Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Lo sapevo sarebbe successo qualcosa, me lo sentivo.
Quel sogno era chiaro.
Quelle scarpe.
Io volevo solo riunire la mia famiglia.
Volevo che fossero tutti... tutti felici.
Io volevo...
E io invece volevo aiutarvi.
Ma che succede?
Mamma continua a dire parole come lavagna a falimento.
Mentre Paola parla di scarpe.
Laura!
Oh, ma che è successo?
Tutto saltato in aria.
La festa.
La cena.
Il vestito.
E invece gli invitati li evitano, li evitano.
Giampaolo, Elisa, Monica.
Che c'entrano Monica, Giampaolo e Elisa?
C'entrano, c'entrano.
Dopo te lo spiego.
La grande lavagna della serenità.
Bella idea.
Adesso ve lo posso dire.
Quest'idea della grande lavagna della serenità
è veramente una solenne stronzata.
Laura, lo sai l'unica cosa che deve essere grande nella vita di una donna?
Vabbè, ti lascio sola.
Eh, amore.
La carta di credito.
E così si risolve tutto.
Ti serve un vestitino?
Pronto?
Salve, sono Claudia Sacchetti.
Vorrei ordinare una cena completa per stasera.
Grazie, Claudia.
Per tutto quello che hai fatto senza di te sarebbe stato un disastro.
L'invenzione del secolo si chiama?
Catering.
Ho capito, ho capito.
Buon Natale.
Buon Natale.
Mamma mia.
Scusa, vado ad aprire.
Non ci vogliamo dare una mano.
Ho capito, ho capito.
Tieni amore, io vado ad aprire.
Giusto per ricapitolare.
Non bastava il triangolo Eva, Roberta, Claudia.
Che già di per sé è una polveriera.
Adesso dobbiamo preoccuparci anche di Giampaolo.
Che deve dire ad Elisa che non solo non vuole più sposarla
ma che la lascia per la cugina.
Non poteva scegliere un momento migliore, dico io.
Amore, mi dispiace.
Ti ho trasmesso tutta la mia agitazione.
Mi dispiace tantissimo.
Però adesso basta.
I sogni brutti, le scarpe fucsie, le cose.
Guarda quanto è bella questa casa.
Guarda quanto siamo belli noi.
Saremmo pazzi a non godercelo.
Vado ad aprire.
Sì, è che c'ho un chiumo sullo stomaco.
Ciao.
Buon Natale.
Auguri, buon Natale.
Buon Natale.
Questo è per voi.
Grazie.
Buon Natale.
Buon Natale.
Buon Natale a te, auguri.
Ma siamo le prime?
No, c'è anche Claudia.
Finite.
Noi non ci conosciamo.
Ciao, sono Claudia.
Ciao, io sono Roberta.
La consuocera.
Anche se non è che proprio mi piace questa parola.
Benvenute e benvenute.
Tanti auguri.
Tanti auguri.
Auguri.
Benvenuta.
Auguri.
Ma tu sei Roberta?
Sì.
Andiamo a berci qualcosa.
Lo so che è Roberta.
Accomodiamoci.
Ti offro qualcosa da bere di qua?
Sì.
Abbiamo allestito anche qua.
Bella scelta musicale.
E metti una sera a cena, no?
La musica del film.
Quello con Florinda Vulcan che si scambiavano le coppie.
No.
Ah, forse...
Forse mi confondo allora.
Come va?
Bene.
Bene.
Per ora, bene.
Vieni a vedere che bell'albero che hanno fatto.
Ti sta da dio questo vestito?
Bellissimo.
Grazie.
Anche tu sei molto elegante.
Roberta?
Sì?
Vuoi mangiare qualcosa?
Magari ti preparo un piattino.
Sì, va bene.
Vieni, vieni.
Grazie.
Ecco qua il piattino.
Sono bellissima.
Non stai scherzando.
Non è una mia immaginazione, no?
Lo dico sul serio.
No, perché è la prima volta che mi dici che una cosa che ho addosso ti piace
senza essersi infamata.
Io adoro ti voglio un bene dell'anno.
Anch'io, mamma.
E anche questo Natale è arrivato a scassarci le palle.
Ti prego, Mario, ricordami perché
non abbiamo prenotato la partenza prima della vigilia.
Era tutto complesso, mamma.
Mi pareva.
Gente molto più intelligente di noi,
che è scappata lontano dalla famiglia.
Guarda che bel anello.
Ma dove l'hai preso un anello così grande, mamma?
Paolo, scusa, senti, ma mi spieghi
da dove arriva questa musica?
Perché ci deve essere un impianto nascosto, no?
Per farla apparire e scomparire così.
No?
Non credo che in questo momento il problema sia la musica.
La smette di guardare Claudia.
Guarda che si vede.
Ma figurati.
Non la sto guardando.
Mi è solo caduto l'occhio in un momento.
Ti ha proprio crollato.
E' notevole, è notevole.
Cosa mi fai dire?
Cosa mi fai dire?
Smettila.
Tutto a posto?
Molto bene.
E vuoi qualcosa da bere?
Ce l'ho già qua.
Sto già bevendo.
Si è addormentata come un angioletto, lo amo.
Sono arrivate?
No, ancora no.
Che cosa ti ha detto Gianpaolo?
Mi ha detto che ci parliamo stesso stanotte,
però dopo mezzanotte, quindi
stai tranquilla a casa loro.
Va bene.
C'è Jean-Claude!
C'è Jean-Claude!
Buonsoir.
Buonsoir a tutti.
Oddio.
Emma!
Scusate, ho un mancamento.
Scusate il ritardo, vengo direttamente dal museo.
Si, non ti preoccupare.
Un mancamento, scusate che penso io.
Si, ragazzi, mettete a posto.
Per voi.
Grazie.
Fai scemo, Emma.
Enchanté.
Jean-Claude.
Enchanté, là qua.
Cioè, sono Laura.
Piacere.
Laura.
Perdone, non sono molto vestito natalizio.
Non ti preoccupare, sei elegantissimo.
Vieni, ti presento agli altri.
Ragazzi, non vi fate male.
E' elegantissimo?
Ma li hai visti i jeans?
Sono tutti sdruciti e la maglietta
sembra quella con cui dorme da una settimana.
E vogliamo parlare delle scarpe?
Senti Emma, facci pace.
Tanto quello anche con uno straccio addosso
sembra che sta in passerella.
Basta.
Gianno, come sei elegante!
Madame.
Jean-Claude.
Ciao.
Andiamo.
Puoi vedere?
Grazie.
Grazie.
Grazie, mamma.
E' molto carino.
Sono contenta che sia.
Ero sicura che ti sarebbe piaciuto.
Guarda che carino.
E' solo un pensiero,
niente più di cadeau.
Grazie, Gianno.
Carino, grazie.
Che idea geniale ha avuto.
Delle violette?
Ah, l'idea geniale sarebbe un inutile mazzetto di fiorillini?
E io allora che le ho regalato un anello?
Emma, lo porta il dito.
Cioè, che cosa vuoi di più?
Vorrei che non sottolineasse
ogni minima cosa che fa quel gallo del cavolo
come se fosse un evento unico e ripetibile.
E' insopportabile.
Capito? Rilassati, però.
E' solo carino?
Sì, è molto.
E Raul?
Buonasera.
Grazie.
Noi i regali ci vediamo stasera a cavolo al sole, vero?
E certo, eh.
Ho capito, ho capito.
Natale separate.
Ma quale separate?
Sì, sì, sì, sì.
Ho capito, ho capito.
No, ma lascia stare.
Sì, ho capito.
Amore, ma non lo mangi?
No.
Ma lo sai che sei un po' stranoccia, come direbbe la bionda?
No, è che c'è caldo e...
è tutta sta musica.
Amore, un momento di attenzione.
Vorrei dire due cose.
Niente, non ci fanno mancare niente.
Pure il discorso di Paolo ci tocca.
A questo punto possono pure darci un calcio in culo.
Ma mi metti, la credo.
Inoltre lo so che alla fine ti commuovi sempre.
Beh, mi commuovo perché domani partiamo.
Ecco perché mi commuovo.
Stanotte ho fatto un sogno.
Ho fatto un brutto sogno.
E vi domanderete perché ve lo racconto.
E infatti mi hai letto nel pensiero.
E adesso che siamo invece qui tutti quanti insieme,
in pace e in serenità,
ho capito quanto sono stato stupido stamattina
ad avere tutti quei timori.
Come sapete, nella nostra famiglia ci sarà un nuovo arrivo.
Il figlio di Raul e Cristina, che forse non sarà solo.
Per cui la famiglia Giorgi del Fiore si sta allargando.
E quindi ci saranno nuove gioie,
però anche nuove responsabilità
che noi padri avremo nei confronti dei nostri figli.
Però noi saremo pronti, vero Raul?
Certo.
E ce la faremo.
Per cui il mio augurio a questa bella famigliona
per l'anno che verrà è di rimanere tutti così.
Uniti, belli e vicini.
Auguri.
Auguri.
Che rabbia, mi sono persa il discorso, vero?
A queste sì che sono fortuna.
Non si è persa niente, creda.
Un brindisi.
Tanti auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
Auguri.
C'è un motivo per cui la stai fissando in quel modo? Non è carino?
No! Ma mi spieghi che succede? Io ti devo parlare, non mi sento bene e tutta
questa musica. Forse è meglio se vado. Scusate ancora e auguri a tutti.
Ho capito! Ho capito! Loro due, ho capito! Ma scusi, ma cosa ha capito? Ma se ne vada!
Che capisce? Ho capito anche io. E tu lo sapevi? Grazie Paolo, grazie.
Che c'entro io? Qualcosa c'entri sicuramente. Scusate, scusa Laura. Tanti auguri.
Paolo, Paolo. Ma tu non mi vuoi spiegare che cosa sta succedendo?
No, no, niente, figurati. Paolo, ti prego, inventati qualcosa.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.