Messaggio recepito. Buon lavoro.

Eh, "buon lavoro" !

- Ciao. - Ciao.

- Tu hai sentito tutto ? - Sì. Mi dispiace, ero qua.

- Comunque non hai detto nulla di compromettente. - Ecco.

In biblioteca non c'è mai nessuno.

E' il posto ideale per litigare e qualche volta picchiarsi.

- Baciarsi. - Come ? - No, sono d'accordo con te.

Le biblioteche sono luoghi perfetti per parlare di cose private.

- Perché no ? - Certo.

Qui tu che cosa cercavi ?

Presocratici ! Cerco delle cose sui presocratici.

C'è anche Pitagora che è il padre di voi professori di Matematica.

- Sì, ogni tanto ci viene anche da maledirlo. - Perché ?

Senza di lui avremmo fatto altro.

Poi come raccontavi le rette parallele ai ragazzi

che vanno sempre dritte senza mai incontrarsi ?

Ma anche nella vita è un po' così.

Noi camminiamo paralleli per tutta la vita.

Poi invece quando si tratta di incontrarsi

almeno per me è un po' più complicato.

Già.

[CAMPANELLA]

- Io vado a lezione. - Sì.

- Va bene. - Buon lavoro. - Grazie, anche a te. - Grazie.

Ciao.

Ciao. Buongiorno !

- Complimenti ! - Grazie, sono più di 250 pagine.

Mi sono sbrigata perché ho capito che avevate fretta.

Complimenti davvero !

Gli accordi erano che io traducessi gli atti del congresso.

Invece mi sta dicendo che dovevo tradurre

solo gli interventi degli associati ? - Sì. Brava.

- Me lo dice adesso ? Dove sta scritto ? - Nel contratto.

Eccolo qui, postilla e firma.

Vede ? Eccola qui.

Eh ?

Vabbè, allora estrapolo...

No, ormai è sulla scrivania. Il lavoro l'ha fatto.

Complimenti ancora.

E' stato consegnato, però non potete darmi la metà dei soldi.

Mi servono, io ci contavo.

- Eh ! - Tesoro, io ti darei tutto quello che ho.

- Come ? - Eh ? Tutto quello che ho !

- Che ho detto ? - No, scusi. Mi ha chiamata "tesoro" ?

Sì, "tesoro". Che male c'è ?

E' una parola gentile tra di noi.

- E mi ha dato del tu. - Sì, puoi darmelo anche tu.

- Mmm. - Se usciamo insieme stasera o anche domani

risolviamo questa sgradevole situazione.

Sgradevole ?

Non è sgradevole, è una situazione di merda.

Ora voi mi date l'assegno che mi spetta o siete dei ladri !

- Voglio i miei soldi ! - Non usi questo tono.

- Uso il tono che mi pare, io ti do questo in faccia ! - Calma.

- Te lo do in faccia ? - Lo posi. Stia calma. - No, dammi i soldi.

Sì, l'assegno è qui. Eccolo.

- Guarda come esce l'assegno ! - Il vaso... - Eh ?

Ti sei cacato sotto, eh ? Schifoso ! Sei una merda.

- Ciao, amore. - La porta...

[CAMPANELLA]

Domani notte i miei sono di turno all'ospedale.

Magari potresti venire da me. Che dici ?

- Vengo. - Che c'è ? Non sei contento ?

- Per che cosa ? - Per noi due ! - Certo che sono contento, sì.

- Sei angosciato per la storia di tuo padre ? - Sono incazzato.

- Pure con mia madre che non mi ha detto nulla. - Non pensarci.

Che te ne importa ? Pensa a noi.

Che fate ? Vi accoppiate ?

Sei un idiota.

Ragazzi, io esco. Se volete, chiudo la porta.

-Dov'è la metropolitana ? -Di là. -Di qua ? -Sì. -Buona giornata, ciao.

- Dante ! - Sì, chi è ? - Eccomi. - Ciao ! - Ciao ! Sei a piedi ?

- Sì, prendo la metro. - Vado da quella parte.

-Facciamo un po' di strada insieme ? -Sei gentile, grazie.

- Quindi hai il problema del frigo ? - Non me ne parlare. - Un classico !

- Che c'è ? - Hai risolto con quello di ieri ?

Non mi piace che hai i debiti e nemmeno la faccia di quello.

- Quindi ? - Posso aiutarti, li rubo a mia madre. - I soldi li trovo io.

La finanza creativa è il mio forte.

- Finirò per diventare ministro. Mi ci vedi ? - Ti piacerebbe, eh ?

Il matrimonio sta complicando tutto. Andavamo così bene io e Lino !

- Ora ho l'ansia. - Dovremmo fare tutti come Sartre e la De Beauvoir.

Hanno vissuto 50 anni insieme senza sposarsi.

- Però pare che si tradissero come ricci. - Era un gioco.

E' bello scegliersi ogni giorno

invece di farlo una volta sola regolarizzandosi con i timbri.

-Tu ti sei mai regolarizzato ? -Sì, 20 anni fa con la mamma di Simone.

- Già, tu sei il papà di Simone. - Sì. - Certo.

- Sai che è nato per la Matematica ? - Sì ? - Diventerà uno scienziato.

- Speriamo ! Il futuro è loro. - Già.

Torniamo al frigorifero. Che tipo di frigorifero vuole Gino ?

- Lino. - Lino ! - Lino vuole il frigo a due ante.

- Quello enorme ? - Lui mangia un sacco di proteine.

- Quindi ? - E quindi... - Pollo ? - Pollo, sempre pollo ! - Ho capito.

[VOCIARE INDISTINTO]

Vai così !

[FISCHIO]

Vai !

- Ciao. - Perché sei qua ?

Tua madre mi ha detto che hai cominciato a giocare a rugby

e il rugby mi piace. - Non è vero. - Vabbè !

L'idea di vederti tornare a casa con la faccia di ieri mi deprimeva.

Magari potremmo andare a mangiare un pizza, fare quattro chiacchiere.

- Non ho niente da dirti. - Perché ? - Che vuoi da me ?

Sei tornato e lo devo accettare. Ma credi che basti questo ?

Per me non sei nessuno. Chiaro ?

Nessuno.

(in romanesco) Chicca ! Chicca, che stai facendo ?

- Niente, prendo due spicci. - Ah, questi sono due spicci ?

Non ti basta avermi delusa. Ora mi derubi !

La colpa è di quel nullafacente con cui stai.

Se ti becco un'altra volta con le mani qua dentro

io ti levo da scuola e ti porto a fare gli "sciampi" con me.

Tanto questa è la tua fine.

- Avete visto ? Roba da matti ! - Sono ragazzi.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Mamma. - Ciao, tesoro. Come stai ?

- Sei arrivata a Glasgow ? - Sì. Un viaggio lungo, ma è andato bene.

Però io chiamo per sapere di te. Come va con papà ?

- Come vuoi che vada ? - Ce l'hai con me ?

- Sì. - Perché non ti ho detto che avrebbe insegnato nella tua scuola ?

Nella mia classe ! Poi ce l'ho con te perché l'hai sposato.

Tra miliardi di abitanti proprio lui dovevi scegliere ?

Appena l'ho visto, ho capito subito che non c'era da fidarsi.

Non sembra neanche un professore.

La prima lezione di Socrate è quella di ammettere di non sapere.

- Ammettiamo le nostre colpe. - Ti senti portato in questo ?

Infatti vista la vostra straripante, diffusa ed evidente ignoranza

non dovrebbe riuscirvi difficile.

- Così ci offende. - Scherzo. - Io so di non sapere

ma purtroppo lo sa pure Lombardi. Mi ha messo tre ! - Ha fatto bene.

- E' troppo "stramiciato". - Sì, quelli così sono i peggiori.

Ma è divertente insegnare all'aperto, dovremmo farlo tutti.

Che cosa dici, Franco ?

Scusatelo, oggi mio marito è impazzito.

Invece la seconda lezione di Socrate è quella di essere sempre curiosi

di farsi tante domande. Rimaniamo su Manuel. - Ti pareva !

-Non può scegliere un altro ? -No, scelgo te perché ieri hai detto

di non sapere esattamente chi sei. Sai che ti direbbe Socrate ?

Che noi siamo quello che facciamo.

Non contano le promesse, le parole. Contano solo i fatti.

Tu sei quello che fai.

Rimanendo nello specifico, nella vita tu che fai ? Studi ?

- Poco. - Ti pareva. - Quindi perdi tempo ?

- No, sono sempre impegnato. - A fare che cosa ? - A vivere.

Per te che cos'è vivere ?

- Correre in moto, la musica... - Lo sappiamo. - Avere Chicca.

- Eh ! - Chicca è di tua proprietà ? - Vabbè, è un modo di dire.

- E lui è tuo ? - Ovvio che è mio, professo'.

Tra l'altro cose del genere i regolamenti le vietano, eh ?

Giusto, Lombardi. Una volta, forse.

Non credo ai regolamenti. Dante mi è simpatico.

Simpatico ? Bah !

Cara Stagno, l'aggettivo "simpatico" andrebbe abolito

dalla lingua italiana.

Quindi noi abbiamo capito che per identificare Manuel

la cosa che salta più all'occhio è che lui stia con Chicca. - No, dài.

- E' un particolare. - Ma c'è altro. - Però adesso ci dica chi è Manuel.

Eh ! Scusa se ti dico questa cosa, ma per la scuola Manuel è un perdente.

- No ? E' un perdente. - Un po' lo sei. - Oh, ma che vuoi ?

E' ripetente. E' considerato la pecora nera, no ?

Invece per me Manuel è un ragazzo che dice cose sensate e spiritose.

Poi ne fa altre un po' più... misteriose.

Marina, a te piace Dante ?

Mah, a me è indifferente.

Ecco, l'indifferenza di Marina è la condanna definitiva.

- Chi mi offre il caffè ? - Io no. - Ciao. - Scherzo ! Pago io.

- Andate in classe, dài. Quanto le devo ? - Diciotto euro.

- Diciotto ? Lo segna al professor Lombardi ? Grazie. - Sì.

Veniamo ai vostri compiti.

Simone... complimenti. Bel compito !

Laura, il minimo indispensabile.

Manuel, potevi fare molto meglio. Chicca, ancora non ci siamo.

Conto le ore che ci separano da stasera.

- Però devo dire alla squadra che non ci sarò. - Okay.

Emma... Riccardo, da te non me l'aspettavo proprio, eh ?

Aureliano... Benedetta.

- Pure tu non vedi l'ora ? - Sì, anch'io.

[CAMPANELLA]

Il compito non era difficile.

Non studiate, avete preso voti molto bassi perché li meritate.

- Non è vero. - Sì, vabbè ! - Professoressa...

"Professoressa, professoressa" !

[SCHIAMAZZI]

- No, no ! Ragazzi ? Ragazzi ! - Eh !

Professoressa, perché si lamentano ?

- Perché non studiano. - Ah ! Posso parlarci un attimo ? - Sì.

- Che vi ha fatto la professoressa ? E' così gentile ! - Ci massacra.

- Forse ha un motivo, no ? - Dice che non ci applichiamo.

Poi la Matematica è una palla. Non è d'accordo ?

No, perché i numeri sono la chiave dell'Universo.

C'è un rapporto di scala anche nel suono

che le corde della chitarra producono mentre le massacrate

massacrando le orecchie dei vostri vicini.

I numeri raccontano la spaziatura delle sfere celesti.

Galileo Galilei ci è arrivato 400 anni fa.

In confronto a Galileo, voi siete dei cavernicoli.

- Cartesio ! Che vi ha fatto ? L'avete fatto ? (insieme) No. - No ?

Allora quando faremo Cartesio

scoprirete che ha messo ordine nell'Universo con i suoi assi.

-Asso di coppe, asso di bastoni... -E' un cabarettista nato.

- La battuta è vecchia come Galileo. - Parla di assi cartesiani, bestia.

Non toccate gli assi cartesiani a Simone Balestra o si sente male.

- Professoressa... - Buona lezione. - Grazie, buon lavoro anche a lei.

- No ! - Mamma mia, sogno Matteo tutte le notti.

- Che sogni sono ? Roba forte ? - Fortissima.

Vai !

- Vi giuro, me lo farei anche qui negli spogliatoi. - Va bene !

- Oh ! - Ma che fai ? Quasi mi spaccavi una gamba.

- Ne hai due, no ? - Oh ! - Cerchi rogna ? - Ancora ?

[FISCHIO]

Che fate ? Basta, smettetela !

Smettetela ! La volete finire ?

Fuori ! In presidenza, tutti e due.

Ti è caduto questo, coglione.

Non sopporto Manuel quando fa così. Fa sempre a botte con qualcuno.

- Chi ti ha fatto quei tatuaggi ? - Er Tatua. Belli, vero ?

Se te li facessi anche tu, forse saresti meno stronzo.

Con te non funziona però, no ? Sei stronzo uguale.

E' vero, ma perché ? E' questo quello che mi chiedo.

La famosa domanda manuelica, no ? "Essere o non essere stronzi ?"

Non esagerare, sennò ti meno di nuovo.

- Fa male farli ? - Dipende da chi te li fa.

Er Tatua è alcolizzato e gli trema la mano.

-Questo l'ho fatto da solo. -Bella gente frequenti ! -Bella, sì.

Tu chi frequenti, la Regina di Scozia ?

Io non frequento nessuno.

Si vede.

- C'è mia madre, la devo accompagnare. - Va bene. - Ciao.

- Ciao, Chicca ! - Ciao !

- Ciao, mamma. - Ciao.

- Tutto a posto ? - Sì, tu ?

Senti un po', ma Lombardi è sempre stato così ?

- Sempre. - Non si è incattivito con l'età. - E' nato così.

- Conosci quel professore ? - Sì, è il nuovo professore di Filosofia.

Perché lo chiedi ?

Niente, è solo curiosità.

- Complimenti per la lezione di oggi. - Grazie.

E' molto bello

quando la Matematica si incontra così con la Filosofia.

Matematica e Filosofia dovrebbero fondersi, no ?

L'importante è trovare il terreno giusto.

Già.

Qual è il terreno giusto ?

[# E' SOLO UNA FOLLIA, UN SALTO NEL VENTO. #]

- Eccoci qua. - Eccoci.

[# UN'ORA NELLO SPAZIO, UN PUNTO NEL TEMPO.]

[# E' UN GIORNO CHE VA VIA]

[# UN APPUNTAMENTO]

[# UN BATTITO PERPETUO]

[# CHE DURA UN MOMENTO. #]

[SQUILLI DEL CELLULARE]

- Ciao. - Laura... - Quando arrivi ?

Mi dispiace, ho mal di stomaco. Ho mangiato un tramezzino marcio.

Sto malissimo. Non riesco a venire, mi dispiace.

Oddio, mi dispiace ! Vengo da te ?

No, prendo una medicina. Adesso vado a dormire.

- E' meglio. - Non ti serve nulla ?

-Solo che nessuno mi stesse addosso. -Chi è che ti rompe ?

- Mio padre, ad esempio. - Capisco. Mi dispiace, ma non posso aiutarti.

Lo so, scusami. Ci sentiamo domani, okay ?

- Okay. Ciao. - Ciao.

Ciao ! Non pensavo che fossi in casa. E' tutto a posto ?

- Che cazzo ti frega ? - No. Questo tono no, soprattutto con me.

O vuoi che ti chiami anch'io coglione e stronzo ?

- Sulle parolacce sono forte. - Posso andare ? Ho gli allenamenti.

- Vai, allenati ! Ti fa bene. - Grazie.

[CAMPANELLO]

- Dado ! - Mamma. - Che ci fai qui ? - Sono rientrato da due giorni.

- Che bello. No, i capelli ! - Ah, già. Posso ? - Certo, entra.

- Come va con il lavoro ? - Bene, benissimo ! Figurati.

Non accetto più di fare tournée perché sono troppo stancanti.

Preferisco fare un po' di radio, doppiaggio... Cose così, ecco.

- Sicuro ? Non mi dici bugie ? - Come ? - Non mi dici bugie ?

- Perché dovrei ? - In passato l'hai fatto.

Vabbè ! Se l'ho fatto, è stato per il tuo bene.

-Mi dicevi così anche da bambino, ma non ci credo più. -Fai come credi.

- Ciao. - Ciao.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Sì ? Chi è ? - Ciao, sono Simone.

- "Simone" chi ? - Quello di scuola. Quanti ne conosci ?

- Ah, ciao. Dimmi. - Senti, ho deciso. - Sicuro ?

I soldi li hai, sì ?

Certo che posso, basta che paghi.

Vieni da me stasera. Ciao.

-Con chi parlavi ? -Con un complice. Stiamo organizzando una rapina.

- Vuoi venire ? - Quanto sei scemo.

Dimmi di quel ragazzo che è finito in carcere a Nisida.

L'avevo tirato fuori, l'avevo reinserito nella classe.

- Per lui ero praticamente come un padre. - Mmm.

E così ti sei messo nei guai con la giustizia.

E' arrivato di notte, terrorizzato, aveva appena sparato a un uomo.

- Dovevi portarlo alla polizia. - Sì, l'avrei fatto il giorno dopo.

Mi sono preso qualche ora per capire da dove era nata quella follia.

- E adesso rischi il processo. - Sì, rischio il processo.

- Va bene. - Rischio il processo.

Quindi sono andato via

anche perché giravano brutte voci tra i genitori, i professori...

Per me era meglio cambiare aria.

- Sono venuto anche per stare con Simone. - Sì.

Ma lui non mi ha accolto proprio in maniera trionfale.

Vabbè ! Scusa, che cosa ti aspettavi ?

-Con lui hai fatto molti errori. -Grazie perché me lo ricordi sempre.

- Comunque... - Mmm. - Sono venuto qui per farti una proposta. - Tipo ?

- Allora, tu... - Mmm.

Te la sentiresti di andare a vivere in villa ?

- Ma lei ? - E' a Glasgow, sempre a Glasgow.

- Quindi io starei con Simone ? - Sì.

- E tu ? - Potrei venire a stare qui.

Ti guardo la casa, è anche comodo. No ?

Non mi sembra una grande idea.

Non credo che Simone abbia molto bisogno di me.

Invece credo che abbia veramente bisogno di te

visto il padre che sei stato.

Sì, certo, per carità !

Anche tu hai avuto mille ragioni per essere quello che sei stato.

Comunque la domanda è semplice.

Te la senti o no di andare a vivere in villa ?

- Avrei un'idea migliore.

- Mmm.

("Caro professore, mi dispiace di non avere ascoltato le sue parole")

("ma la mia situazione familiare non mi ha mai aiutato o sostenuto.")

("Papà è stato per anni in carcere e io dovevo aiutare la mia famiglia.")

- Ciao. - Ciao.

- Stasera non ci sono a cena. - Come mai ?

- Ho da fare, vedo un amico. - Ho capito.

[CLACSON] - Chi è ? - Non ho idea.

- E' la nonna ! - Come "nonna" ?

Sì. Mamma, che sorpresa ! Che ci fai qui ?

Eccomi ! Sono venuta a salutare il mio bellissimo nipote.

Ho anche pensato di trasferirmi un po' qui da voi.

Così posso darvi un piccolo aiuto in casa. Mmm ?

Sarà un aiuto emotivo, essendo io la regina delle emozioni

come ha scritto un critico teatrale molto innamorato di me.

Vuoi trasferirti qui ?

Sì, se tu sei d'accordo.

- Io sì. - Se è d'accordo Simone, per me è un'idea bellissima.

Certo, io e Simone faremo fatica ad abituarci alla sua presenza

ma con un po' di pazienza lo sopporteremo, no ?

- Mostrami la mia stanza, così sistemo le mie cose. - Sì.

- Oswald, pensi tu al mio bagaglio ? - Come sta ?

Bene ! Buongiorno, professore.

- Simone, dammi un bacio. - Arrivo. - Aiuta Osvaldo con il baule.

("Lei è stata la persona più importante della mia vita.")

("Qui la realtà è molto diversa.")

("Abbiamo molto tempo libero, ma mi annoio terribilmente.")

- Nonna ? - Sì ? - Ecco ! Qui trovi tutto. - Grazie, tesoro.

("Ieri ho conosciuto un nuovo amico di cella. Si chiama Giacomo.")

- Posa dove vuoi. - Metto qui.

Dimmi ! Come ti trovi tu con tuo padre ?

- Come mi trovo ?

- Mmm.

- Non mi trovo. - Cioè ?

E' normale, ci ha abbandonati quando ero piccolino.

Ho provato a vederlo una volta ogni sei mesi, per anni, ma poi basta.

Torna e crede di poter fare il padre, ma non funziona così.

Come dovrebbe funzionare, secondo te ?

Non so come dovrebbe funzionare, ma non dovrebbe funzionare così.

Cerca di non giudicarlo, Simone.

Le separazioni sono sempre dolorose

e tuo padre era molto innamorato di tua madre.

Non credo, l'ha sempre tradita. Ho trovato le lettere.

- Quando avevo cinque anni lui aveva già un'altra. - Certo, sì.

Può essere.

Comunque io ricordo che quando ha lasciato questa casa...

stava molto male, sai ?

Quindi ti chiedo...

di non essere troppo severo con lui.

Lo prometti ?

Questo non posso prometterlo, nonna.

- Dove lo vuoi ?

- Qui.

- Ti faccio vedere che posso fare. - Non serve.

Ho già il disegno di quello che voglio.

Questo.

Sai farlo ?

E' una stronzata. Così grande lo vuoi ?

No, un po' più piccolo. Così, più o meno.

- Vabbè, lo faccio a mano libera. - Sei capace ? - Vattene, va' !

Sei sicuro che vuoi farlo ?

- Non si torna indietro. - Sì, assolutamente.

"Assolutamente."

- Ma come parli, ahò ?

- Fatti i cazzi tuoi.

Non dovresti trattare male chi sta per bucarti la pelle, lo sai ?

- Sei pronto ? - Sì. - Non guardare, eh ?

- Non ti muovere. - Oh, fa male ! - Esagerato.

- Ah... Fa male, oh ! - Non guarda' !

- Grazie mille, Manuel. Ci vediamo domani. - Ciao. - Ciao.

- Hai toccato la sella ? - No.

La sella è perfetta, volevo riportargliela come regalo.

Deficiente, gli regali una cosa che era sua ?

-Volevo dimostrargli che ci so fare con le moto. -Sai come mi chiamano ?

- Zucca. - Sai perché mi chiamano così ? Ti viene in mente niente ?

Spacco i nasi a zuccate. Hai rubato a uno a cui non avevano mai rubato.

- Le telecamere ti hanno ripreso, non puoi negare. - No, non nego.

- Smonta 'sta sella. - Perché ? - Fallo, prima che ti sfondo. Dài !

Quando riporti la moto a Sbarra ?

La prossima settimana.

Ti aspettiamo allo sfascio.

("Professore, spero di ricevere una sua lettera")

("e anche una visita.")

("Un saluto, Mimmo.")

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