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[frinire di cicale]
[cinguettio di uccelli]
[frinire e cinguettio si intensificano]
- Dallo a me. - [maggiordomo] Grazie.
- Puoi prendere questo, per favore? - Sì.
[Stella] Sì?
[Concetta] Mamma.
Mi hai fatto chiamare?
Questi li dovrai togliere prima o poi.
Diamo tempo al tempo.
[musica triste di piano]
Tuo padre ha deciso di andare a Torino.
Sta valutando se accettare il seggio da senatore.
No.
Non chiedermi di andare con lui.
- [sottovoce] Per favore. - No, mamma.
[sottovoce] Non so se riesco a rivedere Tancredi.
Tuo padre sta molto peggio di quanto tu possa immaginare.
Dalla morte di Paolo non è più lo stesso.
- [la musica continua] - [passi si avvicinano]
Concetta.
Vengo con te.
- [sottovoce] Cos'hai detto? - Ti accompagno. Vengo con te.
Ma è una cosa meravigliosa.
[la musica sfuma]
Se non fosse che lo fai perché te lo chiede tua madre.
Se è vero che ti somiglio,
nessuno mi costringe a fare una cosa che non voglio fare.
Sono una Salina anche io.
[valzer dolce e appassionato]
[conversazioni indistinte]
[il valzer sfuma]
[uomo] Prego, signori.
Zione!
Il viaggio com'è andato?
Un po' lento, eh?
Immagino.
- Concetta. - Cugino.
- [musica intrigante] - [Tancredi] Benvenuti.
Venite.
Da questa parte, vi mostro la casa.
Ah.
Le nostre piccole scaramucce fanno notizia anche qui.
In 4000 sarebbero pronti a marciare verso Roma con lui.
Una totale follia, zio.
E tu, invece, sei rinsavito dalla loro follia?
Non del tutto, Concetta.
Benvenuti, Salina.
[la musica continua]
- Zio. - Cara.
- Concetta. - Angelica.
È bellissima la vostra casa.
Riguardavo questo dipinto: ottima fattura.
Lo penso anch'io.
Anche se i colori non hanno nulla al pari del Bellini appeso a Villa Salina.
- Vero, zio? - Concetta, come sta la zia?
- Puoi immaginare. - [Angelica] C'è una sorpresa.
Dovreste vedere che posto vi ha riservato Chevalley all'opera, zio.
Ci sarà anche il re.
Mmh!
- Stasera? - [Angelica] Certo!
C'è tanto da vedere, non possiamo sprecare un momento.
È a Torino che bisogna stare adesso.
E cos'è che andremo a vedere?
Andremo a vedere il "Nabucco", zio.
Ah!
Peraltro, questa sera, ci sarà l'ambasciatore francese in Italia.
Posso dirlo?
Ancora non c'è niente da dire.
Tancredi è candidato alla luogotenenza presso l'ambasciata italiana a Parigi.
- Parigi? - L'ambasciatore di Francia lo sostiene.
Io vi sarei molto grato se avessi il vostro appoggio.
[principe] Lo avrai.
Vieni, ti mostro la casa.
Concetta come sta?
Bene.
Questa è la tua camera.
[la musica sfuma]
Molto bella.
Sarebbe una nursery perfetta, vero?
Ma è più probabile che diventi una sala da biliardo.
Sono molto felice che tu sia qui.
Lo è anche Tancredi.
Dice che sei la persona più intelligente che conosce.
È sempre stato un diplomatico.
Ti lascio riposare.
[sospira]
[accordi di strumenti d'orchestra]
[vociare indistinto]
[Chevalley] È un onore avervi qui, principe.
Specialmente così poco tempo dopo la tragedia che è avvenuta.
Avete organizzato diverse cose.
Sì, una visita al senato domani
e un piccolo ricevimento la sera.
E poi il vostro discorso al Circolo Nazionale, venerdì.
Permettetemi di presentarvi l'ambasciatore di Francia, Charroux.
- Principe. - Molto lieto.
- [Charroux] Quale onore. - Mia figlia, Concetta.
- [in francese] Piacere, signorina. - Piacere mio.
[campanella]
[in italiano] Sono stupita di come siate diventati così famosi in così poco.
- Non sono sicuro che sia un complimento. - [sorride]
Dimmi la verità, Concetta. Che ne pensi di tutto questo?
Di Torino?
Dell'Italia.
Non è quello che mi era stato promesso.
In che senso?
"Una nave che parte da Messina a Napoli,
e poi il treno…
Roma, Firenze, Venezia…"
[suona "Va, pensiero" da "Nabucco" di G. Verdi]
♪ Va, pensiero ♪
♪ Sull'ali dorate ♪
♪ Va, ti posa sui clivi ♪
♪ Sui colli ♪
♪ Ove olezzano ♪
♪ Tepide e molli ♪
♪ L'aure dolci ♪
♪ Del suolo natal ♪
♪ Del Giordano ♪
♪ Le rive saluta ♪
♪ Di Sionne le torri ♪
♪ [ovattato] Atterrate… ♪
[musica travolgente di archi copre "Va, pensiero"]
♪ Arpa d'or ♪
♪ Dei fatidici ♪
♪ Vati ♪
♪ Perché muta… ♪
Garibaldi ha disobbedito agli ordini del re.
Hanno attraversato lo Stretto di Messina e sono sul continente.
Papà.
- [boato minaccioso] - ["Nabucco" continua in sottofondo]
[musica minacciosa]
[parlottio indistinto]
[boato minaccioso]
[Charroux] Gli ordini del vostro re sono vani?
O ne sono stati dati di nuovi di cui non sono informato?
Il re invierà le truppe a Roma il prima possibile.
Altrimenti non potremo che interpretare questo equivoco del vostro governo
come una dichiarazione di guerra.
- Ambasciatore, portate pazienza. - Perdonatemi, principe. Devo andare.
- Vi prego, restate qui. - Sono atteso a Parigi.
[in francese] Ambasciatore, permettete?
Se ve ne andate, domani non potrete venire alla festa organizzata per mio zio.
E come faremo senza di voi?
Contessa,
se questo incidente si risolverà in fretta, vedremo.
[in italiano] Per ora,
temo di non essere più dell'umore giusto per Verdi.
Principe.
Vogliate scusarmi.
[vociare indistinto]
Zio, se Garibaldi riesce a prendere Roma,
non si fermerà finché non ci combina la repubblica.
E quelli come noi non durerebbero a lungo in quell'Italia.
Se vogliamo che le cose restino come sono,
bisogna che il parlamento si metta al lavoro.
[principe] Non so se questo mondo politico mi affascina o mi respinge.
Ma la cosa che mi rende veramente felice
è vedere che tu stai realizzando tutto il tuo potenziale, figliolo.
Il mio amato nipote, mmh?
La tua carriera è ben avviata, il tuo matrimonio è molto azzeccato.
Eh?
E sono sicuro che tua madre, da lassù,
è orgogliosa di te.
Grazie, zione.
Queste parole significano tanto per me, davvero.
Ah, devi sapere
che sta arrivando don Calogero.
- No! - Sì.
Cerca prove che dimostrino che la sua famiglia ha origini nobili.
[il principe ride]
[strillone] Il re manda le sue truppe contro Garibaldi!
Italia sull'orlo di una guerra civile!
[Chevalley] Principe, il centro politico della nuova Italia.
Il senato.
Il cuore della nostra nuova nazione.
Spero che accettiate di farne parte.
I doni ricevuti per la commemorazione dell'Unità
mostrano veramente quanto variegato sia questo nostro Paese.
Questo è un dono del vostro regno.
Tipicamente siciliano.
In che senso?
Tutti gli altri hanno regalato qualcosa che abbia una funzione, no?
Una sella, una cotta di maglia…
Noi siciliani cosa andiamo a regalare?
Un veliero… Cos'è, in corallo?
Che affonderebbe al primo contatto con l'acqua.
Tutta estetica e vanità.
È esattamente questa consapevolezza di cui abbiamo disperatamente bisogno
in questo momento.
Grazie a uomini come voi,
le iniziative violente come la marcia su Roma di Garibaldi
non avrebbero seguito.
Mmh.
Centodieci.
Questo colore vi starebbe benissimo.
Va bene.
Faremo consegnare l'abito al più presto, principessa.
Vi ringrazio.
Grazie anche a te.
Ho pensato dovessi indossare qualcosa di speciale
alla festa in onore di tuo padre.
C'è sempre qualcosa da fare qui.
Proprio così.
È per questo che mi piace.
E non…
Non desideri mai trascorrere una serata voi due da soli?
Il matrimonio è qualcosa di molto diverso qui.
[bussano]
- Avanti. - [porta si apre]
È del conte Bombello.
- È qui per vederti. - Per me?
Dovrebbe esserci mio padre.
- O Tancredi, almeno. - Concetta.
Non sei in Sicilia.
Le cose si fanno… con coraggio, a Torino.
Dai, vestiti.
- Conte! - Concetta.
- Grazie di avermi ricevuto. - Ma certo.
Vostro padre non è qui?
No, e nemmeno mio cugino.
Però mi hanno detto che qui non si formalizzano.
[solo labiale] Mah.
Non ne sono così sicuro.
Vi ho visto al Teatro Regio, ho pensato che avreste alloggiato qui e…
Infatti.
Non…
Non potevo lasciarmi sfuggire
il momento in cui siamo entrambi a Torino.
Avete una vista eccellente se mi avete notata in mezzo alla folla.
No.
No, affatto.
[ridono entrambi]
No, vi ho visto perché…
perché voi splendete su tutti gli altri.
Per quanto tempo starete a Torino?
Dipende da mio padre.
Accetterà il posto che gli stanno offrendo?
Diciamo che trova l'idea persuasiva.
Mmh.
Voi non supportate il governo?
Io penso che sia…
un compromesso.
Non un nuovo inizio.
Non quello per cui ho combattuto, ecco.
Come mai non siete sullo Stretto con Garibaldi?
Per me la guerra è finita.
Ho una vita da vivere.
Forse posso… tornare a trovarvi, prima che ripartiate?
Non dovete tornare a Milano?
Non c'è nulla che non rimanderei per… passare un'altra ora insieme a voi.
[sospira]
La prossima volta dovrete chiedere a mio padre.
Certo.
Con permesso.
[Concetta ride piano]
- [sospira] - [rombo di tuono]
[musica struggente]
- [passi si avvicinano] - [bussano alla porta]
Avanti.
[cigolio della porta]
[Tancredi] Posso?
[rombo di tuono]
Sei bellissima.
[sospira piano]
Non è stato facile per me vederti in questi giorni, Concetta.
Ah, per te non è stato facile?
[la musica si intensifica]
Beh, forse tu lo nascondi meglio.
Concetta, sei pronta?
Arriviamo!
Dobbiamo andare.
Andiamo.
[la musica sfuma]
[Chevalley] Signore e signori, scusate.
Ho una notizia importante da darvi.
Ecco, ho appena saputo
che Garibaldi è stato sbaragliato oggi pomeriggio
in Aspromonte dal generale Pallavicini.
Grazie all'azione decisa del re,
i ribelli si trovano ora a ben 500 chilometri da Roma.
Ci è anche giunta notizia
che Garibaldi è stato colpito da una pallottola vagante a un piede.
Al piede? Addio marcia su Roma, allora.
[Chevalley] Su questa nota lieta
vorrei proporre un brindisi in onore di un gentiluomo
che presto avremo l'onore di contare tra i nostri senatori.
Il nostro ospite d'onore,
don Fabrizio Corbera, principe di Salina.
[insieme] Al principe!
[parlottio indistinto]
[musica intrigante]
[Angelica] Ha un tratto raffinato, non trovate?
Tuttavia penso che…
il Dolci appeso nella vostra biblioteca abbia una malinconia più espressiva.
Non trovate?
[in francese] Avete visto Parigi?
[in italiano] Ambasciatore, venite a conoscere il generale.
[in francese] Devo obbedire.
[Charroux] Con permesso.
[Angelica, in italiano] Ambasciatore, vi presento il generale Marini.
- [Marini] Piacere. - Piacere.
[la musica si fa delicata]
[la musica sfuma]
Concetta, ho bisogno di parlarti.
Non qui, con tutto il mondo che ci guarda.
E dove?
[musica intrigante]
Ricordati questo indirizzo.
Via Lascaris, 75.
Verrai?
[la musica finisce]
[musica desolante]
[non udibile]
Papà?
Tutto bene?
Sì.
Io vorrei andare via.
Torni con tuo cugino?
Assolutamente, zio.
- Buonanotte, papà. - Buonanotte.
Prendi la carrozza, arrivo il prima possibile.
[musica maestosa e appassionata]
[la musica continua]
[la musica si interrompe]
- Tassoni? - [sorride imbarazzato]
[la musica riprende più lenta]
[la musica finisce]
Sono sorpreso quanto voi.
Che cosa ci fate qui?
Questa è casa mia.
Dev'esserci un errore, allora. Sono mortificata.
No, non credo.
Quando Tancredi mi ha chiesto l'appartamento di nuovo, questa sera,
non avevo idea che la signorina in questione foste voi.
"Di nuovo"?
Anche voi ragazze del convento non siete immuni al suo fascino.
Prego.
Seguitemi.
[musica intrigante]
Seguitemi.
[la musica continua]
[in francese] Buonanotte.
È stato un piacere.
[Angelica] A presto.
[in italiano] L'autorità di un principe si estende al letto di una ragazza ora?
Se è sua nipote, sì.
E se quella nipote fosse stata tradita dal marito
due mesi dopo il matrimonio?
Se è la discrezione che vi preoccupa,
ci sono altri letti.
Alberghi più tranquilli.
Tu…
vuoi essere una Salina…
o vuoi andare a fare la puttana?
[Angelica inspira forte]
Gli uomini parlano di me da quando avevo 12 anni, zione.
Ora tu mi prometti che questo…
non succederà mai più.
[la musica continua]
[la musica finisce]
Mi ha fatto entrare Tassoni.
Porti qui le tue amanti?
Le mie amanti?
Parli come se ne avessi a centinaia.
Mi dovevi dire delle cose.
Da quando ti ho visto al funerale di Paolo non so che fare di me.
Io dovevo solo rivederti.
E il tuo matrimonio?
Se ti preoccupa tanto il mio matrimonio, perché sei qui, Concetta?
La verità è che avevo bisogno di lei.
La desideravo.
Ancora di più nella mia povertà.
E sono stato fedele al mio matrimonio.
Ci ho davvero creduto.
Solo che poi ho capito che…
io e Angelica condividevamo solamente l'ambizione.
E ora mi trovo a passare le giornate
a chiedermi cosa ci sarebbe potuto essere fra me e te.
Allora?
[musica desolante]
[singhiozza]
[porta si apre]
[passi si avvicinano]
Zio.
Ancora sveglio?
Ho riportato Concetta a casa.
È tutto a posto.
Vuoi?
Siediti un momento.
[la musica finisce]
Tua moglie…
ha una relazione…
con quell'ambasciatore francese.
Hai capito, ragazzo, che cosa ti sto dicendo?
Non ti devi preoccupare, zio.
È tutto sotto controllo.
Devi capire che… l'ambizione di Angelica per la riuscita della mia carriera
è diventata più grande della mia.
Cosa diavolo stai dicendo?
Tu l'hai assecondata?
Hai incoraggiato questo schifo?
Su, zio.
Da che mi ricordo, tu hai sempre avuto un'amante.
[musica minacciosa]
Stai attento, perché sono ancora in condizioni di spaccarti la faccia!
Un ruffiano.
Questo sei diventato.
[sospira]
[sospira]
[la musica si fa cupa]
[la musica sfuma]
[uomo] Benvenuto, signor Sedara.
- [Sedara] Stanno facendo colazione? - [uomo] Sì. Prego, da quella parte.
[passi si avvicinano]
Ma la bellezza della gioventù!
Angelica mia.
- Tancredi. - Don Calogero, buongiorno.
Principessa.
Sindaco.
- Avete fame, don Calogero? - Sì.
[verso di sforzo]
Mi devo scusare per mio zio.
- Sta finendo di rivedere il discorso. - Oh, allora è scusato.
Generosissimo da parte vostra venire fin qua per ascoltarlo.
Per essere sincero, ci sarebbe anche un'altra ragione.
Ah, sì?
Angelica, eh, tu lo sai.
Da molto tempo,
noi sospettavamo, con la nostra famiglia,
che potremmo essere imparentati al terzo barone Prizzi.
Solo dalla parte dell'amante, ovviamente.
Voglio avere conferma una volta per tutte se c'è qualcosa di vero.
I bene informati mi hanno detto che a Torino ci sono i migliori araldisti.
Vi auguro tutta la fortuna del mondo.
Però, la spinta di cui avevo bisogno
per intraprendere un viaggio così faticoso,
così a lungo intrapreso,
è che il mio buon amico, il principe di Salina,
sta per ricevere un'altra luccicante medaglia
da appuntare sul petto, eh?
Principessa, dovete essere fiera di vostro padre.
Come sempre, don Calogero.
E vostra madre, si sta riprendendo a poco a poco, mmh?
A poco a poco.
[Sedara] Eh, sì. Eh, eh…
Perdere il proprio erede…
è…
È un dolore…
Non ci posso pensare, non ci posso pensare.
E quel cavallo meraviglioso, una bestia rara, morire così…
Scusate, vado a chiamare mio padre.
Principessa, sì.
Con permesso.
Papà.
[sospira] È arrivato Sedara.
Non è facile, sai.
Come?
Arrivare alla mia età e scoprire che hai sbagliato tutto.
Perché dici così?
Tancredi ha avuto tutto il mio affetto.
E guarda che ne è di lui.
[musica triste di piano]
Paolo, invece, se lo è sempre dovuto conquistare.
E nel cercare di farlo ha trovato la morte.
[pianto soffocato]
[con voce rotta] È stata colpa mia,
anche se nessuno ha avuto il coraggio di dirmelo.
Tu…
Sì, tu ce l'hai il coraggio per dirmelo.
Andiamo, papà.
Dai.
[la musica sfuma]
[uomo] Signore e signori, un attimo di attenzione, prego.
Vorrei dare il benvenuto ai membri del nostro club politico,
ai senatori, agli ospiti, alle nostre amabili visitatrici.
Siamo qui riuniti, oggi,
per ascoltare alcune parole di un futuro senatore della Sicilia:
don Fabrizio Corbera,
principe di Salina.
Prego.
Signori senatori, ministri,
signore e signori.
Dunque, io sono arrivato a Torino solo pochi giorni fa,
ma vi debbo confessare che mi sono stati molto utili,
perché mi hanno aiutato a ricordarmi
chi sono
e cosa sono.
Io sono irrimediabilmente un siciliano.
Noi siciliani abbiamo, per 25 secoli, portato sulle spalle
il peso di magnifiche civiltà eterogenee,
tutte venute da fuori.
Già… Già formate, complete,
e perfezionate.
Insomma, noi non abbiamo mai avuto il piacere
di veder germogliare qualcosa da noi stessi.
Sono 2500 anni
che noi siamo colonia.
Io riconosco che poi…
è in gran parte colpa nostra.
Però, vedete, tutte queste dominazioni
infine ci hanno resi rassegnati.
E adesso
tutto ciò cui noi veramente aspiriamo…
è il sonno.
[risate]
Noi odiamo chiunque voglia venire lì a svegliarci.
Anche se… se poi magari chi viene lo fa con le migliori intenzioni, eh,
come in questo caso,
porgendomi questo meraviglioso regalo.
- [musica malinconica] - Io appartengo alla vecchia classe.
Sono legato al vecchio regime borbonico…
[esita]
…da un legame… di decenza, ecco,
se non vogliamo proprio dire di affetto.
Inoltre, appartengo a una generazione disgraziata,
a cavallo tra il vecchio e il nuovo,
incapace di adattarsi né all'uno né all'altro.
Così,
con grande umiltà,
vi ringrazio,
ma debbo declinare la vostra gentile offerta.
[reazioni incredule]
[voci confuse]
Incredibile.
Chiunque avrebbe accettato l'onore di un seggio,
che gli importasse qualcosa o meno di questo Paese.
Comunque,
in qualche modo,
riesce sempre a rendermi orgoglioso di lui.
Lo dovresti essere anche tu.
Lo sono.
A dopo.
- [Chevalley] Vi prego di ripensarci. - Oh.
Se le persone oneste come voi si tirano indietro,
spianeranno la via a quelle senza scrupoli.
Allora che speranza ci sarà per la nostra giovane nazione?
Davvero, vi prego, principe.
- Ascoltate la vostra coscienza. - Ma è quello che ho appena fatto.
Voi siete un galantuomo, Chevalley.
Sono felice di aver fatto la vostra conoscenza.
[risata cavallina]
E, se me lo concedete,
avrei un nome da proporre per quel seggio.
[Sedara, in sottofondo] …che Garibaldi lo cercava…
Certamente.
Vedete,
il suocero di Tancredi,
don Calogero Sedara?
Alla vostra, signori!
[principe] Lui è l'uomo giusto per questo tipo di situazione.
Tra l'altro,
è anche, ehm, di un casato antico…
o presto lo… lo diventerà, mi dicono.
Mmh?
Pensateci.
Scusate.
- Concetta. - Conte.
Vostro padre è sempre una sorpresa.
Immagino che adesso ripartirete insieme.
Beh, non… Sì, non avrei altra scelta.
E allora… significa che verrò in Sicilia a parlare con lui.
Grazie.
Con permesso.
[valzer dolce e nostalgico]
[Tancredi] Serve altro per il viaggio?
- [principe] Direi di no. - Scusatemi.
È appena arrivata.
Ho dovuto aprirla quando ho visto il sigillo.
La luogotenenza è ufficiale. Andremo a Parigi.
- Congratulazioni a entrambi. - [Tancredi] Grazie.
- Arrivederci. - [Angelica] Arrivederci, principe.
- Grazie di tutto. - Buon viaggio.
Sono felice per te.
Grazie, Concetta.
Hai ottenuto quello che volevi.
Parigi!
[il valzer finisce]
Io devo essermi veramente rimbambito.
Come diavolo ho pensato di poter venire qua?
Ce ne torniamo a casa nostra.
Eh, Concetta?
Mi aspetta una splendida e malinconica vecchiaia.
E tu?
E io?
Ti troveremo un buon marito siciliano.
- Papà… - Verrai a stare vicino a noi.
Papà, per favore.
Così potrai accudire tua madre, aiutare tuo fratello…
Ma basta!
Basta!
Ancora con questa convinzione assurda di poter decidere per la vita di tutti,
di poter controllare tutti, come se fossimo dei burattini?
Io ho bisogno di costruirmi una cosa mia!
Ho bisogno di vivere la mia vita da sola, senza di te!
[singhiozza]
[singhiozzando] Ti voglio davvero bene, papà.
Però non posso vivere nel mondo che hai costruito tu.
Ho bisogno di costruirmene uno anche io.
[tira su col naso]
Il conte Bombello ha intenzione di chiederti la mia mano.
E ho bisogno che tu, per favore, gliela conceda.
Mi devi liberare da te.
[tira su col naso]
[valzer dolce e nostalgico]
E adesso andiamo a casa.
[conversazioni indistinte]
[frinire di cicale]
[il valzer continua]
[il valzer finisce]
[musica maestosa e struggente]
[la musica rallenta e si fa pizzicata]
[la musica finisce]
♪ Spunta lu suli ♪
♪ Spuntanu li bellezze ♪
♪ Bellezze ♪
♪ Chi iò di tia mi nnamurai ♪
♪ Spunta lu suli ♪
♪ Spuntanu li bellezze ♪
♪ Bellezze ♪
♪ Chi iò di tia mi nnamurai ♪
♪ Spunta lu suli ♪
♪ Spuntanu li bellezze ♪
["Spunta lu suli" finisce]
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