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IO NON HO PAURA
(SQUITTIO Dl TOPI. RUMORE Dl GOCCE D'ACQUA)
(CORVO GRACCHIA)
Maria: Michele! - Maria!
Maria: Sono caduta!
Salvatore: Dove vai?
- Si sono rotti! - Te l'avevo detto di non venire.
E adesso?
Ci mettiamo lo scotch. Vieni.
Michele: Dai, Maria, corri!
- Che schifo! - Sono passati di qui.
C'è una casa!
Salvatore: Complimenti. Finalmente ce l'hai fatta!
Mia sorella si era fatta male.
- E gli altri? - Sono andati giù.
- E chi ha vinto? Chi ha vinto? ll Teschio.
(CORVO GRACCHIA)
- Teschio: 'Sto posto è mio. - Michele: Come, è tuo?
È mio perché l'ho visto per primo.
Teschio: Le cose sono di chi le vede per primo.
Chi fa la penitenza?
Sei arrivato ultimo e tocca a te fare la penitenza.
Michele: lo mi sono dovuto fermare perché mia sorella si era fatta male.
- Hai perso. - A chi tocca fare la penitenza?
A lei!
Non è giusto, tocca sempre a me. Facciamo la votazione, no?
Non può decidere sempre tutto lui.
Facciamo la votazione. lo dico che tocca a te.
- Pure io. - Pure io.
- Pure io. - Pure io.
Visto?
Che devo fare?
- Ce la devi far vedere. - Te lo puoi scordare.
- Cos'è che ci deve far vedere? - Ssst.
- Hai perso e lo fai. - No.
No?
E non dite niente voi?
Va bene. Però non ci vengo più con voi. Stronzi!
Teschio: Che fai, piangi? - No, non piango.
Ferma!
La faccio io. lo sono arrivato per ultimo.
Barbara: Cazzo!
Teschio: Ci devi camminare sopra.
(bisbigliando) Lui era l'uomo lucertola..
..e poteva anche camminare sui muri.
(bisbigliando) E poi diventa l'uomo di vetro, se cade si spezza.
- Che dici? - Niente.
Teschio: Adesso attaccati al ramo e scendi.
Michele,..
..dammi gli occhiali.
- Mi sono caduti. - Mamma ti ammazza.
Aspetta qua!
(CORVO GRACCHIA)
(RUMORE Dl LAMIERA)
Una grotta piena d'oro e di pietre preziose.
- Li hai trovati? - Corri, ché abbiamo fatto tardi.
C'è mamma!
Anna: Ma dove siete stati? Vi ho cercato dappertutto!
Ma quante volte vi ho detto di non allontanarvi, eh?
Michele guarda che stavolta....
- Siamo andati.... Anna: A casa, di corsa!
È arrivato papà!
Michele: Papà!
Miche', sei pesante! Bella di papà, vieni qua, dai un bacio a papà.
Pino: E allora, dove siete stati?
A giocare, al torrente. Ma quanto resti?
Pino: Resto un po'. Ma che hai fatto? Li hai rotti?
- Un'altra volta? - È caduta.
Ma si possono aggiustare con lo scotch.
- Michele, che ti avevo detto? Pino: Lascia stare.
Hai fatto le flessioni?
- Non è vero. - È vero, le ho fatte!
Ora vediamo. Se non mi batti, niente regalo.
- C'è un regalo? Che regalo? Maria: Che regalo? - Ora vedi.
Allora...
(VERSI Dl SFORZO Dl MICHELE. PINO RIDACCHIA)
Pino: E che Cristo, che c'hai la ricotta al posto dei muscoli?
Pino: Dai... Eh?
Sei una femmina, Michele.
Pino: Dai, Mari', aiutalo tu.
(PINO RIDACCHIA)
(MICHELE E MARIA ESULTANO)
Michele: Il regalo! Dacci il regalo, adesso!
Anna, prendi la scatola.
Pino: Piano piano!
(SUONO Dl CARILLON)
- Una barca. Pino: No.
Non è una barca. Quella è una gondola.
- E che cos'è? Una barca che sta solo a Venezia.
- Michele: Con un remo solo? - Cos'è un remo?
È un bastone che muove la barca.
- Bello! - Pino: Eh, no.
Con questa non si può giocare.
> Speaker: Sono state rinvenute a Rignano Flaminio dai carabinieri..
..del nucleo speciale per la tutela del patrimonio artistico di Roma..
..due preziose sculture del Cinquecento..
..che sono attribuite a Benvenuto Cellini.
Anna (in dialetto lucano): A chi tocca prendere il vino?
- A Maria. Maria: Non ho voglia, vai tu. Michele: No!
- Tocca a te. - Non ci vado.
- E perché? - Mi fa male la testa.
Michele: Non è vero! Dici sempre così!
(in dialetto) Zitti! Fatemi sentire! Che Cristo!
Anna: Finitela! Vai tu, Michele.
- Michele: Ma non è giusto. - Eh!
> Speaker: Dopo le sconfitte riportate dai fiorettisti....
Pino: Allora, che è successo?
Tocca a lei andare a prendere il vino.
Sapete che facevano i soldati in guerra..
..per decidere chi doveva andare a fare le missioni mortali?
Pino: Chi prende quello senza testa, ci tocca andare.
(entusiasta) Tocca a te!
Hai perso! Ci vai tu a prendere il vino.
Michele (bisbigliando): E allora lo seppelliscono..
..e rimane lì nella pancia della terra,..
..in mezzo a segreti, morti, ossa, scheletri e buio.
(CORVI GRACCHIANO)
(MICHELE SOSPIRA)
(MICHELE GRIDA)
(GRUGNITO Dl MAIALI)
Michele: Ooh?
(MUSICA E VOCIARE)
Ma dove sei stato? Tua madre ti stava cercando.
Mi sa che si sono arrabbiati.
Donna: Stanno comode queste scarpe?
Dai, così le possiamo comprare.
Speriamo che mia madre si convince, sono veramente belle.
- Donna: Anna, che ne pensi? - Fammela vedere. Che dici?
Quanto vuoi per 'ste scarpe?
- Assunta: Quanto costano? - Uomo: Eh! Ma è un buon modello.
Se no ne ho pure delle altre.
Felice: Pino! Ci sta tuo figlio.
- Dove sei stato? Michele: A fare un giro.
Ma quale giro e giro? Lo sai che ore sono?
Sono quasi le due! E nessuno sapeva dove stavi.
Tua madre è pure venuta a cercarti.
Miche', la devi smettere di fare come cazzo ti pare a te, chiaro?
Se no, se vuoi fare come vuoi tu, allora è meglio che te ne vai.
(in dialetto) Vattene.
(in dialetto) Vattene!
(BRUSIO DEGLI UOMINI)
Maria: Michele, scendi!
Michele: Che vuoi? - È pronta la cena.
Digli che io non sono più figlio loro e che non torno più.
Non sei nemmeno più fratello mio? - No!
Allora mi posso prendere i tuoi giornalini? - No.
Quello non c'entra.
Guarda che mamma si arrabbia.
- Papà dov'è? È uscito. Torna tardi.
- Che c'è da mangiare? - ll purè e l'uovo.
(PASSERO CINGUETTA)
(BRUSIO)
Barbiere: Guaglio'! Ben alzato!
Che è stato? Sembra che sei caduto dal letto.
- Avevo dei pensieri. Barbiere: Che pensieri?
Vieni qua, dai un bacetto a papà.
- lo credevo che eri arrabbiato. - E che pensieri tenevi?
- Anna: E dillo, no? - Pensieri tristi.
Pino: Giovano', preparati che stasera facciamo braccio di ferro, eh?
Anna!
Fai una cosa, comprami i würstel.
Michele: Papà, quando torni? - Tardi!
Remo: Michele.
Remo: Un, due, tre, stella!
Michele.
Salvatore: Che fai? - Non gioco più.
Vuoi che vengo con te?
Teschio: Lascialo perdere.
Filippo (con un filo di voce): Acqua.
Ma che sei vivo?
- Filippo: Acqua. - Che hai detto? Non ho capito.
- Acqua. - Hai sete! Vuoi l'acqua?
Filippo: Sete. - Aspetta, aspetta.
(FILIPPO BEVE)
Filippo: Fame.
Hai fame? lo non ho niente da mangiare.
Senti, io ora devo andare a casa.
Se vuoi domani ti posso portare qualcosa.
Ma sei un bambino?
(MUSICA LIRICA IN SOTTOFONDO)
(CANE ABBAIA)
(in dialetto) Che ci fai qua?
lo ti conosco, tu sei il figlio di Amitrano. È vero?
Voi non ci dovete più venire qua. Se vi vedo ancora qua....
Li vedi quelli lì? (MAIALI GRUGNISCONO)
Hanno sempre fame. Pure le ossa vi mangiano.
(CANDELA GRUGNISCE)
Anna: Miche'...
- Che stai facendo? - Niente. Stavo giocando.
Rimetti tutto a posto, va'.
- Non mi va più. - Mangia quella carne.
Maria: Non posso, mi fa venire mal di testa!
- Non ce la faccio più con te! Pino: Anna... Se non le va!
Che sarà mai?
Pino: Tra qualche giorno viene a stare una persona qua.
Perciò, niente storie e niente lagne. È chiaro?
E chi è questa persona?
Un amico.
- E come si chiama? - Sergio.
Maria: Che nome buffo.
> Michele (bisbigliando): Un papà e una mamma..
..aspettano un bambino.
Invece ne nascono due, uno biondo e uno bruno.
Uno è normale e l'altro è pazzo. Quello biondo è pazzo.
Quando lo allatta, la morde e le fa uscire il sangue insieme al latte,..
..e la madre non lo vuole più.
Allora, gli dice al padre che lo deve uccidere.
Il padre lo prende e lo porta su una montagna altissima,..
..e poi però non ce la fa a pugnalarlo perché è peccato.
E allora scava un buco e lo mette dentro.
E gli porta da mangiare e da bere, così il bambino non muore.
Così lui..
..non... muore.
Ciao, Michele.
Beh? Che ti serve?
Con 500 lire che posso comprare?
Che ne so, dipende da quello che ti serve.
- Una cosa buona, da mangiare. C'hai i Ringo? No.
l dolci stanno là.
Un Buondì Motta o anche un Kinder.
Un Kit Kat.
Sono tutti molto buoni.
- Assunta. - Che c'è, Michele?
Se uno ha fame, con 500 lire che può comprare?
E che si può comprare? ll pane.
Quando uno c'ha fame, si compra il pane.
(FELICE ASCOLTA ''SE TELEFONANDO'')
Felice: #Se telefonando io# #potessi dirti addio, ti chiamerei.#
Michele: Senti, ti devo chiedere una cosa.
Conosci Felice? Il fratello del Teschio, Felice Natale?
lo lo odio Felice.
Ma è lui che ti dà da mangiare?
No, perché l'ho visto che veniva via da questa parte,..
..e pensavo.... (CORVO GRACCHIA)
Michele: Adesso vado a casa.
Va bene?
Michele: Ciao, eh.
Ma sei sordo?
Senti, scusa, mi è venuta in mente una cosa.
Me lo ridai quel pane se non te lo mangi?
Senti, te lo spiego. Se arriva Felice e lo trova, quello lo capisce.
Michele: Allora lo vengo a prendere io.
(MICHELE SOSPIRA)
(GRIDO Dl RAPACE)
(GRIDA DI RAPACI)
(SQUITTIO Dl TOPI. RONZIO Dl MOSCHE)
(MICHELE ANNUSA L'ARIA)
Senti...
Ma tu come ti chiami?
Michele: Come si chiama tuo padre? Mio padre si chiama Pino.
Pure il tuo si chiama Pino, per caso?
- Vabbè, me ne vado. Filippo (sottovoce): Gli orsetti.
Michele: Hai parlato?
Non capisco.
- Filippo (sottovoce): Gli orsetti. Gli orsetti?
- Come, gli orsetti? - Filippo: Gli orsetti lavatori.
Se lasci la finestra aperta entrano in casa..
..e rubano le torte, i biscotti... - Ma qui non ci stanno gli orsi.
Filippo: Gli orsetti lavatori possono anche mordere l'uomo.
Piuttosto, mica ieri ti sei mangiato una fettina di carne?
È molto importante.
Filippo: Tu sei l'Angelo Custode?
lo non sono l'Angelo. E chi è l'Angelo Custode?
Filippo: Quello che dice le cose vere.
A me lo puoi dire. Non lo dico a nessuno.
(RUMORE Dl CATENE)
lo non sono l'Angelo. lo sono Michele.
Michele Amitrano, quinta B.
(RUMORE Dl CATENE)
Filippo (sussurrando): Sono morto?
- Che dici? - Sono morto?
- Morto? Come morto? - Filippo: Sono morto!
(urlando) Sono morto! Sono morto! Sono morto! Sono morto!
Sono morto! Sono morto! Sono morto!
> Michele: Ti ricordi quando la signora Destani.
..ci aveva raccontato il miracolo di Lazzaro? Salvatore: Sì.
Michele: Secondo te, quando Lazzaro è risorto lo sapeva di essere morto?
Salvatore: No. Secondo me, pensava di essersi sentito male.
Secondo te, solo Gesù può far rivivere un morto?
Boh! Però mia zia mi ha raccontato una storia vera.
Che una volta a uno gli è morto il figlio..
..tutto maciullato sotto una macchina.
ll padre non riusciva più a vivere, piangeva tutto il giorno.
Allora è andato da un mago..
..e gli ha dato tutti i soldi che aveva per fargli rivivere il figlio.
ll mago gli ha detto: ''Torna a casa che tuo figlio tornerà stanotte''.
ll padre si è messo ad aspettare, ma il figlio non tornava.
Allora è andato a letto.
Poi ha sentito dei passi in cucina.
Si è alzato felice e ha visto il figlio maciullato,..
..con il cervello che gli colava.
Il figlio gli ha detto che lo odiava perché era colpa sua se era morto.
Lo aveva lasciato in mezzo alla strada per andare con le donne.
E allora?
Allora, il padre ha preso la benzina e gli ha dato fuoco.
- Ha fatto bene. - Ha fatto bene sì.
- (sottovoce) Che fai? - Mi scappa la pipì, dormi.
> Barbiere: Che dicono a Milano? > Sergio: Che cazzo vuoi che dicano?
Barbiere: Ci avevano detto che 'sta storia finiva prima.
Sono già dei mesi. Che succede? Non si capisce!
Sergio: Tu non devi capire niente. Voi meno pensate, meno cazzate fate.
(in dialetto milanese) Ci vuole il suo tempo.
(in milanese) Ci vogliono 6 mesi.
- 6 mesi? Sergio: 6 mesi, un anno, quello che ci vuole.
(in dialetto) Col cazzo che io per un anno....
Barbiere (in dialetto): Zitto! Ma perché non ci dicono niente?
Tu non devi sapere niente.
(in milanese) Voi dovete solo tenere nascosto il bambino.
Tenere nascosto il bambino e stare calmi.
Avete fatto una cazzata dietro l'altra.
Questo qua è il più rimbambito di tutti.
Gliel'ho detto che non siete capaci.
Barbiere (in dialetto): Dobbiamo stare calmi.
Calmi? Ma che calmi? Quelli non pagano!
Dicevi che ai Carducci gli uscivano i soldi dal culo.
Tutte puttanate.
Sergio: Te taci. Te taci,..
..che te sei peggio di tutti qua. E sai perché? Perché pensi.
- lo? - Sì.
Sergio: Vaffanculo, va'. Il grande esperto del mio cazzo.
Tu sei un deficiente, ecco cosa sei. Te lo dico io!
(SIGLA DEL TELEGIORNALE) Barbiere: Il telegiornale!
Anna, spegni la luce. Alza il volume.
> Speaker: Buonasera. Difesa dei diritti umani..
..e pazienza nel negoziato, dice Carter a Berlino.
> Domani a Bonn inizia il vertice dei Paesi industrializzati.
> Allarme a Trento per una nube tossica sprigionatasi....
Pino: A me uno.
Assunta: Forse manco oggi ne parlano. Anche ieri..
..non ne hanno parlato. Sergio: Allora?
Non si sente niente!
Pino: Eccolo! Eccolo!
> Speaker: In tutta la regione continuano senza sosta..
..le ricerche del piccolo Filippo, sequestrato a Milano.
> Gli inquirenti stanno seguendo una nuova pista..
..che sembra portare a buoni risultati.
> Trasmettiamo ora un appello della signora Luisa Carducci ai rapitori..
..di questa mattina. - E questa che cazzo vuole?
> Luisa: Sono la madre di Filippo.
Mi rivolgo ai sequestratori di mio figlio.
Vi imploro, non fategli del male.
È un bambino buono, educato, molto timido.
> Vi imploro di trattarlo bene.
La cifra che avete chiesto è molto alta,..
..anche per la nostra famiglia. - Vedrai che i soldi li cacciano.
Avete minacciato di tagliare un orecchio a Filippo.
> Vi supplico di non farlo.
E poi c'è un'altra richiesta che vi devo fare:
..dite a Filippo che la sua mamma e il suo papà gli vogliono tanto bene..
..e lo pensano sempre. - Felice: Due orecchie gli tagliamo.
Due!
E tu chi sei?
Sono Michele, Michele Amitrano.
Sembra il nome di un cantante.
lo sono Materia Sergio.
Piacere.
Non te l'hanno insegnato che prima di entrare in un bagno si bussa?
Mi scusi.
(in dialetto) Sei il figlio di Pino? - Cosa?
- Sei il figlio di Pino? - Sì.
Sei un tipo silenzioso.
Mi piacciono i bambini silenziosi.
E sei anche ubbidiente?
(in dialetto) Allora chiudi, e fuori dai coglioni!
- Cosa? - Chiudi la porta e vai fuori dai coglioni!
Michele: Mamma!
Mamma!
- Chi è quello nel bagno? - (in dialetto) Che vuoi? Lasciami.
È Sergio, l'amico di tuo padre. Te l'aveva detto che veniva, no?
- E quanto rimane? - Non lo so, qualche giorno.
Passami l'altra roba, va'.
- E dove dorme? - Nel letto di tua sorella.
- E lei? - Con noi.
(in dialetto) Passami quella.
- E io? - ln camera tua.
Michele: Non voglio stare con quello!
Anch'io voglio stare nel letto vostro.
Basta! Non dire fesserie.
(in dialetto) Ma dove ti metto? Sei troppo grande, non c'entri!
- Mi faccio piccolo piccolo. - Ora basta! È così e basta!
Vieni qua.
Vieni.
Anna: Senti, io proprio non ce la faccio più.
Ma che ne sai tu?
Non ti ci mettere pure tu. Fallo per me.
- E dai! - Non è giusto.
Anna: Ma è solo per poco.
(''PAROLE PAROLE PAROLE'' IN SOTTOFONDO)
Felice: #....non cambi mai,# #non cambi mai!#
Tu sei il mio ieri, il mio oggi, il mio sempre.
Inquietudine.
#Adesso ormai ci puoi provare.#
#Chiamami tormento dai,# #già che ci sei.#
Tu sei come il vento che porta i violini e le rose.
#Parole parole parole.# #Ascoltami.#
#Parole parole parole.# #Ti prego.#
#Parole parole parole.# #Ti giuro.#
#Parole parole parole, soltanto# #parole, parole tra noi!#
Ma vaffanculo, va'!
Tu ti chiami Filippo, vero?
Michele: Tua madre dice che ti vuole bene e che le manchi.
Lo ha detto ieri alla televisione. E ha detto di non preoccuparti.
Filippo: Mia mamma è morta. - Cosa?
Filippo: Non è vero! Mia mamma è morta!
E anche il mio papà e anche la nonna! Sono tutti morti e vivono nei buchi!
Per caso tua mamma è bionda?
E c'è anche un quadro con una barca a casa vostra?
Non è una barca. È un veliero.
Michele: Lo vedi?
Tua madre stava alla televisione e si vedeva il veliero.
Ha detto che ti vuole molto bene, e anche il tuo papà.
E allora perché non mi vengono a prendere?
- Non lo so. - E perché me ne sto qui?
Questo non lo so.
Filippo: Tu non sai niente!
Vattene! - Smettila! - Non sei l'Angelo Custode!
Filippo: Lasciami in pace! Michele: Basta!
Michele: Smettila!
Filippo: Vattene via!
lo sono venuto fin qua per te,..
..ho fatto tutta questa strada e tu mi cacci via! - Vattene via!
Va bene, io me ne vado, e non torno mai più.
E qui starai sempre solo, e ti taglieranno anche le orecchie.
E io non sono il tuo Angelo Custode!
Filippo: Aspetta. - Che vuoi?
Filippo: Ti prego, rimani.
- Però se fai il pazzo me ne vado. - Non lo faccio.
- Perché non apri gli occhi? - Vieni qui.
Filippo: Sapevo che tornavi. Me lo avevano detto gli orsetti lavatori.
Michele: Uffa con questi orsetti! E dai, apri gli occhi.
- Non posso. - Un attimo solo.
- Sei piccolo. - Beh, ho dieci anni.
- Anch'io. Che classe fai? - Faccio la quinta, e tu?
- Anch'io. Siamo uguali. - Sì.
(GRIDA Dl RAPACE)
- Michele: Che fai? - Niente. Sta in piscina.
- Vabbè, ma così muore. - Tanto è rotta.
- E gli altri dove stanno? - Giù al torrente.
Salvatore ha chiesto dov'eri.
Pino: Miche'! Vieni qua!
Pino: Insomma, hai fatto arrabbiare tua madre.
Dice che non vuoi dormire con Sergio.
Che deve pensare Sergio, che non vuoi dormire con lui?
Michele: Non m'importa.
- Papà, ma Sergio è il tuo capo? - Il capo? Ma che stai dicendo?
- È lui che decide le cose? - Lui non decide proprio niente.
È un amico e basta.
Insomma, non sei contento che sono tornato?
- Sì, sono contento. - E allora?
lo voglio andare via di qua.
Come sarebbe? Non ti piace più qua?
Sì, mi piace, però....
Dai, facciamo braccio di ferro.
Vediamo, su.
- Michele, si può sapere che hai? - No.
Senti, se fai il bravo, quando ho finito con tutte 'ste cose,..
..andiamo tutti al mare. Te lo giuro. Veramente.
Sergio: Lo so che sei sveglio.
Questa è casa mia in Brasile.
Non si vede un cazzo perché c'è davanti un mio amico, Paco.
È morto.
Questa è mia moglie, la signora mia.
Ma hai una moglie negra?
Di colore.
(SERGIO SOSPIRA)
Sergio: Non sai che paese che è il Brasile.
La vita non costa niente.
Servito, riverito...
Non come questo paese di merda.
- Michele: È lontano questo Brasile? - Molto lontano. Molto.
Sergio (in dialetto): Ora dormi.
- Michele: Eh? - Adesso dormi!
(RONZIO Dl MOSCA)
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Ho fatto la torta. Maria: Quella con la crema!
Anna: Vieni qua. Dammi un bacio!
(MICHELE E ANNA RIDONO) Anna: Va' a mangiare!
E papà?
È fuori con Sergio.
Ha detto che la prossima settimana ci porta al mare.
Andiamo al ristorante a mangiare le cozze.
> Salvatore: Michele!
È Salvatore.
Va' giù, va'. Portagliene un pezzo.
Michele: È buona? - Sì.
Guarda che mi ha mandato mio zio.
- Salvatore: Belli, vero? - Bellissimi.
A questo si allunga la scala.
Quest'altra c'ha anche il letto dentro.
E questa della polizia si apre e c'ha anche la sirena.
- Tutti te li ha regalati? - Sì.
- Anche questo è bello. - Non si apre. Non mi piace tanto.
A me, invece, mi piace.
- Me lo regali se non ti piace? - Non posso. Mio zio si arrabbia.
- Ma sta in America. - No, non posso.
Se me lo dai, ti do i giornalini di Tex.
Li ho già letti tutti.
- Se ti dico un segreto, me lo dai? - Un segreto non vale una macchinetta.
Questo sì. Te lo giuro.
lo te lo dico, ma tu mi devi giurare su Dio..
..che non lo dici a nessuno, nemmeno al Teschio.
Maria: Michele, che fate? - Lasciaci in pace. Vieni con me.
Michele: Sai la casa dove siamo stati?
Nel cortile c'è un buco segreto, tutto scavato,..
..e dentro c'è un bambino. È vivo ed è pazzo.
- Salvatore: Che ci fa là dentro? - Niente. Ce l'hanno messo i grandi.
La madre è andata alla televisione, ma loro non vogliono ridarglielo.
Anzi, gli vogliono tagliare anche l'orecchio.
- Non ci credo. - È vero.
Si chiama Filippo. Vieni, te lo faccio vedere io.
- No, non mi va. È lontano. - Ma non ti piace questo segreto?
Non molto.
Allora, il furgoncino non me lo dai?
Prenditelo. Tanto a me mi fa schifo.
Michele: Ti hanno pulito! Chi è stato?
- Sono scesi e mi hanno lavato tutto. Ti hanno tolto pure la catena.
Guarda che ti ho portato. Si è un po' sbriciolata, ma....
Ancora!
Dammene ancora!
Non ce ne ho più, te l'ho data tutta.
Se ce n'è ancora, te la porto domani.
Senti, mi è venuta in mente un'idea. Ti va di uscire?
- Filippo: Uscire dove? - Fuori.
- Filippo: Fuori dove? - Fuori dal buco.
Filippo: Quale buco? - Questo buco qui, dove siamo.
- Questo non è un buco. - E che cos'è?
È il posto dove si sta quando si muore.
Senti, io non so come fartelo capire. Questo è un buco per terra.
Fuori c'è l'aria, ci sono i campi, c'è tutto.
Dai, andiamo.
Michele: Provaci, no? Almeno provaci!
Filippo: Non ce la faccio, non posso!
Michele: Solo un attimo! Filippo: Fa male!
Michele: Dai, prova!
(VERSI DEGLI UCCELLI)
Michele: Lo sai che lì giù c'è il mare? Solo che non si vede.
Michele: Guarda! Ti piace?
Guarda, eh!
(MICHELE GRIDA)
(FILIPPO RIDE)
(CORVO GRACCHIA)
Senti...
lo però adesso devo andare a casa.
Ti riporto giù.
Michele: Devo tornare a casa presto perché tocca a me apparecchiare.
- lo resto qui, ma tu domani torni, vero? - Sì.
- Promesso? - Promesso.
(TOPO SQUITTISCE)
Michele: Cos'è questo? Filippo: Sono io.
Non è che domani potresti portarmi un panino col formaggino Mio?
- E che è il formag -- Felice: Cucù!
L'aprile non c'è più! È ritornato maggio al canto del cucù.
Felice: Porca puttana, era Michelino!
Ogni cazzo di volta trovavo tutte le cose messe diverse!
Lo volevi far scappare, eh? Bravo! Alzati, fessacchiotto! Cammina!
Felice: Ringrazia Dio che sei figlio di tuo padre.
Ringrazia Iddio. Cammina. Stai fermo qua. Prego.
Felice (in dialetto): Andiamo, entra.
E bravo Salvatore, aveva ragione.
La promessa è debito, Salvatore.
(in dialetto) Andiamo, prendi il volante e fammi vedere.
Salvatore: Adesso? Felice: E quando sennò?
Felice: Segui la discesa e ricordati di frenare.
Felice: Qui è perfetto per imparare.
Felice: Dai, che siamo partiti bene.
(in dialetto) Guarda come afferra il volante, mi sembri Fittipaldi.
Regolare. Stai tranquillo.
Felice: Che acceleri? Vai piano, aspetta.
Felice: Pietra.
Fosso.
Salvatore, guarda avanti.
Felice: Salvatore, la pietra.
Salvatore, frena! Che cazzo fai? Così mi sfondi la macchina!
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- Che è successo? - Era su, con il ragazzino.
(ANNA SPEGNE LA MUSICA)
Anna: Che ti è successo?
Mi ha picchiato.
Che cosa gli hai fatto?
- Disgraziato! - Non gli ho fatto niente!
(in dialetto) Non permetterti di picchiare mio figlio!
lo ti ammazzo!
Felice: Smettila! Lo voleva far scappare! Basta!
(FELICE GRIDA)
(ANNA GRIDA)
Felice: Calma!
(ANNA GRIDA)
Lasciala!
(ANNA GRIDA)
Lasciala!
Michele: Lasciala!
Felice: Levati!
Pino: Che cazzo fai?
Ma che fai? Gli hai fatto male!
Sergio: Basta! Fuori! Tutti fuori dai coglioni!
- Pino: Anna... - Anna: Vai via.
Sergio: Dai, via! Fuori!
> Pino: Che cazzo stavi facendo? > Felice: Niente, voleva picchiarmi!
Non è niente, niente.
Dormi, ora. Dormi.
Michele, stammi a sentire.
Tu mi devi promettere che appena diventi grande te ne vai da qui.
Michele!
Michele!
Pino: Svegliati, Michele.
- Che hai fatto oggi? - Niente.
Non dire fesserie.
Felice ha detto che lo volevi liberare!
No, giuro. L'ho tirato fuori e l'ho rimesso subito dentro.
- Quante volte t'ha visto? - Tre.
- Quante? - Quattro.
- Ti può riconoscere? Come?
- Se ti vede, ti riconosce? - No, non vede bene.
Tiene sempre la testa sotto la coperta.
- Ci hai parlato? - No. Un pochino.
- E che ti ha detto? - Niente.
Parla di cose strane, non si capisce niente.
E tu che gli hai detto? - Niente.
Ascoltami bene. Non sto scherzando, Michele.
Se torni di nuova là, io ti ammazzo di botte.
Se torni là, quelli gli sparano in testa, e la colpa è tua.
Non ci torno più, te lo giuro.
No. Devi dire: ''Giuro sulla testa di mio padre che non ci torno più''.
Giuro sulla testa di mio padre che non ci torno più.
Scordalo. Non esiste. Non ne devi parlare con nessuno, mai più.
Cristo di Dio!
Guarda che cazzo di casino doveva succedere!
Papà, mi dici una cosa? Che cosa?
Perché l'avete messo lì dentro?
Non lo riesco a capire.
(PINO SOSPIRA)
Ci sono cose che sembrano sbagliate quando uno....
Non ci pensare.
Dimentica tutto.
Dormi, dai.
Dormi.
(PORTA SI CHIUDE)
- Che guardi? - C'è un cane. - Dove? - Lì.
Non lo vedo.
Allora è perché lo posso vedere solo io.
Credevo che lo potevi vedere anche tu, invece no.
(CORVO GRACCHIA)
(VOCIARE)
(MICHELE IMITA UN AEROPLANO)
(CICALE FRINISCONO)
Zitte voi! (CICALE TACCIONO)
(MICHELE GRIDA)
(MICHELE GRIDA)
(MICHELE GRIDA)
(TUONI IN LONTANANZA)
Uffa! Che facciamo ora?
Teschio: Perché non andiamo al posto dell'altra volta?
Barbara: Dove? Teschio: Alla casa abbandonata.
Vicino alla campagna di Candela.
Barbara: Che ci andiamo a fare? È lontano. E se si mette a piovere?
Teschio (imitandola): E se si mette a piovere?
Teschio: Ci bagniamo.
E poi a te nessuno ti ha chiesto niente.
(TUONO)
Teschio: Andiamo?
lo ci vado. Chi vuole venire viene.
- Se non si fanno gare. - Niente gare.
Teschio: Tu allora non vieni?
Michele, tu che fai, ci vai?
Barbara: Torniamo a casa.
Teschio: Se vi cagate sotto per un po' d'acqua, andate a casa che è meglio.
Teschio: Ripariamoci dentro!
Michele: Non c'è più! - Salvatore: lo so dove sta.
Dove sta? Dimmelo!
- Se te lo dico, dobbiamo fare pace. - Dimmelo!
Lo hanno messo da Candela. Sotto, nelle grotte là vicino.
- E chi te l'ha detto? - Mio padre parlava col tuo e con quello del nord.
Pace?
Pace.
Uffa.
(RUMORE IN LONTANANZA)
Ehi!
(BAMBINI SALUTANO GLI ELICOTTERI)
- Non c'è nessuno! - Michele: Nemmeno da me!
- Ma dove sono? - Da te c'è qualcuno?
- Teschio: No! Barbara: Che facciamo ora?
- Remo: Se ne sono andati. - Teschio: Meglio.
Non vedevo l'ora che se ne andavano tutti a fare in culo.
Maria!
- Michele: Dove stanno i grandi? - Nel negozio di Assunta.
- E che fanno? - Non lo so.
Sono passati gli elicotteri e tutti sono usciti per strada.
Poi sono entrati nel negozio e mamma ha detto che non si può entrare.
- Maria: Ma quando finiscono? - Michele: Che ne so.
Barbara: Uffa.
Teresa: Barbara, che ci fai qui? Vai a casa!
- Ma quando vieni? Adesso. Ho detto vai.
Uffa!
- Mamma nostra quando esce? Teresa: Presto.
Andiamo, su.
- Maria: Però non dormo. - Michele: E non dormire.
Maria: Ci sono due pomodori.
Mettici il sale, è più buono.
(VOCIARE)
Sergio: Veloce ché è tardi.
Anna: Che fate ancora svegli? A letto, su.
Maria: Ma non abbiamo mangiato niente!
Per una volta che non mangiate non morirete.
A letto, di corsa!
(SIGLA TELEGIORNALE) Sergio: Al pelo siamo arrivati.
(VOCIARE CONCITATO. PORTA SI APRE)
Anna: Perché non dormi?
Maria: Perché non gli dici di strillare più piano?
- Vi ho portato qualcosa da mangiare. - Maria: Ma che succede?
Ora mangia e poi dormi.
(ANNA PIANGE)
- Mamma... - Anna: Che vuoi?
- È morto, vero? - Non è morto nessuno!
Nessuno! Capito?
(in dialetto) Tu sei troppo piccolo.
Ora basta. Mangiate.
Vabbè! Se non avete fame non importa.
Dormite, però.
Anna: Torno tra dieci minuti, e se non dormite vi faccio vedere io.
- Maria (sottovoce): Che fai? Sei pazzo? - Zitta!
Felice: Col cazzo che lo faccio io.
lo non ci finisco in galera per te! No, non ci finisco!
Sergio: l patti erano chiari: al bambino ci pensavate voi.
Sia che le cose andavano bene, sia che andavano male,..
..ci pensavate voi. Pino: Ridiamoglielo indietro.
Che dici? È l'unica soluzione, no?
(in dialetto) Lasciamolo libero.
Lo lasciamo in mezzo alla strada, lo trovano, e così è finita.
Sergio: Ma come cazzo ragionate? Ma che testa c'avete?
Ma che testa avete? ll bambino va eliminato!
Voi siete dei contadini del cazzo,..
..e te sei un cagasotto.
Felice: Ma tu chi cazzo ti credi di essere,..
..pezzo di merda di un milanese?
Pino: Che cazzo fai? Sei impazzito?
Felice: Perché lo devo fare io?
Sergio: Ma te non eri quello coraggioso?
- Tu sei un culattone. Felice: Pezzo di merda!
(in dialetto) Prova a mettermi ancora le mani addosso.
Ti faccio vedere com'è facile fare un buco in testa.
Pino: Dammi la pistola, avete rotto i coglioni!
- Maria: Che fanno? - Vai via!
- Sergio: Dai, toccami ancora. - Pino: Mi è venuta un'idea.
Facciamo come i soldati in guerra,..
..per decidere chi deve fare le missioni mortali:
..uno deve scegliere un fiammifero.
(SQUITTIO DEL TOPO. GRIDO DELLA CIVETTA)
- (sottovoce) Dove vai? - Sst!
Michele: Voi ragni pelosi, voi tassi barbassi,..
..lumache bavose e ciechi orbettini, restate lontani dai nostri bambini.
Voi bestie notturne amanti del buio,..
..voi che non dormite se non al mattino,..
..vegliate sul sonno di questo bambino.
Voi ragni pelosi, voi tassi barbassi,..
..lumache bavose e ciechi orbettini, restate lontani dai nostri bambini.
Voi bestie notturne amanti del buio,..
..voi che non dormite se non al mattino,..
..vegliate sul sonno di questo bambino.
Lui aveva scoperto tutto e il mostro non lo poteva fermare,..
..perché lui aveva i poteri.
(MICHELE PESTA QUALCOSA. CANE ABBAIA)
Candela: Chi c'è? C'è qualcuno?
Stai zitto, non c'è nessuno! (CANE GUAISCE)
(MAIALI GRUGNISCONO)
Michele (sottovoce): Filippo!
Filippo!
(FILIPPO GEME)
Filippo, sei tu?
(FILIPPO GEME) Filippo!
Filippo!
Michele: Aspetta, te la levo io.
Come stai? Stai male?
Michele: Dai, che ora ce ne andiamo. Mettiti su.
Tirati su. Dai, che non ce la faccio, ti prego!
Filippo! Non lo capisci che se rimani qui ti sparano?
lo sono venuto a salvarti! Alzati! Alzati, stupido!
(FILIPPO SUSSURRA QUALCOSA) Michele: Come?
Non ce la faccio.
Che hai detto?
Non ce la faccio.
Scusami.
Michele: Niente scuse, ce la devi fare, capito?
Michele: Dai, abbiamo quasi fatto. Dai, che sei forte.
Ora devi salire. lo ti spingo da sotto, ma tu ti devi tirare su.
Michele: Dai, che ce la fai.
Forza!
Dai, che stanno arrivando!
Forza!
Dai!
Bravo! Salta, adesso.
Ho paura.
Salta! Stanno arrivando! Devi saltare!
Bravo. Sei stato molto bravo.
- Vieni. Ti aspetto. - No, devi andare via.
Vattene via. Vattene via!
(CANE ABBAIA)
(AUTOMOBILE ARRIVA. PORTIERA SI APRE E SI CHIUDE)
(CANE ABBAIA. SERRATURA SI APRE)
Michele: Papà! (SPARO)
Parla, Miche', parlami! Parla, Michè. Apri gli occhi a papà.
Michele!
Michele, guardami. Non avere paura.
Apri gli occhi. Apri gli occhi, Michele.
Guardami. Non aver paura.
Sergio: Pino! Non c'è, è scappato!
Parla, Michele. Parlami.
Ehi! Ehi!
Scusa, Michele, non ti ho riconosciuto.
Non ti avevo riconosciuto.
Sergio: Pino! Non lo trovo più! È scappato!
Pino, lascialo stare. Dai, non si è fatto niente!
Quell'altro è scappato!
(in dialetto) Devi ammazzare il bambino. Devi ammazzarlo!
Gli avete sparato al posto mio.
Bravo, bambino. Bravo.
Hai fatto bene a tornare. Vieni.
Vieni.
Bravo, bambino. Bravo. (RUMORE DELL'ELICOTTERO)
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