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Ciao.
Divorziano.
Stefania e Giulia divorziano.
Non ci posso credere.
Mi dispiace.
Se tu sapessi.
Erano così belli insieme.
Ma perché le coppie divorziano?
Perché si separano? Perché?
Forse perché a un certo punto non si capiscono più.
E' così brutto quando due si lasciano magari per una cazzata.
Paolo.
Lo so.
Oddio Eva, scusami, scusami.
Questa storia mi ha così tanto sconvolto che non ci ho pensato.
Come stai?
Da cani. E come sto?
Ma hai provato a parlarle? A spiegarle?
Ho provato, ho riprovato, ho riprovato ancora.
Non mi vuole sapere niente.
E tu quindi?
Prendo atto. Che devo fare?
Tu devi reagire. Tu devi insistere.
Tu devi spiegarle che la ami.
La devi convincere.
O non puoi mollare adesso, scusami.
Tu la ami. Lei sicuramente ti ama.
Scusate, dovete stare insieme.
Da quando sei diventato così esperto in storie tra donne?
Da quando mi avete fatto una testa come un pallone sul fatto che l'amore è uno
e che è uguale per tutti.
Ecco, allora, se è uguale per tutti, anche le tecniche per tornare insieme
sono uguali per tutti, o no?
Hai ragione.
Eh, ho ragione.
Cioè, dove trovare un modo che va oltre le parole per cercare di convincerla,
ma non mi viene in mente niente.
Rianimo, animo, un po' di fiducia, per favore.
Eh, che le cose si sistemano.
Paolo, però anche te con tutto questo ottimismo.
Cioè, non è che perché tra te e Laura le cose vanno bene,
allora poi si risolvono per tutti.
Sì, ho detto semplicemente di mantenere un po' di ottimismo.
Questo ho chiesto.
Ho capito.
Allora, vuoi stare triste?
Stai triste.
Vuoi un po' di cicuta?
Dai.
Forza.
Vai a casa.
Ahia.
Ciao.
Paolo.
Ciao, amore.
Senti, ti ricordi come ci siamo rimasti stamattina
quando non siamo riusciti a far ragionare Giulio e Stefania?
Sì, è stato tristissimo.
Senti, mi è venuta un'idea per fare qualcosa di buono, per riscattarmi.
Sai, l'ho pensato anch'io, perché ho la sensazione
di non aver fatto abbastanza per mia sorella.
No, io non pensavo a Stefania.
Pensavo a Eva e a Roberta.
Eva e Roberta?
E che vuoi fare per loro?
Stammi a sentire.
Ciao, Roberta.
Eh sì, vabbè, facciamo la corta.
Ecco.
Hai detto che hai delle cose di Eva per me.
Dove sono?
No, veramente Eva non sa nemmeno che ti ho chiamato
e che volevo che tu sapessi che
un po' della colpa di tutto quello che è successo è mia.
E cioè?
Perché sono stato io a parlare ad Eva di Claudia
e anche a presentarle.
No, no, ma dimmi, dimmi.
Ti dico tutto dall'inizio.
Certo.
Ok.
E quindi è stato così, capito?
A furia di parlarle di Claudia,
di quanto è bella e quanto è sexy e questo e quell'altro,
può essere che Eva si sia fatta suggestionare da me, capisci?
Cioè, quello che voglio dire, in buona sostanza, è che
può essere che quello che è successo la sera di Natale
non è tanto perché ad Eva piaceva Claudia
quanto per il fatto che io le avevo fatto proprio una capoccia così, capisci?
Sì.
Più questo che non...
Sì, sì, capisco.
Il fatto fisico, diciamo.
Eh, questo è perché spinto la mia donna nelle braccia di un'altra.
Bravo, complimenti.
E questo è perché pensi così poco del nostro amore, eh?
Pensi che basti dire due paroline su un'altra
che la mia Eva prende e se ne va.
E ci volevi far far pace così, tu?
Beh, mi sai che è proprio sbagliato a strada.
Ma mi hai fatto male!
Pronto?
Zie?
Sei convocata a casa nostra!
Subito!
E non va storia che noi siamo anziani!
E ci devi rispetto!
Hai capito?
Corri!
Ok.
Cosa gli hai detto?
Tutto quello che non avrei dovuto.
Ecco, stai su, stai su, eh?
Più parlavo e peggio era.
Sì.
Ah, yeah.
Non è che adesso mi gonfio tutto e poi parlo come Giulia.
Scusa, volevo vedere se è rotto, ma non è rotto.
Capito?
E fai le prove sul mio naso, piano, piano.
Amore.
Mi dispiace.
Ragazza mia, tu non devi stare a sentire gli altri.
Tu devi stare a sentire solo noi.
Perché solo noi sappiamo cos'è la vita senza amore.
La vedi a questo?
Quarant'anni fa c'era un suo vicino di casa,
un signore alto, elegante, col cappello.
La salutava sempre, ma lei lo teneva a distanza
perché era napoletano, diceva che era meridionale.
Comunque un bellissimo uomo, eh?
Bellissimo?
Oddio, così per modi di dire.
Solo che lei, a quell'epoca, faceva la sostenuta
e adesso il signore col cappello se lo sogna tutte le notti.
Non è vero.
Non tutte le notti, una notte sì e una no.
Certo che se uno ha la fortuna di essere innamorato,
non deve pensare a niente.
Eh sì, c'eravamo anche noi a quella cena.
Non è successo niente tra Eva e Claudia, su.
Non potete buttare via il vostro amore.
Sì, però...
No, però, però, niente.
Basta chiacchiere, eh?
Perché hai mai pensato a cosa può essere la tua vita senza Eva?
Gli anni passano e resti sola e triste.
Eh, triste.
Resti sola, triste, sola.
Eh, triste.
Oddio, provaci!
È meglio aver rimorsi che rimpianti.
Da retta a noi.
Vai, vai in quella camera e saluta Eva.
Marcello, vai.
Oddio, Roberta è venuta a cercarmi fin qui.
Posso?
Roberta.
Zie, scusate.
Però è buona.
Che ci fa qui Cassius Clay?
Ma dai, non fare quella faccia.
Ci abbiamo pensato noi.
Eh, l'abbiamo messa sulla buona strada.
Siamo state brave.
E soprattutto molto moderne.
Sofia, sai che ti dico?
L'anno prossimo ti porta a far spilata del Gay Pride.
Non la metto a dieta, Eva, eh?
Perché a noi ci piace così.
Sì, non vi preoccupate, non la metto a dieta.
Tranquille, siete un po' possessive in questa famiglia.
No, è un pochino.
Grazie, zie.
Ciao.
Ciao, ciao, ciao.
Grazie, grazie di tutto.
Andate, andate, andate che avete bisogno di stare da sole.
Ci siamo inficiate pure troppo.
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