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Original subtitles

[coro femminile canta "Ave Maria" di J. Arcadelt]

[parlottio dei curiosi]

[il coro continua a cantare]

[il coro finisce]

[arcivescovo, in latino] Tancredi, vuoi tu prendere Angelica, qui presente,

come tua legittima sposa?

Lo voglio.

[musica desolante]

[arcivescovo] Angelica,

vuoi tu prendere Tancredi, qui presente,

come tuo legittimo sposo?

Lo voglio.

[arcivescovo] Vi dichiaro uniti in matrimonio,

nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

[tutti] Amen.

[la musica si fa struggente]

[rintocchi di campane a festa]

[Sedara] Incantevole, principe.

Incantevole.

[uomo] Principe.

- Come state? - Bene.

- Congratulazioni per il matrimonio. - La ringrazio.

[parlottio]

[la musica si fa intrigante]

Arrivederci, principe.

Arrivederci.

[la musica sfuma]

[cinguettio di uccelli]

- [parlottio degli ospiti] - [musica classica leggiadra]

- [conversazioni indistinte] - Maestro.

- Scusate, scusate. - [tutti tacciono]

Ci sono dei regali da distribuire.

Angelica.

Tancredi.

Fu donata a mia madre da Ferdinando I, a Napoli.

Posso?

[brusio degli ospiti]

[Sedara] Quanta generosità, principe.

Siamo… [esita falsamente commosso]

…onoratissimi.

Zio, non ho parole.

Grazie.

[mormorio]

Angelica, vieni.

Signori.

Ammirate lo splendore.

Falla vedere bene, dai.

Torno subito!

[musica intrigante]

[tintinnio]

[ospiti, sorpresi] Oh!

[non udibile]

Discende da uno stallone

che apparteneva alla regina Isabella di Spagna.

Come si chiama?

Daglielo tu il nome.

Ora è tuo, figliuolo.

Allora lo chiameremo la Gioia di Donnafugata!

[la musica si fa drammatica]

[ansima]

[la musica si fa struggente]

- [la musica rallenta] - [singhiozza]

[Tancredi] Non la possiamo portare con noi.

- [Angelica] A Torino ci sono le stalle. - Certo!

È che… quella poverina è cresciuta tra Madrid e la Sicilia.

Morirebbe di freddo al Nord.

Papà ci resterà male.

[Tancredi] Angelica, eh!

Oh, Concetta.

Ci hai colto sul fatto.

Stavamo già litigando.

Non era mia intenzione, Angelica.

Ma certo, lo sappiamo, Concetta.

Andremo a vivere a Torino.

Tancredi avrà un posto nel nuovo governo.

Sembra noiosissimo, vero? [risatina]

No, niente affatto.

Dovrai essere molto contento.

Ma certo, Concetta, lo sono.

Grazie. [bacio]

Vi lascio.

[sospira]

Non hai perso, Concetta,

se è quello che pensi.

Pensa a chi sei,

al nome di tuo padre.

Potresti avere qualsiasi cosa.

E chiunque.

Tieni.

Ne ho uno per ciascuno di voi.

[musica perturbante]

Ti ringrazio, Angelica.

- [Chiara] Viva gli sposi! - [Sedara] Auguri!

- [donna 1] Viva Tancredi! - [donna 2] Angelica!

[ragazza] A presto!

Ancora tanti auguri!

Mamma.

Dov'è Concetta?

Concetta?

[la musica si intensifica]

[in siciliano] Che ci fate tutta sola?

Su, vi portiamo noialtri. Vi accompagniamo!

[la musica si fa struggente]

Concetta.

[sottovoce] È tornata la principessa.

- Ciao, Concetta. - Concetta.

Scriverò subito al principe.

Al resto penseremo domani.

[la musica si intensifica]

[la musica continua]

- [la musica si attenua] - [Concetta sospira]

[la musica finisce]

[principe] "Vi scriviamo per comunicare la sua presenza

nel nostro sacro convento.

La principessa è infatti giunta da noi

per trovare rifugio e pace

e noi l'abbiamo accolta…

nelle nostre sacre mura…"

- [fiammata] - Ha la testa dura.

[cinguettio di uccelli]

[musica delicata di archi]

[rintocchi di campana]

[schiamazzo delle oche]

[non udibile]

[frinire di cicale]

[la musica continua]

È arrivata una lettera da Torino.

Finalmente il tuo amato Tancredi ti ha scritto.

- [la musica sfuma] - Leggi la lettera, papà!

- Sì, Fabrizio, leggila. - Un momento.

Leggila tu a tutti, dai.

"Zio carissimo,

Chevalley di Monterzuolo,

un uomo di una certa importanza qui nel governo,

vorrebbe farti una proposta.

Aspettati una sua visita in settimana.

E, per favore, trattalo con gentilezza.

Sono sicuro che lo farai.

Vorrei scriverti altre cose,

ma a breve ci sarà un ballo organizzato dal principe della Corona

e Angelica non mi lascerà in pace

finché non avrò valutato l'ennesimo vestito.

[esita]

Non abbiamo dimenticato

che a giorni ci sarà il compleanno di nostra cugina Concetta.

Ti saremmo grati

se tu le potessi portare i nostri più affezionati saluti,

nella speranza che quest'anno porterà con sé

tutto ciò che lei desidera.

Il tuo affezionato nipote…

Tancredi."

[Caterina] Il compleanno è tra due giorni.

Cosa facciamo?

La andiamo a trovare?

[Caterina] Non ci vuole vedere, lo sai.

[Francesco] Dopo tutto questo tempo? Neanche al suo compleanno?

Papà?

Lo ha deciso lei.

Sarebbe utile ricordare che Concetta non è all'Ucciardone.

Sta seguendo un sentiero sacro.

E dovremmo tutti esserne felici.

E fieri.

Non è vero, padre?

Certo, principessa.

Questo è un dono per la vostra famiglia.

Concetta si prepara per i voti.

Se prende i voti, non la vedremo più.

Vorrà dire che è il prezzo che dovremo pagare.

[frinire di grilli]

[principe] Buona giornata.

Stai uscendo?

Sì, sì, devo vedere i miei banchieri, concludere alcuni affari al club…

Faremo tardi.

Probabilmente pernotteremo al Grand Hotel.

Ah, sì? Vai da Concetta?

No.

- Devi lasciarla in pace. - [insofferente] Mmh!

Sta soffrendo ed è nel posto migliore per guarire.

- [sbrigativo] Sì. - Hai altri figli.

Pensa al loro futuro invece che a lei.

- C'è altro? - Sì.

- Rispetta la sua decisione. - Bene.

Promettimelo.

[musica intrigante]

Promesso.

Ecco qua.

Smettete di guardarmi in quel modo se non volete che vi prenda a pugni.

E comunque, non romperò la promessa,

perché sarete voi ad andare da lei.

Su, Bendicò, vieni.

[la musica continua]

- [vociare dei passanti] - [campanacci]

- Sono qua per implorarvi, Concetta. - [la musica sfuma]

Tornate a casa.

Mi conoscete da quando sono nata.

Dovrebbe farvi piacere che ho trovato la mia vocazione.

Quello che fa piacere a me non conta nulla.

A casa avete fratelli e sorelle

e stanno soffrendo per la vostra assenza.

Non metterò in discussione la mia scelta.

E per quanto riguarda voi,

non siete qua per conto dei miei fratelli o delle mie sorelle, che amo moltissimo,

ma per conto di mio padre.

Vostro padre vuole solo che siate felice.

E allora, padre, potete dirgli che lo sono.

Domani è il vostro compleanno.

Nessun padre potrebbe dimenticare un giorno così importante.

[donna] Ciao, cerchi compagnia?

[bussano]

Principe.

Buonasera.

Vatti a mettere al tuo posto, tu.

Posso avere il mio cognac?

[sospira]

[versa da bere]

Grazie.

Vostra figlia Concetta ancora vi fa penare?

[il principe sospira piano]

Quello che avete fatto

lo avete fatto per il suo bene e per il bene degli altri.

Questo è sicuro.

Sposare Tancredi l'avrebbe distrutta, sono troppo diversi.

Ma lei si è fissata, si è incaponita.

[sospira] Ma io sono più testardo di lei.

La riporto a casa, in un modo o in un altro.

Venite con me.

- No, aspetta ancora un momento. - No, venite.

[musica perturbante]

[in latino] …fra le donne

e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori…

[la musica continua]

[Concetta sospira]

[si schiarisce la voce]

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta…

[inspira forte]

[sospira]

[la musica si carica di suspense]

[principe] Da quale lente vuoi guardare?

Da quella che rende il mondo grande

o da quella che lo rende piccolo?

[parlottio in sottofondo]

- Che sta succedendo? - Nessuno lo sa.

[uomo 1] Dobbiamo tenere una posizione precisa,

senza alimentare incertezze.

[uomo 2] Vi assicuro che è la verità,

come è vero che sono qui davanti a voi.

Don Calogero.

Fate preparare una braciola per il cane, che non ha mangiato.

Principe.

Vi ho detto che non c'è bisogno del titolo.

Don Fabrizio.

La vostra Concetta, sposa di Cristo.

Io non riesco a immaginarmi quanto ne siete fiero.

Eh, sì, sì.

Siamo molto, molto fieri.

Dunque…

Vi sarà sicuramente arrivata voce su quelle terre della Chiesa

che il governo intende mettere all'asta.

Sì, naturalmente.

Confinano con le mie.

Sotto

ci sono dei ricchi giacimenti di zolfo.

E quelle terre potrebbero essere comprate per delle briciole.

- No, dico, potremmo essere… - Ma…

forse voi dimenticate che mia figlia sarà presto sposa di Cristo.

Non sarò certo io a trasformare le terre della Chiesa

in una sorta di inferno di zolfo e fiamme.

- Che c'entra… - È la mia ultima parola su questo.

Come volete…

principe.

Un'acquavite.

- [vociare della gente] - [richiami dei venditori]

- [suora 1] Tenete. - [donna 1] Grazie.

[suora 1] Tenete.

Non scordate il latte per il bambino.

Prego.

Un po' di pane, prego.

[donna 2] Un po' di pane.

- Tenete. - Grazie.

[vociare]

[suora 2] Prendete.

[uomo] Che la Madonna vi benedica.

- [donna 3] Grazie. - Tenete.

Signora.

Signora.

Cosa posso fare per voi, sorella?

Non sono una suora.

Non ancora.

Volete offrirmi il vostro aiuto?

Di solito da donne come voi ricevo rimproveri, non carità.

Aspettate.

Aiutatemi a capire.

Com'è la vostra vita?

[sospira lievemente]

Cosa volete da me, novizia?

Conoscervi.

- [carrettiere canta] - [cavaliere incita il cavallo]

[cavaliere incita forte il cavallo]

Dai da bere al cavallo.

Padre, ma voi davvero volete che io vada con lui?

Sì, devi cominciare a renderti conto di un po' di cose.

Sì, ma cos'ha lui da insegnare a me?

Principe, saranno giornate molto dure.

Dici che mio figlio è un pappamolle?

No, ehm…

Se don Paolo preferisce, potremmo partire…

Partirete quando lo dico io.

Come desiderate.

Adesso lasciateci soli un momento.

[Russo] Principe.

Questo viaggio ti servirà.

Devi imparare a prenderti cura delle nostre cose.

Un giorno sarai la roccia su cui poggerà tutta la nostra famiglia.

Mmh?

[valzer struggente]

Sei il mio erede.

Non te lo dimenticare.

Sì, padre.

[principe] Bene.

Prendi pure il cavallo di Tancredi.

Grazie, padre.

[incita il cavallo]

- [la musica continua] - [vociare della gente]

[la musica sfuma nel canto di un coro femminile]

Siete venuta.

Ne sono molto felice.

Non sono sicura che lei sia d'accordo.

Le avevo già parlato.

Quanta influenza per una novizia.

Mio padre è il principe di Salina.

Mmh.

Un uomo importante.

Venite.

Dunque, questa è la vita della principessa di Salina?

C'è pace qui.

Prima non c'era?

Ditemi la verità.

È stato il dolore che vi ha portato qui.

Ma la vita non è solo dolore.

L'amore non è solo dolore.

E che cosa ne sapete voi?

Il vostro non è amore.

- Se non è amore, non so cosa sia. - E le altre donne? Le mogli?

Vostro padre ha un'amante?

Un'amante?

Ha una puttana.

Principessa, non c'è grazia nella rabbia.

E mi avete fatto venire fin qui non per salvarmi,

ma per insultarmi.

Perdonatemi.

Tornerete?

No.

Ma potreste venire voi a trovare me,

visto che siete così curiosa.

[musica perturbante di archi]

[la musica continua]

[la musica si fa struggente]

[la musica sfuma]

[coro femminile canta distante]

Principe.

Voglio vedere mia figlia.

Mi dispiace,

in questo momento non è possibile.

Madre, io…

vi supplico,

a nome mio e a nome di mia moglie, vostra benefattrice,

di convincere mia figlia che il suo posto è a casa, con noi.

Con tutto il rispetto, principe,

io non sono stata messa a capo di questo ordine

per dissuadere le giovani donne dall'idea di unirsi a noi.

È mia facoltà prendere mia figlia

e trascinarla fuori anche con la forza se necessario.

Cosa che, ne sono certa,

migliorerebbe infinitamente la vostra situazione.

Inoltre, Concetta ha espressamente dichiarato

che non intende tornare a casa con voi.

[Leonforte] Buonasera.

Buonasera.

Buonasera, Leonforte.

Don Fabrizio.

Permettete?

Prego, prego.

Grazie.

Volevo chiedervi a proposito del vostro uomo, Russo:

ma di lui posso fidarmi?

Il nostro uomo Russo.

I terreni che mi avete dato ad Argivocale

non è che stanno producendo i profitti che speravo.

Beh, lo so, ma con la terra ci vuole molta pazienza, credetemi.

- Certo, sì. - È sempre così.

Ma voi non siete preoccupato?

- [musica inquietante] - Noi qui, oramai,

siamo poco più che una colonia del Piemonte, no?

I governanti sono lontani.

Io ho come la sensazione che si sia creato una sorta di vuoto

in cui ha trionfato il caos.

E in questa assenza di autorità ci sono certi uomini,

di bassa lega, va detto,

che pensano di approfittarsene.

Uomini di bassa lega come Russo, forse intendete?

Ma anche altri.

- Parlate, su. Parlate chiaramente. - [ghigno ironico]

Salina, io penso che voi abbiate capito benissimo.

Allora vi dico che, se non mettiamo le trappole quanto prima,

questi sorci usciranno in massa dalle fogne

e ci travolgeranno.

[la musica si fa desolante]

[la musica sfuma]

[belati]

[Paolo] L'anno scorso si sono registrate 23 bisacce e 7 coppe di lana.

Non vi sembrano poche?

Mah…

Russo, bisogna ricordare ai fittavoli i loro obblighi.

Don Paolo, glielo ricorderemo dopo.

- Ora vogliamo pranzare? - Va bene.

- Vado a raccogliere un po' di legna. - Ah, vi do una mano.

- Vengo con voi. - Ma no, don Paolo.

Ma riposatevi un pochettino, sedetevi là.

Non voglio trattamenti di favore. Voglio rendermi utile.

- Don Paolo, come volete voi. - Eh.

Allora,

assicuratevi che i cavalli abbiano cibo e acqua.

[musica intrigante]

[uomini, in siciliano] È cruda. È cruda.

Guarda che è cruda.

Vedi che c'è ancora sangue?

[donna] Basta che non si secca troppo.

Don Calogero.

[in siciliano] Dove sei stato? Mi è cresciuta la barba ad aspettarti.

[in siciliano] Mi dovete scusare.

Sua eccellenza mi ha costretto ad accompagnarlo a vedere le sue terre.

Non ci riesco a venire con voi alla miniera.

Russo!

Che diavolo significa?

Vi inginocchiate davanti a lui?

[la musica continua]

Voi non vi inginocchiate se non davanti a mio padre.

Don Paolo, siamo vecchi amici.

Noi… Noi siamo qui a fare gli interessi di vostro padre.

Io lavoro per la maggior gloria del principe Fabrizio, è naturale.

Gli debbo tutto.

Giusto, don Calogero.

Giusto.

Perché, ditemi,

voi, senza il nome della mia famiglia, che cosa siete?

Niente, eh…

Assolutamente niente.

[si schiarisce la voce] Sedetevi…

Favorite mangiare con me, don Paolo, eh.

Portate dell'altro cibo.

Non vi preoccupate.

[Sedara] Quello che è mio è vostro. Sedetevi.

Ah, ecco! Eh.

Vostro padre ve l'avrà detto, no, delle terre a Lercara?

Le terre della Chiesa. Confinano con le nostre.

Sotto la superficie sono ricchissime di giacimenti sulfurei.

La Chiesa, a quanto ci risulta, è costretta a vendere quelle terre.

Mmh, e avete informato mio padre di questo?

No, no… Eh, eh, don Paolo.

Io ho pensato che era meglio… fare un…

fare una stima, no? Del… dell'entità del giacimento.

E volevate farlo senza dirmelo?

[la musica continua]

Don Paolo, è da più di un anno

che una banda di briganti estrae lo zolfo illegalmente.

Sono pericolosi.

Dei senza Dio.

Poi voi sotto la mia tutela siete.

E allora… [balbetta] …se si facesse il giusto investimento,

il nuovo proprietario potrebbe guadagnarci parecchio.

I nuovi proprietari.

Le nostre famiglie.

Pensate a vostro padre quanto può essere fiero di voi, eh?

[la musica sfuma]

- [vociare della gente] - [belati]

E vieni, dai!

Siamo arrivate.

- [uomo urla] - Entrate?

Avete sete? Volete bere?

No, grazie.

Quanti anni avete, signora?

Quanto ancora pensate di fare questa vita?

Potrei morire domani mattina in un incendio.

E l'anima vostra?

- Correrò il rischio. - Corretelo con noi.

Vi basta una parola e vi porterò a casa con me.

Il convento? Quel posto non è la vostra casa.

Casa vostra ha cento stanze e giardini e giardinieri

e affreschi degli dei sul soffitto.

Parlate della casa di mio padre, non della mia. Non più.

A volte anche questa è la sua casa.

Voi non volete farmi avvicinare a Dio neanche la metà

di quanto vogliate punire vostro padre, principessa.

L'anno scorso è venuto a trovarmi mio padre,

dal nostro paese.

Non veniva da dieci anni.

Ha visto come vivevo,

il mio appartamento, le mie comodità.

Sapeva che non ero sposata.

Mi ha sputato in faccia

ed è tornato a casa.

Pregate con me. Volete?

A che scopo?

Vostro padre non è come il mio.

Lui vi ama, Concetta. Desidera profondamente il vostro ritorno.

E qualsiasi cosa voi facciate,

tutto questo non cambierà.

Non accetto nessuna predica

sulla natura dell'amore di mio padre, signora.

Allora accettate questa predica.

Ci sono troppe cose al mondo che voi potete ancora sentire.

So bene quello che vi è successo, principessa,

e il tradimento che avete subito,

quanto siete stata vicina all'estasi,

al vostro primo momento di desiderio.

Questo può ancora tornare.

Può darsi bruci un po'.

Ma meglio vivere che avvizzire.

[musica perturbante]

[Concetta sospira piano]

La vita è la vostra, signora.

Ho fatto quello che ho potuto.

Anch'io.

[arcivescovo, in latino] …per tutti i secoli dei secoli.

[tutti] Amen.

[la musica continua]

E ti rivesti creatura nuova,

creata a immagine di Dio

nella giustizia e nella santità della verità.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

[l'arcivescovo continua a malapena percepibile]

[la musica si intensifica]

- [la musica si attenua] - [uomo 1] Muovetevi! Forza!

[la musica finisce]

Veloci a scaricare!

Forza! Pure tu, forza!

Veloce!

[in siciliano] E svegliati, tu! Forza!

- [boato minaccioso] - Metteteli là, veloci!

Forza!

Russo, diteglielo voi.

[in siciliano] Dobbiamo dare un'occhiata alla miniera e ce ne andiamo subito.

Nel nome del principe di Salina!

[in siciliano] Giacché ci sei, guardami pure nel buco del culo.

Andiamocene, don Paolo.

- Possiamo sempre tornare con più uomini. - [musica inquietante]

Don Calogero, prestatemi due dei vostri uomini.

Senz'altro.

Andate voi… [tossisce] I miei vecchi polmoni non ce la fanno.

- Andiamo. - [Sedara] Continuate.

[inspira] Andate, andate, andate.

Andate.

[Paolo] Nel nome di mio padre, insisto che mi lasciate visitare la miniera!

[la musica si carica di suspense]

[boato minaccioso]

[Russo] Don Paolo!

Don Paolo, vi scongiuro!

Don Paolo, andiamocene.

- [boato minaccioso] - Russo, siete un vigliacco.

Un ignobile villano ripulito e un codardo! Andiamo.

[uomo 2, in siciliano] Fermati, cornuto!

[la musica si carica di tensione]

Ti ho detto: "Fermati!"

[sparo]

[nitrisce imbizzarrita]

- [nitrito riecheggia] - [boato minaccioso]

[principe] Vorrei sapere che ti sta succedendo oggi.

Mi sembri uno stoccafisso.

No, principe, è solo che… oggi non sento tanta passione.

[il principe ridacchia]

Non sente la passione, non sente!

Ma qua il mondo si sta veramente ribaltando!

Ma questo dove l'hai preso?

[urlando] Dove l'hai preso questo?

Tu e Concetta?

Quella mocciosa.

Ma come si permette di mettere il naso nelle mie cose?

[ansima arrabbiato]

E tu come hai osato?

Come hai osato?

Volevo solo aiutare.

Tu a me mi aiuti a fare una sola cosa.

Anzi,

mi aiutavi.

[battere scandito di percussioni]

[respira furioso]

[bussa forte al portone]

[musica minacciosa]

[ragazza] Parlava, parlava…

senza manco respirare.

Mancava l'aria pure a me.

- [colpi al portone] - [principe] Aprite questo portone!

[i colpi continuano]

[furioso] Aprite questo maledetto portone!

[campanella]

[la campanella suona insistente]

[la musica si intensifica]

[battere scandito di percussioni]

[la musica finisce]

[bussano]

[Concetta] Madre, avevate chiesto di me?

[recita del rosario in sottofondo]

È un regalo di mio padre.

E voi lo usate per scrutare il cielo?

È quello che vorrebbe lui.

E quindi voi non lo fate.

- Vedete com'è tratteggiato il bianco? - [incomprensibile]

- [uomo] La somiglianza è… - Buonanotte.

Fabrizio, è il…

Cavaliere Chevalley di Monterzuolo, per servirvi.

[Stella] È l'amico di Tancredi, da Torino.

Domani, domani. Adesso devo andare a dormire.

- Ma Fabrizio… - [Chevalley] No…

- È molto stanco. - Non vi preoccupate…

[musica drammatica]

[Concetta sospira]

[frinire di cicale]

- [la musica sfuma] - [Chevalley] Principessa.

- Accomodatevi. - Buongiorno, padre.

Vi siete offeso per i miei modi bruschi, ieri sera?

Se è così, vi chiedo scusa.

Non dovete chiedermi scusa. Anzi, sono stato trattato molto bene.

Cavaliere, gradite del caffè?

Magari un bicchier d'acqua ghiacciata, grazie.

Potete anche togliervi la giacca, cavaliere.

[Chevalley] Sì.

- Concessioni per chi viene dal Nord. - [risatine]

A me non lo consentirebbe mai.

Se volete rinfrescarvi, perché non provate un po' della nostra granita?

- Grazie, grazie. - [principe] Passategli la panna.

Così è più buona.

- Mmh! - [Francesco ridacchia soddisfatto]

[sospira] È magnifica.

[Stella ride piano]

Proprio ieri sera ho ritrovato la lettera di Tancredi,

nella quale mi riferiva che avete qualcosa da propormi.

Certo, ehm…

Forse adesso non è…

Non ho segreti per la mia famiglia.

[sospira]

Il governo ha intenzione di nominare alcuni illustri siciliani

come senatori del Regno.

E non c'è nome più illustre del vostro, principe.

Siete venuto fino a qui per propormi un seggio

nel senato di questa vostra nuova Italia.

L'Italia è anche vostra.

- Meno male che non c'è Paolo. - [risatina]

- Il nominativo. - Cavaliere,

don Fabrizio è un pari del Regno di Sicilia.

Senatore? Non vi sembra un ufficio un po' umile per un uomo del suo rango?

Principessa.

Il cavaliere non aveva in animo di insultarmi.

Fabrizio, non starai seriamen…

Parlate.

Grazie, principe.

Come sapete, il nostro Risorgimento non è ancora compiuto.

Venezia è sotto il dominio austriaco e Roma del papa.

A me risulta che Garibaldi voglia proprio marciare su Roma.

Tuttavia, il re glielo ha proibito.

Un esercito italiano contro il papa

significherebbe una guerra con la Francia.

E la fine di questo nuovo regno.

Il Paese è giovane e fragile

e ha bisogno della spinta degli abitanti più forti.

Ha bisogno della Sicilia e ha bisogno del Gattopardo.

[passi veloci]

Signor Mario!

[bisbiglia]

- Principe… - [musica cupa]

…don Paolo…

Tua madre, le tue sorelle.

- Fermale! Fermale! - Ferme, aspetta. Aspettate!

[la musica si intensifica]

[ansima]

[Francesco] Chiara, no!

[Stella, piangendo] Paolo!

[urlando straziata] Paolo!

- [le donne piangono] - [Francesco] Mamma!

[urlo roco di Stella]

[urlando straziata] No!

[piangendo] Lasciami, Fabrizio!

Lasciami!

- [urla straziata] - [la musica si fa funerea]

[piangendo] Bambino mio.

Principe, il cavallo fu.

No!

[la musica si fa straziante]

Il cavallo fu!

[Stella singhiozza]

[Stella, urlando dilaniata] No!

[pianto soffocato]

- [nitrito] - [tonfo]

[principe] Stella.

[piangendo] Vieni.

Vieni.

Stella, vieni via.

[riecheggiante] Stella, vieni.

[la musica copre ogni suono]

[la musica sfuma]

[musica mesta]

[mormorio indistinto]

[tutti, in latino] Santa Maria, Madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne

e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.

[la recita del rosario continua]

[la musica continua]

[la musica si intensifica]

Principe.

Che perdita.

Che dolore senza fine.

- ♪ Ah, non credea ♪ - [passi lenti si avvicinano]

- ♪ Mirarti ♪ - [cala il silenzio]

♪ Mi fa ♪

♪ Sempre sublime il tuo cor ♪

♪ Non potesti più ♪

- ♪ Non potesti gioir dell'amor ♪ - [la recita del rosario riprende]

Concetta.

♪ Mio solo, unico, dolce fior ♪

[vocalizzo]

[vocalizzo]

[vocalizzo]

[vocalizzo]

[vocalizzi]

[vocalizzi]

[vocalizzo]

[la musica continua]

[sussulta piano]

[sospira]

[la musica rallenta]

[la musica sfuma]

[musica maestosa e struggente]

[la musica rallenta e si fa pizzicata]

[la musica finisce]

[valzer struggente]

[il valzer finisce]

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