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Tranquillo Paolo, tu rimani in ospedale, io ho aperto, intanto è il 25 dicembre, ma chi vuoi che venga?
Eva però chiedigli quando viene perché abbiamo una sorpresa per lui, abbiamo fatto una sorpresa di Natale, il nostro regalo.
Ho capito, ma tu stai tranquillo, occupati di Stefania e Giulio, qui ci pensiamo noi.
Roberta... Roberta stamattina non mi ha parlato tanto, magari secondo me la cosa di ieri sera è già dimenticata.
Allora...
Senti ti saluto, dai che sono arrivati dei clienti.
Ciao, ciao.
Non si può parcheggiare?
Ma che fai?
Improvvina un po', tutte quelle che avevi a casa mia, o almeno quelle che c'entravano in questa macchina.
Vabbè per il resto ti mando un bel Corriere Espresso.
Non capisco, che significa?
Che significa?
Semplice, che non mi bastano le tue spiegazioni, che non mi va che la mia donna fa un casino a Natale e si prende una sbandata per un'altra.
Tra me e te è finita.
Mamma mia, che esagerazione però.
Stanne fuori capone.
Scusate.
Senti, ne possiamo parlare tranquillamente? Non mi sembra il caso di mettersi a fare delle scene...
No! Non ne possiamo parlare più adesso! Avremmo potuto parlarne se tu mi avessi raccontato quello che ti stava succedendo.
Se tu mi avessi detto che quella Claudia in qualche modo era nei tuoi pensieri, che ti turbava, che la pensavi.
Invece mi hai mentito, hai scelto di mentire.
No, no, no, non ti ho mentito, ho evitato di dirti una cosa.
Certo, omettere, mentire, è la stessa cosa innamore, te lo devo dire io.
Buone vacanze, spero che siano tristi, dolorose e brutte come le mie.
Dai, Robby.
Dai Robby, dai Robby un cavolo.
Roberta!
Ciao.
Ciao.
I ragazzi ti hanno aspettato fino a cinque minuti fa.
Volevano darti il regalo di Natale o portarti in un posto o tutte e due le cose, non ho capito.
Li vedrò domani.
Com'è andata?
Non lo so, vengo adesso dall'ospedale, sono tutti rotti.
Ma soprattutto abbiamo provato a farli ragionare in tutti i modi ma non c'è stato verso.
Mai visto due odiarsi così.
Ma magari basta far passare qualche giorno.
Mi sa che sono arrivati a un punto di non ritorno, succede nelle coppie sai.
Roberta.
Che è, traslogo?
Mi ha restituito tutto, dice che non vuole più vedermi dopo la scena di ieri sera.
Vabbè ma questo non è un punto di non ritorno, è una lite normale in una coppia normale.
Dai, tu come reagiresti se Laura avesse preso una sbandata per un altro?
Mi arrabbierei, però aspetterei anche, insomma fare in modo che lei mi convincesse che tutto è una stupidata
e magari che ama soltanto me, insomma.
Certo è quello che voglio fare, però...
Senti, ti scoccia se stasera mi arrangi a dormire qui?
Qui nella serra?
Dai non posso dover andare, mi mette tristezza andare in un albergo.
Ma non puoi dormire qui?
Dai ci penso io a te.
Grazie.
Su, su, su.
Eda.
Mi dispiace, mi dispiace.
Mi dispiace.
Siete sicuri che non vi do fastidio?
No, no, figurati.
No.
Perché io posso trovare anche un altro posto se volete.
No, no, ma non scherzare, non scherzare.
Poi dopo una giornata come quella di oggi almeno riesco a fare qualcosa per qualcuno.
Dai, dai, dai, non prendere niente.
No, no.
Dammi a me, dammi a me.
Sì, sicurissima.
Amore?
Eh?
Ci sei?
Me lo aveva regalato Roberta questa.
Ecco qua.
No, no Eva, è di qua, è di qua.
È qui, è qui, ti ho preparato la stanza di Cristina, vieni.
Vieni.
Mi dispiace se vengo un po' da sola.
Sì, sì, non ci dispiace affatto, vai, vai.
Ti aiuto, ti aiuto a te sola.
Scusa.
Volete una mano?
No, no, no, stai tranquilla.
Senti, per qualsiasi cosa noi siamo di là.
Potete chiudere la porta?
La chiudiamo subito?
Sì, sì.
La chiudo subito.
Certo.
Qui c'entro io.
I ragazzi l'ho già salutati, quando ci rivedremo?
Presto, credo.
Sì, con l'arrivo del bambino.
Ah beh, certo.
Bene, allora chiama, fatti viva.
Insomma, passa quando vuoi.
Senti, Paolo mi ha detto che Eva è di là, posso andare a salutarla?
Sì, sì, sì, sarà contentissima.
Cioè, contentissima, insomma, hai capito.
Vado?
Sì, sì, è nella stanza di Cristina.
Ok.
Ciao.
Ciao.
Ciao, sono Claudia.
O meglio conosciuta come la causa di tutti i tuoi problemi.
Sto partendo, ti volevo salutare.
Vieni, entra.
Davvero, mi dispiace.
Se per caso ho lasciato fraintendere qualcosa.
No, no, no, no.
Tu non hai fatto niente che non andasse.
Che non lo so, che cosa mi è successo.
Che poi, così all'improvviso, non lo so,
devono essere stati tutti quei discorsi che...
che Paolo mi ha fatto su di te.
Discorsi che Paolo ti ha fatto su di me?
Ah sì, tutta quella roba sulla regina delle nevi,
quel capodanno che avete passato insieme,
vent'anni fa.
Che devono essere fatte a suggestivare.
No, ma non c'è bisogno di litigare per questo.
È quello che penso anch'io.
Solo che Roberta si è sentita esclusa, no?
Umiliata.
Beh, vabbè, io un po' la capisco.
No, è qui che sbagli.
Tu devi essere convinta che hai ragione.
Non è che può litigare per una cosa così stupida, no?
Tu te la fai ancora la fantasia su di me?
No.
No.
Non lo faccio.
Non lo faccio.
Non lo faccio.
Non lo faccio.
Non lo faccio.
Non lo faccio.
No.
Non lo faccio più.
Eva sta piangendo.
È disperata.
È che deve trovare il modo per farsi perdonare.
Ma vabbè, ma pure quell'altra c'ha ragione.
Sì, ma è stata una sbandata, dai.
È un'attrazione senza importanza.
Qua c'è un problema d'amore.
È uguale per tutti, no?
Hai capito quello che hai fatto?
Tutto il mondo è paese.
Beh, tutto.
Solo adesso come fa a farlo capire a Roberta.
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