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- Era bella, eh ? - Che hai saputo dai colleghi ?
Se n'è occupata la narcotici. E' morta per overdose.
- Non hanno pensato di avvisarci. - Perché ?
Se si è fatta una dose eccessiva, che c'entriamo noi della omicidi ?
- Impronte ? - Solo della vittima.
- Anche se... - "Anche se" ?
C'erano una bottiglia e due bicchieri
ma uno è stato ripulito, perché non c'erano impronte.
C'era qualcun altro con lei quando è morta.
La narcotici crede che sia un altro tossico.
Si sono drogati e quando lei si è sentita male, lui è scappato.
- Questa storia per bambini ti ha convinto ? - Beh...
Guarda, ti sembra l'appartamento di una tossica ?
- Così pulito, così ordinato. - Ci sono tossici ordinati.
Sai chi sono i più ordinati ? Gli assassini.
Due cellulari.
Che le dicevo, commissario ? Tossica, ma... ordinata.
Ti sei fatto un'idea su chi possa essere il compagno di overdose ?
Non so, vuole che indaghi nell'ambiente dei tossici ?
No. Mai una volta che tu mi stupisca, Petros.
Sta pensando alla foto di Kalia con il ministro ?
Quando vuoi, sai usare il cervello.
Un ministro farebbe una dose letale a una ballerina
per evitare uno scandalo ? - Esistono i sicari.
Non c'è effrazione, Kalia conosceva l'assassino.
Porta i cellulari alla scientifica.
Chiedi un rapporto sulla scena del crimine.
Ah, di' a Nikos di mettersi alle calcagna di Nadia Koustas.
Potremmo scoprire dove va il martedì pomeriggio.
- Domani è martedì. - Sì. - E oggi è lunedì.
- Ho dimenticato la visita. - La accompagno a sirene spiegate.
Sei inopportuno anche quando sei gentile.
Vado da solo.
La situazione è sotto controllo. Possiamo stare tranquilli.
- Posso tornare alla vita normale ? - Non ci sei già tornato ?
Il lavoro è peggio di prima e se le dicessi che mangia...
Signora, la vita è la sua.
Signor Charitos, cerchi di riposare e mangiare più sano.
Un secondo colpo può essere fatale. Pensi alla sua famiglia.
Chiarissimo. Penserò a mia moglie, a mia figlia...
Se dovesse arrivare il secondo colpo, ci sarà lei con loro, no ?
- Come medico, intendo. - Sì.
Oh, scusa. Andiamo ?
Non capisco perché quella scena pietosa con Fanis.
Potrebbe diventare mio genero, poi non capirebbe chi comanda.
Devi sempre fare una questione di chi comanda e chi subisce.
Così funziona il mondo, non l'ho deciso io.
- La prossima volta gli chiederò scusa. - Fai come ti pare.
Ti comporti come uno zotico con un ragazzo gentile, dottore...
E' sempre così con te. Bisogna avere paura di che cosa ti si vuole dire.
Se devi dirmi qualcosa, parla.
Melina mi ha chiesto di sostituirla qualche volta.
- Che c'è ? Devo chiamare Fanis ? - No, sto bene.
Che hai deciso ? Accetti o rinunci ?
Non lo so, pensavo di accettare...
Dài, ne parliamo a casa. Ti accompagno e poi torno a lavoro.
- Interessante. - Sì.
- Markidis, ce li hai due minuti ? - Certo.
- Ci vediamo dopo ? - Sì.
- Che mi dici di Kalia, la ballerina del Bodega morta ? - L'overdose ?
Ti prendi anche i casi della narcotici ?
E' stata uccisa, non era una tossica.
L'autopsia l'ha fatta un collega. Guardiamo nel database.
Allora... da quello che vedo nel rapporto autoptico
la causa della morte è l'overdose, però, quando è morta...
gli organi vitali non erano compromessi da stupefacenti.
Questo può significare che non era una tossica
e le hanno fatto un'overdose.
O forse si è drogata da sola per la prima volta.
C'è altro ?
Allora...
Prima di morire ha avuto un rapporto sessuale.
- Sei sicuro ? - Così c'è scritto.
Probabilmente Kalia non era tossicodipendente.
Qualcuno l'ha uccisa e ha avuto un rapporto con lei.
Tu che cosa hai scoperto ?
I tecnici hanno ricavato rubrica, messaggi e chiamate dai cellulari.
Uno era personale, l'altro lo usava per lavoro
c'erano chiamate da e per Koustas, Makis, gente del locale.
- E del ministro ? - Niente.
- Ha chiamato Kalia un anno fa. - Questo è importante.
- La foto risale a un anno fa. - Sì, ma questo non prova
che fosse a casa di Kalia quando è morta o che si sentissero.
E' troppo furbo per lasciare delle prove.
Pensi che casino se un politico con il consenso che ha il ministro
finisse in prima pagina perché va a letto con una ballerina.
- Per di più, vittima di omicidio. - I sondaggi crollerebbero subito.
Sono a casa.
Mh mh.
Ciao.
- Con te le parole sono sprecate. - Che vuoi dire ?
Ti ho preparato la cena e hai già cenato ?
- Non ho cenato. - Puzzi di souvlaki.
- Sono stato da Marias. Ho preso un'acqua minerale. - Mh.
- Facciamo finta di crederci. - Davvero.
- Caterina ? - E' uscita, farà tardi.
Lo so che pensi che sono ossessiva
ma è importante che cerchi di riposare un po' di più.
In Tv hanno detto che l'80% degli infarti mortali avviene
per l'intenso lavoro.
Penso che i sondaggi siano pilotati, però questo sembrava attendibile.
L'ottanta percento ?
Al momento sto elaborando i dati di un sondaggio
sulla popolarità dei politici. - Questo purtroppo lo conosco.
- Melina e io... - Sì, me ne parli subito.
Devo fare una telefonata importante e ne parliamo
Pronto, Niki ? Sono Charitos. Disturbo ?
No, stavo uscendo dall'ufficio, sono sempre l'ultima.
- Perché mi chiama ? - Abbiamo Mandas, il buttafuori del Bodega.
Ha ammesso di aver preso i soldi, ma non di aver sparato.
- Gli credete ? - Stiamo indagando.
A proposito, le volevo chiedere se è possibile pilotare un sondaggio ?
Basta restringere l'indagine
alle persone che si sa per chi simpatizzano.
- Si può fare ? - Vuole sapere se lo facciamo ?
Non osavo chiederle questo
e nemmeno se lo fate per un membro del governo.
Non posso fare nomi, ma lo facciamo per qualche ministro.
Da istituto privato, elaboriamo i dati che arrivano da fuori.
Mia moglie fa bene a non credere ai sondaggi.
- Bene, grazie. Arrivederci. - Sei assurdo.
Lavori più adesso che prima dell'infarto.
- Che cosa volevi dirmi ? - Niente.
Se vuoi, la cena è in cucina. Io esco, vado da Melina.
("Distrazione: stato del pensiero rivolto altrove")
("perciò assente dalla realtà attuale e circostante.")
("In amministrazione: trasferimento di una somma per uso diverso.")
("Distrazione di fondi, di una parte del capitale per usi straordinari.")
Papà, aspetta.
- Mi accompagneresti in biblioteca ? - Certo.
Non ti ho sentita rientrare stanotte.
- Sono tornata tardi. - L'avevo capito.
In questo caso il colpevole è facile da trovare
ma non abbiamo fatto niente di illegale.
Perché hai trattato male Fanis ?
Veramente è lui che mi ha trattato come un vecchio.
Sul dizionario, cerca la parola "paziente".
Vedrai che viene dalla radice di "sopportare".
Tu non sopporti che qualcuno stia con me.
- Come se avessi 13 anni. - Quanti ne hai ?
Sai perché mi piace Fanis ?
Mi rispetta. Non mi chiederebbe mai di rinunciare a nulla per lui
e lui non rinuncerebbe al suo lavoro per me.
- Quindi tutto bene, no ? - Per ora sì, poi vediamo.
Andiamo, devo fotocopiare un libro entro le nove.
Papà, mi prometti che provi a stressarti un po' meno ?
Ci provo, ma nessuno mi aiuta.
Ho poco tempo e voglio incontrare Ghikas con qualcosa in mano.
- Forse ho capito questa difesa a zona. - "Difesa a zona" ?
E' così che Koustas proteggeva i suoi guadagni illeciti.
La PubliHellas ha un ruolo chiave, che in realtà era di Koustas.
Niki, la figlia di Koustas, ha detto che la PubliHellas può condizionare
i sondaggi di popolarità anche dei membri del governo.
Koustas poteva aiutare il ministro.
Non gli bastava la sua riconoscenza
perciò gli organizza un incontro con Kalia, lo ricatta
e il ministro è costretto a cedere. - "Cedere" ?
Il governo ha emanato un decreto per ridurre il controllo fiscale
su società come la PubliHellas e le squadre di calcio dilettanti.
- Il Tritonas è riconducibile a Koustas. - Sì.
E' una squadra di serie C, ma sponsorizzata dalla PubliHellas.
Sponsorizzare una squadra così significa solo una cosa.
Riciclava denaro sporco.
Difendeva il suo impero in modo inattaccabile
ma forse ultimamente il ministro ha cercato di liberarsi dal ricatto.
Quindi ha fatto uccidere prima Koustas
e poi Kalia, che ne sapeva troppo. - Forse.
Sa dove ci porta questo, vero ?
La morte di Koustas è stata una grave perdita.
- Lo conosceva ? - Certo.
Possedeva un locale francese, il Canard Dorè. Ci vado spesso.
Possedeva anche un altro locale, il Bodega.
Durante le indagini, ho trovato queste.
- Ne ha altre ? - No.
L'ho conosciuta circa un anno fa quando sono andato al...
- Bodega. - Esatto. Bodega.
Koustas la mandò al tavolo, per farci divertire, poi...
siamo stati insieme.
- Non l'ha più rivista ? - No, mai.
Perché la ragazza aveva il suo numero in rubrica ?
Non lo so. Controlli i tabulati e vedrà che non ci siamo più sentiti
oppure lo chieda a lei. - Purtroppo non posso, è morta.
- E' morta ? - Sei giorni fa, di overdose.
C'era qualcuno con lei
che però, andandosene, ha eliminato ogni traccia.
Lei dov'era venerdì scorso ?
Io ?
Dunque, venerdì...
Sì, abbiamo avuto una riunione fiume al partito
almeno fino alle 23, poi sono andato a casa.
- C'era qualcuno con lei ? - No. Mia moglie era a Salonicco.
Crede che abbia bisogno di un testimone credibile ?
La morte di Kalia poteva farle comodo.
Koustas era morto, restava solo Kalia.
Basta ! La mia storia politica non ammette sospetti.
Però Koustas la ricattava, perciò aveva le foto.
Ha a che fare con i sondaggi di popolarità ?
Che cosa c'entrano con la morte di Koustas ?
Questi sondaggi li fa una società, la PubliHellas.
Dietro la PubliHellas c'era Koustas, lei lo sapeva.
I suoi superiori sanno che lei è qui a farmi queste domande ?
Non lo sanno. [SQUILLI DEL CELLULARE]
Anche perché avrei dovuto mostrare loro le foto
e io ho preferito tenere riservata la cosa, per non esporla.
Bene, credo che non abbiamo altro da dirci.
Arrivederci.
- Mi hai disturbato, lo sai ? - E' una cosa importante.
Nikos, me la dici o faccio domanda al Ministero ? Tanto sono qui.
So dove va il martedì Nadia Koustas, in una palazzina a Patisia.
[BUSSANO ALLA PORTA]
Che sorpresa, signor commissario.
- Posso ? - Prego, si accomodi. - Grazie.
E' mio figlio. Sorpreso ?
Si aspettava qualcosa di diverso ?
Invece non c'è nient'altro.
Stefano è nato quando avevo 25 anni. Come avete saputo che venivo qui ?
Ci hanno detto che il martedì esce di casa e torna la sera tardi.
- Chi vi ha dato questa informazione ? - Non posso dirlo.
E' stato Makis. Che cosa le ha detto ?
Che lei aveva un amante.
Makis non poteva immaginare, dato che non sa nulla.
- Suo marito lo sapeva ? - Sì.
Quando mi propose di sposarlo, gli presentai Stefano.
Gli dissi che era autistico e che non aveva un padre.
Come ha affrontato la cosa ?
Non gliene importava nulla.
Si sarebbe occupato di tutte le spese, ma a una condizione
che non lo vedessi mai.
Lei ha accettato.
La mia prima reazione fu di dire di no.
Poi ho pensato che Stefano sarebbe sempre stato al sicuro
mentre con me, con il lavoro che facevo
non avrebbe avuto questa sicurezza.
Ho fatto venire una cugina di mia madre a occuparsi di lui.
Ho resistito per sei mesi.
Poi, visto che mio marito andava all'allenamento il martedì
non ce l'ho fatta più.
Temevo che lo scoprisse...
ma non l'ha mai scoperto.
Ora sa tutto di me, commissario.
- Mi scusi davvero per il disturbo. - La saluto.
Spero che ora che avete scoperto tutto
la smetterete di seguirmi. - Sì.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
- Pronto ? - Ispettore Makris, Charitos da Atene.
Ho letto che il nostro morto ha un nome e un cognome.
Sì, però non il suo assassino.
Sono sicuro del mandante e del movente, mi manca una prova.
- Forse lei può aiutarmi. - Se posso, volentieri.
Sul molo, c'è un sistema di videosorveglianza ?
Vorrei sapere chi è la ragazza che ha accompagnato Petroulias
diciamo tra il 18 e 21 giugno.
Sì, mi faccia capire se mantengono i filmati per molto tempo.
- Verifico e la richiamo. - Grazie, arrivederci. - Arrivederci.
Ancora non ho il rapporto sull'omicidio di Koustas
e Mandas aspetta ancora che tu lo interroghi per farlo confessare.
Mi dispiace. Non ho avuto tempo tra visite, medicine...
Il tempo per mandare a puttane la tua carriera l'hai trovato.
Sono stato dal prefetto.
- Inizi a capire ? - In realtà, no.
Hai minacciato un ministro.
Ti rendi conto del casino che hai combinato ?
Non ho minacciato. Ho interrogato un possibile sospettato.
Allora... Premesso che sarebbe stato meglio se tu mi avessi avvisato
perché si è reso necessario questo interrogatorio ?
Ecco le foto che ho mostrato al ministro, le aveva Koustas.
La ragazza lavorava al Bodega, è stata uccisa.
- Quindi ? - Koustas minacciava il ministro.
E' un giro di denaro sporco. Il ministro è dentro fino al collo.
Sai chi c'è dentro fino al collo nella merda ? Tu e io dietro di te.
Dovevi avvisarmi di questa bomba ! Sei stato poco professionale !
Hai 24 ore per consegnarmi pistola e tesserino.
Da questo momento, sei sospeso dal servizio.
I miei hanno un allevamento e un negozio di alimentari a Amorgòs.
- Siete mai stati ? - No. - E' un'isola bellissima.
Sono cresciuto lì e non è stato facile ambientarmi qui.
Sono venuto a 20 anni per studiare e da cinque anni lavoro in ospedale.
Se non ci siete mai stati, dovete venire, magari in primavera
per un fine settimana, state da noi. - Sarebbe bellissimo ! Vero, papà ?
Kostas.
Mi hanno sospeso dal servizio.
- Che è successo ? - Sto indagando su un omicidio
e potrebbe essere coinvolto un ministro.
Ho fatto l'errore di non coprire tutto, di andare fino in fondo...
- Basta, è sempre il solito ! - Lo sai com'è papà.
Non ce l'ho con tuo padre, non parlo di lui.
Ce l'ho con il mondo che permette queste ingiustizie.
Era da poco che lavoravo in ospedale
quando un giorno il primario venne da me
e si lamentò perché ero l'unico a non prendere le bustarelle.
Diceva: "Gli altri medici pensano male."
- Tu che hai fatto ? - Ho continuato a non prenderle.
Non farò carriera, ma dormo con la coscienza pulita.
Bene.
Aspetti.
Sto bene.
Sto bene.
Se le viene la tachicardia, ne prenda una.
- Ci mancava questo problema. - Non è per il cuore, è per l'ansia.
- Queste vanno benissimo. - Grazie.
Grazie, Fanis. Sei molto gentile ad accompagnarla a Patrasso.
Non può fare tre ore di pullman a quest'ora.
- Grazie. - Arrivederci.
Andate piano.
[NOTIFICA DI SMS]
- Ti è arrivato un messaggio. - Chi è ?
E' Sotiropoulos. Dice di accendere la Tv.
E' bufera nella polizia sul caso Koustas.
Il collega Sotiropoulos ci spiega che sta succedendo.
Il commissario Charitos, punta di diamante della polizia ateniese
stava indagando sull'omicidio di Koustas
ed è stato sollevato dall'incarico e sospeso.
E' un chiaro tentativo di insabbiare le indagini
per coprire il coinvolgimento di noti politici.
Ah, bravo, Sotiropoulos ! E tu ne parli sempre male .
Ho lasciato pistola, tesserino e i fascicoli del caso Koustas.
Fatica sprecata, puoi riprendere tutto.
- Non sei più sospeso. - Ah, no ? - No.
Dopo il casino di Sotiropoulos, mi ha chiamato il ministro.
Mi ha chiesto di reintegrarti, ti sei salvato
ma ti sei giocato il tuo jolly. Da adesso dovrai stare in campana.
- Grazie. Torno al lavoro. - Aspetta.
Sai perché sono incazzato ?
Mi hai nascosto le informazioni pensando che avrei insabbiato.
Non l'avrebbe fatto ? Mi ha perfino sospeso.
Ti ho sospeso quando hai pestato i piedi al ministro.
Prevenire è meglio che curare, no?
Sono fatto così, lo dice anche lei.
- Mi schianto contro il muro. - Sì
ma una volta ti schianterai talmente forte
che non ci sarà nessuno a raccoglierti.
Pensaci, Charitos.
Sotiropoulos !
- Commissario. - Siediti.
- Bevi qualcosa ? - Un ouzo, ma pago io.
Non voglio che si dica che sono un servo del potere.
Cameriere, un ouzo e un caffè.
- Ghikas mi ha reintegrato. - Bene. - Grazie a te.
Volevo festeggiare con te bevendo l'unico caffè del giorno.
- Non ho fatto nulla. - Hai fatto molto.
Anche se non capisco perché, siamo su fronti opposti.
Il problema è che per te la vita è un conflitto tra fronti opposti
come nella guerra fredda, comunisti e fascisti.
- Non mi interesso di politica. - Ti sbagli, tutto è politica.
Chi dice di non interessarsi alla politica, è fascista.
Lascia stare, non mi rovinare il caffè.
Quando dovrai mettere alle corde un ministro, parlane con me.
Dici di avere avvisato la stampa, ti rispettano.
- Sono un cane sciolto. - Sì...
ma anche i cani sciolti riconoscono la gratitudine.
Sì, ma è tutta in quel bicchiere. Finito quello, nemici come prima.
E' inutile, non cambierai mai.
- Commissario, congratulazioni. Ho saputo che... - Non serve.
Ha chiamato un collega, Makris, dall'isola.
Mi ha mandato le foto del molo turistico tra il 18 e il 21 giugno
e guardi un po' che ho trovato.
Quando hai tagliato e tinto i capelli di nero ?
Dopo le vacanze, le consiglio il mio parrucchiere ?
"Dopo le vacanze."
Quelle trascorse in barca a vela con Christos Petroulias ?
La prima volta che ne abbiamo parlato
mi hai detto di non conoscerlo.
- Avevo una relazione con Christos. - Già lo so
e tuo padre l'ha fatto ammazzare, perché Petroulias lo minacciava
magari rivelando il riciclaggio di denaro sporco.
Però non so come sei implicata in questo omicidio.
Sono la vittima sopravvissuta perché figlia di Koustas.
Non facciamo giochetti. Eri con Petroulias quando è stato ucciso
e sappiamo che tu hai chiamato l'agenzia di charter
per restituire la barca prima del tempo. Quindi, spiegami.
Tuo padre ti ha chiesto di allontanarlo da Atene
per farlo uccidere ? - No.
Io amavo Petroulias e mio padre non poteva sopportarlo.
Mi disse di lasciarlo perché trattava con dei criminali
e gli dissi di no. Da lì ho smesso di parlare con mio padre.
Quando l'ho raccontato a Christos, mi ha detto che avevano litigato
per un rigore che aveva dato alla squadra avversaria.
Da allora si odiavano.
- Quando siete arrivati sull'isola ? - Il 18 giugno.
Siamo stati all'ancora due giorni.
Poi una sera sono saliti due uomini sulla barca e hanno preso Christos.
Ho chiamato mio padre, ma aveva il telefono staccato.
Non ho trovato né Christos, né gli altri tre.
Gli altri tre ? Hai detto che erano due.
C'era un terzo che guidava l'auto.
Ho visto solo che aveva i capelli bianchi.
- Mandas, il buttafuori del Bodega, aveva detto che... - Petros !
Perché non sei andata alla polizia ?
Appena tornata ad Atene, volevo denunciare mio padre
ma lui mi ha detto che non avevo prove.
Il giorno prima era a Larissa per lavoro e c'erano dei testimoni.
Nonostante tutto era mio padre.
Posso andare ?
Vai.
Mai, mai manifestare la tua opinione davanti a un sospettato.
- Niki Koustas è una sospettata ? - Forse sì.
Petroulias si era messo apposta con lei, credeva di essere protetto.
Non aveva capito che Koustas era una carogna
capace di uccidere il fidanzato della figlia davanti a lei
di ridurre il figlio un tossicodipendente
di costringere la moglie ad abbandonare un figlio.
Quindi è certo che sia stato Koustas a far uccidere Petroulias.
Dalle parole di Niki sembra che il gruppo che ha ucciso Petroulias
abbia ucciso anche Koustas.
Quest'uomo con i capelli bianchi...
("Ti ho aspettato. Vado da Melina, abbiamo da lavorare.")
("Non sono riuscita a preparare la cena, scusami.")
("C'è una bistecca, puoi farla ai ferri.")
("Non andare a mangiare fuori e prendi le medicine.")
Cominciamo bene.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
Lambros !
Grazie per la cena, dovrò abituarmici.
- Ora mia moglie lavora. - Meglio tardi che mai.
Dovresti conoscerla, siete diversi, ma potreste starvi simpatici.
Quando vuoi. Sappi che con le donne ho ancora un certo ascendente.
Voi rivoluzionari avete molte ragazze, come i medici.
Mia figlia sta con il mio medico.
Attento, le medicine potrebbero essere avvelenate.
Succede anche che i suoceri uccidano i generi.
- Parli per esperienza diretta ? - Koustas ha ucciso suo genero.
Bel modo di risolvere i problemi di incompatibilità caratteriale !
A proposito, e tu ?
- Che cosa ? - Hai mai pensato di uccidere tuo padre ?
Era meglio giocare a tavli.
- Perché eviti di parlarne ? - Perché per me è difficile.
Ho passato l'infanzia a sopportare i suoi comportamenti autoritari.
Certe volte di notte speravo che morisse nel sonno.
Invecchiando, penso di somigliargli soprattutto nelle cose peggiori.
Ti sbagli, gli assomigli soprattutto nelle cose migliori.
Perché, ne aveva ?
Prima o poi mi dirai quello che sai di mio padre ?
Devi meritartelo.
Perché continuo a parlare con te se non ti capisco ?
Questo è il bello. Senza il mistero, non ci sarebbe la conoscenza.
- Qui c'è solo il mistero. - E' un buon inizio.
Ora mi dirai che sei stato a lavoro fino a quest'ora.
Ero a cena con un amico.
Ah, hai degli amici anche fuori dal lavoro ?
Veramente sul lavoro proprio no.
Sono contenta che tutto si sia risolto.
- Anch'io sono contento. Buonanotte. - Buonanotte.
- Dormi ? - Mh...
Lo so che magari è difficile abituarsi
ma sono proprio contenta del lavoro da Melina.
- Sono contento per te. - Ah, sì ?
Sì, è proprio quello che ti ci voleva, no ?
Un lavoro in un ambiente che ti piace, senza tensioni.
Poi è una sostituzione, è temporaneo.
Posso sempre smettere e fare quello che facevo prima.
Mi aggrappo proprio a questo.
Mi piace quando non litighiamo.
Non diventiamo come quelle coppie in Tv che litigano davanti a tutti.
Devi stare zitta. Già vai in giro a fare la puttana !
Parli così a tua moglie ?
Se non si tiene davanti a noi, chissà a casa.
- Lo avete attenzionato ? - Denuncia sempre qualcuno.
Venerdì ha litigato con uno
che gli ha rubato il parcheggio al bouzoukia.
- Kostas, tutto bene ? - Sì.
Dormiamo che domani devo svegliarmi presto.
Che volete ? Oggi mia moglie mi ha lasciato.
Ha fatto bene, la trattavi malissimo.
Tranquillo, ti facciamo qualche domanda.
Ricordi la rissa al parcheggio vicino ai locali ?
- Era venerdì 12 ottobre. - Mi sembra di sì.
Raccontaci quello che è successo.
Uno mi ha fregato il posto e io stavo per menarlo.
A parte questa conversazione tra gentiluomini
hai notato qualcos'altro, qualcosa di strano ?
Una moto con due persone sopra ?
Ora ricordo, è arrivata una moto con due sopra. Sembravano giovani.
Uno poteva avere i capelli bianchi ? Magari uscivano dal casco.
- Veramente il casco l'hanno tolto. - L'hanno tolto ?
Sono scesi, hanno lasciato la moto e sono saliti in auto.
- Li hai visti ! - Per un attimo.
In effetti uno dei due aveva i capelli lunghi e bianchi.
Invece, l'altro aveva i capelli corti.
- Poteva essere una ragazza ? - Sì, non ho visto bene.
Guarda qui.
- Quello con i capelli bianchi poteva essere lui ? - Sì.
L'altro poteva essere lei ?
Sì, direi proprio di sì.
Ho l'impressione che lei sia ossessionato da me.
Nadia è venuta a prendermi, ceniamo insieme.
Sempre con il vostro permesso.
- Ci può lasciare soli ? - No, lei sa quello che sapete voi.
Dov'eri quando è stato ucciso Koustas ?
A casa mia, con Makis.
E' stato Makis a ucciderlo. Però, il piano era tuo.
Quando Petroulias è morto, ti sei vendicata.
Sei tornata lì dopo il terremoto
hai fatto le foto dove è stato seppellito Petroulias
sei tornata ad Atene, hai cambiato taglio
e ti serviva un complice. Chi meglio di Makis ?
- Non è vero. - Lascialo finire.
Lo avete ricattato con le foto
ma solo per farlo uscire dal locale senza le sue guardie del corpo.
Koustas !
Un piano molto intelligente.
I padrini della notte erano i colpevoli perfetti.
Qualcosa non quadrava, un killer non spara tutti quei colpi.
Sembrava più una vendetta.
Avete lasciato la moto al parcheggio vicino ai locali
poco distante avevate un'auto, l'avete presa e siete andati via.
Portatela in centrale per la deposizione.
- Non è vero, sono tutte menzogne ! - No, c'è una parte di verità.
Le ipotesi sono giuste fino a un certo punto.
Non sono ipotesi. Un testimone oculare ti ha riconosciuto.
- Sì, ero lì. - Quindi confermi di essere complice ?
Sono stata testimone involontaria dei due omicidi.
- Che vuol dire ? - Makis era in uno stato di tensione pauroso
continuava a insultare nostro padre.
Per calmarlo, abbiamo fatto una passeggiata in moto.
- La moto era rubata. - Sapevo che l'aveva in prestito.
Gli ho imposto di guidare io, perché lui era messo male.
Voleva andare al Bodega
aspettava una risposta a una proposta fatta a nostro padre.
Arrivati lì, Makis è sceso per andare al locale.
Qui è tutto come ha raccontato lei.
Ho visto Makis sparare a papà e poi mi ha ordinato di partire.
Che potevo fare ? Aveva una pistola, poteva uccidermi.
Ho messo in moto e sono partita.
E il tizio con i capelli bianchi che con gli altri ha ucciso Petroulias ?
- C'era davvero. - Lo hai inventato per confondere le acque.
Lo racconterai al giudice, ma nessun tribunale ti crederà.
Sono una vittima ! Ho visto i sicari di mio padre uccidere il mio ragazzo
e mio fratello uccidere mio padre.
Quale tribunale non capirà la doppia tragedia ?
Non andrai in prigione. Ti troverò i migliori avvocati
e ti assolveranno.
Grazie, so che mi aiuterai a dimostrare la mia innocenza.
Lascerai Makis all'ergastolo ?
Ho fatto di tutto per lui, ma è morto quando ha iniziato a drogarsi.
Petros, accompagnala in centrale. E' in stato di fermo.
- Vado a casa a prenderti qualcosa ? - Non c'è bisogno.
Domani sarò fuori su cauzione.
Niki è intelligente e furba ed è brava a manipolare le persone.
L'ha fatto con Makis e ora con lei.
Che cosa dovrei fare ? L'ho cresciuta io.
Se è diventata così, è anche colpa mia.
- Va da Makis ? - Dobbiamo arrestarlo.
Va bene, può venire con noi.
Ancora qui, commissario ?
Non ti sei rotto le palle ?
Perché sei venuto ?
Per arrestarti per l'omicidio di tuo padre.
- Ci sei arrivato, finalmente. - Sì. L'hai ucciso insieme a Niki.
Lei ha ideato il piano e tu l'hai eseguito.
Non cadermi ora che pensavo che fossi intelligente.
Mio padre l'ho ucciso io. Niki non ha fatto nulla.
Hai già abbastanza accuse, non prenderti le sue colpe.
Abbiamo le foto dell'isola, dove era seppellito Petroulias
e quelle foto le ha scattate Niki. - Le ho mandate io
e l'ho ricattato chiedendogli i soldi che non ho mai avuto
e ci è anche cascato, quel coglione !
Ho passato la vita a sentirmi dire
che ero un pigro senza talento, un incapace.
Ho dovuto ucciderlo per dimostrargli il contrario.
- Perché hai ucciso Kalia ? - Kalia...
Kalia mi voleva bene, stavamo insieme. Tifava per me.
Diceva che se avessi portato avanti io il Bodega
sarebbe diventato un locale di alto livello.
Era debole. Ha seguito mio padre nel ricatto con il ministro, ma...
era una brava ragazza.
Le avevo detto che avevo ucciso mio padre, poi sei arrivato tu.
Hai iniziato a fare domande e avevo paura che lei crollasse.
- Non potevo rischiare. - Dov'è la pistola ?
Chi lo sa ? Con questo casino, poi...
Pensi che io sia un mostro, vero ? Come mio padre.
Hai ragione.
Lui ha reso me e Niki quello che siamo oggi.
Eravamo di sua proprietà. Ci siamo liberati...
ma rimaniamo comunque dei mostri. - Fermo !
Capisco come ti senti, Makis.
Adesso metti giù quella pistola, altrimenti perché ti sei liberato ?
Per farti ammazzare da noi ?
Ha ragione, commissario.
Meglio morire che vivere in prigione.
Metti giù quella pistola, ti prego.
Commissario !
[COLPO DI PISTOLA]
Ah !
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