Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Ho comprato una barca.
Ho bisogno di pensare alle scelte che ho fatto nella vita.
È tutto risolto? Il figlio in America...
Non è tutto risolto.
I miei amici mi chiedono delle case per le vacanze.
- Ci serve l'approvazione del governatore. - Invitatelo qui.
Non possiamo vivere vicino a mamma e papà.
Tuo padre vuole darci quella casa. Non è facile dirgli di no.
Ditmar, devi fargli vedere che sei tu a decidere.
Se vuoi che cambi versione alla polizia, dovrai restare lontano da qui.
Sono ricercato da un anno a causa delle vostre menzogne.
Menzogne? Potresti essere stato tu.
- Morten, aspetta! - Non so se chiamerà la polizia.
Sottotitoli di Northway Fansub www.facebook.com/northwayfansub
Traduzione di Hanna Lise
Helene?
Helene, sei lì?
Amore, per favore, apri la porta.
Siete voi, Fie?
Stavo cercando il signor Aurland.
- Non starà dipingendo in spiaggia? - Naturalmente! Grazie, Fie.
Sì?
- Prendo il vassoio, signorina Madsen? - Sì, grazie.
- Ho un messaggio di vostro padre. - Davvero?
Dopo tre giorni di assenza, vi chiede di cenare con lui.
Digli che non lo farò finché non andrà alla polizia.
- Hai notizie da Morten? - Ha chiamato stanotte.
- È di nuovo in mare? - No, vuole stare a casa.
Verrà qui ogni volta che vuole.
Gli sta bene, a mio padre.
Non so se la testardaggine di Morten può essere d'aiuto.
Mio padre cederà se vorrà di nuovo parlare con me.
Buongiorno.
- C'è Molly Andersen? - Sì, vado a chiamarla.
Poul, sei tu?
- Hai ricevuto la mia lettera? - Sì...
Ti dicevo che sarei venuto tra due settimane. Cioè oggi.
Non mi sono resa conto del tempo.
Bentornato, allora.
Salutate il figlio del signor Andersen che è venuto fin qui dall'America.
Ti presento Otilia, Edith, Martha e Fie che già hai conosciuto.
- Buongiorno, signor Andersen. - Bentornato a casa.
- Grazie. - Come siete venuto dalla stazione?
- Non abbiamo sentito una macchina. - Sono venuto a piedi.
- Hai fatto tutta quella strada a piedi? - Sì, non ha senso sprecare soldi.
Devi essere stanco. E affamato.
- Ti prepariamo il pranzo. - Posso usare il telefono?
Certamente. È al solito posto.
Grazie.
- È venuto a gestire l'hotel? - È quello che scopriremo.
- Otilia, puoi preparargli una stanza? - Dormirà in una stanza per gli ospiti?
Sì, avevo già deciso così.
Potete dire al signor Gottlieb che sto aspettando qui?
Sì, lui sa di che si tratta.
Grazie. Arrivederci.
Buongiorno. Nuovo ospite?
Scusate, ma non vediamo spesso nuovi ospiti.
- Sono il figlio del signor Andersen. - Sul serio?
Non l'avrei mai detto. Vivete in America?
Sì.
Il figlio del signor Andersen dall'America.
- Poul? - Buongiorno.
Siete tornato?
- Lei è mia sorella. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Mi dispiace immensamente per vostro padre.
- Eravate in America? - L'abbiamo appena detto.
Deve essere terribile non poter dire addio al proprio padre.
Sicuramente avreste voluto dirgli tante cose.
- Beh, ormai non si può tornare indietro. - Solo perché non sei di mente aperta,
- gli spiriti non parlano con la gente chiusa. - No, gli spiriti non esistono.
Se fossi stata più aperta, avresti potuto parlare con il tuo defunto marito.
Mio marito ed io ci siamo detti tutto il necessario.
Ecco cosa ottieni con le tue sciocchezze.
- Gestirà lui l'hotel? - Spero proprio di no.
Ora ci siamo abituati alla signora Andersen.
- Hai fatto la telefonata? - Sì.
- Allora mangia qualcosa. - Non quello.
- Non vuoi una birra? - Non bevo alcolici.
- Un po' di sambuca? - Va benissimo l'acqua.
Dovreste provarlo, è buonissimo.
Grazie.
Non beve birra? È davvero diverso da suo padre, allora.
- Perché gli dà una stanza per gli ospiti? - Vuole compiacerlo.
Poteva usare una camera privata.
Non voleva che il signor Andersen andasse in America.
- Perché Poul ce l'aveva con lui? - La signora Andersen non l'ha detto.
- Fie forse lo sa. - Non sono affari nostri!
No, però...
Io dico solo che non c'era bisogno di dargli la stanza migliore.
Non dimenticare chi ha dormito qui l'ultima volta.
- I genitori del conte Ditmar. - Era molto arrabbiato quando se n'è andato.
- Ma mica per la stanza. - Non ricordi quelli prima?
- Non ne abbiamo avuti altri, quest'anno. - Lo scorso anno.
Era del signor Lindberg che è stato ucciso. Questa stanza porta male.
Che stupidaggini, Edith.
- Signor Weyse? - Oh, scusate.
Pensavo fosse il signor Aurland. Gli ho prestato uno dei miei libri.
"I Buddenbrook", di Thomas Mann.
Meraviglioso romanzo. Muoiono tutti. Un po' triste.
Ma un capolavoro.
Mi hanno chiesto di leggerlo per radio.
Volevo leggerlo, visto che ho tempo.
- Il signor Aurland sta dipingendo. - Naturalmente! Avrei dovuto pensarci.
Avete saputo che è tornato il figlio del signor Andersen?
- Il figlio di Andersen? - Dall'America.
- Potrebbe gestire lui l'albergo. - Chiederò alla signora Aurland.
- Lei lo sa? - Intendevo il libro.
Ah, il vostro libro. Ma... se n'è andata.
- Che cosa? Che avete detto? - È uscita con la signora Madsen.
- È andata via? - Non credo...
Ora che ci penso... suo padre l'ha chiamata tantissime volte.
Forse sta male.
Forse è andata a Copenaghen a trovarlo.
Sai chi è appena arrivato?
Otto? Sai chi è arrivato?
- Il figlio del signor Andersen dall'America. - Ah, capito.
Sembra molto gentile. Dovresti conoscerlo.
- Perché? - Potrebbe gestire lui l'hotel.
- Ha detto questo? - Non gliel'ho chiesto.
Dovresti chiederglielo.
Non credo che farebbe alcuna differenza.
- Non puoi lasciar perdere quelle mappe? - Un viaggio per mare richiede pianificazione.
Non è facile navigare nell'arcipelago di Stoccolma.
- Quando andrai via? - Appena finito ad Aalborg.
- E cioè, quando? - Solo Dio lo sa.
Vuoi venire a fare il bagno?
Vai tu. Ti raggiungo più tardi.
La signora Madsen e la signora Aurland mi hanno chiesto di andare con loro, stamane.
Spero non l'abbia fatto.
- No, so come la pensi. - Bene, Alice.
I gemelli mi hanno chiesto cosa stessi facendo.
Gli ho detto di aspettare, che papà gli racconterà del suo viaggio.
- Mi ascolti, Otto? - Eh?
- Lascia stare. - Va bene!
Eccovi qui! Tutto solo.
Sto lottando con le ombre, oggi.
- Le ombre? - Sì.
Renoir aveva capito che le ombre non sono nere né marroni.
Il loro colore è riflesso nei contorni.
Ma sono davvero difficili da dipingere.
Voi lottate con l'arte e vostra moglie se n'è andata.
- Come dite? - Me l'ha detto la signora Frigh.
No, è andata a Skagen con la signora Madsen.
A Skagen? Ma infatti, mi ero chiesto: come si fa ad andarsene a metà stagione?
- Un giro a fare spese? - Una visita medica.
Sta... la signora Madsen sta male?
- No, mia moglie. - Vostra... moglie?
- Cos'è successo? - Non dovrei parlarne.
Spero non sia niente di grave.
No, altrimenti voi non sareste qui.
- Vero? - Si sta schiarendo!
Non c'è speranza.
Posso entrare?
- Quale mano preferisci? - Che gioco è?
Su, quale mano?
Non c'è niente.
- Quale mano, allora? - L'altra.
- Bella scelta. - Dove l'hai preso?
L'ho comprato a Skagen. Lo notai l'ultima volta che ci siamo stati.
Non lo provi?
- Non scendi a cenare? - Non fare il lavoro sporco di mio padre.
Non lo faccio, ma mi manchi.
Non gli parlerò finché non andrà alla polizia per chiarire su Morten.
Sono incavolata con lui e tu lo difendi.
- Non ho detto una parola. - Te lo leggo in faccia.
È un uomo innocente...
Ho detto no alla casa a Charlottenlund.
- Davvero? - Sì, davvero.
- Che ha detto papà? - Non ne abbiamo parlato.
Gli ho solo detto che volevamo vivere da un'altra parte.
Allora? Non merito una nuotatina insieme?
- Non voglio incontrare papà. - Sta per incontrare il governatore.
- Perché non sei lì? - Volevo stare con la mia fidanzata.
Vieni. Andiamo a nuotare.
- Hai finito, Poul? - Sì, grazie.
- Vuoi il caffè? - Non vediamo il piano dell'avvocato?
- Certo, vado a prendere la lettera. - Non serve, ho la mia.
Fie?
- Potresti portare il caffè? - Sì, signora Andersen.
- C'è una parte in contanti. - Tuo madre aveva risparmiato un po'.
E questo è il valore attuale dell'albergo.
L'avvocato mi consiglia di prendere i contanti e lasciare a te l'hotel.
L'avvocato pensava non fossi interessato a gestire l'albergo.
- Ha ragione. - Che vuoi dire?
Non sono interessato all'albergo. Grazie, Fie.
Non sei interessato? Pensavo fossi venuto per questo.
Vivo in America, ora.
Non ritornerò mai più.
- Non è interessato all'hotel. - Davvero?
- Vuole tornare in America. - Per forza.
- Non può venire qui a prendere decisioni. - Gli ospiti non sarebbero contenti.
Immagina se non gli permettesse di bere alcolici.
- Posso aiutarvi? - Dove posso trovare Poul Andersen?
È dentro.
Credi che la valutazione dell'hotel non sia corretta?
Mi sembra un po' poco. Mi ha sorpreso la cifra in contanti.
Ha fatto tutto l'avvocato. Ha mandato qui Jonsen.
- Hanno controllato tutto. - Vorrei un secondo parere.
- Il signore chiede di voi. - Signor Gottlieb?
- Sì. - Vi ho chiamato un'oretta fa.
- La signora Andersen. - Buongiorno.
Mi avete chiesto di fare una perizia. Posso dare un'occhiata in giro?
Sì, certo che potete.
- Va bene per te? - Sì.
Vorrei iniziare dal piano superiore.
- Potete mostrarmi la strada? - Certamente.
- L'avvocato ha sbagliato qualcosa? - Non lo so.
Poul pensa di sì.
- Non avevamo detto alle due? - Credo di sì.
Sì.
È il governatore?
No, quello è l'ingegnere Rønn della contea di Hall.
- Dovevo incontrarmi con lui. - Non dovevamo vedere il governatore?
- Sì, assolutamente. - C'è qualcosa che non mi torna.
- È una bellissima zona! - Per questo l'ho scelta.
- Rønn. - Madsen.
- Salve. - Il governatore sta arrivando?
No, ha una riunione importante. Sta organizzando una gara sulla spiaggia.
È appassionato di macchine.
Quasi quasi spero non ottenga il finanziamento.
Non glielo dite, però.
- Allora, vogliamo dare un'occhiata? - Sì!
Qui c'è il mare, e qui le case.
Le case si adattano perfettamente all'ambiente.
Sì, sono case sofisticate.
Aspettate un attimo. Devo...
Eccoti lì! È da tanto che ti sento, piccolo mascalzone!
Volete vederlo?
- Vedere cosa? - Un fanello, lì sotto.
- Un uccello? - Sì, i fanelli sono uccelli.
E ha grande successo con le femmine. Grazie al petto rosso.
Più femmine vede, più rosso diventa il petto.
Che meraviglia la natura! Fortuna però che non succede a noi!
Questa era proprio buona!
- Come siete arrivati fin qui? - C'è una piccola strada.
- Solo quella? - Sì, non ce ne sono altre.
- Questa cosa non va tanto bene. - Cosa?
Quella strada è in una zona protetta. Non potete usarla.
- Scusa. - Ditmar!
- No... - Devi saltare più in alto.
No, così non mi diverto.
Scusate, signorina Madsen.
- Te ne vai? - Mi annoio con voi due.
Il padre li ha sgridati.
Credo abbiano rovinato le sue mappe nautiche.
- Siete lì? - Papà è stupido.
- Non si dice. - Non vuole farci provare la barca nuova.
La mamma non ci andrà. Ma non ci importa.
È permesso?
Non doveva solo valutare l'hotel? Lo sta controllando centimetro per centimetro.
- Ti ha visto mentre ti cambiavi? - No, naturalmente.
Magari l'ha fatto.
Fie sa perché Poul era arrabbiato col padre.
- Vero? Perché? - Credevo non fossi interessata.
- Non lo sono. - So che Poul si innamorò di una cameriera.
- Suo padre ha rovinato tutto. - Sul serio? E come?
Non lo so, ma dopo quello, il figlio è partito in America.
- Vado a riposarmi. - Fate bene.
- Grazie, anche per il passaggio. - Di niente.
- Dove sono le ragazze? - La signorina Amanda è in spiaggia.
- Vera in salotto. - Grazie.
Swedenborg è molto interessante.
I morti entrano in una dimensione tra la vita e la morte prima di andarsene.
Se lasciano qualcosa di incompleto, o se sono stati trattati ingiustamente,
rimangono in quella dimensione e non trovano pace.
- Credete che il signor Andersen sia lì? - Sì.
E credo che possiamo aiutarlo.
- Allora? Vedo che vi state divertendo insieme. - Avete una figlia dolcissima.
- È tornato il figlio del signor Andersen. - Per gestire l'albergo?
No, grazie a Dio torna in America.
- Lidia, c'è del caffè in giardino. - Parleremo più tardi, Vera.
- Parlare di cosa? - Niente.
Lidia, se continui a spaventare la bambina, dovrò dirlo ai suoi genitori.
- Pensi sempre male di me. - No, non è vero.
Sì, invece, tutte le volte!
- Se vuoi me ne torno a casa. - Ma non voglio questo!
- Non puoi entrare qui. - Come ti senti?
- Mi sento bene, grazie. - Sei andata da un medico a Skagen.
- Sei malata? - Non è niente. Vai, per favore.
Non si va dal medico per niente.
Sono incinta.
- Sì, hai sentito bene. - Sei sicura?
- Il medico era sicurissimo. - Ma... come?
- Il fidanzamento di Amanda! - È stato solo tre giorni fa.
E quando, allora?
Quando ci siamo incontrati, prima di venire qui.
Eravamo d'accordo che sarebbe stata l'ultima volta, ricordi?
È stato quella volta?
- È una catastrofe. Vattene, per favore. - Ma tesoro...
- Stai aspettando nostro figlio? - Vattene, Edward!
- Sì, certo. - Non so come dirlo a Hjalmar.
Troveremo il modo. Per ora, è il nostro piccolo segreto.
Chi siete voi? Che ci fate qui? Perché state scrivendo su quel quaderno?
Sto annotando le misure delle porte.
Sì, lo vedo.
Buon lavoro.
- Ditmar! - Non essere arrabbiata, Amanda.
- Allora, com'era l'acqua? - Meravigliosa.
No, giocavano a palla per conto loro!
Allora dobbiamo fare due squadre, la prossima volta. Sono bravo a giocare.
Lo prendo in considerazione.
- Com'è andata col governatore? - Oh, molto divertente.
- Ha mandato Rønn al posto suo. - Quello di Hjørring?
Sì. Ma il governatore ha detto di no.
- Sul serio? - Sì, la strada è su una zona protetta.
- Mio padre era contento? - Allora non vorrei mai vederlo arrabbiato.
- Hai saputo? - Sì, è terribile.
Non finisce qui. Andrò a parlare col governatore.
- Vuoi che venga con te? - No, grazie.
Aspetta, signorinella. Spero che Fie ti abbia lasciato il messaggio.
L'ha fatto, ma come ti ho detto, dipende tutto da te.
Senti, ora la finisci!
Smettila di mettermi in imbarazzo con questo atteggiamento infantile.
- Vi sente tutto l'hotel! - Bene, ora scenderai a cenare.
- Sì, quando farai quello che hai promesso. - Sono contento di non proteggere quello lì.
- Quello lì si chiama Morten. - Non mi importa un fico secco
della storia delle stanze,
per me ha ucciso Lindberg.
Beh, potresti essere stato anche tu. O Ditmar.
Ma per... ma per... fa...
- Sicuro che non vuoi che venga? - No, anzi, resta con lei e falla ragionare.
- Dove vai? - A Løkken.
- Per cosa? - Devo parlare col governatore.
- Non è a Hjørring? - Vado a dare una mano per la gara in spiaggia.
- E come? - Gli serviranno soldi.
- Hai intenzione di spendere soldi? - Un piccolo aiuto.
- È rimasta soltanto una cassa? - No, ce ne sono altre due.
- Mettetele nella mia macchina. - Sono per il governatore?
Non voglio discutere ancora. Hanno detto di no al nostro progetto.
Ah, questo spiega tutto!
- Perché non mi hai invitata qui? - Tu hai la vista sul mare.
- Ditmar... a dormire insieme. - Ah...
Tuo padre non sarebbe d'accordo, prima del matrimonio.
I miei non hanno mica aspettato. Ho le prove.
I miei sì, però.
- Non ti cambi? - Lo faccio dopo.
Non vieni?
Sei una stupenda tentatrice,
ma ho appuntamento col signor Dupont per i progetti delle case vacanze.
- Solo che non ci andrai. - È che non posso rinviare.
Sei così noioso, uff!
- Una partita di croquet dopo? - Oh, che proposta arrapante!
Non sapevo foste qui. Ho portato l'acqua.
Grazie.
- Di dove siete? - Di Kærhøj.
- È lontano da qui. - Sì.
Mi ricordate qualcuno. Anche lei lavorava qui.
Era una ragazza molto dolce.
Sono passati tanti anni. Ora sarà sposata con figli.
- Avete famiglia in America? - No.
Non ho ancora incontrato quella giusta.
- Devo andare. - Ha finito il perito?
No, vuole vedere i registri degli ultimi cinque anni.
- Spero non sia un problema. - Assolutamente.
La signora Andersen vuole fare le cose per bene. Vi porto qualcosa? Un caffè?
No, grazie. Tra poco è ora di cena.
Dobbiamo dirlo a tuo marito.
Ad un certo punto, non potrai nasconderlo più.
Hjalmar e tu non lo fate da tanto tempo.
Devo far sì che succeda.
- Che vuoi dire? - Devo sedurre Hjalmar.
Sedurre? Non dirai sul serio!
- Helene, te lo proibisco! - Preferibilmente stanotte.
Vuoi tradirmi con tuo marito?
Non qui. Non finché sono in questo hotel.
Nessuno ti ha chiesto di venire.
È l'ora del croquet!
Amanda!
Amanda?
- Amanda, non è come pensi. - Lasciami!
È pronta la cena, conte Ditmar.
- Non mangia la signorina Madsen? - Non c'era.
Credo se ne sia andata. Ha litigato col conte Ditmar.
- Che ne sai? - Li ho visti.
Forse è arrabbiato perché non mangia.
Lei vuole che il padre chiami la polizia.
Non lo farà mai. Scusa, Fie, ma non penso lo farà.
Il signor Madsen non cederà mai a Morten.
Otilia crede che il signor Madsen non cederà mai.
Ho sognato Morten ieri notte.
Ho sognato che pulivamo il pesce. Gliel'ho insegnato, una volta.
Diventò più bravo di me.
All'improvviso ha detto... che strano...
Ha detto: "Andrà tutto bene".
Sembrava molto reale. Persino quando mi sono svegliata.
Lo sento ancora reale.
Il signor Gottlieb sta andando via.
Non vuole vedere i registri?
- Vorrebbe prenderli in prestito. - Ma certo.
- Li riporterà domani. - Va bene, Poul.
Poul sembra triste. Ma è stata un'idea sua.
Cos'è successo a Poul e quella ragazza? Cosa ha fatto suo padre?
Successe che... Julius ci provò con quella ragazza.
Disse che Poul gli aveva dato il permesso.
Il giorno dopo, la ragazza se ne andò.
Vera?
Mia sorella va a Skagen la prossima settimana.
Vuole che vada con lei, ma troverò una scusa.
- Sai cosa faremo? - Sì.
Sta arrivando.
Sono qui, Olga.
- Una gara? - Sulla spiaggia di Løkken!
- E parteciperete? - No, partecipo solo finanziariamente.
Gareggiano per vincere il trofeo del governatore?
- Esatto! Il trofeo del governatore Wulff. - Che avete creato voi.
Sono un po' preoccupato per la procedura.
Non è mica gratis. Mi tocca costruire una strada nuova.
Tuttavia mi preoccupa che l'amministrazione pubblica si lasci influenzare da...
- Dalla vanità umana. - Scusate, avete detto qualcosa?
Mi sembrate un po' distratto.
Vi presento il figlio del signor Andersen dall'America.
- Benvenuto. - Frigh.
- Madsen. - Aurland.
- Salve. - Eravamo molto affezionati a vostro padre.
- Un tragico incidente. - Volete bere qualcosa?
- Niente, grazie. - Un brandy?
- Non bevo alcolici. - È illegale laggiù?
- Sì. - Come in Norvegia e in Svezia.
- Per fortuna siamo in Danimarca. - Cosa ottengono col proibizionismo?
Scambio di merce di contrabbando.
I contrabbandieri non sono molto lontani da qui. Sono a Frederikshavn.
Si trovano sulla secca di Hertha's Flak.
- Come si permettono? - Da quanto tempo siete lì?
Dieci anni. Me ne sono andato a 25 anni.
Che intraprendenza! L'America è la terra delle opportunità.
- Conoscevate qualcuno? - No.
Sapevate la lingua?
- Solo un po'. - Come avete trovato lavoro?
È stato facile. Un uomo mi ha trovato un lavoro al porto,
in cambio di una parte della mia paga.
- Ma è brutale. - Come l'esattore delle tasse.
Lavorate ancora al porto?
Il fratello del mio capo gestisce una grossa azienda di automobili.
- Ora lavoro lì. - Riparate macchine?
No, le vendo.
Mi hanno offerto di comprare l'azienda.
- Beh, ma è stupendo! - Infatti!
- Non so se sarà possibile. - Avete l'eredità di vostro padre.
È un piccolo aiuto, no?
Sentirai freddo. Entriamo.
- Vuoi venire, per favore? - Perché ti sei fidanzato con me?
Perché...
perché ti amo.
Amanda, il signor Dupont ha esagerato. Pensava fossi come lui.
- E perché l'ha pensato? - Non lo so. Sono diversi da noi.
Sono persone malate e se possono dare fastidio agli altri...
si divertono a farlo.
Naturalmente, gli ho detto di andarsene immediatamente.
Amanda...
Amanda...
Vieni qui.
No, non baciarmi dopo che hai baciato lui!
E ci ritroviamo.
- Devo andare in camera. - Ora?
- Sì. - La signora Aurland non sta tanto bene.
- Riposatevi, allora. - Grazie.
- Allora possiamo giocare al solitario. - O in tre.
- A meno che non andiate via anche voi? - Mio marito è preso dalle sue mappe.
- Sali, Hjalmar? - Sto giocando.
Sì, signora Aurland, stiamo giocando.
- Non sapevo che giocasse a scacchi. - Oh, sì! Adoro gli scacchi.
- Vai di sopra, ci metterò un po'. - Sì, signora Aurland, andate di sopra.
Andate pure a dormire.
Accidenti... non me ne ero accorto.
Scacco matto.
Grazie. Spero di giocare ancora.
- Sì. - Buonanotte.
Buonanotte. Sogni d'oro.
Ecco, ora è meglio se andiamo a letto anche noi.
Hanno spostato i letti? Prima erano separati.
- Sì, hai ragione, Hjalmar. - Possiamo rimetterli a posto.
- Che importanza ha? - Ma il tuo raffreddore...
È quasi passato. Il medico è stato bravo.
Mi fa piacere.
Buonanotte.
Sì... buonanotte.
Cos'è?
- È la mia mano, Hjalmar. - Lo so.
No!
- Spero siate ancora svegli. - Cosa volete?
Mi chiedevo... se aveste da prestarmi... un po' di dentifricio.
- Ve lo riporto tra un minuto. - Non importa, potete riportarlo domani!
Molto gentile da parte vostra, gra... grazie!
- L'hai detto in cucina? - Cosa?
- Che vado via domattina. - Non rimani qualche altro giorno?
- Non l'ho mai detto. - Sei stato bene oggi.
- Mah, i bambini mi hanno rovinato le mappe. - Perché sentono la tua mancanza.
Non vuoi passare le vacanze con noi. Andrai via un'altra volta.
- Ti ho chiesto se volevi venire. - Non sopporto le barche!
Ma dirò alle ragazze che noi...
- Era alle 6:30? - Non devi alzarti per forza.
No, non importa. Voglio alzarmi presto.
Sono stata una stupida!
Ti ho quasi creduto. "Oh, terribile quel signor Dupont...".
Che stai dicendo?
Lindberg. È successo qualcosa con lui, vero?
Per questo è venuto?
Diceva di averti conosciuto un un posto dove si trovano quelli della tua classe.
Non capisco cosa stai cercando di dire.
Ti ricattava? Sicuro! Per questo è comparso qui.
Ditmar! Se non mi dici la verità, racconterò cosa ho visto oggi a mio padre.
- Vediamo se riesci a convincerlo dopo! - Non l'ho ucciso!
Se è questo che...
se è questo che pensi.
È caduto e ha battuto la testa. Non l'ho toccato.
Aveva delle fotografie.
Era ubriaco.
Gli avevo dato una barca di soldi.
Una persona è in fuga da un anno per colpa tua.
- Mi dispiace per questo. - Ti dispiace?
- Devi aiutarlo! - E come?
Dire alla polizia che sono stato io?
Racconta alla polizia quello che mio padre si rifiuta di dire. C'eri anche tu con lui.
- Non lavorerò alle spalle di tuo padre. - E cosa hai fatto finora?
Che posso dire? Scoprirebbe che sono stato dalla polizia.
Preferisci che scopra tutto?
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Avevamo rinunciato a voi quest'anno. - Ho mandato mio marito ad Aalborg.
Indovinate chi è venuta a fare colazione. La signorina Madsen!
È riuscita a convincere il signor Madsen?
- Oh, era ora. - È deliziosa.
- E dov'è Ditmar? - È andato a Skagen.
Sta raccontando alla polizia quello che non hai voluto raccontare tu.
Ho fatto ragionare il mio fidanzato.
Ecco la mia perizia.
- Così tanto? - Credo sia corretto.
- È il doppio della stima del signor Jonsen. - Non conosco il signor Jonsen.
Sono quelle persone che credono
di aiutare gli eredi con una stima bassa e irreale.
Io non approvo questo modo di fare.
Soprattutto se voi ottenete i contanti e l'albergo rimane alla signora Andersen.
È importante che la stima sia corretta.
Non credete? Secondo me la signora Andersen sarà d'accordo.
- Ma Molly dovrà pagare molto. - Sì, abbastanza.
- Non posso farle questo. - Cioè?
Dove troverà i soldi?
Potrebbe farseli prestare.
Non è un problema vostro. Questa è la vostra giusta parte di eredità.
E immagino vi servano i soldi.
Trovarli è compito della signora Andersen.
Www.facebook.com/northwayfansub www.euroserietv.wordpress.com
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.