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Original subtitles

- E' morto ? - No, respira ancora.

Lo stanno portando al centro ustioni.

Sei stato coraggioso

e un po' incosciente viste le tue condizioni.

- Ci diamo del tu ? - L'hai detto prima in auto.

- Ah, sì. Andiamo in ospedale. - Non c'è bisogno. Asciugati.

- Non per me, per Vakirtzìs. - Sì, ma prendi freddo.

Eri più simpatico quando mi davi del lei.

Sembravi meno mia moglie. Andiamo.

Signora Komi, sono Charitos della omicidi. Che cosa ci fa qui ?

Oggi uno con la voce contraffatta ha chiamato la redazione

e ha detto di mandare qualcuno da Apòstolos Vakirtzìs

perché ci sarebbe stato uno scoop.

Quindi ha ripreso tutto ed è andata in onda.

Sì, come potevamo immaginare ?

Era più che prevedibile. Arrivederci.

- Come sta ? - Ha il 70% del corpo ustionato.

- Senza di te, sarebbe già morto. - Ce la farà ?

So che sembra poco scientifico

ma è importante che il malato voglia guarire.

Dopo il suo gesto, possiamo sperare solo nella medicina.

- Grazie, Fanis. - Di niente. Sai...

è stata una delle notti più incredibili della mia vita.

Allora ? Come sta Apòstolos ?

Il tuo amico lotta tra la vita e la morte.

- Spero vinca la vita. - Lo conoscevi ?

No, mai avuto il piacere e spero che ce la faccia.

Solo se sopravvive potremo sapere la verità sui suicidi telecomandati.

Già, se non ce la fa, sarà il terzo della lista

e chissà se sarà l'ultimo.

Deve essere l'ultimo. Ti dovevo uno scoop, vero ?

Puoi pubblicare un articolo sul giornale ?

Non più, ma lo metto sul sito. Che devo scrivere ?

Puoi intervistarmi, ma con le mie domande.

Hai un registratore ?

Avanti.

Come tutti i greci

ho seguito i suicidi di Favieros e Stefanakos sui giornali.

Grazie al lavoro di Stellas, momentaneamente alla omicidi

la polizia ha arrestato i membri

dell'organizzazione terroristica "Filippo il Macedone"

che non possono essere dietro la vicenda di ieri, essendo in carcere.

Ho letto le biografie di Favieros e Stefanakos pubblicate con tempismo

pochi giorni dopo il loro suicidio in diretta TV.

Immaginate la mia sorpresa

quando ho ricevuto la bozza di una terza biografia

quella di Apòstolos Vakirtzìs

scritta dall'autore delle altre due, un certo Minàs Logaràs.

Ho capito che i suicidi sarebbero diventati tre

e che avrei dovuto cercare di salvare la vita a Vakirtzìs.

Doveva proprio esporsi in questo modo ?

Io ho rilasciato questa intervista a Sotiropoulos

perché avrebbe riportato esattamente il mio pensiero.

Ah, sì ?

E quale sarebbe ? Ridicolizzare la polizia ?

No, assolutamente il contrario.

Anticipare polemiche e illazioni

e rimarcare il fatto che Stellas ha fatto il possibile.

Per lei "Filippo il Macedone" non c'entra ?

Forse hanno ucciso gli operai curdi

ma non hanno niente a che fare con i suicidi.

Hanno sfruttato il clamore

per condizionare le politiche sull'immigrazione del governo.

- Allora chi è stato ? - Dobbiamo cercare un fantasma.

Questo Minàs Logaràs, l'unico punto in comune dei tre suicidi.

Va bene, cerchiamolo e troviamolo.

Questa catena di suicidi va interrotta.

- Sarà fatto, Eccellenza. - Ghikas, conto su di lei.

E anche su di lei, Commissario.

Ho apprezzato il suo coraggio nel salvare Vakirtzìs.

Non tutti avrebbero fatto lo stesso.

Bene, allora se ce lo consente, noi torneremmo al lavoro.

Sì, andate. Anche lei, commissario. Torni al suo posto.

- Lasciamo fare a Stellas quello che sa fare meglio. - Grazie.

Ah, Charitos ! Una domanda.

Come mai ha avuto in anteprima la biografia di Vakirtzìs ?

Sei stato furbo con quell'intervista.

- Io veramente... - Smettila, con me non attacca.

Hai ottenuto ciò che volevi. Torni alla omicidi.

- C'è un problema. - Che c'è ? - Mi serve ancora Klio.

Non ti basta la squadra ?

Klio è una poliziotta formidabile, preparata

e fa cose con i computer e con la tecnologia

che Petros e Nikos non saprebbero fare.

Va bene, te la lascio per questo caso. Poi vedremo.

- Ci parli tu con Stellas ? - Non vedo l'ora.

Commissario, ho saputo. Ci vuole far morire di paura.

- Ho sette vite come i gatti. - Sì, però tre se l'è già giocate.

Si prenda cura delle altre quattro. Che ci fa qui ?

Sono stato reintegrato da subito e tu continuerai a lavorare con me.

- Commissario, non ci credo ! - Credici.

Nel computer di Stefanakos non c'è niente ?

- Niente, nessuna biografia. - Allora indaga su Minàs Logaràs.

- Mi attivo subito. - Al lavoro.

[VOCI INDISTINTE]

Che sorpresa, commissario.

- E' per Stellas quel caffè ? - Sì.

Glielo porto io, andiamo.

Abbiamo saputo di ieri sera. Che coraggio.

- Sì, complimenti. - Vecchia scuola.

Ci addestravano da militari.

- Anche noi siamo stati addestrati. - Come no.

Charitos !

- Che ci fai qui ? - Ti porto il caffè.

- Devi berlo fuori da questa stanza. - Perché ?

Perché questa stanza torna mia.

Quindi se gentilmente puoi levare le tende...

Si è un po' freddato.

Sono Stellas, posso parlare con Ghikas ?

Bene, ricominciamo a lavorare. Voglio la mia bacheca dov'era prima.

- Non aspettavamo altro. - Non aspettavamo altro.

Siete falsi come una banconota da 30 euro, ma va bene lo stesso.

Petros, scopri chi ha chiamato la giornalista Komi

per avvisare dello scoop su Vakirtzìs.

Forse è inutile, ma tentiamo.

Poi voglio sapere tutto sui tre arrestati di "Filippo il Macedone".

Sono tre poveracci.

Avevano materiali dell'organizzazione in casa.

Uno è muratore, un altro è operaio tessile.

Il terzo, un certo Demis, ha perso il padre da bambino

e vive della pensione della madre. Dei disgraziati, insomma.

- Nikos, andiamo. - Dove ? - In carcere.

Voglio interrogare Demis, ma prima passiamo in un altro posto.

Mi raccomando quei tabulati, Petros. Sono tornato.

Salve, sono Rena, la compagna di Apòstolos.

- E' lei che l'ha salvato, vero ? - Sì. - Grazie, commissario.

Possiamo dare un'occhiata in giro ?

Sì, certo, ma perché ?

Hanno spinto il suo compagno a suicidarsi.

Il tentato suicidio è un tentato omicidio.

Vede, ci servirebbe capire che cos'è successo

nei giorni prima che tentasse il suicidio.

Non so se ha notato qualcosa di strano

dei comportamenti anomali.

No, sono state giornate tranquille, uguali a tante altre.

Apòstolos passava ore davanti al computer.

Forse un po' più del solito. Andavo a dormire da sola

perché leggeva al computer fino a tardi.

- Leggeva, non scriveva ? Sicura ? - Sì, sono sicura.

Apòstolos batte forte sulla tastiera.

Ha iniziato sulla macchina da scrivere

e non ho sentito il rumore delle dita sui tasti.

Lo portiamo con noi. Poi, dopo il carcere lo dài a Klio.

- Klio ? - Klio, qualcosa in contrario ?

No, commissario, se va bene a lei...

Scusi.

Demis, giusto ? Un bel nome greco.

Anch'io ho un bel nome greco. Sono Kostas Charitos

e da oggi mi occupo di questa indagine.

- Che cosa vuole da me ? - Niente.

- Solo avvisarti. - Di che cosa ?

Che sei nella merda fino al collo

tu e i tuoi amichetti terroristi del cazzo.

Siamo in carcere. Che c'è di peggio ?

No, può essere peggio.

Finché siete accusati di aver ucciso due disgraziati

di cui non frega a nessuno...

potreste avere il minimo della pena

ma ora che Vakirtzìs si è salvato, può parlare e dire la verità.

A te e ai tuoi amichetti, l'ergastolo non lo leva nessuno.

- Vakirtzìs è salvo ? - Sì.

Non vede l'ora di raccontarci come l'avete minacciato.

Noi non abbiamo fatto niente.

- Avete ucciso voi i curdi ? - Sì ! - Sì.

Eravamo ubriachi, tutti credevano che eravamo stati noi

a spingere Favieros a suicidarsi

ma volevamo solo divertirci con quella rivendicazione.

Noi non c'entriamo niente coi suicidi.

Bene, hai confessato l'omicidio dei curdi.

- Mi meraviglio di lei. - Tu ti meravigli di me ?

Lei dovrebbe difendermi.

- Stiamo dalla stessa parte. - Ma che cazzo dici ?

Lei sta con noi, contro i comunisti

e i gay e gli immigrati.

E' uno di noi. Lo riconosca, commissario.

- Faccia pace con la sua coscienza. - Stai zitto !

Commissario ? Commissario, ha confessato, no ?

Sono così fiera di te.

- Ne hanno parlato in Tv. - Allora devo preoccuparmi.

- In commissariato com'è andata ? - E' stata una bella soddisfazione.

Te lo meriti... di riprenderti il tuo lavoro.

"Il lavoro è un diritto, non un privilegio."

E' una frase di Favieros.

Una delle poche cose su cui concordo con lui.

E' vero. Il lavoro è importante.

Ehi.

Mamma è solo un po' confusa.

Non sa se chiamare Melina o aspettare che lo faccia lei.

Come stai ? Fanis mi ha detto che hai fatto.

Sai che sei il suo eroe ?

Ho fatto il mio lavoro, ciò per cui mi pagano.

Secondo te che cosa unisce Favieros, Stefanakos e Vakirtzìs ?

Sono tre uomini di successo con qualche scheletro nell'armadio.

- Quanto sono vecchi ? - Che vuoi dire ?

Sto leggendo il libro su Vakirtzìs.

Per ora non ho trovato nulla

se non il fatto che Vakirtzìs come gli altri due suicidi

aveva partecipato alla rivolta del 1973 al Politecnico.

Se gli scheletri negli armadi fossero legati a quel periodo ?

Neanche Logaràs è riuscito ad aprire questi armadi ?

Dipende da che cosa intendeva fare.

Forse ha scovato gli scheletri, ma non l'ha scritto.

Magari voleva solo mandare loro un avvertimento.

Lo sai che cosa penso ? Non dovresti interrompere la catena.

- Quale catena ? - Quella dei Charitos poliziotti.

A proposito, papà. Un giorno in cui sarai meno stanco

dovremmo riparlare del nonno.

Mi serve per la tesi, lo sai.

- Ma dobbiamo proprio ? - Dobbiamo proprio.

Faccio un tè.

Hai sentito ? I colleghi hanno arrestato Papadopoulos.

Finirà appeso a testa in giù come Mussolini.

Non hai paura ? Potrebbero vendicarsi.

Che cosa possono farci ?

Abbiamo fatto il nostro dovere, ciò per cui siamo pagati.

Se comanderanno loro, faremo ciò che ci chiedono di fare.

Non credo sia così semplice, Stefanos.

No, non è semplice.

Troveremo un modo per voltare pagina e dimenticare.

Ce la farai a dimenticare tutto ciò che abbiamo fatto

e visto in questi sette anni ?

- Lettura illuminante ? - Non proprio.

Ma come nelle altre, dietro a un'apparente elogio

ci sono allusioni a possibili macchie del passato di Vakirtzìs.

- Per esempio ? - Un giornalista dovrebbe essere imparziale

ma Vakirtzìs scriveva per diffamare personaggi pubblici.

- Un professionista della macchina del fango. - Sì.

Voglio capire se c'è un legame tra i destinatari degli articoli

e Favieros e Stefanakos

ma spero che presto sarà Vakirtzìs a illuminarci.

[SQUILLI DEL TELEFONO]

Pronto, sono Ghikas. Sì.

Ah.

Va bene, grazie.

Incredibile. Puoi dimenticare la possibilità di sentirlo.

E' morto mezz'ora fa.

- Siamo nella merda ! - Ci fa venire un infarto.

- Vakirtzìs è morto. - Oh, cazzo.

Ora dobbiamo correre prima del prossimo suicidio.

Chi ha chiamato la Komi ?

Purtroppo hanno chiamato da una cabina pubblica.

- Cerchiamo Logaràs ? - Lo sta facendo Klio.

Se ci riesci prima tu, ti lascio il mio posto.

Visto che Vakirtzìs non può più parlare

scopriamo come influenzava i media.

Voglio sapere se i suoi articoli hanno favorito la Union Consultants

la società delle mogli di Favieros e Stefanakos.

- Cerchiamo sul suo computer. - Ci sta lavorando Klio.

Tu lo sapevi ?

Sì, mi ha chiesto lui di portarlo a Klio.

Puoi uscire un attimo ?

Perché sta facendo fare il nostro lavoro a una segretaria ?

Klio è un poliziotto e mentre voi avete seguito Stellas

lei ha lavorato per me e l'ha fatto brillantemente.

Noi siamo militari, Kostas.

Anche Klio lo è, vicecommissario.

Agli ordini.

- Sono le tue dimissioni ? Ti sei arreso ? - Certo che no.

- Vi lascio. - Grazie.

Miss Polizia 2009 non è l'unica a saper usare Internet.

- Un articolo di Vakirtzìs. - Sì, se vuole glielo riassumo.

- Meglio, sì. - Risale a un anno fa.

E' un'accusa contro Stefanakos.

Attacca la legge presentata da lui a favore degli immigrati

invitando il governo a investire nei loro Paesi, balcanici.

Come quelli di "Filippo il Macedone".

Sì, ma Vakirtzìs non è sprovveduto.

- Ci sono altri articoli così contro Stefanakos. - Quindi ?

Apparentemente niente, ma dopo l'ultimo articolo

hanno visto Vakirtzìs e la compagna in un hotel di lusso a Sorrento.

Di scandaloso c'è solo che io non posso permettermelo.

Nemmeno io, ma visto che anch'io so usare il cervello, ho chiamato

e ho scoperto che il soggiorno fu offerto dalla Union Consultants

e dopo quella vacanza gli articoli contro Stefanakos sono finiti.

Devo ricredermi su di te, Petros. Bel lavoro.

So che non è il momento...

Che cosa vuole ancora ? Devo occuparmi del funerale.

Il suo compagno ricattava Stefanakos ?

Stefanakos e Apòstolos erano amici, ma di recente avevano idee diverse.

E lo attaccava per la verità, o per offrirle soggiorni esclusivi ?

Non le permetto di fare certe insinuazioni.

Ricattava solo Stefanakos, o anche Favieros e qualcun altro ?

Lo scoprirei da solo, ma non ho tempo !

- Lo lasci in pace, è morto ! - Mi dispiace

e ho cercato di salvarlo. - L'ha fatto per poterlo torturare

come la polizia con Apòstolos da ragazzo. - Ascolti.

Devo fermare questi suicidi. Mi dica quello che sa, per favore.

Apòstolos non mi parlava mai dei suoi affari.

Sapevo che riceveva soldi e favori da qualcuno in cambio del silenzio

ma non mi faccia la morale. Lo fanno tutti.

Io non lo faccio, ma va bene. Mi ha confermato quello che pensavo.

Grazie e condoglianze.

C'è un errore. I dati non coincidono.

Chiediamo di rifarli ?

- Scusate, il commissario c'è ? - No. - Puoi dire a noi.

Ho cercato dappertutto, ma non c'è nulla su Minàs Logaràs.

Nemmeno Klio ha fatto il miracolo.

Fatevene una ragione. Adesso lavoro con voi.

Vi dimostrerò che ci so fare, forse anche più di voi.

- Che succede qui ? - Commissario.

La collega ci ha appena comunicato

che la ricerca su Logaràs non ha portato a niente.

C'è una buona notizia.

- Il PC di Vakirtzìs non è stato riformattato. - Quindi ?

Ho trovato il file con la sua biografia scritta da Logaràs.

L'ha inviata anche a Vakirtzìs. Si può risalire all'indirizzo mail ?

L'e-mail è stata cancellata.

Anche con l'indirizzo di posta di Logaràs, sarebbe dura.

Ho analizzato il tutto il testo. Non l'ho letto tutto

ma una cosa mi è sembrata subito strana.

C'è un capitolo che ha solo il titolo.

No, ti sbagli. Io l'ho letto tutto. Sono 25 capitoli completi.

Nel file sul computer i capitoli sono 26

e uno, l'ultimo, ha solo il titolo.

- E quale sarebbe questo titolo ? - E' una data, "29 novembre".

Credi che quella data facesse intendere ai futuri suicidi

che Logaràs conoscesse cose gravi su di loro ?

Sì, secondo me il patto doveva essere così.

"Se ti suicidi, pubblico una biografia in cui risulti un santo"

"con qualche macchia."

"Altrimenti, tutti conosceranno il tuo peggior segreto."

Logaràs doveva conoscere qualcosa di molto più grave

che i tre, suicidandosi, hanno tenuto nascosto.

Si può avere così tanta paura del passato da uccidersi ?

- Dipende da quello che hai fatto. - Per esempio ?

Non lo so, aver fatto del male a qualcuno ?

- Mh... - Molto male.

Un omicidio o qualcosa di peggio.

E quindi riparti. Come hai fatto a trovare il materiale per la tesi ?

Non è stato facile.

Ho consultato mille articoli sul terrorismo

ma non potevo accedere all'archivio della polizia politica

a causa dell'incendio di Keratsini che ha bruciato gli uffici anni fa.

Non hai trovato nessun riferimento a qualcuno dei nostri tre suicidi ?

- No. - La data 29 novembre ? Ti dice niente ?

No, niente.

A proposito della tesi...

ho quasi finito e vorrei consegnarla domani.

Ti avevo detto che magari volevo inserire qualcosa sul nonno.

E' un'idea stupida.

Che importa ai tuoi insegnanti di uno sbirro dell'Attica ?

Ancora con questa chiusura !

Dimmi solo che posizione aveva nella dittatura dei colonnelli.

Ha solo eseguito gli ordini. Non ci voglio neanche pensare.

Allora niente riferimenti al nonno.

- Però io e te ne riparliamo, ok ? - Vabbè.

Senti, che ne dici di fare un regalo alla mamma ?

La mamma non ha bisogno di niente.

Vuole sentirsi utile e se stai bene lei non ha nulla da fare.

- Mi farò venire un altro infarto. - Non è quello.

Però aiutala a non immalinconirsi.

- Tu sai come si fa ? - No.

- Oddio, mi vuole far morire ? - Mi scusi, non volevo spaventarla.

- Vuole parlare con me ? - Sì, a proposito di Adriana.

- Oddio, non sta bene ? - No, sta bene.

Almeno credo. Sicuramente io sto meglio di lei.

Ecco perché Adriana deve smettere di preoccuparsi per me

e pensare un po' a se stessa.

- Se volesse... Intendo Adriana. - Sì.

- Potrebbe lavorare qui. - Non osavo chiederglielo.

Invece le fa onore preoccuparsi dell'autonomia di sua moglie.

- Non si preoccupi, ci penso io. - Grazie.

Con Melina è in buone mani.

- Sei pronta ? - Per che cosa ?

- Per la laurea di Caterina. - Da mesi, non vedo l'ora.

E' stata brava e ha ottenuto ciò che voleva. Sono così fiera.

- Ha preso da te. - Mh... è meglio di me.

Io sono... insicura, piena di dubbi. Lo sai.

Ma che dici ? Tu sei una roccia.

Se non ci fossi tu, questa famiglia sarebbe spacciata.

- Non faccio niente di speciale. - Tu sei speciale.

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Kostas Charitos ? - Chi le ha dato il pacco ?

- Una cinese o una vietnamita. - Dove ?

C'è scritto "via Niseas, 12". Mi aspettava al portone.

Va bene.

Grazie.

- Non è un libro. - No. Che Guevara ?

Un disco.

Solo una persona può aiutarmi a capire.

- Chi è ? - Poi ti racconto.

Non farmi stare in pensiero, non metterti in situazioni... Ti prego.

Sta' tranquilla. Non aspettarmi sveglia.

Mi spiace, non è la mia taglia.

Me l'ha mandata Logaràs. Prima la biografia di Vakirtzìs, ora questo.

Sta cercando di dirmi qualcosa, ma... che cosa ?

E' una maglietta fatta per sfruttare il Che per fare soldi.

- Questo che cos'è ? - Stava dentro il pacco.

E' solo un CD con una vecchia canzone sudamericana.

[MUSICA DALLO STEREO]

Logaràs ti ha dato un bell'aiuto.

Che Guevara, questa canzone... Insomma, tutto quadra.

- "Tutto ?" - Dopo la dittatura

diverse organizzazioni terroristiche volevano andare fino in fondo.

Non bastava il ritorno della democrazia

volevano anche fare la rivoluzione. - La rivolta armata ? - Sì.

Una era "l'Organizzazione per la resistenza armata Che Guevara".

Credo che il tuo Minàs Logaràs ti ha mandato questi indizi

per farti capire che Stefanakos, Favieros e Vakirtzìs

avevano in comune l'appartenenza a questa organizzazione.

- Ne sei sicuro ? - Ovviamente no.

Nessuno sapeva chi fossero i membri, se avessero fatto attentati...

Si sapeva solo che il capo era un certo Thanos Iannelis

l'unico che fu arrestato.

Lo hanno torturato, ma non so che fine ha fatto.

"Iannelis ?"

- Quanti anni potrebbe avere ora ? - Una ottantina, direi.

Ti dice qualcosa la data 29 novembre ?

No.

Scusa se ti ho mandato un messaggio tardi.

Non si preoccupi, ho subito cercato informazioni su Thanos Iannelis.

- Certo, una bella coincidenza, commissario. - Sì.

Capiamo se c'è una relazione fra lui e la Iannelli della Balkan

o se è una somiglianza di cognomi. - Charitos ?

Vieni, andiamo dentro.

Me l'ha mandata Logaràs, l'autore delle biografie.

L'ho ricevuta ieri sera insieme al CD

con una canzone rivoluzionaria per Che Guevara.

A Che Guevara era intitolata anche l'organizzazione terroristica

a cui negli anni 70 forse erano affiliati i tre suicidi.

Che cosa vorresti dimostrare ? A 20 anni sono tutti rivoluzionari.

Una cosa è essere rivoluzionari, un'altra essere terroristi.

Avevamo ragione a pensare che i tre potevano aver commesso un delitto

che Logaràs ha ricordato nelle sue biografie

delitto così grave da scegliere di morire per tenerlo nascosto.

Sì. Per me, il mistero è in quella data, il 29 novembre.

Scusate, ho dei dati per il commissario.

Klio, guarda che dirigo ancora io questa baracca.

Lo so, mi scusi. Ho trovato delle informazioni utili

riguardo a Thanos Iannelis. - Chi sarebbe ?

Forse è il capo dell'Organizzazione terroristica Che Guevara.

Thanos Iannelis, o meglio Athanasios Iannelli

non è altro che il padre di Koralia Iannelli.

Nello schedario giudiziario c'è il nome con cui si faceva chiamare.

Il padre di Koralia Iannelli.

Lei aveva un fratello maggiore che è andato via dalla Grecia

la madre è morta nel 1970

e il padre è vissuto in Sudamerica fino al 1967, quando è tornato qui.

Leggendo gli articoli, durante la dittatura fu incarcerato nel 1972.

Aveva fegato, non ha mai parlato, neanche sotto tortura

per non tradire i comunisti e i suoi ideali.

- Un fanatico. - Dopo la dittatura fu scarcerato

e da lì si sa solo della sua morte. - Come è morto ? - Si è suicidato.

Il 3 dicembre del 1978.

Lei davvero vuole tenere questo genio dietro a una scrivania

a rispondere al telefono ?

- Sei stata brava. - Grazie, commissario.

Non dica certe cose, sennò poi arrossisco.

Te le meriti. Ho una richiesta strana.

- Dica. - Cerca che cosa è accaduto il 29 novembre.

- Nel mondo ? - No, solo in Grecia.

- Da quando ? - Facciamo dal 1967, l'anno della dittatura.

- Procedo. - Buon lavoro.

Pensavo che si fosse stancato di indagare sulle società di Favieros.

Infatti sono qui per parlare di suo padre

Athanasios Iannelli, alias Thanos Iannelis.

- Che novità è ? - Tra gli anni 60 e 70 suo padre era a capo

dell'Organizzazione per la resistenza armata Che Guevara.

In quegli anni ero poco più che adolescente, come lei.

Mio padre con me non discuteva di politica. Il suo sì ?

Potrebbe avergliene parlato una volta caduto il regime.

Per proteggerci, mio padre non parlava mai della sua attività.

Nella stessa organizzazione, è probabile che militavano

anche Favieros, Stefanakos e Vakirtzìs, lo sapeva ? - No.

Secondo lei non c'è collegamento fra i tre suicidi

e l'organizzazione di suo padre ?

Mio padre è stato un uomo sfortunato.

L'unica cosa che sapeva fare era la rivoluzione

prima in Sudamerica, poi qui. Quando la dittatura è crollata

improvvisamente, si è sentito un uomo inutile.

Mio padre si è suicidato

perché il mondo in cui credeva era crollato.

L'ha fatto senza clamore, a casa sua.

Non si è ucciso davanti alle telecamere

o su un palco o in piazza Syntagma.

Cerco solo di mettere in ordine i fatti.

Lo capisco, ma a volte voi pensate

che i fatti siano necessariamente collegati fra loro.

Invece, le cose accadono in modo imprevisto, imprevedibile.

La ringrazio. Le prometto che non la importunerò più.

In una cosa sono diversa da mio padre, commissario.

Ho sempre creduto alle promesse di un poliziotto.

("Contrappasso: corrispondenza della pena alla colpa.")

("Equivale a infliggere all'offensore")

("la stessa ferita da lui provocata all'offeso")

("detta pena o legge del taglione.")

(Iannelli) Pensate che i fatti siano per forza di cose collegati.

Invece, le cose accadono in modo imprevisto, imprevedibile.

Dormi ?

- No. - Oggi mi ha chiamato Melina.

Era molto preoccupata, le cose in negozio non vanno bene.

- Mi dispiace. - Mi ha chiesto se posso darle una mano.

Sai che le cose che facevo io all'uncinetto andavano a ruba ?

- Che le hai risposto ?

- Che dovevo parlarne con te.

Sono contento se tu ricominci un po' a lavorare.

Va bene. Le dico che non se ne fa niente.

- Ho detto che per me va bene. - Hai detto "un po' a lavorare".

- Non dovrò fare un part-time. - Ah, no ? - No.

Dovrei andare come quando ho sostituito il commesso.

Forse dovrei stare fuori anche tutto il giorno.

Se non te la senti, se non vuoi...

O sei tu che non te la senti ?

Adriana, hai sempre fatto così.

Ti ricordi quando c'era la possibilità di lavorare

da quel dentista come segretaria ? Hai rinunciato.

Caterina era piccola, non potevo lasciarla sola. Poi il tuo lavoro...

Temevi che quel lavoro ti tenesse lontana dalla famiglia, dalla casa.

Ora le cose sono diverse. Caterina ha la sua vita.

Io non ho le stesse forze di un tempo, ma me la posso cavare.

Devi avere qualcosa di tuo.

La soddisfazione personale è importante.

Continuerò lo stesso a occuparmi di te.

Però se hai bisogno di attenzione, chiamami, non farti sparare.

Ah !

- Stupido. - Vieni qui.

Stasera ci esco la seconda volta, e poi la terza... No ?

- Mh. - Eh !

Vorreste guadagnarvi lo stipendio ?

- Buongiorno a lei. - Buongiorno.

Fai lo spiritoso ? Mentre perdete tempo, Klio ha scoperto una cosa.

Thanos Iannelis è il padre di Koralia Iannelli

e si è suicidato il 3 dicembre 1978.

- Posso fare qualcosa ? - Trova tutto su Koralia Iannelli.

Non l'ha già fatto la... collega ?

Continui a fare lo spiritoso. Faccio una telefonata a Ghikas ?

Ti trasferisce all'antiterrorismo

così porti i caffè al tuo amichetto Stellas.

- Posso, commissario ? - Prego, entra.

Hai novità per me ?

Ah, Petros, vieni. Chissà che non impari qualcosa.

Le ho portato tutto ciò che è avvenuto in Grecia il 29 novembre

dal 1967 ad oggi. - Hai fatto una scrematura ?

L'avrei fatta, ma su che base ? Lei non è stato molto specifico.

Sì, non è che ti ho aiutato tanto.

- Va bene, me la vedo io. Grazie. - Dovere, commissario.

- Non hai da lavorare ? - Sempre, commissario.

[VOCE NON UDIBILE]

Commissario !

Riprenditi, Petros. Che c'è ?

Ho fatto quel lavoro.

Non c'è molto sulla Iannelli, ha una vita tranquilla.

Lavora alla Balkan da quattro anni

abita in una zona residenziale, non di lusso, in affitto.

- Vive sola ? - Risulta di sì.

- Anche se... - "Anche se ?"

Ci fu una fuga di gas nel precedente appartamento, lei era a lavoro.

I pompieri scoprirono che in casa con lei viveva un'altra persona

che non era stata segnalata. - Sappiamo chi era ?

C'è solo un nome nel rapporto dei pompieri, Iakos Skouloudis.

- Skouloudis ? - Le dice qualcosa ? - Torniamo su.

E' questo.

"Il 29 novembre 1978, l'ex guardia dell'ESA, Iakos Skouloudis, 50 anni"

"è stato vittima di un attentato sulla Kifisià."

"Tre terroristi gli hanno sparato alle gambe."

"I medici non disperano di salvarlo."

"Sono morti due ragazzi raggiunti da proiettili vaganti."

"Non c'erano testimoni. Polizia e inquirenti brancolano nel buio."

La Iannelli, figlia di un capo terrorista

sta con una ex guardia dell'ESA ?

- Andiamo. - Dove ? - Da Stellas.

- Buonasera. - Buonasera. - Charitos.

Mi vuoi rovinare la giornata ?

Sotterriamo l'ascia di guerra, ho bisogno di te.

Questo è un evento epocale, direi.

- Accomodatevi. - Grazie.

- Dimmi. - Che mi dici di Iakos Skouloudis, ex guardia dell'ESA ?

Skouloudis era molto famoso ai suoi tempi.

Tuo padre dovrebbe averlo conosciuto bene, sai che intendo.

Era uno dei più terribili torturatori della polizia politica.

Può aver torturato anche Favieros, Stefanakos e Vakirtzìs ?

- Furono arrestati nel 1973, dopo i fatti del Politecnico. - Sì.

Invece Skouloudis fu gambizzato nel 1978.

Purtroppo persero la vita anche due innocenti

un sedicenne e la sua fidanzatina. - L'ho letto sui giornali.

- Chi condusse le indagini ? - L'antiterrorismo.

Però i tre che spararono furono molto bravi.

Non ci furono testimoni e Skouloudis disse che non li vide in faccia.

Penso che Favieros, Stefanakos e Vakirtzìs

si vendicarono per le torture subite da Skouloudis.

Solo che ci hanno rimesso la vita due innocenti. Ricordi i loro nomi ?

Sui giornali, c'erano solo le iniziali.

Certo che me li ricordo. Si chiamavano Cora Minàs e Damon...

- Logaràs. - Esatto.

- Grazie, mi sei stato di grande aiuto. - Prego.

Mi ha preso in giro con questa storia di Minàs Logaràs

pseudonimo che ha inventato con i cognomi delle due vittime

dell'attentato del 29 novembre 1978.

Ha ragione, commissario. Basta giocare.

Mi racconti tutto dall'inizio.

Dobbiamo cominciare dall'arresto di mio padre nel '72.

Avevo solo 17 anni. Mia madre era morta nel 1970.

Ero terrorizzata e mio fratello più di me, anche se era più grande.

Non sapevamo se fosse vivo o morto.

Andai agli uffici dell'ESA e chiesi di parlare con l'ufficiale

che si occupava di lui. - Era Iakos Skouloudis.

Sì. Con me fu gentilissimo.

Così, giorno dopo giorno, si rese sempre più indispensabile

e alla fine...

mi innamorai di lui e stranamente anche lui di me.

Quando mio padre scoprì che andavo a letto con il capo dei torturatori

mi fece arrivare un biglietto con scritto che mi rinnegava

e che non voleva avere a che fare con me.

Anche quando venne scarcerato, non volle più vedermi.

Il suo compagno che cosa diceva ?

Era dispiaciuto, ma non poteva farci niente.

Però, vede, in qualche modo noi eravamo felici

soprattutto quando finì la dittatura.

Iakos subì un processo

scontò quattro anni di carcere per le torture

e quando uscì, pensammo che fosse finito tutto

che potevamo ricominciare a vivere.

Invece...

Qualcuno pensò che quattro anni di carcere fossero pochi.

Lo gambizzarono dopo una riunione di ex poliziotti.

Il 29 novembre del '78.

Al risveglio dall'anestesia

mi disse che a sparare a lui e ai due ragazzi erano stati in tre.

Lo disse anche ai poliziotti, ma non li hanno mai trovati.

Lui è Iakos.

Iakos, il commissario Charitos.

I poliziotti non li hanno mai trovati...

ma li ha trovati lei.

Tempo fa mi ha chiamato un amico di mio padre

che faceva parte dell'Organizzazione Che Guevara.

Svuotando la soffitta, aveva trovato i diari di mio padre.

In quei diari, c'era scritto che a fare l'attentato

erano stati Favieros, Stefanakos e Vakirtzìs.

Facevano tutto quello che diceva mio padre.

Come punire il fascista che stava con la figlia

e che li aveva torturati. - Sì.

Qualche giorno dopo, il 3 dicembre, suo padre si è ucciso

per il rimorso della morte di due innocenti, Minàs e Logaràs.

- E' così ? - Credo proprio di sì.

Non era giusto che pagasse solo lui.

Perciò ha cercato un modo per vendicarsi

un modo complicato, ma efficace.

Ha scritto le tre biografie e le ha spedite ai tre assassini.

Ogni biografia finiva con un capitolo in bianco

intitolato: "Ventinove novembre."

Loro sapevano benissimo che cosa significava.

Dopo aver inviato loro il file, li contattavo e li ricattavo.

O si suicidavano pubblicamente

o avrei dato alla polizia le prove della loro colpevolezza.

Prove sufficienti a far crollare il mondo di tutti e tre.

Le posso fare un'ultima domanda ?

Perché mi ha spedito la biografia di Vakirtzìs

la maglia di Che Guevara e il CD ? L'avrei scoperta.

Lei è stato l'unico a voler sapere la verità sin dall'inizio

e questo mi ha colpito.

- C'è un'altra cosa. - Che cosa ?

Penso che lei possa capirmi.

Ah, certo.

Ha trascorso tutta la vita con un torturatore dell'ESA

e io ho avuto un padre forse complice di quelle atrocità.

Ecco, vede ? E' per questo che lei può capirmi.

Sì, forse posso anche capirla, ma sono diverso da lei

perché io non ho scelto di essere figlio di Stefanos Charitos.

Invece, lei ha scelto di stare accanto al torturatore di suo padre

e sono le nostre scelte che ci fanno diventare ciò che siamo.

Lei dovrà costituirsi. Viene con me?

Sono stanca, commissario.

Vorrei trovare un po' di pace.

E' una vendetta molto complicata.

Convincerli a suicidarsi per non rivelare

che da giovani hanno gambizzato un uomo e ucciso due ragazzi.

Per loro è stato più facile morire che distruggere ciò che avevano.

- Ehi. - E' venuta a prenderti ? - Così sembra.

Ah, brutto segno. Indaga, Charitos.

- Signora Adriana. - Buonasera.

- Non dovresti essere da Melina ? - Comincio settimana prossima.

Non ero io che rimandavo ogni giorno la dieta ?

- Puoi sbagliare solo tu ? - No, no. Allora che facciamo ?

Compriamo un bel regalo per la laurea di Caterina.

Ah, bene. Hai già qualche idea ?

- Che ne dici di una crociera ? - Eh.

- Per lei e Fanis. - Ah.

- Cabine separate ? - Kostas Charitos !

Preferisco spendere il doppio, ma cabine separate.

- Caso risolto. - Un po' ti ho aiutato.

- Non ce l'avrei fatta senza di te. - Ma no ! Sei qui per ringraziarmi ?

No, secondo me inventi un sacco di cose.

- Tipo che eri amico di mio padre. - Non ero suo amico

ma con lui parlavo molto. - Quando ?

Stefanos non ha mai torturato nessuno.

Era solo presente alle torture.

A quelli dell'ESA serviva per avere dei complici

e quando gli altri, tipo Skouloudis, se ne andavano dopo averci torturato

mi concedeva un tiro e durante la sigaretta parlavamo.

Poi, quando la dittatura finì, abbiamo continuato a sentirci.

Due reduci su fronti opposti, però lui stava peggio di me.

- Perché ? - Avevi tagliato i ponti con lui

non gli facevi vedere sua nipote. Soffriva moltissimo per questo.

- Non lo sapevo. - Certo.

Lo conoscevi, non sarebbe mai venuto da te a dirti "Mi manchi".

Sai che cosa mi ha detto il suo medico ?

Che l'Alzheimer così precoce poteva avere origine psicosomatica.

Il medico era uno bravo.

Vai.

Caterina Charitos.

- Congratulazioni. - Grazie.

- Congratulazioni. - Grazie, papà.

Brava.

("Pacificazione: tornare in pace")

("tranquillizzare, riconciliarsi.")

("Lo scontro politico finirà con il pacificarsi.")

("Ritornare in pace con altri, tranquillizzare gli animi.")

("Riconciliarsi con se stessi e con i fantasmi del passato.")

Sottotitoli RAI Pubblica Utilità

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