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Original subtitles

Lo stile è lo stesso. Questa volta la vittima è un'infermiera.

È la diciottesima sconfitta.

- L'assassino è lo stesso? - Sì, basta guardare il cadavere.

Quello che resta.

- C'è stato stupro? - La parola "stupro" è un eufemismo.

Nell'omicidio di 5 anni fa,

due parti della vittima non sono state mai ritrovate.

- Quali? - Indovini.

Indietro, lasciate passare! Scusate, scusate!

Il movente è sempre il sesso!

È assetato di sesso, non gli importa se hanno 15 anni o 60.

Suore, prostitute, casalinghe, pensionate, laureande, disoccupate,

per lui vanno bene tutte.

Quando compare il raptus erotico, niente lo frena.

Non pensate che sia un uomo orrendo e schifoso,

è sicuramente un tipo comune, uno qualunque.

Ma dietro quell'aspetto comune,

c'è un violentatore, un vizioso, un uomo ingordo di sesso.

Dietro l'immagine di uomo perbene c'è un mostro!

Ti piacciono? Le ho comprate ieri.

- Loris, hai finito? - Pascucci...

- Ti sei ricordato del potatore? - Ho messo i manichini, guardi.

- Quella... - Quello con il taglia erbe e quello con la sega elettrica?

- Stavo andando a prenderlo in garage. - Uno lo metterei qua,

e l'altro...

- Quella chi l'ha invitata? - Chi? - La ninfomane dietro di te.

Non ti girare.

Che ninfomane?

Wanda, la ninfomane. Quella che fa l'amore con tutti.

Porca miseria! Con tutti? Anche con una persona qualsiasi?

- Certo. - Porca miseria!

- Non ti girare! - Che bisogna fare per...

Un sorrisetto, l'occhiolino... ha sempre voglia di fare l'amore.

Prima non dà confidenza, ma poi...

- Qual è? - Quella seduta vicino al mazzo di rose rosse.

Vicino al mazzo di rose rosse, dietro a me.

Vicino alle rose rosse c'è la ninfomane pronta per...

Loris...

Non penserai di...

No! Stai scherzando?

- Quella va con tutti. - Certo!

- Hai scaricato i due manichini? - Stanno nel furgone in garage.

Volevo mettere quello con la sega elettrica qua,

e quello con il taglia erbe in questa posizione.

- Ciao! - Ciao, bellissima!

- Uno in alto e l'altro in basso. - Mi fido di te, però sbrigati.

- Poi riportali in magazzino. - Va bene, ciao. Vai, ciao.

- Claudia, che è successo? - Non lo so.

Qualcuno, qualcosa, mi ha...

Mi ha...

Vado via.

Buonasera, signora. Scusi per prima.

Mi avevano detto che...

Si è accesa la sega!

- Ahhh! - Non si ferma!

Come si ferma questa sega, signora?

Aiuto! Signora, come si ferma questa sega?

- Ahhh! - Porca puttana! Stronza!

Signora, non mi lasci solo con questa sega!

Porca puttana, come si ferma!

Gli occhi, più orripilanti.

Più orripilanti. Anche la bocca, più bruta, orripilante.

- Il professor Taccone, specialista in psichiatria criminale. - Salve.

È stato orribile, guardi. Non mi faccia domande.

Una sola, scelga una di queste 3 palle.

- Quale? - Una qualsiasi, senza pensarci.

- Quella bianca. - Potete continuare.

Ha scelto la bianca, è una vittima. Cosa le ha fatto?

Ad una festa un "polipo" le si è avvinghiato sulle parti più intime.

- È successo tutto in una decina di secondi. - Dieci secondi?

Mi lasci finire. È scesa in garage e il maiale era lì.

Sudava come un tacchino e aveva una sega all'altezza del membro.

- Non mi sorprende, è lui. - È evidente.

Le si è gettato addosso con la sega. Aveva il viso deformato dall'orgasmo

e si è messo a urlare: "Ferma, troia puttana zoccola."

Venga.

È avvenuto qui, nella stessa zona.

18 aggressioni e questa doveva essere la 19esima.

- Bisogna arrestarlo subito. - No, questa prova non basta.

Voglio prenderlo con le mani nella marmellata.

È lui! È lui! È lui!

Dio mio, è lui!

Ecco l'incubo. L'uomo che non mi fa dormire da 12 anni.

Voglio sapere tutto di lui, quanti denti ha, quanti capelli ha,

cosa fa, cosa mangia, cosa beve, dove abita, quanto guadagna

e perfino cosa sogna. Voglio sapere tutto di questo mostro.

Caro Loris, non va male,

ma ricorda che la lingua cinese è una filosofia un po' complessa.

Professore, io voglio imparare anche i dialetti.

Ti basta imparare poche parole tecniche per superare gli esami

e poi ti serviranno per lavorare.

Professore, se mi prendono in quella ditta di cinesi,

le pago subito le lezioni... No, ha lavorato ed è giusto.

E poi le restituirò le 100.000 lire che mi ha prestato.

Ti ho prestato solo 50.000 lire.

- Davvero? Mi ha prestato solo 50.000 lire? - Sì.

Allora ha 50.000 lire da prestarmi? Così arriviamo a 100.000.

- Ormai sono convinto di doverle dare 100.000. - Loris, continuiamo.

Le 4 stagioni.

La tabellina del 2.

Per favore, per favore.

Signora, insegni l'educazione a questa bambina.

Silenzio, per favore!

Utilizzerò questi ultimi minuti per comunicarvi

i risultati delle votazioni di giovedì.

Favorevoli 422, contrari 1.

La seduta è tolta. Signor Loris, parli pure.

Siamo in democrazia, ogni inquilino può prendere la parola.

Dica, signor Loris. Comunque la maggioranza ha deciso.

I lavori cominceranno entro 6 mesi con la stessa impresa. Grazie.

Sarò istantaneo.

Dicevo, sarò istantaneo.

Mi accusano di avere un comportamento poco consono

alla civile convivenza democratica condominiale che ora esporrò.

Articolo 1.

Mi accusano di appiccicare le gomme da masticare

negli spioncini delle porte condominiali.

Di confondere le lettere nelle buche della posta condominiale,

di pulirmi le scarpe sui tappetini degli altri condomini

e, amati colleghi, di appropriarmi delle lampadine condominiali

per uso privato.

La cosa più grave è che sono accusato di scrivere lettere anonime

al qui presente e amato amministratore.

Non è vero. Non è vero!

Amatissimi colleghi, riguardo all'ultimo articolo,

poiché ho votato contro l'installazione

in giardino delle statuette di Biancaneve e dei 7 nani,

mi accusano del furto di uno dei 7 nani.

Precisamente del nano denominato Mammolo.

Mammolo. Io non so neanche chi è Mammolo.

Io rubare Mammolo?

Amatissimi colleghi, ragioniamo.

È vero, lo confesso. Ho votato contro.

Ho votato contro l'installazione di Biancaneve e i 7 nani.

Ho votato contro perché gli 8.100.000 lire

preventivati dal qui presente amministratore,

per Biancaneve e i 7 nani, mi sembravano un furto,

una ladroneria, una truffa!

Signori, stimati amici meravigliosi,

qui ci vuole aria nuova, ci vuole freschezza,

ci vuole pulizia, serenità!

In una parola, ci vuole un nuovo amministratore!

Un nuovo amministratore, una persona...

Un amministratore che vi abbassi del 30% la rata condominiale.

Che crei nuovi posti condominiali nei condomini.

Una persona che la sera organizzi feste nelle terrazze condominiali.

Una persona retta, pulita, onesta, intelligente, cristallina.

Signori, con estrema umiltà,

con estremissima umiltà mi propongo come nuovo amministratore.

State calmi!

Fermo! Tenetelo! Mi ammazza!

Prima di parlare, restituisca Mammolo!

Mammolo l'ha rubato lei! Lei ha paura dello sballottaggio,

- dello scontro diretto. - Te lo do io lo scontro diretto!

- Tenetelo! - Lasciatemi!

Lei deve rispettare le decisioni della maggioranza!

Mi ha preso il piede, che schifo! Tenetelo!

Tenetelo! Lei è un ladro! Mettiamo la decisione ai voti!

No, Sue Ellen! No!

Signori, insisto nel propormi a voi come nuovo amministratore.

Aiuto!

Che sottosviluppato!

Vaffanculo alla maggioranza.

Venga, si accomodi.

Attenzione! Per ora l'appartamento è occupato.

Ma si libererà prestissimo.

Guardi il terrazzo.

C'è una vista magnifica. Ho deciso di vendere, ma non volevo.

- Mi piace molto. - Lo credo!

- L'inquilino? - Come?

- L'inquilino. - Stia tranquillo, andrà via.

Venga a vedere il salotto.

Questo è il salotto.

Il telefonino, un attimo.

Ciao, Gloria, come stai?

Buonasera, signora, scusi se disturbo. Cercavo Antonello.

Antonello! Porca miseria, come stai?

Mi fa piacere sentirti.

Non posso venire perché si è rotto di nuovo il tubo del bagno.

Sì, si era rotto ieri, ma si è rotto di nuovo e aspetto l'idraulico.

Purtroppo devo pagare lo stesso il condominio.

Ho pagato l'ultima rata 3 giorni fa.

4.800.000 di condominio, tre giorni fa!

Dove vanno a finire tutti questi soldi? All'amministratore!

L'amministratore è anche proprietario della casa dove abito.

Quello con i capelli bianchi. È un vero ladro!

Ha già promesso questo appartamento a 30 o 40 persone.

Fa firmare la caparra, il compromesso,

prende i soldi, poi finge che la firma non è sua...

Ne ha già fregati 30 o 40.

La gente ci crede! C'è gente che ancora gli crede, caro Antonello.

Non posso venire perché non ho dormito tutta la notte.

È scattato l'allarme nell'appartamento accanto al mio.

Stavo per addormentarmi quando...

Tutta la notte!

Quando partono per il sabato e la domenica

inseriscono tutti gli allarmi.

Basta che si posi una mosca sul portone, scattano gli allarmi.

Antonello, ti devo salutare.

Devo andare a fare la pipì al bar all'angolo. Ti richiamo io, ciao.

La ringrazio tanto. La ringrazio tanto.

Aspetti, non ha visto la parte più bella, la camera.

Non importa, mi basta. La richiamo.

- Aspetti! - La richiamo!

Stia attento! Non faccia troppo il furbo!

Al primo sbaglio che fa, faccio venire il prefetto a cacciarla.

Pensi a pagare la rata condominiale invece di bivaccare!

La ricevuta sta dal portiere ed è l'unica che non è stata pagata.

- Non me l'ha data. - Sa perché non gliel'ha data?

- Perché da due settimane non la vede uscire! - È cieco?

Io entro ed esco tutti i giorni. Cambiate portiere.

Riuscirò a cacciarla via!

- Ascensore! Ascensore!

Merda!

Brutti schifosi maledetti! Vi ho visto!

- Dammi la bambola! - La bambola no!

Prima o poi faccio a pezzi quella bambola!

Signora Squarciapini, sua figlia Sue Ellen e quell'altro farabutto

buttano dentro casa mia i gatti morti!

- Buongiorno. - Buongiorno!

Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Bel micino, dove vai?

È meglio che tu vada via.

Vai via, altrimenti finisci così in casa mia. Che assassini!

Grazie.

Dov'è andata? Due caffè.

Ruggero, vieni qui!

Non è quello che ha comprato l'orologio a pendolo

e non l'ha pagato?

- Loris! - No, Loris è morto.

Non ha pagato perché è morto, ho ancora di là il telegramma.

Però sembra proprio lui.

Loris!

- È lui! - Vai!

Brutto figlio...

- Buongiorno. - Buongiorno.

Che succede?

Signora, venga qua.

Permesso.

- Che succede? - Può venire qui?

Che succede? Suona l'allarme dappertutto.

Va bene, grazie.

Fate passare, è un guasto.

Vada, è un guasto.

Vada.

Stiamo perdendo tempo, io l'arresterei subito.

È un essere abominevole.

Le aberrazioni sessuali con questo esemplare raggiungono l'apice.

Si chiama Loris, un nome banale che suscita quasi tenerezza.

Scusate.

Si accomodi.

- Non siete obbligate ad accettare questa impresa rischiosa.

Questi soggetti psicotici sono capaci...

Bisogna prenderlo "con le mani nel sacco".

Un sacco pieno di marmellata.

- È necessario che una di voi sia la marmellata. - Esatto.

Bisogna provocare in lui un raptus erotico incontrollabile.

Bisogna sbattergli in faccia le sue ossessioni anatomiche.

L'ipomorfisi cerebrale blocca a volte la melatonina...

Grazie dottore, abbiamo capito.

Adesso tocca a voi, gli dovete far mettere le mani nella marmellata.

Gliela mettete sotto il naso e appena vi tocca,

gli infilate la pistola in bocca e lo portate da me!

Ma se io lo provoco, lui vorrà fare l'amore. È normale!

La parola "normale" in questo caso

dovete cancellarla dal vocabolario.

Sauro, inizi la proiezione.

Normale.

L'abbiamo ripreso di nascosto in una mattina qualunque.

È appena uscito di casa, gioca addirittura con un gattino.

Gira l'angolo... probabilmente starà accarezzando il gattino.

Direi che l'ha accarezzato troppo.

Evidentemente il gattino gli dava fastidio. Proseguiamo.

Adesso osservate attentamente come sia riuscito

a sviluppare una perfezione cronometrica assoluta.

Sta andando ad un appuntamento, ma il semaforo è rosso.

È preoccupato, controlla l'ora e decide di attraversare con il rosso.

Ha molta fretta e corre, così il nostro cameraman lo perde.

Ma lo ritroviamo qui.

Cosa fa?

Sembrerebbe che sia arrivato, ma perché?

Ecco la risposta.

Quest'uomo è un genio. È il Mozart del vizio.

Ce lo fa rivedere?

Peccato che un uomo così debba finire in un carcere a vita.

Osservate la perfezione del sincronismo. Un vero genio!

- È spaventoso. - Sauro, proseguiamo.

Vi ricordo che si tratta della stessa giornata.

Qui sembra stia cercando qualcosa e qui sta leggendo il giornale.

Normalmente.

Questa è una ragazza carina che esce da un bar.

Lui la segue, la trova carina, ma che succede?

Ha rovesciato la borsa della spesa. Si china a raccogliere gli ortaggi.

Ammetto che mi sarei fermato anch'io per ammirare quello spettacolo,

quella posizione provocante.

Però non avrei avuto le sue stesse reazioni.

Osservate bene. Guardate il viso. Che succede?

Che gli succede? Una parte della sua persona diventa autonoma.

Sembra che stia lottando contro quella parte.

Sembra che stia dicendo a quella parte di stare ferma,

che non è il momento.

La ragazza è ancora lì, come una preda.

Lui dice: "Buono, stai buono! Adesso no, c'è gente!"

Guardate l'espressione del viso.

È terrificante.

Guardate come si accanisce. Non è in grado di controllare il suo corpo.

Queste immagini non hanno bisogno di commento, parlano da sole.

Che schifo!

Ora perde il controllo di tutto il corpo.

Sta per gettarsi sulla povera ragazza,

ma per fortuna la ragazza va via.

Una carota in più... e avremmo un'altra vittima.

L'unica soluzione per calmarsi è quella bottiglia d'acqua.

Dovete riflettere. Se è capace di agire così in pieno giorno,

immaginate cosa potrebbe fare con una di voi di notte.

Sembra che stia cercando qualcosa, guardate bene.

Forse non è ancora finita del tutto.

Guardate cosa fa... lo punisce!

Punisce quella parte autonoma della sua persona. Guardate, signorine!

Ma che succede?

Sauro, fermi. Che succede? Accenda.

Signorina.

- Come si chiama? - Agente Rossetti Jessica.

- Piano, Loris. - Certo.

- Li devi portare giù tutti, ma con delicatezza. - Va bene.

La proprietaria è bella.

È sposata. Portali giù.

- Forse ci esco stasera. - Bravo.

- Allora porto giù tutti questi! - Tutti, va bene?

- Ciao, Loris. - Pascucci, ascolta.

Quando ti capitano questi lavoretti, chiamami perché ho bisogno di soldi.

- Ciao, Loris. - Chiamami per spostare i manichini.

- Ciao. - Ciao.

Puttana, troia.

E dai!

E dai! E dai!

Su!

Come la metto?

- Chi è? - L'amministratore.

- Dica. - Devo far vedere l'appartamento a una persona.

Un momento!

Sono in bagno!

Eccomi!

- Sto arrivando. - Apra!

È colpa della doccia! Eccomi!

Ecco!

Avanti.

Le dispiace se entro? Molto gentile.

- Venga, si accomodi. - Fate quello che volete.

Le faccio vedere la camera da letto.

Apro la finestra.

Così è un po' disadorno, ma se lei mette qualche fiore...

Se vuole, può abbattere questa parete.

Le faccio vedere il salotto, la camera più bella della casa.

Venga, un salotto di oltre 60 metri quadri.

Lei è qui.

Permette che apra la porta del mio terrazzo?

Io non parlo con lei.

Si accomodi, venga a vedere il terrazzo.

Guardi che meraviglia!

Stiamo rifacendo la facciata, ma guardi che splendore!

- Io starei sempre qui, d'estate c'è un venticello meraviglioso!

E d'inverno è calda!

- Guardi che bello!

Sì, molto bello!

Lei è una ragazza fortunata, mi ha telefonato al momento giusto.

Le vendo la casa a metà prezzo, è praticamente regalata.

- Come? - Gliela vendo a metà prezzo.

Io cerco una casa in affitto.

C'è un errore, io voglio vendere questa casa il prima possibile!

- Mi scusi. - Non si preoccupi.

- Grazie, buongiorno. - Arrivederla... signore.

- Arrivederla! - Si accomodi.

Signorina!

Signorina!

Venga, signorina!

Venga, svelta.

Venga, signorina. Venga, venga!

Venga, le ho detto!

Signorina,

mi sta scoppiando la testa.

Stia calma.

Non volendo ho sentito che lei cerca un appartamento in affitto.

- Sì. - Bene.

Allora le do il mio.

Lo possiamo dividere, glielo do in subaffitto.

Buona, zitta! Zitta!

Porca miseria, se ci sentono è finita!

Parliamo piano. Venga qua, zitta e ferma!

- Quando le serve? - Prima possibile. - Bene.

Lei naturalmente mi deve dare la caparra.

Quattr... otto mesi anticipati, in contanti.

Dopo parleremo delle "eventuali e varie", ma nessuno deve saperlo!

Signorina, porca miseria! Finga di lavorare.

Prenda il secchio! Finga di essere un operaio!

Quella donna era la moglie dell'amministratore!

Un ladro che abita qua.

Venga qua, signorina! Non si faccia vedere. È un ladro!

Io mi sento osservato, non sono tranquillo in questo condominio.

Quanti bagagli ha?

- Un paio di valige. - Un paio di valige.

Un paio di valige!

Allora,

non si può di là. Deve venire di notte.

Stanotte alle 3, passiamo di qua.

Non deve saperlo nessuno, stiamo facendo una cosa illegale, proibita.

- A che ora abbiamo detto? - Alle 3 stanotte.

Brava, alle 3 stanotte. Sola!

- D'accordo. - Shhh!

- Vada via fischiando. - Come?

Signorina, mi deve capire subito! Vada via fischiando!

Fischi!

Fischi! Fischi!

Signorina!

Butti via il secchio! Lo butti!

Fischi, fischi!

Davanti al portone con i bagagli!

Mi sfrattano! Venga!

Proprio davanti alla porta del condominio! Mi farà sfrattare!

Qua, signorina! Porca miseria!

Se non fa attenzione, annulliamo l'accordo.

Piano!

Lei deve fare...

deve...

Signorina,

- è la stessa di questa mattina? - Sì.

- Sicura? - Sì.

Benissimo.

Prego, signorina. Di qua, prego.

La scala.

Prego.

Vada, ultimo piano.

Vada, vada.

Porca miseria.

Signorina, deve fare più attenzione.

- Vada avanti lei, io non conosco la strada. - Bene, grazie.

Scusi. Scusi.

Mi faccia passare.

Scusi.

Scusi.

Beh,

insomma... come sta?

- Come si chiama? - Jessica.

- Lei? - Io mi chiamo Loris.

Beh... piacere.

Piacere.

Insomma...

Allora andiamo.

Oddio, il gancio!

Scusi.

Scusi.

Scusi.

Ha finito. Andiamo.

Scusi. Andiamo.

Venga, soprattutto faccia silenzio.

Zitta.

Siamo troppo nervosi. Bisogna stare calmi e zitti.

Ha capito, signorina?

Non posso perdere questa occasione.

Mi scusi, ma è più forte di me. La devo fare a pezzettini.

La bambola di Sue Ellen!

Faccio in un momento, è una cosa intima, personale.

Dovevo farlo. Mi sento un'altra persona!

Che soddisfazione!

Così impari a tirarmi i gatti morti!

Andiamo, siamo quasi arrivati.

Prego, signorina. Siamo arrivati al terrazzo.

- Oh! - Mamma, mia!

Scusi.

Venga.

Venga.

Ecco.

Venga.

Venga, signorina. Venga.

Prego.

Meraviglioso, abbiamo segnato il primo punto! Complimenti!

- Dorme in casa sua. - Dovrà essere prudente.

Ora possiamo divertirci con questo Loris, comincia lo spettacolo!

Lei è la protagonista di questo spettacolo che si intitola,

"Niente tregua per Loris"!

Lei lo deve perseguitare 24 ore al giorno, ogni gesto, ogni sguardo,

ogni movimento del suo corpo, ogni sospiro devono torturarlo

e scatenare in lui i demoni erotici.

Adesso lei è come il fiore per l'ape vogliosa.

Il pistillo si offre, ma poi si sottrae e non concede il suo miele.

È una guerra lubrica, un duello lascivo giorno e notte.

- Un bombardamento osceno. - Un bombardamento?

Osceno!

Sì.

Ciao, Loris.

Sono Pascucci!

Stai bene?

- Che mi volevi dire? - Pascucci! Pascucci!

Ho una donna in casa sempre nuda!

Dalla mattina alla sera, giorno e notte, sempre nuda!

È bella?

Il problema non è se è bella o no, ma che è sempre nuda!

Non ho un momento di pace!

Gli cade sempre... si sposta,

poi mi passa davanti la mattina e le cade... e mi chiede scusa.

È inutile che mi chieda scusa, ero lì che guardavo!

Poi si volta dietro... ed è nuda anche dietro!

Le cade sempre qualcosa e poi si china a raccoglierla.

Così, oppure le cade qualcosa dall'alto.

Io sono al posto tuo e lei così.

Poi scendendo mi chiede scusa e rimaniamo così.

Lo fa senza volerlo.

È sempre nuda o ha dei vestitini corti corti.

Poi si mette a leggere il giornale. Legge così.

Poi quando il giornale cade, lo raccoglie in questo modo.

A volte si mette a leggere seduta in questo modo.

Come se io non ci fossi. Comincia a leggere e...

Io sono dove sei tu. Qui non ha niente e io vedo tutto.

Vedo tutto molto bene! Ha tutte le cose che hanno le donne.

Davanti, di dietro... ha proprio tutto!

Proprio tutto.

La gamba, l'altra gamba, la...

Ha proprio tutto. Non le manca niente.

Pascucci, mi devi aiutare perché io...

Hai capito che mi succede o no?

A volte io la vedo...

La mia testa inizia a lavorare.

- A volte penso... - Che cosa pensi?

Loris, stai sbavando!

La donna lo capisce e non le piace.

Dignità, Loris. Un po' di dignità.

Non ci pensare, pensa ad altre cose.

Come nelle barzellette, pensa alle tasse.

Lei ti fa vedere il culo e tu pensa che devi pagare le tasse.

Pensa all'economia.

- Alle tasse? All'economia? - Al dollaro, al marco.

- Il dollaro? Il marco? - È un modo di dire!

Pensa all'inflazione. Ciao!

Inflazione?

- Ciao! - Ciao.

La prima volta che mi sono innamorata avevo 5 anni.

Si chiamava Duilio. Questo è il diario di quando andavo all'asilo.

"Duilio Mazzotti". Ascolta.

"23 Marzo. Oggi ho visto Duilio. È il più bello di tutti,"

"anche di Cristian che è più alto." Infatti Duilio mi arrivava qua.

Mi vado a cambiare, andiamo al parco. Perché sei preoccupato?

Preoccupato? Mi preoccupa il tetto dell'inflazione.

Se il costo del lavoro diminuisce di mezzo punto,

il franco svizzero svaluta la lira e allora è un casino per tutti.

È un parco grandissimo, ci sono tanti alberi, querce, betulle,

frassini, pioppi, faggi, ulivi, albicocchi, melograni.

Dove le ho messe? Dove sono?

Il parco ti piacerà moltissimo, è il più bello della città.

Ci sono pini enormi con grosse pigne piene di pinoli.

Eccole!

Sai che ore sono?

Sono le...

le 4 e 18.

Metto a posto l'orologio. Hai detto che sono le 4 e 18?

Come sono belli i fringuelli, i pettirossi, i codoni,

i mandorli, i caimani, i cormorani, i gabbiani...

Ti sei macchiato! No, fermo. Ci penso io.

Come è bella la natura!

Io vorrei avere un orto e piantarci un po' di tutto.

Il basilico, il prezzemolo, un po' di tutto.

Non mi sento bene, mi gira la testa. Forse è il cuore.

Il cuore mi batte forte, senti?

Dov'è il cuore? A destra o a sinistra? Non ricordo mai dov'è.

Io sono delicata come nonna Dina. Ti ho parlato di mia nonna Dina?

Ho fatto un tema su di lei quando andavo all'asilo.

"Diario. 18 aprile. La mia nonna Dina."

"Mia nonna è stata punta in un dito da uno scorpione."

"È successo a settembre e a ottobre la mia nonnina sta ancora male."

Fermo, lo raccolgo io.

Fa caldo!

Ti ho letto il tema che ho fatto sulla mia mamma?

"Tema: La mia mamma.

Svolgimento. Il mio babbo..."

Non ti fa ridere che faccia il tema sulla mamma e scriva del babbo?

No, è troppo lungo, andiamo al parco. Vieni o facciamo tardi!

Se avessi un orto ci metterei:

cavolfiori, carciofi, carote, sedani, erba cipollina, melanzane.

- Loris! - Sì? - Mi aiuti? - Arrivo.

Fermo! Sono qui, mi vedi?

- Sì. - Aiutami a scendere.

Fai piano. Aiutami a scendere.

Così, bravo. Giù, giù.

Grazie!

Chissà com'è arrivato lì questo cappello, lo cercavo da mesi!

Nello stagno metterei tacchini, galline, conigli, pulcini, gnu,

fagiani e una balena!

Mi piacerebbe avere una balena! Le amo tanto!

- Loris! - Sì?

Loris, guarda questo vestito.

Bello.

Sì, è bello, ma guarda come è fatto!

Se qualcuno mi dà una pacca sulla spalla, rimango nuda!

No, sotto il letto!

Loris, mi è caduto l'orecchino che mi ha regalato zia Mimi!

Mi ha detto che non vale parecchio, ma che se lo perdo, perdo l'orecchio.

- Loris, aiutami! - Sì.

- L'orecchino si è impigliato nella rete del letto. - Eccomi.

Come avrà fatto a incastrarsi sotto la rete del letto?

Ho chiesto a zia Mimi come avesse fatto ad arrivare a 90 anni!

Mi ha risposto di aver sempre mangiato tanti insaccati.

Salami, prosciutti, mortadelle, arista, pancetta, porchetta...

C'è una timida ripresa della domanda interna lorda.

È inutile investire in dollari se il franco francese scende di 0,4.

Il reddito pro capite è sceso sotto il PIL dell'indice del MIB.

All'asta dei CCT sono finiti i BOT, crollo della Borsa, sono rovinato!

Andiamo, ti porto in un posto meraviglioso.

C'è un gran silenzio, devi vederlo con i tuoi occhi.

Parla piano.

Là potrò urlare quanto voglio!

Potremo ridere, scherzare! Ho tante cose da farti vedere!

Ahi, c'è qualcosa che mi fa male e mi stringe!

Era questa! Ora sto bene! Andiamo al parco!

- Avanti.

Buongiorno. Allora?

- Professore, non so che altro fare. - Che succede? - Niente!

"Il niente e il tutto si toccano", mi racconti.

Tutto, io ho fatto tutto. Non so che altro fare.

L'ho portato nel parco fino alle 3 di notte.

Ero sempre nuda, anche se faceva molto freddo.

Ripetevo continuamente che nessuno sapeva che eravamo lì

e che chiunque avrebbe potuto approfittarsi di me.

Mi sono messa con le gambe all'aria, ho fatto il bagno,

ho raccolto i fiorellini nuda davanti a lui per un'ora e mezza.

Mi perdoni, gli sono stata tutta la notte con il culo in faccia.

Affascinante. Lui cosa faceva, cosa diceva?

Cosa diceva? Glielo faccio sentire subito.

Il dollaro canadese non può scendere sotto lo 0,6%.

Panico a Wall Street, gli azionisti svendono...

Non so più cosa fare, forse ho sbagliato tutto.

No, al contrario! Bisogna festeggiare.

- Siamo vicini alla soluzione. - Ma non ha fatto niente di strano.

Sa come chiamiamo in termini tecnici il suo "far niente di strano"?

Apatia catartica prevattica.

In parole semplici è un momento di bassa pressione

che prelude ad un uragano di violenza inaudita!

Questa missione diventa per lei veramente pericolosa.

Se potessi vederlo, toccarlo!

Potrei dire il giorno, l'ora, il minuto in cui esploderà.

Sono molto preoccupato.

Adesso bisogna fare una cosa molto rischiosa,

ma servirà anche a proteggere lei.

Lo devo visitare assolutamente.

Tensione vascolare cranica del metignonomo,

pressione sanguigna, pressione oculare, DNA,

ROS, altezza, taglia, peso, riflessi!

Non c'è un secondo da perdere.

Organizzi un incontro il più presto possibile.

Gli dica che sono un sarto,

che sono un amico e che gli voglio fare un vestito.

Non deve sospettare che sono medico.

L'allegata...

fattura. Sì, giusto.

Con rispettosi...

rispettosi saluti, il generale.

Direttore?

Direttore generale.

- Bravo, abbiamo finito. - Grazie.

Sapesse quanto è diventato importante per me questo esame!

Domani devo essere promosso per forza!

Pensi, vicedirettore della Wan Chai Ung Import Export.

Honk Kong, Shanghai, Pechino, Italia, Inc...

Vicedirettore! Non esagerare, Loris.

L'importante è passare l'esame. Poi quando sarò dentro la ditta,

con tutti quei cinesi... Parla con uno, parla con un altro...

Imparerò, giusto?

La ringrazio... che è?

È un vasetto portafortuna. Tienilo, ti servirà domani per gli esami.

Grazie, poi glielo renderò. Bellissimo, grazie.

- Vado, arrivederci. - Ti accompagno.

Professore, la ringrazio ancora tanto.

Penso di essere preparato, supererò sicuramente l'esame.

Professore, c'è una cosa che le volevo chiedere.

Che c'è scritto sul tappetino?

Significa "Benvenuto".

Porca miseria, lo volevo dire! È un po' consumato e non si...

Arrivederci, ci vediamo domani all'esame.

Ciao, Loris.

- Sono simpatici? - Molto, sono marito e moglie.

Lei è una signora delicata e lui è un grandissimo sarto.

- Cosa prepariamo per cena? - Dobbiamo comprare qualcosa.

Come facciamo? Ci sono gli operai, è pieno di gente!

- Questa finestra si rompe sempre! - È caduta addosso anche a me.

Aiutami. Tienila un momento, la sistemo meglio.

Ci metto un cacciavite. Grazie, Jessica.

Jessica, oggi sono contento. Vaffanculo alla maggioranza!

- Oggi usciamo dal portone! - Sì!

Stai giù. Fai come me.

Buongiorno, buongiorno.

Buongiorno.

Buongiorno.

Giù, stai giù.

- Buona passeggiata. - Grazie.

- La signora, vero? - Sì, la signora.

- Piacere. - Molto lieta.

- Piacere. - Piacere.

- Quando avrete un figlio? - Un figlio?

- Vediamo, per ora... - Presto.

- È tempo è cambiato, diventa brutto. - Sì.

Io sono arrivato, ho la macchina.

- La salutiamo. - Buona passeggiata.

- Salutiamo. Arrivederci! - Arrivederci.

Arrivederci.

- Chi è? - Uno simpatico, ma è troppo complicato spiegarti.

Andiamo.

L'allarme è guasto.

Questi sono per te.

Belli!

Sei bellissima! Andiamo.

- A che ora viene il sarto? - Alle 9.00.

- Paride, voglio tornare a casa. - No.

- 18. - Cosa 18? - Ne ha ammazzate 18, vai da solo.

No, è troppo pericoloso. Non deve accorgersi che sono uno psichiatra.

Dobbiamo essere disinvolti. Non è pericoloso, è una cena qualsiasi.

Devi sorridere, fare i complimenti tranquillamente.

Jolanda!

- Prendi queste. - Me ne hai già date due. - Prendine altre due.

Anzi tre. Dai!

Siamo un po' in anticipo, ma è meglio così. Vieni.

Sorridi.

- Paride! - Ciao, ti presento mia moglie.

- Jolanda, basta! Vieni! - Sì.

Siamo contenti di questa cena. Ti presento Jessica.

- Piacere, signora. - Lui dov'è?

Loris è in cucina, sta tagliando le bistecche. Accomodatevi.

Devo fare pipì.

- Mia moglie ha bisogno del bagno. - Venga, l'accompagno.

- La prima porta a destra. - Grazie.

- Le devo parlare, dove andiamo? - Nella mia stanza. - Bene.

Devo fargli l'esame del sangue e una scintigrafia MKS.

Paride?

Paride?

Paride?

Paride!

Chi è? Jessica?

Ah!

Mi dispiace, cara. Adesso devi prendere queste.

Così. Stai tranquilla.

Devi cambiare quella porta, si cade sempre.

Quando ho aperto la porta, ho visto quella donna con due occhi così!

- Qualche minuto e ci raggiunge. - Io vado in terrazza.

- Paride. - Piacere, Loris.

Siamo arrivati in anticipo.

Per essere precisi 26 minuti, ma la circolazione è imprevedibile.

A volte è meglio così. Meglio arrivare in anticipo che in ritardo.

Permette?

Paride, Loris, venite a bere qualcosa in terrazzo.

Andiamo a bere, signor Paride.

Signor Paride, mi volevo scusare con sua moglie.

Non deve scusarsi.

Guarda che abbiamo preparato. Uno, due e tre!

Bello, eh?

È andata via la luce perché c'è il forno acceso. Vado a riattaccarla.

- Professore, se ne accorgerà. - È davvero impressionante.

Ha l'HBS a 73. Le ghiandole seminacee stanno scoppiando.

Ha gli occhi ipervascolari. Come sospettavo sta per scoppiare.

Ha fatto un bel lavoro, complimenti.

Accidenti.

Dov'è il coltello?

Paride?

Paride?

Paride?

Signora?

Sono io. Posso, signora?

Sono io, mi riconosce?

Ero venuto per scusarmi per prima, mi dispiace tanto.

Queste serate mi eccitano un po'.

Sono un po' nervoso.

Se si sente meglio, io sono pronto.

Suo marito e Jessica li ho già sistemati in terrazza, manca lei.

No, calma. Non deve alzarsi subito.

Abbiamo tutto il tempo, la notte è lunga.

Jolanda, più tardi ci divertiamo, eh?

Mi scusi tanto per prima. Ciao, Jolanda.

Eccomi!

Scusate, ecco qua!

- Volevo chiederle una cosa. - Sì.

Ci sono 3 porte. Una bianca chiusa,

una rossa aperta, una marrone socchiusa.

- Lei quale sceglie? - Quella rossa, è aperta!

- Scelga una palla. - È facile, questa. È più vicina!

Le volevo chiedere un'altra cosa. Ci sono 3 mucche... Anzi, no!

Lei torna a casa, sua moglie è stesa per terra.

Uno: è morta. Due: è svenuta. Tre: sta giocando. Lei cosa pensa?

È morta.

Vado a spegnere il forno. Ho vinto? Che gioco è?

Spaventoso.

Brava, signora! È in piedi, ma che sta facendo?

Mi sgranchisco le gambe. Non stavo scappando.

Scappando?

Ho bisogno d'aria.

- Ho bisogno di... Posso? - Certo.

Grazie.

L'aiuto?

No!

- Attenta, la finestra è rotta! La libero subito! - Aiuto!

- Stia calma! - Aiuto!

Non voglio! Non mi tocchi! Aiuto!

Aiuto!

Spegni lo stereo!

Tesoro mio, cosa è successo?

Mentre mi sporgevo, mi ha preso così con un coso grosso grosso.

È successo anche a me, la finestra è rotta.

- Che è successo? - La finestra! La serranda!

Mentre prendeva un po' d'aria, la serranda le è caduta addosso.

È stato solo un incidente.

Non è vero, mi voleva... con un coso grosso grosso.

Si è strappato il vestito! Manca anche un bottone!

Jolanda, se si vuole cambiare, c'è un armadio pieno di vestiti.

C'è un armadio pieno di vestiti, scegli quello che vuoi.

Voglio tornare a casa mia.

Calmati, è stato solo un incidente.

- Mi ha afferrato da dietro con un coso grosso grosso! - Ho visto.

Alla riunione di condominio dirò che devono aggiustare la finestra.

28... 29... 30.

Tieni... anzi, no!

Così va meglio. Bevi.

Ti farà bene, vedrai.

È ancora caldo! È venuto bellissimo!

In Cina si chiama Chai Tah!

È uno sformato di tartarughe, ma io ho messo le patate.

Io ne prendo poco perché domani ho l'esame di cinese.

- D'accordo. - Grazie, Paride!

Non riesco a dirti di no.

- Che c'è? - Non hai capito? Ti fa un vestito su misura.

Dritto con la schiena, faccia come dico perché sono un perfezionista.

Gli altri misurano in metri, io in millimetri.

Gli altri sarti mi fanno ridere, sono degli straccivendoli.

Io devo conoscere profondamente il mio cliente.

L'abito deve narrare le speranze, le illusioni di chi lo porta.

Alzi una gamba. No, una sola.

Non si muova.

Fermo!

Salga qua sopra.

Guardi in alto.

Può scendere.

Adesso dobbiamo prendere il girocollo per la cravatta,

ma dobbiamo misurare l'elasticità interna della gola.

Apra la bocca e dica: Aaaaa!

16,4.

Fermo!

Vediamo in dettaglio la manica dell'avambraccio inferiore.

Mi raccomando, non si muova.

- Ahi! - Le avevo detto di stare fermo.

- Mi ha bucato il dito! - Ahi! - Un vetrino disinfettante.

Tenda le braccia verso l'alto.

Alzi gli occhi al cielo e tenga le braccia alzate.

Fermo così!

- Ecco fatto! - È un sarto proprio preciso!

Abbiamo fatto solo una manica, dobbiamo ancora cominciare.

- Ora misuriamo il bacino e i polpacci. - Fermo!

- Si spogli. - No, qui davanti a tutti?

Giusto, andiamo in camera sua.

- Attento, vado a piedi. - La borsa!

- Vada avanti. - Ciao, Jessica.

- Che devo fare? - Tossisca.

Trattenga ancora il respiro. Smetta di respirare.

Per le scarpe siamo a posto, ora il cappello.

- Io non lo porto! - Con il vestito si deve indossare il cappello!

Fermo, mi serve al millimetro. Pesa?

Sì. Io non metto mai il cappello!

- Pensi a sua madre e non si muova. - Pizzica!

Jessica, siamo al cappello.

Non si volti e non si muova.

Ahhhh!

Ho quasi finito.

Mi fanno ridere gli stilisti moderni, sono approssimativi!

Le farò un po' male, ma durerà poco.

Si sdrai e si rilassi.

In cucina c'è un gran fumo! Vieni, sta bruciando qualcosa!

- Posso? - Mancava la sciarpa.

- Devo andare, scusi. - Peccato.

- Che sta bruciando? - Niente.

Volevo dirti che Paride a volte esagera, è troppo preciso.

È vero, è molto preciso, ma è anche molto strano.

Per farmi i guanti mi ha chiesto cosa sognavo,

e se avevo mai visto i miei genitori fare l'amore.

- Cosa sono? - Questi?

Me li ha fatti per le misure delle bretelle.

Non importa. Sì, è molto preciso.

Vado a lavarmi in bagno e torno subito.

Signorina!

Signorina, venga!

Per lei qui non c'era niente di sospetto, vero? Guardi!

Guardi cosa ho trovato! Mammolo!

- Cos'è? - Legga, che c'è scritto?

Mammolo.

- Mammolo. - Mammolo. Non capisce?

Un nano nell'armadio. Biancaneve e i 7 nani!

Le favole! Devo riflettere.

I risultati delle analisi saranno incredibili!

- Signora, dove va? - Aiuto!

- Ah'! - Si è fatta male?

Signora, venga qua.

Signora, stia zitta e buona. Signora, qui mi denunciano!

Mi denunciano, non qui sul pianerottolo!

- Dio buono, ma che le è successo? Signora! - Jolanda!

- Aiuto! - La mia borsa!

Si è messa questo vestito, poi le è caduto.

È rimasta nuda e si è impaurita.

Si è messa a urlare sul pianerottolo.

Mi dispiace, ma sua moglie...

Se mia moglie decide che è tardi, deve andare via.

- Urlava! - È il suo modo di salutare.

Ahhh! È una donna fatta così.

Buonasera, la cena è stata squisita.

Normale, vero?

Jolanda, eccomi!

Aspettami, tesoro!

Jessica, credo che non mi faccia più il vestito.

Cosa?

- Professore, quanto durano questi esami? - Dipende da come va.

È entrato adesso. Più resta dentro e meglio è.

Loris!

Professore, di che Cantone sono questi cinesi?

Non si capisce niente. Proprio niente!

- Che ti hanno chiesto? - Non lo so!

- Non si capiva niente! È sicuro che siano cinesi? - Sono cinesi.

Ho capito, non hai superato l'esame. Ti avevo detto che era difficile.

- Possiamo riprovarci. - No, grazie.

Mi dispiace solo di non venire più a lezione da lei. Questo è suo.

- Cos'è? - Un vasetto portafortuna, ma è stato inutile.

- Arrivederci, mi dispiace. - Di niente.

- Arrivederla, signorina. - Arrivederla, professore.

- Ti hanno fatto delle domande difficili? - Difficilissime!

Una era tremenda, non si capiva niente!

Forse parlavano in dialetto. Per me non erano cinesi.

- "Cercasi..." Ascoltami! - Dimmi.

"Presidente per società avviata, 3 mesi di ferie pagate,

necessaria conoscenza lingue scandinave."

Quante sono le lingue scandinave? Saranno tutte uguali!

Io cercherei qualcos'altro.

Professore?

- Ecco la soluzione. - Di che? - Mammolo!

- Mammolo? - Mammolo. Questa notte non ho dormito.

- Lui come sta? - Normale.

Lo sapevo! Ho passato la notte a leggere il saggio di Handerson.

"I fantasmi e le favole nello stupro moderno".

La soluzione è in questo vestito! Il vestito di Cappuccetto Rosso!

- Lo metta e capirà. - Basta, professore.

Non è un'iniziativa personale, lo ordina il capo della polizia.

Metta questo abito e tenga la pistola pronta.

Il raptus sarà immediato e devastante.

Lo indossi e vedrà. Attenta, legga le istruzioni per l'uso.

Buona fortuna.

Ascolta questo annuncio.

"Vicepresidente..."

No, "vice" non mi piace.

Chi è a quest'ora?

- Chi è? - Io, l'amministratore.

- Che vuole? - Una signora vuole vedere la casa per la vendita.

Jessica, c'è l'amministratore.

Eccomi!

Sono...

Sono molto ammalato. Non gliel'hanno detto?

- Che sta dicendo? - Sto male!

Ho la...

Sto male! Molto male! Ho una malattia molto contagiosa.

Non faccia il buffone, apra!

Buongiorno, signora. Che bel bambino, me lo lasci accarezzare.

Scusi, verrò un'altra volta, ora ho un impegno. Devo andare.

Signora, aspetti! Aspetti!

Guarda che mi doveva capitare!

Stamattina mi sono svegliato e mi è venuta questa malattia.

Che virus sarà? Non si sa!

Mah! Mah! Mah!

Lei è un farabutto, ma un giorno gliela farò pagare!

- Ascensore!

Jessica.

Jessica, era l'amministratore. Gli ho fatt...

Jessica, posso entrare?

Ma...

Se ti vede l'amministratore, ti mette in giardino.

- Dove devi andare? - A trovare la nonna malata.

Queste valige... che cosa succede?

Loris, devo andare via. Non mi chiedere dove, come, quando, perché.

Non posso più stare qui con te.

- Non mi chiedere niente. - Come, dove, perché...

Fai sempre così! Ti dico di non chiedere e tu lo fai subito!

- Non mi ascolti mai quando parlo! - Eh?

Devo salire dalla finestra, e scendere a quattro zampe!

- Altrimenti mi sfrattano. - Farebbero bene!

Nasconditi qui, nasconditi là! Non e una casa, e un videogame!

Ogni mattina mi porti il caffè a letto, ma io non riesco a dormire!

Domani mando qualcuno a ritirare le valige.

Non dire niente, non mi fermare e stai fermo.

Jessica.

Non mi ascolti mai quando parlo! Poi dici che invento le cose!

Stai fermo e zitto, io vado via!

Questi sono miei!

Jessica, lascerò la cassetta nella valigia che manderai a prendere.

Ti confesso che sei stata un po'... un pochino poco educata

nei confronti del sottoscritto. Qui finisce il contratto d'affitto.

La ringrazio, distinti saluti.

Cara Jessica... ti lascerò la cassetta nella valigia che manderai a prendere.

Ti confesso che sei stata un po'... un pochino poco educata

nei confronti del sottoscritto. Qui finisce il contratto d'affitto.

La ringrazio, distinti saluti.

Probabilmente non te ne sarai neanche accorto,

quando ascolterai questa cassetta io non sarò più da te.

Sono le 3 di notte, c'è un gran silenzio e non riesco a dormire.

Sono venuta nella tua stanza e stavi dormendo senza guanciale.

Questa casa mi mancherà... tu non puoi sapere Loris quanto... quanto io ti ami.

Il topo stava per mettere la testa nella trappola!

Mi dispiace, ma sono convinta che vi sbagliate.

Lo stavamo per prendere!

Signorina, aveva la possibilità di fermare quella serie di mostruosità.

- Professore, lei l'ha visto. - Anche mia moglie.

- Ma professore! - Quel mostro l'ha convinta, è un genio!

Come ha reagito quando le ha detto che andava via?

Mi è sembrato dispiaciuto, un po' sorpreso, emozionato, normale.

Normale? Scherza?

Piano, non capisco!

Cosa? Dove? Mezz'ora fa? In pieno giorno?

Ne ha uccisa un'altra. Stessa tecnica, l'ha fatta a pezzi.

Andate a casa di Loris ed arrestatelo.

Avvertite tutti, convocate la stampa, le TV! Arrivo subito!

Venga, professore.

Avrà sulla coscienza quella poveretta fatta a pezzi!

Come è possibile?

- È così spaventoso? - Spaventoso è un complimento.

È un arrogante, un isterico, non paga le bollette!

Lo faremo a pezzi come ha fatto con quelle povere donne!

- Bravo! - Lo faremo a pezzi!

Ci vorrebbe la pena di morte!

Permesso, polizia.

Che è successo?

Non lo so, sono arrivato adesso. Hanno ammazzato una donna.

- Hanno ammazzato una donna? - Una? Venti!

- Venti donne in questo condominio? - Sì.

L'assassino viveva con un nano chiuso nell'armadio, lo torturava.

- Ma chi? - Il mostro! Quello che faceva le donne a pezzetti.

Hanno preso il mostro che faceva le donne a pezzetti?

- Era uno del condominio? - Sembra di sì.

- È l'amministratore? - Non lo so, forse.

È sicuramente l'amministratore.

Ahhh! È lui! È lui!

Andiamo via, è pericoloso!

Largo, sgombrate! State indietro!

È lui il mostro!

- Mostro! - Io?

Siamo tutti amici, non è successo niente.

Il mostro! Io il mostro?

Fermi!

Fermi! Zitti!

Dov'è andato? È sparito!

È andato di là?

Eccolo là!

- Che succede oggi? Perché queste sirene? - Non lo so.

Ruggero, quello è l'uomo che ci deve dare i soldi!

Quel morto del telegramma! Loris!

Scusi.

Fermo.

L'antiquario.

Fermo, ladro!

A voi quanto deve dare?

Ma...

Quanti ne ha fregati! Che ladro!

Eccolo!

Professore.

Ho suonato il campanello, ma non rispondeva nessuno.

Mi sono permesso di entrare dalla finestra. Sono io, professore.

Sono Loris, non si spaventi.

Professore, è qua?

Professore.

- Buongiorno, Jessica. - Buongiorno.

È una cosa disgustosa.

Non abbiamo trovato alcune parti del corpo.

Scusa.

Professore?

Professore, sono in casa sua. Sono Loris, professore.

Loris, quello che studiava cinese. Sono entrato dalla finestra.

Non si spaventi. Forse lei non ne ha neanche sentito parlare.

Quel mostro che fa a pezzi tutte le donne.

Sono io. Cioè loro dicono che sono io.

Professore, come hanno potuto pensare che io sia quel mostro?

Mi hanno rincorso. Professore, mi deve aiutare.

Se le chiedono se ha visto il mostro, dica di no.

Mi hanno rincorso tutto il giorno, la polizia, il condominio,

l'amministratore, gente che non conoscevo.

Come hanno potuto pensare che io sono il mostro!

Un poliziotto mi ha puntato il mitra contro!

Mi hanno inseguito tutto il giorno...

È scaduto, attento professore, può fare male.

Io ero arrivato a casa e non me ne ero neanche accorto.

Stavo andando a casa tranquillo, non sapevo niente.

Hanno cominciato a urlare "Il mostro!" A me? Perché a me?

Come se io vedessi una persona come lei, un po' sudata,

con qualche macchia di fango, qualche macchia rossa,

e cominciassi a urlare: "Ecco il mostro!"

Solo perché una persona ha una macchia rossa,

il latte scaduto, una mano nella giacca a vento...

Allora sono tutti mostri?

Non si può andare in giro con... una mano di una donna nella... nella...

Bene! Professore, io la saluto.

È veramente tardi, ero passato per un momento.

La vedo bene, complimenti. Arrivederci.

Io le darei la mano, ma vedo che già ce l'ha.

Ha rinfrescato. Stavo venendo e ha iniziato a tirare un vento freddo.

Buono, professore.

Buono, professore, buono!

Buono.

A sinistra!

Fermo! Non ti muovere! Mani sulla testa. Tutti e due!

Silenzio! Calmo! Vieni fuori, piano.

Vieni avanti. Vieni. Buono.

Vieni avanti, Piano! Vieni!

Calmo. Tranquillo.

- Jessica! - Zitto!

- Che c'è? - Non è lui.

- Jessica, il professore è in casa. - È armato? - No.

- È strano, sta male. - Portalo via.

- Buonasera, professore. Come sta? - Non molto bene.

Venga, professore.

Un momento! Un momento!

Un momento.

Assolutamente terrificante.

Vengo anch'io, gli devo fare qualche domanda.

Ci sono tre cammelli. Uno rosso con una gobba,

uno giallo con tre gobbe, uno nero senza gobbe.

Guardi me, guardi le mie labbra.

Sei sicura che l'amministratore non è coinvolto in questa storia?

- Chi? - L'ammi... niente.

Come è possibile... scusa un momento.

Se ti avessi dato un bacio... uno di quelli... tu mi avresti sparato?

- No, dipende da come lo facevi. - Ma se...

La storia... io non capisco...

Questo me lo devi spiegare.

Se io... mentre tu raccoglievi quello che ti cadeva...

Se io ti prendevo e... mi sparavi?

Non lo so.

- Ma se io... - Se tu?

Se io...

Se io...

Per esempio... altrimenti non capisco niente.

Se io... Ferma. Se ti facevo così.

Attento al tubo!

Se ti facevo così...

- Buonasera, - Buonasera.

Buonasera.

- Mi dispiace disturbarvi, ma ho bisogno della macchina. - Scusi!

No, scusate voi. Buona passeggiata.

- Grazie. - Grazie.

[ITALIAN]

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