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Si previene la comparsa della peronospora spruzzando
sulle viti una soluzione di solfato di rame.
Due tipi di preparazione classici sono usati:
la poltiglia bordolese e la poltiglia borgognona.
La borgognona è così detta dalla Borgogna,
provincia francese rinomata per i suoi vini.
Ogni anno si compiono tre polverizzazioni.
La prima, quando i germogli raggiungono una lunghezza da 12 a 13 centimetri.
La seconda, poco prima o poco dopo la fioritura,
e la terza un mese più tardi.
L'azione del solfato è unicamente preventiva, non bisogna mai dimenticarlo.
Signori, vi ho esposto i mezzi adatti a combattere la peronospora.
Vi ricordo che, come gli anni scorsi,
aerei e volantini saranno messi a vostra disposizione.
I volantini diranno, tra l'altro, che la peronospora,
malattia che distrugge le vigne, ha fatto la sua prima apparizione
nello stesso tempo di quell'altra malattia ideologica che distrugge gli uomini.
Ma, a questo riguardo, cedo la parola al Generale della Gendarmeria.
OGNI SOMIGLIANZA CON FATTI REALI, PERSONE MORTE O VIVE, NON E' CASUALE.
E' VOLONTARIA
Il signor Sottosegretario all'Agricoltura ce lo ha ricordato:
per la peronospora è necessario un trattamento preventivo.
Come la peronospora, questa malattia ideologica
deve essere combattuta preventivamente.
Come la peronospora, essa è dovuta all'azione di germi patogeni
e di vari agenti parassitari.
Così, la polverizzazione degli uomini
con le poltiglie adeguate, è indispensabile.
Le scuole, in questo caso, costituiscono il primo stadio.
E' là, se mi permettete questa metafora,
che i giovani germogli non hanno ancora raggiunto una lunghezza da 12 a 15 cm.
La seconda polverizzazione avviene poco prima o poco dopo la fioritura.
Si tratta evidentemente degli universitari, dei giovani operai.
E l'epoca del servizio militare è il momento migliore per applicarlo
per salvare così l'albero sacro della libertà nazionale
dall'infezione della peronospora ideologica.
Quest'anno, i volantini lanciati dagli aerei
parlano ai nostri contadini di un'altra specie di peronospora ideologica
che inizia a devastare il nostro paese.
Questa nuova variante, più diffusa, più insidiosa,
è un nemico subdolo
che allontana sempre più da Dio e dalla Corona.
E' contro questo nemico, particolarmente, che avverrà il nostro sforzo preventivo.
Inutile prendere appunti, c'è tutto nella circolare che ho inviato.
All'apparire dei sistemi in "ismo",
socialismo, anarchismo, imperialismo, comunismo, eccetera,
le macchie solari hanno cominciato ad espandersi
sulla superficie del grande astro diurno.
Dio rifiuta di illuminare i rossi!
E gli esperti annunciano un formidabile aumento delle macchie solari
dopo l'apparizione dei Beatniks, dei Provos,
e soprattutto dopo l'incoraggiamento al pacifismo
venuto da certi paesi come l'Italia, la Francia e la Scandinavia.
Nell'assumere il comando delle forze dell'ordine nel nord del paese,
voglio approfittare di questa occasione per rivolgermi a voi,
alti funzionari dello Stato.
Noi dobbiamo preservare
la parte sana della nostra società,
e dobbiamo guarire la parte ammalata.
Stasera il nemico si riunisce nella nostra città.
Ma non siamo in un sistema in "ismo",
noi viviamo in democrazia,
noi non vieteremo quella riunione!
E non vieteremo nemmeno
a chi pensa il contrario, di manifestare.
E' con gli elementi sani, gli anticorpi,
che dobbiamo combattere ed estirpare tutte le malattie,
quelle delle vigne e quelle della società.
Non ho altro da dire.
Pensate a questo.
Pensateci, nei giorni che verranno.
- Viene a colazione? - Sì, ma in fretta.
Venga, poi l'accompagno all'aeroporto.
- Molto gentile. - Ma no! E' un piacere. Prego.
Avverti mia moglie che non vado a pranzo, tornerò in serata.
Bene, Generale.
Signor direttore della Polizia?
Sono le ballerine del Bolshoi che visitano la città, Generale.
Arrivederci, signor Ministro.
- Il Bolshoi di Mosca? - Sì, il balletto del Bolshoi.
Sono qui per 3 o 4 giorni e stasera c'è la prima.
Rimanga. La invito nel mio palco.
Devo essere nella capitale questo pomeriggio.
Ah, la capitale, il Palazzo...
Lei è molto stimato a Palazzo.
Sarebbe divertente se una di loro scegliesse la libertà nella nostra città.
- Come quel famoso ballerino... - Oh no, proprio no!
Niente storie! Per scegliere la libertà preferiscono Londra, gli USA,
i paesi a moneta forte.
E poi abbiamo abbastanza scalmanati in città
che ci creano dei problemi.
Fermatevi! Tirate giù quella scritta!
Sa bene che per una riunione al chiuso non ci vuole autorizzazione.
Me ne frego! Non voglio grane!
Senza autorizzazione, niente sala! Tira giù!
- Ma no! Non si rende conto... - Fate quello che vi dico!
E' mio il teatro! Portate l'autorizzazione e rimetterò tutto a posto.
Sennò, trovatevi un'altra sala. Tu, stacca quello!
Ma sia ragionevole! Come troviamo una sala, adesso?
E come avvertiamo quelle 3 o 4 mila persone che arriveranno da tutta la città?
- Non sapevo che riunione fosse. - E' scritto sulla ricevuta e lei l'ha firmata.
Bene, adesso non è più firmata.
Ecco il suo assegno. E le pagherò danni e interessi.
Vada, la prego.
- L'hanno proprio minacciata... - Non capisco cosa voglia dire!
Ma via, non si rifiuta una sala per cui si è stati pagati senza aver subito pressioni.
- Voi avvocati complicate tutto. - Signor Basini.
Lei è un uomo onesto. Allora mi dica cosa c'è dietro. Qual è la vera ragione?
Mi lasci in pace! Non voglio darvi il mio teatro. E' una buona ragione, no?
E se non le piace, ne trovi un'altra migliore.
- Non crede che ci dovremmo arrabbiare noi? - Mio padre è morto oggi: le basta?
Gliela darei volentieri, avvocato,
come sempre, ma c'è stato un controllo del municipio.
- Quando? - Ieri mattina. Bisogna disporre le sedie secondo il regolamento.
Non è niente. Verrò nel pomeriggio con una quindicina di giovani e lo faremo.
No, dicono che bisogna fissarle al suolo, ma ci vorrà una settimana, almeno.
Non sono mai state fisse.
O annulliamo la serata o ci riuniamo all'aperto.
Ma questo è peggio, è proibito a tutti.
Allora via libera ai provocatori, alle guardie, ai manganellatori.
Non abbiamo la sala, ce la rifiutano tutti.
E allora non c'è scelta: annulliamo la riunione.
Ma lui non l'accetterà mai.
L'annulliamo e andiamo tutti a letto, da bravi.
O meglio: andiamo tutti insieme alla grande prima del Bolshoi.
E quando lui arriverà, lo manderemo al Bolshoi.
E quelli che verranno a sentirlo li manderemo al Bolshoi.
- Conosci una sala, tu? - Il Bolshoi!
Vogliono assassinare il dottore.
- Ma chi lo dice? - Mia moglie.
Chi te l'ha detto?
Ma come non mi riguarda?
E cosa dirò alla Polizia se non lo so?
Aspetta, aspetta, non chiudere. Non vuole dire chi.
Ma è una persona che non sapeva che il dottore arrivasse oggi.
Buongiorno, signora. Sono George Pirou.
- Bisogna assolutamente che ci dica... - Neanche per sogno!
Gli si può credere. Non sapeva della riunione di stasera né dell'arrivo del dottore.
Ha sorpreso un discorso.
Non ve lo dirà mai e neanche a me.
Perché ha già avuto dei guai e non ne vuole avere altri. Ha famiglia.
Sono avvertiti.
Siete avvertiti, è l'essenziale. Fate qualcosa, non discutete come sempre.
E' inutile, non lo vuol dire.
Sì, cara. Lo so, lo so. A dopo.
- E allora? Che si fa? - Avvisiamo la Croce Rossa.
Andiamo dal Procuratore.
E' vago! Sì, è vago!
Un testimone che non vuol dire chi è, una conversazione misteriosa sentita chissà dove.
Può essere un brutto scherzo di un mitomane.
Sapete, c'è chi telefona per dire che ha messo una bomba in un aereo.
Perché mai ucciderebbero il vostro presidente?
Maria, vada ad aprire, la prego.
- Ce ne andiamo? - No!
Bene! Telefonerò al capo della Polizia.
Prenderà delle misure di protezione. Ufficiosamente.
Non c'è alcuna base per agire.
Eh sì! Anche un Procuratore può interessarsi alla Comune di Parigi.
Ah, caro amico! Niki!
- Mi scusi il ritardo. - Prego. Ne ho per due minuti.
Viene a teatro con noi stasera? Sì?
Per la sala non posso farci nulla.
Il diritto di proprietà... Pronto? Il Colonnello. Sono il Procuratore Generale.
Il diritto di proprietà è ancora inviolabile nel nostro paese.
Voi potrete forse cambiare tutto ciò, ma non ci siamo ancora.
Ah, finalmente!
- Sì, papà? - Niki, occupati del nostro invitato.
Due secondi.
Uno dei migliori magistrati.
Il Colonnello non c'è? Mi passi l'ufficiale di servizio. Benissimo!
Lei sa della riunione di stasera?
No, non del Bolshoi, no.
Appunto. Precisamente.
Una minaccia di morte sarebbe stata pronunciata contro il dottore.
Ah, no. Non è ancora arrivato. Arriverà...
Tra poco.
Arriva tra poco.
No, nient'altro. Al telefono...
Sì, lo credo anch'io. Avverta il Colonnello da parte mia.
"Da parte mia! No, è vago! Evidentemente!"
"Non c'è alcuna base per agire"
La prendono per una manovra pubblicitaria.
Sarà furioso di sapere che abbiamo chiesto aiuto a dei venduti.
- Venduti a chi? - Agli americani.
Cosa c'entrano gli americani con questa storia?
C'entrano sempre, anche se abbiamo torto. In fondo, abbiamo ragione.
Smettila, non sei divertente.
- E' il Deputato? - Sì.
- Guarda! Eccoli là! - La Polizia?
Credo, sono tre giorni che non mi lasciano.
Tutto a posto per stasera?
Niente è a posto. Non c'è più la sala da stamattina e il pubblico neanche lo sa.
Fanno di tutto per sabotare la riunione, dottore.
Chi può risolvere?
Il capo della Polizia. Lui solo.
Pranziamo e ci andiamo.
- Andiamo subito. - D'accordo.
Tornate immediatamente all'albergo.
Ci sono anche minacce di morte.
Un tale ha sentito dire che ti vogliono assassinare.
Chiederemo alla Polizia di...
Non chiederemo niente! Non è serio!
Alla Polizia parleremo della sala e basta.
Signori, c'è un problema!
Quella sala non possiede i requisiti di sicurezza.
Fino a 15 giorni fa ci hanno dato spettacoli, signor capo della Polizia.
Ecco il rapporto.
Non c'è nemmeno un'uscita di sicurezza.
Non c'è mai stata.
Avvocato, per gli spettacoli non è grave,
perché non presentano alcun pericolo.
Invece una riunione come la vostra rischia di riscaldare gli spiriti.
Le nostre riunioni non rappresentano alcun pericolo.
Insomma, signori, non ho alcuna ragione di impedire la vostra riunione.
Solo il rapporto del servizio competente mi detta questa decisione.
In questo affare sono del tutto neutrale.
In questo caso, perché ci fa seguire?
Per la vostra sicurezza!
Ho avuto ordine dalla capitale, dal Ministro dell'Interno,
di assicurare la protezione dei dirigenti della vostra associazione
contro eventuali attacchi di estremisti.
Di estremisti che lei manovra...
Signor Deputato, ci sono sale che offrono le condizioni di sicurezza.
Per esempio quella del sindacato degli impiegati. Proprio davanti al suo albergo.
Non ha che da attraversare la piazza.
In questo affare io sono neutrale. Mi creda.
Bene, Colonnello.
Ecco. E' lì, al primo piano.
Una saletta per 150 o 200 persone.
Che bella figura!
In una città di mezzo milione di abitanti, solo 200 potranno ascoltarci.
Gli altri resteranno fuori. Bella roba!
Domandate al Colonnello l'autorizzazione per la piazza
e mettete altoparlanti alle finestre e sugli alberi.
E anche senza l'autorizzazione la gente verrà.
La lasciamo solo, dottore.
Cercheremo di avvertire chi andrà al Piccadilly.
Fate stampare dei volantini e mettete dei manifesti per annunciare il cambio di luogo.
Manuel, venga con me. Le vorrei parlare del mio discorso.
Georges! Anche tu!
Aspetto, sì.
Pronto! Pronto, cara, come stai?
Bene! Benissimo, sì.
Sì, ci sono dei problemi con la sala. Come al solito.
Ma no! Perché dovrebbero esserci degli incidenti?
Dico, perché dovrebbero esserci degli incidenti?
Sì! Domani!
Georges ti abbraccia.
Arrivederci, cara. A domani.
Come stanno i bambini?
Stanno bene, purtroppo li vedo di rado.
- Ed Helene? - Dei problemi, come tutti.
Non invecchiamo allo stesso modo.
Ma niente è cambiato per l'essenziale.
Da noi si dice che l'orso che non ha mangiato non balla.
Ebbene, gli orsi non balleranno. Leggeranno questo.
Scusa, la penna.
Avanti!
Andate a riunirvi in Russia!
- Se permettete, vogliamo farlo qui! - Qui non lo farai!
Senti, tu!
Come vi permettete!
Lasciali!
- E' più divertente del Bolshoi, no? - Questa roba?
E' per farti piacere che sono venuto.
E' una novità. I ballerini russi no.
Solo quando uno sceglie la libertà.
- Allora, il mio giornale... - E il Patto di Varsavia?
Non capite niente! Siamo contro l'atomica, sia russa che americana.
Disarmo! Disarmo!
Viva la bomba!
Le potrei vendere al Daily Worker: "Vittima del fascismo".
- Ti pare? Sono snob. - Sì, anche loro.
Calma! Non rispondete! Niente provocazioni!
Vergognatevi! Li guardate, li dirigete invece di disperderli.
Calma!
Non provocateli!
Signor avvocato!
Faccia cominciare subito!
Non c'è più posto, di sopra.
- Falli stringere ancora un po'. - Chiami li oratori.
- Allora, cominciamo? - Sì, li vado a prendere.
Entrate!
Lasciateli! Lasciateli, entrate.
- Vedi? Si spiega tutto. - Chi è?
E' il nuovo volto dell'opposizione. Prima di lui era il deserto.
I giovani sono con lui, piace alle donne.
- Comunista? - Certamente no.
Cerca di liberare il paese dalle influenze straniere.
- Alle prossime elezioni, vedrai. - Ha fegato!
- Cosa? - Ha fegato!
Campione olimpionico, da giovane, medico, professore universitario e Deputato onesto.
Completo, no?
E' anche lui al Bolshoi.
- Bisogna convincerlo ad annullare la riunione. - Ci sgonfiamo?
Non si tratta di sgonfiarsi, ma di evitare la provocazione.
No! Bisogna organizzare un servizio d'ordine con gli studenti.
- Così si scatenano, non vogliono altro. - La non violenza!
- Non vi basta? - La nostra forza è nella calma e nel rispetto della legge.
La legge della giungla, sì!
Non avremmo dovuto farci chiudere in quella sala! E' tutto preparato!
Preparato da chi?
Noi esigiamo lo smantellamento delle basi straniere e la CIA...
Non credi di andare troppo lontano?
Per qualche estremista imbecille che non sa di cosa parla?
- E le minacce di morte? - E allora? Non è la prima volta, no?
Siamo tutti pronti a correre rischi.
Nessuno! Sono tutti al Bolshoi.
Insisti ancora.
Bisogna mettere il capo della Polizia davanti alla sua responsabilità.
Noi andiamo alla nostra riunione.
Deputati venduti!
Li manderemo al cimitero!
Li uccideremo tutti!
No, no! Restate fuori!
- Chi sei tu? - Un muratore. - Levati!
Possiamo cominciare.
Mi hanno colpito.
Perché?
Perché le idee che difendiamo provocano una tale violenza?
Perché l'idea della pace per loro è intollerabile?
Perché non attaccano altre organizzazioni e movimenti?
La risposta è semplice.
Gli altri movimenti sono puramente nazionali,
ad uso interno,
e lasciano indifferenti i nostri alleati.
Generale, non posso fare nulla!
Bisogna farli tacere, li eccitano.
Manderò qualcuno a staccare gli altoparlanti.
...si parla di pace...
Si ecciteranno gli altri.
Assolutamente no!
Dove sono i vostri capi? Il Colonnello della Gendarmeria dov'è?
Al telefono mi hanno detto che è qui.
Se gliel'hanno detto, sarà vero. Si guardi intorno.
Non ci sono abbastanza ospedali né medici,
ma la metà del bilancio è consacrata alle spese militari.
I sottomarini atomici infestano le nostre coste.
- E' lui, il Deputato! - E' lui, uccidetelo!
Un bombardiere costa come sette scuole.
Un missile teleguidato di intercettazione...
Un solo sparo di cannone equivale al salario di un professore.
Ecco perché non possono tollerare
né questa riunione, né la nostra presenza.
E hanno pagato della gentaglia per estirparci, per distruggerci.
In tutto il mondo ci sono troppi militari con dito sul grilletto
pronti a sparare su tutto ciò che si evolve.
- E' quello il capo? - Mi hanno detto che è lui.
- Sei sicuro? - M'hanno detto che è lui.
Ed era campione olimpionico, quello?
Spegnila!
Bisogna finirlo!
Merda! Non è lui!
Idiota! Ti avevo detto che non era lui!
Mi avevano detto di sì!
Squagliati!
Faccio il giro. La Polizia ha bloccato tutto.
Già i pomodori! Col prezzo che hanno, potrò mangiarli tra un mese.
- Cos'hai detto? - Devi mettere un silenziatore.
Non ho i soldi per le cambiali e metto il silenziatore!
Condannati a restare nel sottoproletariato dove sono tenuti per sfruttarli meglio.
Merda! La Polizia è già qui!
E forse non sapranno mai che combattiamo anche per loro.
Perché viviamo in una società molle e corrotta.
Ognuno per sé.
Lascia correre e guai ai vinti.
E' bloccato anche qui. Nasconditi!
Viviamo in un paese in cui persino la fantasia è sospetta.
E invece ci vuole fantasia
per risolvere i problemi di questo pianeta
sul quale la potenza esplosiva delle bombe atomiche in deposito
corrisponde a una tonnellata di dinamite per abitante.
Accidenti, ma ci pensi!
Sì!
Vogliono impedirci di parlare,
vogliono impedirci di tirare le conclusioni politiche che s'impongono
sulla base di queste verità molto semplici.
Ma noi parleremo!
Noi siamo al servizio del popolo e il popolo ha bisogno di verità.
Basta foto! Che tornino al Bolshoi, quei due là.
E la verità è il principio di un'azione potente...
Il popolo ha bisogno di verità per agire, per battersi,
per andare avanti.
Mandate via quei teppisti.
Abbasso lo Stato di Polizia!
Fuori le basi straniere!
Signor Ispettore della Gendarmeria!
Signor Capo della Polizia!
Eccoli di nuovo lì! Cosa aspettate?
Attenzione!
Buttalo giù! Dai!
E' mio cugino. Ho frenato ed è caduto.
No. Per i piedi, lei.
L'ha colpito, ho visto tutto!
- Ripeti? - Cosa succede? Cosa succede?
Buona sera. E' mio cugino. Ho frenato ed è caduto. Vede, sanguina.
- Bisogna portarlo in farmacia. - Documenti.
I documenti... aspetti.
Oh, che stupido! Eccoli! Guardi, sanguina molto.
Bisogna portarlo in farmacia, per favore.
No! L'ha colpito, ho visto tutto. Ha un manganello lì.
Ha visto? Non è niente!
E questo è niente? Dai, avanti.
Lo picchiava con tutta la forza, per ammazzarlo. - Imbecille. - Avanti!
- E il mio furgoncino? - Nessuno te lo tocca.
Telefona per favore al commissariato che mi mandino un'auto di pattuglia.
Sì, telefona! Telefono al commissariato.
Resta lì.
Vieni!
Scappo. Tu fingi di acchiapparmi ma non ci riesci.
- Cosa? - Non posso spiegarti. Ascolta.
Devo andar via. Tu fai il morto e basta.
Se ti muovi, ti stendo.
Che ore sono?
Ho un appuntamento, non voglio perderlo!
Il regime non ha potuto cambiarli.
Gliel'assicuro, i russi vogliono solo vivere come gli americani.
Signor Procuratore, venga, presto! E' cosa grave.
- Signor Sostituto, venga con me. - Bene.
A più tardi.
Ah, signor Procuratore!
Ne riparleremo più tardi.
Allora, questi balletti? Ho dovuto perderli, per tutte queste storie.
- Perché non mi ha avvisato prima? - In pieno spettacolo? Come l'avrei trovata?
- Cos'è successo? - Un incidente di circolazione. Un incidente stupido...
- Hanno arrestato il colpevole? - Non ancora, ma ci vorrà poco.
La vittima è grave?
Non lo so. Attendo notizie dall'ospedale.
Ci vado. Se permette, prendo la sua auto.
Ma certo.
Che affare! La stampa ne è già al corrente?
- Non credo. - No.
Venga, devo telefonare al Ministro.
Buona sera. Alla redazione!
Che ti succede, amico mio?
Lo sai, c'è stata una manifestazione. Abbiamo dato una lezione a quei porci.
Non gli si può impedire di riunirsi, ma... non ci si può nemmeno impedire di reagire.
E' come un processo biologico, capisci?
Noi, gli elementi sani della società, gli anticorpi...
insomma, gli abbiamo pestati.
Ma cosa vuoi da me, adesso?
Scrivi. Scrivi che ero alla manifestazione con chi ha messo a posto quei porci.
- A che scopo? - Per gli amici. Perché sappiano.
Be', se lo vuoi... ma vai a farti curare quel taglio all'ospedale.
E fatti registrare, così i feriti non saranno solo tra gli altri.
E se ci andrai subito, avrai il nome tra i primi della lista.
L'avevamo avvisata, signor Procuratore. Ma no, era un brutto scherzo,
- Oppure un mitomane. - La prego, non è il momento!
No, non è il momento, ma voi lo avete tutto sulla coscienza questo assassinio.
Lei esagera, amico mio. La Polizia ha già le prove che è stato un incidente!
Abbiamo bisogno del loro aiuto. Ci metti in una posizione impossibile.
Lanci accuse tanto gravi senza alcuna prova!
Sono ciechi, o peggio... complici!
Parlano già di incidente, senza prove.
Crede che abbiano voluto assassinarlo?
- Chi è lei? - Ero alla manifestazione, ho visto tutto.
- Ho anche delle foto. - Ha delle foto del furgoncino?
No, non l'ho preso.
La Polizia ci ha cacciato prima della fine.
Che cinismo! Vedrà che sfrutteranno questo triste incidente sul piano politico.
- E' prevedibile. - E' odioso!
Hanno la specialità di inventare i martiri.
- Dei veri necrofili! - Speriamo che non ci sia il morto, signor Procuratore.
Sarebbero felici di averlo!
E' un caso disperato.
Il cervello è stato leso in due o tre punti. Siamo in piena operazione.
Il paziente ha un cuore di una resistenza eccezionale.
Ma purtroppo, signor Procuratore, non possiamo ancora pronunciarci.
- Ma dovete pronunciarvi! - Non può sentirla.
Ma non capisce le complicazioni politiche di questa faccenda?
Invece le posso assicurare che l'altro ferito è fuori pericolo.
L'altro? Quale altro?
Il Deputato Georges Pirou. E' stato trovato in una strada.
E' grave, ma fuori pericolo.
Due deputati feriti. La Polizia non è stata proprio all'altezza.
Devo telefonare al Ministro. Da dove posso chiamare la capitale? Con discrezione.
- Venga. - Grazie.
Hanno certo avvisato la moglie.
Io non ascolto le conversazioni.
- Sì, lo so bene. - E' vero!
- E quando arriva? - Domani, col primo aereo.
Domani? Ma allora è oggi.
E' per il mio giornale.
Allora? Allora, cos'ha detto?
In principio, niente. Si sentiva solo il respiro.
Poi ha detto: "Vivrà?"
Il Direttore non sapeva cosa rispondere.
E lei: "Così ci sono finalmente riusciti".
- Mi scusi. Era presente agli incidenti di stasera? - Sì.
Sono un giornalista. Vorrebbe... Ascolti!
Colonnello, credo che Polizia non sia stata all'altezza del compito.
Dovevate evitare gli sconti! Due deputati feriti! Di cui uno grave!
- Abbiamo il colpevole. - Dov'è? Voglio vederlo.
L'accompagno, è qui alla mensa.
Alla mensa?
Sembra che le celle siano in pessimo stato.
Manca l'elettricità. I fondi sono approvati ma non sbloccati, come al solito.
Qui stiamo più al sicuro.
Ho parlato col Ministro. Quest'affare è molto grave!
E le sue implicazioni politiche possono essere catastrofiche!
Se i giornali vengono a sapere che il colpevole era alla mensa...
Il Ministro vuole essere tenuto al corrente minuto per minuto, Generale.
Vai, vai!
Ma non ha neanche le manette!
- Il bambino è suo? - No, è un venditore di pistacchi.
- Era solo? - Erano due.
Abbiamo i dati dell'altro.
Ma sembra che stesse dormendo nel furgoncino, durante i fatti.
- Si è presentato spontaneamente? - No, arrestato per lieve infrazione.
Un agente si è accorto che guidava in stato di ubriachezza. Le manderà il rapporto.
Soffia!
Non sa di alcool.
E' ragù.
Il ragù di montone, si sa, leva tutti gli odori.
E cos'ha fatto finora?
Ho fatto il ragù.
Ha fatto il ragù!
Quest'uomo è qui da ore e me l'avete nascosto?
- Non lo sapevo, me l'hanno detto da poco. - Ma come? Non l'hanno avvertita?
- Da quando sei qui? - Da 10 ore e mezza, 11.
Ma è sottrazione d'imputato! Me l'avete nascosto!
E lei, Colonnello, non lo sapeva?
Lo sapevo. Lo sapevo ma non ho avuto il tempo di avvertire il Generale.
E poi lei è arrivato.
E quando ho sentito che il Generale le diceva che non s'era preso il colpevole,
non ho voluto smentirlo.
Bene, bene.
Preparate un ufficio. Prenderò io stesso la deposizione.
Venga. E arrestate il secondo colpevole!
Mangia, mangia tu.
Non c'è nessuno, signore, sono tutti in tipografia.
Cosa c'è ancora? Porti gli occhiali, adesso?
Per non farmi riconoscere. Devi levarmi dalla lista.
Quello muore e non voglio guai.
Cosa c'entri tu con tutto questo?
Io? Niente! E' stato un incidente, due ubriachi su un furgoncino.
Ma se vedono il mio nome sul giornale, possono interrogarmi e preferisco di no.
Va bene, levo il tuo nome. Vai pure.
Cosa fai adesso?
No, non posso. Sono occupato.
Vai! Devi andare!
No! Di là!
Che nessuno si muova!
Cosa vogliono ancora quelli?
Delle pazzie, di sicuro. Solo che noi siamo ragionevoli. Noi ci rifiutiamo.
Ma spiegagli perché sono sempre i nostri a essere uccisi!
- Ma è ancora vivo! - Clinicamente morto!
Perché sogni?
Clinicamente morto, hanno detto.
Il cervello è distrutto, ma il cuore batte.
Non vuole fermarsi, il cuore, e batte.
Basterebbe una sola parola e andrebbero a spaccare tutto.
Perché trattenerli? Io mi domando se abbiamo ancora la volontà di batterci.
Lui l'aveva e perciò l'hanno ammazzato!
- A noi ci lasciano! - Andiamo, vieni.
E' tutto quello che ho trovato.
Il giornali del mattino.
La Polizia ci da la responsabilità degli incidenti.
- Caffè? - No, grazie.
"La diffusione del discorso con gli altoparlanti ha costituito
"una vera provocazione. Il carattere anti-nazionale dei concetti,
"l'attacco deliberato alla politica estera del Governo
"hanno provocato una risposta spontanea della folla.
"Da qui il clima di violenza e i deplorevoli incidenti avvenuti.
"Le forze dell'ordine hanno compiuto il loro dovere con serenità.
"In questo difficile compito, due ufficiali della Gendarmeria
"e 11 agenti sono rimasti feriti".
Questo ha dichiarato il Generale ai giornalisti.
Dovremmo fare un comunicato di risposta.
Esattamente! Sottolineeremo il carattere pacifico, la nostra calma,
e che la riunione era autorizzata.
L'hanno autorizzata per farla sabotare dalla Polizia e dai loro complici!
Non puoi parlare di complicità senza prove!
- Ce ne sono mille! - Ma nessuna seria!
Possiamo solo deplorare la passività e l'inefficienza della Polizia.
Solo dopo potremo utilizzare gli errori e le contraddizioni sul piano politico.
E perché non incaricare la Croce Rossa, o la Commissione dei Diritti dell'Uomo?
Tu proponi una dichiarazione difensiva e piagnucolosa!
Mentre al contrario bisogna attaccarli, bisogna denunciare i responsabili!
- E scendere in piazza con le armi! - Perché no?
- Ad ogni costo? - E' inammissibile!
- Senza arrivare a tanto, potremmo cercare... - Non cercheremo niente!
Dobbiamo restare nella legge!
- Sono anni che stiamo nella legge! - E non è questo il momento di uscirne!
E' il solo modo di sfruttare questa storia.
Questa storia non deve ritorcersi contro di noi!
- Esattamente! - Non vi vergognate?
Lui sta morendo a pochi passi di qui!
Non abbiamo un argomento serio contro di loro.
Sì! Abbiamo le minacce di morte pronunciate ieri.
- Disse lui stesso che non erano serie. - Ieri non erano serie! E oggi?
Quell'uomo non sarebbe disposto a parlare oggi?
Una dichiarazione alla stampa?
Non credo.
Era già terrorizzato all'idea di possibili rappresaglie.
- Ora lo sarà di più. - Bisogna provare.
- Sai dove trovarlo? - Non prima di mezzogiorno.
E poi bisogna prendere delle precauzioni.
Sorvegliano tutto quello che facciamo.
Sì, sono loro.
Certo, garantiscono la nostra sicurezza.
Possiamo stare tranquilli come il Dottore.
Qual è stata la sua reazione alla notizia?
E' vero che il Presidente degli USA le ha inviato un telegramma?
Il testo di quel telegramma?
Siete una coppia ideale?
Suo marito è stato minacciato di morte?
Lascerà che i comunisti sfruttino il nome di suo marito?
La Polizia parla di un incidente. Lei crede che sia un tentato omicidio?
Perché ha fatto venire un chirurgo inglese? Non si fidava?
E' vero che eravate sul punto di divorziare?
Crede allo sfortunato incidente?
Lo stanno operando per la terza volta.
Ecco il direttore dell'ospedale.
Sono il direttore dell'ospedale. E' successo un incidente a suo marito.
Nana!
Conoscevo suo marito.
Abbiamo fatto una parte degli studi insieme.
Volevo seguirlo quando ha fatto la maratona della pace, ma me l'hanno proibito.
E' grave, ma ne uscirà.
Il professor Dodd è arrivato da Londra stanotte.
Sì, è uno dei più grandi chirurghi inglesi. E' ottimista.
Cosa vuoi dire ai parenti? La verità?
Avranno tutto il tempo di viverla, la verità.
La frattura provocata dalla caduta
ha sfondato la volta cranica.
Senza dubbio la massa cerebrale è stata raggiunta.
Lo choc, di una violenza inaudita,
ha provocato nello spazio chiuso del cervello una vera esplosione
una specie di terremoto cerebrale.
E' impossibile attualmente valutare l'entità fisica o psichica di questa commozione,
anche se l'operazione riuscisse.
Il terzo tentativo di intervento chirurgico è appena cominciato.
Il solo elemento positivo è la resistenza cardiaca del paziente.
All'arrivo all'ospedale gli abbiamo praticato un massaggio al cuore
e un'iniezione di adrenalina.
Il cuore è di una resistenza incredibile. Si è ripreso e batte regolarmente.
Venga, signora.
Il Generale Missou, ispettore della Gendarmeria.
Signora, uno stupido incidente che tutti deploriamo. Il Ministro...
- Il capo della Polizia. - Abbiamo preso il colpevole. Un ubriaco.
- Il signor Procuratore Generale. - Tutta la mia simpatia, signora.
Il Giudice Istruttore.
Dicevo, dunque, che certe parti del cervello
possono essere state raggiunte.
Naturalmente, queste lesioni non sono ancora definite.
Ma i chirurghi sono molto ottimisti.
Bisogna attendere il risultato dell'operazione in corso.
Suo marito, signora, ha un cuore eccezionale.
Se il cuore regge, vivrà.
E ogni speranza è autorizzata.
Generale, la chiamano dalla capitale.
E' il Ministro in persona.
Cercheranno di sfruttare la presenza della moglie. La corda sentimentale.
Sono bravi in questo. Buongiorno, signori.
Ah, i dossier.
E' il segretario del loro comitato.
- Voglio un sunto di ogni dossier. - Il notaio.
Soprattutto con dettagli sulla loro vita privata.
E anche sul loro lavoro. Devo averli stasera.
Il Deputato ferito.
Questo è l'altro avvocato.
E su di lui?
- Ce l'ha lei? - E' appena arrivato.
- Ha avuto storie di donne, lui? - Non lo so, ma sicuramente.
Bisogna distruggerne il mito. In che rapporti è con la moglie?
- La sorvegliate? - Come tutti gli altri, Generale.
- Abbiamo due fotografi... - E' roba vostra! Non voglio saperlo.
- Gli altri? - Stamattina si sono tutti riuniti.
Dopo sono andati all'aeroporto a prendere la moglie. Dopo si sono separati.
Un gruppo ha accompagnato la moglie all'ospedale.
E in quanto a quello...
L'abbiamo seguito, ha portato un comunicato ai giornali. Ne ha una copia, Generale.
Dopo è andato all'università a parlare con gli studenti.
- Come? Gli studenti! - Contattate i nostri all'università.
Non bisogna mollarlo, è un arrabbiato. Approfitterà della situazione.
- Senza vergogna! Ed è ebreo, naturalmente! - Mezzo ebreo.
Sono i peggiori. Si credono superiori a tutti, compresi gli altri ebrei.
- Sì? - C'è il signor Procuratore, Generale. - Che entri.
Bisogna sorvegliarlo! Giorno e notte!
Ah! Entri! La stavamo aspettando.
Allora, questo secondo colpevole?
Ce l'abbiamo. Si è presentato spontaneamente stamattina. E' al sicuro.
Venga, andiamo nel mio ufficio.
Venga. Si accomodi, la prego.
Ora è tutto nelle sue mani. E' ufficiale.
Gli deve quindi trasmettere la pratica costituita dalle prime investigazioni,
e poi aspettare le direttive.
E il signor Sostituto seguirà l'affare al mio posto.
Gli uomini del Colonnello hanno fatto le prime inchieste.
Quando posso interrogare il secondo colpevole?
Quando vuole.
Però sembra che dormisse nel retro del furgoncino, assonnato dall'alcool,
il che lo metterebbe fuori causa, se accertato.
E cos'hanno fatto, prima?
Ho qui la deposizione del guidatore. Ecco la foto.
Pare che abbiano passato la serata a bere, al bar del Cinese.
Non sapevo che ci fossero dei commercianti cinesi nella nostra città.
Il padrone ha fatto la guerra di Corea in un battaglione di volontari.
Da allora lo chiamano "il cinese".
- Ha confermato la versione dei due colpevoli. - Ed eccola qui.
Gliela leggo.
"Io, Bertrand Anatole, detto Il Cinese, abitante in...
"professione spaccio di alcolici,
"dichiaro che nel pomeriggio del 22 maggio di quest'anno
"Yago e Vago sono venuti nel mio bar verso le 7, le 19,
"e sono rimasti fino alle 10, le 22.
"Quando sono arrivati, hanno iniziato con l'anice..."
E' proibito, signora.
Tredicesimo teste, un operaio del porto.
"Ho visto Yago e Vago bere molti bicchierini d'anice, non saprei quanti.
"Ma quando si sono alzati per uscire alle 10, le 22, erano ubriachi.
"Ho sentito il Cinese dire: Non prendete il kamikaze, vi succederà un incidente"
- Il kamikaze? - Ah, sì! E' il furgoncino.
E' di marca giapponese e il colpevole lo guida come un pazzo.
Decisamente, siamo in pieno Estremo Oriente.
Credo che tutto ormai sia chiaro.
E benché non vi siano ancora informazioni complete sul passato dei colpevoli,
la tesi dell'incidente mi sembra indiscutibile.
Credo anch'io. Il Ministro e il Procuratore Generale Collas a cui ho telefonato,
vorrebbero che si facesse presto, per evitare le speculazioni politiche
che screditerebbero il Paese all'estero.
Personalmente, penso che la Procura debba pubblicare una dichiarazione
sulle circostanze dell'incidente, annunciando anche che i colpevoli sono in prigione
e che saranno processati per guida in stato di ubriachezza e per lesioni involontarie.
E omissione di soccorso.
Sì, naturalmente.
Bisogna anche trovare chi ha portato la vittima all'ospedale.
Pronto, sì? Attenda.
E' per lei, signor Procuratore.
Sì?
E' morto adesso.
Questo non cambia i termini della dichiarazione, signor Procuratore.
Semplicemente, invece di "lesioni",
bisognerà mettere "omicidio involontario".
Lascia, Shoula.
Ti aspetto giù.
E' morto.
- Chi è lei? - Ammiravo suo marito.
L'ho seguito in un giro elettorale. Sono un giornalista.
- Niente foto! - No, no.
Solo qualche domanda. E' importante. Sa, il pubblico, il popolo ha diritto di sapere.
Perché pensa che non sia un incidente fortuito.
Che non sia affatto un incidente.
Ieri qualcuno aveva pronunciato minacce di morte.
L'ha saputo?
Lei se l'aspettava, vero?
Lei ha detto: "Così ci sono finalmente riusciti".
Cosa ho detto?
Al direttore dell'ospedale, la notte scorsa.
Lei ha detto che c'erano riusciti.
A chi alludeva?
Mi lasci!
Quelli sul furgoncino che hanno arrestato?
E' a loro che pensava?
Mi lasci!
Lo sanno già?
Certo, signora. E non è che il principio.
Smascherate gli assassini!
Polizia complice!
Aspetti! Non capisco! La morte non sarebbe dovuta alle conseguenze della caduta?
Assolutamente no!
La frattura della volta cranica
non ha potuto essere causata che da un colpo inferto alla vittima.
E' una conclusione indubbia.
La caduta non ha causato che contusioni senza gravità.
Ne è sicuro?
Ma un colpo di cosa? Vuol parlare dell'urto contro il furgone?
No.
L'urto del furgone l'ha ricevuto al corpo e non era grave.
Il colpo mortale è quello sul cranio.
E non ha potuto essere inferto che da un manganello,
una sbarra di ferro o un calcio di rivoltella.
Ma nessuno ha fatto riferimento a qualche arma!
No!
Continui, dottore.
Questa frattura della volta cranica è stata provocata da un colpo
inferto dall'alto verso il basso.
Infatti, solo in queste circostanze si trovano lesioni simmetriche dell'encefalo
che vanno da un lato sulla regione sottostante e, dall'altro,
sulla regione opposta alla ferita.
Sono queste lesioni che abbiamo trovato nell'autopsia,
insieme a un'emorragia cerebrale destra,
mentre la frattura era avvenuta sull'osso temporale sinistro.
Se fosse risultato, invece, da un colpo prodotto da caduta su una superficie dura
come l'asfalto, non avremmo trovato queste tipiche fratture simmetriche.
Ma perché non ce l'hanno detto prima?
- Prima? - Sì, ieri ad esempio.
Ma ieri il ferito era ancora vivo, signor Sostituto.
Noi ci basiamo sull'autopsia. Con altri esami avremmo avuto gli stessi risultati.
C'è un'altra ipotesi.
Se il ferito è stato trascinato dal furgone, il cranio può avere battuto sul marciapiede.
E' stato stabilito che l'urto è avvenuto in mezzo alla piazza, lontano dal marciapiede.
E in nessun caso una caduta può produrre queste lesioni.
- Potrei telefonare? - Sì.
Questa lesione potrebbe essere avvenuta se...
Yago guidava e non poteva colpire, l'altro era ubriaco secondo i testi.
Ed è un colpo troppo preciso per un ubriaco.
Qualcuno tra i manifestanti?
Non è chiara questa storia.
- Li conosce bene? - Sì, molto bene.
- Fanno politica? - Può darsi.
- Comunisti? - No, non lavorerebbero qui.
- All'opposizione? - Non si sa mai.
Vorrei parlare al Generale.
Ho chiesto di vederla, Generale, perché ho bisogno di un certo numero di precisazioni.
Precisazioni? Mi sembra che tutto sia già preciso.
C'è un fatto nuovo.
Non si respira qui da lei.
- Lei era sul posto al momento dell'incidente, vero? - Sì.
Com'è successo?
A quale momento si riferisce?
Quando è apparso il furgoncino, cosa è successo?
Ebbene, noi eravamo lì, il Colonnello e io.
Lui è uscito, salutando a destra e a sinistra
gente che peraltro non lo applaudiva affatto.
E non ha visto il furgoncino che arrivava correndo a zigzag.
E così che è stato urtato.
Gli uomini del Colonnello si sono lanciati all'inseguimento del veicolo
Due ufficiali hanno estratto la pistola
ma c'era la folla, era troppo rischioso.
Il furgoncino ha continuato il suo zigzag e alla fine ci è sfuggito.
- E dopo? - Dopo la Polizia ha sgomberato la piazza...
e ha aiutato gli avvocati a mettere il ferito su una Volkswagen per portarlo all'ospedale.
Non si è ancora trovato chi guidava la Volkswagen?
Non ancora. Ma era certo un amico degli avvocati,
andò subito ad aiutarli a trasportare il ferito.
Mi dica, quando la vittima è stata travolta,
può aver battuto la testa sul bordo del marciapiede?
Impossibile! E' successo quasi in mezzo alla piazza.
- Lei ne è sicuro? - Sicurissimo.
Ma perché tutte queste domande, mi scusi? Qual è il fatto nuovo?
Secondo l'autopsia, è morto per un colpo di manganello.
Un manganello? Di cosa s'immischiano i medici? Perché hanno fatto l'autopsia?
Ho ordinato io l'autopsia. E' la procedura legale.
Perché? Tutto era chiaro, dopo la nostra riunione di ieri. Ci sta ficcando in un...
Un testimone volontario. Ecco il nome e l'indirizzo.
Dice che la morte del Deputato è un assassinio e ne ha le prove.
Verrà a deporre oggi pomeriggio alle 2.
Ecco! Incominciamo! Si parla di assassinio. E parleranno di complotto, vedrà,
se le cose andranno alle lunghe.
L'ho visto! E' completamente ubriaco.
Per poco non è andato sotto il camioncino.
Ma cos'è successo? Avete visto cosa è successo?
Sì, l'ho visto. E' scivolato ed è caduto.
C'è nessuno?
C'è nessuno?
Sono il Generale della Gendarmeria.
Generale, andavo dal Giudice Istruttore per testimoniare, quando a un tratto...
Sei caduto e hai sbattuto contro il marciapiede.
Ma no!
Soffri di una malattia nervosa? Epilessia?
Ma no!
Mi hanno colpito!
Dovevo andare dal giudice perché ho la prova dell'assassinio del Deputato.
Non fu un incidente.
E' Yago stesso che me l'ha detto.
Andavo a dirlo al giudice e mentre andavo mi hanno colpito in testa.
Da un camioncino, con un manganello.
Sicuramente per impedirmi di parlare. Volevano uccidermi.
Non so chi ti ha detto di raccontare tutto questo. Né perché.
Non voglio saperlo.
Lo possiamo dimenticare. Diciamo che ti sei fatto influenzare.
Sei quasi della famiglia.
Un cugino nella Gendarmeria...
e un cognato impiegato del Governo.
- Dimentica tutto. - Generale, arrivano.
Quando esci, vieni a trovarmi. Mi dirai di cosa hai bisogno.
Passerò a prendere tue notizie.
Sono scapolo e vivo con mia madre.
- Professione? - Faccio il verniciatore.
- Conosci bene Yago? - Benone, mi fa qualche trasporto.
E' lui. E gli altri due non li conosco.
- Il giorno dell'assassinio... - Dell'incidente!
A mezzogiorno gli ho telefonato. Yago è venuto a farmi un trasporto.
Porci! Si fanno verniciare le bare e io non riesco a pagare le cambiali per il kamikaze.
Torna nel pomeriggio, non sono ancora pronte.
- Ho da fare nel pomeriggio. - Allora stasera.
Stasera nemmeno.
Stasera farò la più grande fesseria della mia vita. Stasera ucciderò qualcuno.
Se ne andò e all'indomani seppi che aveva ucciso il Deputato.
- E Yago ti ha raccontato tutto questo? - Da quanto tempo sei iscritto al partito?
Quale partito? Non mi sono mai iscritto a un partito.
Non amo che il calcio. Ma cosa avete tutti quanti?
- Il Generale vuole che io sia epilettico... - Quale Generale?
Il Generale della Gendarmeria. Dice che ho una malattia nervosa.
- E' venuto a trovarti? - Era lì, poco prima di lei.
M'ha preso per un malato.
Ma io non sono epilettico! E non sono mai appartenuto a un partito!
- Continua, a proposito di Yago. - Be', è tutto.
Yago se ne andò dicendo al mio lavorante...
Tu sei il più felice!
Quando vieni a prendere le bare?
Gli ho detto di non fare sciocchezze, ma sa, Yago non ascolta nessuno.
Chi t'ha consigliato di telefonare al signor Giudice Istruttore?
Nessuno. Ho visto la foto di Yago sui giornali.
Quel fesso! In prima pagina su tutti i giornali, come un ministro!
- E ti sei detto: "Perché io no?" - E hai inventato tutta la storia.
No, non se l'è inventata. Qualcuno te l'ha suggerita.
Ma no! Pure mia madre era contro!
- Mi ha detto di stare tranquillo. - Basta, vieni a mangiare!
- Ha ucciso un uomo! - Quale uomo? - Un Deputato che era venuto a parlare.
- Un Deputato del Governo? - No, dell'opposizione.
Ha fatto bene.
- Ma cosa te ne importa? - Ha la foto sul giornale!
Dai, vieni a mangiare.
- E lascia che s'ammazzino. - Non ho fame.
Più tardi è tornata con mia sorella.
Dì un po', che novità? Ti vuoi mettere in mostra?
Voglio fare solo il mio dovere di cittadino. Tu esci a tagliare l'altro legno!
Il tuo dovere di cittadino è di pensare alla famiglia!
Me ne sono sempre occupato! E' per me che hai trovato un imbecille che ti mantiene!
Come osi chiamare mio marito "imbecille"? Sono affari miei!
Zitta, mamma! Cosa credi che ti daranno, la medaglia?
Però sono venuto lo stesso.
Cioè, sarei venuto se non mi avessero colpito sulla testa.
Sei sicuro di non essere caduto?
Allora non faccio il verniciatore ma l'acrobata! Per cadere con la testa in giù!
Tornerò domani a farti firmare la deposizione.
- Se vorrai mantenerla. - Certo! Non sono un pazzo!
E così lei ce l'ha il primo teste a carico!
Ah, non hanno perso tempo, quelli.
Oggi un testimone, domani saranno 10, dopodomani 15!
Avranno udito Yago dire questo, l'avranno visto fare quello. Tutto!
Fatti vaghi, senza alcun valore giuridico, ma...
tanto basta per seminare il dubbio e scaldare gli animi.
L'hanno mandato e hanno aggiunto la storia della bastonatura,
così un testimone diventa un martire!
Colpito poco forte perché possa parlare, ma abbastanza da mandarlo all'ospedale.
Allora ammette la bastonata? Riconosce che non sono caduto?
- Sai quanto può costare una falsa testimonianza? - Non è falsa testimonianza!
Credevo di aiutarvi. A saperlo, non sarei venuto!
Ti avevo avvertito.
Perché ti immischi?
Non stavi bene a casa?
Tieni, mangia.
E se dicessi che sei scivolato su una buccia e che non sapevi cosa dicevi?
Non sono scivolato.
Perché vuoi sempre avere ragione? Dammi retta! Per una volta! Una sola!
Dai, la prima e l'ultima.
- Lo dici sempre. - No, è l'ultima. Mi dai retta?
Dici che sei scivolato e stai tranquillo.
Tuo cognato non avrà guai e tu non rischi la prigione.
Io? Io ci mando gli altri in prigione.
Non corro alcun rischio.
Yago e la sua foto sul giornale...
Dì, mamma: è la Polizia o tua figlia che ti manda?
Sì, sono io! Cosa vuoi? Distruggere la mia casa? Mamma, lasciaci soli.
- Ma non voglio che... - Lasciaci, ti dico!
- Non litigate... - Vattene, ti dico!
Mi detesti perché ho avuto più fortuna di te, vero?
Tu e tuo marito mi disprezzate, come se fossi un ragazzo.
Lascia in pace mio marito! Gli hai già fatto male abbastanza!
Non mi hai mai aiutato e ora vuoi rovinarmi la vita!
Quando papà è morto, avresti dovuto sostituirlo.
Avevo bisogno di protezione.
Ma niente! Mi hai trascurato. Non ti sei mai occupato di me!
Tu preferivi il calcio e i fannulloni come Yago!
E ora guarda! Ora rischi di andare in prigione per falsa testimonianza.
Sì! E noi passeremo per complici!
E mio marito perderà il lavoro!
- Ascolta, avvicinati. - No!
Ascoltami.
Vieni a sapere che un tale verrà ucciso. Non ci credi.
Poi sai che è stato ammazzato. Tu non andresti alla Polizia?
Ma io non ho fatto altro. Ho detto quello che sapevo per aiutarli.
- Aiutare chi? - La Polizia, i giudici, per trovare il colpevole.
Tu aiuti gli altri e lo sai molto bene!
Lei cosa vuole?
E' sua madre che mi manda.
Sono un giornalista.
Glielo dirò io cosa è successo a mio fratello.
Voi scrivete quello che vi pare sui giornali!
- Lei c'era? - No! Ma è lo stesso.
Non l'hanno colpito! O è scivolato, o si è sentito male ed è caduto.
O è stato colpito da gente dell'opposizione per provocare guai.
- Lo dice anche la Polizia. - Sì.
Vogliono farlo passare per matto, ma non hanno prove. Lei ne ha?
- Non ne ho. - E perché lo fa passare per matto?
Non ho mai detto questo, io! Al contrario! E' testardo come un mulo.
Non gli si può mai far cambiare idea!
Se cambia idea, tutto è risolto, è un incidente.
Ma se fa il mulo, come dice, riaprono l'inchiesta.
E se fosse matto? E se avesse avuto delle crisi epilettiche quando era piccolo?
E dì anche al signor giornalista che tu e tuo marito appartenete
a un'organizzazione di estrema destra e così avete trovato lavoro!
Ebbene sì! Ci appartengo!
Non svegli il poliziotto!
- L'ha svegliato. - Dormiva? - Sì.
- Mi fa delle foto? - Sì.
- Per i giornali, come Yago? - Sì.
- Tieni. - No, non è bella.
Ma sì! La gente deve vedere.
Così sapranno che sei stato colpito.
E se t'hanno colpito, è stato per non farti dire le cose importanti che sai.
- Ma chi m'ha colpito ci riproverà. - Ma no!
Non oseranno più, ora che sei celebre.
Ma bisogna che i giornali parlino di te. Ci penso io.
Dimmi tutto quello che sai. Chi è venuto qui, tua sorella, tua madre, il giudice...
Il Generale. Quello non mi può vedere!
Credevo di fargli un piacere parlando e invece...
Il Procuratore mi ha chiesto se ero un rosso.
- E tu lo sei? - Ah, no! Deve scriverlo, eh!
Amo solo il calcio.
Così sono a posto! Sarai in prima pagina per una settimana.
Oh, scusi!
Chi è?
Ma lo conosco!
- Così lei soffre di un'affezione cardiaca? - No! E' una vecchia frattura.
Cognome, nome e professione.
Sei già stato condannato?
Sì, quattro volte.
- Quattro? - Sì, quattro.
Porto d'arma illegale, ingiuria pubblica, furto senza scasso,
e stupro.
Stupro?
Be'... non proprio. Io ero...
sorvegliante in un campo di scout.
Cosa facevi all'ospedale?
La Polizia l'aveva fatto ricoverare, signor giudice. Soffre di un'affezione cardiaca.
Ecco il certificato del medico della Polizia.
Lo conosco.
Ma esso non spiega le ingessature e questa specie di manganello.
E' a causa della mia vecchia frattura.
Non l'ho mai curata a dovere. Sono povero.
Si dovevano fare radiografie, ingessature, 10 giorni fermo.
E se mi fermo 10 giorni, muoio di fame.
Era una frattura da ricchi.
Lei mi capisce. Se un ricco si raffredda, plaf... 7 giorni a letto.
E noi poveri con una frattura dobbiamo lavorare, sennò è la morte.
E allora ho approfittato, già che ero all'ospedale, per curarmi la frattura.
Cos'hai fatto la sera dell'incidente?
Sono stato a bere, fino alle 10 e oltre, con Yago dal Cinese.
Vedi spesso Yago?
Spesso. Siamo amici e cugini.
- Ha bevuto anche lui? - Molto.
Beve molto, Yago.
Pure il Cinese gli chiese di non prendere il kamikaze per tornare.
Io mi sono messo dietro per dormire.
Sono stato svegliato dall'urto e dalle grida.
Credevo fossimo ribaltati.
Ma no! Correvamo sempre.
Guardai e vidi un tale correre e montare sul kamikaze come una tigre.
Flessibile e agile come una tigre!
Mi acchiappa e plaf... fuori!
- Mi sono ritrovato sulla strada. - Come ha saltato, hai detto?
- Come una tigre. - No, tutta la frase.
Flessibile e agile come una tigre.
Yago ha usato esattamente le stesse parole.
Eppure guidava e non ha potuto vederlo.
Semplice coincidenza, signor giudice.
Non si sono più visti dopo l'incidente.
Non hanno avuto contatti. La Polizia glielo può confermare.
Sì!
Continua.
Dopo mi sono ritrovato sulla strada, con auto dovunque. Quasi m'ammazzano!
- E poi? - Sono tornato a casa.
E l'indomani, quando ho visto i giornali,
mi sono presentato alla Polizia, che mi ha mandato all'ospedale.
E lì s'è perduto nei corridoi.
Stava cercando la sua camera e ha incontrato quel giornalista.
- Per caso. - Sì.
Tutto coincide perfettamente con le altre testimonianze.
Eppure, una delle tue frasi mi dà molto da riflettere.
Anzi, guiderà tutto il resto della mia inchiesta.
- Penso che tu sia comunista. - Io? - Sì, tu!
E pure Yago, visto che siete amici.
E' una frase che certo ti è sfuggita, che mi fa pensare a questo.
"Se un ricco si raffredda, 7 giorni a letto.
"E noi poveri dobbiamo lavorare, sennò è la morte"
E non hai finito la frase, perché hai capito che ti tradivi.
- Ma io detesto i comunisti! - Le parole non m'interessano!
Voglio le prove! Solo un comunista può dire certe frasi!
Io appartengo a un'organizzazione che combatte i comunisti e i loro amici!
- E Yago? - Yago pure!
Come si chiama?
CROC! Combattenti Realisti dell'Occidente Cristiano.
Hai scatenato una tempesta!
Vago è in prigione per complicità.
E se c'è complicità, c'è premeditazione.
Il giudice ti ha creduto. Ha cercato e...
ha scoperto che Yago e Vago appartengono a un'associazione segreta.
- Un'organizzazione segreta? - Sì. Appartengono al CROC.
Il CROC? Lo conoscono tutti.
Persino la Polizia lo usa nel servizio d'ordine per le visite ufficiali.
Non temere. Ora sei celebre.
Sì, ma... tra sei mesi o un anno sarò dimenticato.
Nessuno ti può toccare.
Dimmi, conosci qualcuno che può mettermi in contatto col CROC?
Pagherei.
- Sono stati loro, è certo. - Ragione di più per smascherarli!
Allora, conosci nessuno?
Sì! E tu mi giuri di non dire che il nome te l'ho fatto io.
E' Dumas. Lo chiamano Il Russo perché è nato a Odessa.
E' col CROC perché lo ricattano. Lo ricattano per una storia di suo fratello.
Il suo sogno è di andare a lavorare in Germania, ma non ha il passaporto.
- Allora, se tu potessi rimediarglielo... - Ehi, Dumas!
Un passaporto? Ci puoi contare. Te lo farò avere col mio giornale.
- Le foto? - Eccole.
Ecco. Cosa promessa, cosa fatta.
A te, adesso.
- Non ti piace? - Sì.
Allora, queste domande?
Si riuniscono regolarmente, quelli del CROC?
- Sì. - Dove?
Da un grassone. Alla periferia.
E... siete numerosi?
A volte sì.
- Cosa succede in queste riunioni? - Il capo ci parla della Patria.
La religione, la monarchia sono i due pilastri della nostra Patria immortale,
della nostra civiltà cristiana occidentale.
Io ascolto. Se non ascolti, non hai lavoro.
E cos'altro dice?
In Russia l'operaio non ha diritto allo sciopero,
né alla religione, né ad avere una casa e un giardino.
L'individuo è schiacciato dallo Stato totalitario.
- E siete tutti d'accordo? - L'ho letto anche sui giornali.
L'individuo non ha nulla, tutto appartiene allo Stato.
Ma Yago assisteva alle riunioni?
Sempre.
Parlava anche dei capitalisti.
Niente capitalisti, niente operai!
Niente sinistra, niente destra! Tutti uniti! Un solo popolo!
- E' questo che serve al nostro Paese! - Sì, ma bisogna fare piazza pulita!
D'accordo! Ma bisogna iniziare col marciume intellettuale.
Il libraio! Qui dietro l'angolo!
Parlava pure della mascherata parlamentare. Dei movimenti giovanili patriottici.
Ah, sì? Cosa diceva?
Di riunire i giovani.
Dare loro un ideale comune!
All'estero, si dice loro: "Fate l'amore, non la guerra"
Noi diciamo loro: "Fate la guerra! La guerra alla corruzione!
"La guerra al liberalismo
"e alle libertà date indiscriminatamente!"
Potrei anche essere d'accordo, ma me ne frego.
- E Yago? - Era d'accordo.
Pensa solo a una cosa: pagare le rate del suo kamikaze.
Ma dopo il colpo, non ha di che preoccuparsi.
Perciò ha ucciso il Deputato?
Hai detto che non volevi accusare nessuno, eh?
- Metti tutto in conto. - No! Quanto pago?
Lascia stare.
Potresti mostrarmi alcuni di loro? Per fotografarli.
Era questo che volevi, eh?
Là. Quei tre sul furgoncino.
Il macellaio. Ha preso parte al colpo.
Il grasso. E' il padrone dell'osteria in cui ci riuniamo.
Il parrucchiere.
Quello lì. Il meccanico.
Anche i due con la maglietta nera.
- Con la giacca a cachi. - Quello? - Sì.
E' un ex pugile. Era emigrato in America ed è tornato.
Là, nel giardino. Il capo.
Era ufficiale con i tedeschi durante l'occupazione.
Laggiù! Là! Quello che vende fichi.
Un energumeno. Quando c'è da picchiare lo mettono sempre in prima fila.
Dammi un po' di fichi.
Ecco, signore.
Le foto, eh?
Laggiù. Quello seduto.
Vende il suo sangue.
Più il caso è urgente, più lo vende caro.
Questo qui due anni fa ha venduto un occhio a un americano.
Ora è pieno di dollari e non viene più alle riunioni.
Lui non ci vede bene, allora vende il suo sangue.
- Nemmeno questo? - No.
- Questo? - No.
- Questo? - No.
No.
- Neppure? - Ah! Direi...
E' lui! Quest'uomo mi ha colpito due volte. Davanti all'hotel e nell'ambulanza.
Lo scriva lì, sul margine.
Bisogna pubblicarla. Sul nostro giornale.
Ci metta anche la firma, così non ci sono dubbi.
- Bisogna pubblicarla. - Sì, ma non sul vostro giornale.
Su un quotidiano a grande tiratura della capitale. Sarà vista di più e pagata di più.
- Ma non è questione di prezzo! - Uscirà domani sul mio giornale.
Faccia venire il Giudice Istruttore. Gli darò le altre foto.
Cosa vuole? Che sia divertente o efficace?
Su un giornale locale d'opposizione passerà inosservata. Si dirà: è politica!
Sul mio giornale sarà informazione. E sensazionale!
Lei mi ha riconosciuto? Sono un lavoratore, io!
Mi ha disonorato! Un lavoratore onesto!
E lei mi presenta come un gangster!
Non sono andato a quella manifestazione! Io non la conosco! Non faccio politica, io!
I deputati sono tutti un branco di porci!
Lasciatelo!
Uscite!
Io sono il Giudice Istruttore.
- Si spieghi. - La mia foto, in prima pagina sul giornale.
Il signor Pirou mi accusa di averlo colpito.
Dice di avermi riconosciuto alla manifestazione.
Ma non ero alla manifestazione, ho i testimoni.
Tutto questo è politica. Sono dei porci.
Ero al mercato, io. Preparavo i fichi.
Su quale giornale c'è la sua foto?
Non so come si chiami.
E' uno che arriva alle 10 dalla capitale.
Io non so leggere.
Correntemente. Quindi...
Il giornalaio che è mio amico me l'ha mostrato e me l'ha letto.
E al mercato mi guardano come se fossi un delinquente.
Perciò voglio spiegarmi col signore, tra uomini.
- Ha detto un giornale della capitale? - Allora?
Mi riconosci sempre?
Le ho chiesto di quale giornale si tratta!
Be', uno dei giornali della capitale che arrivano alle 10.
Non sono arrivati stamattina.
L'aereo postale non è decollato per la nebbia.
Chi ti ha chiesto di venirmi a raccontare tutto questo?
Sì!
Sono io che l'ho colpito.
Ma non ho colpa!
Mi ha costretto! E' la stessa persona che mi ha mandato qui!
Quale persona? Come si chiama?
Non posso dire il suo nome.
E' un pezzo grosso.
E' una persona importante. Non posso dire il suo nome.
E' venuto lui ad avvertirmi.
Ehi, Barone! Buongiorno!
C'è la tua foto su un giornale della capitale.
- La mia foto? - Sì.
I giornali arrivano alle 10. E alle 10:45, non prima, vai all'ospedale da Pirou.
Fai un grande scandalo, protesti la tua innocenza, gridi, fai un baccano d'inferno.
Abbiamo già pensato a mandare qualche giornalista.
Avanti, ripeti quello che devi fare.
Io corro all'ospedale da... e vattene tu!
Dal Deputato Pirou.
- Chi è questa persona? Ci dica chi è! - No, non posso!
- E' troppo in alto. - Va bene! Signori...
Mi segua, per favore.
Sono innocente!
Sono venuto a dichiararlo!
E' una manovra politica dell'opposizione!
Allora, questa persona altolocata... non ti chiedo il suo nome.
- Ti ha aiutato? - Sì, per il mio lavoro. E soprattutto per i miei uccelli.
Danno fastidio la mattina ai vicini perché cantano. Volevano cacciarmi di casa.
Però sono così belli gli uccelli!
Deve venire a vederli, signor giudice.
E poi mi ha aiutato anche nel lavoro.
La concessione al mercato, la licenza e tutte le altre cose.
E il giorno dell'incidente ti è venuto a trovare?
Sì. Jimmy il pugile mi ha detto: "Vieni, il capo ti aspetta".
Era nella sua auto.
Avanti, salite!
- Lo sai che è per stasera? - Ma non è possibile!
Aspettavo un carico di fichi. Sono fragili, i fichi. Bisogna levarli dai cesti.
Ascolta, Barone. Per venderli, i tuoi fichi, ti ci vuole un banco.
- Ce l'ho in banco. - Anche una licenza. - Ce l'ho la licenza.
Certo che hai la licenza. Ma per quanto tempo, ancora?
- Per 6 mesi. - Razza d'imbecille! E chi te la rinnova?
- E' lui che concede le licenze? - Sì.
Poi ci ha lasciato davanti al Piccadilly.
Barone, stasera voglio un bel lavoro. Conto su di te.
Se va bene, avrai un'autorizzazione definitiva.
E forse una casa nuova, dove starai in pace coi tuoi uccelli. Su, andate!
Io gli ho detto: "Sì, mio Colonnello. Farò il possibile!"
E' il Colonnello della Gendarmeria, vero?
Sì.
Bene.
Siediti. Riprenderemo il discorso con calma dal principio.
Vuol venire, signor Sostituto?
Si rende conto che il prolungarsi dell'inchiesta su questo affare
offre all'opposizione il pretesto per un'agitazione sovversiva?
- E dicono che lei sia dalla loro. - Non è un prolungamento.
E' un caso nuovo, su un piano totalmente diverso.
Ci sono dei punti oscuri, ne convengo. Ma l'affare è chiaro, niente è cambiato.
Sì, signore, al contrario. Siamo partiti da un incidente stradale. Due ubriachi...
- Grazie. - Del ghiaccio, cara.
Arrestiamo gli ubriachi e le testimonianze concordano nei minimi dettagli.
- E sono confermate da quella del Cinese. - Bene.
L'indomani, l'autopsia conclude che la morte è dovuta a un colpo di manganello.
E una contro-autopsia proverà il contrario.
E la perizia della contro-autopsia darà un risultato
che annullerà il precedente. Eccetera.
Sì, ma non ho avuto il tempo di esaminare queste ipotesi.
Un teste volontario rivela che non è un incidente, ma un attentato premeditato.
Le avrà riferito una vaga discussione.
Il testimone non arriva al mio ufficio ed è colpito lungo la via.
- Si trova ancora all'ospedale. - Cosa mi suggerisce?
Non suggerisco nulla, signor Procuratore, le enumero i fatti.
E' qui che il giornalista entra in azione. I suoi scopi non sono politici. E' importante.
E io scopro che Yago e Vago
appartengono all'organizzazione CROC.
Combattenti Realisti dell'Occidente Cristiano.
- Sì, la conosco. - La conosce?
Alla quale appartiene anche l'aggressore dell'altro Deputato,
come la maggior parte dei manifestanti.
Sembra che la Polizia li conosca
e li utilizzi come ausiliari in occasioni come le visite ufficiali.
Questo è da provare.
Come è da provare che il capo della Polizia
ha portato con la sua auto costui alla manifestazione.
Mi sembra enorme! Il capo della Polizia non si comprometterebbe mai
con questo genere di individui. Non così apertamente.
Non lo crederà nessuno!
La mia conclusione è la seguente.
Tutto sarebbe semplice se restasse a livello di un incidente causato da due ubriachi.
Solo che non è più possibile.
Invece, se noi ammettiamo l'esistenza
di una premeditazione organizzata da un gruppo,
un gruppo aiutato o solo tollerato dalla Polizia,
tutto ridiventa chiaro e tutto regge.
Ciò che mi dice è molto grave.
Ne devo informare subito il Ministro.
Ma la mia impressione è che sia meglio la tesi dell'incidente.
Premeditato, se vuole, da due fanatici. Ubriachi, per giunta.
Ah, è vero! Lei non fuma.
Mi creda, bisogna arrivare a una conclusione rapida.
La città, il Paese, direi pure il mondo...
guardano a lei e aspettano.
L'onore del nostro Paese è in gioco.
E smetta di interrogare quella feccia.
Lei è giovane, ha un avvenire.
Con tra le mani un affare che la può portare molto in alto.
O spezzare la sua carriera.
Creda alla mia esperienza.
La mia organizzazione è bene accetta alle autorità.
Gli iscritti sono cittadini onesti,
gli elementi sani della società, se lei vuole,
gli anticorpi che lottano contro ogni infezione.
Il nostro scopo è la difesa della nostra civiltà cristiana occidentale.
Ma è una lotta morale, con le idee, con l'esempio dato.
Io posso affermare che nessun membro della mia organizzazione
ha assistito alla manifestazione di quella sera.
Cos'hai fatto la sera della manifestazione?
Be', ho passato la serata col ragioniere del Sindacato Scaricatori.
- Alibi confermato. - Bene.
Con mio fratello ho passato la sera a giocare a carte dal nostro dentista.
Alibi confermato.
Io faccio il panettiere. Dormo fino a mezzanotte nel retrobottega.
Il suo padrone ha confermato l'alibi.
Ho passato la sera al bar del Cinese.
Alibi confermato.
- Ero dal Cinese. - Alibi confermato.
Io? Ho giocato tutta la sera coi fratelli da dentista.
Alibi confermato.
E questo non è lei? E' stata presa durante la manifestazione.
Vero, mi somiglia.
Incriminato per falsa testimonianza.
E per chi ha confermato l'alibi, incriminazione per falsa testimonianza,
intralcio alla giustizia e offesa al magistrato.
Lo porti via.
Il teste n.27 è morto stanotte d'infarto.
E' il proprietario della sala dove si riuniva il CROC.
Nella sua prima deposizione, ha dichiarato che Yago l'ha colpita con un manganello
- uguali a quelli della Polizia. - Sì.
- Conferma la sua dichiarazione? - Sì, signor Giudice.
Il Procuratore le telefonò personalmente,
la mattina dell'incidente, per avvisarla che il Deputato era stato minacciato di morte.
Ora i suoi superiori dicono che questo messaggio non è loro arrivato.
Infatti ho dimenticato di trasmetterlo, signor giudice.
Ma non sa che è molto grave? Che le può costare...
E' uno sbaglio in servizio. Ne risponderò ai miei superiori ma non a lei, signor Giudice.
La mattina degli incidenti, lei fu avvisato delle minacce di morte
fatte contro il presidente del suo movimento.
- Sì. - Da chi ebbe questa informazione?
Dalla moglie di un collega. Ma non era autorizzata a farne il nome.
Eppure bisogna che lo dica.
Lo posso dire. La persona è d'accordo.
E' pure venuta con me. Aspetta fuori.
Vada a cercarla.
Si chiama Coste.
- La mattina dell'assassinio... - Dell'incidente. Dica: "Dell'incidente".
La mattina dell'incidente è venuto da me per dirmi che aveva sorpreso una conversazione.
Ma glielo dirà lui meglio di me.
Non vorrei che i giornali si occupassero di me.
- Non voglio essere famoso. - Perché? Quello che dirà non è vero?
Oh, sì, sì, ma... non voglio avere noie.
Se le avrà, verrà da me.
- Coraggio, deve parlare. - Vuole aspettare fuori, per favore?
Cognome, nome, professione.
Ilia Coste. Trasportatore.
- La mattina dell'assassinio... - Dell'incidente.
L'assassinio non è provato. Dica "La mattina dell'incidente".
La mattina dell'incidente pioveva un po'.
E così sono io che lo porto e mi ammazzo di lavoro.
Ed è la mia socia, la banca, che prende la metà del guadagno.
C'è qualcuno che ti chiama.
Ancora?
Qual è?
- Questo. - Continui.
Ho sentito Yago che diceva...
- E se piove? - E con ciò?
- Posso slittare. - Non pioverà.
E se ho un danno? Non ho ancora finito di pagarlo.
- Ti rimborserò. - Paga tutte le rate? - Sì.
Ehi, Yago! Il verniciatore ha telefonato.
Devi passarci nel pomeriggio. C'è un trasporto di bare.
Oh, be'...
Ma è un buon segno. A stasera.
E poi è venuto verso di me.
Vieni, ti pago da bere.
E mentre si sedeva gli ho visto il manganello.
Cosa ci fai con quello?
E' per stasera. Devo fare un trasporto che aggiusterà molte cose.
Che trasporto?
Un trasporto all'inferno. C'è un Deputato che arriva dalla capitale.
Non metterti nei guai.
Nessuno lo sa. Se si sapesse, l'avresti detto tu.
Un po' più tardi, l'uomo di prima tornò.
In borghese, il Colonnello cambia molto.
Come sa che era lui?
Avevo chiesto una licenza per un furgoncino.
Da due anni, ogni 5 o 6 mesi vado a trovarlo perché si decida a concedermela.
L'ho sempre visto in divisa.
Perché avrebbero scelto Yago?
Perché è il miglior guidatore della città.
Lo vedesse, col suo kamikaze, come lo porta.
Quell'individuo ha dei precedenti politici.
Ha fatto la Resistenza durante l'occupazione nelle file dei comunisti.
E poi è stato inviato al confino.
- Allora, la sua testimonianza... - Sospetta, ovviamente.
Al suo posto non gli darei credito.
No, lasci!
E' chiaro, adesso, che vogliono eliminare tutti i testimoni scomodi?
E' fallito col primo, ma ora usano mezzi più sbrigativi.
- Ma di cosa parla? - Di un tentativo di assassinio.
Poco fa. Il complotto continua e continuerà finché non avrà arrestato i veri colpevoli.
Non ho bisogno dei suoi consigli.
No! Perché lei sa che l'affare è stato ideato in alto!
La Polizia ne è stata lo strumento. Essa non ha la possibilità, né il coraggio...
di compiere un delitto di questa importanza senza essere autorizzata o almeno coperta.
Allora i colpevoli bisogna ricercarli nel Governo, e più in alto ancora,
a Palazzo, dove il Generale Ispettore della Gendarmeria era a capo della Guardia!
E poiché il Palazzo non fa niente senza i suoi protettori stranieri...
Una parola di più e la incolpo di offesa al Capo dello Stato e alla Giustizia.
Questo non è un comizio.
Cos'è successo?
Mi volevano assassinare!
Hanno saputo che avevo importanti rivelazioni da farle,
e, venendo qui, un'auto ha tentato di schiacciarmi.
Ha testimoni?
Ecco i nomi di tre madri di famiglia,
oneste e credenti, che hanno accettato di testimoniare.
E il nome del guardiano della piazza, ex combattente decorato.
Quali sono queste rivelazioni importanti?
La Volkswagen è un'auto della Polizia.
- E' quella che ha portato la vittima all'ospedale? - Sì.
E poiché i poliziotti non poterono salire per finirlo lungo la via,
il guidatore cercò di allungare il tragitto. Io lo so, c'ero sopra.
E' strano. Io sapevo che l'auto era di un vostro amico.
Era certo un amico degli avvocati, andò subito ad aiutarli a trasportare il ferito.
Ma niente affatto! Chi le ha raccontato questa storia?
Quell'auto è sparita. Nessuna traccia del suo passaggio all'ospedale.
La pagina del registro dove doveva figurare è stata strappata. Non le sembra insolito?
Sì.
Penso che l'abbiate fatta sparire voi, per portare acqua al vostro mulino.
- E' questa qui? - Sì.
Mi trovi il proprietario di quest'auto.
Vuole lavarsi un po'?
Grazie molte, sto bene così.
Si sieda.
Attendo le rivelazioni.
E l'avverto che potrei incriminarla per falsa testimonianza,
e intralcio all'azione della Giustizia.
L'ascolto.
Ecco. Quest'auto attendeva là, nascosta dai poliziotti.
Mi parli del momento in cui è apparso il furgone.
Lui si fece avanti.
Signor capo della Polizia!
Signor Ispettore della Gendarmeria!
Voleva chiedere al Generale di far sgomberare la piazza per evitare incidenti.
Venite!
Eccoli di nuovo! Cosa aspettate?
Vidi arrivare il furgone.
Attento!
L'uomo di dietro era in piedi?
Avrebbe potuto colpirlo?
Non posso affermarlo. E' stato troppo rapido.
- E dopo? - Lui è caduto in ginocchio.
C'era la confusione più totale.
In ginocchio?
Come? Non ha battuto la testa sulla strada?
Assolutamente no!
Era in ginocchio, circondato da manifestanti che arrivavano da ogni parte.
E la Polizia restava passiva.
Quali manifestanti? Chi era vicino a lui?
E' impossibile a dirsi.
L'abbiamo liberato.
Ed è allora che è crollato in terra.
Una Volkswagen arrivò. Non so da dove uscisse.
E fu solo in quel momento che i poliziotti intervennero.
Volevano salire sull'auto.
No!
Vai! Vai!
Vieni!
Svelto, ingrana! All'ospedale!
Ma cosa fai? Ingrana!
Ma vai più veloce! Suona il clacson!
Non funziona il clacson?
- Volta a destra! Non è la strada! - E' per evitare di finire imbottigliato.
Lo faceva certo apposta per perdere tempo.
E alla fine si è scontrato con un'altra auto.
- Ma lo fai apposta, allora! Continua! - L'auto è noleggiata.
Bisogna fare la constatazione.
Signore! Abbiamo un ferito! E' una questione di vita o di morte! Prenda il numero.
- Andiamo! Andiamo! - Allora vada. Vada!
Sono sicuro che l'ha fatto apposta.
Se le guardie fossero salite sull'auto, lo avrebbero finito lungo il tragitto.
Come si può dire che l'ho fatto apposta?
Non è giusto! Ho fatto del mio meglio.
Ma quel giovanotto era così agitato.
E all'ospedale nessuno ha badato a me.
Avevo noleggiato l'auto perché avevo un appuntamento con una ragazza nel pomeriggio.
L'avevo riaccompagnata e passavo di là.
La circolazione era interrotta.
Avrò passato il blocco senza accorgermene. E la Polizia nemmeno.
E all'ospedale me ne sono andato per lavare i sedili. C'era sangue dovunque...
Lei ha dichiarato: "Io faccio l'autista, ma occasionalmente".
Affittando l'auto ha detto che era militare.
- Sto facendo il servizio militare. - In quale arma?
Faccio servizio nella Gendarmeria.
Dunque lei è autista nella Polizia.
E in quale servizio?
In un servizio vicino al Generale.
Quanto vicino?
Diciamo personale.
Da quando?
Un anno.
Lei è l'autista personale del Generale da un anno.
Ed è del tutto casuale che si trovasse sul luogo dell'assassinio.
- Mi scusi. - Sì?
Scrivo "assassinio", signor giudice?
Lei ha detto "assassinio".
Il Procuratore ha telefonato. Sa chi è venuto?
Il Procuratore Generale.
- Vuole lasciarci, per favore. - Bene, signore.
Il Procuratore Generale dello Stato, Consigliere del Governo, è venuto a parlarle.
In segreto e in incognito totale.
Sì, signor Procuratore? E' già da lui.
Il tempo di prendere le carte e arriviamo.
E' lei, dunque. Si sieda.
Così lei vuole incriminare il Capo della Polizia e il Generale della Gendarmeria.
Mi sembra inevitabile.
I soli eventi inevitabili sono quelli che dipendono dalla volontà divina.
La quantità delle prove è schiacciante.
Prove? Fantasie, piuttosto.
Dietro ciascuna delle sue cosiddette prove si celano gli intrighi dei falsi pacifisti
che si sono creati un eroe.
Questo è vero, signor Procuratore Generale.
Ma la complicità della Polizia coi colpevoli è ugualmente vera.
Quei due uomini cerchiati in rosso sono poliziotti in borghese.
Hanno partecipato alla manifestazione.
E l'hanno ammesso.
E' anche provato che il Capo della Polizia ha incontrato il giorno degli avvenimenti
Yago e altri manifestanti.
Il Generale mi ha dichiarato che non conosceva chi ha portato la vittima all'ospedale.
Ora io ho scoperto che quest'uomo è l'autista personale del Generale.
Sorvolo sulla passività della Polizia durante la manifestazione.
Vengono poi le false testimonianze e le intimidazioni aperte.
Vago è messo in segreto all'ospedale per una malattia di cuore
con un certificato di un medico della Polizia.
Cerca di entrare nella stanza di un testimone capitale con un manganello in mano.
Poi c'è la storia dell'arma del delitto,
il manganello che Yago portava durante la manifestazione e che molti hanno visto.
Quel manganello sparisce quando Yago è preso dalla Polizia.
Interrogata, la guardia ha confessato che ha dovuto rifare il rapporto.
Non occorre che tu nomini il manganello nel tuo rapporto.
Ma l'ho già fatto, signore.
Sono l'Ispettore Generale della Gendarmeria.
Riposo!
Non hai bisogno di giustificarti. Hai fatto il tuo dovere.
Da quanto tempo è che sei in servizio?
Sei anni.
E' semplice. Rifarai il tuo rapporto.
Ah! Signor Procuratore!
Fu a questo momento che lei arrivò, signor Procuratore.
La guardia non ha potuto mentire. Al contrario.
E ciò gli costerà probabilmente caro.
Sono elementi di incriminazione evidenti.
Ma non sufficienti perché una giuria condanni due ufficiali.
La giuria farà il suo dovere. E' importante che io faccia il mio.
E lei riuscirà a screditare la Polizia!
E poi la Giustizia! Perché non avrà voluto condannare due poliziotti.
E come se ciò non bastasse, il Paese sarà invaso da gente coi capelli lunghi,
da atei, da drogati dal sesso indefinito.
Così lei metterà sotto accusa le Forze Armate e la Giustizia.
Le sole ancora intatte in questo Paese corrotto dai partiti e dal parlamentarismo.
Proprio ora che si sogna un rinnovamento.
Un Paese senza partiti, senza sinistra né destra.
Un Paese obbediente a Dio e al suo destino.
Lei vuole far questo?
Mi ascolti! Ho una proposta da farle.
Io capisco i suoi scrupoli.
Le fanno molto onore.
E la mia proposta viene incontro ad esse, come pure al Governo e alla Corona.
Bisogna dividere l'affare in tre parti.
Primo: bisogna istruire il processo dei due criminali.
Che giustizia sia fatta!
Secondo: le autorità di Polizia.
La loro negligenza è evidente o almeno probabile.
Ma questo non rientra nella competenza di una Corte d'Assise.
E' un affare amministrativo interno che quest'organismo regolerà benissimo da sé.
Terzo punto: aprire un procedimento contro gli organizzatori della riunione.
Per la provocazione compiuta con gli altoparlanti,
essi sono moralmente responsabili del clima di violenza che si è stabilito.
Inoltre, è una vecchia regola di condotta.
Guardare a chi giova il delitto.
Al Ministero della Giustizia mi hanno chiesto se lei è sinistrorso.
L'ho smentito in pieno.
Ho qui una lista di testimoni che l'aiuterà.
Pare che non si sia mai voluto uccidere il Deputato, ma solo spaventarlo, intimidirlo.
Io penso di averla convinta.
Almeno circa la salvaguardia dell'onore delle forze dell'ordine.
Detto ciò, lei è il solo padrone a bordo con la sua coscienza e dopo Dio.
Non sopporterò questo disonore!
Se mi incrimina, la sola uscita per me è il suicidio!
Quando si è innocenti, il disonore è insopportabile!
E in questo ufficio stesso sacrificherò la mia vita!
Cognome, nome, professione.
Deve rispondere.
Firmi la sua deposizione.
Lei è ufficialmente imputato di omicidio volontario con premeditazione.
Il suo mandato di cattura è pronto.
La legge accorda 24 ore agli alti ufficiali prima di arrestarli.
Se vuole evitare i giornalisti, può uscire di là.
Lei è imputato di omicidio volontario con premeditazione.
E' intollerabile!
Si vergogni! Non ne ha il diritto!
Uno spettacolo ignobile! E' una trappola!
Cognome, nome, professione.
Lei è imputato di omicidio volontario con premeditazione.
Si sieda.
Lei deve capire che per me non c'è che un'alternativa.
O sono scagionato interamente, o mi suicido per evitare il disonore.
Cognome, nome, professione.
E' l'usanza, Generale.
Cos'ha fatto il giorno dell'assassinio?
Avevo deciso di andare al balletto del Bolshoi.
Oh, non per amore della danza. Non ho questo tipo di perversione, grazie a Dio.
Ma era una buona occasione per notare i simpatizzanti.
La mattina dell'assassinio, fu avvisato che delle minacce di morte
erano state pronunciate contro la vittima.
Nessuno mi ha parlato di queste minacce di morte!
Persisto a credere che fosse una manovra per giustificare gli incidenti ulteriori.
I miei uomini non potevano fermare il furgone.
Ma un uomo saltò sulla piattaforma di dietro.
Come una tigre. Flessibile e agile come una tigre.
Non conosco nessuno di questa organizzazione.
Non ho avuto alcun rapporto con questi combattenti, questo CROC.
Ho lì una foto presa in occasione di un banchetto che lei ha offerto.
Li ringraziava di aver partecipato a un servizio d'ordine per una visita ufficiale.
Ma è un comunista? Perché sta cercando di rovinarmi?
Suo padre era Colonnello della Gendarmeria.
Questa foto è truccata! E comunque non è una prova!
Lei è imputato di omicidio volontario con premeditazione e abuso di potere.
Si crede vittima di un errore giudiziario, come Dreyfus?
Dreyfus era colpevole!
Helene!
Helene!
Elena! E' fatta! Sono tutti incolpati, anche il Generale!
Buongiorno, signora!
Il piccolo giudice non s'è spaventato!
Ora è come se lui fosse ancora vivo.
E' una vera rivoluzione!
Il Governo salterà! Gli estremisti saranno spazzati via!
Le elezioni saranno un terremoto!
IL PROCESSO
Il Sostituto non ha potuto assistere al processo.
E' morto d'infarto, secondo la diagnosi del medico legale.
Sette persone non hanno potuto testimoniare al processo, essendo decedute nel frattempo.
Un incidente stradale, un'esplosione di gas,
un suicidio, un annegamento,
un incidente sul lavoro, un secondo incidente stradale,
morto d'infarto guidando l'auto.
Le morti non sono sospette,
né collegate al processo, ha detto il nuovo capo della Polizia.
Dopo 3 mesi di udienze, il tribunale ha condannato Vago
a 8 anni di prigione da scontare in una prigione agricola, dove 1 anno vale per 2.
Yago, 11 anni alle stesse condizioni.
10 mesi di prigione per schiamazzi notturni.
12 mesi, stesso motivo, con possibilità di riduzione di pena.
Per i 4 ufficiali, caduta l'imputazione, sanzioni amministrative non rese pubbliche.
Per l'indignazione generale, il Governo ha dato le dimissioni.
Dopo il processo, le forze dell'opposizione si sono unite.
La vittoria alle elezioni era inevitabile.
Qualche settimana prima del voto, i militari presero il potere e destituirono il giudice.
Mentre era portato in carcere in un'auto della Polizia,
il Deputato George Pirou morì di un'embolia, dichiarò la Polizia.
Inviato al confino.
Cade dal settimo piano della Questura mentre lo interrogavano.
"Tentava di evadere", dichiara la Polizia.
Tre anni di prigione per aver detenuto e diffuso dei documenti ufficiali.
Parallelamente, i militari hanno proibito:
i capelli lunghi, la minigonna,
Sofocle, Tolstoi, Euripide,
rompere i bicchieri alla russa,
scioperare,
Aristofane, Ionesco,
Sartre, Albee, Pinter,
la libertà di stampa, la sociologia,
Beckett, Dostoevskij,
la musica moderna, la musica popolare,
la matematica moderna e la lettera Z,
che vuol dire "è vivo" in greco antico.
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