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Original subtitles

[CLACSON]

Aiuto, si sente male ! Grazie.

Grazie.

Piano.

- E' forte ? - Sì. - Più di prima ? - Mi fa malissimo.

Ora mi sentono. Scusi, stiamo aspettando da due ore.

- Aspettate il numero. - Nel frattempo lo guardo morire ?

- Adriana... - Roba da matti. Scusami.

- Mi fa male anche la destra. - Dottore, scusi ?

- Deve aspettare... - Il numero, lo so, ma lo visiti.

Penso che stia avendo un infarto.

- Che sente ? - Mi fa male la spalla.

- Spalla o petto ? - Spalla e petto.

Dalla spalla al petto, forse il contrario.

- Le fa male altro ? - Le mani. - Sì, ora entrambe.

- Chiuda gli occhi e alzi le braccia. - Sì.

- Ah, no, no ! - Maria, facciamo l'ECG.

- Ah, piano. - Piano. E' tutto a posto. Ci sono qui io.

Qualcuno mi dice che succede ?

Ha un principio di infarto.

Mi ricovera ? Devo fare un rapporto importante.

Stai tranquillo, andrà tutto bene. Tranquillo.

Kostas, sono qui.

Ci sto mettendo tanto, c'è gente.

Potrei prendergli un kuluri, ma può mangiare ?

Vuoi un caffè ?

- Ecco a lei. - Ti saluto, ci siamo.

- Buongiorno, due caffè, grazie. - Subito.

Spyros, un caffè. Ho dieci secondi.

- Subito, dottore. - Grazie.

Non lo so, ci sarebbe la fila.

Mi scusi, sono in turno.

Scusi lei, allora è esonerato da ogni convivenza civile

tipo chiedere "Mi scusi, potrei passare ?"

- Non se la prenda. Il dottore è impegnato. - Immagino !

Mentre è qui a farsi riverire da dottore

ci sono i malati sulle barelle che aspettano ore per una visita.

- Mio padre stava per morire. - Sono stato maleducato, mi scusi.

- Posso offrirle la colazione ?

- No.

Ti sei fatta male ?

No, tutto ok.

- Ehi. - Ti sei svegliato, finalmente.

- Non dovresti essere a lezione ? - Vi lasciavo soli per una lezione ?

Non sono un mostro.

Non voglio che trascuri lo studio per me. Grazie.

Non lo faccio. Approfitto per andare in Tribunale per la tesi.

- La mamma ? - E' a riposare. Hai un'ora di autonomia.

Poi...

- Ti ho preso questo. - Che cos'è ?

"Dizionario ermeneutico delle parole di Ippocrate", grazie, Caterina

ma non spendere soldi per me. - Mi faceva piacere e sono tuoi !

- Volevo prenderti un kuluri, ma non puoi mangiare. - Certo.

Poi ho incontrato questo stronzo di un dottore...

Buongiorno, signor Charitos.

L'orario di visita sarebbe finito.

Se vuole, può restare.

Io starei meglio, eh. Se dovesse interessare a qualcuno.

Confermo. L'elettrocardiogramma è molto migliorato. Vediamo.

- Bene. - E' fuori pericolo ? - Per ora.

Ringrazi sua moglie che ha riconosciuto i sintomi.

- Gliel'ha detto ? - Certo. - Fantastico.

Mi scusi per l'attesa, ma siamo pochi, i turni sono massacranti.

Rischiamo di perdere umanità.

Adesso chi la tiene, tua madre ? Già pensava di essere un medico...

- Quando posso uscire ? - Stai scherzando ?

- Hai avuto un infarto, 24 ore fa. - Sì, signor Charitos.

- Dovrà restare una settimana. - Scherza ? - No.

Vabbè, ci sono io. Non ci faccia caso, è fatto così.

Si occupa di assassini, ma ha il terrore dei dottori.

Mi fa piacere che sei qui, ma Panos può rimanerci male.

E' il suo fidanzato.

Se ne farà una ragione.

[SQUILLI DEL CELLULARE] - Aspetti. - Grazie.

A più tardi.

Commissario, come si sente ?

- Bene. - Ha una bella cera.

- Questi sono per lei. - Ah !

Non so se dovrebbe mangiarli...

- Novità sul caso Koustas ? - Siamo venuti per salutare.

Sua moglie si è raccomandata di non farla agitare.

L'ho mandata a casa apposta. Sbrigatevi, perché torna.

Dai tabulati risulta che Koustas era in contatto con molti politici.

Sul cellulare, chiamava spesso il ministro dell'Interno

cinque volte nell'ultima settimana. - Certo.

Caso chiuso. Speriamo che il buttafuori abbia un buon avvocato.

- Ma come ? - L'ordine di chiudere deve venire dal ministro.

Non voglio perdere il posto e neanche voi, quindi...

- Altro che padrini della notte. - Kostas Charitos !

- Vuoi farmi vedova ! - E' carne alla brace, sanissima.

Te l'ho detto che non era il caso.

- Stai lavorando. - No. - No, no !

- Siamo passati per un saluto. - Andiamo via.

- Buona giornata. - Si rimetta. - Grazie. - Signora.

Se non muori di infarto, ti ammazzo io. In camera.

Posso ?

- Mi dispiace per stamattina. - Dispiace a me.

Ero un po' agitata, non mi ha preso in un bel momento.

E' preoccupata per suo padre ?

E' fuori pericolo, dipende da lui.

- E' questo che mi preoccupa. - Non è vero.

- Che cosa ? - Che questo ti preoccupa di più.

Scusami, passo la giornata ad ascoltare gente che mente.

"Fuma ?" "Un paio di sigarette al giorno." Due pacchetti.

- Poi diventi un po' psicologo. - E' la mia vita privata.

- E' un casino. - Problemi con il fidanzato ?

Un mio amico è radiologo. Se il fidanzato si comporta male

gli facciamo una TAC, troveremo un problema neurologico.

- Speriamo sia guaribile. - Non si è comportato male con me.

Sono io che l'ho lasciato.

Poco fa, al telefono.

Ma tu sei sempre così...

- Così come ? - Così determinato ?

Scusa, i cinque minuti di libertà sono finiti.

I miei cominciano ora. Spero siano anche di più.

Spero che tutta la tua vita sia libertà

anche accanto a qualcuno. Ciao.

("Clisma: clistere.")

("Lavaggio principalmente dell'intestino o del retto")

("con acqua o altri liquidi.")

Ho saputo del ricovero, sono passato a vedere come stai.

- Posso ? - Certo.

Non è orario di visita, come sei entrato ?

Ho lavorato come volontario sulle ambulanze.

Ho qualche amico in portineria.

"Clisma." Letture allegre.

No, lo uso per distrarmi.

Ti ho visto prima, assorto.

Pensavo a quando ero bambino.

Se prendevo un brutto voto a scuola

mio padre mi minacciava di farmi un clistere.

Non capivo perché lo considerasse una minaccia più delle botte.

Ho capito quando ho fatto la scuola di polizia

quando ci hanno insegnato

che era la tortura dell'epoca dei colonnelli.

Forse è meglio questa per distrarsi.

Tuo padre era forte, ma lo battevo.

- Quando giocavate ? - In clinica andavo a trovarlo

poi quando è peggiorato non ci stava più con la testa.

Perché non ci siamo mai visti ?

A che punto sei con l'omicidio Koustas ? L'ho letto sul giornale.

L'ho risolto, non lo seguo più.

Giochiamo, va'.

Non se ne parla, non esiste. E' in malattia.

- E' vero, ma è una cosa di lavoro. - Per quello ha avuto un infarto !

- Per favore, andate via. - Va bene. Ce lo saluta, allora ?

- Arrivederci. - Arrivederci.

Ehi.

Buongiorno.

I tuoi colleghi sono incredibili.

- Che volevano ? - Hanno scoperto chi era il tizio dell'isola.

- Vogliamo portare gli omicidi qui ? - No, no.

Hai fatto bene a mandarli via.

- Tutto bene ? - Sì, sì.

Sono un po' debole. Le brodaglie di qui fanno schifo.

Non ho mangiato nulla.

- Più tardi ti porto del brodo di pollo. - Grazie, magari.

Anche perché pensa che proprio ieri hanno detto in televisione

che se non mangi abbastanza i succhi gastrici ti perforano lo stomaco.

E io ho una fame... Speriamo bene.

- Vado a fartelo adesso. - Grazie.

Se ho bisogno, chiamo l'infermiere.

Non...

Petros ? Appena vedete uscire mia moglie, tornate qui.

L'abbiamo trovato.

Christos Petroulias, 48 anni, nato a Salonicco

abitava qui, ad Atene. Arbitrava nel calcio di serie C.

- Chi l'ha identificato ? - Un giocatore della Falarikos.

L'ha riconosciuto su un gruppo dedicato alle persone scomparse.

Quindi l'ha trovato Klio.

Non so se ho fatto bene, ma ho portato il testimone qui.

Abbiamo.

L'ultima volta che ho visto Petroulias è stato a metà maggio

giocavamo contro il Tritonas e abbiamo vinto grazie a lui.

E' in testa alla classifica. Lui ci ha dato un rigore.

- Da quanto ho letto, non c'era. - Ah.

- Dici che ha venduto la partita ? - Si dice sempre, ma non è detto.

- Dopo allora, l'hai più rivisto ? - No, ma ne ho sentito parlare.

Sai se faceva un altro lavoro oltre all'arbitro ?

Credo di sì. In serie C sono tutti dilettanti, ma non so che facesse.

Bene, grazie. Ci sei stato di grande aiuto.

- Posso andare ? - Certo.

Rimani a disposizione per una deposizione scritta.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Di sicuro vendeva le partite, ma non poteva dirlo.

Se vengono a sapere che sputtana gli arbitri, lo mandano via.

Ammettiamo che le vendesse, può essere stato ucciso per questo ?

Improbabile, in serie C non ci sono grandi interessi.

- Viveva ad Atene, no ? - Sì. - Senti i vicini.

- Magari sanno qualcosa, tienimi informato. - Commissario.

- Io che faccio ? - Accompagnalo, Petros. Andate insieme.

Aspettalo, Nikos. Prendetevi per mano.

[SUONO DEL CITOFONO]

Non risponde nessuno. Forse dovremmo citofonare agli altri.

Bravo, un'idea illuminante.

Provo a sfondare la porta.

Mettiti in testa una cosa.

Il commissario ti dà dei compiti per darmi fastidio

ma sei sempre l'ultimo arrivato, intesi ?

Polizia, aprite !

Visto ? Non era chiusa a chiave. Mettiti i guanti e non toccare.

Chiama il commissario. [SQUILLI DEL CELLULARE]

Aspetta. Scusa, devo rispondere.

Sì, Nikos. Siete entrati a casa dell'arbitro ?

E' ridotta male. E' stata...

L'hanno messa sotto sopra, cercavano qualcosa.

Non chiamate la Scientifica. Mettete i sigilli.

- Non toccate nulla, voglio vederla così. - Va bene.

- Tesoro, devo andare. - Che fai ?

- Ho paura che combinano casino. - Non puoi semplicemente andartene.

- Ah, bene. Che mi sono perso ? - Diglielo tu...

Cioè, glielo dica lei che non può andarsene.

Sì, eravamo d'accordo che restava una settimana.

Sei simpatico e ti dico come andrà. Ho due modi per uscire

o tu mi firmi le dimissioni, o io me ne vado.

- Se provi a fermarmi, ti arresto. - Papà !

Va bene, se vuole, vada. Sono contento che si liberi un posto.

- Ecco. - Ma niente sforzi e poco caffè.

- Tre, dopo i pasti. - Massimo uno

e ci vediamo tra dieci giorni. - D'accordo.

- Non guidi. Taxi o mezzi. - Ti accompagno.

- Va bene. - Seguirà una cura. Le farò le prescrizioni.

Questa cosa la faccio ai criminali quando li accompagno in cella.

- Perché sei vestito ? - Me ne vado.

- Dovevi stare fino a sabato. - Ho imbrogliato i medici.

- Kostas Charitos... - Ci penso io. Ciao, mamma.

Brodo ?

E' questa, accosta qui.

Avrei tanto voluto guidare la macchina del nonno.

- Non ho fatto in tempo. - Meno male.

Era vecchia, difficile da guidare. Non stavo tranquillo. Ciao.

Non hai detto niente sul nonno dal funerale.

- C'è poco da dire. E' morto. - Sì, ma parlane, magari ti liberi

riesci a piangere. Non ti fa bene tenere tutto dentro.

Non sono affari tuoi. Ci pensa tua madre a preoccuparsi per me.

Scusa, non...

Ci vediamo a cena, mi faccio riaccompagnare da Nikos.

Commissario.

Lasciate stare quei cosi. Le foto così fanno schifo, non si vede.

- Madonna ! Che è successo qua ? - Charitos, polizia.

- Conosceva il proprietario ? - Abito qui sopra.

Gli è successo qualcosa ?

Lo conosceva bene ?

Come si conoscono le persone in un condominio, ci salutavamo.

- Aveva amici, parenti ? - Una volta mi ha detto

che aveva perso i genitori da piccolo.

Perciò nessuno ha denunciato la scomparsa.

Ha visto qualcuno entrare nell'appartamento ?

- Negli ultimi mesi, c'era una ragazza. - Com'era ?

Capelli lunghi, biondi, più giovane di lui, molto carina.

- Quando l'ha visto l'ultima volta ? - A inizio giugno.

Doveva partire per le vacanze, una crociera in barca a vela.

Perciò non era registrato in nessun hotel, è andato in barca.

- Nikos ? - Sì. - Cerca le dichiarazioni dei redditi.

E' difficile permettersi crociere e appartamenti di lusso

arbitrando la serie C. Tu cerca nelle agenzie di charter

e sui registri nautici dell'Attica

per sapere quando è arrivato sull'isola.

Ti pare l'ora di rientrare ? Non dovevi strapazzarti.

- Vuoi qualcosa da mangiare ? Hai fame, vado. - Mamma, lascialo.

Se ha fame, te lo dice.

- Commissario, bentornato. Quando è rientrato ? - Oggi.

- Quando è uscito dall'ospedale ? - Ieri. - E la convalescenza ?

Se continuano a spuntare testimoni e morti ammazzati...

Klio, complimenti per Petroulias.

Ottima intuizione pubblicare le foto sui...

- Gruppi. - Eh, sì.

Ah, scusami, non ci pensavo.

- Come stai ? Meglio ? - Sono ancora qui.

Fammi capire, tu escludi che sia stato ucciso per le partite.

Non lo escluso, ma è improbabile. Perché ucciderlo sull'isola ?

Bruciandogli i polpastrelli, poi.

E perché si sono introdotti in casa?

Non sai che cosa farebbero certi ultras.

Forse l'hanno visto per caso, lo hanno riconosciuto

e gli hanno dato una lezione.

- E la bionda ? - Mh... - Vorrei vedere dove arriviamo.

Senti, Charitos, hai avuto un infarto e mi dispiace

ma sto aspettando il rapporto su Koustas.

E' che non so che scriverci. Per me non è stato il buttafuori.

Non me ne frega niente, mi serve quel rapporto subito

quindi fai come dico io. Su Petroulias, decidi tu.

- Uno a uno, palla al centro e la chiudiamo qua, dài. - Eh.

[NOTIFICA DI SMS]

[SQUILLI DEL CELLULARE]

- Sì ? - Come hai il mio numero ? - Tua madre.

Devo darti la lista delle medicine.

L'uso illecito di dati personali è reato.

Ma tu hai detto che sono... "determinato" ?

Giovedì ho la serata libera, andiamo al cinema ?

Ci penso, ora devo andare.

- Ciao, papà. - Ciao.

- Tutto bene ? - Sì, sono solo felice di vederti.

- Ho avuto la lista delle medicine. Andiamo in farmacia. - Ok.

- Quando torni a Patrasso ? - Mi stai cacciando ?

Che dici ? Sono felicissimo che sei qui.

Mi dispiace che mi fai da autista. Dovresti concentrarti sulla tesi.

- Non ti preoccupare per quello. - E Panos ? Attenta !

- Panos non vuole che torni ? - Ehm...

No, Panos sta... bene.

Voleva venire a trovarti, ma gli ho detto di finire gli esami.

- Hai visto che brava, mamma ? - In che senso ?

Melina ha venduto tutti i suoi lavori, pensavo lo sapessi.

No, non me l'ha detto.

- Allora, che ti sembra ? - Molto carino.

- Abbiamo ordini fino a Natale ! - Che brava, mamma.

- Sicura delle misure ? Sembra fuori scala. - E' una brasiliana !

- Tu sei rimasto alle coulotte della nonna. - Lo sapete voi.

> Mamma, è stupendo. Un trikini l'hai provato ?

E' più complicato con le taglie, il torace...

- Che si mangia ? - Scalda gli avanzi di ieri.

- Ne scaldi anche per noi ? - Grazie.

E come ?

Ma poi insisteva ! Quel colore era orrendo.

A proposito, dimenticavo, ieri su una rivista

ho visto una sciarpa con le frange che si può rifare.

- Bella idea, ma ti chiamavo per altro. - No, no.

Niente caffè. Per te spremuta d'arancia.

- Scusa, parlavo con Kostas. - Vuoi ammazzarlo ? La spremuta ?

Se vogliamo evitare un altro infarto... Dicevi ?

Se hai tempo, puoi venire ad aiutarmi in negozio ?

- Il mio commesso non potrà più venire. - Non lo so.

Si trasferisce in Germania. Ti prego, mi serve una mano.

- Vado. Prendo l'auto. - Scusa un attimo.

- Prendi l'auto ? Chiamo Caterina. - No, no.

Lasciala stare, è in biblioteca.

Bravi, siete d'accordo, fate comunella.

Sai che c'è ?

- Melina, senti, arrivo subito. - Davvero ? - Sì, sì.

- Muoviti, ti aspetto ! - Ciao.

Fai come ti pare. Io esco.

Petroulias ha affittato lo yatch in un'agenzia.

La direttrice dice che ha affittato dal 10 giugno al 20 luglio.

- Il 21 giugno si è presentata una ragazza. - Bionda.

Esatto. La ragazza ha detto che era stato ricoverato

e nessuno poteva riportare la barca ad Atene. Hanno mandato uno skipper.

- Come ha pagato ? - In contanti, in anticipo.

- Effetti personali a bordo ? - Ho chiesto, ma nulla.

Lo yatch è affittato, rientra tra due settimane.

Quindi viveva in un attico da 800 mila euro

e faceva crociere su barche a noleggio. - Per quanto dichiarava...

- Hai trovato le dichiarazioni ? - Sì.

- Quando volevi dirmelo ? - Non le ho ancora relazionate.

Oltre alle modeste entrate degli arbitraggi

nell'ultimo anno ha dichiarato quasi 40.000 euro annui

per dividendi azionari, non precisati. - Precisiamoli.

Ci provo, non sarà facile.

Almeno sappiamo che è morto il 20 giugno.

- Il 21, la ragazza ha disdetto la barca. - Esatto.

Di sicuro è una complice. Lo ha attirato lì e "bum".

- Che ne sai ? Tiri sempre conclusioni. Zitto. - Ma...

Chiedete l'autorizzazione a controllarne i conti.

- Commissario. - Dài !

[SQUILLI DEL CELLULARE]

- Commissario, che succede ? - Tranquillo, Sotiropoulos.

Devo solo chiederti una cosa. Quanto ne sai di calcio e serie C ?

- Ho iniziato con lo sport... - Allora ci vediamo da Marias.

Ho già mangiato, ma berrò qualcosa. A dopo.

Se ti chiedessero di individuare quali partite avrebbe truccato

quali indicheresti ?

Quelle importanti dal punto di vista della classifica.

Questa è la più clamorosa, Tritonas contro Falarikos.

- Quella del rigore che non c'era ? - Anche Lamìa contro Volòs.

Ha evitato la retrocessione al Lamìa con due espulsioni.

Se pensi che facesse i soldi così, sei fuori strada.

E' serie C, gli interessi sono pochi.

Come faceva a permettersi l'attico e la barca ?

- Conosci la difesa a zona ? - No.

E' un'organizzazione della difesa nel calcio

si crea una cintura per non far arrivare gli avversari in porta.

Nella serie C si proteggono gli interessi allo stesso modo

creando una difesa di piccole società gestite da prestanome

per spostare somme di denaro che restano invisibili al fisco.

Sarà difficile capire di cosa si occupava veramente !

- Commissario ? - Non voglio sapere niente

sto scrivendo il rapporto a Ghikas. - Ho i movimenti dell'arbitro.

Ci sono molti piccoli depositi e meno di somme belle grosse, però.

Sono sicuramente soldi sporchi.

Dimmi le date.

Il 6 gennaio.

- Il 2 febbraio. - Il 31 marzo.

Il 12 aprile.

Il 9 maggio.

Il 9 maggio, Tritonas contro Falrikos.

- Ce ne ha parlato il calciatore. - Potrebbe essere una coincidenza.

- Trova il presidente del Falarikos. - Già fatto, Frixos Kaloghirou

La squadra si allena tutti i pomeriggi a Kallithea.

- La accompagno. - Kaloghirou l'ho trovato io.

Se permettete, vado da solo. Devo solo fargli due domande.

- Charitos, polizia. Lei è il presidente Kaloghirou ? - Sì.

Vuole sapere se ho pagato Petroulias per vincere ?

Se glielo chiedo...

E' impossibile, per due ragioni.

La prima è che nessun presidente di serie C

vorrebbe vincere il campionato e passare in B

perché significherebbe più spese, partite.

Vogliamo solo che la squadra sia in perdita

e che le servano finanziamenti. - Perché ?

Per risparmiare sulle tasse.

La seconda ragione ?

Non pagherei mai un arbitro per vincere contro uno come Koustas.

Il Tritonas è di Kostantinos Koustas l'imprenditore assassinato ?

Sì. Anche se era un prestanome, si sapeva.

Koustas avrebbe potuto pagare Petroulias per perdere

e non passare di categoria. - Non è escluso.

Però credo che tra Petroulias e Koustas non scorreva buon sangue.

- Sarebbe a dire ? - Dopo la partita

sono sceso negli spogliatoi e li ho visti litigare.

- Ha sentito che si sono detti ? - No, ricordo solo una frase.

Koustas ha detto a Petroulias che la sua ingratitudine

sarebbe stata punita, o qualcosa del genere.

Commisario, non credevo che tornasse. Sua moglie ha chiamato.

Se richiama dille che non ci sono. Ah !

- Chiedi a Nikos il fascicolo Koustas. - Nikos ha staccato.

Riapriamo il caso Koustas ?

- Capo, che ci fa qui ? Klio ? - Visto ? Ha staccato prima.

Aveva un appuntamento. Di sicuro si è fidanzata.

Succede, quando lavori con le donne.

- E' il rapporto Koustas ? - No, dobbiamo riaprire il caso.

- Come ? - Potrebbe essere collegato a Petroulias.

Dobbiamo indagare. Guardi.

Ascoltami, ufficialmente non riapriamo il caso.

Però, se indagando su Petroulias esce qualcosa su Koustas...

- Tutto chiaro. - Non prendere iniziative da solo.

- Quando mai ? - Appunto, "quando mai ?"

Commissario ! Commissario !

- Buonasera. - Mi fai gli agguanti vicino alla spazzatura ?

Non volevo spaventarla, scusi.

- Come sta ? - Fuori pericolo, per tua sfortuna.

- Che fai qui ? - Vorrei parlare con lei, se è possibile.

- Adesso ? - Sì. - Andiamo su

così saluti Caterina e io mi riposo. - Lei non sa che sono ad Atene.

Possiamo parlare da soli, per favore ? Due minuti.

- Sì, non qui, andiamo da Marias. - Grazie.

Panos, sono il padre di Caterina ma anche un poliziotto

e se devi confessarmi qualcosa... - Non è quello.

Allora perché non hai chiamato lei ?

- Ci siamo lasciati. - Da quando ? - Da una settimana.

"Vi siete" o "la hai" ?

- "Mi ha." - Ah.

Quando lei era in ospedale mi ha chiesto una pausa

ma lo sappiamo entrambi che è un modo per dire che è finita.

Mi dispiace metterla in difficoltà, commissario.

Preferivo quasi la confessione.

La confessione è che sono disperato.

Sì, ma non capisco perché lo dici a me.

Senta, lo so che non le sono mai piaciuto tanto

ma so che è una brava persona e non mi mentirebbe su questo.

Io devo saperlo, commissario.

Sua figlia...

ha un altro ? - Che dici ? Come ti viene in mente ?

Per me non ha senso, stiamo insieme da quattro anni, dovevamo sposarci.

- Nella scatolina c'era un anello. - Sì, non volevo lo sapesse così.

- Perché non le parli ? - Non mi risponde.

Ho chiamato a casa e si fa negare da sua moglie.

Signor Charitos...

io amo sua figlia

e non vorrei perderla. - Panos...

- Che vuoi che ti dica ? - Niente, ma almeno mi ha ascoltato.

Sono a casa.

- Esci ? - Sì, vado al cinema.

- Con il tuo nuovo fidanzato ? - Commissario !

Tu non ci sei mai, sei sempre a lavoro

e quando ci sei, sei troppo stanco. Fanis è un bravo ragazzo.

Fanis ?

Il mio dottore ?

Non facciamola drammatica, stiamo solo andando al cinema.

No, ma continuate pure a tenere i vostri segreti.

Una di voi poteva dirglielo, al povero Panos.

- Da quando è "il povero Panos" ? - Da quando l'ho trovato disperato

qui sotto. - Qui sotto ?

E' venuto fin qui per lamentarsi con te ?

Anche a me dispiace che ci siamo lasciati.

- E ti fai consolare dal mio dottore. - Anche.

Papà, Fanis non c'entra. Io e Panos ci saremmo lasciati comunque.

- Perché ? Sembravate innamorati. - Sì

ma volevamo cose diverse, lui voleva sposarmi, dei figli.

- Te l'avevo detto. - E' vero

ma speravo che avesse cambiato idea, perché ora non voglio.

Dopo la laurea voglio entrare in Magistratura

e comunque, tranquillo, non sto con Fanis.

Stiamo uscendo, da amici. Voglio finire la tesi e si vedrà.

- Si vedrà che vuole il dottorino. - Vorrà sapere dove sono !

Sta per cominciare il film. Dài.

- Ciao, papà. - Ciao. Caterina ?

C'è qualche speranza che la mamma si stanchi di fare a maglia ?

Onestamente ? No.

- Perché ti dà fastidio ? - Si è fissata !

Non pensa ad altro, francamente sono preoccupato.

- Ti preoccupa che non ti fa trovare la cena. - Figurati !

Sai che fa mille cose insieme !

Non sei contento ? Ti sta molto meno con il fiato sul collo.

- Ciao, papà. - Ciao. - Ciao, mamma. - Ciao !

- Faris ! - Sei pesante !

("Difesa: protezione diretta a respingere gli effetti")

("di situazioni svantaggiose o pericolose.")

- Conosci la difesa a zona ? - No.

[SQUILLI DEL CELLULARE]

- Chi è ? - Sono Charitos, dove sei ? - Al locale.

Siamo chiusi e sto controllando che sia tutto a posto.

- Dimmi. - Sapevi che tuo padre aveva una squadra di calcio ?

- Sì, perché ? - Mi servono intestatario e libri contabili.

L'intestatario non conta niente, io mi occupo della squadra.

Posso farti avere i libri contabili... domani mattina.

Perché indagate ancora ? Il buttafuori ha ucciso mio padre.

- Non è affare tuo. - Perché non fai come Nadia ?

Se n'è fatta una ragione.

- Se n'è andata di casa, sai ? - Non vive più con te ?

No, si è levata dal cazzo.

Alla fine vanno via tutti, Charitos.

Lei si fa la sua vita e io la mia.

Almeno può smettere di fingere e vedere il tipo che si scopa.

- Ha un amante ? - Da sempre.

Anzi, chiedile dove andava il martedì pomeriggio

mentre viveva con mio padre.

- Ecco. - Grazie.

Ai colpi di fulmine non ci credo. Nel 2009 ancora ci fanno i film !

Non credi ai colpi di fulmine, ma a quelli di fortuna ?

- Ci credi alle coincidenze ? - Che intendi ?

- Quanti siamo ad Atene ? Almeno tre milioni. - Penso di sì.

- Quindi ? - Sinceramente non immaginavo che...

quella bellissima ragazza

che ho travolto a fine estate nel parcheggio del porto

l'avrei ritrovata per caso e così presto.

- Perché non me l'hai detto subito se te lo ricordavi ? - Scherzi ?

Pensa che cosa triste se ti avessi detto: "Non ci siamo già visti ?"

Come nei film.

Meglio com'è andata, no ?

Molto meglio.

Buongiorno, Klio, ti cercavo.

- Posso offrirle un caffè ? - No, posso prenderne solo uno

e non voglio giocarmelo qui. Mi serve un favore.

- Ricordi la ricerca sui conti di Koustas ? - Certo.

- Fai lo stesso su questi registri di una squadra. - Subito.

Non farti beccare da Ghikas che si è lamentato.

- Massima discrezione. - Brava.

Senti, Klio, io devo proprio dirti una cosa.

- Perché proprio con Nikos ? - Che cosa ?

- Ho capito che state insieme. - Non uscirei mai con Nikos.

- Perché no ? - Perché è un collega !

Non mi porto il lavoro a casa.

Beh, perché l'altra sera siete usciti entrambi alle 18 ?

Lui non lo so, io avevo appuntamento con il mio fidanzato.

- Ah. - Si chiama Alexandros, ha un'impresa di costruzioni.

- Ci sposiamo in primavera. - Auguri.

- Ovviamente lei sarà invitato. - Grazie, se posso, volentieri.

- Non ti dimenticare la ricerca. - No.

Avete sentito ? Klio si sposa.

- E basta ! - Acida, eh ?

"Martedì, amante."

- Dai tabulati della Koustas risultano chiamate strane ? - Tipo ?

- Che facciano pensare a un amante. - Direi di no, commissario.

- Almeno non sul cellulare. - Potrebbe averne un altro.

Petros, devi seguirla il martedì pomeriggio.

- Non è un lavoro da vice. - Lo so, ma lui le ha chiesto un autografo !

- Come fa ? - Era per mia madre. - Riuscirà a non farsi notare.

Scusate, ho cinque minuti. Ghikas sa che sono in bagno.

Ho trovato qualcosa. Sui conti del Tritonas

ogni mese, uno sponsor versa 20.000 euro.

Che pazzo sponsorizza una squadra di serie C ?

Non è un pazzo, sono soldi rubati alle tasse.

- Chi è lo sponsor ? - La PubliHellas, lo fa da tre anni.

Ci lavora la figlia di Koustas.

Voglio sapere tutto sulla PubliHellas

chi la gestisce, com'è organizzata. - Eccola.

Fa parte di un gruppo di società di consulenze.

No, guardi chi era l'amministratore delegato del gruppo !

Il nostro arbitro, Petroulias.

- Ecco da dove vengono i dividendi azionari. - Non ti sfugge niente.

Brava, Klio.

Non sapevo che Petroulias fosse il nostro amministratore delegato.

Non l'ho mai visto in ufficio e alle riunioni.

Potrebbe essere un prestanome di Koustas, come per la squadra.

- E' possibile. - Commissario ?

Venga a vedere. C'è una cassaforte in un ripostiglio chiuso a chiave.

Siamo riusciti ad aprirla.

E' dove abbiamo trovato Petroulias.

- Che ci fanno qui ? - Gliele avranno inviate. Guardi.

Era uno spazio di Koustas.

Aveva ragione lei, qualcuno lo ricattava.

Di certo sappiamo perché il ministro voleva chiudere le indagini subito.

Va a letto con Kalia, la ballerina del buzukia.

[CANTA IN GRECO]

- Ancora qui, commissario ? - Kalia è qui ?

Quindi non lo sai.

Kalia è morta quattro giorni fa.

Overdose.

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