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E le scarpette che noi portiamo

son le barchette, son le barchette.

E le scarpette che noi portiamo

son le barchette di noi solda'.

E tu biondina capricciosa garibaldina, trullalà.

Tu sei la stella di noi solda'.

E tu biondina capricciosa garibaldina, trullalà.

Tu sei la stella di noi solda'.

E le stellette che noi portiamo

son disciplina, son disciplina.

E le stellette che noi portiamo

son disciplina per noi solda'.

E tu biondina capricciosa garibaldina, trullalà.

Tu sei la stella di noi solda'.

E tu biondina capricciosa garibaldina, trullalà.

Tu sei la stella di noi solda'.

Brave, ragazze!

- Brave! - Adesso vi canterò una canzone.

- Noi vogliamo Primo Baffo! - Primo Baffo!

Primo Baffo! Primo Baffo! Primo Baffo!

Eccomi!

Questo è per me.

E quando all'uomo spunta il primo baffo,

qui ci vuole la "mugliera".

Buoni, troppo entusiasmo. Ne faccio un'altra.

O la bella Gigogin, trarelillerillera,

va a spasso con il suo sposin, trarelillerillelà.

A 15 anni facevo l'amore.

Dai, fai un passo avanti, delizia del mio cuore.

A 16 anni ho preso marito. Dai, fai un passo avanti...

- Via! - Non vi piace?

Ho capito. A gentile richiesta una canzone d'amore, "Faccia di merda".

Due o tre stornelli

anche senza chitarra voglio cantar

per gli occhi belli di una ragazza che mi fa innamorar.

Se al suo verone l'eco della mia voce le giungerà,

noi giovanotti facciamo il coro che la bella si sveglierà.

Faccia di merda.

Ella piangeva quando le dissi: "Amore, dovrò partir."

"Se parti, amore, io come un piccolo fiore dovrò morir."

Quasi svenuta stava alla mia partenza vicino a me.

Tornando a casa, alla sua insaputa, era a letto con altri tre.

Faccia di merda.

Fra Benedetto aveva il volto mesto della virtù.

Le mani al petto e quegli occhioni sempre rivolti in giù.

Ma quando un giorno a raccattare i funghi nel bosco andò,

vide alla caccia la contessina e il suo fungo le regalò.

Faccia di merda.

Vide alla caccia la contessina e il suo fungo le regalò.

Faccia di merda.

Un momento.

Vi siete divertiti troppo. Avete dimenticato che siamo in guerra.

Anzi, che siete in guerra.

Io sono stato esonerato per un piccolo neo che ho sulla gengiva.

Non so se è visibile a occhio nudo.

Vengo fuori dalla valle, attraverso il picco giù dal pendio.

Vado giù, a fondovalle.

Arrivati a fondovalle, c'è il masso. Passo dietro al masso.

Dall'altra parte della valle, pam! Gli austriaci sparavano!

Spari? Allora indietro, Savoia! Toh, Savoia! Toh, Savoia!

Savoia, toh!

Barbisetti Primo, in arte Primo Baffo.

Renitente alla leva, imboscato, accusato di diserzione

e adesso anche di vilipendio. - Mi fucilate ora o posso cambiarmi?

Vai a cambiarti, fai presto.

Belle mele! Quanto le fai al chilo?

- Che mele? Sembrano fichi d'India. - A lui non danno il fucile.

- E' già armato! - Sì, ma spara a salve!

Sembra il negozio del norcino. Salami, salsicce.

Attenti, gli austriaci ci fanno i wurstel.

Addio, miei belli, addio.

Primo Baffo resta qua. Parapapapà.

Perché mi riformeranno

per via della virilità.

Mamma mia, quanti uccelli! Che stormo!

Il seno si è sgonfiato.

La mitraglia è qui con me. Parapapapà.

E se non partissi anch'io...

Sono venuta per salvare l'onore dell'Italia e del tricolore.

Porco! Lasciami! Che fai?

Così tratta una signora venuta per tenere alto il morale della truppa?

E non solo il morale.

Vieni qui.

Se sei quello che dici,

infilati una di queste

e io ti riformo. Scegli!

Beh, quella?

Il capitano della compagnia

è ferito e sta per morire.

Meglio così.

E manda a dire ai suoi soldati

- che lo rivengano a ritrovare. - Vai a cacare.

I suoi soldati gli mandan a dire...

Il capitano può andare a cacare.

- Che bomba è? - Il camion va a fuoco!

- Puttana maiala! - Dove sono gli austriaci?

- Ci hanno preso in pieno! - Che fate?

Non ci sono austriaci. Il motore ha preso fuoco!

Spingete, coglioni! Spingete a tutta forza! Forza!

- Che puzza! - E' lo spavento. Qualcuno si è cacato addosso.

- Spingete anche voi! - Ecco.

Forza!

Buongiorno, signorina.

Signorina! Buongiorno.

Buongiorno, soldato.

Signorina! Lei non dovrebbe andare in giro sola. E' sola, vero?

- Sì, ma che pericolo c'è? - Girano i militari, siamo un branco di lupi.

- A volte l'istinto... - Siete bravi ragazzi.

Sì, lo so, ma basta uno che vuole usare violenza e...

- E' quello che vorresti fare tu? - Mai! Io lo faccio solo per amore.

- Non hai l'istinto? - Sì, ma è più forte il cuore.

- Sei un ragazzo a modo. - E' come se fossi suo fratello.

- Sorellina! - Fermo!

- Stai buono! - Fammi toccare il culetto!

- Sei pazza? Sei austriaca? - Ti ho fatto male? Era troppo forte?

Che male, peggio del mal di denti!

- Tu mi ricordi il mio ragazzo. - Lo prendevi a calci?

No, con lui facevo l'amore.

- Adesso dov'è? - A mangiare vermi sotto terra.

Domani forse ci sarò anch'io.

Vieni a casa mia, facciamolo come due innamorati.

- Quanto ci metti a spogliarti! - Eccomi, tesoro.

Sono pronto a cogliere il più bel fiore.

Aspetta.

Aspetta.

- Che c'è? - Marianna!

- Chi è? - Mio padre!

Scappa! Se ti trova, ti ammazza!

Puttana Eva!

- E' andato via? - Di corsa.

- Com'è andata? - Sembra bene.

Questa a me.

- La giacca a me. - Questo a me.

Questo è per me. Questo è per te.

Guarda, il portafogli!

Oggi è andata male.

Solo quattro stracci vecchi. Non copro neanche le spese.

- Il portafogli pieno di soldi te lo sei scordato? - Ma va'!

Voi due! Altolà!

Vi dichiaro in arresto.

Provaci ancora, se hai il coraggio!

Sei stronzo, spari davvero. Vigliacchi, porci, maledetti ladri!

- Andiamo. - Vi cercherò. Troia, faremo i conti!

Forza con quel carro! Vi muovete?

Dov'è la Sussistenza?

- Qua è sempre così? - Qui?

Qui è una pacchia, te ne accorgerai in trincea. Dammi del caffè.

Stai allegro! Se resisti sei mesi, la guerra è finita.

- Dici davvero? - Certo.

Sai quanti sono morti in sei mesi? La metà.

Con altri sei, se ne va l'altra metà ed è la pace, quella eterna.

E' arrivato il treno dei rifornimenti!

Si mangia e si beve gratis, paga il governo! Andiamo!

Tra poco qui ci sarà l'inferno. Vai via!

I nostri rifornimenti.

Non puoi restare fermo.

Non puoi restare qui tutta la notte!

Non è un problema.

Avanti!

Ragazzi, c'è il vagone delle mignotte!

Non insistete!

- Sono ragazze per gli ufficiali! - Io ho un fratello maggiore.

- Io sono nullatenente! - Giù!

Scendete! Giù, zozzoni!

Primo Baffo!

Non mi riconosci? Sono la ballerina del balletto.

- Ciao. Che fai qui? - Non lo vedi?

- L'arte? La danza? - Primo Baffo, io so ballare solo a letto.

Dai, vieni! Il vestito che mi hai rubato?

- Come vedi, non è servito a niente. - Giù, ignoranti cafoni!

Giù, ho detto!

- Dai, facci entrare! - Facci entrare, solo noi.

- C'ero prima io di lui. - Lasciami!

Qui te la consumano prima di cominciare.

- Tu fai l'amore qui? - E' una casa di piacere viaggiante.

- Una settimana per stazione. - A che fermata sei?

Alla prima, ma cominciare con te mi sembrerà meno sporco.

- Allora facciamo l'amore. - Sì.

- Non ti spogli? - Qui fregano tutto!

- Io mi spoglio. - Mi giro.

Madonna!

Ehi, Primo Baffo.

- Puttana ladra! - Vieni.

- Che fai? Mi lasci così? - Ci vediamo alla prossima fermata.

Puttana ladra!

Puttana! Fermati, ladra!

Fermati! Fermati!

- Stronzo, ci sei anche tu! Ladro! - Ladro a me? Tu che sei?

- Io vi spacco la faccia! - Dagli un calcio e mandalo via.

- Poveretto! L'avrò ammazzato? - Il cittadino è gramigna.

Non te lo levi mai dalle palle.

Andiamo.

La mattina del cinque di agosto,

si muovevano le truppe italiane

per Gorizia, le terre lontane,

e dolente ognun si partì.

Canta, canta.

Come canta bene! E' tuo?

Quando canta, respira. Quando respira, sta all'erta.

Se i crucchi sparano il gas, lui crepa subito e io mi salvo.

- Tranquillo, non c'è pericolo. - Chi dice che non c'è pericolo?

I miei pidocchi sentono il pericolo. Prima dell'assalto, scappano.

Adesso pizzicano.

I tuoi pidocchi sono rincoglioniti. Arriva il cognac.

- Che lo bevano quelli del governo! - Non voglio il cognac.

Bevete, su!

- E' gratis, lo manda il governo. - Bevilo tu.

- Bevete. - Vai, vai.

- Nessuno beve il cognac? - Sai perché ci fanno bere?

- Per mandarci all'assalto ubriachi. - Ci ubriacano per darci il coraggio.

Se non ci ammazzano gli austriaci, moriamo alcolizzati.

Poi con tutto quel cognac, se ti prende il lanciafiamme, ti fa flambé.

- Solo da ubriaco puoi fare l'eroe. - Prima compagnia, pronti!

- Seconda compagnia, pronti! - Terza compagnia, pronti!

- In che compagnia siamo? - In cattiva compagnia!

- Attenti! - Pronti per l'assalto.

Sentiamo che stronzate dice.

Entrerete nella leggenda. Avanti Savoia!

- Perché non mandano i Savoia? - All'assalto!

- All'assalto! - Savoia!

- Avanza! - All'assalto!

- Savoia! - Savoia!

Avanti!

Italiani, noi non vogliamo uccidervi!

Non vogliamo ammazzarvi! Noi non vogliamo uccidervi!

Voi siete nostri fratelli! Vogliamo parlare, italiani!

Vi scrivo per farvi sapere

che in questa trincea

siamo nella merda.

Anche oggi non sei vedova.

Sono salvo per miracolo.

Cara moglie, ti scrivo per farti sapere...

Ti scrivo per farti sapere...

- Che se non torno, ci vediamo lassù. - Che...

Se non torno...

Ma con quel culo che hai, non ti fanno entrare.

- Ha un bel culo? - Chiedilo al nostro sindaco, lo munge lui.

Ha una nespola che ci vuole la scarpa.

- Tua moglie sa leggere? - No.

- Allora? - Sono sicuro che non le legge.

Allora, tuo Adelio.

Tieni.

- Accomodati. - Grazie.

- Me la leggi? - Quanto mi dai?

Cinque sigarette.

- Va bene, siediti. - Grazie.

"Caro marito mio, ti scrivo attraverso il curato."

Il curato non si accontenta di cinque sigarette, ci vuole altro!

- "Che disgrazia! Il bambino..." - Che ha il bambino? Come sta?

Il bambino sta bene?

Sì, il bambino sta bene.

Ha fatto la pipì sul curato e tutti hanno detto:

"Che disgrazia per il prete che ha dovuto lavarsi anche le mutande."

"Ti voglio bene. Non crepare perché hai già tanti guai."

"Tua affezionatissima moglie." Tieni.

- Grazie. Non c'è altro? - No. Non voglio le sigarette.

- Perché? - Ho la tosse.

Grazie.

- Com'è la minestra oggi? - Non lo so.

- Non l'hai assaggiata? - No!

- Con le schifezze che ci ho messo! - Furiere, qui c'è un bacarozzo.

- Quanti ne vuoi? - C'è un topo nel rancio!

Non farti sentire perché non mi bastano per tutti.

Questa l'ha fatta Borgia!

- Raccogli e mangia! - Mai!

- Chi credi di essere? - Primo Baffo, uomo di arte e di onore.

Questa roba mi fa schifo solo a sentire l'odore. Io non ho paura.

Mi lascia perdere pure la questura. Combatto tra fango e pidocchi,

ma se mi tocchi, ti cavo gli occhi. - Bravo!

Se qualcuno mi offende, si scava la sua fossa.

Io lo guardo e lui si mette a scoreggiare.

- Bravo! - Bravissimo!

E' lunga, larga e stretta, è fatta a barchetta, la pisola va!

- Bravo! - La pisola va!

Vuoi farti spappolare la testa dai cecchini?

- Bravo! - Bravo!

Bravo!

- Grazie! - Hai conquistato pure gli austriaci.

- Il popolo di Vienna. - Sì, prigioniero.

C'è il generale.

Chi ha provocato i disordini?

Tu, vieni qui! Muoviti!

Sull'attenti! Sai che cantare è contro i regolamenti?

- No. - Signornò!

Hai coperto di ridicolo la compagnia. Adesso devi riscattarla.

Esci a tagliare i reticolati.

- Generale, è giorno. Si potrebbe... - Silenzio! Si metta sull'attenti!

Questa compagnia ha poche medaglie al valore. Ti sei offerto volontario?

- Signornò. - Questa è codardia!

- Meglio codardo vivo che eroe morto. - Allora ti ordino di uscire subito!

Se non lo fai, ti sparo in testa!

Come spara? A chi? E' diventato un austriaco?

Austriaci avanti, dietro. Qui il buco della pallottola è un souvenir!

Siete matti? La vita è una sola!

- Esci subito! - Va bene.

Io vado. Però se non ci riesco, lo fa lei.

- Non voglio vincere da solo questa guerra di merda! - Ubbidisci!

Questo lo lascio al guardaroba.

- Lo faccio contro il mio interesse. - Fuori!

Maledetti tutti i generali.

E' colpa loro se la guerra si fa.

Hanno gettato l'Italia nel lutto.

Per cento anni, dolore ci sarà.

Fate in fretta, sparatemi al petto.

Così almeno tutto quanto finirà.

Non vedete che sono poveretto?

Sulla mia tomba nessuno piangerà.

Non sparate! Non sparate, cazzo!

Non sprecate i colpi per me, sono un poveretto!

Sono un attore, un fallito, una merda!

Che vergogna! Che ignominia!

Capitano, faccia aprire il fuoco su quel disertore!

Sparate! Fate fuoco!

Puntate. Fuoco!

Qui sparano tutti. Aiuto! Aiuto!

Aprite il fuoco sullo scacchiere due. Tutte le postazioni, fuoco a volontà!

- Aiuto! - Vai oltre i reticolati e buttati nelle buche!

Non colpiscono mai lo stesso posto.

Aiuto! Perché mi sparate anche voi? Che guerra è?

Aiuto!

Madonnina, aiutami! Mi si è impigliato il culo.

Generale maledetto, mi mandi fuori con le pinze che non tagliano!

Ahia!

Gesù! Beato te che avevi le spine in testa. Gesù, aiutami!

Coraggio, Primo Baffo! Tra poco è notte e veniamo a salvarti.

Sarà troppo tardi!

- Andiamo. - Ma dove andiamo?

Aiuto!

Stai tranquillo, non ti facciamo fare prigioniero!

Aiuto!

Chi è? Chi sei? Aiuto!

Chiunque sia, soffro, aiuto!

Taci, sennò gli austriaci ci sparano!

Sei tu. Vigliacco, maledetto, sciacallo!

Chiama quella troia della tua amica per togliermi le spine dal culo.

Tu non ci servi, io sono qui per i cavalli.

- Quali? - Quelli di Frisia.

- Che ci fai? - Dopo la guerra, ci faccio la vigna.

Dai, agricolo! Toglimi le spine, liberami.

Scusa se ti ho chiamato sciacallo. Neanche so come ti chiami.

- Mi chiamo Tomo Secondo. - Io mi chiamo Primo Baffo.

Hai un bel nome, nobile.

Biblico. Mio papà per darmelo, andò in chiesa.

Ha aperto un libro, ha letto Tomo Secondo, che sarà stato un grande re,

e me lo ha dato. - Bravo.

- Toglimi le spine dal culo. Liberami! - Casalingo.

- Se ti libero, che ci guadagno? - Niente, fai un favore a un amico.

Non ti voglio come amico.

Va bene, ho capito. Che vuoi?

- Un'asina. - Dove vado a prendere l'asina?

- La rubi all'ospedale del campo. - Così mi fucilano.

- Allora arrangiati. - No, dai!

Va bene per l'asina. Dai!

Io ti libero. Se non mantieni, vengo a cercarti

e faccio la pizza con le tue ossa! - No, mantengo!

Aspetta, non muoverti.

Vieni. Taci e muoviti!

- Rincula. - Che dolore!

- Rincula. - Che mal di denti!

- Porco maledetto, schifoso, vigliacco! - Prendi!

Brutto bastardo.

L'ospedale è il cimitero.

Il cimitero di noi solda'.

L'ospedale è il cimitero.

Il cimitero di noi solda'.

- Lo fate stare zitto? - E' sotto morfina.

- Mettetelo sotto terra! - Sotto terra!

Provate a toccarmi. Io ho donato le chiappe alla patria.

Il mio conto è chiuso. Riformato, torno a casa!

Che dici? Mica spari con il sedere. Tra otto giorni torni al fronte.

Sì, al fronte! Te lo do io il fronte!

- Calci nel culo, altro che fronte! - Ragazzi, sono arrivate le mignotte.

Zitto! Questo non è un casino, è un ospedale.

- Con te non fa differenza. - Alzati, ti faccio vedere io.

- Adesso clistere. - Provaci

e non ci sarà tribunale a impedirmi di cacarti addosso.

Ti faccio io il clistere!

Adesso ti faccio vedere io, troia!

- Ti sistemo io. - Lasciami!

Mi piace!

- Maiala! - Lasciami andare!

- Vittoria! - Quale vittoria?

Lo fa apposta. Con la scusa della provocazione, sceglie i più forti.

- Per lottare? - No, per avere un figlio.

- C'è riuscita? - No, ma continua a provarci.

- Dice che lo fa per la patria. - Che dici? Lo fa per lei.

- Ha trovato un bel ragazzo. - Già, è forte.

Hai visto che roba?

Bravo, bravo. E' il primo che ce la fa.

Tu non partecipi?

Ti prego, non denunciarmi! Sono qua per redimermi.

Quel cornuto ti ha mandato a prendere l'asina.

- Siete paesani? - Peggio, vicini di podere.

Deve essere una terra fertile dove i furbi crescono come funghi.

E' facile giudicare. Io sono una disgraziata, ma vorrei vedere te.

Arrivate, fate la guerra, rompete e rubate tutto, ci mandate in rovina

e tornate a casa tranquilli! - Tranquilli, no.

Il mio culo sembra un merletto. La guerra è mia? Devi rifarti con me?

Hai ragione. Io lo dicevo a Tomo.

Lasciamolo stare, è un disgraziato come noi.

Non freghiamogli la roba. Ma lui è spietato, vuole prendere tutto.

Dice che non bisogna avere pietà, sennò si va al fallimento.

- Adesso dov'è? - Alla baracca dei moribondi.

- A fare che? - Il prete.

- C'è un compaesano che sta morendo. - Lui lo consola?

- Vuole farsi dare le bestie. - Farabutto!

Peggio, molto peggio. Mi costringe a fargli da socia, a dargli una mano.

- Anche a letto? - Non mi ha mai toccato.

- Non ci credo. - Puoi controllare, se vuoi.

- Una come te, non ha mai... - Mai!

- Ha preso la mia anima, ma non il mio cuore. - Impossibile.

Prova. Puoi provare.

Ma fai piano, sennò tu mi rovini.

Ah!

- Adesso mi credi? - Beh...

Così, sulle mutande. Non sono pratico di vergini, dovremmo...

Avremo tempo, tutte le prove che vuoi.

Mi chiamo Marianna.

Marianna. Che bel nome!

Anche mio papà si chiamava Marianna.

Marianna.

Puro fior, candido di color. Donami l'ardor del suo infinito amor.

E' un'idrovora, tutto mi ha asciugato.

Se non torno al fronte, quella mi ammazza.

Primo Baffo, mi ha spolpato, disossato!

Io ho trovato l'amore vero.

- Ti sei fidanzato? - Quasi.

Le hai regalato l'anello.

L'anello.

Le è rimasto tra le cosce.

La catenina d'oro!

Puttana ladra! Faccia di merda!

Aiuto, muoio!

Aiuto...

Voglio un prete.

Voglio un prete, muoio.

Aiuto, muoio.

Aiuto...

- Gli date il prete? Questo ha rotto i coglioni! - Il cappellano non c'è.

- Andate a chiamarlo. - C'è, è tra i moribondi.

Andate a chiamarlo. Aiuto.

Mamma...

- Dov'è? - E' là, in quel letto.

Sto male...

Aiuto... Un prete!

- Aiuto. - Di che ti lamenti?

Muoio, sto male.

Sapevo che saresti venuto.

Che hai?

Mi sento morire! Ho l'olio santo in tasca.

- Solo per due buchi nel culo? - No, ho il tetano.

Più su, più su. Quando arriva al cuore, vado su anch'io.

Mi chiami solo per dirmi queste scemate?

No, è per Marianna.

- L'ho vista, sai? - Lo so.

- Volevo denunciarla. - So anche questo, bastardo!

Volevo lasciarle un bel ricordo di me.

Non farla più soffrire.

Ridalle i suoi campi, le sue bestie. Te le pago io!

- Come? - Lì, sotto il cuscino.

Prendi, valgono più di mille lire.

Li ho rubati qui in camerata ai miei compagni.

Voglio che abbia un avvenire tranquillo, sereno.

Aiutala, agricolo.

Io me ne sto andando.

Ciao, agricolo!

Ciao.

Al ladro! Al ladro! Ci ha rubato tutto.

E' un ladro, non è un prete! Ha rubato catenine, orologi. Prendetelo!

Porca vacca!

Dammi la mia roba!

- Picchialo! - Fermi!

- Agricolo! Agricolo! - Ladro!

- Toh! - Bastardo, ti ammazzo.

Ciao, agricolo!

Gesù bambino è nato in tanta povertà.

Non ha mantello né fasce né fuoco a riscaldar.

Non ha mantello né fasce né fuoco a riscaldar.

Giuseppe vecchierello lo guarda con pietà.

Il bue e l'asinello lo stanno a riscaldar.

Il bue e l'asinello lo stanno a riscaldar.

Come hai fatto a diventare un artista?

Chi lo sa, dicono che si nasce!

Ma con la guerra non si capisce più perché si nasce e si muore.

Che farai per tirare su il morale della truppa?

Ho già pronto il repertorio. Dipende dal pubblico.

Se lo spettacolo va bene, ti mandano in tournée nelle retrovie.

Eviti la trincea!

Grazie.

- Bravo, Primo Baffo! - Bravo!

Un'altra canzone per le truppe.

Signorsì, colonnello. "Un ciondolo d'oro".

Dai nudi piedini, le vesti a brandelli

guardava i gioielli di un gran magazzin.

Sparuta e tremante per il crudo rigore

quand'ecco un signore le dice vicin.

"Un ciondolo d'oro, un ciondolo d'oro"

"è pronto, piccina, per te"

"qual giusto compenso di un'ora d'amore,"

"di un'ora d'amore con me."

Un ciondolo d'oro, il ciondolo d'oro.

- Il ciondolo d'oro. - Bravo!

Bis!

- Evviva, Primo Baffo! - Bravo!

- Bravo! - Bravo!

Sei grande!

Adesso ne canto una che piace a me.

Addio, padre e madre, addio,

che per la guerra mi tocca di partir.

Quanto fu triste la mia partenza

che per l'Italia mi tocca morir.

Fui colpito con una palla al petto

e i miei compagni li vedo fuggir.

Ed io per terra rimasi costretto,

mentre quel chiodo lo vedo venir.

"Fermati, chiodo, che sto per morire,"

"pensa a una moglie che piange per me."

Ma quell'infame dal cuore crudele

con il suo pugnale morire mi fece.

Voialtre mamme che soffrite così tanto

per allevare la bella gioventù.

Nel cuor vi restano lacrime e pianto

e i vostri figli che muoiono lassù.

Siano maledetti quei giovani studenti

che hanno studiato e la guerra voluto...

Ti ho visto fare il saltimbanco. Sei bravo, sai?

- Perché ti chiamano Primo Baffo? - Non lo so.

Sono venuta a riportarti la catenina e l'anello.

Lo hai denunciato per me, vero?

- Lo ami così tanto? - Non mi importa niente.

Era il mio socio, non il mio uomo.

Farlo fucilare perché vuoi vendicarti di me è una vigliaccata.

Se tu ritiri la denuncia e lo discolpi, io ti offro il mio corpo.

- Vieni. - Non così, rivestiti!

Lo faccio volentieri, non è un sacrificio.

Non così, Cristo!

Tomo è innocente. La sua vita vale più della vendetta.

- La verità innanzitutto. - Sai che significa?

Sono un galantuomo e non mi macchio di un delitto.

- Non sono lo Scarpia della Tosca. - Sei un fesso. Salvi il burino,

ma alla fucilazione vai tu.

Faccio una buona azione e mi fucilate?

- Allora la vita di un uomo non vale niente. - La tua, no.

- Mi fucilate senza un processo? - Cammina, non rompere!

Monta sul camion, forza!

- Fucilano anche te? - Per me se ti ammazzano, è festa.

Marianna mi ha ridato l'anello.

- Vai al diavolo! - Andiamo.

- Fucilate lui e me? - Non rompere i coglioni.

- Dove ci portate? - Vi porto al fronte.

- Al fronte? - Sì.

Non ci fucilate più.

Qualcuno ci ha salvato! Madonna mia, grazie.

Chi vi ha salvato non è più vergine. Il colonnello non perdona.

Menagramo di un casalingo! Ti ammazzo, parola mia.

E' il colonnello che è sporcaccione.

Fetente te e quella traditrice di Marianna!

- Marianna ti ha salvato la vita. - No, a me l'ha tolta.

A te la guerra sta un po' stretta. Lontano dai campi, dai tuoi affari.

Sta bene la tua amica, non ti ha più tra le palle.

Sai che ti dico? Con te vicino la trincea sarà meno dura.

- Dai, non prendertela così! - Come me la devo prendere?

Tra le chiappe. Caporale!

- Che c'è? - Mi picchia.

- Già hai finito? - Non ho un serbatoio!

Ragazzi, ai vostri posti. Gli austriaci attaccano, prepariamoci!

La piscia in testa! Pipì!

- Sembrano polpette. - Eccone altre!

No, bastano queste. Quelle dalle al biondino, le mangia lui.

- Sei matto? - Via la merda!

- Sono abbastanza. - Andiamo.

Mi sono arrivate da casa. Vuoi assaggiarne un po'? Sono buone.

- Grazie. Io sono veneto. - Quelle sono romane.

Ha mangiato la merda!

A te cavo la merda dagli occhi!

- E' sempre colpa mia? - Io sono qua per colpa tua!

Veramente? E' possibile? Posso dirlo veramente?

Ragazzi, una notizia stupenda. La guerra è finita!

- Finalmente! - E' finita! Evviva!

E' finita! Finalmente!

No, Tomo! Giù!

- Gli austriaci non sanno che la guerra è finita? - Era uno scherzo.

Noi quando ammazziamo le bestie, le rispettiamo!

Il general Cadorna ha scritto alla regina.

"Se vuoi veder Trieste, te la mando in cartolina."

Bim, bam, bom, al rombo del cannon.

La moglie del Cecco Beppe andava in bicicletta.

Silenzio! Primo Baffo, neanche i gas ti zittiscono.

Gli austriaci hanno buttato i gas, preparano un'offensiva.

Speriamo che sfondino, così la guerra finisce.

Una pattuglia andrà nelle trincee nemiche per spiare i movimenti.

Chi si offre volontario?

- No! - Bravo l'aspirante cadavere. Tu sei suo amico, vai con lui.

- Io non lo conosco neanche! - Dai, muoversi! Via!

- Caporale, porti i suoi uomini! - Perché ti sei offerto volontario?

Con te questa guerra è diventata un inferno!

Spero che ti ammazzino, così la smetti di dire scemate!

Dove vai? Stai qui! Nascondiamoci in una buca e stiamo lì al sicuro.

- Il rapporto? - Lo inventiamo.

Così il caporale ci fucila.

- Dove vai? Vuoi fare l'eroe? - Che eroe!

- Vado a casa. - Diserti?

Macché diserto, io abito qua vicino.

- Vado a curare i miei affari e torno. Aspetta qua. - Vai al diavolo!

Ti sei offerto volontario per curare i tuoi interessi.

Vigliacco, porco, traditore, coniglio!

Cacasotto!

Chi sei?

Amico. Tomo!

Tomo, aspetta! C'è uno che sta male, gli fanno male i denti.

Tomo, dove sei? Tomo!

- Sai come chiamano questa terra? - La terra di nessuno.

Quale terra di nessuno? Questa è terra mia!

Proprio qua dovevate venire? Non potevate andare da un'altra parte?

Mmmuuu...

- Non risponde. - Chi?

- Una persona cara. - Parenti?

No, la mia vacca.

- Tu abiti qui? - No, la mia casa è stata distrutta.

- Mi dispiace. - Più a me.

- Chi abita qui? - I parenti di Marianna.

- Lei? - Lei vive nella baita di zio Nicola.

Adesso taci e seguimi.

Zio Gino, Zia Maria, venite!

- Ciao, Tomo. - Ciao.

- Come sta Cipollino? - Mangia.

- Ecco. Concetta... - Ciao, Tomo.

- Dov'è Marianna? - Non c'è.

- Non so dov'è andata. - E' andata via da sola?

- Ti pare il tipo da andare via sola? - Allora con chi è andata?

So io con chi è andata, quella porca!

E' andata con la mia vacca!

Tu sei amico di Tomo?

- Sì, amico. - Vieni a scaldarti.

- Hai fame? - Un po'.

Hai... altri desideri?

- E tu? - E io?

Io a furia di aspettare...

I "cifoli" sono tutti in trincea.

Peccato, perché sei carina.

Sei... cospicua.

Davvero o lo dici... così per dire?

Lo dico davvero.

Nella vita non ho detto tante volte "cospicua".

Gli uomini devono apprezzare queste cose.

- Tu dici così perché non hai niente di meglio. - Meglio di qua!

- C'è il fuoco, c'è la polenta. Avete conigli? - No.

Io vengo dalla guerra. Là si muore e basta.

Di donne neanche l'ombra. Non ricordo nemmeno più come sono fatte.

Vuoi... che te lo ricordi io?

Adesso mi ricordo!

Scusate, è da tanto tempo che...

Forse l'istinto, ma non volevo mancarle di rispetto.

A noi non ci rispetta più neanche Dio.

Che vuoi fare, ragazzo? Vuoi privarti dell'ultima gioia?

Domani o dopodomani gli austriaci fanno l'offensiva. Lei dove scappa?

Finisce sotto un crucco. Allora meglio tu che sei italiano.

Almeno se dici qualcosa di tenero, ti capisce.

La cacca è calda, sta ancora fumando.

E' andata via da poco. Aaah!

Maledetta! Marianna assassina!

- Mi ha fregato le bestie! Andiamo. - Dove? - A cercarla.

- Non mangi la polenta? - Che polenta!

- Tomo. - Che c'è?

Dai, mangia la polenta.

Toh, zio Gino. Non ti fai mancare niente.

Tutti i giorni polenta, quella mia!

Quella di mangiare è l'unica soddisfazione di noi poveri vecchi.

- Tu sei giovane. - La prendo nel culo in trincea,

mentre voi ve la spassate e Marianna mi frega le bestie!

Sbrigati a consumare!

- La ritrovi Marianna, stai tranquillo. - Seh!

Mmmuuu...

Mmmuuu...

- Sei sicuro che la mucca ti risponde? - Lei sì, lei è onesta.

Sarà, ma se non torniamo prima dell'alba, ci fucilano.

Se c'è tempo per le tue porcate, c'è tempo anche per le mie! Mmmuuu...

Via! Su!

Su! Su!

Ecco la traditrice con le mie bestie!

Dove scappi, brutta ladra?

Io salvo le bestie e tu mi meni?

- Tieni giù le mani! - Tu riporta a casa la vacca!

Così gli austriaci la mangiano, ingrato!

- Basta! - Vai via!

- Lasciala stare. - Non impicciarti. Questa più parla e più mi frega!

Mena pure, tanto domani crepate! I crucchi preparano un'offensiva.

Io volevo salvare le bestie!

- Dove volevi portarle? - Alla baita di zio Nicola.

Sopra la diga, è un posto tranquillo. Ma se le salvo, la metà è mia.

Rimettimi le mani addosso e le vendo agli austriaci!

- Io che ci guadagno? - Tu che c'entri?

Da sei mesi non mangio una bistecca. Voglio un tot da te e uno da lei.

- Che è il tot? - Il tot è un tot.

- Da me non hai il tot. - Allora la vacca è requisita.

Chi la requisisce?

- Tu ricordati che le bestie... - Sono tue, lo so!

Ridammi il mio tot o ti buco.

Sono stufo di essere trattato come un pollo!

Se ti do il mio tot?

Se ti interessa, vuol dire che ha valore.

- Per farle capire che vale, la meni. - Cerco di domarla.

Bravo zoticone! La usi come una bestia, l'hai presa per un'asina?

So io come si fa con le donne.

- Vuoi domarla tu? - Non lascio Marianna in mano a te.

- Vedrai i rischi che corri. - Vedremo chi si scotta per primo.

Casalingo!

- E' ammessa ogni scorrettezza. - Va bene.

Agricolo, hai già perso. A te le bestie, a me le donne.

Che differenza c'è?

Non sparate, sono i nostri.

Sembra che sono andati a fare una passeggiata.

L'offensiva è pronta. Molte truppe sul fronte, preparano l'attacco.

Quanti sono?

Saranno... meno di cento.

- Di più! - Più di mille.

Pronto. Pronto!

Tutti gli uomini ai pezzi, pronti a respingere l'attacco!

Artiglieria ai pezzi, fuoco di sbarramento!

Seconda compagnia, prepararsi a respingere l'attacco!

Sergente, più uomini alla postazione quattro.

- Muoversi, avanti! - Otto uomini alla postazione cinque!

Quante munizioni stiamo sprecando!

I crucchi non attaccano, Marianna si è sbagliata.

- No, ha inventato tutto. - Perché?

- Per fregarmi le bestie! - Allora ha fregato anche me.

E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto,

e ben bevuto,

mia bella mora,

se vuoi venire, questa è l'ora di andar a dormir.

Mia bella mora, se vuoi venire,

questa è l'ora di andar a dormir.

Plotone, rompete le righe!

- Andiamo all'osteria... - Silenzio.

- Che c'è? Sei arrabbiato? - Sì.

- Ho capito, pensi a Marianna. - Non la vedo più Marianna!

- Quando ci danno la libera uscita, andiamo a trovarla. - Impossibile.

- I crucchi hanno conquistato il monte di zio Nicola. - Ostia!

- Povera Marianna. - Povera vacca.

Sei un romantico tu!

Se i cristiani fossero delle bestie, saresti meglio di Gesù Cristo.

- Andiamo all'osteria... - Basta!

Se tu ti sei ammalata,

vado io.

- Che domani... - Salve!

Salve, ragazzi. Da bere per tutti. Avanti, oste!

Prima della battaglia, facciamo il pieno. Per me, un vermut.

- Chinato? - No, lo prendo in piedi.

- Per il mio amico, una vodka. - Russa?

Solo quando dorme.

Un brindisi prima della battaglia.

Quale battaglia?

La battaglia che faremo io e te perché io non ho i soldi per pagare.

Quale osso vuoi che ti rompo? Lasciami stare!

- Sei arrabbiato? - Sì.

Ti canto una canzone allegra!

Dai, ragazzi, forza!

I solda' sono giovanotti che l'amor non sanno fare.

- Di che compagnia siete? - Ti spacco la faccia.

- Poi ti lasciano in libertà. - Oste, un'altra bottiglia!

Alla salute! Questa la pagano gli austriaci.

Tu ordini la bottiglia e tu paghi. Non scappare perché ti corro dietro.

A gentile richiesta dell'agricolo, "L'arrotino".

Signori, c'è qui l'arrotino. Se avete un coltello tra i denti.

Se avete una forbicina che non taglia più per niente.

Coltello e forbicina, signori, portateli qua.

Non c'è nessun arrotino che arrota meglio di me.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

Mio padre fa l'arrotino e io sono il suo figliolo.

Mio padre guadagna i soldi. Mio padre guadagna i soldi.

Mio padre fa l'arrotino e io sono il suo figliolo.

Mio padre fa l'arrotino e qui ho il portafogli.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota gira.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira.

- Agricolo! - E gira, la ruota gira.

Quello è amico mio.

E gira, la ruota va.

E gira, la ruota gira. E gira, la ruota va.

Su, ragazzi. Uno alla volta.

Avanti a chi tocca. Preparate i soldi.

Su, svelti! Ordine, ritmo!

- Posso levare le scarpe? - Bravo, così le asfissi.

Qui puoi levare solo le giberne, per non rovinare la pelle alle ragazze.

Su, avanti, svelto. Finita questa fila, tocca a voi.

Tiratemi su i pantaloni, non posso! Lasciatemi!

- Tira fuori la baionetta. - No, ho fatto un voto di castità!

Perché non vuole?

E' un ex seminarista e non ha mai "ciulato".

Vigliacchi, lasciatemi!

Tiratemi su le mutande!

- Non posso! - Teresina, vieni qua.

- Gioia di Teresina, eccomi! - No!

- E' peccato mortale! - E' bello, ti svergino io.

- Così vado all'inferno! - Almeno hai qualcosa da raccontare.

Vedrai, ti piacerà tanto. Io sono bravissima.

Mi sta passando la voglia.

- Hai paura del diavolo? - Con quelle non ci sono mai stato.

Sei troppo attaccato ai soldi. Non preoccuparti, offro io.

- Se mi attaccano una malattia? - Magari!

Con la sifilide sei riformato.

Poi non sono mignotte. Sono ragazze venute a servire la patria.

- Capito? Ti chiama "patria". - Sono donne di città

che per mancanza di uomini sono venute al fronte. - Vai al diavolo!

Ehi!

Dove vai?

- Ho perso mezz'ora di coda. - Potevi restare.

- Tu? - Ti aspettavo in caserma.

Quelle sono fatte come Marianna.

- Che hai detto? - Sono come Marianna.

Marianna non è come quelle lì.

- Tieni giù le mani! - Ho capito, vuoi una lezione.

Vieni avanti. Fermo lì!

- Tieni giù le mani. - Non te lo aspettavi, eh?

Un momento, non è finita qui.

Senti.

Prendi questo.

- Tieni giù le mani. - Adesso hai capito come va.

E' bastata la lezione?

Dai, basta litigare. Torniamo al casino.

- Marianna? - Marianna sarà con gli austriaci.

Poi chi dice a Marianna che siamo andati al casino?

Ti ho fatto male? Scusa, ma a volte mi prende una violenza incredibile.

Adesso dobbiamo rifare la fila.

Gli austriaci hanno sfondato! Avanzano! Saranno lì tra poco.

Via!

Dai, corri! Vai di là!

- Forza! - Professore, muoviti!

Alzati, scappiamo!

Madonna mia!

Datemi una mano!

Spingete! Spingete!

Dai! Ti vuoi muovere?

- Dammi una mano! - Non ce la faccio da solo.

- Sbrigati! - Vai!

- Che facciamo? - Gli austriaci stanno arrivando.

La guerra è persa. Non mi faccio ammazzare gli ultimi giorni.

Cerco abiti civili e torno a casa.

- Io? - Ti fai fare prigioniero.

Già, lui ha la casa e va a casa.

Bell'idea! Io prigioniero e tu a casa con Marianna.

Non sarai capace di fare una cosa del genere!

- Sei capace di farlo? - Arrangiati in montagna.

Io che faccio in montagna? Sono un cittadino.

- Non puoi mandarmi in montagna, cado nei burroni! - Porca vacca!

Non posso andare in montagna. Ho paura delle aquile. La montagna, no.

- Tieni! - Grazie, sei un amico.

- Avevo detto che era una stronzata. - I Caimani del Piave!

Non fate scherzi o vi ammazzo!

Venite avanti lentamente.

Nel territorio controllato dagli austriaci compirete un sabotaggio

per fermare l'offensiva. Farete saltare il deposito di munizioni.

- E saltare anche noi. - Lo spero. La missione sarebbe riuscita.

- A noi non pensa? - Voi siete già morti.

Avete meno del 10% di possibilità di salvarvi.

E' sempre meglio che essere già morti, giusto?

- Se ci fanno prigionieri? - Sarete fucilati per diserzione.

- Allora fucilateci subito. - Capitano, chiedo di andare da solo.

Conosco la zona e un uomo solo ha più facilità di riuscita.

Offro la mia vita per la patria e per l'amico.

Bravo, meriti di essere un eroe.

Se lui va da solo, io che faccio con te? Ti fucilo immediatamente.

Montate là sopra.

- Voi non venite? - Non siamo scemi.

- C'è speranza? - Se sei stato un buon cristiano, andrai in Paradiso.

- Voglio scendere, ho paura! - Fermo!

- Ho paura! - Non muoverti, questa dondola.

- Se cadi tu, cado anch'io. - Ho paura!

- Fermo! - Non arrivano in cima.

Stai fermo! Non ti muovere, stai buono.

- Aiutatemi tutti! - Sì, ti aiutano tutti.

Stai fermo, bravo. Stai buono così, Primo Baffo.

- Ho paura! - Non avere paura.

- Stai male? - Lasciami stare!

- Stai male? - Lasciami stare!

Non muoverti.

I crucchi ci sparano!

Meglio così. Se mi prendono, è finito tutto.

Non dire stronzate! Se colpiscono lo zaino, salto in aria anch'io.

Io non voglio morire.

- Aiuto! - Che fai? Non mollare!

- Tieni duro! - Non ce la faccio!

Casalingo, resisti! Disgraziato, tieni duro!

- Resisti, casalingo di merda! - Mettiti nei miei panni.

Se molli, cado anch'io. Pensa a Marianna!

Che mi frega? Io penso a me.

Sei forte, Primo Baffo!

Non voglio cadere anch'io, capito? Pensa a Marianna, tieni duro!

Mollo, non ce la faccio più.

Siamo quasi arrivati. Pensa alla vita, resisti.

Ti chiedo scusa, addio. Salutami Marianna.

Non fare così, tieni duro!

Tieni duro, resisti! Non mollare.

Siamo quasi arrivati.

Siamo arrivati! Ecco, finalmente.

Metti i piedi per terra. Ecco, così.

Bravo, Primo Baffo! Sei stato un eroe.

Sei stato un eroe, Primo Baffo!

Che forte! Avete visto che forza Primo Baffo?

- Ti sei salvato, sei contento? - Sì, sono contento.

- Sono vivo e sono contento. - Anch'io sono contento. Andiamo.

- Sono vivo e sono contento. - Andiamo.

- Sono contento che sono vivo. - Dai, molla le mani.

- Sono vivo e oggi sono contento. - Sì, ma molla le mani.

- Sono contento. - Non vedi che è rimbambito?

- Gli passerà. - Buona fortuna.

- Quelli sono gli austriaci. - Sono vivo.

- Sei contento? - Sono contento.

Che bel panorama! Sono contento, sono vivo.

Quella è la diga da fare saltare.

I camminamenti sono pieni di munizioni fino al deposito centrale.

L'impresa è ardua, ma...

- Sono contento. - Bravo, andiamo.

Tomo, perché sono contento?

Chiudi.

Marianna... Traditrice, ladra, bagascia, dove sei?

- La morte! - Quale morte?

Lui è zio Nicola, un paraculo napoletano emigrato qua.

Quando arrivò, si inchiappettò mezzo paese. E' stato il mio maestro.

Zio Nicola, dove sono le bestie?

- Le bestie? Una ce l'ho davanti. - Lo so, ma le altre dove sono?

- Tomo, quanto sei fesso! - Va bene, ma dove sono le bestie?

Ti preoccupi adesso? Dovevi darle proprio a Marianna?

- Perché? Che ha fatto Marianna? - I tedeschi!

- Ha venduto gli animali ai tedeschi? - No! I tedeschi stanno arrivando.

Porca...

Siamo arrivati.

Grazie.

Dai, casalingo! Vieni su.

Dai! Sali su.

- E' chiuso. Sono contento. - Su!

Su!

Avanti, accomodatevi.

Ecco qua. Adesso accendo il fuoco.

Brutta ladra, bastarda, traditrice, collaborazionista.

Hai dimenticato lo zaino con la dinamite. Se mi salvo, ti ammazzo.

Eccola!

E' finita!

- Giocano? - Sì, sai con che? Con la dinamite!

- Se scoppia? - Sono contento per loro.

Sì? Saltiamo in aria anche noi due.

- Mi scappa la pipì. - Tienitela!

- Se mi scappa? - Se la fai scappare, te lo stacco.

E' tardi, l'ho già fatto.

Non buttarla! Metti qui la birra. - Ecco.

Dice che questa birra sa di pipì. E' ubriaco.

Fuori.

Ho detto fuori. Uscite.

Ho detto fuori! Fuori.

- Sei bella! - Baldracca.

Puttana!

- Basta adesso. - No, ti amo.

- Sarà per un'altra volta. - Io ti amo, voglio stare qui!

- Stai buono. - Non farmi andare via, io ti amo!

- Vai fuori. - Voglio stare qui!

No, Marianna! Fammi entrare, ti prego.

Avanti! Vieni giù, disgraziato.

Chi poteva essere, se non tu? Canaglia, boia, spia, pisciasotto!

Volevi rovinarmi? Se ti prendevano, fucilavano anche me!

Mi sono rotta di averti tra le palle! Prendi il tuo zaino e sparisci.

Fuori, vai via!

Io ti salvo e tu mi meni?

Perché mi meni?

Dimmi la verità.

Perché mi meni?

Se mi meni, significa che sei geloso.

Sei geloso, allora!

Se tu mi meni, significa che mi vuoi bene.

Tu mi vuoi bene. Tu mi vuoi bene!

Dov'è la vacca? Dove sono i muli?

Allora per questo tu mi menavi. Non sei geloso, è per la vacca!

Sei matta?

Ti voglio bene!

- Brutto farabutto, disgraziato! - Ti voglio bene.

- Dillo più forte. - Ti voglio bene!

Tomo, quante cose belle mi dici!

Non mi baci? Non ci provi neanche?

Con quel guardone lì!

- Quale guardone? - Il casalingo, il pisciasotto, il rompiballe!

La Marianna va in campagna, viene giù dalla montagna.

Chissà quando ritornerà.

Ha un trauma, poveretto. Credevo che vedendoti, gli sarebbe passato.

E' proprio sballato.

Quando il sole tramonterà. Sono contento.

- Che si può fare? - Non lo so, io lo prenderei a bastonate.

Ma forse con un po' di dolcezza...

- Se non ci riesci tu, è proprio andato. - Sono contento.

Adesso ti ho asciugato e ti cambio.

Ecco qua.

Da quanto tempo stai così male?

Mi sembra che tu stai sempre male.

Adesso sto bene, sono guarito quando ho aperto la botola con la testa.

Ho fatto la pipì ed è passato lo shock.

Prima ho cantato apposta perché volevo restare solo con te.

Marianna! Amore mio!

Marianna, per tre volte siamo rimasti a metà.

Adesso... ti desidero, ti voglio.

Ti voglio mia, per sempre!

- Stai dicendo che vuoi sposarmi? - Ti voglio mia, per sempre.

- Sul serio vuoi sposarmi? - Sì, voglio! Amore!

Non si fa l'amore prima del matrimonio.

Poi non posso sposare un pisciasotto come te.

Non dire a Tomo Secondo quello che è successo, non capirebbe.

- Che è successo? - Beh...

Che c'è da capire?

Anche tu, non dire niente...

che ti voglio bene.

Voglio bene a tutti e due.

- Il tuo amico non è scemo, sei scemo tu. - Che ha fatto?

Mi ha violentato. Dice che ogni scorrettezza è ammessa.

- Bugiarda, vigliacca! - Sì?

- Non è vero! - Ogni scorrettezza è ammessa.

- Non l'ho neanche sfiorata! - Non l'hai neanche sfiorata?

- No, giuro! - Io ti sradico il cranio!

Ti stacco quella testa di cazzo, capito? Brutto bastardo, ladro!

Vieni qua che ti acchiappo!

Porco cane!

Ti rompo!

Adesso ti ammazzo!

Ti ammazzo!

Ti taglio tutto! Tutto ti taglio!

- Vieni giù! - Vieni su tu.

- Come faccio senza scala? - Vieni, io non ho paura!

Adesso ti faccio scendere.

- Così muoio prima di fame. - E' vero.

Ti sparo.

- Così arrivano i tedeschi e ti saltano addosso. - Taci, bagascia!

Bagascia? Chi vi vuole a voi due?

Se non andate via entro domani mattina, vi denuncio ai tedeschi!

Vuoi sapere che sei tu?

Che vuoi dire?

Sei fesso perché non avresti dovuto dare le bestie a Marianna.

- Che cazzo c'entrano le bestie? - C'entrano, c'entrano.

- Tu davvero non sai dov'è Marianna? - No.

No? Allora te lo dico io.

Quella è andata a denunciarvi, tutti e due.

Qua.

Qua dentro.

Entrate qua, presto. State zitti, vi nascondo io.

Non si vede un cazzo.

Shh!

I tedeschi.

Le voci vengono da là.

Andiamo a vedere.

Siamo vicini al deposito dei crucchi.

Attraversiamo la diga e facciamo saltare tutto.

Bravo, così saltiamo anche noi.

Dove sono?

Allora dove sono?

Sei stato tu. Era meglio se li facevano prigionieri.

Anche per loro, così finivano di fare la guerra.

Che ci hai guadagnato? Carogna!

Marianna, tu sei proprio una figlia di "ndrocchia"!

Tu hai dato ospitalità nel tuo letto. Sicuro?

- Come mai è lì? Dove sono adesso? - Non lo so.

Erano Caimani o tuoi amanti?

Ci hai chiamato per una tua guerra personale?

Piccola italiana, tu sei furba. Io detesto essere preso per il culo!

Traditrice!

No!

No, lasciatemi stare!

No!

Vigliacchi!

No!

No!

Non voglio! Non voglio!

Non voglio!

Aaah!

Povera Marianna!

Ehi, ragazzi!

- I tedeschi sono andati via. - Dai!

Attenzione alla dinamite.

Dorme, adesso è più tranquilla. Povera ragazza!

Italiani, austriaci, tutti uguali. Tutti carogne!

Hai capito perché volevo farlo? Per non essere come loro.

A costo di rimetterci la vita,

faccio saltare questa montagna con tutti i filistei!

Usciamo, sennò si sveglia.

Adesso tu porti Marianna e zio Nicola il più lontano possibile.

- E tu? - Faccio saltare il deposito.

Sentirai che botti! Voi vi godrete lo spettacolo e penserete a me.

Se vai tu, vengo anch'io.

- Chi protegge Marianna? - Tu.

Tomo, guardami. Io nella vita ho saputo solo fare ridere la gente.

Anzi, ci ho provato e ho preso pernacchie.

Io voglio bene a te e a Marianna.

In questa guerra di merda ho scoperto l'amore e l'amicizia.

Marianna.

Quindi Marianna tocca a te, lo sai.

Senti, casalingo. Non penserai che passi la vita a sentirmi un verme.

Pensi di avere solo tu i coglioni?

Allora tiriamo a sorte. Ecco.

Il corto si salva e il lungo va.

Il corto si salva e il lungo va.

Corto. Hai vinto tu, sei salvo.

Senti, ho visto che hai spezzato il legno!

- Facciamo la conta. Testa o croce. - Che dici?

- Vado io. - Vengo anch'io.

- L'idea è stata mia e vado io. - Vengo anch'io. Prendi la dinamite.

Non ci sono le sacche con la dinamite.

Vacca boia, le ha prese Marianna!

- Zio Nicola, spostati. - Fermi o sparo!

- Lo ha detto lei. - Facci passare!

No! Dopo quello che le hanno fatto, doveva andare lei.

Andiamo, giù per la montagna!

- Marianna, Marianna! - Marianna!

Marianna!

Marianna!

Ce l'ha fatta. Cazzo, che botto!

Abbiamo fatto saltare il mondo intero!

- Marianna ha fatto saltare il mondo intero. - Sì, Marianna.

Povera Marianna.

Marianna torna. Cristo se Marianna torna!

Chissà che trucco ha inventato per non farsi fottere dagli austriaci.

Marianna è troppo forte!

Vedrai che uno di questi giorni ricompare.

- Non la facciamo andare più via. - La sposiamo.

- Tutti e due? - Sì, tutti e due.

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